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14/06/11

Riflessioni sulle convocazioni per la coppa Europa

(di Sasuke) Mi concedo qualche riflessione sulla lista diramata dalla FIDAL circa i convocati per il Campionato Europeo per Nazioni che si terrà a Stoccolma questo finesettimana. Generalmente gli atleti sembrano essere stati convocati in base al piazzamento nelle graduatorie nazionali, e già questo è un bel passo in avanti. Rimane però qualche incertezza che prenderò in esame caso per caso.

Il doppio impegno sui 100 e 200 di Emanuele di Gregorio può starci, per quanto quest'ultimo non sia eccezionale sulla doppia distanza, anche se avrei visto più volentieri Andrew Howe (che però è dato per leggermente infortunato) qui piuttosto che nel lungo dove non ha ancora affrontato una gara e quindi non ci è dato sapere quanto è in grado di fare al momento.
Della staffetta si è già parlato, personalmente mi sembra poco sensato convocare sia Roberto Donati che Maurizio Checcucci visto che quest'anno hanno brillato ben poco (Donati è 17esimo sui 100 e addirittura 35esimo sui 200, distanza che dovrebbe essere la sua specialità vista l'importanza del correre bene i 200 per la staffetta secondo il prof. Di Mulo) piuttosto che Michael Tumi (che forse non è stato chiamato vista la concommitanza con i campionati italiani di categoria).

Tra le donne, non mi convince molto Audrey Alloh. Per quanto abbia al suo attivo un 11.65 corso ai primi di Maggio è poi crollata su tempi decisamente peggiori (11.93 11.98 11.99) venendo battuta da Jessica Paoletta e Giulia Arcioni. Ancora meno sensata la sua convocazione sui 200 metri, dove è addirittura decima con un tempo (24.41) non eccezionale ed addirittura ventoso. Sarebbero state molto meglio sia Marzia Caravelli (in gran forma e già impegnata sugli ostacoli) che Giulia Arcioni convocata solo in chiave staffetta. Mi convince invece tutto il resto della squadra anche se avrei schierato Marta Milani sugli 800 metri (vista la recente ottima prestazione) mettendo Chiara Bazzoni o Maria Enrica Spacca sui 400 lasciando così Elisa Cusma (che non è data in gran forma) solo sui 1500 evitandole il doppio impegno.

27/02/11

La Fidal ci ripensa: per la Milani a Parigi c'è posto nella prova individuale

Marta Milani - foto Fidal
(scritto da Sasuke) - Discutevamo nei giorni scorsi di come molti atleti fossero stati convocati senza aver ottenuto il minimo e di come Marta Milani, la “pupilla” di Arese, fosse rimasta fuori dai 400 metri e iscritta solo in chiave staffetta. Decisione quantomeno discutibile visti i suoi riscontri (53.09 e 53.10), la partecipazione vittoriosa ai campionati Italiani e una serie di 6 gare vinte su 6. Apprendo tramite il sito ufficiale dell’atleta (www.martamilani.com) che la Fidal sembra aver miracolosamente visto la luce, infatti la stessa atleta afferma: “Finalmente la convocazione è ufficiale, mercoledì prossimo sarò in partenza per i campionati europei indoor di Parigi! Gareggerò sia nella gara individuale che nella staffetta 4×400…saranno tre giorni intensi!
Sono contento per Marta che a mio avviso si era meritata la convocazione molto più di altri; è circa ventesima in Europa (le liste Iaaf non sono aggiornate con i recenti campionati russi), ma davanti a lei ci sono ben 10 (!) russe di cui solo 3 potranno disputare il campionato. Daniela Reina si piazzò quinta in finale e la Milani vale quei tempi… penso che se corre al meglio un approdo tra le prime sei non sia impossibile.

24/02/11

I convocati di Parigi: 14 minimi e ne vanno in 27, ma non la Milani sui 400 (ma non era la pupilla di Arese?)

Marta Milani, scippata dalla gara individuale dei 400
(scritto da Sasuke) - Più in ritardo delle altre federazioni europee, anche quella italiana, la Fidal (nota anche come Fidasics da queste parti) ha finalmente svelato la lista definitiva degli atleti che saranno presenti alla rassegna continentale indoor di Parigi. 14 uomini, 8 donne e 5 staffettiste della 4x400 femminile. Fortunatamente tutti gli atleti che sono riusciti ad ottenere il minimo sono stati convocati; non dovremo quindi trovarci a leggere altre lettere aperte come l’anno scorso, quando Jacques Riparelli fu ingiustamente escluso dai mondiali di Doha per chissà quali ragioni. Oltre ai già noti 14 nomi, tutti presenti, la Fidal sorprende puntando sui giovani. Sono quindi presenti, anche se non hanno conseguito il minimo, l’altista Marco Fassinotti (2.24, ma anche 2.28 l’anno scorso), il triplista Daniele Greco (16.65, ma anche 17.20 due anni fa e 16.95 l'anno scorso), il trio al completo degli astisti: Giuseppe Gibilisco (5.50), Giorgio Piantella (5.55) e il giovane Claudio Stecchi (5.50). Oltre a loro, premiati anche i due titoli italiani (promesse e assoluti) sui 60 metri della giovane promessa Michael Tumi (6.71), terzo in graduatoria in Italia dietro Emanuele Di Gregorio e Simone Collio. Oltre a loro, Raffaella Lamera (1.90, ma 1.95 lo scorso anno) ma non le più giovani Alessia Trost (1.89) ed Elena Vallortigara (1.90) che hanno però saltato gli italiani per problemi alle caviglie e Daniele Meucci, bronzo dei 10000 europei di Barcellona ma non troppo incisivo in queste indoor; complice, forse, un doppio impegno con le campestri. Spicca inoltre la presenza del primatista italiano di salto triplo e oro a Torino 2009 con il record dei campionati portato a 17.59, Fabrizio Donato, iscritto sia nel triplo che nel lungo (grazie all'ottimo 8.03). Sono convinto che Fabrizio potrà dire la sua in entrambe le specialità e, perchè no, puntare magari anche a due medaglie!
Purtroppo, e spiace dirlo, non vedo troppo senso in queste manovre. Capisco dare spazio ai giovani, ma evidentemente il criterio non è solo quello… vista la presenza di Gibilisco, Piantella, Lamera e Meucci. Quello che mi spiace è vedere esclusa Marta Milani, che ci teneva molto, dalla prova individuale. Nemmeno Daniela Reina conseguì il fatidico 53.00 due anni fa (per quanto avesse un personale di 52.95), ma partecipò e arrivò quinta in una finale di alto livello con 53.11; è stata convocata con la staffetta, è vero, insieme a Chiara Bazzoni, Giulia Arcioni, Maria Enrica Spacca e Elena Maria Bonfanti (evidentemente la riserva, grazie ad un buon 54.29). Almeno questa volta non si può dire che non abbiano convocato le migliori.
Non dimentichiamoci che a Torino l’Italia arrivò terza (!!) nel medagliere grazie a due ori. Speriamo di riuscire quantomeno ad avvicinare quel risultato, anche grazie ad Antonietta di Martino da cui, personalmente, mi aspetto grandi risultati.
Concludo copia-incollando l’elenco finale dei convocati dal sito Fidal.

UOMINI (14)
  • 60 -  EMANUELE DI GREGORIO - C.S. Aeronautica Mil. - MICHAEL TUMI C.S. Aeronautica Mil./Atl. Vicentina
  • 800 - MARIO SCAPINI - Cus Pro Patria Milano
  • 3000 - STEFANO LA ROSA - C.S. Carabinieri Sez. Atletica - DANIELE MEUCCI - C.S. Esercito
  • 60hs - EMANUELE ABATE - G.S. Fiamme Oro Padova
  • Alto - NICOLA CIOTTI - C.S. Carabinieri Sez. Atletica - MARCO FASSINOTTI C.S. Aeronautica Mil./Atl. Mizuno Piemonte Ass.
  • Asta - GIUSEPPE GIBILISCO - G.A. Fiamme Gialle/Bruni Pubbl. Atl. Vomano - GIORGIO PIANTELLA C.S. - Carabinieri Sez. Atletica - CLAUDIO M. STECCHI - G.A. Fiamme Gialle/Assi Giglio Rosso Firenze
  • Lungo/TriploFABRIZIO DONATO - G.A. Fiamme Gialle
  • Triplo - DANIELE GRECO - G.S. Fiamme Oro Padova - FABRIZIO SCHEMBRI - C.S. Carabinieri Sez. Atletica
DONNE (13)
  • 60 - MANUELA LEVORATO - C.S. Aeronautica Mil.
  • 60hs - GIULIA PENNELLA - C.S. Esercito/Audacia Record Atletica
  • Alto - ANTONIETTA DI MARTINO - G.A. Fiamme Gialle - RAFFAELLA LAMERA C.S. Esercito
  • Asta - GIORGIA BENECCHI C.S. Esercito/Cus Parma - ANNA GIORDANO BRUNO - Assindustria Sport Padova
  • Triplo - SIMONA LA MANTIA - G.A. Fiamme Gialle
  • Peso - CHIARA ROSA - G.S. Fiamme Azzurre
  • 4x400 - GIULIA ARCIONI - G.S. Forestale - CHIARA BAZZONI - C.S. Esercito - ELENA M. BONFANTI - Atl. Lecco-Colombo Costruz. - MARTA MILANI - C.S. Esercito - MARIA E. SPACCA - G.S. Forestale

13/02/11

La Di Martino scende sulla terra: 1,92 - Di Gregorio sempre miglior sprinter europeo, ma Collio si avvicina - la Milani, invece, si allontana

Dai, tutto sommato bravi gli italiani a Karsruhe, anche se mi aspettavo un pizzichino di più da parte delle due ragazze azzurre, Antonietta Di Martino e Marta Milani, le cui azioni hanno subito un lieve calo. Stabili quelle di Emanuele Di Gregorio, mentre in leggera salita quelle di Simone Collio sui 60 metri. Ma andiamo con ordine. Nell'alto femminile, Antonietta Di Martino reduce non più di qualche ore fa dal sensazionale 2,04, torna in pedana. Un pò scarica? Forse. Pedana sorda? Forse. Fatto sta che arriva sì la vittoria, ma con 1,92, cioè 12 centimetri in meno di Banska Bytinka (era questo il nome slovacco?). Dietro, per numero di errori ma con la medesima misura, Viktorya Klyugina, mentre Svetlana Shkolina, salita fino a 2 metri non più di 3 giorni fa, sprofonda fino a 1,88. 12 centimetri anche lei in meno da pedana-a-pedana. In medio stat virtus, probabilmente. Autrici di una gara entusiasmante non più di qualche ora prima, entrambe le atlete sono arrivate in Germania con la spia della batteria accesa. Urgono i cavi per ripartire. Nei 400 Marta Milani si trova in una batteria da Campionati Italiani Promesse, con sole due atlete: risultato 53"89, cioè 79 cent in più rispetto all'ultima uscita. E adesso? Gli Europei col minimo a 53"00? Adesso mancano i due ultimi colpi agli Assoluti (di fatto uno, a meno che decida di tirare anche in batteria) a meno che trovi un ultimo meeting durante la settimana che porta ad Ancona. Bastava essere inserite nella batteria con la ceca Zuzana Hejnova (52"86 in seconda serie) per trovare un treno decente per Parigi. Dalla velocità maschile esce ancora a testa altissima Emanuele Di Gregorio che ormai è una sicurezza a certi livelli. 6"63 in finale (con RT 0"155) e 6"66 in batteria ma con 0"191 di reazione. Bastava una normale reazione di 0"16 anche in batteria e non così bradipeggiante come lo 0"191 fatto segnare dai blocchi (davvero tanto per un 60ista), per ottenere ancora una volta un tempo intorno ai 6"62/6"63. Se non altro l'onore di essersi messo alle spalle in finale quel simpatico globetrotter di Kim Collins che in batteria, a 35 anni, aveva ottenuto il proprio personale, con l'incredibile crono di 6"50. Possiamo omettere che sarebbe anche il record nazionale indoor delle Isole Saint Kitts e Nevis, tradizionale località caraibica dove si svolgono sport invernali? Buoni cenni di risalita da parte di Simone Collio. In batteria 6"68 ad un solo centesimo dal limite per gli europei e con un fenomenale RT di 0"139. In finale 6"69 con 0"148. Ancora un piccolo sforzo: poi manca ancora un mese all'appuntamento clou e nessuno in Europa sembra un fenomeno: Chambers si sta pure nascondendo. Ma attenzione adesso al fatto che a livello europeo si è intromesso il tedesco Tobias Unger, arrivato ad un solo centesimo da Di Gregorio (6"64).
Attenzione dai 60 femminili che si stanno vedendo altre cose, oltre a prezzemolina-Povh. Infatti la Maria Ryemyen, orfana della connazionale Povh (inizialmente prevista in gara) sciabola un 7"15 da vertigini, ottenuto soprattutto con un RT di 0"190. Questo vuol dire che con una partenza un pizzico più sveglia, vale già il 7"13 della Povh. Solo loro due si contenderanno il massimo alloro europeo? No, sbagliato. A 7"17 troviamo la norvegese (di certa origine nigeriana o di quella parte d'Africa) Ezinne Okparaebo. Podio a Parigi probabilmente con tempi sotto i 7"20. La campionessa Europea di Barcellona, Verena Sailer soffre questa distanza, e corre ancora tempi a portata di Manuela Levorato (7"28 e 7"31). Negli ostacoli femminili, sempre in ottica europea, la norvegese Christina Vukicevic (ma anche questa sembrerebbe di origine slave) ottiene due volte in poche ore il suo PB: 7"90 in entrambe le circostanze, e pole position sotto l'Arco di Trionfo. Record nazionale tedesco invece dall'asta, vinta da Silke Speigelburg con 4,76. La Isimbayeva è avvertita, anche se questa settimana ha già riprovato il record del mondo a Mosca a 5,01. L'animale americano David Oliver, come preventivato, ha dominato i 60hs. 7"40, trascinandosi però alle spalle, tra gli altri, i francesi Dimitri Bascou (7"53) e Darien Garfield (7"56): tutti e due al primato personale, che mette a questo punto un pò di pressione sul ceco Svoboda, che era stato un pò lo spauracchio dei meeting europei degli ultimi 20 giorni. Il lungo maschile, come segnalato, continua quest'anno a non decollare. Nonostante il parterre de roi, vittoria al ghanese Gaisah con 7,92, davanti al greco Tsatoumas con 7,96. Terzo il redivivo Beyer con 7,95. Nils Winter addirittura 7,68, mentre Emanuele Formichetti 7,64. 

12/02/11

Domani sera Meeting di Karlsruhe: allacciamo le cinture

Il monumentale David Oliver
Nel meeting tedesco di Karlsruhe (cambiate blog, per favore, se scrivo ancora una volta che in Germania fanno meeting internazionali ogni 3 giorni e in Italia non ne fanno più da anni) la bestia-umana David Oliver sarà come il famelico leone invitto del Colosseo, che sbrana da ormai un paio di anni tutto quello che gli viene portato in offerta con ferocia e senza lasciare brandelli di cartilagine in giro. Pulisce pure, prima di leccarsi. Non so se gli piace la cucina cinese, ma domani sera tra le varie portate avrà un certo Liu Xiang, che non più di 3 mesi fa correva in 13"09 ai campionati asiatici, mentre a couple di giorni fa terminava a 7"60 la sua fatica sui 5 ostacoli al coperto (ma 7"42 di PB). Troppo piano per l'animale americano, che sembra più un body-builder che un ostacolista. Una cassa toracica a prova di Mister Olympia, per lui che divora gli ostacoli come se fossero pillole di BCAA. A proposito, il suo recente 7"37 a Stoccarda è un solo centesimo superiore al record americano, detenuto in contemporanea dai tre Dioscuri dell'ostacolismo americano, che il solo pronunciarli fa tremare i polsi: Greg Foster, Allen Johnson e Terrence Trammell. Il primo correva quel tempo addirittura nell'87. L'ultimo è ancora vivo (sportivamente) e più che vegeto. Una divinità a tre teste vissuta in epoche diverse. Si aggiungerà anche la quarta in modo da poterli raffigurare come il Monte Rushmore nell'albo dei record, coi faccioni impressi nella roccia? Sto impazzendo, è vero, ma questo Oliver sembra davvero un Golem, quei mostri della mitologia ebraica, senza punti deboli. 
Nei 60 metri Mike Rodgers è l'uomo ovunque della stagione europea indoor: ma stavolta arriva diretto da Stoccarda dove si è preso l'oremus da quel "vecchietto" di Kim Collins (6"52 a 6"53), che giusto per non perdere il vizietto si ripresenta sui blocchi di partenza. Ma saranno della partita anche i nostri Emanuele Di Gregorio e Simone Collio: il primo è al momento capolista continentale, mentre il secondo è alla ricerca di una prova convincente, anche se probabilmente ha ambizioni più rivolte all'estate. Di sicuro se ci piazza il tempone, non lo vedo abbandonare la pugna per dedicarsi al giardinaggio durante gli Eruoindoor. Ma attenzione anche al mio "amico" Pascal Mancini (Svizzera) che è uno degli sprinter del vecchio continente più in palla e che su facebook dichiarava di essere in forma eccezionale e che se non fosse stato per la falsa di due giorni fa... vediamo. Non ci resta di aspettare quello che succederà nel tardo pomeriggio di domenica, visto che è prevista una nutrita schiera di sprinter della blue-stars flag. 
E poi, poteva mancare Oleysia Povh? L'Alessia? No. E' diventata come il prezzemolo. Visto i neologismi creatisi negli ultimi anni qui in Italia, di matrice televisiva, la chiameremo la "prezzemolina-Povh". Sta monetizzando il suo stato di forma, evidentemente: ma ci arriva a Parigi, tra un mese? 8 gare in 15 giorni: stasera arriva a 10. Chiamate la neuro. Sulla sua strada la tedesca Verena Seiler (sembra quasi un cognome austriaco), oro dei 100 di Barcellona e Bronzo nei 60 di Torino '09, ma che rischia tanto davanti alla pallottola ucraina. Poi zitta-zitta, alle spalle della prezzemolina, arriva la connazionale Maria Ryemyen, che intanto ha piazzato un doppio 7"17 nell'ultima gara e chissà mai che gli piazza pure il colpaccio prima o poi. Gara da vedere assolutamente, anche perchè del lotto fa parte anche la francese Soumarè, che a Barcellona ha vinto i 200 e che rappresenta la vera erede di Madamoiselle Arron. 
Nei 400 Marta Milani, migliorata fino a 53"10, ha uno dei 2/3 match-point per ottenere il minimo per Parigi che ancora non ha ottenuto (per soli 10 centesimi). La russa di turno capita a fagiolo: Antonina Krivoshapka, con Pb di 49"29 all'aperto e di 50"55 indoor. La gara avrà quindi già in partenza un attore protagonista. Vedremo se poi se la Milani potrà essere l'attrice co-protagonista o una comparsa. Mauriel  Hurtis a sorpresa tra le partecipanti della disfida. 
Chiaro, sicura protagonista sarà poi Antonietta Di Martino, che tutto si può dire, tranne che non sia in forma. Vediamo se la pedana di Karlsruhe sarà bella dinamica come quella di Banska Bi-qualcosa in Slovacchia. Solite avversarie di stagione e di nazione (russa): Svetlana Shkolina e Vicktorya Klyugina.  
Infine, Emanuele Formichetti iscritto nella gara di lungo, che vedrà al via anche il kafkiano Sebastian Bayer (un giorno da leone nella sua carriera, quello di Torino '09, e tanti altri... no) e l'altro tedesco Nils Winter, che la stagione indoor ce l'ha... nel Dna. Per motivi semantici. 

03/02/11

400 femminili italiani (finalmente) in fermento?

Daniela Reina
L'avvento di Libania Grenot nel mondo atletico italiano, sembra essere coinciso con una sorta di Rinascimento della specialità del giro della morte come lo chiamano negli States. Ciò vuol dire che sempre più interpreti ad alto livello si stanno mettendo in luce in questa specialità, e che ciò, nei prossimi anni, potrebbe portare ad una sorta di innalzamento dei livelli medio-alti. Come avviene spesso in Italia, vi sono ogni tanto categorie che esplodono letteralmente e altre che muoiono inopinatamente: pensate alla storia dei 400 ostacoli di oggi, ormai diventata un'oasi protetta del WWF a rischio di estinzione, praticamente orfana di interpreti a livello (medio) internazionale, e la contemporanea crescita dei 100 ostacoli, con buone interpreti che un domani potrebbero avere un palcoscenico (almeno) continentale. Nei 400 odierni non solo Grenot e non solo Marta Milani, riuscita ad accedere alla finale di Barcellona e buona settima in 51"87. Dietro si stanno mettendo in luce una bella batteria di ottime atlete che potrebbero benissimo comporre una staffetta da finale ai mondiali. Pensare alla medaglia sembra francamente azzardato già da adesso: pensare alle russe (che piazzano 4 atlete ogni anno sotto i 51"), alle americane, che ne mettono almeno un paio sotto i 50", le giamaicane: quattro o cinque nazioni sembrano al momento ancora troppo fuori portata. Ma arrivare anche prime tra le terrestri potrebbe essere una buona pubblicità per tutto il settore e dare linfa ad un nuovo proselitismo (se adeguatamente sfruttato... cosa che questa Fidal non ha assolutamente tra le proprie capacità). Innanzi tutto, come segnalatomi in un commento esperto da parte di Sasuke, sembra che ci possa essere il ritorno di fiamma per i 400 di Daniela Reina, che agli Europei vanta addirittura una partecipazione (a quelli all'aperto del 2006 a Goteborg) dove uscì in semifinale con 52"13 dopo aver corso in batteria in 52"07. Ma soprattutto non dimentichiamo che nel suo palmares c'è il record italiano assoluto dei 400, prima dell'avvento dell'italo-cubana Grenot. 51"18, il tempo più veloce stabilito... da un'autoctona, se vogliamo. Eravamo a Rieti ed era il 2006. Dopo l'esperienza sugli 800, rieccola quindi sui 400, evidentemente intenzionata ad entrare nel discorso staffette in una prospettiva a lungo termine (ai mondiali con 2'01" fa fatica pure la Cusma, in una staffetta anche chi non eccelle ha la possibilità di mettersi in luce).
Subito dietro queste tre, c'è un trio mica male, composto da Maria Enrica Spacca (52"80 all'aperto l'anno scorso), Giulia Arcioni (arrivata dopo un notevole miglioramento a 54"35 indoor in una serie di rincalzo a Vienna)  e Chiara Bazzoni (53"25 l'anno scorso a Grosseto, ma come rilevava lo stesso Sasuke, nelle due occasioni in cui era iscritta nei diversi meeting europei degli ultimi giorni, non si è vista). Delle tre, dopo aver assistito agli Europei di Barcellona, mi ha impressionato molto la Spacca, per la tenacia e la combattività: è più difficile lottare con atlete che corrono due secondi più veloce rispetto ad atlete che hanno un personale simile al tuo. La Arcioni forse ha fatto la scelta giusta nel momento giusto (se fosse definitiva): anni fa, il passaggio di Attene dai 200 ai 400 gli regalò delle grandi soddisfazioni, salvo poi sprecare il grande talento in una conversione totale ai 400 perdendo (probabilmente) l'idea che il giro fosse una gara di velocità, e non un test di resistenza lattacida. In tanti sono caduti in questo misundestanding. 
Infine Chiara Bazzoni, di poco sopra i 53". Per poter avere un quartetto veloce, purtroppo le ultime dovrebbero cercare di veleggiare tra i 52" e i 53". Per questo forse sarebbe meglio puntare su un talento come quello di Grenot, due cavalli di razza come Milani e Reina, e una che veramente faccia il (vero) salto di qualità tre Spacca, Arcioni e Bazzoni... un ultimo dubbio: ma non è che la Federazione abbia messo la pulce a qualcuno che potrebbe esserci la 4x400 già a Parigi? Da qui le scelte strategiche di Milani, Reina, Arcioni?
e grazie a Sasuke per alcune considerazioni. 

02/02/11

Indoor Classic a Vienna: meeting di italiani, ma nessun minimo

Marta Milani: ancora 8 decimi per il minimo
In Italia manca un vero e proprio meeting internazionale indoor, per ovvi motivi. Mancano le strutture e la Fidasics non ha mai avuto nessuna voglia di accelerare le pratiche per favorirne l'edificazione di altri. Anzi. E questo nonostante la domanda di gare indoor sia altissima: ma come spiegato in più circostanze, l'attività di base (la linfa di tutto il movimento) in Federazione viene considerata zero-virgola. Scommettete che l'anno prossimo presenteranno il nuovo impianto di Padova (che sarebbe già attivo per altri sport)? Doveva essere già presentato quest'anno, ma chissà quale intoppo ha fermato tutto. I sindaci rifanno le strade il mese prima delle elezioni. La Fidal completa il palazzetto veneto, dopo anni in cui si sono invocate nuove strutture, l'anno delle elezioni. Accetto scommesse se non sarà così. Comunque, l'Italia è fuori da qualsiasi circuito internazionale di meeting indoor, mentre la Francia, la Germania hanno decine di impianti e fanno un'attività dieci volte superiore: sarà per quello che i giovani non abbandonano l'atletica (o l'abbandonano meno)? Venendo all'atletica praticata, ieri si è svolto uno di quei meeting oceanici europei di cui avremo tanto bisogno anche qui. La carta d'identità dei partecipanti era quella degli atleti d'élite o lì vicino, quindi tantissimi italiani in cerca del minimo per Parigi. Un occhio ai migliori risultati dell'Indoor Classic di Vienna.
Nei 60 si rivede nella finale B Rosario La Mastra, fino a pochi anni fa uno che metteva pepe alle code dei migliori sprinter italiani: 6"89 e 6"90 i suoi crono. Il migliore del lotto il ceco Jan Veleba, con 6"77 e 6"78. Lo sloveno Jan Zumer si aggiudica nettamente i 200 in 21"35, mentre i 400 se li porta a casa l'irlandese Brian Gregan, che è il terzo tempo europeo dell'anno, dopo il 46"24 del galletto Leslie Dijone e il 46"77 del lettone Marek Niit. 12° Marco Moraglio con 47"99, che è il secondo tempo italiano dell'anno dopo 47"73 dell'italo-albanese Haliti. Gli 800 sono stati vinti dal 19enne irlandese e astro nascente Darren McBrearthy in 1'47"87. Al terzo posto Mario Scapini con 1'48"45, a soli 15 centesimi dal minimo richiesto dalla Fidal. Sesto Lukas Riffeser in 1'48"65 e ottavo Giordano Benedetti in 1'48"86: in tre vicinissimi a Parigi, quindi. Purtroppo tutti per trovare il pass dovranno vagare per l'Europa, per i noti problemi italiani. 21° il bergamasco Michele Oberti: 1'51"01. Sui 1500 Marco Najibe Salami, già autore di un notevole 3'44"94 nella sua gara di esordio in Italia, migliora quasi di un secondo (3"44"18), giungendo terzo, ma non è ancora sufficiente per ambire al viaggio in Francia: serve 3'42"10. Molto bene anche il milanese Luca Leone grazie al suo 3'45"80 (quinto). Nei 60 femminili prestigioso secondo posto per Aurora Salvagno con 7"50 che migliora il 7"56 di Bratislava. Seconda nella finale B Lia Iuvara con 7"66. Nei 400 Marta Milani, (non vorrei mai essere nei suoi panni, dopo essere stata battezzata sul campo il pupillo del Boss), non riesce ad avvicinarsi al minimo federale, anzi, si allontana di un pizzico: il minimo è 53"00, a Vienna 53"82. La frequenza di gare ci indica che evidentemente  ci tiene a Parigi. Come darle torto. Comunque sia, seconda dietro la turca Redif Melis che ha finito in 53"18. Brava anche Eleonora Sirtoli che i due giri li ha finiti in 55"21, mentre la staffettista azzurra, pupilla di Di Mulo, che sostituì la Levorato a Barcellona nella 4x100, Tiziana Grasso, conclude mestamente in 57"19. Brava infine la Giorgia Benecchi, che ha vinto la gara del salto con l'asta a soli 3 giorni dal minimo per Parigi: stavolta 4,23 (contro il 4,35 precedente).