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17/06/11
Pordenone: Daniela Reina di nuovo in pista, 2.03.94 sugli 800
(di Sasuke) Dopo l'uscita poco dignitosa sui 400 metri (chiusi in 54.76 faticando molto più del previsto) Daniela Reina torna in pista a Pordenone, in un meeting di secondo livello. Non iscritta in origine corre la seconda (e più veloce) serie degli 800 metri in un discreto 2.03.94 giugendo seconda dietro all'ennesima atleta non italiana Annet Mwanzi Lukhuyi che vince con 2.02.84; che Daniela Reina non fosse in forma lo si era già visto durante la stagione al coperto (solo 56.25 sui suoi 400 metri) e il sito della sua società di origine, l'atletica Avis Macerata riporta che ''ha dimostrato di aver superato un difficile momento''. La sua è comunque la seconda prestazione stagionale italiana, dietro il clamoroso 2.01.50 di Marta Milani. Dietro di lei Eleonora Berlanda che, dopo aver corso principalmente 1500/3000 al coperto torna sugli 800 (e persino sui 400, corsi in 58.32 a Cles in Trentino) con 2.08.97; in gara anche la giovane promessa del mezzofondo azzurro, Giulia Viola, quinta con 2.09.72 che testa la condizione prima dei campionati italiani dove l'attende il doppio impegno con 800 e 1500. Tra gli altri risultati degni di nota, il buon salto dell'allievo Riccardo Pagan (7.25), il più modesto 72.58 di Marco Lingua (che questa stagione ha già superato i 75) che fatica a battere Lorenzo Povegliano (69.08) e il minimo per i mondiali allievi di Lille per Maria Paniz (14.09 sui 100 ostacoli) sull'altra allieva Giada Carmassi (14.15).
03/02/11
400 femminili italiani (finalmente) in fermento?
| Daniela Reina |
L'avvento di Libania Grenot nel mondo atletico italiano, sembra essere coinciso con una sorta di Rinascimento della specialità del giro della morte come lo chiamano negli States. Ciò vuol dire che sempre più interpreti ad alto livello si stanno mettendo in luce in questa specialità, e che ciò, nei prossimi anni, potrebbe portare ad una sorta di innalzamento dei livelli medio-alti. Come avviene spesso in Italia, vi sono ogni tanto categorie che esplodono letteralmente e altre che muoiono inopinatamente: pensate alla storia dei 400 ostacoli di oggi, ormai diventata un'oasi protetta del WWF a rischio di estinzione, praticamente orfana di interpreti a livello (medio) internazionale, e la contemporanea crescita dei 100 ostacoli, con buone interpreti che un domani potrebbero avere un palcoscenico (almeno) continentale. Nei 400 odierni non solo Grenot e non solo Marta Milani, riuscita ad accedere alla finale di Barcellona e buona settima in 51"87. Dietro si stanno mettendo in luce una bella batteria di ottime atlete che potrebbero benissimo comporre una staffetta da finale ai mondiali. Pensare alla medaglia sembra francamente azzardato già da adesso: pensare alle russe (che piazzano 4 atlete ogni anno sotto i 51"), alle americane, che ne mettono almeno un paio sotto i 50", le giamaicane: quattro o cinque nazioni sembrano al momento ancora troppo fuori portata. Ma arrivare anche prime tra le terrestri potrebbe essere una buona pubblicità per tutto il settore e dare linfa ad un nuovo proselitismo (se adeguatamente sfruttato... cosa che questa Fidal non ha assolutamente tra le proprie capacità). Innanzi tutto, come segnalatomi in un commento esperto da parte di Sasuke, sembra che ci possa essere il ritorno di fiamma per i 400 di Daniela Reina, che agli Europei vanta addirittura una partecipazione (a quelli all'aperto del 2006 a Goteborg) dove uscì in semifinale con 52"13 dopo aver corso in batteria in 52"07. Ma soprattutto non dimentichiamo che nel suo palmares c'è il record italiano assoluto dei 400, prima dell'avvento dell'italo-cubana Grenot. 51"18, il tempo più veloce stabilito... da un'autoctona, se vogliamo. Eravamo a Rieti ed era il 2006. Dopo l'esperienza sugli 800, rieccola quindi sui 400, evidentemente intenzionata ad entrare nel discorso staffette in una prospettiva a lungo termine (ai mondiali con 2'01" fa fatica pure la Cusma, in una staffetta anche chi non eccelle ha la possibilità di mettersi in luce).
Subito dietro queste tre, c'è un trio mica male, composto da Maria Enrica Spacca (52"80 all'aperto l'anno scorso), Giulia Arcioni (arrivata dopo un notevole miglioramento a 54"35 indoor in una serie di rincalzo a Vienna) e Chiara Bazzoni (53"25 l'anno scorso a Grosseto, ma come rilevava lo stesso Sasuke, nelle due occasioni in cui era iscritta nei diversi meeting europei degli ultimi giorni, non si è vista). Delle tre, dopo aver assistito agli Europei di Barcellona, mi ha impressionato molto la Spacca, per la tenacia e la combattività: è più difficile lottare con atlete che corrono due secondi più veloce rispetto ad atlete che hanno un personale simile al tuo. La Arcioni forse ha fatto la scelta giusta nel momento giusto (se fosse definitiva): anni fa, il passaggio di Attene dai 200 ai 400 gli regalò delle grandi soddisfazioni, salvo poi sprecare il grande talento in una conversione totale ai 400 perdendo (probabilmente) l'idea che il giro fosse una gara di velocità, e non un test di resistenza lattacida. In tanti sono caduti in questo misundestanding.
Infine Chiara Bazzoni, di poco sopra i 53". Per poter avere un quartetto veloce, purtroppo le ultime dovrebbero cercare di veleggiare tra i 52" e i 53". Per questo forse sarebbe meglio puntare su un talento come quello di Grenot, due cavalli di razza come Milani e Reina, e una che veramente faccia il (vero) salto di qualità tre Spacca, Arcioni e Bazzoni... un ultimo dubbio: ma non è che la Federazione abbia messo la pulce a qualcuno che potrebbe esserci la 4x400 già a Parigi? Da qui le scelte strategiche di Milani, Reina, Arcioni?
e grazie a Sasuke per alcune considerazioni.
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