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14/06/11

Riflessioni sulle convocazioni per la coppa Europa

(di Sasuke) Mi concedo qualche riflessione sulla lista diramata dalla FIDAL circa i convocati per il Campionato Europeo per Nazioni che si terrà a Stoccolma questo finesettimana. Generalmente gli atleti sembrano essere stati convocati in base al piazzamento nelle graduatorie nazionali, e già questo è un bel passo in avanti. Rimane però qualche incertezza che prenderò in esame caso per caso.

Il doppio impegno sui 100 e 200 di Emanuele di Gregorio può starci, per quanto quest'ultimo non sia eccezionale sulla doppia distanza, anche se avrei visto più volentieri Andrew Howe (che però è dato per leggermente infortunato) qui piuttosto che nel lungo dove non ha ancora affrontato una gara e quindi non ci è dato sapere quanto è in grado di fare al momento.
Della staffetta si è già parlato, personalmente mi sembra poco sensato convocare sia Roberto Donati che Maurizio Checcucci visto che quest'anno hanno brillato ben poco (Donati è 17esimo sui 100 e addirittura 35esimo sui 200, distanza che dovrebbe essere la sua specialità vista l'importanza del correre bene i 200 per la staffetta secondo il prof. Di Mulo) piuttosto che Michael Tumi (che forse non è stato chiamato vista la concommitanza con i campionati italiani di categoria).

Tra le donne, non mi convince molto Audrey Alloh. Per quanto abbia al suo attivo un 11.65 corso ai primi di Maggio è poi crollata su tempi decisamente peggiori (11.93 11.98 11.99) venendo battuta da Jessica Paoletta e Giulia Arcioni. Ancora meno sensata la sua convocazione sui 200 metri, dove è addirittura decima con un tempo (24.41) non eccezionale ed addirittura ventoso. Sarebbero state molto meglio sia Marzia Caravelli (in gran forma e già impegnata sugli ostacoli) che Giulia Arcioni convocata solo in chiave staffetta. Mi convince invece tutto il resto della squadra anche se avrei schierato Marta Milani sugli 800 metri (vista la recente ottima prestazione) mettendo Chiara Bazzoni o Maria Enrica Spacca sui 400 lasciando così Elisa Cusma (che non è data in gran forma) solo sui 1500 evitandole il doppio impegno.

29/05/11

World Challenge di Hengelo - Ottimo Di Gregorio

(di Sasuke) Tra le varie gare del momento interessante la tappa di Hengelo del circuito ''World Challenge'' della IAAF che ha preso il posto del Grand Prix dell'anno scorso. Alcuni meeting di alto livello (come Kingston, Daegu o addirittura l'ISTAF di Berlino) si alternano ad appuntamenti di livello molto più basso come quello di Dakar di ieri. Gara poco interessante, da segnalare principalmente il risultato sugli 800 di Caster Semenya che vince avvicinando i due minuti (2.00.61) che fatica però a domare Yusneysi Caballero Santiusti, cubana tesserata per l'Assindustria Sport Padova che piazza un ottimo 2.01.06. Che fosse in forma lo si era già visto, visto che aveva corso i 400 in 54.71.

Tornando ad Hengelo in chiave nostrana il risultato più interessante è certamente quello di Emanuele di Gregorio. L'unico azzurro in gara, come di suo solito, vola in batteria piazzando un 10.22 con +1.1 di vento a favore (è la sua quarta prestazione di sempre, dopo il 10.17 di Barcellona, il 10.20 di Bergen e il 10.21) giungendo quarto e quinto in complessiva per poi spegnersi in finale giungendo ottavo con 10.38; come a Barcellona, sembra che l'atleta riesca a dare il meglio di se nei turni di qualificazione faticando poi a ripetersi in finale. Vittoria al veterano Kim Collins (10.05) su Churandy Martina (10.10) e un più decente Richard Thompson (10.13).

Tra gli altri risultati, buon 800 maschile con il polacco campione d'Europa Adam Kszcot a vincere 1.45.11 davanti al forte keniano Boaz Lalang (1.45.31) con il campione Europeo di Barcellona Marcin Lewandowski quarto con un buon 1.45.47; nei 1500, ormai di alto livello quasi ovunque, solita parata di tempi sotto 3.35. Delude il favorito, il keniano Silas Kiplagat che qualche mese fa dichiarò di volere il record del mondo, il 3.26 detenuto dal leggendario Hicham El Guerrouj . Vittoria a sorpresa a Mohammed Shaween, nome poco conosciuto, sud arabico che abbassa di oltre due secondi il personale per vincere in 3.31.82.  Nei 5000 non vince il fenomeno di 3000, Yenew Alemirew, che corre in 13.03.71 venendo battuto, tra gli altri, dal primo classificato Edwin Soi (12.59.15).
Tra le donne, gli 800 vanno alla britannica Jennifer Meadows (1.59.76) che batte, tra le altre, la rivelazione delle indoor Yuliya Rusanova (quarta, 2.00.50). Maryam Jusuf Jamal vince i 1500 (4.00.33) e i 5000 vanno a Meseret Defar (14.45.48).

Belle le affermazioni sugli ostacoli, tra gli uomini vince un ritrovato Dayron Robles (13.07) su un grande Dwight Thomas (13.17) mentre tra le donne è battaglia e alla fine la spunta di un soffio Danielle Carruthers (12.64) su Kellie Wells (12.65), Dawn Harper e Lolo Jones (12.71 per entrambe). Alto a Danielle Franklin (1.94) e asta al veterano Tib Lobinger (5.62 per il tedesco, che usa un'asta particolarmente lunga e che 10 anni fa circa saltava anche 6 metri), stessa misura ma più errori per Derek Miles.
Buoni i lanci, con Robert Harting che vince il disco (68.23) e Reese Hoffa che si impone in una gara di peso di altissimo livello con 21.87 battendo Tomasz Majewski (21.39), Christian Cantwell (21.15) e Dylan Amstrong (solo, tra virgolette, 20.96). I 100 femminili vanno alla giamaicana, poco conosciuta, Schillonie Calvert (11.05, PB, aveva 11.19) che batte di poco la veterana Debbie Ferguson (11.12). 200 metri vinti da Debbie Dunn, che non fa meglio di 23.24.

Infine, last but not least, bella affermazione di un ritrovato Irving Saladino nel lungo. Il panamense vince con un 8.36 aiutato da un forte vento (+3.1) battendo Ignisious Gaisah (8.26). Solo sesto, con 7.97, il campione mondiale Dwight Philips.

06/03/11

Europei Indoor - Antonietta di Martino Oro - Fabrizio Donato vola a 17.73 - Tamgho nuovo record mondiale

(di Sasuke) Si sono conclusi oggi pomeriggio, a Parigi, i campionati europei indoor 2011. Risultati di altissimo livello (tra i cui autori anche i nostri azzurri) hanno animato questa terza e ultima giornata di gare. Diretta tv su Rai Sport (così come ieri, l'atletica è stata tenuta sorprendentemente in considerazione; inizialmente erano previste delle differite, per di più accorciate) con il commento poco attento di uno dei sostitutiti di Bragagna (di cui purtroppo al momento non mi sovviene il nome) e di Attilio Monetti, non senza qualche gaffe.

 La miglior prestazione assoluta della giornata viene dal salto triplo, con il francese Teddy Tamgho capace di aggiungere un altro centimetro al suo record mondiale (nella sua serie ben due 17.92, oltre ad un 17.65 e un 17.46). Ieri giunse quarto nel lungo, ricevendo non poche critiche per essersi "sprecato" prima della gara principale (il triplo) compromettendo le prestazioni... penso che ora si rimangeranno ciò che hanno detto. Da lodare, infatti, la decisione di Tamgho di mettersi alla prova in un doppio evento. Se un velocista può spaziare dai 100 ai 400 perchè un triplista non può fare anche il lungo? Dopotutto saranno diversi, ma salti in estensione rimangono. Dietro di lui un grande Fabrizio Donato, capace di tornare (anzi, di andare per la prima volta) oltre il muro dei 17.70 che non aveva mai superato. Per lui una serie con un 17.70, un 17.49 (chiuso male, ma che sarebbe potuto essere molto di più) e infine un 17.73, misura che sarebbe bastata per l'oro ai mondiali di Berlino. Non fosse stata per la presenza di Tamgho per Fabrizio sarebbe stato oro; ora, se rimane su questi livelli (che non mi aspettavo assolutamente, visto il suo miglior salto stagionale ad "appena" 17.03) ai mondiali può dire la sua; Tamgho non sarà sempre in forma da record mondiale, no?
Poi Marian Oprea, capace di andare subito in testa con un ottimo 17.62, seguito però da un 17.43 e da una serie di nulli e salti di scarso valore. Sopra gli 17 metri anche il secondo francese Yoann Rapinier (al personale, 17.23) e Christian Olsson (17.20, uguale al personale). Ultima posizione per un modesto Daniele Greco, fermo a 16.24; molto meno esplosivo di Donato in pedana, mi è sembrato piuttosto spento. In qualificazione si era destreggiato bene (16.75), peccato che in finale abbia fatto così male; consola solo il fatto che anche facendo meglio si arrivava a poco.

Tutte le 8 atlete in gara superano facilmente 1.92 ma quando l'asticella viene posizionata a 1.96 le vittime iniziano ad aumentare. Fuori dai giochi anche la russa Svetlana Shkolina, che in qualificazione si era ben comportata, saltando tutte le misure (fino a 1.94) al primo tentativo senza nemmeno togliersi i pantaloni (per lei uno stagionale e personale di 2.00 metri esatti, dietro alla Di Martino nelle liste mondiali). La svedese Ebba Jungmark, assente la forte connazionale Emma Green, è capace di superare il personale (1.93) con un buon 1.96 al terzo colpo. Anche Ruth Beitia, la spagnola alta più di 1.90, dopo essere entrare in finale per il rotto della cuffia, supera 1.96 al primo colpo. Posizionata l'asticella a 1.99 solo Antonietta di Martino, la world-leader, supera la misura (al primo tentativo, come tutte le altre) aggiudicandosi l'oro. Per la campana di Cava dei Tirreni, poi, un buon 2.01 (seconda prestazione di sempre in Italia al coperto) al secondo tentativo e tre errori alla quota di 2.03. Ottima gara, senza sbavature fino a 1.99, dove la nostra avrebbe potuto giocarsela anche con la Vlasic e la Friedrich, qui assenti per varie ragioni (la croata per studi universitari, la tedesca per un brutto infortunio) e poi un buon proseguio. Finalmente, dopo tanti anni di attività, anche per Antonietta è arrivato un oro!

Buoni riscontri nel salto con l'asta femminile. Anna Rogowska, già campionessa mondiale, vince con l'ottima misura di 4.85 (eguagliando la european leading della Isinbaeva, zarina dell'asta qui assente a causa di un virus influenzale) su Silke Spiegelbulg (vicina al personale con 4.75) e Kristina Gadshiew (4.65). Ottima anche Minna Nikkanen, al quarto record nazionale norvegese della manifestazione con 4.60; buona anche Jirina Ptacinkova (4.60, =PB) e Alexandra Kyriashova, russa capace di 4.60.
Lungo donne che vede l'affermazione della talentuosa russa Darya Klishina (6.80) sulla portoghese, Naide Gomes (6.79eYuliya Pidluzhnaya (6.75). Ultima posizione per la svizzera Irene Pusterla, incapace di andare oltre 6.43; in qualificazione era stata capace del primato nazionale, 6.71.

Negli 800 metri uomini, doppietta di Adam Kszctot (1.47.87) e Marcin Lewandowski (1.48.23). Fuori dai giochi lo spagnolo Luis Alberto Marco, in testa ai 400 metri in 54.55, che cade per terra durante il terzo giro inspiegabilmente e conclude ultimo in 2.00.58, bravo a finire comunque la gara.
Tra le donne, affermazione Yevgeniya Zinurova (2.00.19) su Jennifer Meadows (2.00.50) e l'altra russa Yuliya Rusanova (2.00.80, prima ai campionati russi in 1.58.14 davanti alla stessa Zinurova). La Meadows e Marilyn Okoro (quinta, 2.02.46) correranno poi anche la 4x400.

Dal breve rettilineo dei 60 metri, interessanti affermazioni. Doppietta delle due ucraine, favorite, con Olesya Povh (solito 7.13 per lei) su Mariya Ryemyen (solito 7.15). Completa il podio la norvegese Ezinne Okparaebo (7.20) su Jodie Williams (giovane 1993, 7.21, =PB) la terza ucraina Hrystyina Stuy (7.21, PB). Occupano le ultime posizioni le due forti francesi, Veronique Mang (7.22) e Myriam Soumare (7.24).
Tra gli uomini, vittoria di un redivivo Francis Obikwelu, capace di abbassare il personale e il record nazionale a 6.53, su Dwain Chambers. L'ex campione europeo e campione mondiale dei 60 è comunque capace di regolare tutti gli altri con 6.54. Terzo il favorito della vigilia, il francese Christophe Lemaitre (6.58) che batte di un centesimo un ottimo Emanuele di Gregorio che porta lo stagionale a 6.59 (partito benissimo l'azzurro si spegne ai 40 metri, complice un piccolo infortunio; il terzo posto era alla sua portata, ma è stato bravissimo comunque). Quinto Martial Mbandjock, in 6.61.

La giornata si conclude con le due staffette, maschile e femminile. Tra le donne affermazione della solita Russia, imprendibile (benchè priva delle migliori, come la Firova) in 3.29.24 davanti all'Inghilterra (3.31.36), la Francia (3.32.16) e l'Italia, quarta come all'aperto, con il nuovo record nazionale portato a 3.33.70. Le azzurre, lanciate discretamente da Giulia Arcioni, con buone frazioni di Maria Enrica Spacca e Chiara Bazzoni, rimangono in ultima posizione fino al rettilineo finale dove Marta Milani supera l'Ucraina e la Germania giungendo quarta. Tra gli uomini, vittoria della Francia con il nuovo record nazionale in 3.06.17, sulla Gran Bretagna (3.06.46) e il Belgio, che schiera i due gemelli Borlèe, ma che paga una terza frazione poco emozionante e chiude terzo in 3.06.57; al quarto posto, e quindi giù dal podio, in 3.06.99 la formazione russa.

Italia che giunge quindi settima nel medagliere (2 ori e un argento) e ottava (con 42 punti) nella classifica per piazzamenti. Peggio che nel 2009, dove l'Italia fu terza con 2 ori, 2 argenti e 2 bronzi. Meglio, però, che agli Europei all'aperto dove l'Italia giunse appena diciassettesima. Vittoria, come sempre, alla Russia con 6 ori, davanti alla Francia (5 ori e 4 argenti) e la Germania (3 ori). Dietro, davanti all'italia per un maggior numero di argenti, Inghiliterra (2-5-1), Polonia (2-1-2), Repubblica Ceca (2-1-1). Medaglie però tutte traducibili anche a livello mondiale, a Daegu verso la fine di Agosto. Un discreto risultato per l'Italia, visto anche come molti dei migliori atleti abbiano snobbato la stagione al coperto.

18/02/11

Nel sondaggino, Di Gregorio eletto miglior sprinter sui 60

Emanuele Di Gregorio nella finale di Barcellona '10
Il piccolo sondaggino da me indetto, volto a individuare a furor populi il miglior sprinter italiano al momento sui 60 metri, ha prevalso Emanuele Di Gregorio con il 49% delle preferenze, seguito da Simone Collio con il 27%. Fabio Cerutti sale sul podio virtuale con il 13% dei voti, mentre chiudono Gianni Tomasicchio (con il 5%) e Jacques Riparelli (con il 3%). Naturalmente su tutto pesano i risultati dell'ultimo mese di gare (e cos'altro se no?)  che hanno visto un Di Gregorio in palla, un Collio in ripresa ma non all'altezza del siciliano. Cerutti non si è mai visto e probabilmente non si vedrà sino alla stagione all'aperto. Discreto l'esordio di Riparelli, ma che al momento paga nei confronti di Tomasicchio (che lo sopravanza) il best time outdoor. Questo il risultato del sondaggio "chi è il velocista più forte sui 60 mt?".
  1. 49% - Emanuele Di Gregorio
  2. 27% - Simone Collio
  3. 13% - Fabio Cerutti
  4. 05% - Gianni Tomasicchio
  5. 03% - Jacques Riparelli

13/02/11

La Di Martino scende sulla terra: 1,92 - Di Gregorio sempre miglior sprinter europeo, ma Collio si avvicina - la Milani, invece, si allontana

Dai, tutto sommato bravi gli italiani a Karsruhe, anche se mi aspettavo un pizzichino di più da parte delle due ragazze azzurre, Antonietta Di Martino e Marta Milani, le cui azioni hanno subito un lieve calo. Stabili quelle di Emanuele Di Gregorio, mentre in leggera salita quelle di Simone Collio sui 60 metri. Ma andiamo con ordine. Nell'alto femminile, Antonietta Di Martino reduce non più di qualche ore fa dal sensazionale 2,04, torna in pedana. Un pò scarica? Forse. Pedana sorda? Forse. Fatto sta che arriva sì la vittoria, ma con 1,92, cioè 12 centimetri in meno di Banska Bytinka (era questo il nome slovacco?). Dietro, per numero di errori ma con la medesima misura, Viktorya Klyugina, mentre Svetlana Shkolina, salita fino a 2 metri non più di 3 giorni fa, sprofonda fino a 1,88. 12 centimetri anche lei in meno da pedana-a-pedana. In medio stat virtus, probabilmente. Autrici di una gara entusiasmante non più di qualche ora prima, entrambe le atlete sono arrivate in Germania con la spia della batteria accesa. Urgono i cavi per ripartire. Nei 400 Marta Milani si trova in una batteria da Campionati Italiani Promesse, con sole due atlete: risultato 53"89, cioè 79 cent in più rispetto all'ultima uscita. E adesso? Gli Europei col minimo a 53"00? Adesso mancano i due ultimi colpi agli Assoluti (di fatto uno, a meno che decida di tirare anche in batteria) a meno che trovi un ultimo meeting durante la settimana che porta ad Ancona. Bastava essere inserite nella batteria con la ceca Zuzana Hejnova (52"86 in seconda serie) per trovare un treno decente per Parigi. Dalla velocità maschile esce ancora a testa altissima Emanuele Di Gregorio che ormai è una sicurezza a certi livelli. 6"63 in finale (con RT 0"155) e 6"66 in batteria ma con 0"191 di reazione. Bastava una normale reazione di 0"16 anche in batteria e non così bradipeggiante come lo 0"191 fatto segnare dai blocchi (davvero tanto per un 60ista), per ottenere ancora una volta un tempo intorno ai 6"62/6"63. Se non altro l'onore di essersi messo alle spalle in finale quel simpatico globetrotter di Kim Collins che in batteria, a 35 anni, aveva ottenuto il proprio personale, con l'incredibile crono di 6"50. Possiamo omettere che sarebbe anche il record nazionale indoor delle Isole Saint Kitts e Nevis, tradizionale località caraibica dove si svolgono sport invernali? Buoni cenni di risalita da parte di Simone Collio. In batteria 6"68 ad un solo centesimo dal limite per gli europei e con un fenomenale RT di 0"139. In finale 6"69 con 0"148. Ancora un piccolo sforzo: poi manca ancora un mese all'appuntamento clou e nessuno in Europa sembra un fenomeno: Chambers si sta pure nascondendo. Ma attenzione adesso al fatto che a livello europeo si è intromesso il tedesco Tobias Unger, arrivato ad un solo centesimo da Di Gregorio (6"64).
Attenzione dai 60 femminili che si stanno vedendo altre cose, oltre a prezzemolina-Povh. Infatti la Maria Ryemyen, orfana della connazionale Povh (inizialmente prevista in gara) sciabola un 7"15 da vertigini, ottenuto soprattutto con un RT di 0"190. Questo vuol dire che con una partenza un pizzico più sveglia, vale già il 7"13 della Povh. Solo loro due si contenderanno il massimo alloro europeo? No, sbagliato. A 7"17 troviamo la norvegese (di certa origine nigeriana o di quella parte d'Africa) Ezinne Okparaebo. Podio a Parigi probabilmente con tempi sotto i 7"20. La campionessa Europea di Barcellona, Verena Sailer soffre questa distanza, e corre ancora tempi a portata di Manuela Levorato (7"28 e 7"31). Negli ostacoli femminili, sempre in ottica europea, la norvegese Christina Vukicevic (ma anche questa sembrerebbe di origine slave) ottiene due volte in poche ore il suo PB: 7"90 in entrambe le circostanze, e pole position sotto l'Arco di Trionfo. Record nazionale tedesco invece dall'asta, vinta da Silke Speigelburg con 4,76. La Isimbayeva è avvertita, anche se questa settimana ha già riprovato il record del mondo a Mosca a 5,01. L'animale americano David Oliver, come preventivato, ha dominato i 60hs. 7"40, trascinandosi però alle spalle, tra gli altri, i francesi Dimitri Bascou (7"53) e Darien Garfield (7"56): tutti e due al primato personale, che mette a questo punto un pò di pressione sul ceco Svoboda, che era stato un pò lo spauracchio dei meeting europei degli ultimi 20 giorni. Il lungo maschile, come segnalato, continua quest'anno a non decollare. Nonostante il parterre de roi, vittoria al ghanese Gaisah con 7,92, davanti al greco Tsatoumas con 7,96. Terzo il redivivo Beyer con 7,95. Nils Winter addirittura 7,68, mentre Emanuele Formichetti 7,64. 

12/02/11

Domani sera Meeting di Karlsruhe: allacciamo le cinture

Il monumentale David Oliver
Nel meeting tedesco di Karlsruhe (cambiate blog, per favore, se scrivo ancora una volta che in Germania fanno meeting internazionali ogni 3 giorni e in Italia non ne fanno più da anni) la bestia-umana David Oliver sarà come il famelico leone invitto del Colosseo, che sbrana da ormai un paio di anni tutto quello che gli viene portato in offerta con ferocia e senza lasciare brandelli di cartilagine in giro. Pulisce pure, prima di leccarsi. Non so se gli piace la cucina cinese, ma domani sera tra le varie portate avrà un certo Liu Xiang, che non più di 3 mesi fa correva in 13"09 ai campionati asiatici, mentre a couple di giorni fa terminava a 7"60 la sua fatica sui 5 ostacoli al coperto (ma 7"42 di PB). Troppo piano per l'animale americano, che sembra più un body-builder che un ostacolista. Una cassa toracica a prova di Mister Olympia, per lui che divora gli ostacoli come se fossero pillole di BCAA. A proposito, il suo recente 7"37 a Stoccarda è un solo centesimo superiore al record americano, detenuto in contemporanea dai tre Dioscuri dell'ostacolismo americano, che il solo pronunciarli fa tremare i polsi: Greg Foster, Allen Johnson e Terrence Trammell. Il primo correva quel tempo addirittura nell'87. L'ultimo è ancora vivo (sportivamente) e più che vegeto. Una divinità a tre teste vissuta in epoche diverse. Si aggiungerà anche la quarta in modo da poterli raffigurare come il Monte Rushmore nell'albo dei record, coi faccioni impressi nella roccia? Sto impazzendo, è vero, ma questo Oliver sembra davvero un Golem, quei mostri della mitologia ebraica, senza punti deboli. 
Nei 60 metri Mike Rodgers è l'uomo ovunque della stagione europea indoor: ma stavolta arriva diretto da Stoccarda dove si è preso l'oremus da quel "vecchietto" di Kim Collins (6"52 a 6"53), che giusto per non perdere il vizietto si ripresenta sui blocchi di partenza. Ma saranno della partita anche i nostri Emanuele Di Gregorio e Simone Collio: il primo è al momento capolista continentale, mentre il secondo è alla ricerca di una prova convincente, anche se probabilmente ha ambizioni più rivolte all'estate. Di sicuro se ci piazza il tempone, non lo vedo abbandonare la pugna per dedicarsi al giardinaggio durante gli Eruoindoor. Ma attenzione anche al mio "amico" Pascal Mancini (Svizzera) che è uno degli sprinter del vecchio continente più in palla e che su facebook dichiarava di essere in forma eccezionale e che se non fosse stato per la falsa di due giorni fa... vediamo. Non ci resta di aspettare quello che succederà nel tardo pomeriggio di domenica, visto che è prevista una nutrita schiera di sprinter della blue-stars flag. 
E poi, poteva mancare Oleysia Povh? L'Alessia? No. E' diventata come il prezzemolo. Visto i neologismi creatisi negli ultimi anni qui in Italia, di matrice televisiva, la chiameremo la "prezzemolina-Povh". Sta monetizzando il suo stato di forma, evidentemente: ma ci arriva a Parigi, tra un mese? 8 gare in 15 giorni: stasera arriva a 10. Chiamate la neuro. Sulla sua strada la tedesca Verena Seiler (sembra quasi un cognome austriaco), oro dei 100 di Barcellona e Bronzo nei 60 di Torino '09, ma che rischia tanto davanti alla pallottola ucraina. Poi zitta-zitta, alle spalle della prezzemolina, arriva la connazionale Maria Ryemyen, che intanto ha piazzato un doppio 7"17 nell'ultima gara e chissà mai che gli piazza pure il colpaccio prima o poi. Gara da vedere assolutamente, anche perchè del lotto fa parte anche la francese Soumarè, che a Barcellona ha vinto i 200 e che rappresenta la vera erede di Madamoiselle Arron. 
Nei 400 Marta Milani, migliorata fino a 53"10, ha uno dei 2/3 match-point per ottenere il minimo per Parigi che ancora non ha ottenuto (per soli 10 centesimi). La russa di turno capita a fagiolo: Antonina Krivoshapka, con Pb di 49"29 all'aperto e di 50"55 indoor. La gara avrà quindi già in partenza un attore protagonista. Vedremo se poi se la Milani potrà essere l'attrice co-protagonista o una comparsa. Mauriel  Hurtis a sorpresa tra le partecipanti della disfida. 
Chiaro, sicura protagonista sarà poi Antonietta Di Martino, che tutto si può dire, tranne che non sia in forma. Vediamo se la pedana di Karlsruhe sarà bella dinamica come quella di Banska Bi-qualcosa in Slovacchia. Solite avversarie di stagione e di nazione (russa): Svetlana Shkolina e Vicktorya Klyugina.  
Infine, Emanuele Formichetti iscritto nella gara di lungo, che vedrà al via anche il kafkiano Sebastian Bayer (un giorno da leone nella sua carriera, quello di Torino '09, e tanti altri... no) e l'altro tedesco Nils Winter, che la stagione indoor ce l'ha... nel Dna. Per motivi semantici. 

06/02/11

Fra poco torno... flash

Sono attualmente a Magglingen, al meeting internazionale (non certo per meriti, intendiamoci...). Domani aggiorno il blog con il 6"62 di Emanuele Di Gregorio in Germania (battuti Lemaitre, che non passa però per essere un fulmine nei primi metri, e il britannico Lewis-Francis). Nel frattempo apprendo dal sito Fidal che si è aggiunto il settimo sigillo per Parigi 2011, che è quello (quasi scontato) di Fabrizio Donato: su 7 che andranno in Francia, per ora 3 sono triplisti. Qui in Svizzera, nella prima giornata Emanuele Abate corre ad un solo centesimo dal minimo sui 60hs (7"73 contro 7"72), poi in finale forza i tempi e peggiora lievemente: 7"76. Micol Cattaneo eliminata per falsa partenza, ma oggi si replica con tutte le gare di ieri. Una minuta svizzera, di cognome Sigg, ha corso i 60 piani in 7"53. La notizia? Ha solo 15 anni... un fenomeno precoce. Da Ancona sembra che Annalisa Gambelli (F45) forse ha migliorato nuovamente un record italiano master: quello dei 200 indoor. Da domani tutti gli aggiornamenti.

30/01/11

Terzo e quarto pass per Parigi 2011: tocca a Simona La Mantia e Emanuele Di Gregorio

Di Gregorio a Torino '09: in primo piano l'oro Chambers
Dopo Manuela Levorato e Fabrizio Schembri, è la volta di Simona La Mantia e Emanuele Di Gregorio. La prima sulla magica pedana di Ancona ottiene il terzo pass per Parigi, campionati europei indoor. 14,33 l'ottima misura ottenuta per ottenere il terzo lasciapassare per la Francia, e che rappresenta la seconda prestazione mondiale dell'anno, dopo il record tedesco di 14,45 di Katja Demut. La siciliana aveva già partecipato all'edizione 2005 dei Campionati Europei indoor, dove giunse 8^ con 14,06 dopo una qualificazione a 13,96. Se fosse convocata (non temo che possano mettere in dubbio l'argento di Barcellona, ma con questa federazione tutto è possibile) sarebbe la 7^ partecipazione di un'italiana nel salto triplo agli Europei Indoor. Solo in tre circostanze, su 6 ad oggi, le italiane sono arrivate in finale (una a testa Magdelin Martinez, Simona La Mantia e  Barbara Lah, nel 1998) con l'argento europeo della italo-cubana proprio nell'edizione di Madrid 2005 con 14,54.
Emanuele Di Gregorio ha invece cercato ti tirar fuori subito le castagne dal fuoco in batteria, ad Ancona, nella gara a corollario dei campionati italiani di prove multiple. 6"67, esattamente come quanto richiesto dalla Federazione per andare a Parigi. Nei prossimi giorni produrrò la statistica sui 60 metri maschili degli italiani agli Europei Indoor, che sono tanti. Sale così a quattro il numero di italiani che hanno ottenuto il minimo per Parigi, che, continuo a ripetere, non è condizione unica per volare Air France: naturalmente ci sono tecnici federali che vogliono avere l'ultima parola. In finale Di Gregorio ha corso in 6"73, mentre Riparelli, secondo, continua a stallare attorno ai 6"74, 6"75. Il tempo di Di Gregorio è attualmente al terzo posto in Europa, dopo il 6"66 del francese Jimmy Vicaut (segnalato a suo tempo) e del britannico Mark Lewis Francis. Di Gregorio ha un bronzo conquistato a Torino '09 da difendere, non dimentichiamolo.