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04/03/11

Partono gli Europei e La Mantia impressiona - Qualificata Marta Milani, La Rosa e Meucci - Eliminata la Pennella

Thamgo: doppietta in vista? - Foto Fidal.it
Partono i campionati Europei a Parigi e Simona La Mantia mette giù un carico da briscola: 14,38 e secondo posto, dietro alla sorprendente russa Natalya Kutyakova che con 14,44 stabilisce il suo record personale indoor. Flop fragoroso della favorita tedesca Katja Demut, quest'anno due volte record teutonico prima con 14,45 e poi con 14,47. Fuori in qualificazione addirittura con 13,81, mentre si andava in finale con un modesto 14,01. Ora, Simona La Mantia ha in mano un match point di quelli che capitano raramente nella vita sportiva: fuori la Demut, la Kutyakova già oltre il suo massimo, dietro le avversarie (la slovacca Dana Veldakova, 14,27 e la slovena Snezana Rodic, 14,25) sono ancora oltre o vicine ai propri limiti, mentre la La Mantia sembra (così dice nel post-gara) di avere ancora ampi margini di miglioramento. La finale domani nel primo pomeriggio. Possibilità di medaglie più che concrete, anche perchè molte delle possibili competitors si sono date alla stagione outdoor. Simona La Mantia avrà la possibilità di migliorare il suo 8° posto di Madrid '05 (14,06 dopo una tribolata qualificazione a 13,96). Nel triplo azzurro femminile agli Europei Indoor, quella della La Mantia sarà la 4^ finale di un'italiana, con l'historic-high nell'argento di Magdelin Martinez proprio a Madrid '05. Seconda presenza della siciliana a questo tipo di manifestazione (dopo Madrid): solo 4 italiane hanno partecipato nella storia agli Europei Indoor nel triplo, con questi caps: 3 caps la Martineze e la La Mantia (su due edizioni, ma con la partecipazione alla finale, la La Mantia toccherà quota 4), 2 caps la Capriotti (su due manifestazioni) e 2 Barbara Lah (su una). E ora vediamo come domani verranno aggiornate queste statistiche (ci penserà Sasuke a raccontarci gli eventi da stasera in poi... io ho un appuntamento ad Ancona). 
In mattinata tranquilla qualificazione per Marta Milani (non ho visto il video, ma stando al tempo e alla posizione) con 54"48. Terza in batteria e ne passavano tre prima di ricorrere al sudoku dei ripescaggi. Poteva starci bene anche la mia pupilla Maria Enrica Spacca. Si passava in semifinale con 54"94: per la serie, poteva starci pure la Bazzoni e la Arcioni. Desolante panorama: 18 partenti, 12 qualificate, 1 squalificata. Così è la vita. Ora si fa dura per la Milani: 8° tempo. Passano le prime tre di ogni semifinale, e nella sua è capitata con la russa di turno, Kseniya (bel nome!) Zadorina (51"88 indoor quest'anno), la tedesca Janin Lindenberg (52"26 indoor a Leipzig una settimana fa). I giochi si fanno con la bielorussa Hanna Tashpulatava che ha corso quest'anno in 52"94, un solo decimino meglio della Milani, e la turca Pinar Saka (52"99) che nonostante il miglior personale, avrà qualche difficoltà in più. Di buono ci sarà la corsia: la 4^, con la tedesca e la russa davanti a fare da pace. La turca paga proprio la brutta batteria e sarà schiaffata in prima corsia, e la gara per lei sarà tutta in salita. Dovrà spendere troppo per stare davanti alla Milani. La bergamasca è stata la 11^ atleta azzurra a scendere in pista sui 400 in Europeo Indoor. Due argenti nella storia della specialità: Rita Bottiglieri a Milano '78 ed Erika Rossi a Goteborg '84. 27 anni dall'ultima medaglia. Nell'ultima edizione di Torino '09 Daniela Reina giunse ottimamente 5^, correndo la semifinale in 53"21 e la finale in 53"11, i tempi che quest'anno sta correndo la Milani. Solo in 4 circostanze un'italiana è giunta in finale: nei due citati argenti della Bottiglieri e della Rossi, ancora la Rossi (4^) ad Atene 1985 e la già citata Reina due anni fa. Impresa non da poco quindi. Pensate che nel 1996, a Stoccolma, Virna De Angeli nonostante avesse corso in semifinale in 52"65 non riuscì a raggiungere la finale. Per quanto riguarda i caps nella specialità (ma una volta, come ricordava Jack Robechaux, le edizioni erano annuali e non biennali come adesso) guida Erika Rossi con 9 (su 4 edizioni), davanti a Daniela Reina con 5 (su due edizioni) e Virna De Angeli con 4 (sempre su due edizioni). Il 54"48 della Milani in batteria è stato il 23° tempo su 27 corso dalle italiani in tutti i turni di un Campionato Europeo Indoor: speriamo che in semifinale corra... da top-10 (sotto i 53"2).
Sfortunata Giulia Pennella nelle batterie dei 60hs: 8"25 e fuori dall'accesso alle semifinali per soli 3 centesimi. Prendere o lasciare? Prendere: quest'anno è arrivata a 8"13 e c'era bisogno di un bagno di umiltà in un consesso internazionale. Il tempo ci sta: la Pennella sta correndo da un mese al massimo, e ha vinto prima il titolo promesse e poi quello assoluto non più di due settimane fa. Pensare che nelle batterie dell'Europeo potesse migliorare ulteriormente era difficile. Penso che non lo avesse messo nemmeno in preventivo una partecipazione a questa manifestazione. E di conseguenza la preparazione era probabilmente tarata per metà febbraio: sicuramente la curva prestativa è in questo momento in discesa. Di sicuro questa potrebbe essere una buona esperienze per lei e per il suo coach nella pianificazione stagionale. La Pennella è la decima atleta italiana a scendere in pista negli ostacoli agli Euroindoor. Solo in tre sono arrivate in finale (ma spesso c'era solo la batteria prima dell'atto finale). L'ultima finalista è quella Carla Tuzzi cui proprio la Pennella ha sottratto il record promesse in questa stagione (5^ proprio a Parigi nel 1994 con quello che è il record italiano di 7"97). Comunque sia, su 29 gare italiane, l'8"25 si piazza al 9° posto. Quindi non male in chiave storica, ma significativo che il mondo degli ostacoli è migliorato.
Daniele Meucci e Stefano La Rosa passano in finale con 8'01"89 il secondo e 8'02"71 il primo. 
Dalle altre gare:
  • lungo maschile (qualificazioni): Teddy Thamgo ha la miglior prestazione con 7,97, questo a testimonianza dello scarso spessore tecnico della gara, definita anche dal limite per accedere alla finale: 7,88. Piovono le sorprese, come l'eliminazione del greco Tsatoumas (che aveva la miglior prestazione mondiale dell'anno). Lo svedese Tourneus, protagonista degli ultimi meeting, passa per il rotto della cuffia (a parità di prestazione, 7,88) nello spareggio con il francese Salim Sdiri (altro favorito... fuori). Fuori anche lo spagnolo Caceres (8° al mondo) con 7,81. In compenso ci sarà il campione europeo uscente, Sebastian Bayer.  
  • 400 maschili (batterie) - si passava in semifinale con 47"89. Fuori clamorosamente lo svedese Johan Wissman, quest'anno mai veramente in forma. 

30/01/11

Terzo e quarto pass per Parigi 2011: tocca a Simona La Mantia e Emanuele Di Gregorio

Di Gregorio a Torino '09: in primo piano l'oro Chambers
Dopo Manuela Levorato e Fabrizio Schembri, è la volta di Simona La Mantia e Emanuele Di Gregorio. La prima sulla magica pedana di Ancona ottiene il terzo pass per Parigi, campionati europei indoor. 14,33 l'ottima misura ottenuta per ottenere il terzo lasciapassare per la Francia, e che rappresenta la seconda prestazione mondiale dell'anno, dopo il record tedesco di 14,45 di Katja Demut. La siciliana aveva già partecipato all'edizione 2005 dei Campionati Europei indoor, dove giunse 8^ con 14,06 dopo una qualificazione a 13,96. Se fosse convocata (non temo che possano mettere in dubbio l'argento di Barcellona, ma con questa federazione tutto è possibile) sarebbe la 7^ partecipazione di un'italiana nel salto triplo agli Europei Indoor. Solo in tre circostanze, su 6 ad oggi, le italiane sono arrivate in finale (una a testa Magdelin Martinez, Simona La Mantia e  Barbara Lah, nel 1998) con l'argento europeo della italo-cubana proprio nell'edizione di Madrid 2005 con 14,54.
Emanuele Di Gregorio ha invece cercato ti tirar fuori subito le castagne dal fuoco in batteria, ad Ancona, nella gara a corollario dei campionati italiani di prove multiple. 6"67, esattamente come quanto richiesto dalla Federazione per andare a Parigi. Nei prossimi giorni produrrò la statistica sui 60 metri maschili degli italiani agli Europei Indoor, che sono tanti. Sale così a quattro il numero di italiani che hanno ottenuto il minimo per Parigi, che, continuo a ripetere, non è condizione unica per volare Air France: naturalmente ci sono tecnici federali che vogliono avere l'ultima parola. In finale Di Gregorio ha corso in 6"73, mentre Riparelli, secondo, continua a stallare attorno ai 6"74, 6"75. Il tempo di Di Gregorio è attualmente al terzo posto in Europa, dopo il 6"66 del francese Jimmy Vicaut (segnalato a suo tempo) e del britannico Mark Lewis Francis. Di Gregorio ha un bronzo conquistato a Torino '09 da difendere, non dimentichiamolo.