27/03/10

60 metri M90: italian job

(Colò, il primo da sinistra, sulla copertina di una pubblicazione relativa allo sport in riva al lago di Garda) - Werter Corbelli ha pubblicato una notizia molto interessante su Atleticanet: il ritrovamento nelle segrete della Fidal Piemonte del referto di una gara tenutasi nel rimpiantissimo Palavela di Torino il 2 febbraio del 2002 e che farebbe luce su una questione dibattuta nel mondo master: il record mondiale dei 60 metri M90. Sul record c'è stata molta confusione, probabilmente a partire dall'origine e dai protocolli utilizzati nel segnalare i record agli organismi internazionali deputati a ratificarli (la WMA a livello mondiale e la EVAA a livello europeo). Ora, in questo paio di anni che mi occupo di master di una cosa mi sono reso conto: che alla WMA non sanno manco da che parte sono girati e i record sono dei numeri che sbattono ogni tanto senza cognizione di causa, mentre la EVAA e il suo mentore per quanto riguarda le statistiche, Ivar Soderlind, sono più reattivi e minuziosi. Ho capito anche un'altra cosa: probabilmente i famosi protocolli per inserire un record (ingenuamente pensavo che la Federazione di appartenenza dell'atleta o sul cui territorio si è registrato un record, senza ritardo trasmetteva il risultato alla WMA o alla EVAA) non sono così radicati e molto meno prosaicamente dipende dalla volontà del singolo di andarsi a spulciare i risultati per poi inserirli nelle proprie ricerche. Così, quel 2 febbraio di 8 anni fa si presenta in una serie di rincalzo dei 60 metri l'hall-of-famer Vittorio Colò, classe 1911 (quindi 90enne in pectore) e corre i 60 metri in 10"91, di gran lunga inferiore a tutti i 60 metri corsi da over-90 nella storia dell'umanità e fin qui conosciuti (l'inciso mettiamocelo, non si sa mai). Quindi il record di Herbert Liedtke del 2007 a Boras (11"47) e quello di Ugo Sansonetti (11"38) di Ancona il mese scorso, semplicmente non sarebbero potuti esistere nella loro accezione di "record del mondo". Tradotto in AGC il tempo di Colò, si ottiene qualche cosa di abominevole: 108,36%, cioè come se avesse corso in 5"90 i 60 metri a 20 anni (il record del mondo di Mo Greene è 6"39). Ma qui, come tutti sappiamo, "pesa" l'errore statistico dell'algoritmo utilizzato per parametrare i risultati degli over-70 (tra l'altro denunciato pubblicamente dallo stesso Vittorio Colò in più circostanze!). Nei commenti di Corbelli, si cita che qualcuno avrebbe parlato del risultato del nonuagenario milanese utilizzando il termine "fantomatico": sarò forse stato io quel qualcuno? Non ricordo e non ho voglia di rileggermi tutti miei interventi che sono forse troppi, anche se per trovare i commenti a quello che succede nel mondo master italiano non bisogna andare tanto lontani sul web. Se dovessi averlo utilizzato, bè, come darmi torto visto che chi dovrebbe essere deputato a segnalarlo non lo ha mai fatto e non esistevano fino a poco fa elementi oggettivi utili per confermarlo? A Webatletica fa enorme piacere che un personaggio con il quale chi vi scrive (sia io che Daniele) si è allenato per oltre una decade sulla medesima pista del XXV aprile di Milano con la stessa magliettona verde della Riccardi (quando ancora era genuina), possa fregiarsi di un record tanto prestigioso. Grande Vittorio!

25/03/10

La Fidal Brescia dalla parte dei master: le iniziative del 2010 e un posto in TV

(il video relativo alla spedizione bresciana ai Campionati Italiani Indoor Master di Ancona nel servizio comparso su Teletutto firmato da L. Affò - clikkando si viene reindirizzati al video) - La Fidal Brescia, come dico ormai da tempo, è sicuramente uno degli Uffici più vicini ai master sul territorio nazionale. Sarà il fatto che quasi il 70% dei tesserati in Provincia ha più di 35 anni, ma è indubitabile che sulle lande dominate dall'araldo della Leonessa le iniziative a loro favore sono senza pari (ritengo) in Italia. Tutto parte dal vulcanico entusiasmo di Virginio Soffientini, atleta dell'Atletica Gavardo e responsabile della Fidal Brescia per i master da un annetto circa. Quest'anno ha ideato "Casa-Brescia" (qui il link), cioè una sorta di punto di ritrovo per i master che intendono cimentarsi nelle menifestazioni che il calendario master tabella (campionati italiani e campionati internazionali in primis, ma ho sentito rumors relativi anche ai meeting internazionali master). A tal proposito Virginio in nome e per conto della Fidal Brescia presenta offerte logistiche che possano coagulare gli atleti in pochi punti, senza le solite diaspore cui siamo abituati quando andiamo in giro per il mondo. Ed è esattamente quello che vorremmo chiedere alla Fidal Nazionale quando ci spostiamo per il mondo e che altre federazioni già fanno: la Francia, per esempio, per Kamloops aveva presentato per i propri atleti soluzioni alberghiere che li facessero rimanere in un solo punto. Non sarebbe bello che tutta la nazionale master (o una grossa parte) soggiornasse in un solo albergo o in un solo residence... o quello che è? Proprio i reduci di Kamloops mi sottolineavano questo aspetto: i nostri connazionali "canadesi" si domandavano infatti come mai gli atleti italiani arrivassero alla spicciolata e soggiornassero in posti diversi della città. Questo aspetto è sicuramente uno dei punti principali che deve coinvolgere la Fidal nazionale in un progetto di riqualificazione e ridefinizione dei propri compiti. Comunque sia, stiamo parlando della Fidal Bresciana, che i propri passi autonomamente li sta facendo con grande coraggio e risultati per ora molto confortanti.
Un'altra opportunità fornita ai master bresciani è rappresentata dall'ormai celeberrimo Trofeo Felter. Un grand prix (o circuito) di 6 gare e a punti che premia esclusivamente i master. Necessari 4 punteggi (mi sembra) quindi con la possibilità di scartarne nel caso ci si cimenti in più gare. Il Grand Prix è OPEN, nel senso che possono partecipare i master di tutto il mondo, componendo una super-classifica finale che premia gli atleti sia a livello di categoria, che mettendo sullo stesso piano tutti i partecipanti. Grandissima manifestazione, davvero: parola mia. L'anno scorso, solo per fare un pò di pubblicità, il Trofeo se lo intascò la super-Maria Lorenzoni (quest'anno emigrata a Faenza) che proprio nel 2009 ha avuto probabilmente il suo annus memorabilis: questo per sottolineare la difficoltà e l'agonismo di questo circuito solo master che non ha assolutamente eguali in Italia. Ne parleremo comunque più diffusamente di volta in volta, all'approssimarsi delle gare. A proposito: naturalmente con tante teste, non tutti ragionano nello stesso modo e c'è chi si è un pò lamentato delle sedute di velocità durante le serate con i 5000 del Felter: l'anno scorso, solo per dirne una, furono disputate 8 serie di 5000 e l'ultima corse addirittura a mezzanotte. Mi sembra si corresse a Nave. Qualcuno ha avuto il ridicolo coraggio di dare la colpa ai 100 metri sui ritardi, quando 8 serie di 5000 comportano un bell'impegno temporale. Fiato sprecato: comunque sia per ovviare a questo difetto, sono state organizzate serate dove verrà disputata solo la velocità e altre dove qualche 5000milista potrà godere nel correre alle 23:50 anzichè alle 24:00 dopo aver debellato il "problema" velocità. Del resto la vita è bella perchè è varia, no?
Una delle grandi novità del 2010 è stata anche la presenza di un'opportunità più unica che rara: cameramen professionista, Lorenzo Affò (che sta diventando un grande conoscitore del mondo atletico bresciano e master), che imbastisce servizi televisivi per i tg locali (qui il link al suo sito con i servizi già confezionati per l'atletica bresciana). Proprio in uno di questi, su Teletutto, è comparso il servizio sopra linkato relativo ai campionati italiani master indoor di Ancona, dove sono citate tutte le medaglie. I servizi forniti da Lorenzo (rintracciato dalla Fidal) hanno tra l'altro prezzi pazzeschi e potranno essere utilizzati da tutti coloro che organizzano manifestazioni sportive atletiche e vorranno vedersi un bel servizio durante il telegiornale delle Tv locali. Mica male, no? Anche qui, naturalmente c'è qualcuno che rappresentando una quota residuale del mondo atletico bresciano, pretende investimenti verso iniziative che lo favoriscono evidentemente, criticando quello che viene fatto per i master. Perchè, checchè se ne dica, quando si parla di risorse da investire non conta quanto in alto arrivi una società nei c.d.s. assoluti (patologia che Arese ha contribuito ad espandere in maniera esponenziale), ma quanto versa questa alle casse della Fidal, che vuol dire stringendo-stringendo, quanti atleti vengono tessera. E' meglio favorire una società che fa delle campagne-acquisti la propria filosofia vitae o è meglio chi i ragazzini se li va a cercare e strappare agli sport? Che li cresce, li educa, ci investe tempo e denaro? Fate voi ogni tipo di considerazione.
Per concludere: brava Fidal Brescia! Agli altri master "limitrofi", venite pure al Grand Prix Felter, il divertimento è assicurato.

24/03/10

Ancora quattro record mondiali per concludere la stagione indoor master

(la pista finlandese di Jyvaskyla dove si terranno i prossimi campionati mondiali e teatro dei campionati finlandesi indoor) - Per ora ne ho contati 66: sono i record del mondo che i master hanno stabilito nel corso della stagione 2010. Il sito Masterstrack di Ken Stone riporta gli ultimi record di cui è venuto a conoscenza e arrivano tutti dai campionati finlandesi indoor che si sono svolti nell'ultimo fine settimana a Jyvaskyla, la pista in cui si svolgeranno i prossimi mondiali indoor master nel 2013. Nell'ordine i record sono stati stabiliti da Leo Saarinen, M80, che nel peso ha lanciato a 13,68, migliorando il suo stesso record stabilito il 28 gennaio scorso di 13,54 sempre nella medesima cittadina finnica. Il secondo record è stato stabilito da Samuli Korpi nel salto in alto sempre della stessa categoria M80: 1,35 contro l'1,31 dello svedese Nils Bertiv Nevrup ottenuto nel 2007. Quindi nel salto con l'asta M75, Ilpo Sopanen ha migliorato di 2 centimetri il primato detenuto dall'americano Bud Held, portandolo a 2,92. Infine nella categoria W75, Irene Merjamaa ha migliorato il freschissimo record di Galina Kovalenskaya nel lancio del martellone lanciandolo a 10,40, contro il 10,25 della russa. Una particolarità: nella stessa gara, al primo lancio l'altra finlandese Eila Mikola ha lanciato 10,30, cioè 5 centimetri in più del "vecchio" record. Il 10,40 della Merjamaa è avvenuto anch'esso al primo lancio: quesito? Chi la lanciato prima? Se avesse iniziato la Mikola, il suo risultato sarebbe stato anche se solo per pochi secondi un nuovo record del mondo oltre che avere un posto nella cronologia storica della specialità. Lo sapremo mai?

22/03/10

Gabre Gabric a nove colonne su Bresciaoggi

In provincia sono due i quotidiani che vanno per la maggiore: Il Giornale di Brescia e Bresciaoggi, due "giornaloni" che tirano oltre 100 mila copie al giorno. Proprio su quest'ultimo sabato scorso è uscito un'intervista a nove colonne ad uno dei monumenti del mondo master italiano, Gabre Gabric. L'occasione è stata l'attribuzione alla lanciatrice dell'Atletica Calvesi di Aosta dell'Oscar alla carriera del CONI bresciano. Un'intervista (basterà clikkare le immagini per poter leggerla integralmente) che ripercorre le tappe principali della sua esistenza (ma lo sapevate che per 50 anni la Gabric ha fatto la giornalista?) sportiva e non, commentando anche l'attuale situazione dell'atletica. I momenti migliori, dalle due olimpiadi (Berlino '36 e Londra '48) gli Europei di Vienna e Bruxelles, l'allenamento settimanale a Rezzato.

21/03/10

Migidio Bourifa record italiano nella maratona M40

(immagine di Migidio Bourifa da Fidal.it) - I record italiani continuano a cadere, il mondo over-35 continua a progredire e l'atletica italiana di vertice è invece ormai sepolta sotto una montagna di fango. L'atletica "matura" in Italia è quella che sta bene, quella che vede i propri numeri aumentare (salvo poi sentire Arese farsi pubblicamente vanto dell'inusitata crescita ma senza citare mai le vere ragioni di queste impennate), quella che ha qualche cosa da scrivere praticamente quotidianamente per i propri successi anzichè che dei propri insuccessi. L'ultimo in ordine di tempo è quello di Migidio Bourifa, classe 1969, che alla maratona di Roma giungendo 7° (e primo degli italiani!!) ha migliorato il suo stesso primato italiano M40 di quasi 2 minuti: 2h12'34" contro il 2h14'14" del precedente record. Grandissima prestazione quindi, in una gara velocissima vinta dall'etiope Gena Siraj in 2h08'39" davanti al keniano Benson Barus (2h09'00"). Poi altri 4 tra etiopi e keniani quindi Bourifa. Dopo bisogna arrivare all'11° rango per trovare il ben più quotato Daniele Meucci (2h13'49"). E adesso? Dopo il ritorno di Baldini, a 39 anni, bisognerà probabilmente aspettarsi che a Barcellona vada anche un 41enne. Secondo le mie statistiche, dovremmo trovarci davanti al 49° record italiano master dall'inizio dell'anno. Qualcosa si muove nell'atletica italiana, e non è certo l'atletica di Arese.

20/03/10

Anche la Gazzetta contro Arese e Petrucci

Clikkando sull'immagine qui di fianco, potrete leggere un fondo molto tagliente di Ruggiero Palombo comparso sulla Gazzetta dello Sport all'indomani dell'ultimo tonfo dell'Atletica Italiana a Doha, e sul quale probabilmente tutti gli organi Federali della Fidal hanno avuto l'ordine di tacere. In effetti tutto sparito... per la Fidal non è mai esistita Doha e probabilmente non si sa nemmeno in che parte del mondo sia stata edificata una simile città. Leggendo le sferzate della Gazzetta si apprendono due elementi che fanno comprendere una volta di più perchè l'atletica stia morendo. Il primo è che Arese (presidente della Fidal) è sostenuto da Petrucci (presidente del CONI, quindi dello Sport italiano): e questo vuol dire che l'unica carta sulla quale potevamo sperare per vedere finalmente finire questo governo dell'assurdo con un sacrosanto commissariamento, non sarà mai giocata. E sapete perchè? Perchè, come sta scritto fra le righe dell'articolo, le sorti dello stesso Petrucci sono legate a quelle di Arese. Quindi o Arese ha l'onestà intellettuale di dimettersi perchè non è in grado di fare quello per cui è stato votato e che dimostra praticamente ad ogni occasione in cui l'atletica italiana è chiamata a confrontarsi con il mondo (naturalmente accompagnato da una diffusa presa di coscienza del mondo atletico italiano che non solo lo ha votato in maniera bulgara la prima volta, ma l'ha pure rivotato la seconda!) o dovremo tenercelo fino al 2013 (come dice l'articolo). Ma poi: qualcuno ha l'idea perchè una persona che ha ottenuto così tanto nella vita sportiva e che ricopre incarichi già di primo piano a livello privato, voglia continuare a distruggere una federazione e tutte le speranze e i sogni dei suoi tesserati? Non posso non pensare che alla base di tutto non ci sia un'interesse di qualsiasi tipo e non il semplice orgoglio di un uomo "vincente" che si trova quotidianamente a perdere la faccia. Quindi vi rimando all'articolo... un altro schiaffo autorevole al duo Arese-Petrucci, che al di là di qualsiasi considerazione, dimostra che la cadrega vale molto di più dei valori dell'Atletica e dello Sport. Alla fine aveva reagione il Duca...

18/03/10

C.d.S. Indoor: buono il primo esperimento

(foto di Michelangelo Bellantoni della Tribuna di Ancona durante gli italiani Master: probabilmente più gente che durante gli assoluti) - Alla fine hanno vinto gli stessi due team vincitori dei Campionati di Società master tenutisi nella stagione open 2009 a Firenze: Olimpia Amatori Rimini tra gli uomini e Atletica Asi Veneto tra le donne. Ma questi erano i primi campionati master indoor, la prima edizione sperimentale caldamente auspicata anche da noi di Webatletica (che in minima parte abbiamo contribuito nella formazione del regolamento). Al termine dell'articolo mi lancerò in qualche considerazione, ma prima diamo spazio a chi ha meritato gli onori della cronaca. Tra gli uomini vittoria netta della compagine di stanza in Romagna: 6962 punti, che sono uno sproposito davvero difficile da superare per chiunque. La media-gara fa esattamente 870,25, cioè una condotta di punteggi impossibile per qualsiasi altra società italiana in questo momento. Del resto nella formazione ci sono personaggi del calibro di Marco Segatel, Max Clementoni, Lamberto Boranga, Luciano Acquarone... cioè atleti che nelle loro categorie hanno davvero pochi avversari e che hanno scritto la storia del masterismo italiano. Tant'è che a più di 300 punti è arrivato il Cus Romatletica: 6640 punti, cioè 40 punti a gara in meno rispetto a Rimini: un abisso. L'abisso è completato con il resto delle formazioni maschili: il terzo posto a quasi 1000 punti dalla Romagna, conquistato dall'Arca Atl. Aversa Agro Aversano (6093 punti). Probabilmente aver avuto la situazione sott'occhio in diretta si sarebbe assistito ad una ben più interessante lotta per il terzo gradino del podio, con la già citata Atl. Aversa, l'Atletica San Marco Venezia (6063 punti), i 6036 punti della Fratellanza Modena e i 6002 della Sandro Calvesi di Aosta. L'Ambrosiana batte la Capriolese nel derby lombardo per una manciata di punti: 5936 a 5930. Parlando con il DT della Nazionale Master, Claudio Rapaccioni, ci si è stupiti della grande partecipazione nelle staffette 4x200, segno che i team ci tenevano ad entrare nella classifica finale.
Tra le donne, vittoria altrettanto netta dell'Atletica Asi Veneto, pur priva di qualche pezzo da 90 (come Lusia Puleanga e Barbara Ferrarini). 6445 punti sono anche qui davvero troppi per qualunque formazione italiana in questo periodo storico. Troppo forti anche da rimeggiate. Dietro alle venete, ancora una volta il Cus Romatletica con 5922 punti, e anche qui un netto distacco tra la prima, la seconda e la terza società, l'Atletica Santa Monica di Misano (5383 punti).

Possiamo fare già un primo consuntivo di questo primo campionato italiano di società master indoor sperimentale? Credo di sì.
Innanzi tutto "un'iniziativa", una cosa positiva: una proposta anche nostra che diventa realtà. Non sempre e solo lamentele o critiche senza proposte. E' una cosa molto positiva, non credete? Un dialogo, un ponte con chi dovrebbe gestire il mondo master e sappiamo che tra i vari problemi che affiggono l'ufficio in questione, al primo posto (presumo) ci sia il reperimento delle risorse. E' la solita solfa che vi sto propinando da mesi: i master versano 100 e ricevono zero. Arese tiene tutto per i suoi faraonici progetti che ci stanno riempiendo di medaglie internazionali: questa è una cosa risaputa... Questo campionato era sperimentale: serviva per osservare se sarebbe stata una cosa da poter riproporre e cosa (nel caso) si sarebbe dovuto modificare. I commenti a tal proposito sembrano essere unanimi: nessuno parla di "inutilità" del campionato. Molti ci tengono e di conseguenza molti hanno le loro idee, mutuate com'è giusto che sia, dalle proprie realtà.
Penso che i problemi maggiori sorgano su alcuni aspetti (mi sono letto l'articolo di Werter Corbelli relativo allo stesso argomento): un regolamento dei c.d.s. è come una legge elettorale. Se esce in un modo, favorisce qualcuno, se esce in un altro, ne favorisce altri. Nella mia ingenuità (naturalmente da responsabile di una piccola società di "giovani" master che non potranno mai vincere un c.d.s. se non tra 30 anni) ritenevo e ritengo tutt'ora, che il vero obiettivo di un c.d.s. master (a livello indoor) sia garantire la massima partecipazione e non "ragionarlo" come fanno i senior (o meglio: come facevano... ora il c.d.s. senior è qualche cosa in più di un campionato interregionale di qualche anno fa). Corbelli propone, a mio modo di vedere, una cosa difficilmente praticabile: la scissione del campionato italiano di società indoor da quello individuale. Troppo oneroso: per i master e per le società. Non tutti abitano nelle Marche o lì vicino. Si rischia poi un flop clamoroso dovuto alla scarsa partecipazione che non è di certo una cosa auspicabile nella promozione del movimento verso le categorie più giovani. Due viaggi ad Ancona a proprie spese nel giro di poche settimane (mi piacerebbe conoscere le società che riescono a permettersi in tutti i casi il pagamento degli alberghi e dei viaggi degli atleti in tutte le circostanze) sono davvero troppi.
Questo discorso si collega strettamente con il secondo quesito: chi dovrebbe partecipare ad un campionato italiano di società indoor master? Sempre per Corbelli bisognerebbe convocare le prime società classificate del campionato outdoor di qualche mese prima. Io non la vedo così: i meriti eventualmente si conquistano sul campo nella stagione (poi nei master la mortalità e la rinascita societaria sono all'ordine del giorno), non si eridatano dalla stagione precedente. Visto che non c'è la possibilità logistica (mancano piste) e pratica (manca il tempo) di avere una prima fase, ritengo ancora una volta giusto che tutte le società indistintamente possano presenziare al campionato di società indoor. Poi i reali valori in campo, come ha dimostrato questo campionato indoor, emergono comunque e non ci sono assolutamente scossoni di alcun genere su chi poi andrà a vincere il titolo.
Esitono 14 specialità indoor: quest'anno, come concordato con Claudio Rapaccioni, si è ritenuto di individuare 7 gare più una staffetta per rendere più partecipato il c.d.s.. 7 gare ottenute da 7 atleti diversi, più la staffetta. L'ipotesi promossa da Corbelli di utilizzare i punteggi ottenuti in 10 gare (cioè 9 più la staffetta) ma con gli atleti che potrebbero portare 2 risultati ha un grosso difetto: favorirebbe le società con i master over-70, considerato l'arcinoto "problema" dello sfasamento delle tabelle che supervalutano le loro prestazioni a danno delle categorie più giovanili, che per ottenere i medesimi risultati dovrebbero avere tra le loro fila fenomeni della natura. L'idea delle 7 gare con 7 atleti diversi pone proprio un limite a questa sperequazione data da questo possibile elemento, dando più spazio alla squadra globalmente intesa. Poi nell'ipotesi dei 2 punteggi ad atleta, ipoteticamente con 5 atleti si parteciperebbe ai c.d.s.. Nella modalità di quest'anno, il minimo era chiaramente 7.
Sul sistema di punteggio (a punti o a posizioni) francamente non ho inclinazioni di alcun genere. Sicuramente con la classifica a posizioni le distanze risulterebbero più vicine, ma penso che alla fine la squadra più forte vinca comunque, sia in un modo che nell'altro.
Adesso studieremo delle valide proposte per la stagione 2011.

17/03/10

L'inviata di Podistidoc a Capua: il suo articolo sugli italiani master di cross

Dopo le vicessitudini legate ai tonfi della Fidal, torniamo a parlare di atletica vera, quella che comporta fatica e sudore. E' passato ormai qualche giorno dagli italiani master di Capua, e una delle nostre forumiste, Sonia Marongiu, ha prodotto un articolo apparso poi sul portale Podistidoc.it che riportiamo per intero.

Italiani Master di Cross: a Capua l'atletica che conta! - Grande successo di quantità e qualità fra i bastioni di Capua - Lo stavano aspettando da parecchio tempo e finalmente hanno avuto l’assegnazione. Roberto Torisco e la sua società, l’Atletica Capua, lo hanno pienamente meritato. A mio avviso hanno sempre fatto del loro meglio per organizzare il cross tra i bastioni di Capua e il grande successo di questa edizione dei campionati italiani master di corsa campestre è una gratificazione per il loro impegno e la dedizione. Organizzazione perfetta.

Giornata di sole (e dopo una settimana di bufera, pioggia e neve ci voleva proprio un po’ di tiepido) e quasi 1100 atleti iscritti. Bazzico tra le gare master da qualche anno, prima come curiosa e poi come atleta e posso dire tranquillamente che a Capua c’era il meglio del mezzofondo! Anche se ho visto qualche presenza inconsueta… qualcuno che per dovere di squadra è passato dalla pista al fango! Ma il mondo master è pure questo. Solito percorso a me noto: giro da 2 km tra i bastioni di Capua. Nonostante l’acqua dei giorni precedenti è stato meglio di quanto ci si aspettava. Il fango c’era ma in misura accettabile. Percorso veloce, poche curve, lineare. Credo che sia stato apprezzato un po’ da tutti. Le gare si sono succedute con estrema precisione e regolarità. Hanno iniziato le donne doppiando il giro per 4 km e dopo gli uomini si sono dati battaglia nelle diverse batterie per un totale di 6 km.
A livello individuale, è stata davvero significativa la vittoria di Gaetana Scionti (ASD Stile Libero), primo anno nel mondo master. La forte atleta siciliana ha vinto la gara femminile riuscendo ad imporsi niente poco di meno che su Souma Spiridoyla (Hobby Marathon di Catanzaro) che ha comunque avuto una condotta di gara esemplare e ha vinto meritatamente il titolo per la categoria MF45. Eh si… un solo secondo ma una decina di anni di differenza, cosa che la dice lunga sulla forza dell’atleta italo-greca. Mi piace ricordare anche la grande gara di Jocelyne Farruggia (ASD CUS Romatletica) che è arrivata seconda di categoria ma che ha fatto una grande gara. Nella categoria MF40 pronostico rispettato per Rosa Alfieri (Atletica85 Faenza) mentre tra le cinquantenni vince il titolo italiano Monica Casadio (GPA Lughesina). Danila Moras (Livenza Sacile) non ha avversarie nemmeno sul cross e conquista l’ennesimo titolo tra le MF55. Finisce nelle mani di Franca Costantini il titolo delle MF60 e in quelle di Teresa di Carlo il titolo delle MF65 (non proprio scontato considerando la Snape Gatti in categoria!): le due compagne di squadra (Amatori Teramo) staranno ancora festeggiando! Il titolo MF70 se lo aggiudica Maria Cristina Fragiacomo (Atl. Aviano) mentre quello MF75 va alla grande Mimma Mazzenga (Atletica Città di Padova). Insieme a Lina Lombini (Lughesina) erano le più grandi della batteria femminile. Onore a loro!

In campo maschile, signori, c’era di tutto e di più!!! Categoria MM35: Roberto Catalano (CUS Torino) ha la meglio e porta a casa il titolo tricolore mentre tra gli MM40 il grande Valerio Brignone (Atletica Saluzzo) che chiude i 6 km di cross in 17’55… poco meno di 3’ al km! L’unico a scendere sotto i 18 minuti. Bella la batteria dei quarantenni! Nella categoria MM45 vince Giuseppe Pagano (Atletica Altopiano Trieste) che ha la meglio su Manfred Premstaller, uno tra i favoriti. Tra i cinquantenni, un dejà vu della sfida che quest’anno vede Paolo Bertazzoli (US Quercia Trentingrana) alle prese con il forte Maurizio Vagnoli (Atletica Maxicar Civitanova). Ha avuto la meglio Bertazzoli ma certo Vagnoli non resterà a guardare. Tra gli MM55 vittoria annunciata di Pier Mariano Penone (Atletica Saluzzo). Bella la sfida nella categoria MM60: se la vedevano Luigino Azzalin (Unione Sportiva San Michele), Antonio Trabucco (Running Club Futura) e Rolando Di Marco (Atletica Di Marco Sport). Ha avuto la meglio Gino! Titolo tricolore per lui. Nella categoria MM65 Giorgio Bianchi (US Quercia Trentingrana) porta a casa la vittoria mentre tra gli MM70 Fernando Rocca (Bovisio Masciago) ha la meglio sui suoi avversari. Tra gli MM75 ennesimo titolo per Bruno Baggia (Atletica Valli di Non e Sole) mentre i più grandi (MM80) sono stati Mario Ferracuti (Pod. Valtenna) e Rocco Moscarella (Pod. Camaldolese).

Il titolo femminile a squadre è andato all’Atletica 85 Faenza mentre quello maschile se lo sono aggiudicati gli atleti dell’Isaura Valle dell’Irno. Il titolo è rimasto in Campania, per la felicità degli organizzatori e della regione ospitante.

Tra le sorprese mi piace citare il successo della squadra umbra dell’AVIS Perugia, che sia in campo maschile che femminile ha piazzato un bel secondo posto. Credo che sia un risultato storico per la regione che premia la determinazione dei suoi componenti. Mi correggano se sbaglio gli amici umbri, ma credo che dietro il loro successo ci sia stato un vero e proprio progetto. Complimenti a loro e speriamo di rivederci presto.
Infine mi piace citare anche il terzo posto dell’Erco Sport, la mia ex-squadra... non tanto ex a dire la verità, per lo meno da un punto di vista sostanziale! Chissà per quale alchimia, ogni volta che vado a trovarli mi pare di stare a casa mia. Dopo un anno e mezzo mi sembrava di non essere mai andata via. Ho lasciato tanti cari amici giù e anche se non ci vediamo tanto spesso ne ho nostalgia e bei ricordi. Grazie davvero per il calore che mi dimostrate ogni volta che ci vediamo, per il tifo che mi avete fatto e per la giovialità. Mi ha fatto piacere rivedere Nicola, Franco, Ignazio, le mie compagne di squadra, gli amici di Capua, Gennaro, Adolfo… tutti!! Ho già fatto il biglietto per Telese!

ps. Mi stavo dimenticando di una cosa importantissima. La velocità con la quale sono state stilate le classifiche sia individuali che societarie! Mi sa che solo alle indoor di Ancona sono stati cosi veloci.... complimenti allo staff che ha curato questo aspetto.

Sonia Marongiu

16/03/10

il Duca e l'orgoglio ferito

Torna a graffiare il Duca, dopo un periodo di riflessione, spinto dagli ultimi inusitati avvenimenti e dai continui tonfi dell'atletica italiana. Ancora una volta viene sottolineato dal nostro opinionista un aspetto che altrimenti difficilmente verrebbe enucleato: l'orgoglio-ferito della nostra italianità. Già, perchè nel momento in cui un atleta veste la maglia azzurra cessa di essere cosa loro, di Arese, di Uguagliati, della Fidal e di tutto quel variegato sottobosco che in maniera parassitaria la popola, ma appartiene a tutti gli appassionati, a chi ama questo sport e a chi soffre nel vedere quelle magliette turchesi naufragare in coda ai gruppi, in fondo alle batterie, eliminati dopo i primi turni o, come ha dimostrato Doha, nemmeno essere presenti. Insomma, appartengono agli italiani e non a qualche brand di abbiagliamento sportivo.

L’angolo del Duca: L’inno infranto

Nel mondo in cui viviamo, travolti dall’arroganza di una comunicazione sempre piu’ sfrontata che pone al primo piano valori legati solamente all’apparire piuttosto che all’essere, il senso patriottico è qualcosa di quasi totalmente dimenticato ad eccezione di quei particolari eventi sportivi, Mondiali di calcio, Olimpiadi e grandi manifestazioni internazionali in cui si crea, come per incanto, un senso di ritrovata aggregazione. In questi rari frangenti l’inno di Mameli di cui forse pochi conoscono le parole, rappresenta comunque il nostro ritrovato orgoglio di appartenenza, il desiderio di sentirci tutti uniti intorno al nostro tricolore. Dal calcio alla scherma, dallo sci alla pallavolo, dalla lotta greco romana al nuoto, ogni qualvolta suona il nostro magico inno, il nostro cuore per un attimo si ferma e prova un senso di grande commozione, facendoci anche, diciamolo a bassa voce perché siamo uomini duri, farci scendere una piccola lacrimuccia. Ma a dispetto di tutto questo, esiste uno sport e non uno sport qualunque, senza nulla voler togliere agli altri, la disciplina agonistica definita “La Regina delle Olimpiadi” e quindi la Regina di tutti gli sport, l’Atletica, che ha ormai creato tra i pochissimi appassionati e tifosi che ormai conta in Italia, un incredibile senso di disagio e imbarazzo, nel senso che ormai, quando si effettua qualche importante manifestazione internazionale, ogni vero appassionato e innamorato di questa disciplina si augura che gli atleti della propria nazionale non ottengano nessun risultato prestigioso.
L'altro giorno, girando per la pista di atletica, sentivo gente preoccupata che il buon Donato potesse azzeccare, com’era nelle sue possibilità, un salto da medaglia.
Quest’estate, nell’ambito della spedizione burla, a Berlino, prima della 50 Km di marcia, c’era grande timore che potesse saltare fuori una medaglia tanto annunciata e poi, fortunatamente, non arrivata.
La verità è che Castrado (Arese) e il suo mentore, Petrucci, hanno talmente distrutto la Fidal che, nell’atletica italiana, non esiste piu’ amor di patria, non esiste piu’ tifo, ma esiste solo il desiderio che le cose vadano sempre peggio nella speranza che questi signori abbiano, prima o poi, il pudore di farsi da parte. Ci avete distrutto l’unica gioia che ci rimaneva, ci avete infranto anche il nostro amato inno.
Vergognatevi!!!
IL DUCA

15/03/10

Pur di cancellare la figuraccia di Doha, la Fidal dà spazio ai master di Capua

Oggi è lunedì, il giorno dopo la seconda catastrofe annunciata della storia dell'atletica italiana. Vabbè, lo ammetto, non ci provo nemmeno più gusto a sparare sulla croce rossa. Quindi vi rubo solo qualche secondo per sottolinearvi questa cosa davvero gustosissima che è apparsa sul sito ufficiale della Fidal, o meglio, sarebbe forse meglio dire che non è apparsa. Ebbene, l'esperienza fallimentare italiana dei mondiali di Doha è già sparita dalla prima pagina, dai titoloni, dalle fotografie, ridotta per qualche ora ad un paio di link in fondo pagina che probabilmente già domani saranno spariti. A livello mondiale siamo uno zero fisso, ma, almeno ad oggi, nemmeno un'autocritica costruttiva. Pensavo che ingenuamente sarebbe apparso qualcuno a giustificare l'ennesimo scivolone verso il basso, ma evidentemente si stanno cercando ancora le scuse. Pensate che goduria: in Qatar disputano un campionato mondiale, dove si presenta il gotha dell'atletica mondiale al coperto, ma la Fidal tra le varie notizie "scialuppa di salvataggio" mette addirittura il cross master di Capua! Mai successo: si erano dimenticati pure dei mondiali Master di Kamloops, ma evidentemente ora le galline vecchie fanno buon brodo. Se sono coerenti, speriamo che replichino a questo punto con gli europei master in Ungheria opposti agli Europei assoluti a Barcellona. Quindi auspichiamo un Howe cancellato dai salti della W35 Flavia Borgonovo, la Di Martino dai salti di Segatel, Schwazer dalla marciatrice Milena Megli, Collio dalle volate di Mario Longo. Nel frattempo un altro giorno è passato e un giorno in più Arese è rimasto al suo posto. A questo punto un giorno in più anche per il Ct Francesco Uguagliati, che dovrebbe prendere atto di esser parte di un meccanismo ormai inceppato dal quale dovrebbe signorilmente fare le valigie. A parte che il Ct dell'atletica in Italia è soprattutto "selezionatore", e, visti i risultati, probabilmente le dimissioni dovrebbero essere un atto dovuto e di onestà intellettuale. Ma ancora nulla (ad oggi). Peccato che in questo gioco al massacro chi ci rimetta veramente siano gli atleti di punta (o quelli che rimangono) di questo sport. L'atletica, quella, ormai è defunta.

Over-35 incontenibili: altri 3 record del mondo indoor, e sono 62 in 3 mesi

(il belga Andre Lafere, dopo aver tagliato il traguardo con il nuovo record mondiale degli 800 M50 - foto di Tom Phillips) - L'universo master è in incredibile fermento: almeno questo stando ai 62 record mondiali indoor ottenuti nel giro di 2 mesi e mezzo nel corso della stagione indoor. In fondo all'articolo ne metto l'elenco completo, che risente comunque di informazioni parziali: potrebbero infatti essere di più, visto che la WMA non è che si dia molto da fare per rintracciare i vari record (basti pensare che sul sito ufficiale viene considerato record mondiale il 7"02 di Aaron Thigpen nei 60 M45, mentre sappiamo benissimo che non è quello). Nell'ultimo fine settimana altri 3 record mondiali: uno è addirittura coinciso con un titolo mondiale a Doha. Parlo di Bernard Lagat, che ha vinto i 3000 in Qatar in 7'37"97 abbassando il precedente primato del tedesco Dieter Baumann che girava intorno ai 7'40". Naturalmente a Lagat non è che importi molto in questo momento di aver ottenuto un primato M35, visto che si è intascato un titolo mondiale assoluto (mentre l'Italia continua a prendere "zero" ad ogni campionato non-europeo). Il secondo record viene invece da Gand, in Belgio, sede del prossimo campionato europeo indoor master nel 2011. Lo scenario è quello degli 800 M50, dove il campione del mondo in carica di categoria di Lahti-09, Andre Lafere, termina una gara incredibile in 1'59"74, cioè 25 centesimi in meno del precedente record di 1'59"99 detenuto dallo statunistense Steve Gallegos, che lo corse nel 2005 a Nampa. Le cronache parlano di una gara in solitaria con passaggi molto veloci sin dal principio e una vittoria di circa 17" sul secondo classificato. A proposito: a Gand si stavano tenendo i campionati belgi master OPEN, cioè aperti anche ai master esteri. Di fatto la notizia ci arriva direttamente dal nostro amico inglese Tom Phillips che ha corso proprio durante questa manifestazione. Esempio (secondo me) da applicare anche qui in Italia: i master non devono avere barriere, fatti naturalmente salvi i titoli a chi ne ha diritto: ma l'innalzamento medio delle prestazioni attraverso la partecipazione internazionale è sicuramente uno stimolo per tutti.
Infine, terzo record e sempre da Gand. Stavolta al femminile, con protagonista Weia Reinboud, olandese (c'erano anche gli olandesi!!) che nel salto in alto W60 ha valicato l'asticella a 1,40, cioè 2 centimetri in più del record della cannibale di Riccione-07 (una decina di ori in quella edizione dei mondiali) Philippa Raschker (tra l'altro atleta della settimana assoluta per l'USATF, la Fidal americana senza con questo voler offendere pesantemente gli americani dandogli della Fidal...).
Sempre parlando di Record mondiali, segnalo che l'Italia nel frattempo ne ha perso uno, cioè quello del martellone W35 che era detenuto da Patrizia Aletta (15 metri tondi-tondi). Ebbene una svedesona (me l'immagino così, visto il risultato) ha lanciato il peso con maniglia a 17,79, cioè quasi 3 metri in più del precedente record detenuto dalla nostra connazionale. Nome della nuova record-woman: Anna Soderberg, che ha lanciato la misura il 6 febbraio a Goteborg. I record mondiali detenuti dagli italiani scendono così a 18.
Ultima curiosità non segnalata a suo tempo: il 5 gennaio a San Pietroburgo la 42enne russa Tatiana Ter-Mesrobyan (W40 de facto) ha saltato in lungo la misura (concedetemi l'aggettivo) galattica di 6,64. Cioè una misura che in Italia non si vede più dal ritiro di Fiona May. Che dire? Gli italiani assoluti li hanno vinti quest'anno con 6,04: fate voi ogni tipo di considerazione.

13/03/10

Doha, Mondiali Indoor: disastro Made in Italy - Prof, si dimetta

Visto che ne stiamo già parlando in qualche post sul forum, è giusto subito commentare a caldo ciò che sta succedendo ai Mondiali Indoor di Doha. L'ennesimo disastro della gestione-Arese, e questo, come scrive Gianni Merlo sulla Gazzetta dello Sport (nel titolo dell'articolo si parla di "flop") è un piccolo-grande record, perchè ottenuto già alla prima giornata di una grande manifestazione! Di solito si aspettava l'ultima gara (una maratona o una 50 km di marcia e di speranza, che purtroppo a livello indoor, per ovvii motivi non si disputano). Ma se ci pensate, questa volta le cose erano state fatte con estrema furbizia. Tutti a lamentarsi delle poche convocazioni... in realtà, proprio qui si nascondeva il colpo di genio ordito dalla Fidal: meno persone si portano, meno figuracce si fanno. A meno che tutti stecchino la gara contemporaneamente durante la prima giornata, come è successo a Doha con un colpo di sfiga senza pari e che probabilmente nessuno aveva preventivato... e allora il fallimento diventa più assordante. Avrete certamente letto tutti lo sfogo di Jacques Riparelli, letteralmente preso per i fondelli dalla federazione. Prima gli chiedono il minimo, poi di vincere gli italiani... a quel punto, non paghi gli hanno chiesto altre prestazioni: insomma, fin troppo chiaro che 'sto povero Cristo non sarebbe andato ai Mondiali nemmeno se si fosse pagato il viaggio di persona. Per la Fidasics non conta tanto il merito del singolo (quello guadagnato sulle piste col proprio sudore) ma l'immagine generale che l'atletica italiana dimostra all'estero in questo preciso istante. Quindi si cerca di diminuire il numero: logico no? Ora che a livello indoor ci siamo letteralmente azzerati, abbiamo di che essere contenti: peggio di così è davvero difficile andare. Il caso Riparelli segue (per chi se lo ricordasse) il caso di Andrea Alterio nel 2009 non convocato agli Europei Indoor di Torino l'anno scorso. Miglior tempo dell'anno (e che tempo!), battendo tra l'altro colui che sarebbe stato convocato in un paio di circostanze (mi sembra), ma... nulla da fare. Bè, certo, c'è ancora Fabrizio Donato... e per lui speriamo nell'oro (ma solo per lui). Anche perchè bisogna fare un'altra rifilessione: degli 8 atleti italiani portati a Doha, quanti possono essere attribuiti alle iniziative di "crescita" di Arese? Di certo non Fabrizio Donato (che è del '76!); non certo Giuseppe Gibilisco; non certo Elisa Cusma e Obrist. Purtroppo i 2 giovani figli di questo mandato sono andati in tilt (anche in maniera non molto dignitosa). Si salva la Scarpellini, che comunque viste le misure di iscrizione, legava le sue chance mondiali a qualche miracolo stile Steven Bradbury. E si salva la Salvagno, in semifinale, anche se accedere alla finale sarà un altro paio di maniche. In generale un'immagine scialba, brutta dell'Italia, che si deve affidare ad un 34enne per salvare il salvabile, sperando che ciò che si è visto a Doha (in cui poco o nulla contano gli atleti, se non in un caso) svegli finalmente qualcuno a prendere delle decisioni forti. La prima è il commissariamento della Fidal (visti i disastri mi sembra una cosa non solo logica, ma auspicabile) che a questo punto dovrebbe partire da un atto di estrema responsabilità e coerenza del CT Francesco Uguagliati. Prof, non diventi anche lei un Uguagliasics, molli questa barca che sta inopinatamente affondando e sta gettando tutto un movimento nel ridicolo. E soprattutto ci perde della sua credibilità, che con fatica si è creato anno per anno. Si dimetta, per favore e lasci quella gente (perchè purtroppo Arese è espressione di un gruppo dirigente e di un sistema elettorale o che asseconda le sue scelte o che non le contrasta: in entrambi i casi per interessi davvero minimi). Poi, se non volete farvi venire il mal di pancia, non leggete mai il fondo di Arese sul primo numero di Atletica del 2010, intitolato "tesserati in salita, l'atletica affascina anche i più giovani". Ancora una volta si tace il disagio di un intero mondo, ma soprattutto non si cita la verità dei numeri. cioè che la crescita è dovuta soprattutto ai master!! Che la crescita del numero dei giovani è figlia di un meccanismo perverso studiato ad arte per cui anche gli scolari che partecipano alla garetta rionale dei giochi della gioventù, vengono tesserati alla Fidal (e partecipano solo ad una gara in tutta la loro vita!). Basta, Sigor Arese, dai... è finita. Si faccia ricordare per quello che faceva in pista e non per i disastri che le stanno accadendo da Presidente della Fidal. Glielo chiediamo cordialmente, mettendo da parte l'ira cui la nostra passione per questo sport ci porta. Fa male assistere ad una maglia azzurra naufragare dietro ad un gruppo, arrivare ultima in una gara o addirittura quando di maglie azzurre non se ne vedono neppure. E poi basta agli arrivisti presenti in Fidal, che si muovono come battitori liberi in vista delle elezioni del 2012, facendo promesse a destra e manca: se manca coesione fin dalla base, dove vogliamo arrivare? Purtroppo prevedo che nonostante gli inviti ancora una volta nessuno si dimetterà aspettando Barcellona 2010: e a Barcellona, per una legge statistica e per il fatto che saranno "solo" europei, 5 o 6 medaglie verranno vinte e Arese, purtroppo, arriverà fino alle Olimpiadi di Londra del 2012 gridando al rilancio dell'atletica italiana, mentre ne starà decantando il de profundis.

12/03/10

Campionati italiani di cross master: qualche succolenta info

Mentre l'Italia sta facendo alla grande il suo dovere ai Mondiali Indoor di Doha (6 degli 8 italiani già fuori al primo turno, Salvagno in semifinale nei 60 e Fabrizio Donato unico medagliabile) cosa per la quale vi preannuncio che chiederò la testa del Ct Franceco Uguagliati (Prof, abbandoni la barca finchè in tempo! Faccia rimanere il suo prestigio e onorabilità intatti!), l'attività master continua imperterrita e soprattutto nascosta dagli occhi della Fidal (che vogliono far i testardi sugli europei di corsa in montagna: ancora nessuna informazione per chi volesse andare). Passati sotto silenzio un paio di campionati italiani master (maratona e marcia), domenica tocca al cross. Con la collaborazione di una preziosa amica di Webatletica, vediamo qualche tips-and-tricks che potrebbe tornare utilie per capire cosa si va a svolgere nel fine settimana a Capua. Io ammetto la mia summa ignoranza in materia in quanto a nominativi, ma sopperiremo anche a questo. Innanzi tutto il percorso, mi si crive, risulta pianeggiante, con poche curve e molto veloce. "Spettacolare". Gli stradaioli possono avere quindi qualche chance in più. Organizzazione in mano ad una delle più solide società campane, l'ASD Atletica Capua. Circa 700 partecipanti, nonostante lo spostamente del baricentro organizzativo verso sud (cosa dovuta, per carità, se non fosse che il Campionato Italiano Master pià a nord quest'anno sarà Piacenza, nonostante i numeri parlino chiaramente di massiccio tesseramento soprattutto al nord). A livello femminile il mio bookmakers cita come favorite l'Atletica 85 Faenza, il G.P.A. Lughesina e l'ASD Erco Sport. A livello maschile se la giocheranno l'Isaura Valle dell'Irno, la Montemiletto Team Runner, l'Hobby Marathon Catanzaro e ancora l'ASD Erco Sport. Vedremo poi se dovremo cambiare allibratore...

settore femminile
  • A livello individuale, tra le F35 sfida da seguire senza una vera e propria leader ante litteram (passatemela 'sta locuzione) tra Sonia Marongiu (Atletica Città di Padova, forumista Webatletica), Paola Giacomozzi (Olimpia 2004), Silvia Savorana (Atletica 85 Faenza), Annamaria Vanacore (Centro Ester) e Elisa Gabrielli (Atletica Gran Sasso): l'allibratore parla di una gara equilibrata ma senza un nome più accreditato di un altro. Punto interrogativo.
  • Tra le F40 la sfida si giocherà tra Rosa Alfieri (Atletica 85 Faenza) e Lorella Pagliacci (CUS Tirreno Atletica).
  • Tra le F45 non ci sarà storia perchè Souma Spiridoyla non ha attualmente avversarie (Hobby Marathon Catanzaro). Non si sono viste tra le iscritte Jocelyne Farruggia e nemmeno Nadia Dandolo che avrebbero messo un pò di pepe alla gara.
  • Tra le F50 vedo il nome di Maria Lorenzoni (Atletica 85 Faenza) che è stata la grande assente alle indoor di Ancona. Crediamo per un piccolo infortunio o per altri programmi.
  • Tra le F55 Danila Moras (Licenza Sacile) è la favorita.
  • Nelle altre categorie non vi sono nomi troppo conosciuti eccetto quello di Mimma Mazzenga (Atletica Città di Padova) tra le F75. Questa spazia dai 60 alle corse campestri!
settore maschile
  • M35: Kamel Hallag (Ideatletica Aurora) e Gennaro Varrella (International Security Service) sembrano i favoriti per il titolo di categoria.
  • tra gli M40 sulla carta c’è il campione del mondo Valerio Brignone (Atletica Saluzzo), anche se Marco Calderone (Violetta Club Catanzaro) non resterà certo a guardare. E nemmeno Alessandro di Priamo (Villa Aurelia Roma).
  • M45: Manfred Premstaller (Atletica Trento) il bookmaker crede che non abbia problemi di titolo anche se sarà una bella gara anche tra gli altri partecipanti considerando la presenza di Vito Franco (Polisportiva Astro 2000) e Mariano Morandi (Quercia Trentingrana).
  • M50 Paolo Bertazzoli (Quercia Trentingrana) dato 1:1,5.
  • M55 Giuseppe Pollicino (ASD Polisportiva Milazzo) sembra essere il favoritissimo specialmente da quando il suo competitor Rolando di Marco (Di Marco Sport) è passato di categoria tra gli M60 dove la sfida annunciata è quella che lo vedrà spalla a spalla con Antonio Trabucco.
  • Tra gli M75 Bruno Baggia (Atletica Val di Non e sole) è da anni che non ha avversari….
Ok, l'allibratore è avvertito. Ci giochiamo qualche euro su questi nomi con l'idea di tornare milionari. Alt

11/03/10

il caso doping di Val Barnwell: una soap opera!

(Val Barnwell mentre viene preso in consegna dal delegato anti-doping ai mondiali master di Lahti - foto di Ken Stone su Masterstrack) - Non so se stiate seguendo sui siti master internazionali il caso Doping legato allo sprinter americano M50 Val Barnwell. Personalmente ho iniziato a interessarmi della cosa distrattamente, leggendo i vari articoli di Ken Stone e Annette & Robert Koop. Naturalmente qui in Italia è un periodo in cui ci si diverte di più al tiro al piccione-Fidal (che è pure bello ciccione, difficilmente spicca il volo e non passa giorno in cui qualcuno non lo vorrebbe impallinare) così che non pensavo di dare troppo spazio ad una vicenda e ad una persona che dovrebbe essere dimenticata abbastanza velocemente (ma poi, tra due anni, si presenterà ancora nel mondo master?). Poi l'affaire Barnwell è diventato sempre più una soap opera in stile americano, con accuse, silenzi, guardie del corpo, smentite che ne fanno il primo vero caso di doping-mediatico della storia del mondo master. A dire il vero c'era il precedente del caso di Erik Wijmeersch (vincitore di un campionato del mondo master indoor M35 a Linz sui 60 con... 6"82), anche se di fatto lo spinter belga non era propriamente calato nella realtà master (visti i risultati). Erik fu incarcerato per aver spacciato un quantitativo di sostanze dopanti delle quali, sosteneva, di non aver fatto uso. Sarà. Comunque sia, quella di Val Barnwell è una storia "più nostra", perchè il personaggio ha effettivamente vissuto nel mondo master, ne era parte integrante e probabilmente la sua "fama" gli derivava in questo periodo dal fatto di esserne uno degli epigoni. Poi, dopo la tempesta iniziale dovuta alla scoperta del cheater, sul sito tedesco Anneteseite, l'altro giorno e quasi in sordina compare una notizia che sembra quasi una boutade. Il tedesco Dieter Massin, presidente della Federazione Europea di Atletica Master (EVAA), nonchè segretario dell'organismo antidoping, dopo l'impeachment di Barnwell, avrebbe ricevuto una guardia del corpo per le conseguenti minacce che avrebbe ricevuto. Cosa?? Da chi? Se la matematica non è un'opinione e il mondo vive di una serie incessante di nessi causa-effetto, è facile capire dove si voglia andare a parare. Masterstrack riprende la notizia con un pizzico di scetticismo. Penso condividibile: stiamo parlando di medaglie d'oro che valgono il tempo che trovano quando sono vissute all'interno del mondo master, ma fuori, lo sappiamo, non hanno lo stesso peso. Il fatto, nonostante tutto, fa nascere una polemica infuocata: molti ritengono la notizia infondata: interviene a questo punto anche il presidente della WMA, l'australiano Stan Perkins che avrebbe dovuto fugare ogni dubbio "questa cosa è assolutamente falsa!". Finito qui? Macchè! Robert Koop interviene nella discussione (e siccome è tedesco... come Massin, evidentemente qualche fonte privilegiata la possiede) e conferma tutto: "è tutto vero!". Va bè: non è un fatto sconvolgente, ma è un fatto (o non lo è), più per gli aspetti etici di cui si ammanta. Nel mezzo di questo tourbillion di polemiche, arriva poi lo stesso Val Barnwell, il quale, udite-udite, in pieno stile ciclistico accusa di essere stato vittima di un sabotaggio! Poteva non essere così? Come recita la sua difesa, Val sarebbe finito all'interno di "elaborato schema di sabotaggio perpetrato da persone sconosciute" che lo avrebbero preso di mira "per la sua razza". La seconda parte probabilmente ce la poteva risparmiare, ma tant'è. Il giallo si infittisce e la soap diventa sempre più gustosa (del resto i reality vengono visti per le deviazioni che vi succedono, non certo per la normalità del succedersi degli eventi!). Nel resto della sua arringa difensiva, Val sostiene di essere stato un atleta olimpico della Guyana (smentito dallo stesso Stone che tra l'altro riporta come l'assunzione della sostanza trovata nei campioni di sangue di Barnwell sia stata molto consistente, necessitando di molteplici iniezioni o pastiglie prese per via orale. Difficile credere alla congiura internazionale) e che non sarebbe stato possibile per lui inocularsi quelle sostanze visto che l'attività master è autofinanziata. Bè: sarà pure difficile, ma qualcuno l'ha fatto...

Il webatleta-del-mese di febbraio: Carla Forcellini

Dopo che a Gennaio avevamo virtualmente attribuito il premio di Atleta del Mese a Mario Longo, artefice di un grandissimo duplice record mondiale nei 60 metri (prima il pareggio a 7"02, poi l'abbattimento della barriera dei 7" con 6"97 ad Ancona), per febbraio siamo stati concordi (chi avrà seguito la trasmissione radio avrà sentito l'unanimità della decisione presa in diretta) nel ritenere Atleta del Mese la W50 Carla Forcellini. Il premio le viene attribuito per una serie di prestazioni ottenute non solo nella sua specialità cardine, il salto con l'asta, ma anche nelle due "collaterali" quali i 60 ostacoli e il salto in lungo. Sulla decisione pesa principalmente il record del mondo nell'asta W50, portato da 3,20 (che già gli apparteneva) a 3,30 il 16 febbraio a Firenze. Quindi i 4 record italiani ottenuti sempre nel mese di febbraio: quello già citato nel salto con l'asta (bè, era un record del mondo...), quello dei 60hs (10"33: ma a Kamloops a Marzo lo polverizzerà fino a 9"99) e i due del salto in lungo: 4,74 prima e 4,80 dopo sempre ad Ancona. A condire il tutto naturalmente i 3 titoli nazionali master ad Ancona. Più di così francamente era difficile chiederle. A Kamloops, come ben sapete dai nostri reportage, Carla vincerà l'oro nell'asta, l'argento nei 60hs e il bronzo nel salto in lungo. Un inizio di stagione davvero al fulmicotone per la cardiologa romana (almeno, così riportano altri siti).

10/03/10

Kamloops 2010 - di Alessandro Tifi

(Alessandro Tifi in azione a Kamloops nella staffetta 4x200 M40... composta da tre M45!) - Quello che segue è un piccolo phamplet scritto di proprio pugno dal nostro forumista Alessandro Tifi, ottimo finalista a Kamloops nei 400 e negli 800 della categoria M45.

Premetto l’ottima accoglienza ricevuta dai nostri innumerevoli connazionali di stanza sul posto, che si sono prodigati in ogni maniera ed oltre ogni piu’ rosea aspettativa, per renderci particolarmente piacevole il soggiorno. Questo aspetto ha contribuito non poco a far si che la trasferta abbia potuto arricchirsi di innumerevoli significati di amicizia che difficilmente saranno dimenticati. Con il senno di poi, lo sparuto manipolo di italiani presente, sarebbe potuto essere più consistente, vista l’accoglienza nelle famiglie che avrebbe permesso una notevole riduzione dei costi del soggiorno e visto l’aiuto venuto “dall’alto” che ci ha regalato un clima insolitamente mite e primaverile, permettendoci tra l’altro di svolgere i nostri riscaldamenti all’aperto, dato che dentro il palazzetto non ci sarebbe stato modo. Nonostante tale incoraggiante premessa, non si può non “infierire” sull’impianto messo a disposizione. Eccezionali, rispetto ai nostri standard italiani, le strutture sportive a disposizione della cittadina di kamloops, carente, molto carente l’impianto per l’atletica.
A parte la nota presenza della pista piatta, molto sconveniente e scarsamente pratico il posizionamento del rettilineo per la velocità, sia per la visibilità che offriva alle tribune, sia per la mancanza dei metri necessari per “decelerare” (tra l’arrivo ed i materassi per la frenata 15-20 metri ).
Le pedane del lungo e del triplo posizionate su di un lato corto del “capannone” con la sabbia a finire sulla parete, dando la sensazione a chi prendeva la rincorsa di andarsi a schiantare, il tutto nell’angolo opposto alla tribuna, dando la possibilità di apprezzare il gesto atletico solo a chi munito di binocolo. L’utilizzo delle altre pedane sarebbe stato possibile solo se fosse stata eliminata la tribuna retrattile, poi però non ci sarebbe stato alcuno spazio per il pubblico.
Le due pedane dell’alto posizionate nella mezzaluna offerta dalla curva dopo l’arrivo, colpevolmente orientate verso la pista (nonostante l’interno dell’anello fosse completamente libero), obbligando gli atleti a sospendere la rincorsa ogni qualvolta c’era una gara di corsa in svolgimento, tra l’altro i più “virtuosi” non avevano lo spazio per una rincorsa completa.
Scandaloso (purtroppo sono costretto ad usare questo termine) il cronometro. Assente nei 60 metri, nelle altre gare veniva azionato a mano e non al colpo di pistola tanto che in alcune partiva con diversi secondi di ritardo offrendo al passaggio degli atleti ed a chi vedeva dagli “spalti” una situazione completamente diversa da quello che accadeva in pista (nella finale degli 800 mm45 circa 3” di differenza, da quanto potuto riscontrare a posteriori con le riprese ).
Molto poi è mancato nelle informazioni (quanto manca il mega-schermo dell’impianto di Ancona!) riguardanti i risultati ottenuti (praticamente consultabili solo una volta inseriti al computer), anche per la presenza di uno speaker che non sembrava affatto essere a suo agio nella conoscenza del nostro sport. Non una frase in una lingua diversa dall’inglese, non una enfatizzazione di un risultato ottenuto o di una gara entusiasmante, non un coinvolgimento del pubblico!!
Infelice anche il posizionamento della zona premiazioni, situata per i primi giorni in un locale ad un chilometro dal campo gara, senza tra l’altro sapere quando ed a che ora ci sarebbero state le premiazioni, tanto che molte si sono svolte con l’assenza degli interessati. Negli ultimi giorni il podio è stato spostato in un fabbricato attiguo al campo gara, tra i computer e le rivendite di souvenir e solo per le staffette è stato disposto al centro della pista.
Giusto anche sottolineare la disponibilità, la gentilezza e la cortesia di tutti i giudici, gli assistenti ed i volontari che hanno reso possibile la manifestazione, svoltasi senza praticamente ne intoppi ne ritardi, fatto, quest’ultimo, facilitato anche (purtroppo) dalle molte defezioni di molti atleti iscritti e non presenti.
Un pensiero va anche alla nostra federazione che nonostante assente completamente nelle informazioni, come aiuto logistico e con il suo sito ufficiale, ha inviato un responsabile (il sig. Migliorini), che si è messo a completa disposizione degli atleti italiani presenti ed impegnati nei diversi campi di gara (eccezionali i percorsi della campestre e della 10 km marcia, situati in uno scenario bellissimo), aiutandoli in ogni loro necessità.
Nella speranza (speriamo non vana), che chi preposto alla scelta dei “siti” dedicati a questi grandi eventi (ma ci sono molte, poche o zero candidature?), faccia buona esperienza di quanto realizzato in terra canadese, personalmente rimango accresciuto di un’esperienza eccezionale e che conserverò dentro di me con grande gioia.
Alessandro Tifi

08/03/10

Incredibile: la Fidal si è dimenticata degli Europei di Corsa in Montagna Master

Un collega, mentre gli spiegavo distrattamente in una pausa caffè di stampo statale il mondo master e le peripezie che si vivono ad essere tesserati come tali (non gliene fregava molto a dire il vero) è uscito con questa frase, pronunciata in stretto pugliese... "Fidàl è-bbene, non Fidàl è-mmeglio", mettendo l'accento sulla "a", naturalmente. Bravo collè. Esattamente questo volevo comunicargli e lui l'ha capito al volo (poi naturalmente il discorso è scemato su aspetti più futili del vivere quotidiano). Già perchè quello che sta succedendo all'interno della Fidal area Master ha dell'incredibile e a farne le spese è il "popolo". Quello che viene naturale da chiedersi è quanto ancora noi master dovremo tollerare coloro che manovrano, si muovono, cercano di farsi vedere al mondo utilizzando lo stemma "master" e poi nei fatti navigano a vista pensando esclusivamente a sè stessi e (ipotizzo) alle elezioni federali del 2012. Qualcuno in chat ieri sera (durante la seguitissima diretta radio di Webatletica) sosteneva che si arrivi ad oganizzare i campionati federali nel giardino di casa, evidentmente per ottenere qualche cosa: e casa loro (quasi sempre) non è nemmeno a portata di mano per chi deve sobbarcarsi i viaggi di tasca propria. I master per costoro sembrano essere un pretesto, un'opportunità, una chiave di accesso di qualche porta che adduce a qualche cadrega, come diciamo noi del Nord... e come potrebbe essere diveramente vista da "fuori"? Per "costoro" siamo utili idioti insomma. Utili perchè gli serviamo per qualche cosa, idioti perchè volenti o nolenti li dobbiamo subire. Come interpretare altrimenti quello che sta succedendo su alcuni aspetti fondamentali dell'area master? I silenzi del sito ufficiale sull'attività master (continuo a pensare che solo in seguito ai nostri pungolamenti qualcuno si degni di scrivere), molta superficialità gestionale, l'idea (che non riesco a togliermi dalla mente) che siamo allo sbando e che non è proprio il momento di fare le guerre dei poveri o cercare consensi per farsi eleggere nel 2012 (se mai questo fosse l'intento). Stanno perdendo tutti e soprattutto ci perde il mondo master italiano, che nonostante le opportunità createsi con Riccione 2007 e Ancona 2009 doveva intraprendere una strada più entusiastica, fattiva, creativa. Invece, complice anche il completo disinteresse sulle categorie over-35 della Fidasics e una mancata elargizione di risorse al mondo master (che versa 100 e riceve zero), siamo arrivati al punto che il prossimo Campionato Europeo Master di corsa in montagna è stato completamente dimenticato!! Esatto, leggete prorpio bene: tra due settimane (il primo aprile) scadono i termini per le iscrizioni e con incredibile noncuranza la Fidal nulla ha scritto sul proprio sito di questo Campionato che si svolgerà in Spagna a maggio. A maggio! Tra due mesi! Gli italiani, che vantano una consistente tradizione nella corsa in montagna, si trovano così senza un'importante fonte di notizie, un'opportunità persa: ma dico... ma se nemmeno l'informazione più vitsle e a soprattutto a prezzo ZERO (visto che non ci sono risorse in quanto le risorse le versiamo noi) quale può essere quelle di INFORMARE il mondo master delle opportunità che a livello internazionale il calendario offre, che cosa ci stanno a fare là dentro? No, questo, scusatemi, qualcuno me lo dovrebbe spiegare! Quindi sopperiamo momentaneamente a questa incredibile mancanza... sotto vi forniamo il link al modulo di iscrizione per i Campionati Europei Master di Corsa in Montagna e il link al sito organizzatore. Volete un consiglio? Iscrivetevi direttamente presso l'organizzazione spagnola...

07/03/10

Domani sera Webatletica Radio Show... il processo del lunedì su Kamloops

Non perdetevi domani sera alle ore 21:00 la terza puntata di Webatletica-Radio-Show quasi interamente dedicato ai commenti sui Mondiali Master Indoor di Kamloops. Ancora una volta le 3 voci narranti vi terranno in compagnia in quello che sarà il processo del lunedì a Kamloops. Non mancheranno momenti di intensità artistica con la lettura di un brano tratto dal libro di Felicetti e si risponderà naturalmente alle domande dei chattatori che si collegheranno durante la serata. Siamo in attesa che il CT Claudio Rapaccioni attivi il suo profilo Skype per poterlo sentire in diretta e fargli fare un consuntivo sui mondiali canadesi.

06/03/10

Finale col botto: due ori e un record mondiale italiani

Ora lo possiamo dire: l'Italia a Kamloops è stata grande. Usiamo pure toni trionfalistici, tanto chi può affermare il contrario? Bottino che neanche nelle più rosee aspettative ci si poteva aspettare: 11 ori, 2 argenti e 4 bronzi. 17 medaglie per... 16 atleti effettivamente schierati! Si era parlato prima di 22 iscritti, poi di 29 (la Evaa), poi ne avevo contati 26... alla fine erano solo 16. Nel medagliere si arriva all'ottavo posto: un altro miracolo. Tolto lo strapotere Statunitense, il "dominio del numero" di chi solitamente organizza gli eventi master (stavolta è toccato al Canada), quello tradizionale dei panzer tedeschi, le delegazioni notevolmente più numerose rispetto all'Italia come l'Australia, la Russia, e l'Inghilterra, l'unico paese che davvero ci ha sorpreso essere davanti è stato il Messico. Ma dietro si sono piazzate nazioni dal gran lignaggio "masteristico" come Francia e Spagna. E, ad un solo oro, si sono piazzate Olanda e Belgio che tra le loro fila posseggono veterani da messe di medaglie d'oro. Ma quel che più fa piacere è il fatto che la cascata di metallo non deriva, come scrivevo solo ieri, dalle dovute-medaglie dei veterani (gli over-70, anzi, l'over 70 incarnato dal solo Ugo Sansonetti) ma da allori conquistati dopo turni di qualificazioni, battaglie uomo-contro-uomo (o donna-contro-donna), batterie, semifinali, laddove gli avversari erano davvero competitivi. A proposito di veterani: non vi sembra che forse sia giunto il momento di tirare la famosa "riga" tra master e veterani? O almeno discuterne... sarebbe solo sulla carta, visto che sostanzialmente non cambierebbe nulla. Moltissime medaglie sono state vinte in una desolante solitudine. E quelle medaglie poi pesano sul medagliere come tutte le altre! La beniamina di casa (solo per fare un esempio) Olga Kotelko, ha vinto una decina di ori (praticamente come tutta la spedizione italiana) senza mai avere un'avversaria che la contrastasse. Comunque sia, l'impressione è che l'Italia di Kamloops sia stata migliore di quella di Lahti (fatti i dovuti paragoni sul numero naturalmente): probabilmente una delle migliori Italie di sempre come qualità. Qualcuno sosterrà che gli avversari non erano così qualificati o almeno... non c'erano proprio. Qualcuno l'ha pure scritto. Io dico che bisogna mettere sul piatto due cose prima di fare una valutazione obiettiva: la prima è la conformazione della pista che di certo non favoriva le prestazioni nelle corse (facile fare i conti da quaggiù!) e, secondo, il fatto che le medaglie italiane (persino quelle di Sansonetti) sono state vinte in costanza di avversari agguerriti (l'unica medaglia d'oro vinta con il solo fatto di partecipare è stata quella di Carla Forcellini nel salto con l'asta W50). Quindi: è certo che molte gare in molte specialità siano andate deserte (ed è un aspetto su cui quel baraccone che è la WMA deve riflettere... se ha voglia di riflettere, ma non penso visto l' immobilismo addirittura superiore a quello della Fidal... che è già a zero), ma quelle degli italiani erano sicuramente di buona qualità. Venendo alla cronaca, nell'ultima giornata due ori e un bronzo. Sugli scudi ancora una volta Ugo Sansonetti, autore nell'ultima sua fatica mondiale, del record del mondo dei 400 mt M90: 1'46"78. E adesso Ugo diviene il contemporaneo detentore dei record mondiali di 60 (ma con l'ombra pressante di Vittorio Colò), 200 e 400 indoor M90. Cos'altro potremmo dire che non abbiamo detto negli scorsi giorni per il portacolori dell'Asd Cus Romatletica? Si sono scritti e si scriveranno ancora fiumi di parole. La seconda medaglia d'oro premia invece la costanza di Enrico Saraceni dopo l'argento nei 200. Quanta rabbia c'era nei suoi due giri mondiali probabilmente lo saprà solo lui. Andrè Francois, l'impronosticabile duecentista, è ormai dimenticato. Serviva solo un ultimo sforzo e arriva il terzo oro mondiale (indoor) per Enrico sui 400: 51"80. Dopo quello di Linz-06 e Clermont-08 (entrambi corsi con i record mondiali M40), arriva quello di Kamloops tra gli M45. 8^ medaglia iridata italiana nei 400 indoor (3 Saraceni, 2 Sansonetti, 2 Mazzenga e 1 Felicetti, per la serie che assurgono sull'Olimpo del doppio-giro della morte solo coloro che hanno scritto la storia del masterismo italiano). Non so se può interessare: le presenze-gara ai mondiali master indoor da parte degli italiani si fissa a 113 con 48 atleti totali. Ok, adesso mi arrischio in una statistica delicata: le medaglie internazionali di Enrico. Mi corregga se sbaglio. A me risultano 38 medaglie (staffette incluse): 32 ori e 6 argenti. Strano: mai vinto un bronzo... magari quarto (2 volte), ma mai conquistata la medaglia meno pregiata. Esattamente 100 invece sono le sue presenze-gara internazionali in meno di 6 anni (da Aahrus 2004): un'enormità fatta di batterie, quarti, semifinali, finali, staffette... Altra curiosità: sui 400 Enrico vince l'oro senza interruzione di continuità praticamente da quella edizione degli Euro-open di Aarhus. Da lì ha vinto i 400 in tutte le competizioni tabellate a livello internazionale tra i master: Aarhus-04, Eskislstuna-05, San Sebastian-05, Linz-06, Poznam-06, Helsinki-07, Riccione-07, Clermont-08, Lubiana-08, Ancona-09, Lahti-09 e appunto Kamloops-10. Insomma: i numeri parlano più di tanti commenti. E a condire il tutto il bronzo della staffetta 4x200 M40, composta da tre M45 (Romeo, Saraceni e Tifi) ed un M40 (Acciaccaferri). Confesso a questo punto di non aver capito la regola: pensavo infatti che fosse ammissibile un solo fuori-quota proveniente dalle categorie superiori. Ma comunque, meglio così. 1'37"96 negli M40 (composta praticamente da M45) che è nettamente inferiore all'1'43" e spicci con cui hanno vinto i mondiali gli americani proprio nella M45. 18^ medaglia vinta dalle staffette nazionali ai mondiali indoor (3 ori, 1 argento e 14 bronzi), mentre è solo la seconda medaglia dagli M40 (la prima è l'oro di Linz 2006) ma su due presenze. E adesso? Adesso tutti in Ungheria agli Europei outdoor. Seguiranno degli aggiornamenti. A proposito! Ricordatevi che domani sera alle 21:00 ci sarà la puntata speciale di Webatletica-Radio-Show quasi completamente dedicata ai Campionati Mondiali Indoor di Kamloops.