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18/03/10

C.d.S. Indoor: buono il primo esperimento

(foto di Michelangelo Bellantoni della Tribuna di Ancona durante gli italiani Master: probabilmente più gente che durante gli assoluti) - Alla fine hanno vinto gli stessi due team vincitori dei Campionati di Società master tenutisi nella stagione open 2009 a Firenze: Olimpia Amatori Rimini tra gli uomini e Atletica Asi Veneto tra le donne. Ma questi erano i primi campionati master indoor, la prima edizione sperimentale caldamente auspicata anche da noi di Webatletica (che in minima parte abbiamo contribuito nella formazione del regolamento). Al termine dell'articolo mi lancerò in qualche considerazione, ma prima diamo spazio a chi ha meritato gli onori della cronaca. Tra gli uomini vittoria netta della compagine di stanza in Romagna: 6962 punti, che sono uno sproposito davvero difficile da superare per chiunque. La media-gara fa esattamente 870,25, cioè una condotta di punteggi impossibile per qualsiasi altra società italiana in questo momento. Del resto nella formazione ci sono personaggi del calibro di Marco Segatel, Max Clementoni, Lamberto Boranga, Luciano Acquarone... cioè atleti che nelle loro categorie hanno davvero pochi avversari e che hanno scritto la storia del masterismo italiano. Tant'è che a più di 300 punti è arrivato il Cus Romatletica: 6640 punti, cioè 40 punti a gara in meno rispetto a Rimini: un abisso. L'abisso è completato con il resto delle formazioni maschili: il terzo posto a quasi 1000 punti dalla Romagna, conquistato dall'Arca Atl. Aversa Agro Aversano (6093 punti). Probabilmente aver avuto la situazione sott'occhio in diretta si sarebbe assistito ad una ben più interessante lotta per il terzo gradino del podio, con la già citata Atl. Aversa, l'Atletica San Marco Venezia (6063 punti), i 6036 punti della Fratellanza Modena e i 6002 della Sandro Calvesi di Aosta. L'Ambrosiana batte la Capriolese nel derby lombardo per una manciata di punti: 5936 a 5930. Parlando con il DT della Nazionale Master, Claudio Rapaccioni, ci si è stupiti della grande partecipazione nelle staffette 4x200, segno che i team ci tenevano ad entrare nella classifica finale.
Tra le donne, vittoria altrettanto netta dell'Atletica Asi Veneto, pur priva di qualche pezzo da 90 (come Lusia Puleanga e Barbara Ferrarini). 6445 punti sono anche qui davvero troppi per qualunque formazione italiana in questo periodo storico. Troppo forti anche da rimeggiate. Dietro alle venete, ancora una volta il Cus Romatletica con 5922 punti, e anche qui un netto distacco tra la prima, la seconda e la terza società, l'Atletica Santa Monica di Misano (5383 punti).

Possiamo fare già un primo consuntivo di questo primo campionato italiano di società master indoor sperimentale? Credo di sì.
Innanzi tutto "un'iniziativa", una cosa positiva: una proposta anche nostra che diventa realtà. Non sempre e solo lamentele o critiche senza proposte. E' una cosa molto positiva, non credete? Un dialogo, un ponte con chi dovrebbe gestire il mondo master e sappiamo che tra i vari problemi che affiggono l'ufficio in questione, al primo posto (presumo) ci sia il reperimento delle risorse. E' la solita solfa che vi sto propinando da mesi: i master versano 100 e ricevono zero. Arese tiene tutto per i suoi faraonici progetti che ci stanno riempiendo di medaglie internazionali: questa è una cosa risaputa... Questo campionato era sperimentale: serviva per osservare se sarebbe stata una cosa da poter riproporre e cosa (nel caso) si sarebbe dovuto modificare. I commenti a tal proposito sembrano essere unanimi: nessuno parla di "inutilità" del campionato. Molti ci tengono e di conseguenza molti hanno le loro idee, mutuate com'è giusto che sia, dalle proprie realtà.
Penso che i problemi maggiori sorgano su alcuni aspetti (mi sono letto l'articolo di Werter Corbelli relativo allo stesso argomento): un regolamento dei c.d.s. è come una legge elettorale. Se esce in un modo, favorisce qualcuno, se esce in un altro, ne favorisce altri. Nella mia ingenuità (naturalmente da responsabile di una piccola società di "giovani" master che non potranno mai vincere un c.d.s. se non tra 30 anni) ritenevo e ritengo tutt'ora, che il vero obiettivo di un c.d.s. master (a livello indoor) sia garantire la massima partecipazione e non "ragionarlo" come fanno i senior (o meglio: come facevano... ora il c.d.s. senior è qualche cosa in più di un campionato interregionale di qualche anno fa). Corbelli propone, a mio modo di vedere, una cosa difficilmente praticabile: la scissione del campionato italiano di società indoor da quello individuale. Troppo oneroso: per i master e per le società. Non tutti abitano nelle Marche o lì vicino. Si rischia poi un flop clamoroso dovuto alla scarsa partecipazione che non è di certo una cosa auspicabile nella promozione del movimento verso le categorie più giovani. Due viaggi ad Ancona a proprie spese nel giro di poche settimane (mi piacerebbe conoscere le società che riescono a permettersi in tutti i casi il pagamento degli alberghi e dei viaggi degli atleti in tutte le circostanze) sono davvero troppi.
Questo discorso si collega strettamente con il secondo quesito: chi dovrebbe partecipare ad un campionato italiano di società indoor master? Sempre per Corbelli bisognerebbe convocare le prime società classificate del campionato outdoor di qualche mese prima. Io non la vedo così: i meriti eventualmente si conquistano sul campo nella stagione (poi nei master la mortalità e la rinascita societaria sono all'ordine del giorno), non si eridatano dalla stagione precedente. Visto che non c'è la possibilità logistica (mancano piste) e pratica (manca il tempo) di avere una prima fase, ritengo ancora una volta giusto che tutte le società indistintamente possano presenziare al campionato di società indoor. Poi i reali valori in campo, come ha dimostrato questo campionato indoor, emergono comunque e non ci sono assolutamente scossoni di alcun genere su chi poi andrà a vincere il titolo.
Esitono 14 specialità indoor: quest'anno, come concordato con Claudio Rapaccioni, si è ritenuto di individuare 7 gare più una staffetta per rendere più partecipato il c.d.s.. 7 gare ottenute da 7 atleti diversi, più la staffetta. L'ipotesi promossa da Corbelli di utilizzare i punteggi ottenuti in 10 gare (cioè 9 più la staffetta) ma con gli atleti che potrebbero portare 2 risultati ha un grosso difetto: favorirebbe le società con i master over-70, considerato l'arcinoto "problema" dello sfasamento delle tabelle che supervalutano le loro prestazioni a danno delle categorie più giovanili, che per ottenere i medesimi risultati dovrebbero avere tra le loro fila fenomeni della natura. L'idea delle 7 gare con 7 atleti diversi pone proprio un limite a questa sperequazione data da questo possibile elemento, dando più spazio alla squadra globalmente intesa. Poi nell'ipotesi dei 2 punteggi ad atleta, ipoteticamente con 5 atleti si parteciperebbe ai c.d.s.. Nella modalità di quest'anno, il minimo era chiaramente 7.
Sul sistema di punteggio (a punti o a posizioni) francamente non ho inclinazioni di alcun genere. Sicuramente con la classifica a posizioni le distanze risulterebbero più vicine, ma penso che alla fine la squadra più forte vinca comunque, sia in un modo che nell'altro.
Adesso studieremo delle valide proposte per la stagione 2011.

01/03/10

Ancona-10 - salti: Marco Segatel torna sulla terra

(salto in lungo da Ancona - Foto di Michelangelo Bellantoni) - E' ormai passata una settimana dal termine di Ancona 2010, Campionati Italiani Master Indoor: cosa pensate, che sia ancora in ferie? Purtroppo andiamo avanti a vista, navigando con un piccolo cabotaggio (nel frattempo è pure iniziato il Campionato Mondiale di Kamloops e lo scorso fine settimana si sono svolti i primi campionati svizzeri master!). In questo pamphlet vediamo di lasciare ai posteri qualche immagine, impressione, considerazione relativa ai salti (e al peso) relativa ai Campionati Indoor di Ancona. La prima che mi sovviene è il secondo posto di Marco Segatel nel salto in alto M45: è una notizia che fa più rumore di tutte. Marco ha vinto 14 medaglie d'oro dal 2002 al 2009 (da Potsdam a Lahti) senza mai perdere una gara a livello internazionale. Alessandro Pistono, vincitore della gara con 1,81 (contro l'1,78 di Segatel) ha siglato una vera e propria impresa. Non so a quando possa risalire una sua sconfitta in una gara Master (ma ci sarà mai stata?). D'altro canto l'1,78 saltato ad Ancona è anche sintomo di una condizione che non gli appartiene: qualche pregresso infortunio e la necessità di portare un punteggio nel campionato di società? Sempre dal salto in alto M35, bella sfida tra Luca Tonello e Marco De Angelis. Assente Francesco Arduini altrimenti sarebbe stata una sfida a tre davvero entusiasmante. Cosa vi dicevo a proposito? Che la gara si sarebbe risolta intorno a misure vicine all'1,90: e così è stato. 1,90 per Tonello (Tortellini Voltan Martellago: ma che campagna acquisti faraonica hanno fatto questi??), 1,87 per De Angelis. Tonello doppierà poi anche nel triplo con 13,48. Bel 6,70 nel lungo M35 per Stefano Tarì. Stefano Parenti vince l'alto M40 con 1,81, mentre nel salto in lungo M40, ennesimo titolo per Giorgio Federici (6° titolo indoor per lui) con 6,37 (ma soli 6 centimetri in più del ferrarese Antonio Boldrini). Doppietta lungo-triplo di Antonio Izzi negli M45 (5,72 e 12,62). Grande Emanuel Manfredini nel salto in alto M50: record italiano con 1,84, dopo il bronzo di Lahti l'anno scorso (2° titolo indoor dopo quello vinto nel 2006). Il Campione Mondiale di Lahti-09 nel salto triplo M50 Giancarlo Ciceri fa suo il titolo nella sua specialità limitandosi al solo primo salto (non conosco le ragioni della rinuncia al resto della gara!): 12,12. Gara combattutissima nel salto in alto M55: vince Roberto Parolin con 1,48, stessa misura di Piercarlo Molinaris e 3 centimetri in più di Paolo Marconi. Nel triplo M55 Alexander Ebner autore di un gran salto a 11,13 che gli dà il 6° titolo nazionale indoor. Natale Prampolini vince il salto in alto M60 con 1,48 (poi nel pentathlon otterrà il record nazionale con 1,54). Giuliano Costantini (Effebì Fossombrone) ottiene un'impressionante doppietta lungo-triplo M60: 10,82 di triplo e 4,98 di lungo per il decimo titolo indoor nazionale: il primo titolo lo vinse nel 1994, poi sporadicamente si è presentato agli italiani vincendo 9 titoli nel triplo e appunto questo nel lungo. I 9 titoli nel triplo rappresentano anche il record di titoli vinti nei master, al pari di quelli vinti da Sergio Valente (anch'esso vincitore in questa edizione dei campionati italiani). Nell'asta M65 titolo e record per Arrigo Ghi con 3,30 (5° titolo indoor per lui). Giovanni Lambri ottiene la sua doppietta lungo-triplo M65: 4,61 e 8,74. Nell'asta M70 il solito Galdino Rossi si intasca il titolo con 2,70: per lui 22° titolo, comprensivo di 5 vittorie nell'alto, 13 titoli nell'asta (primatista di vittorie in Italia) 3 nel lungo e una staffetta. Sergio Valente, come scritto in precedenza, si porta a casa il 9° titolo della sua carriera nel salto triplo M70 con il record a 9,04.
Donne: grande Flavia Borgonovo nel salto in lungo F35: 5,50, ottimo viatico per i mondiali di Kamloops (Flavia poi vincerà in solitaria il salto triplo con 11,33). Tra le F40 gare tecnicamente molto valide: Chiara Ansaldi vince sia l'alto (con 1,53) che il salto in lungo (5,08). In questa seconda gara, battuta di pochissimo Susanna Tellini (4,99). Rossella Zanni vince la gara di salto in alto F45 eguagliando il suo stesso record di 1,50 (10° titolo nazionale indoor). Battuta la grande Chiara Passigato (1,38). Tra le F50 Carla Forcellini si limita a vincere l'asta con 3,00 e poi piazza il record italiano nel salto in lungo: 4,80 (il precedente 4,74 lo aveva saltato la stessa atleta qualche giorno primo a Firenze). 13° titolo indoor per la Forcellini. Record italiano anche nel salto triplo F50: Marisa Tavoso con 8,42.

25/02/10

Italiani Master: il mezzofondo

(Francesco D'Agostino taglia vittorioso il traguardo di un polemico 800 - Foto: Michelangelo Bellantoni) - La gara che più ha sollevato polemiche (che goduria!) è stata sicuramente quella degli 800 M40: una corrente di pensiero (alcuni dei partecipanti della prima serie) ritiene infatti che il favorito (Francesco D'Agostino) avrebbe dovuto incaricarsi del ritmo, proprio in virtù della propria enorme superiorità nel rush finale. Chiaramente la cordata dei D'Agostiniani non vede ragione per una cosa del genere: ognuno è libero di condurre la gara a proprio piacimento, visto che si gioca per un titolo nazionale. Poi, quello che è successo prima e dopo la gara (le affermazioni, i relata, le promesse...) purtroppo è solo nel racconto dei protagonisti (che ci piacerebbe avere in diretta radio nella prossima puntata). I fatti: parte la prima serie, e Ugo Piccioli conduce una gara solitaria... buon tempo (2'09"08) ma assolutamente a portata di mano delle altre serie. Parte la seconda serie e un altro atleta di buon valore (Davide Trombetti) stampa un degno tempo: 2'08"86. Parte l'ultima serie, quella dei favoriti. Il ritmo è clamorosamente lento: passaggio ai 400 in 1'08"! Si rischia l'autoelimineazione generalizzata. Nessuno vuole prendere l'iniziativa: il gruppo conosce il più forte e non vuole tirare un metro. D'Agostino si trova davanti ai primi 200, e sa invece che non dovrebbe essere lì. Sembra di vedere una gara di surplesse ciclistico: chi parte prima? Il tempo scorre impietoso: ce la faranno a battere le prime due serie? Mancano 150 metri e finalmente D'Agostino rompe gli indugi e impone la legge del più forte: 2'08"49, solo 3 decimi in meno di Trombetti. Amareggiati gli altri della sua serie, che clamorosamente escono tutti dalla zona medaglie, battuti dai pionieri della prime due! Gara che lascia degli strascichi... ne sentiremo ancora parlare. Senza storia anche i 1500 M40, dominati dal Sebastian Coe del basso Garda, Stefano Avigo. Un'eleganza nello stile di corsa che lo avvicina molto al campionissimo inglese, collegato ad una classe decisamente superiore ai suoi avversari (almeno, oggi): 4'22"62 per regolare il gruppo. Pensate: nonostante Steve piazzi regolarmente i suoi risultati-mostre negli 800, di fatto a livello indoor ha vinto solo gare sui 1500: 4 per la precisione. Un'altra sfida da seguire era quella tra Giuseppe Poli e Giuseppe Caggianelli sugli 800 M35: entrambi con accrediti notevolmente inferiori ai 2 minuti. Poli ha vinto i 400 la sera precedente e si presenta con una vistosa fasciatura alla gamba sinistra. Addirittura negli allunghi pre-gara sembra zoppicare talmente vistosamente che sembr aimpossibile possa partecipare alla pugna. Invece... invece Caggianelli fa il ritmo e a 50 metri dalla fine Poli piazza la zampata vincente: 2'00"15 a 2'00"40. Rimanendo tra gli M35, il bolzanino Manuel Dalla Brida era il favorito n° 1 per 1500 e 3000, e ha rispettato il pronostico. Del resto si presentava addirittura con 3'56" sui 1500! Anche qui battuto il volitivo Giuseppe Caggianelli con un tirato 4'08"29, mentre sui 3000 9'09"41. Altra sfida da copertina quella sui 3000 M40 tra Alberto Piacentini e Gianni Bruzzi, vinta dal primo in 9'03"38. Per parte sua Giuseppe Romeo ha confermato la propria immensa classe tirando dall'inizio alla fine gli 800 M45, vincendo comunque di pochi decimi su Ivano Pellegrini (2'05"17 e 2'05"66). Pellegrini che poi è andato a prendersi il massimo alloro nei 1500: 4'20"55, davanti a Franco Vito e Pierangelo Avigo. Grande dimostrazione di forza di Luigi Ferrari sugli 800 M50: 2'07"70. Tra gli M60 doppietta di Rolando Di Marco su 1500 e 3000: stessa doppietta tra gli M65 grazie ad Andrea Nicolai. Addirittura triplette negli M70 e M75 da parte di Giuseppe Parenti e Bruno Baggia. Doppietta negli M80 di Luciano Acquarone, che, pensate, sia nei 1500 che nei 3000 ha corso di parecchio (addirittura più di 30" sui 3000) sotto i record del mondo di categoria. Peccato che Luciano sia nato ad Ottobre del 1930: toccherà aspettare le indoor del 2011 per eventualmente assistere ad una nuova pagina di storia di masterismo italian-internazionale. Per il momento annotiamo le sue prestazione come record italiani.
Tra le donne, solita doppietta 1500-3000 di Paola Tiselli tra le F35 (in totale 7 titoli indoor). La sfida a-due tra le F40 nei 1500 tra Laura Avigo vs Lorella Pagliacci se l'aggiudica la bresciana con un buon 4'57"19 (terza medaglia per la famiglia Avigo, che chiude con 2 ori e un bronzo). La laziale si rifà comunque sui 3000: 10'37"97. La categoria F45 è dominata dalla fuoriclasse Spiridoyla Souma, che incasella sia i 1500 che i 3000 con i nuovi record italiani. Ma brava anche Donatella Saiu, seconda nei 1500 e prima negli 800. Tra le F55 doppietta 1500-3000 di Danila Moras, così come Waltraud Egger (tra le F60) su 800-1500. Gli 800 F60 hanno tra l'altro visto le prime 3 (la citata Egger, Maria Linda Ciotti e Liviana Piccolo) rimanere sotto il precedente record italiano della Dalsass. Particolarità dagli 800 F65 e 800 F75: sia Pasqualina Cecotti che Emma Mazzenga si sono cimentate nella strana successione di eventi 60, 200, 800 (naturalmente vincendo tutte e tre le gare).

24/02/10

Italiani Master: la velocità

(Marco Morigi vince i 60 col nuovo record italiano M50: 7"47 - Foto di Michelangelo Bellantoni) - Parliamo delle gare veloci ai campionati italiani master: 60, 200 e 400. Iniziamo dagli uomini. Anche durante la trasmissione-radio dell'altra sera abbiamo sottolineato quelle che sono state per noi alcune delle gare di velocità più interessanti. A partire dalla sfida Scarponi-Chiapperini sui 60 M40. Una sfida partita da lontano, ha navigato sulla rete per mesi, con reciproche punzecchiature, su facebook fino all'atto finale, nella Indoor-Halle di Ancona, nel tardo pomeriggio di sabato. Max Scarponi ha modificato con profitto la partenza dai blocchi, arma letale di Paolo Chiapperini. Gara spalla-a-spalla, tuffo finale e... stesso tempo! 7"21. Ci vorrà un minuzioso controllo del dagherrotipo del Photofinish per sancire la vittoria di Scarponi. L'ho vista: la foto mostra la spalla di Chiapperini davanti, ma quel che conta è evidentementre l'asse del petto che premia invece Scarponi (3° titolo nazionale indoor per lui). Altro garone tra gli M45: Mario Longo, neo primatista mondiale con 6"97 si presenta nonostante un serio infortunio ad un polpaccio: si fa mummificare l'arto e lo si trova regolarmente al via. Di sicuro non può più valere il record e il gap con gli avversari si è probabilmente colmato. Giancarlo D'Oro (7"40 quest'anno ma dato in gran forma) e Enrico Saraceni, finalmente recuperato dopo un piccolo infortunio anche lui al polpaccio, dovrebbero essere ormai sulla sua scia. La gara mostra subito l'incredibile partenza di Giancarlo D'Oro, che per qualche istante sembra addirittura poter ottenere l'imponderabile. Poi Mario Longo mette le cose a posto (non sappiamo ancora a che prezzo) e si insacca il 6° titolo indoor (5 sui 60 e 1 sui 200). Grande D'Oro: 7"30 a 48 anni: 97,5 di AGC! Altra gara di cui già molto si è detto, è quella dei 60 M50, dove Marco Morigi, l'uomo nuovo della velocità italiana master, ha impresso grande sensazione con la sua prestazione di 7"47, nuovo record italiano. Questa la cronologia recente del record:
  • 7"63 - Antonio Rossi - Sindelfingen 12/03/2004
  • 7"59 - Massimo Clementoni - Ancona 28/02/2009
  • 7"52 - Massimo Clementoni - Ancona 25/03/2009
  • 7"47 - Morigi Marco - Ancona 20/02/2010
Morigi poi ottiene pure la doppietta con i 200: 24"74, a 14 centesimi dal record italiano di Armando Sardi. A proposito di titoli multipli nella velocità maschile: ad Ancona si è registrata una tripletta (60-200-400) da parte del palermitano Giuseppe Grimaudo (i suoi primi titoli master indoor) e 7 doppiette (Saraceni, Sardi, Sansonetti, Felicetti, Proietti, Morigi, Benatti). Parlando di titoli indoor, molti dei senatori appena citati incrementano in maniera sostanziale il loro già ricco carnet. Vincenzo Felicetti con la citata doppietta arriva a 33 titoli, Ugo Sansonetti sale a 27, Armando Sardi a 22, Enrico Saraceni a 9. Di ugo Sansonetti e i suoi record si è detto e scritto ormai tutto: se volete leggetevi pure le considerazioni di Corbelli su Atleticanet relative al record-fantasma di Vittorio Colò del 2002, decisamente inferiore a quello stabilito dal nonuagenario romano ad Ancona. Comunque sia, c'è da citare anche Antonio Rossi, che con la vittoria nei 60 M60 totalizza il suo 16° titolo (13 sui 60 e 3 nei 200), 11° consecutivo sui 60 metri, avendo vinto la gara ininterrottamente dal 2000. Tornando alle gare, una delle più attese erano sicuramente i 400 M40, dove vi sarebbe stata la sfida tra Edgardo Barcella e Max Scarponi: due campioni del mondo face-to-face. Stavolta ha la meglio Edgardo, che a Vienna aveva abbattuto la barriera dei 51" (probabile seconda prestazione italiana di sempre M40, dopo il mondiale di Saraceni). In gara invece, nonostante la "corda" conquistata dal romano, una grande dimostrazione di forte del bergamasco, che sul rettilineo opposto a quello d'arrivo piazza l'accelerazione belluina che gli farà vincere la gara. Grande sorpresa, permettemelo, sui 200 M40. Al via ancora una volta Scarponi (forse troppo impegnato in due giornate per ottenere il massimo da ogni prova!) opposto all'eterno avversario Paolo Chiapperini e all'outsider Francesco Attanasio, che a Cattolica l'anno scorso seppe ottenere risultati davvero superlativi. Chiapperini è in una corsia "agiata", la sesta. Max Scarponi in una "disagiata": la seconda (la polemica sulle attribuzioni delle corsie la conoscete già: sembra poi che non si sarebbero dovute sorteggiare, in virtù dei regolamenti internazionali in vigore!). Omar Lonati, 22"64 quasi un anno prima quindi un lunghissimo infortunio che lo ha tenuto lontano dalle piste per quasi un anno, in quinta. Sul rettilineo opposto Lonati sembra il più veloce. Chiapperini tiene. In difficoltà Scarponi. Gli atleti si immettono sul rettilineo finale in quest'ordine (qualcuno con qualche problema di assetto dopo la curva) e piombano sul traguardo con la vittoria proprio del bresciano a sorpresa: 23"56. Secondo Chiapperini in 23"65 e terzo Scarponi con un tempo che non gli appartiene, 23"92 (solo 3 settimane prima aveva corso in 23"30).
Tra le donne, nella velocità, si registrano 5 doppiette (poi alcune di esse caleranno il tris con gli 800): Emma Mazzenga, Pasqualina Cecotti, Umbertina Contini, Anna Micheletti e Marta Roccamo. La gara più combattuta probabilmente i 60 F45, con il remake della sfida del 2009: Rosa Marchi vs Marinella Signori. L'anno scorso finì con un pazzesco ex-aequo con record italiano (8"55... ma Marchi davanti di quanto bastava per accappararsi il titolo). Quest'anno è andata quasi nello stesso modo: la Signori è balzata avanti come una felina, salvo poi "saltare" verso i 40/45 ed essere raggiunta e superata dalla Marchi: 8"59 a 8"61 (4° titolo indoor per la padovana). Tra le F35 esce la più veloce del gruppo, l'emiliana Tiziana Bignami abbandonata da Lusia Puleanga in quella che sarebbe stata una delle sfide clou di questi campionati italiani: 8"09. Così come l'assenza di Khadidiatou Seck (1970) ha tolto la possibilità di vedere una grande sfida con Marta Roccamo, dominatrice di 60-200 della categoria "40" (12° titolo indoor per la palermitana). Baggiolini solitaria nei 400 (59"18) per uno dei risultati tecnici di maggiore spessore assoluto. Per le senatrici sopra citate, Emma Mazzenga con le 3 vittorie (vincerà infatti anche gli 800) sale a 33 titoli nazionali indoor, Pasqualina Cecotti a 24, uno in più di Umbertina Contini che passa a 23, Anna Micheletti 17.

23/02/10

Alcune statistiche in attesa della diretta-radio di stasera

(Sansonetti indica il suo mondiale dei 60 M90 sul display) - Ho contato 1472 presenze-gara, per un totale di 247 gare: la media di atleti per gara è quindi 5,95. Cioè meno di sei atleti per competizione. Non saprei commentare questo dato: ci vorrebbe uno studio diacronico. Naturalmente il dato è ad imbuto, nel senso che più si sale con l'età, più sono le specialità con un solo atleta: in effetti le gare monoconcorrenti sono state ben 48. In pratica in queste 48 competizioni bastava presentarsi per mettersi al collo la medaglia pregiata. In molti paesi ci sono delle tabelle "ad victoriam", nel senso che la medaglia d'oro, quando ci sono meno di 3 atleti, può essere attribuita solo ottenendo determinati minimi, che a questo punto pongono gli atleti solitari nella condizioni di non farsi passeggiate o camminate di salute solo per potersi fregiare del titolo nazionale: anche perchè altrimenti si deprezza il valore delle altre medaglie, quelle conquistate battendo una 30ina di avversari agguerriti. 26 invece le gare con soli 2 concorrenti, mentre 29 quele con 3 avversari. Il dato porta ad un risultato francamente da interpretare: in 103 gare delle 247 totali, chiunque si è presentato, ha vinto una medaglia. Come lo giudichiamo questo fatto? La gara più affollata sono stati i 60 metri M45: 39 atleti al via, regolati da Mario Longo. Seguono i 60 M40 (29 atleti), quindi i 60 M35, i 200 M35, i 200 M40 e i 60 M50 tutti con 25 atleti-gara. La gara femminile più affollata sono stati i 200 F45, con 14 presenze. Già state vedendo un dato: le gare più affollate sono quasi sempre quelle legate alla velocità (60, 200), che occupano i primi 8 posti della "classifica degli atleti-gara". La prima gara non legata alla velocità pura, sono i 400 M40 con 19 presenze. La prima gara di mezzofondo che si incontra invece gli 800 M45 (19 presenze anche in questo caso). Il primo concorso in classifica è il lancio del peso veterani M70 (proprio così!) con 14 caps. Questa una classifica delle società con più titoli conquistati. Seguirà l'analisi specialità per specialità:

1. 12 - Cus Romatletica
2. 09 - Atletica Sandro Calvesi
3. 07 - Ambrosiana - Cus Tirreno - Olimpia Amatori Rimini
4. 06 - Meran Memc Volksbank - Edera Forlì - Sef Macerata - Liberatletica Aris Roma - Atletica Asi Veneto
5. 05 - Capriolese - Cus Palermo - Ath. Città di Padova - Kronos Roma Quattro - Nuova Atletica del Friuli
6. 04 - Atletica Masters Novara - Cus Lecce - Tortellini Voltan Martellago - Libertas Lupatotina

22/02/10

Sansonetti bi-mondiale. 28 record italiani in meno di 3 giorni

(la partenza dei 60hs agli italiani master) - Ok, ci siamo, eccoci qui. Un altro appuntamento archiviato. Stavolta si parla di Campionati Italiani Indoor Master. Luogo: Ancona. Secondo la Fidal 2190 iscrizioni-gara: se non ricordo male nel 2007 e 2008 si erano sfiorati i 2000 senza mai oltrepassarli. Qualcuno sostiene invece che l'edizione è stata un pò disertata: boh, non lo so. Ma conta in questo momento? Primo appunto: molti papabili (mezzofondisti) non si sono presentati semplicemente perchè la domenica si sono trasferiti a Volpiano per i c.d.s. di cross. Come dicevo in settimana: quando si parla di master, si possono sovrapporre le date a discapito dell'attività, mentre tutte le altre categorie vanno salvaguardate: persino gli italiani assoluti di prove multiple, purtroppo isola triste del nostro panorama atletico, hanno l'onore di sfilare da sole fermando tutta l'attività nazionale indoor. E sia. L'oval di Ancona, l'anello da 200 metri più veloce d'Italia (in quanto l'unico), si ripresenta all'appuntamento con i master in ottimo stato. L'organizzazione è puntuale ed efficace: marchio di fabbrica. Peccato per alcune scelte sugli eventi tecnici in sè, che di fatto hanno influito non poco sull'esito delle gare: parlo dei 200 e dei 400 con l'attribuzione delle corsie in un caso, la successione delle serie nell'altro e le iscrizioni con il famigerato SIGMA nell'altro. Nel primo caso, le scelte randomizzate hanno frustato lo spettacolo, fatto venir meno quello che ritengo un diritto acquisito sul campo: il merito di vedersi attribuita una buona corsia se nella stagione si è corso più veloci degli altri. Prendete Max Scarponi, Campione del Mondo a Lahti dei 200 metri, schiaffato in seconda corsia proprio nei 200: le corsie superiori ritengo se le sie guadagnate sul campo, o no? Stesso discorso per Edgardo Barcella sui 400: seconda corsia sui 400 anche a lui nonostante il miglior tempo di iscrizione. Ma come? Fino ad un paio di stagioni fa, il miglior tempo veniva collocato in 5^ corsia, il secondo in 6^, il 3° in 4^ e poi a scendere fino alla prima. L'ennesima invenzione che mortifica l'atletica master. Nella seconda ipotesi, invece, anzichè utilizzare per tutte le gare i medesimi criteri (dalle serie più deboli a quelle più forti) si sono fatte scelte incoerenti e dannose. Nei 60 si andava dalle serie più forti in condizione di molti atleti senza tempo... un errore madornale. In altre si andava invece attraverso le serie-inverse. Boh. Nella terza ipotesi, il Sigma ha di fatto burocratizzato l'atletica per quanto riguarda i tempi delle iscrizioni. A mio modesto avviso, l'iscrizione tramite portale Fidal dovrebbe consentire una scelta che si allughi a 3 stagioni (e non a sole due come quella attuale), fornendo così un maggior range di risultati disponibili per atleta e soprattutto la possibilità di "scegliere" tra i propri risultati ottenuti nei 3 anni quello che più si avvicina alla propria "condizione del momento": se un atleta non è in giornata o rientra da un infortunio, perchè deve finire forzatamente in una prima serie? Qui il sistema dovrebbe prevedere un cuscinetto che autoregolamenta la flessibilità, quindi il buono (e regolare!) svolgimento delle gare. In Svizzera, e qui concludo, sono comunque gli stessi tesserati che si iscrivono on-line inserendo il proprio numero di tessera e la password: in Italia può farlo solo il presidente o chi ha la password della società del portale Fidal. Cosa si aspetta a scendere dal piedistallo e dialogare con la base?
Venendo a quello che ci interssa di Ancona, discutere dell'atletica master in generale, lo sapete, è sempre un'impresa, perchè decine sono gli spunti, decine i record, decine le categorie. Bisognerebbe probabilmente avere un sito per ogni categoria, perchè ognuna di esse ha una storia da raccontare. Quindi il sunto principale, propedeutico all'analisi delle varie categorie (ma non so quanto potrà durare tradotto in giorni, visto che torno a lavorare...) inizia necessariamente dai record. Ho visto che ne sono stati in giro per la rete alcuni, io spero di darne il dato esatto: 2 record mondiali (quelli di Ugo Sansonetti), che come al solito non sono record italiani, e ben 28 record italiani, alla faccia della manifestazione sotto tono. Partiamo dei punti fondamentali, quindi che sono i record (ho tralasciato i record di società). Tutti i record 2010 degli italiani lo trovate a questo link.
  • Ugo Sansonetti riporta l'Italia a quota 18 record mondiali indoor per gli azzurri (erano ritornati a 17 dopo l'avvento di Scott sui 200 M40). Aggiunto il record del mondo dei 60 M90, dove con 11"38 ha abbassato il tempo dello svedese Herbert Liedtke di 9 centesimi. In più ci sarebbe il record nei 200 M90: l'anno scorso corse in 41"22, abbassando anche in questo caso il record di Liedtke di 4 decimi. Nel weekend ha invece infranto la barriera dei 41", correndo in 40"34. Ora, se andate a vedervi sul sito WMA e EVAA i record trovate ancora Liedtke con il suo tempo. A Ivar Soderlind, statitistico della federazione europea master, gli scrissi che già l'anno scorso quel record era italiano, ma osò controbattere che mancava il dato del vento (evidentemente nel nord europa hanno gli anemometri all'interno dei palazzetti) quindi non era possibile valutarlo come record. Qualcuno si prende la briga di vedere se questo record lo considereranno tale o se aspetteranno ancora il dato del vento?
  • 60hs M35 - Stefano Longoni: esordio nel mondo master che meglio non si poteva per il lecchese: titolo con record sugli ostacoli a 99 cm. 8"38 contro l'8"44 di Antonio Vannucci ottenuto ai mondiali master di Linz del 2006.
  • alto M50 - Emanuel Manfredini: 1,84 nell'alto, per quello che è il primo record del saltatore emiliano. Un centimetro in più di Vittoriano Drovandi che deteneva il record dal 1993, cioè il secondo record italiano più longevo nel salto in alto master, preceduto solo dall'1,31 dall'hall of famer Vittorio Colò nella categoria M75 che dura invece da 24 anni. Lo stesso Drovandi detiene quello all'aperto nella categoria M50proprio con 1,84.
  • 60 M50 - Marco Morigi: 7"47 - Tanto tuonò che piovve. Alla fine il record di Massimo Clementoni ha ceduto sotto le spallate poderose di Marco Morigi, che, udite-udite, corre senza utilizzare i blocchi di partenza. Ad onor del vero, Max Clementoni corre senza chiodate, quindi il 7"52 del precedente record era al pari di questo, un risultato incredibile. Morigi si accovaccia semplicemente "come se" ci fossero i blocchi, ma... senza. Il risultato è notevole, perchè pare proprio una palla di cannone. Bell'atleta dai grandi mezzi tecnici: ma dov'è stato fino all'anno scorso?
  • asta M65 - Ghi Arrigo: 3,30 - Sono davvero pochi i recordman nell'asta: solo 7 per 23 categorie complessive, outdoor ed indoor. Arrigo Ghi è uno dei sette re. Quello nella categoria M65 indoor è il suo 3° record nel portafoglio, dopo quelli outdoor ed indoor M60. Perde invece uno dei suoi 6 record Galdino Rossi, che aveva portato il record dell'asta M65 a 3,10 nel 2004. 4° record più anziano a livello indoor nell'asta.
  • triplo M70 (veterano) - Sergio Valente: 9,04 - primo record nel salto triplo per Sergio Valente. Possiamo dirlo? Primo uomo oltre i 70 anni in Italia sopra i 9 metri. Il segno è stato spostato in avanti. Per Valente è altresì il 5° record attualmente detenuto: lo si conosce essenzialmente come multiplista, e... ostacolista. A perdere il primato è stato Giuseppe Mainenti che aveva saltato 8,97 nel 2000.
  • 3 km marcia M75 (veterano) - Vincenzo Menafro: 18'22"66 - Menacro raccolglie la sua terza perla, dopo quelle dei 3 km di marcia M65 e M70. Quindi 15 anni di dominio infra-master. Cancellato dal libro dei record Francesco Scimone, che nel 1987 marciò i 3 km di marcia in 18'35"8. Il record è anche il più vecchio nella marcia indoor: ora il testimone del più anziano record passa a quello M60, ottenuto da Franco Tonetti nel 1990 a Torino. Lo stesso Tonetti è al centro di un'ipotesi record mondiale non certificato, stante l'assenza di dati della gara (ma della WMA chi si fida?).
  • 3000 M80 (veterano) - Luciano Acquarone: 12'59"64 - i 3000 metri hanno sancito ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, chi è il re dei re dei record: Luciano Acquarone. Da solo detiene 28 record nazionali!!! Mica acqua. Colui che ne detiene di più del mondo master: record che vanno dai 1500 alla maratona, passando dai 3000, 5000, 10000 e mezza maratona. Ma soli 3 record indoor, che ci crediate o no. Poi un giorno vi parleremo di tutto quello che ha fatto nella sua attività che è iniziata da... M50.Ah! A perdere il record Nacca Antonio che corse in 13'26"52 "solo" nel 2003.
  • pentathlon M55 - Ercole Sesini: 3414 punti - primo primato per Sesini, che migliora i 3376 punti di Piergiorgio Curtolo, che totalizzò il risultato ai mondiali master di Linz nel 2006. Vista la relativa giovinezza della specialità, prima dell'avvento di Sensini il record rappresentava il più anziano primato nel pentathlon, al pari di quello ottenuto tra gli M85 da Bruno Sobrero (che è anche record mondiale).
  • pentathlon M65 - Lamberto Boranga - 4021 punti - 9° record in pectore per Lamberto. E le prove multiple non sono certo una pervenù nel suo ruolino di marcia, annoverando nelle nove sinfonie anche il record dell'eptathlon M50 nel... 1993. Boranga torna al record dopo un anno di digiuno e soprattutto dopo lo strepitoso 2008, dove inanellò 3 record in 3 specialità diverse. A cadere è il record di Alberto Sofia: 3575 nel 2008.
  • 1500 e 3000 F40 - Souma Spiridoyla - 4'54"71 e 10'09"13 - Sul sito Fidal.it, è giusto riconoscerlo, c'è una bella fotografia di questa atleta, che, delusa dalla mancata convocazione per un'edizione delle Olimpiadi degli anni '90 che al momento non mi viene in mente, lasciò la Grecia, sua terra natale, per trasferirsi in Calabria con quello che al momento è suo marito. I suoi record rappresentano una piccola pietra angolare, visto l'altisonanza dei soggetti "erased": niente-meno-che Maria Lorenzoni sui 3000 (ma era la Lorenzoni del 2003, non certo all'altezza di quella di questi ultimi anni... 10'41"27. Tra l'altro anche la seconda classificata dei 3000 è scesa sotto quel limite: Donatella Saiu). Sui 1500 il 4'54"71 la fa diventare la prima italiana over-45 a scendere sotto i 5'. Il record precedente apparteneva a Silvana De Pasquale con 5'03"30.
  • alto F45 - Rossella Zanni - 1,50 (eguagliato) - Rossella Zanni torna protagonista (è del resto in una condizione di forma invidiabile) pareggiando il suo stesso record nazionale ottenuto il 17 gennaio a Modena.
  • lungo e 60hs F50 - Carla Forcellini: 4,80 e 10"33 - Lo stato di grazia di Carla Forcellini è risaputo da qualche settimana. 2 record del mondo in pochi giorni, uno di salto in lungo una settimana fa a Firenze. Ad Ancona, ha visto bene così di spostare i limiti un pò più avanti ed un pò in meno tempo sul salto in lungo e nei 60hs. Nel salto in lungo 4,80 contro il 4,74 citato, nei 60hs 10"33 contro il 10"58 di Simonetta Martelli che risaliva al 2003. Annus Memorabilis già solo dopo 50 giorni dall'inizio dell'anno.
  • triplo F50 - Tavoso Marisa - 8,42 - record stranamente "facile". Ne conoscete i motivi? Ebbene, il record era "solo" 7,55 di Doriana Gasperini (stando alla tabella dei record Fidal), cioè inferiore a quello F55 e addirittura F60. Così piazzando il suo 8,42 la Tavoso si è portata a casa un pezzettino di storia insieme al titolo nazionale.
  • 60 F60 - Contini Umbertina - 9"23 - 7° record italiano messo in bacheca (purtroppo bacheca che subisce, come tutte, delle continue variazioni) dalla Contini. Due sono quelli nei 60: questo di Ancona come F60 e il 9"17 da F55. Ingresso nella sua nuova categoria quindi in pompa magna.
  • 800 F60 - Egger Waltraud - 2'47"29 - Altra "big" che cambia categoria e la... sconquassa. Il primo 800 si infila subito nella storia, abbassando di oltre 20" il record di Liliana Dalsass che corse solo un anno fa in 3'08" e spiccioli. Il record del mondo è pochi secondi sotto... ci avrà mica pensato? Anche per lei 7 record detenuto, dopo che l'anno scorso il ciclone-Lorenzoni le aveva spazzato quello dei 1500-3000 indoor nel giro di pochi giorni.
  • triplo F65 - Adele Bonetta - 6,03 - prima donna d'età compresa tra i 65 e i 69 anni a cimentarsi in questa specialità (sia a livello indoor che outdoor) così devastante muscolarmente: 6,03 l'incipit.
  • triplo F75 (veterana) - Gabriella Piccone - 4,19 - anche per la Piccone si parla di prima esperienza di una donna over-75 in una gara di triplo indoor. Ma all'aperto Noemi Gastaldi saltò 4,62 l'anno scorso ad Aosta. 5° record per lei, che oltre che vantare i record nelle sue specialità di triplo e lungo, ha un record nella... marcia F70!
  • peso (2) F75 (veterana) - Maria Luigia Belletti - 7,08 - seconda gara per la Belletti (e nella storia) di una veterana con il nuovo peso da 2 kg (prima si lanciava con il 3 kg) e nuovo record. Sorpassato il precedente 6,73 di Aosta. 5° record in copertina.
  • 60, peso (2) F80 (veterana) - Nives Fozzer - 12"84 - prima donna a cimentarsi su un 60 dopo gli 80 anni. Record naturalmente anche nel lancio del peso con il nuovo attrezzo "deprezzato".
  • pentathlon F50 - Fioretta Nadali - 2868 - primo record italiano per Fioretta, che supera di ben 600 punti il record della Bellomi, ottenuto solo nel 2007.

Nel pomeriggio le prime analisi dei Campionati Italiani Master

Aspettate e vedrete. Nel pomeriggio, sfruttando l'ultimo giorno di ferie rimastomi, metteremo on-line i primi aggiornamenti, commenti ed analisi dei campionati italiani master. Poi, ve lo anticipo, domani sera dalle 21 alle 22, collegandovi su webatletica, andrà in onda una trasmissione radio in diretta sui campionati italiani master. Basterà clikkare su un link che vi daremo e potrete partecipare con domande, richieste via chat. Non servirà avere nessun programma aggiuntivo. Un'oretta di discussione (se poi continua oltre, non abbiamo limiti se non la pazzia) animata da Luca Landoni (che ci presta, e se funziona, continuerà a prestarci lo spazio radio-web), il sottoscritto Andycop e Linfordbif. State quindi sintonizzati su Webatletica: nei prossimi giorni sviscereremo i campionati italiani. Manco gli "assoluti" hanno mai avuto tanto!

17/02/10

campionati italiani master al via tra 2 giorni: torna Eddy Ottoz??

(la leggenda degli ostacoli Eddy Ottoz ai Campionati Italiani Master di Ancona? Lo scopriremo solo vivendo...) - Volevo anticipare quello che sarebbe stato il solito articolo introduttivo del sito Fidal.it sui campionati italiani master indoor, ma mi hanno inopinatamente anticipato. Troppe notizie d'attualità in questa settimana da dare. Avrei detto che vi avreste trovato scritto che ad Ancona verranno disputati i campionati italiani, che gli iscritti sarebbero stati circa 2000 (ho sbagliato di un centinaio), che il più anziano sarebbe stato bla-bla, che ci sarebbero stati anche i soliti super-anziani bla-bla-bla, che il tutto si sarebbero svolto in 3 giornate. Questa in estrema sintesi quello che pensavo si sarebbe visto sul sito Fidal. Mi sbagliavo sul riferimento ai record di Longo e Forcellini. Noi invece vi diciamo qualche cosa di più, si spera. Innanzi tutto il primo campionato che sulla carta valuteremo (noi!) virtualmente diviso tra master (35-69) e veterani (70+). La ragione è presto detta e ormai l'ho fatta mia, essendo il demiurgo di tale idee la mente diabolica del Duca: nella pratica non succede nulla, ma di fatto viene posta una riga a 70 anni, rilevando quello che abbiamo essere notato un grosso problema: i punteggi delle varie tabelle che circolano e che valutano le prestazioni dei master. Infatti, come avevo sottolineato in un articolo l'anno scorso, le varie curve sulle quali si basano tali sistemi di valutazione, proprio intorno ai 70 anni si impennano creando situazioni davvero paradossali, come coloro che lanciano virtualmente a misure due volte superiori a ciò che lanciavano quando erano atleti di fama internazionale in età giovanile. E tutto questo allenandosi magari su un campo da golf o un paio di volte la settimana nel parco di casa. Se innegabile è l'aura di magnificienza di cui costoro sono circondati, altrettanto innegabile che siamo qui più per trasmettere un'immagine di sportività legata alla fatica, all'allenamento, alla prestazione figlia del lavoro. Comunque sia, vediamo categoria-per-categoria quelle che potrebbero essere le sfide più appassionanti man-vs-man (e woman-vs-woman naturalmente) di questi Campionati Italiani Indoor. A proposito, sfogliando l'elenco degli iscritti è comparso il nome di Eddy Ottoz in un paio di gare M65...
  • M35: negli 800 sfida tra Giuseppe Caggianelli (1'54" l'anno scorso) e Giuseppe Poli (1'57" indoor). Nei 1500 Caggianelli se la vedrà invece con Manuel Dalla Brida (3'56" all'aperto nel 2009). Nell'alto Arduini-Tonello-De Angelis si contenderanno il titolo a misure superiori vicine all'1,90. Nel lungo sfida Tarì-Zambellicon SB-2009 superiori a 6,50.
  • M40: sarà sfida a tutto campo tra Paolo Chiapperini e Max Scarponi: 60, 200 e 400. In medio stat virtus, probabilmente: Chipperini ha più possibilità nei 60, Scarponi nei 400. Nei 200 probabilmente la sfida decisiva. Nei 400 in realtà la vera sfida sarà tra Max Scarponi e Edgardo Barcella (50"87 a Vienna): due campioni del mondo face-to-face. Interessanti anche i 3000, dove il fresco recordman italiano degli 800, Stefano Avigo, rinuncia ad un probabilissimo titolo sui 4 giri, per scontrarsi con Gianni Bruzzi sui 3000 (poi correrà anche i 1500). Nel lungo, orfano di Bonvicini, Giorgio Federici se la vedrà con Ticò. Primo Capponi contro Adamo Scurti nel lancio del peso.
  • M45: i 60 sulla carta potrebbero essere esplosivi: Longo, Saraceni, D'Oro, Fornesi, De Feo. Grossi pezzi di storia del masterismo italiano. Sfida gravata dall'ipotesi infortunio che grava su qualcuno di essi. La sfida Longo-Saraceni potrebbe ripetersi sui 200: ma ipotizzo che Saraceni possa rinunciare ai 60 e Longo ai 200 per i reciprochi acciacchi. GLi 800 potrebbero essere la più veloce gara M45 indoor della storia: Romeo-Morandi-Pellegrini. Premstaller-Martinini-Avigo (Pierangelo) per il podio dei 3000. Bella gara si prospetta anche dagli ostacoli: Francesco Onofri, Roberto Amerio, Luca Filippin e Antonio D'Errico e soprattutto Alessandro Petroncini per il trono e... il record nazionale. Segatel non trova Benvenuti, ma Alessandro Pistono (iscritto con 1,90). Interessante Zipperle-Fozzati nel triplo.
  • M50: i 60 promettono un botto storico: mai visti tanti atleti così livellati (tranne Morigi, un pelo avanti al branco). Interessanti ed equilibrati anche i 200: sullo stesso livello Morigi, Furia, Zuliani, Di Pace, Clementoni e Antonaci. Bertazzoli-Maresca-Maffei-Andreoli sui 1500. Nell'alto da non perdere la sfida tra il medagliato di Lahti Manuel Manfredini e il "neo" M50 Marco Mastrolorenzi. Lanziner-Bellantoni nel peso.
  • M55: nei 400 Ale Cipriani contro il CT Claudio Rapaccioni e Claudio Agostini. Sfida Ginanneschi Angelo e Daniele Zecchi nei 1500 e nei 3000. Lungo a disposizione di più "sfidanti", ad iniziare da Giovanni Feliciani e Giuseppe Barbanti. Challenge Maino-Romano nel lancio del peso. Nella marcia in 3 praticamente sullo stesso piano: Moretti-Pio-Tamburini.
  • M60: nei 60 Antonio Rossi per la "storia" (sarebbe l'11 consecutivo!): a cercare di rovinare la festa Vincenzo Barisciano. Nei 200 strada spianata per il bi-campione mondiale Vincenzo Felicetti, che avrà un degno avversario sui 400 in Rudolf Frei. Konrad Geiser orfano di Dario Rappo, se la vedrà con Giovanni Finielli sugli 800 e sui 1500. Prampolini-Curtolo nel salto in alto (ma è iscritto anche Aldo Del Rio??). Nel salto in lungo Lacovig vs Costantini, iscritti con soli 2 cm di distacco (5.04 e 5,02). Sfida pirotecnica nel lancio del peso: Piergiorgio Curtolo contro Francesco Carcioffo.
  • M65: Giuseppe Grimaudo non dovrebbe avere grossi problemi su 200 e 400. Nel salto in alto è iscritto, udite-udite, Eddy Ottoz! Nel lungo Lamberto Boranga se la vedrà con Giovanni Lambri e Arrigo Ghi. Boranga-Lambri anche nel triplo. Eddy lo troviamo anche nel peso, ma sarà difficile scalzare Sergio Bonfà.
  • veterans M70: ritorna Armando Sardi, lo troveremo su 60 e 200. Nei 200 avrà come avversario più referenziato in Fillippo Torre, che sui 400 è invece favorito. Assente Vaghi, medagliato di Lahti. Galdino Rossi a caccia di record nell'asta. Triplo con Giorgio Bortolozzi contro Gaetano Silvestro e Sergio Valente. Peso affollato: Cartechini, Rebonato, Benevenia, Piccolo per un posto al solo.
  • veterans M75: Ernesto Minopoli e Diego Febbe, direi, sono gli sprinter con più possibilità. Nel mezzofondo iscritto il fuoriclasse Bruno Baggia. Luigi Ebraico nell'alto, Heinrich Amort nel lungo i favoriti. Carmelo Rado iscritto nel lancio del peso.
  • veterans M80: Vittorio Biagiotti presente nella velocità e nei salti per rimpinguare il suo incredibile bottino. Tra i suoi avversari Attilio Jacquemet, uno dei pionieri del masterismo italiano. Presente anche Piccirilli e Pipponzi. Il super Luciano Acquarone, probabilmente l'italiano più vincente a livello master, è iscritto nei 1500 e nei 3000.
  • veterans M85: Eddo Foroni sui 60, Ottavio Missoni nel peso gli unici iscritti.
  • veterans M90: incredibile sfida Sansonetti-Sobrero nei 60.
  • veterans M95: Riboni sarà presente nel lancio del peso.
  • F35: Curioso domino di incastri. Bignami senza avverarie sulla carta sui 60. Poi Bignami-Baggiolini sui 400 la prima sfida degna di nota. Quindi un interessante Baggiolini-Tiselli sugli 800 (come anticipato mancherà la Pollina). Teniamo Tiselli, e potremmo vedere la sfida Tiselli-Marongiu sui 1500 (ma con Elisa Gabrielli sugli stessi tempi). Le 3 atlete hanno anche SB molto vicini sui 3000. Flavia Borgnovo nel salto in lungo e nel triplo da osservare con attenzione.
  • F40: sfidone Sellitto-Seck-Roccamo nei 60. Ma anche Seck-Roccamo sui 200, con la Accardi da temere. Accardi-Amigoni sui 400 potrebbe essere una bella sfida. Altra gran bella sfida sugli 800, tra la stessa Accardi, Laura Avigo e Paola Pascon. Sui 1500 sono iscritte solo in due, ma sono Laura Avigo e Lorella Pagliacci! Da non perdere. E poi... Pagliacci-Ceccanti sui 3000! Bello sfidone nel lungo: Chiara Ansaldi, Daniela Sellitto e Susanna Tellini. Che potrà ripetersi nel triplo con la Greceanu al posto della Sellitto. Milena Megli sarà presente nella marcia.
  • F45: assente la Ferrian, si rinnova la sfida Rosa Marchi-Marinella Signori sui 60. L'anno scorso piombarono sul traguardo praticamente simultaneamente. Elena Montini contro Gabriella Ramani nei 400 potrebbe spingere la comasca ad un altro grande risultato cronometrico. Montini iscritta anche sugli 800. Spiridoyla Souma sarà presente sui 1500 e 3000. Negli ostacoli Rossella Zanni contro Chiara Passigato: ma la vera sfida sarà nel salto in alto, dove la Zanni ha ottenuto il nuovo record proprio quest'anno. Elisa Neviani è iscritta nel triplo (aspettiamo un record?).
  • F50: Anna Pagnotta la vedette sui 400 e 800. Nei 1500 Barbi Lanziner da seguire. Quindi la super-Lorenzoni sui 3000 all'esordio indoor nel 2010 dopo gli sfaceli del 2009. Carla Forcellini è iscritta negli ostacoli, nell'asta e nel lungo dove potrebbe avere "fastidi" da parte di Graziella Santini. Melotti Paola sul peso da seguire in chiave record.
  • F55: Anna Micheletti presente sui 200 e 400. Maria Grazia Rafti favorita nei salti in estensione. Natalia Marcenco regolarmente al via nella marcia.
  • F60: Umbertina Contini per aumentare il suo carnet di titoli sui 60, 200 e 400. Si rivede Egger Waltraud su 800 e 1500: attenzione ai record, è entrata quest'anno nella nuova categoria e ad Ancona registriamo il suo esordio 2010.
  • F65: Pasqualina Cecotti in pole position nella velocità. Rosa Barberini nel mezzofondo. Da guardare, anche qui per i record, Maria Luisa Finazzi nel lancio del peso.
  • vet F70: Maria Vecchi negli 800/marcia, Perugini nell'alto e Micozzi nel peso le uniche iscritte.
  • vet F75: ritorna dopo gli infortuni del 2009 Emma Mazzenga, cannibale dei 60, dei 400 e degli 800. Ne detiene anche i record: migliorerà? Maria Luigia Belletti sarà invece presente nel salto in alto.
  • vet F80+: Nives Fozzer sarà presente nei 60 F80 e nel peso, quindi Gabre Gabric, F95, nel lancio del peso.

11/02/10

Italiani Master Indoor: le gare "clou"

Facendo tesoro dei soli risultati fin qui ottenuti nel corso del 2010 dai diversi master italiani in giro per l'Italia (tradotti in AGC) abbiamo provato a ipotizzare quali potrebbero essere le gare clou ai prossimi campionati italiani master che si svolgeranno ad Ancona il prossimo fine settimana. Naturalmente le gare con i valori maggiori sono risultate quelle di velocità (ma con le tabelle del 2011 i valori si contrarranno di molto). Per stilare le classifiche è stata semplicmente calcolata la media in AGC dei primi 3 atleti presenti nelle liste italiane 2010 per specialità e categoria... naturalmente dov'erano presenti. Vediamo specialità per specialità.
  • Le gare
  • 60: La gara clou (sempre che ci siano tutti i protagonisti della primissima parte della stagione) saranno i 60 M45, in cui il podio virtuale ha totalizzato (ad oggi) 96,70% di media. A pesare sul risultato naturalmente il record mondiale di Mario Longo che gli ha portato in dote anche un super-AGC di 100,70 (ricordatevi che le nostre conversioni tengono conto dell'anno di nascita dell'atleta e non del sua data). Pensate poi che tra le categorie M40, M60 e M45 intercorrono 2 soli centesimi percentuali! 94,55 infatti per gli M40, 94,54 per gli M60 e 94,53 per gli M50: insomma, gare dal grandissimo spessore tecnico (almeno per quanto riguarda il podio). Staccate le altre categorie, a partire dagli M55 arenatisi a 91,91. Tra le donne primeggia la categoria F45 (88,48) in virtù delle due prestazioni da top-10 nell'overall femminile di Daniela Ferrian e Rosa Marchi: ci sarà la sfida diretta ad Ancona?
  • 200: per ora si sono visti pochi 200isti, per diversi motivi, a partire dall'abolizione della gara dalle manifestazioni ufficiali. Ma questo non ha vietato di organizzare ad Ancona qualche riunione con questa gara. L'unico dato "sensibile" a disposizione è quello degli M45 che hanno ottenuto una media di 88,57%.
  • 400: nei 400 metri la sfida clou sembra essere quella negli M40: la media è superiore ai 90, 90,17, costruita principalmente sui risultati di Edgardo Barcella e Max Scarponi. Vicinissi i 400 M45, che totalizzano 89,69, grazie ad Enrico Saraceni e Giuseppe Romeo (ma li correrà poi i 400?).
  • 800: naturalmente riflettori sugli 800 M40, dopo il record italiano di Stefano Avigo e la seconda miglior prestazione di sempre di Emilio De Bonis. La media dei primi 3 porta ad 88,72. Ma il vantaggio sulla gara della categoria immediatamente supeiore, gli M45, è davvero risicata: 88,46. Questo grazie soprattutto a quel fuoriclasse di Giuseppe Romeo, che ad oggi ha piazzato la miglior prestazione assoluta italiana (master...) nel mezzofondo del 2010, con un valore di 92,28. Sulla carta gli 800 F35 dovrebbero essere esplosivi. Sulla carta, appunto. Nonostante i numerosi record degli ultimi anni, sarà difficile vedere tutte le protagoniste al via... contemporaneamente. Ad oggi, agli italiani, non risultano iscritte nè la Pollina, nè la Spuri, nè la Baggiolini. Ma mancano ancora un paio di giorni alla chiusura delle iscrizioni.
  • 1500: la gara con i più alti contenuti tecnici ante-quo potrebbe essere quella dedicata agli M45, vista la media nettamente superiore alle altre categorie: 88,00. Media tra l'altro ottenuta da un livellamento percentuale dei primi 3 (Martinini, Severini e Pierangelo Avigo), compresi in un range dell'1,4%. Quindi troviamo gli M40 (85,93) e gli M55 (84,53).
  • 3000: poche riunioni per avere un campione statistico rappresentativo. Nonostante questo la categoria più competitiva al momento sono gli M40 (84,75) davanti agli M45 (84,41).
  • 60hs: virtualmente la gara dallo spessore tecnico maggiore dovrebbe essere quella dedicata agli M35. In realtà chi compone la classifica (almeno, i primi due) molto difficilmente si presenterà ad Ancona. Parlo di Andrea Alterio e Luca Giovannelli. Con loro due la media dei primi 3 sale a 93,01, una delle medie più elevate fin qui registrate sui podi virtuali. Ma da seguire anche la versione al femminile che totalizza 79,83.
  • lungo: Aspettiamoci una grande gara dagli M40: 77,64, grazie ai risultati di Giorgio Federici (unico lunghista italiano ad aver al momento oltrepassato gli 80% grazie al 6,25 di esordio). Alle sue spalle Antonio Boldrini con 6,09 e 79,24. Dell'alter ego di Federici, Massimo Bonvicini, sono pervenute negli ultimi mesi voci di un secondo ritiro. Sarà vero? Speriamo di no. Rischia di essere appassionante anche la gara degli M35, con Stefano Tarì (6,42), Danilo Pagliano (6,29) e Diego Zambelli (6,21). Gara dagli ottimi contenuti tecnici anche tra le F45: 71,84. Chi vincerà tra Susanna Tellini, Chiara Ansaldi e Maria Luisa Giudici?
  • triplo: non perdiamoci la gara M45: 75,49, ottenuto con i risultati di 3 atleti praticamente sulla stessa linea: Giorgio Spagnoli 11,62, Maurizio Riccitelli 11,67 e Giorgio Poggioli 11,57.
  • alto: non ci sono dubbi. Dovessero presentarsi, Marcello Benvenuti e Marco Segatel darebbero vita alla gara con il più alto contenuto tecnico. Al momento la media dei primi 3 viaggia a 87,08, 8 punti percentuali in più degli M35. Proprio gli M35 presentano una gara teoricamente equilibrata: Francesco Arduini (quest'anno 1,85) conto Marco De Angelis (1,80).
  • asta: troppo pochi concorrenti...
  • peso: idem come sopra. Atleti impegnati per lo più nei campionati invernali lanci in giro per lo stivale. Li vedremo all'opera ad Ancona.
  • Le classifiche generali
  • Velocità-ostacoli m
  1. 96,70 - 60 M45
  2. 94,55 - 60 M40
  3. 94,54 - 60 M60
  4. 94,53 - 60 M50
  5. 93,10 - 60HS M35
  6. 91,91 - 60 M55
  7. 90,17 - 400 M40
  8. 89,69 - 400 M45
  9. 89,61 - 60 M35
  10. 88,57 - 200 M45
  11. 87,04 - 60HS M45
  12. 86,10 - 400 M35
  • fondo-mezzofondo
  1. 88,72 - 800 M40
  2. 88,46 - 800 M45
  3. 88,00 - 1500 M45
  4. 87,12 - 800 M50
  5. 85,93 - 1500 M40
  6. 84,75 - 3000 M40
  7. 84,53 - 1500 M55
  8. 84,41 - 3000 M45
  • salti
  1. 87,08 - alto M45
  2. 79,63 - alto M35
  3. 79,24 - alto M40
  4. 77,98 - alto M55
  5. 77,64 - lungo M40
  6. 77,02 - asta M35
  7. 76,29 - lungo M35
  8. 75,49 - triplo M45
  9. 73,29 - lungo M55
  • donne
  1. 88,48 - 60 F45
  2. 85,34 - 60 F40
  3. 85,06 - 60 F35
  4. 84,58 - 800 F35
  5. 79,83 - 60hs F40
  6. 71,84 - lungo F35

21/01/10

Italiani Master Indoor: usciti gli orari

Dal 19 al 21 febbraio si svolgeranno ad Ancona i Campionati Italiani Indoor. Lo sappiamo tutti ormai da tempo: probabilmente dalla scorsa edizione. Gli orari rispecchiano bene o male quelli classici tenuti negli ultimi anni. A tal proposito ai vari link, allego gli orari delle tre giornate: potrebbero servire. Tenete presente che gli stessi potrebbero subire degli aggiornamenti, così com'è precisato in calce al documento stesso. Quindi occhio! Quest'anno il grande Claudio Rapaccioni ha consentito che la Fidal ci regalasse il Campionato di Società Indoor, collegato alle prestazioni ottenute nel campionato individuale. In generale verranno sommati 8 punteggi ottenuti in 8 specialità diverse, cui è attribuito un valore secondo i dettami della Tabella di punti 2007. Ogni atleta potrà contribuire con un solo punteggio più una staffetta.

29/12/09

Grande iniziativa della Fidal Brescia per i master

Confesso che dell'idea ero stato già messo al corrente qualche settimana fa. Ora, tradotte le parole in musica, ha tutt'altro effetto. A Brescia, ed è da un pò di tempo che lo vado sostenendo, la Fidal è dalla parte dell'atletica. Anzi, è dalla parte PRIMA degli atleti (senza distinzione di età!!), QUINDI delle società affiliate in provincia. Un connubio senza dubbio vincente, anche se manca quella che potrebbe essere una società faro (come ad esempio l'Atletica Bergamo) che catalizzi le forze giovanili e dia ad esse la possibilità di emergere a livello nazionale. Comunque sia... L'idea nata da Virginio Soffientini, atleta Master e responsabile dell'area master della Fidal Brescia, è quella di supportare nelle trasferte nazionali ed internazionali gli atleti bresciani. Una grossa mano dal punto di vista organizzativo, visto che l'idea che sottende l'iniziativa è quella di creare una sorta di punto di incontro (Casa Brescia) per gli atleti della provincia, che dia la possibilità di ottimizzare e razionalizzare le spese per alberghi e viaggi. Ma già il fatto che si parli di "progetto" e di "master" sembra essere una cosa con pochi precedenti. Qualcosa si muove: prima l'apertura della Fidal ai c.d.s. master indoor, ora questa iniziativa della Fidal Brescia. Vitalità, spirito di iniziativa... e questo che in definitiva chiedono i master. La prima iniziativa (che ha una portata ben più vasta, sentito lo stesso Virginio) coinciderà con i Campionati Italiani Indoor di Ancona dal 19 al 21 febbraio. In pratica la Fidal Area Master bresciana raccoglierà informazioni su tutti i partecipanti della provincia, farà proposte di carattere alberghiero o legate al viaggio, oppure cercherà di mettere in contatto coloro che, pur nella loro autonomia logistica, vorrebbero andare ad Ancona ma si trovano ad affrontare il viaggio da soli. A questo link la prima proposta di Virginio (la prima di molte, ve lo assicuro...) con inclusi anche i recapiti dove contattare direttamente il nostro amico.