04/04/09

GLi Europei di Marco

Gli ultimi Europei indoor di Ancona hanno dimostrato come il movimento master sia in netta crescita e possa contare su un bacino d’utenza sempre maggiore.

L’appuntamento di Ancona 2009, dopo Riccione 2007, Clermont Ferrand e Lubjiana 2008, era l’ultimo, per così dire, a portata di mano. D’ora in poi, i nostri appassionati master dovranno affrontare lunghe trasferte spesso in altri continenti per recarsi a Lathi in Finlandia a luglio 2009 in occasione dei Mondiali all’aperto, Sidney a ottobre 2009 per i World Master Games e Kamloops in Canada a Marzo 2010 per i Mondiali Indoor.

Sono comunque sicuro che molti non si lasceranno impressionare dagli oneri economici e organizzativi che tali trasferte comporteranno e terranno alto il movimento anche in quelle terre lontane.

L’organizzazione impeccabile degli Euroindoor di Ancona, spesso fin troppo severa e dunque a discapito di alcuni atleti che per pochi minuti si sono visti negato l’accesso alle gare, ha comunque contribuito ad accrescere la professionalità del mondo master avvicinandolo sotto questo aspetto al settore assoluto. In generale, trovo dunque che la distinzione tra master ed assoluti stia pian piano perdendo di significato anche e soprattutto grazie alle prestazioni di notevole livello che sempre più atleti master sono in grado di conseguire. Sarebbe bello se qualunque atleta, anche di valore internazionale potesse proseguire la propria carriera paertecipando alle gare master. Credo sia più che altro una questione di “percezione” del nostro movimento. Quanti alteti, anche di alto livello, si sono innamorati del mondo master una volta visto come funziona, quanta sana passione e quanti valori positivi questo ambiente riesca a trasmettere?

Vorrei dunque ringraziare tutti i partecipanti a questi ultimi Europei indoor per quell’insieme di sensazioni ed emozioni che ha saputo trasmettere nel corso di questa bellissima manifestazione. Invito inoltre tutti gli atleti di alto livello che hanno varcato la fatidica soglia dei 35 anni a prendere parte e dare lustro alle manifestazioni master: troveranno entusiasmo, divertimento in un ambiente sano e pieno di valori. E chissà che anche qualche atleta più giovane, dopo averci conosciuto, non veda quasi l’ora di compiere i fatidici 35 anni....

Un saluto a tutti e a presto!

Marco Giacomantonio

03/04/09

Sui criteri di composizione delle staffette nazionali

(nella foto, il CT Rapaccioni con Carla Cipriani) Dopo aver ricevuto notizia di qualche malumore (non avendo partecipato materialmente agli Europei sono solo rumors) da parte di qualche escluso ai recenti Campionati Europei Indoor Master, mi permetto (spero senza offendere nessuno) di dire la mia sulla composizione dei quartetti. Partiamo da alcune considerazioni ovvie: far parte di una staffetta della nazionale italiana arreca a chi la compone la quasi certezza della conquista di una medaglia. Per chi non ha possibilità di vincerle nelle gare individuali, pura manna dal cielo. Per chi invece vince già tanto, un arricchimento del proprio carnet di metalli pregiati. Poi naturalmente c'è chi non ne vuol far parte a prescindere (sono scelte anche queste, condivisibili o meno). Teniamo poi presente che il master si autofinanzia le trasferte e, spesso, le staffette comportano la protrazione del soggiorno di almeno un giorno. Nessuno è quindi biasimabile se dovesse andarsene o non volesse parteciparvi.
Purtroppo però il vero problema è l'esatto contrario, cioè il sovraffollamento, che comporta purtroppo "scelte" da parte del selezionatore che qualcuno potrebbe non condividere. Ed in definitiva questo è il compito precipuo di tale figura, visto che i master sono abituati a muoversi ed arrangiarsi (almeno per i master italiani) per tutto ciò che concerne la logistica, gli orari, l'abbigliamento, i cerimoniali...
Il pomo della discordia è "chi deve partecipare alle staffette?". Ho individuato quelle che sono le correnti di pensiero principali:
  • gli atleti più forti, a prescindere dalla categoria, ammettendo quindi le "discese" dalla categorie superiori.
  • gli atleti più forti, ma della stessa categoria. Non importa se con l'atleta più forte si sarebbe vinto...
  • gli atleti che si sono cimentati nella specialità la cui distanza viene corsa nella staffetta (quindi i 100, i 200 per le indoor e i 400).
  • in tutto questo, se un atleta durante la stagione in Italia va più forte di un altro (mettiamo i 400), ma poi non si cimenta nella specialità (ma mettiamo negli 800) ai Campionati in oggetto, può accampare pretese per far parte della 4x400?
Probabilmente potremmo trovare altri criteri, ma non dilunghiamoci oltre. Questi dovrebbero essere i principali. A Riccone 2007 (i miei primi campionati internazionali) accolsi con favore la raccolta di disponibilità da parte della Fidal degli eventuali staffettisti. La cosa si ripetè a Lubiana. In entrambi i casi si registrarono diverse lamentele, anche e soprattutto perchè nella vita è veramente difficile accontentare tutti. Chi seleziona ha un compito arduo, perchè se viene a mancare anche in una sola occasione la coerenza con le sclete precedenti, mostra il fianco alle più feroci critiche. E del resto proprio questa è la gioia/delizia di tutti i team-manager. Infatti le lamentele raccolte nei campionati ad alta densità di italiani, riguardavano proprio i criteri di selezione: lamentele, ingiustizie, arrabbiature...
Io mi permetto di dire una cosa: è necessario che la Fidal chiarisca un punto. E' suo interesse la conquista di medaglie (e allora il criterio è avocato completamente al selezionatore, che può fare le scelte che più ritiene adatte per raggiungere questo obiettivo), o piuttosto consegnare una sorta di "premio" a coloro che nella categoria di appartenenza si sono più distinti durante la manifestazione internazionale (senza quindi porre l'accento sul risultato finale)?
Sia nel primo che nel secondo caso è però necessario conoscere la volontà della Fidal, per non alimientare il fuoco delle polemiche post-campionati. Ma mentre nel primo caso è sufficiente far capire che il DT sceglierà in sua piena coscienza, nel secondo è necessario chiarire i criteri di selezione prima dell'inizio della manifestazione stessa. E poi naturalmente, adottarli fedelmente.

02/04/09

Gli 800 ai Campionati Europei Master di Ancona

Più avanzo nella cronaca ex-post dei Campionati Europei Master, più aumenta il mio cruccio di non essere venuto. I risultati letti sugli 800 metri mi hanno raccontato gare al cardiopalma, medaglie strappate per centesimi (in un caso presumo per millesimi), record, strategie. Gli 800 hanno un fascino davvero unico, lo jato tra tattica e lo sprint, mezzofondo e velocità. Nelle grandi manifestazioni la velocità riesce ad esprimere il meglio di sè anche a livello cronometrico. Gli 800 no, sono soprattutto "uomo contro uomo" e "donna contro donna". Il cronometro risulta alla fine un mero pro-forma per l'archiviazione. Qui ci vorrebbe un incipit di Giacomo Crosa...

I NUMERI


Sono state 57 le medaglie attribuite sugli 800 metri tra tutte le categorie che si sono cimentate agli Europei Indoor di Ancona. I paesi che sono riusciti a vincere almeno una medaglia sono stati 13, ma la parte del leone l'hanno fatta solo 4 stati (Italia, Inghilterra, Francia e Germania) che da soli hanno conquistato il 75% delle medaglie totali. Italia in testa medagliere di specialità con 15 medaglie suddivise in 5 ori, 6 argenti e 4 bronzi. La Germania attaccatissima con 5/3/4 e 12 medaglie. I paesi che hanno portato almeno un atleta in finale sono stati 20, e l'Italia, quale paese ospitante, ha dominato in quanto a numero di finalisti: ben 41, contro i 21 della Germania, i 20 dell'Inghilterra e le 15 della Francia.

LE MEDAGLIE ITALIANE - GLI UOMINI

  • La gara degli 800 M35 è stata, stando alla sola lettura del risultato, una delle più intense. Diversi atleti chiusi in pochissimi centesimi. Il primo italiano al traguardo dei 5 presenti in finale (un piccolo record a sua volta) Massimiliano Raglianti è giunto solo terzo, ma a pari merito con il secondo. Stesso tempo al centesimo (2''02"92). Quarto Cesare Lazzarini a 5 centesimi dal duo e 6° Stefano Avigo a meno di 3 decimi dalla medaglia. E dire che uno dei seri pretendenti all'oro, Giuseppe Caggianelli, si era ritirato per una "scarpata" a poche decine di metri dal traguardo. Sfortunata Italia, non c'è che dire.
  • Doppietta (oro-argento) negli 800 M50. Ha vinto Luigi Ferrari... in un primo momento pensavo si trattasse di un altro Ferrari, Giovanni. Tant'è che mi ero preso la briga di enucleare dal mio data-base tutte le sue numerose vittorie. Poi scopro la differenza di nome. Il dubbio si insinua sempre più , vista la singolarità nell'avere due Ferrari M50 che corrono gli 800 (e primeggiano). Dopo diverse ricerche scopro che il Luigi è del 1959, mentre il Giovanni del 1958. Se così fosse, di Luigi ho trovato una partecipazione poco fortunata a Riccione 2007, dove nell'aggregate arrivò 20° in semifinale (2'07"54). Grande crescita agonistica, se così fosse. Comunque: 2'11"92 che gli vale l'oro davanti a Vincenzo Andreoli (2'12"85) che stando al mio Al-9001, dovrebbe aver conquistato la prima medaglia internazionale (concedetemi sempre il beneficio di inventario!). Come miglior posizione ho un quarto e un sesto posto ai Mondiali di Clermont-2008 su 800 e 1500.
  • Negli 800 M60 c'è mancato poco che il grande assente della vigilia, Dario Rappo, perdesse il prorpio record sugli 800 ad opera di un grande Aldo Del Rio, già argento nei 400 (di cui era campione in carica da Helsinki 2007) secondo al solo tedesco Schroedel. Per lui argento con 2'21"39, prestazione che gli ha permessi di trascinare al bronzo l'altro grande interprete della specialità, Konrad Geiser, arrivato vicinissimo: 2'21"61. A livello individuale per Aldo Del Rio trovo anche due argenti nelle grandi manifestazioni: Lubiana e San Sebastian, sempre Campionati Europei e sempre 400. Questa dovrebbe essere la sua prima esperienza internazionale sugli 800 (ma potrei essere smentito quando terminerò il mio data-base. Per Geiser è il 5° bronzo (ma adesso che mi ricordo, non ho Aarhus...) ma nella sua carriera c'è anche l'oro sugli 800 di San Sebastian 2003 e l'argento di Riccione 2007 sui 1500.
  • Altro oro è invece giunto dagli 800 M70 con Giulio Ambruschi che ha vinto una concitatissima gara dove il secondo, il russo Savenkov, è giunto staccato di 5 decimi: 2'43"41 vs 2'43"93. Il tempo gli vale anche il record italiano, che abbassa il tempo del leggendario Attilio Parma che corse la distanza al Palavela di Torino in 2'46"05 ben 22 anni fa (nel 1987, uno dei più longevi record indoor).
  • Oro anche per Giovanni Guerini negli 800 M75 con 3'05"89. Purtroppo al momento ho poco altro da aggiungere.
  • Amos Pipponzi, il primo di marzo aveva stabilito il record italiano degli 800 M80 "pre" secondo la miracle list dei record di Werter Corbelli e Fasolato. Essendosi cimentato nella manifestazione come M80 evidentemente deve aver compiuto l'80° anno di età in questi 20 giorni. Per Pipponzi argento (quindi dovrebbe trattarsi della seconda medaglia a questi campionati), che strappa anche qui per pochi centesimi (3'31"09 contro 3'31"23) allo spagnolo Bermejo.
  • Infine, medaglia anche dagli 800 M90: solita sfida fratricida tra Ugo Sansonetti e il belga Pauwels, che probabilmente ha vinto quale "best medallist". Gara con record italiano frantumato di 10", ma ahinoi, solo argento per pochi decimi (anche qui!): 4'44"88 contro il 4'43"08 del fiammingo (o vallone?).
LE MEDAGLIE ITALIANE - LE DONNE
  • Negli 800 w35 andava in scena l'ennesima sfida tra Emanuela Baggiolini e Paola Tiselli. Entrambe provenienti da un oro (la varesina dai 400, la laziale dai 3000) si preannunciavano scintille anche e soprattutto dopo il botta-risposta di record italiani infranti nell'ultimo mese (prima la Tiselli a Torino durante gli italiani assoluti, quindi la Baggiolini agli italiani master, con il mpi portato a 2'13"58). In realtà è andato in scena ilo stesso copione degli italiani Master con Baggiolini in fuga solitaria con... record italiano: 2'13"15. Abbastanza staccata Paola Tiselli, ma d'argento (e vincerà comunque i 1500 il giorno dopo!), che probabilmente ha pagato in termini di velocità di crociera il 3000 di due giorni prima. Sarà adesso interessante rivedere la sfida all'aperto.
  • Tra le W40 la mia concittadina Laura Avigo strappa il bronzo a Paola Pascon per 13 centesimi: 2'23"25 contro 2'23"38. Bronzo di grande spessore: solo un mesetto fa Laura aveva problemi ad un piede... Per lei rimane quale miglior prestazione l'argento di Lubiana 2008 sempre sugli 800.
  • Gli 800 W45 hanno visto l'altro bronzo della comasca Elena Montini (che davvero faccio ancora adesso fatica a credere possa essere del 1962... la facevo massimo-massimo del 1970). Per conquistarlo ha dovuto però ottenere il nuovo record italiano: 2'26"12, che abbassa il 2'27"78 di Elisa Zuccari stabilito nel 2006.
  • Gli ultimi due ori da due icone del masterismo italiano: Waltraud Egger e Emma Mazzenga. Per Egger un "tranquillo" 2'49"92 (il suo record da W55 è posto a 2'35" e spciccioli) mentre per Emma Mazzenga, tre gare-tre ori-tre record mondiali. E' virtualmente già in pole per l'attribuzione del premio "Master of the Year 2009", dopo la conquista di quello del 2008. Quanti record mondiali ha già migliorato nel corso del 2009? 5 o 6? Unica. Ah... la nuova miglior prestazione mondiale W75 è ora 3'31"74.

01/04/09

Gli Europei di Aldo Del Rio

Su suggerimento di un'amicizia comune, ho scoperto un vero e proprio diario degli Europei Indoor Master (all'indomani delle grandi manifestazioni master, eravamo ormai soliti trovare su alcuni siti di interesse nazionale più che "diari", "memorie": le memorie, per quanto siano interessanti, non lasciano lo stesso sapore di chi si ferma giorno per giorno a trascrivere le proprie emozioni). Autore ne è Aldo Del Rio, alfiere del Road Runner Club di Milano. Vi si racconta la settimana, divisa tra i 400, gli 800, la staffetta, gli amici... Quando pensavo a tutte le gare disputatesi ad Ancona, mi rammaricavo di un fatto: quante storie non scritte e che non verranno mai scritte, quanti atleti potrebbero raccontare un sacco di emozioni, di pensieri, gesti che si lascerebbero leggere con estremo interesse e che susciterebbero curiosità. Quella di Aldo Del Rio è una di queste: leggetevi il suo diario e magari, se avete voglia, mandateci un vostro resoconto... non bisogna aver conquistato la medaglia d'oro per poter scrivere una storia. Anzi, spesso chi arriva "dietro" incarna aspetti dello sport molto più gustosi! Di seguito il diario di Aldo Del Rio.

30/03/09

I 200 metri ai Campionati Europei Master

(foto di Rosa Marchi) - Potrei stare qui ore a parlare di questa gara, ma poi gli affezionati lettori perderebbero la pazienza e se ne andrebbero. Citare un oro, o una medaglia non dà mai lo spessore di una prestazione, o il clima con la quale si è vissuta. Non racconta i fragorosi momenti di silenzio, col cuore a mille prima di una partenza o il frastuono del prorpio corpo in movimento concitato o il calpestio delle scarpe degli altri atleti compagni di avventura. E non raccontano la storia, le sfide precedenti, gli sguardi di scoccati di sfuggita ai propri avversari in questa ancestrale raffigurazione teatrale di uomini (e donne) contro.
  • Ma iniziamo il nostro racconto e il nostro viaggio nei 200 metri agli Europei Master. Tutto in una foto, se ci fosse, di Mario Longo che batte di un solo centesimo Max Scarponi nella finale degli M40. 22"69 a 22"70. Davide che sfida Golia, Davide che aveva già sfidato un altro Golia nei 400, cedendo l'onore delle armi per poco. Non me ne se ne voglia, se lo spirito italico lo riconosco nella classe operaia incarnata da Max Scarponi che...purtroppo, non va in paradiso. In chi lotta contro mostri sacri che quasi mai vengono scalzati dai loro piedistalli, ma che proprio per avvicinarli sono arrivati a prestazioni che in qualsiasi altro contesto sarebbero state da numeri "1". Invece la sfortuna (o la fortuna?) di dover sfidare mostri fuori dal comune, come Mario Longo ed Enrico Saraceni, che a livello nazionale non penso abbiano mai perso (o forse solo nelle sfide fratricide, quando per forza deve uscire un vincitore). In questa sfida impari (ma che si stava alla fine rivelando "storica"), si è registrata la tripletta italiana, con Alfonso De Feo ottimo terzo. Inciso: sia lui che Mario Longo sarebbero già della categoria superiore, gli M45, cosa che probabilmente acuisce il merito delle loro prestazioni. Ultima curiosità: il tempo di Mario Longo, per la Fidal, abbassa nuovamente il record italiano M45, togliendo l'imprimatur ad Enrico Saraceni che quest'anno aveva corso in 22"85.
  • Tra gli M35, orfani di molti protagonisti di Clermont e Lubiana in chiave internazionale (Scott, Cheval e Mormin in primis), ha sancito il predominio del britannico Mark Dunwell nella velocità, dove ha doppiato l'oro dei 60. Ad Helsinki 2007 lo stesso Dunwell conquistò l'oro e l'argento tra 60 e 200 (battuto da Scott sui 200). Ma la legione italiana si è fatta sentire, con Paolo Chiapperini Argento (dopo il bronzo nei 60) e il "nuovo" Fabio Orlandi bronzo con 23"37. Così come per i 400, non penso di dire un'eresia sul fatto che rispetto a Clermont, con una finale tutta europea, ci sia stato un piccolo gap tecnico. In Francia il bronzo veniva infatti vinto dallo stesso Dunwell con 22"20.
  • Vincenzo Felicetti, M60, torna invece all'oro individuale in una grande manifestazione individuale (doppio, con quello conquistato nei 400) dopo esattamente due anni, quando a Helsinki vinse proprio nei 400 ed arrivò terzo nei 200. Sui 200 troviamo invece l'esclusione in semifinale a Riccione-07 e l'argento a Lubiana-08. Non si presentò sul giro di pista indoor a Clermont. Per trovare l'ultimo oro sui 200 prima di Ancona-09 bisogna tornare a Elkilstuna-05, ancora Euroindoor. Insomma, una sala di trofei viventi.
  • Nei 200 M80 posto d'onore per Amos Pipponzi, secondo con 37"19. Nel mio data-base, al momento non ho sue tracce nel recente passato. Prima medaglia internazionale??
  • Al femminile Lusia Puleanga ha visto bene di bissare il titolo dei 60 (poi triplicato con la staffetta 4x200), vincendo i 200 W35 con il tempo 26"25. Peccato sia saltato lo scontro con Tiziana Bignami, che probabilmente nel giro di pista indoor avrebbe sicuramente messo più pepe rispetto ai 60, dall'alto del suo titolo mondiale. In finale si rivede anche Khadidiatou Seck, che ha vinto il bronzo (anch'essa dopo quello dei 60) con 26"61. Insomma, il settore velocità W35 è diventato qualcosa di rilevante a livello internazionale.
  • Pasqualina Cecotti si è invece confermata ai vertici continentali dei 200 W65 dopo l'alloro di Lubiana. Oro con 33"45 tra le W65. Nella sua carriera da me censita (quindi incompleta... sigh) quello di Ancona dovrebbe essere il suo massimo titolo a livello internazionale. Tutti sui 200, il primo dei quali ad Eskilstuna-2005. Argento a Helsinki-2007, sempre nei 200 indoor (quindi due ori e un argento nelle ultime tre edizione degli Euroindoor, un quarto posto a San Sebastian-04). Della Cecotti vorrei sottolineare un aspetto, se avete tempo di seguirmi: ho trovato tracce delle sua presenza a livello internazionale già a partire da Buffalo-1995 (ben 14 anni fa). Allora corse i 200 in batteria (dove uscì con il 20° tempo complessivo) in 32"25 (con vento a favore di 2,2)... si gareggiava ancora con le W55. Oggi, questa atleta riesce a correre in tempi molto simili se non migliori a quelli di allora! Meditate su quanto il corpo umano se debitamente allenato, possa continuare a mantenere la propria giovinezza negli anni!!
  • Giuseppina Sangermano ha conquistato invece la sua terza medaglia individuale ad un Campionato Internazionale (e qui, è il caso di dirlo, con beneficio d'inventario). E le indoor le portano bene, se dopo il bronzo di Ancona-2009 conquistato correndo i 200 W60 in 33"64, troviamo quale miglior risultato assoluto l'argento di Helsinki-2007 sempre sui 200. Nel suo palmares ho scovato pure un bronzo nei 60 W60 sempre agli Euroindoor di Helsinki. A Lubiana aveva invece collezionato un quarto e un quinto posto.
  • E dulcis in fundo Emma Mazzenga. Non ho più vocaboli per definire le gesta di questa straordinaria atleta. Nei 200 l'ennesimo capolavoro: titolo con record: 37"72. I commenti sono francamente superflui, e di lei, che ha recentemente vinto il titolo "Master of the year 2008", abbiamo in questi mesi detto veramente tutto. Mi rimane il cruccio di non sapere ancora quanti titoli internazionali ha vinto: ho contato sino ad adesso 31 medaglie internazionali... un giorno arriverò a saperne il reale numero.

29/03/09

L'asta ai Campionati Europei Master indoor

(foto di Fulvio Andreini - Sportoggi) Un anno fa circa, mi ero recato ad Ancona per uno dei famosi meeting infrasettimanali indoor. Correvo ancora discretamente... ma quel che più conta, correvo ancora. Dovendo partire dalla Lombardia, arrivai con qualche ora di anticipo sull'inizio delle gare e trovai in pista ad allenarsi nella pedana del salto con l'asta Giacomo Befani insieme ad un paio di giovani allievi. Un passato comune in Atletica Riccardi (anche se in periodi diversi, lo ammetto con un pizzico di rammarico. Ieri la Riccardi plasmata sul vivaio, oggi la Riccardi assemblata per i c.d.s.-fuffa ideati da qualche lungimirante Genio federale). Mi avvicinai e lo salutai, quanto meno perchè di fatto lo conobbi al Campo-Scuola di Spoleto l'anno prima (laddove la mia professione mi aveva spedito per un piccolo corso). Nella breve discussione gli chiesi (visto l'anno di nascita, il 1970) se avesse intenzione di partecipare alle manifestazioni "master". La risposta fu negativa (anche se non ricordo bene le parole), e così cambiai discorso. Oggi mi ha fatto un notevole piacere notare il risultato finale del salto con l'asta ai Campionati Europei Master in corso di svolgimento ad Ancona: oro di Giacomo Befani con la misura (assolutamente notevole per un quasi-40enne) di 4,90. Ricordo che Giacomo ha un personale di 5,40 stabilito nel 1993. Poi quello che dico io è che una volta che si "assaggia" il mondo master, si inizia a cambiare idea non solo sull'intero mondo degli over-35, ma nella filosofia di concepire l'attività sportiva. Vedremo! Tralasciando gli aneddoti, e tornando a bomba sui campionati Europei, il consultivo finale porta ad un bottino di 6 medaglie per l'Italia (3 ori, 2 argenti e 1 bronzo). Irrangiungibile la Germania con 11 medaglie (5/2/4). Staccatissime le altre nazioni, soprattutto perchè si è registrata una sostanziale diffusione di Paesi vincitori di medaglie d'oro (10 paesi vincitori su 19 gare di asta disputate tra tutte le categorie). Una sola tripletta (che in realtà è stato un poker) da parte della Francia nella categoria M45: dal primo al quarto tutti transalpini. La Germania, ancora una volta, fa bottino pieno con le categorie over-60, e qui mi piacerebbe capire se i tedeschi iniziano l'attività master dopo quest'età, o è solo l'onda lunga di un fenomeno nato una trentina di anni fa con il diffondersi delle attività agonistiche master.
Per quanto riguarda l'Italia, detto della vittoria di Giacomo Befani (qui la notizia data da Spoleto-sport) nella gara in cui al terzo posto si è registrato il 4,40 di Matteo Corrina. Oro anche per Fulvio Andreini nella categoria M40, anch'esso con la misura di 4,40 (se volete, leggetivi a riguardo il corposo articolo presente su Sport-Oggi): per Andreini dovrebbe trattarsi del terzo alloro a livello master dopo l'oro di Lubiana e l'argento di Riccione. Il terzo oro è stato invece conquistato nella categoria W45 (ma quest'anno di lei ne abbiamo parlato diffusamente come W50 essendo nata nel 1959) da Carla Forcellini. Cosa possiamo ancora aggiungere su di lei, che già non sia stato detto? Vorrei arrischiarmi nel citare il palmares, ma come già detto nelle precedenti mie uscite il mio database è incompleto e rischierei di non rendere i giusti meriti a questa straordinaria atleta. Cito così, assolotumente in chiave "random" e con beneficio d'inventario, il fatto che dal 2001 ad oggi, nelle 4 edizioni dei Campionati Europei, Indoor Master, Carla Forcellini le ha sempre vinto l'oro nel salto con l'asta. Non sono a conoscenza se avesse partecipato nelle edizioni del 1999 e del 1997. Sono ancora alla ricerca di questi risultati, purtroppo. Ergo: difficile trovare altri atleti che abbiamo una tale continuità di risultati. Andando a ritroso, troviamo le vittorie di Lubiana 2008 (Euro-open), Clermont 2008 (World-Indoor), Riccione ed Helsinki 2007, Poznam 2006. La sua ultima sconfitta a livello internazionale è probabilmente l'argento di Linz 2006 (World-Indoor) e a Riccione 2007 la tedesca Hermann osò pareggiarla a 3,00 (salvo poi perdere per differena-salti). Tornando ad Ancona, cito anche l'argento di Arrigo Ghi nella gara riservata agli M60 (3,20) sempre a ridosso o pari al record italiano, e l'argento di Lorena Marano tra le W40. Per lei la misura di 2,90. Dopo una breve ricerca via google, sembra che la Marano sia un'atleta che si diletta in più specialità con ottimi risultati: prometto di seguirla più da vicino in futuro.

28/03/09

I 3000 agli Europei Master Indoor di Ancona

(foto dal sito dell'atl. Colleferro, Fabrizio Adamo) I 3000 metri hanno visto un sostanziale equilibrio "internazionale", nel senso che a primeggiare con 4 medaglie d'oro, troviamo tre nazioni: Francia, Italia e Germania. Tre nazioni e tre storie diverse: per l'Italia comunque la forza complessiva è stata data fondamentalmente dal numero: con un 50/55% di presenze sul totale degli atleti, l'inossidabile legge dei grandi numeri permette di estrarre in percentuale un maggior numero di medaglie... anche se poi gli ori non rispondono mai a questa logica. Sintomatici i 3000 W40 dove su 9 concorrenti, 8 erano italiane. Difficile non prendere almeno due medaglie!! Ed in effetti l'Italia ha conquistato 4 ori (come le altre due nazioni), ma un maggior numero di medaglie (14), laddove la seconda (l'Inghilterra) ne ha conquistate "solo" 10. La Germania, così come si è visto nella velocità (su 60 e 400), risulta assente dalle conrache praticamente fino ai 55/60 anni, poi "esplode" con un'abbuffatta di allori. Dinamiche legate alla cultura di un paese dove evidentemente la terza età è molto più dinamica rispetto agli altri stati dell'Europa occidentalizzata (dando per assodato che le manifestazioni europee master sono, ad oggi, uno scontro tra le grandi nazioni dell'Europa dell'Ovest, anche se le presenze dell'est sono in costante aumento). Oppure dove la terza età ha un ruolo "sociale" non così marginale rispetto al tessuto etnologico come in altri Paesi. Infine a 4 medaglie d'oro troviamo pure la Francia.
Purtroppo il mio mastondontico data-base relativo alle presenze degli italiani alle grandi manifestazioni internazionali è ancora in parte monco (sono arrivato a circa 10.000 presenze-gara), quindi non riesco ancora a tracciare quello che in realtà si dovrebbe sottolineare: la continuità sportiva nel primeggiare. Tutti hanno nella propria vita sportiva una giornata di grazia che può portare ad un allora internazionale, ma pochi riescono a vincere più titoli basandosi solo sul caso. Qui, a mio modesto parere, si trovano i campioni.
  • Dei 4 allori italici, sottolineo quello dell'M40 Fabrizio Adamo, che con 8'47"40 ha fatto registrare anche il miglior tempo di questi campionati sui 3000 (qui la notizia data dalla sua società, l'atletica Colleferro, che ha registrato anche il bronzo di Gianluca Bonanni tra gli M35).
  • Altro oro (con il tempo di 12'50"17) è arrivato dalla categoria M75 da parte di Luciano Acquarone, la "storia" del mezzofondo master italiano. Di recente ha perso il record mondiale di maratona M60 a scapito di un giapponese, ma credetemi che i tempi ottenuti da questo atleta sono davvero incredibili. Nel mio database, trovo le sue medaglie "master" a partire dai mondiali "open" di Durban 1997, passando poi per Brisbane 2001. Chissà nelle manifestazioni non censite...
  • Il terzo oro è quello della infaticabile Paola Tiselli, che con 10'17"28 ha dominato la gara W35. Ora discesa veloce verso gli 800 dove dovrebbe rinnovarsi la sfida con Emanuela Baggiolini, dopo le scintille e i record reciprocamente tolti di questa stagione indoor 2009.
  • Samia Soltane, invece, ha dominato da par suo la gara W40, concludendo in 10'11"99, in quella che è stata la gara più "italiana" (8 su 9 appunto, come scritto più sopra). Ormai Samia è una certezza del masterismo italiano, uno di quei 8/9 dieci atleti-cardine, che portano a casa sempre la loro "medagliona".
  • Tra le medaglie, spicca l'argento di Maria Lorenzoni, che per la quarta volta quest'anno ha migliorato il record italiano sui 3000, portandolo a 10'50"61 (quasi 9" secondi in meno rispetto all'ultima occcasione). Davanti l'imprendibile vedette del mondo master spagnolo, Aurora Perez.

27/03/09

I 400 metri agli Europei Master di Ancona: Mazzenga bis mondiale con record

Sono 3 le Nazioni che stanno dominando a livello di medagliere questi campionati Europei Master indoor: Italia, Germania e Inghilterra. A livello statistico è sicuramente la Germania che esibisce un rapporto qualità/numero da far tremare i polsi, soprattutto nelle categorie sopra i 60, dopo il dominio diviene impero . Addirittura i teutonici segnano due triplette da podio tra M70 e M75 nei 400 argomento di questo articolo. L'Italia si affida ai soliti noti, e riesce a paizzare anche lei la sua bella tripletta negli M60 (Felicetti, Del Rio e Frei), oltre che vantare un quasi "bingo" nella finale dei 40 (5 finalisti su 6 erano italiani). 32 finalisti italiani e 15 medaglie conquistate, con la piccola soddisfazione del primato in una speciale classifica avulsa "di specialità" con 6 ori, 3 argenti e 6 bronzi, contro il 5/8/5 della Germania e il 4/0/2 del Regno Unito. Quarta la Svezia con due ori. 3 ori italici li troviamo tra le categorie comprese tra i 35 e 40 anni (ed un totale di 5 medaglie delle 12 disponibili tra uomini e donne): buon segno per il futuro. I 400 M35 maschili, che non penso di attrarmi le malvolenze dei più nell'affermare che è un paio di stagioni che non sono paragonabili a livello prettamente tecnico ai risultati della velocità breve (200 in primis, con esponenti del calibro di Darren Scott, Mark Dunwell, Christophe Cheval, Mikey Bar Yoshua solo per citarne alcuni) si sono privati in corso d'opera anche di un Edgardo Barcella all'altezza del podio (per non togliere nulla a chi ha fatto la finale). C'è da dire che i 400 indoor sono una gara a sè stante rispetto a quella all'aperto, ed il gap è sicuramente più marcato se paragonato ad una gara di volocità. Così ha vinto l'ultimo degli immortali, Max Poeta, che solo un anno fa ricordo aver avuto gravi problemi fisici. Un'altra storia da libro "Cuore", dove questo ragazzio nonostante i mille ostacoli (alcuni dei quali positivi, perchè no!), il lavoro, la famiglia, è riuscito a toccare il cielo con un dito. Al femminile Manu Baggiolini ha da par suo dominato la gara delle W35, nonostante la prima corsia ereditata in finale dopo la batteria. 58"11 per laurearsi prima in Europa, laddove al terzo posto troviamo la bi-campionessa mondiale Tiziana Bignami, cimentatasi in questa specialità. Ora-Argento anche dagli M40, dove Enrico Saraceni, nonostante le non perfette condizioni fisiche è riuscito a domare Max Scarponi, impeganto in un incredibile tour de force tra finali, semifinali e batterie di 60, 400 e 200. Qualche energia nervosa persa per strada? Chi lo sa! Il quarto oro è quello quasi scontato di Vincenzo Felicetti, neo M60 che con 57"43 ha sfiorato il suo recente record italiano (57"36). Ugo Sansonetti, nella sfida tet-a-tet cpm il belga Pawels nei 400, è riuscito a prevalere al fotophinish (1'54"71 vs 1'54"92) in una gara il cui valore "specifico" non è possibile valutare (si pensi che le liste WMA riportano come record mondiale un 1'08" che non è umanamente possibile ottenere dopo 9 decadi). Sesto oro italiano da parte della solitaria Emma Mazzenga, unica atleta presente nei 400 W75 in 1'24"89. Tempo incredibile, se pensiamo che il sito WMA riporta come miglior tempo mondiale mai corso da una donna sopra i 75 il risultato di 1'41"15!!!

Europei Master 2009: i 60 metri nel nome dei big

I 60 metri agli Europei Indoor in corso di svolgimento ad Ancona, hanno messo l'Italia al secondo posto nel minimedagliere di specialità, con 4 ori, 5 argenti e 8 bronzi (17 medaglie), dietro alla sola Germania che è riuscita a conquistare 5 ori, 5 argenti e 7 bronzi, con 17 medaglie complessive come l'Italia. Terza l'Inghilterra con 11 medaglie totali (3 ori, 7 argenti e 1 bronzo). Quarta la Francia con 4 ori, un argento e 2 bronzi. Analizzando i dati, si scopre che la Germania "sfonda" nelle categorie over-65, l'Inghilterra nelle categorie più basse maschili, l'Italia con i "senatori", e la Francia, Dupuy a parte, con le categorie "giovani" delle donne. L'Italia, come si diceva ha conquistato 4 allori: nei 40, il quasi 45enne Mario Longo ha dominato da par suo la competizione sin dalle prime battute, vincendo poi la finale in 7"02 in quello che è stato l'atto conclusivo più cannibalizzato dagli italiani (5 finalisti). Piace rilevare il bronzo di Marco Boggioni, alla prima vera esperienza "master". L'altro oro è stato quello conquistato dall'M90 Ugo Sansonetti, che allunga la sua infinita serie di allori. Tra le donne due ori: la stratosferica Emma Mazzenga che con 10"58 ha abbassato il suo record mondiale risalente agli italiani di fine febbraio (10"76), entrando nell'empireo (se ancora ce ne fosse stato bisogno) dell'atletica italiana master. Mi piace però ricordare la finale dei 60 femminili, dove l'Italia ha festeggiato un incredibile tripletta: Puleanga, Bignami, Seck. Sarebbe adesso davvero bello vedere una staffetta da record... Comunque Lusia Puleanga ancora su livelli impossibili anche per la miglior Bignami del 2008 (quella per intenderci del bi-titolo mondiale indoor di Clermont): 7"74 nella "falsa" finale, e 7"80 nel remake. Tiziana Bignami dal canto suo, argento di classe, con 7"97, nemmeno tanto distante dai picchi del 2008. La sorpresa l'ha però fatta il bronzo di Seck Khadidatou, che con 8"10 ha conquistato una prestigiosa medaglia nella sua prima manifestazione internazionale. Nel novero delle medaglie non si può citare la rinascita ad altissimi livelli di Massimo Clementoni, che in semifinale piazza il record italiano M50 con 7"52, e poi conquista l'argento dietro l'imbattibile francese Bruno Dupuy in finale con 7"56. La cosa mi ha davvero impressionato, se consideriamo che Massimo corre con le scarpe normali (sneakers?) e non con le chiodate... quanto valutiamo il gap?? Fortuna per il professor Dupuy! Due bronzi da altri due miei amici tra M35 e M45: Paolo Chiapperini negli M35 dell'irraggiungibile inglese Mark Dunwell, e soprattutto l'ennesimo piazzamento di Giancarlo D'Oro, cui la Nemesi ha riservato nel campo sportivo un beffardo destino, in spregio al cognome. Non sono i mondiali di Clermont, dove un dannato centesimo (anzi, qualche millimetro) distanziarono Giancarlo dall'alloro iridato (rendendomi qualla giornata particolarmente amara... seguì infatti l'argento del mio amico Makaj per un altro centesimo), ma Europei. In semifinale miglior tempo con 7"43, e Ferido Fornesi terzo tempo con 7"47. In finale l'inglese Dalton Powell ha però regolato tutti con 7"41. Arrivo a pari merito tra Ferido e Giancarlo, appaiati a 7"44, ma per pochi millimetri stavolta è Giancarlo a vincere una medaglia. Bravi tutti e due! Sorprende il terzo posto (su 3) del monumento vivente Bruno Sobrero nei 60 M85 (non sono a conoscenza se ha avuto problemi questa stagione). Argenti anche dalla piccola Sellitto tra le W40, da Pasqualina Cecotti tra le W65 e Adriano Ottaviani tra gli M90. Infine bronzi di Umbertina Contini, di Anna Maria Germano tra le W60 e Barisciano tra gli M60.

25/03/09

Europei Master 2009: specialità per specialità

Europei Master 2009: i 3000

Europei Master 2009: il giavellotto

Europei Master 2009: l'asta

Europei Master 2009: il martellone

Europei Master 2009: il triplo

Speciale Europei di Ancona (gli Europei dell'organizzazione perfetta)

Inizio un pò in sordina per la nazionale italiana nella prima mattinata dei campionati europei indoor master, dominati dalla lungimiranza dell'organizzazione. Germania già in fuga nel medagliere dopo poche gare (6 ori!) e sorprendente formazione belga, con 3 ori. La Pulenaga già fulminante nei 60 metri: 7"77.

24/03/09

Altre statistiche prima degli Europei Indoor Master

Altre statistiche prima degli Europei indoor master (sempre considerando le 4 edizioni di cui si hanno dati...). Nel conteggio anche le batterie, semifinali, qualificazioni, singoli eventi delle prove multiple.
  • Presenze gare italiane: 777
  • Maggior numero di presenze-gara: 22 (Bruno Sobrero e Roberto Mancini)
  • Maggior numero di medaglie d'oro: 9 (Bruno Sobrero)
  • Maggior numero di medaglie: 14 (Bruno Sobrero)

23/03/09

Ad Ancona la squadra master di San Marino

Mi ha fatto molto piacere ricevere il comunicato stampa della Federazione Sanmarinese di Atletica Leggera, che allego integralmente.

Saranno 14 gli atleti sammarinesi che scenderanno sulle piste del Palaindoor di Ancora dal 25 al 29 marzo per la settima edizione dei Campionati Europei Master Indoor di atletica leggera.
Si tratta di FABIO BERNARDI classe 1962 che gareggerà sui 3 e sui 5 km, PAOLA CARINATO classe 1964 che gareggerà sui 400 m, STEFANO COSTA classe 1969 che gareggerà sui 200 e sui 400 m, MONA FRISTAD classe 1964 che gareggerà sui 5 km nella campestre, GIUSEPPINA GRASSI classe 1957 che gareggerà nel salto in alto, FRANCESCO GUIDI classe 1946 che gareggerà sui 5 km nella campestre, ERALDO MACCAPANI classe 1947 che gareggerà nei 60 m, PAOLO SANTAGADA classe 1964 che gareggerà nel lancio del peso, GRAZIELLA SANTINI classe 1960 che gareggerà nel salto in lungo e nei 60 m, MIRELLA SANTINI classe 1956 che gareggerà nei 60 m, PATRIZIA SANTINI classe 1963 che gareggerà nei 60 m, NICOLA SELVA classe 1962 che gareggerà nei 60 m, MICHAEL SOFTLY classe 1962 che gareggerà nei 60 e nei 200m, MIRIAM ZONZINI classe 1967 che gareggerà nei 60 m.

Sugli Euroindoor: le mie statistiche

Io ho cercato a destra e a manca, ma purtroppo NULLA. Delle prime due edizioni degli Euroindoor (1997 e 1999) non ho trovato nulla, a parte qualche accenno via etere. Quindi, se può interessare, una serie di statistiche sugli Europei Indoor basato sulle 4 edizioni a disposizione: Bordeaux 2001 (Bor-01), San Sebastian 2003 (San-03), Eskilstuna 2005 (Esk-05) ed Helsinki 2007 (Hel-07). 4 edizioni su 6: il campione non è completo e me ne dispiaccio... se qualcuno avesse qualche fotocopia, me la mandi pure su gigaben@yahoo.it... Comunque sia, sarò telegrafico:
  • L'atleta italiano con più vittorie nelle 4 edizioni di cui sopra risulta al momento Bruno Sobrero: 8 vittorie (3 nel pentathlon, 2 nei 60 piani, 2 nei 60hs, 1 nei 200). E dire che non partecipò ad Esk-05...
  • 6 vittorie per Emma Mazzenga (ma secondo me, tra il '97 e il '99 c'è stato qualcos'altro...), con 3 vittorie sui 400, 2 sui 200 e una sugli 800. Per la Mazzenga anche lo "special" di aver vinto un oro in tutte le 4 edizioni tabellate e ritrovate (mannaggia se trovassi le altre due!!)
  • 5 vittorie individuali per Enrico Saraceni (addirittura una sui 60 ad Esk-05), e soprattutto la tripletta ad Eskilstuna nella velocità M40: 60, 200 e 400. Se poi aggiungiamo che nella stessa edizione vinse anche la 4x200, fanno esattamente 4 medaglie d'oro in poco meno di una settimana. Le medaglie d'oro di Saraceni con le steffette, divengono 7 con la 4x200 di Helsinki.
  • 5 vittorie anche per Ugo Sansonetti, che vanta una curiosa analogia con Saraceni: ha vinto lo stesso numero di gare nelle stesse specialità (1 sui 60, 2 sui 200 e 2 sui 400). E vanta, sempre come Saraceni, la tripletta nella categoria M80 a San Sebastian 2003.
  • 5 vittorie per Vittorio Colò: 4 in una sola edizione, quella di San Sebastian 2003, l'italiano con più medaglie d'oro individuali in un solo campionato (60, alto, triplo, lungo).
  • 4 vittorie per Vincenzo Felicetti e Carla Forcellini. Quest'ultima si caratterizza per aver vinto in tutte le 4 edizioni nel salto con l'asta.
  • 3 vittorie per Bruno Baggia e tutte in una edizione: quella di Eskilstuna 2005, dove vinse 1500, 3000 e il cross.
  • 3 vittorie per Marco Segatel nel salto in alto: nel 2003, nel 2005 e nel 2007.
  • 3 vittorie infine per Giuseppe Marabotti, anche queste tutte nella medesima edizione di Bordeaux 2001.
  • In totale nelle 4 edizioni di cui si hanno notizie, l'Italia ha conquistato 82 ori, 55 maschili e 27 femminili. 71 argenti totali e 32 bronzi.

Liste IAAF: Stacy Dragila e Tatyana ter-Mesrobyan

Nelle liste indoor 2009 indoor della IAAF, fa capolino la 38enne bahamense Chandra Sturrup, protagonista di numerose finali mondiali ed olimpiche nella velocità: il suo 7"17 pareggerebbe la mpm delle 40enni ottenuto da Marlene Ottey nel 2003 a Linz: ma appunto, delle 40enni, e la Sturrup dovrebbe correre la distanza in quel tempo nel 2012 (visto che è nata a settembre). Nelle liste dei 60 compaiono comunque altre 2 velociste, l'austriaca Muller-Weissina (classe '73) con 7"26 (migliore del miglior tempo ottenuto da un'italiana assoluta nel 2009) e la britannica Joice Maduaka (7"36). Nei 400 l'eterna Donna Fraser (07/11/1972) ha corso in 52"83 (anche qui, nessuna italiana ha fatto meglio...), non troppo lontana dal record W35 di Helena Fuchsova di 51"99 (risalente al 2001). Nei 1500 il miglior tempo di una "master" in pectore (anche se non "de facto") è il 4'16"94 della transalpina Maria Martins, che cito solo come metro di paragone per il record W35 attuale: 4'03"08 (corso nel 1997) dell'immensa americana Mary Decker Slaney, un talento senza tempo che a livello assoluto non ha ottenuto quanto era nelle sue potenzialità. Stando alle liste della WMA, nel miglio W35 ci troveremmo di fronte a ben 3 atlete sotto il precedente record del mondo (il 4'48"52 di Alisa Harvey) e anche di nono poco: cosa strana... più che altro per la relativa "facità" con il quale è stato spazzato via: non sembra verosimile che dal 2005 ad oggi (anno in cui è stato stabilito) nessuna over-35 abbia corso in meno di 4'48". Comunque, le liste 2009 IAAF riportano il 4'35"16 della canadese Courtney Babcock (30/06/1972), ma anche il 4'38"01 della belga Veerle Dejaeghere (01/08/1973) e il 4'38"92 dell'americana Shayne Culepper (03/12/1973). Davvero singolare. Nell'asta abbiamo già parlato a suo tempo del 4,61 di Stacy Dragila (cancellato il 4,25 della rumena Gabriella Mihalcea). Nel lungo si apprende invece del 6,43 della russa Tatyana Ter-Mesrobyan, nata il 12/05/1968. W40 a tutti gli effetti: nei siti mondiali non ho letto da nessuna parte di questo record, per molti aspetti "notevole". Nei "listed" record si riporta il 6,21 della ungherese Katalin Deak, stabilito l'anno scorso a Budapest. Nuovo record del mondo?? Nel triplo Yamilè Aldama (14/08/1972), ha messo in pericolo il record di un'altra storica interprete della specialità: Inessa Kravets: 14,27 vs 14,44. Nel peso, benchè vi siano un paio di atlete over-35, è davvero impossibile fare paragoni con il 21,47 di Helena Fibingerova ottenuto nel 1985... probabilmente non verrà mai più battuto, anche se probabilmente non sarebbe mai dovuto esistere.

22/03/09

Val Barnwell migliora sè stesso: 7"13. Bill Collins battuto sui 200

Giorni di Campionati americani indoor master, quelli di questa settimana: e tutti quelli che sono le icone del masterismo a stelle e strisce sono scesi in pista.
  • Grandioso Val Barnwell, che ha migliorato con 7"13 il 7"18 sui 60 M50 stabilito a Clermont Ferrand l'anno scorso, che già allora sembrava fantascienza.
  • Tra le W45 quaterna della nostra amica Joy Upshaw (8"29 e 27"10 su 60 e 200, più il 9"48 sui 60hs e il 5,01 nel salto in lungo).
  • Nei 400 W80 dovrebbe essere caduto il record mondiale: Sumi Onodera-Leonard ha infatti corso in 2'03"81, mentre quello riportato dalla pagina della WMA è il 2'15"67 della connazionale Carol Peebles.
  • Negli 800 W70 il "listed" record era quello di Jean Horne (3'14"00): nell'omonima gara segnalo quindi il 3'09"74 della famosissima Jeanne Daprano. Nuova miglior prestazione mondiale!
  • Altro record per Sumi Onodera-Leonard. Stavolta negli 800 W80: 4'59"60 contro il 5'16"53 della Canadese Ivy Granstrom.
  • Nell'asta W65 nuovo record del mondo di un altro mostro sacro della specialità (insieme alla Forcellini): Nadine O'Connor ha infatti portato il nuovo record da 2,89 a 2,90.
  • Aaron Thigpen, all'età di 44 anni (uno in meno di Mario Longo) corre in 6"98 sui 60.
  • Sui 60 M45, giusto per un confronto con l'atletica italiana e il citato Mario Longo, vittoria di Lonnie Hooker con 7"11.
  • Bill Collins, per parte sua, ha sfiorato il proprio record M55 dei 60 correndo in 7"38 contro il 7"34 ottenuto a Linz nel 2006.
  • Nei 60 M65 l'8"04 di Stephen Robbins, sembrerebbe pareggiare il "listed" record manuale di 7"8 del canadese Cecil Paul risalente addirittura al 1986: 23 anni. Lo considereranno?
  • Una delle notizie più clamorose è sicuramente la sconfitta sui 200 M55 di Bill Collins, preceduto di un solo centesimo da Oscar Peyton (23"97 vs 23"98). Qualcuno sa da quanti anni non veniva battuto da qualche altro master?

Le migliori over-35 nelle liste mondiali IAAF indoor

Come per gli uomini, ecco le "ragazze" over-35 comparse nelle liste mondiali IAAF 2009 indoor:
  • 50: 6"25 - Chandra Sturrup, BAH (12/09/71)
  • 60: 7"17 - Chandra Sturrup, BAH (12/09/71)
  • 60: 7"26 - Bettina Muller-Weissina, AUT (12/07/73)
  • 60: 7"36 - Joice Maduaka, GBR (30/09/73)
  • 200: 23"38 - Donna Fraser, GBR (07/11/72)
  • 200: 23"58 - Joice Maduaka, GBR (30/09/73)
  • 400: 52"83 - Donna Fraser, GBR (07/11/72)
  • 800: 2'03"93 - Natalya Tsyganova, RUS (07/02/71)
  • 1500: 4'16"94 - Maria Martins, FRA (34enne, 01/04/74)
  • 1500: 4'18"26 - Veerle Dejaeghere, BEL (01/08/73)
  • 1500: 4'18"82 - Shayne Culepper, USA (03/12/73)
  • miglio: 4'35"16 - Courtney Babcock, CAN (30/06/72)
  • miglio: 4'38"01 - Veerle Dejaeghere, BEL (01/08/73)
  • miglio: 4'38"92 - Shayne Culepper, USA (03/12/73)
  • 3000: 8'57"80 - Mariya Konovalova, RUS (34enne, 14/08/74)
  • 3000: 9'03"66 - Courtney Babcock, CAN (30/06/72)
  • 3000: 9'07"43 - Helen Clitheroe, GBR (02/01/74)
  • 3000: 9'10"39 - Maria Martins, FRA (34enne, 01/04/74)
  • 3000: 9'11"19 - Jennifer Rhines, USA (34enne, 01/07/74)
  • 5000: 15'27"87 - Jennifer Rhines, USA (34enne, 01/07/74)
  • 5000: 15'42"37 - Mariya Konovalova, RUS (34enne, 14/08/74)
  • 60hs: 8"07 - Patricia Girard, FRA (08/04/68)
  • 60hs: 8"22- Sharmaine Williams, TKS (02/11/74)
  • asta: 4,61 - Stacy Dragila, USA (25/03/71)
  • asta: 4,14 - Doris Auer, AUT (10/05/71)
  • lungo: 6,43 - Tatyana Ter-Mesrobyan (12/05/68)
  • triplo: 14,27 - Yamilè Aldama, SUD (14/08/72)
  • triplo: 13,75 - Natalia Safronava, BLR (34enne, 11/04/74)
  • peso: 18,08 - Laurence Manfredi, FRA (34enne, 20/05/74)
  • peso: 16,52 - Elena Hila, ROM (34enne, 20/05/74)

Per il 2010 grandi rivoluzioni nei record maschili?

Se la federazione internazionale, la WMA, avesse adottato il sistema italiano nell'attribuire i record mondiali (anzichè le date di nascita) Bernard Lagat, keniano naturalizzato statunitense, classe 1974, avrebbe ottenuto un incredibile filotto nel mezzofondo indoor: 1500, miglio e 3000. Il 3'36"82 sui 1500 è inferiore al 3'37"40 del grande interprete delle manifestazioni indoor, l'irlandese Marcus O'Sullivan. Nel miglio il 3'51"34 demolirebbe il 3'58"13 dell'altro specialista Eamonn Coghlan. Ed infine il 7'35"41 sui 3000, sarebbe più di 5" inferiore del tempo del campione olimpico Dieter Baumann. Ma Lagat è del '74 e bisognerà aspettare il 2010 per vedere se riusicrà a imitare (o migliorare) le prestazioni indoor del 2009. Dragutin Topic, per parte sua, ha sfiorato il suo stesso record di 2,30 (saltando 2,28), mentre l'americano Derek Miles (classe '72) si è avvicinato al mpm di Jeff Hartwig (5,82 vs 5,88) nel salto con l'asta. Anche per il bulgaro Nikolay Atanasov vale lo stesso discorso di Lagat: l'8,11 nel salto il lungo gli farebbe ottenere un posto nella storia come primo over-35 sopra gli 8 metri. Il record "listed" attuale è il 7,98 del rumeno Bogadn Tudor. Ma siccome Atanasov ha "solo" 34 anni e qualche mese, è necessario il remake del salto di Torino (e magari la stessa pedana...) per entrare nella storia dell'atletica "master". Impossibile ad oggi il record del triplo (visto il 17,44 di Sir Jonathan Edwards), ma lo stesso, il 16,48 del tedesco Friedek è un salto notevole. Nelle liste mondiali IAAF compaiono anche 3 italiani: Andrea Alterio con il suo 7"76 nei 60hs, Paolo Dal Soglio (l'atleta più "anziano" del mondo nelle liste indoor del 2009 al maschile) e Marco Dodoni. Entrambi nel peso.

Gli over-35 MASCHILI nelle liste mondiali indoor

Torno per un rapido flash dalle classifiche IAAF. Al termine della stagione indoor, emergono questi risultati nel ranking 2009 ottenuti da over 35. Sono inseriti anche coloro che nell'anno compiranno il 35 anno d'età.
  • 60: 6"66 - Hakeem Ogunyemi - NGR - (34enne, 04/06/1974)
  • 200: 21"34 - Issa-Aimè Nthepè - FRA - (26/06/1973)
  • 1500: 3'36"82 - Bernard Lagat - USA - (34 enne, 12/12/1974)
  • 1500: 3'40"20 - Remmy Ndiwa Limo - KEN - (25/08/1971)
  • 1500: 3'43"20 - Kevin Sullivan - CAN - (34enne - 20/03/1974)
  • miglio: 3'51"34 - Bernard Lagat - USA - (34enne, 12/12/1974)
  • miglio: 3'59"42 - Kevin Sullivan - CAN - (34enne - 20/03/1974)
  • 3000: 7'35"41 - Bernard Lagat - USA - (34enne, 12/12/1974)
  • 60hs: 7"76 - Andrea Alterio - ITA - (11/06/1973)
  • alto: 2,28 - Dragutin Topic - SRB - (12/03/1971)
  • alto: 2,24 - Vyacheslav Voronin - RUS - (34enne, 05/04/1974)
  • alto: 2,20 - Tomas Janku - CZE - (34enne, 27/12/1974)
  • asta: 5,82 - Derek Miles - USA - (20/09/1972)
  • asta: 5,70 - Tim Lobinger - GER - (03/09/1972)
  • asta: 5,49 - Timothy Mack - USA - (15/09/1972)
  • lungo: 8,11 - Nikolay Atanasov - BUL - (34enne, 11/12/1974)
  • triplo: 16,48 - Charles Michael Friedek - GER - (26/08/1971)
  • peso: 19,92 - Manuel Martinez - SPA - (34enne - 07/12/1974)
  • peso: 19,84 - Milan Haborak - SVK - (11/01/1973)
  • peso: 19,50 - Andy Dittmar - GER - (05/07/1974)
  • peso: 19,20 - Paolo Dal Soglio - ITA - (29/07/1970)
  • peso: 18,92 - Marco Dodoni - ITA - (05/09/1972)
  • peso: 18,90 - Mark Edwards - GBR - (34enne, 02/12/1974)
  • eptathlon: 6142 - Roman Sebrle - CZE - (34enne, 26/11/1974)
  • 5 km marcia: 19'59"06 - Timothy Seaman - USA - (14/05/1972)

09/03/09

Altri due record mondiali nel fine settimana

Spulciando tra i vari siti, ci siamo imbattuti su masterstrack in un altro paio di record mondiali stabiliti da over-35.
  • Il primo record è stato siglato sui 1500 W45, da parte della britannica Clare Elms, che ha corso in 4'38"05 a Lee Valley, abbassando il precedente 4'40"4 di Zofia Wieciorkowska.
  • Altro record inglese da parte di Caroline Powell sui 400 W55: 1'03"87 contro il recentissimo record di Karla del Grande.
I record mondiali del 2009 aggiornati.

L'atleta master della IX settimana: Emma Mazzenga

Con qualche giorno di ritardo, non si può non eleggere quale atleta master della IX settimana Emma Mazzenga. E' il secondo "trofeo" dall'inizio dell'anno (già vinto quella della VII settimana): e i due record mondiali (sui 60 e sui 200 F75) in due giorni non potevano non consegnare alla marchigiana questo infinitesimo riconscimento.

08/03/09

Le età di Vincenzo: 20 anni da master

Nel febbraio 1989, a Torino, nel mitico Palavela, partecipai per la prima volta al Campionato Italiano Indoor riservato ai Master. Era il mio debutto con le scarpe chiodate su un anello di 200m molto strano, con quelle curve inclinate che mi facevano perdere l’equilibrio. Gareggiai nei 400m ed arrivai secondo, dietro il grande Santi Barbetti, verso il quale nutrivo un tale rispetto da non tentare nemmeno di superarlo nel rettilineo finale, preoccupato di voltarmi indietro per non perdere quel secondo posto tanto insperato. Per la cronaca, feci anche i 200m ed arrivai quinto dietro dei veri specialisti, quali Pioli, Montaruli e Colombo. Ricordo che qualcuno si meravigliò del fatto che avessero dato una buona corsia a me,che ero uno sconosciuto. Ma da allora di corsie buone me ne sono conquistate e trascorso venti anni meravigliosi praticando questo sport puro che è l’atletica leggera, in mezzo allo straordinario mondo dei Masters. Quante amicizie e quanti incontri di uomini e donne eccezionali. Ho girato mezzo mondo e fatto esperienze umane irripetibili e momenti di sport unici. Ho perso e vinto tanto: i mie fiori all’occhiello: il primo titolo europeo nei 200m ad Atene( 1994), dedicato a mia figlia Manuela, Il Titolo mondiale sui 400m a Sindelfingen( 2004), dedicato alla mia compagna di vita Irene, scomparsa prematuramente pochi mesi prima ed le ultimissime vittorie agli Italiani Indoor( 2009) dedicati alla mia compagna Emanuela.

Sono orgoglioso personalmente di un record sconosciuto anche agli statistici: ho sempre vinto i 400m a tutti i campionati Italiani di Società cui ho partecipato( per circa 20 anni) e credo perso una sola volta nei 200m dall’inarrivabile Bruno Sobrero. A me dedico questi anni, sicuramente i migliori della mia vita nei quali ho anche realizzato due sogni importanti: scrivere il primo libro che parla dei masters" Il movimento dell’Atletica master in Italia" e fondato, con l’aiuto di soci appassionati ed il Comune di Fuscaldo, il paese calabrese dove ora vivo, una nuova società di Atletica denominata " Nuova Atletica CalabriaVienna da Fuscaldo". Con essa, l’obiettivo di insegnare l’atletica ai giovani onde farli crescere secondo i veri principi che solo lo sport può infondere.

Infine una speranza: quella che Dio mi dia la salute e la forza di correre come so fare, per vincere finalmente l’unico titolo che manca al mio palmares: quello mondiale all’aperto.. Se ciò non fosse, sarò felice per averci provato e di continuare a far parte del favoloso mondo dei Masters.

07/03/09

I master più vittoriosi agli italiani indoor

  1. 39 - Biagiotti Vittorio (1928)
  2. 38 - Marabotti Giuseppe (1915)
  3. 31 - Felicetti Vincenzo (1931)
  4. 25 - Sansonetti Ugo (1919)
  5. 25 - Sobrero Bruno (1920)
  6. 22 - Di Guardo Giovanni (1914)
  7. 21 - Febbe Diego (1931)
  8. 20 - Rossi Galdino (1938)
  9. 20 - Sardi Armando (1940)
  10. 19 - Torre Filippo (1939)
  11. 18 - Azzoni Enzo (1931)
  12. 18 - Indra Hubert (1957)
  13. 17 - Baggia Bruno (1934)
  14. 17 - Di Natale Gisueppe (1946)
  15. 17 - Rapaccioni Claudio (1954)
  16. 16 - Squassina Ferruccio (1936)
  17. 15 - Nasi Pietro (1917)
  18. 15 - Cirelli Giordano (1923)
  19. 15 - Campana Gianni (1933)
  20. 15 - Noto Gualtiero (1933)
  21. 15 - Valente Sergio (1939)
  22. 15 - Carcioffo Francesco (1949)
  23. 15 - Rossi Antonio (1950)
  24. 15 - Minervini Corrado (1952)
  25. 14 - Colo' Vittorio (1911)
  26. 14 - Nacca Antonio (1923)
  27. 14 - Pordon Renato (1933)
  28. 14 - Tamaro Tristano (1938)
  29. 14 - Silvestro Gaetano (1940)
  30. 14 - Sofia Alberto (1941)
  31. 14 - Trainni Mario (1947)
  32. 14 - Ferrari Giovanni (1958)
  33. 13 - Pierpaoli Aurelio (1929)
  34. 13 - Minopoli Ernesto (1933)
  35. 12 - Pertile Giovanni (1916)
  36. 12 - Compri Amelio (1925)
  37. 12 - Martinez Salvatore (1936)
  38. 12 - Piermattei Raffaello (1936)

06/03/09

Il "Re" si chiama Vittorio Biagiotti

E' abbastanza curioso come nel novero dei 30 voti ricevuti nel mio sondaggio sull'atleta italiano master più vittorioso in ambito indoor, l'unico a non aver avuto nemmeno un misero voto sia stato proprio colui che di fatto risulta essere invece il master "plurivittorioso" della storia degli over-35. Prima di mettermi a conteggiare tutti i 2700 ed oltre titoli, ero straconvinto che Bruno Sobrero non avrebbe avuto rivali: probabilmente per la sua visibilità internazionale, che lo porta ad essere sulla bocca di tutti ad ogni manifestazione. Aggiungiamoci i trofei internazionali, e viene fuori un'immagine di imbattibilità che però i numeri non hanno confermato. Pensate, il piemontese nella classifica risulta solo al 4° posto al pari di un altro mostro sacro del masterismo italiano, Ugo Sansonetti. 25 titoli per entrambi. Davanti a tutti però si è issato un personaggio non "visibilissimo", ma evidentemente tremendamente "produttivo", che risponde al nome di Vittorio Biagiotti. Per il romagnolo, classe 1928, 39 titoli italiani indoor, come nessun italiano nella storia. Parlando con Werther Corbelli, ho saputo che Biagiotti è un atleta giunto dal Tennis e che è di Ravenna. Non si sa altro al momento: anzi, chi sapesse qualcosa per disegnare l'immagine di questo super-atleta, si faccia avanti!! Siccome i dati parlano, ci dicono che Vittorio è un atleta eclettico: dei 39 titoli, 16 tra 60 e 60 yards, 8 nel salto in alto, 76nel salto in lungo, 6 nei 200, 2 nei 400 ed 1 nei 60 ostacoli. Nella classifica, ad un solo titolo italiano (38 allori tricolori) troviamo il leggendario Giuseppe Marabotti (classe 1915), che ha vinto 18 titoli tra 60 e 60 yards, 11 titoli nel lungo e 9 nei 200. Il sorpasso di Biagiotti a discapito di Marabotti è avvenuto proprio con gli ultimi campionati italiani di Ancona 2009, dove il ravennate ha conquistato tre titoli (60, lungo e alto), mentre Marabotti ha sospeso l'attività indoor nel 2003. Chi sta rinvenendo fortissimo è sicuramente Vincenzo Felicetti, classe 1949, che al momento è situato al terzo posto con 31 titoli italiani (uno sui 60, e gli altri tra 200 e 400). Quarti a pari merito, come dicevamo, Sansonetti e Sobrero con 25. Sesto Giovanni Di Guardo con 22. prossimamente produrrò quella femminile, così da toglierci quest'altra curiosità di sapere se il milgior master di sempre sia una donna o un uomo. Chiaramente se ci fossero inesattezze, contattami pure. Questa la classifica dei titoli italiani...
  1. 39, Vittorio Biagiotti
  2. 38, Giuseppe Marabotti
  3. 31, Vincenzo Felicetti
  4. 25, Ugo Sansonetti e
  5. 25, Bruno Sobrero
  6. 22, Giovanni Di Guardo
  7. 21, Diego Febbe
  8. 20, Galdino Rossi
  9. 20, Armando Sardi
  10. 19, Filippo Torre
  11. 18, Enzo Azzoni
  12. 18, Hubert Indra
  13. 17, Bruno Baggia
  14. 17, Giuseppe Di Natale
  15. 17, Claudio Rapaccioni

05/03/09

Il record del mondo dei 60 W90


Un video davvero imperdibile, acquisito da masterstrack.com: il record del mondo W90 dei 60 metri indoor.

Da Mondoevergreen due righe simpatiche...

L'atletica Evergreen è una società bresciana che annovera fra le sue fila Master ed Amatori: tra questi uno "storico", nonchè appassionato collezionista di notizie sulla velocità mondiale di nome Mirko. Ecco quello che mi ha mandato...

Aleksandr Porkhomovskiy

Chi era costui? Forse non sono in molti a ricordarselo, si tratta di uno sprinter russo che nei primi anni Novanta arrivò in semifinale ai Campionati Mondiali di Stoccarda 1993 e che giunse sul terzo gradino del podio ai Campionati Europei di Helsinki 1994; in Germania il forte sprinter dell’Est arrivò, col tempo di 10”20, a soli 4 centesimi dalla finale preceduto dall’eterno giamaicano Ray Stewart (10”16) mentre in terra di Finlandia la medaglia di bronzo giunse nella gara vinta dall’imperatore dello sprint Linford Christie (che nell’occasione conquistò per la terza volta consecutiva il titolo di campione europeo dei 100 metri). Tra gli illustri sfidanti del velocista russo c’è stato anche Andrea Benatti, in occasione dei Campionati Europei Juniores di Salonicco 1991, quando con la staffetta 4x100 dell’Italia Andy BEN corse la prima frazione opposto proprio a Porkhomovskiy: medaglia d’oro alla Russia in 39”79 davanti alla Gran Bretagna che nel quartetto schierava Darren Campbell, vincitore in Grecia dei 100 metri e futura medaglia d’argento nei 200 all’Olimpiade di Sidney. Per la 4x100 dell’Italia, il cui secondo frazionista era Andrea Colombo, un futuro finalista olimpico di staffetta, arrivò un bel quinto posto.

04/03/09

Ebbene, io lo so!

Cosa, direte voi. Parto da lontano e forse, quei pochi lettori che leggono ciò che scrivo, sapranno che sono appassionato di "Numb3rs"... non il telefilm (di cui vado ho un'ottima ), ma delle statistiche legate all'atletica. Per un semplice motivo: i numeri non mentono mai. E nell'atletica ne scrivono la storia, testimoniano il passato, parlano essi stessi dell'evoluzione dell'uomo, delle metodologie di allenamento, se vogliamo anche del funzionamento delle sostanze illecite (bontà loro...). Il mondo master è stato per anni un mondo "oscuro" anche e soprattutto perchè paradossalmente non aveva un passato. Ogni evento ha vissuto di vita propria, poi caduto inopinatamente nell'oblio e rimasto nelle menti di quelli che hanno avuto il privilegio e la bravura di viverlo. Ci pensate se la storia di questo sport non riportasse l'impresa delle 4 medaglie d'oro di Jesse Owen a Berlino '36, o il numero di record di Bubka o Isinbayeva nel salto con l'asta, o il numero di vittorie consecutive di Edwin Moses nei 400hs? Ed è questo che è successo nel mondo master per anni: nessuno sa nulla del passato. Per fortuna adesso c'è internet, i dati si acquisiscono un pò ovunque (anche se qualcuno è veramente impossibile recuperarli!) e poi ci sono gli appassionati. Grazie agli Albi d'Oro di Corbelli-Fasolato su atleticanet-atleticamaster abbiamo aperto una finestra sul passato. La sabbia è stata spostata con certosina abilità dal ritrovamento, ed ora abbiamo a disposizione un documento importante. Io mi sono permesso di utilizzarlo per togliermi uno di quegli sfizi che poi sono il sale dello sport: chi ha vinto di più? Cioè, qual'è quell'atleta che nella storia dell'atletica master italiana ha vinto più titoli italiani (in realtà il mio tentativo è molto più vasto, ma ci vuole tempo...)? Grazie ai citati Albi D'Oro adesso so. Quanto meno, so qual'è l'italiano (per adesso solo tra gli uomini, ma seguiranno anche le donne) che ai campionati italiani INDOOR ha vinto più maglie tricolori delle 2728 consegnate nelle 25 edizioni disputatesi. Voi lo sapete? Provate intanto a rispondere al sondaggio...

Rassegna mondiale: nuovi record

Mentre Emma Mazzenga e Ugo Sansonetti imprimevano a ferro e fuoco il loro nome nella storia dell'atletica master (ricordatevi queste mie parole in futuro: tra non molto tempo fare parte della storia master sarà molto più che un vanto), in giro per il mondo altri epigoni di quello che sarà un nuovo eldorado, lasciavano le loro tracce mondiali. Vagando tra i paesi più "rappresentativi" a livello master (Usa, Francia, Spagna, Inghilterra e Germania) ho trovato qualche record che si aggiungono a quelli segnalati sin dall'inizio dell'anno. Veniamo al particolare:
  • Innanzi tutto il record "clamoroso" di Tony Young sui 1500 M45 indoor (qui la notizia dalla fonte di masterstrack, cui appartiene anche la foto a destra): 3'57"91 (primo uomo sopra i 45 anni a scendere sotto la barriera dei 4' sui 1500) e che abbassa il precedente record di 4'02"24 di Jesus Borrego stabilito a Clermont Ferrand durante i mondiali master del 2008. Ora, Jesus Borrego per chi non lo conoscesse, è una sorta di "mostro" a livello mondiale nel mezzofondo. Atleta dell'anno in Spagna, rappresenta con Aurora Perez il non-plus-ultra del masterismo spagnolo. Non conosco bene le date anagrafiche dei due, certo che l'anno prossimo in Canada sarebbe bello vedere una sfida da galacticos.
  • Altro record, trovato nei meandri della rete, è quello sui 1500 M60 da parte del transalpino Raymond Zembri (qui la notizia e la foto, del sito ufficiale francese dei master) che, come si legge nell'articolo, aveva partecipato alle olimpiadi di Monaco'72. Il nuovo record è stato portato a 4'36"52 (contro il 4'37"80 di Maurice Morrell, stabilito nel 1994!).
  • Finito qui? Assolutamente no! Altri due record del mondo stabiliti dal monumentale Guido Muller durante i campionati master tedeschi: 26"92 sui 200 M70 (primo uomo over-70 a scendere sotto i 27") e soprattutto (e questo mi sembra davvero un record da raggiunti limiti umani) il 59"92 sui 400 M70: primo uomo a scendere sotto il minuto nei 2 giri di pista indoor!
  • Ora: ci sarebbe un record mondiale anche da parte di Christine Muller sui 60hs F50 (9"36, che migliorerebbe il 9"38 della leggenda vivente Philippa Rashker) ma non conoscendo il tedesco, aspetto che la notizia venga diffusa da chi la traduce...
  • L'aggiornamento dei record mondiali del 2009.