21/01/11

Top-20 AGC

Mancano ancora un paio di gare da tabellare (come quella di Schio e Locarno). Questo è l'AGC generale dei migliori master del 2011 della stagione indoor.


2011 INDOOR

AGC
GARA
RESULT
cat
no
ATLETA
LOCALITA'
DATA
1
100,65
50
6"09
M45
1964
LONGO MARIO
NAPOLI
15/01/2011
2
96,7
60
8"05
M60
1950
ROSSI ANTONIO
ANCONA
15/01/2011
3
94,51
60
7"21
M40
1969
CHIAPPERINI PAOLO
RIETI
09/01/2011
4
92,92
60
7"50
M45
1966
BOLDRINI ANTONIO
MODENA
08/01/2011
5
92,89
60
7"61
M45
1964
MAZZOCCONI PAOLO
MODENA
15/01/2011
6
92,78
60
8"39
M60
1950
ROSELLA GIANCARLO
RIETI
09/01/2011
7
92,76
60
8"50
M60
1948
BUGIARDINI LIVIO
ANCONA
15/01/2011
8
91,83
60
8"70
M65
1946
MALLARDI GIULIO
ANCONA
15/01/2011
9
90,92
3000
10'17"87
M60
1948
RAPPO DARIO
PARMA
15/01/2011
10
90,83
TRIPLO
11,49
F45
1964
NEVIANI ELISA
MODENA
09/01/2011
11
90,77
60
9"35
M70
1937
TARONDO ANTONIO
UDINE
15/01/2011
12
90,65
60
7"18
M35
1975
TUGNOLO STEFANO
MODENA
08/01/2011
13
90,12
60
7"90
M45
1963
BARCHI PAOLO
MODENA
08/01/2011
14
89,84
60
8"38
M55
1955
CAPECCHI RENZO
ANCONA
08/01/2011
15
89,8
60
8"27
M50
1957
MASI ROBERTO
ANCONA
08/01/2011
16
89,68
50
6"49
M40
1971
CICCHETTI LUIGI
NAPOLI
15/01/2011
17
89,53
MARCIA 3 KM
11'59"69
M35
1976
MAGLIULO VINCENZO
NAPOLI
15/01/2011
18
89,51
50
7"24
M55
1956
FERRARO MASSIMO
NAPOLI
15/01/2011
19
89,44
60
7"96
M45
1963
BARCHI PAOLO
MODENA
15/01/2011
20
89,32
60
9"70
F55
1953
QUILLERI MARIUCCIA
MODENA
08/01/2011

la mistificazione dei numeri: come la Fidal crea un mondo che non c'è

Una notizia con un titolo laconico è comparsa ieri sul sito della Fidal: "Tesserati Fidal a quota 172.070". E' un bene o è male? Nel leggere l'articolo si comprende subito che è un bene: "continua, quindi, il trend positivo degli atleti associati alla FIDAL che all'inizio del trascorso decennio, nel 2000, ne contava 127.000. Prima riflessione, a caldo, non è certo edificante per Rams-Arese II: con il 40% in più di Atleti questa Federazione è riuscita a fare meno della metà rispetto al 2000. Forse il dato del 2000 era meglio non metterlo, no, per non subire un'impietosa critica su un dato di fatto. Poi entrando nel merito dei numeri, si capiscono un pò di cose. Come scrivono sempre sul sito Fidal, a creare maggiormente all'incremento generale sono stati maggiormente i master, con un aumento di 3877 unità in più, facendo arrivare il totale a 73455. Moltiplicate per i 10,00 € medi di tesseramento per atleta master e quasi per miracolo otterrete quanto entra nelle tasche di Arese-II dagli over-35: 734.550 €! Poi naturalmente ci sono tutti gli oboli ricevuti con le iscrizioni a tutte le gare che si svolgono durante l'anno, che su strada sono bibliche (pensate solo ad un maratona... e non trascuriamo le tasse sulle affiliazioni, il tesseramento di tutto il persona obbligatorio per ogni società. Il conto è altissimo, e, non vado lontano se la cifra alla fine potrebbe fissarsi a qualche milione di euro. Ripolemizziamo? E quanto ritorna ai master? Cifre insignificanti, di sicuro sotto lo "zero-virgola". Nemmeno la decenza di devolvere l'1% del PIL ai master, per migliorarne l'organizzazione, per favorirne le idee di chi li gestisce materialmente, per curarne le statistiche con database evoluti: tutti aspetti che a loro volta potrebbero attrarre altri over-35 (e più introiti, evidentemente). Fiato spietato in questa federazione, che si sa, sta affondando in maniera non molto dignitosa. 
Torniamo ai dati prodotti dalla Fidal: come ho sempre sostenuto, i numeri dei tesserati sono aumentati non solo con i master, ma anche con gli esordienti da 6 a 11 anni, che hanno visto un incremento di oltre 3000 unità. Sapete, no, come hanno fatto? Hanno costretto le scuole a tesserare i ragazzini che partecipano ai surrogati dei Giochi della Gioventù o alle manifestazioni che portano poi alle manifestazioni nazionali. Quindi, i bambini che prima non sarebbero mai entrati nelle statistiche, sono stati utilizzati per poter sbandierare dati positivi (il loro numero è di oltre 37.000 unità, ma non mi ricordo se non pagano nulla di tesseramento o al limite un euro: pura propaganda, mentre i master come sopra descritto rappresentano solo un abbondante  bancomat). Chissà oltre 10 anni fa, prima che si cominciassero a contare anche questi poveri bambini, molti dei quali vantano all'attivo solo una gara campestre al compound tra le scuole rionali, a che quota sarebbe arrivato il totale dei tesserati con lo stesso trucchetto.
Fa quasi tenerezza poi la citazione dei numeri-Fidal delle restanti categorie: l'estensore del pezzo ci dice infatti che i ragazzi sono cresciuti di 668 unità, i cadetti di 320. Assoluto silenzio sul trend delle altre categorie!! Motivi? Mah... non dimenticate una cosa: come molti senior (si calcola almeno il 20%) siano in realtà over-35... e abbiamo il quadro desolante dell'atletica italiana e del modo in cui i dati vengano considerati. Come ho sempre detto a due anni dal tramonto di tutto questo, ora conta una sola cosa: medaglie. Il resto può andare tutto a rotoli. 

19/01/11

I Master dell'anno 2010: le donne e i rookies

(Michela Ipino, master 2010 tra le F40) - Con l'esperto master di Atleticaweek, Luca Landoni, dopo diverse discussioni via skype, si è finalmente giunti a definire la griglia di quelle che secondo noi sono le migliori master del 2010. Categoria per categoria, dopo un'attenta analisi (le nomination le avevo pubblicate tempo fa) nella quale si sono presi in considerazione i titoli internazionali, quelli nazionali, i record, le singole prestazioni e gli scontri diretti (nel caso i pretendenti fossero impegnati nelle stesse specialità), si è così arrivati ad eleggere le magnifiche 11 e i due rookies dell'anno, cioè coloro che erano al primo anno nella categoria 35-39. Naturalmente conditio-sine-qua-non aver preso parte a manifestazioni master. In 4 tra le donne si confermano dopo il premio del 2009: Egger Waltraud, Emma Mazzenga, Anna Flaibani e Gabre Gabric. Qui i premi attribuiti nel 2009
  • F35: Flavia Borgonovo (lungo, triplo)
  • F40: Michela Ipino (maratona)
  • F45: Rossella Zanni (prove multiple, salti)
  • F50: Carla Forcellini (asta, lungo, ostacoli)
  • F55: Natalia Marcenco (marcia)
  • F60: Waltraud Egger (mezzofondo)
  • F65: Pasqualina Cecotti (velocità)
  • F70: Maria Antonietta Fadda (mezzofondo)
  • F75: Emma Mazzenga (velocità)
  • F80: Anna Flaibani (lanci)
  • F95: Gabre Gabric (lanci)
  • Rookie-of-the-year (M): Stefano Longoni (ostacoli)
  • Rookie-of-the-year (F): Gaetana Scionti (mezzofondo)

Il video del record italiano F45 degli 800 indoor

18/01/11

Antonio Maino: record nel peso M60 a Schio, ma la Fidal Veneto fa melina su i risultati

Antonio Maino impegnato all'Olimpico per gli italiani
Purtroppo alla Fidal Veneto non sono draghi nell'aggiornare i risultati: come rilevato l'anno scorso e negli anni passati del resto. Ritardi anche di diversi giorni, quando nell'epoca di internet il giorno-dopo è già troppo tardi per fornire qualsiasi notizia. Poi... che senso ha una gara, se non c'è pubblicità di essa? L'ambiente, la ragnatela di rapporti che crea una società o un'organizzazione è data da tanti piccoli gesti e azioni, come quella di creare un'opinione o una conoscenza su un piccolo fatto come quello di una gara. "Tizio ha fatto quel risultato!" "Caio è andato male, pensavo stesse meglio!" "C'è un fenomeno in provincia di Vicenza...". Ecco, la mancata tempestività nel fornire risultati (oggi) è un sacrilegio, è una sconfitta dell'organizzazione e dei servizi ad essa legati. Scusate il dilungarsi su questa questione: ma possibile che non vi sia armonizzazione dei risultati in Fidal? Possibile che la Fidal Campania li metta sul portale figlio di Sigma in un modo (magari in pdf), la Fidal Sicilia non li metta nemmeno, la Fidal Veneto quando vuole, la Fidal Marche in tempo reale, qualcuno in excel, qualcuno in word... la babele dei risultati. Basterebbe andare su qualsiasi altro sito di Federazioni estere (Francia, Spagna, Germania) per avere i risultati in maniera granitica, stabile, univoca. Che poi c'è la questione della pagina delle statistiche sulle graduatorie e liste on-line, assolutamente inadeguata alle esigenze di flessibilità di un database. Ancora... provate a vedere su un qualsiasi atleta spagnolo, chiunque esso sia, che razza di statistiche si possono ottenere.
Comunque sia, spazio all'atletica "atleticata". Proprio sul sito della Fidal Veneto, a firma di Rosa Marchi, si apprende del record italiano del lanciatore rovellaschese Antonio Maino (23/11/1951) capace di lanciare a Schio sabato 15 gennaio nel lancio del peso (da 5 kg) a 13,53, superando il vecchio record di Renato Marcandelli che risaliva addirittura al 1989 di 13,21. Quasi 22 anni di regno. Era questo il sesto record più longevo nel mondo master nel lancio del peso (tra indoor e outdoor). Il secondo primato più antico nel lancio del peso tra gli uomini dietro all'altro record dello stesso Marcandelli ottenuto negli M50 (che evidentemente è passato indenne al passaggio di Maino quando questi era nella stessa categoria). Più di tutto: il più vecchio record di lancio del peso maschile indoor. In generale, considerando tutte le categorie e tutte le specialità indoor, era il 14° record più datato. 
Antonio Maino, come scritto dalla stessa Rosa Marchi, diventa così contemporaneo detentore di 4 record italiani: il peso M55 e M60 (indoor) e nel martellone M55 indoor e nel martellone outdoor M45. 

17/01/11

Maurizio Damilano eletto in Piemonte, ma senza plebiscito...

Maurizio Damilano
E alla fine continuerà a comandare, per il semplice fatto che... era l'unico candidato, così come avviene già in altre Federazioni regionali e a livello nazionale. Il vuoto pneumatico di idee così, si materializza nella morte di ciò che è l'idea di democrazia: l'opportunità di scegliere tra "A" e "B". Un pò come l'attuale legge elettorale, il cosiddetto "porcellum": non ci è consentito scegliere nemmeno il nostro candidato, perché ci viene imposto dall'alto. Si sono avocati pure questo: a noi ci lasciano le briciole della democrazia. Così ci troviamo in Parlamento soggetti che probabilmente in una qualsiasi Questura avrebbero la foto millimetrata, anche di profilo. In Piemonte c'era solo il soggetto Alfa, cui potevano votare solo in base ad un'idea di democrazia altrettanto perversa, cioè quella non del numero (magari di tesserati) ma del censo. Se la società ha 4 soldi per comprarsi 2 allievi, 2 junior e 2 promesse e così partecipare ai c.d.s. con buoni risultati, sarà dieci più volte forte della piccola società di provincia che raccoglie magari centinaia di ragazzini e li avvia all'atletica. Non sarebbe giusto che fossero quest'ultimi a tracciare la strada di una nuova atletica, più genuina, con basi più stabili, "pulite", piuttosto chi dell'atletica fa solo professione di piccole battaglie di posizione per piccoli traguardi? Naturalmente le società cercano di portare acqua ai propri mulini: dovrebbe essere la Fidal a pensare queste cose, se non fosse che i "trust" interni che la caratterizzano (quanti là dentro agiscono per sè stessi?) di fatto la bloccano irrimediabilmente.
Ma torniamo in Piemonte dove Maurizio Damilano è tornato a sedere sullo scranno più alto nonostante alcuni fatti decisamente gravi (se fossero provati) che hanno caratterizzato il proprio mandato, non ultimo il famoso bilancio sul quale i consiglieri avrebbero avuto molteplici difficoltà a prenderne visione per poterne fare delle valutazioni DEMOCRATICHE. Solo Ben Alì in Tunisia e pochi altri premier al mondo non consentono trasparenza su tutto quello che è la gestione della cosa comune: la Fidal e i conti di qualsiasi organizzazione che ha finalità rivolte alla gente, deve sempre essere pubblica. Trasparenza, appunto. I conti sono in definitiva la pagella che si dà ad un mandato elettorale: se uno dice che farà questo, farà quest'altro, poi si scopre che su quegli aspetti non ha investito un tolino, che credibilità potrebbe avere? LE parole stanno a zero, i fatti, invece, dovrebbero contare qualcosina in più: ma questa è l'Italia del XXI secolo, in attesa che vi sia il ritorno di una moralizzazione generale.
Tra i consiglieri eletti a supporto di Damilano, si trova al primo posto Livio Berruti con un numero di preferenza quasi uguali a quelle di Damilano. Probabilmente si fosse candidato come presidente l'avrebbe pure spuntata. Magari si sta aprendo la strada per il 2012, chi lo sa? Si spera che possa essere lui il leader di una corrente di pensiero più democratica e riflessiva. La personalità c'è, il carisma pure.
Damilano, a naso, è un uomo di Arese. Arese ha la sede della propria azienda in Piemonte. La sua azienda è l'Asics, cui forse un tempo lo stesso Damilano ne era stato testimonial. Come non pensare ad un link tra i due... ma magari la cosa è pure risaputa. La cosa certa è una: l'atletica in Piemonte è messa peggio che in altre regioni. Una volta c'erano realtà importanti a livello societario che ora sono sparite... sapete qual'è stata la proposta di Damilano per ovviare a questa sfacelo dell'atletica piemontese? Creare una supersquadra che raccogliesse tutti i migliori atleti della regione. In pratica la certificazione della sconfitta di ogni politica di crescita, di proselitismo, dell'esaltazione delle piccole realtà societarie che sono il vero cuore della ricerca degli atleti. Le elite in atletica allontano piuttosto che avvicinare. E il centro che diventa sempre più centro, emargina le periferie e il lavoro dei volenterosi allenatori e professori di educazione fisica delle province. Queste persone bisogna esaltare, non le solite 6 o 7 società che portano... voti. Un investimento sulla crescita in prospettiva, non sulla morte certa dell'atletica.
Si spera che ora Damilano abbia capito dai propri errori (se ci sono stati 12 tra consiglieri allontanati di forza e dimissionari, una qualche colpa dovrà pure avercela il Presidente, no?) e abbia ciò che gli resta del proprio mandato un pò più illuminato di quanto abbia fatto vedere sino ad oggi. L'atletica non è solo il sito www.fidalpiemonte.it. 

Shock dalla Germania: ipotesi cancellazione categorie 30 e 35!

Annette Koop sulla copertina di Senioren LA
Navigando per la rete a vista, ma nei soliti sicuri porti, mi sono imbattuto in quella che sembrava essere una notizia shock. Utilizzando il translate di google, nella raffazzonata traduzione dal Tedesco in Italiano, inizio a leggere tra le righe una notizia davvero shoccante: una vera e propria rivoluzione che coinvolgerebbe le categorie M30 e M35. Ma non comprendo bene, e mi devo affidare direttamente all'unico vero oracolo dell'atletica master tedesca: i coniugi Koop. Così ho mandato una mail esplorativa ai coniugi Koop, che come certamente saprete, gestiscono il più rinomato sito tedesco dedicato ai master: l'Annette Seite, che trovate a questo link. Ebbene, la risposta fa tremare i polsi, soprattutto per il futuro del mondo master: l'idea della Federazione tedesca di atletica, la DLV, è infatti quella di abolire le categorie M35 e la meno numerosa categoria M30. Come mi ha commentato lo stesso Robert Koop "It is Crazy, you know". Il tutto rientrerebbe in una sorta di politica di "concentrazione" di determinate categorie e cancellazione di altre. Un terremoto chiaramente inviso ai master tedeschi e dettato da esigenze di budget, par di capire, dovuti alle... premiazioni. Un passo indietro dal movimento master più forte al mondo proprio non me lo aspettavo. Staremo a vedersi l'evolversi della situazione.

Schembri 16,93 a Saronno - Flavia Borgonovo (F35) 5,53

Flavia Borgonovo
Purtroppo, come mi spiegavano in regia, il sito della Fidal Lombardia è in piena tempesta da travasamento su server: un vero sturm und drang. Peccato che si siano dimenticati di mettere al vecchio indirizzo un'informazione del tipo: "sito in rifacimento" completato da un "torneremo al più presto". Così per i risultati non tabellati sul sito nazionale della Fidal bisogna ricorrere a vecchi espedienti, come il vecchio sistema del tam-tam tra le conoscenze. Così solo oggi mi è venuto in mano il pdf dei risultati di Saronno, dove si è svolto un meeting evidentemente provinciale. Ringrazio pubblicamente Giuliana Cassani per le informazioni e Alessio Giovannini per il contatto. Come segnalato nel titolo, l'avvenimento clou di giornata è stato il salto monstre del carabiniere lombardo Maurizio Schembri, capace di planare a 16,93 nel triplo. Il minimo-Fidal era fissato a 16,80, quindi un altro posto sul volo per Parigi è stato di fatto conquistato, se non che... già, pensate che furrrrrbi alla Fidasics: nella lettera di "presentazione" dei minimi per Parigi 2011 (che tradizionalmente sono più alti rispetto a quelli Ufficiali rilasciati dalla EAA) i convenuti, in maniera molto italianesca (nell'accezione negativa, chiaramente, del termine), hanno deciso di inserire la pre-stilla (postilla quando è "dopo"...) che il conseguimento dei minimi è condizione indispensabile per l'iscrizione alle gare, ma non requisito unico per la partecipazione alla manifestazione, che resta subordinata, in ogni caso, ad una valutazione preventiva dell'efficienza individuale degli atleti di stretta pertinenza del settore tecnico. A me una cosa del genere farebbe rabbrividire: l'atletica nell'epoca di Rams-Arese II è un'opinione. E l'opinione la mettono, purtroppo in questo periodo, un consiglio di satrapi poco inclini all'oggettività che negli ultimi anni è sembrato dare il peggio di sè. Ma pensate che aberrazione: nonostante si riesca ad ottenere un minimo superiore a quello richiesto, costoro si arrogano urbi et orbi il potere assoluto sul futuro di atleti che devono superare diverse prove di fedeltà. Hai fatto il minimo? Bene, adesso devi vincere gli italiani! Hai vinto gli italiani? Ora devi saltare, o correre ancor più forte. Di fatto, questo gruppo di persone autoproclamatesi Settore Tecnico, chiederà agli atleti prestazioni per le quali gli atleti stessi dovranno spremersi ancor di più. Risultato? Chi riuscirà a superare le 12 fatiche di Eracle, arriverà a Parigi con la lingua a penzoloni. Poi tutti a chiedersi come mai gli italiani toppano sempre l'avvenimento clou: semplice, non c'è pianificazione. Non parlo naturalmente per sentito dire, ma per sentito-leggere, visto quello che scriveva Jacques Riparelli l'anno scorso nel post-Doha. L'atleta più sbeffeggiato della storia della Nazionale: aveva superato tutte le prove: il minimo, il titolo italiano, il tempo confermato... mancava solo che gli chiedessero di correre all'indietro negli stessi tempi con cui correva in avanti. Ebbene: non l'hanno portato ai Mondiali. Scandoloso... un'altra ragione in più per buttare dalla finestra l'acqua sporca e il bambino.
Tornando sulla gara di Saronno, nella gara di salto in lungo femminile vinta da Federica Basani con un normale 5,83 (ha solo 18 anni: ha davanti un futuro fulgido), segnalo il sesto posto di Flavia Borgonovo, classe 1973, che ha balzato fino a 5,53: assolutamente incredula la stessa atleta, che non credeva ai propri piedi dopo aver saltato tanto lontano. Per i più smemorati, Flavia è la bi-campionessa mondiale indoor F35 a Kamloops 2010. Poi nel corso della stagione è arrivato il bronzo agli europei di Nyiregyhaza, ma in una gara in cui le prime due erano da campionati europei assoluti (due ucraine da 6,40... per chi pensa che le gare master siano delle passeggiate). Evidentemente quando Flavia sente odore di indoor si trasforma. 
Altra riflessione in chiusura, che è poi una di quelle che ricorre più spesso. I giovani. Al terzo posto della gara di Saronno è arrivata Maria Moro, classe 1991, con 5,71: certo, è una triplista, ma nelle categorie giovanissime era un talento stellare, dai superpiedi dorati. I risultati delle ultime due stagioni sembrano un gradino sotto l'enorme talento. Come mai il campione statistico di campioncini in erba che si affaccia alle categorie superiori e che riesce ad aver successo è tanto infinitesimale? Cosa succede nella stagione successiva all'exploit? Non è che i sogni spesso si accompagnano a idee forse non troppo esatte sulla gestione e sugli allenamenti dei talenti? Non è che gli allenatori utilizzano procedimenti mentali troppo semplicistici (se allenandosi 10 ha ottenuto 10, allenandosi 20 otterrà di sicuro 20... e invece quasi sempre tornano a 5). Non so se il caso della Moro, probabilmente no. Ma la cosa mette tanti dubbi.

16/01/11

Record italiano Master: Barbara Martinelli cancella Elena Montini - SuperMarioLongo a Napoli sfonda il 100% AGC nei 50: record?

Barbara Martinelli - foto Atl. SVO
Le notizie in salsa master del fine settimana, sono due: un record italiano e qualcosa di molto simile, se non di più. Parto dalle cose certe, cioè il record italiano F45 degli 800 indoor di Barbara Martinelli (1965) dell'US San Vittore (in provincia di Milano), che ha scalzato dall'olimpo della specialità la comasca Elena Montini, che l'aveva stabilito nel 2009. 2'25"57 per la milanese nel meeting di Ancona contro il 2'26"12 della lariana. Nella cronologia recente dei record, le due lombarde erano precedute da Elisa Zuccari, che nel 2006 aveva corso in 2'27"78. Qui il link alla gara della Martinelli. Partenza al fulmicotone delle F45 questo 2011, la categoria che già nel corso del 2010 aveva mostrato di essere tra le più vitali tra tutti gli over-35. Ho trovato qualche cosa di interessante sulla Martinelli dal sito della sua società (l'Atletica San Vittore Olona), per la serie che la classe non è acqua: è nata il 9 dicembre 1965 e vanta sei presenze nella nazionale assoluta, con 2 coppe Europa, una partecipazione ai Giochi del Mediterraneo. Poi il record italiano nella 4x400 proprio ai giochi del Mediterraneo dove arrivò l'argento. 4 invece le presenze nella nazionale junior. E poi i titoli italiani: campionessa Italiana Junior negli 800 (1983), la 4x800 nel '86 e nel '91 con il record italiano in entrambe le circostanze. Fu seconda nei 400 indoor nel '92 con 54"11 (allora quarto tempo di sempre in Italia) e terza sempre a Torino, ma outdoor, nel 1990.
Cambiamo argomento. Il colpo da maestro l'ha messo però Mario Longo (1964), che ha piazzato a Napoli in batteria un super 6"09 sui 50, che tradotto in AGC totalizza 100,65% (il primo over-100 dell'anno in Italia), lasciando tutti sul dubbio: sarà record italiano... o europeo... o mondiale? Non esistono purtroppo statistiche in merito: speriamo che Giusy Lacava possa implementare le liste dei record anche con questa specialità indoor. Sta bene evidentemente Mario, e il tempo vale già qualche cosa vicina ai 7". Nell'overall AGC al secondo posto troviamo l'esordiente nella stagione 2011 Antonio Rossi (1950) che sempre ad Ancona, ieri, ha fermato i quarzi a 8"05, cioè solo 15 centesimi in più di Tristano Tamaro e il suo record di categoria. 96,70% che lo piazza al secondo posto nella speciale classifica avulsa AGC (che ho in possesso evidentemente solo io). Solo oggi la medesima classifica è stata implementata dal 7"21 di Paolo Chiapperini (1969) che a Rieti una settimana fa era in grado di correre sempre i 60 in 7"21, tempo notevole, probabilmente già da podio di categoria agli Euroindoor, se non ci fossero le variabili impazzite Darren Scott & Marc Donwell. Il suo AGC? 94,51%. Tra gli over-90 AGC (la soglia d'eccellenza internazionale, così come canonicamente fissato) troviamo questa settimana Paolo Mazzocconi (1964), 7"61 a Modena e 92,89% (aveva corso in 7"67 una settimana fa). Quinto totale nell'overall AGC 2011. Tra la categoria M60 anche Livio Bugiardini (1948) sopra i 92: il suo 8"50 vale 92,76%
Il miglior mezzofondista è ancora una volta Dario Rappo, 10'17"87 sui 3000 e 90,92 uno degli unici due non-velocisti sopra il 90% tra i master (l'altra è la Neviani con il suo record mondiale): il record nazionale dei 3000 invece non poteva non averlo la leggenda Luciano Acquarone con una manciata di centesimi sotto i 10'. 
A Parma, sul pistino da 160 metri, Francesco D'Agostino, neo-M45 esordisce 2'06"55 cioè 87,98%, che però è inferiore in valuta AGC rispetto al 2'09"31 di Alessandro Tifi, corso ad Ancona e che vale 88,37% (non so quando Alessandro aveva confessato il sogno di siglare un 90% AGC nella propria carriera: manca solo 1,63. Notevole anche il 9'35"94 sui 3000 di Pierangelo Avigo (1961) neo M50 (87,34%). 
Sul fronte femminile Susanna Tellini (1966) che la settimana scorsa aveva sfiorato i record di lungo e 60 F45, questa settimana si è attesta a poca distanza da essi sempre a Modena. 13 centesimi in più sui 60 e solo 7 centimetri in meno nel lungo: 8"68 e 4,81 i suoi risultati. Ottima Laura Avigo sugli 800: 2'22"85 (84,48%) nella non facile pista di Parma. 1,45 nell'alto di Rossella Zanni (1964) a 5 centimetri dal suo record (doppiato). 

La redenzione-Fidal sulla Levorato: la dovuta segnalazione - su e-bay l'istantanea del volto di Di Mulo al momento della notizia

L'apertura del sito Fidal di oggi
Ieri, col solito impeto che mi contraddistingue nel fornire le notizie, avevo segnalato l'abominio della mancanza sul sito ufficiale della Fidal della news più importante di giornata, ovvero il biglietto per Parigi staccato da Manuela Levorato due volte nel giro di un paio d'ore. Siccome è anche l'unica atleta italiana ad essere riuscita nell'impresa fino ad oggi (ed è un'altra notizia di per sè), non vederla nella home del sito www.fidal.it sembrava davvero troppo, visto che quanto successo al meeting di Udine faceva comunque parte della cronaca. Ammetto che mi ero sorpreso a leggere la firma in calce all'articolo, perché mi è sempre sembrato uno dei pochi là dentro nel palazzo (che sta inopinatamente crollando) a salvarsi. Poi, in questa serie di elucubrazioni, aggiungeteci ciò che è successo alla Levorato a Barcellona nemmeno 5 mesi fa: l'esclusione dalla staffetta, con l'inserimento della carneade Grasso (chi è costei?) in una sorta di suicidio federale per compiere l'omicidio sportivo di un'atleta che evidentemente deve risultare alquanto scomoda (come dire, sullo zero-a-zero nella finale di Champions League a 5' dalla fine tolgo Lionel Messi al Barcellona per inserire al suo posto un Ranocchia qualunque, che ho scoperto da poco essere un calciatore). Voi non l'avreste fatto uno-più-uno con i dati forniti qui sopra? E invece probabilmente c'è stato qualche malinteso: i risultati femminili, come ho potuto appurare direttamente, erano stati oscurati per qualche arcano motivo, con una lugubre scritta che sapeva di operazione-KGB che suonava più o meno così "i risultati dei 60 femminili per ragioni tecniche saranno forniti solo nella giornata di domani". Poi ragionandoci, sembrava doppiamente strano che fossero saltati due volte i risultati che riguardavano i 60 femminili, nonostante fra le due corse fossero partite serie e serie tra 60 maschili, 60hs maschili e 60hs femminili. Giustamente l'articolista ha cercato di informarsi sulla cosa prima di sparare la notizia.
Comunque, con la rettifica ufficiale comparsa in nottata sul sito ufficiale della Fidal, tutto è tornato al proprio posto. Mi scuso ancora con Alessio Giovannini, che gira come una trottola per il mondo (quanto meno virtuale) per imbastire articoli su articoli. Manuela ha adesso lo spazio che gli spetta come eroina di giornata (purtroppo in uno sport divenuto di nicchia come l'atletica, poter ambire alla copertina del sito Ufficiale della federazione è di per sè un piccolo traguardo). Ora sarebbe davvero bello vedere la faccia certamente soddisfatta del Prof. Di Mulo nell'apprendere la notizia. Da quanto aspettava una velocista? Purtroppo per lui è sempre la stessa.