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16/01/11

La redenzione-Fidal sulla Levorato: la dovuta segnalazione - su e-bay l'istantanea del volto di Di Mulo al momento della notizia

L'apertura del sito Fidal di oggi
Ieri, col solito impeto che mi contraddistingue nel fornire le notizie, avevo segnalato l'abominio della mancanza sul sito ufficiale della Fidal della news più importante di giornata, ovvero il biglietto per Parigi staccato da Manuela Levorato due volte nel giro di un paio d'ore. Siccome è anche l'unica atleta italiana ad essere riuscita nell'impresa fino ad oggi (ed è un'altra notizia di per sè), non vederla nella home del sito www.fidal.it sembrava davvero troppo, visto che quanto successo al meeting di Udine faceva comunque parte della cronaca. Ammetto che mi ero sorpreso a leggere la firma in calce all'articolo, perché mi è sempre sembrato uno dei pochi là dentro nel palazzo (che sta inopinatamente crollando) a salvarsi. Poi, in questa serie di elucubrazioni, aggiungeteci ciò che è successo alla Levorato a Barcellona nemmeno 5 mesi fa: l'esclusione dalla staffetta, con l'inserimento della carneade Grasso (chi è costei?) in una sorta di suicidio federale per compiere l'omicidio sportivo di un'atleta che evidentemente deve risultare alquanto scomoda (come dire, sullo zero-a-zero nella finale di Champions League a 5' dalla fine tolgo Lionel Messi al Barcellona per inserire al suo posto un Ranocchia qualunque, che ho scoperto da poco essere un calciatore). Voi non l'avreste fatto uno-più-uno con i dati forniti qui sopra? E invece probabilmente c'è stato qualche malinteso: i risultati femminili, come ho potuto appurare direttamente, erano stati oscurati per qualche arcano motivo, con una lugubre scritta che sapeva di operazione-KGB che suonava più o meno così "i risultati dei 60 femminili per ragioni tecniche saranno forniti solo nella giornata di domani". Poi ragionandoci, sembrava doppiamente strano che fossero saltati due volte i risultati che riguardavano i 60 femminili, nonostante fra le due corse fossero partite serie e serie tra 60 maschili, 60hs maschili e 60hs femminili. Giustamente l'articolista ha cercato di informarsi sulla cosa prima di sparare la notizia.
Comunque, con la rettifica ufficiale comparsa in nottata sul sito ufficiale della Fidal, tutto è tornato al proprio posto. Mi scuso ancora con Alessio Giovannini, che gira come una trottola per il mondo (quanto meno virtuale) per imbastire articoli su articoli. Manuela ha adesso lo spazio che gli spetta come eroina di giornata (purtroppo in uno sport divenuto di nicchia come l'atletica, poter ambire alla copertina del sito Ufficiale della federazione è di per sè un piccolo traguardo). Ora sarebbe davvero bello vedere la faccia certamente soddisfatta del Prof. Di Mulo nell'apprendere la notizia. Da quanto aspettava una velocista? Purtroppo per lui è sempre la stessa. 

15/01/11

Fidal-Bavaglio: sul sito ufficiale, omessi i risultati della Levorato (7"33 e 7"32) minimo per Parigi - Riparelli 6"73 - Bazzoni 54"27

Jacques Riparelli
Dopo il flash sulle batteria (7"33), dalla finale del meeting di Udine arriva il 7"32 sui 60 piani che proietta Manuela Levorato ancora nel gotha della velocità continentale. Tempo da finale europea o qualche cosa di molto vicino: e siamo solo al 15 di gennaio, ovvero quasi due mesi dall'evento clou della stagione indoor. Con la maternità della Pistone, a livello indoor la velocità femminile in questo momento sembra essere solo la Levorato, con buona pace di molti tecnici federali che piuttosto che studiare metodi per far andar forte qualche atleta, puntano sul fatto che ne vadano piano altri. La pulizia evidentemente non dovrebbe interessare solo la parte politica, ma anche tecnica di questa federazione. Ma la cosa che fa scalpore è l'assoluta assenza di cenni su di lei sul sito Ufficiale della Fidal, che pur parlando del meeting di Udine omette clamorosamente di citarla, parlando del solo Riparelli e dell'astista Anna Giordano Bruno. Uno scandalo senza precedenti ordito dalla cupola Fidasics a danno di un'atleta evidentemente scomoda. Se non ci credete, guardate il buon a.g. cos'ha scritto sul sito Fidal a questo link (clikkate qui). E pensare che ci sono altri che copiano-incollano (senza leggere) tutto quello che scrivono costoro...
A Udine, Levorato a parte, ottima la seconda al traguardo sui 60, Martina Favaretto, con 7"78... ma è un'allieva classe 1995! Per parte sua Jacques Riparelli (1983) esordisce sui 60 con 6"78 in batteria, con un promettente 6"73 in finale. Sarà l'anno buono per lui, dopo la presa in giro di cui fu vittima nel pre-Doha nel 2010? Ricordo (agli smemorati) che la Fidasics gli chiese determinati standard e determinati risultati: ottenuteli arrivò la beffa dell'esclusione dalla trasferta ai Mondiali di Doha che lo portò a scrivere una lettera (pacata) di  pubblica protesta. Proprio quella lettera probabilmente gli negò il caps nella 4x100 medagliata di Barcellona (in alternativa a Tomasicchio) come ultimo frazionista, al posto di Checcucci, che fu sverniciato da uno stanco Mbadjock (che veniva da 7 turni tra 100 e 200 e staffetta). Sarebbe stato oro e un probabile sub-38". Nei 60hs buon 8"75 della "multiplista" Elisa Trevisan (che vincerà anche il lungo con 5,64).  Anna Giordano Bruno salta già 4,30 nell'asta, ma non basta per ottenere il minimo per la manifestazione continentale fissato a 4,35, che l'atleta tenta senza buona fortuna.
A Modena vince i 60 maschili con 6"85 il bronzo mondiale sui 100 di Bressanone 2009, l'allora allievo Giovanni Galbieri (1993) che mette sulla carlinga la sagoma di un atleta specialista delle indoor come Andrea Luciani (6"92 ma 6"77 di PB), dal quale ci si aspetta sempre il salto di qualità che porta nel bagaglio a mano. Duplice 8"01 sui 60hs per uno dei migliori ostacolisti degli ultimi anni, Emanuele Abate. Siamo ancora lontani da 7"72 per obliterare il biglietto per Parigi, ma come per tutti gli altri siamo solo a gennaio. Dietro di lui, ma di non molto, Nicola Comencini: 8"04 e 8"05 in batteria. Doris Tomasini (1984) non sembra essere ancora a livello di Levorato: 7"57 in finale dopo il 7"67 in batteria. Sorprende il comportamento della seconda, la junior Gloria Hooper (1992), che entrata in finale con il 6° tempo (7"89), riesce ad infilare atlete più blasonate di lei e a piombare sul traguardo a 7"72.  Nei 60hs femminili, dopo un anno di purgatorio, è tornata a far parlare di sè la bresciana Sara Balduchelli con 8"60 e 8"61 non troppo distante dai suoi picchi. Nella sua scia Elisa Bettini (8"67 e 8"71). Parlando di ostacoli al femminile l'associazione di idee mi porta a ricordare Micol Cattaneo, sulla quale ci sarebbe da scrivere un bell'atto di accusa contro l'inerzia della Federazione, su quanto ci tenga agli atleti di punta, su quanto li segua... lo scriverò prima o poi. Tra gli allievi impegnati negli ostacoli alti notevole 8"16 di Eseosa Desalu, che regola un'altrettanto interessante 8"19 di Gabriele Argenton.
A Parma altra riunione indoor, ma sulla pista resized da 160 metri (ma è già tanto che ci sia, no?). Curve ad angolo, che non favoriscono certo il tempo, ma di sicuro assicurano lo spettacolo del man vs man. Negli 800 solo un atleta sotto i 2', Gabriele Bizzotto (1993) con 1'59"20. Più interessanti i risultati tra gli over-35 (preparo un articolo a parte per questo). 
Infine ad Ancona solita invasione oceanica di atleti, alla ricerca disperata di gare: come dire, la domanda c'è, manca l'offerta (di palazzetti), ma sappiamo bene che soddisfare queste esigenze della base non rappresenta un'esigenza sentita dalla Fidasics. Conta solo la medaglietta nelle grandi manifestazioni. Comunque, 6"90 per portarsi a casa i 60 maschili per Mario Brigida (1986). Nei 400 solo in due sotto i 50", ma non di tanto: 49"45 e 49"47 rispettivamente per Mario Di Giambattista e Emanuele Magi. Sui 3000 si fa notare con un ottimo 8'24"36 lo junior Stefano Massimi. Tra le donne, 7"64 e 7"62 sui 60 per Francesca Ramini. Altra allieva veloce alle sue spalle: Roberta Del Gatto (1995) che sigla 7"81. Gara clou sui 400 con la sfida azzurra tra Chiara Bazzoni e la duecentista Giulia Arcioni (evidentemente in cerca di affinare le armi per la stagione all'aperto sul mezzo giro di pista): sfida che va alla prima per 54"27 a 54"88, con tempi molto interessanti. 

Esordio bomba di Manuela Levorato sui 60: 7"33 e minimo per gli Europei

Esordio in maniera fragorosa per l'amica (posso dirlo?!) Manuela Levorato a Udine: 7"33 sui 60 metri, e quel che più conta minimo (al centesimo) per i campionati Europei indoor di Parigi! 14 centesimi dal record italiano sempre in possesso di Marisa Masullo, ma avendo ancora due mesi di attività indoor, c'è da credere che si possa ambire a molto meglio rispetto al 7"33. Negli ultimi 5 anni, dopo la momentanea assenza per la maternità della Levorato, solo la Pistone e la Graglia erano riuscite a far meglio (7"31 per entrambe nel 2007 e un 7"32 per la Pistone nel 2009... ma nessuna atleta italiana sotto i 7"30 dopo... la stessa Levorato del periodo d'oro). In questi momenti si sta svolgendo la finale (anche se credo che potrebbe non parteciparvi), dove non vi sono avversarie che potrebbero impensierirla. Sarà da vedere fin dall'inizio della stagione come si comporterà con lei la federazione: esisteranno altre Grasso che ambiranno al suo posto? Nel prossimo post i risultati del sabato-indoor in Italia.