15/07/10
Alessandro Di Priamo, prima medaglia azzurra in Ungheria
Partiti gli europei: subito un bronzo, Alessandro Di Priamo - record italiano della Zanni nell'alto
13/07/10
Campionati Europei Master: retrospettive sull'edizione del 2008
(i finalisti dei 100 metri M40 a Lubiana '08) - Mancano pochissimi giorni e si comincia. Al via l'edizione ungherese dei Campionati Eruopei Master 2010, quelli che secondo la EVAA (la federazione europea master) dovrebbero cercare di diffondere il verbo "master" nei paesi dell'Est. Sono passati i canonici due anni da una delle edizioni degli Europei Master più dolci per i nostri colori, quella di Lubiana 2008. Probabilmente per noi italiani, una kermesse europea seconda come numeri alla sola Cesenatico '98, se solo si potesse avere qualche dato relativo a quella edizione. Edizione, quella slovena, che sfruttava l'onda lunga dei fasti di Riccione 2007, nel mezzo del guado che portava ad Ancona '09. Una squadra davvero completa, massiccia, equilibrata. Diciamo la prima-Italia in vrsione-maxi all'estero dopo l'epopea romagnola, che fece fare salti da giganti al mondo master italico. Il clima, ve lo può testimoniare chiunque l'abbia vissuto, era davvero elettrico: a Riccione il clima era troppo "italiano", il senso di campionato "mondiale" si spegneva un pò nella marea di canotte azzurre. A Clermont '08, solo l'inverno prima, si erano già intravisti sprazzi di grande Italia. Ma a Lubiana, consentitemelo, si è dipanata forse la più bella Italia (all'estero) qualitativamente parlando degli ultimi 10 anni di Masterismo azzurro. Non ho partecipato a San Sebastian '05, e probabimente quella spedizione a suo modo era stata anch'essa uno spartiacque ("a divide" all'americana): molti me l'hanno descritta in toni entusiastici. Peccato (è un quasi un paradosso affermarlo) non essere stato 35enne nel 2005! Lubiana ha avuto un fascino particolare: la Slovenia è un paese ancora "intonso", almeno... dal mio punto di vista. Gli spazi sono ancora aperti, si riesce a far perdere lo sguardo senza dover per forza incontrare qualche manufatto umano, e questo tante volte è un bene per la tranquillità dell'animo. L'impianto sportivo in cui si sarebbero poi svolti gli Europei si sarebbe dimostrato uno schiaffo al nostro senso di considerare lo sport. Lo stadio (minuto) ma comunque Stadio con pista da 8 corsie. Una seconda pista limitrofa (20 metri di distanza?). Sotto le tribune un rettilineo coperto di 100 metri (dove dovrebbe allenarsi d'inverno la Ottey) con annessa palestra dotatissima di ogni orpello. In Italia per mettere insieme tutto questo, ci sarebbero volute 3 generazioni di politici, svariati fiumi di milioni di euro (molti rigagnoli dei quali finiti in qualche fogna), qualche tenace appassionato (altrimenti il progetto si arenerebbe dopo qualche mese) e probabilmente l'abbandono del tutto a 3/4. Questa è l'Italia, quella è la Slovenia. Tutti i ricordi legati a quell'edizione sono accompagnati dal sole: qualcuno ha visto qualche stilla di pioggia? Forse il giorno delle finali dei 100 qualche nuvola ha fatto capolino: tutto il resto delle foto è invece vivido, colorato di blu, arancio, azzurro. C'erano bei colori e questa sensazione non so spiegarla bene. Se dovessi trovare il personaggio "italiano" di quegli Europei, non saprei bene chi scegliere. Si vinsero la bellezza di 56 ori, 50 argenti e 44 bronzi, per un totale di 150 medaglie. Una scorpacciata. Bè, ben 14 ori arrivarono dalle staffette! E anche 7 argenti e 5 bronzi per un totale di 26 medaglie arrivate dalle formazioni nazionali (incluse quelle di marcia e maratona). Quindi proprio il "team azzurro" è stato forse il vero personaggio di quel 2008: la spedizione nel suo complesso, senza un primus inter pares sopra gli altri. Dalla velocità (100, 200, 400 e le due staffette) arrivarono 47 medaglie (il 31,3% del totale). Che diventano 57 se includiamo gli ostacoli (38%). Dal mezzofondo veloce al fondo (quindi dagli 800 alla maratona) sono state conquistate invece 35 medaglie (il 23,3%). 23 medaglie dalla Marcia (15,3%), mentre 16 dai salti e 19 dai lanci. Totale 150 appunto. I re mida della trasferta nelle gare indivduali (3 ori a testa) si rivelarono tre hall-of-famer del masterismo italiano: Sergio Agnoli (1926), Gabre Gabric (1914) e Bruno Sobrero (1920). Due ori furono invece vinti da Tiziana Bignami (1972) che con quella doppietta chiuse il cerchio su una stagione davvero irripetibile, il 2008 (con la doppietta ai mondiali indoor francesi su 60 e 200 a suon di record nazionali e lezioni di "americano"), Dario Rappo (1948, vittorioso su 800 e 1500, nella sua stagione master migliore probabilmente... almeno, sino ad ora!), Mario Riboni (1913) ed Enrico Saraceni (1964) anche quest'ultimo ad una storica doppietta 200-400, accoppiata al bi-titolo mondiale indoor di Clermont (condito dal record mondiale nei 400 M40). Di fatto, a livello individuale, Bruno Sobrero risultò l'atleta che importò più metallo in Italia: ben 5 medaglie. Oltre le tre d'oro (su 100, 200 e lungo M85) vinse infatti anche gli argenti nel pentathlon e nel peso.- Curiosità sulle serie di vittorie: vi ho già detto molteplici volte che i miei dati per gli Europei non hanno riscontri pre-2001. Sui mondiali invece sono ben messo: ho tutti i risultati di tutti gli italiani in tutte le edizioni fin qui disputate. Mi piace (deve essere un gioco un pò perverso, lo ammetto) sottolineare le serie di vincitori nelle varie edizioni degli europei a mia disposizione (2002, 2004, 2006 e 2008). Magari condendole con qualche dato dei mondiali. Ebbene, vanta il filotto di vittorie Carla Forcellini (1959, vincitrice di 4 ori nell'asta dal 2002 al 2008). Altra atleta (al femminile) che ha vinto almeno una medaglia nelle ultime 4 edizioni degli Europei è Waltraud Egger (1950, tra individuali e staffette ne ha vinte infatti 15). A Lubiana si è purtroppo interrotta la sua imbattibilità sui 5000 (oro nel '02, '04 e nel '06), laddove l'altoatesina si accontentò solo del bronzo negli 800 (ma mi pare di ricordare che quell'anno la Egger fosse infortunata ad un ginocchio). Altra donna sempre a medaglia è stata Natalia Marcenco (1954), che ha portato a casa medaglie in ogni edizione sui 5 e sui 10 km di marcia. Naturalmente non poteva mancare all'appello Vincenzo Felicetti (1949) sempre a medaglia nei 400 da 4 edizioni (due ori, un argento e un bronzo), mentre nei 200 arriva puntualmente secondo da 3 consecutive. Bruno Sobrero addirittura vanta diversi filotti medagliati (tre, ma nessuno tutto d'oro): nei 100, nei 200 e nel lungo.
- Le serie aperte: quando commenterò meglio gli europei ungheresi, farò un sunto migliore. Le serie aperte, sono quelle ottenute con almeno 2 vittorie consecutive nella medesima specialità nelle ultime 2 edizioni, che con l'Ungheria potrebbero continuare a rimanere, appunto, "aperte". Qui sotto l'elenco degli atleti che potrebbero continuare il proprio percorso "immacolato".
- Carla Forcellini, asta (4 edizioni)
- Enrico Saraceni, 200 (3 edizioni)
- Enrico Saraceni, 400 (3 edizioni)
- Sergio Agnoli, 5000 (2 edizioni)
- Milena Megli, 10 km di marcia (2 edizioni)
- Bruno Sobrero, 200 (2 edizioni)
12/07/10
Velocisti master sugli scudi ad una settimana dall'Ungheria
- A Donnas, sabato, in uno dei meeting meglio organizzati in Italia, ti rivedo dal vivo Daniela Ferrian (1961) e mi sembra davvero quella di un tempo. Poi si accuccia sui blocchi e sembra davvero quella di una 15ina di anni fa e spara un 13"28 che passerebbe inosservato... ma non a me. Il vento sopra i 3 metri inficia quello che sarebbe potuto essere infatti un record italiano F45 (appena stabilito, tra l'altro, da Marinella Signori a Roma con 13"37). L'anno prossimo, da F50, prevedo l'effetto della palla da boowling sui birilli/record. Sarebbe bello a quel punto vederla impegnata nel nostro piccolo mondo "antico". Si rivede anche Salvino Tortu (1959) che con +3,9 corre in 11"79: quest'anno purtroppo o perfortuna gli impegni da dirigente sportivo (e padre-accompagnatore dei propri turbo-figli) lo hanno coinvolto molto, tanto da sottrargli energie per l'attività in pista "personale". Ma non disperiamo di vederlo nelle kermesse elvetiche (a proposito: segnatevi sul calendario la prima settimana di settembre, che c'è il meeting internazionale master di Bellinzona!). Nel giorno dei ritorni, c'è spazio anche per Marco Ceriani (1965) che sigla un 11"50 solo leggermente ventoso (+2,6), ma che segna anche un punto di passaggio per risultati migliori in condizioni "normali". Ottimo ritorno. Marco Boggioni (1966) cui sembra difficile fargli accettare la discesa fra i master, dopo un ottima partenza, prende lo svincolo ai 70 metri e si ritira. Probabilmente avrebbe corso vicino agli 11" se non sotto. Infine nell'ultima serie nazionale (ci sarebbe poi stata anche quella internazionale) 10"85 con 3,5 per Stefano Tugnolo (1975): anche lui ancora vergine per quanto riguarda i master. Nei 200, lo stesso atleta corre in 22"62 con 1,5 (i 200 a Donnas vengono corsi dopo le 19, quando la bora diventa brezza). Di Roberto La Barbera (1967) ho parlato nell'articolo precedente, ma solo per quanto riguarda il lungo: nei 200, con 0,4 di vento a favore, 24"29, tempo che a Roma lo avrebbe proiettato al 9° posto tra gli M40. Nei 110hs Stefano Longoni (1975) torna su ottimi livelli: 14"74 con 1,9 di vento a favore. Nel lungo, 7,08Gabriel Gui (1975) con un vento quasi inusitato: 7,1!! Di solito però quei salti li fa senza vento... Diego Fortuna (1968) 59,11 nel lancio del disco.
- Sul sito della Fidal, noto il meeting di Imola, disputato l'8 luglio. Nei 400 Stefano Baldrati (1975) sigla un ottimo 51"75. Quest'anno non mi sembra di averlo visto gareggiare tra i master, nonostante appartenga ad una società (la Imola Sacmi) tradizionalmente immersa in questo mondo. Naturalmente ha uno spessore maggiore il 52"81 di Alberto Zanelli (1965), sempre della Imola Sacmi. Francesco Arduini (1974) 1,95 nel salto in alto (lo vedremo poi all'opera in Ungheria), nella gara vinta da Giulio Ciotti (1976), che volenti o nolenti l'anno prossimo diverrà... over-35! Lucia Pollina (1975) 2'11"48 sugli 800.
- Ma andiamo a Velletri, dove si è svolto il meeting molto affolato. Sui 100 finalmente Paolo Chiapperini (1969) piazza un tempo da finale europea di categoria: 11"15 con 0,6 di vento as favore. Nei 200 addirittura 22"84, che rappresenta la seconda (o terza, non ricordo i tempi di Mauro Graziano) prestazione over-40 dell'anno dietro a Max Scarponi. Nei 400 il padovano trapiantato a Roma Nicola Zoppello (1968) 52"28. Nel 3000 Marco Cacciamani (1961) 9'06"03. 1,71 di Marco Mastrolorenzi (1960) nell'alto. Giordano Di Francesco (1973) vince la gara di lancio del peso con 14,13.
11/07/10
Roberto La Barbera: il Master da 6,86 di lungo
07/07/10
I master in Lombardia nell'ultima settimana - Befani a 5,00 a 40 anni - Ottey 11"84, nuovo record W50
(Flavia Borgonovo è riuscita a saltare un grandissimo 5,60 a Cernusco ieri sera) - Se ci fosse tempo e spazio, potremmo parlare per ore di quello che sta succedendo nel mondo master delle ultime settimane. Lo spazio c'è, il tempo un pò meno. Arrangiamoci. Si avvicinano i Campionati europei ungheresi (di quella città con gli accenti tonici che inizia con "N") e fino ad ora ne abbiamo parlato solo a strascico negli altri articoli su altri argomenti, citando i vari atleti. Nel frattempo sono usciti gli orari delle gare (lo trovate nel sito ufficiale della manifestazione), di quella che sembra un'organizzazione che parte col piede giusto. Vediamo in in Lombardia quelli che sono stati i miglori risultati degli over-35. Poi nel prossimo articolo gli altri risultati (a partire da Frascati). Annuncio che domani sarà anche nominato il master del mese di giugno di Webatletica (li stiamo nominando da inizio anno).- Nembro (06/07): meeting nazionale di Nembro, una classicissima di luglio. Continuo a chiedermi perchè non venga istituito un grand prix Nazionale che favorisca la partecipazione e coinvolga gli atleti in classifiche, premi... inutile sparare su questa Fidal, la peggiore pubblicità se la fa col solo esistere. Vediamo comunque gli over-35 presentatesi sulla pista bergamasca. Sui 110hs presenti Luca Giovannelli (1975) quest'anno un pò appannato invero, che passa in finale per la rotta del cuffia: 14"75. In finale poi correrà in 14"71. Fino all'anno scorso correva a ridosso dei 14": cosìè successo? Stefano Longoni (1975) invece si rialza in batteria, vittima di un periodo di confusione ostacolistica. Cì tempo per rifarsi. Nei 100 maschili Maurizio Checcucci (1974) corre in 10"77 in batteria e 10"55 in finale. Edgardo Barcella (1970) a ridosso degli Europei, torna in pista sul "GIRO" come lo definisce Runnerpanda, un nostro amico virtuale. Stagione davvero oculata la sua: energie centellinate in attesa del grande avvenimento e risultati mediamente molto elevati: 50"93 in questa occasione. Nel lungo il rumeno Gabriel Gui (1975) salta 6,83. Ottimo tempo di Maria Vittoria Fontanesi (1974) sugli 800: 2'08"97. L'eccellente Silvia Casella (1972) corre i 3000 in 9'33"43.
- Rovellasca (07/07) - Torniamo a parlare di AGC. Giuseppina Perlino (1965) corre i 200 in 28"55 (84,2% agc, con 1,8 di vento contro!) e sfiora anch'essa il record italiano, quest'anno abbassato a 28"30 da Daniela Ferrian. La Perlino in una ventosa riunione di inizio primavera aveva già sparato un sub-28", vanificato, purtroppo, proprio dal generoso vento a favore. Probabilmente ha nelle gambe il record, ma manca l'occasione giusta. Marco Boggioni (1966) lo troviamo presente nella gara al maschile: 23"38 (91,79%). Peccato che la sua unica presenza a mia memoria nel mondo master, sia limitata agli Europei indoor di Ancona 2009. Sarebbe uno che combatterebbe con Scarponi, Chiapperini, Graziano... Angelo Mauri (1957) è in buona forma in questa parte di stagione: 25"76 (88,83%), davanti a Stefano Malvicini (25"88 e 88,42%). Emanuela Baggiolini (1972) sta per tornare in forma "europei": 58"32 sui 400 e 88,04%. Nella stessa serie ancora una presenza per Elena Montini (1962): 1'03"65 e 89,55%, ormai definitivamente ritrovata (se mai si fosse persa: non ne avevamo sentito parlare per qualche mese e ci eravamo preoccupati). La Globetrotter Gigliola Giorgi (che forse è pure una mia "collega", m'informerò) totalizza 86,21% correndo in 1'02"18, mentre bell'esordio nei 400 di Rosa Anibaldi (1966): 1'03"29 e 86,50%. Cosimo Sguera (1971) 2'02"04 negli 800 e 86,32%. 84,56% sui 5000 (più si sale nelle distanze, più valori sopra gli 80% sono decisamente di prim'ordine) da parte di Daniela Gilardi (1965) con 18'35"10 sui 5000. L'amico Federico Nettuno (1975) vince l'asta con 4,10 (69,38%).
- Cernusco S/N (08/07) dalle pagine di facebook aveva annunciato un attacco al record italiano M45 degli 800, da lui stesso detenuto. 1'59"22 ottenuto a Rezzato nel 2008. Proprio in contemporanea con lo stesso meeting bresciano (di cui parlo in seguito), Giuseppe Romeo (1963) ci ha riprovato. A Cernusco è inserito nella seconda serie e chiude in 2'01"46, un paio di secondi sopra il primato nazionale (e ben 93,26% agc, che ottenuti nel mezzofondo sono un tesoretto). Rumors davano nella medesima riunione di un tentativo di record M40 da parte di Stefano Avigo (1970), inserito invece nella prima serie: 1'58"52 (89,75%). il suo tempo, che è ancora troppo lontano dal duo Giorgio Gennari-Litta e Giovanni Ferrari, che hanno corso a 9 anni di differenza l'uno dall'altro lo stesso tempo di 1'56"18. 87,31% nei 1500 invece per Paolo Gatti (1957) grazie al 4'43"36. Il risultato a sorpresa (fino ad un certo punto, naturalmente) lo ottiene così Flavia Borgonovo (1974): 5,60 (79,20%) nel salto in lungo con 1,0 di vento a favore e nuovo personale a 37 anni. Esempio vivente.
- Rezzato (08/07) - Fausto Salvador (1969) si mette in luce nei 400: 53"60 (86,76%), ma mi sembra che avesse un Pb sotto i 53". Negli 800 si rivede il campione italiano M40 Francesco D'Agostino (1966) che stabilisce il suo miglior crono dell'anno: 2'01"47 e 90,81%. In deciso miglioramento anche Ugo Piccioli (1969) con 2'03"03, che gli vale 87,24%. Diciamo che si prospettano l'anno prossimo grosse sfide negli 800: D'Agostino va nella tana di Romeo e Pellegrini. Mentre nei 40 la concorrenza dovrebbe farsi bella agguerrita. Nei 3000 gran 9'10"21 di Pierangelo Avigo (1961), che spacca la barriera del 90% (90,70% con la solita considerazione sugli over-90 nelle specialità che non sono la velocità). Prima di lui Giorgio Bresciani (1966) che ha concluso in 9'03"36 (88,32%). Nel peso vince Marco Dodoni (1972, della Forestale) con un lancio a 17,77 (78,10%). Al 4° posto arriva il 46enne Giovanni Tubini (1964) con 15,76 (77,74%). Risultato di soli 2 centimetri inferiori al record italiano M45 di un altro grandissimo del passato atletico italiano: Luciano Zerbini, che proprio col 7,26 lanciò 15,78 nel 2005. Nel disco altra vittoria over-35: Diego Fortuna (1968) con 55,35 (76,17%).
- Record Italiani - Come comparso su Atleticanet, Giacomo Befani (classe 1970) ha valicato, primo uomo italiano over-40, i 5,00 metri nel salto con l'asta a Orvieto il 16/06.
- Record Mondiali - la jamaico-slovena Marlene Ottey, ha così ottenuto un ulteriore miglioramento del suo record mondiale: 11"84 (0,1 il vento) a Maribor il 26/06 contro l'11"95 di Postonja. Chissà se verrà portata a Barcellona dalla federazione Slovena o quanto gli hanno chiesto per poter partecipare. Chiedo così pubblicamente al nostro amico che conosce le "cose slovene" e che già ci ha aggiornato dei record della Ottey, se se ne sa qualche cosa.
05/07/10
L'analisi dei numeri dei c.d.s. di Claudio Rapaccioni
04/07/10
A quando un incontro internazionale per la Nazionale Master?
Douglas e l'uomo più anziano sotto i 50" - La Mazzenga perde il record degli 800
Rimaniamo nel mondo della velocità: come riportato da alcuni nostri utenti molto attenti, Marlene Ottey nella gara di Postonja il 6 giugno non aveva corso in 11"72 così come da abbaglio-globalizzato e così come riportato su tutti i siti sportivi internazionali, ma bensì in 11"95 (+0,9) che comunque lo si guardasse era il record mondiale dei 100 W50. Ma l'11"72 era di altra atleta, che aveva vinto un'altra serie. Comunque sia, l'impero della Ottey si estende a questo punto su 4 categorie (W35, W40, W45 e W50) rispettivamente con 10"74, 11"09, 11"34 e l'ultimo 11"95. Quest'ultimo record sembra sia stato ulteriormente abbassato a Maribor dalla ex jamaicana a 11"85 (come notato su un piccolo trafiletto della Gazzetta qualche giorno fa, cui sto cercando riscontri... che al momento non trovo).
Dai campionati tedeschi over-50 (qui i due campionati separati sono già una realtà), Christel Happ strappa un ulteriore record del mondo, quello del salto in lungo W80 con 3,05, che migliora di oltre 40 centimetri il precedente record. Sempre dai campionati tedeschi di Kevalaer, Elfriede Hodapp avrbbe battuto il record del mondo degli 800 di Emma Mazzenga, abbatendolo di quasi 12". 3'14"66 contro il 3'25"18 corso dalla Mazzenga. Purtroppo al link del Campionati Tedeschi questo risultato non lo trovo, fidiamoci. Cercherò prossimamente di fare il punto della situazione dei record del mondo aggiornando il file iniziato il primo di gennaio.
Dai campionati tedeschi over-50 (qui i due campionati separati sono già una realtà), Christel Happ strappa un ulteriore record del mondo, quello del salto in lungo W80 con 3,05, che migliora di oltre 40 centimetri il precedente record. Sempre dai campionati tedeschi di Kevalaer, Elfriede Hodapp avrbbe battuto il record del mondo degli 800 di Emma Mazzenga, abbatendolo di quasi 12". 3'14"66 contro il 3'25"18 corso dalla Mazzenga. Purtroppo al link del Campionati Tedeschi questo risultato non lo trovo, fidiamoci. Cercherò prossimamente di fare il punto della situazione dei record del mondo aggiornando il file iniziato il primo di gennaio.
03/07/10
Diamond League: Dix batte Tyson Gay e grandissimo Oliver: 12"9 sui 110hs
Gli over-35 a Grosseto: record della Rosolen e 4 medaglie "master"
- 01° Nicola Vizzoni (1973, martello) - 75,39
- 02° Marco Dodoni (1972, peso) - 18,10
- 03° Paolo Dal Soglio (1970, peso) - 18,00
- 05° Paolo Finesso (1975, 5000 mt) - 30'11"82
- 05° Davide Bressan (1975, asta) - 4,80
- 06° Andrea Alterio (1973, 110hs) - 14"29 in finale (14"28 in batteria)
- 06° Leandro Mangani (1974, triplo) - 15,81
- 06° Maurizio Checcucci (1974, 100 mt) - 10"45 in finale (10"53 in batteria)
- 10° Luca Giovannelli (1975, 110hs) - 14"59 in batteria
- 13° Emilio Filippi (1972, martello) - 54,02
- 14° Fabio Caldon (1975, giavellotto) - 59,95
- rit. Gabriele De Nard (1974, 5000 mt)
- rit. Diego Cafagna (1975, marcia)
- squ Stefano Longoni (1975, 110hs)
- 02^ Elisabetta Artuso (1974, 800) - 2'07"62
- 04^ Barbara Lah (1972, triplo) - 13,14
- 04^ Maria Vittoria Fontanesi (1974, 1500) - 4'17"33
- 05^ Mara Rosolen (1965, peso) - 14,59 (record italiano F45)
- 07^ Mara Cerini (1971, 800) - 2'11"20 finale (2'09"88 batteria)
- 07^ Silvia Casella (1972, 5000) - 16'42"66
- 09^ Alessandra Melchionda (1975, giavellotto) - 46,06
- 10^ Lorella Pagliacci (1968, 10000) - 37'58"36
- 11^ Lucia Pollina (1975, 800) - 2'12"99 (batteria)
- 12^ Maria Vittoria Fontanesi (1974, 5000) - 17'07"86
- 12^ Emanuela Baggiolini (1972, 400hs) - 51"80 (batteria)
- 12^ Pasqualina Proietti Pannuzzi (1971, disco) - 41,12
- 15^ Roberta Bugarini (1969, alto) - 1,69
- 17^ Enrica Carrara (1967, 3000 siepi) - 11'08"03
- rit Patrizia Spuri (1973, 800)
- rit Paola Mariotti (1969, 5000)
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02/07/10
L'angolo del Duca: Webatletica porta bene
In campo maschile, invece, ancora Simone Collio ma questa volta con la gara, credo, piu’ bella della sua vita. 10”16, pur su una pista veloce come Grosseto, con vento leggermente contro, è un crono stratosferico. Sono molto felice perché Simone, in forma alquanto riservata, si era educatamente lamentato, con noi, per alcune illazioni che lo riguardavano, anche in merito ai suoi crono di Rieti. Adesso, ha veramente dimostrato di essere un atleta capace di avvicinare quel primato italiano che appare irraggiungibile e gli auguriamo di cuore, di riuscirci, preferibilmente nell’ambito dei prossimi campionati europei di Barcellona.
Manuela Levorato, Simone Collio, due grandi atleti che in un modo o in un altro hanno mostrato attenzione per il nostro lavoro di appassionati di questo sport e siamo molto felici di aver portato loro bene. La nostra copertina oggi è tutta per loro.
IL DUCA
Manuela Levorato, Simone Collio, due grandi atleti che in un modo o in un altro hanno mostrato attenzione per il nostro lavoro di appassionati di questo sport e siamo molto felici di aver portato loro bene. La nostra copertina oggi è tutta per loro.
IL DUCA
01/07/10
Anche stasera in radio... Webatletica
Cattivi pensieri (ancora?!) sugli italiani assoluti
- velocità maschile - la sfida delle sfide è rimasta quella dei 100 metri maschili, se non altro perchè c'erano 3 posti con 4 pretendenti, con il non trascurabile particolare di decidere i frazionisti della staffetta veloce. Ma possibile che in batteria ci fossero solo 14 atleti? Se non è record negativo, poco ci manca. 8 in finale e 6 fuori. Per fortuna non mancava nessuno tra i migliori. Simone Collio ha comunque dimostrato in quei 100 metri di essere il più forte sprinter italiano del XXI secolo, nell'unica sfida diretta dell'anno con i suoi più vicini avversari. In un ipotetico ranking, segue Stefano Tilli quale portabandiera della velocità Made in Italy. Il suo 10"16 a mio parere è la sua più bella prestazione di sempre, vuoi per la location ove è stata ottenuta, vuoi per le circostanze che lo hanno portato a correre quel tempo. Probabilmente ora ha raggiunto la quadratura del cerchio, la sicurezza delle proprie movenze e forse è parsa anche una certa serenità. Emanuele Di Gregorio ha invece fatto il suo: 10"20 in stagione, e 10"22 a Grosseto, standard elevatissimi di rendimento. Può benissimo ambire anche lui alla finale di Barcellona. Il disertore (magari da domani figliuol prodigo se come penso rientrerà nei ranghi) Fabio Cerutti, dopo il SB di 10"22 col quale si è presentato a Grosseto, corre la finale in 10"24, terzo. Probabilmente colui che ne esce non sconfitto (10"24 è un signor tempo), ma sicuramente un pò ridimensionato. E ora? Chi farà la staffetta? Avranno il coraggio di tener fuori Cerutti per inserire qualcuno che corre più lento di almeno 2 decimi? Uguagliati parteciperà ad un'altra puntata di "Mai dire Banzai" in cui vince chi con un bastone si tira il colpo più forte nel basso ventre? Staremo a vedere: è un fatto che la 4x100, se non succede nulla di imponderabile (qui molti si toccheranno) è una delle poche opportunità italiane di medaglia. Nei 200 a sorpresa compare Claudio Licciardello: spero non avesse paura di sfidare un Vistalli in formato MaxiBon suoi 400. Resta comunque una scelta davvero opinabile: di solito, uno si presenta in una specialità non sua per "allenarsi" alla propria disciplina. Ma lo fa agli italiani?? Glielo ha chiesto la Fidal? Il Duca mi ha fatto sapere che non si sente a posto fisicamente e che punterebbe tutto sulla 4x400. Vince così Roberto Donati (20"98) che non è un fenomeno, ma il suo lo fa sempre e gli italiani li onora. Bravo. Secondo Licciardello in 21"05. Ma Galvan che fine ha fatto? E Marani? Possibile che si arrivi all'appuntamento clou e ci si infortuni (se è questo il motivo)? Marco Vistalli così si è trovato a correre un 400 da solo, nella depressione totale di una specialità che un tempo metteva una mezza dozzina di atleti sulla soglia dei 46" (e Andrea Barberi che fine ha fatto?), vincendo nel deserto in 45"95 (suo personale): lui il minimo l'ha fatto (era 46"00), Licciardello avrebbe potuto provare a conseguirlo, visto che non ce l'ha ancora (46"13 quest'anno) e non ce l'avrà più (la deadline erano proprio gli italiani) e le "regole" per partecipare a Barcellona sono state pure pubblicate. O la Fidal si inventerà qualche altro strano magheggio venendo meno a... sè stessa? Mi domando ora come faranno a portare la 4x400 maschile, se alla gara più importante, alla fine dei conti si presenta il solo Vistalli. Sarebbe di per sè solo motivo per molti altri esclusi in altre discipline per lamentarsi.
- Velocità femminile: spicca la mamma volante Manuela Levorato, che spara tutto nelle due ultime possibilità a disposizione per fare il minimo per Barcellona: la batteria e la finale. Il tempo fissato è 11"45, mentre la veneta corre in 11"48 prima e 11"49 poi. Peccato. Gli manca solo qualcosina in fase lanciata (perchè nella transizione sembra proprio la Levorato delle medaglie europee di qualche anno fa) e potremo ancora ammirarla sotto gli 11"40. Dura lex sed lex, dicevano i romani. Niente minimo. Ma vedremo anche qui cosa succederà, perchè questa Federazione tutto sembra tranne che un esempio di dedizione a ciò che si impone. Nei 200 femminili Giulia Arcioni si fa interprete di un'ottimo 23"40 (davvero notevole) mentre nei 400 Libania Grenot spara un 51"14 con molti significati. Diciamo che è una delle poche papabili del podio basco.
- Mezzofondo maschile: è l'anno zero. O forse il meno-uno. Sono ormai lontani ricordi i tempi in cui Longo, D'Urso, Benvenuti, Giocondi, Di Napoli... L'oggi è triste ma il domani sembra addirittura peggiore. Si vive alla giornata, sperando che qualcuno tiri fuori il jolly. E su quelli si basa la "politica" della Fidal. Manca una politica generale (come quella americana o spagnola... ma forse non c'è nemmeno voglia di investire denaro: e poi chi accompagna la nazionale in giro per il Mondo? Con quali denari?). L'unica via che si cerca di seguire senza nemmeno tanta convinzione, è quella della naturalizzazione dei figli di immigrati di seconda generazione, che poi, alla fine, sono i ragazzini più motivati ad emergere in una società che offre probabilmente troppi svaghi ed è venuta meno a molti valori. Peccato che molti di questi ragazzini stranieri, ma che sono nati e vivono nel nostro Paese, vengono spesso illusi per anni salvo poi dover cercare di emergere con i colori di una nazione lontana che magari non hanno mai visto. Anche questa è "integrazione" e lo sport può essere un veicolo eccezionale. A Grosseto, orfani di Christian Obrist, l'unico atleta con una certa nomea internazionale, 800 e 1500 si sono trasformati in gare non certo memorabili (quanto meno a personaggi). Hanno vinto Rifesser e Iannone. I 5000 (vinti da Stefano La Rosa) addirittura con soli 5 atleti al traguardo (tutti sopra i 14') e i 10000 corsi a ritmo di 3' per 9 km, quindi regolati da Daniele Meucci. Sì, certo il caldo, ma il senso che se ne ha è di abbandono generalizzato, e soprattutto un ripiego estivo alle ben più remunerative gare su strada.
- Mezzofondo femminile: per fortuna c'erano Elisa Cusma ed Elena Romagnolo ad animare i 1500. Ma non è che segua spesso il mezzofondo femminile per poter affermare: stiamo migliorando e stiamo peggiorando. Guardando l'ordine d'arrivo dei 5000 sembra comunque di vedere una gara della neo-costituenda categoria F30, con un paio di interpreti della F35. Su 15 partite, 10 avevano più di 30 anni. Coincidenze naturalmente. Gli 800 si sono pure privati della presenza della Reina. Ma cos'è successo? Un'epidemia degli atleti migliori proprio a Grosseto? Anche gli 800 femminili hanno comunque evidenziato la completa mancanza di ricambio generazionale. Generalmente tutte atlete vicine ai 30 se non di più, con la sola Serena Monachino (classe '90) a rompere il leit motiv. Nei 3000 siepi due notizie: il sub 10' da parte di Valentina Costanza (9'58"78) e il record italiano junior da parte di Giulia Martinelli (10'05"49).
- Salti: il salto in alto sta indubbiamente vivendo (sia al maschile che al femminile) il suo Rinascimento. Peccato che ciò non produca (almeno al maschile) la stella, ma tanti ottimi interpreti. A parte che anche a livello internazionale si sta vivendo lo stesso fenomeno , cioè un periodo "random", dove non c'è un primus inter pares, qualcuno che sia una spanna sopra gli altri. Questo può giovare anche a noi italiani. Ogni gara fa storia a sè. Nelle gara maschile di Grosseto i nostri amici del GGG ne hanno combinata un'altra delle loro, questi mattacchioni, costringendo a diversi salti in più gli atleti (visto che erroneamente gli era stata misurata una misura di 6 centimetri superiore). Vittoria a Filippo Campioli con 2,28. Al femminile si hanno già una manciata di atlete sopra il metro e 90, ma la dominatrice internazionale rimane Antonietta Di Martino, salita in cielo a 2,01, e di anni ne ha più di 30. Sul più bello è venuta a mancare la sfida con le altre, probabilmente vittime delle gambe molli da emozione da palcoscenico di fronte alla duchessa del salto in alto. Nel triplo maschile si conferma Fabrizio Donato sulle sue misure (17,00) che lo fanno il più grande triplista di sempre in Italia (quanto a risultati), seguito da Schembri e... Boni. E Greco? Bè a Greco non si sa cosa gli succeda in gara. Passa dai 17 metri ai 16 (e anche a meno), non dando garanzie di regolarità. Bocciato. Nel triplo femminile senza avversarie Simona La Mantia (14,00). Il lungo femminile è una specialità invece davvero in cerca d'autore. Si fa fatica a superare i 6,30: se andate in Canton Ticino ne trovate una che salta 6,50 regolarmente. Qui le naturalizzazione sono più difficili. Naturalmente le atlete danno il massimo di sè, ma sembra che a nessuno interessi più di tanto sviluppare e migliorare le risorse a disposizione. Sono lontani i tempi della May, ma anche quelli della Capriotti e della Uccheddu. Nel lungo maschile per fortuna è tornato Andrew Howe, ma probabilmente il tasto "on" glielo ha acceso Emanuele Formichetti, che proprio al penultimo salto ha sparato un 8,10 che spero gli valga la convocazione a Barcellona e che deve aver stimolato la verve agonistica del nostro talento più talentuoso. Così Howe ha tirato fuori gli attributi e ha balzato a 8,16: grande iniezione di fiducia per... Arese. Sarebbe davvero bello vedere Howe senza tutti questi personaggi attorno che gli ronzano, che gli suggeriscono, che vogliono stabilire il suo futuro (e intanto gli anni passano...), la sua specialità. Lo sappiamo: molti fanno dipendere le proprie fortune dalle sue gambe, ma di un Campione se ne apprezza spesso la serenità, la solarità, la simpatia più che l'alterigia e la sicurezza. Vederlo con Castrado che lo abbraccia, mi fa francamente senso. Nell'asta gara con solo 3 atleti oltre i 5 metri, vinta da Giorgio Piantella (29 anni) con 5,50, davanti a Rubbiani (32) e D'Orio (32). Assente Gibilisco, e non ne conosco le cause. Tra le donne Elena Scarpellini 4,20.
- Lanci: Nicola Vizzoni patisce il caldo ma lancia comunque 75,39, mentre Marco Lingua si ferma sotto i 73. Nel peso vince un non-militare, Andrea Ricci con un non stratosferico 18,17, e il lancio del peso nazionale è diventato davvero poca cosa a livello internazionale, se si pensa che in finale ad un campionato internazionale servono misure tra i 20,20 e i 20,50. Due metri sono davvero tanti, come mezzo secondo sui 100. Dietro di lui due "master", un M35 (Dodoni) e un M40, l'intramontabile Paolo Dal Soglio. Buon 61,46 nel disco di Hannes Kirchler. Nel giavellotto delude la speranza Gianluca Tamberi (solo terzo) battuto da Roberto Bertolini (73,79) e Leonardo Gottaro (71,07). Tra le donne di sicuro spessore internazionale il lancio di Chiara Rosa con 18,61. Probabilmente manca qualche centimetro per pensare al podio di Barcellona, ma la veneta sembra in decisa crescita. Zahra Bani invece si riavvicina al muro dei 60 (59,87) che sono già una soglia di eccellenza internazionale. Infine va alla Salis la sfida eterna con la Claretti nel martello: 70,23 a 69,55.
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