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11/07/10

Roberto La Barbera: il Master da 6,86 di lungo

(Roberto La Barbera festeggia l'argento nel salto in lungo alle Paralimpiadi di Atene 2004) - Ragazzi, qui abbiamo toppato tutti. Qualcuno doveva segnalarmi la cosa ma non l'ha fatto! Nel commentare le gare dell'Olimpico, nello specifico il salto in lungo M40, avevo usato parole del tipo che, vista la scarsa vena di Giorgio Federici (sembra fosse stato colpito da crampi), si era imposto un incredulo Roberto La Barbera. In quel momento era solo un nome cui non avevo collegato un volto. Anche se mi suonava vagamente famigliare... Se non che ieri a Donnas mi trovo mio malgrado ad assistere ad una gara di salto in lungo, dove lo speaker, sempre più in maniera entusiastica si trovava a commentare le gesta di un ragazzone con il body nero e una sciabola al posto dell'arto destro. Alla fine balzo nella storia (purtroppo ventoso) di 6,86, che equivale alla miglior prestazione mondiale per atleti con protesi (non è il record mondiale, attenzione, quello è 6,74... è solo il salto più lontano mai effettuato nella storia da un super-atleta dotato di protesi). Fino a qui i fatti. Poi trovo il mio amico d'infanzia Marco La Rosa (allenatore del Pistorius all'italiana... anche se Pistorius con due protesi sembra paradossalmente più agevolato rispetto a chi ne ha una sola, per il gioco di equilibri cui devono sottoporsi questi atleti) e parliamo dei risultati del suo pupillo. Finchè arriva, distrattamente, a citarmi che allo Stadio olimpico di Roma "il ragazzo" ha vinto i Campionati Italiani Master. Strabuzzo gli occhi, faccio uno screening veloce dei miei ricordi che non porta a nulla. "Ma sì, nel salto in lungo M40!". "Porca vacca, ma lui è QUEL Roberto La Barbera "incredulo"!!"; "proprio lui: pensa che ne ha parlato pure la Gazzetta dello Sport e Tuttosport!". Apriti cielo: si parla di Campionati Italiani Master sulla Gazzetta (in prima pagina!) e noi non sapevamo nulla? Trovo in serata l'articolo, dove viene citato anche il buon Giorgio Federici (sconfitto in questa circostanza) citato come ex-azzurro, per dare spessore alla prestazione di Roberto. 6,31 saltò all'olimpico e 6,86 alla prestazione di Donnas. Voglio darlo io spessore adesso alla sua prestazione. Ok, eravamo a Donnas, il tempio del vento, dove qualcuno ad inizio valle ha fatto rovesciare il vaso di Pandora verso nord. Ma 6,86 è a soli 6 centimetri dal record italiano M40 di salto in lungo (6,92) di Roberto Bonvicini! Una prestazione notevole, gigantesca. Peccato a questo punto che non venga in Ungheria, visti gli impegni internazionali (anche i mondiali in Nuova Zelanda, mi sembra, a gennaio).

13/04/09

Ancona-2009: il lungo parla tedesco

(foto tratta dal sito www.atleticanet.it) - Continuiamo il nostro viaggio speciailità per specialità all'interno dei Campionati Europei Master di Ancona 2009. Il salto in lungo ha parlato decisamente tedesco, con poche soddisfazioni per gli azzurri impegnati, che in alcune circostanze sono stati anche un pò sfortunati. Nel medagliere finale di specialità, nonostante il dominio numerico, l'Italia si è infatti piazzata addirittura al decimo posto (benchè seconda a pari merito come numero di medaglie, 6), non avendo conquistato nessuno dei metalli più pregiati a disposizione. Così, dopo i 9 paesi che hanno conqusitato almeno un oro, è giunta appunto l'Italia. Incredibile il ruolino di marcia della Germania, che ha conquistato la bellezza di 22 medaglie, di cui la metà, 11, d'oro massiccio. Il secondo paese nel medagliere di specialità, la sorprendente Russia, ha conquistato "solo" due ori, 3 argenti e un bronzo. Sorprende anche la Svizzera, con due ori e un argento e la Polonia con due ori (uno conquistato da una fantascientifica W45 che è riuscita a saltare 5,38, miglior salto al femminile in assoluto di questi Campionati Europei Master). Lo schiacciante dominio tedesco è stato sancito anche dalla speciale classifica a punti (conteggiati i primi 8 finalisti, con punteggi decrescenti da 8 a 1). Ebbene, per i teutonici raccolgono la bellezza di 203 punti, contro i 117 del'Italia e i 56 della Russia. Ma ogni dato è interpretabile, ergo per "pesare" ogni singola prestazione, non c'è che da dividere il numero di punti per il numero di finalisti, e si ottiene una sorta di dato qualitativo delle prestazioni. Ho preso quindi i paesi con almeno sette finalisti (per avere un campione ragionevole), e il dato diventa inclemente con l'Italia esaltando quello tedesco. Entrambi i paesi hanno piazzato infatti 31 finalisti, ma dividendo questo dato per il numero di punti ottenuti dai finalisti, otteniamo 6,548 per la Germania e 3,774 per l'Italia. Cioè mediamente i finalisti d'oltralpe sono arrivati tra l'argento e il bronzo, mentre gli italiani tra il quinto e il sesto posto. Bel paese sorpassato da tutti gli altri paesi, dove spicca il 5,600 della Russia (con 10 finalisti) e lo stesso risultato della Finlandia.
Le medaglie italiane
Poca gloria per gli italiani in questa specialità. "Solo" sei medaglie, di cui due argenti, quello di Roberto Bonvicini e quello di Vittorio Biagiotti.
  • Roberto Bonvicini, M40, è stato un pò sfortunato. Perdere l'oro per due centimetri non è mai una bella esperienza. 6,76 contro il 6,78 del britannico Munroe. Dal tabellino di gara ci si rende conto che è stata una bella gara. Dopo il primo salto lo stesso britannico in testa con 6,42 davanti a Giorgio Federici (poi quarto), con 6,40. Nullo per Bonvicini. Al secondo, Bonvicini passa in testa con 6,44. Al terzo Roberto incrementa: 6,54 mentre l'inglese piazza due nulli. Al quarto piccola rivoluzione: Bonvicini piazza il 6,76 e l'inglese 6,63. Per il bronzo il greco Arvanitis supera Federici di un centimetro: 6,45 vs 6,44. Al quinto si avvicina alle medaglie il russo Pankratov: 6,43. Ed infine l'ultimo balzo: Munroe 6,78, cui Roberto risponde con un 6,62 insufficiente per l'oro. Per Bonvicini si interrompe un piccolo filotto di vittorie, iniziata a Riccione 2007, e continuato con Clermont e Lubiana 2008. Un predominio mondiale ed europeo durato un paio di stagioni. Per Giorgio Federici, invece, dovrebbe trattarsi della prima volta fuori dal podio (nel salto in lungo) da che è master. Ma prendete questa affermazione con beneficio di inventario.
  • L'altro argento della spedizione azzurra nel lungo è stato invece conquistato dall'M80 Vittorio Biagiotti, il master che ha conquistato più titoli italiani indoor nella storia. Tra l'altro il suo argento segue quello sui 100 metri conquistato a Lubiana 2008. Diciamo che nell'attività internazionale è un atleta relativamente in erba. 3,07 per lui ad Ancona.
  • Se i due argenti provengono dal settore maschile, tutti i 4 bronzi provengono da quello femminile. Spettacolare dovrebbe essere stato l'assistere alla gara 40, con 4 atlete italiane racchiuse in 12 centimetri tra il terzo e il sesto posto. La più brava è stata Daniela Sellitto con 5,12 (ottenuto al terzo salto, quando gli valeva l'argento). Ma anche un 5,10 e un 5,09. Susanna Tellini, dopo un primo balzo da 5,06 ha inanellato 3 nulli, una rinuncia e un 4,71. Peccato! Giuliana Deromedi, invece le è arrivata ad un solo centimetro: 5,05. ottenuto all'ultimo, mentre la "nuova" Chiara Ansaldi si è fermata a 5,00 metri, quando quest'anno aveva saltato ben oltre.
  • Dalle W35 arriva il bronzo di Giuseppina Malerba (4,99) che ha sfiorato l'argento per un solo centimetro. Nelle W60 bronzo anche per Elvia Di Giulio (3,52), mentre il terzo posto l'ha conquistato tra le 75 anche una delle pioniere del masterismo made in Italy: Noemi Gastaldi.

22/01/09

Il 2008 dei master

(la fonte della notizia su webatletica)
A chi interessano le statistiche? Ecco qui che segue una bella massa di dati che potrete valutare come vorrete. Ho così preso in considerazione le due grandi manifestazioni internazionali su pista dei master tenutesi nel 2008: i mondiali indoor a Clermont Ferrand e gli Europei all'aperto di Lubiana.
Ebbene, iniziamo col dire che gli italiani all'estero hanno avuto una bella rappresentanza con 1546 presenze-gara (compresive di batterie, serie, finali...), distribuite così: 1142 maschili e 404 femminili (in termini percentuali 73,86% di presenze maschili, contro le 26,14% femminili). Quindi, intuitivamente, su 4 atleti-master, tre sono stati uomini e una era una donna. La predominanza maschile è schiacciante, senza però dimenticare che il dato femminile è in forte crescita. Lasciamo perdere Riccione-07 dove ogni tipo di valutazione risulta impossibile (pensate: le sole presenze della categoria M35 sulla riviera romagnola, quasi eguagliano quelle di tutte le altre categorie nel 2008!), ma è chiaro che la diffusione del mondo master, nonostante i colpevoli ritardi organizzativi e gestionali della Fidal, si sta rafforzando.
Dal dato fornito emerge la forza di una categoria: quella dei 40 (uomini e donne), che con 361 (23,35%) presenze-gara rappresentano la forza più dominante nel panorama master. Seguono i 35enni (14,55%) e i 45enni (14,16%). Sorprende il pareggio tra 50enni e 55enni: 180 presenze-gare (11,64) per entrambe le categorie. Dai 60 in poi si nota una brusca discesa: 118 i 60enni, 89 i 65enni. Il pareggio tra categorie può essere interpretato come l'onda lunga di un'ondata di "masterismo". Considerando che gli M55 possono aver iniziato l'attività "da-master" a 40 anni (gli M35 sono una categoria apparsa solo nell'ultimo lustro), possiamo far retrocedere questo fenomeno sociale ad inizio anni-90. Ma allora ero una "promessa" e non seguivo i master, quindi non so cosa possa essere successo.
I dati a mia disposizione mi portano ad un totale di 224 medaglie vinte dagli italiani: 83 d'oro (50 maschili e 33 femminili), 68 d'argento (43 maschili e 25 femminili) e 73 di bronzo (41 maschili e 32 femminili... curiosità: 71 medaglie di legno... per i quarti posti). In totale 134 medaglie maschili e 90 medaglie femminili, un dato se vogliamo sorprendente, perchè se la rappresentanza maschile all'estero è per 3/4 maschile, a livello qualitativo le atlete italiane superano nettamente gli uomini. Se prendiamo con valore di incidenza il numero di medaglie per atleta (la somma totale di presenze-gara diviso il numero di medaglie conquistate per sesso), noteremmo che per gli uomini c'è una medaglia ogni 8,52 presenze-gara. Per le donne si arriva addirittura alla metà, cioè 4,48. Ok, una riflessione va fatta, e cioè che nelle presenze-gara vengono annoverati i turni, che per gli uomini (si pensi a Clermont) in alcune specialità sono stati doppi rispetto alle donne. Ma probabilmente estraendo il solo atleta-gara, gli uomini scenderebbero fino ad un ipotizzabile 6 presenze-gara per medaglia, ma non oltre. Tutto questo per sostenere che al momento la presenza femminile aitaliana lle manifestazioni internazionali master, risulta più qualificata rispetto a quella maschile.
A livello individuale, questi sono stati i plurimedagliati (dato comprensivo delle due manifestazioni internazionali prese in considerazione, tenendo presenti solo gli atleti con almeno due medaglie d'oro, staffette escluse... naturalmente il primo dato è relativo agli ori, poi gli argenti, quindi i bronzi):
  1. 7/3/0 SOBRERO BRUNO (M85)
  2. 6/0/0 GABRIC GABRE (W90)
  3. 4/1/0 SARACENI ENRICO (M40
  4. 4/0/0 BIGNAMI TIZIANA (W35)
  5. 3/0/0 AGNOLI SERGIO (M80)
  6. 2/1/0 TADEI LINO (M85); GENNARI LITTA GIORGIO (M40); BORANGA LAMBERTO (M65)
  7. 2/0/1 ALETTA PATRIZIA (W35)
  8. 2/0/0 BONVICINI ROBERTO (M40); FORCELLINI CARLA (W45); RAPPO DARIO (M60); RIBONI MARIO (M95); SEGATEL MARCO (M45)
Delle 38 staffette effettuate, la nazionale italiana ha guadagnato 15 ori, 7 argenti e 7 bronzi. Prossimamente altre statistiche... se interessano.