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16/11/09

Record italiani femminili master: una storia giovane

(Mondiali Master di Brisbane 2001: al centro Emma Mazzenga, sulla sinistra Noemi Gastaldi - foto evaa) - Così come appena fatto con gli uomini, ecco la fotografia dei record italiani femminili master. Sono 433 gli eventi che possono essere definiti "miglori prestazioni italiane" al femminile. Tra gli uomini, come abbiamo appena visto nel passato articolo, erano 643. Il totale dei record disponibili sul suolo nazionale è così di 1086: insomma, c'è solo l'imbarazzo della scelta. La grande differenza nel numero dei record tra uomini e donne è dovuta dall'assenza di diversi record nelle categorie "più mature" femminili. Molte specialità arrivano attorno ai 70/75, alcune addirittura non superano la categoria F60. Così ho ampliato il range di atlete suscettibili di attenzione, spostando ad almeno 3 record italiani la classifica. In questa classifica, le atlete con almeno 3 record è di 49. La regina incontrastata al momento risulta essere Emma Mazzenga (nata nel 1933) che ha totalizzato al termine del 2009 la bellezza di 21 record nazionali ottenuti in 17 stagioni di attività master soprattutto nella velocità, con alcune puntatine agli 800. Proprio 17 stagioni è anche il record nel record: infatti solo Noemi Gastaldi con la Mazzenga è riuscita a scrivere il prorio nome sul libro dei record dopo 17 stagioni dopo il primo record. Al terzo posto la giavellottista Giuliana Amici, con 16 stagioni. Ricordo che Carmelo Rado, al maschile, ha scritto la storia in un spazio temporale di 27 stagioni. Sul podio delle pluri-primatiste vediamo Anna Flaibani al secondo posto: lanciatrice oggi F80, vanta al suo attivo 16 record in 12 anni di attività. Terza in questa fotografia dei record italiani la leggendaria Gabre Gabric, con 13 record. Sta rinvenendo come un treno Brunella Del Giudice, ferma al momento a 12 record, ma ottenuti in sole 4 stagioni. Nelle top-ten tutte le atlete che hanno scritto la storia del masterismo femminile: Carla Forcellini (11 record), Bruna Miniotti, Lucia Soranzo e Ingeborg Zorzi (9 record a testa), Paola Melotti (8 record), Dina Cambruzzi, Maria Lorenzoni, Rossella Zanni (7 record).
I record più "anziani" hanno "solo" 29 anni e nessuno di essi è precedente al 1980. Questo anche perchè l'attività master femminile ha iniziato a muovere i primi passi alla fine degli anni '70 e soprattutto in sepcialità più "facili" come la velocità, il lungo e nei lanci. Comunque sia, i 5 record più vecchi appartengono tutti ad Ada Turci, classe 1924, a partire da quello del lancio del peso F55 datato 31/05/1980 (11,12). Nel giro di 5 anni la Turci otterrà questi famosi 5 record che resistono a tutt'oggi come i più longevi della storia master al femminile. Solo 8 record risalgono agli anni '80. 57 record risalgono a prima del 2000, mentre tutto il resto è stato ottenuto nel XXI secolo.
L'atleta nata più lontana temporalmente a detenere un record italiano, è al momento Adorna Eleuteri, nata il 01/03/1912 (avrebbe oggi 97 anni) cui appartiene ancora il record dei 200 indoor F85 stabilito a Gateshead.
La città più prolifica di record italiani al femminile è sicuramente Ancona, visto anche l'utilizzo intensivo dell'impianto degli ultimi anni (e al fatto che piste indoor ne rimangono solo 3 in Italia...). 77 record italiani indoor. All'aperto l'impianto di Lubiana risulta essere stato teatro della bellezza di 17 record italiani femminili.

13/04/09

Ancona-2009: il lungo parla tedesco

(foto tratta dal sito www.atleticanet.it) - Continuiamo il nostro viaggio speciailità per specialità all'interno dei Campionati Europei Master di Ancona 2009. Il salto in lungo ha parlato decisamente tedesco, con poche soddisfazioni per gli azzurri impegnati, che in alcune circostanze sono stati anche un pò sfortunati. Nel medagliere finale di specialità, nonostante il dominio numerico, l'Italia si è infatti piazzata addirittura al decimo posto (benchè seconda a pari merito come numero di medaglie, 6), non avendo conquistato nessuno dei metalli più pregiati a disposizione. Così, dopo i 9 paesi che hanno conqusitato almeno un oro, è giunta appunto l'Italia. Incredibile il ruolino di marcia della Germania, che ha conquistato la bellezza di 22 medaglie, di cui la metà, 11, d'oro massiccio. Il secondo paese nel medagliere di specialità, la sorprendente Russia, ha conquistato "solo" due ori, 3 argenti e un bronzo. Sorprende anche la Svizzera, con due ori e un argento e la Polonia con due ori (uno conquistato da una fantascientifica W45 che è riuscita a saltare 5,38, miglior salto al femminile in assoluto di questi Campionati Europei Master). Lo schiacciante dominio tedesco è stato sancito anche dalla speciale classifica a punti (conteggiati i primi 8 finalisti, con punteggi decrescenti da 8 a 1). Ebbene, per i teutonici raccolgono la bellezza di 203 punti, contro i 117 del'Italia e i 56 della Russia. Ma ogni dato è interpretabile, ergo per "pesare" ogni singola prestazione, non c'è che da dividere il numero di punti per il numero di finalisti, e si ottiene una sorta di dato qualitativo delle prestazioni. Ho preso quindi i paesi con almeno sette finalisti (per avere un campione ragionevole), e il dato diventa inclemente con l'Italia esaltando quello tedesco. Entrambi i paesi hanno piazzato infatti 31 finalisti, ma dividendo questo dato per il numero di punti ottenuti dai finalisti, otteniamo 6,548 per la Germania e 3,774 per l'Italia. Cioè mediamente i finalisti d'oltralpe sono arrivati tra l'argento e il bronzo, mentre gli italiani tra il quinto e il sesto posto. Bel paese sorpassato da tutti gli altri paesi, dove spicca il 5,600 della Russia (con 10 finalisti) e lo stesso risultato della Finlandia.
Le medaglie italiane
Poca gloria per gli italiani in questa specialità. "Solo" sei medaglie, di cui due argenti, quello di Roberto Bonvicini e quello di Vittorio Biagiotti.
  • Roberto Bonvicini, M40, è stato un pò sfortunato. Perdere l'oro per due centimetri non è mai una bella esperienza. 6,76 contro il 6,78 del britannico Munroe. Dal tabellino di gara ci si rende conto che è stata una bella gara. Dopo il primo salto lo stesso britannico in testa con 6,42 davanti a Giorgio Federici (poi quarto), con 6,40. Nullo per Bonvicini. Al secondo, Bonvicini passa in testa con 6,44. Al terzo Roberto incrementa: 6,54 mentre l'inglese piazza due nulli. Al quarto piccola rivoluzione: Bonvicini piazza il 6,76 e l'inglese 6,63. Per il bronzo il greco Arvanitis supera Federici di un centimetro: 6,45 vs 6,44. Al quinto si avvicina alle medaglie il russo Pankratov: 6,43. Ed infine l'ultimo balzo: Munroe 6,78, cui Roberto risponde con un 6,62 insufficiente per l'oro. Per Bonvicini si interrompe un piccolo filotto di vittorie, iniziata a Riccione 2007, e continuato con Clermont e Lubiana 2008. Un predominio mondiale ed europeo durato un paio di stagioni. Per Giorgio Federici, invece, dovrebbe trattarsi della prima volta fuori dal podio (nel salto in lungo) da che è master. Ma prendete questa affermazione con beneficio di inventario.
  • L'altro argento della spedizione azzurra nel lungo è stato invece conquistato dall'M80 Vittorio Biagiotti, il master che ha conquistato più titoli italiani indoor nella storia. Tra l'altro il suo argento segue quello sui 100 metri conquistato a Lubiana 2008. Diciamo che nell'attività internazionale è un atleta relativamente in erba. 3,07 per lui ad Ancona.
  • Se i due argenti provengono dal settore maschile, tutti i 4 bronzi provengono da quello femminile. Spettacolare dovrebbe essere stato l'assistere alla gara 40, con 4 atlete italiane racchiuse in 12 centimetri tra il terzo e il sesto posto. La più brava è stata Daniela Sellitto con 5,12 (ottenuto al terzo salto, quando gli valeva l'argento). Ma anche un 5,10 e un 5,09. Susanna Tellini, dopo un primo balzo da 5,06 ha inanellato 3 nulli, una rinuncia e un 4,71. Peccato! Giuliana Deromedi, invece le è arrivata ad un solo centimetro: 5,05. ottenuto all'ultimo, mentre la "nuova" Chiara Ansaldi si è fermata a 5,00 metri, quando quest'anno aveva saltato ben oltre.
  • Dalle W35 arriva il bronzo di Giuseppina Malerba (4,99) che ha sfiorato l'argento per un solo centimetro. Nelle W60 bronzo anche per Elvia Di Giulio (3,52), mentre il terzo posto l'ha conquistato tra le 75 anche una delle pioniere del masterismo made in Italy: Noemi Gastaldi.