12/10/09

Sydney 2009: 3 italiani in campo

(al centro Gianna Mogentale, campionessa "olimpica" master nei 100 F45 - foto illawarramercury.com.au) - In attesa che Marco Giacomantonio ci renda partecipi di quanto sta succedendo in Australia, ai World Masters Games, vediamo di dare qualche informazione sulla prima giornata e dintorni. Innanzi tutto il buon comportamento degli italiani che ho trovato nei risultati: Giacomantonio è quinto nel seeding di accesso alle semifinali dei 100 M40 con 12"08. 8° Emiliano Raspi in quello dei 100 M35 con 11"55. 6° in qualificazione Alberto Papa nel salto in lungo M45 con 5,52. Tralasciato per un attimo l'aspetto tecnico e statistico vediamo altri aspetti.
Volevo sottolineare un aspetto, anche in vista di Torino 2013, laddove si svolgeranno i prossimi Masters Games: questa manifestazione è in grande espansione. Prevedo che il palcoscenico europeo possa dare il là ad una partecipazione di massa dei master laddove il masterismo atletico trova molte della nazioni più prolifiche in tema di over-35 (anche se in realtà la manifestazione è aperta agli over-30). 2800 iscritti nell'atletica sono grandi numeri: pensavo che il 95% di questi fosse australiana, in realtà la percentuale di "esterni" è decisamente più alta che a Edmonton 2005 dove si svolse l'ultima edizione dei Giochi. Certo, il livello tecnico non è certo quello dei Mondiali Master, ma il gap probabilmente già da Torino verrà di molto compensato. Come riferito nel precedente articolo mancano le grandi "scuole" master: quasi assenti la Germania, l'Inghilterra, l'Italia, la Francia, la Spagna, la Finlandia. Curioso invece che ve ne siano altre che magari non fanno tanto parlare di sè nel consesso delle manifestazioni sotto egida WMA: parlo della Slovenia, della Cechia, della Russia. La fanno da padroni naturalmente gli Australiani, visto che organizzano le gare. Però, attenzione! Gli aussie erano presenti in massa anche ad Edmonton, in Canada, che per loro è proprio dall'altra parte del globo. Così i canadesi hanno reso il favore, e li troviamo da questa parte del mondo, a Sydney, con numeri che non si vedono di certo ai Mondiali Master. Questione culturale? Sicuramente come manifestazione è vissuta e sentita molto più da queste due regioni rispetto al resto del consesso sportivo mondiale. Ma sta cambiando, mi sembra. Gli americani assicurano comunque il loro apporto numerico e qualitativo. Anche (probabilmente) perchè questi Giochi hanno una storia (l'ho scoperto nella nottata) molto più lunga di quanto potessimo pensare. Infatti la prima edizione non fu come erronenamente pensavamo (io per primo) a Brisbane nel 2002, ma bensì a Toronto nel 1985. Errore ingenerato dagli stessi organizzatori, visto che il loro passato retrocede solo fino a quella data. Toronto si dimostra quindi la città-sorgente per antonomasia dell'universo master, visto che in essa fu disputato anche il primo campionato del Mondo master nel lontano 1975. Da Toronto-85 si sono tenute 7 edizioni dei Masters Games (questa è l'ottava) con cadenze un pò randomizzate: a volte 4 anni, a volte 3, talvolta 5... Tra parentesi: a Torino sarà la seconda volta che si terranno i Giochi in Europa, essendosi già disputati in Danimarca nel 1989. Leggendo i primi risultati notiamo anche il perchè questa Manifestazione sta assumendo importanza: iniziano ad esserci i grandi nomi del masterismo mondiale, come l'atleta americna (assoluta!) della anno per l'USA-TF (era il 2007) Philippa Rascker, l'olimpionico di Monaco (corse la batteria della staffetta) Bill Collins, l'intramontabile canadese Earl Fee, e naturalmente la creme degli over-35 australiani (Howden, Crombie...). La prima giornata intanto si è conclusa con l'assegnazione di 208 medaglie: naturalmente la parte dei leoni l'hanno fatta e la faranno i cangurini, che hanno già conquistato 108 medaglie di cui 39 d'oro. Ma come dicevo prima, rispetto ad Edmonton-05, il popolo ospitante è meno invasivo e totalizzante. 18 medaglie il Canada (con 5 ori), 15 la vicina Nuova Zelanda (ma con 7 ori), e 12 gli USA (con 6 ori). Proprio mentre sto per chiudere l'articolo, ho appena saputo i risultati della seconda giornata, con una grossissima sorpresa italiana!! In serata ve lo comunico!

11/10/09

Sydney 2009: la prima giornata di Marco Giacomantonio

Nei commenti relativi ai Masters Games di Sydney ci siamo trovati il piacevole intervento di Marco Giacomantonio, impegnato nella nostra nottata nella batterie dei 100 (vinte in 12"02). Al momento sul sito ufficiale non sono ancora stati pubblicati i risultati della prima giornata, dove altri italiani erano impegnati (proprio Marco ha visto la presenza del velocista tocano Emiliano Raspi nelle batterie dei 100 M35). Ripropongo il suo intervento in bella mostra e metto l'accento su quello che dice Marco sulle immagini del mondo master all'esterno: qui trovate il link al quotidiano on-line "La Repubblica" dove sono state inserite una 15ina di foto davvero poco rappresentative ed edificanti del mondo master e soprattutto molto poco attraenti "sportivamente". Sono infatti ritratte scenette "curiose" di anziani che senza tanti mezzi termini sono in difficoltà col gesto atletico che sono chiamati ad eseguire. Il mondo master è ANCHE quello, non SOLO quello... ce la faremo a trasmettere questo messaggio?
  • Il messaggio di Marco
"Ciao a tutti, la prima giornata di gare si e' svolta in un mega-impianto con 9 corsie complete e, udite, udite, un rettilineo di 12 corsie! Ho vinto agevolemente la batteria concedendomi, una volta tanto in vita mia, il lusso di passeggiare in 12"08. Mi trovavo in 2^, ma con la coda dell'occhio riuscivo a scorgere tutti fino alla decima corsia. Mai corso in una batteria con 10 uomini: e' impressionante! Organizzazione comunque impeccabile, a parte qualche piccola sbavatura dovuta proprio alla mancanza di esperienza specifica nell'atletica. Un impianto apposito riservato al riscaldamento anch'esso con 12 corsie in rettilineo (e 8 nell'anello). Non ho ancora avuto modo di leggere i risultati (che vengono pubblicati ed esposti con una lentezza esasperante, unico vero neo almeno fino a questo momento), in generale tuttavia il livello medio mi sembra inferiore a quello dei Mondiali Master. Ho visto comunque punte sotto gli 11"00 sui 100 metri nella categoria 35-39. Domani mi gioco la finale, quanto a Emiliano Raspi (MM35) l'ho visto correre visibilmente provato dal cambiamento di fuso orario. Quando ho lasciato lo stadio ancora non avevano comunicato il suo risultato ne' se fosse stato ammesso alla finale o meno. Non ho visto altri italiani in gara. Ho notato inoltre che sul sito di Repubblica sono presenti alcune foto della manifestazione. Purtroppo, come spesso accade, si sono limitati a pubblicare le immagini degli atleti piu' anziani contribuendo cosi' a fornire un'immagine distorta del movimento master. La mia idea e' che il motivo sia che un atleta di 35-40 che corre magari i 200 in 22"00 o salta 7 metri in lungo e' si' tra i migliori al mondo di categoria, ma non fa notizia, in quanto la mancanza di cultura sportiva fa si' che questi venga considerato alla stregua di un atleta scarso rispetto ai migliori al mondo assoluti, mentre magari un novantenne che riesce a lanciare un peso o ad arrivare in buca nel lungo colpisce di piu'. Seguiranno ulteriori notizie nei prossimi giorni. Un saluto a tutti! Marco"

10/10/09

Partono a Sidney le Olimpiadi Master: scopriamo i 9 italiani iscritti

Partono nella nottata italiana a Sydney i World Masters Games, le Olimpiadi over-30 (non è un errore di battitura, i Campionati sono proprio aperti a tutti gli atleti dai 30 anni in su, e non 35 come usualmente siamo abituati). Fino ad ora pochissimi italiani si sono presentati nelle due precedenti edizioni (Edmonton 2005 e Melbourne 2002), anche per l'estrema lontananza dei luoghi di competizione. Il prossimo appuntamento, ricordo, sarà invece a Torino nel 2013. La manifestazione è molto sentita in paesi proprio come l'Australia (due edizioni organizzate su tre), in Giappone, in Canada... i paesi tradizionalmente in auge nel mondo master (parlo dell'atletica) come Germania, USA, Inghilterra, Francia e... Italia, solitamente non hanno mai avuto grandi partecipazioni, anche per la concomitanza coi mondiali di categoria. Le percentuali di autoctoni sul totale degli iscritti è naturalmente schiacciante: parliamo di quote tra il 75 e l'80%, molto più dei vari campionati mondiali di specialità. Vediamo i 9 italiani iscritti (tutti uomini): possibilità di medaglia nel peso con Francesco Carcioffo e nel martello da Enrico De Bernardis. Uomini da finale invece Antonaci, Giacomantonio, Raspi, Romano. Conosciamo bene gli italiani iscritti:
  • Gli italiani iscritti
  • Antonaci Vincenzo (1959): velocista - quest'anno si è arenato in semifinale agli Europei indoor sui 60 metri (7"80). Come career-best trovo un argento nei 100 M45 agli Europei Master di Poznam del 2006, con 11"75. 5° arrivò invece a Aarhus agli Europei del 2004. Unica edizione iridata master cui ha partecipato è stata San Sebastian 2005, dove si fermò nei 100 m45 in semifinale con 12"29 (dopo aver corso in 11"90 in batteria).
  • Aronne Romano (1955): lanciatore - sette manifestazioni internazionali nel suo carnet, 4 mondiali tra outdoor ed indoor, e 3 europei. Miglior risultato in carriera il 5° e il 6° posto agli Euro Masters Games di Malmoe dell'anno scorso (una sorta di Olimpiade Master in salsa europea) nel lancio del peso e nel disco. Tolti i Masters Games, miglior risultato il 7° posto a Bordeaux nel 2001, Euroindoor.
  • Carcioffo Francesco: lanciatore - veterano in tutti i sensi, visto che la prima partecipazione internazionale risale al 1995, Buffalo. Otto partecipazioni internazionali, e tutte nel lancio del peso. Campione del Mondo a Durban (proprio in Australia) nel 1997, Carcioffo ha vinto 6 medaglie su 8 partecipazioni. Medagliato anche ai World Masters Games di Edmonton nel 2005 dove giunse secondo nel peso M55 con 12,94. Oltre l'oro, due argenti e tre bronzi (di cui due ai mondiali di Brisbane nel 2001 e Buffalo nel 1995).
  • Cirella Raffaele (1958) - prima partecipazione internazionale di cui io sia a conoscenza.
  • De Bernardis Enrico (1961) - lanciatore - prima partecipazione internazionale a Riccione nel 2007, quindi Clermont (indoor) 2008. Bronzo nel martello M45 proprio a Clermont come best-career con 44,41. Sempre a Clermont giunse 5° nel martellone.
  • Giacomantonio Marco (1969) - velocista - il nostro meteorologo dei campi gara si presenterà sui 100 metri. Prima gara internazionale da M40, dopo una intensa carriera da M35. 8 partecipazioni internazionali con un argento nella staffetta 4x200 ad Eskilstuna nel 2005. A livello individuale Marco ha raggiunto le semifinali sempre ad Eskilstuna nel 2005 sui 60 (7"50) ad Ancona 2009 (7"54) e a Linz 2006 (7"72 dopo un 7"44 in batteria), a Lubiana 2008 sui 200 (24"17). La sua batteria sui 100 a Sydney sarà il 20° caps con la maglia della Nazionale.
  • Giacomantonio Domenico (1942): dovrebbe essere il papà di Marco. Un passato da fondista ma mi sembra che si presenterà in qualche prova "corta".
  • Papa Alberto (1962) - saltatore - 11° ai recenti Campionati Europei indoor di Ancona. Unico caps rinvenuto.
  • Raspi Emiliano (1972) - velocista - protagonista della velocità M35 da ormai un paio d'anni, vanta nel suo palmares un oro nella 4x100 agli Europei di Lubiana e l'argento sempre nella 4x100 ai mondiali di Riccione 2007. Individualmente segnalo il sesto posto agli Euroindoor di Ancona quest'anno con 7"36, alla prima finale internazionale raggiunta.

09/10/09

Le ipocrisie del doping

Dopo aver buttato nell'Arena mediatica la positività al controllo anti-doping della giovane Elisa Desco, ho trovato il tempo per riflettere su alcuni aspetti. Il primo di tutti è che non c'è molto da dire quando un atleta viene trovato positivo: a parte prendersela con lui, inveire nei suoi confronti aspettando che qualcuno degli altri forumisti possa dire qualche cosa che non sia la pubblica reprimenda e ghettizzazione, non si può. Sarà ma la cosa non mi convince, perchè alla fine la discussione sul doping è solo a senso unico e non porta da nessuna parte. E dove diavolo dovrebbe portare, direte voi? Bè, penso ad esempio a creare una cultura sportiva positiva o talmente vincolante da indurre i dopati a fare un passo indietro. Le grida manzoniane di oggi secondo me non portano a nulla, perchè sono intrise di rabbia (giustificata), astio, ma poco profondità oggettiva su un problema che si ferma esclusivamente all'atleta e al suo errore. Io la vedo in maniera diversa. Innanzi tutto bisogna distinguere due tipologie di pratiche dopanti: quelle degli atleti di seconda fascia che obiettivamente non possono ambire a molto, e quelle degli atleti "top". Sulla prima tipologia di doping, quella degli ignoranti, non perdiamo nemmeno tanto tempo: se un master arriva a doparsi vuol dire che è proprio un cerebroleso, con tutto rispetto con chi ha avuto questa sfortuna. Sono le schegge impazzite di un sistema che ogni tanto produce qualche mostro, che per solitudine (cos'altro?) deve imporsi almeno in un campo della vita. Squalifichiamoli pure a vita. Ma il doping più ipocrita, a mio modo di vedere, è rappresentato da quello degli atleti di primo livello, dai campioni o dai futuri campioni, proprio come la Desco. Ora, pensateci bene... il doping allo stato attuale delle cose colpisce esclusivamente l'atleta. E tutti a darle addosso. Io, da sociologo imberbe, sostengo invece che gli atleti di vertice facciano parte di una "rete umana", dove l'atleta ne è l'espressione finale, l'output. Non voglio con questo de-responsabilizzare gli atleti, cha hanno grandi colpe, ma voglio quanto meno responsabilizzare altre persone che con l'atleta hanno o avevano a che fare. Ad esempio: l'allenatore. Può un giovane atleta, sul trampolino di lancio di una grande manifestazione internazionale, cominciare ad assumere sostanze dopanti senza che il proprio allenatore si accorga di nulla? Un giorno va come un regionale, e il giorno dopo viaggia come un Pendolino e questa persona, che gli vive accanto tutti i giorni, che spesso ne condivide i dubbi, le sensazioni, i miglioramenti e i peggioramenti, non si accorge di nulla? Suvvia, le favole ce le raccontavano da bambini! Quella persona dovrebbe essere squalificata a vita, più che l'atleta, per il vulnus morale arrecato al mondo dello sport. Soprattutto perchè l'allenatore non solo rappresenta la guida tecnica, ma nel 90% dei casi anche quella psicologica. E' solitamente più maturo dell'atleta che segue. Il rapporto (parlo sempre di atleti "top") è biunivoco, non univoco! Quindi, quando nella storia si bloccano certi personaggi che nella gerarchia delle decisioni rivestono ruoli apicali, spesso si tagliano i fili di queste reti umane devianti. Ma ci pensate se le pene dell'antidoping si riversassero sugli allenatori, quale controllo si avrebbe da parte del sistema sulla pratica stessa del doping? Si creerebbero o coppie devianti (allenatori-atleti) perfettamente conscie della loro deviazione (quindi perseguibili senza ritegno) o l'istituzione della figura dell'allenatore-controllore, che per non perdere il proprio lavoro (o per non vedersi gettato nella gogna dell'infamia) comincerebbe ad avere un controllo più stretto sui propri atleti e le loro pratiche, anche i più birichini. Poi è chiaro che qualche innocente ci finirebbe dentro, visto che la giustizia antidoping è molto inquisitoria e molto poco garantista: mentre nella giustizia penale l'accusa deve provare ciò che dice, nella giustizia sul doping sembra più che sia la difesa a dover provare la propria innocenza... e così molti dopati, adendo alla giustizia ordinaria riescono a farla franca (visto che in molti casi si viene condannati sul solo sosetto o sugli indizi) sventolando poi le sentenze di assoluzione presso i tribunali sportivi competenti. Oltre all'allenatore ci sono altre figure che gioco-forza entrano nei meccanismi di somministrazione del doping: pensiamo solo al medico! Non penso che il giovane atleta acquisti per strada una dose di CERA, una siringa, e poi si nasconda in un vicolo ad iniettarsela... suvvia, anche in questo caso. I medici responsabili (che già adesso, se provato, finiscono nei meccanismi della giustizia ordinaria) in questo caso dovrebbero perdere la possibilità di esercitare la professione medica, almeno legata alla pratica dello sport! E le altre figure? I direttori tecnici della squadre di ciclismo non sanno davvero mai nulla? Quanta ipocrisia! Se squalificassero anche loro, all'atto della positività di un loro atleta, vedreste come il doping verrebbe arginato nel ciclismo! Loro vivono di quello (nel senso di Direttore Tecnico) e visto che tutti i ciclisti terminata la loro carriera non vedono l'ora di finire su un'ammiraglia, il loro posto sarebbe subito guadagnato da qualcun altro. Nell'atletica questo ruolo non esiste, ma qualche presidente privo di scrupoli sono sicuro che da qualche parte esiste... Per concludere: l'atleta dopato, oggi, non è un pazzo solitario che vaga alla ricerca di pusher per le palestre. E' solo un raggio di una ruota, che, chissà perchè, non si vuol colpire... ecco il perchè della mia tristezza per la giovane Elisa Desco.

08/10/09

Record Master: la Fidal la vede come noi

(partenza dei 100f35 di Lubiana - foto MySi agency di Marin Garrigues) - La gestione dei record master italiani in qualche modo di cui non conosco i dettagli, sono passati in mano all'Area Statistiche della Fidal. Sapete che sui record master nascono spesso e sovente accese diatribe, discendenti più che altro allo sfasamento dei diversi sistemi di riferimento: italiano (legato all'anno di nascita) ed internazionale (legato alla data di nascita). Tra l'altro ho forse capito quel'è la sorgente che ha creato il nodo gordiano: la IAAF, che nel suo statuto stabilisce che l'attività dei Master inizia al compimento del 35° anno di età. Il passaggio successivo della WMA non è stato altro che partire da lì, dalla data di nascita. In Italia invece si è prediletto il sistema basato sull'anno. Entrambi hanno i propri "pro" e i proprio "contro". Giusto un mesetto fa ricordavo come avessi paventato il dubbio (l'anno scorso nel forum di masterstrack, qui il link), ma coloro che intervenirono mi stroncarono subito: meglio la data di nascita... Vabbè, rimarrà una questione insoluta per ancora tanti anni. Tra l'altro mi sembra che la WMA sia un pò granitica come istituzione, e molto rigida, o meglio: molto povera di iniziative che non siano i mondiali. Torniamo da questa parte dell'Alpi. Avendo scelto il sistema sull'anno di nascita (mi sembra che sia attuato anche dei tedeschi, che del mondo master sono la massima espressione), la conseguente questione dei record viene automaticamente risolta: sono italiani i record (o meglio, migliori prestazioni italiane) quelle ottenute dagli atleti che nell'anno hanno compiuto (o compiranno) l'età di inizio della categoria. Su Atleticanet Corbelli e Fasolato nei loro preziosi file, inseriscono una divisione sui record: la famosa dicitura "pre". Di fatto il record lo attribuiscono in maniera internazionale, attribuendo però all'atleta che non ha compiuto l'età alla data di ottenimento della prestazione, la citazione di "pre-primatista". Ok, metti mai che domani la Fidal accolga il sistema internazionale: chi va a prendersi i record "post"? Bella domanda... La seconda questione è quelli che io chiamo "i record a cascata". Secondo quelli che sono i più appassionati statistici dell'atletica master italiana (sempre Corbelli e Fasolato), se un atleta ottiene un record in una specialità inferiore a quella della specialità in cui gareggia, automaticamente diviene il detentore del record in entrambe le categorie. Sono sempre stato un pò critico su questo aspetto. Anche perchè la rigida suddivisione in categorie impone una suddivisione anche dell'attività e di quello che vi avviene. Ogni categoria, per me, fa storia a sè stante, a prescindere delle rivoluzioni che possono accadere nelle categorie superiori. Certo, a livello statistico è una notizia (e che notizia!) che un atleta di 5 anni più anziano abbia ottenuto una prestazione migliore. Ma, appunto, rimane una notizia. Questa visione del mondo dei record master l'ha accolta anche la Fidal, visto che i rari casi in cui è avvenuto il record a discesa, ha comunque inserito il record ottenuto nella categoria. Il caso di specie è la 4x100 maschile, dove una fenomenale staffetta M40 a San Sebastian corse in uno strabiliante 42"57. Tempo "assoluto". La 4x100 M35 rimane invece ancorata al 43"00 di Lubiana dell'anno scorso. Chiaramente conosco la situazione per avervi avuto una parte attiva. Ma la stessa cosa dicasi tra 4x100 M50 e M55, nella svedese M40/M35, nella marcia 50 km M45/50, nella marcia 20 km addirittura in 3 casi, nella marcia 10 km in un caso... solo per fare qualche esempio. Quindi, a questo link trovate i record ufficiali della Fidal aggiornatissimi al 7 ottobre.

Nooo!! Positiva Elisa Desco...

(foto di Elisa Desco da www.sportdimontagna.com) - Notizia pazzesca se confermata... Elisa Desco, freschissima e giovanissima campionessa del mondo di Corsa in Montagna non più di un mese fa a Campodolcino in provincia di Sondrio, sarebbe stata trovata positiva al controllo antidoping relativo proprio a quella gara. Subito sospesa, non parteciperà ai Campionati Mondiali di Mezza Maratona che si svolgeranno a Birmingham domenica prossima. E ora l'unica Italia atletica che riusciva a vincere a livello mondiale, si ritrova in ginocchio. Non ho parole per commentare questa notizia: sarò retorico, ma mi sembra solo tremendamente paradossale che un'atleta che più degli altri vive a contatto con la natura, nella solitudine della fatica, ma potendo vivere una dimensione dello sport che pochi altri vivono, possa pensare di convivere con questo peso nefasto. Mi dispiace, così come mi dispiace di Gabriele Bosisio (altro atleta, ciclista, dalla faccia pulita) caduto un paio di giorni fa nello stesso errore. Ma che delusione se fosse tutto vero...

Una valutazione degli italiani allievi: le Isole si stanno allontanando?

(foto dal sito Fidal - Galbieri vincitore dei 100) - Mi prendo un giorno di ferie dal mondo master e analizzo un altro mondo, quello degli allievi. Qualcuno ha prodotto qualche cosa sui freschi campionati italiani allievi appena andati in scena a Grosseto? Boh... mi sono preso la briga personalmente, giusto per capire come sono le dinamiche generali. Penso che fino all'età dei 16/17 anni più che di "scuole" si possa parlare dell'effetto "movimento", cioè i migliori statisticamente emergono più per "talento" che per capacità indotte dall'esterno. O comunque, l'incidenza percentuale dei due fattori è più rivolta agli aspetti innati rispetto a quelli indotti. Questo per poter avere una fotografia dell'atletica italiana under-18 di vertice e su che basi epidemiologiche i tecnici oggi lavorano. L'aspetto che subito mi è balzato all'occhio è la profonda crisi dell'atletica in Sicilia. I dati che ho ricavato sono inclementi per la regione. Nonostante abbia una popolazione simile a quella del Lazio (circa 5.700.000 di abitanti) la Sicilia nel medagliere arriva dietro a regioni come l'Umbria (che fa 900.000 abitanti). Ma l'analisi più cruda sui punteggi dei finalisti e sul numero di finalisti pone la Sicilia ad uno degli ultimi posti della classifica nazionale: 14^ nella graduatoria a punti e soprattutto 15^ nella classifica relativa al numero di finalisti. Nelle 40 specialità presenti a Grosseto, solo 7 finalisti provenivano dalla Sicilia. Non conosco la realtà atletica siciliana, certo è che un possibile serbatoio di atleti di fatto è bucato in qualche punto e probabilmente manca proprio un'opera di proselitismo. Nelle quote alte della classifica dominano come sempre a livello giovanile Lombardia e Veneto. Anche se con peculiarità diverse: la Lombardia domina nelle specialità tecniche (salti e lanci), mentre il Veneto in quelle di corsa (dai 100 alle siepi). Un pò come USA e Russia. Ma nonostante questo il medagliere finale è volto a favore del Lazio, che ha totalizzato 8 ori, due in più delle due regioni del Nord. Mentre la Lombardia esibisce un'atletica più sui grandi numeri, il Lazio porta in campo una qualità un pelo superiore: del resto la Lombardia ha portato tra i primi 8, quasi il doppio degli atleti che è riuscito a portare il Lazio. Ma la storia la fanno le medaglie, evidetemente. Come qualità specifica (e per questo intendo la classifica a punti) sorpresa la desta il Friuli Venezia Giulia, addirittura 4° davanti a regioni con popolazioni ben più nutrite. Due regioni non appaiono mai: le piccole Valle D'Aosta e Molise, ma qui possiamo anche giustificare la cosa. La migliore regione del sud rimane la Puglia (9^ nella classifica a punti, 8^ in quella per finalisti, e 8^ nel medagliere). Alcune realtà, Sicilia a parte, probabilmente arrancano oltre ogni immaginabile fatica: parlo soprattutto della Calabria. Ma comunque, lascio ai dati la possibilità ad ognuno di farsi un'idea di com'è strutturata l'atletica giovanile in Italia oggi.

Presenze tra i primi 8

  1. 67 (34+33) - Lombardia
  2. 53 (22+31) - Veneto
  3. 34 (23+11) - Lazio
  4. 23 (11+12) - Toscana
  5. 20 (12+08) - Piemonte
  6. 19 (07+12) - Emilia-Romagna
  7. 18 (06+12) - Friuli VG
  8. 12 (11+01) - Puglia
  9. 11 (07+04) - Marche
  10. 11 (05+06) - Trentino AA
  11. 11 (06+05) - Campania
  12. 10 (05+05) - Sardegna
  13. 09 (03+06) - Liguria
  14. 07 (03+04) - Abruzzo
  15. 07 (05+02) - Sicilia
  16. 06 (03+03) - Umbria
  17. 02 (01+01) - Basilicata
  18. 02 (02+00) - Calabria
Senza finalisti: Valle D'Aosta e Molise;

Classifica a Punti per Regione

  1. 275 (140+135) - Lombardia
  2. 239 (110+129) - Veneto
  3. 176 (110+066) - Lazio
  4. 099 (033+066) - Friuli VG
  5. 099 (050+049) - Toscana
  6. 098 (028+070) - Emilia-Romagna
  7. 088 (035+053) - Piemonte
  8. 047 (030+017) - Marche
  9. 047 (041+006) - Puglia
  10. 047 (026+021) - Campania
  11. 041 (014+027) - Trentino-AltoAdige
  12. 037 (016+021) - Abruzzo
  13. 034 (016+019) - Liguria
  14. 034 (023+011) - Sicilia
  15. 029 (023+009) - Sardegna
  16. 027 (011+016) - Umbria
  17. 012 (008+004) - Calabria
  18. 007 (004+003) - Basilicata
Nessun punto: Valle D'Aosta e Molise.

Il medagliere per Regioni degli Italiani Allievi

  1. 08-03-04 (15) Lazio
  2. 06-08-07 (21) Lombardia
  3. 06-06-09 (21) Veneto
  4. 05-03-02 (10) Emilia Romagna
  5. 04-02-03 (09) Friuli V/G
  6. 04-02-03 (09) Toscana
  7. 03-02-01 (06) Piemonte
  8. 02-01-02 (05) Puglia
  9. 01-02-00 (03) Umbria
  10. 01-00-01 (02) Sicilia
  11. 00-03-00 (03) Abruzzo
  12. 00-02-03 (05) Marche
  13. 00-02-02 (04) Liguria
  14. 00-02-00 (02) Campania
  15. 00-01-02 (03) Trentino-AltoAdige
  16. 00-01-01 (02) Sardegna
  17. 00-01-00 (01) Calabria
Nessuna medaglia: Valle D'Aosta; Molise; Basilicata;

07/10/09

I top-ten risultati master di Cremona in AGC

  1. 92,77 - 800/2'05"37 - M50 Luigi Ferrari
  2. 90,83 - 200/24"50 - M45 Domenico Furia
  3. 90,42 - 100/12"06 - M45 Domenico Furia
  4. 89,61 - 3000/9'12"47 - M45 Pierangelo Avigo
  5. 89,13 - 800/2'09"13 - M45 Alessandro Manfredi
  6. 87,63 - 800/1'56"81 - M35 Caggianelli Giuseppe
  7. 85,18 - 3000/10'00"24 - Vittorio Ottoni
  8. 84,67 - 100/12"54 - M45 Luigi Papetti
  9. 82,40 - 100/12"62 - M40 Alessandro De Marsico
  10. 77,35 - 800/2'20"03 - M40 Omar Zanoni
  1. 88,36 - 400/57"47 - F35 Emanuela Baggiolini
  2. 84,70 - 400/67"97 - F45 Mirella Giusti
  3. 83,23 - 3000/10'42"31 - F40 Laura Avigo
  4. 80,60 - lungo/5,36 - F40 Barbara Ferrarini
  5. 79,57 - 3000/10'45"73 - F35 Iannicelli Antonella
  6. 78,86 - 100hs/15"99 - Emanuela Baggiolini

Meeting di Cremona: le over-30 sono le più in forma

(a sinsitra Manuela Levorato sul podio - foto dal sito dell'Atl. Cremona Sportiva) - A Cremona, in contemporanea con i Regionali Master di Mariano Comense, è andato in scena un meeting nazionale con buoni contenuti per essere praticamente l'atto finale della stagione 2009. Naturalmente l'etoile della manifestazione è stata la "nuova" Manuela Levorato, classe '77 (32enne) e soprattutto neo-mamma. Così, solo per sfizio, il suo 11"66 con vento nullo (sua seconda prestazione 2009) equivale ad un 89,97%, che per una quarantenne (guarda te che ri-conversione che vi faccio) equivarrebbe ad un 12"22. Sicuramente la Levorato dimostra una volta in più che nei prossimi 2/3 sarà ancora la velocista di punta della nazionale italiana, visto che in pochi mesi ha raggiunto i vertici della specialità e probabilmente si sistemerà sul trono già nel 2010. Sempre tra le donne, si dimostrano nettamente più performanti 3 master di punta del nostro movimento. A partire da Laura Avigo, classe '67, che si è imposta nei 3000 metri in 10'42"31. Risultato che equivale ad un buon 83,23%. Dopo una stagione un pò tribulata per una serie di infortuni, la mia concittadina sta dimostrando una forma davvero invidiabile. Addirittura seconda un'altra over-35, la 37enne Antonella Iannicelli in 10'45"73 (79,57%). A proposito: gran tempo sui 3000 maschili, del fratello di Laura, Pierangelo Avigo M45 che con 9'12"47 (settimo al traguardo) otterebbe una prestazione da quasi-90: 89,61%. Seconda vittoria master e di una F40 nel salto in lungo con la talentuosa Barbara Ferrarini che con un balzo a 5,36 ha addomesticato la gara. Il suo record nazionale è a "soli" 12 centimetri... Tradotto in AGC il suo risultato equivale ad 80,60% (percentuale che fra le donne è un'enormità): una ventenne dovrebbe saltare sui 6,06 per poterla pareggiare. Vittoria anche nei 400 femminili dell'ennesima master presente: la F35 Emanuela Baggiolini. Con 57"47 non solo ha infatti ottenuto il suo miglior crono dell'anno, ma anche un risultato di 88,36%, che equivarrebbe ad un 53"86 "giovanile". Non male davvero. La stessa Baggiolini si era presentata ad inizio manifestazione sui 100hs: unica partecipante... e la cosa deve far riflettere. Luci anche sul 50enne Luigi Ferrari che ha sfiorato nuovamente il suo fresco record nazionale sugli 800: 2'05"37 (2'04"83 quello siglato quest'anno): 92,77%!! Per intenderci con una macchina del tempo il risultato porterebbe l'atleta a 1'48"98. Citazione d'obbligo anche per Domenico Furia, pre 50enne capace di correre i 100 in 12"06 e i 200 in 24"50. Entrambi i risultati sopra il 90%.

Abbuffata di manifestazioni: Olimpiadi Master 2013 a Torino...

Notizia che per essere appresa, ho dovuto navigare oltre oceano e precisamente dalle pagine virtuali di Masterstrack. Evidentemente in Italia la cosa è assai poco sentita. La notizia è comunque la conferma di quanto si andava dicendo da un pò di tempo, e cioè che i World Masters Games nel 2013 si terranno nella città di Torino. Per chi non lo sapesse, i WMG non sono altro che una sorta di Olimpiade Master, che si tiene ogni 4 anni. Tra pochi giorni (esattamente 3) tra l'altro, prenderà il via l'edizione 2009 a Sidney in Australia dove si sono iscritti la bellezza di 28.000 atleti in una 30ina di specialità. A proposito, avremo un inviato molto speciale che una volta ritornato (chiaramente parteciperà all'evento) farà rapporto al mondo di utenti di Webatletica. Ma c'è un problema, e che problema! Nel 2013 ci saranno infatti anche i Mondiali Masters a Porto Alegre, in Brasile. Per gli italiani il problema sembra di facile soluzione, ma sembra che ci sia un quesito di fondo che debba essere risolto o almeno affrontato. L'IMGA (cioè il CIO dei Master), a WMA (la IAAF over-35) e tutte le federazioni internazionali dei vari sport dovrebbero sedersi attorno ad un tavolo e trovare una soluzione a quello che è un paradosso sportivo: tenere negli stessi anni Olimpiadi e Mondiali, che nel mondo master significa fare una scelta: o questa sede o quella, perchè girare per il mondo due volte l'anno ha un costo che ricade interamente sulle tasche degli atleti. E questo toglie naturalmente qualche cosa all'una o all'altra manifestazione. Per adesso hanno sicuramente (almeno per l'atletica) immenso valore sportivo (con un rapporto di 10:1) i Mondiali rispetto ai Masters Games. Ma perchè togliere la possibilità di gareggiare (quindi apportare più presenze e più qualità) ad entrambe le manifestazioni? Entrambe infatti cadono negli anni dispari, quindi saranno sempre unite e disgiunte dalle scelte degli atleti over-35. Fa specie che l'IMGA non solo abbia istituito i Master Games negli anni dei mondiali master (come associazione è nata nettamente dopo alla WMA), ma che poi abbia inserito un'altra manifestazione come gli European Masters Games. Quest'ultimi non sono altro un'Olimpiade europea, e nel 2011 avranno luogo a Lignano Sabbiadoro, ancora qui in Italia. L'ultima edizione dei Masters Games (nel 2008) a Malmoe in Svezia, almeno per quanto riguarda l'atletica, fu un completo fallimento a mio modesto modo di vedere. Tra l'altro coincidente con gli Europei di Lubiana. Guardatevi i risultati: penso che si fossero presentati su 26/27 categorie non più di 150 persone, il 95% delle quali... svedesi. Ma l'EVAA (la Federazione Europea Master) deve aver detto sollevato qualche dubbio sulla cadenza e la coincidenza tra Europei e Masters Games, se la manifestazione anzichè ricadere nel 2010, è stata spostata al 2011, 3 anni dopo. Scomettete che European Games e World Games adesso si terranno sempre negli anni dispari? L'impressione generale è che l'IMGA e il resto del mondo sportivo master non comunichi, nonostante sia questa organizzazione che il resto siano ufficialmente riconosciute dal CIO e dalle rispettive federazioni internazionali. Comprendo che a questo punto risulta difficile pensare ad un'interpolazione delle manifestazioni, senza che una di esse possa fare un passo indietro (o uno avanti), ma pensare obiettivamente che si debba collaborare sembra una necessità più che una possibilità. I masters, che sono un popolo mondiale in grandissimo aumento (con l'aumento dell'età media delle regioni più sviluppate) ha bisogno di cadenze fisse, anche e soprattutto per l'aspetto storico-sportivo. Adesso sembra più un gran tourbillon di manifestazioni per accapparrarsi i master e i loro denari. Mancano 4 anni al 2013: cosa facciamo? Partecipiamo ai Campionati Italiani Open di Torino o ai Mondiali di Porto Alegre? O a tutti e due?

06/10/09

L'eredità di "Scomettiamo Che?"

Ecco un altro articolo che sicuramente farà riflettere. Dissacrante come al solito, il Duca traccia una fotografia di come il Mondo master atletico italiano potrebbe essere visto dall'esterno: forse più un grido di allarme per "professionalizzare" o comunque rendere meno amatoriale un mondo che spesso viene associato esclusivamente alla quarta età, allontanando o facendo in modo che l'opera di reclutamento degli over-35 divenga più uno stimolo alla vita salutista, più che alla vita sportiva. Personalmente ho sempre difeso gli over-90, fucina di medaglie italiche nelle grandi manifestazioni, spesso esempio, altrettanto spesso sprone. Ma valutiamo con un attimo di distacco e oggettività quanto ci dice il Duca.

L’angolo del Duca
: L’eredità di "Scommettiamo che?"

Ho avuto modo, negli ultimi giorni, di rievocare quella famosa trasmissione televisiva degli anni '90 con la celebratissima scommessa fatta dagli allora M75 Sobrero, Sansonetti, Colò e Marabotti, di correre la 4x100 metri sotto il minuto. A mio avviso quella esibizione, frutto della solita logica dell’audience, ha creato sicuramente grandi emozioni in tutti coloro che l’hanno vista, ma ha anche conferito al mondo master dell’atletica un’etichetta ben precisa. Ora, debbo dire, per estrema onestà, che non so che tipo di immagine venisse comunicata prima di allora, da quando nel 1977 nacque il movimento master, ma sicuramente, da quel momento, ogni volta che si vuol presentare un campionato di qualsivoglia genere (Italiano, Europeo, Mondiale), nel 90% dei casi la prima foto che viene inserita è quella di atleti di una certa età, nella fattispecie i soliti due o tre ultraottantenni italiani che possono vantare un grande palmares di medaglie nelle loro gare riservate, per ovvi motivi, a pochissimi. Questo è quello che mi ha sempre infastidito ed è questo il motivo per cui vorrei dei limiti di età, perché non sopporto il fatto che si voglia, a tutti costi, identificare il movimento master con quello di persone che, salvo rarissime eccezioni, non possono, per motivi anagrafici, definirsi degli atleti. Come si fa infatti a ritenere atleta qualcuno che inizia l’attività a 60/70 anni? Lo si può al limite definire una persona volenterosa che ha deciso di trovarsi un passatempo all’aria aperta, nella fattispecie su una pista di atletica, ma come tale deve venire considerato e le sue prestazioni interpretate come una scommessa da guinness e non certo come un gesto atletico vero e proprio. Ma pensate alle famigerate tabelle di punteggio squilibrate: un M35, per fare 1300 punti nei 400 mt dovrebbe fare 44"50, 64 centesimi sotto il record italiano assoluto, mentre un M90 deve fare 1minuto e 39 secondi che, per carità, non sono facili da farsi a quella età, ma stiamo parlando ovviamente di ben altra cosa. A Lathi Sansonetti ha fatto 1'35" che non è nemmeno citato come punteggio nel senso che varrebbe probabilmente 1500 punti: molto, molto meglio del record del mondo di Michael Johnson che vale appunto 1300 punti. Ma signori e signore, di cosa stiamo parlando? A me sembra sempre di atletica leggera e il sig. Sansonetti ha cominciato a praticarla a 70 anni compiuti.
Ora, se ci riflettete bene, le tabelle così concepite sono esattamente la dimostrazione di quanto asserisco. Dagli M35 agli M65 sono previsti limiti di peggioramento costanti in funzione dei punti assegnati. Dagli M70 in avanti tali limiti raddoppiano e poi quadruplicano e così via, come a dire che dai 35 ai 69 anni tutti gli atleti sono equiparabili in quanto tali, poi dai 70 in avanti hanno raggiunto un limite per cui, non essendo piu’ realmente atleti, è plausibile assegnare loro punteggi tecnici a caso. Io amo l’atletica, mi infervoro per l’atletica, mi piace fare atletica e mi piace pensare di far parte di un movimento agonistico che abbia dei contenuti di vera atletica. Nel tennis fanno i circuiti master con 3000 spettatori che assistono alle sfide tra Borg e McEnroe, nel nuoto tantissimi ex atleti di primissimo piano continuano a cimentarsi nelle categorie master con una partecipazione massiccia e grande prestigio al punto che, l’anno scorso, ai campionati italiani a Palermo, è stato invitato dalla federazione Mark Spitz che, come ospite d’onore, non ha mancato di raccontare come lui continui a fare l’atleta master. Nell’atletica se vai a chiedere ad un ex agonista che abbia raggiunto buoni risultati di rimettersi in gioco e gareggiare tra i master, ti guarda come se avesse visto un marziano e, anche se non te lo dice, pensa che non gareggerebbe mai in mezzo a tanti vecchi e questo anche perché, da anni, almeno da quando c’è stato il grande successo di “Scommettiamo che”, ci si è sentiti in dovere, ma poi chissà perchè, di mettere sempre in copertina gli ottantenni che vincono medaglie a profusione nelle competizioni dei sopravvissuti. Un atleta di 40 anni che va in una finale mondiale dei 100 metri su un lotto di 90 iscritti deve meritare più attenzione di un 90enne che vince su 5 partecipanti e che, magari, si sente anche in diritto di avere un comitato d’onore che lo accolga all’aereoporto perché ha dato lustro all’atletica italiana (anni fa ho sentito personalmente uno di questi atleti, di cui sotto riporto una breve nota, lamentarsi in tal senso). Solo in questo modo si potrà rendere il movimento master dell’atletica un grande movimento sportivo, si potrà sperare che qualche grande atleta agonista si rimetta magari in gioco e si potrà pretendere anche maggiore attenzione da parte degli organi federali, al di là poi dei problemi attuali della federazione.
Per finire riporto un brevissimo sunto di un articolo di 5 anni fa, su Bruno Sobrero, un altro dei dei miti dell’atletica master, su cui vi invito a riflettere per capire al meglio cio’ che ho voluto esprimere.
"Con i suoi 84 anni portati in modo stupendo, un eccezionale palmarès di ben 66 medaglie conquistate ai campionati internazionali master, Bruno Sobrero è uno dei pilastri dell’atletica master italiana. “Quando ero ragazzo, negli anni ‘30, ho praticato per un po’ l’atletica leggera”, racconta ricordando i suoi esordi tra gli “avanguardisti”. Ma la sua vera passione per l’atletica iniziò nel 1981, all’età di 61 anni: “Fumavo 60 sigarette al giorno e ricordo ancora la mia prima gara master, quando mi sono cimentato in un 200 metri”. La prova andò malissimo, ma da quel momento Sobrero smise di fumare e iniziò a essere uno dei protagonisti dell’atletica master. Ma la gara che lo fece conoscere al grande pubblico fu la staffetta 4x100, corsa insieme a Giuseppe Marabotti, Ugo Sansonetti e Vittorio Colò, e presentata nella trasmissione “Scommettiamo che?” del 1995. “Avevamo 316 anni in quattro, e riuscimmo a vincere la scommessa correndo in un tempo inferiore al minuto”, ricorda con grande soddisfazione. Quello che colpisce di più in questo atleta è il fatto che non si sia mai allenato in una pista di atletica, pur raccogliendo successi in gare tecniche come gli ostacoli e il salto in lungo: “Da 20 anni ho un’altra grande passione: il golf, che pratico quotidianamente, ed è proprio sul green che effettuo i miei allenamenti.”

05/10/09

Regionali Master Lombardia: alla fine amor vicit omnia

Hanno poi avuto un sapore dolce i Campionati Regionali Master lombardi tenutisi a Mariano Comense questo fine settimana. Parafrasando i latini, che solevano dire che "amor vicit omnia", possiamo affermare che "sport vicit omnia". Stupende giornate tardo estive, col sole tiepido a raso. Venticello teso (ma diamine, sempre contro in rettilineo!). Ergo, sotterrate le armi della polemica sotto la pista di vecchio granulato ormai annerito in alcune zone della cittadina brianzola (fa parte della provincia di Monza-Brianza??), ci siamo tuffati nella nostra "disperazione" agonistica di una vita. GrassettoIl rammarico è stata forse la partecipazione: potevamo essere molti di più, le gare potevano essere agonisticamente più vive (che è quello che interessa di più ad un master, ancor più se ti trovi a vincere un titolo regionale perchè sei l'unico di quella categoria a presentarti). In Saint Christophe, Valle D'Aosta, si premiava il campione regionale solo in base alla tabella dei punti: un solo vincitore per specialità tra tutte le categorie. Fatti salvi i soliti distinguo sugli ultra 90enni (ma che alla fine a ben vedere si limitano ai lanci e... non a tutti), anche guardando l'AGC (che molto si avvicina alle famose tabelle utilizzate dalla Fidal per valutare le prestazioni dei master), le classifiche unificate avrebbero prodotto dei "podi" virtuali decisamente credibili. Il mondo master, in queste occasioni locali, non è forse meglio tenerlo unito sotto un'unica bandiera, piuttosto che spezzettarlo in 26 categorie (fino ai 95, uomini e donne)? A Mariano, comunque sia, gare da "fine-stagione". Sono mancati i grossi risultati (nessun over-100!), pochissimi over-90% AGC (solo 4 e nessuno al femminile): di certo non è mancato il divertimento. Due i record italiani abbattutti: quello già segnalato nel flash di sabato sera di Giuseppe Rovelli nel lancio del peso (7,71, qui il link alla notizia) e quello della staffetta svedese (100-200-300-400) della mia Capriolese (2'04"31, che abbassa il precedente 2'08"29 della Vittorio Alfieri di Asti) cui si riferisce la foto gentilmente scattata da Rosa Anibaldi. A proposito: gran cosa ha fatto la Fidal a pubblicare i record nelle staffette di società. Uno stimolo in più per tutti.
Ma andiamo con ordine:
  • velocità femminile: solo 5 risultati sopra gli 80%, e podio virtuale alla F40 Rosa Anibaldi e il suo 28"70 sui 200 corso con quasi 3 metri di vento contrario che gli vale 81,71%. Di soli 3 punti "centesimali" arriva la brava F35 Denise Neumann, con 13"13 sui 100 metri, ma anche in questo caso corsi con almeno due metri di vento contrario. 81,08% sui 200 per la Neumann grazie al 27"17 sui 200 (e con -2,7 di vento!).
  • velocità maschile: due i risultati sopra i novanta AGC: l'M35 Edgardo Barcella grazie al suo 50"83 sui 400 (che gli vale 90,16 e 4° risultato nel giro di 2 decimi nelle ultime 2 settimane sui 400), e l'11"70 dell'M40 Marco Ceriani sui 100 metri (90,12%). Ceriani capace anche di correre in 53"20 i 400 (e 89,30%, come detto da lui stesso, meglio che a Lahti!). Segnalo anche il netto miglioramento dell'800ista di Castenedolo Francesco D'Agostino sui 400: 53"84 e 87,61%.
  • fondo e mezzofondo femminile: 5 prestazioni sopra l'80% AGC. Dominatrice indiscussa la F40 Tatiana Bianconi, grazie al 5'04"48 sui 1500 e al 18'27"69 sui 5000. Per validare l'AGC come strumento "tecnico" (non è la prima volta che mi succede) è molto singolare come le prestazioni di un singolo alteta su distanze diverse siano sempre molto simili: infatti il tempo della Bianconi fatto segnare sui 1500 equivale a 84,42, mentre quello sui 5000 a 84,20. 83,80 per Nicola Mabbot (classe '74) sui 2000 siepi grazie al 7'45"74 corso in solitaria.
  • mezzofondo maschile: Miglior risultato tecnico il 2'19"74 dell'M55 Gadaldi Rinaldo che gli vale un controvalore di 86,80%. Tra l'altro sono stato testimone della partenza problematica del Gadaldi: allo sparo, sorpreso, si è voltato indietro verso il giudice, poi ha visto gli altri sfilargli davanti, quindi è stato spronato a gran voce a partire... perdita netta stimata: 2". Così, nella gara ad handicap, si è infilato anche l'altro M55 Giovanni Galmarini con 2'21"05 (86,68%). L'M40 Francesco D'Agostino ha da par suo dominato l'overall, battendo nel volatone finale anche il miglior M35 (Cosimo Sguera): 2'06"27 e 86,56%. Primo risultato dei 1500 (con 86,15%) lo troviamo al 5° posto del seeding, con il 4'44"63 dell'M50 Paolo Gatti.
  • Fondo maschile: 16 risultati sopra l'80%. Miglior del weekend l'M50 Giuseppe Mininno con 35'49"41 sui 10000 e un controvalore di 86,12%. Distanziato di quasi un punto percentuale l'altro M50 Sandro Montagnino con la sua prestazione sui 5000: 17'29"92 e 85,18%. Al terzo posto del podio virtuale l'M60 Fiorenzo Morlacchi con 38'55"76 (84,85%). Primo siepista della classifica, l'M50 Pietro Britta: con 11'19"85 ha ottenuto 84,67 AGC.
  • salti femminili: tre risultati siginificativi: il 5,34 nel salto in lungo della rovellaschese F35 Flavia Borgonovo (controvalore di 74,58%). Il 10,02 di salto triplo dell'altra F35 , l'ambrosiana Nelly Mery Greceanu (72,61%) ed infine il metro giusto-giusto nel salto in alto dell'altra milanese F60 Domenica Preite (69,44%).
  • salti maschili: un solo over-80%: è il salto dell'M70 Galdino Rossi nell'asta a 2,80 che gli vale 82,79%. Oltre 3 punti percentuali di distacco sul secondo del podio virtuale, il triplista M45 Stefano Fozzati, capace di atterrare a 12,74 (79,33%). Quindi il 77,90% ottenuto con un balzo a 4,55 nel salto in lungo dell'M60 Giovanni Lambri a completare questo podio (tutto personale, per carità!) nei salti maschili dei regionali individuali lombardi master.
  • lanci: spiace dover segnalare come tra le donne non vi siano stati risultati degni di essere ricordati ai posteri della rete: avevo posto una barriera al 55% che nessuna ha superato e nemmeno avvicinato. Sarà per la prossima volta. Tra gli uomini domina incontrastato, naturalmente, il talento oltre-ogni-età di Giuseppe Rovelli. Prima delle gare di domenica era alla ricerca di una tabella dei record italiani per verificare se avesse ottenuto la m.p.i. con il 7,71 nel peso lanciato il giorno precedente. Non mi sono fatto sfuggire l'occasione (avendo già prodotto la news sul sito) e gli ho confermato la notizia. Occasione per dagli un pò di lustro e per discutere del tentativo di record nel martello poi fallito per un trentina di centimetri: 21,28 contro il 21,57. Entrambi i risultati comunque abbondantemente superiori all'90%: 99,95 nel peso, e 96,56 nel martello. Per trovare il terzo bisogna scendere sotto gli 80%: è il 10,57 di peso ottenuto dall'M65 Davide Boscolo.
  • ostacoli: nemmeno una donna sui blocchi degli ostacoli. Pochissimi invece gli uomini, forse perchè ormai attira soprattutto la "nuova" specialità dei 200hs, che a livello organizzativo permette molti meno patemi sulle altezze, le distanze... Migliore delle due giornate l'M40 Francesco Onofri con 16"71 sui 110hs (83,55%), che ha prevalso di oltre 3 punti percentuali sul 400 ostacolista M50 Gianpaolo Galleani (1'12"35 e 80,30%). Quindi Gabriele Garini con 78,74 ottenuto con il 16"69 nei 110hs M35.
  • marcia 5 km: l'M70 Vincenzo Menafro con 30'29"57 ottiene un grandioso 86,48%. Oltre 7 punti sotto (a 79,24%) troviamo l'M40 Mauro Ronchi (24'26"26), e al terzo l'M50 Francesco Venturi degli Esposti (26'40"67 e 78,18%).

Regionali Individuali Lombardi al setaccio dell'AGC

  • 100-200-400-D (80)
81,71 - F40/200: 28"70 - ANIBALDI ROSA
81,68 - F35/100: 13"13 - NEUMANN DENISE
81,08 - F35/200: 27"17 - NEUMANN DENISE
80,26 - F40/100: 14"16 - ANIBALDI ROSA
80,10 - F40/100: 13"72 - MOTTA MONICA EMANUELA
  • 100-200-400-U (86)
90,16 - M35/400: 50"83 - BARCELLA EDGARDO
90,12 - M40/100: 11"70 - CERIANI MARCO
89,31 - M40/400: 53"20 - CERIANI MARCO
88,25 - M35/200: 23"06 - BENATTI ANDREA
87,61 - M40/400: 53"84 - D'AGOSTINO FRANCESCO
87,51 - M35/100: 11"47 - BENATTI ANDREA
87,49 - M50/200: 26"34 - TORTORELLI MATTEO
87,45 - M60/100: 13"46 - MONTARULI ANTONIO
86,45 - M50/200: 26"29 - MAURI ANGELO
86,97 - M45/200: 25"04 - PERONI FREDERIC
86,57 - M45/200: 25"52 - FORTUZZI PIETRO
86,25 - M50/400: 58"97 - AGOSTINI CLAUDIO
  • 800-1500-5000-2000ST-D (75)
84,42 - F40/1500: 5'04"48 - BIANCONI TATIANA
84,20 - F40/5000: 18'27"69 - BIANCONI TATIANA
83,80 - F35/2000ST: 7'45"74 - MABBOT NICOLA
82,75 - F50/1500: 5'43"00 - RIGAMONTI GIANNA
80,13 - F50/5000: 21'41"44 - GUSMEROLI ELIDE
79,37 - F45/1500: 5'39"89 - ROTA DONATELLA
79,14 - F50/1500: 6'03"42 - GUSMEROLI ELIDE
78,90 - F35/1500: 4'59"99 - MABBOT NICOLA
77,87 - F60/5000: 24'36"36 - FORTI CAMILLA
76,86 - F45/5000: 21'12"16 - ROTA DONATELLA
76,23 - F50/800: 2'55"49 - CATTANEO SILVANA
75,42 - F60/800: 3'17"08 - DASASS LILIANA
  • 800-1500-U (82)
86,80 - M55/800: 2'19"74 - GADALDI RINALDO
86,68 - M55/800: 2'21"05 - GALMARINI GIOVANNI
86,56 - M40/800: 2'06"27 - D'AGOSTINO FRANCESCO
86,41 - M55/800: 2'24"93 - DRAGONI PASQUALE
86,15 - M50/1500: 4'44"63 - GATTI PAOLO
86,01 - M55/1500: 4'57"64 - CAMPINI LUIGI
85,83 - M55/1500: 4'53"36 - GADALDI RINALDO
84,68 - M40/1500: 4'26"66 - SIMONELLI ROBERTO
84,27 - M50/1500: 4'50"97 - BRITTA PIETRO
84,12 - M45/1500: 4'36"18 - CIMATO MASSIMO
84,10 - M50/1500: 4'51"56 - VOLONTE' ELIO
83,41 - M40/1500: 4'28"13 - LANGE' ANDREA
83,41 - M50/800: 2'21"77 - GATTI PAOLO
83,16 - M50/800: 2'19"86 - VALSECCHI FRANCO
83,11 - M50/800: 2'23"48 - VOLONTE' ELIO
82,84 - M55/800: 2'28"76 - CAMPINI LUIGI
82,50 - M35/800: 2'06"46 - SGUERA COSIMO
82,35 - M45/1500: 4'44"67 - CALABRESI ENRICO
82,34 - M45/800: 2'16"40 - CIMATO MASSIMO
82,27 - M40/800: 2'09"30 - FONTANA EDOARDO
82,23 - M50/800: 2'25"02 - ANTONICELLI PASQUALE
  • 5000-10000-3000ST-U (80)
86,12 - M50/10000: 35'49"41 - MININNO GIUSEPPE
85,18 - M50/5000: 17'29"92 - MONTAGNINO SANDRO
84,85 - M60/10000: 38'55"76 - MORLACCHI FIORENZO
84,67 - M50/3000ST: 11'19"85 - BRITTA PIETRO
82,82 - M70/5000: 21'04"27 - MAURI EGIDIO
82,73 - M60/5000: 19'07"83 - SALA CARLO
82,57 - M50/5000: 17'54"09 - MARTA MAURIZIO
82,37 - M65/5000: 20'17"25 - RIPAMONTI ANGELO
81,85 - M50/10000: 36'46"93 - PIOLA EMILIANO
81,74 - M45/10000: 36'14"88 - BARLETTA FRANCESCO
80,87 - M55/10000: 38'47"33 - CAMBIAGO LAMBERTO
80,62 - M55/5000: 18'57"56 - MACCHI GIUSEPPE
80,54 - M45/10000: 35'56"01 - CORTI CARLO
80,51 - M40/10000: 35'07"98 - GRASSI SILVIO
80,44 - M45/5000: 17'38"77 - GHEZZI GIORGIO
80,24 - M35/5000: 16'09"74 - FRACASSI DARIO
  • SALTI-D (65)
74,58 - F35/LUNGO: 5,34 - BORGONOVO FLAVIA
72,61 - F35/TRIPLO: 10,02 - GRECEANU NELY
69,44 - F60/ALTO: 1,00 - PREITE DOMENICA
  • SALTI-U (72)
82,79 - M70/ASTA: 2,80 - ROSSI GALDINO
79,33 - M45/TRIPLO: 12,74 - FOZZATI STEFANO
77,90 - M60/LUNGO: 4,55 - LAMBRI GIOVANNI
77,73 - M65/ALTO: 1,27 - BIANCO ROMANO
77,50 - M45/ALTO: 1,60 - ALDENI ALBERTO
77,34 - M45/ALTO: 1,63 - FOZZATI STEFANO
76,95 - M55/ALTO: 1,39 - CALTABIANO FRANCO
75,50 - M50/ALTO: 1,51 - MARTINI MASSIMO
75,38 - M45/ALTO: 1,54 - BAIGUERA FRANCESCO
74,52 - M50/LUNGO: 5,04 - SESINI ERCOLE
74,34 - M40/LUNGO: 5,85 - DUCA LUIGI
73,82 - M45/ALTO: 1,54 - GADDA VALTER
73,58 - M40/ALTO: 1,63 - RICCARDI MASSIMO
72,34 - M40/LUNGO: 5,76 - DESCROVI FABIO
  • LANCI-D (55)
  • LANCI-U (63)
99,95 - M90/PESO: 7,71 - ROVELLI GIUSEPPE
96,56 - M90/MARTELLO: 21,28 - ROVELLI GIUSEPPE
77,10 - M65/PESO: 10,57 - BOSCOLO DAVIDE
76,30 - M90/DISCO: 18,35 - ROVELLI GIUSEPPE
74,08 - M80/DISCO: 26,83 - COLOMBO VIRGILIO
73,39 - M55/PESO: 12,44 - MAINO ANTONIO
72,88 - M80/PESO: 8,76 - COLOMBO VIRGILIO
70,41 - M65/PESO: 11,06 - BONFA' SERGIO
69,44 - M70/DISCO: 39,23 - ZANELLA SERGIO
66,75 - M70/GIAVELLOTTO: 36,66 - BROLO LUIGI
66,03 - M50/PESO: 12,25 - ROMANO ARONNE
64,35 - M80/MARTELLO: 22,95 - COLOMBO VIRGILIO
63,60 - M65/PESO: 08,72 - ZAGARINO GIOVANNI
  • HS-U (70)
83,55 - M40/110HS: 16"71 - ONOFRI FRANCESCO
80,30 - M50/400HS: 1'12"35 - GALLEANI GIANPAOLO
78,74 - M35/110HS: 16"69 - GARINI GABRIELE
76,66 - M40/400HS: 1'07"95 - MERLI GIOVANNI
76,32 - M35/400HS: 1'04"88 - GARINI GABRIELE
74,33 - M45/400HS: 1'14"92 - DONE' LINO
71,11 - M65/100HS: 23"12 - INUGGI GIANPAOLO
  • MARCIA-D/U (75)
86,48 - M70/5 KM: 30'29"57 - MENAFRO VINCENZO
79,24 - M40/5 KM: 24'26"26 - RONCHI MAURO
78,18 - M50/5 KM: 26'40"67 - VENTURI DEGLI ESPOSTI F.
77,20 - M55/5 KM: 28'46"51 - FORTUNATI PIER ANGELO
76,01 - M60/5 KM: 32'33"40 - GAGLIARDI ENZO
75,73 - F50/5 KM: 29'27"89 - NADIA ROBERTA
75,21 - M60/5 KM: 31'04"76 - NANNETTI TULLIO

03/10/09

Flash: Giuseppe Rovelli di nuovo record nel peso

Giuseppe Rovelli ha oggi migliorato il record italiano di peso M90 con attrezzo da 3 kg durante i Campionati Regionali Master lombardi in scena a Mariano Comense. 7,71 per l'atleta della Daini Carate Brianza che migliora di 20 centimetri esatti la precedente miglior prestazione detenuta dallo stesso Rovelli e ottenuta a Cattolica durante i Campionati Italiani Master di quest'anno. Per l'M90 brianzolo si tratta del 4° record stabilito nel corso del 2009: nel suo carnet sono finiti infatti il pentathlon (4017 punti), il martello (21,57) e il già citato peso (7,51).

A Celle Ligure per rifarsi dai Regionali Lombardi

Il mondo master, umiliato dalle discutibili decisioni prese (e non prese) dal Comitato Regionale Lombardo (che ha vietato ai tesserati non-lombardi di partecipare ai regionali master), ha finalmente un'opportunità di fine-stagione per ritrovarsi: il 15° Incontro dell'Amicizia presso lo stadio Giuseppe Olmo di Celle Ligure sabato prossimo, 10 ottobre. Sagra delle gare spurie e non: 80, 200, 300, 400, 600, 200hs (!!!), miglio, alto, lungo, peso, giavellotto. Iscrizioni tassativamente entro lunedì 5 ottobre, a questo indirizzo e-mail: atletica@pont-donnas.it. I tanto famigerati 200hs finalmente!! Invito tutti i master a partecipare numerosi.
Che dire? Per fortuna fuori dalla Lombardia esistono realtà con vedute molto più progressiste e aperte: i master, umiliati già in due grandi occasioni nel 2009 in Lombardia (i minimi assurdi ai Regionali Assoluti di Cinisello Balsamo e la Chiusura dei Campionati Regionali di Mariano Comense) si meritano decisamente meglio. Riflessione: che fine ha fatto la reciprocità? I comitati regionali delle regioni limitrofe aprono la partecipazione a tutti (e i lombardi sono spesso i più numerosi) e la Lombardia per contraccambiare il favore, li chiude agli atleti fuori regione? Ancora una volta ringrazio pubblicamente i presidenti dei Comitati Regionali di Veneto, Emilia Romagna, Valle d'Aosta e Piemonte che hanno permesso la partecipazione di noi master lombardi. E' comunque chiaro che in Consiglio, alla Fidal Lombardia, c'è qualcuno che rema contro i master. Ne ho le prove. Purtroppo.

01/10/09

C.d.S. master una settimana dopo: l'analisi tecnica di Tiziano Crippa

(foto dall'album pubblico di Luigi Bellantoni) - Quella che segue è un'analisi tecnica di Tiziano Crippa, atleta master dell'Atletica Daini di Carate.

La finale dei Cds Master di Firenze è passata da oltre una settimana ma le discussioni in merito all’avvenimento sono ancora accese, segno che l’argomento appasssiona ed interessa a molti. Io c’ero (G.S. Daini di Carate Brianza), ed è stato fantastico. Accoglienza, organizzazione, cortesia, tutto perfetto come sempre dovrebbe essere per manifestazioni di tale portata. La discussione si sta ora accentrando sull’attendibilià delle tabelle utilizzate per comparare le varie categorie. Si è detto di tutto, alcune cose condivisibili, altre un po’ meno. Un'ottima analisi l’ha offerta Andycop con l’esposizione della valutazione AGC dei vari risultati e con le sue proposte di rivedere la curva di peggioramento delle prestazioni per le categorie più anziane e adeguare di conseguenza l’attribuzione dei punteggi. Anch’io ritengo che le tabelle siano da migliorare, però la penso come Rosa Marchi: l’argomento è stato affrontato con superficialità quando invece richiede un approccio più scientifico e metodologico. Cosideriamo poi che il loro utilizzo è limitato a sole due occasioni all’anno, cioè alle fasi regionali e finale dei CdS. Tra l’altro, se alcuni pensano che sia così facile ingaggiare degli ultraottantenni in grado di esprimere una prestazione fisica decente senza rischiare l’incolumità personale li sfido a provarci, vedremo quale squadra sapranno presentare. Andiamo però con ordine, espongo qui sotto la lista dei primi tre classificati di tutte le gare di Firenze con le relative categorie di appartenenza.

Uomini

Cat.


Cat.

Donne

Rossi A.

55

100

60

Sangermano M.

Graziano M.

40


45

Marchi R.

Carniato G.

50


40

Ruggeri M.

Sansonetti U.

90

200

40

Ruggeri M.

Graziano M.

40


60

Sangermano M.

Toniolo L.

40


45

Marchi R.

Sansonetti U.

90

400

50

Stelori D.

Frei R.

60


40

Ferrarini B.

Ferrari L.

50


40

Amigoni C

Ferrari L.

50

800

45

Farruggia J.

Palma F.

45


60

Giudica I.

Tifi / Valsecchi

45/50


35

Marongiu S.

Rappo D.

60

1500

55

Egger. W

Bertazzoli P.

50


45

Dandolo N.

Maffei F.

50


45

Farruggia J.

Rappo D.

60

3000

55

Egger. W

Cipolla F.

60


45

Dandolo N.

Zanetti G.

50


70

Fredda M.

Cipriani A.

50

200hs

40

Amigoni C

Montaruli A.

60


45

Nave L.

D'Errico A.

45


40

Gentilucci F

Manfredini E.

50

Alto

60

Zorzi I.

Segatel M.

45


70

Perugini G.

Curtolo / Ariosi

60/50


75

Belletti M.

Molinaris P.

55

Lungo

40

Ferrarini B.

Ticò M.

40


40

Barbarino C.

Zambelli D.

35


40

Ansaldi C.

Boranga L.

65

Triplo

55

Rafti M.

Valente S.

70


45

Juri F.

Zipperle P.

45


40

Ansaldi C.

Riboni M.

95

Peso

95

Gabric G.

Franco G.

65


65

Finazzi M.

Rovelli G.

90


40

Tranchina M

Rado C.

75

Disco

95

Gabric G.

Sagoni R.

65


65

Fancello M.

Pantozzi F.

80


40

Tranchina M

Rado C.

75

Giav

45

Chiriliuc O.

Buiatti L.

50


65

Finazzi M.

Silva M.

40


60

Di Giulio E.

San Marco Ve

45

4x100

50

ASD Romatletica

Ambrosiana Mi

55


45

ASI Veneto

Athlon Bastia Pg

50


45

Vittorio Alfieri AT

G. Scavo 2000 Rm

45

4x400

45

ASI Veneto

San Marco Ve

45


45

ASD Romatletica

La Fratellanza Mo

45


45

Liberatletica Aris


Come si può vedere, nella categoria femminile, tutte queste ‘anziane’ che sovrastano nella classifica le categorie più giovani semplicemente non esistono. Fanno eccezione i due lanci Peso e Disco dove la sig.ra Gabric non ha rivali. Nei maschi le cose sono un poco differenti, la presenza di atleti delle categorie superiori sono più consistenti, specialmente nei lanci ; forse per tradizione o cultura, gli uomini hanno sempre avuto più possibilità rispetto alle donne di fare attività fisica. In ogni caso anche le categorie inferiori sono ben rappresentate. La formula attuale della finale dei Cds Master, con 13 gare da coprire su 15 possibili (possibilità di scartare le due peggiori), la classifica di gara compattata (100 punti al primo, 99 al secondo e così via) e i due atleti gara, con il secondo che può, eventualmente far scalare nella classifica il migliore atleta di un’altra squadra (cosi che se hai due buoni atleti nella stessa specialità la gratificazione è per entrambi) direi che è un’ottima soluzione. Tutto è poi perfettibile, ma pensare di stravolgere la situzione con complicate divisioni tra categorie o macroraggruppamenti vari o addirittura eslcusioni non mi sembra l’ideale.
Non sono invece per niente d’accordo con coloro che vorrebbero mettere dei limiti d’età per la partecipazione alle gare. Sembra che si voglia ridurre il tutto al puro è semplice agonismo, ma il movimento master non è solo questo: è anche il piacere di ritrovarsi, di mettersi alla prova, di esprimere il meglio di se stessi nonostante l’età che avanza. Secondo quali parametri possiamo permetterci di giudicare male il 40" sui 200 di un 90enne e magari esaltarci per il 23"00 di un 40enne quando poi vediamo dei ragazzini che a 16 anni (cat. Allievi) corrono la distanza 21"87 (Giacomo Tortu per citare uno che conosciamo). Entrambi i tempi (40" e 23") non hanno alcun valore a livello assoluto ed esauriscono la loro funzione nel’ambito delle ns. categorie Master. Personalmente considero tutti gli ‘’over 70’’ delle persone straordinarie per quello che riescono ancora ad esprimere e a comunicare e considerarli dei sopravvissuti, o tristi, o patetici è sciocco oltre che irrispettoso nei loro confronti. Scusatemi se mi sono un po’ dilungato in questa esposizione ma fatico a comprendere tutta questa gente così ansiosa (o forse dovrei dire astiosa ?) di cambiare le regole del gioco quando poi magari ai Cds Master neanche ci partecipa. Concordo con quanto detto da Andycop per intavolare una discussione seria su come modificare le tabelle di punteggio per poi presentarla alla competente area Master Fidal.
Tiziano Crippa