18/04/11

Ottimo esordio per Marco Vistalli


Sarà Marco Vistalli il primo italiano a
scendere sotto il muro dei 45 secondi?
(di Sasuke) Esordisce con un ottimo tempo il miglior quattrocentista italiano dell'anno scorso, Marco Francesco Vistalli. Il bergamasco, al Memorial Piana di Romano di Lombardia, è capace di vincere i 500 metri con l'ottimo tempo di 1.01.07, a circa un secondo dal record mondiale di Donato Sabia (1.00.08). La prestazione potrebbe risultare poco indicativa, vista la scarsa diffusione dei 500 metri, ma è un ottimo tempo (passaggio di 48.8 circa ai 400 dividendo per quinto e moltiplicando per quattro, operazione sicuramente inaffidabile) che ne certifica la buona condizione. Ottimo secondo posto per il senegalese Mamadou Gueye, che chiude in un altrettanto buono 1.01.12, e che è un discreto specialista sia dei 400 che degli 800 (dove è stato capace di 1.47, a differenza di Vistalli che è più velocista; anche questo contribuisce a dare valore al risultato dell'atleta). Tra gli altri risultati degni di nota, non eccezionale 1.14.21 per Eleonora Sirtoli, che suggerisce che l'atleta perda su distanze superiori ai 400 metri e il discreto 16.81 di Luca Berti Rigo nei 150 metri.
Segnalo, inoltre, come mi sembra giusto fare, i continui miglioramenti di una ragazza classe 1997 chiamata Nicole Svetlana Reina. Di gran lunga la migliore tra le ragazze la scorsa stagione (con tempi come 2.55 sui 1000 metri) ha dominato la stagione delle campestri battendo anche tutte le allieve contro cui ha corso e ha già gareggiato in un 1000 (2.58 circa) e soprattutto in due 2000: 6.18.08 la prima volta (con la seconda ad oltre un minuto!) e  6.14.36. La stagione è ancora agli inizi e il record europeo under 13 è a 6.10; speriamo che la ragazza si mantenga sui suoi livelli e di vederla prima o poi in nazionale... forza Nicole!

17/04/11

Altri 7 record italiani master - Graziano supera D'Oro - Moroni e poi Neumann nei 150 F40

Daniela Ferrian
Non solo Rovereto. Nemmeno 24 ore dopo i 3 record "trentini" e da Novara e Romano di Lombardia arrivano altri 6 record italiani master. Incredibile come quest'anno si sia già arrivati a 112 record nazionali tra i master in meno di 4 mesi. Naturalmente ci aiutano in questa corsa all'impazzata verso miglioramenti sempre maggiori, le gare spurie, che in questo periodo imperversano un pò ovunque. A Novara è andato in scena il tradizionale memorial Andrea Volpe, dove convolano spesso numerosi master. E naturalmente pioggia di record master. Impresa di Mauro Graziano dopo il record sui 300 (informazione che mi è pure costata una mail di insulti per aver criticato il fatto che vi fosse un cronometraggio manuale e l'assenza di anemometro), che cancella il record dei 150 di Giancarlo D'Oro: 17"56 contro il 17"59, ma con una sostanziale differenza oltre ai 3 centesimi: il vento. Per Graziano un monsone contrario di 2,3 metri, mentre per l'ambrosiano un vento a favore di poco più di un metruzzo. Tra gli uomini il fresco record di Aldo Cambiaghi nei 150 M70, viene subito migliorato da Benito Bertaggia, da 21"84 a 21"74. Quindi, in forma olimpica in questo scorcio di stagione: anche in questa occasione due record italiani, su 150 e 300, dopo la doppietta 80-300 di Vercelli di fine Marzo. Mostruoso il miglioramento del proprio stesso record sui 300: da 49"4 a 48"12. Altri tre record nei 150 femminili: Daniela Ferrian (1961) come è ovvio che fosse, demolisce il record F50 correndo con vento nullo in 20"60, che è addirittura migliore dei suoi due precedenti record ottenuti da F45 e quello ufficiale (fino a ieri) sempre F45 detenuto da Giuseppina Perlino. Il precedente record F45 era invece in possesso di Cristina De Grandis con 21"86. Due record nei 150 F40. Perchè? Perchè in prima serie, corsa alle ore 15:33 Maria Costanza Moroni (1969) corre in 19"84, e migliora proprio il record della Perlino di 20"44, diventando la prima donna sopra i 40 anni sotto i 20" nella specialità. Passano esattamente 4 minuti, e alle 15:37 Denise Neumann cancella uno dei record italiani più veloci della storia: 19"63. Cronologicamente parlando due record separati. Peccato sia mancata la sfida diretta. Anche per Denise un periodo d'oro, tra il posto d'onore nei 60 a Gand, e i record di 200 indoor e appunto quello di oggi a Novara. Ci spostiamo di un centinaio di km verso la Lombardia, e a Romano di Lombardia e Carlo Vismara (1959) abbassa il suo stesso record dei 500 M50 con 1'13"78 contro il tempo di 1'14"67 stabilito proprio un anno fa sulla stessa pista. 

Jeff Demps sotto i 10 - Kellie Wells incredibile sugli ostacoli

(di Sasuke) Vari risultati hanno animato questo fine settimana; molti sono quelli di livello decisamente elevato e non ce n’è uno che meriti più di tutti gli altri. Cominciando dalla Giamaica, dove ieri pomeriggio si è tenuto il University of Technology's (UTech) Classic, meeting di altissimo contenuto tecnico che ha visto la partecipazione, tra gli altri, anche dell’ex primatista dei 100 metri Asafa Powell.

I risultati più interessanti sono senza dubbio quelli dei 200 metri con sia Yohan Blake (20.33, mondiale stagionale) che Daniel Bailey (20.51, l’anno scorso non aveva combinato granchè) capaci di fare meglio di Asafa Powell (20.55) e del quarto uomo più veloce della storia, Nesta Carter (20.67). Se è vero che entrambi sono conosciuti principalmente come centometristi (specialmente Carter) mi sarei aspettato qualcosa di meglio dall’ex primatista dei 100 metri. In passato aveva dimostrato di poter valere anche sulla doppia distanza (l’anno scorso corse in 19.97) ma chissà come mai l’ha sempre snobbata.
Buon esordio su una distanza più consona per Shelly-Ann Fraser-Price (la si era vista nei 400 metri, chiusi in 54.93) capace di correre un 200 in un buon 22.69 davanti alla quattrocentista Shericka Williams (23.49). Tra gli altri risultati di spicco, il ritorno di Brigitte Foster-Hylton (13.33) nei 100 ostacoli; nei 400 metri continua a mostrare buona forma Kaliese Spencer (50.95) su Christine Day (52.08) e Aime Martinez (52.42). Negli 800 metri buona prova della giovane Ristananna Tracey (2.03.97) mentre nei 100 affermazione di Sherone Simpson (11.30). Tra gli uomini, buon 45.50 del cubano Willi Couozo Gutierrez sul giro di pista.
Il giamaicano Steve Mullings, in un meeting misconosciuto, è stato in grado di riscrivere il personale sui 100 piazzando un clamoroso 9.90 (+2.0) ai limiti del consentito seguito da un 20.17 (+2.2) sui 200. Evidentemente Mullings è in gran forma: sarà una vera e propria lotta per i posti al mondiale. Se è vero che Bolt e Powell appaiono imbattibili sui 100 e che Carter occuperà probabilmente il terzo posto sui 200 la situazione apparirà più incerta. Anche la giovane Natoya Gole si è messa in luce nei 400, chiusi in 51.52
In America, alle Mt. Sac Relays, buon 100 metri con Jaysuma Said Ndure capace di battere per un centesimo Michal Rodgers (10.06 contro 10.07). Esordio sui 100 anche di Carmelita Jeter (10.99). Al University of Texas - El paso (UTEP) Kirani James è stato in grado di battere Churandy Martina sui 200 metri: 20.41 contro 20.42.

Sempre negli Stati Uniti, al Tom Jones Memorial, incredibile risultato di Kellie Wells sui 100 ostacoli: confermando la forma delle indoor (dove ha dominato) l’atleta vince la gara con un fenomenale 12.35 (+3.7) che è tempo di altissimo valore. Il vento, che non aiuta gli ostacoli quanto le corse, avrà anche dato una mano ma il temo vale di per se. Meno emozionante David Oliver (13.12, +5.7, e 13.09 +4.6) davanti al giamaicano Dwight Thomas (13.20). Il colosso americano non sembra al momento ancora nella forma che aveva l’anno scorso e quest’inverno. Speriamo la raggiunga presto.

Interessanti i progressi di Jeff Demps, per la prima volta sotto i 10 secondi, capace di 9.96 (+2.4). Male Xavier Carter che non sembra proprio riuscire a tornare sui livelli che lo portarono a valere quasi 19.60 sui 200 metri chiudendo con dei modesti  10.37 e 20.51 (migliore) aiutato tra l’altro dal vento. Si rivede anche Justin Gatlin, secondo nei 200 con 20.358 (+3.4) battuto per millesimi dal primo, Willie Perrie (20.351).

In Australia, ottima tripletta di Sally Pearson, capace di correre sette volte in tre giorni (di cui quattro volte la sola domenica!) che vince 100 (11.69, 11.51 e 11.38) i 200 (23.51 e 23.20) e gli ostacoli (12.94 e 12.83). La Pearson ha già gareggiato moltissimo quest’anno… riuscirà a mantenere la forma per tutta la stagione?
Migliora Fabrice Lapierre (7.83) che si piazza terzo dietro Robert Crowther (8.04, nell’unico salto valido della serie - anche se ventoso) e Michael Watt (8.44, ma anche 8.23 che conferma il suo ottimo stato di forma). Da segnalare anche la faticosa doppietta di Tamsyn Lewis che vince sia gli 800 (2.00.80) che i 400 metri (52.31) dimostrando come l’accoppiata possa rendere bene.

Per il resto, ennesimo 800 per Caster Semenya che manca ancora (di poco) i 2 minuti, con 2.01.88 dopo aver vinto il titolo nazionale sia sugli 800 che sui 1500 la settimana scorsa.

Da Trento tre record italiani sui 2000

Eleonora Berlanda
Quasi in presa diretta da Trento, Luca Landoni (blogger di comprovata notorietà sulla rete, e che spazia dallo omnisport alla politica) mi ha segnalato diverse prestazioni master di tutto rilievo al meeting di apertura tenutosi ieri pomeriggio. Dopo avermi reso edotto del suo record provinciale master nei 600 M40 (tolto addirittura ad un certo Francesco D'Agostino, notizia da verificare naturalmente), prima accenno al tempo di Eleonora Berlanda (1976) sui 2000: 6'07"15. Limatina del precedente record italiano F35 sulla distanza di Simona Viola (1971) che nel 2007 a Mondovì correva in 6'25"92. Più di 18" in meno! Di sicuro impatto anche la prestazione di Manfred Premstaller (1962) al suo ultimo anno di categoria, ma anche il primo M45 in Italia a scendere sotto i 6' nei 2000. 5'53"64 e nuovo record italiano M45, ad abbassare il record di Ivano Pellegrini (1965) che l'anno scorso era stato in grado di correre a Rovereto in 6'03"05. Pellegrini che ha praticamente abdicato in diretta, essendo presente alla gara, anche se in prima serie: 6'10"59 e un pò in disappunto per la propria prestazione. Il tempo di Premstaller ha messo anche un pò in ombra l'ottimo Mariano Morandi (1965), che avrebbe infranto anche lui il record di Pellegini con un grande crono: 5'56"88. Di fatto il secondo tempo italiano di sempre sulla distanza tra gli M45. Sempre nei 2000, sfiora l'impresa anche Dario Rappo (1948) che con 6'38"17 ha mancato il 6'37"6 di Giorgio Bianchi. Record a sorpresa di Daniele Pedrini (1959) sempre nei 2000 ma nella categoria M50, che con 6'20"70 ha abbassato di quasi 8" il tempo (6'28"03) di Rosario Ruggiero che è durato meno di 6 mesi (stabilito ad Alba ad ottobre). 
Tra gli altri risultati, grande crono di Cesare Lazzarini (1973) sui 600: 1'24"59, (il record M35 è sempre suo con uno stratosferico 1'21"14 corso a Milano nel 2008). Segue una lista in AGC dei migliori risultati degli over-35 nella riunione di Trento (Foto di Eleonora Berlanda da www.vitatrentina.it).

 - donne -
88,99 - 2000: 6'07"15 - R.I. - Eleonora Berlanda (1976)
84,43 - 300: 47"66 - Mirella Giusti (1960)
84,23 - 100: 14"71 (0,7) - Mirella Giusti (1960)
82,51 - 600: 1'41"11 - Anna Beggio (1973)
82,32 - 600: 1'41"35 - Paola Picotti (1973)
82,30 - 300: 42"30 - Anna Beggio (1973)
80,01 - 300: 50"29 - Marisa Tavoso (1960)
78,36 - 2000: 7'20"56 - Luisa Merz (1969)

- uomini -
90,83 - 2000: 5'53"64 - Manfred Premstaller (1962)
90,81 - 2000: 6'38"17 - Dario Rappo (1948)
88,93 - 600: 1'24"59 - Cesare Lazzarini (1973)
87,96 - 600: 1'29"13 - Luca Landoni (1968)
87,90 - 2000: 5'56"88 - Mariano Morandi (1965)
86,44 - 2000: 6'20"70 - Daniele Pedrini (1959)
84,65 - 2000: 6'10"59 - Ivano Pellegrini (1965)
83,28 - 2000: 6'08"04 - Enos Salvadori (1968)
81,23 - 100: 12"27 - Jonni Leoni (1975)
80,38 - 2000: 6'24"24 - Omar Zanotti (1967)
78,36 - 300: 39"88 - Jonni Leoni (1975)
76,37 - 2000: 6'32"39 - Maurizio Abodi (1971)
69,13 - asta: 3,60 - Michele Ticò (1966)

16/04/11

Usciti i minimi per le Olimpiadi di Londra: 35 italiani papabili

Sono stati pubblicati i minimi per la partecipazione alle Olimpiadi di Londra 2012 (qui il link al file). Le norme prevedono che ogni Federazione possa iscrivere fino a 3 atleti che abbiano conseguito il minimo A (esistono infatti due minimi, l'A e il B). E' possibile in questo caso, anche una riserva se questa ha ottenuto anch'essa il limite A. Se invece nessun atleta è in possesso del limite A, le Federazioni possono iscrivere un solo atleta che abbia ottenuto il minimo B (e, anche in questo caso, una riserva se anch'essa ha conseguito lo stesso Minimo). I minimi delle gare su pista potranno essere conseguiti dal 1 maggio di quest'anno all'8 luglio 2012, mentre per le gara su strada e sui 10000, la possibilità è già partita dal 1 gennaio di quest'anno. Non sono accettati i tempi manuali (quindi evitare le province che nel 2011 ancora sono avvezze ad utilizzare queste forme di cronometraggio medioevale). Se qualche Federazione non ha atleti con i minimi, ha la possibilità di iscrivere il loro miglior atleta solo in una gara sia maschile che femminile. 
Le 16 staffette saranno scelte dala IAAF esclusivamente in base ai tempi aggregati delle due migliori performance ottenute da qui fino a luglio 2012, con la prescrizione che i tempi dovranno essere ottenuti in gare dove dovranno esserci almeno altre due nazioni (quindi non ce le si canta e ce le si suona da soli). Sempre per le staffette è previsto un minimo di 6 atleti convocabili. 
Considerati i criteri qui sopra descritti, facendo un giochino con le graduatorie italiane del 2010, la squadra italiana sarebbe composta, così esclusivamente sulla carta, da 35 elementi (24 con il minimo A, e 11 con il limite B, perchè assenti quelli con il limite A). Poi magari entrerebbero un paio di staffette (tipo la 4x100 maschile e la 4x400 femminile). Alcuni sono presenti in più specialità, e de facto sarebbe difficile vederli convocati. Dalle liste del 2010, 25 atleti avrebbero ottenuto il limite A (14 uomini e 11 donne), mentre 36 atleti (19 uomini e 17 donne) il limite B. Un totale quindi di 61 eventi dove l'Italia vanta un minimo sancito dalla IAAF. Poi si sa che la Fidal porrà dei vincoli ancora più stretti, il più insormontabile dei quali sarà la discrezionalità e le amicizie di qualcuno che ci lavora dentro.  
Naturalmente a fanno da padroni la marcia e la maratona, dove i limite sono molto più di manica larga, per favorire la partecipazione e per i concorsi a squadre. Ben 27 eventi dei 61 arrivano proprio da marcia e maratona (ma nella maratona abbiamo percentuali di "medagliabilità" al maschile pari o inferiori allo zero, mentre in quella femminile si può ambire ad un risultato tra le dieci (alle Olimpiadi ci sono le africane e le americane). Rimangono quindi solo 34 eventi provenienti dall'attività all'interno dello stadio (il track&field di americana cultura). Naturalmente questa è solo una proiezione di ciò che è avvenuto nel 2010, ben sapendo che da qui a un anno e mezzo potrà succedere proprio di tutto. 

Gli italiani che parteciperebbero alle Olimpiadi di Londra 2012 secondo le liste del 2010.
  • 100 (A-10"18 - B-10"24) - Simone Collio (10"16) - Emanuele Di Gregorio (10"17) - Fabio Cerutti (10"22)
  • 200 (A-20"55) - Andrew Howe (20"30)
  • 400 (B- 45"70) - Marco Vistalli (45"38) - Andrea Barberi (45"63)
  • 5000 (B-13'27"00) - Daniele Meucci (13'24"38)
  • alto (B-2,28) - Marco Fassinotti (2,28) - Filippo Campioli (2,28)
  • asta (A-5,70 - B-5,60) - Giuseppe Gibilisco (5,75) - Giorgio Piantella (5,60)
  • lungo (B-8,10) - Andrew Howe (8,16) - Emanuele Formichetti (8,10)
  • triplo (B-16,85) - Fabrizio Donato (17,08) - Fabrizio Schembri (16,85)
  • martello (A-78,00 - B-74,00) - Nicola Vizzoni (79,12) - Marco Lingua (75,72)
  • marcia 20 km (A-1h22'30" - B-1h24'30") - Alex Schwazer (1h18'24") - Giorgio Rubino (1h22'12") - Jean Jacques Nkouloukidi (1h22'33") - Marco De Luca (1h22'38") - Ivano Brugnetti (1h24'29")
  • marcia 50 km (A-3h59'00" - B-4h09'00") - Marco De Luca (3h48'36") - Alex Schwazer (3h50'22") - Jean Jacques Nkouloukidi (3h55'40") - Dessi Lorenzo (4h04'47") - Caporaso Teodorico (4h07'34")
  • maratona (A-2h15' - B-2h18') - Migidio Bourifa (2h12'34") - Daniele Caimmi (2h12'49) - Ottaviano Andriani (2h12'49") - Daniele Meucci (2h13'49") - Errebah Mostafa (2h16'31") - Bona Francesco (2h16'49")
  • 400 (A-51"50 - B- 52"30) - Grenot Libania (50"43) - Milani Marta (51"87)
  • 800 (A-1'59"90 - B-2'01"30) - Elisa Cusma (1'59"13) - Daniela Reina (2'01"09)
  • 1500 (B-4'08"90) - Elena Romagnolo (4'06"03) - Elisa Cusma (4'08"53)
  • 5000 (A-15'15"00) - Elena Romagnolo (15'14"40)
  • 3000 siepi (B-9'48"00) - Elena Romagnolo (9'45"19)
  • 100hs (B-13"15) - Marzia Caravelli (13"10)
  • 400hs (B-56"55) - Manuela Gentili (55"78)
  • alto (A-1,95 - B-1,92) - Antonietta Di Martino (2,01) - Raffaella Lamera (1,95) 
  • triplo (A-14,30) - Simona La Mantia (14,56)
  • peso (A-18,35) - Chiara Rosa (19,00)
  • martello (B-69,00) - Silvia Salis (71,25) - Clarissa Claretti (69,89)
  • giavellotto (B-59,00) - Zahra Bani (59,87)
  • 20 km marcia (A-1h33'30" - B-1h38'00") - Sibilla Di Vincenzo (1h32'10") - Eleonora Giorgi (1h34'00") - Federica Ferraro (1h34'21") - Antonella Palmisano (1h36'21")
  • maratona (A-2h37' - B-2h43') - Bruna Genovese (2h29'12") - Anna Incerti (2h32'48") - Rosaria Console (2h36'20) - Deborah Toniolo (2h37'10") - Marcella Mancini (2h37'43") - Patelli Eliana (2h39'00) - Iozza Ivana (2h39'29") 

14/04/11

Atletica Paralimpica: da oggi raduni della nazionale a Settimo e Schio con Giusy Versace

Bello poter finalmente parlare di un mondo legato all'atletica che sta crescendo e che sta avendo una dignità esclusivamente sportiva e non solo solidaristica. E' un pò come la storia dei master: nemmeno dieci anni fa parlare di master voleva dire parlare dei vecchietti di Scommettiamo Che? che zampettavano lungo la pista dell'Arena in una memorabile 4x100. Gli aspetti prettamente sportivi erano quasi secondari (anzi, senza il quasi) mentre quello che attirava era molto più probabilmente la curiosità di vedere degli ottuagenari un pò picchiati correre al loro massimo. Oggi, dopo anni di battaglie, articoli e milioni di parole, il mondo master non ha più quella immagine, grazie al cielo (anche se c'è qualche reazionario autoreferente che metterebbe tutti, da Vizzoni a Riboni, sullo stesso piano) ma una più legata ai risultati, alle prestazioni... allo sport insomma. Così sta avvenendo con gli sport paralimpici e nell'atletica in particolare, dove quasi tutto (mi si permetterà) si deve a Oscar Pistorius, che volenti o nolenti, con le sue prestazioni superiori , quasi tutti i normodotati del mondo sui 400, anche in costanza di protesi allungabili alla bisogna. Anche in Italia si è iniziato ad voler vedere in maniera sistematica questo sport, che passa necessariamente attraverso l'organizzazione di opportunità collettive di miglioramento. Ed è così che da oggi fino a domenica, a Settimo Milanese presso il Centro Sportivo Scolastico, ci sarà il raduno Promozionale della Nazionale Paralimpica di atletica settore lanci patrocinato dalla FISPES (il Comitato Italiano Paralimpico). 
Questo l'elenco degli atleti convocati per l'occasione: Elena Favaretto, Carmen Acunto, Debora Dell'infante, Mauro Perrone, Marco Dell'Infante, Alex Straser, Alessandro Strati. Saranno presenti i tecnici Nazionali Andrea Meneghin e Nadia Checchini, oltre ai tecnici dei ragazzi Roberto Cristofori, Matteo Zanetti e il tecnico referente organizzativo Marco La Rosa.
Contemporaneamente a Schio, si svolgerà il raduno per gli atleti Amputati. Presenti in questo caso Giusy Versace, Martina Caironi e Riccardo Scendoni, reduci dagli ottimi risultati delle ultime uscite. Per molti di questi ragazzi, grande soddisfazione per la prima Convocazione Ufficiale, sottolineando il fatto della giovane età di alcuni atleti e dimostrazione di un chiaro e nuovo incentivo alla promozione e all'investimento nei talenti. Una prima anche per il comune di Settimo Milanese, da sempre attento alle attività sportive e rinomato per le ottime strutture del US Settiimo Calcio e la famosa struttura natatoria-piscina Centro DDS fucina di campioni quali l'Olimpionico Luca Sacchi.
Su Giusy Versace, non so se siete stati attenti sui giornali, ma è ormai globalmente considerata la Pistorious  all'italiana, visto che utilizza protesi simili a quelle dell'asso sudafricano. Ma ormai è una sorta di eroina, un esempio per molti ragazzi, che devono uscire da una tragedia e che devono tornare (o iniziare) a vedersi come atleti... e che atleti! Per molti dei convocati l'obiettivo è chiaro: le Olimpiadi Paralimpiche di Londra 2012. 

Andrew Howe ha scelto: ai mondiali sarà... lungo

Dopo lo stage in California, a Los Angeles, Andrew Howe ha finalmente scelto la specialità del 2011: sarà infatti il salto in lungo che lo vedrà (si spera) protagonista a Daegu quest'estate ai mondiali di Atletica. Da il Tempo si apprende che Howe ad inizio maggio correrà un 400, quindi i 200 ai societari a Rieti. Mentre a Daegu sarà schierato solo nel salto in lungo. Il quotidiano laziale riporta anche le sue prime dichiarazioni ufficiali del dopo-stage: "non farò la velocità perchè i calendario non me ne dà la possibilità. Certo, se Bolt dovesse decidere di fare il lungo, magari spostano qualche gara... E poi l'ultima volta che ho fatto entrambi è stato dieci anni fa, ai Mondiali Junior di Grosseto". Per i mondiali, Andrew sostiene di non aver fissato un obiettivo specifico "vedremo come va la stagione. Sono molto tranquillo e le cose stanno filando liscio: di solito, poi, quando ci allena bene, si fa bene anche in gara. E comunque non ho ansie e non sento pressioni". 

Giovanni Puggioni: 11"27 sui 100 a 45 anni - ora la sfida con Longo?

Con meno 1,1 di vento, Giovanni Puggioni (1966) torna ancora una volta a far parlare di sè: a Cagliari 11"27 sui 100, che vale con in convertitore di Howard Grubb un tempo di circa 10"39 se l'atleta fosse ancora un ventenne. E così come ogni anno che Puggioni piazza una gara (l'ultima era stata un 60 indoor nel 2008 ad Iglesias... 7"16) si favoleggia su una sua presenza nel mondo master magari in un testa testa a Cosenza con Mario Longo, che cade a fagiolo proprio nella sua categoria (è del 1964). Leggendo wikipedia,  Puggioni è nato a Sassari il 19 marzo del 1966, quindi M45 anche a livello internazionale. Il suo apice carrieristico arriva con la medaglia di bronzo ai mondiali di Goteborg '95 con la staffetta nazionale (Puggioni, Madonia, Cipolloni e Floris), terza, appunto, con 38"41. 21 caps nella nazionale italiana, con personali di 10"36 e 20"44, entrambi realizzati negli anni '90. Ha partecipato anche alle Olimpiadi di Atene '96, a due mondiali all'aperto, uno indoor e 3 Giochi del Mediterraneo. Come si ricorda in Wikipedia, nel 2006, a 40 anni, corre in 10"60 i 100 metri, seconda prestazione di sempre tra gli M40. 
Nella stessa riunione di Cagliari Donatella Saiu (1965) chiude i 1500 in 5'03"26. Qui tutti i risultati della gara.  

13/04/11

Antonio Rossi: altri due record italiani

Antonio Rossi a Roma '10 - foto Athlon Bastia
E Antonio Rossi continua ad inanellare record, dopo il grandissimo successo a Gand sui 60 davanti all'imbattibile (fino alla vigilia dei Campionati Europei Master Indoor) Vladimir Vybostok. Ad Orvieto, in una gara a regime spurio, ancora una volta in pochi settimane, l'umbro dell'Athlon Bastia spacca il cronometro due volte in poche ore, stabilendo due nuove prestazioni italiane master. Negli 80 spazzato via il record M60 con un sontuoso 10"02 con 0,2 di vento a favore. 73 centesimi in meno rispetto al 10"75 di Giancarlo Rosella. Non passa nemmeno un'oretta e Rossi piazza anche il nuovo record italiano dei 150 con 18"88 (vento a -0,3), abbassando in questo caso il record di oltre un secondo e diventando il primo italiano over-60 non solo sotto i 20", ma addirittura sotto i 19". Cancellati due record: quello elettrico di Franco Gasparinetti (20"18) e quello manuale di Paolo Zadro (20"0), che è troppo lontano da quello di Rossi per rimanere nelle liste come record non elettrico. 4 record italiani nel solo 2011 per Antonio Rossi. Vediamo i migliori risultati dei master in giro per l'Italia, partendo proprio da Orvieto.
  • Orvieto: Antonio Rossi spopola con due record italiani nella categoria M60. Marco Rossi (1975) corre un non malvagio 9"68 nella stessa serie degli 80 dell'altro Rossi, e 17"75 sui 150. 
  • Reggiolo (RE): si rivede dopo una lunga assenza dopo i fasti ungheresi Domenico Furia, (1960) impegnato sui 150 ma con un crono forse non ancora alla sua altezza: 18"65, e un record italiano, quello di Salvino Tortu, ancora molto lontano (18"02). Altra novità, il fatto di vederlo con la maglietta di una nuova società: l'Atl. Castelnovo ne' Monti. Nei 3000 15'15"42 di Graziella Incerti (1965), che non è eccezionale, ma è un buon inizio di stagione. Alessandro De Marsico (1967) corre in 10"69 gli 80, mentre Fabrizio Vacondio (1956 ed M55) chiude gli 80 in 11"95.
  • Fermo (AN) sui 1000 Stefano Albertini (1966) piazza un buon 2'52"46. Di sicuro gran spessore il 3'01"33 di Francesca D'Angelo (1974) che non è nemmeno tanto lontano dal 2'55" e spicci della bresciana Silvia Casella che attualmente è fissato come record italiano. Un'altra mezzofondista F35 di ottime credenziali. 
  • Marcon (VE): Il mondo atletico veneto non perde tempo, e parte subito dalle gare ufficiali senza tanti fronzoli con quelle spurie. Solo sui 100 74 partenti! Tra gli over-35, direi non per niente male il 12"53 di Luigi Vanzo (1964) con -1,6 di vento e 55"97 sui 400. 13"11 per Gianpaolo Monaco (1959): entrambi i risultati valgono attorno agli 85% AGC. Cito il vincitore dei 400, Paolo Zanola, anche se non è master (33 anni... in altri paesi sarebbe un M30): 48"28 sui 400, cioè il miglior tempo italiano assoluto dell'anno. Decisamente buono il 1'02"42 di Franco Gasparinetti (1950) sempre sul giro. Albano Montresor (1971) ottiene 24'45"00 nei 5 km di marcia. Fabio Caldon (1975) spara invece il giavellotto a 60,77, mentre di ritorno da Gand, Lucio Buiatti (1959) arriva fino a 44,28. Tra le donne Paola Pascon (1968) è già in ottima forma sugli 800: 2'24"92. Dopo le due medaglie di Gand, torna in pista Natalia Marcenco, con un discreto 29'00"32 nei 5 km di marcia.
  • Reggio Calabria: che ne dite del 48,10 nel martello di Rocco Neri (1968)? Non male direi. Vincenzo Spina (1964) 12"94 (ma con una brezzolina di 5,0 metri a favore). Giusy Lacava ottiene un sorprendente 28"59 sui 200, ma il vento in quel momento era monsonico, stando al referto gara: 6,8. 
  • Lodi: solita folla oceanica per le gare lombarde. Chi si rivede? Marco Boggioni (1966), medagliato ad Ancona '09 nei 60. 23"61 con 2,7 di vento sui 200. Sempre sui 200 25"76 per Angelo Mauri (1957) ma con 2,8 di vento. 26"89 per Alberto Cerioli (1953). Finalmente un grande 1,85 nell'alto per Marco Segatel (1962), mentre il campione Europeo di pentathlon M35 Federico Nettuno (1975) 6,42 nel lungo con 2,3 di vento a favore. 
  • Bressanone: Edmund Lanziner (1959) 11,52 con il peso da 7,260. 

12/04/11

Italiani Assoluti Indoor? A punti è solo la 35^ manifestazione mondiale - Italia scende al 14° rango mondiale

Dopo aver sottoscritto un clamoroso abbonamento ad All-Athletics, sto a poco a poco prendendo la mano con le numerosissime statistiche a disposizione che tracciano panoramiche dell'atletica mondiale e continentale completamente nuove. Un nuovo modo per dire che l'atletica italiana è davvero alla frutta. Prendete solo questo dato: i Campionati Italiani Indoor sono stati a punti (40212) la 35° manifestazione internazionale dell'anno: se pensate che i paesi che praticano attività indoor si contano sulle dita di una mano, sapere che altre 34 manifestazioni (tra meeting, Campionati Continentali e Campionati Nazionali) sono state migliori non depone certamente bene per la nostra atletica. La classifica a punti è molto scientifica, perchè si basa sui punteggi (tabelle IAAF) dei primi 3 classificati nelle 10 discipline migliori. Chiaramente è una classifica creata ex post. Oltre a questi 30 punteggi, se ne aggiungono 6 delle rimanenti migliori prestazioni nelle specialità non conteggiate. Poi ci sono vari bonus a seconda che si ottengano record mondiali o l'atleta sia uno di quelli che si colloca tra le migliore 100 posizione mondiali. Insomma, un criterio sufficientemente  articolato per dire che l'atletica italiana non è certo a livelli eccelsi, se davanti si trova manciate di meeting in giro per l'Europa e una decina di campionati nazionali. Se prendiamo solo i campionati nazionali, gli italiani di Ancona sono stati l'ottavo campionato nazionale (davanti USA, Russia, Francia, Germania, GBR, Ucraina, Polonia). Per fortuna in Africa, in Oceania e nel Sud America non ci sono impianti indoor...
Forse non tutti sanno che esiste una sorta di classifica per Nazioni simile a quella che la FIFA (la Federazione mondiale di Calcio) esibisce periodicamente. Viene presentata settimanalmente, con meccanismi simili a quelli del tennis (su 44 risultati), proprio il sito di cui sto parlando. Attualmente l'Italia è 14ima tra gli uomini e 13ima tra le donne. Nell'ultima settimana l'Italia ha perso due posizioni, superata addirittura dall'Ucraina e dal Giappone. Il miglior piazzamento e prestazione maschile, è quello di Giuseppe Gibilisco, attualmente 158° (salito di due posizioni), davanti a Fabrizio Donato 229 (sceso questa settimana di 9 posizioni, e stiamo parlando di prestazioni sia outdoor che indoor). 241° Nicola Vizzoni e 264° Alex Schwazer. Solo 16 atleti maschili sono entro i 1000. 51^ Antonietta di Martino, 123^ Libania Grenot e 141^ la campionessa Europea Simona La Mantia. 21 le donne italiane nelle 1000.

Se guardiamo i ranking per specialità, si scopre che la specialità in cui si è messi meglio tra gli uomini è la marcia (e te pareva...) terza, mentre sorprende il triplo, dove la scuola italiana è attualmente quarta, dopo Cuba, Francia e Inghilterra, ma davanti ad USA e Russia. I 100 metri maschili sono al 6° posto, dopo Giamaica, USA, Francia, Trinidad e Inghilterra. 7imi nel salto in alto e nell'asta, ottavi nel martello, sempre al maschile. Debacle nel peso: 26imi e 22 nel giavellotto. 
La miglior posizione di tutte (uomini e donne) è il secondo posto dell'alto femminile. Quarte le donne dei 400 (grazie al trio Grenot, Milani e Spacca) e del triplo. 

11/04/11

A Lodi MVP a Marta: 24"13 sui 200 davanti alla Gentili

Marta Maffioletti - foto atleticaestrada
In Lombardia attività all'aperto ormai già partita a mille: e siamo già a tre fine settimane con gare. Peccato che non si capisca la necessità di "linkare" tutte le gare in modo tale da creare una classifica a punti tra gli atleti, a mò di Grand Prix, per favorire la presenza generalizzata. Così ogni gara è fine a sè stessa, non ha costruttività. Ne parlerò in un altro slancio di furore. Questo fine settimana solita fiumana di gente (e siamo appena all'inizio di aprile, sintomo che c'è voglia di partecipazione: 80 atleti partenti solo nei 200 maschili). Proprio nei 200 (in diverse serie molto ventoso) vittoria di Matteo Fancellu con 22"29 e vento 1,7 che l'anno scorso corse in 10"78 sui 100 ventoso e 21"83 sui 200. Negli 800 solo Davide Radaelli sotto i 2': 1'55"45. Alessandro Di Pasquali sale nell'alto fino a 2,05 (2,01 all'aperto l'anno scorso): anche qui unico a salire sopra i 2 metri, anche se segnalo la prestazione del 16enne allievo Ivan Nichik, che ha saltato 1,98. Si rivede Marco Segatel (1962) a quote per lui confacenti (1,85), ma dall'anno prossimo entrerà nella nuova categoria e lì ci sarà di divertirsi nella sfida con Manfredini e Mastrolorenzi. Nel lungo Davide Sirtoli (1988) spara 7,25 ma con 4,1 (e anche 7,20 e 7,21 sempre molto ventosi). Altro talento varesino dei tanti in questa specialità che si sono succeduti negli ultimi anni: alla ribalta sempre nel lungo stavolta è Matteo Rossetti (1991) che sfiora i 7 metri, anche se con un bell'aiuto ventoso: 6,94 con 2,9. Il campione d'Europa di pentathlon M35, Federico Nettuno (1975) si "limita" a 6,42 con 2,3 pro. 54"85 di Luca Cacopardo (1995) sui 400hs allievi, che è un signor tempo: la scuola dell'arte è ancora quella fucina di talenti che è l'Atletica Estrada, una delle poche che riesce davvero a creare campioncini a getto continuo. 
Bella gara di 200 al femminile con Marta Maffioletti (1991) vicina alla barriera morale dei 24": 24"13 con 0,3. L'anno scorso il suo miglior tempo era stato un 24"23 con 2 metri contro. Siamo già sulla buona strada. Questa ragazza è stata un talento da copertina nelle categorie giovanili e personalmente mi aspetto che sia uno dei talenti emergenti dello sprint al femminile, viste le premesse. Al secondo posto Manuela Gentili (1978), che è avvezza a sciropparsi numerosi 200 prima di entrare nel vivo con la sua specialità: i 400hs (l'anno scorso piazzò un clamoroso 55"78, quinta performer di sempre in Italia). Gloria Riva (1992) sale fino a 3,60 nell'asta. Nel disco continua la crescita della clarense Natalina Capoferri (1992) che riesce a far giungere il disco fino a 44,24 metri. 
  • MVP personale di giornata, Marta Maffioletti con il suo incoraggiante crono di 24"13. 
  • I risultati della gara

10/04/11

La Fidal e il (mal)trattamento degli atleti top

Sull'ultimo numero di Track&Field che mi sono fatto spedire (oh, tra prezzo del giornale e spedizione dagli USA si spende sui 3 €, cioè un 40% in meno che per una delle tradizionali riviste specializzate di atletica italiane, che costano invariabilmente 5€) c'è un interessantissimo articolo sugli atleti professionisti a stelle e strisce. Se la leggessero gli atleti italiani in odore di medaglie, si indignerebbero. Partiamo da un preambolo: come avevo avuto modo di scrivere leggendo il bilancio della Fidal del 2010, sembrava di assistere alla sagra degli orrori: mi domandavo intimamente e con un pizzico di amarezza (sapendo gli sforzi immani che con la mia piccola società si è costretti a fare per la sola riaffiliazione e per tutti i tesseramenti) e quanti di quei 20 milioni e 424 mila euro annuali che entravano nelle casse bucate della Fidasics andassero sperperati nelle più astruse motivazioni. Ho lasciato la domanda in sospeso fino a che non ho trovato l'articolo sulla rivista americana, che mi ha spinto a scavare e cercare di conoscere quanto spendesse invece la USATF (la federazione americana di Atletica Leggera) ogni anno per la propria attività. Ebbene, facendo qualche calcolo, tra budget e tesseramenti (escludiamo i guadagni da vendita dei gadgets... qui in Italia tali proventi, o non esistono, o dubito che i proventi della vendita del materiale marchiato Fidal vadano a rimpinguare le casse della Federazione) la USATF ha raccolto circa 45 milioni di dollari nel 2010, che al cambio di oggi, domenica 10 aprile, equivalgono a circa 35 milioni di euro. Ora, stiamo parlando di un movimento sportivo nettamente più numeroso: se solo dovessimo guardare alla popolazione residente, ipotizzerei che i tesserati in atletica sia collocati tra i 600.000 e i 700.000. 
Quello a cui voglio arrivare è la parte di budget che la USATF destina agli atleti di punta, quelli che sono in odore di medaglie o anche no: 4,4 milioni di dollari (cioè circa il 10% del budget TOTALE) per finanziare nonsolo  l'atleta direttamente (le famose diarie che vengono date in Italia), ma anche per fornire agli atleti top (o quasi) supporto medico, un'assicurazione sulla salute (pazzesco ma ovvio, no?), agevolazioni sugli spostamenti per le gare e un'ampia serie di facilitazioni anche sulla logistica degli allenamenti. Oltre ai 4,4 milioni di dollari, c'è un ulteriore contributo di 1,1 milioni di dollari della USOC (il nostro CONI) per gli stessi atleti: totale destinato agli atleti più promettenti e medagliabili: 5,5 milioni di dollari. Adesso vediamo come vengono spalmati. La USATF, per disciplinare questo flusso di denaro, ha diviso gli atleti in 3 livelli: al livello 1 ci sono i medagliati alle ultime olimpiadi, o medagliati nelle ultime due massime manifestazioni internazionali (mondiali), o entrati nella top-10 del ranking mondiale di T&F (pensate che razza di valore ha il prestigio di questa rivista), o nei primi 5 del ranking degli ultimi due anni. A questo livello sono presenti attualmente 92 atleti (47 uomini e 45 donne). Al secondo livello, troviamo gli atleti piazzatisi tra i primi 8 negli ultimi mondiali o olimpiadi (48 atleti totali), mentre al terzo livello esclusivamente coloro che sono appena usciti dai college (i primi due anni diciamo) e che hanno ottenuto il limite A per Mondiali ed Olimpiadi. Per questi atleti (attualmente 13) i fondi sono però limitati a benefici. Di fatto 140 atleti si spalmano i 5,5 milioni di dollari, cioè, una media di 39.000 dollari pro-capite. Fatte le debite proporizioni, è come se in Italia ogni atleta "top" percepisse dalla Fidal un contributo annuo di circa 20 mila euro. Ma in Italia, è anche vero, non ci sono 140 atleti così forte: quanti saranno tra medagliabili e finalisti? Vogliamo ipotizzare un numero... 20? Ecco: fatte queste premesse, sembra una cosa abbastanza logica pensare che gli atleti di punta di una Federazione debbano necessariamente essere la punta degli investimenti della Federazione stessa: è un pò come pensare ad un'azienda di auto. Se il prodotto è un auto di scarsa affidabilità, che consuma molto e pure brutta, chi la compra quella vettura? 
Allo stesso modo, se un vortice di 20 milioni di euro di una Federazione Sportiva è uno sputacchio da zero medaglie nei grandi appuntamenti internazionali, che razza di pubblicità è (e successivo investimento in termini di proselitismo)? Vuol dire che gli investimenti sono stati buttati nel cesso e scusate il francesismo.
Agli atleti migliori va garantito un sostanziale aiuto, perchè da loro discende il successo di tutto il movimento: sono la vetrina dell'intero sport. In questo momento la Fidal esibisce esclusivamente atleti ultratrentenni (Di Martino e Donato) o vicini i 30 (La Mantia). 
Eppure le entrate mastodontiche lascerebbero ipotizzare a chissà quali investimenti sulle risorse umane, che non avviene. 
La cosa ridicola è che il CONI ha versato nel 2010 alla Fidal la quota di 4 milioni di euro per "preparazione olimpica ed alto livello", cioè più di quanto USATF e USOC hanno versato ai loro 140 atleti. Dove sono finite queste risorse nel 2010? Le hanno prese le stuole di atleti medagliabili italiani... siamo proprio sicuri? Di quei 4 milioni di euro, alla voce uscita verso gli atleti (sempre guardando i bilanci Fidal) ci sono solo 776.000 mila euro. Poi tutte le voci vengono elencate in enigmatici "progetti", e si sa, più voci ci sono, più capire che fine facciano le risorse diviene un mistero gaudioso.
Quindi, fatevi voi un pò di conti. E soprattutto, visti i risultati, visti gli investimenti, non è che questo mandato della Fidal (con quello precedente e forse quello prima) non ha capito un acca o peggio, non ha voluto capire come aiutare l'atletica?

08/04/11

a Milano 7 record italiani master in un giorno tra miglio e 150 - 100 record nazionali in 4 mesi

Foto D'agostino e Gnoato
Giornata incredibilmente ricca di record italiani master quella di sabato scorso all'Arena Civica di Milano, durante l'Ambrosiana-Day, valido anche come 21° Miglio Ambrosiano. Proprio tra il miglio e le gare di contorno si è assistito ad una messe di record che ha portato il totale annuale a 100 giusti-giusti. L'anno scorso, alla stessa data, si era fermi a 57. Da cosa sarà data questa impennata qualitativa del mondo master? Giornata assolata, calda e l'atmosfera magica dell'Arena (a proposito, dopo la chiusura del XXV aprile era circolata la voce che chiudessero pure l'Old Trafford dell'atletica nazionale, per rifare l'impianto elettrico: in pratica Milano sarebbe rimasta senza opportunità per allenarsi) hanno contribuito a portare a 5 record nel miglio e 2 nei 150, gara inserita a corollario del miglio. Il miglior risultato tecnico di giornata l'ha piazzato Francesco D'Agostino che ad una sola settimana dal record sui 1000 nella categoria M45 di Chiari (era il 27), ha ottenuto anche quello sul miglio con 4'38"38, ben sei secondo in meno rispetto al tempo di Giovanni Ferrari che nel 2005 a Rodengo (BS) correva in 4'44"5. Grandissima prestazione anche del secondo arrivato, Franco Gnoato, con 4'39"24 anch'esso nettamente sotto il precedente record. Oltre 4 i secondi in meno nel record M65 di Aldo Michelon: Ennio Bodei sempre a Rodengo ma nel 2009 era riuscito a correre in 5'59"8, mentre il profeta in patria Michelon (corre per l'Ambrosiana) è riuscito a terminare i poco più di 1600 metri in 5'55"22. Terzo record per Pietro Ferrari (del Road Runners di Milano) nella categoria M75. Prestigioso perchè cancella dalla lista dei record niente-popò-di-meno-che Sergio Agnoli, che sta al mondo master come uno dei migliori mezzofondisti italiani over-35 e sicuramente uno dei più titolati. 7'01"98 il tempo del milanese, mentre Agnoli nel 2004 aveva corso l'allora record in 7'04"5. L'ultimo record maschile sul miglio, è infine quello di Antonio Salvadori, categoria M80, che è stato il primo di questa età a correre la distanza almeno fino a che sono state reperibili le graduatorie. 10'34"60 il nuovo record. 
Unico record sul miglio femminile l'ha stabilito Annamaria Vaghi, F60, che il precedente record l'ha letteralmente mandato in orbita: 48 secondi in meno!! Come il miglioramento su una maratona, non certo un miglio. 6'32"66 contro il 7'20"70 di Gianna Vaccari nel 2008. Come è facile dedurre, prima donna over-60 a scendere sotto i 7' nella storia atletica italiana.
In fine due record sui 150: Rosanna Franchi, F65, è stata la prima atleta italiana di questa categoria a cimentarsi nella specialità, quindi record in cassaforte col solo fatto di arrivare: 29"66, con 1,4 di vento contro. Secondo record per Aldo Cambiaghi (anche lui profetico in patria... altro Ambrosiano), che ha migliorato il suo stesso record M70 con 21"84: l'anno scorso aveva corso in 22"14

07/04/11

Record mondiale dei 1000: countdown per Rudisha - lista all-time

La notizia è ormai nota da tempo: David Rudisha, il più grande fenomeno sugli 800 dopo l'era Kipketer, si cimenterà su un 1000 metri il 31 maggio ad Ostrava. Naturalmente quando Rudisha si presenta su una gara del genere, pensare al record mondiale è un effetto immediato. Rudisha, in un'intervista a T&F, sostiene di essere felice di correre ad Ostrava (chissà quanto sarà il suo cachet...), e che sarà la prima volta in cui si cimenterà su un 1000, ma che obiettivamente ritiene di non poter ambire al record proprio per il noviziato nella specialità. Assicura comunque che farà una gara "strong" (e non penserebbe quindi al record??). L'attuale record mondiale è detenuto dal keniano Noah Ngeny, campione olimpico di Sydney 2000 con 2'11"96. Rudisha ha già esordito nella stagione australe correndo in evidente scioltezza in tempi che nel resto del globo sarebbero da finale di un'Olimpide: 1'43"88 e 1'44"80. Naturalmente obiettivo finale di Rudisha, il mondiale di Daegu, in Corea. Tra i suoi obiettivi intermedi anche il Meeting Compeed di Roma, dove lo stesso David sostiene che la "gente lì va veloce"... ci si deve aspettare qualche cosa di grosso? Quella che segue è la lista mondiale all-time dei 1000 metri.
  1. 2'11"96 - 05/09/99 - Noah Ngeny (Kenya) - 
  2. 2'12"88 - 11/07/81 - Sebastian Coe (UK)
  3. 2'12"66 - 17/07/99 - Noah Ngeny (Kenya)
  4. 2'12"88 - 09/08/85 - Steve Cram (UK)
  5. 2'13"40 - 01/07/80 - Sebastian Coe (UK)
  6. 2'13"56 - 17/07/99 - Kenneth Kimwetich (Kenya)
  7. 2'13"62 - 03/07/10 - Abubaker Kaki (Sudan)
  8. 2'13"73 - 02/07/93 - Nourredine Morceli (Algeria)
  9. 2'13"93 - 22/07/08 - Abubaker Kaki (Sudan)
  10. 2'13"96 - 26/06/03 - Mehdi Baala (France)

Chiudono le piste, ma Arese pensa solo alle prossime elezioni e a come fare per ritornare in sella

Il XXV aprile com'è adesso
(foto di Luciano Alvazzi) . Leggendo i quotidiani in giro per l'Italia sulla situazione dell'atletica di provincia (e di città), segnalatami dai nostri lettori, e poi rivolgendo lo sguardo verso la Fidal, ci si rende conto che la situazione è davvero tragicomica. Tragica perchè il malato ormai è davvero ad un passo dall'ultimo respiro, comica perchè la Fidal della catastrofica gestione-Arese sta facendo di tutto per nascondere la condizione del malato inventandosi stratagemmi ed astuzie davvero da... politica italiana. Dopo l'invenzione del tesseramento dei ragazzini che partecipano anche solo una volta alla campestre zonale dei giochi della gioventù per poter dire che i tesserati sono aumentati, la prossima sarà fermare i podisti domenicali del Parco Sempione a Milano per fargli sottoscrivere seduta-stante un tesseramento-lampo. Proprio da Milano arriva la prima sconcertante notizia. Milano-Sport, la società municipalizzata che gestisce tutto quanto è sport nella città meneghina, avrebbe i conti in rosso e avrebbe iniziato a vendere (o svendere) gli impianti di Milano ai privati. Alla fine, quindi, si è arrivati alla bancarotta dello sport milanese, e le prospettive si fanno sempre più grige. Del resto come non poteva finire così visto quello cui si è assistito a Milano negli ultimi anni? Da che c'è MilanoSport l'Arena civica, per decine d'anni il simbolo sportivo non calcistico della città, è stata umiliata in più circostanze con manifestazioni al limite del paradossale e comico (togliendo spazio naturalmente all'atletica): quasi tutte fallite. Addirittura erano riusciti a montarci una pista da snowboard; oppure l'oratorio feriale, o le corse dei cavalli, le partite scapoli-ammogliati, i raduni, le messe religiose. Quando il business a tutti i costi muove le scelte dei dirigenti a discapito dell'eticità, della salubrità dello sport, succede prima o poi questo: il fallimento. Già 4 impianti sono stati messi all'asta... e i privati che li prenderanno in mano chiederanno certamente più contributi ai praticanti di quanto avvenisse in precedenza, trasformando lo sport in un'attività per privilegiati. La creazione di una società con bilanci da tener sotto occhio non poteva che portare prima alla spremitura delle strutture anche snaturandole, poi al crollo. E così è proprio successo. Ora, il problema per l'atletica meneghina si chiama XXV Aprile, ovvero la pista più popolata di atleti allenantisi della Lombardia. Situata ai piedi della Montagnetta di Milano, calpestata da migliaia di piedi ogni giorno, dopo anni di promesse erano finalmente partiti i lavori (guarda caso l'anno delle elezioni comunali... un caso, no?) per il rifacimento della pista che negli ultimi tempi sembrava essere stata bombardata dagli intercettori della coalizione in Libia. Consegna-lavori una settimana fa. Ma la foto dimostra come le promesse non siano state assolutamente mantenute. Ora si è messa di traverso pure un'altra ditta che aveva perso l'appalto e che chiederebbe il sequestro dell'impianto. Tutta pubblicità per il sindaco Letizia Moratti a pochi giorni dalle elezioni: intimamente avrà sperato che MilanoSport fallisse con qualche settimana di ritardo. Lasciata Milano, da Conegliano si apprende che la pista è diventata un colabrodo e che di conseguenza non verranno organizzate diversi manifestazioni anche di respiro nazionale. Stessa cosa a La Spezia dove il Coni e il Comune hanno di fatto sancito la morte del centro sportivo, a Sarzana... tante storie simili di morte quotidiana dell'atletica. E nel frattempo Arese e i suoi cosa fanno per far rivivere l'atletica? Mettono mano allo Statuto, come per un politico italiano dell'attuale parlamento mettere mano alla Costituzione per modificarsi poi le leggi ad personam. Leggendo Passioneatletica.it, troverete interessanti disquisizioni su come il richiesto adattamento dello Statuto chiesto dal Coni alle Federazioni, sia stato motivo per questa congrega di personaggi che animano la Fidal di mettere mano sugli articoletti che guarda caso interessano al nostro amicone presidente del brand sportivo. Quali sono questi articoletti? Le cause di ineleggibilità del Presidente Federale, la percentuale di  voti per assurgere al terzo mandato, e l'incompatibilità tra chi ha interessi privati... nella gestione dell'atletica. Ma a voi non sembra (in piccolo) una storia già vista? 

05/04/11

già 93 record italiani master nel 2011: Maria Costanza Moroni doppio record F40 - Grandi gli Avigo bros a Chiari

Pierangelo Avigo all'Olimpico per gli italiani master 2010
Ancora grazie a Giusy Lacava, posto l'aggiornamento dei record italiani master che salgono in pochi giorni a 93, con un'altra sostanziale informata di record in specialità spurie e nelle prove di lanci. A Vercelli, a fine marzo, in pieno orgasmo sportivo da fine-Europeo indoor, un manipolo di temerari ha sfidato il meteo e si è cimentato sulla pista di Vercelli. E qui è uscito il talento di Maria Costanza Moroni, che ha stabilito la classica doppietta di questo 2011: 80 e 300. Miglioramenti sensibilissimi rispetto al passato e i record F40 passati a 10"8 e 41"5. Poi ci ha pensato Benito Bertaggia a siglare la stessa doppietta: 80 e 300 M70 con un notevole 11"9 e 49"4 e altri miglioramenti abissali rispetto ai precedenti record di categoria. Dei record non ancora ricordati menziono gli 80 metri di Rita Santini negli 80 F45 con 11"08 (avevo inserito la prestazione di un'altra atleta ad Asti, mentre a Viterbo la Santini correva nel reale primato nazionale). 
Nell'ultimo weekend infine secondo fine settimana di gare nel bresciano, dove sugli scudi troviamo i fratelli Avigo. Pierangelo sfiora il record italiano dei 1500 M50, con un sontuoso 4'21"66, contro il 4'20"2 di uno dei migliori mezzofondisti master della storia italiana, Antonio Trabucco. Il tempo gli vale anche un corrispettivo di 92,11% AGC (sopra il 90% ricordo che vi è l'eccellenza internazionale). Laura invece si classifica seconda nella gara vinta da Alessandra Seghezzi (classe '79... una F30 se fosse istituzionalizzata la categoria) con 4'51"98. Nella preventivabile categoria M30 inserirei anche Paolo Zanola, classe 1978, che ha corso in 48"87 il giro di pista. Qui i risultati migliori dei master a Chiari (BS).

92,11 - 1500: 4'21"66 - Avigo Pierangelo (61)
89,67 - 400: 48"87 - Zanola Paolo (78)
85,11 - 1500: 4'20"28 - Mangili Giovanni (70)
84,87 - 400: 1'01"11 - Gadaldi Rinaldo (54)
84,61 - 100: 12"29 - Bonzi Angelo (69)
84,47 - 1500: 4'32"59 - Arcari Angelo (66)
82,59 - 100: 13"99 - Virginio Soffientini (53)

88,03 - 1500: 4'51"98 - Avigo Laura (67)
86,95 - 400: 1'04"90 - Fusi Perlina (64)
86,38 - 400: 1'02"71 - Giorgi Gigliola (68)
83,15 - 1500: 4'41"11 - Seghezzi Alessandra (79)
74,83 - 1500: 5'22"65 - Picotti Paola (73)

04/04/11

Graziano 36"8 sui 300, cancella Saraceni - Daniela Ferrian altri 2 record italiani spurii

Proprio oggi sono usciti i risultati della riunione di Asti di sabato scorso, che purtroppo hanno visto (incredibile ma vero) l'utilizzo del cronometraggio manuale e senza anemometro. Ma in Piemonte siamo nel 2011 o nel 1911? Evidentemente nella regione governata da uno dei fedelissimi di Arese, contano più altri aspetti che la sacralità delle gare, il miglioramento della certezza statistica, la fedetà del dato. Una gara senza cronometraggio automatico è una fuffa, ma senza l'anemometro il valore diventa quasi nullo. Accetto suggerimenti su quali possano essere gli altri aspetti che nel frattempo in Piemonte stanno seguendo. Questo ancora una volta mette quel pizzico di aleatorietà a tempi che rimarranno nella storia sportiva qualunque essa sia. E così è successo proprio che a livello master si siano avute ben sei migliori prestazioni italiane, che ne superano altrettante, ma che gioco-forza dovranno viaggiare parallele complicando il panorama dei record. Ma vediamo nello specifico cos'è successo.
Il primo grande risultato è sicuramente il 36"7 di Mauro Graziano sui 300, che è un tempo clamoroso, visto che cancellerebbe il tempo di 37"69 di Enrico Saraceni ottenuto l'anno scorso a Latina il 2 maggio e che costituiva il record italiano M45 della specialità. Vediamo come Giusy Lacava tratterà il record, se cancellerà definitivamente quello di Enrico (visto che anche con il canonico arrotondamento di 0,24 il tempo sarebbe nettamente inferiore al precedente primato) o se o affiancherà. Ad onor di cronaca, devo rammentare che il tempo ottenuto dal pescarese l'anno scorso fu corso in costanza di infortunio in una giornata di pioggia. Ciò naturalmente non toglie il senso dell'impresa di Mauro Graziano, che proprio ad Ancona aveva vinto lo scontro diretto sui 200. Ora questo apre nuove prospettive per il piemontese, come i 400 a livello dei migliori. C'è ora da aspettare la reazione di Saraceni? Primo record italiano di Mauro Graziano e... primo record italiano perso da Saraceni da che fa il master, anche se era probabilmente il più abbordabile (voglio vedere il master M35, ad esempio, che corre in 33"73). 
Naturalmente era presente anche Daniela Ferrian, che ha visto bene di piazzare la doppietta di record su 80 e 300 nella categoria F50. 45"6 sui 300 che cancella (questo sì) il 47"3 di Daniela Stelori stabilito nel 2009. E naturalmente il record negli 80: 10"9, cioè 9 decimi in meno del precedente primato di Laura Vitale. 5° record F50 in soli 3 mesi per la Ferrian (due sui 60, 200 indoor e 80 e 300 outdoor) Ma dagli 80 è arrivato anche il record F45 di Silvia Binello (1964), che correndo in 11"8 ha migliorato di 2"6 il record di Elena Setti. Ad onor del vero, è giusto sottolineare che la banca dati a disposizione degli statisticians parte solo dal 2001 o 2002, quindi molti tempi sono andati persi di ciò che è avvenuto in seguito, altrimenti non si spiegherebbe un tempo così alto come primato nazionale.
5° record italiano (questo invece se la giocherà con quello attuale automatico), sugli 80 M65, dove Giovanni Cerruti ha corso in 11"5, che formalmente sarebbe meglio del 11"75 (0,2) di Lanfranco Chiavini di un paio di anni fa. Ma come si diceva, manca sia il responso automatico che quello anemometrico. Per il veterano Luciano Mazzetto (1933) si tratta del primo 80 registrato nella categoria M75, e di conseguenza si tratta di record nazionale. Il tempo? 13"9

03/04/11

Jeff Demps sui 100 - Tripletta di Sally Pearson - Disastro Fabrice Lapierre


(di Sasuke) Qualche risultato di buon livello dal mondo in queste prime settimane di gare all’aperto. In Australia, alla finale del Australian Athletics Tour tenutasi in due giornate a Perth, Sally Pearson ha realizzato l’ennesima doppietta (anzi tripletta in questo caso) vincendo i 100 metri (11.20), i 200 (23.22) e i 100 ostacoli in 12.85; l’australiana però si è detta insoddisfatta in quanto inseguiva i tempi di 11.10 e meno di 23 da tutta la stagione. Buona forma, comunque, per lei che ha già gareggiato tanto.
Tra gli uomini modesta affermazione di Aaron Rouge-Serret che vince i 100 (10.38) e i 200 (22.87); il tempo sui 200 appare molto modesto e infatti i dati riportati dalla Iaaf sono errati; in caso contario, la Pearson avrebbe potuto vincere quasi anche la prova maschile. Il vero tempo di Rouge-Serret è di 20.87.
Giro di pista con ostacoli con risultati discreti che ha premiato Brendan Cole (sotto i 50 secondi in 49.94) e Jana Pittman (55.75).
Da citare infine anche l’esordio all’aperto di Fabrice Lapierre, evidentemente in condizione pietosa e incapace di fare meglio di quattro nulli, chiudendo la gara con due soli salti validi: il migliore di 7.48. Vittoria a Mitchell Watt, capace di 8.21 (terza volta sopra gli 8.20 di quest’anno per lui) ma anche di 8.06 e 8.11. Da ricordare poi che Lapierre l'anno scorso fu capace di giungere fino a 8.78 (ventoso) proprio sulla stessa pedana; visto il risultato non sorprende che l'atleta abbia saltato le indoor.
In America, invece, si sono tenute le classiche Florida Relays a Gainesville.
Tra i protagonisti più attesi c’erano David Oliver e Xavier Carter (sui 100) che però non si sono presentati. Risultati di buon livello dai 100 metri grazie alla vittoria di Jeff Demps, di cui parlavamo qualche tempo fa, capace di imporsi con 10.07.
Buone le prove dei 200 e dei 400 metri femminili: nei 200 troviamo Natasha Hastings a 22.77 su Aurieyall Scott (22.98) e Shana Kox (23.41, meglio e seconda nei 400 metri con 51.46) mentre nel giro di pista ottima affermazione di Francesca McCorory già capace di un ottimo 50.50; di gran lunga record della manifestazione. Poco altro da citare, come la sconfitta (seconda della stagione) di Dwight Thomas (solo 13.58) ad opera di Joel Brown (13.55). Modesti i risultati dalle varie pedane dei concorsi.

02/04/11

77 record italiani e 3 mondiali in tre mesi: l'esplosione del mondo master italiano

Donato: 3 record italiani M35... ma lui non lo sa
Nonostante la situazione dirigenziale italiana e internazionale master sia nel più completo stallo di persone e di idee, il mondo master italiano dell'atletica praticata sta crescendo a livelli sicuramente non preventivabili date le premesse. La gestione alla Giano Bifronte voluta dalla Fidal (l'ennesimo colpo di genio della cricca) del mondo master (un'area italiana ed una internazionale), penso lo si sia capito, anzichè smussare gli angoli, li ha levigati finemente e così ci si trova alle manifestazioni nazionali ed internazionali un pò abbandonati a sè stessi (come mi ha scritto una nostra amica): le figure non sono chiare, si sovrappongono, si allontanano, si dissociano: pensare poi che a livello europeo, l'unico elemento italiano che ricopre una carica dirigenziale risulta essere il Signor Maggio, anti-italianista convinto, la dice lunga su come l'Italia Master Team debba ricostruirsi su basi più solide. Senza poi dimenticare la martellate in testa all'intero movimento con decisioni al limite dell'autolesionistico, come l'abolizione della finale dei c.d.s.. Ecco, nonostante tutto questo, il mondo master italiano è vivo, decisamente in fermento e spero pure in crescita numerica. E questo anche nonostante, infine, c'è chi si inventi mondi master paralleli, fatti di record italiani paralleli, campagne acquisti di persone over-70 eticamente sconvenienti, battaglie per sè stessi dove però dover coinvolgere tutti. Questo è il panorama triste, avversato poderosamente dalla realtà costituito dall'entusiasmo di centinaia di atleti master che vivono lo sport autonomamente e che trovano il vero stimolo proprio dagli altri atleti, e non certo dall'organizzazione nè soprattutto dalle persone che la compongono e che ne traggono indirettamente o direttamente benefici.
In tutto questo nel corso del 2011 siamo già a 77 record italiani, di cui 73 indoor (visto che è appena finita la stagione). L'anno scorso al 1 aprile erano "solo" 57, cioè ben 20 in meno! E che il fenomeno non sia più maschile come un tempo lo testimonia la distribuzione dei record: 38 maschili e 39 femminili. Ma questa forbice si è ridotta parecchio nell'ultima settimana grazie al primo 1000 outdoor di stagione, dove D'Agostino, Gadaldi e Rappo sono riusciti nell'impresa di portarsi a casa il primato nazionale. In questa ridda di record, tre sono particolarmente prestigiosi, se non altro perchè sono risultati essere record mondiali. Quello nel triplo W45 di Elisa Neviani, e quelli nei 3 km di marcia M60 di Graziano Morotti (due record, il primo ad Ancona e il miglioramento di Gand). La categoria italiana largamente più performante è stata proprio quella della Neviani, la W45: ben 13 record italiani nel corso dell'inverno. Ma si è assistito in generale ad un miglioramento sensibile anche nelle prestazioni delle categorie più "giovani", quelle che domani rinsalderanno le fila dell'esercito master. Quest'anno diversi atleti "assoluti" sono diventati de facto Master, apportando il loro contributo in termini qualitativi ai record: chi batterà più il 17,76 di Fabrizio Donato nel triplo, se non lui stesso? O il suo 8,03 nel salto in lungo? C'è pure un 2,28 nel salto in alto di Nicola Ciotti, che solo lui o il fratello potrebbero sorpassare nell'immediato futuro. La Artuso ha poi corso in 2'05"99, altro tempone degno di segnalazione. Dando uno sguardo di insieme si capisce che tutti però meriterebbero una citazione. Posto così la tabella di tutti i record italiani fino al 1 aprile.