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23/12/12

Kirani James sfida Usain Bolt sui 400: ma conviene?

Dopo la sfida lanciata da Kirani James ad Usain Bolt sui 400, molti hanno iniziato a speculare sulla possibile sfida. Lo stesso Kirani, per migliorare le proprie prestazioni, starebbe allenandosi sui 200,  con l'obiettivo principale di avvicinarsi (e battere) il record di Michael Johnson sui 400: del resto, a 20 anni, Kirani ha già vinto tutto quello che poteva vincere: a Daegu nel 2011 e quest'anno a Londra. Qui sotto il parere di un giornalista sulla possibile sfida Kirani Vs Usain.

(di Robert Taylor - trackalert.com)  - I 100 metri, in atletica, sono il re di tutte le specialità, e Bolt è il re di tutti i re. E lui è attualmente il più veloce sprinter di sempre. Bolt è uno dei più popolari atleti del mondo, se non il più popolare. Le sue performance in pista sono la prima ragione della sua popolarità, ma sicuramente la sua personalità lo ha certamente aiutato. Con tutto questo, avrebbe senso per Bolt darsi ai 400? Pare strano... ma si è venuto a sapere che il solitamente umile Kirani James, il campione olimpico in carica dei 400 metri, ha chiesto a Bolt di entrare nel mondo dei 400. Penso che questa dichiarazione pubblica sia stata fatta solo come un espediente pubblicitario e non sicuramente come frutto del suo ego o della sua inusitata spavalderia. Kirani James sa che se Bolt si muovesse sui 400, gli ingaggi per i migliori quattrocentisti come lui, si alzerebbero tremendamente. 

Nei 100 metri ci si aspetta che Bolt vinca sempre e comunque, con o senza altri top-sprinter mondiali, e le persone accorrono sempre in massa a guardare lo spettacolo. A differenza di questo, se lui corresse i 400, sarebbe una novità per molti fan e correre contro la crema mondiale dei 400, potrebbe essere ciò che ci si dovrebbe aspettare. Gli esperti e i fans, a differenza dei 100 metri dove Bolt attira gente e sponsor anche se dovesse fare assoli, non gradirebbero gare sui 400 senza i top-halfmilers, come Kirani James e LeShawn Merritt. Così, le sfide sui 400 porterebbero non solo grande pathos, ma anche una grande ricaduta finanziaria sui migliori quattrocentisti.

Molti pensano che Bolt abbia le capacità di abbattere il record del mondo dei 400, ma battere gli altri 400isti, potrebbe essere una tappa di passaggio per arrivare a quel traguardo. Oltre a porre sè stesso nella stratosfera atletica cui nessuno era mai riuscito ad arrivare, non ci sono altre ragioni per Bolt di lasciare i 100 metri per i 400. Tutti i più grandi atleti hanno un profondo ego. Qualcuno di loro sembra avere più abilità di altri nel riuscirlo a controllare. Quindi... l'ego di Bolt sarà abbastanza forte a sufficienza da fargli lasciare i 100 e passare ai 400? Ci sono esperti là fuori che dicono che se Blake migliorasse un pizzico e Bolt iniziasse a perdere qualche colpo, lo stesso Bolt sarebbe forzato a lasciare i 100 metri per spostarsi sui 400. Scommetto che stanno insinuando che se Bolt non potesse più vincere i 100 metri, o se le cose si facessero troppo dure, scapperebbe ai 400. Tutto è possibile, ma basandosi su quello che si è visto a Londra '12, credo che il 9"5 non sia qualche cosa di impossibile da correre per Bolt in un'altra finale prestigiosa. Dovrei vedere qualcun'altro correre in 9"5 e qualche cosa prima di credere che qualcuno fuori dall'attuale novero di top-sprinter possegga l'abilità per contrastare Bolt in un'altra grande finale. Blake e qualcun'altro potrebbe pestare i piedi a Bolt nei prossimi anni, ma nonostante questo, credo che "i prossimi anni" avverranno dopo le Olimpiadi di Rio 2016. 

Comunque: è possibile per uno sprinter spostarsi dai 100 ai 200, e dai 200 ai 400 a 30 anni e... dominarli? Non siamo più al college o all'high school, stiamo parlando dei massimi livelli. Ci vuole moltissimo tempo per apprendere come affrontare il ritmo di un 400 e tollerare il dolore fisico di un 400 che attanaglia negli ultimi 40 metri di una gara. 

Bolt è stato uno dei migliori 400isti giamaicani durante le high school, e detiene a tutt'oggi il record giamaicano di quell'età. Sebbene non sia qualche cosa di cui vantarsi il livello qualitativo dei 400isti che escono dalle high school giamaicane, il 45"35 di Bolt è stato corso all'età di 17 anni. Quel tempo sarebbe potuto essere migliore se avesse deciso di correre fino alla fine. Di più: questo non garantisce il suo passaggio automatico alla supremazia sui 400, perchè molti altri atleti alla sua stessa età hanno corso con tempi molto inferiori, e pochi di loro sono comunque diventati delle star mondiali della specialità. Ma come molti dicono, Bolt è un atleta che nasce una sola volta per ogni generazione: ha una velocità di 19" sui 200 e con una stamina sufficiente fornita da un lavoro adeguato, potrebbe essere in grado di correre costantemente sui 43". 

Tutto questo mi fa ritenere che un passaggio di Bolt sui 400 sia pura speculazione. Non ha mai dato indicazioni del genere, ovvero che vorrebbe sfidare i 400. Perchè dovrebbe? Non c'è visibilità maggiore che essere il campione dei 100 metri. Non c'è eccitazione maggiore che una finale dei 100 metri. Non c'è un guadagno potenziale maggiore che essere il detentore del record del mondo dei 100 metri e il campione della specialità. E nonostante tutto questo, qualcuno continua a speculare. Penso che molto di questo dipenda dalla curiosità di vedere quanto sia veloce, grazie alla sua altezza, il suo fisico, quello che ha fatto alle High School, e poter traslare il tutto sui 400 per vederlo infrangere la barriera dei 43 secondi. 

Se fossi Bolt, perchè dovrei lasciare la santità dei 100 metri per l'indefinitezza dei 400? Mi son fatto la stessa domanda. Se fossi io, lascerei i 100 e i 200 solo dopo il 2016. Tre volte doppio-campione olimpico suona troppo bene da lasciarlo così... vacante. Penso che sia difficile per chiunque lasciare un evento che lui o lei domina, che prende meno di 10 secondi di sforzo per darsi ad una gara che richiede una tolleranza inumana al dolore e senza peraltro ricevere le stesse ricompense.

Con tutte le cose dette e le speculazioni, la questione che rimane è "perchè diavolo un Bolt sano di mente dovrebbe passare ai 400?"

17/04/11

Jeff Demps sotto i 10 - Kellie Wells incredibile sugli ostacoli

(di Sasuke) Vari risultati hanno animato questo fine settimana; molti sono quelli di livello decisamente elevato e non ce n’è uno che meriti più di tutti gli altri. Cominciando dalla Giamaica, dove ieri pomeriggio si è tenuto il University of Technology's (UTech) Classic, meeting di altissimo contenuto tecnico che ha visto la partecipazione, tra gli altri, anche dell’ex primatista dei 100 metri Asafa Powell.

I risultati più interessanti sono senza dubbio quelli dei 200 metri con sia Yohan Blake (20.33, mondiale stagionale) che Daniel Bailey (20.51, l’anno scorso non aveva combinato granchè) capaci di fare meglio di Asafa Powell (20.55) e del quarto uomo più veloce della storia, Nesta Carter (20.67). Se è vero che entrambi sono conosciuti principalmente come centometristi (specialmente Carter) mi sarei aspettato qualcosa di meglio dall’ex primatista dei 100 metri. In passato aveva dimostrato di poter valere anche sulla doppia distanza (l’anno scorso corse in 19.97) ma chissà come mai l’ha sempre snobbata.
Buon esordio su una distanza più consona per Shelly-Ann Fraser-Price (la si era vista nei 400 metri, chiusi in 54.93) capace di correre un 200 in un buon 22.69 davanti alla quattrocentista Shericka Williams (23.49). Tra gli altri risultati di spicco, il ritorno di Brigitte Foster-Hylton (13.33) nei 100 ostacoli; nei 400 metri continua a mostrare buona forma Kaliese Spencer (50.95) su Christine Day (52.08) e Aime Martinez (52.42). Negli 800 metri buona prova della giovane Ristananna Tracey (2.03.97) mentre nei 100 affermazione di Sherone Simpson (11.30). Tra gli uomini, buon 45.50 del cubano Willi Couozo Gutierrez sul giro di pista.
Il giamaicano Steve Mullings, in un meeting misconosciuto, è stato in grado di riscrivere il personale sui 100 piazzando un clamoroso 9.90 (+2.0) ai limiti del consentito seguito da un 20.17 (+2.2) sui 200. Evidentemente Mullings è in gran forma: sarà una vera e propria lotta per i posti al mondiale. Se è vero che Bolt e Powell appaiono imbattibili sui 100 e che Carter occuperà probabilmente il terzo posto sui 200 la situazione apparirà più incerta. Anche la giovane Natoya Gole si è messa in luce nei 400, chiusi in 51.52
In America, alle Mt. Sac Relays, buon 100 metri con Jaysuma Said Ndure capace di battere per un centesimo Michal Rodgers (10.06 contro 10.07). Esordio sui 100 anche di Carmelita Jeter (10.99). Al University of Texas - El paso (UTEP) Kirani James è stato in grado di battere Churandy Martina sui 200 metri: 20.41 contro 20.42.

Sempre negli Stati Uniti, al Tom Jones Memorial, incredibile risultato di Kellie Wells sui 100 ostacoli: confermando la forma delle indoor (dove ha dominato) l’atleta vince la gara con un fenomenale 12.35 (+3.7) che è tempo di altissimo valore. Il vento, che non aiuta gli ostacoli quanto le corse, avrà anche dato una mano ma il temo vale di per se. Meno emozionante David Oliver (13.12, +5.7, e 13.09 +4.6) davanti al giamaicano Dwight Thomas (13.20). Il colosso americano non sembra al momento ancora nella forma che aveva l’anno scorso e quest’inverno. Speriamo la raggiunga presto.

Interessanti i progressi di Jeff Demps, per la prima volta sotto i 10 secondi, capace di 9.96 (+2.4). Male Xavier Carter che non sembra proprio riuscire a tornare sui livelli che lo portarono a valere quasi 19.60 sui 200 metri chiudendo con dei modesti  10.37 e 20.51 (migliore) aiutato tra l’altro dal vento. Si rivede anche Justin Gatlin, secondo nei 200 con 20.358 (+3.4) battuto per millesimi dal primo, Willie Perrie (20.351).

In Australia, ottima tripletta di Sally Pearson, capace di correre sette volte in tre giorni (di cui quattro volte la sola domenica!) che vince 100 (11.69, 11.51 e 11.38) i 200 (23.51 e 23.20) e gli ostacoli (12.94 e 12.83). La Pearson ha già gareggiato moltissimo quest’anno… riuscirà a mantenere la forma per tutta la stagione?
Migliora Fabrice Lapierre (7.83) che si piazza terzo dietro Robert Crowther (8.04, nell’unico salto valido della serie - anche se ventoso) e Michael Watt (8.44, ma anche 8.23 che conferma il suo ottimo stato di forma). Da segnalare anche la faticosa doppietta di Tamsyn Lewis che vince sia gli 800 (2.00.80) che i 400 metri (52.31) dimostrando come l’accoppiata possa rendere bene.

Per il resto, ennesimo 800 per Caster Semenya che manca ancora (di poco) i 2 minuti, con 2.01.88 dopo aver vinto il titolo nazionale sia sugli 800 che sui 1500 la settimana scorsa.

13/03/11

Finale NCAA: Jeff Demps scende a 6"53, Lakya Brookins a 7"09 - Kirani James cade sui 400

Demetrius Pinder: 45"33
Si sono svolti nell'ultimo fine settimana a College Station nel Texas,  le finali del campionato NCAA, vinto tra le donne dall'Università dell'Oregon e tra gli uomini dall'Università della Florida, quella di Jeff Demps. Jeff Demps, di cui ho già parlato ampiamente nelle ultime settimane, è stato alla fine la stella dei campionati, essendo venuto a mancare sul più bello Kirani James (ritirato in finale nei 400). 6"53 (suo PB) il tempo con cui in finale ha regolato Michael Granger (6"55), stesso tempo corso da Francis Obikwelu per vincere gli europei e 5° mondiale dell'anno. Secondo titolo consecutivo sui 60 (fin'ora nella NCAA c'era riuscito solo Blanton DeBryan nel 2004-2005). Non male per uno che fa tutt'altro sport... in finale, l'altro favorito, Rakieem Salaam, oberato dai due turni dei 200 del giorno prima, ha dovuto rialzarsi finendo in 6"92 ma dopo aver corso la batteria in 6"55 (così come Maurice Mitchell, che nell'atto finale ha corso però "solo" in 6"64). Nei 60 femminili miglior tempo mondiale dell'anno per Lakya Brookins con 7"09 (il miglior tempo dell'anno l'aveva fino ad allora corso Veronica Campbell-Brown con 7"11), che è anche record NCAA. Migliori tempi mondiali dell'anno anche nei 200 (corsi venerdì). In batteria il già citato Rakieem Salaam stampa un clamoroso 20"39, con Maurice Mitchell a 20"47. Nelle finali del pomeriggio dove di fatto la finale viene divisa in due, per permettere ai due migliori di correre nella medesima corsia, pareggio a 20"41 (pazzesco, visto che hanno corso come detto separati), ma vittoria per 2 millesimi (ho scritto giusto...) per Salaam su Mitchell: 20"401 a 20"403 (poi i tempi vengono arrotondati al centesimo successivo). Probabilmente sorprende di più il tempo corso nei 200 da Candyce McGrone, 22"84 in batteria. Poi la McGrone non si ripete in finale, e viene così fagocitata Kimbelyn Duncan con 22"85 (ma la Duncan vantava anche il miglior tempo mondiale dell'anno con 22"78) che batte Janeba Tarmoh (22"88), Tiffany Townsend (22"90) e la citata Candyce McGrone (23"00). Nei 400 si attendeva lo scontro titanico tra Kirani James, dopo una batteria camminata in 46"25 e Tony McQuay (45"82 in batteria). I due vantano i migliori tempi mondiale dell'anno con 44"80 e 45"21. In finale vincerà invece Demetrius Pinder con 45"33 (terzo tempo mondiale dell'anno). James dopo essere passato ai 200 in 21"23, ha tagliato la strada a Henry venendo a contatto e facendo rotolare a terra Kirani. 21"13 il passaggio ai 200 di Pinder. Miglior tempo mondiale dell'anno per l'altra texana (come Pinder) Jessica Beard sul doppio giro di pista: 50"79 e passando in 23"69 ai 200 (tempo che in Italia si sognano anche sulla gara singola). Terzo tempo americano all-time sui 400. 
Nel salto in lungo Ngonidzashe Makusha, zambese (si dice?) salta 8,14 (ma a Stoccolma un mesetto fa ha saltato anche 8,15). Il canadese Derek Drouin si innalza fino a 2,33 nel salto in alto (5° mondiale dell'anno, con un miglioramento di 6 centimetri sul SB), e Will Claye 17,32 nel triplo (6° risultato mondiale dell'anno). Delusione per Christian Taylor, fermatosi a 16,99 (ma quest'anno 17,36). Brianna Rollins 7"96 sui 60hs e 7"58 di Andrew Riley nella gara al maschile. 

28/02/11

Kirani James nella storia: record mondiale Junior nei 400 (e terzo di sempre)

Di Kirani James (nato a Granada il 1 settembre del 1992) lo sapevamo già da un paio di anni: ne sentiremo parlare molto nei prossimi anni. Un altro predestinato. Ora ha messo un altro tassello nella sua breve storia sportiva, che iniziò a far parlare di sè già all'età di 14 anni, nel 2007, quando correva in 47"86. A 15 anni, nel 2008, vinse il bronzo ai Mondiali Junior con 45"70 che è il tempo più veloce della storia mai corso da un ragazzo di quell'età. Nel 2009 Kirani riuscì a battere il record di... Usain Bolt nei 400 dei CARIFTA Games (i giochi Caraibici che si tengono ogni anno e che resisteva da sei anni). E in quello stesso 2009 arrivò la doppietta a Bressanone ai Mondiali Allievi su 200 e 400. E naturalmente l'oro a Moncton, Mondiali Junior, sui 400. Quest'anno aveva già piazzato un 20"58 indoor che ha del fenomenale, e poi ieri a Fayetville il primo solco nella storia dell'atletica: il Record Mondiale Junior sui 400 Indoor. 44"80, che ha cancellato il precedente record di LaShawn Merritt che sei anni fa correva sulla medesima pista 44"93. Il 44"80 è anche il suo record personale, visto che all'aperto si era "fermato" a 45"01. Per concludere il wall of honours, il 44"80 è il terzo tempo di sempre mai corso a livello indoor, dopo il record assoluto dell'ostacolista Kerron Clement (44"57), e la leggenda Michael Johnson (44"63). Nella stessa manifestazione, il  ventenne talento multiplo, Campione del Mondo Allievi del 2007, Christian Taylor si è spinto fino a 17,36 (PB) nel salto triplo. Pensate: ha poi saltato 8,19 nel lungo, ma quello che più impressiona è che è stato il 400 corso in 45"34... sta nascendo l'atletica dei fenomeni.