15/01/11

Fidal-Bavaglio: sul sito ufficiale, omessi i risultati della Levorato (7"33 e 7"32) minimo per Parigi - Riparelli 6"73 - Bazzoni 54"27

Jacques Riparelli
Dopo il flash sulle batteria (7"33), dalla finale del meeting di Udine arriva il 7"32 sui 60 piani che proietta Manuela Levorato ancora nel gotha della velocità continentale. Tempo da finale europea o qualche cosa di molto vicino: e siamo solo al 15 di gennaio, ovvero quasi due mesi dall'evento clou della stagione indoor. Con la maternità della Pistone, a livello indoor la velocità femminile in questo momento sembra essere solo la Levorato, con buona pace di molti tecnici federali che piuttosto che studiare metodi per far andar forte qualche atleta, puntano sul fatto che ne vadano piano altri. La pulizia evidentemente non dovrebbe interessare solo la parte politica, ma anche tecnica di questa federazione. Ma la cosa che fa scalpore è l'assoluta assenza di cenni su di lei sul sito Ufficiale della Fidal, che pur parlando del meeting di Udine omette clamorosamente di citarla, parlando del solo Riparelli e dell'astista Anna Giordano Bruno. Uno scandalo senza precedenti ordito dalla cupola Fidasics a danno di un'atleta evidentemente scomoda. Se non ci credete, guardate il buon a.g. cos'ha scritto sul sito Fidal a questo link (clikkate qui). E pensare che ci sono altri che copiano-incollano (senza leggere) tutto quello che scrivono costoro...
A Udine, Levorato a parte, ottima la seconda al traguardo sui 60, Martina Favaretto, con 7"78... ma è un'allieva classe 1995! Per parte sua Jacques Riparelli (1983) esordisce sui 60 con 6"78 in batteria, con un promettente 6"73 in finale. Sarà l'anno buono per lui, dopo la presa in giro di cui fu vittima nel pre-Doha nel 2010? Ricordo (agli smemorati) che la Fidasics gli chiese determinati standard e determinati risultati: ottenuteli arrivò la beffa dell'esclusione dalla trasferta ai Mondiali di Doha che lo portò a scrivere una lettera (pacata) di  pubblica protesta. Proprio quella lettera probabilmente gli negò il caps nella 4x100 medagliata di Barcellona (in alternativa a Tomasicchio) come ultimo frazionista, al posto di Checcucci, che fu sverniciato da uno stanco Mbadjock (che veniva da 7 turni tra 100 e 200 e staffetta). Sarebbe stato oro e un probabile sub-38". Nei 60hs buon 8"75 della "multiplista" Elisa Trevisan (che vincerà anche il lungo con 5,64).  Anna Giordano Bruno salta già 4,30 nell'asta, ma non basta per ottenere il minimo per la manifestazione continentale fissato a 4,35, che l'atleta tenta senza buona fortuna.
A Modena vince i 60 maschili con 6"85 il bronzo mondiale sui 100 di Bressanone 2009, l'allora allievo Giovanni Galbieri (1993) che mette sulla carlinga la sagoma di un atleta specialista delle indoor come Andrea Luciani (6"92 ma 6"77 di PB), dal quale ci si aspetta sempre il salto di qualità che porta nel bagaglio a mano. Duplice 8"01 sui 60hs per uno dei migliori ostacolisti degli ultimi anni, Emanuele Abate. Siamo ancora lontani da 7"72 per obliterare il biglietto per Parigi, ma come per tutti gli altri siamo solo a gennaio. Dietro di lui, ma di non molto, Nicola Comencini: 8"04 e 8"05 in batteria. Doris Tomasini (1984) non sembra essere ancora a livello di Levorato: 7"57 in finale dopo il 7"67 in batteria. Sorprende il comportamento della seconda, la junior Gloria Hooper (1992), che entrata in finale con il 6° tempo (7"89), riesce ad infilare atlete più blasonate di lei e a piombare sul traguardo a 7"72.  Nei 60hs femminili, dopo un anno di purgatorio, è tornata a far parlare di sè la bresciana Sara Balduchelli con 8"60 e 8"61 non troppo distante dai suoi picchi. Nella sua scia Elisa Bettini (8"67 e 8"71). Parlando di ostacoli al femminile l'associazione di idee mi porta a ricordare Micol Cattaneo, sulla quale ci sarebbe da scrivere un bell'atto di accusa contro l'inerzia della Federazione, su quanto ci tenga agli atleti di punta, su quanto li segua... lo scriverò prima o poi. Tra gli allievi impegnati negli ostacoli alti notevole 8"16 di Eseosa Desalu, che regola un'altrettanto interessante 8"19 di Gabriele Argenton.
A Parma altra riunione indoor, ma sulla pista resized da 160 metri (ma è già tanto che ci sia, no?). Curve ad angolo, che non favoriscono certo il tempo, ma di sicuro assicurano lo spettacolo del man vs man. Negli 800 solo un atleta sotto i 2', Gabriele Bizzotto (1993) con 1'59"20. Più interessanti i risultati tra gli over-35 (preparo un articolo a parte per questo). 
Infine ad Ancona solita invasione oceanica di atleti, alla ricerca disperata di gare: come dire, la domanda c'è, manca l'offerta (di palazzetti), ma sappiamo bene che soddisfare queste esigenze della base non rappresenta un'esigenza sentita dalla Fidasics. Conta solo la medaglietta nelle grandi manifestazioni. Comunque, 6"90 per portarsi a casa i 60 maschili per Mario Brigida (1986). Nei 400 solo in due sotto i 50", ma non di tanto: 49"45 e 49"47 rispettivamente per Mario Di Giambattista e Emanuele Magi. Sui 3000 si fa notare con un ottimo 8'24"36 lo junior Stefano Massimi. Tra le donne, 7"64 e 7"62 sui 60 per Francesca Ramini. Altra allieva veloce alle sue spalle: Roberta Del Gatto (1995) che sigla 7"81. Gara clou sui 400 con la sfida azzurra tra Chiara Bazzoni e la duecentista Giulia Arcioni (evidentemente in cerca di affinare le armi per la stagione all'aperto sul mezzo giro di pista): sfida che va alla prima per 54"27 a 54"88, con tempi molto interessanti. 

Esordio bomba di Manuela Levorato sui 60: 7"33 e minimo per gli Europei

Esordio in maniera fragorosa per l'amica (posso dirlo?!) Manuela Levorato a Udine: 7"33 sui 60 metri, e quel che più conta minimo (al centesimo) per i campionati Europei indoor di Parigi! 14 centesimi dal record italiano sempre in possesso di Marisa Masullo, ma avendo ancora due mesi di attività indoor, c'è da credere che si possa ambire a molto meglio rispetto al 7"33. Negli ultimi 5 anni, dopo la momentanea assenza per la maternità della Levorato, solo la Pistone e la Graglia erano riuscite a far meglio (7"31 per entrambe nel 2007 e un 7"32 per la Pistone nel 2009... ma nessuna atleta italiana sotto i 7"30 dopo... la stessa Levorato del periodo d'oro). In questi momenti si sta svolgendo la finale (anche se credo che potrebbe non parteciparvi), dove non vi sono avversarie che potrebbero impensierirla. Sarà da vedere fin dall'inizio della stagione come si comporterà con lei la federazione: esisteranno altre Grasso che ambiranno al suo posto? Nel prossimo post i risultati del sabato-indoor in Italia. 

14/01/11

Verso gli Europei indoor di Parigi: gli atleti d'oro dell'atletica italiana - Agnese Possamai

Agnese Possamai dietro Mary Decker Slaney a LA '84
Quest'anno, come sempre a Marzo, si terranno i 31imi campionati Europei Assoluti a Parigi. Dopo il bicchiere mezzo vuoto conquistato a Barcellona (17imi nel medagliere europeo, su una 40ina di Nazioni partecipanti, ma da 4^ nazione dal punto di vista demografico). Cosa vuol dire? Che ci sono una decina di paesi che nonostante abbiamo una popolazione decisamente inferiore a quella italiana, riescono a produrre un'atletica qualitativamente migliore. Ma qui non scopriamo l'acqua calda: lo sfacelo è davanti agli occhi di tutti. Così per trovare sprazzi di azzurro nell'atletica internazionale bisogna gioco-forza spostare lo sguardo al fulgido passato. Chi ha più di 30 anni si ricorderà certamente una serie di atleti italiani decisamente forti, non certo la manciata di atleti della prima decade degli anni 2000 targata Arese I e II. Se si pensa agli anni '80 e '90, a tutti vengono sì in mente i grandi campioni, ma anche una squadra nazionale compatta, infarcita di una quantità tale di talenti che oggi farebbero patti col diavolo pur di avercene uno (e chissà che non li abbiano davvero fatti!). Mennea, Simeoni, Tilli, Badinelli, Pavoni, Cova, Panetta, Mei...  sono solo gli epigoni di un periodo aureo del nostro sport, che viste le attuali condizioni, difficilmente tornerà almeno nei prossimi dieci anni. Perchè purtroppo i danni non sono stati solo causati alla struttura apicale (l'atletica di vertice) ma fin dalle fondamenta, cioè i giovani. E per ricreare un tessuto coeso, che abbia delle prospettive serie di crescite, ci vorrà parecchio tempo, tante energie e i risultati bisognerà aspettarli con una certa pazienza. Tutto questo largo e forse noioso preambolo per introdurre un'atleta che fa parte dell'epoca d'oro dell'atletica italiana, che se avrò tempo e modo vorrò descrivere in qualche post. L'atleta che mi piacerebbe tratteggiare a tinte veloci e potenti è Agnese Possamai, il cui ricordo sembra essere già disperso nell'oblio, nonostante sia stata una delle donne italiane più vincenti della storia dell'atletica nazionale. Parlo di lei anche perchè Agnese Possamai era una donna che andava forte soprattutto in inverno e in particolar modo nelle gare indoor, cui lega la maggior parte dei propri successi.
La Possamai nacque il 17 gennaio 1953 a Lentiai, in provincia di Belluno. Sulla rete c'è un bellissimo articolo della Gazzetta dello Sport del 1998 che parla di lei, scritto da Rosanna Schirer e che racchiude in poche righe tutto ciò che è stato Agnese Possamai, dal suo esordio in una gara di atletica a 24 anni, nel '77, sino ai trionfi con la nazionale, ai 3 titoli di campionessa europea indoor (seconda solo a Sara Simeoni per numero di vittorie agli Europei indoor da parte di atleti italiani).


POSSAMAI CORRERE OPERAIO, di Rosanna Schierer


Agnese Possamai, detta Mammina volante, ha iniziato a correre nel '77, quando lavorava in fabbrica e suo figlio Simone aveva gia due anni e mezzo. "Ho sempre avuto una predisposizione per l'atletica: alle medie ero brava nel salto in alto e in lungo, ma in realta ho iniziato per caso. Una domenica un amico che faceva atletica mi ha visto correre a una non competitiva. Ho partecipato a qualche provinciale e, tra lo stupore delle altre ragazze che non mi conoscevano, ho vinto addirittura una gara regionale. Cosi e iniziato il periodo piu bello della mia vita". Gia, perche le vittorie della Possamai sono sempre state inaspettate. Agnese ha vestito 60 volte la maglia azzurra conquistando 22 titoli e due record italiani, stabiliti entrambi sui 3.000: quello indoor a Milano nell' 82 con 8'53"77 (strappatole di recente da Elisa Rea) e quello all'aperto a Helsinki nell'83 con 8'37"96 (toltole da Roberta Brunet 13 anni dopo), piu 3 medaglie d'oro ad altrettanti campionati Europei indoor ('81 nei 1500 m., '82 e '85 nei 3.000 m.). Nell'84 partecipa all'Olimpiade boicottata da tutto il blocco sovietico: è decima in finale. "Di quei Giochi conservo un ricordo negativo. Di solito arrivavo nella citta che ospitava la gara solo alcuni giorni prima, ma in quel caso ho raggiunto Los Angeles con due settimane di anticipo. Ero sempre sudata anche quando andavo a letto; sono arrivata in pista stressatissima. Appena tornata a casa ho vinto una gara". Dopo aver corso sulle piste (8 titoli italiani outdoor e 7 indoor) e i prati di mezzo mondo, aggiudicandosi per 7 volte gli italiani di corsa campestre ('78, '80, '81, '82, '84, '85, e '86), Agnese decide di passare anche alla maratona. Nel ' 91, durante la preparazione prima di un' altra gara, cade e si fa male al un ginocchio. La operano al menisco; e solo dopo due anni e altri due interventi uno specialista le dice che si tratta di lesione ai legamenti. Nel '92 Agnese abbandona l'attivita e torna a lavorare in fabbrica alla Zanussi, dove si producono compressori per frigoriferi. E ricorda : "Eravamo un bel gruppo di mezzofondiste: la Gargano, la Cruciata, la Dorio e io, che correvo malissimo aiutata dalla forza di volonta. A loro dicevo che non sarei piu tornata a lavorare in una fabbrica. Infatti credo sia sbagliato non pensare al futuro di un'atleta. Per correre ho lasciato il lavoro, ho rinunciato a piu di 12 anni di contributi e quando si e giovani non si pensa alle assicurazioni private. Gli atleti, come i militari, giurano fedelta alla nazione, ma a fine carriera nessuno li aiuta e restano solo i bei ricordi". Oggi la Possamai vive a Lentiai, suo paese natale, col marito Paolo e il figlio Simone, che lavora nella sua stessa fabbrica. Ora e testimonial dello spot tv delle "Coperte di lana Merinos Somma".

BIOGRAFIA 17 gennaio 1953 Agnese Possamai nasce a Lentiai (BL). 1977-1992 veste 60 volte la maglia azzurra. vince 22 titoli italiani. 1979 e 2 negli 800 ai giochi del mediterraneo. 1981 e prima nei 1.500 agli europei indoor. e 2 nei 3.000 e 3 nei 1.500 in coppa europa. 1982 e prima nei 3.000 agli europei indoor e stabisce il record italiano con 8' 53"77. 1983 agli europei stabilisce il record italiano dei 3.000. con 8' 37"86. e 2 nei 3.000 agli europei indoor e prima nei 1.500 in coppa europa. 1984 ai giochi di los angeles e 10 nei 3.000. 1985 prima nei 3.000 agli europei indoor. 1987 e 2 sui 1.500 ai giochi del mediterraneo. 1992 lascia l'attività.

Altri record del mondo master dagli States

Altri record mondiali nel mondo master: dieci giorni, i primi dell'anno, incredibilmente ricchi di colpi di scena nel mondo over-35. Dopo aver parlato di Keith Bateman, Marycarre Ivonne e Elisa Neviani, arriva un'altra sfilza di record dagli States. Il finlandese Matti Kilpelainen ha infatti saltato 3,51 W75 nel salto con l'asta, superando di un solo centimetro il precedente record di Esko Oikkonen (3,50). Altro record mondiale nel salto con l'asta W75 da parte di Flo Meiler, che saltando 6 piedi e 4,75 pollici (aspettiamo che venga ratificato in metri e centimetri: dovrebbe essere intorno al 1,90 mt: record stabilito ad Hanover, Vermont. Nella stessa riunione brivido per Emma Mazzenga ed il suo record mondiale nei 60 W75: il 10"68 ottenuto da Barbara Jordan è infatti un solo decimo più lento del record ottenuto dalla veneta nel 2009 ad Ancona. 

13/01/11

Elezioni gattopardesche alla Fidal Piemonte

Il Damilano che mi piacerebbe ricordare...
"Cambiare tutto affinché non cambi nulla" scriveva Giuseppe Tomasi di Lampedusa nel Gattopardo, dando forma ad un pensiero sempre attuale: il potere logora sì che non ce l'ha (parafrasando un altro insigne personaggio della recente storia nazionale) ma è anche vero che logora chi un domani non potrebbe più avercelo. Possederlo, brandirlo, dispensarlo, imporlo... è come alimentare un animale feroce giorno dopo giorno, finchè purtroppo, un giorno ci si sveglierà e questa fiera vivrà di vita propria. Ciò che succede a tutti i livelli nell'organizzazione dell'atletica italiana ha spesso (non sempre, per carità) gli stessi connotati deviati di personaggi che fanno fatica a mettersi da parte. Ma del resto siamo il Paese per antonomasia che rifugge ogni forma di dimissione o allontanamento volontario da cariche, scranni, cadreghe (anche in lumbard), neanche fosse stato marchiato a fuoco all'articolo 1 della Costituzione. Questo breve preambolo per introdurre quella che è l'ennesima elezione-farsa nell'universo Fidal del Regno II della prima dinastia di Francesco Arese (che peccato cancellare il trinomio nome - ricordo - onirica atletica del passato, con questa indimenticabile gestione della res athleticae). Sto parlando delle elezioni per la Presidenza della Fidal Piemonte, dove si presenterà un solo candidato, il decaduto Maurizio Damilano (che sembra voler ripercorrere la strada dell'oblio legata al nome già intrapresa dal suo amico Arese, mettendosi a far politica gestionale in un'organizzazione quanto meno problematica). A tutto questo si arriva a causa delle dimissioni di una serie di consiglieri che ne costituivano il piccolo parlamento alle dipendenze (o meglio: a supporto) dell'azione gestionale di Damilano. Sulla rete si leggono molteplici strali contro Damilano: consiglieri anche dall'integrità morale comprovata, che lo attaccano su alcune decisioni; Consiglieri che accusano pubblicamente; Damilano che risponde mandando mail a tutte le società spiegando le proprie ragioni; Certo se fosse vero tutto quello che scrivono i transfughi (ragion per la quale ritengo si sia arrivati a nuove elezioni) e cioè stringi-stringi che non c'è nessuno che può controllare il padrone su un aspetto non certo secondario come i conti "pubblici" (per i quali si sarebbe creato uno scudo burocratico, aggirato il quale ci si sarebbe trovati davanti un castello di scuse utilizzate al fine di non far accedere a chi di dovere, alla stanza del tesoro). Ad ogni buon conto qui la lettera scritta ad Atleticanet da alcuni reietti al Governo Damilano.
Un altro articolo di Atleticanet di un mesetto fa segnalava le anomalie invece connesse al voto di sabato: elezioni indette con una circolare riscritta con il medesimo protocollo ma che cambiava radicalmente nella sostanza; tempi minimi di pubblicazione delle elezioni giuridicamente non molto confacenti alle disposizioni in vigore; In un panorama del precedente mandato che vedeva 4 consiglieri sotto impeachment dalla giustizia sportiva e addirittura 8 dimissionari.
Ora: cosa spinge un presidente federale che si è trovato a gestire una situazione simile a ricandidarsi?
E cosa spinge (cosa ancora più grave) all'assoluta assenza di avversari politici (così come in moltissime elezioni marchiate Fidal)?
E poi pensate che razza di regole sono state scritte (sembrano incredibilmente stupide, ma in fondo in fondo qualcuno le ha studiate bene): si vota per un Presidente e per i consiglieri che saranno il suo governo. Per assurdo si potrebbe votare un presidente che la pensa all'opposto di tutti i suoi consiglieri (com'è successo per Damilano, che evidentemente non ha gli stessi argomenti persuasivi di Arese) portando un'intera organizzazione al blocco gestionale. Ora si rivota con un solo candidato (Damilano) che verrà eletto. E c'è da giurarsi che si troverà nel suo governo più oppositori che compagni di partito. Ma ve lo vedete se B. dovesse aver a che fare nel proprio governo con il guardasigilli Di Pietro? Esilarante. 

12/01/11

Ma Scilipoti è emigrato alla Fidal?

In un periodo di compra-vendita di onorevoli per motivi abbastanza chiari, alla Fidal, in un clima da fine impero (alleluja!), sembra che sia approdato anche il transfuga Domenico Scilipoti, agopunturista siciliano che vanta qualche debito palazzinaro. O se non lui direttamente, ciò che rappresenta nell'immaginario collettivo. Ora, la cosa più abietta da fare con la gestione delle norme e delle leggi, è quella di cambiare le regole del gioco quando il gioco è già iniziato. Soprattutto in uno sport. Se vi ricordate e come avevo già denunciato a suo tempo, la madre di tutte le maialate è ciò che è successo coi c.d.s. a fine 2008, a trasferimenti e tesseramenti già avviati da oltre un mese: una sorta di "scudo sportivo" (come quello fiscale) a favore di qualcuno e, coma regola vuole, contro altri. Cui prodest? Non certo all'atletica nazionale (i risultati sono sotto gli occhi di tutti), ma di sicuro a qualche soggetto e, quel che più conta, a questo esecutivo. La Fidal nazionale sembra ormai viaggiare a vista, sotto costa, perseguendo solo obiettivi a corto raggio, senza alcun progetto, con azioni destituite da logiche che non siano quelle di tappare buchi a norme farlocche create per favorire i futuri prossimi GRANDI elettori.  Ora, l'ultima chicca l'ha scoperta (a proprie spese) un amico comune, alias Wdl, sui campionati di società di corsa campestre dove inopinatamente la Fidal ha cambiato le regole in corso d'opera. Di più: a soli due giorni dal termine di chiusura iscrizioni, modificando strategie, scelte, trasferimenti, creando disagi anche economici alle già martoriate piccole società, le vere vittime del Sistema-Arese-II, quelle che sono state letteralmente uccise da una politica che ha cercato solo apparenza e poca sostanza. Vi trascrivo la lettera che mi è arrivata, e che mostra il modo di operare della Fidal: a "chiamata". Le elezioni per questa morente Fidal si avvicinano, e il dover dar man forte alle società più pesanti in termini di peso elettorale, sembra una strategia copiata pari-pari dalla politica nazionale. Scilipoti evidentemente si è trasferito negli uffici della Fidal... 

Faccio parte di una Società nata da appena due anni e assieme all’altro dirigente ed ai compagni di squadra si stava valutando la partecipazione ai Campionati Regionali di Corsa Campestre. Non nascondo che visti i valori in campo si sarebbe ambito ad una qualificazione alle finali nazionali, anche considerato che la nostra Regione aveva accesso a due posti salvo poi diventare tre se una Società fosse già ammessa di diritto e si qualificasse nelle prime due (appunto il caso della mia Regione).
Desiderando essere precisi, siamo andati a guardarci sul sito fidal.it il relativo regolarmento delle norme attività 2011 per quanto riguarda i Campionati Italiani di corsa campestre e ahinoi siamo incappati al punto 3.2.1 che narra (in neretto e ben sottolineato) quanto segue:
3.2.1 Per poter partecipare alla gara Sen/Pro ciascuna Società deve schierare almeno un atleta della categoria Promesse, sia per quanto riguarda il Cross Corto che per il Cross Lungo.
Purtroppo non avendo noi nessuna Promessa tesserata, ma solamente Senior/Amatori/Master, abbiamo allora con un pò di delusione ed amarezza rinunciato anche alla partecipazione alla fase regionale, puntando piuttosto ad altri obiettivi. Piccolo aneddoto, nel frattempo si era presentato da noi il tecnico di una Società “amica” (quella ammessa di diritto) il quale sapendo che non avremmo potuto partecipare agli italiani ci aveva chiesto in prestito un nostro “pezzo da 90” visto che lui ne avrebbe perso ben due rispetto all’anno scorso perché in procinto di entrare in uno dei gruppi sportivi più forti. Noi cortesemente, in virtù dei buoni rapporti e per dare la possibilità al nostro tesserato di parteciparvi, abbiamo acconsentito e così il 2011 è iniziato con questo prestito.
Recentemente, in questi giorni, visto che abbiamo parecchi amici in giro per l’Italia siamo venuti in possesso di una circolare firmata dal Segretario Federale Renato Montabone (Prot. N. 356/CP) che in data 4 gennaio annunciava che:
«Si precisa che, nel caso in cui una Società qualificatasi alla Finale Nazionale 2011 non possa schierare un atleta della categoria Promesse, la Società stessa potrà comunque partecipare con un massimo di 4 atleti.».
A parte che il comunicato è datato 4 gennaio quando l’iscrizione alla gara regionale era da farsi obbligatoriamente online entro e non oltre il 6 (con gara al 9), quindi i tempi erano ristretti, però siamo rimasti ugualmente allibiti e non nego pure “incazzati” perché alla fine questo ci avrebbe consentito – pur con 4 atleti e non 5 – una eventuale partecipazione ai Campionati Italiani!
E poi, sullo stesso pezzo di carta prima si ribadisce (riportando per intero l’articolo 3.2.1) che non si può partecipare alla fase finale senza Promessa, ma poi nelle tre righe successive si asserisce che - se pur a ranghi ridotti - si può anche senza la stessa; una gran bella contraddizione!!!!
La cosa strana è che nella mia Regione questa circolare non è arrivata a nessuna Società (che io sappia), creando conseguentemente una sorta di ingiustizia e ineguaglianza di trattamento tra le varie compagini a livello nazionale, benché non si sappia a tuttora esattamente chi abbia avuto la notizia e chi no; visto che non esiste nemmeno l’ombra di questa circolare né sul sito fidal.it né tantomeno sul sito fidalfvg.it …..
Incuriositi abbiamo indagato con le nostre conoscenze in quanto “qualcosa non ci tornava” di questa “news” dell’ultimo minuto. Beh – ammesso che sia vero – è emerso qualcosa di interessante, ovvero che nemmeno il Centro Sportivo Esercito aveva Promesse da schierare e pertanto – senza fare troppo giri di parole – questa nuova postilla era praticamente a loro dedicata, i quali altrimenti sarebbero rimasti esclusi. Ovviamente nessun rancore lato nostro verso il C.S.Esercito, solamente che siamo stufi (al limite di perdere la pazienza) di questi continui giochi di potere del regime FIDAL dove le Società piccole che obiettano qualcosa vengono – con una serie di eufemismi – etichettate come “rompiscatole” ma poi se a fare la voce grossa è una Società importante allora ci si prostra fino a modificare illeggittimamente i regolamenti!

WDL

L'Andycop's blog linkato da Masterstack

L'articolo comparso oggi su Mastestrack
Grazie davvero, Ken, per avermi "tradotto" e poi linkato su Masterstrack! Chi non conosce ancora Ken Stone? Penso che non esistesse il mondo master sarebbe ancora fermo agli anni '80: un universo di nicchia, nascosto, oscuro, dove non si saprebbe assolutamente nulla se non qualche bisbiglio cauto proferito di nascosto in qualche corridoio. Oggi parlare di master, grazie soprattutto all'opera di emancipazione di Ken, non è più tabù: non esistono solo master che assurgono all'onore delle cronache per la loro età anagrafica (soprattutto over-90) ma un infinito sottobosco di atleti con la "A" maiuscola, disposti a sacrifici immani pue di poter competere (e che qualcuno vorrebbe fossero parificati a chi ha il tempo ed è pagato per fare ciò che fa). Per fortuna esistono persone come Ken e i coniugi Koops in Germania, che aprono una finestra su questo mondo. A questo link trovate l'articolo che Ken ha tradotto del mio stesso pezzo

11/01/11

Elisa Neviani salta nella storia: 11,49 e record del mondo W45

Elisa Neviani in un salto... outdoor
Notizia shock dalla seconda giornata del meeting di Modena, datata 9 gennaio: Elisa Neviani (29/04/1965) si è spinta infatti laddove nessuna donna nell'universo sportivo (da W45 in su) si era mai spinta prima nel salto triplo: 11,49, cioè ben 41 centimetri in più rispetto al precedente record della francese Catherine Seillac, che lo stabilì ai campionati mondiali master di Linz nel 2006. Il salto della Neviani diventa il 20° record mondiale indoor attualmente in possesso ad atleti Italiani, il secondo nel salto triplo con quello del leggendario Vittorio Colò tra gli M90 che resiste dal 2003. Il secondo anche tra i salti al femminile, con quello nell'asta W50 di Carla Forcellini. E solo tre donne italiane al momento detengono record mondiali indoor tra i master: le due citate Neviani e Forcellini e l'altra hall-of-famer Emma Mazzenga, che detiene i record dai 60 agli 800 tra le W75. Naturalmente l'11,49 è anche record italiano, che migliora il 10,62 della stessa Neviani saltato nel febbraio del 2010 ad Aosta. Il salto è addirittura più di un metro migliore del record italiano outdoor stabilito a settembre da Luisa Celesia a Siracusa (10,39).
La Neviani è probabilmente la più grande triplista master della storia atletica italiana: pensate, due ori ai mondiali outdoor (Riccione '07 e San Sebastian '05), e due ori ai mondiali indoor (Clermont '08 e Linz '06), tutti conquistati nella categoria W40. Da W35 invece tre argenti: ai mondiali indoor di Sindelfingen '04, e ai due euroindoor di Eskistuna '05 e San Sebastian '03. In 8 partecipazioni a manifestazioni internazionali master, solo nel 2004 ad Aarhus (europei outdoor) la Neviani non è arrivata sul podio: 4^.
Nella stessa riunione di Modena si è messa in luce ancora Susanna Tellini (1966) 4,80 nel salto in lungo, a soli 8 centimetri dal record nazionale W45 di Carla Forcellini. 4,69 invece per Rossella Zanni, anch'essa non troppo distante dal medesimo record dell'astista romana. 

10/01/11

Stappata una perrier ad inizio d'anno: Maryvonne Icarre record sui 200 W45

Io con Marycarre Ivonne: le ho portato fortuna!
Maryconne Icarre nel suo primo "cosa pensi" di facebook dopo il proprio sensazionale 200 è stata molto simpatica: "Qui détient le record du monde du 200m indoor (45ans) en 25"44? Ben, c'est moi depuis trois heures! J'ouvre une bouteille de Perrier pour fêter ça!!!".  A dire il vero mi è giunta una telefonata da Ale Cipriani a segnalarmi la cosa, e subito mi sono dovuto proiettare a cercare la notizia e soprattutto il risultato cronometrico. Dopo una problematica ricerca, Eureka! Trovato il tempo: 25"44 ad Eaubonne, il 9 gennaio, ieri. Ebbene: mesdames et messieurs, le nouveau record du monde! Sì, battuto il record dell'altro fenomeno americano Renee Henderson, che, che ci crediate o meno, è stata la prima a felicitarsi con lei proprio sul social network. L'americana l'anno scorso a New York aveva fermato le oscillazioni dei quarzi cronometrici a 25"47. Ma nella cronologia del record non bisogna dimenticare anche la cannibale di medaglie, l'altra francese Violetta Lapierre, che ad Aubiere nel 2009 aveva corso in 25"63. Tre grandissime atlete si sono succedute in poco meno di due anni: aspettarsi altri attacchi al record sembra questione di tempo. I tempi della Icarre del 2011 (già scesa a 7"95 sui 60)

09/01/11

Due record del mondo sui 1500 dalla Francia

Pierre Faucheur, world record 1500 M55
Dopo la notizia di ieri del record del mondo M55 di Keith Bateman di cui si è dato conto ieri, un mesetto fa proprio sui 1500 indoor, in una riunione a Metz Pierre Faucheur stabiliva il record del mondo indoor della stessa specialità. 4'21"94 contro il precedente record stabilito da Alistair Dunlop nel 2009 (qui la notizia che scrissi allora) con 4'24"39. Nella cronologia dei record, prima dei due atleti il mostro-sacro Nolan Shaheed. Il 27 novembre dello scorso anno Jean Luis Esnault, M70, ha stabilito il record del mondo anch'esso sui 1500 indoor con 5'03"79. Il record precedente era detenuto dal tedesco Karl Walter Trumper con 5'09"62 (qui la notizia di allora nel mio blog). 

L'AGC del Weekend Master

2010 INDOOR
AGC GARA RESULT cat no ATLETA LOCALITA'
92,92 60 7"50 M45 1966 BOLDRINI ANTONIO MODENA
92,16 60 7"67 M45 1964 MAZZOCCONI PAOLO MODENA
91,10
60 8"77 M65 1946 MALLARDI GIULIO ANCONA
90,65 60 7"18 M35 1975 TUGNOLO STEFANO MODENA
90,12 60 7"90 M45 1963 BARCHI PAOLO MODENA
89,84 60 8"38 M55 1955 CAPECCHI RENZO ANCONA
89,80
60 8"27 M50 1957 MASI ROBERTO ANCONA
89,32 60 9"70 F55 1953 QUILLERI MARIUCCIA MODENA
89,18 60 8"10 M50 1961 GHIDETTI ENRICO ANCONA
89,02 60 8"17 M50 1960 AMBROSINI DANIELE ANCONA
88,89 60 7"84 M45 1966 MINICHIELLO CIRIACO MODENA
88,33 60 8"06 M45 1963 FILIPPIN LUCA MODENA
88,16 60 8"61 F45 1966 TELLINI SUSANNA MODENA
88,03 60 8"03 M45 1964 PAPETTI LUIGI MODENA
87,12 60 7"88 M40 1968 BENATI GIAN PAOLO MODENA
86,30 60 8"37 M50 1961 URBANI GIANLUCA ANCONA
86,25 60 7"90 M40 1969 BONZI ANGELO MODENA
85,21 400 59"69 M50 1957 SALVI MASSIMILIANO ANCONA
84,68 60 8"77 M50 1957 GIRETTI GIUSEPPE ANCONA
84,65 60 7"63 M35 1976 CARATTONI MARCELLO ANCONA
84,02 800 2'16"10 F35 1973 TISELLI PAOLA ANCONA
83,73 200 24"88 M40 1971 MADEDDU OSCAR ANCONA
83,37 400 1'04"98 F40 1968 GIORGI GIGLIOLA ANCONA
82,93 60 8"34 M40 1967 MARTIGNANI ALBERTO MODENA
82,39 1500 4'50"84 F35 1973 D'ANGELO FRANCESCA ANCONA
81,25 1500 4'43"37 M45 1966 ALBERTINI STEFANO ANCONA
80,08 60 8"19 M35 1974 ZAMPONI PAOLO ANCONA
79,14 800 2'31"14 F40 1968 GIORGI GIGLIOLA ANCONA
79,13 60 8"85 F35 1973 BALLISTRERI LOREDANA ANCONA
78,97 1500 4'29"53 M35 1974 BEZZI ANDREA ANCONA

Primo weekend di gare: Tellini vicina al record dei 60 F45, Tiselli 2'16"10 sugli 800

Paola Tiselli impegnata in una gara indoor
Primo weekend di gare indoor in Italia e primi risultati che affluiscono cum abudantia. Abbastanza facile monitorare tutto quello che succede nei vari impianti dislocati in Italia visto che sono... tre. Anzi uno con una pista intera (cosa che rimane pazzesca in un Paese dalla tradizione sportiva ultracentenaria) e una manciata di tunnel. Come tutti sanno l'impianto di Padova nemmeno quest'anno vedrà la luce, ma a pensar male spesso ci si a'zzecca come qualcuno sostiene, e... allora, probabilmente la pista sarà a disposizione solo dal 2012, cioè in corrispondenza (ed è solo un caso...) con l'ultimo anno di mandato di Arese II. Nei piccoli comuni coprono le buche e rifanno le strade sei mesi prima delle elezioni successive: analogamente la Fidal vedrà bene di presentare un nuovo strumento per tutti nell'anno "giusto". Sarà un caso, eh... Tornando alle gare, già rinvenuti una trentina di risultati di atleti over-35 bypassati all'AGC 2006 (non vi sono edizioni più aggiornate). A sorpresa in testa nella speciale classifica personale troviamo Antonio Boldrini, classe 1966, che a Modena è riuscito a correre in 7"50 che tradotto significa un notevole 92,92% issandosi in testa alla classifica speciale personale. Ottimo esordio di un lunghista prestato per un giorno alla velocità e già evidentemente tra i migliori della propria categoria, quando gli altri top-sprinter M45 hanno palesato qualche problema di troppo negli ultimi mesi. Un altro M45 in evidenza sempre a Modena: Paolo Mazzocconi (1964) che ha fermato i cronometri in 7"67, cioè 92,16%. Volando velocemente ad Ancona, il migliore in termini percentuali è risultato essere Giulio Mallardi (1946): 8"77 e 91,10%. Appare già in ottime condizioni di forma Stefano Tugnolo (1975), che a Modena ha corso prima in 7"21 in batteria, scendendo sotto la barriera dei 7"20 in finale: 7"18 e 90,65%, quarto al momento nella freschissima classifica 2011 AGC. Il quinto a salire nella giornata di sabato sopra il 90% AGC (la soglia di eccellenza internazionale, così come comunemente stabilito) è stato invece Paolo Barchi (1963): il terzo M45 di giornata ad aver infranto questa barriera psicologica. 7"90 e 90,12% per lui. 
Tra le donne, miglior risultato tecnico di giornata è stato quello di Susanna Tellini (1966) che a Modena ha finito il suo 60 in 8"61, cioè solo 6 centesimi sopra il record italiano F45 detenuto in coabitazione da Rosa Marchi e Marinella Signori con 8"55, stabilito nella stessa giornata del 28 febbraio 2009 ad Ancona. Traslitterazione AGC 88,16%. Ma meglio di lei ha fatto in termini percentuali la bresciana Mariuccia Quilleri (1953) che sempre a Modena ha corso in 9"70, cioè 89,32% (record di categoria fissato da Umbertina Contini a 9"17).
Nella giornata odierna, buon esordio di Paola Tiselli (1973) sugli 800 in 2'16"10, che equivale 84,02%. 

08/01/11

Amputata una gamba ad Ilke Wyludda, campionessa olimpica di Atlanta '96

Ilke Wyludda
La campionessa olimpica del disco di Atlanta '96, la tedesca Ilke Wyludda, sta in questi giorni vivendo un terribile dramma. Le è stata infatti amputata la gamba destra dopo aver contratto una setticemia. "Avevo una sola scelta, tra perdere una gamba o perdere la vita, così ho scelto di vivere" ha detto la 41enne ex atleta tedesca al settimanale tedesco Bild. Nata a Leipzig, la Wyludda ha subito negli ultimi anni molti interventi chirurgici, la maggior parte dei quali al ginocchio destro, prima di giungere alla decisione di amputare la gamba. "Il dolore era diventato una parte di me" ha commentato dimostrando una gran forza d'animo anche in una situazione di profondo disagio. Dopo essersi ritirata dalle competizioni, la ex-atleta DDR si stava esercitando come paramedico. La Wyludda è stata una grandissima atleta rimasta nel corso della propria carriera sempre ai vertici mondiali nei lanci: dopo aver stabilito la bellezza di 11 record mondiali junior, ha conquistato l'oro ad Atlanta '96 nel lancio del disco con 69,66. Si ritirò senza aver mai vinto un titolo mondiale, conquistando l'argento a Tokyo '91. Ha avuto una striscia vincente di 41 vittorie, dal 1985 sino al 1991, terminando la vittorie in-a-row proprio in coincidenza con i mondiali giapponesi, dove fu sconfitta dalla bulgara Khristova. Si ricordano infine due titoli europei... e ora, purtroppo, questo dramma. 

Gli atleti del mese del 2010

Gli atleti del mese da agosto a ottobre... piccola retrospettiva

Mi sono un pò perso su questo "ambito" riconoscimento a luglio dell'anno scorso. Poi gli eventi mi hanno inopinatamente soverchiato. Poi mi son sempre detto che avrei recuperato, ma... niente da fare. Rimedio solo oggi con un solo articolo sugli atleti dei mesi di agosto, settembre, ottobre: a novembre l'attività su pista è ferma, quindi... 
  • Agosto: Giuseppina Perlino: avendovi assistito de visu, non potevo non considerare il record italiano W45 dei 200 metri stabilito dalla Peppa a Chiasso in una bellissima giornata estiva (fresca e radiosa) tardo-agostana. 27"66 con brezza leggermente contraria, come scrivevo allora (qui il link all'articolo). 
  • Settembre: Stefano Avigo: per lui parla un record clamoroso sugli 800 M40: 1'55"06 ottenuto all'Arena di Milano in un serata forse un pò troppo fredda, ma sicuramente memorabile per l'atleta bresciano (qui al link dell'articolo di allora). Primo Over-40 sotto l'1'56", e spezzato il binomio Ferrari-Gennari-Litta che deteneva il record in coabitazione con 1'56"18.
  • Ottobre: Luciano Acquarone: la mensilità gli spetta per il record italiano sui 3000 M80 stabilito durante i campionati italiani di società a Cagliari ad inizio ottobre. In realtà il premio ad una stagione in cui i record italiani sono stati ben 6: 1500, 3000, 5000, 10000, mezza maratona, e 3000 indoor.

07/01/11

I record del 2011

Record Mondiali
  1. 5000 M55 outdoor: 15'29"7 - Keith Bateman - Sydney (AUS) - ??/01/2011
  2. triplo W45 indoor: 11,49 - Elisa Neviani (Italia) - Modena (ITA) - 09/01/2011
  3. 200 W45 indoor: 25"44 - Maryvonne Icarre (Francia) - Eaubonne (FRA) - 09/01/2011
  4. asta M65 indoor: 3,51 - Matti Kilpelainen (Francia) - Ypsilanti (USA) - 08/01/2011
  5. asta W75 indoor: 6-4.75 Flo Meiler (USA) - Hanover (USA) - 09/01/2011
  6. miglio W75 indoor: 8'21"50 - Mary Harada (USA) - 08/01/2011
  7. 800 M50 indoor: 1'59"94 - Anselm LeBourne (USA) - 29/01/2011

Record Europei
  1. triplo W45 indoor: 11,49 - Elisa Neviani (Italia) - Modena - 09/01/2011
  2. 200 W45 indoor: 25"44 - Maryvonne Icarre (Francia) - Eaubonne - 09/01/2011
  3. asta M65 indoor: 3,51 - Matti Kilpelainen (Francia) - Ypsilanti (USA) - 08/01/2011
Record Italiani
  1. triplo W45 indoor: 11,49 - Elisa Neviani (Italia) - Modena - 09/01/2011
  2. peso M60 indoor: 13,53 - Antonio Maino - Schio - 15/01/2011
  3. marcia 3 km indoor: 11'59"69 - Vincenzo Magliulo - Ponticelli - 15/01/2011
  4. 800 F45 indoor: 2'25"57 - Barbara Martinelli - Ancona - 16/01/2011
  5. asta M40 indoor: 4,80 (eg) - Giacomo Befani - Ancona - 23/01/2011
  6. alto M35 indoor: 2,22 (eg) - Nicola Ciotti - Trinec - 26/01/2011
  7. 800 F40 indoor: 2'12"80 - Mara Cerini - Magglingen - 29/01/2011
  8. 60 F50 indoor: 8"66 - Daniela Ferrian - Aosta - 29/01/11
  9. 60 F45 indoor: 8"47 - Annalisa Gambelli - Ancona - 30/01/11
  10. peso M60 indoor: 13,71 - Antonio Maino - Schio - 29/01/2011
  11. lungo F45 indoor: 4,94 - Susanna Tellini - Padova - 29/01/2011
  12. alto F45 indoor: 1,54 - Tiziana Piconese - Padova - 29/01/2011
  13. 200 F45 indoor: 27"82 - Annalisa Gambelli - Ancona - 05/02/2011
  14. triplo M35 indoor: 17,03 - Fabrizio Donato - Ancona - 05/02/2011
  15. alto M35 indoor: 2,28 - Nicola Ciotti - Banska Bistryca - 09/02/2011
  16. 800 F35 indoor: 2'05"99 - Elisabetta Artuso - Siviglia - 11/02/2011
  17. lungo M45 indoor: 6,43 - Giorgio Federici - Castenedolo - 19/02/2011
  18. 60 F45 indoor: 8"47 - Marinella Signori - Castenedolo - 19/02/2011
  19. 60hs M35 indoor: 8"31 - Stefano Longoni - Ancona - 06/03/2011
  20. 200 F40 indoor: 27"01 - Denise Neumann - Ancona - 06/03/2011
  21. 4x200 F40 indoor: 1'51"72 - Atl. Ambrosiana - Ancona - 06/03/2011
  22. 60 F45 indoor: 8"27 - Marta Roccamo - Ancona - 05/03/2011
  23. 200 F45 indoor: 27"49 - Marta Roccamo - Ancona - 06/03/2011
  24. 800 F45 indoor: 2'22"19 - Barbara Martinelli - Ancona - 06/03/2011
  25. 1500 F45 indoor: 4'51"32 - Nadia Dandolo - Ancona - 05/03/2011
  26. lungo F45 indoor: 4,95 - Susanna Tellini - Ancona - 05/03/2011

Record del mondo sui 5000 M55

Keith Bateman (foto Masterstrack.com)
Come si apprende da Masterstrack.com, terzo record mondiale nella categoria M55 da parte dell'aussie Keith Bateman, che a Sydney, al Blacktown Olympic Park in Australia, ha coperto la distanza in 15'29"7. Il precedente record era quello di Michael Hager che nel 2006 era riuscito a concludere in 15'37"0. Nell'emisfero australe ricordo si è in piena stagione estiva.

02/01/11

Ieri Senior... oggi Master: panoramica sulle new-entry over-35 del 2011

L'età media degli atleti italiani si innalza sempre di più, considerato che la politica federale è risaputo essere basata sull'epicureismo più spinto (nel senso che si vive alla giornata). Volevo far una panoramica sugli atleti più forti (dalle liste italiane 2010) che di fatto entreranno de facto nella categoria M35 del mondo master. Poi sapete che alcuni di loro difficilmente parteciperanno ad una manifestazione del calendario master. Questi quelli con i risultati migliori:
  • Aldo Marco Alaimo (Cus Palermo) - 100: 10"92 (0,4) - 200: 22"26 (0,3)
  • Enrico Prà Floriani (Assindustria Padova) - 100: 11"01 (0,5)
  • Marco Salvucci (Carabinieri) - 400: 47"60
  • Alessandro Bracciali (Libertas Orvieto) - 100: 11"24 (-2,0)
  • Andrea Soracchi (Cus Parma) - 800: 1'59"78 - 1500: 4'10"49
  • Angelo Iannelli (Fiamme Azzurre) - 1500: 4'07"18 - 5000: 15'03"31
  • Renato Tosi (G.S. San Rocchino) - 1500: 4'08"88 - 3000: 8'56"67 - 5000: 15'09"32 - 10000: 30'56"64
  • Daniele Gritti (G.A. Vertovese) - 3000: 8'52"92 - 
  • Luca Merighi (Atl. Valle Brembana) - 3000: 8'54"10 - 
  • Fabrizio Sutti (Ginnastica Comense) - 5000: 14'47"46 - 10000: 30'48"32
  • Simone De Luca (Fratellanza Modena) - 400hs: 56"75 - 
  • Giulio Ciotti (Fiamme Azzurre) - alto: 2,24 - 
  • Nicola Ciotti (Carabinieri) - alto: 2,22 - 
  • Davide Colella (Amatori Acquaviva) - asta: 4,30 - 
  • Fabrizio Donato (Fiamme Gialle) - triplo: 17,08 - lungo: 7,89
  • Alessio Rimoldi (Carabinieri) - lungo: 7,45w - 
  • Paolo Capponi (Fiamme Oro) - peso: 17,40 - 
  • Sergio Mottin (Atl. Vicentina) - peso: 15,90 - 
  • Pellegrino Delli Carri (Aeronautica) - martello: 71,30 - disco: 44,85 - martellone: 21,00
  • Juan Ignazio Cerra (Sport Club Catania) - martello: 70,85 - 
  • Edi Marioni (Biotekna Markon) - martello: 60,13 - 
  • Mosè Finocchiaro (Pol. A.P.B.) - giavellotto: 60,32 - 
  • Ivano Brugnetti (Fiamme Gialle) - marcia
  • Anita Pistone (esercito) - 100: 11"91 - 
  • Natascia Marchetti (Assindustria PD) - 100: 12"38 - 200: 25"30 - 400: 57"54
  • Eleonora Berlanda (Fiamme Oro) - 800: 2'08"43 - 1500: 4'19"06 - 3000: 9'25"26 - 
  • Judit Varga (Assindustria PD) - 800: 2'07"80 - 1500: 4'21"54 - 3000: 9'28"41 - 
  • Bruna Genovese (Forestale) - 10000: 35'00"78 - 
  • Magdelin Martinez (Assindustria PD) - lungo: 5,97 - triplo: 13,94
  • Francesca Brogi (C.A. Piombino) - lungo: 5,54 - triplo: 12,50