28/04/09

I record 2009 all'aperto

Femminili (46)
Maschili (56)
Record ad età compiuta (17)

Maria Lorenzoni continua a mietere record tra le F50: suo quello dei 10000

Il record ha già un paio di settimane, ma mi è giunto all'occhio solo ieri sera. Maria Lorenzoni, (classe 1957) dopo la scorpacciata di record durante la stagione indoor ha iniziato col piede buono anche la stagione all'aperto, ottenendo la nuova miglior prestazione italiana sui 10000 metri nella categoria F50. Il suo tempo ottenuto a Brescia, durante i campionati regionali su pista proprio dei 10000, è stato infatti di 38'47"74, ben 35" in meno del record stabilito da Lucia Soranzo a Rubiera (RE) nel 2001 (39'23"2). Il tempo le vale un punteggio in termini di AGC di 90,60 , inferiore di 4 decimali a quello ottenuto sui 3000 sempre in una riunione a Brescia: il tempo di 11'02"82 le vale infatti una valutazione di 91,03 che nonostante tutto non le permette di avvicinarsi minimamente al record F50 datato 1994 dei 3000 di Severina Pesando, che corse a Sinigallia in uno strabiliante 10'36"3 (valutazione AGC: 92,42).

27/04/09

Aprile: i risultati dei master in Lombardia

VELOCITA' (OVER-83)

93,15 - 11"23 - 100 - Lodi - BOGGIONI Marco M40 (1966)
92,65 - 24"36 - 200 - Cremona - RUGGERI Ettore M50 (1958)
90,43 - 11"66 - 100 - Lecco - CERIANI Marco M40 (1965)
88,69 - 39"28 - 300 - Brescia - RUGGERI Ettore M50 (1958)
85,14 - 13"02 - 100 - Lecco - MAURI Angelo M50 (1957)
83,96 - 61"37 - 400 - Lodi - Montagna Daniele M55 (1953)
83,66 - 12"26 - 100 - Brescia - BONZI Angelo M40 (1969)

LANCI (OVER-60)

87,14 - 70,00 Martello - Milano - Sanguin Giovanni M40 (1969)

MEZZOFONDO UOMINI (OVER-83)

89,07 - 1'33"04 - 600 - Romano L. - Vismara Carlo M50 (1959)
87,90 - 02'04"34 - 800 - Brescia - D'Agostino Francesco M40 (1966)
87,85 - 30'37"38 - 10000 - Brescia - Zugnoni Graziano M35 (1974)
87,76 - 20'26"8 - 5000 - Bresso - Andreolli Remo M70 (1936)
87,34 - 4'46"34 - miglio - Brescia - Avigo Pierangelo M45 (1961)
87,20 - 1'27"02 - 600 - Brescia - Avigo Stefano M35 (1970)
86,85 - 32'19"64 - 10000 - Brescia - Tagliabue Claudio M40 (1968)
86,35 - 08'40"62 - 3000 - Lecco - Zugnoni Graziano M35 (1974)
86,01 - 31'41"36 - 10000 - Brescia - Bosio Danilo M35 (1972)
85,91 - 09'36"24 - 3000 - Brescia - Avigo Pierangelo M45 (1961)
85,61 - 1'31"58 - 600 - Brescia - D'Agostino Francesco M40 (1966)
85,50 - 17'25"9 - 5000 - Bresso - Palmieri Martino M50 (1955)
85,38 - 17'10"2 - 5000 - Bresso - Gatti Paolo M50 (1957)
84,99 - 2'22"72 - 800 - Cremona - Gadaldi Rinaldo M55 (1954)
84,33 - 17'06"2 - 5000 - Bresso - Sterlino Enzo M50 (1959)
84,15 - 16'21"1 - 5000 - Bresso - Parazzoli Carlo M40 (1965)
83,12 - 02'15"12 - 800 - Brescia - Loda Gianangelo M45 (1963)
83,06 - 20'31"3 - 5000 - Bresso - Marengoni Gianfranco M65 (1940)
83,01 - 16'42"2 - 5000 - Bresso - Cella Roberto M45 (1964)

MEZZOFONDO DONNE
91,03 - 11'02"82 - 3000 - Brescia - Lorenzoni Maria F50 (1957)
90,60 - 38'47"74 - 10000 - Brescia - Lorenzoni Maria F50 (1957)
84,62 - 1'38"59 - 600 - Brescia - Cerini Mara F35 (1971)
83,89 - 11'15"08 - 3000 - Lecco - Piani Carmen F45 (1962)
83,68 - 02'15"42 - 800 - Brescia - Silvia Casella F35 (1972)
83,67 - 05'24"32 - miglio - Brescia - Carrara Enrica F40 (1967)
82,57 - 37'00"98 - 10000 - Brescia - Scolari Cristina F35 (1972)
82,48 - 38'11"74 - 10000 - Brescia - Carrara Enrica F40 (1967)
82,18 - 18'00"6 - 5000 - Bresso - Baracetti Simona F35 (1971)

SALTI

83,06 - 6,46 - LUNGO - Brescia - Federici Giorgio M40 (1966)
81,19 - 4,00 - ASTA - Brescia - Peli Stefano M45 (1960)

Giovanni Sanguin (classe '69) a 70,00 nel martello

Clamoroso lancio dal 40enne Giovanni Sanguin (ancora in forza alle FF.OO) di Padova al meeting dedicato solo ai lanci tenutosi al Saini di Milano domenica 26 Aprile. Qui il risultato della gara, vinta da Marco Lingua con oltre 71 metri. Per l'atleta padovano 70,00 metri esatti nel lancio del martello. Non sono a conoscenza se Sanguin sia "pre" o "post": certo è che per la Fidal stabilisce il nuovo record nazionale M40 migliorandolo di quasi 13 metri (il precedente dovrebbe essere il 57,61 di Massimo Terreni stabilito nel 2000). L'anno scorso ottenne 73,60, suo miglior risultato dal 1997 (e secondo di sempre). Sanguin risulta tra l'altro preparatore atletico del Rugby Calvisano, squadra Campione d'Italia 2008.

25/04/09

Iniziativa per il terremoto

Riporto ciò che mi ha scritto Edgardo Barcella:
"E’ con piacere che segnalo che il prossimo 26 Aprile a Napoli, allo Stadio Collana, due miei carissimi amici, il mio fratellone Enrico Saraceni e Mario Longo, nonché pluri campioni del mondo si sfideranno per la prima volta quest’anno, in una entusiasmante gara sui 200m.. Una disciplina che vede entrambi privilegiare da tempo seppur con prerogative diverse. Mario più sprinter fa di questa disciplina un alternativa ai suoi 60m. e 100m., Enrico li ha più nel dna anche se non dimenticando che è, un 400ista nato. Sarà stupendo e spettacolare che due atleti così grandi, così amici e così sportivi si sfidino già all’inizio della stagione, in attesa poi di riscontri cronometrici più consoni alle loro qualità. Ma perché lo fanno, cosa spinge Enrico a recarsi a Napoli da Pescara?
Oltre alla pura gioia del correre e sfidare un amico, esiste per entrambi, la voglia di far qualcosa anche per i meno fortunati, attraverso la sensibilità di tutti noi. Ecco perché attraverso i siti di atletica e un social network, quale Facebook, hanno deciso di coinvolgere tutti gli amici in una raccolta fondi per i terremotati d’Abruzzo, non dimenticando inoltre, che è la terra di Saraceni.
Chiediamo quindi a tutti voi, a chi l’ha già fatto e chi ancora no, di unirsi a questi due grandi campioni, in un ulteriore aiuto verso chi ha perso tutto, casa e soprattutto affetti. Pensavamo quindi che a mò di scommessa, tutti quelli che vogliono partecipare, potranno scommettere sulla vittoria di uno o l’altro. Puntando 10euro su uno dei 2, in caso di vittoria di chi avete puntanto, simbolicamente invierete soli 9,99 euro ed ovviamente 10 euro. in caso di sconfitta del vostro preferito. Sarà sufficiente da parte vostra segnare il nome di chi credete vinca e l’importo che volete devolvere. Starà poi alla vostra coscienza provvedere realmente al versamento. Pensavamo di utilizzare questi canali per i vostri pagamenti:

-attraverso carta di credito
http://www.cri.it/donazioni/

-corrente postale: 10400000
-conto corrente bancario:
IT69L0300215300000 410000000, presso Unicredit Banca di Roma, con codice swift B R O M I T R 1 7 7 5, quest'ultimo per consentire aiuti economici anche dall'estero. La causale è Regione Abruzzo - donazione per il sisma.

Ringraziandovi anticipatamente per quanto vorrete fare per appoggiare la nostra iniziativa, vi abbracciamo con tutto il cuore.

13/04/09

Ancona-2009: il lungo parla tedesco

(foto tratta dal sito www.atleticanet.it) - Continuiamo il nostro viaggio speciailità per specialità all'interno dei Campionati Europei Master di Ancona 2009. Il salto in lungo ha parlato decisamente tedesco, con poche soddisfazioni per gli azzurri impegnati, che in alcune circostanze sono stati anche un pò sfortunati. Nel medagliere finale di specialità, nonostante il dominio numerico, l'Italia si è infatti piazzata addirittura al decimo posto (benchè seconda a pari merito come numero di medaglie, 6), non avendo conquistato nessuno dei metalli più pregiati a disposizione. Così, dopo i 9 paesi che hanno conqusitato almeno un oro, è giunta appunto l'Italia. Incredibile il ruolino di marcia della Germania, che ha conquistato la bellezza di 22 medaglie, di cui la metà, 11, d'oro massiccio. Il secondo paese nel medagliere di specialità, la sorprendente Russia, ha conquistato "solo" due ori, 3 argenti e un bronzo. Sorprende anche la Svizzera, con due ori e un argento e la Polonia con due ori (uno conquistato da una fantascientifica W45 che è riuscita a saltare 5,38, miglior salto al femminile in assoluto di questi Campionati Europei Master). Lo schiacciante dominio tedesco è stato sancito anche dalla speciale classifica a punti (conteggiati i primi 8 finalisti, con punteggi decrescenti da 8 a 1). Ebbene, per i teutonici raccolgono la bellezza di 203 punti, contro i 117 del'Italia e i 56 della Russia. Ma ogni dato è interpretabile, ergo per "pesare" ogni singola prestazione, non c'è che da dividere il numero di punti per il numero di finalisti, e si ottiene una sorta di dato qualitativo delle prestazioni. Ho preso quindi i paesi con almeno sette finalisti (per avere un campione ragionevole), e il dato diventa inclemente con l'Italia esaltando quello tedesco. Entrambi i paesi hanno piazzato infatti 31 finalisti, ma dividendo questo dato per il numero di punti ottenuti dai finalisti, otteniamo 6,548 per la Germania e 3,774 per l'Italia. Cioè mediamente i finalisti d'oltralpe sono arrivati tra l'argento e il bronzo, mentre gli italiani tra il quinto e il sesto posto. Bel paese sorpassato da tutti gli altri paesi, dove spicca il 5,600 della Russia (con 10 finalisti) e lo stesso risultato della Finlandia.
Le medaglie italiane
Poca gloria per gli italiani in questa specialità. "Solo" sei medaglie, di cui due argenti, quello di Roberto Bonvicini e quello di Vittorio Biagiotti.
  • Roberto Bonvicini, M40, è stato un pò sfortunato. Perdere l'oro per due centimetri non è mai una bella esperienza. 6,76 contro il 6,78 del britannico Munroe. Dal tabellino di gara ci si rende conto che è stata una bella gara. Dopo il primo salto lo stesso britannico in testa con 6,42 davanti a Giorgio Federici (poi quarto), con 6,40. Nullo per Bonvicini. Al secondo, Bonvicini passa in testa con 6,44. Al terzo Roberto incrementa: 6,54 mentre l'inglese piazza due nulli. Al quarto piccola rivoluzione: Bonvicini piazza il 6,76 e l'inglese 6,63. Per il bronzo il greco Arvanitis supera Federici di un centimetro: 6,45 vs 6,44. Al quinto si avvicina alle medaglie il russo Pankratov: 6,43. Ed infine l'ultimo balzo: Munroe 6,78, cui Roberto risponde con un 6,62 insufficiente per l'oro. Per Bonvicini si interrompe un piccolo filotto di vittorie, iniziata a Riccione 2007, e continuato con Clermont e Lubiana 2008. Un predominio mondiale ed europeo durato un paio di stagioni. Per Giorgio Federici, invece, dovrebbe trattarsi della prima volta fuori dal podio (nel salto in lungo) da che è master. Ma prendete questa affermazione con beneficio di inventario.
  • L'altro argento della spedizione azzurra nel lungo è stato invece conquistato dall'M80 Vittorio Biagiotti, il master che ha conquistato più titoli italiani indoor nella storia. Tra l'altro il suo argento segue quello sui 100 metri conquistato a Lubiana 2008. Diciamo che nell'attività internazionale è un atleta relativamente in erba. 3,07 per lui ad Ancona.
  • Se i due argenti provengono dal settore maschile, tutti i 4 bronzi provengono da quello femminile. Spettacolare dovrebbe essere stato l'assistere alla gara 40, con 4 atlete italiane racchiuse in 12 centimetri tra il terzo e il sesto posto. La più brava è stata Daniela Sellitto con 5,12 (ottenuto al terzo salto, quando gli valeva l'argento). Ma anche un 5,10 e un 5,09. Susanna Tellini, dopo un primo balzo da 5,06 ha inanellato 3 nulli, una rinuncia e un 4,71. Peccato! Giuliana Deromedi, invece le è arrivata ad un solo centimetro: 5,05. ottenuto all'ultimo, mentre la "nuova" Chiara Ansaldi si è fermata a 5,00 metri, quando quest'anno aveva saltato ben oltre.
  • Dalle W35 arriva il bronzo di Giuseppina Malerba (4,99) che ha sfiorato l'argento per un solo centimetro. Nelle W60 bronzo anche per Elvia Di Giulio (3,52), mentre il terzo posto l'ha conquistato tra le 75 anche una delle pioniere del masterismo made in Italy: Noemi Gastaldi.

07/04/09

La risposta di Claudio Rapaccioni sull'affaire staffette

Mi ha fatto molto piacere ricevere una mail di Claudio Rapaccioni relativa alle staffette. Questo, se ancora ce ne fosse stato bisogno, depone a favore dell'onestà intellettuale del nostro CT, che ha voluto precisare alcune questioni direi essenziali.


Ciao Andrea

credo sia giusto scrivere due righe sulla composizione delle staffette, accetto tutti i vostri consigli di cui faccio tesoro per il futuro. Come sempre a fine campionati il sottoscritto invia al settore Master una relazione tecnica dove viene esposto il rendiconto della manifestazione (organizzazione impianto,riunioni tecniche,informatica ecc.) riportando anche gli errori o mancanze legate al mio operato, con la solita trasparenza ho scritto sulle staffette prendendomi le mie colpe.

Come viene fatta la scelta per una staffetta? Principalmente per vincere la medaglia d’oro o almeno salire sul podio; di seguito i criteri concordati con i Consiglieri delegati all’Ufficio Master:

  1. I quattro atleti più forti della stessa categoria
  2. Tre atleti forti della stessa categoria con aggiunta di un atleta di categoria superiore (sempre che la categoria superiore rimanga competitiva)
  3. In casi particolari dare la possibilità di tentare un record (mondiale o europeo) senza penalizzare le altre staffette
  4. Non è obbligatorio che gli atleti debbano partecipare alle gare della lunghezza della staffetta (vedi indoor ai 200 metri) alcuni possono avere problemi lavorativi o familiari e scelgono altre distanze , ma devono aver corso quella distanza nella prima parte della stagione

Purtroppo in questa edizione di Ancona era stato preparato un comunicato esplicativo che parlava anche delle staffette che doveva essere inserito nelle buste al ritiro del pettorale (che non è stato inserito) e quindi le informazioni sulla partecipazione alle staffette non è stata divulgata , e siamo tornati a scrivere sui fogli le disponibilità.

Di certo ancora noi atleti non abbiamo capito che dare la disponibilità vuol dire fare anche la riserva e non solo il titolare , molte volte abbiamo organizzato una riunione con gli atleti per la composizione delle staffette ma sempre con la mancanza di almeno il 75% degli atleti disponibili con conseguente perdita di tempo per gli altri.

Concludo sapendo che gli errori ci fanno crescere e bisogna essere anche consapevoli che non siamo infallibili , ringrazio tutti per aver capito il ruolo difficile che ricopro e che solo con il vostro aiuto posso migliorare ed essere più sereno nelle scelte senza invece essere pressato.

Mi scuso ancora anche pubblicamente con Paola Tiselli e Carla Forcellini (con cui ho parlato) per la mia mancanza nei loro confronti.

Sono come sempre disponibile ad un dialogo con tutti voi e potete contattarmi via e-mail claudio.rapaccioni@alice.it

Grazie ancora.

06/04/09

I 1500 metri agli Europeri Master di Ancona

(foto tratta dalla galleria di Michelangelo Bellantoni) I 1500 metri ai recenti Campionati Europei Indoor Master, hanno visto un sostanziale predominio della Francia, che ha sfoggiato una squadra mediamente più forte rispetto alle altre nazioni europee. Desunzione ricavabile dai numeri. Innanzi tutto il predominio nel medagliere di specialità (6 ori, 2 argenti e 1 bronzo), davanti alla Germania (4 ori, 4 argenti e 1 bronzo) e all'Italia (2 ori, 3 argenti e 7 bronzi). Italia, quindi, che nonostante i numeri da invasione Persiana al Peloponneso, si è arresa alle Termopili. Per dare il senso dello spessore della prestazione francese, la somma dei punti ottenuti dai finalisti (considerando i primi 8 di ogni categoria sui 1500) è stata 77 (con 12 finalisti). Media: 6,416 (cioè mediamente i finalisti sono giunti tra il 2° e il 3° posto, considerando che 8 punti sono attribuiti al vincitore, 7 al secondo e 6 al terzo...). L'Italia, con 36 finalisti (il triplo della Francia) ha ottenuto invece una media di 3,944, preceduta (considerando le presenze significative numericamente) anche da Germania (5,578 e 19 presenze), l'Inghilterra (4,500 e 18 finalisti) e la Spagna (4,333 e 12 finalisti).

LE MEDAGLIE ITALIANE:
  • Partiamo con gli ori e con quello più giovane, cioè quello di Paola Tiselli, prima con 4'46"56 tra le W35. Per Paola, in questi Europei, due ori (con quello dei 3000) e un argento (quello negli 800): bottino senza dubbio di prim'ordine. In meno di 8 mesi, 8 medaglie continentali (a Lubiana vinse nei 2000 siepi, fu seconda negli 800 e 1500, oltre che raccogliere l'oro nella 4x400 e il bronzo nella 4100). Ad Ancona vittima predestinata è stata l'islandese Frida Thordardottir, seconda sia nei 1500 che nei 3000.
  • Il secondo oro della spedizione italiana è stato invece conquistato nella categoria M75 da Giovanni Guerini (che ricorderà bene questi Campionati Europei, visti i due ori e l'argento, tra 800, 1500 e 3000 metri). Tempo 6'21"46. Come già ricordato per gli 800 purtroppo il mio data-base non ha "precedenti" per Giovanni Guerini per quanto riguarda presenza alle grandi manifestazioni internazionali.
  • Giorgio Gennari Litta, è uno dei più forti mezzofondisti italiani master M40. Sui 1500 aveva, prima di Ancona, un ruolino di marcia senza macchie: oro a Helsinki 2007 (Euroindoor), oro a Riccione (Woeld Open), oro a Clermont Ferrand (World Indoor), e oro a Lubiana 2008 (Euro open). Purtroppo ad Ancona si è interrotto il filotto di 4 vittorie internazionali consecutive ad opera dello svedese Per Bjorkman, che lo ha fulminato l'italiano sul traguardo (4'18"71 vs 4'19"44).
  • Altro argento è stato vinto da Maria Polina nella gara riservata alle W50, precedendo sul podio Rosanna Barbi Lanziner (5'14"51 e 5'15"81). Per la Polina un miglioramento rispetto al bronzo conquistato a Lubiana (ma tra le W45) sempre sui 1500. Impossibile sperare in una vittoria, quando ai nastri di partenza si presenta sua maestà Aurora Perez (pluriprimatista mondiale dagli 800 alla maratona).
  • Egger Waltraud, una sorta di miniera di metalli preziosi deambulante, ha portato a casa da Ancona una medaglia di argento dalla categoria W55. Inarrivabile la francese Marguin Levesque Sylvia. Per la Egger 5'23"64. A Lubiana sulla medesima distanza, Waltraud vinse il bronzo, mentre nel 2003 a San Sebastian vinse l'oro come W50 (Euroindoor). Oro anche a Linz 2006 (ai World Indoor).
  • Poi inizia la lunga teoria di bronzi (ben 7) che è piovuta sull'Italia.
  • Giuseppe Caggianelli dopo la sfortunata finale degli 800, è riuscito a conquistare la terza posizione tra gli M35 con un gran 4'06"55. Dopo il secondo posto di Gennari Litta sui 1500 M40, troviamo il bronzo di Matteo Masoni (4'20"99). Orfano del proprio alter-ego Dario Rappo, Konrad Geiser ha conquistato il terzo posto tra gli M60 (medaglia che a livello indoor si assomma ai due bronzi di Linz 2006 su 800 e 1500, al bronzo di Sindelfingen e soprattutto all'oro di San Sebastian 2003). Dagli M65 troviamo la "plata" di bronzo di Giulio Passot (5'17"10). Tra le donne bronzi di Angela Ceccanti (W40, 5'03"37) e Daniela Aliquò (W45, 5'10"20).

04/04/09

GLi Europei di Marco

Gli ultimi Europei indoor di Ancona hanno dimostrato come il movimento master sia in netta crescita e possa contare su un bacino d’utenza sempre maggiore.

L’appuntamento di Ancona 2009, dopo Riccione 2007, Clermont Ferrand e Lubjiana 2008, era l’ultimo, per così dire, a portata di mano. D’ora in poi, i nostri appassionati master dovranno affrontare lunghe trasferte spesso in altri continenti per recarsi a Lathi in Finlandia a luglio 2009 in occasione dei Mondiali all’aperto, Sidney a ottobre 2009 per i World Master Games e Kamloops in Canada a Marzo 2010 per i Mondiali Indoor.

Sono comunque sicuro che molti non si lasceranno impressionare dagli oneri economici e organizzativi che tali trasferte comporteranno e terranno alto il movimento anche in quelle terre lontane.

L’organizzazione impeccabile degli Euroindoor di Ancona, spesso fin troppo severa e dunque a discapito di alcuni atleti che per pochi minuti si sono visti negato l’accesso alle gare, ha comunque contribuito ad accrescere la professionalità del mondo master avvicinandolo sotto questo aspetto al settore assoluto. In generale, trovo dunque che la distinzione tra master ed assoluti stia pian piano perdendo di significato anche e soprattutto grazie alle prestazioni di notevole livello che sempre più atleti master sono in grado di conseguire. Sarebbe bello se qualunque atleta, anche di valore internazionale potesse proseguire la propria carriera paertecipando alle gare master. Credo sia più che altro una questione di “percezione” del nostro movimento. Quanti alteti, anche di alto livello, si sono innamorati del mondo master una volta visto come funziona, quanta sana passione e quanti valori positivi questo ambiente riesca a trasmettere?

Vorrei dunque ringraziare tutti i partecipanti a questi ultimi Europei indoor per quell’insieme di sensazioni ed emozioni che ha saputo trasmettere nel corso di questa bellissima manifestazione. Invito inoltre tutti gli atleti di alto livello che hanno varcato la fatidica soglia dei 35 anni a prendere parte e dare lustro alle manifestazioni master: troveranno entusiasmo, divertimento in un ambiente sano e pieno di valori. E chissà che anche qualche atleta più giovane, dopo averci conosciuto, non veda quasi l’ora di compiere i fatidici 35 anni....

Un saluto a tutti e a presto!

Marco Giacomantonio

03/04/09

Sui criteri di composizione delle staffette nazionali

(nella foto, il CT Rapaccioni con Carla Cipriani) Dopo aver ricevuto notizia di qualche malumore (non avendo partecipato materialmente agli Europei sono solo rumors) da parte di qualche escluso ai recenti Campionati Europei Indoor Master, mi permetto (spero senza offendere nessuno) di dire la mia sulla composizione dei quartetti. Partiamo da alcune considerazioni ovvie: far parte di una staffetta della nazionale italiana arreca a chi la compone la quasi certezza della conquista di una medaglia. Per chi non ha possibilità di vincerle nelle gare individuali, pura manna dal cielo. Per chi invece vince già tanto, un arricchimento del proprio carnet di metalli pregiati. Poi naturalmente c'è chi non ne vuol far parte a prescindere (sono scelte anche queste, condivisibili o meno). Teniamo poi presente che il master si autofinanzia le trasferte e, spesso, le staffette comportano la protrazione del soggiorno di almeno un giorno. Nessuno è quindi biasimabile se dovesse andarsene o non volesse parteciparvi.
Purtroppo però il vero problema è l'esatto contrario, cioè il sovraffollamento, che comporta purtroppo "scelte" da parte del selezionatore che qualcuno potrebbe non condividere. Ed in definitiva questo è il compito precipuo di tale figura, visto che i master sono abituati a muoversi ed arrangiarsi (almeno per i master italiani) per tutto ciò che concerne la logistica, gli orari, l'abbigliamento, i cerimoniali...
Il pomo della discordia è "chi deve partecipare alle staffette?". Ho individuato quelle che sono le correnti di pensiero principali:
  • gli atleti più forti, a prescindere dalla categoria, ammettendo quindi le "discese" dalla categorie superiori.
  • gli atleti più forti, ma della stessa categoria. Non importa se con l'atleta più forte si sarebbe vinto...
  • gli atleti che si sono cimentati nella specialità la cui distanza viene corsa nella staffetta (quindi i 100, i 200 per le indoor e i 400).
  • in tutto questo, se un atleta durante la stagione in Italia va più forte di un altro (mettiamo i 400), ma poi non si cimenta nella specialità (ma mettiamo negli 800) ai Campionati in oggetto, può accampare pretese per far parte della 4x400?
Probabilmente potremmo trovare altri criteri, ma non dilunghiamoci oltre. Questi dovrebbero essere i principali. A Riccone 2007 (i miei primi campionati internazionali) accolsi con favore la raccolta di disponibilità da parte della Fidal degli eventuali staffettisti. La cosa si ripetè a Lubiana. In entrambi i casi si registrarono diverse lamentele, anche e soprattutto perchè nella vita è veramente difficile accontentare tutti. Chi seleziona ha un compito arduo, perchè se viene a mancare anche in una sola occasione la coerenza con le sclete precedenti, mostra il fianco alle più feroci critiche. E del resto proprio questa è la gioia/delizia di tutti i team-manager. Infatti le lamentele raccolte nei campionati ad alta densità di italiani, riguardavano proprio i criteri di selezione: lamentele, ingiustizie, arrabbiature...
Io mi permetto di dire una cosa: è necessario che la Fidal chiarisca un punto. E' suo interesse la conquista di medaglie (e allora il criterio è avocato completamente al selezionatore, che può fare le scelte che più ritiene adatte per raggiungere questo obiettivo), o piuttosto consegnare una sorta di "premio" a coloro che nella categoria di appartenenza si sono più distinti durante la manifestazione internazionale (senza quindi porre l'accento sul risultato finale)?
Sia nel primo che nel secondo caso è però necessario conoscere la volontà della Fidal, per non alimientare il fuoco delle polemiche post-campionati. Ma mentre nel primo caso è sufficiente far capire che il DT sceglierà in sua piena coscienza, nel secondo è necessario chiarire i criteri di selezione prima dell'inizio della manifestazione stessa. E poi naturalmente, adottarli fedelmente.

02/04/09

Gli 800 ai Campionati Europei Master di Ancona

Più avanzo nella cronaca ex-post dei Campionati Europei Master, più aumenta il mio cruccio di non essere venuto. I risultati letti sugli 800 metri mi hanno raccontato gare al cardiopalma, medaglie strappate per centesimi (in un caso presumo per millesimi), record, strategie. Gli 800 hanno un fascino davvero unico, lo jato tra tattica e lo sprint, mezzofondo e velocità. Nelle grandi manifestazioni la velocità riesce ad esprimere il meglio di sè anche a livello cronometrico. Gli 800 no, sono soprattutto "uomo contro uomo" e "donna contro donna". Il cronometro risulta alla fine un mero pro-forma per l'archiviazione. Qui ci vorrebbe un incipit di Giacomo Crosa...

I NUMERI


Sono state 57 le medaglie attribuite sugli 800 metri tra tutte le categorie che si sono cimentate agli Europei Indoor di Ancona. I paesi che sono riusciti a vincere almeno una medaglia sono stati 13, ma la parte del leone l'hanno fatta solo 4 stati (Italia, Inghilterra, Francia e Germania) che da soli hanno conquistato il 75% delle medaglie totali. Italia in testa medagliere di specialità con 15 medaglie suddivise in 5 ori, 6 argenti e 4 bronzi. La Germania attaccatissima con 5/3/4 e 12 medaglie. I paesi che hanno portato almeno un atleta in finale sono stati 20, e l'Italia, quale paese ospitante, ha dominato in quanto a numero di finalisti: ben 41, contro i 21 della Germania, i 20 dell'Inghilterra e le 15 della Francia.

LE MEDAGLIE ITALIANE - GLI UOMINI

  • La gara degli 800 M35 è stata, stando alla sola lettura del risultato, una delle più intense. Diversi atleti chiusi in pochissimi centesimi. Il primo italiano al traguardo dei 5 presenti in finale (un piccolo record a sua volta) Massimiliano Raglianti è giunto solo terzo, ma a pari merito con il secondo. Stesso tempo al centesimo (2''02"92). Quarto Cesare Lazzarini a 5 centesimi dal duo e 6° Stefano Avigo a meno di 3 decimi dalla medaglia. E dire che uno dei seri pretendenti all'oro, Giuseppe Caggianelli, si era ritirato per una "scarpata" a poche decine di metri dal traguardo. Sfortunata Italia, non c'è che dire.
  • Doppietta (oro-argento) negli 800 M50. Ha vinto Luigi Ferrari... in un primo momento pensavo si trattasse di un altro Ferrari, Giovanni. Tant'è che mi ero preso la briga di enucleare dal mio data-base tutte le sue numerose vittorie. Poi scopro la differenza di nome. Il dubbio si insinua sempre più , vista la singolarità nell'avere due Ferrari M50 che corrono gli 800 (e primeggiano). Dopo diverse ricerche scopro che il Luigi è del 1959, mentre il Giovanni del 1958. Se così fosse, di Luigi ho trovato una partecipazione poco fortunata a Riccione 2007, dove nell'aggregate arrivò 20° in semifinale (2'07"54). Grande crescita agonistica, se così fosse. Comunque: 2'11"92 che gli vale l'oro davanti a Vincenzo Andreoli (2'12"85) che stando al mio Al-9001, dovrebbe aver conquistato la prima medaglia internazionale (concedetemi sempre il beneficio di inventario!). Come miglior posizione ho un quarto e un sesto posto ai Mondiali di Clermont-2008 su 800 e 1500.
  • Negli 800 M60 c'è mancato poco che il grande assente della vigilia, Dario Rappo, perdesse il prorpio record sugli 800 ad opera di un grande Aldo Del Rio, già argento nei 400 (di cui era campione in carica da Helsinki 2007) secondo al solo tedesco Schroedel. Per lui argento con 2'21"39, prestazione che gli ha permessi di trascinare al bronzo l'altro grande interprete della specialità, Konrad Geiser, arrivato vicinissimo: 2'21"61. A livello individuale per Aldo Del Rio trovo anche due argenti nelle grandi manifestazioni: Lubiana e San Sebastian, sempre Campionati Europei e sempre 400. Questa dovrebbe essere la sua prima esperienza internazionale sugli 800 (ma potrei essere smentito quando terminerò il mio data-base. Per Geiser è il 5° bronzo (ma adesso che mi ricordo, non ho Aarhus...) ma nella sua carriera c'è anche l'oro sugli 800 di San Sebastian 2003 e l'argento di Riccione 2007 sui 1500.
  • Altro oro è invece giunto dagli 800 M70 con Giulio Ambruschi che ha vinto una concitatissima gara dove il secondo, il russo Savenkov, è giunto staccato di 5 decimi: 2'43"41 vs 2'43"93. Il tempo gli vale anche il record italiano, che abbassa il tempo del leggendario Attilio Parma che corse la distanza al Palavela di Torino in 2'46"05 ben 22 anni fa (nel 1987, uno dei più longevi record indoor).
  • Oro anche per Giovanni Guerini negli 800 M75 con 3'05"89. Purtroppo al momento ho poco altro da aggiungere.
  • Amos Pipponzi, il primo di marzo aveva stabilito il record italiano degli 800 M80 "pre" secondo la miracle list dei record di Werter Corbelli e Fasolato. Essendosi cimentato nella manifestazione come M80 evidentemente deve aver compiuto l'80° anno di età in questi 20 giorni. Per Pipponzi argento (quindi dovrebbe trattarsi della seconda medaglia a questi campionati), che strappa anche qui per pochi centesimi (3'31"09 contro 3'31"23) allo spagnolo Bermejo.
  • Infine, medaglia anche dagli 800 M90: solita sfida fratricida tra Ugo Sansonetti e il belga Pauwels, che probabilmente ha vinto quale "best medallist". Gara con record italiano frantumato di 10", ma ahinoi, solo argento per pochi decimi (anche qui!): 4'44"88 contro il 4'43"08 del fiammingo (o vallone?).
LE MEDAGLIE ITALIANE - LE DONNE
  • Negli 800 w35 andava in scena l'ennesima sfida tra Emanuela Baggiolini e Paola Tiselli. Entrambe provenienti da un oro (la varesina dai 400, la laziale dai 3000) si preannunciavano scintille anche e soprattutto dopo il botta-risposta di record italiani infranti nell'ultimo mese (prima la Tiselli a Torino durante gli italiani assoluti, quindi la Baggiolini agli italiani master, con il mpi portato a 2'13"58). In realtà è andato in scena ilo stesso copione degli italiani Master con Baggiolini in fuga solitaria con... record italiano: 2'13"15. Abbastanza staccata Paola Tiselli, ma d'argento (e vincerà comunque i 1500 il giorno dopo!), che probabilmente ha pagato in termini di velocità di crociera il 3000 di due giorni prima. Sarà adesso interessante rivedere la sfida all'aperto.
  • Tra le W40 la mia concittadina Laura Avigo strappa il bronzo a Paola Pascon per 13 centesimi: 2'23"25 contro 2'23"38. Bronzo di grande spessore: solo un mesetto fa Laura aveva problemi ad un piede... Per lei rimane quale miglior prestazione l'argento di Lubiana 2008 sempre sugli 800.
  • Gli 800 W45 hanno visto l'altro bronzo della comasca Elena Montini (che davvero faccio ancora adesso fatica a credere possa essere del 1962... la facevo massimo-massimo del 1970). Per conquistarlo ha dovuto però ottenere il nuovo record italiano: 2'26"12, che abbassa il 2'27"78 di Elisa Zuccari stabilito nel 2006.
  • Gli ultimi due ori da due icone del masterismo italiano: Waltraud Egger e Emma Mazzenga. Per Egger un "tranquillo" 2'49"92 (il suo record da W55 è posto a 2'35" e spciccioli) mentre per Emma Mazzenga, tre gare-tre ori-tre record mondiali. E' virtualmente già in pole per l'attribuzione del premio "Master of the Year 2009", dopo la conquista di quello del 2008. Quanti record mondiali ha già migliorato nel corso del 2009? 5 o 6? Unica. Ah... la nuova miglior prestazione mondiale W75 è ora 3'31"74.

01/04/09

Gli Europei di Aldo Del Rio

Su suggerimento di un'amicizia comune, ho scoperto un vero e proprio diario degli Europei Indoor Master (all'indomani delle grandi manifestazioni master, eravamo ormai soliti trovare su alcuni siti di interesse nazionale più che "diari", "memorie": le memorie, per quanto siano interessanti, non lasciano lo stesso sapore di chi si ferma giorno per giorno a trascrivere le proprie emozioni). Autore ne è Aldo Del Rio, alfiere del Road Runner Club di Milano. Vi si racconta la settimana, divisa tra i 400, gli 800, la staffetta, gli amici... Quando pensavo a tutte le gare disputatesi ad Ancona, mi rammaricavo di un fatto: quante storie non scritte e che non verranno mai scritte, quanti atleti potrebbero raccontare un sacco di emozioni, di pensieri, gesti che si lascerebbero leggere con estremo interesse e che susciterebbero curiosità. Quella di Aldo Del Rio è una di queste: leggetevi il suo diario e magari, se avete voglia, mandateci un vostro resoconto... non bisogna aver conquistato la medaglia d'oro per poter scrivere una storia. Anzi, spesso chi arriva "dietro" incarna aspetti dello sport molto più gustosi! Di seguito il diario di Aldo Del Rio.