20/01/12

Master: Mario Longo vale già un mondiale - la classifica AGC

Che si sia in Italia si capisce da tante piccole cose. La prima di tutte è che non esiste uniformità nel trattare la stessa cosa a seconda della latitudine, e questo senza alcuna pregiudiziale. L'esempio trasportato sull'atletica è il Sigma: chissà perchè alcuni comitati regionali o provinciali riescono a caricare i risultati praticamente in tempo reale, e altri aspettano che il risultato divenga materiale archeologico sedimentato. Ad esempio in Sicilia (almeno fino all'anno scorso) sembra non esista proprio il Sigma, che stia aspettando il ponte sullo Stretto (unico utilizzo la funzione per stampare i file pdf). Stessa cosa per la Campania, che ha pubblicato sì i risultati dell'ultimo meeting indoor di Ponticelli, ma bisogna andare a stanarli sul loro sito regionale e non dove si penserebbe di trovarli assieme a tutti gli altri (ovvero qui). Con i risultati del Veneto viene quasi da disintegrare il monitor: alcuni sì, altri dopo secoli, altri solo sul loro sito, altri ancora... mai. Ad esempio: dove si trovano i risultati della riunione di lanci di Schio? Quale arzigogolato viaggio per etere bisogna percorrere, visto che sul sito Ufficiale viene postato un link al sito regionale all'interno del quale del meeting non c'è traccia? Chi lo sa batta un colpo. Quindi, se un giornalista (mi autoescludo dalla categoria, perchè faccio tutt'altro) volesse scrivere di atletica in maniera esaustiva si troverebbe questa Babele di fonti non integrate che ci dicono esattamente come Arese e l'attuale cricca considerino l'atletica di base: ovvero, zero-virgola. Come gli zeru tituli cui ci abituati negli ultimi 8 anni: tutto zero. Spero almeno che abbia venduto qualche canotta in più in questi anni, altrimenti sarebbe un'esistenza davvero grigia. Siamo nel 2012, e il senso generale della gestione dei dati non è quello degli anni '90, dove bisognava aspettare le classifiche che uscivano ogni 3 mesi per farsi un'idea di ciò che succedesse in giro per le piste. Qui i risultati servono nell'immediato, ma anche solo per diffondere questo sport:così sa proprio di gestione alla viva-il-parroco. E sappiamo pure chi è il parroco. 

Vabbè, scusate lo sfogo. In attesa della pubblicazione dei risultati di Schio, facciamo un piccolo riassunto dei primi 20 giorni di atletica master in Italia. Il risultato a sensazione, secondo l'AGC l'ha fatto ancora una volta Mario Longo: 6"17 e 6"19 sui 50 metri a Ponticelli lo scorso weekend. Cosa vuol dire? Il 6"17 vuol dire 100% AGC, cioè ha ottenuto una prestazione che eguaglierebbe il record del mondo ufficiale di 5"51 del cubano Freddy Mayola corso nel 2000 (che migliorò il 5"55 di Ben Johnson). L'anno scorso Longo corse un immaginifico 6"09, fuori dalla portata di quasi tutti i suoi coetanei al mondo. 

Se rimaniamo in tema di AGC, il secondo master in ordine di percentuale di prestazione, è il toscano Ferido Fornesi, (1962, al suo esordio come M50) capace di correre i 60 a Modena in 7"69, cioè 93,94% AGC. Record piallato un paio di stagioni fa a 7"47 da Marco Morigi. Ricordo che le prestazioni oltre il 90% hanno una visibilità internazionale ma anche che l'AGC è uno strumento valutativo ancora da perfezionare, essendo ancorato ai record del mondo, molti dei quali (come quelli dei lanci) assolutamente avulsi dal naturale miglioramento umano. Proprio per questo le grandi prestazioni nei lanci e parte nei salti, sono decisamente più basse nell'AGC rispetto allo sprint. Fornesi supera di un solo punto centesimale Livio Bugiardini (1948), che ad Ancona ha corso in 8"45: 93,93%. Sempre sopra la soglia di nobiltà del 93%, Giorgio Tiberi (1956) ed M55: 8"04 e 93,64% a Casal Del Marmo. Sopra i 93 anche Enrico Sisti (1959, 7"88 e 93,58%), Paolo Chiapperini (1969, 7"35 e 93,40%, non male dopo l'infortunio di Cosenza) e Massimo Clementoni (6"85 sui 50 e 93,28% a Locarno). Mi duole citarmi, ma solo per la nuova m.p.i. sui 50 M40 dei 50: 6"31 sempre a Locarno. 

La prima donna dell'AGC 2012 dopo 20 giorni è la già citata Elena Sordelli, autrice del duplice record italiano F35 sui 60 a Modena (il 7"61 che le valse 91,12%). Sorprende anche la F45 Annalisa Gambelli, capace di infrangere il 90% con il 27"92 sui 200 e 90,12%. Barbara Martinelli col suo record italiano sugli 800 (2'20"51 consegnato all'immortalità ad Ancona) le vale 88,12%, che è anche il miglior risultato nel mezzofondo del 2012 tra tutti i master (maschi e femmine). Nascosto tra i risultati c'è anche un 4,93 da brividi nel salto in lungo di Rossella Zanni (F45) a soli due centimetri dal record italiano di Susanna Tellini

Tornando agli uomini, sembra essere in gran forma Francesco Arduini, già a 1,98 e 1,97 in due gare consecutive nel salto in alto: 87,67 e 87,23%, cioè i migliori dei 4 salti over-35 del 2012 ad oggi. Davide Bressan (1975) oltrepassa i 5,00 a Modena (86,47%), mentre Roberto Carpene (1975) arriva a 16,65

AGC al 20/01/2012

A.G.C. master: gli standards

Riprendiamo le classifiche AGC laddove le avevamo lasciate.
Gli standard ho deciso per facilitarmi il lavoro, saranno questi:

Uomini
  • 50/55/60: 87%
  • 200: 84%
  • 400: 82%
  • 800: 80%
  • 1000: 80%
  • 1500: 80%
  • 3000: 79%
  • 60hs: 85%
  • asta: 70%
  • alto: 75%
  • lungo: 73%
  • triplo: 73%
  • peso: 65%
Donne
  • 50/55/60: 82%
  • 200: 80%
  • 400: 78%
  • 800: 76%
  • 1000: 78%
  • 1500: 80%
  • 3000: 78%
  • asta: 65%
  • alto: 69%
  • triplo: 69%
  • lungo: 70%
  • peso: 60%

Gulyiev impressiona: 6"58 - Milus 6"59: primi sub 6"60 dell'anno

Ramil Gulyev, re dei 200 alle Universiadi di Novi Sad '09
Aggiorno ulteriormente il report mondiale dell'altro ieri. Come ampiamente vaticinato, arrivano i primi missili terra-aria mondiali, ovvero coloro che sono stati in grado di sbriciolare il muro dei 6"60. Il primissimo è il fenomeno azero Ramil Guliyev, che per opportunità o forse un barbatrucco, si è trasformato in turco, correndo sotto la flag della luna islamica su campo rosso. Chi è Guliyev? Ramil passò alla storia nel 2009, all'età di 19 anni (junior) corse in 20"04, vincendo l'universiade disputatasi a Belgrado. 20"04 a 19 anni è qualche cosa che può impressionare, soprattutto se si parla di un europeo. Non vorrei sbagliarmi, ma dopo quell'exploit, un lutto in famiglia (la morte del padre-allenatore) lo gettò in un lungo periodo di crisi tecnica (e ci mancherebbe) che lo portò proprio ad abbracciare anche la nuova nazionalità. Sono di quel periodo affermazioni che ora fanno un pò sorridere, tipo la "battibilità" di Bolt. Ma tant'è: si perse per un annetto, fino a che l'anno scorso tornò a correre sotto i 10"20 sui 100. Sempre di quel 2009 si ricorda il 7° posto ai mondiali di Berlino. Tra tutte queste cose mi sono dimenticato di scrivere quanto ha corso a Sumy, in Ucraina: 6"58! 53° di sempre in Europa (cosa che mi sorprende: ben 52 atleti nella storia europea dei 60 metri hanno corso in meno di 6"58).


Il giorno dopo Ramil, Ryan Milus, classe 1990, ha spacca anche lui i 6"60 segnando un 6"59 che attesta un sicuro miglioramento rispetto al suo valore outdoor dell'anno scorso: vanta infatti un 10"23 risalente a Maggio e un 10"07 ventoso.

Dopo aver parlato in lungo e in largo di Aldrich Bailey, ecco che spunta un altro junior al primo anno americano che fa il miglior tempo mondiale dell'anno sui 300: 33"00 da parte di Maurice Trowell, a Chapel Hill in USA. Atleta sul quale al momento nutro qualche dubbio (d'identità) visto che è riportato nei data base che vagano per il mare di internet, un 400 corso l'anno scorso in 51"5. A meno che abbia un ultimo 100 metri da vergogna nazionale, ipotesi da non scartare a priori.

Sempre in tema di fenomeni, mi è stato segnalato da Andrea C. (che ringrazio pubblicamente) un altro fenomeno: è David Field, classe '93 (secondo anno junior, mi sembra) che ha saltato 7,76 in lungo, 15,14 nel triplo e corso in 7"91 i 60hs. Arriverebbe a due podi su tre ai campionati italiani assoluti.

Sorprende anche l'1'16"66 sulla distanza spuria dei 600 da parte dell'americano Casimir Loxsom (1991), 19° performer all-time.

Nei 60hs di Karlsruhe, un classe-92 (20 anni) tedesco Gregor Traber, materializza un importante 7"74.

E poi arriva la prima bordata sopra i 21: Ryan Whiting bombarda fino a 21,29, largamente miglior prestazione mondiale dell'anno. Al secondo posto il 20,70 di Justin Rodhe.

Nelle donne, tra i risultati di spicco ancora anemici, spicca il 14,31 nel salto triplo dell'ucraina Hanna Knyazeva, saltato a Kiev, laddove la connazionale Ruslana Tsykhotska è planata a 14,00: due sole atlete al mondo, dopo 20 giorni nel 2012 hanno superato i 14 metri. Almeno l'attenzione degli ucraini si distrarrà dalla presenza in Italia di Darya...

16/01/12

Pangea indoor: Gatlin e Oliver a Gainsville - Bailey sotto i 21" nei 200

Gattone Gatlin
Che è successo nel mondo nell'ultimo fine settimana? Andiamo con ordine e con Gattone Gatlin (a sinistra nella foto) che ha aperto il pacco 2012 con un bel 55 metri a Gainsville, dove ha vinto con il crono di 6"15 dopo una batteria corsa in 6"32. Ci si chiederà: quanto vale un 6"15? Ve lo dico subito: il record del mondo è il 5"99 di Obadele Thomson che risale al 1997: unico uomo del globo ad essere sceso sotto il muro dei 6" nella storia, anche perchè, parliamoci chiaro, non è che i 55 metri siano così diffusi. Il leggendario Ben Johnson, nell'anno che lo ha catapultato suo malgrado nell'empireo (il 1988), corse in 6"01. Basti poi pensare che prima di vedere un risultato tra i primi 30 all-time successivo all'anno 2000, si deve aspettare fino a tre settimane fa: Lorenzo Pooler ha piallato infatti un 6"09 a Southern Pines che lo ha posizionato al 28° di sempre. 6"09 come Carl Lewis, giusto per dare un altro metro di paragone. Rimanendo all'anno di grazia 2012 (nel senso di "grazia olimpica"), meglio di Justin The Cat, ha fatto pure Brandon McLean a Chapel Hill: 6"10, per un atleta enigmatico che sfugge alle liste, e che sembra fosse accreditato di un 6"4 manuale prima di questo exploit fissato non più di un paio di settimane fa: un miglioramento a velocità curvatura.
Nei 60 rimane la pole di Trell Kimmons, anche se la gente che è scesa sotto i 6"70 è ormai la stessa che si affolla prima di entrare in metrò alle 7:32 a Cadorna sulla MM1. Aspettiamo ancora una settimana prima di vedere i primi missili terra-aria e soprattutto il 28 di questo mese, allorquando Asafa Powell scenderà in pista a New York, probabilmente con il suo profiler sulle tribune a suggerirgli di non farsela sotto almeno quest'anno. 
Sui 200 altra impresa di Aldrich Bailey, di cui ho parlato ampiamente negli scorsi giorni: 20"99 a Fayetville cioè la seconda prestazione mondiale dell'anno per uno che è nato nel 1994: primo anno da junior. Mi ha pure clikkato "mi piace" sul mio articolo linkato su facebook. Lalond Gordon a New York corre in 46"51, mentre Julius Mutekanga (Uganda) corre in 1'18"38 i 600 a New York. 
Abdellah Haidane, altro articolo di ieri, con il 7'54"73 ha stabilito la miglior prestazione mondiale dell'anno, stando alle liste che circolano per la rete.
David "lo smilzo" Oliver
Altro pezzo-da-90 che ha deciso di pompare i suoi quadricipiti fra le barriere alte, dopo il brutto mondiale  a Daegu, è stato Capitan America David Oliver, anche lui sui 55 metri di Gainsville. Esordio a 7"13, in una specialità che vede ancora le vestigia della living legend Renaldo Nehemiah, (anche un superbowl per lui con i 49ers, anche se la sua nomea non pareggiava certo quella di Tebow) che la bellezza di 33 anni fa, correva in 6"89. Sui 60hs Dexter Faulk consolida la sua leadership, scendendo a 7"62 a Lincoln. 
Mentre l'Italia coltiva un paio di atleti giovani, la Germania sembra aver trovato "la strada": l'ultima novità è l'astista Karsten Dilla, che si inerpica fino a 5,72 a Leverkusen. 
Primo 8,00 nel salto in lungo del 2012 per l'americano Norris Frederick e primo 17,00 nel triplo per il russo Yuriy  Kovalyov a Mosca. 

Kellie Wells
Patricia Hall sui 200 porta la WL a 23"42 a College Station, mentre Aleksandra Fedoriva migliora il suo tempo sui 300 già corso una settimana fa, scendendo a 36"54. Nessuna ancora sotto i 53" sui 400. Mezzofondo ancora dormiente, e bisogno arrivare ai 55 ostacoli per godere di Kellie Wells: 7"47 anche lei a Gainsville, ad un decimo dal personale e a 17 dal mondiale della meteora Tiffany Lot-Logan, che corse 7"30 nel 1997. Sui 60hs la vetta è a soli due centesimi da Marzia Caravelli (8"07 di Brianna Rollins). Silke Spiegelburg nell'asta mostra già grandi cose: 4,77,. Ma non è la sola atleta top, considerato che a Birmingham (Alabama) è tornata in pista anche la campionessa mondiale Brittney Reese: 6,62 e WL. 

15/01/12

Barbara Martinelli record italiano F45 degli 800

In questi giorni non finisco più di scrivere... c'è qualche particella di sodio nell'etere che ha voglia di buttare giù qualche riga ogni tanto? L'ennesima notizia delle decine che arrivano nella nuova stagione agonistica, tocca stavolta ai master. Da Ancona arriva la notizia di un nuovo record italiano master, ancora da parte di Barbara Martinelli (1965) nella categoria F45 degli 800. Il nuovo crono del record nazionale è ora 2'20"51, che abbassa il suo stesso 2'22"19 ottenuto un annetto fa, totalizzando 88,12% AGC, ovvero, riparametrato, un 2'08"5 per un'atleta al vertice della propria carriera giovanile. Terzo miglioramento per la lombarda a livello indoor nella specialità. Le due corone (outdoor e indoor) erano già riunite sotto il suo nome, visto il 2'18"49 ottenuto a Chiasso ad agosto dell'anno scorso. Qui sotto la cronologia recente del record degli 800 indoor F45. La Martinelli ha portato il record indoor della categoria da 2'26"12 a 2'20"51, ovvero 5"61 di miglioramento complessivo. 
  • 2'27"78 - Elisa Zaccuri - 05/03/2006 - Ancona
  • 2'26"12 - Elena Montini - 28/02/2009 - Ancona
  • 2'25"57 - Barbara Martinelli - 16/01/2011 - Ancona
  • 2'22"19 - Barbara Martinelli - 06/03/2011 - Ancona
  • 2'20"51 - Barbara Martinelli - 15/01/2012 - Ancona

Caravelli, sfondato il minimo: 8"09! Poi 7"41 sui 60 come la Alloh - Dal Molin 7"87

Super Marzia Caravelli 
Marzia Caravelli passa lo stargate dello standard IAAF abbattendo con un ariete il minimo per i campionati mondiali indoor di Istanbul, ed è così la prima atleta italiana a dover verificare se lo zainetto con le chiodate potrà viaggiare verso la Turchia come bagaglio a mano o dovranno essere invece stivate, facendo pagare alle casse federali la tax. A proposito... come si viaggia con Air-Fidal in mezzo alle elefantiache delegazioni che fanno parte della comitive? Stretti? A Casal Del Marmo, la friulana del Cus Cagliari, si disegna un altro pezzetto di notorietà diventando, almeno nella mia personale considerazione, la migliore atleta azzurra del momento, considerata l'età in cui è arrivata alla notorietà, l'esclusione dai gruppi militari (di cui non conosco ancora le dinamiche o la volontà stessa dell'atleta, se ancora incredibilmente non sono ancora riusciti a tesserarla... e nei gruppi sportivi militari negli ultimi anni abbiamo visto qualche atleta che non avrebbe meritato) e soprattutto il fatto che la Caravelli è una di quelle atlete e di quegli atleti, che strappa gli allenamenti ai doveri della vita quotidiana, al fatto di dover andare necessariamente a lavorare ed 
avere i ritmi che poco hanno a che fare con l'atletica di vertice.

Ma bando alle ciance: stando agli orari presenti sui referti virtuali del Sigma, Marzia inizia nell'impianto di Casal Del Marmo alle ore 14:45 zulu con le batterie dei 60hs: ed è subito boom! 8"18 alla prima e minimo per Istanbul. Pratica archiviata? Finito qui? Come direbbe Dan Peterson... "mamma butta la pasta?". Macchè, è solo l'inizio di un pomeriggio pazzesco. Passano tre-quarti d'ora, ed è ora della finale: sono le 15:33. La Caravelli decide di fare l'esosa: 8"09, primato personale, terza prestazione italiana all-time (dietro Tuzzi-Cattaneo e davanti a Bosco-Pennella-Macchiut, che la precedevano fino alle 15:32), e, udite-udite, terzo tempo (ad'ora) al mondo, ad un solo centesimo dalla avvenente Lolo Jones e due da Brianna Rollins. Poi magari nella serata scenderà qualche posizione, ma insomma... era bello scriverlo. Già ad adesso il racconto sarebbe perfetto, ma non è finita. Alle 16:55 inizia l'ipnotico walzer tra Marzia Caravelli e Audrey Alloh sui 60 piani, danzato sul piedino dei millesimi. In batteria la Alloh fucila il suo 4° tempo di sempre: 7"48. Gli risponde tre minuti dopo la Caravelli: 7"48. Personale (praticamente il 7° o l'8° in una settimana). Fa parte della disfida Jessica Paoletta, che in batteria arriva a 7"52, 4 cent dal pesonale. Alle 18:53 l'apoteosi: vince una rinnovata Alloh con 7"41 (personale) davanti ad una sempre più sorprendente Marzia Caravelli con lo stesso tempo e Jessica Paoletta con 7"53. Incredibile al Cibali. Ora si aspettano solo gli aggiornamenti delle liste mondiali per poter riflettere con un pò di pace meditativa su come girano le cose. Ottima Alloh, stupefacente Caravelli. Mi vengono in mente una serie di atleti di cui si è detto molto in questi anni, e ci si è fermati sempre ai "relata". Finalmente qualcuno che corre prima di parlare. 

Ci si sposta di qualche centinaia di chilometri a nord, e si va ad Hanau, in Germania. Stavolta il protagonista è Paolo Dal Molin, ostacolista in grandissima crescita e dai mezzi fisici da wide receiver. Sentendo le persone che gli stanno vicine, sembra che da un momento all'altro ci possa piazzare il tempone in grado di smascellare anche i palati fini. Per ora, sembra con un problema al femorale, arriva il 7"87 che è il suo personale di quasi un paio di decimi e la curiosità di vederlo all'opera a pieno regime, a stantuffare sugli ostacoli alti (qui i risultati di Hanau). 

Ad Ancona Giammarco Tamberi si issa fino a 2,18 nell'alto, retrocedendo di un paio di centimetri dalla precedente uscita. 

Alla prossima uscita, altri risultati in giro per l'Italia.

Haidane sfiora il minimo per i mondiali indoor per...73 centesimi

Abdellah Haidane
Mi è sfuggito nel report di ieri un risultato che fa decisamente eco: il 7'54"73 di Abdellah Haidane,  classe 1989, ottenuto in un 3000 ad Ancona, che ha sfiorato il minimo per i mondiali indoor di Istanbul di soli 73 centesimi, considerato il limite IAAF (e Fidal). Gara "organizzata" proprio in funzione del minimo di Haidane, che purtroppo ha fallito l'obiettivo minimo. Domanda? Per chi correrebbe il mondiale Haidane? Ebbene, ragazzo classe '89, di origine marocchina, è uno dei tanti stranieri di seconda generazione che rintuzzerebbero la situazione generale del mezzofondo italiano su pista ormai ridotto a sport a diffusione-zero, un pò come il Polo su elefanti. Il problema è il solito: i tempi di naturalizzazione, nei cui ingranaggi è finito pure Haidane che a questo punto potrebbe fare pure scelte "estreme" come mantenere la sua origine africana e dimenticarsi la sua italianità. Qui sotto l'articolo comparso qualche giorno fa su ilCittadino.it di Lodi. Nella stessa gara di Ancona gli altri discepoli di Giorgio Rondelli, precettati per permettere il minimo ad Haidane: il serbo-italiano Goran Nava (8'01"06), quindi Mor Seck (8'11"60). 8'12"05 per Elaloiani, mentre ritirati gli altri moduli lunari utilizzati nel lancio di Haidane. 

Haidane inizia la rincorsa ai Mondiali (10 gennaio 2012) 

Abdellah Haidane punta a Istanbul: con l'Italia (terra che l'ha adottato) o col Marocco (per la forza delle lungaggini burocratiche) importa relativamente. Il 2012 del più forte portacolori della storia dell'Atletica Fanfulla (tabelle di punteggio alla mano) parte dalle gare indoor: Haidane sabato sarà in gara in un 3000 nel palasport di Ancona per inseguire il 7'54" del minimo imposto dalla Fidal per i Mondiali al coperto di Istanbul in programmadal 9 all'11 marzo prossimi. La speranza dell'atleta, in Italia da 13 anni e residente a Castelsangiovanni, sarebbe quella di qualificarsi e di disputarli con la maglia azzurra: alla tanto agognata cittadinanza italiana mancherebbe solo una firma, che dovrebbe arrivare per fine mese. Se ciò non accadesse Haidane inseguirebbe il suo obiettivo con i colori del Paese d'origine: di fatto il minimo imposto dal Marocco è piuttosto simile (7'52"00). «Se non ottenessi il tempo ad Ancona ci riproverei in un meeting all'estero» spiega il 22enne mezzofondista, che punta sui 3000 perché «è la gara in cui penso di non sbagliare e più facile da preparare in questo periodo: il 1500 ha bisogno di lavori più veloci e ora rischierei di farmi male». Per lui quest'inverno niente Campaccio (venerdì scorso i migliori giallorossi sono stati i giovani Micol Majori, quinta tra le Cadette e terza tra le classe 1997, e Ahmed Shaalan, 11° tra i Cadetti) e altre corse campestri per puntare tutto sulle indoor: è il primo frutto del “nuovo corso” di Haidane, che ora si allena al campo “XXV Aprile” di Milano sotto la guida di Giorgio Rondelli, già mentore di olimpionici (Alberto Cova) e iridati (Francesco Panetta). Con lui ci sono compagni di fatiche d'eccellenza come il tricolore in carica dei 1500 Merihun Crespi e il finalista ai campionati africani degli 800 Mor Seck. Rondelli lo allena da ottobre ed è rimasto ben impressionato dal fanfullino: «Abdellah ha ottimi piedi, ma quello che mi è piaciuto di lui è soprattutto la testa. È abituato a pensare in grande, spalleggiato anche da una società che lo segue. Diventando italiano ha le carte giuste per essere il numero uno tricolore sui 5000. Dove può arrivare? Sotto i 3'40" sui 1500 e sotto i 13'30" sui 5000». Riuscisse nell'impresa di agguantare Istanbul l'ex allievo di Paolo Pagani diventerebbe il primo giallorosso a conquistare una maglia azzurra a un Mondiale Assoluto: in Nazionale maggiore per un grande appuntamento finora c'è arrivata solo l'ex altista ludevegina Anna Visigalli (agli Europei indoor di Madrid 2005). «È una bella vetrina anche per la Fanfulla - commenta il dt Gabriella Grenoville -: siamo felici per lui, se diventasse italiano potrebbe finalmente realizzare il suo sogno di professionismo». Cesare Rizzi

14/01/12

Ad Ancona Brigida scende a 6"81 - Fofana 8"02 sui 60hs

Fofana (Colombo per Fidal)
Volevo iniziare a scrivere contro la Fidal perchè, vista la domanda famelica di gare (oggi in giro per l'Italia, più di 300 atleti si sono presentati solo sui 60 piani), in 8 anni non ha fatto nulla per favorire l'impiantistica legata all'atletica. Ovvero, un solo impianto indoor degno di questo nome, Ancona; una promessa eterna (l'impianto di Padova), una pista su cui Arese si è giocato la faccia (quella di Genova, poi di Torino e poi evaporata in qualche tunnel spazio-temporale in qualche star-gate) per la quale aveva fatto una delle tante  promesse del suo mandato (praticamente tutte rivelatesi comicamente delle boutade... per dirla alle francese). Ecco, dicevo... volevo iniziare così, ma non ce ne può fregare più nulla: del resto, la Fidal non pensa agli impianti perchè non gliene importa assolutamente nulla dell'atletica di base. L'atletica di base non vince le medaglie, anche se fa tutti felici noi atleti di basso e medio rango. Eppure bastava qualche piccolo mutuo e avremmo avuto un altro paio di impianti, come quello di Urgnano, dove una pista parabolica di 200 metri pagata dal comune, sverna senza copertura da ormai un decennio senza che la Fidal (almeno qui, nella litania Provinciale, Regionale e Nazionale) dopo averne preso coscienza, abbia mosso un solo ditino. Solo atletica di vertice, tutto il resto è noia per Arese II. Amen, sarà sempre così.

Ancona - Per quanto riguarda ciò che ci interessa, ovvero le gare, vediamo quello che è successo around the peninsula. E si parte ancora da Mario Brigida, che ad Ancona migliora ancora due volte sui 60, limando il suo PB (era 6"83) di un altro paio di centesimi con la maestria di un cesellatore della De Beers: un centesimo per volta (e non per sempre, come i diamanti). Prima 6"82 nella prima run, poi 6"81 nella seconda, avvicinando il limite dei crono con il "7" dopo il punto, che è l'imprinting di notorietà che va oltre le Alpi (sperando non si fermi in Engadina, naturalmente). Purtroppo per lui il mondo sui 60 metri è sceso in massa in pista, relegando il suo tempo al 29° al globo. Eusebio Haliti si ripresenta su un 400 in solitaria, sempre ad Ancona, e non gli va bene come la settimana scorsa: 47"81, ovvero una manciatina di centesimi peggio del tempo d'esordio di 47"74. Chissà qual'è l'obiettivo per il 2012: un 400hs con minimo olimpico? Si sta disegnando la strada per quell'obiettivo? Ma nel frattempo... è diventato italiano? Sullo terreno spurio dei 1000, 2'26"96 per il pavese Andrea Giolitto, classe 1988. 
Giulia Arcioni e Lucia Pasquale tornano a recitare la replica della "prima" sui 400, ad una settimana di distanza. La Arcioni abbatte la barriera dei 55": 54"85, in una prova che, almeno stando alle pagine statistiche della Fidal, frequenta solo ed esclusivamente in inverno. Il tempo dovrebbe essere il suo 4° tempo personale di sempre... indoor. La Pasquale, invece, che è ancora una allieva, dopo che ne avevo tessuto le lodi la settimana scorsa, è emerso come la sua prestazione (55"87) fosse la seconda di sempre nei 400 under-18 in Italia. Nella gara di oggi, altri 6 centesimi scartavetrati: 55"81. E ora? A quant'è fissato il record sub-18? Terza della disfida, Serena Monachino con 56"18, suo secondo tempo all-time sulla distanza: 55"85 il suo PB dell'anno scorso. Chiara Natali 56"23

Modena - Sulla Via Emilia, è una legione di 136 atleti a presentarsi alle batterie dei 60 maschili. Ma dove li avranno messi tutti? Andrea Luciani torna ai vecchi fasti di un paio di stagioni fa: 6"92 in batteria e 6"89 in finale. Nella stagione-di-grazia 2010, Luciani aveva spianato i 6"80 in 3 circostanze, compresi un paio di 6"77. 6"93 e 6"90 per il bergamasco (conterraneo di Luciani) Nicola Trimboli, che con il secondo tempo pareggia il suo PB ottenuto ad Ancona. Si vede stranamente sui 60 (solo in batteria) Diego Marani, di professione duecentista incallito. Che sia finalmente un altro approccio alla distanza più votato allo sprint e alle velocità massimali? L'incipit non è male, visto che il 6"99 è il suo PB. L'ultimo  60 indoor risaliva al 2010 ed era stato un modesto 7"09 che per uno che vuole correre abbondantemente sotto i 21", sembrava un affronto alla logica parmenidea. 7"01 in finale, che è pur sempre il suo secondo tempo di sempre. Sebastiano Duranti (classe '92) corre il suo primo sub-7", 6"95
Carlo Redaelli (1987) catechizza l'indomabile Hassane Fofana (1992) sui 60hs in una finale "tirata": 8"00 a 8"02. Per Fofana, esordio sui 106 centimetri e tempo che equivarrebbe al suo terzo di sempre sulle palizzate poste a 100 centimetri. Altro miglioramento già metabolizzato, sembrerebbe. Secondo tempo di sempre per Redaelli, dopo il 7"92 dell'anno scorso. 
2,15 nel salto in alto per la promessa Luca Morandi, che ottiene il suo personale nell'ovunquitudine, tenendo conto sia l'outdoor che l'indoor. Aveva 2,11 di Grosseto nel luglio dell'anno scorso. 
Nelle donne, ho già scritto di Elena Sordelli e del suo 7"61 in separata sede. 

La Sordelli due record italiani F35 dei 60: 7"70 e poi 7"61

Elena Sordelli, (qui a sinistra, foto G. Colombo/Fidal) quest'anno 36enne (è del 1976), verga il suo secondo (e terzo) record di categoria nelle F35: dopo l'11"86 nei 100 (prima donna sopra i 35 a scendere sotto i 12") ecco che da Modena arriva il primo record indoor: 7"70 nelle batterie dei 60, che migliora il 7"73 della maori Lusia Puleanga (1973), che l'aveva stabilito nel 2009 agli italiani assoluti di Torino. Record che è passato di mano rapidamente nell'ultimo quinquennio, visto che nel 2008 se l'era accaparrato Tiziana Bignami, nella sua stagione unforgettable (il 2008) dove vinse il titolo mondiale indoor master F35 a Clermont Ferrand: allora era stata in grado di correre in 7"89. In finale arriva poi l'apoteosi: 7"61, ovvero un 90,93% di agc. Ricordo che i tempi sopra il 90% sono da considerarsi di caratura internazionale (tra i master). Un pò lontanucci i record internazionali per età, ma parliamo di atlete che erano in piena attività professionistica: nei 60 W35 mondiali emerge una certa personcina secolarizzata in Marlene Ottey con 7"01 e 7"17 di Irina Khabarova per quanto riguarda il miglior crono europeo di sempre di una W35. Piccolo particolare relativo alla Sordelli: ha vinto il meeting di Modena...
Sempre a Modena, record F40 sfiorato dalla già citata Tiziana Bignami: 8"20 contro l'8"12 di Daniela Sellitto stabilito nel 2008 ad Ancona. 

Kimmons doppio 6"62 - la Ahoure 7"09 - altre notizie sul fenomeno Bailey

Trell Kimmons (a sinistra) uno dei possibili finalisti ai prossimi trials olimpici americani, è partito anche lui con le indoor: doppio 6"62 (in batteria e finale) a Houston, per uno che vanta sempre un 9"95 di PB risalente al 2010 e un carnet che contiene più di una decina di risultati inferiori ai 6"60. Fu 4° ai mondiali Indoor di Doha del 2010 sui 60, uscendo invece in semifinale l'anno scorso a Daegu sui 100. Alle sue spalle nella gara di Houston Carlin Isles6"65.
Tornando su Aldrich Bailey, di cui ho parlato nel post di qualche ora fa, con il suo 47"05 indoor sui 400, si è issato al 6° posto nelle liste all-time americane delle high school: l'ho già scritto che ha ancora 17 anni? Anche il suo 21"14 sui 200 lo scalpella sul marmo del 6° posto all-time. L'anno scorso aveva corso (a 16 anni) 46"53 e 21"09 le due distanze all'aperto. Non è Steven Lewis o Kirani James (ve lo ricordate il primo? Campione Olimpico a Seul, a 19 anni appena compiuti con un siderale 43"87) ma è lo stesso un grande talento. 
Rimaniamo ai 60, ma al femminile, perchè... si scende e di parecchio sugli standard mondiali: l'ivoriana Aurielle Ahoure, (nella foto a destra) martella un 7"09, personale e worldlead, surclassando la trentenne portacolori delle isole vergini LaVerne Jones-Ferrette (7"14) autentica specialista dei 60 metri e 1 centimetro, nel senso che la sua dimensione internazional-storica, arriva fino a lì, non trovando alcuna allocazione nelle specialità affini allo sprint superiori ai 7" e spicciolini. E' del resto l'ultima donna della pangea (delle 6 che ci sono mai riuscite) che sia scesa sotto i 7": era il 6 febbraio 2010 e si era a Stoccarda: 6"97 sul display. Quello stesso anno sarebbe arrivata seconda ai mondiali di Doha. Ora, riflettete su questa cosa: esistono nella storia dei 60 femminili "solo" 24 risultati sotto i 72: il 6"97 della Jones-Ferrette è l'unico corso nel XXI secolo, ovvero dal 2000 in poi. Prima bisognava retrocedere nel medioevo atletico (correva il 1999) per tornare a tempi sotto i 7": furono i crono di proprietà di Gail Devers e della discussa Ekaterini Thanou
Chi si rivede sugli ostacoli? Aries Merritt, 7"80 all'esordio (ma vanta un inimmaginifico 7"46, 25° atleta di sempre al mondo).
Primo sub-54" nei 400 femminili (sempre a Houston): è il 53"91 della jamaicana Patricia Hall. Nei 60hs, nuova WL sulla rampa: 8"12 della nigeriana Seun Adigun
Sempre in tema di baby-fenomeni stars-&-stripes, l'ancora-diciottenne americano Andrew Irwin si è spinto fino a 5,50 nell'asta e il 19enne Ryan Crouser a quasi 20 metri nel peso (19,72), miglior prestazione mondiale dell'anno. Il ricambio generazionale nel peso sembra proprio dietro la porta che bussa insistentemente, guidato da un ragazzone neozelandese che ha rettificato il significato di "fenomeno", spostandolo un pò oltre. 

Aldrich Bailey (17 anni) 21"14 e 47"05, per qualche ora migliori prestazioni mondiali stagionali

  • A Birmingham (quella negli States, in Alabama) altro risultato sotto i 6"70 dell'anno: è il 6"68 di Cherry D'Angelo (nella foto a destra) che si issa al secondo posto mondiale dopo 13 giorni da che l'anno olimpico è decollato. Al primo rimane Ivory Williams con 6"66. D'Angelo (che è di colore nonostante il cognome sia italianizzante) aveva sparato un 6"52 all'età di 18 anni, nel 2009. Ma vanta anche un 6"54 e un 6"57. Quel 2009 fu anche il suo annus memorabilis, allorquando riuscì a correre in 10"04 regolare a Fayetville e 10"02 ventoso a Eugene nel giro di un paio di settimane nel giugno di quell'anno. Da qualche parte si è evidentemente perso negli ultimi tre anni. 
  • Il 17enne Aldrich Bailey, nel frattempo era diventato il re momentaneo dei 200 indoor con 21"14 macinati a College Station (USA) dopo aver corso in 21"33 in batteria. Una settimana fa aveva corso in 47"05 i 400: per entrambe le distanze, erano stati i migliori tempi mondiali dell'anno (nei 400 tutt'ora).
  • Già perchè nel frattempo è arrivato il 20"96 di Tavaris Tate (1990) sui 200 sempre di Birmingham- Tate vanta ancora tempi mediocri (parametrati ai top sprinter: 20"75 outdoor). 
  • 7"80 nelle batterie dei 60hs per Ronnie Ash, sempre a Birmingham. 7"81 invece per il wallabies Lehann Fourie. Nella successiva finale, corsa il giorno dopo Fourie 7"72 e Ash ancora 7"80
  • Nell'asta prima prestazione sopra i 5,50 dell'anno: 5,60 di Segey Kucheryanu.
  • Della riunione di Birmingham, il risultato più roboante è il 7"24 della nigeriana Gloria Asumnu sui 60: worldlead, ovvero miglior tempo mondiale dell'anno al femminile. 
  • I 400 femminili stentano ancora a decollare: fino al giorno 14 di gennaio, il miglior crono al mondo è stato un 54"32 della portoricana Vera Barbosa. A dire il vero ancora molte specialità non sono decollate... aspettiamo i risultati del weekend adesso. 

08/01/12

Tamberi a 2,20 all'esordio - Caravelli 24"21

Completo i risultati di rilievo della seconda giornata di gare di Ancona, che già hanno messo in mostra una super-Caravelli. Chissà quali sono gli obiettivi per il 2012, se, oltre alle scontate Olimpiadi, vi siano anche i Mondiali indoor. Sui 200 maschili Lorenzo Angelini (1989) castiga il vincitore dei 60 di ieri, Mario Brigida: 21"89 a 22"19. Per Angelini dovrebbe il PB indoor, visto che secondo il cervellone-Fidal-Sigma avrebbe dovuto avere un personale di 22"09 stabilito l'anno scorso nello stesso periodo. Per quanto può valere dopo una sola settimana di gare, è il 6° tempo del mondo:

21.591.1.Aaron NADOLSKY91USAF91.University Park (USA)07.01
21.602.2.Anaso JOBODWANA92RSAF11.Nashville (USA)07.01
21.683.3.Matt GILMOREUSAF81.University Park (USA)07.01
21.764.4.Emanuel MPANDUKI90ZIMF92.University Park (USA)07.01
21.785.5.Tucker PEABODY92USAF12.Nashville (USA)07.01
21.896.6.Lorenzo ANGELINI92ITAF11.Ancona (ITA)08.01


Per Brigida invece, stando alle medesime liste Fidal, dovrebbe essere l'esordio indoor sulla distanza, ergo... PB. Anche John Mark Nalocca si presenta in questa specialità atipica per lui,  e finisce lontano dai primi in 22"94

Marzia Caravelli, dopo 4 record personali in due giorni (due volte sui 60 e due sui 60hs), arriva al 5° sui 200, conquistando il premio virtuale di "atleta italiana della settimana" istituito in questo preciso momento. 24"21, ovvero una sforbiciata di 44 centesimi sul suo vecchio personale. 5 PBs in 2 giorni. Qualcuno ha qualche cos'altro da dire? Anche per lei, stesso discorso di Angelini... ovvero sono classifiche che trovano il tempo che trovano, ma tant'è... ecco quella dei 60hs:

8.121.1.Yvette LEWIS85USAF1.University Park (USA)07.01
8.13-2.Yvette LEWIS85USAH31.University Park (USA)07.01
8.162.3.Tatyana DEKTYARYOVA81RUSF1.Yekaterinburg (RUS)07.01
8.173.4.Sharona BAKKER90NEDH11.Apeldoorn (NED)07.01
8.184.5.Dafne SCHIPPERS92NEDH12.Apeldoorn (NED)07.01
8.195.6.Christina MANNING90USAF11.Columbus (USA)06.01
8.19-6.Sharona BAKKER90NEDF1.Apeldoorn (NED)07.01
8.216.8.Marzia CARAVELLI81ITAF1.Ancona (ITA)08.01


Sui 200 la prestazione di Ancona la pone addirittura sul podio virtuale mondiale della prima settimana dell'anno:

23.681.1.Mahagony JONES90USAF111.University Park (USA)07.01
23.762.2.Kirsten NIEUWENDAM91SURF101.University Park (USA)07.01
24.213.3.Marzia CARAVELLI81ITAF11.Ancona (ITA)08.01


Altra prestazione degna di nota, il salto in alto di GianMarco Tamberi: 2,20, ad un solo centimetro dal personale, ma comunque 5^ prestazione personale di sempre e 6^ volta oltre i 2,20. Per ora anche per lui è la terza prestazione mondiale... della settimana, in attesa che arrivino tutta la selva di risultati in giro per il mondo. 

2.231.1.Peter HORÁK83SVKF1.Essing (GER)06.01
2.222.2.Anthony MAY90USAF1.Fayetteville (USA)06.01
2.203.3.Gianmarco TAMBERI92ITAF1.Ancona (ITA)08.01