15/10/09

La scheda di Alberto Papa

(nella foto, Alberto Papa primo da sinistra, insieme ai compagni di squadra Mirko Mombelli, velocista amatore, e Luigi Papetti, velocista M45)

Alberto PAPA
Atletica Evergreen (Brescia)

Nel Salto in Lungo:
  • Primatista Provinciale con 7,72 (1980)
  • Primatista Provinciale juniores 7,72 (1980)
  • Primatista Provinciale Allievi 7,31 (1979)
  • Primatista Provinciale Cadetti 6,72 (1977)
  • Campione Mondiale Studentesco nel 1980 (Mexico City 20 Giugno 1980)
  • Gestione tecnica: Allenato dal prof. Silvano Mombelli e dal 1983 dal professor Alberto Ambrosio, ha vestito la maglia della Nazionale Juniores.
  • Caratteristiche tecniche: Nel 1987 capace di saltare 7,67 a livello del mare, dopo un bruttissimo infortunio nel 1986. Atleta dotato di una incredibile elasticità e di una non comune forza esplosiva. Capace di correre i 100 metri in 10”7.
  • Team: Ha vestito la maglia della Fiat OM Brescia, della Pejo Verzelletti e della SNIA Milano.
L'attività da Master:

Tornato alle gare nel 2007 come Master ha ottenuto i seguenti risultati
  • (MM45) 2007: 5,24 (nell’unica gara a fine stagione)
  • (MM45) 2008: 5,68 ( 4° ai Campionati Italiani con 5,52 ventoso e 5,50 regolare)
  • (MM45) 2009: 6,04 indoor (2° ai Campionati Italiani, medaglia d’argento); -5,52 ai Campionati Europei ritirandosi per un infortunio che ne ha praticamente limitato la stagione
  • 5,66 medaglia di bronzo a Sydney 2009 ai World Master Games

Masters Games di Sydney: De Bernardis sfiora la medaglia

Bella ma sfortunata impresa del nostro lanciatore di martello M45 Enrico De Bernardis ai World Masters Games di Sydney. Infatti è arrivato un prestigioso quarto posto in una delle gare dal più alto spessore tecnico fin qui viste. Per ottenerlo ha dovuto lanciare a 45,05, mentre il bronzo era un metro e mezzo più avanti. Per De Bernardis è stata questa la sua seconda prestazione di sempre, seconda solo al bronzo di Clermont Ferrand durante i campionati mondiali indoor, ma migliore del 6° posto di Riccione nel martellone e del 12° nel martello sempre in terra di Romagna. 11° evento con la maglia italiana per De Bernardis. Nei 5000 invece troviamo il 24° rango nella categoria M50 di Lello Cirelli (24'24"0). Nel frattempo aggiungo qualche utile informazione sull'unico medagliato italiano sino al momento in cui sto scrivendo: Alberto Papa, che ricordo aver vinto il bronzo nel lungo M45. Ebbene, grazie all'intervento di un suo compagno di allenamento, siamo risuciti ad avere la sua scheda tecnica. A questo link potrete apprendere le notizie della vita sportiva di Alberto Papa.
  • Il resto dell'articolo.
Sul fronte delle gare di Sydney, continua l'assegnazione a pioggia di decine di titoli (e non potrebbe essere altimenti, visto il vasto programma e le numerose categorie). Trovare il man-of-the-match, o perchè no, la woman, non è affatto facile. Diciamo subito che sono state attribuite fino ad oggi 816 medaglie (purtroppo solo una italiana). 427 sono australiane, 61 canadesi, 51 neozelandesi, 48 americane, 34 russe, 28 tedesche, 27 sudafricane, per citare le 7 sorelle più medagliate. Mancano ad occhio circa 500/600 medaglie ed il trend sembra proseguire: il 50% del bottino rimane a casa, il resto se lo dividono i paesi più vicini, i paesi "storici", e i paesi più industrializzati. Domina il medagliere ad-personam la canadese F90 Olga Kotelko, che già a Lahti si era portata a casa un pezzo di Fort Knox costituito da una decina di medaglie. Almeno là aveva trovato Gabre Gabric a renderle la strada un pò meno facile di quanto sia a Sydeny, visto che in Australia sta gareggiando da sola in tutte le specialità. Ad oggi il bottino è fermo a 5 ori, ma mancano alcuni giorni. A 4 ori l'indomabile americana Phil Raschker. 3 ori troviamo la W85 Norma Creais, l'M75 Jim Davis, la W50 Heike Forth, la W100 Ruth Frith, l'M90 Frederico Hochstatter, la W80 Marcia Petley, la W55 Rosemary Roediger, la W70 Helen Searle.

14/10/09

Campionati Italiani di Pentahlon Lanci: la classifica percentuale

La classifica dei Campionati Italiani di Pentahlon Lanci in percentuale

103,58 - M90 - ROVELLI GIUSEPPE
98,56 - F65 - DEL GIUDICE BRUNELLA
96,50 - M35 - ACQUASANTA FRANCESCO
95,32 - M50 - BELLANTONI MICHELANGELO
92,79 - F80 - FLAIBANI ANNA
87,46 - F45 - ZANOBONI MARZIA
86,02 - F40 - SAPIENZA SANTA
83,65 - M50 - INNOCENTI RICCARDO
82,17 - M55 - ZAGARIA ANGELO
82,08 - M45 - ROSSANO GIUSEPPE
80,79 - M45 - CAREZZI GIORGIO
80,77 - M60 - OCCHIALINI LUCIANO
79,92 - M50 - BARBATO MICHELINO
79,66 - M50 - D'ALBERTO ALESSANDRO
77,30 - M50 - DE FEO FRANCESCO
76,52 - M65 - DI STEFANO GIUSEPPE
74,12 - M60 - BETTUCCI FRANCESCO
73,36 - M60 - CACCIATORI FRANCESCO
73,27 - M40 - MARCHESE GAETANO
71,76 - M40 - TORTORICI EMANUELE
71,60 - F50 - MELOTTI PAOLA
70,75 - M70 - GUARINO FRANCESCO
67,15 - M70 - MASCALI ISIDORO
66,81 - F50 - SAVELLONI DANIELA
66,51 - F50 - BOLZONELLA RAFFAELLA
66,40 - M40 - ESPOSITO VINCENZO
66,20 - M65 - SCHIAVONI GIORGIO
65,46 - M55 - D'ANGELO CIRO
64,34 - M45 - CORRADINI GIACOMO
63,25 - F35 - GAROFOLI ANNA MARIA
62,29 - M45 - CELEBRIN PRIMO
59,80 - M65 - POCATERRA LEONARDO
59,00 - M65 - MANGANELLI SERGIO
58,85 - F75 - FOZZER NIVES
58,74 - F70 - MAZZOTTA MARIA LUISA
58,09 - M65 - BENEVENIA UMBERTO

Ad ottobre ancora due record italiani dai master

(foto dall'Album pubblico di Luigi Bellantoni) - Mi scuso pubblicamente con il simpatico e vitale mondo del lanciatori master, se ho dovuto aspettare tre giorni per scrivere quattro righe di Campionati Italiani di Pentathlon Lanci che si sono svolti a Napoli lo scorso weekend. In che modo si può parlare di una Manifestazione se non snocciolando numeri? Ho preso conoscenza dei risultati della kermesse di lanci direttamente dal sito Fidal, anche perchè il fatto di separare la bellissima manifestazione dal Campionato Italiano Individuale, un pò allontana anche i riflettori di tutto il resto del mondo master. Il grosso risultato l'ha messo l'M90 Giuseppe Rovelli, che è riuscito a migliorare il suo stesso fresco record (risaliva a Lahti) nel compound finale: 4161 punti contro i 4017 finlandesi. Condizione di forma tra l'altro ottima, visto che proprio a Mariano Comense il brianzolo aveva sfiorato il record nel martello (mentre a Napoli ha ottenuto la (sua) seconda prestazione italiana di sempre nel peso con 7,41. Stagione davvero irripetibile: 4 ori europei ad Ancona, 4 medaglie a Lahti (di cui 3 d'oro), 4 titoli italiani a Cattolica e 5 record nazionali... oltre naturalmente l'oro di Napoli. Detto questo, erano presenti a Napoli alcuni dei più performanti lanciatori italiani: Brunella Del Giudice, Anna Flaibani, Paola Melotti... Come stimare e pesare i titoli in poche righe senza dover fare una lista della spesa?
  • Il resto dell'articolo;-
Ho provato un nuovo metodo: la percentuale di prestazione rispetto al record italiano di categoria! Anzi, potrebbe essere il metodo meno invasivo rispetto a tutti quelli sino ad ora visti, e sui quali si è discusso, considerando che il risultato ottenuto è sempe un numero (da assumere come valore assoluto, magari arrotondando per difetto) che difficilmente potrebbe oltrepassare il "100", e soprattutto che equiparerebbe tutto il mondo master di fronte ai propri record di categoria. Beh, poi certo tutto è opinabile e sicuramente anche questo metodo ha le sue falle, ma se osservate la mia classifica dei Campionati Italiani di Pentathlon lanci (qui il link alla classifica), noterete come essa sia assolutamente eterogenea, come non vi siano categorie o gruppi di categorie predominanti e come, in definitiva, coloro che sono considerati migliori per senso comune, siano in cima alla lista. E così al secondo posto della mia classifica (naturalmente Rovelli avendo ottenuto il record italiano, ha sfondato il muro del 100%), troviamo Brunella Del Giudice, F65, con il 98,56% avendo ottenuto 4407 punti contro i 4471 del suo stesso Record Italiano. Si è avvicinato al record anche l'M35 Francesco Acquasanta (96,50%) e Michelangelo Bellantoni (95,32%). In totale 5 prestazioni sopra il 90%, stavolta non di un algoritmo (come per l'AGC) ma di un record italiano di categoria. Forse questo, più di molte astrazioni e voli pindarici, dà la portata di una prestazione. Ma offro comunque il petto alle critiche. A questo link trovate tutti i risultati dei Campionati Italiani di Pentathlon di Napoli. Cmabiamo sede, ma parliamo sempre di Master: a Celle Ligure, sabato scorso, Emanuela Baggiolini potrà dire di essere stata la prima donna master in Italia a scendere sotto il muro dei 30" nei 200hs, dopo il 29"66 nel relativo meeting dell'Amicizia. Questo in costanza dell'altra unicità che può vantare, cioè di essere la sola atleta over-35 ad essere scesa sotto il muro del minuto sui 400hs. 2° record italiano dell'anno sui 200hs (dopo il 30"12 a Saint Christophe un mese fa). Con i due record di cui ho parlato qui sopra, il totale di record italiani ottenuti all'aperto nella stagione di grazia 2009 dovrebbe salire a 132, con una sorprendente parità: 66 femminili e 66 maschili. Di questi, 7 record li ha ottenuti Gabre Gabric, 6 Vincenzo Felicetti, 5 Mario Longo, Giuseppe Rovelli e Ugo Sansonetti.

13/10/09

Andrea Cremona intervistato da MondoEvergreen che nell’occasione non era….Mirko Mombelli

Presento una simpatica intervista prodotta all'interno di un gruppo di master-amatori bresciano: l'Evergreen.
  • MondoEvergeen: Buonasera Andrea, che stagione è stata per il tuo gruppo?
  • Andrea Cremona: E’ stata un’ottima stagione per tutti
  • MondoEvergreen: Dal punto di vista dei risultati?
  • Andrea Cremona: No, penso che quelli ormai non contino più. Penso però che ognuno di noi abbia vissuto momenti che ricorderà sempre con particolare coinvolgimento
  • MondoEvergreen: In che senso?
  • Andrea Cremona: Attilio ha vestito la maglia della Nazionale Master ai Campionati Europei Indoor, Luca ha fatto il suo record di presenze in una stagione gareggiando 10 volte nel 2009, Riccardo, che è tornato in pista dopo anni di assenza, ha scoperto che il Giavellotto sarà la sua gara per i prossimi anni; Lucio che ha saltato oltre 6,60 nel Lungo ai Campionati Nazionali A3 ha scoperto che correre lo diverte ancora, Alberto è arrivato 3° ai World Master Games in Australia e Mirko la sera del Memorial Cremona, al Campo Calvesi, dopo essere stato premiato con la coppa del 4° classificato ha festeggiato con un giro del campo da solo sotto la pioggia..
  • MondoEvergreen: Non dimenticare il tuo 3° posto nella classifica Amatori del Trofeo Felter 2009.
  • Andrea Cremona: Credo che il mio terzo posto sia arrivato grazie all’impegno di tutti, senza il mio gruppo non avrei gareggiato e quindi è una coppa che alzeremo insieme. Peccato che Luca l’abbia sfiorata per il secondo anno consecutivo. Sarà il traguardo per tutti nel 2010, anche per Attilio che ha scoperto di poter arrivare molto in alto nei Master 50.
  • MondoEvergreen: Non dimenticare anche l’altra tua coppa della stagione…
  • Andrea Cremona: Ti riferisci a quella che ho ricevuto al Memorial Cremona come 2° classificato. E’ stato un evento che nonostante la pioggia e il freddo io, Luca e Mirko abbiamo affrontato con grande determinazione. Con Luca 3° siamo stati tutti e tre premiati ed stato molto importante. Vorrei sottolineare che Mirko era talmente coinvolto che per la tensione pre-gara gli era salita la febbre a 37.5! Poi però, tecnicamente, ha corso la sua gara migliore degli ultimi anni e, iniziando ad accelerare soltanto dopo quaranta metri, ha vinto la sua serie di oltre mezzo secondo sul miglior avversario. Nell’uscita dai blocchi è stato disastroso tutta la stagione, per questo in staffetta ha fatto le frazioni “lanciate”!
  • MondoEvergreen: A proposito la vostra staffetta 4x100 finalmente è scesa in pista!
  • Andrea Cremona: Abbiamo corso due volte e vinto entrambe le serate del Trofeo Felter ma cosa più importante ci siamo divertiti. Nella gara di Maggio abbiamo corso in 49”02 con cambi disastrosi e rallentando ad ogni passaggio del testimone, recuperando grazie ad una bella quarta frazione di Luca capace di correre 80 lanciati in 9”5; nella gara di Settembre Riccardo ha corso infortunato e nonostante Mirko abbia corso gli 80 lanciati in 9”2 non ci siamo migliorati. Peccato, eravamo una staffetta da 48” e forse meno
  • MondoEvergreen: A inizio stagione, se non ricordo male, qualcuno disse che i record sono fatti per essere battuti…
  • Andrea Cremona: Lo dissi io e anche se quest’anno sono rimasto lontano dal “meno 12 “rilancio la mia sfida a Mirko per il 2010!
  • MondoEvergreen: Che 2010 sarà?
  • Andrea Cremona: Speriamo che si possano ripetere i momenti di divertimento delle ultime due stagioni e di potersi allenarsi con maggiore continuità. Poi avremo un compito assai arduo!
  • MondoEvergreen: Quale?
  • Andrea Cremona: Tenere Mirko in pista e lontano dalla Pallamano..
  • MondoEvergreen: Perchè?
  • Andrea Cremona: Perché vorrebbe ricominciare a giocare a Pallamano dalla fine del 2010, che per lui sarà l’ultima stagione come Amatore TM! A Handball io l’ho visto giocare, si vede che ha giocato in passato e che si muove bene con il pallone “in mano” ma ora deve pensare a tornare sotto i 13 nei 100 metri, è guarito dai suoi tanti infortuni e non avrà più scuse...
  • MondoEvergreen: Vedrai che ci riuscirà...
  • Andrea Cremona: Lo penso anche io, io lo precederò di qualche metro e mi congratulerò con lui..la sfida nel Mondo TM continua!

Chi ha paura del master cattivo?

L’angolo del Duca: Chi ha paura del master cattivo?
La stagione agonistica in pista è ormai finita, sono passati quasi due mesi dall’ignobile prestazione della spedizione italiana ai campionati del mondo di Berlino e le critiche, le polemiche e quant’altro nei confronti di Arese stanno sempre piu’ attenuandosi anzi, il simpatico faccione piemontese ha fatto anche pace con Howe per cui, tutto sommato, l’opinione pubblica non puo’ che essere soddisfatta.
Adesso, coloro che seguono l’atletica dall’esterno si sentiranno piu’ tranquilli, ma sicuramente negli ambienti degli addetti ai lavori, i vari tecnici federali, collaboratori, organizzatori e quant’altri staranno architettando, per il rilancio dell’atletica italiana, chissà quali rivoluzioni. Questo potrebbe pensare qualsiasi appassionato ed invece pare che, nei cosiddetti ambienti che contano, uno dei problemi maggiormente sentiti sia quello di quanto rompono le balle i master, in altre parole la parola d’ordine è: parlare male dei master! E’ un argomento che avevo già introdotto quando dissertai sulla famosa lettera aperta di Felicetti pubblicata da Atleticanet ed in tal senso tutti si erano soffermati a commentare il contenuto della lettera in sè, ma non la premessa che aveva stimolato la mia critica, il crescente dissenso, per non parlare di astio vero e proprio, nei confronti del movimento master in pista, da parte di tutti coloro che fanno parte del mondo dell’atletica in pista.
Credo che questo sia veramente un tema delicato e mai come in questo caso sarebbero utili le opinioni e le esperienze personali di tutti. Ora, devo sinceramente dire che io riporto le esternazioni di chi frequenta certi ambienti quasi quotidianamente e che mi riporta di tale crescente insofferenza nei confronti del nostro movimento, ma che stiamo parlando principalmente di situazioni legate all’atletica lombarda. Le stesse impressioni, pero’, mi dicono essere state raccolte anche nell’ambito di manifestazioni nazionali.
Ho cercato di capire quale fosse il motivo di tale astio, ma non sono riuscito a capirlo, di certo c’è solo l’effetto ma non la causa della situazione e l’effetto l’abbiamo potuto, peraltro, constatare in Lombardia con l’assurda introduzione dei minimi solo per i master ai campionati regionali o con altre discriminazioni puntualmente riportate dal nostro sito. Credo, quindi, che il problema esista, vorrei capire se è così diffuso in tutta Italia ma, al di là della sua reale portata, mi sembra importante trovare una risposta. Certo, io sono stato il primo ad attaccare gente come Felicetti per un intervento che poteva evitare, ma in fin dei conti aveva solo scritto una lettera ad un sito specializzato in atletica su pista. Certo, talora alcuni atleti, specie quelli piu’ anziani, hanno avuto delle pretese un po’ assurde in relazione alla portata reale dei loro risultati, ma che fastidio hanno procurato? Certo, talora si vedono atleti master in manifestazioni importanti fare tempi molto alti, ma quanti sono poi gli atleti master che arrivano ultimi in una gara? Direi pochissimi, perché c’è sempre qualche allievo o addirittura senior che fa peggio di lui.
Certo…. ma con tutti i problemi che ha l’atletica italiana, di immagine, di visibilità, di cultura sportiva, di strutture, di avviamento dei ragazzi, di credibilità dei dirigenti, di competenza dei tecnici e potremmo andare avanti, è normale che si debba parlare male dei master? Io non so chi lo fa, anzi qualcuno lo conosco pure, ma dico solo che chiunque si permette di infarcirsi la bocca di insulti nei confronti di un atleta master si deve semplicemente vergognare e lo esorto ad andare a sfogare le proprie frustrazioni altrove, non permettendosi piu’ di parlare gratuitamente di persone che hanno scelto di dedicarsi a questo sport con tutta la passione che hanno dentro. Se questa stessa passione l’avesse realmente chi gestisce l’atletica che conta, sicuramente i risultati finali sarebbero ben diversi da quelli sotto gli occhi di tutti.
Ma se qualcuno di questi bensanti, che poi quando li incontri ti sorridono pure, avesse il coraggio di esporre pubblicamente il suo dissenso lo faccia pure, questa è l’occasione, ma dubito che succederà e non perché non leggerà questo articolo, ma perché il coraggio appartiene solo a chi vive realmente di passione.
IL DUCA

12/10/09

Sydney-09: Clamorosa medaglia italiana nel salto in lungo M45

(un fotogramma della cerimonia d'apertura da flickr.com) - Insperata, non preventivata, assolutamente a sorpresa è arrivata la prima medaglia della mini-spedizione italiana in Australia nell'atletica leggera, alle grandi "Olimpiadi" Master di Sydney, dove oltre 28.000 atleti da tutte le parti del Mondo stanno in questi giorni confrontandosi in una trentina di sport. A vincerla (una medaglia di bronzo) il bresciano Alberto Papa, all'esordio internazionale come master, nel salto in lungo M45. Inviati un paio di SMS a chi di dovere, ho scoperto che Alberto è tutt'ora dententore del record provinciale bresciano assoluto del salto in lungo con un mirabolante 7,72 ottenuto a Città del Messico nel 1980, quando vinse anche i Campionati mondiali studenteschi... era allievo. A Sydney il medaglione è arrivato con un balzo a 5,66, sufficiente a distanziare di 2 centimetri l'indiano Fareez Vasaania. A 16 centimetri l'argento del tedesco Schwarz e a 20 l'oro dell'americano Blakemore. Secondo i miei calcoli questa dovrebbe essere la terza medaglia mai vinta da un italiano ad un Masters Games, dopo i due argenti nel peso a Edmonton nel 2005. Ma un attento studio ci farà correggere anche questo dato nei prossimi giorni. Dai 100 maschili arrivano invece due ottime prestazioni (entrambi sesti) di Marco Giacomantonio ed Emiliano Raspi. Marco corre la semifinale nei 100 M40 in 11"87 e passa con il 6° tempo in finale. Nell'atto conclusivo, sesto rango con 12"02. Ma chi ha conosciuto il suo infortunio dell'ultimo mese, sa che l'essere arrivato in finale è davvero una grande cosa. Tra l'altro, se si fosse presentato con la forma pre-infortunio, sperare in una medaglia non sarebbe stato azzardato. Emiliano Raspi, per parte sua, era già passato direttamente in finale ieri in mattinata, correndo in 11"55 le batterie. In finale ribadisce l'11"55 e pochi centesimi più avanti si trovava il 5° e il 4° posto (rispettivamento con 11"53 e 11"49). 10"96 per il vincitore, l'australiano Matthew Pilkington, ha corso in un ottimo 10"96, tempo che gli avrebbe consentito di giocarsi l'oro anche a Lahti. Ecco un piccolo resoconto di Marco della seconda giornata (poi, beato lui, continuerà la sua vacanza tra Australia, Nuova Zelanda e Dubai)...
  • la mail di Marco;-
"Con la giornata di oggi termina la mia breve esperienza ai World Master Games. Un evento ben organizzato e del tutto degno di quella che potrebbe essere considerata come una vera a propria Olimpiade Master. La cerimonia di apertura era spettacolare! Gli impianti favolosi e l'organizzazione nel complesso direi molto buona! Atmosfera molto entusiasmante, come nei migliori eventi master internazionali. Nei 100 metri e in altre gare, livello medio complessivamente piu' basso che ai Mondiali, soprattutto nella categoria M40 dove mi è bastato correre in 11"87 per entrare in finale. Alla fine ero cotto e sono giunto 6° con 12"02 per mancanza di allenamento. Finchè non avrò completamente risolto i miei problemi fisici non potrò allenarmi come si deve, basti pensare che è da fine Agosto che vado avanti solo a 30 metri con ampio recupero... Buone prestazioni negli MM45 (11"29, 11"33, 11"33) i primi 3, negli MM55 Bill Collins ha vinto in 11"76 di fronte a un illustre sconosciuto (almeno per me) che ha corso in 11"86 e che mi ha detto di vantare un personal best all time di 10"9. Qualche sprazzo anche negli MM35 dove hanno vinto con meno di 11"00. Vorrei inoltre sottolineare come la presenza della categoria MM30 abbia portato nuova linfa a questa manifestazione, credo che come piu' volte sottolineato, anche la federazione Master di Atletica dovrebbe seriamente prendere in considerazione l'idea di introdurre questa categoria. Contribuirebbe a colmare il gap di una fascia di atleti ormai troppo anziani per competere a certi livelli in campo assoluto, ma troppo giovani per gareggiare coi master e ad avvicinare due espressioni neanche troppo diverse dello stesso sport."
N.D.R.: lo sconsociuto avversario di Collins era il tedesco Reinhard Michelchen, che nella storia sportiva di Collins, insieme all'americano Peyton è stato uno dei suoi avversari "più vicini".

Sydney 2009: 3 italiani in campo

(al centro Gianna Mogentale, campionessa "olimpica" master nei 100 F45 - foto illawarramercury.com.au) - In attesa che Marco Giacomantonio ci renda partecipi di quanto sta succedendo in Australia, ai World Masters Games, vediamo di dare qualche informazione sulla prima giornata e dintorni. Innanzi tutto il buon comportamento degli italiani che ho trovato nei risultati: Giacomantonio è quinto nel seeding di accesso alle semifinali dei 100 M40 con 12"08. 8° Emiliano Raspi in quello dei 100 M35 con 11"55. 6° in qualificazione Alberto Papa nel salto in lungo M45 con 5,52. Tralasciato per un attimo l'aspetto tecnico e statistico vediamo altri aspetti.
Volevo sottolineare un aspetto, anche in vista di Torino 2013, laddove si svolgeranno i prossimi Masters Games: questa manifestazione è in grande espansione. Prevedo che il palcoscenico europeo possa dare il là ad una partecipazione di massa dei master laddove il masterismo atletico trova molte della nazioni più prolifiche in tema di over-35 (anche se in realtà la manifestazione è aperta agli over-30). 2800 iscritti nell'atletica sono grandi numeri: pensavo che il 95% di questi fosse australiana, in realtà la percentuale di "esterni" è decisamente più alta che a Edmonton 2005 dove si svolse l'ultima edizione dei Giochi. Certo, il livello tecnico non è certo quello dei Mondiali Master, ma il gap probabilmente già da Torino verrà di molto compensato. Come riferito nel precedente articolo mancano le grandi "scuole" master: quasi assenti la Germania, l'Inghilterra, l'Italia, la Francia, la Spagna, la Finlandia. Curioso invece che ve ne siano altre che magari non fanno tanto parlare di sè nel consesso delle manifestazioni sotto egida WMA: parlo della Slovenia, della Cechia, della Russia. La fanno da padroni naturalmente gli Australiani, visto che organizzano le gare. Però, attenzione! Gli aussie erano presenti in massa anche ad Edmonton, in Canada, che per loro è proprio dall'altra parte del globo. Così i canadesi hanno reso il favore, e li troviamo da questa parte del mondo, a Sydney, con numeri che non si vedono di certo ai Mondiali Master. Questione culturale? Sicuramente come manifestazione è vissuta e sentita molto più da queste due regioni rispetto al resto del consesso sportivo mondiale. Ma sta cambiando, mi sembra. Gli americani assicurano comunque il loro apporto numerico e qualitativo. Anche (probabilmente) perchè questi Giochi hanno una storia (l'ho scoperto nella nottata) molto più lunga di quanto potessimo pensare. Infatti la prima edizione non fu come erronenamente pensavamo (io per primo) a Brisbane nel 2002, ma bensì a Toronto nel 1985. Errore ingenerato dagli stessi organizzatori, visto che il loro passato retrocede solo fino a quella data. Toronto si dimostra quindi la città-sorgente per antonomasia dell'universo master, visto che in essa fu disputato anche il primo campionato del Mondo master nel lontano 1975. Da Toronto-85 si sono tenute 7 edizioni dei Masters Games (questa è l'ottava) con cadenze un pò randomizzate: a volte 4 anni, a volte 3, talvolta 5... Tra parentesi: a Torino sarà la seconda volta che si terranno i Giochi in Europa, essendosi già disputati in Danimarca nel 1989. Leggendo i primi risultati notiamo anche il perchè questa Manifestazione sta assumendo importanza: iniziano ad esserci i grandi nomi del masterismo mondiale, come l'atleta americna (assoluta!) della anno per l'USA-TF (era il 2007) Philippa Rascker, l'olimpionico di Monaco (corse la batteria della staffetta) Bill Collins, l'intramontabile canadese Earl Fee, e naturalmente la creme degli over-35 australiani (Howden, Crombie...). La prima giornata intanto si è conclusa con l'assegnazione di 208 medaglie: naturalmente la parte dei leoni l'hanno fatta e la faranno i cangurini, che hanno già conquistato 108 medaglie di cui 39 d'oro. Ma come dicevo prima, rispetto ad Edmonton-05, il popolo ospitante è meno invasivo e totalizzante. 18 medaglie il Canada (con 5 ori), 15 la vicina Nuova Zelanda (ma con 7 ori), e 12 gli USA (con 6 ori). Proprio mentre sto per chiudere l'articolo, ho appena saputo i risultati della seconda giornata, con una grossissima sorpresa italiana!! In serata ve lo comunico!

11/10/09

Sydney 2009: la prima giornata di Marco Giacomantonio

Nei commenti relativi ai Masters Games di Sydney ci siamo trovati il piacevole intervento di Marco Giacomantonio, impegnato nella nostra nottata nella batterie dei 100 (vinte in 12"02). Al momento sul sito ufficiale non sono ancora stati pubblicati i risultati della prima giornata, dove altri italiani erano impegnati (proprio Marco ha visto la presenza del velocista tocano Emiliano Raspi nelle batterie dei 100 M35). Ripropongo il suo intervento in bella mostra e metto l'accento su quello che dice Marco sulle immagini del mondo master all'esterno: qui trovate il link al quotidiano on-line "La Repubblica" dove sono state inserite una 15ina di foto davvero poco rappresentative ed edificanti del mondo master e soprattutto molto poco attraenti "sportivamente". Sono infatti ritratte scenette "curiose" di anziani che senza tanti mezzi termini sono in difficoltà col gesto atletico che sono chiamati ad eseguire. Il mondo master è ANCHE quello, non SOLO quello... ce la faremo a trasmettere questo messaggio?
  • Il messaggio di Marco
"Ciao a tutti, la prima giornata di gare si e' svolta in un mega-impianto con 9 corsie complete e, udite, udite, un rettilineo di 12 corsie! Ho vinto agevolemente la batteria concedendomi, una volta tanto in vita mia, il lusso di passeggiare in 12"08. Mi trovavo in 2^, ma con la coda dell'occhio riuscivo a scorgere tutti fino alla decima corsia. Mai corso in una batteria con 10 uomini: e' impressionante! Organizzazione comunque impeccabile, a parte qualche piccola sbavatura dovuta proprio alla mancanza di esperienza specifica nell'atletica. Un impianto apposito riservato al riscaldamento anch'esso con 12 corsie in rettilineo (e 8 nell'anello). Non ho ancora avuto modo di leggere i risultati (che vengono pubblicati ed esposti con una lentezza esasperante, unico vero neo almeno fino a questo momento), in generale tuttavia il livello medio mi sembra inferiore a quello dei Mondiali Master. Ho visto comunque punte sotto gli 11"00 sui 100 metri nella categoria 35-39. Domani mi gioco la finale, quanto a Emiliano Raspi (MM35) l'ho visto correre visibilmente provato dal cambiamento di fuso orario. Quando ho lasciato lo stadio ancora non avevano comunicato il suo risultato ne' se fosse stato ammesso alla finale o meno. Non ho visto altri italiani in gara. Ho notato inoltre che sul sito di Repubblica sono presenti alcune foto della manifestazione. Purtroppo, come spesso accade, si sono limitati a pubblicare le immagini degli atleti piu' anziani contribuendo cosi' a fornire un'immagine distorta del movimento master. La mia idea e' che il motivo sia che un atleta di 35-40 che corre magari i 200 in 22"00 o salta 7 metri in lungo e' si' tra i migliori al mondo di categoria, ma non fa notizia, in quanto la mancanza di cultura sportiva fa si' che questi venga considerato alla stregua di un atleta scarso rispetto ai migliori al mondo assoluti, mentre magari un novantenne che riesce a lanciare un peso o ad arrivare in buca nel lungo colpisce di piu'. Seguiranno ulteriori notizie nei prossimi giorni. Un saluto a tutti! Marco"

10/10/09

Partono a Sidney le Olimpiadi Master: scopriamo i 9 italiani iscritti

Partono nella nottata italiana a Sydney i World Masters Games, le Olimpiadi over-30 (non è un errore di battitura, i Campionati sono proprio aperti a tutti gli atleti dai 30 anni in su, e non 35 come usualmente siamo abituati). Fino ad ora pochissimi italiani si sono presentati nelle due precedenti edizioni (Edmonton 2005 e Melbourne 2002), anche per l'estrema lontananza dei luoghi di competizione. Il prossimo appuntamento, ricordo, sarà invece a Torino nel 2013. La manifestazione è molto sentita in paesi proprio come l'Australia (due edizioni organizzate su tre), in Giappone, in Canada... i paesi tradizionalmente in auge nel mondo master (parlo dell'atletica) come Germania, USA, Inghilterra, Francia e... Italia, solitamente non hanno mai avuto grandi partecipazioni, anche per la concomitanza coi mondiali di categoria. Le percentuali di autoctoni sul totale degli iscritti è naturalmente schiacciante: parliamo di quote tra il 75 e l'80%, molto più dei vari campionati mondiali di specialità. Vediamo i 9 italiani iscritti (tutti uomini): possibilità di medaglia nel peso con Francesco Carcioffo e nel martello da Enrico De Bernardis. Uomini da finale invece Antonaci, Giacomantonio, Raspi, Romano. Conosciamo bene gli italiani iscritti:
  • Gli italiani iscritti
  • Antonaci Vincenzo (1959): velocista - quest'anno si è arenato in semifinale agli Europei indoor sui 60 metri (7"80). Come career-best trovo un argento nei 100 M45 agli Europei Master di Poznam del 2006, con 11"75. 5° arrivò invece a Aarhus agli Europei del 2004. Unica edizione iridata master cui ha partecipato è stata San Sebastian 2005, dove si fermò nei 100 m45 in semifinale con 12"29 (dopo aver corso in 11"90 in batteria).
  • Aronne Romano (1955): lanciatore - sette manifestazioni internazionali nel suo carnet, 4 mondiali tra outdoor ed indoor, e 3 europei. Miglior risultato in carriera il 5° e il 6° posto agli Euro Masters Games di Malmoe dell'anno scorso (una sorta di Olimpiade Master in salsa europea) nel lancio del peso e nel disco. Tolti i Masters Games, miglior risultato il 7° posto a Bordeaux nel 2001, Euroindoor.
  • Carcioffo Francesco: lanciatore - veterano in tutti i sensi, visto che la prima partecipazione internazionale risale al 1995, Buffalo. Otto partecipazioni internazionali, e tutte nel lancio del peso. Campione del Mondo a Durban (proprio in Australia) nel 1997, Carcioffo ha vinto 6 medaglie su 8 partecipazioni. Medagliato anche ai World Masters Games di Edmonton nel 2005 dove giunse secondo nel peso M55 con 12,94. Oltre l'oro, due argenti e tre bronzi (di cui due ai mondiali di Brisbane nel 2001 e Buffalo nel 1995).
  • Cirella Raffaele (1958) - prima partecipazione internazionale di cui io sia a conoscenza.
  • De Bernardis Enrico (1961) - lanciatore - prima partecipazione internazionale a Riccione nel 2007, quindi Clermont (indoor) 2008. Bronzo nel martello M45 proprio a Clermont come best-career con 44,41. Sempre a Clermont giunse 5° nel martellone.
  • Giacomantonio Marco (1969) - velocista - il nostro meteorologo dei campi gara si presenterà sui 100 metri. Prima gara internazionale da M40, dopo una intensa carriera da M35. 8 partecipazioni internazionali con un argento nella staffetta 4x200 ad Eskilstuna nel 2005. A livello individuale Marco ha raggiunto le semifinali sempre ad Eskilstuna nel 2005 sui 60 (7"50) ad Ancona 2009 (7"54) e a Linz 2006 (7"72 dopo un 7"44 in batteria), a Lubiana 2008 sui 200 (24"17). La sua batteria sui 100 a Sydney sarà il 20° caps con la maglia della Nazionale.
  • Giacomantonio Domenico (1942): dovrebbe essere il papà di Marco. Un passato da fondista ma mi sembra che si presenterà in qualche prova "corta".
  • Papa Alberto (1962) - saltatore - 11° ai recenti Campionati Europei indoor di Ancona. Unico caps rinvenuto.
  • Raspi Emiliano (1972) - velocista - protagonista della velocità M35 da ormai un paio d'anni, vanta nel suo palmares un oro nella 4x100 agli Europei di Lubiana e l'argento sempre nella 4x100 ai mondiali di Riccione 2007. Individualmente segnalo il sesto posto agli Euroindoor di Ancona quest'anno con 7"36, alla prima finale internazionale raggiunta.

09/10/09

Le ipocrisie del doping

Dopo aver buttato nell'Arena mediatica la positività al controllo anti-doping della giovane Elisa Desco, ho trovato il tempo per riflettere su alcuni aspetti. Il primo di tutti è che non c'è molto da dire quando un atleta viene trovato positivo: a parte prendersela con lui, inveire nei suoi confronti aspettando che qualcuno degli altri forumisti possa dire qualche cosa che non sia la pubblica reprimenda e ghettizzazione, non si può. Sarà ma la cosa non mi convince, perchè alla fine la discussione sul doping è solo a senso unico e non porta da nessuna parte. E dove diavolo dovrebbe portare, direte voi? Bè, penso ad esempio a creare una cultura sportiva positiva o talmente vincolante da indurre i dopati a fare un passo indietro. Le grida manzoniane di oggi secondo me non portano a nulla, perchè sono intrise di rabbia (giustificata), astio, ma poco profondità oggettiva su un problema che si ferma esclusivamente all'atleta e al suo errore. Io la vedo in maniera diversa. Innanzi tutto bisogna distinguere due tipologie di pratiche dopanti: quelle degli atleti di seconda fascia che obiettivamente non possono ambire a molto, e quelle degli atleti "top". Sulla prima tipologia di doping, quella degli ignoranti, non perdiamo nemmeno tanto tempo: se un master arriva a doparsi vuol dire che è proprio un cerebroleso, con tutto rispetto con chi ha avuto questa sfortuna. Sono le schegge impazzite di un sistema che ogni tanto produce qualche mostro, che per solitudine (cos'altro?) deve imporsi almeno in un campo della vita. Squalifichiamoli pure a vita. Ma il doping più ipocrita, a mio modo di vedere, è rappresentato da quello degli atleti di primo livello, dai campioni o dai futuri campioni, proprio come la Desco. Ora, pensateci bene... il doping allo stato attuale delle cose colpisce esclusivamente l'atleta. E tutti a darle addosso. Io, da sociologo imberbe, sostengo invece che gli atleti di vertice facciano parte di una "rete umana", dove l'atleta ne è l'espressione finale, l'output. Non voglio con questo de-responsabilizzare gli atleti, cha hanno grandi colpe, ma voglio quanto meno responsabilizzare altre persone che con l'atleta hanno o avevano a che fare. Ad esempio: l'allenatore. Può un giovane atleta, sul trampolino di lancio di una grande manifestazione internazionale, cominciare ad assumere sostanze dopanti senza che il proprio allenatore si accorga di nulla? Un giorno va come un regionale, e il giorno dopo viaggia come un Pendolino e questa persona, che gli vive accanto tutti i giorni, che spesso ne condivide i dubbi, le sensazioni, i miglioramenti e i peggioramenti, non si accorge di nulla? Suvvia, le favole ce le raccontavano da bambini! Quella persona dovrebbe essere squalificata a vita, più che l'atleta, per il vulnus morale arrecato al mondo dello sport. Soprattutto perchè l'allenatore non solo rappresenta la guida tecnica, ma nel 90% dei casi anche quella psicologica. E' solitamente più maturo dell'atleta che segue. Il rapporto (parlo sempre di atleti "top") è biunivoco, non univoco! Quindi, quando nella storia si bloccano certi personaggi che nella gerarchia delle decisioni rivestono ruoli apicali, spesso si tagliano i fili di queste reti umane devianti. Ma ci pensate se le pene dell'antidoping si riversassero sugli allenatori, quale controllo si avrebbe da parte del sistema sulla pratica stessa del doping? Si creerebbero o coppie devianti (allenatori-atleti) perfettamente conscie della loro deviazione (quindi perseguibili senza ritegno) o l'istituzione della figura dell'allenatore-controllore, che per non perdere il proprio lavoro (o per non vedersi gettato nella gogna dell'infamia) comincerebbe ad avere un controllo più stretto sui propri atleti e le loro pratiche, anche i più birichini. Poi è chiaro che qualche innocente ci finirebbe dentro, visto che la giustizia antidoping è molto inquisitoria e molto poco garantista: mentre nella giustizia penale l'accusa deve provare ciò che dice, nella giustizia sul doping sembra più che sia la difesa a dover provare la propria innocenza... e così molti dopati, adendo alla giustizia ordinaria riescono a farla franca (visto che in molti casi si viene condannati sul solo sosetto o sugli indizi) sventolando poi le sentenze di assoluzione presso i tribunali sportivi competenti. Oltre all'allenatore ci sono altre figure che gioco-forza entrano nei meccanismi di somministrazione del doping: pensiamo solo al medico! Non penso che il giovane atleta acquisti per strada una dose di CERA, una siringa, e poi si nasconda in un vicolo ad iniettarsela... suvvia, anche in questo caso. I medici responsabili (che già adesso, se provato, finiscono nei meccanismi della giustizia ordinaria) in questo caso dovrebbero perdere la possibilità di esercitare la professione medica, almeno legata alla pratica dello sport! E le altre figure? I direttori tecnici della squadre di ciclismo non sanno davvero mai nulla? Quanta ipocrisia! Se squalificassero anche loro, all'atto della positività di un loro atleta, vedreste come il doping verrebbe arginato nel ciclismo! Loro vivono di quello (nel senso di Direttore Tecnico) e visto che tutti i ciclisti terminata la loro carriera non vedono l'ora di finire su un'ammiraglia, il loro posto sarebbe subito guadagnato da qualcun altro. Nell'atletica questo ruolo non esiste, ma qualche presidente privo di scrupoli sono sicuro che da qualche parte esiste... Per concludere: l'atleta dopato, oggi, non è un pazzo solitario che vaga alla ricerca di pusher per le palestre. E' solo un raggio di una ruota, che, chissà perchè, non si vuol colpire... ecco il perchè della mia tristezza per la giovane Elisa Desco.

08/10/09

Record Master: la Fidal la vede come noi

(partenza dei 100f35 di Lubiana - foto MySi agency di Marin Garrigues) - La gestione dei record master italiani in qualche modo di cui non conosco i dettagli, sono passati in mano all'Area Statistiche della Fidal. Sapete che sui record master nascono spesso e sovente accese diatribe, discendenti più che altro allo sfasamento dei diversi sistemi di riferimento: italiano (legato all'anno di nascita) ed internazionale (legato alla data di nascita). Tra l'altro ho forse capito quel'è la sorgente che ha creato il nodo gordiano: la IAAF, che nel suo statuto stabilisce che l'attività dei Master inizia al compimento del 35° anno di età. Il passaggio successivo della WMA non è stato altro che partire da lì, dalla data di nascita. In Italia invece si è prediletto il sistema basato sull'anno. Entrambi hanno i propri "pro" e i proprio "contro". Giusto un mesetto fa ricordavo come avessi paventato il dubbio (l'anno scorso nel forum di masterstrack, qui il link), ma coloro che intervenirono mi stroncarono subito: meglio la data di nascita... Vabbè, rimarrà una questione insoluta per ancora tanti anni. Tra l'altro mi sembra che la WMA sia un pò granitica come istituzione, e molto rigida, o meglio: molto povera di iniziative che non siano i mondiali. Torniamo da questa parte dell'Alpi. Avendo scelto il sistema sull'anno di nascita (mi sembra che sia attuato anche dei tedeschi, che del mondo master sono la massima espressione), la conseguente questione dei record viene automaticamente risolta: sono italiani i record (o meglio, migliori prestazioni italiane) quelle ottenute dagli atleti che nell'anno hanno compiuto (o compiranno) l'età di inizio della categoria. Su Atleticanet Corbelli e Fasolato nei loro preziosi file, inseriscono una divisione sui record: la famosa dicitura "pre". Di fatto il record lo attribuiscono in maniera internazionale, attribuendo però all'atleta che non ha compiuto l'età alla data di ottenimento della prestazione, la citazione di "pre-primatista". Ok, metti mai che domani la Fidal accolga il sistema internazionale: chi va a prendersi i record "post"? Bella domanda... La seconda questione è quelli che io chiamo "i record a cascata". Secondo quelli che sono i più appassionati statistici dell'atletica master italiana (sempre Corbelli e Fasolato), se un atleta ottiene un record in una specialità inferiore a quella della specialità in cui gareggia, automaticamente diviene il detentore del record in entrambe le categorie. Sono sempre stato un pò critico su questo aspetto. Anche perchè la rigida suddivisione in categorie impone una suddivisione anche dell'attività e di quello che vi avviene. Ogni categoria, per me, fa storia a sè stante, a prescindere delle rivoluzioni che possono accadere nelle categorie superiori. Certo, a livello statistico è una notizia (e che notizia!) che un atleta di 5 anni più anziano abbia ottenuto una prestazione migliore. Ma, appunto, rimane una notizia. Questa visione del mondo dei record master l'ha accolta anche la Fidal, visto che i rari casi in cui è avvenuto il record a discesa, ha comunque inserito il record ottenuto nella categoria. Il caso di specie è la 4x100 maschile, dove una fenomenale staffetta M40 a San Sebastian corse in uno strabiliante 42"57. Tempo "assoluto". La 4x100 M35 rimane invece ancorata al 43"00 di Lubiana dell'anno scorso. Chiaramente conosco la situazione per avervi avuto una parte attiva. Ma la stessa cosa dicasi tra 4x100 M50 e M55, nella svedese M40/M35, nella marcia 50 km M45/50, nella marcia 20 km addirittura in 3 casi, nella marcia 10 km in un caso... solo per fare qualche esempio. Quindi, a questo link trovate i record ufficiali della Fidal aggiornatissimi al 7 ottobre.

Nooo!! Positiva Elisa Desco...

(foto di Elisa Desco da www.sportdimontagna.com) - Notizia pazzesca se confermata... Elisa Desco, freschissima e giovanissima campionessa del mondo di Corsa in Montagna non più di un mese fa a Campodolcino in provincia di Sondrio, sarebbe stata trovata positiva al controllo antidoping relativo proprio a quella gara. Subito sospesa, non parteciperà ai Campionati Mondiali di Mezza Maratona che si svolgeranno a Birmingham domenica prossima. E ora l'unica Italia atletica che riusciva a vincere a livello mondiale, si ritrova in ginocchio. Non ho parole per commentare questa notizia: sarò retorico, ma mi sembra solo tremendamente paradossale che un'atleta che più degli altri vive a contatto con la natura, nella solitudine della fatica, ma potendo vivere una dimensione dello sport che pochi altri vivono, possa pensare di convivere con questo peso nefasto. Mi dispiace, così come mi dispiace di Gabriele Bosisio (altro atleta, ciclista, dalla faccia pulita) caduto un paio di giorni fa nello stesso errore. Ma che delusione se fosse tutto vero...

Una valutazione degli italiani allievi: le Isole si stanno allontanando?

(foto dal sito Fidal - Galbieri vincitore dei 100) - Mi prendo un giorno di ferie dal mondo master e analizzo un altro mondo, quello degli allievi. Qualcuno ha prodotto qualche cosa sui freschi campionati italiani allievi appena andati in scena a Grosseto? Boh... mi sono preso la briga personalmente, giusto per capire come sono le dinamiche generali. Penso che fino all'età dei 16/17 anni più che di "scuole" si possa parlare dell'effetto "movimento", cioè i migliori statisticamente emergono più per "talento" che per capacità indotte dall'esterno. O comunque, l'incidenza percentuale dei due fattori è più rivolta agli aspetti innati rispetto a quelli indotti. Questo per poter avere una fotografia dell'atletica italiana under-18 di vertice e su che basi epidemiologiche i tecnici oggi lavorano. L'aspetto che subito mi è balzato all'occhio è la profonda crisi dell'atletica in Sicilia. I dati che ho ricavato sono inclementi per la regione. Nonostante abbia una popolazione simile a quella del Lazio (circa 5.700.000 di abitanti) la Sicilia nel medagliere arriva dietro a regioni come l'Umbria (che fa 900.000 abitanti). Ma l'analisi più cruda sui punteggi dei finalisti e sul numero di finalisti pone la Sicilia ad uno degli ultimi posti della classifica nazionale: 14^ nella graduatoria a punti e soprattutto 15^ nella classifica relativa al numero di finalisti. Nelle 40 specialità presenti a Grosseto, solo 7 finalisti provenivano dalla Sicilia. Non conosco la realtà atletica siciliana, certo è che un possibile serbatoio di atleti di fatto è bucato in qualche punto e probabilmente manca proprio un'opera di proselitismo. Nelle quote alte della classifica dominano come sempre a livello giovanile Lombardia e Veneto. Anche se con peculiarità diverse: la Lombardia domina nelle specialità tecniche (salti e lanci), mentre il Veneto in quelle di corsa (dai 100 alle siepi). Un pò come USA e Russia. Ma nonostante questo il medagliere finale è volto a favore del Lazio, che ha totalizzato 8 ori, due in più delle due regioni del Nord. Mentre la Lombardia esibisce un'atletica più sui grandi numeri, il Lazio porta in campo una qualità un pelo superiore: del resto la Lombardia ha portato tra i primi 8, quasi il doppio degli atleti che è riuscito a portare il Lazio. Ma la storia la fanno le medaglie, evidetemente. Come qualità specifica (e per questo intendo la classifica a punti) sorpresa la desta il Friuli Venezia Giulia, addirittura 4° davanti a regioni con popolazioni ben più nutrite. Due regioni non appaiono mai: le piccole Valle D'Aosta e Molise, ma qui possiamo anche giustificare la cosa. La migliore regione del sud rimane la Puglia (9^ nella classifica a punti, 8^ in quella per finalisti, e 8^ nel medagliere). Alcune realtà, Sicilia a parte, probabilmente arrancano oltre ogni immaginabile fatica: parlo soprattutto della Calabria. Ma comunque, lascio ai dati la possibilità ad ognuno di farsi un'idea di com'è strutturata l'atletica giovanile in Italia oggi.

Presenze tra i primi 8

  1. 67 (34+33) - Lombardia
  2. 53 (22+31) - Veneto
  3. 34 (23+11) - Lazio
  4. 23 (11+12) - Toscana
  5. 20 (12+08) - Piemonte
  6. 19 (07+12) - Emilia-Romagna
  7. 18 (06+12) - Friuli VG
  8. 12 (11+01) - Puglia
  9. 11 (07+04) - Marche
  10. 11 (05+06) - Trentino AA
  11. 11 (06+05) - Campania
  12. 10 (05+05) - Sardegna
  13. 09 (03+06) - Liguria
  14. 07 (03+04) - Abruzzo
  15. 07 (05+02) - Sicilia
  16. 06 (03+03) - Umbria
  17. 02 (01+01) - Basilicata
  18. 02 (02+00) - Calabria
Senza finalisti: Valle D'Aosta e Molise;

Classifica a Punti per Regione

  1. 275 (140+135) - Lombardia
  2. 239 (110+129) - Veneto
  3. 176 (110+066) - Lazio
  4. 099 (033+066) - Friuli VG
  5. 099 (050+049) - Toscana
  6. 098 (028+070) - Emilia-Romagna
  7. 088 (035+053) - Piemonte
  8. 047 (030+017) - Marche
  9. 047 (041+006) - Puglia
  10. 047 (026+021) - Campania
  11. 041 (014+027) - Trentino-AltoAdige
  12. 037 (016+021) - Abruzzo
  13. 034 (016+019) - Liguria
  14. 034 (023+011) - Sicilia
  15. 029 (023+009) - Sardegna
  16. 027 (011+016) - Umbria
  17. 012 (008+004) - Calabria
  18. 007 (004+003) - Basilicata
Nessun punto: Valle D'Aosta e Molise.

Il medagliere per Regioni degli Italiani Allievi

  1. 08-03-04 (15) Lazio
  2. 06-08-07 (21) Lombardia
  3. 06-06-09 (21) Veneto
  4. 05-03-02 (10) Emilia Romagna
  5. 04-02-03 (09) Friuli V/G
  6. 04-02-03 (09) Toscana
  7. 03-02-01 (06) Piemonte
  8. 02-01-02 (05) Puglia
  9. 01-02-00 (03) Umbria
  10. 01-00-01 (02) Sicilia
  11. 00-03-00 (03) Abruzzo
  12. 00-02-03 (05) Marche
  13. 00-02-02 (04) Liguria
  14. 00-02-00 (02) Campania
  15. 00-01-02 (03) Trentino-AltoAdige
  16. 00-01-01 (02) Sardegna
  17. 00-01-00 (01) Calabria
Nessuna medaglia: Valle D'Aosta; Molise; Basilicata;

07/10/09

I top-ten risultati master di Cremona in AGC

  1. 92,77 - 800/2'05"37 - M50 Luigi Ferrari
  2. 90,83 - 200/24"50 - M45 Domenico Furia
  3. 90,42 - 100/12"06 - M45 Domenico Furia
  4. 89,61 - 3000/9'12"47 - M45 Pierangelo Avigo
  5. 89,13 - 800/2'09"13 - M45 Alessandro Manfredi
  6. 87,63 - 800/1'56"81 - M35 Caggianelli Giuseppe
  7. 85,18 - 3000/10'00"24 - Vittorio Ottoni
  8. 84,67 - 100/12"54 - M45 Luigi Papetti
  9. 82,40 - 100/12"62 - M40 Alessandro De Marsico
  10. 77,35 - 800/2'20"03 - M40 Omar Zanoni
  1. 88,36 - 400/57"47 - F35 Emanuela Baggiolini
  2. 84,70 - 400/67"97 - F45 Mirella Giusti
  3. 83,23 - 3000/10'42"31 - F40 Laura Avigo
  4. 80,60 - lungo/5,36 - F40 Barbara Ferrarini
  5. 79,57 - 3000/10'45"73 - F35 Iannicelli Antonella
  6. 78,86 - 100hs/15"99 - Emanuela Baggiolini

Meeting di Cremona: le over-30 sono le più in forma

(a sinsitra Manuela Levorato sul podio - foto dal sito dell'Atl. Cremona Sportiva) - A Cremona, in contemporanea con i Regionali Master di Mariano Comense, è andato in scena un meeting nazionale con buoni contenuti per essere praticamente l'atto finale della stagione 2009. Naturalmente l'etoile della manifestazione è stata la "nuova" Manuela Levorato, classe '77 (32enne) e soprattutto neo-mamma. Così, solo per sfizio, il suo 11"66 con vento nullo (sua seconda prestazione 2009) equivale ad un 89,97%, che per una quarantenne (guarda te che ri-conversione che vi faccio) equivarrebbe ad un 12"22. Sicuramente la Levorato dimostra una volta in più che nei prossimi 2/3 sarà ancora la velocista di punta della nazionale italiana, visto che in pochi mesi ha raggiunto i vertici della specialità e probabilmente si sistemerà sul trono già nel 2010. Sempre tra le donne, si dimostrano nettamente più performanti 3 master di punta del nostro movimento. A partire da Laura Avigo, classe '67, che si è imposta nei 3000 metri in 10'42"31. Risultato che equivale ad un buon 83,23%. Dopo una stagione un pò tribulata per una serie di infortuni, la mia concittadina sta dimostrando una forma davvero invidiabile. Addirittura seconda un'altra over-35, la 37enne Antonella Iannicelli in 10'45"73 (79,57%). A proposito: gran tempo sui 3000 maschili, del fratello di Laura, Pierangelo Avigo M45 che con 9'12"47 (settimo al traguardo) otterebbe una prestazione da quasi-90: 89,61%. Seconda vittoria master e di una F40 nel salto in lungo con la talentuosa Barbara Ferrarini che con un balzo a 5,36 ha addomesticato la gara. Il suo record nazionale è a "soli" 12 centimetri... Tradotto in AGC il suo risultato equivale ad 80,60% (percentuale che fra le donne è un'enormità): una ventenne dovrebbe saltare sui 6,06 per poterla pareggiare. Vittoria anche nei 400 femminili dell'ennesima master presente: la F35 Emanuela Baggiolini. Con 57"47 non solo ha infatti ottenuto il suo miglior crono dell'anno, ma anche un risultato di 88,36%, che equivarrebbe ad un 53"86 "giovanile". Non male davvero. La stessa Baggiolini si era presentata ad inizio manifestazione sui 100hs: unica partecipante... e la cosa deve far riflettere. Luci anche sul 50enne Luigi Ferrari che ha sfiorato nuovamente il suo fresco record nazionale sugli 800: 2'05"37 (2'04"83 quello siglato quest'anno): 92,77%!! Per intenderci con una macchina del tempo il risultato porterebbe l'atleta a 1'48"98. Citazione d'obbligo anche per Domenico Furia, pre 50enne capace di correre i 100 in 12"06 e i 200 in 24"50. Entrambi i risultati sopra il 90%.

Abbuffata di manifestazioni: Olimpiadi Master 2013 a Torino...

Notizia che per essere appresa, ho dovuto navigare oltre oceano e precisamente dalle pagine virtuali di Masterstrack. Evidentemente in Italia la cosa è assai poco sentita. La notizia è comunque la conferma di quanto si andava dicendo da un pò di tempo, e cioè che i World Masters Games nel 2013 si terranno nella città di Torino. Per chi non lo sapesse, i WMG non sono altro che una sorta di Olimpiade Master, che si tiene ogni 4 anni. Tra pochi giorni (esattamente 3) tra l'altro, prenderà il via l'edizione 2009 a Sidney in Australia dove si sono iscritti la bellezza di 28.000 atleti in una 30ina di specialità. A proposito, avremo un inviato molto speciale che una volta ritornato (chiaramente parteciperà all'evento) farà rapporto al mondo di utenti di Webatletica. Ma c'è un problema, e che problema! Nel 2013 ci saranno infatti anche i Mondiali Masters a Porto Alegre, in Brasile. Per gli italiani il problema sembra di facile soluzione, ma sembra che ci sia un quesito di fondo che debba essere risolto o almeno affrontato. L'IMGA (cioè il CIO dei Master), a WMA (la IAAF over-35) e tutte le federazioni internazionali dei vari sport dovrebbero sedersi attorno ad un tavolo e trovare una soluzione a quello che è un paradosso sportivo: tenere negli stessi anni Olimpiadi e Mondiali, che nel mondo master significa fare una scelta: o questa sede o quella, perchè girare per il mondo due volte l'anno ha un costo che ricade interamente sulle tasche degli atleti. E questo toglie naturalmente qualche cosa all'una o all'altra manifestazione. Per adesso hanno sicuramente (almeno per l'atletica) immenso valore sportivo (con un rapporto di 10:1) i Mondiali rispetto ai Masters Games. Ma perchè togliere la possibilità di gareggiare (quindi apportare più presenze e più qualità) ad entrambe le manifestazioni? Entrambe infatti cadono negli anni dispari, quindi saranno sempre unite e disgiunte dalle scelte degli atleti over-35. Fa specie che l'IMGA non solo abbia istituito i Master Games negli anni dei mondiali master (come associazione è nata nettamente dopo alla WMA), ma che poi abbia inserito un'altra manifestazione come gli European Masters Games. Quest'ultimi non sono altro un'Olimpiade europea, e nel 2011 avranno luogo a Lignano Sabbiadoro, ancora qui in Italia. L'ultima edizione dei Masters Games (nel 2008) a Malmoe in Svezia, almeno per quanto riguarda l'atletica, fu un completo fallimento a mio modesto modo di vedere. Tra l'altro coincidente con gli Europei di Lubiana. Guardatevi i risultati: penso che si fossero presentati su 26/27 categorie non più di 150 persone, il 95% delle quali... svedesi. Ma l'EVAA (la Federazione Europea Master) deve aver detto sollevato qualche dubbio sulla cadenza e la coincidenza tra Europei e Masters Games, se la manifestazione anzichè ricadere nel 2010, è stata spostata al 2011, 3 anni dopo. Scomettete che European Games e World Games adesso si terranno sempre negli anni dispari? L'impressione generale è che l'IMGA e il resto del mondo sportivo master non comunichi, nonostante sia questa organizzazione che il resto siano ufficialmente riconosciute dal CIO e dalle rispettive federazioni internazionali. Comprendo che a questo punto risulta difficile pensare ad un'interpolazione delle manifestazioni, senza che una di esse possa fare un passo indietro (o uno avanti), ma pensare obiettivamente che si debba collaborare sembra una necessità più che una possibilità. I masters, che sono un popolo mondiale in grandissimo aumento (con l'aumento dell'età media delle regioni più sviluppate) ha bisogno di cadenze fisse, anche e soprattutto per l'aspetto storico-sportivo. Adesso sembra più un gran tourbillon di manifestazioni per accapparrarsi i master e i loro denari. Mancano 4 anni al 2013: cosa facciamo? Partecipiamo ai Campionati Italiani Open di Torino o ai Mondiali di Porto Alegre? O a tutti e due?

06/10/09

L'eredità di "Scomettiamo Che?"

Ecco un altro articolo che sicuramente farà riflettere. Dissacrante come al solito, il Duca traccia una fotografia di come il Mondo master atletico italiano potrebbe essere visto dall'esterno: forse più un grido di allarme per "professionalizzare" o comunque rendere meno amatoriale un mondo che spesso viene associato esclusivamente alla quarta età, allontanando o facendo in modo che l'opera di reclutamento degli over-35 divenga più uno stimolo alla vita salutista, più che alla vita sportiva. Personalmente ho sempre difeso gli over-90, fucina di medaglie italiche nelle grandi manifestazioni, spesso esempio, altrettanto spesso sprone. Ma valutiamo con un attimo di distacco e oggettività quanto ci dice il Duca.

L’angolo del Duca
: L’eredità di "Scommettiamo che?"

Ho avuto modo, negli ultimi giorni, di rievocare quella famosa trasmissione televisiva degli anni '90 con la celebratissima scommessa fatta dagli allora M75 Sobrero, Sansonetti, Colò e Marabotti, di correre la 4x100 metri sotto il minuto. A mio avviso quella esibizione, frutto della solita logica dell’audience, ha creato sicuramente grandi emozioni in tutti coloro che l’hanno vista, ma ha anche conferito al mondo master dell’atletica un’etichetta ben precisa. Ora, debbo dire, per estrema onestà, che non so che tipo di immagine venisse comunicata prima di allora, da quando nel 1977 nacque il movimento master, ma sicuramente, da quel momento, ogni volta che si vuol presentare un campionato di qualsivoglia genere (Italiano, Europeo, Mondiale), nel 90% dei casi la prima foto che viene inserita è quella di atleti di una certa età, nella fattispecie i soliti due o tre ultraottantenni italiani che possono vantare un grande palmares di medaglie nelle loro gare riservate, per ovvi motivi, a pochissimi. Questo è quello che mi ha sempre infastidito ed è questo il motivo per cui vorrei dei limiti di età, perché non sopporto il fatto che si voglia, a tutti costi, identificare il movimento master con quello di persone che, salvo rarissime eccezioni, non possono, per motivi anagrafici, definirsi degli atleti. Come si fa infatti a ritenere atleta qualcuno che inizia l’attività a 60/70 anni? Lo si può al limite definire una persona volenterosa che ha deciso di trovarsi un passatempo all’aria aperta, nella fattispecie su una pista di atletica, ma come tale deve venire considerato e le sue prestazioni interpretate come una scommessa da guinness e non certo come un gesto atletico vero e proprio. Ma pensate alle famigerate tabelle di punteggio squilibrate: un M35, per fare 1300 punti nei 400 mt dovrebbe fare 44"50, 64 centesimi sotto il record italiano assoluto, mentre un M90 deve fare 1minuto e 39 secondi che, per carità, non sono facili da farsi a quella età, ma stiamo parlando ovviamente di ben altra cosa. A Lathi Sansonetti ha fatto 1'35" che non è nemmeno citato come punteggio nel senso che varrebbe probabilmente 1500 punti: molto, molto meglio del record del mondo di Michael Johnson che vale appunto 1300 punti. Ma signori e signore, di cosa stiamo parlando? A me sembra sempre di atletica leggera e il sig. Sansonetti ha cominciato a praticarla a 70 anni compiuti.
Ora, se ci riflettete bene, le tabelle così concepite sono esattamente la dimostrazione di quanto asserisco. Dagli M35 agli M65 sono previsti limiti di peggioramento costanti in funzione dei punti assegnati. Dagli M70 in avanti tali limiti raddoppiano e poi quadruplicano e così via, come a dire che dai 35 ai 69 anni tutti gli atleti sono equiparabili in quanto tali, poi dai 70 in avanti hanno raggiunto un limite per cui, non essendo piu’ realmente atleti, è plausibile assegnare loro punteggi tecnici a caso. Io amo l’atletica, mi infervoro per l’atletica, mi piace fare atletica e mi piace pensare di far parte di un movimento agonistico che abbia dei contenuti di vera atletica. Nel tennis fanno i circuiti master con 3000 spettatori che assistono alle sfide tra Borg e McEnroe, nel nuoto tantissimi ex atleti di primissimo piano continuano a cimentarsi nelle categorie master con una partecipazione massiccia e grande prestigio al punto che, l’anno scorso, ai campionati italiani a Palermo, è stato invitato dalla federazione Mark Spitz che, come ospite d’onore, non ha mancato di raccontare come lui continui a fare l’atleta master. Nell’atletica se vai a chiedere ad un ex agonista che abbia raggiunto buoni risultati di rimettersi in gioco e gareggiare tra i master, ti guarda come se avesse visto un marziano e, anche se non te lo dice, pensa che non gareggerebbe mai in mezzo a tanti vecchi e questo anche perché, da anni, almeno da quando c’è stato il grande successo di “Scommettiamo che”, ci si è sentiti in dovere, ma poi chissà perchè, di mettere sempre in copertina gli ottantenni che vincono medaglie a profusione nelle competizioni dei sopravvissuti. Un atleta di 40 anni che va in una finale mondiale dei 100 metri su un lotto di 90 iscritti deve meritare più attenzione di un 90enne che vince su 5 partecipanti e che, magari, si sente anche in diritto di avere un comitato d’onore che lo accolga all’aereoporto perché ha dato lustro all’atletica italiana (anni fa ho sentito personalmente uno di questi atleti, di cui sotto riporto una breve nota, lamentarsi in tal senso). Solo in questo modo si potrà rendere il movimento master dell’atletica un grande movimento sportivo, si potrà sperare che qualche grande atleta agonista si rimetta magari in gioco e si potrà pretendere anche maggiore attenzione da parte degli organi federali, al di là poi dei problemi attuali della federazione.
Per finire riporto un brevissimo sunto di un articolo di 5 anni fa, su Bruno Sobrero, un altro dei dei miti dell’atletica master, su cui vi invito a riflettere per capire al meglio cio’ che ho voluto esprimere.
"Con i suoi 84 anni portati in modo stupendo, un eccezionale palmarès di ben 66 medaglie conquistate ai campionati internazionali master, Bruno Sobrero è uno dei pilastri dell’atletica master italiana. “Quando ero ragazzo, negli anni ‘30, ho praticato per un po’ l’atletica leggera”, racconta ricordando i suoi esordi tra gli “avanguardisti”. Ma la sua vera passione per l’atletica iniziò nel 1981, all’età di 61 anni: “Fumavo 60 sigarette al giorno e ricordo ancora la mia prima gara master, quando mi sono cimentato in un 200 metri”. La prova andò malissimo, ma da quel momento Sobrero smise di fumare e iniziò a essere uno dei protagonisti dell’atletica master. Ma la gara che lo fece conoscere al grande pubblico fu la staffetta 4x100, corsa insieme a Giuseppe Marabotti, Ugo Sansonetti e Vittorio Colò, e presentata nella trasmissione “Scommettiamo che?” del 1995. “Avevamo 316 anni in quattro, e riuscimmo a vincere la scommessa correndo in un tempo inferiore al minuto”, ricorda con grande soddisfazione. Quello che colpisce di più in questo atleta è il fatto che non si sia mai allenato in una pista di atletica, pur raccogliendo successi in gare tecniche come gli ostacoli e il salto in lungo: “Da 20 anni ho un’altra grande passione: il golf, che pratico quotidianamente, ed è proprio sul green che effettuo i miei allenamenti.”