05/07/10

L'analisi dei numeri dei c.d.s. di Claudio Rapaccioni

Quanto scritto di seguito è una analisi dei numeri che compongono la fase regionale dei CdS Master 2010 cercando di capire quanto il nostro movimento ha prodotto dopo i Campionati Italiani Individuali. Primo dato è che tutte le regioni hanno effettuato la fase regionale tranne la Basilicata , fase obbligatoria per poter accedere alla finale nazionale di Cagliari. Le società che hanno partecipato in tutta Italia ed hanno sommato i 13 punteggi necessari sono 104 quelle maschili e 41 le femminili (dato leggermente superiore rispetto al 2009) , la regione con più società partecipanti (uomini/donne) è stata la Sardegna con 20 squadre seguita dalla Lombardia e Lazio con 15 squadre, questi dati estrapolati per uomini e donne abbiamo la Lombardia in testa con 12 società maschili seguita dalla Sardegna con 11 e Veneto e Lazio con 9 mentre al femminile abbiamo 9 società della Sardegna seguita con 6 dal Lazio. Ancora un dato di partecipazione delle regioni: sono 4 quelle a cui non hanno partecipato nessuna squadra femminile (Puglia, Molise, Calabria, Abruzzo oltre la citata Basilicata) mentre in quello maschile non ci sono state defezioni. Mancano ancora i risultati dell’Abruzzo maschile per problemi con il recupero di una giornata di gare. Passando alle classifiche dei CdS abbiamo in quella maschile per la prima volta ben 8 società oltre i 10.000 punti (2 nel 2009) , segno che le società si sono rinforzate e che ci aspetta una grande finale. Sempre al maschile la 26° società ha realizzato poco più di 9.000 punti circa come l’anno scorso, per la finale le squadre maschili partecipanti (attendiamo le autocertificazioni) sarebbero 33 in totale, ricordando che le regioni non incluse nelle prime 26 della classifica avrebbero la prima società a partecipare di diritto. Per la classifica femminile abbiamo 3 squadre oltre i 10.000 punti (1 in più rispetto al 2009) e credo che la finale sarà una lotta tra queste società, al contrario del maschile la 26° classificata ha totalizzato 6.100 punti circa 700 in meno del 2009. Saranno invece 28 le squadre femminili che saranno presenti a Cagliari sempre in attesa delle autocertificazioni. Una precisazione avendo letto alcune notizie sui siti internet sulle tabelle usate per i CdS Master. Come da Vademecum 2010 alla pagina 192 regolamenti CdS Master è riportato che i punteggi saranno attribuiti utilizzando le tabelle FIDAL 2007. Non si è mai parlato di nuove tabelle 2010 CdS Master ma dei nuovi coefficienti per le Prove Multiple con le nuove tabelle già elaborate dall’ufficio statistiche della FIDAL.

04/07/10

A quando un incontro internazionale per la Nazionale Master?

(Maryvonne Icarre, stella della velocità francese master in una foto scattata a Kamloops, sul suo profilo di facebook) - Gli anni passano, i tesserati aumentano, la necessità di creare opportunità per fare proseliti sono sempre più impellenti, ma su uno dei versanti sui quali (crediamo) molto si deve fare, ancora non viene fatto. E il tempo perso può essere dannoso, può allontanare i "papabili", soprattutto quelli delle categorie più giovani. Siamo qui a ricordarlo ogni tanto, per non far credere che abbiamo abbassato la guardia. E' noto come lo scorporo salomonico degli Uffici Master abbia creato di fatto due strutture, una internazionale ed una nazionale. Due strutture, due referenti. E due compagnie, due squadre. Un Consolato in piena regola, insomma. Il regno di Arese si ricorderà anche per questo, quando finalmente se ne sarà andato: il caos, il ritorno alla confusione primordiale. A piccoli passi, con l'aiuto di Claudio Rapaccioni (di cui a breve produrrò un suo commento sui recenti c.d.s. master), siamo invero riusciti a far passare alcune nostre idee (condivise dallo stesso Claudio e con lui discusse, migliorate, mediate): i c.d.s. indoor (certo, migliorabili, come da alcuni invocato), le finali della velocità all'Olimpico, oltre ad altre piccole cose. Poi è stata specificata la regola sulla partecipazione dei master alle gare assolute (dopo che in più circostanze avevamo lamentato un'interpretazione idiota di qualche organizzatore). Sarebbe bello istituzionalizzare questo rapporto che adesso è solo fiduciario: noi siamo solo una voce, molti non la pensano come noi, ma sarebbe auspicabile creare un organo consultivo del mondo master che si relazionasse con i decision makers della Fidal. A meno che lo si crei noi, direttamente, come un sindacato, senza aspettare la benedizioni urbi et orbi della Fidal. A quel punto le rivendicazioni (i consigli, dai, non partiamo con le barricate) di chi rappresenta il mondo master, presumo sarebbero ascoltate con più attenzione. Perchè questo? Perchè si è arrivati ad un punto di crescita che necessita di un salto di qualità. Per non stallare. Pre creare nuove opportunità e cercare (insieme) nuove strategie di crescita (i Grand Prix nazionali ed internazionali, i ranking, le classifiche integrate delle prestazioni dei master, la logistica degli spostamenti, le decisioni sulle sedi dei campionati italiani, l'abolizione della distinzione tra senior e master al compimento del 35 anno, indumenti della nazionale "comuni" a prezzi politici, l'introduzione di nuove categorie più "giovani"...). Arrivo su questo punto perchè mi sono imbattuto sul sito dei master francesi nelle convocazioni per l'incontro internazionale master tra Francia e Germania. Organizzare incontri internazionali con le altre Nazionali Master è un altro punto fondamentale di quelli appena citati per far crescere il movimento a partire dalle categorie minori (quelle statisticamente più ricche di atleti per ovvi motivi demografici): potrebbe essere un volano per molti atleti ad abbracciare il mondo master: opportunità che hanno costi ampiamente dovuti per chi rappresenta di fatto il bancomat di questa Federazione (tra l'altro con spese irrisorie rispetto al totale). C'è chi sostiene che l'atletica master è soprattutto quella stradista e che di conseguenza bisogna ridimensionare le pretese. Ribatto che anche la stragrande maggioranza dei senior è stradista e nessuno si scandalizza se le risorse vengono investite interamente su chi pratica l'attività su pista (e naturalmente su chi li accompagna in giro per il mondo...). La pista è la vetrina dell'atletica. Anche per i master. Ritornando sull'incontro tra Francia e Germania che si disputa il 10 luglio a Yutz (nella Mosella), l'incontro è stato strutturato su sette specialità con 2 atleti per specialità e due macrocategorie: 40-49 e over 50. Ma l'anno scorso c'era stato anche un incontro tra Inghilterra, Francia e Belgio (mi sembra) in cui vi erano semplicemente i migliori master a prescindere dalla categoria, solo in base al risultato effettivo. Di idee ce ne sono tante: chiaramente vengono favorite le categorie più "giovani", ma penso che tutto rientri comunque in una politica di proselitismo generale da parte delle rispettive federazioni. Questo è sapersi muovere: aspettiamo ora la branca internazionale del masterismo italiano che batta un colpo, che non si limiti a passare le carte delle iscrizioni ai campionati europei. A proposito di Campionati Europei in Ungheria, torneremo sull'argomento con una cosa sconcertante, riguardante la nostra delegazione a Ny... quel che l'è (non mi metterò mai in mente il nome) se uno dei diretti interessati me ne darà modo di parlare pubblicamente. Altrimenti ne parlerò solo informalmente a chi me lo chiederà. E' notte fonda, spero di non aver scritto cavolate qui sopra... domattina mi riservo di rileggere tutto. Buonanotte.

Douglas e l'uomo più anziano sotto i 50" - La Mazzenga perde il record degli 800

(nella foto Marlene Ottey: ha migliorato ancora il record del mondo F50?) - La notizia che è rimbalzata su Masterstrack per qualche settimana è di quelle davvero sconquassanti per un piccolo circus internazionale come quello master: l'apparizione nel giro di pista del Signor Douglas Kalembo, doppio passaporto (americano e zambiano) classe 1960. Carneade, chi è costui? M50? Certo, negli Usa, come in tutto il mondo le categorie si fanno sull'anno, mentre a livello internazionale conta la data di nascita (ma allora, perchè non omogeneizzare tutto sull'anno??), ed è qui che nasce la notizia. Ad Atlanta, Douglas, un giorno di giugno decide ci correre i 400. Quando ferma il cronometro il tempo sul display segna 50"02. Fermi tutti. Il tempo, comunque lo si prenda e lo si giri, è un record del mondo! Record del mondo M45 se corso da 49enne, ovvero M50 se Douglas ha già spento le 50 candeline. Ottenere il record nel 5° anno della categoria è davvero un must, non c'è che dire. Su Masterstrack nasce una fitta corrispondenza volta a individuare la data di nascita precisa di questo atleta, finchè, colpo di scena, si fa vivo lo stesso Kalembo, che invia copia della sua patente di guida americana: 24 luglio 1960. Ci siamo, è M45, quindi il nuovo record mondiale è nella categoria 45-49 ed abbassa il record dell'americano Fred Sowerby (50"20), prestazione che proprio l'anno scorso era stato sfiorata da Enrico Saraceni (50"27). State attenti: in palio c'è non solo un record del mondo, ma anche un titolo di quelli che rimane attaccato sulla pelle di un atleta più del record stesso: l'uomo più "maturo" della storia sotto la barriera dei 50". Ragionando con più freddezza, Douglas Kalembo non è certamente Carneade. Basta una rapida ricerca su internet per scorpirlo presente alle Olimpiadi di Seul (1988) nei 400 e ai Mondiali di Stoccarda negli 800 (1991). Su un sito zambese si apprende ad esempio del suo record nazionale sugli 800 di 1'46"93. 51"49 sui 400 l'anno scorso ad Atlanta.
Rimaniamo nel mondo della velocità: come riportato da alcuni nostri utenti molto attenti, Marlene Ottey nella gara di Postonja il 6 giugno non aveva corso in 11"72 così come da abbaglio-globalizzato e così come riportato su tutti i siti sportivi internazionali, ma bensì in 11"95 (+0,9) che comunque lo si guardasse era il record mondiale dei 100 W50. Ma l'11"72 era di altra atleta, che aveva vinto un'altra serie. Comunque sia, l'impero della Ottey si estende a questo punto su 4 categorie (W35, W40, W45 e W50) rispettivamente con 10"74, 11"09, 11"34 e l'ultimo 11"95. Quest'ultimo record sembra sia stato ulteriormente abbassato a Maribor dalla ex jamaicana a 11"85 (come notato su un piccolo trafiletto della Gazzetta qualche giorno fa, cui sto cercando riscontri... che al momento non trovo).
Dai campionati tedeschi over-50 (qui i due campionati separati sono già una realtà), Christel Happ strappa un ulteriore record del mondo, quello del salto in lungo W80 con 3,05, che migliora di oltre 40 centimetri il precedente record. Sempre dai campionati tedeschi di Kevalaer, Elfriede Hodapp avrbbe battuto il record del mondo degli 800 di Emma Mazzenga, abbatendolo di quasi 12". 3'14"66 contro il 3'25"18 corso dalla Mazzenga. Purtroppo al link del Campionati Tedeschi questo risultato non lo trovo, fidiamoci. Cercherò prossimamente di fare il punto della situazione dei record del mondo aggiornando il file iniziato il primo di gennaio.

03/07/10

Diamond League: Dix batte Tyson Gay e grandissimo Oliver: 12"9 sui 110hs

(a sinistra Walter Dix, giustiziere di Tyson Gay) - La notizia è il ritorno dopo oltre un mese di assenza di Tyson Gay, the challenger of Usain Bolt. Un infortunio lo aveva infatti tenuto lontano dalle piste, dopo le meraviglie dei 400 in meno di 45" e il 200 in rettilineo in 19"50. Ed esordio più difficile non poteva scegliere, ad Eugene, 6^ tappa della Diamond League, visto che si è andato a buscare il velocista al momento più forte al mondo sui 200 (escluso l'alieno), il connazionale Walter Dix (era quello che un tempo correva con le treccine rasta, ricordate?). E per buscarle, le ha buscate: 19"72 a 19"76 (vento +1,8), come il vecchio record di Mennea uguagliato il primo (e ogni qualvolta che qualcuno lo sigla, non possiamo non evocare il mito), cioè al momento il 20° tempo di sempre corso sui 200 (ma Dix vanta anche un 19"69 del 2007). Walter Dix aveva già corso in 19"89 e 19"86 quest'anno: Tyson aveva proprio voglia di testare il suo motore se ha deciso con il suo staff di affrontare un osso così duro: anche le sconfitte per i top-sprinter contano, così come l'imbattibilità. I due sub-20" portano il totale delle prestazioni ab urbe condita (da quando esiste l'atletica leggera) sotto i 20" (ottenuti regolarmente) a 180. 5° tempo personale per Tyson Gay (13 volte sotto i 20"). In chiave Barcellona, 8° il norvegese Ndure con 20"67. Probabilmente desta più sensazione il 12"90 (+1,6) di David Oliver sui 110hs, che è il 4° tempo di sempre corso dall'uomo sui 110hs: prima di lui nella storia della specialità troviamo solo Dayron Robles (col record del mondo di 12"87 e 12"88), e Xiang Liu (col precedente record di 12"88). Pareggiato il record americano di Dominique Arnold che correva in 12"90 nel 2006 a Losanna proprio dietro a Liu (il più veloce secondo posto della storia dei 110hs...). Oliver ha davvero messo nel mirino il record di Robles, che al momento sembra un pò lontano dai suoi standard. Il polacco Noga scende a 13"29 mentre il campione del mondo Braithwaite naufraga a 13"53. Elettrizzante anche la gara dei 100 femminili, dove Veronica Campbell Brown è letteralmente volata: 10"78 (solo 0,8 di vento a favore): 26° tempo di sempre per la jamaicana, che aveva un PB di 10"85. Nella sua scia, Shelly Ann Fraser corre in 10"82 (suo 4° tempo di sempre, vantando come Pb 10"73). Il fenomeno del 2009, Carmelita Jeter si ferma a 10"83 (l'anno scorso divenne la seconda donna più veloce di sempre... o la prima... con 10"64). Lashauntea Moore 10"99: 4 donne sotto gli 11". Marziana ancora Lashinda Demus, con 53"03 (già nello scorso meeting della Diamond League scrivemmo delle sue prestazioni sotto o a cavallo del 53"). Cavalcata senza avversarie per Tirunesh Dibaba sui 5000 (14'34"07), ma ancora una volta mastodontico Christian Cantwell, che ha sparato il peso a 22,41, cioè nel futuro... o nel passato. 25° risultato di sempre nelle liste all-time della specialità (purgata degli squalificati). Più di un metro sul secondo Dylan Armstrong (21,33), con Adam Nelson a 21,16. Spotakova solo terza nel suo giavellotto (spuntato) ad oltre 11 metri dal suo personal-mondiale di 72 metri. Grande 800 con ben 9 atlete sotto il muro dei 2', regolate con il miglior tempo dell'anno da parte di Mariya Savinova (1'57"56): per Cusma sarà davvero difficile battere questa russa, unica europea al traguardo di Eugene. Ma si sapeva, Elisa punterà prima alla finale, poi a quel che verrà. Irving Saladino, da parte sua, mette UN solo salto a referto (8,46) nella gara di lungo, per giunta ventoso (+3,6) ma presenta il conto a Dwight Phillips, il più regolare degli ultimi due anni (8,41 regolare). Infine vittoria a ridosso dei 50" per Allyson Felix (50"27) minacciata dall'africana Amantle Monthso (50"30). Per la Grenot segnali pericolosi da parte della russa Antonina Krivoshapka: 50"60.

Gli over-35 a Grosseto: record della Rosolen e 4 medaglie "master"

(Elisabetta Artuso nel finale degli 800 - Foto Fidal) - Ci sarà un giorno in cui la membrana che separa il mondo "assoluto" da quello "master" verrà abbattuta, e dove si potranno vedere ai Campionati Italiani anche atleti di primo piano dell'atletica nostrana. Negli ultimi giorni ho ricevuto una mail di Claudio Rapaccioni con una disamina tecnica dei c.d.s. master: lunedì o martedì la pubblichiamo, per tornare a parlare del nostro mondo momentaneamente accantonato per dar spazio (anche con le dirette radio) all'Atletica assoluta. Per ritraghettarci nel nostro mondo, vediamo come gli over-35 si sono comportati a Grosseto. 30 i "master" presentatisi a Grosseto (14 uomini e 16 donne), con 4 medaglie portate a casa. Naturalmente non poteva essere diversamente per Nicola Vizzoni, classe '73, capitano della Nazionale, che si è limitato ad un "normale" 75,39. Le altre due medaglie al maschile le hanno vinte Marco Dodoni (1972) e Paolo Dal Soglio (1970) nel lancio del peso, con rispettivamente 18,10 e 18,00 (argento e bronzo). La quarta è il posto d'onore di Elisabetta Artuso (1974) negli 800, e penso che intimamente, assenti Cusma e Reina, pensasse al colpaccio. Dal lancio del peso, la 45enne Mara Rosolen (1965) catapulta la palla da 4 kg a 14,59 che è il nuovo record italiano di categoria (precedente stessa atleta, con 14,49 a Bussolengo i primi di giugno. Il risultato gli è valso il 5° rango nazionale. Un pò sottotono (si pensava francamente ad una medaglia) Andrea Alterio (1973) solo 6° con 14"28 sui 110hs. In qualche modo sorprende il sesto posto nel salto triplo di Leandro Mangani (1974) con 15,81, non lontano dal 16,00 di Buttiglione che rappresenta il record di categoria. Sesto come Maurizio Checcucci (10"45 sui 100), che, come Vizzoni, dovrebbe far parte della comitiva italiana per Barcellona. Non è il Checcucci del 2009 (10"26), ma è sempre un uomo tra i più veloci in Italia. Tra le donne, sfortunata Barbara Lah (1972), quarta all'ultimo salto della Pietrogrande: 13,14 per la Lah e 13,23 per la sua avversaria. Se al maschile la sorpresa tra gli over-35 l'ha destata Mangani, al femminile troviamo Maria Vittoria Fontanesi, 4^ sui 1500 con 4'17"33. Brava Mara Cerini (1971) capace di correre sotto i 2'10" (2'09"88) e capace di andare in finale negli 800, giungendo 7^. 7^ anche Silvia Casella (1972) nei 5000: 16'42"66. La Buga (Roberta Bugarini, 1969) un pò sottotono nell'alto (1,69). Ritirati due over-35 illustri: Patrizia Spuri e Gabriele De Nard.
  1. 01° Nicola Vizzoni (1973, martello) - 75,39
  2. 02° Marco Dodoni (1972, peso) - 18,10
  3. 03° Paolo Dal Soglio (1970, peso) - 18,00
  4. 05° Paolo Finesso (1975, 5000 mt) - 30'11"82
  5. 05° Davide Bressan (1975, asta) - 4,80
  6. 06° Andrea Alterio (1973, 110hs) - 14"29 in finale (14"28 in batteria)
  7. 06° Leandro Mangani (1974, triplo) - 15,81
  8. 06° Maurizio Checcucci (1974, 100 mt) - 10"45 in finale (10"53 in batteria)
  9. 10° Luca Giovannelli (1975, 110hs) - 14"59 in batteria
  10. 13° Emilio Filippi (1972, martello) - 54,02
  11. 14° Fabio Caldon (1975, giavellotto) - 59,95
  12. rit. Gabriele De Nard (1974, 5000 mt)
  13. rit. Diego Cafagna (1975, marcia)
  14. squ Stefano Longoni (1975, 110hs)
  1. 02^ Elisabetta Artuso (1974, 800) - 2'07"62
  2. 04^ Barbara Lah (1972, triplo) - 13,14
  3. 04^ Maria Vittoria Fontanesi (1974, 1500) - 4'17"33
  4. 05^ Mara Rosolen (1965, peso) - 14,59 (record italiano F45)
  5. 07^ Mara Cerini (1971, 800) - 2'11"20 finale (2'09"88 batteria)
  6. 07^ Silvia Casella (1972, 5000) - 16'42"66
  7. 09^ Alessandra Melchionda (1975, giavellotto) - 46,06
  8. 10^ Lorella Pagliacci (1968, 10000) - 37'58"36
  9. 11^ Lucia Pollina (1975, 800) - 2'12"99 (batteria)
  10. 12^ Maria Vittoria Fontanesi (1974, 5000) - 17'07"86
  11. 12^ Emanuela Baggiolini (1972, 400hs) - 51"80 (batteria)
  12. 12^ Pasqualina Proietti Pannuzzi (1971, disco) - 41,12
  13. 15^ Roberta Bugarini (1969, alto) - 1,69
  14. 17^ Enrica Carrara (1967, 3000 siepi) - 11'08"03
  15. rit Patrizia Spuri (1973, 800)
  16. rit Paola Mariotti (1969, 5000)

02/07/10

L'angolo del Duca: Webatletica porta bene

C’era una volta un tormentone televisivo che recitava “le iene portano bene” ed ora, anche se la rima manca, in un impeto di autocelebrazione, vogliamo appropriarci di questo concetto ed asserire che anche noi portiamo veramente bene. Si sono appena conclusi i 100° campionati Italiani di atletica in pista e i due risultati che piu’ ci hanno colpito, anche perché si sa che abbiamo un debole per la velocità, sono quelli relativi alla gara delle gare: i 100 mt. La regina è tornata. Finalmente, Manuela Levorato, dopo anni atleticamente complicati, un po’ per problemi fisici e soprattutto per la più grande gioia che una donna possa provare, è tornata su buonissimi livelli vincendo il titolo con un convincente 11”49, dopo aver segnato anche 11”48 in batteria. Ottimi tempi, oltretutto con vento leggermente contro e quindi un grandissimo bentornato e l’augurio piu’ grosso per limare ancora di qualche centesimo il suo crono ed ottenere il passaporto per Barcellona che, a mio avviso, le spetterebbe comunque di diritto.
In campo maschile, invece, ancora Simone Collio ma questa volta con la gara, credo, piu’ bella della sua vita. 10”16, pur su una pista veloce come Grosseto, con vento leggermente contro, è un crono stratosferico. Sono molto felice perché Simone, in forma alquanto riservata, si era educatamente lamentato, con noi, per alcune illazioni che lo riguardavano, anche in merito ai suoi crono di Rieti. Adesso, ha veramente dimostrato di essere un atleta capace di avvicinare quel primato italiano che appare irraggiungibile e gli auguriamo di cuore, di riuscirci, preferibilmente nell’ambito dei prossimi campionati europei di Barcellona.
Manuela Levorato, Simone Collio, due grandi atleti che in un modo o in un altro hanno mostrato attenzione per il nostro lavoro di appassionati di questo sport e siamo molto felici di aver portato loro bene. La nostra copertina oggi è tutta per loro.

IL DUCA

01/07/10

Anche stasera in radio... Webatletica

Vogliamo commentare anche stasera (verso le 20:30-20:45) i risultati dei Campionati Italiani assoluti. Il clou delle gare è già stato archiviato, ma con i risultati caldi e fragranti possiamo già tracciare le prime conclusioni di questa edizione anemica di atleti degli assoluti. Durante la trasmissione si parlerà anche dei campionati di società master dell'ultimo fine settimana, oltre che dei risultati di maggior pregio ottenuti da tutti gli over-35 in giro per l'Italia. A tra poco!! Per connettersi basterà clikkare il link qui sotto.

Cattivi pensieri (ancora?!) sugli italiani assoluti

(l'arrivo di Collio sui 100 - Foto Fidal) - Che palle dover sempre parlar male dell'atletica italiana. Lo sappiamo, conosciamo i pochi pregi (gli atleti che si dannano l'anima per poter emergere in un panorama di diffuso abbandono) e i tanti difetti (non stiamo qui ad elencarli, dovrei scrivere un libro). Ma bisogna comunque discorrere, come facciamo ogni giorno. Quindi lancio una provocazione: penso intimamente che i Campionati Italiani Assoluti così come sono organizzati adesso, siano una manifestazione obsoleta. Sono generalmente poveri di atleti, televisivamente poco seguiti, spesso abbandonati da molti atleti (se non gli si dice che se non lo fanno, non parteciperanno alla manifestazione internazionale prevista per quell'anno), con una marcata tendenza al peggioramento. Con il nostro smisurato amore per l'atletica, anche se fossimo un Direttore qualsiasi della Rai, mai e poi mai ci sogneremmo di inserire nel palinsesto di una delle 3 emittenti un solo secondo di atletica. Ma chi la seguirebbe? Una nicchia di un paio di migliaia di super appassionati, inferiori di sicuro alla schiera di pensionati che giocano a bocce. L'atletica oggi è incarnata solo da alcune specialità: c'è la velocità, dove non manca mai nessuno (per fortuna!), c'è Fabrizio Donato, la Grenot, Andrew Howe e Vizzoni... Ma dovrebbero cercare di concentrarli tutti nello stesso quarto d'ora televisivo per accattivare il pubblico calciofilo con i veri "personaggi". L'Atletica italiana manca di spettacolarità, e lo spettacolo (volenti o nolenti) lo fanno i campioni. Arese sul sito della Fidal dimostra ancora una volta di essere avulso da quello che lo circonda se può affermare candidamente che è soddisfatto per i risultati ottenuti a Grosseto. Naturalmente è soddisfatto perchè nel borsellino conta le 6/7 medaglie di Barcellona che ritiene possano arrivare nel carnet (Howe, Di Martino, la 4x100 maschile, Schwazer, Cusma, Donato, Vizzoni, Gibilisco e quelle a sorpresa che ci sono sempre) non certo per la pochezza del resto del movimento. Chi c'è dietro a costoro? Quello non gli interessa. Chi si fosse messo davanti a Raisport e si fosse imbattutto casualmente nei 5000 maschili con 5-atleti-5 gareggiare per un titolo italiano sul piede dei 14"15, secondo voi, dal trono personale in pelle Chateaux D'Ax con lo scettro del telecomando nella mano destra ed una bibita sulla sinistra, cosa avrà fatto? Click... Lo spettacolo l'ha fatta la finale dei 100 maschili (ma anche i cronisti devono cercare di rendere le sfide, vere sfide: è questo il senso profondo dell'atletica, lo sontro tra uomini e donne, non il "pass" per Barcellona). Quella dei 100 femminili. L'eterna ricerca del sentiero perduto verso l'Olimpo da parte di uno degli dei dell'atletica caduti dal cielo, Andrew Howe. I voli della Di Martino sopra i 2 metri. Se non si sponsorizza questo, l'atletica credetemi, è un gioco per pochi intimi. Così bisogna avere idee nuove per massimizzare gli eventi. Lo hanno capito buona parte degli sport: gli Assoluti dovrebbero essere inseriti in una maxi-manifestazione, come abbiamo già detto diverse volte, dove tutte le categorie (dai cadetti ai master) possano partecipare. La settimana dell'atletica, come si fa negli USA. I giovanissimi di questo sport devono poter "toccare" i campioni, devono avere un punto di riferimento, un esempio: oggi è tutto rigidimanente separato, tutto asettico. Cercatevi su Youtube i Pennrelays, manifestazione primaverile organizzata presso l'Università della Pennsylvanya. Accanto ai campioni celebrati dell'atletica mondiale, corrono i college, gli junior, i master: pensate solo quanta gente tra parenti e affini potrà esserci in tribuna. A Grosseto penso che se avessero contato le persone presenti solo "per vedere" senza che in pista vi fosse un parente, un amico, un atleta allenato... avremmo avuto uno zero. Quindi, è solo un'idea, ma gli Assoluti devono essere "riempiti" di significato (la storia non ha nemmeno un peso! I campioni del passato dovrebbero essere invitati!), devono sorgere manifestazioni di sostegno, aprire a più persone la possibilità di parteciparvi: il minimo è sì necessario, ma non a discapito dell'immagine! Perchè non dare la possibilità di partecipare ai Campioni Regionali, per esempio? O creare un circuito di gare, un grand prix, in cui i primi 3 possono partecipare agli italiani? Sappiamo che ad Arese tutto quello che va da quei 10 atleti "medagliabili" in giù è tutta fuffa, quindi lanciamo un appello a chi lo seguirà (auspicando che non vi sia un Arese-III, perchè di Galgani ce n'è stato già uno nello sport italiano e nel tennis si stanno ancora leccando le ferite). Partecipazione e Campioni sono le parole d'ordine: non elitismo spinto, con il rischio che se manca qualcuno le gare divengano una sfida tra pochi intimi. Vi lascio ad un piccolo commento personale sulle varie specialità.
  • velocità maschile - la sfida delle sfide è rimasta quella dei 100 metri maschili, se non altro perchè c'erano 3 posti con 4 pretendenti, con il non trascurabile particolare di decidere i frazionisti della staffetta veloce. Ma possibile che in batteria ci fossero solo 14 atleti? Se non è record negativo, poco ci manca. 8 in finale e 6 fuori. Per fortuna non mancava nessuno tra i migliori. Simone Collio ha comunque dimostrato in quei 100 metri di essere il più forte sprinter italiano del XXI secolo, nell'unica sfida diretta dell'anno con i suoi più vicini avversari. In un ipotetico ranking, segue Stefano Tilli quale portabandiera della velocità Made in Italy. Il suo 10"16 a mio parere è la sua più bella prestazione di sempre, vuoi per la location ove è stata ottenuta, vuoi per le circostanze che lo hanno portato a correre quel tempo. Probabilmente ora ha raggiunto la quadratura del cerchio, la sicurezza delle proprie movenze e forse è parsa anche una certa serenità. Emanuele Di Gregorio ha invece fatto il suo: 10"20 in stagione, e 10"22 a Grosseto, standard elevatissimi di rendimento. Può benissimo ambire anche lui alla finale di Barcellona. Il disertore (magari da domani figliuol prodigo se come penso rientrerà nei ranghi) Fabio Cerutti, dopo il SB di 10"22 col quale si è presentato a Grosseto, corre la finale in 10"24, terzo. Probabilmente colui che ne esce non sconfitto (10"24 è un signor tempo), ma sicuramente un pò ridimensionato. E ora? Chi farà la staffetta? Avranno il coraggio di tener fuori Cerutti per inserire qualcuno che corre più lento di almeno 2 decimi? Uguagliati parteciperà ad un'altra puntata di "Mai dire Banzai" in cui vince chi con un bastone si tira il colpo più forte nel basso ventre? Staremo a vedere: è un fatto che la 4x100, se non succede nulla di imponderabile (qui molti si toccheranno) è una delle poche opportunità italiane di medaglia. Nei 200 a sorpresa compare Claudio Licciardello: spero non avesse paura di sfidare un Vistalli in formato MaxiBon suoi 400. Resta comunque una scelta davvero opinabile: di solito, uno si presenta in una specialità non sua per "allenarsi" alla propria disciplina. Ma lo fa agli italiani?? Glielo ha chiesto la Fidal? Il Duca mi ha fatto sapere che non si sente a posto fisicamente e che punterebbe tutto sulla 4x400. Vince così Roberto Donati (20"98) che non è un fenomeno, ma il suo lo fa sempre e gli italiani li onora. Bravo. Secondo Licciardello in 21"05. Ma Galvan che fine ha fatto? E Marani? Possibile che si arrivi all'appuntamento clou e ci si infortuni (se è questo il motivo)? Marco Vistalli così si è trovato a correre un 400 da solo, nella depressione totale di una specialità che un tempo metteva una mezza dozzina di atleti sulla soglia dei 46" (e Andrea Barberi che fine ha fatto?), vincendo nel deserto in 45"95 (suo personale): lui il minimo l'ha fatto (era 46"00), Licciardello avrebbe potuto provare a conseguirlo, visto che non ce l'ha ancora (46"13 quest'anno) e non ce l'avrà più (la deadline erano proprio gli italiani) e le "regole" per partecipare a Barcellona sono state pure pubblicate. O la Fidal si inventerà qualche altro strano magheggio venendo meno a... sè stessa? Mi domando ora come faranno a portare la 4x400 maschile, se alla gara più importante, alla fine dei conti si presenta il solo Vistalli. Sarebbe di per sè solo motivo per molti altri esclusi in altre discipline per lamentarsi.
  • Velocità femminile: spicca la mamma volante Manuela Levorato, che spara tutto nelle due ultime possibilità a disposizione per fare il minimo per Barcellona: la batteria e la finale. Il tempo fissato è 11"45, mentre la veneta corre in 11"48 prima e 11"49 poi. Peccato. Gli manca solo qualcosina in fase lanciata (perchè nella transizione sembra proprio la Levorato delle medaglie europee di qualche anno fa) e potremo ancora ammirarla sotto gli 11"40. Dura lex sed lex, dicevano i romani. Niente minimo. Ma vedremo anche qui cosa succederà, perchè questa Federazione tutto sembra tranne che un esempio di dedizione a ciò che si impone. Nei 200 femminili Giulia Arcioni si fa interprete di un'ottimo 23"40 (davvero notevole) mentre nei 400 Libania Grenot spara un 51"14 con molti significati. Diciamo che è una delle poche papabili del podio basco.
  • Mezzofondo maschile: è l'anno zero. O forse il meno-uno. Sono ormai lontani ricordi i tempi in cui Longo, D'Urso, Benvenuti, Giocondi, Di Napoli... L'oggi è triste ma il domani sembra addirittura peggiore. Si vive alla giornata, sperando che qualcuno tiri fuori il jolly. E su quelli si basa la "politica" della Fidal. Manca una politica generale (come quella americana o spagnola... ma forse non c'è nemmeno voglia di investire denaro: e poi chi accompagna la nazionale in giro per il Mondo? Con quali denari?). L'unica via che si cerca di seguire senza nemmeno tanta convinzione, è quella della naturalizzazione dei figli di immigrati di seconda generazione, che poi, alla fine, sono i ragazzini più motivati ad emergere in una società che offre probabilmente troppi svaghi ed è venuta meno a molti valori. Peccato che molti di questi ragazzini stranieri, ma che sono nati e vivono nel nostro Paese, vengono spesso illusi per anni salvo poi dover cercare di emergere con i colori di una nazione lontana che magari non hanno mai visto. Anche questa è "integrazione" e lo sport può essere un veicolo eccezionale. A Grosseto, orfani di Christian Obrist, l'unico atleta con una certa nomea internazionale, 800 e 1500 si sono trasformati in gare non certo memorabili (quanto meno a personaggi). Hanno vinto Rifesser e Iannone. I 5000 (vinti da Stefano La Rosa) addirittura con soli 5 atleti al traguardo (tutti sopra i 14') e i 10000 corsi a ritmo di 3' per 9 km, quindi regolati da Daniele Meucci. Sì, certo il caldo, ma il senso che se ne ha è di abbandono generalizzato, e soprattutto un ripiego estivo alle ben più remunerative gare su strada.
  • Mezzofondo femminile: per fortuna c'erano Elisa Cusma ed Elena Romagnolo ad animare i 1500. Ma non è che segua spesso il mezzofondo femminile per poter affermare: stiamo migliorando e stiamo peggiorando. Guardando l'ordine d'arrivo dei 5000 sembra comunque di vedere una gara della neo-costituenda categoria F30, con un paio di interpreti della F35. Su 15 partite, 10 avevano più di 30 anni. Coincidenze naturalmente. Gli 800 si sono pure privati della presenza della Reina. Ma cos'è successo? Un'epidemia degli atleti migliori proprio a Grosseto? Anche gli 800 femminili hanno comunque evidenziato la completa mancanza di ricambio generazionale. Generalmente tutte atlete vicine ai 30 se non di più, con la sola Serena Monachino (classe '90) a rompere il leit motiv. Nei 3000 siepi due notizie: il sub 10' da parte di Valentina Costanza (9'58"78) e il record italiano junior da parte di Giulia Martinelli (10'05"49).
  • Salti: il salto in alto sta indubbiamente vivendo (sia al maschile che al femminile) il suo Rinascimento. Peccato che ciò non produca (almeno al maschile) la stella, ma tanti ottimi interpreti. A parte che anche a livello internazionale si sta vivendo lo stesso fenomeno , cioè un periodo "random", dove non c'è un primus inter pares, qualcuno che sia una spanna sopra gli altri. Questo può giovare anche a noi italiani. Ogni gara fa storia a sè. Nelle gara maschile di Grosseto i nostri amici del GGG ne hanno combinata un'altra delle loro, questi mattacchioni, costringendo a diversi salti in più gli atleti (visto che erroneamente gli era stata misurata una misura di 6 centimetri superiore). Vittoria a Filippo Campioli con 2,28. Al femminile si hanno già una manciata di atlete sopra il metro e 90, ma la dominatrice internazionale rimane Antonietta Di Martino, salita in cielo a 2,01, e di anni ne ha più di 30. Sul più bello è venuta a mancare la sfida con le altre, probabilmente vittime delle gambe molli da emozione da palcoscenico di fronte alla duchessa del salto in alto. Nel triplo maschile si conferma Fabrizio Donato sulle sue misure (17,00) che lo fanno il più grande triplista di sempre in Italia (quanto a risultati), seguito da Schembri e... Boni. E Greco? Bè a Greco non si sa cosa gli succeda in gara. Passa dai 17 metri ai 16 (e anche a meno), non dando garanzie di regolarità. Bocciato. Nel triplo femminile senza avversarie Simona La Mantia (14,00). Il lungo femminile è una specialità invece davvero in cerca d'autore. Si fa fatica a superare i 6,30: se andate in Canton Ticino ne trovate una che salta 6,50 regolarmente. Qui le naturalizzazione sono più difficili. Naturalmente le atlete danno il massimo di sè, ma sembra che a nessuno interessi più di tanto sviluppare e migliorare le risorse a disposizione. Sono lontani i tempi della May, ma anche quelli della Capriotti e della Uccheddu. Nel lungo maschile per fortuna è tornato Andrew Howe, ma probabilmente il tasto "on" glielo ha acceso Emanuele Formichetti, che proprio al penultimo salto ha sparato un 8,10 che spero gli valga la convocazione a Barcellona e che deve aver stimolato la verve agonistica del nostro talento più talentuoso. Così Howe ha tirato fuori gli attributi e ha balzato a 8,16: grande iniezione di fiducia per... Arese. Sarebbe davvero bello vedere Howe senza tutti questi personaggi attorno che gli ronzano, che gli suggeriscono, che vogliono stabilire il suo futuro (e intanto gli anni passano...), la sua specialità. Lo sappiamo: molti fanno dipendere le proprie fortune dalle sue gambe, ma di un Campione se ne apprezza spesso la serenità, la solarità, la simpatia più che l'alterigia e la sicurezza. Vederlo con Castrado che lo abbraccia, mi fa francamente senso. Nell'asta gara con solo 3 atleti oltre i 5 metri, vinta da Giorgio Piantella (29 anni) con 5,50, davanti a Rubbiani (32) e D'Orio (32). Assente Gibilisco, e non ne conosco le cause. Tra le donne Elena Scarpellini 4,20.
  • Lanci: Nicola Vizzoni patisce il caldo ma lancia comunque 75,39, mentre Marco Lingua si ferma sotto i 73. Nel peso vince un non-militare, Andrea Ricci con un non stratosferico 18,17, e il lancio del peso nazionale è diventato davvero poca cosa a livello internazionale, se si pensa che in finale ad un campionato internazionale servono misure tra i 20,20 e i 20,50. Due metri sono davvero tanti, come mezzo secondo sui 100. Dietro di lui due "master", un M35 (Dodoni) e un M40, l'intramontabile Paolo Dal Soglio. Buon 61,46 nel disco di Hannes Kirchler. Nel giavellotto delude la speranza Gianluca Tamberi (solo terzo) battuto da Roberto Bertolini (73,79) e Leonardo Gottaro (71,07). Tra le donne di sicuro spessore internazionale il lancio di Chiara Rosa con 18,61. Probabilmente manca qualche centimetro per pensare al podio di Barcellona, ma la veneta sembra in decisa crescita. Zahra Bani invece si riavvicina al muro dei 60 (59,87) che sono già una soglia di eccellenza internazionale. Infine va alla Salis la sfida eterna con la Claretti nel martello: 70,23 a 69,55.

29/06/10

Domani, ore 19:20, diretta radio degli italiani assoluti di Grosseto!!!

(Manuela Levorato in una foto Fidal) - Poi non lamentatevi di Webatletica!! Domani sera, dalle 19:20 la diretta su questo sito (basterà clikkare sul link che vi forniamo qui in fondo) dei Campionati Italiani Assoluti di Grosseto commentati dal trio delle meraviglie (il Lando, Linforbif e Andycop). Seguiremo per oltre un'ora le maggiori finali della massima manifestazione atletica italiana, con commenti arguti e puntuali sui partecipanti, le prestazioni, i record. In particolare alle ore 19:30 l'attesissima finale dei 100 maschili con Collio, Di Gregorio e Cerutti, i 100 femminili con la Levorato. La sfida sugli ostacoli tra Tedesco e Abate (entrambi hanno corso sui 13"70 quest'anno e sono in cerca del pass per Barcellona) e tra la Caravelli e la Doveri sui 100hs. E poi anche il 1500 maschili e femminili, il lungo, il peso... Durante la diretta commenti anche sugli ultimi avvenimenti atletici del fine settimana. Se avrà successo l'esperimento, replica giovedì per la seconda giornata, con una maxi diretta fino a notte inoltrata.

27/06/10

I migliori punteggi individuali dei c.d.s. del fine settimana

  1. 1367 - 40"41 - 200 - Ugo Sansonetti (M90)
  2. 1021 - 24"11 (0,0) - 200 - Domenico Furia (M50)
  3. 1002 - 25"98 - 200 - Antonio Rossi (M60)
  4. 968 - 12"51 (-1,0) - Antonio Rossi (M60)
  5. 962 - 22"87 (-1,4) - 200 - Max Scarponi (M40)
  6. 961 - 27"22 - 200 - Giuseppe Grimaudo (M65)
  7. 951 - 1,57 - alto - Angelo Vecchio (M60)
  8. 950 - 6,84 - peso - Rovelli Giuseppe (M90)
  9. 943 - 25"64 (-3,6) - 200 - Proietti Enzo (M55)
  10. 942 - 24"78 (0,0) - Ugo Zuliani (M50)
  11. 936 - 51"08 - 400 - Max Scarponi (M40)
  12. 935 - 2'00"80 - 800 - Giuseppe Romeo (M45)
  13. 925 - 4,69 - lungo - Giovanni Lambri (M65)
  14. 923 - 4'52"15 - 1500 - Antonio Trabucco (M60)
  15. 912 - 26"05 - 200hs - Lorenzo Muraro (M40)
  16. 904 - 51"64 - 400 - Emilio De Bonis (M40)
  17. 901 - 10,71 - peso - Bonfà Sergio (M65)
  1. 1084 - 14"58 (-0,8) - Umbertina Contini (F60)
  2. 1072 - 30"83 (0,0) - Umbertina Contini (F60)
  3. 1019 - 36"25 (0,0) - Emma Mazzenga (F75)
  4. 968 - 52"22 - 4x100 - Ambrosiana (F45)
  5. 961 - 60"48 - 400 - Maria Ruggeri (F40)
  6. 960 - 12'47"35 - 3000 - Liviana Piccolo (F60)
  7. 954 - 63"92 - 400 - Giuseppina Perlino (F45)
  8. 950 - 17"99 (0,7) - Emma Mazzenga (F75)
  9. 948 - 25"94 (-0,3) - 200 - Maria Ruggeri (F40)
  10. 944 - 13'56"01 - 3000 - Elena Snape Gatti (F65)
  11. 940 - 4'58"63 - 1500 - Jocelyne Farruggia (F45)
  12. 939 - 4'28"27 - 4x400 - Asi Veneto (F45)
  13. 926 - 1'11"37 - 400 - Anna Micheletti (F55)
  14. 915 - 1'08"40 - 400 - Mirella Giusti (F50)
  15. 912 - 31"29 (-1,7) - 200 - Anna Micheletti (F55)
  16. 906 - 13"42 (1,9) - 100 - Marinella Signori (F45)

C.d.S. Master in pompa magna

(la Daini di Carate schierata all'Arena dopo la vittoria nella fase regionale del c.d.s. Master) - Si è chiusa questo fine settimana la prima ed unica fase dei c.d.s. Master, quella cioè che porterà dritta-dritta a Cagliari. Durante le scorse settimane avevamo sentito alcuni esponenti anche illustri lamentarsi della location sarda (per carità non voglio suscitare altre polemiche!): mi chiedo solo se, visto che qualcuno quasi sicuramente rinuncerà alla trasferta, potrà essere sostituito da altre società giunte nelle immediate retrovie. Per quanto riguarda le gare appena terminate, se posso permettermi, non so se sia ancora il caso di organizzare tanti c.d.s. regionali, piuttosto che 5 o 6 raggruppamenti interregionali, che raggruppino qualche società e qualche atleta in più: vedere serie di 100 metri composta da un solo atleta è un pò deleterio per la prestazione stessa dell'atleta e in generale per tutto il movimento. Ma rimane una mia idea personale. Comunque sia, quest'anno ho avuto l'onore di partecipare con la mia piccola armata brancaleone ai c.d.s. Master lombardi nel leggendario anfiteatro dell'Arena civica meneghina. Bellissima manifestazione, ottima organizzazione (quando ci vuole, ci vuole!). E poi sono stato testimone della grande sorpresa: la Daini Carate maschile che batte per la prima volta (presumo) le schiere agguerrite di Ambrosiani (a dire il vero azzoppati dalle assenza letali di Giancarlo D'Oro e Roberto Vaghi). Lo spirito societario domina sulle prestazioni dei singoli e il divertimento è garantito. Poi in Lombardia si arriva quinti con un punteggio con il quale si vincerebbe in una dozzina di regioni, ma questa è un'altra storia che analizzeremo strada facendo. Intanto ho percepito l'aria elettrica (tante telefonate, dai compagni agli avversari, alle mail) intorno al conclave riunito a Roma e che sta raccogliendo i risultati dei societari da tutte le regioni. Si sono chiusi tutti nella cappella Sistina della Fidal e fra poche ore uscirà il responso dal comignolo (per noi attori non protagonisti che navighiamo a ridosso della border-line... 9400? 9300?) che potrebbe permetterci di prenotare qualche posto su un volo Ryanair diretto a Cagliari. Per ammazzare l'attesa, vediamo quello che è successo in alcune delle sedi dei c.d.s.. Dal settore record arriva l'ennesimo miglioramento sui 400 M65 da parte di Giuseppe Grimaudo, che con 1'01"61 sui 400 M65 si regala (ha compiuto gli anni il 27) il secondo record italiano in meno di due settimane. Il terzo gli arriverà poi nella 4x100 M60 del Cus Palermo, dove con 51"58 cancella una sorta di ex-aequo tra Ambrosiana e Amici del Tram de Opicina, asserragliati rispettivamente a 52"1 e 52"16. Da Mestre arriva la news di Lorenzo Muraro che abbassa il suo stesso record M40 dei 200hs: 26"05 contro il 26"42 precedente. Desta sensazione sicuramente anche un sub-26" nei 200 femminili da parte di Maria Ruggeri (1969): 25"94 con -0,3 e cancellato dopo 10 anni il record di Paola Melis dopo i diversi tentativi dell'anno scorso da parte della sicialiana. Prima donna sotto i 26" dopo i 40 anni: un altro piccolo pezzo di storia master scritto sulla pista di Siracusa. E non potevano mancare alla riscrizione della velocità femminile sia Umbertina Contini che Emma Mazzenga. La Mazzenga è scesa a 36"26 sui 200 F75 con vento nullo, migliorando il suo 36"60 ottenuto nel maggio 2009. La Contini ha invece migliorato per la terza volta il record dei 100 F60, portandolo a 14"58 con 0,8 di vento contrario. Marisa Tavoso batte un record risalente a 12 anni fa: quello di Paola Clò Sagot nel salto triplo F50: 8,57 a 8,54. Più vecchio di questo record nel triplo c'era soltanto il 14,00 della Antonella Capriotti come F35. Staffette: Record italiano M40 (il secondo in tre settimane) della 4x400 della Giovanni Scavo 2000, che abbassa il suo stesso record ottenuto all'olimpico a 3'34"82, cioè il terzo miglioramento dei romani in meno di un mese. Sempre dalle staffette arriva il record pareggiato nella 4x100 F50 da parte del Cus Romatletica (58"07 a 58"07 col tempo ottenuto alla finale dei c.d.s. di Firenze). L'Atletica San Marco Venezia per parte sua abbassa il suo record M50 della 4x400 stabilito anch'esso all'olimpico: 3'49"32. L'Ambrosiana femminile lima ancora un paio di decimi al suo fresco record italiano della 4x100 F45: 52"22 nella medesima configurazione vistasi all'olimpico di Roma (record particolarmente ambito, visto che è stato battuto 5 volte nel giro di due anni da parte dell'Asi Veneto 3 volte, e dall'Ambrosiana due). Ma ora vediamo insieme alcuni risultati da alcune sedi dei c.d.s. Master.
  • Siracusa (Sicilia): detto dei record dell'M65 Grimaudo nei 400 e nella 4x100, segnalo anche il 54"64 sulla medesima distanza dell'M45 (è del 1962) Giovanni Agosta. Nel salto in alto Angelo Vecchio (1948) spara 1,57 e totalizza 951 punti. Il record italiano è 1,61 sempre suo ottenuto un paio di anni fa. Mauro Cavallaro (1960) salta 11,74 nel triplo e mette a taccuino 802 punti. Nei 200 si rivede Grimaudo che spara 27"22 (ben 961 punti!) e trascina il Cus Palermo a Cagliari. Lontano Tristano Tamaro che nel 2003 correva in 26"34. Salvatore Saraò (1968) buon 23"88 con 1,7 di vento contrario. Tra le donne 4'57"18 di Monica Accardi (1968), Marta Roccamo (1966) 13"34 sui 100 metri correndo da sola (proprio sola-sola). Maria Tranchina (1968) 11,79 nel peso. Maria Ruggeri fa il pieno di punti nei 400: correndo l'ottimo 1'00"48 ne porta a casa ben 961. Del sensazionale record sui 200 ne ho già parlato in precedenza.
  • A Reggio Calabria i master calabresi sono scesi in pista per il loro raggruppamento. (ma solo al maschile). Stranamente assente Vincenzo Felicetti, da segnalare solo l'11,38 nel lancio del peso di Umberto Laganà (1940), in quanto unico risultato sopra gli 800 punti rintracciato.
  • A Roma si consuma invece il rodeo laziale. Inizio subito con una chicca segnalatami accortamente dal Duca. l'Hall-of-Famer Ugo Sansonetti riesce a prendere "solo" 720 punti nei 100 metri correndo in 19"78, mentre nei 200 succede l'imponderabile con 40"41 (con -2,7!) e la bellezza di 1367 punti!!! Ma come le tabelle arrivano a 1300 punti... vuoi vedere che è andato fuori scala? Già intuitivamente sembra che ci sia qualche cosa che non vada: delle due, l'una: o è sbagliato il punteggio sui 100 o quello dei 200, o sono sbagliate le tabelle. Uno stesso atleta che in due giorni ottiene risultati tanto distanti sembra infatti un paradosso statistico. Guardando le stesse tabelle, è come se un M35 corresse i 100 in 11"52 e il giorno successivo, miracolato da qualche dea notturna, potesse correre in un tempo sui 19"50 i 200 (tiro ad indovinare, le tabelle arrivano a 1300 punti e 20"00 per gli M35) minacciando addirittura Usain Bolt. Siccome corro più o meno quei tempi sui 100, mi piacerebbe conoscere personalmente la Dea notturna. Sansonetti a parte, sugli scudi Enzo Proietti (1954) con 12"50 (+0,8) sui 100 e 25"64 sui 200. Il solito grande Max Scarponi su 200 (22"87 con 1,4 di vento contrario) e 51"08 sui 400, dove ha domato un pimpante Emilio De Bonis (51"64). Sui 1500 gran tempo per Antonio Trabucco (1948) con 4'52"15 e Mario Vaiani Lisi (1950) che ha chiuso le sue fatiche in 4'55"53. Record italiano 4x400 M40 da parte della Giovanni Scavo 2000, come citato nel cappelletto introduttivo all'articolo. Tra le donne, Kathy Seck (F40) ancora veloce sui 100: 13"16. Anna Micheletti (F55) 31"29 (con -1,7) sui 200 che gli valgono più di 900 punti così come nei 400 (1'11"37 e 926). Paola Tiselli (1973) 2'13"98 da sola e 4'58"63 di Jocelyne Farruggia (1962) che le portano in dote 940 punti. Il Cus Romatletica pareggia il suo record italiano di società nella 4x100 F50 (58"07).
  • All'Arena Civica di Milano, in una due giorni decisamente assolata, si consuma il "sorpasso" dei Daini di Carate all'Ambrosiana. L'Arcade che batte lo Spartano. Ma, come scrivevamo in precedenza, hanno pesate le lunghe assenze di Giancarlo D'Oro e Roberto Vaghi sul computo totale... ma alla fine un c.d.s. master (ne sono consapevole pure io) è un tirar la coperta continuamente. Gli infortuni, gli impegni, le scuse sono all'ordine del giorno: nella vita quotidiana si ha altro cui pensare che al c.d.s., no? Parliamo di gare, dove Marinella Signori sfiora il suo fresco record: 13"42 con 1,9 di vento. Nella sua scia si avvicina pericolosamente alla barriera del 14" anche la F40 Lorenza Nolli (14"22), ma anche 30"00 sui 200. La velocità maschile è ad appannaggio di Roberto Gangini (M40): 11"52 e 23"66. Nei 400 sparata da 954 punti per Giuseppina Perlino con 1'03"92. Negli 800 parata di stelle "infracategoriali", con Giuseppe Romeo (1963) che con un fantastico 2'00"80 doma Cosimo Sguera (1971) 2'01"64 e Francesco D'Agostino (1966) 2'02"32. La sfida Romeo-D'Agostino si ripresenterà l'anno prossimo nella medesima categoria... saranno scintille. Lo stesso Romeo vincerà anche nettamente i 1500 in 4'20"66. Nei 3000 si rivede Luciano Redepaolini (1947) capace di correre in 10'19"88. Daniele Pagani (1966) sfodera ancora un fisico invidiabile e una forma olimpica: 1,84 nel salto in alto. Di Susanna Tellini scrivo solo che ha fatto un gran balzo nel lungo: 5,23. Nel lungo il fenomeno è stato Giovanni Lambri (1945), con 4,69. Record nella 4x100 Ambrosiana F45, mentre Paolo Citterio (1975) a momenti soffia il record nei 200 ostacoli M35 a Stefano Longoni (25"72 a 25"54, entrambi con vento contrario decisamente teso). Dal peso 6,84 per Giuseppe Rovelli (M90) e 10,71 dell'M65 Sergio Bonfà.
  • A Terni scendono in pista le agguerrite società umbre. Non so quale maledizione abbia colpito Antonio Rossi (solo sportiva, per carità) ma ancora una volta, per un dannatissimo centesimo (12"51 a 12"50), il record di Attilio Jacquemet sui 100 M60 stabilito a Melbourne nel 1987 resiste. E c'era pure un metro di vento contro! Antonio Rossi poi spacca la barriera dei 1000 punti sui 200: 25"98 (abbattuta anche la barriera dei 26") e 1002 punti. Prima dell'Era-Felicetti, il record italiano era 25"96... Stefania Rulli (1969) si trova praticamente da sola a correre 800 e 1500 (a meno che le classifiche sul sito della Fidal l'abbiano disgiunta dalle Assolute): 2'20"56 e 4'51"82.
  • A Mestre l'altro centro di gravità permanente del masterismo italiano. Il Veneto. Due società oltre i 10.000 punti, cioè l'elite tra gli uomini. Domenico Furia (1960) corre in 24"11 i 200 con vento nullo: 1021 punti per lui! Ugo Zuliani (altro 1960) 24"78 e 942 punti. L'impresa la compie Lorenzo Muraro, che torna sulla stessa pista dove l'anno scorso ottenne la MPI sui 200hs e la migliora di quasi 4 decimi: 26"05 con 0,5 di vento a favore contro il 26"42 di un anno fa. Altro miglioramento di record italiano nelle staffette, con la 4x400 M50 dell'Atl. San Marco Venezia, come già sopra descritto. Doppio record italiano delle signore della velocità Mazzenga-Contini sui 200 F75 e 100 F60 (con super punteggi oltre i 1000 punti). Ma anche 17"99 per Mazzenga sui 100 e 30"83 per Contini sui 200. 1'08"40 nei 400 da parte della F50 Mirella Giusti, mentre Liviana Piccolo (F60) corre in 12'47"60. Barbara Ferrarini (1967) salta 5,20 nel lungo, a 3 centimetri dal salto della Tellini a Milano. Marisa Tavoso batte il record della Clò Sagot nel salto triplo F50 (8,57).

25/06/10

Ci siamo: partono i c.d.s. Master

(L'arena civica di Milano, dove si svolgerà la fase dei cds regionali master della Lombardia) - La stagione dei continua: mancano ormai tre settimane agli Europei ungheresi di cui non voglio assolutamente imparare a pronunciare la città. La stagione master è ormai nel vivo, 139 i record italiani fin'ora ottenuti, gli ultimi da parte di Rossella Zanni a Modena sui 200hs F45 (33"04) e dalla Capriolese sulla 4x400 M35 a Milano il 16/06 con 3'33"12. Meditavo su una cosa: la 4x100 F45 dell'Ambrosiana a Roma ha corso in 52"43. Per curiosità ho spulciato il record assoluto, quello che cioè è ad appannaggio della Nazionale F45, che è... 55"30! Qualcuno si chiederà: perchè non vale il record dell'Ambrosiana e non quello della nazionale? Semplice: le regole internazionali pretendono che 3 atleti su 4 appartengano alla categoria "bersaglio" e che, nell'eventualità, solo un atleta possa scendere di categoria (e mai salire). Nella squadra meneghina due atlete erano F40 e 2 F45: ecco perchè non si è trattato di record assoluto F45 ma solo di società. Ma comunque... oggi parte il grosso del Campionato di Società Master. Già diverse regioni sono scese in pista nella scorsa settimana, delineando già alcuni aspetti: sarà rincorsa alla Amatori Olimpia Rimini tra gli uomini, che nella fase regionale non ha nemmeno schierato alcune delle sue punte. Mancano 12 regioni alla spunta, e si iniziano a fare i conti sulle seconde e terze società classificate nelle varie fasi locali (visto che la vincitrice della fase regionale passa di diritto). Dovranno essere 26 società... per il momento vi segnalo i 9048 punti dell'Atletica Pistoia, seconda società in Toscana, e gli 8880 punti della U.S. Quercia Trentingrana. Questi sono già punteggi a rischio, visto che devono scendere in campo Lombardia, Lazio, Piemonte, Sicilia, Sardegna, Campania... Vedremo nelle prossime settimane cosa accadrà. Nei prossimi giorni vedremo inoltre di analizzare i vari risultati dalle diverse piste. Consentitemi così di fare nella parte conclusiva dell'articolo, un piccolo resoconto degli avvenimenti plus dell'ultima settimana (per ora in Lombardia) in chiave master che ho trovato sulla rete.
  • Torna Elena Montini: dopo la sfolgorante stagione 2009, avevo assisitito (anzi, "non") al silenzio agonistico della comasca. Non ne conosco i motivi: stiamo parlando della F45 più duttile della storia, capace di ottenere record italiani a ripetizione tra 200 e 800, sia indoor che outdoor. E' così che mi sono sorpreso favorevolmente della sua presenza ai Campionati Regionali di Busto: 1'03"39 sui 400 e 2'27"03 sugli 800. Il primo risultato sfiora già i 90% AGC (89,92), mentre il secondo 84,93%.
  • Il ruggito del leone ferito: Giuseppe Romeo 2'01"53. Romeo, dopo il supplizio agonistico patito nel circo dei leoni romano, torna a ruggire. Tempo davvero "must" quello ottenuto a Busto, che equivale a 93,21% AGC, cioè un risultato statisticamente da velocista (visti i risultati che circolano). Ora, come sostiene su facebook, si avvicinano gli europei, e con questi tempi sarà davvero difficile fare caccia grossa nella savana, senza doversi preoccupare di essere azzannati.
  • Grandissimo 2'10"93 per Mara Cerini (1971) sugli 800 bustocchi, cioè 88,16%. Vittoria ai Regionali Assoluti e minimo per i campionati italiani assoluti.
  • Sempre spulciando i risultati di Busto Arsizio: i 400 vedono il 51"13 di Enrico Sarcuno (1974, 87,68%), il 54"63 (87,60%) di Paolo Bertaccini (1965). Molto vicini in termini di AGC, nonostante gli 11 anni di differenza... mi sono sempre chiesto se ai regionali master individuali, non sarebbe il caso di premiare secondo l'agc piuttosto che premiare tutte le categorie: al massimo premiare i master e i veterani distintamente (over-65 e sub-65), per creare un'unica specialità ed un unico campione master per quella specialità. Acquisterebbe tutto maggiore spettacolo e si andrebbe di conti, che piacciono a molti. Rimaniamo nel varesotto: Ugo Piccioli (1969) corre in 2'05"73 (85,37%), mentre 4'06"77 sui 1500 per Igor Rizzi (1972) che equivale a 87,13%. Ma nei 1500 il risultato clou è quello di Pierangelo Avigo: 4'20"70 per il bresciano classe '61, cioè 91,59%. 88,89% per lo scatenato Igor Rizzi sui 5000, avendo corso nel sontuoso 14'47"88 (secondo in Lombardia). Stefano Vercelli (1975) è nel frattempo diventato master: i suoi 3000 siepi corsi in 9'43"61 equivalgono a 84,49%. Terzo Stefano Longoni (1975) nei 110hs con 14"79 (ma a Bellinzona, la settimana scorsa aveva ottenuto il minimo per gli assoluti con 14"67). Ha del portentoso il 57"98 di Frederic Peroni nei 400hs: essendo del 1963, il suo tempo equivale a 94,28%!! Nel salto il lungo, il 39enne Eugenio Biasin (1971) salta 6,40 (78,56%, ma si sa che nei salti bisogna aggiungere un 10% in più per avere una pietra di paragone con i velocisti). Tra le donne, Laura Avigo ormai ha rotto gli indugi, ed insieme ai fratelli sta vivendo un periodo di forma davvero strepitoso: 4'45"56 sui 1500 (88,96%), settima in Lombardia con la più "anziana" giunta davanti a lei più giovane di 20 anni. Nel salto in lungo Flavia Borgonovo atterra a 5,48 (76,54%), cioè quarta nel ranking della regione della Rosa Camuna. Nel triplo vince la 38enne (1972) Barbara Lah, con 12,79 (botta da 91,51% agc). Altra vittoria over-35 dal giavellotto con Alessandra Melchionda con 47,66 (65,29%, ma sapete che ai lanci femminili dovreste aggiungere non meno di 20 punti percentuali per poter dare un giusto peso alla prestazione).
  • Il 17/06 a Cantù, Marco Ceriani (1965) 24"20 (89,35%) sui 200 nella sua risalita verso l'atletica master (che conta) dopo qualche problema fisico nella fase clou della preparazione. Ti scopro poi un risultato ante litteram della Elena Montini (F45) sugli 800: 2'28"36. Paolo Gatti (1957) corre un ottimo 3000 in 10'01"67 (85,67%).
  • Il 16/06 all'Arena di Milano trova il suo momento topico nel record italiano della 4x400 M35. La mia Capriolese infatti con 3'33"12, demolisce di oltre 3" il precedente record detenuto dagli amici dell'Athlon Bastia. Si rivede dopo un lunghissimo periodo di assenza (ultima apparizione in un 150 mt svizzero) il campione d'Italia indoor dei 200 M40 Omar Lonati, che non va oltre 24"09 (86,48%). Meglio in termini percentuali il 27"70 di Aldo Del Rio (1946) che gli paga 88,92%. Nely Mery Greceanu (1970) arriva a 10,52 nel triplo (77,13%). Frederic Peroni "solo" 1'00"56, ma abbiamo visto che a Busto si rifarà poi ampiamente.
  • Nella mia Garbagnate, il 15/06 si rivede Giuseppe Romeo: 2'04"81 sugli 800. Interessanti i 3000, vinti dal tunisino Ahmed Nasef calsse '75 in 8'22"36. 8'30"19 per il carabiniere-maratoneta Danilo Goffi (1972). Davide Bressan (1975) 4,80 di asta.
  • A Nembro, in concomitanza con gli Italiani master romani, sono andati in onda i c.d.s. regionali assoluti, seconda fase. E chi ti si rivede? Marco Boggioni (1966) che corre in 11"35 (sarebbe arrivato 4° a Roma) e totalizza 92,90%. Massimo Minorini (1972) 11"76. Marco Ceriani (1965) 24"04 sui 200. Enrico Sarcuno (1974) 51"72 sui 400. Luca Biava (1973) 4'04"66 sui 1500. 15'01"66 di Igor Rizzi (1972) nei 5000 metri. L'italo-rumeno Gabriel Gui (1975) 7,09 nel salto in lungo.
  • Lodi è invece sede societaria per le donne. Mara Cerini (1971) 2'17"42 sugli 800, ma sappiamo poi bene il sensazionale 2'10" della settimana successiva. Elena Montini 2'28"33 (allora era un pò che correva!). Nei 5000 Simona Baracetti (1971) 18'11"15 seconda assoluta.

23/06/10

Sopravvivere alla Fidal: una bella storia del Duca

Avrei voluto dedicare un ampio spazio ai recenti campionati europei per nazioni svoltisi a Bergen, lo scorso fine settimana, ma mi rendo conto che dilungandomi sull’argomento ritornerei su considerazioni scontate che poco aggiungerebbero a quanto più volte scritto. Le valutazioni finali le ha fatte il nostro CT Francesco Uguagliati, esprimendo la propria soddisfazione per la compattezza della squadra. In realtà uno squallido settimo posto, prestazioni di scarso valore tecnico, salvo eccezioni dei pochi soliti noti, nessun minimo segnale che l’atletica italiana possa riemergere dalla sua totale desolazione. E’ curioso, tra l’altro, notare la scarsissima considerazione data come sempre ai settori giovanili e testimoniata dalla stranissima convocazione, come riserva della staffetta 4x100, di Manuela Grillo che vantava il 19° tempo in Italia. Convocare una giovane per farle respirare l’aria della nazionale e darle una gran botta di adrenalina sarebbe, ovviamente, stato troppo difficile da pensare per questi geni della psicologia sportiva. E parlando di giovani e scarsa considerazione nei loro confronti, vorremmo evidenziare la giustissima osservazione fatta da un nostro lettore in merito all’inopportuna scelta, della federazione, sulla data dei campionati juniores e promesse svoltisi, lo scorso fine settimana, a Pescara. Pensate, ragazzi del 91/92, vale a dire di 18/19 anni, l’età classica della maturità, impegnati nel più importante appuntamento italiano dell’anno, esattamente uno/due giorni prima del più importante appuntamento scolastico della loro vita. Bisogna proprio ignorare i più elementari principi del buon senso per fare una simile programmazione, ma d’altra parte nulla succede mai per caso e si sa che, per questa federazione, il bene dell’atletica sta all’ultimo posto.
Ma guardiamo avanti e, con l’auspicio che quanto prima Castrado e i suoi fidati sgherri si tolgano di mezzo, proprio collegandoci ai recenti campionati juniores di Pescara, voglio raccontarvi una bella storia, quasi una favola e lo faccio riportando un articolo di “America Oggi” uno dei più importanti quotidiani italiani pubblicati, in America, per l’infinita massa dei nostri emigranti.
NEW YORK. 18 giugno 2010
L’Italia sembra aver trovato in America un atleta di primissimo livello, che potrebbe rivitalizzare l'agonizzante mondo dell'atletica azzurra (lo sanno anche negli USA!! n.d.r.). Si tratta del 19enne Claudio Delli Carpini giovane promessa nei 110 metri a ostacoli proveniente dalla Clemson University, nato a New York e da anni residente nel Westchester. La sua è la classica storia di figlio di quegli emigranti che hanno costruito negli Usa la propria vita, ma che restano fortemente legati alle loro origini. "Anche io ero un atleta e ricordo di quando raggiunsi le finali dei giochi della gioventù, ma cinque giorni prima dell'evento dovetti partire per l'America e così abbandonai tutto. Era il 1969..." ci spiega il papà Giuseppe (originario di Gallo Matese in provincia di Caserta, mentre la mamma Giuseppina Di Piazza è di Giardinello paesino vicino Palermo). È un cerchio che sembra definitivamente chiudersi ora con la partecipazione di Claudio ai Campionati Nazionali Juniores che si svolgeranno a Pescara da domani fino a domenica. Ed è proprio grazie al genitore che per Claudio arriva la svolta. Viste le prestazioni del figlio, comincia dagli Usa all'Italia un copioso invio di mail che però non hanno risposta "Sono mentalmente pronto per affrontare questa sfida di giugno e parto per . A crederci invece è l'Atletica Riccardi di Milano che a maggio procede con il tesseramento. I numeri d'altronde parlano chiaro: 13"60 sul metro (la misura internazionale dell'ostacolo) nel 2009; 14"07 sull'ostacolo da un metro e 6 centimetri nello scorso 14 aprile 2010 in occasione dell'AAC, ovvero la Atlantic Coast Conference.l'Italia con l'obiettivo di battere il record italiano juniores" spiega Claudio, e poi "mi sto dedicando maggiormente ad un lavoro di rafforzamento, dato che mi troverò a correre con ostacoli più bassi (100 cm, ndr) rispetto a quelli su cui sono abituato". Sveglia all'alba e poi l'appuntamento alle 6 per cominciare gli allenamenti che in media sono di 4/5 ore al giorno. "Vivo diversamente dai miei coetanei. La mia giornata è fatta di sport e studio, quello che mi rimane lo impiego per dormire. Non ho una ragazza ed esco una o due volte al mese, ma sono orgoglioso di quello che faccio. Ogni volta che torno a casa mi rendo conto di sentirmi fiero di questi sforzi e dei miei progetti futuri. Mi sono posto degli obiettivi tra i quali quello di partecipare alle Olimpiadi di Londra nel 2012 ovviamente con l'Italia" dice Claudio. Un ragazzo semplice ("mi piace molto leggere e Grisham e Shreve sono i miei autori preferiti"), predisposto all'agonismo ("ho praticato negli anni scorsi anche calcio, baseball e football") e sportivo senza esasperazione ("nel football mi piacciono i Jets e nel calcio tifo Italia e mi dispiace non seguirla a casa con gli amici durante i Mondiali perchè sarò in Europa"). C'è sicuramente attesa per questo ragazzo e lo si capisce anche dalle parole del dirigente dell'Atletica Riccardi, Sergio Tammaro: "Abbiamo avuto modo di visionare il video e le prestazioni con i relativi tempi fanno ben sperare. È decisamente ben strutturato fisicamente, ma ha ancora ampi margini di miglioramento se pensiamo che è passato dal football all'atletica a tempo pieno da poco". Claudio sarà seguito dall'allenatore Aldo Maggi, che oltre ad essere nel team dell'Atletica Riccardi è anche responsabile della Nazionale. Nella stessa squadra il giovane italoamericano si troverà a coabitare con Ivan Mach di Palmstein, altra interessante promessa italiana, oro sui 110 a ostacoli nello scorso dicembre a Doha alla 14ª edizione delle Gymnasiadi. "Non temiamo una competizione interna. I due sono ragazzi seri. Hanno ottimi voti nello studio e ottime prestazioni nello sport; inoltre hanno avuto modo di conoscersi già attraverso Facebook. Sono convinto che saranno in grado di convivere e insieme potranno darci grandi soddisfazioni nella staffetta 4x100 che correranno insieme" dice sicuro Tammaro. Più cauto sembra essere il ct Francesco Uguagliati secondo cui "il ragazzo è tecnicamente predisposto e strutturato, ma da un video non si può che avere un giudizio sommario. Mi auguro che le conferme arrivino dalla pista". Il 20 giugno è ormai vicino e sapremo chi avrà avuto ragione.

Lo scetticismo di Uguagliati ha portato bene e il ragazzo non ha deluso vincendo il suo primo titolo italiano. Il riscontro cronometrico è stato già molto brillante in batteria, 14"01, a 10 cent dal record di categoria e un po’ meno, in finale, 14"26. Ma consideriamo le proibitive condizioni climatiche e che, di fatto, Claudio negli ultimi due mesi si è allenato pochissimo per vari motivi, sia di studio che logistici in previsione del provvisorio trasferimento in Italia. Il mio augurio, come quello, credo, di tutti i veri appassionati di atletica, è che la favola di questo giovane talento prosegua e che possa farci sognare già ai prossimi campionati mondiali di categoria. Se il suo sogno si realizzerà il merito sarà sicuramente delle sue doti naturali, della sua costanza, della sua volontà, ma anche di chi ha creduto in lui e,se avete letto attentamente l’articolo, capirete chi non ci ha creduto. Consentitemi infine di citare un amico, nonché grande protagonista da sempre del mondo atletico master: Salvino Tortu. Salvino, che penso quasi tutti conoscano, da qualche anno è totalmente dedito al mondo giovanile, complice ovviamente il fatto che il figlio sia un grandissimo talento della velocità. Il suo impegno generoso come dirigente dell’atletica Riccardi lo ha portato sicuramente a trascurare quell’attività personale che tanto gli sta a cuore, ma siamo certi che le soddisfazioni che gli danno i suoi ragazzi lo ripaghino totalmente di quel poco che ha perso a livello agonistico personale. E da vero mecenate dell’atletica, Salvino si è addirittura prestato ad ospitare a casa sua, per un paio di settimane, Delli Carpini, al fine di consentirgli un miglior adattamento e metterlo nelle condizioni di prepararsi al meglio per i prossimi campionati del mondo. Grazie Salvino anche per questo e ancora una volta non possiamo che ribadire che, se l’atletica italiana fosse fatta da gente come Te che agisce per mera passione, saremmo sicuramente, come dovrebbe competerci, tra le prime nazioni al mondo.

Il Duca