Dopo aver seguito i campionati europei master in ungheria, da casa, e con l'indice puntato per vedere il prima possibile i risultati, ho provato a buttare giù due numeri . Si sono sfidati atleti in 12 diverse categorie maschili (fino agli mm90) in 23 diverse specialità e 12 categorie femminili (fino alle mf95, ma con l'assenza delle mf90) anch'esse in 23 diverse specialità, questo aggiunto alle staffette porta all'assegnazione di una montagna di medaglie. Le categorie più partecipate gli mm50 con 487 atleti-gara e le mm50 con 271. Le gare con più atleti i 200 maschili con 227 presenze-gara ed i 100 femminili con 110, ed in particolare i 200 mm45 con 39 partenti ed i 5000 mf50 con 20. Il tutto per 3406 atleti-gara maschi e 1721 donne, a cui vanno aggiunte 77 staffette maschili e 54 femminili. 36 sono le nazioni che hanno arricchito il medagliere, ma per chi, come me le medaglie se le sogna e magari ha come massimo obiettivo quello di passare un turno, o al massimo di aspirare ad una finale, altri due numeri. 30 sono le gare maschili in cui bastava partire per arrivare all'ambito podio (minimi, ritiri e squalifiche a parte), 52 quelle femminili, tutte "annidate" nelle categorie più "anta" con l'eccezione delle mm35. 9 su 16 gare di staffette femminili hanno presentato meno di quattro formazioni e per i maschi 8 su 20. Le gare con otto o meno partecipanti, l'ipotetico numero di una finale, sono state 139 su 227 per le femmine e 86 su 263 per gli uomini. Per ogni numero che sommo e che elenco (passatemi i sicuri ed gli innumerevoli errori), mi passano avanti gli occhi, pur non essendo stato presente, i volti dei molti amici ed immagino le loro imprese. Sfogliando i risultati, poi, mi rendo ancor più conto di quanto variegato sia questo mondo master: basti pensare a quanti diversi pesi hanno gli attrezzi nei lanci per le varie categorie o alla lunghezza delle gare ad ostacoli "bassi" che passano dai 400 ai 300 e fino ai 200, tra l'altro cambiando in età diverse tra uomini e donne! Tornando al medagliere, che non può essere lo specchio fedele del movimento master di una nazione, ma una piccola idea la può comunque dare, salta all'occhio lo strapotere della squadra tedesca, che con una "foto" può essere riassunto nella finale dei 400 mm70 con sei atleti ai primi sei posti!!! Chiusa la manifestazione "clou" all'aperto dell'anno, si respira già nell'aria l'attesa per i prossimi eventi "internazionali", il botto con i mondiali di luglio a Sacramento, scaldando i motori con gli europei a Gent, chi seguendo con l'indice puntato sulla tastiera da casa e chi, presente, in calze corte e chiodate a riempire di numeri ulteriori pagine, inseguendo la propria passione .
31/07/10
Europei Master, capitolo-2: l'analisi di Alessandro Tifi
Dopo aver seguito i campionati europei master in ungheria, da casa, e con l'indice puntato per vedere il prima possibile i risultati, ho provato a buttare giù due numeri . Si sono sfidati atleti in 12 diverse categorie maschili (fino agli mm90) in 23 diverse specialità e 12 categorie femminili (fino alle mf95, ma con l'assenza delle mf90) anch'esse in 23 diverse specialità, questo aggiunto alle staffette porta all'assegnazione di una montagna di medaglie. Le categorie più partecipate gli mm50 con 487 atleti-gara e le mm50 con 271. Le gare con più atleti i 200 maschili con 227 presenze-gara ed i 100 femminili con 110, ed in particolare i 200 mm45 con 39 partenti ed i 5000 mf50 con 20. Il tutto per 3406 atleti-gara maschi e 1721 donne, a cui vanno aggiunte 77 staffette maschili e 54 femminili. 36 sono le nazioni che hanno arricchito il medagliere, ma per chi, come me le medaglie se le sogna e magari ha come massimo obiettivo quello di passare un turno, o al massimo di aspirare ad una finale, altri due numeri. 30 sono le gare maschili in cui bastava partire per arrivare all'ambito podio (minimi, ritiri e squalifiche a parte), 52 quelle femminili, tutte "annidate" nelle categorie più "anta" con l'eccezione delle mm35. 9 su 16 gare di staffette femminili hanno presentato meno di quattro formazioni e per i maschi 8 su 20. Le gare con otto o meno partecipanti, l'ipotetico numero di una finale, sono state 139 su 227 per le femmine e 86 su 263 per gli uomini. Per ogni numero che sommo e che elenco (passatemi i sicuri ed gli innumerevoli errori), mi passano avanti gli occhi, pur non essendo stato presente, i volti dei molti amici ed immagino le loro imprese. Sfogliando i risultati, poi, mi rendo ancor più conto di quanto variegato sia questo mondo master: basti pensare a quanti diversi pesi hanno gli attrezzi nei lanci per le varie categorie o alla lunghezza delle gare ad ostacoli "bassi" che passano dai 400 ai 300 e fino ai 200, tra l'altro cambiando in età diverse tra uomini e donne! Tornando al medagliere, che non può essere lo specchio fedele del movimento master di una nazione, ma una piccola idea la può comunque dare, salta all'occhio lo strapotere della squadra tedesca, che con una "foto" può essere riassunto nella finale dei 400 mm70 con sei atleti ai primi sei posti!!! Chiusa la manifestazione "clou" all'aperto dell'anno, si respira già nell'aria l'attesa per i prossimi eventi "internazionali", il botto con i mondiali di luglio a Sacramento, scaldando i motori con gli europei a Gent, chi seguendo con l'indice puntato sulla tastiera da casa e chi, presente, in calze corte e chiodate a riempire di numeri ulteriori pagine, inseguendo la propria passione .
30/07/10
Europei Master, capitolo-4: gli opliti italiani
Leonida: "Tu, dimmi, qual è il tuo mestiere?"
Tespiese1: "Sono un vasaio...Signore"
Leonida: "E tu, Arcade, qual è il tuo mestiere?"
Tespiese2: "Scultore, Signore"
Leonida:"Scultore, già...E tu?"
Tespiese3:"Fabbro, Signore"
Leonida(rivolto ai 300 Spartani):"SPARTANI, qual è il vostro mestiere?"
300 Spartani:"HA-UU, HA-UU, HA-UU!!!!".
Non abbiamo i fisici super allenati dei "pro", non abbiamo la loro preparazione, il loro tempo (facciamo tutti i vasai, i fabbri, gli scultori... o gli impiegati, infermieri, poliziotti) ma quando scendiamo sul campo di battaglia, nessuno può distinguere l'animus pugnandi che guida uno di "noi" da quello invece che guida chi fa questo sport in maniera professionistica. Tutto risponde alle stesse logiche: probabilmente con gli anni si è pure affinato. L'uomo sfida l'uomo, questa è l'atletica, questo è lo sport e probabilmente questa è la vita. Detto questo, la nostra piccola-grande spedizione italiana di opliti mi ha davvero sorpreso. Non so cosa sia successo in passato, ho partecipato solo a qualche "scaramuccia" oltre confine (Clermont , Lahti e Lubiana) dove gli italiani partecipavano con l'arte della guerriglia disorganizzata. Stavolta si è percepito più spirito di "squadra", probabilmente anche per la rincorsa alla Spagna, scappataci subito nel medagliere e raggiunta e superata solo con le staffette.
171 italiani al via (contati uno ad uno) sui quasi 300 iscritti previsti: ma è abbastanza naturale pensare ad un ridimensionamento numerico dopo la preventiva iscrizione. La colonna d'Italia è come al solito resistita sui soliti noti: Ugo Sansonetti, Gabre Gabric e Emma Mazzenga hanno portato a casa 3 ori a testa; Vincenzo Felicetti e Waltraud Egger due cadauno; E poi Enrico Saraceni e Carla Forcellini che hanno contribuito come al solito al bottino finale: in pratica un'Italia sostenuta in maniera vitale dai "senatori" del movimento, imprescindibile risorsa per rimanere a galla nel medagliere finale. Però... però si è assisitito anche ad altri fenomeni. E' indubitabile, come ho avuto modo di spiegare commentando le classifiche a punti dei finalisti (per ora solo maschili, ma le dinamiche femminili sono più o meno simili) che siamo comunque in presenza di alcuni fenomeni "diversi". A partire dalla competitività degli italiani nelle due categorie più "giovani": i 35enni e i 40enni: tutte e quattro le formazioni sono giunte infatti sul podio (tre terzi posti e un secondo) con la grande sospresa che illustrerò meglio in uno dei prossimi articoli, del posto d'onore delle W40. In queste categorie abbiamo vinto ben 31 medaglie (delle 101), di cui 11 ori, 10 argenti e 10 bronzi. Sicuramente le staffette risultato un cava di metallo di primo piano per i "giovani" (3 ori, 3 argenti e un bronzo), ma si stanno comunque mettendo in luce atleti di primo piano a livello internazionale. Francesco Arduini è sicuramente uno di questi (pirmo nell'alto M35 con 2,02), a ripercorrere la strada tracciata da Marco Segatel. Poi le due vittorie nella Maratona M35 e W40 da parte di Mario Prandi e Michela Ipino. Le conferme di Paola Tiselli (1500) e Emanuela Baggiolini (400hs) e la "novità" Stefano Vercelli sui 3000 siepi: questo è veramente forte, avendo disputato praticamente da una decade la finale dei campionati italiani assoluti sulle siepi. Alessandro Gulino (mannaggia a lui) si porta a casa il secondo titolo europeo dopo quello di Lubiana (ma sui 400): di sicuro la colonna portante di velocità-velocità prolungata delle spedizioni italiane. E naturalmente Max Scarponi sui 400, che conferma le sue ottime prestazioni palesate costantemente negli ultimi 3/4 anni. Fuori da queste categorie, nello spazio compreso tra i 44 e i 69 anni, solo Emanuel Manfredini è stata la vera novità (con la vittoria nell'alto M50). Gli altri appartengono, come scritto qualche riga fa, ai World-Class patrimonio del nostro piccolo mondo. Diciamo così che l'attuale nazionale master ha due anime: una senatoriale, quella dei grandi Master ultraottantenni, che vincono ridde di medaglie. Una "giovane" nata probabilmente sulla grande Adunata di Riccione '07, consolidata con Ancona '09, e che ha attratto numerosi atleti "senior" (ancora 'sta distizione esiste... quando l'aboliranno?) in età master dandogli stimoli nuovi per continuare a fare sport. Da queste due grandi manifestazioni, che probabilmente bisognava sfruttare ancor meglio, è nato il nuovo masterismo italiano, quello dei grandi numeri e sul quale si può e si deve cercare di migliorare per attrarre altri atleti. Noi le idee le abbiamo date di volta in volta, più di così... Prossimamente, appena l'avrò finito, fornirò un file con l'analisi delle prestazioni di TUTTI gli italiani che si sono presentati a Nyregyhaza (pure quelli che si sono ritirati...). Portate pazienza...
29/07/10
Europei Master, capitolo 1: L'imprimatur di Bragagna al mondo master e il medagliere
27/07/10
Ok, sono ancora qui
25/07/10
Addio a Webatletica - di Andrea Benatti
24/07/10
In Aeroporto a Budapest: finiti i Campionati Europei Master
Quante emozioni vissute: ma in fondo in fondo, ciò che fa venire un briciolo di magone è il venir meno di quel tessuto di rapporti umani gioiosi, liberi, felici che si crea durante tutto l'arco della manifestazione. Finisce la magia, tutti rimettono il doppiopetto, la divisa, il camice, il tailleur e i vari superman e wonderwoman ad orologeria ritornano ad essere Clark Kent e Diana Price. Lo scrigno si è chiuso, ma il profumo dolce è rimasto attaccato ai vestiti: darà il colore, domani, ai ricordi di chi c'era. Lo confesso... sono un pò sensibile a quest'ora della notte, probabilmente retorico. Spero non patetico. Ho avuto ancora la fortuna di conoscere tante persone: la cosa buffa è che il contesto in cui vengono conosciute ti fa aupicare di vederle ancora domani mattina in giro fuori dalla porta di casa, al bar, mentre attraversano la strada, alla fermata del bus, quasi che potessero trasmettere quel clima di serenità che si è respirato per questi 10 giorni: in realtà le magie, quando succedono, hanno sempre un luogo e un tempo per accadere. Anche questa. Vorrei fare nomi, parlare di avvenimenti, citare imprese sportive, ma nei sogni tutto deve essere vago, informe: ognuno sa cercare dentro di sè le emozioni che preferisce, evocando di volta in volta personaggi, situazioni, gesti che gli sono accaduti. E negli anni ne serberà sempre un bel ricordo, cancellando ciò che magari non è andato a 1000 (volevo elencarne un paio ma il mio cervello lavora assonnato e in questo momento non me ne viene in mente neanche uno).
Mi ha dato emozioni cantare l'Inno italiano a squarciagola, tutti insieme, questo sì! Urlando a più non posso a quell"l'Italia chiamò! Sì!" che nessun inno riesce a copiare dando così tanta enfasi all'amore per la propia patria. Cantarlo sorridendo e guardandosi sorridere: la vita alla fine non è sempre solo serietà, numeri, impegni, appuntamenti: è anche fatta di gioie effimere, piccole, come questa, e che chi non la prova, perdonatemi, non può capire. Sì, sono sempre vittorie di "master" come dice qualcuno, ma in questo scrigno valgono tantissimo. Ora lo scrigno si chiude, aspettando il prossimo. Non mi rimane che ringraziarvi, tutti, della bellissima compagnia che mi avete regalato: in particolare due persone, che mi sono state particolarmente vicine (poverine, sentirmi parlare per diversi giorni non deve essere stato molto rilassante!). Mi piacerebbe poi iniziare a parlare dei risultati, dei personaggi, delle classifiche, delle storie che ho raccolto (e filmato!) durante questi giorni magiari: spero tanto di avere ancora questa voglia di continuare, di scrivere di voi, anche se in questo preciso istante (sarà la umida notte ungherese?) mi piacerebbe serenamente chiudere qui la mia esperienza in questo mondo sportivo con queste emozioni che oggi mi hanno davvero riempito il cuore.
Andrea
Mi ha dato emozioni cantare l'Inno italiano a squarciagola, tutti insieme, questo sì! Urlando a più non posso a quell"l'Italia chiamò! Sì!" che nessun inno riesce a copiare dando così tanta enfasi all'amore per la propia patria. Cantarlo sorridendo e guardandosi sorridere: la vita alla fine non è sempre solo serietà, numeri, impegni, appuntamenti: è anche fatta di gioie effimere, piccole, come questa, e che chi non la prova, perdonatemi, non può capire. Sì, sono sempre vittorie di "master" come dice qualcuno, ma in questo scrigno valgono tantissimo. Ora lo scrigno si chiude, aspettando il prossimo. Non mi rimane che ringraziarvi, tutti, della bellissima compagnia che mi avete regalato: in particolare due persone, che mi sono state particolarmente vicine (poverine, sentirmi parlare per diversi giorni non deve essere stato molto rilassante!). Mi piacerebbe poi iniziare a parlare dei risultati, dei personaggi, delle classifiche, delle storie che ho raccolto (e filmato!) durante questi giorni magiari: spero tanto di avere ancora questa voglia di continuare, di scrivere di voi, anche se in questo preciso istante (sarà la umida notte ungherese?) mi piacerebbe serenamente chiudere qui la mia esperienza in questo mondo sportivo con queste emozioni che oggi mi hanno davvero riempito il cuore.
Andrea
18/07/10
Altra infornata di medaglie, ma l'Italia rimane al 9° posto
Italia a 18 medaglie: altri 3 ori dai "senatori"
- Ori da parte dei senatori del mondo master italiano, una certezza che ci tiene a galla a livello internazionale, almeno in attesa che scendano in pista. E così Emma Mazzenga, Ugo Sansonetti e Gabre Gabric hanno portato a 6 gli ori della spedizione italiana in Ungheria. Medaglie che si aggiungono a quelle di Giovanni Vacalebre, Alfredo Tonnini e ancora Gabre Gabric nella giornata precedente. Appunto: in pratica sei allori dalle categorie superiori ai 75 anni. Speriamo che qualche "giovane" riesca a rimpinguare il medagliere. Nello specifico, nei 100 metri Ugo Sansonetti ha vinto con 18"18 nella categoria M90. Sempre sui 100 metri vittoria tra le W75 di Emma Mazzenga (17"48). Infine altro oro per Gabre Gabric nel peso col nuovo attrezzo da 2 kg: 5,32 che rappresenta anche il nuovo record europeo di categoria. Secondo record italiano su due gare per la Gabric.
- Argenti - Nel carnet aggiungiamo quindi il secondo posto del bresciano Andrea Naso (1960) nei 5 km di marcia M45 (anche se è entrato nei 50), termo col quale avrebbe vinto la gara della categoria superiore (24'25"05). Miglior risultato di un italiano M45 nelle ultime 5 edizioni, laddove al massimo si contava il bronzo di Daniele Cladarelli ad Aarhus-04. Natalia Marcenco ha conquistato a sua volta il posto d'onore nei 5 km W55 con 30'53"77. Nei 100 femminili non poteva mancare l'appuntamento con la medaglia Pasqualina Cecotti, con 16"58 tra le W65. Rossella Zanni è giunta seconda nell'eptathlon con 4736 punti, altro record italiano della modenese (due in due giorni). E poi c'è il già citato argento di Brunella Del Giudice nel martellone.
- Bronzi - strano: nel "dettaglio" del medagliere non compare il bronzo di Roberto Amici nei 5 km di marcia, e di conseguenza ci "manca" una medaglia nel complessivo. Prestigioso terzo posto per Paolo Chiapperini nei 100 metri M40 con 11"24 (2,2), in una gara dominata da Darren Scott (10"81). Il bronzo è arrivato anche da Ingeborg Zorzi nell'eptathlon W60 con 4423 punti, da Eddo Foroni nei 100 M85 (19"01). Di Alessandro Di Priamo ne abbiamo già parlato ieri, così come di Romolo Pelliccia, terzo nei 5 km di marcia.
Marcia - 5° Gabriele Caldarelli nei 5 km di marcia M50 con 26'00"37, 7° Alessandro Volpi nella medesima gara (26'20"01), mentre 10° Franco Venturi Degli Esposti con 26'22"59. Tra gli M55 11° rango per Sergio Fasano (30'02"11) e 17° Sergio Domizi con 32'35"76. Passando agli M60, troviamo il 17° posto di Paolo Muscas (1947) dopo una fatica durata 32'19"29, il 22° di Costantino Pinto (35'13"04) e il 23° di Roberto Cellini (37'17"17). Negli M65, 18° posto per Piergiorgio Andreotti con 33'52"61 e 20° per Ferdinando Mazzei con 35'35"13.
16/07/10
Piovono le prime medaglie: oro per Tonnini, Gabric e Vacalebre - e ancora un argento e due bronzi
- Il primo massimo alloro italico non poteva portare firma più prestigiosa: grazie infatti a Gabre Gabric (1914, W95) dal lancio del giavellotto arriva il primo oro. Con 7,92 cade anche il record italiano di categoria, ottenuto dalla stessa atleta nel 2009 con 7,85. Siamo di fronte probabilmente anche al record europeo... cosa volere di più, per irrompere nel medagliere "che conta"?
- Tra gli M75 si è cannibalizzata la gara dei 5 km di marcia, con quello che è il secondo oro della trasferta ungherese italiana (cronologicamente parlando). Ha vinto infatti la medaglia d'argento di Lubiana 2008, sempre tra gli M75, Alfredo Tonnini (classe 1932) con 34'30"11. Per lui 6^ medaglia internazionale, in un palmares che con quella di oggi, porta a due i massimi allori (era diventato campione europeo della 20 km proprio a Lubiana). Nella stessa gara bronzo per Roberto Amici (1933) con 39'39"34, che rappresenta il punto più alto della propria carriera master a livello internazionale. Non ha finito la gara Nazzareno Proietti (1933).
- Oro nella marcia anche per il Cavaliere di Vittorio Veneto nonchè campione mondale di Lahti-09 Giovanni Vacalebre (1919) nella gara riservata agli M90: 45'30"41 che dovrebbe essere anche il nuovo record continentale di categoria, tempo strappato all'altro italiano Rodolfo Crasso (45'57"01). E addirittura 5' in meno rispetto al proprio tempo ottenuto in terra di Finlandia.
- Argento per Brunella Del Giudice (1943) nel lancio del martellone W65: 12,54 contro i 14,25 dell'inarrivabile tedesca Gudrun Mellmann. A Lahti-09 la Del Giudice aveva conquistato l'oro con 13,40, mentre sempre nel 2009, era arrivato l'argento ad Ancona-09 con 13,33. Nell'ultima edizione degli europei, a Lubiana-08, la friulana aveva conquistato un altro argento. Con questa sono 24 medaglie internazionale dal 2005 ad oggi per la Del Giudice (5 ori, 11 argenti e 8 bronzi) per un palmares davvero fenomenale.
- Bronzo per il campione italiano sulla distanza Romolo Pelliccia (M70) con 29'50"24, già argento a Lub-08 nella 20 km di marcia. 5^ medaglia internazionale (qui è proprio il caso di dirlo: con beneficio di inventario) per Pelliccia, che vanta anche un argento a Ric-07 (Mondiali) e due bronzi (a Sid-04, mondiali indoor, e Buf-95, mondiali outdoor).
- I risultati degli italiani a Niyregyhaza (in aggiornamento continuo)
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15/07/10
Alessandro Di Priamo, prima medaglia azzurra in Ungheria
Partiti gli europei: subito un bronzo, Alessandro Di Priamo - record italiano della Zanni nell'alto
13/07/10
Campionati Europei Master: retrospettive sull'edizione del 2008
(i finalisti dei 100 metri M40 a Lubiana '08) - Mancano pochissimi giorni e si comincia. Al via l'edizione ungherese dei Campionati Eruopei Master 2010, quelli che secondo la EVAA (la federazione europea master) dovrebbero cercare di diffondere il verbo "master" nei paesi dell'Est. Sono passati i canonici due anni da una delle edizioni degli Europei Master più dolci per i nostri colori, quella di Lubiana 2008. Probabilmente per noi italiani, una kermesse europea seconda come numeri alla sola Cesenatico '98, se solo si potesse avere qualche dato relativo a quella edizione. Edizione, quella slovena, che sfruttava l'onda lunga dei fasti di Riccione 2007, nel mezzo del guado che portava ad Ancona '09. Una squadra davvero completa, massiccia, equilibrata. Diciamo la prima-Italia in vrsione-maxi all'estero dopo l'epopea romagnola, che fece fare salti da giganti al mondo master italico. Il clima, ve lo può testimoniare chiunque l'abbia vissuto, era davvero elettrico: a Riccione il clima era troppo "italiano", il senso di campionato "mondiale" si spegneva un pò nella marea di canotte azzurre. A Clermont '08, solo l'inverno prima, si erano già intravisti sprazzi di grande Italia. Ma a Lubiana, consentitemelo, si è dipanata forse la più bella Italia (all'estero) qualitativamente parlando degli ultimi 10 anni di Masterismo azzurro. Non ho partecipato a San Sebastian '05, e probabimente quella spedizione a suo modo era stata anch'essa uno spartiacque ("a divide" all'americana): molti me l'hanno descritta in toni entusiastici. Peccato (è un quasi un paradosso affermarlo) non essere stato 35enne nel 2005! Lubiana ha avuto un fascino particolare: la Slovenia è un paese ancora "intonso", almeno... dal mio punto di vista. Gli spazi sono ancora aperti, si riesce a far perdere lo sguardo senza dover per forza incontrare qualche manufatto umano, e questo tante volte è un bene per la tranquillità dell'animo. L'impianto sportivo in cui si sarebbero poi svolti gli Europei si sarebbe dimostrato uno schiaffo al nostro senso di considerare lo sport. Lo stadio (minuto) ma comunque Stadio con pista da 8 corsie. Una seconda pista limitrofa (20 metri di distanza?). Sotto le tribune un rettilineo coperto di 100 metri (dove dovrebbe allenarsi d'inverno la Ottey) con annessa palestra dotatissima di ogni orpello. In Italia per mettere insieme tutto questo, ci sarebbero volute 3 generazioni di politici, svariati fiumi di milioni di euro (molti rigagnoli dei quali finiti in qualche fogna), qualche tenace appassionato (altrimenti il progetto si arenerebbe dopo qualche mese) e probabilmente l'abbandono del tutto a 3/4. Questa è l'Italia, quella è la Slovenia. Tutti i ricordi legati a quell'edizione sono accompagnati dal sole: qualcuno ha visto qualche stilla di pioggia? Forse il giorno delle finali dei 100 qualche nuvola ha fatto capolino: tutto il resto delle foto è invece vivido, colorato di blu, arancio, azzurro. C'erano bei colori e questa sensazione non so spiegarla bene. Se dovessi trovare il personaggio "italiano" di quegli Europei, non saprei bene chi scegliere. Si vinsero la bellezza di 56 ori, 50 argenti e 44 bronzi, per un totale di 150 medaglie. Una scorpacciata. Bè, ben 14 ori arrivarono dalle staffette! E anche 7 argenti e 5 bronzi per un totale di 26 medaglie arrivate dalle formazioni nazionali (incluse quelle di marcia e maratona). Quindi proprio il "team azzurro" è stato forse il vero personaggio di quel 2008: la spedizione nel suo complesso, senza un primus inter pares sopra gli altri. Dalla velocità (100, 200, 400 e le due staffette) arrivarono 47 medaglie (il 31,3% del totale). Che diventano 57 se includiamo gli ostacoli (38%). Dal mezzofondo veloce al fondo (quindi dagli 800 alla maratona) sono state conquistate invece 35 medaglie (il 23,3%). 23 medaglie dalla Marcia (15,3%), mentre 16 dai salti e 19 dai lanci. Totale 150 appunto. I re mida della trasferta nelle gare indivduali (3 ori a testa) si rivelarono tre hall-of-famer del masterismo italiano: Sergio Agnoli (1926), Gabre Gabric (1914) e Bruno Sobrero (1920). Due ori furono invece vinti da Tiziana Bignami (1972) che con quella doppietta chiuse il cerchio su una stagione davvero irripetibile, il 2008 (con la doppietta ai mondiali indoor francesi su 60 e 200 a suon di record nazionali e lezioni di "americano"), Dario Rappo (1948, vittorioso su 800 e 1500, nella sua stagione master migliore probabilmente... almeno, sino ad ora!), Mario Riboni (1913) ed Enrico Saraceni (1964) anche quest'ultimo ad una storica doppietta 200-400, accoppiata al bi-titolo mondiale indoor di Clermont (condito dal record mondiale nei 400 M40). Di fatto, a livello individuale, Bruno Sobrero risultò l'atleta che importò più metallo in Italia: ben 5 medaglie. Oltre le tre d'oro (su 100, 200 e lungo M85) vinse infatti anche gli argenti nel pentathlon e nel peso.- Curiosità sulle serie di vittorie: vi ho già detto molteplici volte che i miei dati per gli Europei non hanno riscontri pre-2001. Sui mondiali invece sono ben messo: ho tutti i risultati di tutti gli italiani in tutte le edizioni fin qui disputate. Mi piace (deve essere un gioco un pò perverso, lo ammetto) sottolineare le serie di vincitori nelle varie edizioni degli europei a mia disposizione (2002, 2004, 2006 e 2008). Magari condendole con qualche dato dei mondiali. Ebbene, vanta il filotto di vittorie Carla Forcellini (1959, vincitrice di 4 ori nell'asta dal 2002 al 2008). Altra atleta (al femminile) che ha vinto almeno una medaglia nelle ultime 4 edizioni degli Europei è Waltraud Egger (1950, tra individuali e staffette ne ha vinte infatti 15). A Lubiana si è purtroppo interrotta la sua imbattibilità sui 5000 (oro nel '02, '04 e nel '06), laddove l'altoatesina si accontentò solo del bronzo negli 800 (ma mi pare di ricordare che quell'anno la Egger fosse infortunata ad un ginocchio). Altra donna sempre a medaglia è stata Natalia Marcenco (1954), che ha portato a casa medaglie in ogni edizione sui 5 e sui 10 km di marcia. Naturalmente non poteva mancare all'appello Vincenzo Felicetti (1949) sempre a medaglia nei 400 da 4 edizioni (due ori, un argento e un bronzo), mentre nei 200 arriva puntualmente secondo da 3 consecutive. Bruno Sobrero addirittura vanta diversi filotti medagliati (tre, ma nessuno tutto d'oro): nei 100, nei 200 e nel lungo.
- Le serie aperte: quando commenterò meglio gli europei ungheresi, farò un sunto migliore. Le serie aperte, sono quelle ottenute con almeno 2 vittorie consecutive nella medesima specialità nelle ultime 2 edizioni, che con l'Ungheria potrebbero continuare a rimanere, appunto, "aperte". Qui sotto l'elenco degli atleti che potrebbero continuare il proprio percorso "immacolato".
- Carla Forcellini, asta (4 edizioni)
- Enrico Saraceni, 200 (3 edizioni)
- Enrico Saraceni, 400 (3 edizioni)
- Sergio Agnoli, 5000 (2 edizioni)
- Milena Megli, 10 km di marcia (2 edizioni)
- Bruno Sobrero, 200 (2 edizioni)
12/07/10
Velocisti master sugli scudi ad una settimana dall'Ungheria
- A Donnas, sabato, in uno dei meeting meglio organizzati in Italia, ti rivedo dal vivo Daniela Ferrian (1961) e mi sembra davvero quella di un tempo. Poi si accuccia sui blocchi e sembra davvero quella di una 15ina di anni fa e spara un 13"28 che passerebbe inosservato... ma non a me. Il vento sopra i 3 metri inficia quello che sarebbe potuto essere infatti un record italiano F45 (appena stabilito, tra l'altro, da Marinella Signori a Roma con 13"37). L'anno prossimo, da F50, prevedo l'effetto della palla da boowling sui birilli/record. Sarebbe bello a quel punto vederla impegnata nel nostro piccolo mondo "antico". Si rivede anche Salvino Tortu (1959) che con +3,9 corre in 11"79: quest'anno purtroppo o perfortuna gli impegni da dirigente sportivo (e padre-accompagnatore dei propri turbo-figli) lo hanno coinvolto molto, tanto da sottrargli energie per l'attività in pista "personale". Ma non disperiamo di vederlo nelle kermesse elvetiche (a proposito: segnatevi sul calendario la prima settimana di settembre, che c'è il meeting internazionale master di Bellinzona!). Nel giorno dei ritorni, c'è spazio anche per Marco Ceriani (1965) che sigla un 11"50 solo leggermente ventoso (+2,6), ma che segna anche un punto di passaggio per risultati migliori in condizioni "normali". Ottimo ritorno. Marco Boggioni (1966) cui sembra difficile fargli accettare la discesa fra i master, dopo un ottima partenza, prende lo svincolo ai 70 metri e si ritira. Probabilmente avrebbe corso vicino agli 11" se non sotto. Infine nell'ultima serie nazionale (ci sarebbe poi stata anche quella internazionale) 10"85 con 3,5 per Stefano Tugnolo (1975): anche lui ancora vergine per quanto riguarda i master. Nei 200, lo stesso atleta corre in 22"62 con 1,5 (i 200 a Donnas vengono corsi dopo le 19, quando la bora diventa brezza). Di Roberto La Barbera (1967) ho parlato nell'articolo precedente, ma solo per quanto riguarda il lungo: nei 200, con 0,4 di vento a favore, 24"29, tempo che a Roma lo avrebbe proiettato al 9° posto tra gli M40. Nei 110hs Stefano Longoni (1975) torna su ottimi livelli: 14"74 con 1,9 di vento a favore. Nel lungo, 7,08Gabriel Gui (1975) con un vento quasi inusitato: 7,1!! Di solito però quei salti li fa senza vento... Diego Fortuna (1968) 59,11 nel lancio del disco.
- Sul sito della Fidal, noto il meeting di Imola, disputato l'8 luglio. Nei 400 Stefano Baldrati (1975) sigla un ottimo 51"75. Quest'anno non mi sembra di averlo visto gareggiare tra i master, nonostante appartenga ad una società (la Imola Sacmi) tradizionalmente immersa in questo mondo. Naturalmente ha uno spessore maggiore il 52"81 di Alberto Zanelli (1965), sempre della Imola Sacmi. Francesco Arduini (1974) 1,95 nel salto in alto (lo vedremo poi all'opera in Ungheria), nella gara vinta da Giulio Ciotti (1976), che volenti o nolenti l'anno prossimo diverrà... over-35! Lucia Pollina (1975) 2'11"48 sugli 800.
- Ma andiamo a Velletri, dove si è svolto il meeting molto affolato. Sui 100 finalmente Paolo Chiapperini (1969) piazza un tempo da finale europea di categoria: 11"15 con 0,6 di vento as favore. Nei 200 addirittura 22"84, che rappresenta la seconda (o terza, non ricordo i tempi di Mauro Graziano) prestazione over-40 dell'anno dietro a Max Scarponi. Nei 400 il padovano trapiantato a Roma Nicola Zoppello (1968) 52"28. Nel 3000 Marco Cacciamani (1961) 9'06"03. 1,71 di Marco Mastrolorenzi (1960) nell'alto. Giordano Di Francesco (1973) vince la gara di lancio del peso con 14,13.
11/07/10
Roberto La Barbera: il Master da 6,86 di lungo
07/07/10
I master in Lombardia nell'ultima settimana - Befani a 5,00 a 40 anni - Ottey 11"84, nuovo record W50
(Flavia Borgonovo è riuscita a saltare un grandissimo 5,60 a Cernusco ieri sera) - Se ci fosse tempo e spazio, potremmo parlare per ore di quello che sta succedendo nel mondo master delle ultime settimane. Lo spazio c'è, il tempo un pò meno. Arrangiamoci. Si avvicinano i Campionati europei ungheresi (di quella città con gli accenti tonici che inizia con "N") e fino ad ora ne abbiamo parlato solo a strascico negli altri articoli su altri argomenti, citando i vari atleti. Nel frattempo sono usciti gli orari delle gare (lo trovate nel sito ufficiale della manifestazione), di quella che sembra un'organizzazione che parte col piede giusto. Vediamo in in Lombardia quelli che sono stati i miglori risultati degli over-35. Poi nel prossimo articolo gli altri risultati (a partire da Frascati). Annuncio che domani sarà anche nominato il master del mese di giugno di Webatletica (li stiamo nominando da inizio anno).- Nembro (06/07): meeting nazionale di Nembro, una classicissima di luglio. Continuo a chiedermi perchè non venga istituito un grand prix Nazionale che favorisca la partecipazione e coinvolga gli atleti in classifiche, premi... inutile sparare su questa Fidal, la peggiore pubblicità se la fa col solo esistere. Vediamo comunque gli over-35 presentatesi sulla pista bergamasca. Sui 110hs presenti Luca Giovannelli (1975) quest'anno un pò appannato invero, che passa in finale per la rotta del cuffia: 14"75. In finale poi correrà in 14"71. Fino all'anno scorso correva a ridosso dei 14": cosìè successo? Stefano Longoni (1975) invece si rialza in batteria, vittima di un periodo di confusione ostacolistica. Cì tempo per rifarsi. Nei 100 maschili Maurizio Checcucci (1974) corre in 10"77 in batteria e 10"55 in finale. Edgardo Barcella (1970) a ridosso degli Europei, torna in pista sul "GIRO" come lo definisce Runnerpanda, un nostro amico virtuale. Stagione davvero oculata la sua: energie centellinate in attesa del grande avvenimento e risultati mediamente molto elevati: 50"93 in questa occasione. Nel lungo il rumeno Gabriel Gui (1975) salta 6,83. Ottimo tempo di Maria Vittoria Fontanesi (1974) sugli 800: 2'08"97. L'eccellente Silvia Casella (1972) corre i 3000 in 9'33"43.
- Rovellasca (07/07) - Torniamo a parlare di AGC. Giuseppina Perlino (1965) corre i 200 in 28"55 (84,2% agc, con 1,8 di vento contro!) e sfiora anch'essa il record italiano, quest'anno abbassato a 28"30 da Daniela Ferrian. La Perlino in una ventosa riunione di inizio primavera aveva già sparato un sub-28", vanificato, purtroppo, proprio dal generoso vento a favore. Probabilmente ha nelle gambe il record, ma manca l'occasione giusta. Marco Boggioni (1966) lo troviamo presente nella gara al maschile: 23"38 (91,79%). Peccato che la sua unica presenza a mia memoria nel mondo master, sia limitata agli Europei indoor di Ancona 2009. Sarebbe uno che combatterebbe con Scarponi, Chiapperini, Graziano... Angelo Mauri (1957) è in buona forma in questa parte di stagione: 25"76 (88,83%), davanti a Stefano Malvicini (25"88 e 88,42%). Emanuela Baggiolini (1972) sta per tornare in forma "europei": 58"32 sui 400 e 88,04%. Nella stessa serie ancora una presenza per Elena Montini (1962): 1'03"65 e 89,55%, ormai definitivamente ritrovata (se mai si fosse persa: non ne avevamo sentito parlare per qualche mese e ci eravamo preoccupati). La Globetrotter Gigliola Giorgi (che forse è pure una mia "collega", m'informerò) totalizza 86,21% correndo in 1'02"18, mentre bell'esordio nei 400 di Rosa Anibaldi (1966): 1'03"29 e 86,50%. Cosimo Sguera (1971) 2'02"04 negli 800 e 86,32%. 84,56% sui 5000 (più si sale nelle distanze, più valori sopra gli 80% sono decisamente di prim'ordine) da parte di Daniela Gilardi (1965) con 18'35"10 sui 5000. L'amico Federico Nettuno (1975) vince l'asta con 4,10 (69,38%).
- Cernusco S/N (08/07) dalle pagine di facebook aveva annunciato un attacco al record italiano M45 degli 800, da lui stesso detenuto. 1'59"22 ottenuto a Rezzato nel 2008. Proprio in contemporanea con lo stesso meeting bresciano (di cui parlo in seguito), Giuseppe Romeo (1963) ci ha riprovato. A Cernusco è inserito nella seconda serie e chiude in 2'01"46, un paio di secondi sopra il primato nazionale (e ben 93,26% agc, che ottenuti nel mezzofondo sono un tesoretto). Rumors davano nella medesima riunione di un tentativo di record M40 da parte di Stefano Avigo (1970), inserito invece nella prima serie: 1'58"52 (89,75%). il suo tempo, che è ancora troppo lontano dal duo Giorgio Gennari-Litta e Giovanni Ferrari, che hanno corso a 9 anni di differenza l'uno dall'altro lo stesso tempo di 1'56"18. 87,31% nei 1500 invece per Paolo Gatti (1957) grazie al 4'43"36. Il risultato a sorpresa (fino ad un certo punto, naturalmente) lo ottiene così Flavia Borgonovo (1974): 5,60 (79,20%) nel salto in lungo con 1,0 di vento a favore e nuovo personale a 37 anni. Esempio vivente.
- Rezzato (08/07) - Fausto Salvador (1969) si mette in luce nei 400: 53"60 (86,76%), ma mi sembra che avesse un Pb sotto i 53". Negli 800 si rivede il campione italiano M40 Francesco D'Agostino (1966) che stabilisce il suo miglior crono dell'anno: 2'01"47 e 90,81%. In deciso miglioramento anche Ugo Piccioli (1969) con 2'03"03, che gli vale 87,24%. Diciamo che si prospettano l'anno prossimo grosse sfide negli 800: D'Agostino va nella tana di Romeo e Pellegrini. Mentre nei 40 la concorrenza dovrebbe farsi bella agguerrita. Nei 3000 gran 9'10"21 di Pierangelo Avigo (1961), che spacca la barriera del 90% (90,70% con la solita considerazione sugli over-90 nelle specialità che non sono la velocità). Prima di lui Giorgio Bresciani (1966) che ha concluso in 9'03"36 (88,32%). Nel peso vince Marco Dodoni (1972, della Forestale) con un lancio a 17,77 (78,10%). Al 4° posto arriva il 46enne Giovanni Tubini (1964) con 15,76 (77,74%). Risultato di soli 2 centimetri inferiori al record italiano M45 di un altro grandissimo del passato atletico italiano: Luciano Zerbini, che proprio col 7,26 lanciò 15,78 nel 2005. Nel disco altra vittoria over-35: Diego Fortuna (1968) con 55,35 (76,17%).
- Record Italiani - Come comparso su Atleticanet, Giacomo Befani (classe 1970) ha valicato, primo uomo italiano over-40, i 5,00 metri nel salto con l'asta a Orvieto il 16/06.
- Record Mondiali - la jamaico-slovena Marlene Ottey, ha così ottenuto un ulteriore miglioramento del suo record mondiale: 11"84 (0,1 il vento) a Maribor il 26/06 contro l'11"95 di Postonja. Chissà se verrà portata a Barcellona dalla federazione Slovena o quanto gli hanno chiesto per poter partecipare. Chiedo così pubblicamente al nostro amico che conosce le "cose slovene" e che già ci ha aggiornato dei record della Ottey, se se ne sa qualche cosa.
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