14/09/09

I risultati dei master della seconda settimana di settembre

- MODENA 10/09/09
- ALESSANDRIA 09/09/09
- BRESCIA 09/09/09
- BRESCIA 10/09/09
- RIETI 11/09/09
- TRIESTE 12/09/09
- IVREA 12/09/09
- CREMONA 12/09/09
- SERRAVALLE 09/09/09
- BELLINZONA 12/09/09
- CERVIA 10-11-12/09/09
- VEDELAGO 13/09/09
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92,36 - 200: 23"06 - GRAZIANO MAURO M40
90,52 - 400: 50"64 - BARCELLA EDGARDO M35
90,32 - 400: 50"76 - BARCELLA EDGARDO M35
90,32 - 200: 22"53 - BENATTI ANDREA M35
89,67 - 100: 12"16 - FURIA DOMENICO M45
89,51 - 400: 53"08 - BERTACCINI PAOLO M45
89,51 - 100: 12"02 - D'ORO GIANCARLO M45
89,30 - 100: 11"24 - BENATTI ANDREA M35
89,26 - 400: 60"35 - DEL RIO ALDO M60
89,26 - 100: 12"30 - TORTU SALVINO M50
88,91 - 100: 13"24 - MONTARULI ANTONIO M60
88,24 - 400: 56"13 - VISMARA CARLO M50
87,82 - 200: 26"24 - CIPRIANI ALESSANDRO M50
87,71 - 100: 12"68 - MAURI ANGELO M50
87,69 - 400: 51"50 - POETA MASSIMILIANO M35
87,58 - 200: 25"95 - MALVICINI MASSIMO M50
87,55 - 100: 12"29 - VERNASSA DARIO M45
87,40 - 100: 12"23 - CRIPPA TIZIANO M45
87,16 - 100: 14"58 - BERTAGGIA BENITO M70

88,28 - 100: 15"77 - SANGERMANO MG F60
86,26 - 100: 16"88 - CECOTTI PASQUALINA F65
85,70 - 400: 1'01"91 - AMIGONI CRISTINA F40
85,15 - 400: 1'00"15 - CERINI MARA F35
84,91 - 400: 59"15 - SPURI PATRIZIA F35
84,68 - 200: 36"09 - CECOTTI PASQUALINA F65
82,78 - 400: 1'04"09 - PASCON PAOLA F40
82,15 - 100: 12"90 - BAGGIOLINI EMANUELA F35
81,68 - 100: 13"13 - NEUMANN DENISE F35
81,13 - 100: 14"17 - PERLINO GIUSEPPINA F40
81,08 - 200: 27"17 - NEUMANN DENISE F35
80,10 - 100: 13"72 - MOTTA MONICA F40

92,92 - 1500: 5'05"46 - LORENZONI MARIA F50
86,51 - 5000: 17'58"10 - CLERICI CRISTINA F40
84,24 - 5000: 17'34"22 - PEZZOTTI MONICA F35
83,64 - 1500: 5'00"2 - AVIGO LAURA F40
83,62 - 1500: 5'11"06 - SAOTTINI ANNA MARIA F45
81,15 - 3000: 10'26"64 - GABRIELLI ELISA F35
81,12 - 800: 2'19"64 - TISELLI PAOLA F35
80,77 - 800: 2'26"8M - AVIGO LAURA F40

92,05 - 300HS: 46"29 - MONTARULI ANTONIO M60
91,35 - 400HS: 59"28 - PERONI FREDERIC F45
89,70 - 110hs: 14"65 - FAVARO DEVIS M35
89,36 - 80HS: 13"16 - ZANNI ROSSELLA F45
82,37 - 400HS: 1'09"48 - AMIGONI CRISTINA F40
82,10 - 100HS: 17"71 - MONTARULI ANTONIO M60
80,20 - 300HS: 61"32 - VERONESI SERGIO M70
????? - 300HS: 43"30 - BAGGIOLINI EMANUELA F35

98,96 - 5000: 17'52"24 - MOTTA ISOLANO M70 (RECORD.. 12'45")
92,41 - 1500: 4'20"83 - FERRARI LUIGI M50 *(QUASI RECORD)
90,75 - 800: 2'20"20 - RAPPO DARIO M60
89,01 - 1500: 4'30"77 - POTOCCO GUIDO M50
89,01 - 800: 2'06"18 - ROMEO GIUSEPPE M45
89,15 - 1500: 4'25"38 - AVIGO PIERANGELO M45
88,34 - 1500: 4'30"34 - MARESCA PASQUALE M45
87,36 - 1500: 4'28"35 - PICCO MATTEO M45
87,24 - 1500: 5'08"26 - BELOTTI ALESSANDRO M60
86,89 - 800: 1'57"80 - DALLA BRIDA MANUEL M35
86,51 - 1500: 4'48"48 - ZECCHI DANIELE M50
86,43 - 1500: 4'11"30 - AVIGO STEFANO M35
86,33 - 1500: 5'04"18 - COMETTI GIANFRANCO M60
86,32 - 1500: 4'26"72 - ARRIGHINI MARIO M45
86,30 - 1500: 4'21"66 - ECCHELI ALESSANDRO M40
86,30 - 5000: 15'21"25 - SQUADRANI LAURENT M35

87,91 - ASTA: 3,20 - FORCELLINI CARLA F50
81,04 - ALTO: 1,45 - ZANNI ROSSELLA F45
73,88 - LUNGO: 5,29 - BORGONOVO FLAVIA F35
73,86 - LUNGO: 4,73 - ZANNI ROSSELLA F45

84,76 - ALTO: 1,75 - SEGATEL MARCO M45
83,94 - ALTO: 1,95 - ARDUINI FRANCESCO M35
83,94 - ALTO: 1,95 - ARDUINI FRANCESCO M35
82,24 - ALTO: 1,45 - CURTOLO PIERGIORGIO M60
80,76 - ALTO: 1,65 - DANIA ANDREA M45
80,46 - ALTO: 1,54 - SESINI ERCOLE M50
77,01 - LUNGO: 6,06 - LA BARBERA ROBERTO M40
76,95 - ALTO: 1,39 - CALTABIANCO FRANCO M55
76,02 - LUNGO: 4,44 - LAMBRI GIOVANNI M60
75,69 - ALTO: 1,09 - MINOPOLI ERNESTO M75
75,50 - ALTO: 1,51 - MARTINI MASSIMO M50
75,01 - LUNGO: 4,45 - LA CAMERA VINCENZO M60
74,26 - LUNGO: 5,57 - CRIPPA TIZIANO M45
72,63 - LUNGO: 5,18 - BALLICO GIANCARLO M50
72,16 - LUNGO: 4,88 - SESINI ERCOLE M50
71,33 - TRIPLO: 9,74 - ZONTA ALBERTO M55
71,27 - LUNGO: 4,82 - BARBANTI GIUSEPPE M50
71,19 - LUNGO: 3,37 - MINOPOLI ERNESTO M75
71,09 - LUNGO: 5,66W - DESCROVI FABIO M40
71,06 - ASTA: 3,80 - TICO' MICHELE M40

77,00 - PESO: 13,63 - OCCHIALINI LUCIANO M70
73,51 - DISCO: 41,53 - BIANCO ROMANO M65
72,03 - PESO: 12,75 - CURTOLO PIERGIORGIO M60
71,30 - PESO: 8,57 - COLOMBO VIRGILIO M80
70,20 - DISCO: 45,35 - OCCHIALINI LUCIANO M60

DUBBIO: 23"04 M55 IVO MARTINI (1951) A RIETI (102,76)

Record stratosferici... o clamorosi errori. La settimana dei master

Questa è la settimana che adduce alla madre di tutte le battaglie: i campionati di società master, nella splendida cornice dello Stadio Ridolfi di Firenze (qui a sinistra). L'anno scorso ci furono i famosi fuochi d'artificio della classifica finale, con titoli assegnati poi revocati, poi attribuiti ad altri. Speriamo che quest'anno non vada nello stesso modo. Nel frattempo arrivano alla sgocciolata i risultati del fine settimana, con alcune clamorose notizie. Preliminarmente una piccola polemica: ma possibile che ogni comitato Fidal provinciale abbia i suoi modi e soprattutto i suoi tempi per inserire i risultati e renderli pubblici? Ancor'oggi non so nè dove nè quando Mario Longo ha stabilito il record europeo M45 dei 100 (so dove guardare, ma non c'è nulla). Se non fosse per Facebook avremmo le notizie a settimane di distanza, anche perchè è proprio dello statistico verificare il dato prima di pubblicarlo. Ma poi, mi dico, con 'sto benedetto sistema Sigma è mai possibile che qualcuno lo inserisca come file html (quelli che si aprono immediatamente), qualcuno come foglio in pdf, e qualcun'altro (come per il sito della Fidal Piemonte) come un file compresso, che si apre in maniera temporanea? Non c'è omogeneità, tempestività, correttezza nel fornire il dato. Ma siamo nel 2009 e questi aspetti devono essere al primo posto per qualsiasi Associazione che oggi come oggi deve fare dell'informazione il primo aspetto della propria attività. Senza pubblicità (purtroppo) non c'è vita. Su questo un giorno scriverò qualche cosa...
Così dilunghiamoci amabilmente su quello che è successo nell'ultimo fine settimana, sottolineando immediatamente un paio di risultati che se confermati sarebbero qualcosa di fantascientifico. Il primo arriva dal Meeting Internazionale Master di Bellinzona (a proposito, io ed Ettore Brolo avremmo un progetto sui meeting master e rimando anche questo ad un altro articolo). Dalla località ticinese si apprende il risultato di Isolano Motta (nella foto tratta dal sito del rrcm sulla pista dell'Arena Civica di Milano) M70, presidente della Road Runners Club di Milano, che il referto gara darebbe autore di un incredibile 17'52"24 sui 5000. Perchè incredibile? Perchè il record italiano apparterrebbe (o apparteneva) a sua maestà Luciano Acquarone, uno dei master più vincenti della storia dell'atletica italiana master. 18'34"72 il tempo di Acquarone, contro il 17'52"24 di Motta. 42" secondi ad Acquarone sarebbero un'eternità anche per l'Enterprise e i viaggi a Curvatura: addirittura, visto che il tempo di Acquarone risulta essere ad un solo secondo da quello mondiale, un abbassamento del limite stabilito da un essere umano M70 sui 5000 sul Pianeta Terra di ben 41". C'era qualche cosa che non andava: così mi sono inserito abusivamente sul sito del Road Runners con una domanda provocatoria, e dopo qualche ora è arrivata la voce dello stesso Isolano: "Un presidente va sempre rispettato, anche all'estero. Grazie alle mie conoscenze presso la Federazione Svizzera mi è stato attribuito un tempo niente male. Purtroppo non è così, il sangue mi pulsava nel cervello e col caldo ho chiuso per ultimo col tempo di 24'50"17 (tempo elettrico), attribuito ad un certo Schellenberg Georg, il quale avrà imprecato perchè il mio inserimento avrà fatto slittare tutti gli altri tempi. Bisogna sempre gareggiare i tempi poi arrivano, così si deceva. Nel passato i velocisti fortunati incontravano un errore dello starter e venivano graziati con bei record. Altre volte i quattrocentisti nelle gare autunnali, coi nebbioni milanesi e campi non illuminati, tagliavano le curve e si vedevano accreditati di bei tempi. -Alla prossima - Isolano". Arcano risolto? Speriamo. Il secondo risultato degno di nota arriva dalla misteriosa e miracolosa pista di Rieti, che è il Triangolo delle Bermuda all'italiana: succedono sempre cose fisicamente inesplicabili, soprattutto sul rettilineo finale. L'ultima apparizione riguarda un atleta che correva in una serie qualsiasi della manifestazione, tale Ivo Martini M55, classe 1951. Fin qui nulla di strano, se non che nei 200 metri avrebbe corso in 23"04. Ora, la traslitterazione del risultato nel mio canonico AGC porterebbe l'atleta tesserato per la PAM Mondovì (da Mondovì a Rieti per un 200 di una gara provinciale sembra un bel viaggetto) ad un incredibile 102,76, cioè un risultato che equivarrebbe più o meno alle magie di Usain Bolt (intorno ai 19"20). Ma la cosa proprio strana è anche che Ivo era fin prima di Rieti un corridore di gare su strada e campestri... Il tempo avrebbe polverizzato il 23"36 del nientepopodimenoche Bill Collins. Qualcuno sa spiegare l'ennesimo mistero della pista sul Triangolo delle Bermuda? Spero che l'ironia venga letta come tale, e non per dare il là a polemiche: la pista è di 400 metri, come più volte assicurato e rimisurato. Difettano soprattutto i controstarter.
Tolti questi due risultati "dubbi", vediamo i risultati terreni a cominciare dal quasi record sui 1500 metri M50 di Luigi Ferrari (nella foto di Manuel Manfredini su Fb) che ha corso in 4'20"83: il record è fissato a 4'20"2 (Antonio Trabucco nel lontano 1998)... Lo possiamo considerare il record elettrico? Stagione comunque fenomenale quella di Ferrari, già al record negli 800. Altro record sfiorato quello di Luciano Occhialini nel lancio del peso M70: 13,63 e il record di Carmelo Rado lì a fare l'occhiolino a 13,77. Per il resto da Bellizona Mauro Graziano si porta a casa un dignitoso 23"06 (92,36 agc) dopo essere arrivato in pista una mezz'oretta prima della gara dopo una serie di "sfortunati eventi" che lo hanno portato a lambire anche il Lago Lacrimoso. Nel fine settimana anche il doble 400 in solitaria di Edgardo Barcella: 50"76 a Brescia (il secondo a circa 8") e dopo due giorni 50"64 in Canton Ticino (il secondo a 2"), che lo fanno il secondo più veloce M35 del 2009. Tra le donne, nella velocità emerge Maria Grazia Sangermano F60, che con 15"77 ottiene 88,28 agc. Unica donna sopra il 90% è stata la solita F50 Maria Lorenzoni, che sui 1500 di Brescia sigla 5'05"46. Ancora lontana Waltraud Egger con il suo 4'53"89 del 2002. Negli ostacoli Frederic Peroni ferma i cronometri in 59"28 sui 400hs, mentre Alessandro Cipriani corre i 300hs in 45"13 in una sfida intersessuale e intercategoria...le (?) che lo vedeva opposto alla migliore atleta Master eletta dalla Iaaf nel 2008, la fuoriclasse elevetica Christine Muller, uno dei miglior ostacolisti italiani di sempre in chiave Master, l'M60 Antonio Montaruli e la bi-recordwoman italiana (200hs e 400hs) Emanuela Baggiolini. Vittoria per quest'ultima in 43"30 (sarà record italiano pure questo?), ma l'esperimento è sicuramente riproponibile soprattutto quando i valori sono molto omogenei. Marco Segatel è alle prese con i postumi di un lungo infortunio e in terra elvetica si ferma a 1,75 nel salto in alto. Doppio 1,95 di Francesco Arduini (M35) sempre nell'alto. in giro per l'Italia. Seguono i risultati più significati dei master nell'ultimo weekend... Per gli altri risultati aspettiamo fiduciosi.

Isolano Motta: l'articolo della Gazzetta


Sto cercando di capire se Isolano Motta, a Bellizona abbia potuto correre i 5000 in 17'52", cioè una quarantina di secondi in meno dell'Hall of Famer Luciano Acquarone: sarebbe un record pazzesco. Per ora trovo articoli di giornale che parlano di lui come Presidente della Road Runners Club di Milano.

Isolano Motta: un articolo sul Corriere della Sera

Ho trovato a questo link un articolo che riguarda Isolano Motta, atleta M70 milanese che ha partecipato a gare come la 100 km del Passatore. Sono in attesa di verificare se il tempo che ha ottenuto sui 5000 a Bellinzona sia il nuovo record italiano...

13/09/09

"È tutto finito per El Presidente!"

La frase del titolo evoca un film-cult dell'epos sui costumi della incoerente società americana scritta da Woody Allen, "Il dittatore dello Stato libero di Bananas". Con la sua solita piccante ironia il Duca ci presenta la sua ultima riflessione sull'atletica italiana. Gustosissima.

L’angolo del duca. Il ritorno di Castrado...

C’è un meraviglioso film del 1971, quello che ha lanciato Woody Allen nel panorama cinematografico mondiale, intitolato “Il Dittatore dello stato libero di Bananas”. C’è un personaggio, ovviamente comico, in tale film, rappresentante un rivoluzionario filocastrista di questo immaginario stato del sudamerica, che a un certo punto, divenuto dittatore dello stato, impazzisce totalmente dettando leggi assurde al popolo quali che la biancheria intima debba essere indossata sopra i vestiti o che la lingua ufficiale del paese debba essere lo svedese. Il suo nome è
Castrado ( per la verità nella versione originale si chiama Esposito) e per me è sempre stato il soprannome da dare alle persone che vengono travolte da delirio di onnipotenza (per la cronaca non è lui il dittatore da cui prende nome il film ma il protagonista Fielding Mellish, interpretato da Allen, che gli subentra quando il rivoluzionario viene ucciso per la follia che aveva raggiunto). Ora mi chiedo, il novello Castrado dell’atletica Italiana, il sig. Arese, dove pensa di poter arrivare e quali scelleratezze dovrà ancora compiere prima che qualcuno decida di fermarlo. Da quando sono finiti i mondiali della vergogna e da quando è comparso in televisione, l’ultimo giorno della manifestazione, con la sua faccia indisponente a parlare del nulla, è stato un escalation di critiche a cui sono seguite, da parte sua, una serie di azioni ancor piuù sconcertanti, l’ultima delle quali le finte dimissioni di D’Onofrio.
Più Castrado ne combina e più si sprecano le critiche, le indignazioni, gli inviti ad andarsene ma evidententemente tutto ciò fa si che il nostro eroe si senta sempre più in diritto di combinarne sempre di peggio. A questo punto, però, bisogna realmente dare un segnale che, a mio avviso, si può dare solo in due modi.

Tutti coloro che lo criticano e si indignano per ciò che sta facendo si coalizzino realmente e creino qualcosa di unitario da portare avanti insieme. Ad esempio, se ci sono tre siti specializzati che si occupano di atletica, dove la linea di veduta su tale argomento è identica, possibile che non si riesca a creare un documento congiunto con annesso una raccolta di firme via internet da mandare al Coni per dare quantomeno un segnale e, soprattutto, per cercare di coinvolgere nell’iniziativa personaggi storici di spicco dell’atletica (mi viene in mente Tilli ad esempio, ma potrebbe essere chiunque) che possano supportare un reale cambiamento.

L’alternativa è prendere atto che non possiamo fare nulla,che di fatto coloro che inorridiscono per le scelleratezze di Arese sono ben poche, il 5% dei tesserati che praticano la pista, perchè poi a quelli che corrono su strada non gliene puo’ fregar di meno ed allora quantomeno ignoriamolo Castrado, dimentichiamolo, isoliamolo, lasciamolo solo al suo destino di perdente perchè l’indifferenza, sicuramente, nutre molto meno della popolarità sia pur negativa.

Il Duca

11/09/09

Armageddon Fidal

(D'Onofrio con Maurice Green in una passata edizione del Golden Gala - foto dal sito ufficiale del Golden Gala) - Continua l'opera demolitoria dell'attuale mandato della Fidal. Obiettivo: radere a zero l'atletica italiana per l'anno di grazia 2012. Ancora tre anni davanti, e bisogna rimboccarsi le maniche: c'è tanto lavoro da fare. Arrivati a zero medaglie ai recenti mondiali di Berlino, prossimo passo nel planning federale tentare di limitare a 30 gli atleti degni di nota in tutta Italia. Nel frattempo mi capita di leggere su atleticanet la lettera di dimissioni dell'organizzatore del Golden Gala (colui che è riuscito a portare il meeting ad essere tra i due/tre più prestigiosi del mondo) Luigi D'Onofrio e mi sono subito detto: come poteva essere che qualcosa che riguardasse l'atletica in Italia e soprattutto che funzionasse, rimanesse ancora in piedi. Detto-fatto: D'Onofrio è stato convocato dal triumvirato Arese-Rossi-Montabone e chissà come si è dimesso dopo 15 anni di governo di Golden Gala. Già l'incontro definito "chiarificatore" doveva essere un bel campanello d'allarme. E siccome l'attuale Fidal non vuol fare nulla senza arrivare a farsi disprezzare, ha deciso di mettere sul sito federale quella che se fossi D'Onofrio la condsidereri una gran bella presa in giro colossale... leggetela qui. La Fidal sul sito ufficiale infatti, ringrazia D'Onofrio per il suo lavoro... poi vai a leggere lo sfogo di D'Onofrio e comprendi tra le righe che il briefing non sarà stato certo il thè delle diciassette attorno al caminetto del 10 di Downing Street. "Rammarico delle dimissioni"... dicono in Fidal. Probabilmente qualcuno si sta fregando le mani in questo momento da qualche parte in qualche Ufficio di Via Flaminia Nuova. Perchè questa è la vita: nessuno è insostituibile, benchè si pensi che il proprio lavoro sia l'unico possibile per quel determinato ruolo. Così per D'Onofrio: cosa credeva? Che continuando a portare il meeting di Roma sulla bocca di tutti per le ottime prestazioni in esso ottenute, potesse continuare ad avere questo successo indisturbato, unico esempio di un'Italia dell'atletica vincente? E se qualcuno ci avesse visto un avversario per qualche elezione futura? C'è infatti questa frase molto indicativa al suo interno detta dallo stesso Manager... Ci sarebbero stati infatti "comportamenti ed azioni dei massimi dirigenti federali di grave deliggitimazione" del suo ruolo e lesivi della sua dignità personale e professionale. Va bè, contano i fatti: D'Onofrio non c'è più alla guida del Golden Gala. Un altro pezzo dell'atletica italiana che "tira" abbattuto. Ora, il Signor Arese Franco non si rende conto di una cosa (qualcuno glielo vuole dire?): di questo passo, domani, nessuno si ricorderà più che nel passato dell'atletica italiana c'è stato un mito che correva gli 800 di nome "Franco Arese". Si ricorderà solo di un signore, un omonimo, un pò burbero e quasi sempre col musone, che non "c'azzeccò proprio nulla".

Eurosport: caso Semenya, è un ermafrodito

Riporto l'articolo di Eurosport sul caso Semenya...

Sembra che la verità su Caster Semenya sia venuta alla luce. Dall'Australia, infatti, due quotidiani riportano indiscrezioni sui test effettuati all'atleta del Sud Africa che durante i Mondiali di Berlino vinse l'oro negli 800 metri femminili.

"The Australian" e il "Sydney Daily Telegraph" hanno raccolto la fuga di notizie da parte della Iaaf, che si trincera dietro un laconico "no comment" dopo l'annuncio della data in cui si dicuterà la vicenda: il lontano 20 novembre. Secondo le due testate la sudafricana sarebbe stata sottoposta ad accurati esami medici, che avrebbero dato un unico e inesorabile responso: ermafroditismo. L'atleta dunque presenta in sé entrambi i caratteri sessuali , quello maschile e quello femminile, ed entrambe le tipologie di genitali. Sembra però che la parte maschile sia più sviluppata, perché l'atleta non avrebbe le gonadi femminili (ossia le ovaie) e nemmeno l'utero, ma presenterebbe soltanto testicoli interni. Inoltre dagli esami ematici risulterebbe un livello di testosterone di tre volte più alto rispetto alla media del sesso femminile, a questo punto non più riconducibile alla sola produzione delle ghiandole surrenali o a un ipotetico e già ventilato caso di doping, ma evidentemente giustificabile con la presenza delle gonadi maschili.

L'atleta aveva attirato l'attenzione su di sé per il suo aspetto mascolino: la voce dal timbro profondo, i lineamenti marcati, la quasi totale assenza di seno, la struttura fisica, la peluria "sospetta", tutti caratteri sessuali secondari che facevano pensare più a un uomo che a una donna. Si era persino scatenato un caso diplomatico con qualche incidente tra la Iaaf stessa e il Sud Africa, che aveva lanciato accuse di razzismo dal Presidente della Repubblica Jacub Zuma. Inoltre l'opinione pubblica mondiale si era divisa: da un lato c'era chi sosteneva che Caster Semenya fosse un uomo sotto mentite spoglie, dall'altro c'era chi difendeva la ragazza puntando il dito contro chi l'aveva giudicata per il suo aspetto fisico e considerando gravi le umiliazioni subite dalla giovane promessa dell'atletica mondiale.

In tutto questo, nonostante il certificato di nascita prodotto dalla famiglia che attesta il sesso femminile della figlia, c'è chi si è divertito ad anagrammare "Caster Semenya" svelando che per un bizzarro gioco del destino si riesce a ricavare la locuzione "Yes, a secret man" (ossia "Sì, un uomo segreto"), mentre, navigando su internet alla ricerca dell'origine del nome proprio "Caster", si scopre che in realtà si tratta di un nome maschile e che deriva dal greco "Càstore".

Adesso la Iaaf che cosa farà? E' da escludere che tolgano all'atleta la medaglia d'oro, perché pare che da parte sua non ci sia dolo. E' probabile però che assegnino l'oro anche alla Jepkosgei e il resto del podio vada a scalare (migliorando quindi anche il piazzamento di Elisa Cusma, che risulterebbe quinta). Tuttavia è chiaro che, alla luce dell'annuncio fatto nella giornata di giovedì e soprattutto delle rivelazioni trapelate in Australia, una decisione seria e definitiva debba essere presa. Sembra che l' ipotesi più probabile sia l'esclusione dalle competizioni internazionali e il consenso a gareggiare solo in manifestazioni nazionali non riconosciute dalla Iaaf. In caso contrario la federatletica sudafricana rischierebbe la squalifica e non è escluso nemmeno che qualche provvedimento nei suoi confronti arrivi già adesso, visto che un allenatore che ha voluto restare ignoto aveva rivelato ai media, già durante i Mondiali, la vera condizione di Caster Semenya e l'assoluta consapevolezza da parte della federazione sudafricana, che avrebbe omesso di trasmettere alla Iaaf questo "piccolo dettaglio".
Fonte Eurosport

10/09/09

La provocazione del Duca sul doping

Il Duca continua nella sua opera demistificatrice: nell'occhio del ciclone ora finiscono il Doping e le ipocrisie che lo circondano.

L’angolo del Duca: Doping... questo sconosciuto


Il doping nello sport in generale è, a mio avviso, un male inguaribile in quanto non esiste nessuna speranza di debellarlo perché non c’è una reale possibilità di controllo di fronte alle metodologie piu’ avanzate che esistono per nascondere, all’interno dell’organismo, le varie sostanze proibite. Il fatto è, senza citare discipline sportive in particolare, che è ormai entrata nella logica del business, dello spettacolo a tutti costi, degli ascolti da raggiungere, l’esigenza di stupire, di superare tutti i limiti possibili e per far questo, purtroppo, non bastano le normali forze di cui madre natura ci ha dotati: bisogna per forza farsi aiutare dalla chimica. Quindi, per una mera questione economica, un atleta per poter gestire la propria carriera professionistica in modo adeguato è costretto ad assumere aiuti che gli permettano di sostenere sforzi sempre piu’ intensi per superare ogni piu’ recondita barriera della fisica. In realtà sono certo che, anche senza il doping, le classifiche finali sarebbero sempre le stesse, l’atleta piu’ dotato prevarrebbe comunque, ma l’esigenza nasce dalla necessità di stupire sempre di piu’ e quindi tutti, ribadisco tutti, debbono adeguarsi a tale logica. Trovo quindi ridicolo scandalizzarsi di fronte a quegli atleti che, occasionalmente, vengono trovati positivi ad un controllo antidoping in quanto, al di la delle patetiche giustificazioni che poi adducono (crema depilatoria, pomata contro le punture d’insetti etc) sono solo vittime sacrificali di chissà quale complotto che li ha visti destinati perché magari avevano dato fastidio a qualcuno (Ben Johnson vi ricorda forse qualcosa). Drogarsi è purtroppo l’unico strumento a disposizione per poter svolgere professionalmente e in maniera remunerativamente interessante un’attività sportiva. Lo so, è un’analisi crudissima che sono certo quasi tutti vorranno rifiutare, ma sono certo che sia così e, per questo non mi sento neanche di colpevolizzare piu’ di tanto coloro che accettano tale logica; il problema nasce dal meccanismo perverso che si è innestato e sinceramente non saprei nemmeno dare una possibile soluzione perché purtroppo la legge dello showbusiness è questa. La mia idea, quindi, è sempre stata quella che si dovrebbero totalmente abolire i controlli antidoping, anzi andrebbe liberalizzata l’assunzione di qualsiasi sostanza fermo restando che andrebbe invece fatta una campagna di comunicazione a 360 gradi (televisione, radio, stampa, impianti sportivi, strade…) in cui si evidenzia che il doping nuoce gravemente alla salute e che può portare a gravissime patologie per se e per i propri figli. Ma dopo essermi formato negli anni, questa triste ma inesorabile conclusione, una domanda mi sorge spontanea ed inevitabile: Perché gli atleti master/amatori/veterani si dopano? Parliamo del nostro sport. Per denaro? Certo che no, il massimo che puoi guadagnare è una bella medaglietta ricordo, una maglietta e forse qualche premio puo’ esserci per le corse su strada, ma sicuramente l’investimento necessario per un buon ciclo di anabolizzanti è sicuramente molto superiore. Per i riscontri cronometrici o di misure?
Ma quale tipo di soddisfazione puo’ avere un essere umano nell’ottenere un risultato, ben conscio del fatto che l’ha fatto barando. La risposta sta fondamentalmente in tale ultima considerazione. Nessuna soddisfazione vi puo’ essere al di fuori dell’appagamento di proprie frustrazioni, complessi, invidie remote perché solo questo puo’ spiegare il perché qualcuno possa assumere sostanze risaputamene molto nocive per far meglio del vicino di casa, del compagno di allenamento o di qualcuno che stia pure antipatico per qualsivoglia motivo.
In sintesi, il master che si dopa è un perfetto imbecille…. perché rischia la salute per il nulla o meglio, solo per l’orgoglio di potersi far beffa di qualcun altro. E d’altra parte sono assolutamente convinto che, pur se non ai livelli dei professionisti dove purtroppo, ribadisco, è un’esigenza di sopravvivenza agonistica, il doping nei master sia molto, molto diffuso, sicuramente piu’ in alcuni sport ma certamente anche nel nostro. E’ sempre un fatto oggettivo, ci sono dei limiti che sono quasi impossibili da superare. Come appare impossibile infatti che un ciclista possa affrontare determinati sforzi prolungati, nello stesso modo non comprendo come possano esserci atleti, di una certa età che facciano tempi in proporzione migliori di quelli che facevano a 25 anni, che recuperino da interventi al tendine in pochissimo tempo, tornando ai tempi di prima oppure che, nello spazio di un giorno, riescano a sostenere due o tre gare riuscendo sempre ad ottenere le migliori performances. Sono esempi, a caso e se qualcuno pensa che li abbia fatti pensando a qualcuno è sicuramente cosi’ e non me ne vergogno affatto, ma ovviamente solo solo pensieri e vorrei veramente essere in torto . C’è però solo un modo per convincermi del contrario, vale a dire dare il buon esempio, lanciare una campagna, al contrario, contro il doping, da parte del movimento master, nel senso che invece di essere l’antidoping che cerca gli atleti da controllare, dovrebbero essere gli atleti master che vincono dei campionati italiani o che fanno delle prestazioni di particolare rilievo a sottoporsi spontaneamente ai controlli. Questo sarebbe veramente un bel esempio per tutto lo sport, un messaggio forte per far emergere realmente i valori che devono essere alla base del movimento master: l’etica, la fiducia, l’unione e l’entusiasmo. Il Duca

08/09/09

I migliori risultati della prima settimana di settembre

100 MASCHILI
98,23 - 100: 10"81W - M45 - LONGO MARIO (64) - IS
95,49 - 100: 11"12 - M45 - LONGO MARIO (64) - AV
94,72 - 100: 11"21W - M45 - LONGO MARIO (64) - IS
90,77 - 100: 11"30W - M40 - CHIAPPERINI PAOLO (69) - IS
90,37 - 100: 11"35 - M40 - CHIAPPERINI PAOLO (69) - RM
89,26 - 100: 12"46- M50 - D'AMATO ROSARIO (57) - AV
89,10 - 100: 19"08 - M90 - SANSONETTI UGO (19) - RM
88,95 - 100: 11"69 - M40 - SCARPONI MAX (67) - RI
88,53 - 100: 12"81 - M55 - PROIETTI ENZO (54) - RM
87,69 - 100: 11"94 - M40 - GRAZIANO MAURO (66) STC
86,60 - 100: 11"59 - m35 - RASPI EMILIANO (72) - RE
86,49 - 100: 12"94 - M50 - SALAMA ADEL (56) - RM
86,33 - 100: 12"30 - M45 - DE FEO ALFONSO (64) - RM
200 MASCHILI
93,29 - 200: 22"83W - M40 - GRAZIANO MAURO (66) - STC
90,12 - 200: 22"58W - M35 - BENATTI ANDREA (72) - STC
89,60 - 200: 25"90 - M55 - PROIETTI ENZO (54) - RM
89,44 - 200: 29"7W4 - M70 - BERTAGGIA BENITO (37) - STC
89,07 - 200: 23"39 - M40 - CHIAPPERINI PAOLO (69) - RI
88,76 - 200: 24"71 - M45 - D'ORO GIANCARLO (62) - CU
88,56 - 200: 26"02W - M50 - CIPRIANI ALESSANDRO (55) - STC
88,47 - 200: 25"69W - M50 - MALVICINI MASSIMO (57) - STC
88,20 - 200: 24"69W - M45 - PERONI FREDERIC (62) - STC
88,15 - 200: 27"40W - M60 - MONTARULI ANTONIO (48) - STC
87,77 - 200: 26"44 - M55 - RAPACCIONI CLAUDIO (54) - RM
87,55 - 200: 25"96 - M50 - MAURI ANGELO (57) - CU
87,41 - 200: 26"00W - M50 - MAURI ANGELO (57) - STC
400 MASCHILI
89,19 - 400: 53"25 - M40 - BERTACCINI PAOLO (65) - CU
88,73 - 400: 55"82 - M50 - VISMARA CARLO (59) - CU
87,38 - 400: 53"22 - M40 - ZOPPELLO NICOLA (68) - RM
86,98 - 400: 57"32 - M50 - DI CIO' FRANCO (58) - RM
86,77 - 400: 51"35 - M35 - SARCUNO ENRICO (74) - CU
86,11 - 400: 53"63 - M40 - CHIAPPERINI PAOLO (69) - RM
OSTACOLI MASCHILI
90,39 - 400HS: 59"91 - M45 - PERONI FREDERIC (63) - STC
87,94 - 110HS: 14"81 - M35 - ALTERIO ANDREA (73) - BRU
87,38 - 110HS: 15"04 - M35 - FAVARO DEVIS (72) - BRU
85,57 - 400HS: 1'02"08 - M40 - AMERIO ROBERTO (66) - STC
??? pt - 200HS: 27"68 - M45 - PERONI FREDERIC (63) - STC
798 pt - 200HS: 29"32 - M50 - CIPRIANI ALESSANDRO (55) - STC
707 pt - 200HS: 28"40 - M40 - AMERIO ROBERTO (65) - STC
??? PT - 200HS: 32"51 - M60 - MONTARULI ANTONIO (48) - STC
VELOCITA'-OSTACOLI FEMMINILI
89,45 - 200: 31"31 - F55 - CONTINI UMBERTINA (50) - STC
89,10 - 400: 1'07"14 - F50 - STELORI DANIELA (56) - RM
87,02 - 400: 58"35 - F35 - BAGGIOLINI EMANUELA (72) - RE
85,26 - 200: 26"18 - F35 - SECK KHADIDIATOU (70) - RM
85,21 - 100: 15"74 - F55 - CONTINI UMBERTINA (50) - STC
84,81 - 100: 12"80 - F35 - SECK KHADIDIATOU (70) - RM
84,52 - 200: 28"09 - F40 - PERLINO GIUSEPPINA (65) - STC
84,22 - 100: 15"62 - F55 - MICHELETTI ANNA (52) - RM
84,07 - 80HS: 13"81 - F50 - FORCELLINI CARLA (59) - RM
82,93 - 100: 13"09 - F35 - SECK KHADIDIATOU (70) - RI
82,51 - 200: 28"42 - F40 - TELLINI SUSANNA (67) - RE
82,46 - 200: 28"44 - F40 - TELLINI SUSANNA (67) - CU
82,37 - 400: 1'07"18 - F45 - GALEAZZI SONIA (64) - STC
????? - 200HS: 30"12 - F35 - BAGGIOLINI EMANUELA (72) - STC
MEZZOFONDO MASCHILE
88,71 - 1500: 4'36"43 - M50 - CAVALLI CLAUDIO (57) - RM
88,04 - 800: 1'55"18 - M35 - LAZZARI LORENZO (74) - BRU
87,56 - 800: 2'04"81 - M40 - D'AGOSTINO FRANCESCO (66) - RE
86,81 - 1500: 4'42"47 - M50 - PEDRINI GIOVANNI (57) - STC
86,70 - 800: 2'10"65 - M45 - PICCO MATTEO (62) - STC
86,13 - 1500: 4'32"19 - M45 - PICCO MATTEO (62) - STC
FONDO/MEZZOFONDO FEMMINILE
88,96 - 10000: 34'12"8 - F35 - IOZZA IVANA (73) - GU
87,27 - 10000: 36'42"1 - F40 - CLERICI CRISTINA (65) -GU
85,90 - 1500: 6'08"95 - F60 - CIOTTI M.L. (49) - RM
84,73 - 800: 2'14"97 - F35 - CERINI MARA (71) - F35
84,53 - 1500: 5'31"47 - F50 - PATELLI ANNA (58) - RM
FONDO-SIEPI MASCHILE
89,43 - 2000ST: 7'26"48 - M60 - TRABUCCO ANTONIO (48) - RM
87,07 - 10000: 36'57"3 - M55 - MOSCATO AURELIO (51) - GU
85,21 - 5000: 18'24"61 - M60 - CIPOLLA FRANCESCO (49) - STC
84,29 - 3000: 9'33"71 - M45 - PORCU PAOLO (64) - CA
SALTI MASCHILE
86,88 - ALTO: 1,85 - M40 - PISTONO ALESSANDRO (65) - RM
85,26 - TRIPLO: 12,84 - M50 - CICERI GIANCARLO (59) - STC
85,00 - ALTO: 1,70 - M50 - MANFREDINI EMANUEL (59) - RE
84,08 - ALTO: 1,70 - M45 - MASTROLORENZI MARCO (60) - RM
82,62 - ALTO: 1,51 - M55 - MOLINARIS PIERCARLO (51) - STC
81,95 - LUNGO: 5,24 - M55 - MOLINARIS PIERCARLO (51) - STC
80,28 - ALTO: 1,45 - M55 - PRAMPOLINI NATALE (50) - STC
79,82 - TRIPLO: 12,34 - M45 - SPOSATO ADRIANO (61) - STC
79,02 - ALTO: 1,24 - M70 - CANDELLERO BRUNO (39) - STC
78,67 - TRIPLO: 08,85 - M65 - SILVESTRO GAETANO (40) - RM
78,31 - TRIPLO: 12,89 - M40 - NICOLA FABIO (66) - STC
77,49 - ALTO: 1,70 - M40 - PARENTI ALESSANDRO (68) - RE
77,36 - LUNGO: 5,66 - M45 - SPOSATO ADRIANO (61) - STC
76,80 - LUNGO: 6,54 - M35 - TRENTIN NICOLA (74) - CA
76,11 - TRIPLO: 10,70 - M55 - BALDINI SERGIO (54) - RM
LANCI MASCHILE
78,25 - PESO: 17,90 - DODONI MARCO (72) - RE
77,10 - PESO: 10,57 - MANGANELLI SERGIO (40) - RM
75,63 - MARTELLO: 34,99 - REGGIANI RENZO (34) - STC
73,38 - DISCO: 54,36 - LOMATER STEFANO (35) - BRU
72,51 - MARTELLONE: 15,49 - SANGERMANO SANDRO (54) - RM
71,39 - MARTELLONE: 15,79 - VISCA ALBERTO (56) - RM
70,80 - DISCO: 44,78 - SAGONI ROBERTO (47) - RM
69,37 - PESO: 9,51 - BENEVENIA UMBERTO (40) - STC
67,63 - GIAVELLOTTO: 45,49 - DIOTALLEVI FABIO (52) - RM
LANCI FEMMINILE
117,75 - PESO: 4,24 - GABRIC GABRE (14) - STC
96,37 - DISCO: 12,79 - GABRIC GABRE (14) - STC
64,01 - GIAVELLOTTO: 6,66 - GABRIC GABRE (14) - STC
60,68 - PESO: 9,04 - ALFONSI M.L. (54) - RM
60,10 - GIAVELLOTTO: 24,05 - DI GIULIO ELVIA (47) - RM
56,09 - GIAVELLOTTO: 30,24 - BEGANI ELEONORA (61) - RM
SALTI FEMMINILE
85,16 - ASTA: 3,10 - FORCELLINI CARLA (59) - RM
83,89 - ALTO: 0,95 - BELLETTI MARIA LUIGIA (34) - STC
81,08 - ALTO: 0,90 - GASTALDI NOEMI (33) - STC
80,23 - ALTO: 1,38 - JURI FRANCESCA (61) - STC
78,49 - ALTO: 1,35 - PASSIGATO CHIARA (61) - STC
78,25 - ALTO: 1,40 - ZANNI ROSSELLA (64) - RE
75,00 - ALTO: 1,41 - ANSALDI CHIARA (68) - STC
74,91 - TRIPLO: 10,09 - ANSALDI CHIARA (68) - STC
70,92 - LUNGO: 4,78 - ANSALDI CHIARA (68) - STC
69,50 - LUNGO: 3,70 - RAFTI M.G. (51) - RM

07/09/09

Weekend coi botti: due record europei e quattro italiani

(la pista di Aosta St. Christophe e il suo panorama) - E' un pò grigio oggi, dal mio osservatorio sul lago di Iseo. I luoghi ameni riescono a riempire di tinte forti l'animo in un senso o nell'altro... scusate la divagazione. Torno a parlare di atletica vera, quella del nostro mondo Master. Perchè nonostante tutto, nonostante tutti, si va avanti. Mi sono cercato un pò di gare in giro per lo Stivale, e ho evidenziato una serie di risultati tra i più importanti tra gli over 35: in particolare andavano in scena i Campionati Regionali Laziali (a Roma) e quelli Piemontesi e Valdostani nella splendida cornice dello Stadio Saint Christophe ad Aosta. Nelle scorse settimane gare ci sono state gare anche a Reggio Emilia, Brugnera, Rieti, Curno, Chiasso (Meeting Mendrisiotto). Queste sono quelle che ho trovato sulla rete... se avete segnalazioni, sapete come contattarmi.
  • Iniziamo da chi entra nella storia dalla porta principale, cioè Mario Longo, autore di un "normale" per lui 11"12 ad Avellino (ma quest'anno vantava un mirabolante10"87 e un 10"94). Il tempo gli consente di migliorare il record europeo dei 100 M45 (infatti i tempi ottenuti nella stagione erano stati ottenuti da 44enne), migliorando di un solo centesimo il tempo del transalpino Philippe Claudeon che corse in 11"13 a Remiremont (Francia) nel 2006 con il vento al limite (+2,0). Per chi non conoscesse Claudeon, invii una richiesta-informazioni direttamente a Giancarlo D'Oro, visto che proprio grazie a lui e ad un centimetro maledetto, perse l'oro ai Mondiali sui 60 indoor M45 a Clermont l'anno scorso. Situazione che mi portò al limite della commozione pochi minuti dopo, quando l'altro mio caro amico Arben Makaj perse di un altro centesimo la finale dei 60 M40 da un altro cagnaccio master, il danese Trajkoski. Sempre nel 2006 fu stabilito il record del mondo della stessa categoria: autore ne fu il funambolico Willie Gault che corse ad Indianapolis in 10"72. Proprio domenica Longo ha avvicinato quel record che sembra di un altro mondo, correndo a Isernia in 10"81 ma con un vento molto al di sopra della norma.
  • Quando si parla di Gabre Gabric si rischia di sbagliare. Si sbaglia perchè come Longo è fase di transito tra una categoria ed un'altra: è W95 in Italia, ma è a tutti gli effetti una W90 a livello internazionale fino al 14 ottobre. Ad Aosta ha lanciato nel disco 12,79, con l'attrezzo da 0,750. Il sito della Federazione Europea annovera tra i suoi primati nelle W90 il lancio che la stessa Gabre Gabric ottenne a Cattolica, che le valse il record del mondo con 12,14. Risultato poi migliorato a Lahti con 12,55. Mi sembra che qualcuno (lo stesso Corbelli?) sostenesse che in realtà la Gabric fosse più giovane, e che venga riportato il 1914 quale anno di nascita quando a causa del classico errore di trascrizione anagrafica è forse un paio di anni meno matura. Ma tant'è: sarebbe comunque W90 fino ad ottobre. Purtroppo tra Cattolica e il lancio di Aosta, è passato l'uragano Olga Kotelko (neo-novantenne ed ex mastrina Canadese che ha portato a casa un bottino di medaglie d'oro da far invidia ai depositi segreti di Fort Knox) che a Lahti ha battuto proprio la nostra portacolori lanciando il disco a 13,92: nuovo record del mondo. Accontentiamoci così del 12,79, nuovo record europeo a ridosso della categoria W95.
  • A Roma cade invece il record nel martellone M55 per mano di Sandro Sangermano, che è riuscito a sopravanzare di 4 centimetri il vecchio record di 15,49 contro il 15,45 di Antonio Maino lanciato nel 2006.
  • Record eguagliato per la seconda volta nella stagione da parte di Maria Luigia Belletti nel salto in alto W75 (salto in alto: 0,95). Record condiviso con Tersina Tonazzo nella famosa giornata in cui saltarono la stessa misura (era il 7 giugno).
  • Infine record "annunciato" quello della insubre Emanuela Baggiolini sui 200hs corsi ad Aosta nella prima giornata con un muro di vento contro (tutti i risultati della prima giornata, effettivamente, si sono appesantiti notevolmente). Il suo tempo di 30"12 migliora nettamente il 32"6 di Katia Migliorini, diventando come Barbara Ferrarini (quest'anno, da W40 30"68) contemporanea detentrice dei record di categoria dei 200hs e dei 400hs. Sul sito di atleticanet, viene riportato quale record F35 proprio il tempo di Barbara Ferrarini, per quella che è una considerazione propria di Corbelli (e Fasolato?): i risultati nei master, se migliori di quelli tabellati della categoria inferiore, ci cadono a cascata: io la vedo in maniera diversa, e considero le singole categorie a sè stanti: come del resto il sito della Fidal.
E le altre gare? Nel link qui sotto ho raccolto i risultati più importanti. Come si diceva, Mario Longo sta tornando a correre molto veloce: 10"81 ventoso oltre all'11"12 del record. Il 10"81 vale un 9"80 in termini di AGC. Bravo anche Mauro Graziano M40 con 22"83 sui 200 (+3,0) ad Aosta che equivale a 93,29 AGC. Paolo Chiapperini, altro M40, 11"30 ventoso ai Regionali di Roma. Sempre negli M40 un pò sottotono il campione del mondo dei 200 M40 Max Scarponi: 11"69 a Rieti. A proposito: su facebook è nato un dualismo proprio tra Scarponi e Chiapperini per il 2010. Chiapperini ha lanciato il guanto di sfida a Scarponi: vedremo chi dominerà la scena nel 2010: io li inviterei a non sottovalutare lo stesso Graziano, il futuro M40 Omar Lonati, Attanasio, Marco Boggioni... Sui 400 Paolo Bertaccini (altro M40) ha corso in 53"25 a Curno (89,19%). Tra gli ostacoli, ad Aosta nonostante i monsoni contrari sfiora di 10 centesimi il suo stesso record italiano sui 200hs M45 Frederic Peroni (27"68), che il giorno successivo replica con i 400hs in 59"91. Roberto Amerio, nonostante la lungodegenza infortunistica causata da un polpaccio malandato, corre sia i 200hs (28"40) che i 400hs (1'02"08). Pura abnegazione masochistica. Nella velocità femminile emerge il quasi-90 AGC (89,45) di Umbertina Contini (F55) derivante da un 31"31 sui 200 ad Aosta. Brava anche la F50 Daniela Stelori, che sui 400 ha corso a Roma in 1'07"14 (89,10 AGC). Emanuela Baggiolini, come una trottola, la troviamo invece a Reggio Emilia (ma non era ad Aosta?) dove corre sia i 100 (13"19) che soprattutto i 400 in 58"35 (87,02%). Nel mezzofondo maschile svetta il 4'36"43 dell'M50 Claudio Cavalli ottenuto nei 1500 a Roma (88,71), migliore dell'800 dell'"assoluto" Lorenzo Lazzari, che ha corso gli 800 in 1'55"18 (88,04%): mi sa che Lazzari, dovesse correre un campionato italiano master sugli 800 con Caggianelli e Lazzarini, non avrebbe vita molto facile. Ne avremo mai la controprova? Mah... Bravo anche il tenace Francesco D'Agostino che a Reggio Emilia ha corso in 2'04"81 (87,56%). Nei 10000 femminili a Guanzate registriamo il 34'12"8 di Ivana Iozza F35, che spara 88,96%: nel fondo è qualche cosa di mirabolante. Ottima anche la prestazione della F40 Cristina Clerici (36'42"1 e 87,27%). Nelle siepi l'M60 Antonio Trabucco a Roma non va nemmeno tanto lontano dal record italiano: 7'26"48 e 89,43%. Il risultato che però mi ha più sorpreso nella carrellata che ho portato avanti, è l'1,85 nel salto in alto di Alessandro Pistono a Roma. Classe 65, l'anno prossimo sfocerà in quella categoria, la M45, dove lo attende "the King" Marco Segatel. Con 1,85 la sfida sembra, se non ad armi pari, sicuramente di primo piano. Nel triplo, il campione del mondo M50 Giancarlo Ciceri si conferma con 12,84 (a Lahti saltò 12,69) ottenuto ad Aosta con vento nullo. Nei lanci, la Gabric la troviamo anche nel peso con 4,24 (che tradotto in AGC vale l'enormità di 117,75%). Infine Carla Forcellini torna sopra i 3 metri nell'asta (3,10).

Doping: ci sono positivi a Lahti?

Leggevo su Masterstrack un interessante articolo di Ken Stone, il quale segnalava come Dieter Massin, il "crociato dell'anti-doping" nonchè presidente della Federazione Europea Master, avesse lanciato uno "stuzzicante indizio" sul fatto che qualcuno a Lahti sarebbe finito nella rete dell'Antidoping. A tutto ciò Ken Stone sarebbe arrivato per deduzione dalla risposta che lui stesso avrebbe ottenuto da Massin alla sua esplicita domanda "ci sono stati positivi a Lahti?". Massin avrebbe risposto: "Si stanno ancora analizzando i tests di Lahti. Una dichiarazione al proposito verrà pubblicata sul nostro sito". Con acume logico Ken Stone si chiede perchè se tutte le 50 analisi fossero state negative, ci sarebbe la necessità di pubblicare "una dichiarazione" sui test antidoping. Naturalmente in caso positivo il nome del "dopato" non sarebbe pubblicato immediamente ma verrebbe comunicato alla Federazione d'appartenenza. Staremo a vedere: Stone consiglia di rimanere sintonizzati sul sito della WMA per gli sviluppi. Intanto aggiungo che ho carpito informazioni tramite amicizie comuni e che la positività di Jamel Chatbi ai Mondiali di Berlino sarebbe dipesa da un farmaco per respirare assunto in seguito all'intervento chirurgico effettuato qui in Italia dall'atleta marocchino proprio al naso per una rinite cronica. Il dottore nella terapia post-chirurgica non si sarebbe premurato di avvertire l'atleta della cosa... rischierebbe se così fosse una squalifica di pochi mesi.

06/09/09

Il Duca e

L’angolo del Duca: Una gran bella faccia tosta

La clamorosa esclusione di un atleta master, oltretutto accreditato di un buonissimo tempo di iscrizione (11"92) dal recente meeting Marzola di Trento, rappresenta l’ultimo anello di una catena che va sempre piu’ arricchendosi di episodi di vera e propria discriminazione. Come spiegato perfettamente dal ns. editore, è infatti totalmente antiregolamentare escludere da qualsivoglia manifestazione un atleta master laddove la sua società di appartenenza abbia pagato alla Fidal una quota di affiliazione (180 Euro) comprensiva dell’adesione a tutte le varie categorie (All/Jun/Pro/Sen/Mas). Ovviamente cosi’ era nel caso citato del Marzola. Per inciso le società che si affiliano solo per la categoria Master pagano una quota di 70 Euro. Quindi l’unica inibizione puo’ essere solo determinata da limiti cronometrici o di misure, che pero’ devono chiaramente valere per tutte le categorie.

Ora appare evidente come vi sia, ormai da tempo in atto, nei confronti del movimento master, una campagna ostile che proviene da piu’ parti (tecnici federali, organizzatori di meeting, dirigenti delle varie federazioni regionali). Una delle cause, secondo voci raccolte, potrebbe essere collegata al fatto di imputare a taluni atleti master il ritardo, a causa di tempi finali particolarmente alti, nello svolgimento di quelle manifestazioni di grande importanza quali le fasi regionali dei campionati di società assoluti.

Ma come già evidenziato, i tempi alti non li fanno solo gli atleti master ed anzi, se fatti dai senior, è anche ben piu’ grave da un punto di vista di prestazione sportiva. Quindi perché mai questo accanimento? Certo la maggior parte dei personaggi che popolano le piste di atletica sono poi la perfetta espressione dell’immobilismo, dell’indisponenza e dell’ottusità federale e poi, sono anche convinto che ci sia, da parte di molti, una sorta di invidia per quanto un atleta master riesca ancora ad esprimere da un punto di vista agonistico, spesso meglio di molti ragazzi ben piu’ giovani..
Di episodi ed aneddoti se ne potrebbero scrivere in quantità, ma siccome mi piace sempre analizzare le situazioni a 360 gradi, voglio pensare anche all’altra faccia della medaglia e mi chiedo: ma l’immagine che noi atleti master diamo all’esterno è sempre ineccepibile e inattaccabile?

La risposta la potrà dare ciascun atleta master, ma vorrei dare uno spunto di riflessione invitando, chi non l’avesse fatto, ad andare a guardarsi la lettera aperta, scritta da un atleta master ad Arese, pubblicata dal sito Atleticanet e poi riportata anche dal nostro blog, lettera che mi ha profondamente adirato ed offeso per l’immagine che puo’ trasmettere all’esterno del nostro movimento.

Il motivo è che il sig. Felicetti , dopo una serie di considerazioni scontate e banali sulla politica in generale, si permette di proclamarsi rappresentante di tutti i 65000 tesserati master in Italia ed in nome di tale investitura formula una serie di richieste che, a mio avviso, sono assolutamente fuori luogo, specialmente nel momento particolare che sta vivendo l’atletica in Italia.
Tra l’altro mi piacerebbe sapere quanti lo conoscono dei 65.000 che lui cita mentre, a dire il vero, sicuramente lo conoscono tutti quelli che mi risulta lo abbiano addirittura contestato sonoramente durante gli ultimi Europei di Ancona.
Ora sicuramente il fine di tale lettera sarà stato pure nell’interesse generale, ma una persona singola non può permettersi di formulare lamentele di ogni genere, a 360 gradi, con richieste assurde del tipo "premi in denaro da dare ai medagliati delle competizioni internazionali" oppure di delegazioni festanti della Fidal che li accolgano al ritorno in patria.
Io posso anche capire umanamente il sig. Felicetti che, essendo un atleta di spicco del movimento master, sognerebbe per lui questi riconoscimenti, ma bisogna anche essere realisti, stiamo pur sempre parlando di atleti master, di tantissime categorie e già non ci sono soldi per gli assoluti.
E’ chiaro poi che di fronte a richieste, a mio avviso, senza senso le considerazioni anche giuste come la poca efficienza dei rappresentanti della Fidal alle manifestazioni internazionali ed altre discrepanze, passino in secondo luogo e comunque se si vogliono portare avanti delle proposte concrete ed un progetto serio, veramente nell’interesse di tutti, ci si confronta, si prepara una piattaforma comune e poi la si manda, non per il tramite di un sito, ma con raccomandata diretta alla Presidenza Federale. Cosi’ la sensazione mia e di tanti che mi hanno telefonato per lamentarsi è che il sig. Felicetti abbia voluto mettersi in bella mostra e non sono questi certo gli atteggiamenti che, io e credo tanti come me, vorremmo vedere da un atleta master nell’interesse del nostro movimento.

Per concludere penso che se Arese, per il tramite di qualche suo collaboratore, abbia realmente letto tale lettera, sicuramente sarà stato grato al sig. Felicetti per avergli ridato il buon umore in un momento in cui forse si sentiva messo in discussione e poi avrà pensato che i master, in Italia, hanno proprio … una gran bella faccia tosta.

05/09/09

Fidasics

Lasciatemi questo piccolo sfogo di inizio settembre, e poi wake me up when september ends, come dicono i Green Day: ci saranno i C.d.s. dell'ignomigna cui sarà meglio non assister. Arese, come dicono da queste parti el ghè minga o el ghe pò. Nel mondo sindacale, parlando dei "padroni", si dice (è una metafora, per carità!) che le bestie bisogna ucciderle (leggi "dimissioni") perchè non c'è nulla di peggio che una besta ferita. Comunque sia, finalmente, come scrivevo da qualche altra parte l'atletica italiana fa parlare di sè. E fa parlare di sè soprattutto Arese, che mai come prima era diventato così famoso, così sulla bocca di tutti. E' ferito nell'orgoglio, lui che si trova a fare il politico quando politico probabilmente non è mai stato: un qualsiasi parlamentare navigato avrebbe affrontato la catastrofe col sorriso sulle labbra, nel silenzio, facendo buon viso a cattivo gioco. Lo attaccano tutti, a destra e manca: atleti, ex-atleti, Dirigenti, vecchi dirigenti, la base, i master, i campioni del passato e quelli del futuro. A Berlino ci sono stati pure atleti (come nel triplo) che ringraziavano pubblicamente la Federazione per quanto fatto nei loro confronti. Mah! L'ultima uscita di Arese è qualla comparsa sulla Gazzetta dello Sport e di cui ha già parlato Atleticanet. Arese, che prima di Berlino appariva come un uomo semplice e bonaccione, onesto, forse un pò assente, ma tutto sommato disinteressato alla Res Athleticae, tanto da spingere i più a ritenerlo un uomo-immagine comandato a distanza da qualche altro soggetto che nell'Atletica manteneva qualche interesse incancrenito. Tant'è che ci si dimondava chi ci fosse dietro le più cervellotiche e ignoranti scelte effettuate in 100 anni di Federazione di Atletica (inutile rivangarle tutte: l'unico aspetto che sembra funzionare come un orologio svizzero in Fidal sembra l'Agenzia-Viaggi (così dicono i più presenti a Berlino) organizzati per chi in Fidal... non è atleta). Dopo diverse scoppole adesso esce l'Arese imprenditore: il decisionista. Mamma mia! Ma sapete la cosa più aberrante qual'è in questo preciso momento storico? Scusate se lo rivango: il conflitto di interessi. Perchè se al posto di Arese ci fosse stato qualsiasi altro soggetto, la Fidal sarebbe stata commissariata in qualche modo dal CONI: come è possibile tollerare fallimenti in serie in più anni in un ambiente tra i più blasonati della storia dello sport italiano? Invece Petrucci l'ha difeso per il 5° anno consecutivo: allora mi sono chiesto: perchè? La risposta in un vocabolo: ASICS. L'Asics partner delle Olimpiadi di Torino 2006, l'Asics della Federazione di Pallavolo, l'Asics della Federazione di Pesi, l'Asics dell'Atletica, l'Asics, l'Asics... Coni e Asics, un binomio probabilmente non biunivoco, ma assolutamente non trascurabile se si vuol capire perchè l'allora presidente del Coni di fronte alle debacle dell'atletica italiana (ma oggi sarebbero trionfi da parata alle Terme di Caracalla) criticava apertamente l'allora presidente della Fidal Gianni Gola (che alla fine era solo un Dirgente della Finanza), mentre adesso ci si può permettere di confermare un signore che dal punto di vista della sua funzione ha fallito con tonfi tanto sordi. Un grandissimo atleta, un grandissimo imprenditore, ma non passerà di certo alla storia (positivamente) come Presidente della Federazione di Atletica. L'Asics lo rende intoccabile, dall'ultimo degli iscritti ai vertici del Coni: si è così chiuso nella cabina del Titanic, e nessuno ha le chiavi per farlo uscire. E lui guida a vista verso quello che sarà l'imponderabile destino. Penso senza tema di smentita che NON vi siano intrecci nascosti da palazzo dei veleni, incontri segreti, lettere anonime, trame: le persone coinvolte sono sufficientemente intelligenti per comprendere senza parlarsi o senza avere rapporti che se quello è il tuo sponsor, un minimo di tutela gliela devi pur dare, o no? Probabilmente è solo un condizionamento psicologico: tutto qui. Ma non sarà proprio per questo che esistono vincoli normativi a fornire cariche a chi ha un interesse privato nel mantenere una carica pubblica? L'idea nascosta che chi ti gestisce in realtà possa avere quell'interesse, sia pur minimo, non deve sussitere: chi potrebbe mai credere ad Arese se dovesse mai affermare che l'Asics fa beneficienza con la Fidal? Io francamente no. Ma sarà per tutti questi intrecci virtuali che il CONI non è mai intervenuto a dirimere la questione sulla legittimità della presidenza della Fidal? Si sono accontentati di un escamotage... tradendo lo spirito della norma che tutela la libertà morale dello sport. Per terminare, Arese dichiara di aver scelto: sul Titanic rimangono solo i migliori, quelli che possono vincere le medaglie. Gli altri sono stati già buttati tutti a mare, in pasto ai pescecani, a cominciare dai master (i primi ad essere buttati oltre la murata), passando per i tecnici, le piccole società, il GGG, buona parte degli atleti. Ripeto ciò che dico da tempo: si faccia molta attenzione quando una Federazione è con l'acqua alla gola e si affida completamente ed indisollubilmente ad una trentina di atleti per il suo rilancio. Possono nascere aberrazioni poco edificanti.

01/09/09

Un raduno per i Master italiani!!

Dopo una telefonata con Marco Ceriani, velocista di Rovellasca, nasce questa idea, al momento solo allo stato embrionale e chissà quanto realizzabile. L'idea sembra semplice e so che qualcuno potrebbe pure storcere il naso: fa parte della vita non pensarla sempre allo stesso modo del resto. Si vorrebbe provare a far ritrovare alcuni di noi in mini-raduni di master (inizialmente semba più facile con i velocisti del nord, ma siamo aperti a tutte le idee) di mezza giornata (si pensava al pomeriggio del sabato) a partire da metà ottobre o inizio novembre, quando la stagione è già conclusa e ci si comincia già a preparare per il 2010.
Perchè farli? Chiariamo subito un concetto: non ci si vuole montare la testa ed arrivare ad ottenere i record del mondo. Ma sarebbe sicuramente un modo per formare un gruppo tra persone che molto spesso si allenano da sole. Ma anche a chi si allena in compagnia, nessuno vieta di mettersi in discussione con gli altri over-35 e farsi una giornata di "aggiornamento". Sarà sicuramente il modo di mettere insieme le esperienze sportive di più persone, cosa che non fa la Fidal o altri, al fine di migliorare se non le prestazioni, le capacità di poter rimanere su alti livelli competitivi in salute nonostante i non più 20 anni. Quindi una parte didattica (necessaria) di confronto: magari tra un 250 e un 300 o durante il riscaldamento, o prima o dopo davanti ad un piatto di casoncelli. Il metodo (secondo me) di circolazione delle idee deve essere assolutamente orizzonatale: cioè, nessuno si dovrebbe presentare con le verità in tasca senza partire con l'idea di dover condividere il proprio bagaglio alla pari con gli altri. E' un pò quello che dovrebbe succedere a livello di raduni di tecnici, mentre in realtà ci si presenta e uno parla dispensando "il verbo" dimenticandosi che i presenti hanno percorso altre strade magari più redditizie.
Dove farli? Essendo un'idea di ampio respiro, si pensava ad un posto centrale del Nord Italia... guarda caso dalle mie parti, tra Bergamo e Brescia, a pochi metri dall'uscita dell'A4. Ma sono aperto a qualsiasi ipotesi, anche in zona Milano o Verona. Alla fine serve solo accedere ad un impianto... Pensavo anche al pistino di 200 metri con le curve rialzate di Urgnano (BG), visto l'approssimarsi della stagione indoor.
Chi è invitato? Francamente tutti quelli che vogliono venire... uomini e donne, che fanno dai 100 ai 400 e gli ostacoli. Come dicevo, probabilmente un sabato pomeriggio al mese.
Cosa si farà? Un allenamento collegiale su distanze da stabilire (penso intermedie...) insieme. E la possibilità che le idee vengano condivise, nei metodi che si vedrà in seguito.
Queste sono le idee sul piatto: perfettibili, migliorabili, forse pretenziose. Ma vediamo cosa ne esce fuori da questo progetto... talento passato.
Se avete suggerimenti o vorrete partecipare alla cosa, inviatemi tutto alla mia mail su gigaben@yahoo.it. Presto gli aggiornamenti... speriamo possa far piacere la cosa.

31/08/09

Il grido di Vincenzo Felicetti su Masterstrack

A questo link, la lettera di Vincenzo Felicetti pubblicata da Masterstrack.

30/08/09

Meeting di Padova: Cusma e Levorato sugli scudi

(foto tratta dal sito della Manifestazione di Antonio Muzzolon) - Negli spiccioli di questo agosto mondiale, ancora abbagliato dall'atmosfera magica dell'Olympiastadion berlinese è stato quasi come essere gettati in un quantum-leap calarsi nel clima dello Stadio Euganeo di Padova e cercare di godersi una manifestazione che per quanto internazionale, risente ancora troppo da vicino l'esplosione nucleare mediatica del grandissimo evento. Quindi penso che tutti coloro che hanno assisitito al meeting di Padova, come me, lo abbiano guardato con il tipico distacco del critico d'arte che dopo essere stato vittima della Sindrome di Stendahl in una sala della Galleria degli Uffizi, si trova a recuperare il mal d'estasi in una pinacoteca di un autore minore. Purtroppo qualcuno doveva cominciare: Zurigo ha avuto pure il suo record mondiale. Padova, invece, ha avuto diversi protagonisti dei recenti mondiali e qualche risultato non è stato nemmeno disprezzabile.
Vediamo quello che è successo, attraverso il mio pregiudievole filtro mentale: il sito Fidal (unica e ultima cosa a funzionare decentemente nel baraccone) è stato veloce come un missile Persching, e ha posto subito l'accento sulla Cusma e la sua vittoria in solitaria sugli 800 femminili: 2'00"05: tutto da sola, ma... che le mettessero delle lepri più lepri alla Piccione! L'ucraina investita del compito non sembrava molto in palla. Nelle retrovie si mette in mostra Lorenza Canali con 2'04"93: battuta nel piccolo derby Chiara Nichetti: 2'05"59. Negli 800 maschili invece, dietro al keniano di turno, al quarto posto Christian Obrist con 1'47"03. Probabilmente staccatosi nel punto critico della gara dal leading-group, avrebbe potuto migliorare di qualche decimo con un pò più di variabili indipendenti a proprio favore: ma del resto rimanendo in fondo al gruppo in un 800 può capitare anche questo, a meno di chiamarti Yuri Borzakovsky. Vabbè. Nei 100 maschili, a mio modesto modo di vedere, succedono alcune cose strane: nelle prima batteria il cameramen si posiziona a ridosso di Alessandro Cavallaro, il più interno della propria serie. Allo sparo sembra incredibile la falsa di Cavallaro (almeno un appoggio prima di tutto il resto della compa), ma si va avanti lo stesso: Cavallaro non è quello di un tempo e naufraga dopo pochi metri, risucchiato dagli altri e finendo in 10"76. Così la cosa passa inosservata... pure a me inizialmente. Le prime due batterie scorrono con gli italiani un pò in affanno: Cerutti è alla frutta e si vede (e secondo me anche nella staffetta mondiale non era il Cerutti di sempre); Collio corre in 10"37. Riparelli e Donati arrancano. Cavallaro non è lui: ha la sua faccia e il suo corpo, ma non può essere lui. Si va alla finale: Collio parte "sullo sparo", ancora una volta: un metro di vantaggio. Finisce in un probante 10"19 a spalla con il vincitore (10"18). Sembrava "abbastanza" falsa... ma l'RT segnerà poi 0,115. Tutti i finalisti (tranne il vincitore) totalizzano RT pari o superiori a 0,200 che in una gara internazionale di velocità sembra quasi bestemmiare in chiesa. Ma tant'è... 0,115. Poi la curiosità di aver visto la presenza degli RT nei risultati della finale mi porta a guardare l'RT della clamorosa falsa di Cavallaro in batteria (anche se probabilmente tecnicamente non sarebbe nemmeno potuta essere tale, visto l'incredibile anticipo): 0,115. Solo coincidenze, per carità: il moviolone lasciamolo al calcio. Comunque sia cresce l'amarezza per dover vedere Collio correre veloce solo quando non serve.
Così ci si consola sui 100 femminili con il ritorno di Manuela Levorato: ormai mamma da quasi un anno ma capace comunque di ritornare praticamente ad essere la numero uno in Italia dopo un anno di stop. 11"65 con cui ha battuto sia Pistone (11"71) che Giovannetti (11"76). E questo nonostante negli ultimi metri denotasse un vistoso battimento in testa... esaurita la fosfocreatina! Warning!... oh, certo: la velocità, come sono solito dire, è un percorso che dura più stagioni e che quando si interrompe, va ripreso quasi daccapo. Ma quel daccapo è davvero molto avanti per la Levorato: speriamo bene, perchè la velocità italiana femminile, oggi, sembra diversi gradini sotto a quella internazionale.
Nei 400 maschili bravo Matteo Galvan: 46"09 e terzo nella gara vinta con 45"67 dal cubano Collazo. Giovane davvero talentuoso questo Galvan: come risuciremo a giocarcelo? Bragagna ricordava come sulla 4x400 dell'euro-oro indoor di Torino abbia contratto una sorta di maledizione per la quale si sono infortunati tutti e 4 i moschettieri: persino il più blasonato Licciardello, praticamente fermo da diversi mesi. Ricordo che sempre nei 400 era presente Oscar Pistorius: 47"07. Nell'asta femminile, secondo posto della Giordano-Bruno con 4,32 (Scarpellini 4,12). 4^ Tania Vicenzino nel salto in lungo femminile con 6,36. Non so se era la TV o cosa: ma la Vicenzino salta così lontano correndo così piano? Nel peso maschile l'Italia è ferma ai master, con tutto rispetto parlando di noi. Secondo e terzo infatti Paolo Dal Soglio (18,25) e Marco Dononi (17,36). Nei 400 femminili brava Maria Enrica Spacca che ha ottenuto il proprio primato personale: 53"53. Direi che a questo punto cresce il rammarico di non aver visto la vera 4x400 italiana a Berlino: la Milani quest'anno era scesa sotto i 53", la Reina era in buone condizioni, la Spacca valeva il record personale e la Grenot... bè la Grenot è la Grenot. Ma poi nelle 4x400 intervengono troppe variabili... e le gare vanno come vanno se non sei davanti. Personalmente (con la Grenot in buone condizioni) avrei messo l'italo-cubana in seconda, con la Milani in prima. Vabbè, DT non mi faranno mai (per fortuna! Pensate che stress dover dire che si è andati bene anche quando si sono prese le legnate dal mondo intero!). Nel salto in lungo maschile, il vice-campione del Mondo Godfrey Kothso Mokoena è stato sorprendentemente battuto dall'ucraino Makarchev (7,95 a 7,92): ma tranne un salto (nulla) il sudafricano sembrava un pò in holiday-trip. Nel peso femminile Chiara Rosa lancia a 18,19 (che gli avrebbe permesso di fare la finale mondiale), ma sicuramente non ha la forma di luglio, e questo la deve far riflettere sulla preparazione agli appuntamenti clou (oh, se posso permettermi... sperando che non mi legga!). Infine i 400hs maschili vinti da Bershawn Jackson in 49"25 e soprattutto dove l'Italia è ritornata all'anno zero: c'erano nemmeno tanti anni fa finali ai campionati italiani dove si arriva sesti o settimi con tempi inferiori ai 50". Oggi Cascella a parte (che corre intorno ai 50"7), la specialità si è fermata. Messaggio alle genti future: se avete un figlio, fategli fare ostacoli... non c'è quasi più nessuno.

29/08/09

Meeting Marzola 80: non c'è spazio per i master

(immagine tratta dal sito Fidal Magazine del Trentino sull'ultima edizione del Meeting Marzola 80) - Vi pubblico una mail che ci è pervenuta in questi giorni:

"Ciao, mi chiamo xxx e sono un atleta master.
La scorsa settimana mi sono iscritto al Meeting Marzola 80 con il tempo di iscrizione di 11,92 (ottenuto quest'anno). L'iscrizione non è stata accettata con la giustificazione che il meeting era riservato ai senior (allego documento). Guardando l'elenco degli iscritti (oltertutto solo 19) si notano anche tempi di iscrizione di 12,71. Denuncio quindi l'ennesima discriminazione verso il mondo master, oltretutto immotivata, non essendoci né un numero eccesivo di atleti, né un livello tecnico tale da giustificare la mia esclusione. Vista anche la polemica legata ai campionati regionali lombardi non mi resterà che iscrivermi l'anno prossimo con gli atleti senior. Vi prego di pubblicare la mia mail.
Grazie. Mail firmata"

Ora, mi sono preso la briga di guardare sul sito della Fidaltrentino il dispositivo della gara che si terrà oggi a Trento, dalla quale si evince che gli "autorizzati" a partecipare sarenno le categorie uomini donne, assoluti. Nessuna menzione a categorie di atleti escluse. La cosa mi era già successa personalmente a Erba, tra Como e Lecco, per il meeting Farina: anche in quella circostanza nacquero diversi problemi di "interpretazione" delle norme che regolano l'attività su pista in Italia dei Master, proprio perchè la gara era aperta ad "allievi, junior, promesse e senior". Solo dopo l'intercessione del buon Longoni-padre dell'Atletica Lecco, i master presenti poterono partecipare, per quella che ad uno degli organizzatori parve una forzatura del regolamento.
Spieghiamolo una volta per tutte, per gli amici organizzatori del Meeting Marzola 80, per quelli del Meeting di Erba e per tutti quelli che volessero organizzare meeting, che i master appartengono alle categorie assolute. Sapete perchè? Perchè le rispettive società di appartenenza di questi master PAGANO le affiliazioni per "assoluti", cioè dalla categoria Allievi alla categoria Master. Non esiste il pagamento per la sola categoria Allievi, o per la sola categoria Junior, o per i Senior e le Promesse: è un'unica categoria!! Sono invece escluse da questa considerazioni (secondo me) quegli atleti di quelle società affiliate solo come master (in teoria è possibile questo tipo di affiliazione). Allora sì che quegli atleti non sarebbero "assoluti", ma solo master. Ergo: il principio è che un atleta è ASSOLUTO quando la propria società è affiliata come tale, senza guardare se lo stesso sia stato tesserato come master o come allievo (art. 6 norme attività 2009). Sapete secondo me da cosa deriva questa "ignorantia legis": dal fatto che si guarda solo il tesseramento dell'atleta e non i titoli acquisiti dalla società (e pagati) per partecipare all'attività agonistica. Tanto per intenderci per gli amatori la partecipazione ad una manifestazione è soggetta ad espressa menzione nel dispositivo della gara stessa, non coìs per i master tesserati per società affiliate con gli assoluti.
Ciò detto, sempre secondo me, chi nei dispositivi di gara "omette" di inserire la parola "master" dopo le parole "allievi, junior, promesse, senior", commette un errore madornale e soprattutto disciminante. E se anche non fosse inserito (per carità, crediamo alla buona fede), (sempre secondo me) colui che non dovesse accettare l'iscrizione di un master tesserato con una società affiliata con gli assoluti, commetterebbe un'imperdonabile soppruso dei diritti dei soggetti che hanno PAGATO per poter partecipare a detta attività. Per concludere: in Italia vige il Diritto Positivo, che possiamo benissimo estendere anche ai regolamenti di una realtà sportiva come l'atletica. Il diritto nelle società occidentali è incentrato sul fatto che tutto ciò che non è vietato, è lecito (e per fortuna, altrimenti dovrebbero esserci milioni di leggi (anzichè migliaia) in cui ogni azione dell'uomo dovrebbe essere codificata per essere lecita). Quindi: o gli organizzatori di queste manifestazioni come il Meeting Marzola 80 scrivono sul calendario espressamente che la gara è vietata "agli atleti tesserati come master" (ma qui gli faremmo un'altra battaglia come per i Regionali Lombardi e Laziali) o devono accettare qualsiasi iscrizione di chi ha la propria società affiliata negli assoluti. Per completezza di informazioni, secondo me l'amico master discriminato potrebbe rivolgersi al Comitato Fidal di Trento per l'irrogazione di una sanzione pecuniaria a danno degli organizzatori, rei di non aver fatto rispettare il regolamento della manifestazione in seguito alla mancata accettazione della sua iscrizione (art. 24 delle norme sull'organizzazione delle manifestazioni, Atletica Comunicati 13/24). Molto meno prosaicamente, senza minacciare sanzioni di sorta, penso che i master non debbano più andare al meeting Marzola, perchè evidentemente non sono ben voluti.