04/02/13

Catania 5° all time e 6° al Mondo

E. Catania - foto Fidal
Dov'eravamo rimasti? Ah sì, già, alla scorpacciata pantagruelica di risultati di sabato. Ecco altri risultati piovuti nel weekend, quelli che mi vengono in mano nel 

Emanuele Catania fa l'Howe7,96 5° all-time in Italia e 6° al mondo - Ojiaku ormai è lì - a sorpresa non ci compare ad Ancona Andrew Howe? Proprio la sera l'avevo evocato, ed eccolo lì materializzarsi nella zona riscaldamento del Palaindoor di Ancona (possiamo fare critichina per l'assoluta mancanza di spazi per riscaldarsi all'interno del palaindoor?). Dopo due nulli di Howe e un microrisentimento che lo costringe a staccare la corrente, sale così in cattedra Emanuele Catania, che aspetta l'ultimo salto per rifarsi la propria personale storia nell'atletica leggera. 7,96, record personale ogni-luogo, e soprattutto il 5° posto nelle graduatorie all-time italiane al pari di Nicola Trentin e ad un centimetro da Simone Bianchi. Non solo, il balzo gli fa anche scalare le classifiche mondiali, portandolo al sest'ultimo piano della piramide lunghistica. Come dice Enzo Miccio a Shopping Night: ci piace! La prestazione non deve obnubilare la prestazione di Kevin Ojiaku, autore di una bella serie e che alla fine ha messo a referto un 7,78, che sposta il segno del personale di 6 centimetri. E non solo: anche due 7,73 e un 7,67... mica male. 

Milani&Cusma: ancora rimandate - Mi mancava solo il "relata" di alcuni di essi, come il risultato di Gent delle due ottocentiste designate, che ancora stentano a ingranare la prima (non ho mai capito perchè si dica "partire in quarta"... provate voi a partire in quarta, e poi vedete quanti metri vi dà uno che parte in prima). Elisa Cusma ha vinto la gara, che comunque non è poco visto che si parla di un meeting internazionale, col crono di  2'04"38, ben consapevoli però che le altre competitors svernano ad altre latitudini più vicine ai 2'01". La seconda, Clarisse Moh, è 38^ del ranking europeo degli 800; ranking che vede attualmente Marta Milani al 28° e la Cusma al 31° rango. Come al solito non avendo visto la gara non posso entrare negli aspetti tecnico-tattici. Nella prima uscita Marta era incappata in un contrattempo abbastanza grave, mentre in questa circostanza non saprei spiegare il 2'06"49, che è tempo non certo confacente alle aspettative. 

Ma era proprio la Grenot? - Libania Grenot, pupilla di Loren Seagrave, vola a Boston e si sciroppa il primo 400 indoor della propria carriera. Com'è andato? Una tragedia. 56"49 al Boston New Balance Indoor Grand Prix. Leggevo (forse sul sito della Fidal) che è arrivata al passo. Te credo! Comunque, giudizio sospeso necessariamente: non penso che sarà reclutabile per gli Europei di Goteborg.

Bocche da fuoco nel peso femminile -  All'esordio nel lancio del peso, a Schio, Chiara Rosa inizia depositando dolcemente la pallina di ferro da 4 chili a 17,85 metri. Il minimo europeo per Goteborg fissato a "solo" 17,00 metri, quindi compitino finito prima del suono della campanella. Ora servirà passare alla retrocarica e rigare la canna da sparo, per far uscire la boccia verso il pennone della nave dei pirati. Zitta-zitta, all'ombra di Chiara, ecco Julaika Nicoletti che cresce: 17,17 a Firenze, ovvero 4 centimetri in più del suo Pb dell'anno scorso e consolidando il suo 7° rango all-time nelle liste italiane. 

Spacca vs Bazzoni vs Bonfanti vs Chigbolu - da testimone oculare ho visto un bel 400 made-in-Italy. Bazzoni interna sembra partire più veloce, ma Spacca è arrampicata sulle corsie e alla corda dei 200 taglia come il burro la corda e si conquista la testa del gruppo. Coraggiosa Maria Chigbolu, che segue il duo, mentre Bonfanti tituba un pò nella guerra di posizione del secondo rettilineo e si infila nel tunnel del secondo giro per quarta. Così stratificate si presentano in rettilineo, e la solidità della Spacca la portano a tagliare il traguardo in 53"45 (5° tempo personale di sempre a livello indoor). 53"91 per la Bazzoni e terza Elena Bonfanti, capace di ritornare forte nel finale: 54"14.  E un decimo limato al PB. Chigbolu 54"45, un decimo in più dal personale.

Alloh staziona sotto i 7"40. Continua a veleggiare sotto i 7"40 Audrey Alloh, che a Gent ha corso in 7"37, vincendo la gara. C'è da dire una cosa sulla Alloh: quando si fissa con i tempi, inizia a ripeterli in sequenza esponenziale come l'11"48 dell'anno scorso sui 100. 

Vediamo altri risultati a raffica:
  • Giulia Pennella 8"31 (in finale) e 8"33 in batteria a Firenze sui 60hs: un paio di decimi dalle tre Tenoresse. In crescita. 
  • Gianmarco Tamberi 2,24 ad Arnstadt, che pareggia l'ultima uscita. Stabile. 
  • Andrea Cocchi arriva a 7"87 sui 60hs di Ancona. Novità in prima fila. 

02/02/13

Orgia azzurra: ma da domani sciopero

R. Bruni - foto Fidal.it
Penso che se mi avessero pagato per scrivere, non avrei scritto così tanto. Ma domani mi prendo un giorno di riposo e me ne vò ad Ancona a correre, e cascasse il mondo, domani non scrivo nulla... se ci riesco. Troppe cose successe oggi, tanto da farmi sbottare ad un tratto (dopo quel domino di risultati che sono piovuti dall'Europa) che "Giomi mi sembra l'Arrigo Sacchi dei Mondiali del '94". Quelli per intenderci dove tutto si aggiustò grazie alla Dea Fortuna sulla strada verso la finale col Brasile, ma che, purtroppo, si voltò proprio sulla curva finale, visto che Roby Baggio sparò sul tetto dello stadio di Pasadena il rigore maledetto. Di Tumi ne ho ampiamente parlato (prossimamente potrebbe pure assumermi come PR) con annessa vetrina dei sub-6"60 della storia dell'atletica azzurra, che trovate nella sezione "news". Peccato che le statistiche fornite dalla Fidal siano un pizzico asfittiche da questo punto di vista, fornendo solo la punta dell'iceberg di quello che potrebbe essere, e invece non è. Michael Tumi, quindi, nuovo record italiano sui 60 metri con 6"59, a Magglingen, e prima pagina dedicata del settimanale "Blu-Sky-Athletics" che non esiste chiaramente, ma dovrebbe, visto che più passa il tempo, più i media che parlano di atletica diminuiscono esponenzialmente. 

Bruni record nell'asta - Si va a Fermo, e troviamo il secondo record italiano di giornata. Roberta Bruni, la P!nk mora dell'asta italiana, che entra a piè pari nella storia assoluta dell'asta italiana, saltando 4,51 e relegando Anna Giordano Bruno nella cronologia storica della specialità. Anna Giordano Bruno, ricordiamolo, che aveva saltato 4,50 ad Udine nel 2010 e che aveva migliorato tre volte il record italiano indoor nel corso della propria blasonata carriera, finita troppo presto, purtroppo. Ma la vita non è solo atletica, giustamente, e c'è chi deve seguire la propria strada fuori da una pedana e da una pista. P!nk Bruni diventa così la nuova capostipite dell'astismo femminile italiano, che, stranamente, raramente ha vissuto di dualismi, lasciando sempre campo libero a rotazione alle migliori atlete. 

The Three Tenors dei 60hs femminili: Caravelli, Borsi e Cattaneo - in una giornata così densa di informazioni, risulta di incredibile qualità l'innalzamento dell'ostacolismo femminile italiano, di cui sto parlando insistimente da ormai diversi mesi. Marzia Caravelli sciabola il Pb sul verde linoleum dei record di Magglingen: 8"03 dopo una batteria corsa in 8"11. Micol Cattaneo a Karlsruhe 8"09 in finale, addirittura seconda in un meeting internazionale, dopo l'8"13 delle batterie. E poi Veronica Borsi, che a Mondeville ha sparato un 8"06 mirabolante (dopo un 8"12 corso in batteria). Fermiamoci tutti un attimo: in una giornata, ed in giro per l'Europa, si è di fatto riscritta la piccola storia dei 60hs femminili italiani. Marzia Caravelli si posiziona con un più "regolare" 8"03 al terzo posto di sempre (visto con gli occhi di oggi, quel 7"97 di Carla Tuzzi rimane davvero un'impresa grandiosa), anche perchè, incredibilmente, qualcuno in Fidal e testardamente ha voluto certificare l'8"04 (corso sub judice) ma per il quale ci fu squalifica, venendo smentiti anche a livello internazionale. Per fortuna è stata cancellata anche questa onta della vecchia gestione. O si rimangiavano la squalifica per la falsa (che a mio parere non era dovuta, vista anche la circolare chiarificatrice della IAAF in relazione a chi si muove sui blocchi prima dello sparo) o cancellavano il record. Hanno tenuto tutti e due. Amen... per fortuna c'è Marzia, vittima d'allora e oggi carnefice di tutta quella vicenda. Scordamoce O' Passato. Intanto, zitta-zitta, la Borsi mette la freccia e dal settimo rango di sempre, si issa al 4° posto, mentre la Cattaneo rimane ancorata al secondo posto, anche se aggiunge un cammeo alla sua carriera, che ormai lo possiamo dire, ha ripreso dal punto-e-virgola di quando fu costretta a sospendere l'attività. 

Dal Molishon scende ancora 7"64 - Paolo Oliver Dal Molishon riscrive ancora, per l'ennesima volta la sua personale storia con i 60hs. Aveva 7"68? Eccoci... e allora becchiamoci un 7"64 in batteria a Karlsruhe, a 7 centesimi dalla bandiera ficcata da Emanuele Abate in cima alla vetta azzurra della specialità. In finale corre la sua seconda prestazione di sempre: 7"66, prestazione che  mi è capitata pure di vedere in diretta. Un macellaio di ostacoli! 7"66 è davvero tempo bugiardo, e chissà se gli riuscisse di sfiorare quegli ostacoli come un cesellatore di diamanti De Beers, piuttosto di fare il tritacarne. Comunque, c'è!

Greco, secondo al mondo: 17,07 -  in questa orgia di risultati, mi scuso con Greco se ricordo che il suo risultato è secondo al mondo dietro al risultato di Marian Oprea. 17,07, ad Ancona, che è il suo terzo risultato di sempre (con un 17,28 là davanti). 

Anche la Magnani alla festa: 4'13"17 e 5^ all-time - Margherita Magnani, sempre a Karlsruhe, che arriva 4^ e mette il 5° posto di sempre nelle graduatorie italiane. Di sicuro la mezzofondista più in forma del momento. 

Degli altri (Chiara Rosa, Cerutti & Collio, Julaika Nicoletti, Audrey Alloh, Elisa Cusma & Marta Milani, Abdellah Haidane & Maksym Obrubansky) rimando alla prossima uscita. Mò basta per oggi, davvero troppo. Per domani scendo in sciopero e me ne vò ad Ancona ad immolare l'anima al Dio Kronos, sperando sia magnanimo. 

La graduatoria all-time italiana dei 60 sotto i 6"60

Tratta da all-athletics, ecco la lista all-time dei 60 metri maschili italiani sotto i 6"60. Manca solo il 6"59 corso in batteria da Tumi.

6.531.1.Michael TUMI90ITAF11.Magglingen (SUI)02.02.20131194
6.552.2.Pierfrancesco PAVONI63ITAF4.Pireaus (GRE)07.03.19901183
6.552.2.Simone COLLIO79ITAF2.Valencia (ESP)09.02.20081183
6.552.2.Fabio CERUTTI85ITASF21.Torino (ITA)22.02.20091183
6.565.5.Emanuele DI GREGORIO80ITAF3.Torino (ITA)08.03.20091178
6.56-5.Fabio CERUTTI85ITAF2.Torino (ITA)08.03.20091178
6.57-7.Pierfrancesco PAVONI63ITAF1.Madrid (ESP)10.03.19891172
6.58-8.Pierfrancesco PAVONI63ITAF2.Liévin (FRA)21.02.19871167
6.58-8.Pierfrancesco PAVONI63ITASF22.Budapest (HUN)05.03.19891167
6.58-8.Pierfrancesco PAVONI63ITASF11.Glasgow (GBR)03.03.19901167
6.58-8.Simone COLLIO79ITAF2.Erfurt (GER)29.01.20041167
6.58-8.Simone COLLIO79ITASF33.Budapest (HUN)05.03.20041167
6.58-8.Fabio CERUTTI85ITAF1.Karlsruhe (GER)15.02.20091167
6.59-14.Pierfrancesco PAVONI63ITASF21.Liévin (FRA)21.02.19871162
6.596.14.Antonio ULLO63ITASF13.Liévin (FRA)21.02.19871162
6.59-14.Pierfrancesco PAVONI63ITAF3.Indianapolis (USA)07.03.19871162
6.59-14.Pierfrancesco PAVONI63ITAF2.Zaragoza (ESP)26.02.19881162
6.59-14.Pierfrancesco PAVONI63ITAF1.Oviedo (ESP)13.03.19881162
6.59-14.Pierfrancesco PAVONI63ITAF2.Sindelfingen (GER)26.02.19891162
6.59-14.Pierfrancesco PAVONI63ITAF2.Glasgow (GBR)03.03.19901162
6.596.14.Stefano TILLI62ITAF4.Gent (BEL)27.02.20001162
6.596.14.Luca VERDECCHIA78ITAF1.Rieti (ITA)21.01.20051162
6.59-14.Simone COLLIO79ITAF2.Stuttgart (GER)29.01.20051162
6.59-14.Simone COLLIO79ITAH21.Valencia (ESP)09.02.20081162
6.59-14.Simone COLLIO79ITAF2.Paris (FRA)22.02.20081162
6.59-14.Emanuele DI GREGORIO80ITAF4.Paris (FRA)06.03.20111162

Tuuuuuuuumiiiiii, è la Fine del Mondo: 6"53

Tumi nella foto di Athletic-Elite su fb
Raccontano che tutto avvenne nella bottega svizzera delle meraviglie, ovvero la pista in località End Der Welt (si chiama proprio così, "fine del mondo"), perchè posizionata in cima ad una montagna, in cima alla quale arrivi dopo diversi tornanti all'esterno dei quali sorgono diversi impianti sportivi per i più diversi sport, accanto ad una pista oggi innevata, è adagiato ed incastonato nella montagna uno scrigno di vetro all'interno del quale c'è l'impianto indoor di Magglingen. La strada si ferma lì: Fine del Mondo appunto, anche come location, come struttura, come impianto. Già teatro del record italiano di Emanuele Abate l'anno scorso di cui fui testimone oculare, una pista che non puà far invidia. Vorrei polemizzare con le geriatria Fidal che non muove dita da anni per non intaccare i budget che servono ad alimentare altri rubinetti per non spenderli in ritenuti inutili affitti o noleggi di capannoni e piste, ma rimando il tutto per concentrarmi sulla notizia del mese (ogni mese, qui, stiamo celebrando qualcuno). Michael Tumi, ha sfondato oggi il muro della storia dello sprint azzurro, chiedendo prima "permesso?" con un 6"59 in batteria, e poi spazzando via con sicumera 23 anni di fatiche azzurre in soli sei-secondi-e-cinquanta-tre-centesimi. 6"53 altrimenti detto. Chissà cosa si prova a correre così veloce: una volta vorrei provare con uno scooter, giusto per provarne l'ebbrezza. Sapete qual'è il brutto e il bello dell'atletica? Che quando uno spara un tempone in una gara che non valga per qualche medaglia, subito la menta vola: quanto vale? Quanto si può migliorare? Gli altri dove sono? Varrà meno di 10"10? Questo è il vero filo che ci lega all'atletica nei secula seculorum, ovvero il tendere a qualche cosa di migliore, migliorabile, perfettibile. Nessuno ha mai corso la propria miglior prestazione della vita poi dicendo di aver raggiunto il massimo: questo è l'aspetto subdolo di questo sport, che ci continua a legare alla pista per cercare di migliorare. Ma qui, riempiti da questa notizia, è quasi logico pensare al meglio, almeno a livello continentale. 

Ma torniamo a Tumi, che, se non fosse ancora chiaro, ha stabilito il nuovo record italiano. Di colpo cancellati Pierfrancesco Pavoni, Simone Collio e Fabio Cerutti. Cancellati solo dal libro dei record, eh, ma da vecchio sprinter so che se c'è una cosa che ti surriscalda il Sistema Nervoso Centrale (diciamo pure, ti fa incazzare... ma nel senso buono) è quando qualcuno ti batte un record. Passi per Pierfrancesco Pavoni (anche se intimamente ritengo che un fremito gli sarà pur passato per i quadricipiti), ma Simone Collio e Fabio Cerutti sono ancora in attività, e se la ragionano come me, avranno avuto l'istantaneo istinto fulminante di buttarsi su un blocco di partenza e spararsi un 60 di sole reazioni fosfocratiniche. Non può non essere così. Un precursore induce all'inseguimento. 

Ah, che poi quel 6"53 è anche il miglior crono mondiale dell'anno, mica noccioline. Vediamo qualche chicca statistica, ovvero che quel tempone lo colloca come 17° performer di sempre in Europa, in una graduatoria guidata da Bulldong Chambers (6"42 in semifinale agli Europei di Torino '09). Sono 60 le volte in cui un europeo ha corso sotto i 6"53 di Tumi, che ha pareggiato gente come Jimmy Vicaut e Francis Obikwelu, ovvero atleti già noti alle cronache sprintistiche internazionali. Christophe Lemaitre, che non passa per essere un fulmine (ma se corre sotto i 10", che volete?) ha "solo" 6"55. Insomma, nel giochino chi è più forte di chi, Tumi inizia a sedersi al tavolo e a buttare giù la matta. Sotto i 6"50 sono però solo in 5, e tra questi c'è pure l'ostacolista Colin Jackson, il più grande indoorista della storia degli ostacoli, senza se e senza ma. 6"49 per lui senza ostacoli. Ma dei 21 risultati sotto i 6"50, ben 13 li ha ottenuti Jason Gardener, che ha corso in maniera sistematica tra il 6"46 del PB e il 6"49. Gardener che poi ha corso 24 volte sotto i 6"53. una macchina da 60 metri. Lo Smilzo Chambers alla fine ha solo 3 risultati sub-6"50... Torniamo a Tumi: e nel mondo? Il suo posto nella storia lo pone al 74° rango di sempre, come Dennis Mitchell. Nel prossimo post, inserisco la graduatoria all-time di sempre con tutte le prestazioni sotto i 6"60. 

Tumi 6"59 a Magglingen: considerazioni pre-finale

Prima che faccia la finale, ecco qui il primo commento a caldo del 6"59 di Tumi (nella foto rubatagli da fb). Ebbene, a forza di infrangersi con violenza, son venute giù fragorosamente le bianche scogliere di Dover, e grazie alla tuonata di Michael Tumi che a Magglingen ha abbattuto la barriera del suono sui 60 metri: 6"59, ovvero il primo passo oltre la porta di Dite, nel corridoio dei demoni piè veloci, dove ogni speranza deve essere combattuta per raschiare ogni singolo millesimo e così proseguire verso gli inferi dove è assiso il mefistofelico Maurice Greene dalla lingua lunga e dal basso del suo 6"39. Luogo del crimine è la meravigliosa pista sopra Biel, detta in francese Macolin, dove proprio una settimana fa, Huber, il poliziotto svizzero di turno mi ha appioppato una multa per non aver esposto il ticket del parcheggio (ma giuro che c'era sul cruscotto! 10 franchi svizzeri per mezza giornata di parcheggio... e pure la multa da 40 franchi! Ve possino!). 6"59 è uno step verso il basso gigantesco, anche a livello statistico, e non solo per i 2 cent piallati dal precedente PB. Tumi, per cominciare, con il 6"59 corso in batteria a Magglingen, si riporta al 4° posto mondiale del 2013, pareggiando il vetero-spagnolo Angel David Rodriguez che lo stesso tempo lo corse a Madrid il 19 gennaio. Che peccato mortale che le statistiche fornite dalla Fidal siano così povere di dati, altrimenti bisognerebbe immergersi dentro. Le ottengo in altro modo, non preoccupiamoci. Michael Too-me ha corso la 25^ volta sotto i 6"60 da parte di un italiano, e pareggia al 5° posto della graduatoria  Antonio Ullo, Stefano TilliLuca Verdecchia. Come è arcinoto, i recordman italiani sono addirittura 3: Pierfrancesco Pavoni, Simone Collio e Fabio Cerutti, tutti a 6"55. Ad un solo centesimo si trova Emanuele Di Gregorio. Nella graduatoria dei più titolati sub-6"60 italiani, Pavoni guida con 11 sparate sotto i 6"60, davanti a Simone Collio con 6, 3 di Cerutti e 2 di Di Gregorio. A una ci sono appunto Verdecchia, Ullo e Tumi. A oggi. Un consiglio per Tumi prima della finale: hai messo il tagliandino del parcheggio ben in vista? 

Queenworld VIII: Galen Rupp vicino al mondiale - il mistero Lynsha

60 nel nome di Cuba - E' Yuniel Perez, cubano 28enne, quello che riesce a prendere la pole 2013 dei 60 metri piani. 6"53 a Valencia, Persona Best migliorato di 2 cent (aveva 6"55 corso l'anno scorso a Gent). Con quel tempo si colloca anche al 3° posto all-time delle liste cubane, dietro all'enigmatico Freddy Mayola, superspecialista delle prove superbrevi (6"49 e in teoria primatista mondiale dei 50 metri con 5"51 davanti ad un filiforme come Ben Johnson, 5"55, anche se di fatto il record viene attribuito al terzo della lista, ovvero Donovan Bailey con 5"56) e ad Andres Simon (6"52). Sono 4, al Mondo e ad oggi, gli atleti scesi sotto i 6"60, con Mike Rodgers che giusto ieri sera a Linz si è aggrappato all'ultimo istante al 6"60. Tumi scivola al 6° posto raggiunto anche da The Cannon Ball Marvin Bracy, wide receiver n° 10 del Florida States Seminoles. Con lo stesso tempo anche l'ennesimo britannico della nuova ondata, Sean Safo-Antwi

6.531.1.Yuniel PÉREZ85CUBF1.Valencia (ESP)26.011194
6.572.2.Joseph MORRIS89USAF11.Air Force Academy (USA)12.011172
6.583.3.Dwain CHAMBERS78GBRF1.Glasgow (GBR)26.011167
6.594.4.Ángel David RODRÍGUEZ80ESPH11.Madrid (ESP)19.011162
6.605.5.Michael RODGERS85USAF11.Linz (AUT)31.011156
6.616.6.Michael TUMI90ITAH11.Modena (ITA)19.011151










I 200 di Lalonde - il trinidegno Lalonde Gordon stampa un 20"60 a Boston, che rappresenta anche in questo caso la WL e che arriva a soli due centesimi dal suo PB di 20"58 ottenuto esattamente un anno fa sulla stessa pista. Curiosamente il suo record outdoor è 20"62. Vi ricordo che al momento Lalonde vanta la WL anche dei 300 con 32"48 corso l'11 gennaio a New York (e a proposito di 300, Pavel Maslak ha corso 33"16 a Praga). 

Spunta il quadrifoglio nei 400 - C'è solo l'altro trinidegno (ma quanti atleti generano un arcipelago?) Deon Lendore (che sembra assonare con Lalonde Gordon) là davanti sui 400 sotto i 46" (45"96), ma nel frattempo accadono cose decisamente interessanti, come il 46"07 dell'irlandese Brian Gregan proprio in Irlanda, a Athlone, cittadina di 20mila abitanti sulle sponde del fiume Shannon (costruiscono palazzetti anche lì, evidentemente... ma a Milano, no!). Naturalmente è il personale per un ragazzo di 23 anni che comunque nel 2012 aveva corso in 45"61 outdoor a Dublino. Scrutando la lista, a 46"42, 8° del seeding, troviamo il britannico Michael Bingham (44"74 di PB), e solo 46"86 per Bershawn Jackson  detto Batman, all'University Park, Penn State University, e che nel 2012 ha avuto il suo Annus Horribilis (escluso dalle olimpiadi ai trials con pianto in diretta) e dal quale, almeno stando a quanto visto dalla prima uscita, non sembra esserne uscito. Ora, speriamo che non ci siano parenti di Batman che mi mandino delle mail di protesta. 

Epidemia di 600 - strana epidemia di seicentisti quest'anno. Evidentemente il record mondiale di Motchebon fa gola (vista la tabula rasa compiuta sulla distanza superiore da quel keniano là) e così quest'anno si sta assistendo ad una corsa a questo piccolo eldorado ancora non esplorato e depredato dalla torma di atleti keniani. Casimir Loxsom, dopo l'1'46"98, arriva anche lui in quella landa tra gli 1'15" e l'1'16" a ridosso del mondiale del tedesco (1'15"17). 1'17"79 per l'americano a University City, 9 centesimi peggio di Duane Solomon, che qualche ore prima correva il suo tempo a Glasgow.

800: nel nome di Zan - cambiano le gerarchie con variazioni minimale, anche se ancora non siamo a livelli eccelsi: gli spagnoli iniziano a mettere in vetrina i propri talenti, ed in particolare quello di Luis Alberto Marco, 1'46"96 a Valencia, lo stesso tempo corso da Zan Rudolf (nella foto) l'altra sera a Linz. Zan Rudolf è quello stesso ragazzo sloveno che aveva battuto Giordano Benedetti a Vienna sabato scorso di pochi centesimi, ma consentendo comunque al trentino di entrare nella top ten mondiale. Questa è la grid globale ad oggi, con il trentino 7° perfomer ed Emilio Perco, classe 1994, sul trampolino di lancio per le ribalte che contano: 1'50"44 a Linz, secondo italiano dell'anno.

1:46.961.1.Luis Alberto MARCO86ESPF11.Valencia (ESP)27.011171
1:46.961.1.Žan RUDOLF93SLOF11.Linz (AUT)31.011171
1:46.983.3.Casimir LOXSOM91USAF21.University Park (USA)12.011170
1:47.144.4.Andreas VOJTA89AUTF12.Linz (AUT)31.011166
1:47.195.5.Francisco ROLDAN MARTINEZ90ESPF12.Valencia (ESP)27.011164
1:47.216.6.Erik SOWINSKI89USAF13.Linz (AUT)31.011164
1:47.44-7.Žan RUDOLF93SLOF21.Wien (AUT)29.011157
1:47.607.8.Giordano BENEDETTI89ITAF22.Wien (AUT)29.011152

1500 metri, quieti ma non troppo - in 5 sotto i 3'40", con il keniano di turno a guidare il gruppo. Bethwell Birgen, classe 1988, 3'38"37 a Glasgow. Il russo Valentin Smirnov 3'38"67 a Volgograd. 19° il primo degli italiani, ovvero Mohad Abdikadar, con il suo 3'43"48 di Vienna.

Rupp il miglio-re - sensazionale Galen Rupp, che ha sviolinato un miglio da favola: 3'50"92 a Boston il 26 gennaio. Cosa vuol dire? Parliamo del 5° performer di sempre sulla distanza, e della 7^ performance mondiale assoluta. Il record del mondo non era nemmeno tanto distante, visto il 3'48"45 di Hicham El Guerrouj risalente al 1997. Questa la graduatoria all-time.

3:48.451.1.Hicham EL GUERROUJ74MARF1.Gent (BEL)12.02.19971284AR, WR
3:49.782.2.Eamonn COGHLAN52IRLF1.East Rutherford (USA)27.02.19831265AR
3:49.893.3.Bernard LAGAT74USAF1.Fayetteville (USA)11.02.20051264AR
3:50.6h-4.Eamonn COGHLAN52IRLF1.San Diego (USA)20.02.19811254
3:50.704.5.Noureddine MORCELI70ALGF1.Birmingham (GBR)20.02.19931253
3:50.81-6.Noureddine MORCELI70ALGF1.East Rutherford (USA)08.02.19911251
3:50.925.7.Galen RUPP86USAF11.Boston (USA)26.01.20131250

3000 metri come la Kamchatka - anche qui i carrarmatini keniani impegnati nel risiko delle specialità mezzofondistiche conquistano la specialità come la Kamchatka, mettendo davanti Lawi Lalang, classe 1991, 7'42"79 a Fayetville.

60 hs: che fine ha fatto Maksim Lynsha? - Soli pochi giorni fa si parlava del "fenomeno" Maksim Lynsha, (nella foto con Abate ad Istanbul l'anno scorso, mondiali indoor) ostacolista bielorusso cui era stato attribuito un sensazionale 7"50, fuori dalla logica portata di tutti gli ostacolisti del momento, Olympic-Sideral-Merritt compreso (7"62 all'esordio). Carneade, chi è costui? Scannerizzai il suo passato scoprendo comunque una non comune velocità di base (un 6"60 sui 60 piani), anche perchè Maksim nasceva come sprinter. Oggi, dalle classifiche mondiali (che lo riportavano... anzi, pure i giornali lo avevano riportato), è vaporizzato quel 7"50, e Maksim mostra sulla carlinga un più consono 7"73. Waz eppen? La pole è così passata all'americano Spencer Adam (1988) 7"59 a New York e quindi primo sub 7"60 dell'anno. Merritt è solo 5°, ma ha fatto una sola uscita, mentre Paolo Dal Molishon (detto anche The Carpenter, per il fatto nel demolire gli ostacoli, si porta a casa sempre qualche coccio di legno fra le chiodate) è 9° al mondo con 7"68, ma si ripresenterà in pista questo weekend per piallare qualche centesimo.

alto: Dmitrik vs Barshim - in cima al Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, si è issato sin dall'inizio della stagione indoor, il giovane qataregno Moutaz Essa Barshim Ahmed, che ha già piazzato un 2,34 (a Trinec) e un 2,33 (a Vaxjo, in Svezia). Ma oltre il 2,30 quest'anno, e al momento, sono solo in 4: c'è infatti anche il russo Aleksej Dmitrik, il rumeno Mihai Donisan e Ivan Ukhov. Delle prestazioni oltre i 2,30 fin qui ottenute al mondo, 7 appartengono al duo Barshim-Dmitrik (quest'ultimo 3 gare già oltre i 2,30). Marco Fassinotti è attualmente 11° con 2,27, mentre è sono in risalita le azioni di Gianmarco Tamberi, che proprio a Trinec è salito a 2,24.

asta - Lavillenie gigantegga e Bjirn Otto stabilisce il record del mondo M35: 5,90 a 35 anni - grandioso lo stato di forma di Renaud Lavillenie, già 5,83, 5,86 e 5,92 nel 2013. Il miglior risultato è stato ottenuto a Rouen, in Francia. E' da solo? Macchè, alle sue calcagna si è posto un... master! Infatti il tedesco Bjorn Otto, classe 1977, 35enne, ha piazzato un clamoroso 5,90 (ma l'anno scorso, ad onor del vero aveva portato il Pb indoor a 5,92), che è il nuovo record mondiale della categoria M35, visto che il precedente era il 5,88 di Jeff Hartwig stabilito nel 2004. Ho guardato ovunque, e nessuno ha ancora ha dato la notizia: probabilmente sono il primo ad accorgermene. Speriamo che aggiornino le cronologie dei record, visto che gli organismi internazionali master sembrano un pò imbalsamati. Sottolineo anche l'ormai certezza di una scuola tedesca dell'asta fenomenale: detto di Otto, Holzdeppe è salito a 5,82. Il 5° al mondo è Scherbarth con 5,65. Il 6° è Karsten Dalla (sempre 5,65). 8° Henrik Gruber, sempre 5,65. 5 atleti sopra i 5,65: a noi ne basterebbe uno.

il lungo di Haapala - il lungo finlandese non è più solo Tommi Evila (che comunque a livello di indoor non era mai salito oltre l'8,00 metri del 2005, ma comunque 8,22 di PB e bronzo mondiale a Helsinki '05): il nuovo fenomeno finnico si chiama Eero Haapala, che con un balzo ha riscritto la storia della specialità in Finlandia. Ve ne frega qualche cosa? Non lo so, ma comunque l'8,11 di Pori (Finlandia) è il nuovo record nazionale che supera l'8,08 di Jarmo Karma risalente al 1989. La specialità a livello mondiale è ancora comunque dormiente: solo in 3 oltre gli 8, e a parte Haapala, di pochi millimetri.

Il primo triplo oltre i 17: Marian Oprea - Marian Oprea è il triplista più impegnato e più proficuo di inizio 2013: 17,17 a Bucarest, ovvero primo over 17 al mondo dell'anno. Michele Boni scivola nel frattempo al terzo posto, superato dal russo Viktor Kuznyetsov, 16,74.