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11/08/13

Mosca '13: DAY II - sfortuna si dice "Libania" - le statistiche degli italiani

400 uomini - Matteo Galvan - 45"39 - 12° (qualificato in semi) - grande prestazione di Galvan in batteria, anche se la formula a 3 turni di fatto qualifica "quasi" tutti alle semifinali, eliminando solo 8 atleti con tempi superiori a 46"18. Il 45"39 si incanala in una strana tradizione 400istica azzurra del XXI secolo, per cui diversi italiani nelle batterie delle grandi manifestazioni, hanno ottenuto il loro PB. Ricordo Claudio Licciardello nelle batterie di Pechino (45"25) e Alessandro Attene nelle batterie di Sydney (45"35). Il 45"39 porta Galvan al 7° rango di sempre in Italia nella lista all-time, sub 46" per lui, che sale anche al 10° rango di sempre con 45"982 nella graduatoria sulla media delle prime 10 prestazioni personali. Per Galvan seconda partecipazione dopo Berlino '09, dove corse rispettivamente in 45"86 in batteria e 46"87 in semifinale. 12^ presenza di un italiano sui 400 ai mondiali, gli unici ad essere arrivati in semifinale sono stati lo stesso Galvan a Berlino '09 e Andrea Barberi ad Helsinki 05, ma da quando ormai i 400 si disputano su 3 turni anzichè 4, consentendo con 3 semifinali più spazio. Va detto che Galvan sarebbe giunto in semifinale anche se le semifinali fossero state solo due. Il suo 45"39 è anche il miglior tempo corso da un italiano ai mondiali assoluti, dove si registrano 6 sub 46": 3 di Andrea Barberi, 2 di Galvan e 1 di Nuti.

1500 donne - Margherita Magnani - 4'11"15 - 28^ (eliminata in batteria) - piccola/grande  delusione per la Magnani, che obiettivamente vedeva nella finale mondiale uno dei suoi obiettivi stagionali. Poi le gare di mezzofondo hanno la loro piccola storia, e ci sta anche di uscire. Le finaliste mondiali italiane rimangono due: Gabriella Dorio a Helsinki '83 e Fabia Trabaldo a Stoccarda '93. L'ultima italiana schierata sulla distanza fu Eleonora Berlanda a Helsinki '05. In pratica dal 1992, negli ultimi 20 anni, hanno partecipato ai mondiali proprio la Berlanda e la Magnani. Solo 5 azzurre presenti ai mondiali: Dorio con 2 partecipazioni, Possamai, Trabaldo, Berlanda e Magnani. Miglior tempo di sempre il 4'04"73 della Dorio nel '83.

peso donne - Chiara Rosa - 17,18 - 22^ (eliminata in qualificazione) - male. Si entrava in finale con 17,87, mentre la Rosa si è fermata 70 centimetri sotto, incanalandosi in quella strana patologia che coglie i lanciatori italiani nei grandi appuntamenti, e che fino ad oggi aveva preservato solo lei e Vizzoni. Rimane Vizzoni. Al suo 5° mondiale, Chiara ottiene la sua peggior prestazione, che comunque vedeva una finale, quella di Osaka '07 dove giunse 8^. L'8° posto è anche il miglior risultato ottenuto da un'italiana nel peso mondiale, unitamente all'analogo rango ottenuto da Assunta Legnante a Parigi '03. Proprio la Legnante ha invece il record di finali mondiali, con due (oltre a Parigi, arrivò in finale a Helsinki '05). 14 le presenze-gara per 5 atlete nella storia dei mondiali: le già citate Rosa (5 mondiali) e Legnante (3 mondiali), Mara Rosolen (3 mondiali), Agnese Maffeis (2 mondiali) e Cristiana Checchi (1). Il lancio più lungo di un'italiana ad un mondiale rimane il 18,77 della Rosa a Osaka '07.

marcia 20 km uomini - 14° Matteo Giupponi 1h23'27" - 28° Giorgio Rubino 1h25'42" - 43° Federico Tontodonati 1h29'26" - la marcia maschile, anche per le note vicende, non rappresenta più il nostro bagaglio di metalli di un tempo. Oggi manca un leader. Del resto nei 20 km di marcia ai mondiali vantiamo tre ori con Damiliano (Roma '87 e Tokyo '91) e Michele Didoni (Stoccarda '93), oltre all'argento di Giovanni De Benedictis a Stoccarda '93. Non dimentichiamoci poi che proprio Giorgio Rubino giunse 4° a Berlino '09. Ben 13 le prestazioni entro l'8° rango (quello di un'ipotetica finale). La spedizione di Mosca si piazza anche al... peggior posto di un trio italiano (quando sono arrivati in 3, ovvero avulso da squalifiche e ritiri) ai mondiali. Rubino era al suo 4° mondiale, mentre erano all'esordio sia Giupponi che Tontodonati. La marcia deve necessariamente ripartire.

800 uomini - in II semifinale Giordano Benedetti 1'48"31 - com'è lontano il Golden Gala. A me sembra che dopo quella gara qualcosa sia successo. All'aperto dopo il fantastico 1'44"67, non si trovano altri risultati degni di nota, anche perchè non ha praticamente mai corso, apparizioni a parte, come a Gateshead e a Vila Real, ma sopra gli 1'48". Da qui, a bocce ferme, si può dire che una prestazione una tantum non può creare aspettative. Ne servono diverse per capire lo spessore degli atleti a livello internazionale. E' una questione statistica. Benedetti in questo momento appare più come atleta da una gara sola, secca, cioè che possa massimizzare in una giornata perfetta, prestazioni da primi 8 in Europa. Oggi ai 600 il trentino ha mollato, e mi rendo conto che un 800, molto più che altre gare, è la gara dove lo stress dovuto a fatica e a decisioni da assumere nell'immediato, incidono molto più che in altre (nello sprint non si pensa... nel fondo, le scelte possono essere ponderate con più calma). La finale era fissata a 1'45"00: davvero difficile. Le statistiche sugli 800 degli italiani, sono al DAY 1.

400 donne - semifinali - 9^ Libania Grenot - 50"47 - 18^ Chiara Bazzoni 52"11 - sfortuna allo stato brado per la Grenot, ormai passata alla storia per le finali mancate. Pechino 50"83, Berlino 50"85, Londra 51"18. Stavolta la sua miglior gara di sempre in una manifestazione internazionale. La solita partenza ardita, e probabilmente il fatto di avere avuto la Ohuruogu lì davanti, una sola corsia più a destra, deve averle imbrigliato la sua smania di dare tutto. E così le ha preso le misure, e sul rettilineo finale finalmente un gran finale. 50"47, seconda prestazione di sempre in Italia, dopo il suo 50"30 di Pescara. Ma soprattutto tanta sfortuna: oggi la finale se l'era meritata. Per la Bazzoni, i mondiali hanno significato la 2^ e la 3^ prestazione personale di sempre. Meglio di così... peccato che in finale vi sia un RT di 0"288: cioè, bastava partire con un tempo di reazione "normale" per avvicinare la barriera dei 52" e abbattere il proprio personale. Comunque è la 18^ al mondo e le prospettive della staffetta aumentano esponenzialmente. 

04/02/13

Catania 5° all time e 6° al Mondo

E. Catania - foto Fidal
Dov'eravamo rimasti? Ah sì, già, alla scorpacciata pantagruelica di risultati di sabato. Ecco altri risultati piovuti nel weekend, quelli che mi vengono in mano nel 

Emanuele Catania fa l'Howe7,96 5° all-time in Italia e 6° al mondo - Ojiaku ormai è lì - a sorpresa non ci compare ad Ancona Andrew Howe? Proprio la sera l'avevo evocato, ed eccolo lì materializzarsi nella zona riscaldamento del Palaindoor di Ancona (possiamo fare critichina per l'assoluta mancanza di spazi per riscaldarsi all'interno del palaindoor?). Dopo due nulli di Howe e un microrisentimento che lo costringe a staccare la corrente, sale così in cattedra Emanuele Catania, che aspetta l'ultimo salto per rifarsi la propria personale storia nell'atletica leggera. 7,96, record personale ogni-luogo, e soprattutto il 5° posto nelle graduatorie all-time italiane al pari di Nicola Trentin e ad un centimetro da Simone Bianchi. Non solo, il balzo gli fa anche scalare le classifiche mondiali, portandolo al sest'ultimo piano della piramide lunghistica. Come dice Enzo Miccio a Shopping Night: ci piace! La prestazione non deve obnubilare la prestazione di Kevin Ojiaku, autore di una bella serie e che alla fine ha messo a referto un 7,78, che sposta il segno del personale di 6 centimetri. E non solo: anche due 7,73 e un 7,67... mica male. 

Milani&Cusma: ancora rimandate - Mi mancava solo il "relata" di alcuni di essi, come il risultato di Gent delle due ottocentiste designate, che ancora stentano a ingranare la prima (non ho mai capito perchè si dica "partire in quarta"... provate voi a partire in quarta, e poi vedete quanti metri vi dà uno che parte in prima). Elisa Cusma ha vinto la gara, che comunque non è poco visto che si parla di un meeting internazionale, col crono di  2'04"38, ben consapevoli però che le altre competitors svernano ad altre latitudini più vicine ai 2'01". La seconda, Clarisse Moh, è 38^ del ranking europeo degli 800; ranking che vede attualmente Marta Milani al 28° e la Cusma al 31° rango. Come al solito non avendo visto la gara non posso entrare negli aspetti tecnico-tattici. Nella prima uscita Marta era incappata in un contrattempo abbastanza grave, mentre in questa circostanza non saprei spiegare il 2'06"49, che è tempo non certo confacente alle aspettative. 

Ma era proprio la Grenot? - Libania Grenot, pupilla di Loren Seagrave, vola a Boston e si sciroppa il primo 400 indoor della propria carriera. Com'è andato? Una tragedia. 56"49 al Boston New Balance Indoor Grand Prix. Leggevo (forse sul sito della Fidal) che è arrivata al passo. Te credo! Comunque, giudizio sospeso necessariamente: non penso che sarà reclutabile per gli Europei di Goteborg.

Bocche da fuoco nel peso femminile -  All'esordio nel lancio del peso, a Schio, Chiara Rosa inizia depositando dolcemente la pallina di ferro da 4 chili a 17,85 metri. Il minimo europeo per Goteborg fissato a "solo" 17,00 metri, quindi compitino finito prima del suono della campanella. Ora servirà passare alla retrocarica e rigare la canna da sparo, per far uscire la boccia verso il pennone della nave dei pirati. Zitta-zitta, all'ombra di Chiara, ecco Julaika Nicoletti che cresce: 17,17 a Firenze, ovvero 4 centimetri in più del suo Pb dell'anno scorso e consolidando il suo 7° rango all-time nelle liste italiane. 

Spacca vs Bazzoni vs Bonfanti vs Chigbolu - da testimone oculare ho visto un bel 400 made-in-Italy. Bazzoni interna sembra partire più veloce, ma Spacca è arrampicata sulle corsie e alla corda dei 200 taglia come il burro la corda e si conquista la testa del gruppo. Coraggiosa Maria Chigbolu, che segue il duo, mentre Bonfanti tituba un pò nella guerra di posizione del secondo rettilineo e si infila nel tunnel del secondo giro per quarta. Così stratificate si presentano in rettilineo, e la solidità della Spacca la portano a tagliare il traguardo in 53"45 (5° tempo personale di sempre a livello indoor). 53"91 per la Bazzoni e terza Elena Bonfanti, capace di ritornare forte nel finale: 54"14.  E un decimo limato al PB. Chigbolu 54"45, un decimo in più dal personale.

Alloh staziona sotto i 7"40. Continua a veleggiare sotto i 7"40 Audrey Alloh, che a Gent ha corso in 7"37, vincendo la gara. C'è da dire una cosa sulla Alloh: quando si fissa con i tempi, inizia a ripeterli in sequenza esponenziale come l'11"48 dell'anno scorso sui 100. 

Vediamo altri risultati a raffica:
  • Giulia Pennella 8"31 (in finale) e 8"33 in batteria a Firenze sui 60hs: un paio di decimi dalle tre Tenoresse. In crescita. 
  • Gianmarco Tamberi 2,24 ad Arnstadt, che pareggia l'ultima uscita. Stabile. 
  • Andrea Cocchi arriva a 7"87 sui 60hs di Ancona. Novità in prima fila. 

23/01/12

I migliori italiani del weekend indoor

Emanuele Abate a Daegu
Allora, vediamo un pò di mettere nero su bianco le prestazioni dell'ultimo weekend da mandare ai posteri e che hanno coinvolto atleti italiani. 
  • Filippo Campioli, si apprende dal sito della Fidal, zompa fino a 2,27 nel meeting francese di Hirson, arrivando a due soli centimetri (oddio, soli: a quelle altezza anche un millimetro diventa un'impresa), dal minimo per i mondiali di Istanbul. Piccola consolazione, il fatto che si issa fino al 5° posto mondiale dell'anno ad oggi. Se teniamo conto delle liste prodotte dal portale delle statistiche Fidal, si tratta anche della sua 6^ prestazione all-time e l'8^ volta in carriera che salta 2,27. L'anno scorso si era "fermato" a 2,23. Già 4 centimetri in più rispetto a sè stesso. Nella stessa gara, 2,13 del decano Andrea Bettinelli
  • Rimanendo al salto in alto, Andrea Lemmi ad Ancona, sale fino a 2,21, che tradotto in soldoni significa il personale indoor pareggiato per... la 7^ volta. 4 centimetri più su c'è il personale di sempre ogni-luogo: 2,25 ottenuto a Livorno nel 2010. 
  • Kuldiga, Lettonia. In una location molto particolare, in piena Curlandia (fonte Wikipedia... mica l'avevo mai sentita sta città) si presenta Emanuele Abate dopo le 1643 gare del 2011 (e una grande annata). Ebbene, ciò che sorprende non il tempo dei 60hs (7"87 che pareggia il crono di Paolo Dal Molin ottenuto la settimana scorsa in Germania e si piazza al 13° all-time della propria carriera), ma il 6"77 sui 60 piani, che volenti o nolenti lo fa il più veloce sprinter italiano del momento. Come personale aveva addirittura un 7"06 risalente al 2006.  
  • Chiara Rosa, ha invece esordito in Germania, a Nordhausen e non poteva esserci situazione peggiore. Minimo e infortunio dopo il secondo lancio. 17,92 e quarto posto di gara, ottava al mondo. Il limite era 17,50. Ora si aspetta il responso degli specialisti che valutino la gravità dell'infortunio 
  • Anna Giordano Bruno salta 4,40 in una gara regionale a Udine, che sarebbe il limite "B" per Londra sperando che la gara regionale rientri nell'elegibility system. Meglio migliorare, va, per togliersi eventuali dubbi. Sarebbe pure meglio ottenere il limite "A", visto che l'attuale Fidal ha "calcizzato" l'atletica, rendendo tutto opinabile, persino i tempi e le misure degli atleti. 
  • Daniele Secci (1992) ottiene un promettente 18,71 nel peso. Personale ogniluogo, che supera il 18,55 cannoneggiato a Tangeri lo scorso settembre. Una rondine nell'inverno della specialità, che vive ancora quasi esclusivamente su un manipolo di praticamente-master. Certo, fa un pò specie sapere che il resto del mondo sta evolvendo a velocità curvatura, con ragazzini anche di 16 anni che bombardano palle di oltre 7 kg quasi a 21 metri. E poi... il campione del mondo di Daegu non era un 20enne anche lui? 
  • Abdellah Haidane, in attesa come molti di cenni italici, ne combina un'altra delle proprie dopo il 3000 della settimana scorsa (miglior prestazione mondiale del 2012 a tutt'oggi, con 4 secondi sotto il par del secondo). 3'42"13 sui 1500, davanti a Mor Seck (3'42"29), Merihun Crespi (3'42"80) e il serbo-italiano Goran Nava: 3'43"34. Per Haidane terza prestazione mondiale dell'anno, in un panorama dove ancora nessuno ha abbattuto la barriera del 3'40". Crespi, primo italiano della lista, è attualmente 7° al mondo. 
  • Gran gara nel lungo ad Ancona: Stefano Tremigliozzi battezza il 7,80, 4^ prestazione personale all-time al coperto e 8^ di sempre ogniluogo. E' da meno, ma solo per un centimetro, Emanuele Formichetti: 7,79, sesta prestazione all-time (più una ventosa) e a soli 5 centimetri dal personale indoor. 
  • Valeria Canella si accontenta alla prima uscita di un 6 netto. Non nel senso di voto, ma di misura nel salto in lungo, figlio di una serie non ancora leggendaria. Ma siamo solo all'esordio. A Modena, nel frattempo, Giada Palezza (1993) si è portata fino a 5,97, ovvero quasi un decimetro in più del suo precedente personale. In crescita.
  • Perchè parlare sempre dei primi? Nel salto triplo passato alla storia per l'impresa di Daniele Greco, si dimostra ancora un atleta di assoluta solidità Michele Boni (classe 1981), che plana a 16,05. Un tempo, nel dopo-Badinelli, a metà degli anni '90, prima dell'avvento del duo Camossi-Donato, andare oltre i 16 era manifestazione di superiorità. Giusto quindi dare il giusto spazio anche a Boni. 
  • Eleonora D'Elicio è la prima over-13 italiana della stagione: 13,26 a Udine. 4^ prestazione all-time personale indoor. 
  • Sui 400 anconetani, Anna Laura Marone non disputa una gara malvagia: 55"49, e settimana prestazione all-time personale, 3^ indoor. 
  • Pareggio a 1,84 tra Elena Meuti e Enrica Cipolloni ad Ancona. Per la seconda è record personale indoor. 
  • Ad Ancona, sabato, Giorgio Berdini infilza i compagni di squadra Andrea Cocchi e Giovanni Mantovani nelle batterie dei 60hs: : 8"03, 8"07 e 8"08. In finale Mantovani ribalta il risultato: lui 8"03 (nettamente PB), Berdini 8"07 e Cocchi 8"14. In generale sembra che l'ostacolismo italiano, versione ostacoli alti, abbia aumentato i valori medi, situazione che di solito può generare l'ambiente  dove esplodono i campioni. Tant'è che a Udine, Jacopo Scotti Ferro che tempo ottiene in batteria? 8"03... anche lui. Assembramento ai confini dell'8". 
  • A Modena, rifa capolino Giorgia Benecchi, proprio in corrispondenza della stagione indoor. 4,00 metri secchi, come Sara Bruzzese arrivata anche lei alla stessa misura. Proprio la stagione indoor del 2011 la portò sul palcoscenico nazionale e internazionale, salvo poi incappare in una misteriosa sparizione sulle misure oltre i 4 metri. Altro mistero di Kazzenger, ma ora è il tempo di tornare sulle vecchie misure. 

21/05/11

Betty Heidler frantuma il record mondiale del martello - Chiara Rosa non ingrana

(di Sasuke) Si è tenuta oggi ad Halle, in Germania, una riunione riservata ai soli specialisti dei lanci, dove hanno preso parte vari atleti di importanza e livello internazionale. Risultato copertina il record del mondo nel lancio del martello della tedesca Betty Heildler; niente di speciale le azzurre in gara. Molti, comunque; i risultati degni di nota che possono essere riassunti così:

Getto del Peso - Uomini: Affermazione di Dylan Amstrong, migliore al mondo quest'anno, che lancia il peso fino a 21.54 (quest'anno era già arrivato a 21.72) e che si conferma il miglior specialista del momento, visto anche l'attuale forma di Christian Cantwell. L'atleta è poi stato protagonista di una serie davvero notevole: 20.90 - 21.14 - N - 20.84 - 21.35 - 21.54. Interessante notare come tutti questi lanci avrebbero valso la vittoria. Lanciano sopra i 20 metri anche il forte Ralf Barters (20.58, ma anche 20.47 e 20.25), il giovane David Storl (20.56, ma anche 20.28 e 20.50) e Marco Schmidt (20.21).
Deprimente pensare che il miglior italiano sia fermo ad un modesto 18.43 a confermare il momento di buio della specialità; e pensare che abbiamo avuto anche Alessandro Andrei, capace di ben 3 record del mondo in una sola gara!

Lancio del Disco - Uomini: Buone misure dalla pedana del disco, con numerosi atleti che avvicinano l'interessante barriera dei 70 metri. Robert Harting (68.99), Martin Wierig (67.21) e Benn Harradin (66.07) i migliori. Il lancio di Harting è di gran lunga la miglior prestazione mondiale stagionale, battendo Gerd Kanter (67.49), il world-leader. Il miglior italiano, Hannes Kirchler, è fermo a 60.89. Comunque ottima forma e ottima serie per Harting, capace di lanciare il disco tutte e sei le volte sopra i 67 metri.

Lancio del Martello - Uomini: Risultati meno eccezionali, che vedono comunque Markus Esser prevalere con un buon 78.50 sul campione europeo Libor Charfreitag (76.94) e su Oleksey Sikorskyy (76.05).

Tiro del Giavellotto - Uomini:  Tre atleti sopra gli 80 metri, con Matthias De Zordo, rivelazione dell'anno scorso quando lanciò 87.81, battuto (80.77) da Till Woschler (80.93) con Chen Qi in terza posizione (80.12)

Getto del Peso - Donne: Non riesce proprio a trovare la forma Chiara Rosa. La primatista italiana del getto del peso finisce settima (su dieci) con un modesto 17.18 e, come al solito, ben 3 nulli. Vittoria a Nadine Kleinert con 19.16.

Lancio del Disco - Donne: Gara di disco di alto livello e migliore di quella della Diamond League di Shangai. La cinese Yanfeng Li si impone con 66.18 sulla più costante (nei sei lanci dove la Li ne ha azzeccato solo uno oltre i 62 metri, quello con cui ha appunto vinto) Nadine Muller (66.05 e 65.91). Buono anche il lancio della terza classificata, Kateryna Karsak (63.02).

Lancio del Martello - Donne: Fenomenale Betty Heidler. La tedesca, già detentrice del mondo, riesce a produrre un galattico 79.42 spostando il limite dove nessuna donna era mai arrivata prima di oltre un metro. In una serie che comprende anche un lancio sopra i 77 metri la tedesca, classe 1983, riprende le redini di una specialità che l'ultima stagione l'aveva vista soccombere  (dal punto di vista del record) ad Anita Wlodarczyk. Non eccezionale Silvia Salis, quinta con 68.87 in una gara epica.

Tiro del Giavellotto - Donne: Buoni i lanci delle prime due classificata, Christina Obergfoll (64.53) e Catherine Molitor (63.58). Sotto i 60 metri le altre. Le due diventano la seconda e la quarta al mondo quest'anno.

20/03/11

Europei di Lanci - Mondiale Giovanile nel Giavellotto - Azzurri poco brillanti

Il giovane Zigsmundus Sirmais centra il WJR nel giavellotto
(di Sasuke) Si è tenuto tra oggi e ieri a Sofia, capitale della Bulgaria, il Campionato Europeo Invernale di Lanci. Diversi italiani in gara, anche se rispetto ad altri paesi che hanno mandato due senior e un under 23 per ogni disciplina i nostri non erano poi molti. Di seguito l’elenco dei convocati compreso di piazzamento e commento sulla gara. In generale, comunque, risultati di basso livello in quasi tutte le discipline, probabilmente complici le brutte condizioni meteorologiche (freddo intenso, da quello che ho letto) che hanno influito pesantemente sui risultati degli azzurri, non di grande livello.

Nella gara del getto del peso uomini assoluti era in gara solamente Marco Di Maggio capace questa stagione di essere l’unico italiano a superare la barriera non di certo di livello assoluto (per essere competitivi in un mondiale bisogna superare i 21 metri o comunque avvicinarli) dei 18 metri. Di Maggio, già capace in stagione di arrivare a 18.41, si ferma ad un più che modesto 17.16 (altri due lanci sotto i 17 metri e 3 nulli) che lo piazzano purtroppo solo in settima posizione nel suo gruppo (il B) e sedicesimo su diciannove nella complessiva. Risultato che conferma, purtroppo, lo scarso momento della specialità, tra le messe peggio al momento. Vittoria con 20.21 di Hamza Alic (che migliora lo stagionale di 19.64) sul portoghese Marco Fortes con 20.18 (unici due atleti sopra i 20 metri). Le condizioni possono comunque aver influito, ma vista la costanza dei due vincitori, entrambi sui propri livelli, la prestazione di Marco Di Maggio assume una connotazione ancora più negativa. Bravo comunque ad esserci, speriamo in una ripresa primaverile.
Nel peso giovanile under 23 maschile era in gara il nostro Daniele Secci. Bravo a piazzarsi quinto, superando lo stagionale fermo a 17.40 giungendo ben quattro volte sopra di esso con un migliore a 17.77. La vittoria si raggiungeva con 18.29; buona la prestazione di Daniele, classe 1992 ma decisamente sviluppato per la sua età, che l’anno scorso era però arrivato fino a 18.38; speriamo riesca a tornare su quei livelli all’aperto.
Nessuna italiana nel peso under 23, vittoria ad Anita Marton con 17.92; modesta Chiara Rosa, capace solo di 17.39 (oltre che di due lanci sotto i 17 e tre nulli) che però le consentono l’unico podio della spedizione a causa dello scarso livello delle avversarie. Assenti tutte le migliori, vittoria con 17.71 di Alena Kopets. Da segnalare però che la Rosa, contando anche le under 23, scenderebbe però in quinta posizione. Peccato, perché Chiara ha dimostrato di saper valere misure oltre i 18 metri però… mai nelle occasioni che contano! Come agli Europei Indoor anche qui avrebbe potuto fare sua la gara senza troppe difficoltà. Speriamo riesca ad acquisire la sicurezza necessaria per ben comportarsi questa estate, magari sperando di esserci a Daegu.

Nel lancio del disco l’italiano Giovanni Faloci è settimo nel gruppo A e mantiene la posizione anche sommati gli atleti meno accreditati del B (in totale erano 20). Piazzamento discreto, anche se il suo 57.81 è lontano dallo stagionale, lanciato a Città di Castello a Febbraio, che era tiro da 60.73. Vittoria a Ercument Olgundeniz, turco nato nell’anno 1976, capace di portare lo stagionale a 63.31 e di vincere la gara. Tra i più giovani Eduardo Albertazzi (1991, giunto quest’anno a 55.63) giunge dodicesimo (su quindici) fermandosi ad un modesto 52.09. Per vincere occorreva spingersi a 59.71.
Modesta anche la prestazione di Laura Bordignon (stagionale a 52.80) che con 53.19 (misura lontana dal suo massimo, intorno ai 60 metri) chiude comunque decima su venti atlete partecipanti. Vittoria a Olesya Korotkova con 60.20. La russa è stata l’unica ad essere capace di superare i 60 metri.

Deludenti anche i risultati del lancio del martello, parlando di azzurri. Nella gara maschile il vice-campione europeo Nicola Vizzoni non si conferma sui suoi migliori livelli (ma stagionalmente era arrivato solo a 74.26) e chiude sesto su 22 iscritti. Vittoria al forte Kristian Parz che con 79.84 (ma ben cinque lanci sopra gli 80 metri!) avvicina la soglia di eccellenza degli 80 metri. Tra i giovani, Simone Falloni giunge undicesimo su sedici iscritti con 61.01 (quest’anno era arrivato a 63.64) mentre le due donne iscritte Elisa Palmieri (quattordicesima con 63.04, ma 67.03 questa stagione) e Silvia Salis (sesta con 68.58, stagionale a 68.48) si comportano diversamente. Più brava la seconda della prima, non al livello che aveva mostrato a San Benedetto del Tronto a fine Febbraio. Vittoria a Tatyana Lysenko, ex primatista mondiale con 77.80, (73.70) sulla tedesca Betty Heidler (72.71). Vista la concorrenza, qui si di alto livello, non male il 68 metri e mezzo della Salis, capace di non sfigurare contro avversarie fuori dalla sua portata.

Conclude il tiro del giavellotto. Al maschile erano schierati Leonardo Gottardo (75.83 quest’anno, qui ottavo con 73.86 su quindici iscritti) e tra i giovani Gianluca Tamberi, solo undicesimo su dodici con un pietoso 63.25. Gianluca era già arrivato a 70.42 quest’anno, e a di più gli anni precedenti. Speriamo sia stata solamente una giornata storta, che può capitare a tutti magari complice la tensione. Tra le donne quarta Zahra Bani, con una misura di livello medio-basso quale 54.55, non all’altezza dei 58 metri da lei già superati agli italiani la scorsa settimana. Vittoria a Hanna Hatsko con 58.35. Tra gli uomini si impone Zigsmundus Sirmais, capace di battere il record mondiale della categoria juniores (è del 1992) con un superlativo 84.47, con cui potrebbe competere con i migliori assoluti. Ragazzo di talento, l’anno scorso arrivò fino a 82.27 ma venne battuto ai mondiali da Till Woschler (con 82.52) e da altri in finale.
 
Piazzamenti totali di buon livello, malgrado tutto. Italia terza tra gli uomini e quinta tra le donne in base ai punteggi.

24/02/11

L'atleta della VII settimana: Chiara Rosa

La scelta dell'atleta della settimana, si concentra necessariamente su quanto avvenuto ai Campionati Italiani Indoor di Ancona. E naturalmente tanti sono stati gli atleti meritevoli, quindi difficile scegliere il primus inter pares. Quindi meglio ripiegare sulla prestazione che a livello mondiale-europeo è stata quella più degna di nota, cioè il 18,34 nel lancio del peso di Chiara Rosa, che rappresenta la 5^ prestazione mondiale dell'anno a oggi, quarta europea ma a soli 8 centimetri dalla russa Yevgenya Kolodko. Ottime prospettive in vista di Parigi, anche se la Rosa ha in genio e sregolatezza la sua arma.... ma anche il suo punto debole. Risucirà finalmente a rimanere concentrata e cattiva per due gare?