Visualizzazione post con etichetta benedetti-giordano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta benedetti-giordano. Mostra tutti i post

11/08/13

Mosca '13: DAY II - sfortuna si dice "Libania" - le statistiche degli italiani

400 uomini - Matteo Galvan - 45"39 - 12° (qualificato in semi) - grande prestazione di Galvan in batteria, anche se la formula a 3 turni di fatto qualifica "quasi" tutti alle semifinali, eliminando solo 8 atleti con tempi superiori a 46"18. Il 45"39 si incanala in una strana tradizione 400istica azzurra del XXI secolo, per cui diversi italiani nelle batterie delle grandi manifestazioni, hanno ottenuto il loro PB. Ricordo Claudio Licciardello nelle batterie di Pechino (45"25) e Alessandro Attene nelle batterie di Sydney (45"35). Il 45"39 porta Galvan al 7° rango di sempre in Italia nella lista all-time, sub 46" per lui, che sale anche al 10° rango di sempre con 45"982 nella graduatoria sulla media delle prime 10 prestazioni personali. Per Galvan seconda partecipazione dopo Berlino '09, dove corse rispettivamente in 45"86 in batteria e 46"87 in semifinale. 12^ presenza di un italiano sui 400 ai mondiali, gli unici ad essere arrivati in semifinale sono stati lo stesso Galvan a Berlino '09 e Andrea Barberi ad Helsinki 05, ma da quando ormai i 400 si disputano su 3 turni anzichè 4, consentendo con 3 semifinali più spazio. Va detto che Galvan sarebbe giunto in semifinale anche se le semifinali fossero state solo due. Il suo 45"39 è anche il miglior tempo corso da un italiano ai mondiali assoluti, dove si registrano 6 sub 46": 3 di Andrea Barberi, 2 di Galvan e 1 di Nuti.

1500 donne - Margherita Magnani - 4'11"15 - 28^ (eliminata in batteria) - piccola/grande  delusione per la Magnani, che obiettivamente vedeva nella finale mondiale uno dei suoi obiettivi stagionali. Poi le gare di mezzofondo hanno la loro piccola storia, e ci sta anche di uscire. Le finaliste mondiali italiane rimangono due: Gabriella Dorio a Helsinki '83 e Fabia Trabaldo a Stoccarda '93. L'ultima italiana schierata sulla distanza fu Eleonora Berlanda a Helsinki '05. In pratica dal 1992, negli ultimi 20 anni, hanno partecipato ai mondiali proprio la Berlanda e la Magnani. Solo 5 azzurre presenti ai mondiali: Dorio con 2 partecipazioni, Possamai, Trabaldo, Berlanda e Magnani. Miglior tempo di sempre il 4'04"73 della Dorio nel '83.

peso donne - Chiara Rosa - 17,18 - 22^ (eliminata in qualificazione) - male. Si entrava in finale con 17,87, mentre la Rosa si è fermata 70 centimetri sotto, incanalandosi in quella strana patologia che coglie i lanciatori italiani nei grandi appuntamenti, e che fino ad oggi aveva preservato solo lei e Vizzoni. Rimane Vizzoni. Al suo 5° mondiale, Chiara ottiene la sua peggior prestazione, che comunque vedeva una finale, quella di Osaka '07 dove giunse 8^. L'8° posto è anche il miglior risultato ottenuto da un'italiana nel peso mondiale, unitamente all'analogo rango ottenuto da Assunta Legnante a Parigi '03. Proprio la Legnante ha invece il record di finali mondiali, con due (oltre a Parigi, arrivò in finale a Helsinki '05). 14 le presenze-gara per 5 atlete nella storia dei mondiali: le già citate Rosa (5 mondiali) e Legnante (3 mondiali), Mara Rosolen (3 mondiali), Agnese Maffeis (2 mondiali) e Cristiana Checchi (1). Il lancio più lungo di un'italiana ad un mondiale rimane il 18,77 della Rosa a Osaka '07.

marcia 20 km uomini - 14° Matteo Giupponi 1h23'27" - 28° Giorgio Rubino 1h25'42" - 43° Federico Tontodonati 1h29'26" - la marcia maschile, anche per le note vicende, non rappresenta più il nostro bagaglio di metalli di un tempo. Oggi manca un leader. Del resto nei 20 km di marcia ai mondiali vantiamo tre ori con Damiliano (Roma '87 e Tokyo '91) e Michele Didoni (Stoccarda '93), oltre all'argento di Giovanni De Benedictis a Stoccarda '93. Non dimentichiamoci poi che proprio Giorgio Rubino giunse 4° a Berlino '09. Ben 13 le prestazioni entro l'8° rango (quello di un'ipotetica finale). La spedizione di Mosca si piazza anche al... peggior posto di un trio italiano (quando sono arrivati in 3, ovvero avulso da squalifiche e ritiri) ai mondiali. Rubino era al suo 4° mondiale, mentre erano all'esordio sia Giupponi che Tontodonati. La marcia deve necessariamente ripartire.

800 uomini - in II semifinale Giordano Benedetti 1'48"31 - com'è lontano il Golden Gala. A me sembra che dopo quella gara qualcosa sia successo. All'aperto dopo il fantastico 1'44"67, non si trovano altri risultati degni di nota, anche perchè non ha praticamente mai corso, apparizioni a parte, come a Gateshead e a Vila Real, ma sopra gli 1'48". Da qui, a bocce ferme, si può dire che una prestazione una tantum non può creare aspettative. Ne servono diverse per capire lo spessore degli atleti a livello internazionale. E' una questione statistica. Benedetti in questo momento appare più come atleta da una gara sola, secca, cioè che possa massimizzare in una giornata perfetta, prestazioni da primi 8 in Europa. Oggi ai 600 il trentino ha mollato, e mi rendo conto che un 800, molto più che altre gare, è la gara dove lo stress dovuto a fatica e a decisioni da assumere nell'immediato, incidono molto più che in altre (nello sprint non si pensa... nel fondo, le scelte possono essere ponderate con più calma). La finale era fissata a 1'45"00: davvero difficile. Le statistiche sugli 800 degli italiani, sono al DAY 1.

400 donne - semifinali - 9^ Libania Grenot - 50"47 - 18^ Chiara Bazzoni 52"11 - sfortuna allo stato brado per la Grenot, ormai passata alla storia per le finali mancate. Pechino 50"83, Berlino 50"85, Londra 51"18. Stavolta la sua miglior gara di sempre in una manifestazione internazionale. La solita partenza ardita, e probabilmente il fatto di avere avuto la Ohuruogu lì davanti, una sola corsia più a destra, deve averle imbrigliato la sua smania di dare tutto. E così le ha preso le misure, e sul rettilineo finale finalmente un gran finale. 50"47, seconda prestazione di sempre in Italia, dopo il suo 50"30 di Pescara. Ma soprattutto tanta sfortuna: oggi la finale se l'era meritata. Per la Bazzoni, i mondiali hanno significato la 2^ e la 3^ prestazione personale di sempre. Meglio di così... peccato che in finale vi sia un RT di 0"288: cioè, bastava partire con un tempo di reazione "normale" per avvicinare la barriera dei 52" e abbattere il proprio personale. Comunque è la 18^ al mondo e le prospettive della staffetta aumentano esponenzialmente. 

10/08/13

Mosca '13: DAY 1 - le statistiche azzurre della prima giornata

Asta - Claudio Stecchi 5,40 (28) e Giuseppe Gibilisco 3 nulli - Claudio Michael Stecchi esordisce ad un mondiale assoluto e la sua gara frastagliata, finisce a 5,40. Pensate: 5,40 lo saltò suo padre Gianni a Roma '87 (26 anni fa), allorquando arrivò 11°. 5,40 lo stesso Gianni lo saltò anche in qualificazione. Insomma, 5,40 periodico nella famiglia Stecchi (fino ad oggi) ai mondiali. Sono 11 le presenze-gara azzurre ai mondiali assoluti nell'asta maschile, per 6 atleti azzurri totali. Naturalmente Giuseppe Gibilisco è top-scorer in quanto a presenze: a Mosca ha raggiunto la 5^ partecipazione a 12 anni dalla prima, ovvero a Edmonton '01 dove, come oggi, deragliò con 3 nulli alla misura di entrata. Poi l'apoteosi carrieristica a Parigi '03 (oro con 5,90), il posto a Helsinki '05 e il a Berlino '09. In totale 8 caps tra qualificazioni e finali. Gibilisco è anche l'unico italiano ad essere andato in finale ad un mondiale (come detto, 3 finali), mentre si sono fermati tutti gli altri in qualificazione (la famiglia Stecchi, Andrea Pegoraro, Andrea Giannini, Fabio Pizzolato e Maurilio Mariani). Il totale fa 3 finali su 11 partecipazioni. Due atleti azzurri presenti nell'asta nello stesso mondiale, li si ebbe (oltre che a Mosca) ad Atene '97: allora furono Andrea Giannini e Fabio Pizzolato. 

800 - Giordano Benedetti 1'47"90 - si guadagna la semifinale conquistando l'ultimo di 3 posti utili per accedere al turno successivo nella prima serie, quella più lenta. Fiuuu... potremmo aggiungere, visto che il tempo di Benedetti al momento è anche l'ultimo dei qualificati, anche in ragione della gara più lenta di tutte (passaggio in 54"8 ai 400). Benedetti, all'esordio mondiale, rappresenta la 14° presenza azzurra negli 800 ai mondiali. Un italiano in semifinale negli 800 non lo si vedeva dal 2003, quando Andrea Longo giunse addirittura 5° a Parigi. Poi sia Bobbato (Helsinki '05) e Riefeser (Berlino'09), uscirono in batteria. Giordano Benedetti presentandosi in semifinale, correrà la 6^ volta di un azzurro in una semifinale degli 800 ad un mondiale: la piccola impresa era già successa ad Andrea Longo (2 volte), a Davide Cadoni una, come a Giocondi, e infine una a Giuseppe D'Urso (che poi portò l'unica medaglia sugli 800). 

Maratona - Valeria Straneo - Argento con 2h25'58" -  Emma Quaglia 6^ con 2h34'16" - la notevole medaglia per la piemontese, arriva dopo una gara all'arrembaggio, dove a poco a poco si sono squagliate le etiopi in primis e quasi tutto il resto del mondo, tranne Edna Kiplagat. L'argento della Straneo rappresenta la miglior prestazione di sempre di un'azzurra ai mondiali nella maratona. Il miglior risultato prima di oggi, era rappresentato dal bronzo di Ornella Ferrara, vinto a Goteborg '95, 18 anni fa. Se allarghiamo lo sguardo a tutto il mezzofondo azzurro femminile ai mondiali outdoor, quindi comprendendo 1500, 5000 e 10000 alla maratona, troviamo solo un'altra medaglia, ovvero l'argento di Roberta Brunet sui 5000 ad Atene '97. 33 le presenze-gara tra tutte le edizioni dei mondiali d'atletica (solo in 2 occasioni non ci sono state presenti maratonete, ovvero a Siviglia '99 e Berlino '09). 3 atlete con 3 partecipazioni, ovvero la già citata Ornella Ferrara, la leggendaria Laura Foglie e Rosaria Console. Il tempo della Straneo è anche il miglior tempo di un'italiana ai mondiali (la maratona più veloce prima di oggi ai mondiali, era quella del bronzo della Ferrara con 2h30'11"). Alle olimpiadi, l'anno scorso, la Straneo corse più veloce, ovvero in 2h25'27", che è il tempo più veloce ad una maratona di una grande manifestazione di un'italiana. Il posto di Emma Quaglia, invece, rappresenta il 4° piazzamento di sempre di un'italiana ad un mondiale. Davanti la Straneo di oggi, la Ferrara medagliata, e ancora la Ferrara ad Atene '87. 6^ arrivò anche Laura Fogli nell'edizione inaugurale dei mondiali ad Helsinki '83. 

Martello - Nicola Vizzoni - 11° in qualificazione - 75,38 - capitano in tutti i sensi, visto che raggiunge la sua ennesima finale mondiale. 9^ partecipazione consecutiva di Vizzoni ai mondiali, la prima delle quali avvenne ad Atene '97 (16 anni fa). Per lui 5 finali, e questa rappresenta la terza consecutiva. Vizzoni è anche l'unico italiano ad essere arrivato in finale in un mondiale nel martello, su un totale di 18 presenze-gara, ma soli 5 atleti schierati (Vizzoni 9 partecipazioni, Sgrulletti 4, Paoluzzi 3, Serrani e Urlando con una partecipazione). Per ora il miglior piazzamento in finale per Vizzoni (e per l'Italia) è stato il 4° posto di Edmonton.

10000 - Daniele Meucci - 19° in 28'06"94 - presenza incolore di Meucci, che obiettivamente non poteva essere protagonista in una gara del genere. La storia dei 10000 azzurri ai mondiali è chiaramente la storia di Alberto Cova ad Helsinki '83, e la volata del "Cova! Cova! Cova!". Ma anche l'argento di Panetta a Roma '87. 11 le finali corse dagli azzurri e purtroppo peggio di Meucci, tra tutti gli azzurri, ci fu il solo Antibo a Tokyo '91, quando giunse 20°. Lo stesso Meucci a Daegu giunse al 12° rango, in una gara corsa però su ritmi più blandi. Baldini invece giunse 18° a Goteborg '85. Non è forse giunto il momento che Meucci si dedichi alla maratona, che presenta più variabili gestibili per gli atleti non-africani? Oggi il mezzofondo in pista non è assolutamente affrontabile con speranze di visibilità internazionale per un europeo.  

400 - Libania Grenot 11^ con 51"43 - Chiara Bazzoni 19^ con 52"14 - Belle prestazioni nelle batterie delle italiane, che ora si troveranno semifinali davvero dure. Primo turno con tempi già da medaglia tra le big (l'8° tempo è un 51"01), sintomo che la pista è davvero veloce e che per andare in finale la Grenot dovrà correre sul piede del record italiano. Intanto il 51"43 la pone all'11° rango, non lontano dal tempo di finale. Per la Bazzoni invece la certificazione di un salto prestativo notevole. 52"14 che è il suo 2° miglior tempo dopo il 52"06 di Mersin. Meglio di lei nella storia italiana ai mondiali, hanno fatto la Grenot, la Reina e la Milani. Su 8 partecipazioni italiane ai 400 femminili, tutte 8 hanno superato il primo turno approdando al turno successivo. Ma c'è da dire che fino a metà degli anni '00, i turni che portavano alla finale erano 4 ed era cronometricamente più facile passare il primo turno. Le vere semifinaliste infatti erano 3 fino a ieri (Grenot, Daniela Reina a Osaka '07, e Marta Milani a Daegu '11). Nessuna però è mai riuscita a raggiungere (ancora) la finale. L'unica ad aver disputato due mondiali è invece proprio Libania Grenot con quello di quest'anno. A Berlino '09 corse in 51"45... poi in semifinale riuscì a correre in 50"85. Basterebbe quel tempo per la finale? Non credo... servirà un tempo sui 50"50, o meno. Ma potrebbe farcela.

lungo - Darya Derkach - 28^ nel lungo - 6,16 - brutta prestazione per Darya, che trova la gara sbagliata al momento sbagliato. Amen. Chiaramente non ci si aspettava la medaglia, ma la tanto cara "esperienza" che si stratificasse. La Derkach è la 4^ italiana di sempre a scendere in pedana, dopo il mito vivente Fiona May, e il duo Capriotti-Uccheddu di inizio anni '90. Proprio Fiona May fu l'ultima italiana a cimentarsi nel lungo ai mondiali per l'Italia nel 2005 a Helsinki, 8 anni fa. E sempre la May vanta ben due ori, un argento e un bronzo in questa competizione con 5 finali disputate. 

08/06/13

Cosa manca a Benedetti per... un pò di storia degli 800 azzurri

Giordano Benedetti, trentino, è stata una di quelle cose da salvare del Golden Gala, forse annichilito dall'umidità, o meglio, "dar mettro cubbo de aria" impregnata di molecole bagnate, e che quindi ha bagnato le polveri di uno dei meeting che solitamente risultano nei punteggi tabellari della IAAF tra quelli con il più alto tasso tecnico legato ai risultati. A quasi metà stagione, in quel famoso ranking, Roma è terza dopo Eugene (meeting stellare!) e Doha, ma davanti a Shangai (tenutosi comunque ad inizio stagione) e New York, quest'ultimo ucciso da condizioni meteo quasi proibitive. Benedetti, dicevo: una di quelle cose da salvare in chiave azzurra, naturalmente, anche se poi in definitiva, quasi tutti gli italiani esibitisi allo Stadio Olimpico, sono tornati negli spogliatoi con i calzettoni sporchi di fango e la maglietta sudata. Buona prestazione collettiva. Benedetti però ha fatto gol, cioè ha corso la sua Dram Race, correndo un rettilineo finale di quelli che gli 800isti si sognano per un'intera carriera. Il rettilineo del salmone, come lo chiamo, dove si riesce a risalire la corrente costituita di atleti obnubilati dall'acido latico, come se fossero scogli immoti del flusso fluviale. 1'44"67, un tempo che promuove nell'elite mondiale, quanto meno sulla carta d'identità. 

Naturalmente il passaggio nella "storia" si ottiene solo con una medaglia, e oggi come oggi, il panorama internazionale non sembra avere delle offerte di lavoro. Intasato come una casa-dormitorio di Tokyo. Rimane il panorama europeo in cui, proprio al Golden Gala, Giordano ha dimostrato di poter dire la sua. Uno dei migliori del ranking continentale, Adam Kszczot battuto di un decimetto, anche se non dobbiamo dimenticare che mentre si consumava la personale salmonata di Benedetti, si concretizzava la prestazione-monstre del francesino Pierre Ambroise Bosse: 1'43"91, dietro all'1'43"61 di Mohamed Aman

A Benedetti cosa manca adesso? Come molti hanno sostenuto, anche sui media, la "pallonara" continuità, ovvero il riproporre un target di risultati se non inferiori, quanto meno "simili" a quello ottenuto al Golden Gala. L'Italia degli anni '90, primo-lustro del XXI secolo, ha concretizzato una "tradizione", come è ben noto. E buona parte di quegli atleti è arrivata a vincere "qualcosa" o comunque è entrato in una finale mondiale o olimpica. Ad oggi non saprei stilare un ranking all-time azzurro, nonostante gli argenti olimpici di Lunghi e Lanzi rispettivamente nella preistoria e nell'Impero Romano dell'atletica azzurra. 

Andrea Benvenuti arrivò in finale a Barcellona '92 (5° con 1'45"23) e fu il primo successore dell'epopea di Donato Sabia, che, unico italiano nella storia, riuscì ad andare due volte in una finale degli 800 (Los Angeles e Seul). Oh, Donato Sabia nel mio immaginario ha sempre rappresentato il meglio in quanto a classe... un campione alla Bertoli (il ciclista), cioè classe pura ma cui è mancato in carriera il "perfect day" in cui entrare nella leggenda dello sport. Aspettammo fino all'estate del 2000 per rivedere la 7^ finale corsa da un italiano sugli 800: fu quella di Andrea Longo, a Sydney, quella degli autoscontri con l'evetico Andrè Bucher (mi sembra) che portarono alla sua squalifica. Ai mondiali all'aperto, vantiamo Giuseppe D'Urso, argento a Stoccarda '93 (1'44"86), e il doppio finalista Andrea Longo, in finale sia a Parigi 2003 (5°), che a Siviglia '99 (6°). Andrea Giocondi raggiunse la finale mondiale di Goteborg '95. Tra mondiali ed olimpiadi, quindi, 11 finalisti, e Longo, benchè mai medagliato, piazza 3 caps in questa classifica avulsa dei finalisti mondiali-olimpici azzurri sugli 800:
  1. 3 - Andrea Longo (2 mondiali, 1 olimpiade)
  2. 2 - Donato Sabia (2 olimpiadi)
  3. 1 - Emilio Lunghi, Mario Lanzi, Andrea Benvenuti, Carlo Grippo (1 olimpiade); Giuseppe D'Urso, Andrea Giocondi (1 mondiale).
Se allarghiamo lo sguardo alle manifestazioni più abbordabili, ovvero europei, europei indoor, e mondiali indoor, riusciamo a dare anche più profondità alle classifiche di cui sopra. Chiaramente, prima degli anni '70 non c'erano gli europei indoor; degli anni '80 i mondiali outdoor e quelli indoor...

Classifica dei finalisti azzurri delle 5 più grandi manifestazioni internazionali sugli 800 (31 presenze: Ol: olimpiadi; Mo: mondiali; Eu: Europei; EuI: Europei Indoor; MoI: Mondiali Indoor);
  1. 06 - Andrea Longo (1 Ol - 2 Mo - 2 Eu - 1 EuI)
  2. 05 - Giuseppe D'Urso (1 Mo - 2 Eu - 2 EuI); 
  3. 04 - Tonino Viali (1 Eu - 2 MoI - 1 EuI); 
  4. 03 - Mario Lanzi (1 Ol - 2 Eu); Donato Sabia (2 Ol - 1 EuI);
  5. 02 - Andrea Benvenuti (1 Ol - 1 Eu); Carlo Grippo (1 Ol - 1  EuI); 
  6. 01 - Maurizio Bobbato (1 EuI);  Marco Chiavarini (1 EuI); Gabriele Ferrero (1 EuI); Marcello Fiasconaro (1 Eu); Andrea Giocondi (1 Mo); Lunghi Emilio (1 Ol); 
Quindi 13 atleti azzurri sono arrivati ad una finale internazionale nella ultracentennale storia dell'atletica. Questo per dire... non è proprio una passeggiata. Le medaglie sono state invece 11, e gli unici che hanno vinto una gara tra le 5 più importanti della panorama, risultano Andrea Benvenuto (oro agli Europei di Helsinki '94) e Donato Sabia agli Euroindoor di Goteborg '84. Qui nel dettaglio le medaglie in ordine per numero di metalli conquistati.
  1. 03 - Mario Lanzi (arg-Ol; arg-Eu; bro-Eu)
  2. 02 - Giuseppe D'Urso (arg-Mo; arg-EuI); Tonino Viali (bro-EuI; bro-MoI);
  3. 01 - Andrea Benvenuti (oro-Eu); Maurizio Bobbato (bro-EuI); Emilio Lunghi (arg-Ol); Donato Sabia (oro-EuI); 
Mi sto dilungando troppo con queste elucubrazioni statistiche? Me ne rendo conto, mi lascio prendere la mano. Un attimo! Forse può interessare quali sono stati i tempi sugli 800 più veloce mai corso durante una di quelle 5 manifestazioni sotto gli '145".
  1. 1'44"49 - Andrea Longo - III semifinale (2°) Sydney '00 (Olimpiadi)
  2. 1'44"53 - Donato Sabia - finale (5°) Los Angeles '84 (Olimpiade)
  3. 1'44"83 - Giuseppe D'Urso - II semifinale (1°) Stoccarda '93 (Mondiali)
  4. 1'44"86 - Giuseppe D'Urso - finale (2°) Stoccarda '93 (Mondiali)
  5. 1'44"90 - Donato Sabia - I semifinale (3°) Seul '88 (Olimpiadi)
  6. 1'44"90 - Donato Sabia - I quarto di finale (2°) - Los Angeles '84 (Olimpiadi)
E' un caso che ci siano solo Olimpiadi e Mondiali? Evidentemente no. Qui si vede la solidità degli atleti, ovvero la capacità di non essere atleti una-tantum, ma professionisti in grado di correre attorno agli 1'45" (o magari sotto) non una, ma almeno due volte nel giro di 48 ore. 

Infine vediamo dove si colloca Giordano Benedetti nella lista all-time italiana di sempre. Il trentino diventa il italiano della storia a scendere sotto gli 1'45", ed è anche attualmente l'unico con Andrea Giocondi, a vantare un personale collocato tra i 1'44" e 1"45, in quanto i primi 5 della lista sono riusciti tutti a scendere sotto gli 1'44". Dal 13° rango all-time con 1'45"34, passa quindi al , in una classifica da far tremare i polsi:
  1. 1'43"7  - Marcello Fiasconaro - Milano 27/06/1973
  2. 1'43"74 - Andrea Longo - Rieti 03/09/2000
  3. 1'43"88 - Donato Sabia - Firenze 13/06/1984
  4. 1'43"92 - Andrea Benvenuti - Montecarlo 11/08/1992
  5. 1'43"95 - Giuseppe D'Urso - Roma 05/06/1996
  6. 1'44"67 - Giordano Benedetti - Roma 06/06/2013
  7. 1'44"78 - Andrea Giocondi - Zurigo 13/08/1996
  8. 1'45"05 - Marco Chiavarini - Roma 08/06/1995
  9. 1'45"24 - Davide Cadoni - Roma 08/06/1994
Il tempo di Benedetti si colloca invece al 21° rango di sempre (più o meno, per "induzione" visto che i primi 20 disponibili arrivano a 1'44"62... qualcuno si è inserito tra quel tempo e l'1'44"67? Forse che sì, forse che no. Ma al limite ci sarà un risultato, non penso di più. Ok, basta per oggi: forse ho fornito troppo dati, ma serviranno per comprendere quanta strada ci sarà da fare per entrare nella leggenda degli 800. 

30/01/13

Benedetti 1'47"60: qualche stats - Giulia Viola 9^ all-time sui 1500

Al meeting di Vienna di ieri sera Giordano Benedetti, classe 1989, al momento una delle poche speranze azzurre del mezzofondo veloce (in attesa dell'ondata di stranieri di seconda e terza generazione che ormai sono alle porte, e che daranno una boccata d'ossigeno non indifferente alla specialità), si segna sulla carlinga il nuovo personale: 1'47"60. Ottimo tempo davvero, arrivato in scia dello sloveno classe '93 Zan Rudolf (1'47"44). Per il trentino oltre un secondo di miglioramento rispetto al proprio personale al coperto, che era 1'48"65 corso ad Ancona nel 2010 e 10° risultato di sempre contando anche le gare all'aperto. Immergendoci nella colata storica delle statistiche azzurre, il tempo ottenuto da Benedetti gli consente di collocarsi al 10° posto di sempre, un centesimo prima di Livio Sciandra e 4 in più rispetto ad Andrea Longo. Naturalmente, è inutile negarcelo, negli anni '90 ci eravamo fatti una tradizione su questa specialità dal sapore anglosassone, da considerare un tempo come l'1'47" quasi "normale". Oggi, come è tristemente noto, già è difficile trovare ragazzi che corrano sotto l'1'50", figurarsi uno che corre in un tempo del genere. Nonostante questo, Benedetti ottiene la 13^ prestazione italiana di sempre (da 10° performer), visto che dei 9 davanti a lui nelle liste italiane di sempre, solo Tonino Viali, Andrea Giocondi e Mario Scapini sono riusciti a correre due volte sotto il suo tempo di ieri sera. 

Sempre da Vienna, non è andata propriamente bene per Lukas Riffeser, arenatosi a 1'50"52. Promettente invece il 3'43"48 di Mohad Abdikadar sui 1500 (ricordo, classe '93). Non male davvero nemmeno il 4'16"86 di Giulia Viola sull'omologa gara femminile, che la proietta addirittura al 9° rango all-time in Italia, superando anche il miglior tempo mai ottenuto da Elisa Cusma in una gara al coperto (4'17"17). Gran gara davvero. Il tempo, stando alla pagina delle statistiche della Fidal, è anche il suo PB ogni-pista, visto che all'aperto si era portata a 4'17"14 nel 2011 a Torino, mentre al coperto vantava un 4'20"75 naturalmente sull'unica pista italica di Ancona. 

Dall'asta invece si ode il 4.01 di Miriam Galli che solo pochi giorni fa a Modena aveva valicato il 4,10.