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17/02/13

P!nk Bruni, record al primo TRY: 4,60... 3 cm dal mondiale junior

R. Bruni - foto G. Colombo/Fidal
Quando guardo Roberta Bruni, mi viene in mente la cantante P!nk nel suo video celeberrimo "Try" (qui potete vederlo se ve lo foste dimenticato). Cambia solo il colore dei capelli. Del resto entrambe vengono dalla ginnastica, no? Non me ne vogliano gli altri, ma è la mia atleta preferita in questo momento. E allora diciamocelo: la più grande gara di asta femminile della storia della specialità, visto che lassù non ci è salita solo la Bruni, ma ha avuto una compagna di viaggio ritrovata, ovvero Roberta Benecchi, l'Araba Fenice, esplosa un paio di stagioni fa, caduta nell'oblio dei 4 metri, e poi tornata laddove la sua strada si era interrotta, a 4,40. Ma anche la terza, Sonia Malavisi, junior da 4,20: probabilmente prima dell'avvento di P!nk Vault si sarebbe gridato al miracolo anche per lei. Roberta Bruni irride davvero la storia della specialità con la facilità della predestinata. 4,50 alla prima, 4,60 alla prima. Si impazzisce a cercare che razza di record sta stabilendo. Record italiano junior? No! Record italiano assoluto? Mah, forse. Record mondiale junior? Bastaaa!! Non si capiva più nulla e quella ragazzina continuava a saltare ejettata da una catapulta creatasi dallo iato tra le sue braccia e la fibra di carbonio. 4,60 il signo. In hoc signo vinces? Bè, già a 4,50 la gara era vinta, ma che brava la Benecchi che non ha voluto aspettare a guardare la gara dalle panche a bordo pedana e sgranchirsi con qualche salto in più. Mai nessuna italiana era arrivata così in alto (a 4,40) arrivando dietro... ad un'altra italiana! Fino a oggi il miglior risultato per una seconda italiana era stato un 4,33 in una gara a Vienna in cui la Scarpellini e la Giordano Bruno arrivarono appunto, entrambe, a quella misura. 

Torniamo alla Bruni: 4,60, e tiriamo una riga. Record italiano assoluto indoor, che abbatte il 4,51 della stessa atleta. Naturalmente record italiano junior, ma stiamo parlando di facezie a questo punto. Quello che i telecronisti della Rai si sono dimenticati, purtroppo, è che il tentativo a 4,65 sarebbe stato un tentativo d'attacco al record del mondo della svedese Bengstton (4,63), che un paio di anni fa ci fece gridare al miracolo. E qui cosa avremmo dovuto fare? Chiamare la Ricciarelli per un acuto? Naturalmente è anche il salto con l'asta più alto eseguito da un'italiana, al pari della stessa misura ottenuta da Anna Giordano Bruno (tornaaaaaaa!!!) a Milano nel 2009. Altri honours da aggiungere? 

La Benecchi, anche tenendo conto delle gare all'aperto, stabilisce questo piccolo record nel record, ovvero della miglior seconda italiana di sempre... e pensare che meglio di 4,40, nella storia della specialità, tra indoor e outdoor, si è andati oltre solo in 13 circostanze. Il salto della Bruni, ancora lei, la pone all'ottavo posto al mondo e 4^ in Europa. E allora: Try try try! 

02/02/13

Orgia azzurra: ma da domani sciopero

R. Bruni - foto Fidal.it
Penso che se mi avessero pagato per scrivere, non avrei scritto così tanto. Ma domani mi prendo un giorno di riposo e me ne vò ad Ancona a correre, e cascasse il mondo, domani non scrivo nulla... se ci riesco. Troppe cose successe oggi, tanto da farmi sbottare ad un tratto (dopo quel domino di risultati che sono piovuti dall'Europa) che "Giomi mi sembra l'Arrigo Sacchi dei Mondiali del '94". Quelli per intenderci dove tutto si aggiustò grazie alla Dea Fortuna sulla strada verso la finale col Brasile, ma che, purtroppo, si voltò proprio sulla curva finale, visto che Roby Baggio sparò sul tetto dello stadio di Pasadena il rigore maledetto. Di Tumi ne ho ampiamente parlato (prossimamente potrebbe pure assumermi come PR) con annessa vetrina dei sub-6"60 della storia dell'atletica azzurra, che trovate nella sezione "news". Peccato che le statistiche fornite dalla Fidal siano un pizzico asfittiche da questo punto di vista, fornendo solo la punta dell'iceberg di quello che potrebbe essere, e invece non è. Michael Tumi, quindi, nuovo record italiano sui 60 metri con 6"59, a Magglingen, e prima pagina dedicata del settimanale "Blu-Sky-Athletics" che non esiste chiaramente, ma dovrebbe, visto che più passa il tempo, più i media che parlano di atletica diminuiscono esponenzialmente. 

Bruni record nell'asta - Si va a Fermo, e troviamo il secondo record italiano di giornata. Roberta Bruni, la P!nk mora dell'asta italiana, che entra a piè pari nella storia assoluta dell'asta italiana, saltando 4,51 e relegando Anna Giordano Bruno nella cronologia storica della specialità. Anna Giordano Bruno, ricordiamolo, che aveva saltato 4,50 ad Udine nel 2010 e che aveva migliorato tre volte il record italiano indoor nel corso della propria blasonata carriera, finita troppo presto, purtroppo. Ma la vita non è solo atletica, giustamente, e c'è chi deve seguire la propria strada fuori da una pedana e da una pista. P!nk Bruni diventa così la nuova capostipite dell'astismo femminile italiano, che, stranamente, raramente ha vissuto di dualismi, lasciando sempre campo libero a rotazione alle migliori atlete. 

The Three Tenors dei 60hs femminili: Caravelli, Borsi e Cattaneo - in una giornata così densa di informazioni, risulta di incredibile qualità l'innalzamento dell'ostacolismo femminile italiano, di cui sto parlando insistimente da ormai diversi mesi. Marzia Caravelli sciabola il Pb sul verde linoleum dei record di Magglingen: 8"03 dopo una batteria corsa in 8"11. Micol Cattaneo a Karlsruhe 8"09 in finale, addirittura seconda in un meeting internazionale, dopo l'8"13 delle batterie. E poi Veronica Borsi, che a Mondeville ha sparato un 8"06 mirabolante (dopo un 8"12 corso in batteria). Fermiamoci tutti un attimo: in una giornata, ed in giro per l'Europa, si è di fatto riscritta la piccola storia dei 60hs femminili italiani. Marzia Caravelli si posiziona con un più "regolare" 8"03 al terzo posto di sempre (visto con gli occhi di oggi, quel 7"97 di Carla Tuzzi rimane davvero un'impresa grandiosa), anche perchè, incredibilmente, qualcuno in Fidal e testardamente ha voluto certificare l'8"04 (corso sub judice) ma per il quale ci fu squalifica, venendo smentiti anche a livello internazionale. Per fortuna è stata cancellata anche questa onta della vecchia gestione. O si rimangiavano la squalifica per la falsa (che a mio parere non era dovuta, vista anche la circolare chiarificatrice della IAAF in relazione a chi si muove sui blocchi prima dello sparo) o cancellavano il record. Hanno tenuto tutti e due. Amen... per fortuna c'è Marzia, vittima d'allora e oggi carnefice di tutta quella vicenda. Scordamoce O' Passato. Intanto, zitta-zitta, la Borsi mette la freccia e dal settimo rango di sempre, si issa al 4° posto, mentre la Cattaneo rimane ancorata al secondo posto, anche se aggiunge un cammeo alla sua carriera, che ormai lo possiamo dire, ha ripreso dal punto-e-virgola di quando fu costretta a sospendere l'attività. 

Dal Molishon scende ancora 7"64 - Paolo Oliver Dal Molishon riscrive ancora, per l'ennesima volta la sua personale storia con i 60hs. Aveva 7"68? Eccoci... e allora becchiamoci un 7"64 in batteria a Karlsruhe, a 7 centesimi dalla bandiera ficcata da Emanuele Abate in cima alla vetta azzurra della specialità. In finale corre la sua seconda prestazione di sempre: 7"66, prestazione che  mi è capitata pure di vedere in diretta. Un macellaio di ostacoli! 7"66 è davvero tempo bugiardo, e chissà se gli riuscisse di sfiorare quegli ostacoli come un cesellatore di diamanti De Beers, piuttosto di fare il tritacarne. Comunque, c'è!

Greco, secondo al mondo: 17,07 -  in questa orgia di risultati, mi scuso con Greco se ricordo che il suo risultato è secondo al mondo dietro al risultato di Marian Oprea. 17,07, ad Ancona, che è il suo terzo risultato di sempre (con un 17,28 là davanti). 

Anche la Magnani alla festa: 4'13"17 e 5^ all-time - Margherita Magnani, sempre a Karlsruhe, che arriva 4^ e mette il 5° posto di sempre nelle graduatorie italiane. Di sicuro la mezzofondista più in forma del momento. 

Degli altri (Chiara Rosa, Cerutti & Collio, Julaika Nicoletti, Audrey Alloh, Elisa Cusma & Marta Milani, Abdellah Haidane & Maksym Obrubansky) rimando alla prossima uscita. Mò basta per oggi, davvero troppo. Per domani scendo in sciopero e me ne vò ad Ancona ad immolare l'anima al Dio Kronos, sperando sia magnanimo.