25/07/09

IL Duca: l'Atletica a chi ama l'atletica

Vi è stata, nel corso degli ultimi giorni, una legittima e vibrata protesta da parte dell’editore di questo sito in merito all’assurda introduzione di minimi proibitivi, per gli atleti master, ai campionati regionali lombardi assoluti.
Non posso quindi esimermi dal prendere spunto da tale vicenda per un approfondimento in merito che cercherà, pero’, di andare ben oltre questo singolo episodio.
Cerchiamo dunque di entrare nel dettaglio della questione, riportando gli ormai famigerati minimi imposti esclusivamente agli atleti master, dalla Fidal Lombardia.

GARA

MASTER UOMINI

MASTER DONNE





100

12.10 555

14.00 550

200

24.50 563

30.00 480

400

58.00 480

1.07.00 519

800

2.11.00 450

2.50.00 426

1.500

4.35.00 460

5.15.00 619

5.000

17.10.00 475

19.20.00 692

Lungo

5.80 640

4.65 569

Il primo dato che appare evidente è come tali tempi siano stati buttati a casaccio, senza nessuna logica. Ho posto a fianco, in rosso, i corrispondenti punteggi tecnici e ciò che emerge lo lascio valutare ad ogni singolo lettore. Il secondo aspetto, quello sicuramente più clamoroso ed iniquo, è che un atleta senior (con costi di iscrizione federale e accesso alle strutture sportive minori rispetto ad un atleta master) possa partecipare ad una manifestazione, giustamente ritenuta prestigiosa, con qualsiasi tempo, immaginate un 200 metrista di 25 anni che faccia 26,90 e ce ne sono, mentre un atleta di 50 anni che, con un duro allenamento, arriva a correre 25,50, non possa partecipare.
Ma c’è anche un lato comico, vale a dire che tali minimi valevano solo per talune gare quindi un atleta master, non in possesso del minimo dei 100 metri,ad esempio, ma dotato di grande spirito agonistico ed anche un po’ dispettoso, avrebbe potuto cimentarsi nei 3000 siepi, magari correndoli in piu’ di mezzora con buona pace degli organizzatori. Ma allora, visto che bastava pensarci un attimo e non poteva che apparire a chiunque il non senso di tale disposizione, la domanda che mi pongo è dunque una sola.
Perché si è giunti ad una simile decisione?
La risposta, purtroppo, è semplicissima. L’atletica italiana è in mano, ormai da tantissimo tempo, a gente immobile ed ottusa che fa le cose senza pensare alle cose che fa. Cio’ si ripercuote innanzitutto sui giovani che, a dispetto dei vari progetti talenti, vengono trattati come numeri e spesso portati a cambiare sport perché non adeguamente supportati e incentivati. Mi scuso, tra l’altro, per non aver ancora menzionato, sempre nell’ambito del regolamento dei campionati regionali assoluti, l’ancor piu’ assurda regola che gli allievi avrebbero potuto partecipare solo se in possesso del minimo dei campionati italiani assoluti( vale a dire nessuno)
Come logica conseguenza, l’Italia dell’atletica è un’entità allo sbando, totalmente surclassata da nazioni che hanno un decimo ed anche meno della sua popolazione, travolta dall’immobilismo di persone che pensano solo al proprio orticello e che stanno distruggendo il piu’ bello sport del mondo. Chi ama l’atletica veramente non puo’ e non deve accettare tutto questo. I minimi per i master ad una campionato regionale assoluto lombardo sono ovviamente una goccia d’acqua nell’oceano, ma sono l’ennesima dimostrazione di come siamo governati da gente che non sa nemmeno come si scrivono le parole “passione ed amore” per questo sport meraviglioso.
Si puo’ fare qualcosa?
Si deve fare qualcosa, io ci credo ma credo anche che non si possa solo continuare a lamentarsi e criticare questo o quel comportamento della Fidal e dei suoi comitati regionali. Bisogna agire, muoversi in tanti ed uniti per ridare l’atletica alle persone che amano veramente l’atletica. Questo è il primo sassolino, proviamo a farlo diventare una valanga.
Il Duca

22/07/09

Macchè Simone Collio: meglio Jamel Chatbi

E' davvero poco logico il mondo dell'atletica leggera italiana. Sono ormai due giorni che imperversano questioni davvero stucchevoli sul tempo di Simone Collio sui 100 metri ad un meeting regionale a Rieti (cosa sarebbe stato se l'impulso sullo sparo fosse stato fatto in un meeting della Golden League? Probabilmente adesso non saremmo qui a dubitare o semplicmente non ci sarebbe stato il tempo): adesso il mondo si divide in Ceruttisti e fan di Collio, soprattutto dopo la frase sibillina dello stesso Cerutti nel proprio profilo su Facebook (citata pure dalla Gazzetta dello Sport). Ma per cosa, santiddio? I grandi dualismi della storia dello sport sono stati sempre funzionali alla conquista di qualche cosa di importante. Ha quindi più senso oggi porsi quesiti amletici se fosse stato meglio (nella sfida intergenerazionale) Pietro Mennea o Livio Berruti (entrambi Campioni Olimpici) o gettarsi a capofitto nella guerra di nervi tra Fabio Cerutti e Simone Collio (vincitori al più di medaglie ai Giochi del Mediterreo) per un primato che oggettivamente vale poco? Senza poi dimenticare che il dualismo è in realtà una sfida trina, con il performante Di Gregorio (anche se nelle ultime uscite è apparso un pò stonato). Fate vobis, a me la questione sembra davvero di poco conto. Si sta parlando di due buoni atleti (con tendenze all'ottimo ma non penso che si arrivi mai all'eccellenza internazionale), ma che nelle more delle loro gambe non potranno mai ambire ad una medaglia in una grande manifestazione internazionale (ciò che poi conta veramente in una vita sportiva di primo piano) per entrare di diritto nella storia dell'atletica. Parole al vento (ne sto leggendo tante e molte sono pure stucchevoli). Tempi che cambiano: parliamo con il t9 e quindi non lamentiamoci se arriviamo a sbranarci per un tempone ottenuto ad una gara regionale da un atleta talentuoso e che rischia di diventare, se non confermato nel breve periodo, la sua condanna. Piuttosto, nessuno parla di Jamel Chatbi. E che c'entra, direte voi? Ne parlo spesso, perchè abbiamo condiviso gli stessi spazi sportivi (la pista di Cividino, a cavallo tra le province di Bergamo e Brescia... 5 utilizzatori totali in 8 anni), il candido affetto della stessa persona che ha scoperto Jamel su un campo da calcio (l'anziano Arrigo Fratus) e che adesso lotta strenuamente contro un grave imprevisto della vita, e diversi pensieri sparsi buttati lì tra una ripetuta e l'altra. Ebbene Jamel ha corso i 3000 siepi al meeting di Tangeri un paio di settimane fa in 8'08"86, portandosi sulle spalle la maglietta del Reame del Marocco. Jamel vive in Italia praticamente da quando aveva 7/8 anni (una quindicina di anni circa) e c'è stato un momento della sua vita sportiva (circa 3 o 4 anni fa) in cui sperava di poter essere naturalizzato italiano (detenendone i requisiti, naturalmente) per poter ritagliarsi un pezzo di cielo, un lavoro, un futuro. Oggi sul suo carro stanno salendo in molti: alcuni di loro che pubblicamente si vantano di lui e dei suoi risultati, in realtà talvolta non gli sono stati così vicini come sembrerebbe. Molti gli hanno mentito, molti gli hanno fatto promesse, anche legate alla possibile naturalizzazione in tempi brevi (ma non mi arrischio a fare nomi): poi evidentemente Jamel non ha avuto la stessa bella presenza di altri atleti naturalizzati in tempi brevi, e di lui si sono letteralmente dimenticati (nonostante le promesse!). E questo nonostante negli ultimi 3 anni sia sceso costantemente sotto gli 8'30" nei 3000 siepi, laddove la nostra martoriata nazione sportiva (nelle prove superiori ai 1500) è davvero all'anno zero. Amareggiato, ha percorso la sua strada, da solo: magari accompagnandola con un'imprecazione in bergamasco (conosce pure il dialetto) ma di grandissimo coraggio. Sfidare il mondo partendo da Castelli Calepio (BG), rischiando di suo con l'abbandono del posto sicuro da operaio (che deve sfidare in pista coloro che ricevono uno stipendio dallo stato e possono vivere solo di quello) e vincendo prima di tutto le grandi conflittualità del mezzofondo marocchino (organizzative e interrelazionali), quindi imponendosi con i risultati internazionali (partendo proprio dai giochi del Mediterraneo). Oggi il suo 8'08"86 sarebbe a meno di 3 decimi dal record italiano di Francesco Panetta (8'08"57), ottenuto, udite-udite, 22 anni fa. Al momento è settimo nelle liste mondiali dell'anno, preceduto da 3 keniani, 2 francesi e un atleta del Bahrein. Per uno così qualcuno si sarebbe dovuto muovere per tempo, presumo, soprattutto perchè la sua "italianità" è molto più radicata (oltre che ad essere un suo diritto ampiamente acquisito secondo la legge) di quella di decine di altre persone italiane. Guarda caso la possibile naturalizzazione sarebbe potuta avvenire sotto questo regime Fidal (rinnovato l'anno scorso) ma evidentemente esistono due pesi e due misure (e le errate valutazioni sul potenzialie degli atleti): la società italiana in pochi anni si è rivoluzionata, e stiamo già vivendo la seconda generazione (come Jamel) della prima ondata di migrazioni dai paesi meno abbienti. In Francia la squadra di atletica è costituita per un buon 80% da atleti figli di emigranti, l'Inghilterra l'integrazione è anche più radicata. Jamel era un italiano per diritto, per istruzione, per rispetto della legge, ma NESSUNO (organi federali in primis, che sono riusciti nel caso Grenot ha "tagliare" sui tempi della naturalizzazione, così come riferito a suo tempo) ha pensato bene di dargli l'opportunità. E così la scelta di essere marocchino, al 100%, anche se in fondo in fondo, una buona percentuale di testardaggine tipicamente bergamasca gli è rimasta e gli rimarrà. Continuiamo così a farci sfuggire le opportunità, e a prediligere la politica dell'immagine (come l'esaltazione senza limite delle vittorie agli Euroindoor, unica manifestazione biennale dove Arese riesce a sorridere) a quella fredda ma non mendace dei numeri. Statisticamente, ci sono più possibilità di trovare un talento se aumento il numero di praticante presi in considerazione, non il contrario. Concludo: l'atletica italiana è esclusivamente figlia del caso, cioè i "campioni" son sempre frutto della pura casualità e soprattutto del lavoro fatto a livello periferico da tecnici appassionati e non remunerati. Non esiste una vera e propria "scuola" italiana in nessuna specialità, e quelle del passato sono ormai dimenticate o lasciano retaggi difficile da superare e che spesso più che essere un valore aggiunto, sono vere e proprie tare. Anzi, una scuola c'è: la marcia. Affidiamoci a lei anche per Berlino.

La prima del Duca: un'edizione straordinaria

Ecco il primo intervento del Duca, a caldo. Si era pianificato un intervento sui Regionali Lombardi, ma come non intevenire su un argomento di così sconttante attualità come l'incredibile 10"06 di Simone Collio e tutte le polemiche che ne sono nate? Tra l'altro leggevo un intervento di Vittori su Noivelocisti decisamente duro e critico sulle dichiarazioni dello stesso Collio fatte sul suo blog... Ma qui l'intervento del Duca...


"Voglio subito inaugurare le “Edizioni straordinarie del Duca”, vale a dire interventi improvvisi su argomenti che non possono non essere commentati a caldo.

Lo confesso, non ho saputo resistere dal scrivere qualcosa sul 10,06 di Collio a Rieti.Ora il problema è ovviamente molto articolato poiché, in tale risultato, ci sono una serie di elementi concomitanti che andrebbero di per se approfonditi, singolarmente, per pagine intere. Voglio, quindi, fare solo alcune considerazioni partendo da una premessa.

L’atletica è sicuramente uno sport oggettivo, vale a dire le prestazioni dei singoli atleti non possono risentire di nessuna influenza dall’esterno. Ci sono solo due fattori che contano, l’essere umano ed il cronometro; se le gambe ti sostengono i risultati arrivano, altrimenti non c’è nulla da fare.

Mi scuseranno ovviamente coloro che praticano specialità non di corsa, lanci e salti, ma il discorso anche qui non cambia, in quanto al posto del cronometro c’è un metro piuttosto che un’asticella, ma nessun soggetto estraneo potrà mettere in discussione la prestazione. Tra l’altro questo è uno dei motivi per cui ho sempre ritenuto la marcia una specialità che andrebbe non considerata nell’ambito dell’atletica, ma come sport a se stante, in quanto l’elemento soggettivo del giudice ha una rilevanza straordinaria.

Ora, se questa oggettività si perde, la natura stessa di questo sport muore e nulla ha più senso perché venendo meno le certezze, vengono meno gli stimoli, la voglia di sacrificarsi, la resistenza alle scorciatoie e così via. I riscontri cronometrici devono, quindi, essere la base certa delle gare di corsa nell’atletica; non esiste che ci possano essere sbagli, specialmente se da tali riscontri dipende un record o un minimo per una partecipazione ad una manifestazione importante.

Siamo nel 2009, siamo circondati e travolti dalla tecnologia piu’ avanzata, serve solo un po’di attenzione e buon senso, onde evitare che l’imperizia umana possa creare un danno, perché di danno si deve parlare quando si creano false illusioni e pericolose invidie.

Ovviamente io non ho niente contro Collio, ottimo atleta che seguo da oltre un decennio, avendolo tra l’altro visto correre decine di volte nel suo periodo antecedente il trasferimento a Rieti, ma bisogna essere realisti per rispetto innanzitutto dell’atleta stesso che fa la prestazione discutibile e ovviamente degli altri.

Oltretutto se i risultati sospetti avvengono sempre sulle stesse piste, che si abbia il coraggio di dichiarare i risultati ottenuti su tali piste non idonei ai fini statistici. Peraltro cio’ avviene già con il meeting di Donnas, piu’ o meno dichiaratamente, tant’è vero che nessun atleta di grandissimo livello si sogna di parteciparvi per ottenere record o minimi vari.

Cio’ non vuol dire, chiaramente, che i risultati ottenuti su determinate piste siano tutti inficiati da qualche irregolarità, ma troppo spesso si verificano casi suscettibili di dubbi profondi, risultati che poi, mai piu’ vengono ripetuti.

Mi auguro quindi che quest’ ultimo caso eclatante possa dare lo spunto per una maggiore chiarezza nell’esclusivo interesse di tutti, atleti ed appassionati.

Il Duca".

21/07/09

La classifica AGC di Cinisello

MISCELLANEA
CINISELLO 2009
AGC RISULTATO SPEC ATLETA CAT
94,73 57"16 400HS PERONI FREDERIC M45
93,91 5'02"25 1500 LORENZONI MARIA F50
93,74 11"17 100 BOGGIONI MARCO M40
92,47 2'01"45 800 ROMEO GIUSEPPE M45
91,8 11"95 100 TORTU SALVINO M50
90,41 50"70 400 BARCELLA EDGARDO M35
90,26 11"92 100 D'ORO GIANCARLO M45
89,48 1'54"39 800 CAGGIANELLI GIUSEPPE M35
89,32 24"38 200 PERONI FREDERIC M45
89,16 53"29 400 BERTACCINI PAOLO M40
89,11 4'28"93 1500 CASELLA SILVIA F35
88,93 24"21 200 GIACOMANTONIO MARCO M40
88,93 24"13 200 BERTACCINI PAOLO M40
88,7 55"84 400 VISMARA CARLO M50
87,74 11"69 100 GIACOMANTONIO MARCO M40
87,54 12"13 100 TRUZZI ANDREA M45
87,14 14'47"58 5000 ZUGNONI GRAZIANO M35
87,02 17'51"83 5000 CLERICI CRISTINA F40
86,86 2'11"69 800 CERINI MARA F35
86,06 11'37"17 3000ST PEZZOTTI MONICA F35
85,99 52"91 400 SGUERA COSIMO M35
85,89 2'01"47 800 SGUERA COSIMO M35
85,84 51"85 400 SARCUNO ENRICO M35
84,87 11"66 100 MACCECCHINI MARCO M35
84,44 4'19"88 1500 FONTANA EDOARDO M40
84,44 4'22"65 1500 BELLENZIER DANIELE M35
84,26 4'58"02 1500 AVIGO LAURA F40
81,92 2'09"86 800 FONTANA EDOARDO M40
81,01 55"34 400 PRESTI DANILO M35
80,45 49'31"5 10 KM M RONCHI MAURO M40
79,86 18'25"65 5000 IANNICELLI ANTONELLA F35
79,68 57"10 400 PISTILLO MAURIZIO M35
79,46 4'25"22 1500 DACOMO ALESSANDRO M35
79,36 18'38"98 5000 VIOLA SIMONE F35
79,2 59"14 400 GRASSI SILVIO M40
79,2 16'59"02 5000 FACCIOLO VALERIO M40
76,8 16'53"08 5000 RIU LUCA M35
71,68 18'20"99 5000 SALVATORE ENZO M40
66,44 3,60 ASTA BOLTHER ACHILLE M40
65,08 3,80 ASTA CALANDRINA ANDREA M35
52,26 47,84 GIAVELLOTTO REDAELLI LUCA M35
51,85 11,86 PESO ODDONE ALBERTO M35
41,95 31,01 DISCO DOSSENA STEFANO M35

Regionali Lombardia: 43 atleti over-35. Peroni vicino al record italiano dei 400hs m45

I contestatissimi Campionati Regionali Lombardi, si conclusi da un paio di giorni. Leggendo sul forum di Atleticanet, sono poi venuto a scoprire che il medesimo trattamento riservato ai master lombardi è stato riservato ai poveri master laziali, con risultati alla fine davvero deludenti in termini di partecipazione. A questo punto, come dice qualcuno, a pensar mal talvolta ci s'azzecca: il completo inattivismo sul fronte del mondo over-35 continua (sopo passati ormai 8 mesi dalle elezioni degli attuali/riconfermati organi federali a tutti i livelli) e, a parte qualche rara eccezione (come il Grand-Prix master di Brescia) tutto scorre come prima. Panta Rei. Da parte mia continuo a guardare i siti dei master degli altri paesi europei, con un pò di disillusione: incontri internazionali fra nazionali master, siti federali dedicati SOLO ai master (non una serie di link inutili), classifiche, ranking, foto... in Italia nulla. Ma i danè versati dai master (come le iscrizioni ai vari campionati italiani: 4 euro contro i 2 degli assoluti su un numero di partecipanti dieci volte superiore) dove vanno a finire? Misteri.
L'epurazione ai Campionati Regionali assoluti di Cinisello Balsamo dell'ultimo weekend ha portato ai nastri di partenza 43 atleti over-35. Di questi solo 20 tesserati come Master (a fronte ad una popolazione master lombarda costituita da diverse migliaia di praticanti). Se poi ci aggiungete che 4/5 atleti hanno doppiato, il numero scende notevolmente. Operazione "epurazione" riuscita! Il fatto di tenere i Campionati su un impianto a 6 corsie, del resto, doveva essere un indizio che non abbiamo raccolto per tempo. Anche se a dire il vero qualcuno (soprattutto senior) ha barato sui tempi di iscrizione: arriveranno le tante minacciate sanzioni adesso? Aspettiamo e vediamo.
Ma entriamo negli aspetti tecnici. Innanzi tutto Frederic Peroni, M45, capace di avvicinarsi quanto mai prima d'ora al record di categoria dei 400hs (57"16 contro il 57"02 ottenuto nel 2007 da Dario Gasparo. La sua prestazione è anche la migliore in termini di AGC : 94,73 (a tal proposito c'è un link con tutti i 43 risultati in AGC). Non delude ancora una volta Maria Lorenzoni F50, miglior atleta al femminile con il 5'02"25 ottenuto nei 1500. Ancora 9 secondi al record del 2002 della Egger: davvero difficile, ma non impossibile. Marco Boggioni (M40) si dimostra ancora una volta in "palla": 11"17 a 43 anni. Il mondo della velocità italiano maschile è proprio in salute, soprattutto nelle categorie 40/45. Negli 800 l'M45 Giuseppe Romeo si stabilizza su prestazioni di assoluto valore (2'01"45) sempre molto vicino al suo record nazionale di poco inferiore ai 2'. Torna alle gare Edgardo Barcella, siglando uno dei migliori tempi dell'anno come M35 nei 400: 50"70. Un ottimo viatico per Lahti. Un pò sottotono Giancarlo D'Oro (11"92) rispetto all'ultima sfolgorante prestazione (anche se ventosa) di Donnas. Deve probabilmente ricaricare le pile. Stesso discorso per Salvino Tortu, autore di una serie impressionante di gare in giro per la Lombardia. Personalmente mi ha impressionato il 1'54"39 di Giuseppe Caggianelli negli 800 (M35). Prestazione davvero notevole a 36 anni. In termini assoluti però i migliori risultati li hanno ottenuti nel mezzofondo femminile ad iniziare da Mara Cerini (F35) che con 2'11"69 sugli 800 ha ottenuto il minimo per i campionati italiani assoluti, laurenandosi campionessa regionale assoluta. E che dire del 4'28"93 sui 1500 di Silvia Casella, classe '72? Di lei mi ero colpevolmente dimenticato parlando del panorama nazionale degli 800 F35 (che ho definito il più competivo e tecnico del mondo over-35 femminile): avevo citato Artuso, Spuri, Baggiolini, Cerini, Tiselli ma non Casella... male! Tutte potrebbero partecipare agli italiani assoluti! In quale altra specialità del mondo master italiano ci sono così tanti atleti in odore di "minimo"? Concludo: in alcune gare di mezzofondo ai Regionali di Cinisello, se non ci fossero stati over-35, ci sarebbe stato un solo atleta... domani sull'argomento si esprimerà per la prima volta Il Duca.

20/07/09

Una nuova rubrica su Webatletica: l'angolo del Duca

Su Webatletica inizia una nuova rubrica: "L'angolo del Duca". Chiaramente "Il Duca" è uno pseudonimo dietro il quale si nasconde una personalità forte del mondo master italiano, che ha tante cose da dire, tanti sassolini da togliersi dalle scarpette chiodate e soprattutto non la manda a dire a nessuno. Cercavo da tempo un opinionista, in quello che è un sito che purtroppo, per una serie di motivi, non ultimo quello delle poche persone che vi collaborano, non può essere volutamente onnicomprensivo. Si devono fare delle scelte e non sapete questo quanto mi dispiace. Poi ci sarà sempre qualcuno che criticherà (me ne arrivano di frecciate, anche velate...fa parte del gioco) ma non importa: la rete è vasta per navigare, senza per forza dover approdare al nostro piccolo porticciolo costruito solo per dar un pò di ristoro ad un mondo un pò bisfrattato.
Quindi ecco la rubrica de "Il Duca", che settimanalmente produrrà una pillola relativa al mondo dell'atletica (non necessariamente riguarderà i master) per pungolare, far riflettere, e perchè no, costruire o migliorare qualche cosa in quell'aspetto della nostra vita che è marginale ma che vorremmo sicuramente che fosse migliore. Segue la sua stessa introduzione:

"Mi è stato proposto dagli amici di questo bellissimo sito di collaborare fattivamente alla sua realizzazione ed ho accettato, con grande piacere ed entusiasmo, perché l’atletica rappresenta sicuramente, da un punto di vista sportivo, la grande passione della mia vita.
L’obiettivo della mia rubrica sarà quello di andare a scavare in profondità su vari argomenti che possano colpire di volta in volta la mia attenzione, sicuramente con un resoconto piu’ critico che narrativo, ma sempre con lo scopo precipuo di portare un contributo positivo e costruttivo.

Il tema dei miei interventi sara’ spesso incentrato sul mondo master che mi appartiene agonisticamente dal 1998, quando decisi di scendere in pista per la prima volta, ma sicuramente la mia intenzione sarà di spaziare a 360 gradi su tutto il movimento: atleti di ogni età, federazione, giudici di gara, strutture e quant’altro.

Sulla base delle varie notizie che troverò in giro sui giornali e sul web, di settimana in settimana, cerchero’ di formulare il mio punto di vista che sicuramente sarà frutto di mie personali opinioni, ma che, nello stesso tempo, prenderà spunto dalle innumerevoli voci raccolte in giro per le piste, nel corso degli anni, voci a cui , ritengo, sia finalmente giunto il momento di dare corpo.

Sono certo che le mie considerazioni troveranno riscontri positivi ed anche negativi, ma il mio auspicio è creare interesse e costruttiva discussione per portare contributi, realmente innovativi e propositivi, a cio’ che rappresenta la nostra reciproca passione: l’atletica.
Grazie per l’attenzione e a presto. Il Duca"

16/07/09

Lubiana un anno dopo: un Meeting internazionale master con un pizzico di nostalgia

(una foto di Lubiana-08 tratta dall'album di Marinov) - Come ci ha segnalato il nostro amico Dario Rappo, il 26 luglio a Lubiana si svolgerà il Meeting internazionale Master di Lubiana. Ritrovo alle ore 10:00 (per "costringerci" così ad andare la sera prima e riassaporare così il magico clima di Lubiana-by-night), con le specialità del disco, i 100, i 400, i 1500, alto, lungo, peso, martello e giavellotto. In pratica tutti i lanci. Ogni atleta potrà partecipare fino a tre gare (quindi i lanciatori potrebbero far festa) e la quota di partecipazione ammonta a 10 €. Le iscrizioni per gli italiani possono essere fatte il giorno stesso della gara, oppure via-mail a questo indirizzo: jurij.novak@zrss.si.
Ogni atleta partecipante riceverà una medaglia di ricordo e con una coppa la miglior prestazione maschile e femminile. Inoltre verrano premiati i primi 3 uomini e donne che si aggiudicheranno la "Sluga duatlon", cioè la somma dei punteggi di due gare. Alla fine delle gare, verso le ore 13:30, grande orgia di gelato offerto (presumo) dall'Organizzazione.
Per chi non avesse vissuto il clima di Lubiana l'anno scorso, suggerisco di parteciparvi: l'impianto è semplicemente "di un altro mondo" paragonato a quelli che abbiamo in Italia e comprende una pista indoor di 100 metri sotto le tribune a 6 corsie oltre che un secondo anello a pochi metri da quello Ufficiale. Purtroppo non sarà lo stesso che Lubiana-08, cioè quel clima che si crea ogni volta che c'è una grande Manifestazione e che lascia sempre quel non-so-che di nostalgico ogni volta che ci si pensa...

Uscite le liste dei partecipanti ai Mondiali di Lahti

Qui il link alla pagina dove potrete trovare le liste dei partecipanti ai Mondiali Master di Lahti.

Master USA: la caduta degli Dei

(foto della finale dei 200 M40 vinti da Robert Thomas) - Mentre qui in Italia i candidati ai Campionati Mondiali affilano le armi per Lahti, sono appena terminati i Campionati Master americani, tenutisi a Oshkosh (Wisconsin) con notevoli soprese. Entrati nel mondo master si pensa che quelle che sono le icone (Bill Collins, Val Barnwell, Violetta Lapierre, Guido Muller, Christine Muller...) debbano passare la loro vita sportiva nelle categorie master a combattere solo contro sè stessi nel tentativo di abbassare quanto più possibile i loro record in attesa che "salgano" altri mostri sacri. Gare già vinte prima di partire, con uniche incognite gli infortuni. Così, dando uno sguardo ai Campionati Americani Master, scopriamo che alcune stelle sono state battute! Sorpesa l'ha sicuramente destata il più grande di tutti: Bill Collins. Chi ha visto il video dei 100 M55 su youtube (qui il link al video della finale) ha notato che nonostante la voce suadente e ammaliante dello speaker di campo continuasse a declamare "Bill Collins in the middle, Bill Collins in the middle!!", tal Oscar Peyton del Meryland è uscito come un razzo in nona corsia, bugellando uno che nel suo carnet vanta ben due record mondiali (38"20 e 38"03 con la Nazionale USA nella 4x100 nel '72 a Monaco e a Dusseldorf nel '77). Poi però, fortunatamente per Collins, Peyton stava correndo "sub judice" in quanto autore di due false partenze durante il tormentato "pre" gara (5 false in tutto). Tutto rimandato al post-gara, dove è stata decretata la squalifica dello spilungone atleta (se siete curiosi, qui la sua pagina personale non molto aggiornata). Quindi regno salvo, ma Collins ha trovato pane per i suoi denti, non c'è che dire. Tant'è che nei 200, dopo il ruggito di Peyton in batteria (24"41 vs 25"57), Collins non se l'è sentita di stringere i denti e combattere ancora : troppo dolore. L'altro grande schiaffo (e stavolta non ci sono state squalifiche) l'ha preso il nostro amico Val Barnwell, uscito addirittura terzo dai 100 M50 (qui il video dei 100 M50). Il "gallo" degli USATF Master Championships M50 l'ha fatto Michael Waller, autore di un buon 11"31 (con +2,8). Barnwell, a dire il vero, è apparso un pò spento rispetto ai fasti del 2008, ma potrò pure sbagliarmi. Waller ha poi bissato l'oro nei 200 battendo ancora una volta Barnwell: 23"45 a 23"80. Val, che ti succede? Poi l'incontenibile Waller ha visto bene di fare tris con i 400: 53"39 (ergo: batteria e finale nei 100, nei 200 e nei 400... 6 prove!). Tra gli M45 segnalo quello che potrebbe essere lo sfidante principe per Mario Longo a Kamloops, in Canada per i Mondiali Indoor 2010. Parlo di Lonnie Hooker, capace di correre in 10"93 sui 100 (vento nullo) e 22"46 sui 200 con +1,8. Annichilito Allan Tissembaum, una vecchia volpe del mondo master e sicuramente uno dei più titolati (11"22 sui 100). L'avversario di Enrico Saraceni negli M40 del 2007 e 2008, Robert Thomas, ha invece inanellato un terzo posto nei 100 (11"12 con +3,0) e la vittoria con 22"71 sui 200 (qui il video): se dovesse esserci a Lahti sarebbe un ottimo avversario per Max Scarponi. Solo secondo nei 400 con 50"10, battuto da Muzalim con 49"91.

15/07/09

Il pugno di ferro della Fidal Lombardia sull'atletica regionale

Non ce la faccio, ragazzi. Sono impegnato, mio malgrado e nel nome della passione per questo aspetto marginale della vita che è l'atletica, a compilare TASSATIVAMENTE entro le ore 24:00 di stanotte la lista dei proscritti della mia piccola società che avranno l'incredibile privilegio di gareggiare ai Giochi Universali dell'Atletica Leggera di Cinisello Balsamo, alias i Campionati Regionali Lombardi edizione 2009, quella della mia personale indignazione. A proposito: ad ora la Fidal Lombardia ha scelto la strada del silenzio sulla spinosa questione dei minimi imposti ai master e all'azzeramento della presenza degli Allievi. Tutto cià contrariamente alla filosfia gestionale e alla signorilità del passato Presidente, Alessandro Castelli, che ammetteva anche pubblicamente i propri errori, ma soprattutto SI ESPRIMEVA (sempre!) scegliendo la strada del dialogo a quella del sovietico silenzio. Ma questo è il marchio di fabbrica: poca trasparenza (esistono dei verbali di questi fantomatici consigli dove capire se qualcuno degli eletti stia facendo qualcosa a favore di tutta la categoria di atleti?) nella consapevolezza che "passata la festa... gabbato lo santo" e tutto verrà dimenticato e si potrà continuare come se nulla fosse. Mi pento quasi-quasi di aver attaccato in qualche circostanza l'ex Presidente del Cus Milano e soprattutto mi rendo conto che alla fine anche lui era vittima di qualcun'altro. La politica... Del resto non riesco ancora a spiegarmi, a distanza di qualche mese dalle elezioni Fidal effettuate a tutti i livelli, di come mai molti personaggi dell'atletica lombarda si ritengano a tal punto indispensabili da dover continuamente ricandidarsi. Magari intimamente si ritengono assolutamente fondamentali, e magari la politica da loro adottata negli anni '80 la ritengono ancora vincente. Molto meno prosaicamente e con un moto di personale rassegnazione, la "politica" e le sue derive, rimangono il segno distintivo dell'essere umano: politica intesa come perorazione dell'interesse di qualche gruppo sociale, che nell'atletica italiana è incarnato da una manciata di grandi società civili che in un impeto di delirio di collettiva onnipotenza iniziata nel dicembre 2007 con la modifica ai c.d.s. assoluti (fuori le squadre militari, dentro gli allievi... e quindi fuori anche tutte le società che non hanno gli allievi nei loro ranghi) ci stanno portando all'azzeramento sportivo e morale. Faccio della dietrologia spicciola: secondo me (magari mi sbaglierò) questa dei c.d.s. è stata la moneta di scambio per rieleggere gli attuali vertici federali, stante un sistema di voto che premia in maniera antidemocratica solo alcune società. L'atletica è comunque ormai uno sport di nicchia soverchiato da decine di altri sport più "mediatici"; le scuole l'hanno quasi completamente abbandonata. I vertici non sembrano per nulla interessati a divulgare l'atletica se non a proclami.
Ma torniamo ai Campionati Regionali Indiduali: atteso che non verranno accettate le iscrizioni sul campo-gara (e ci stà, per carità), l'opulenta Fidal Lombardia invece di far partire un servizio di iscrizione on-line (come ormai da anni si permette di fare l'organizzazione del Meeting Via col vento di Donnas) in cui compilare un form sul sito (ma come? Viene imposto l'utilizzo del sistema on-line alle società per i tesseramenti, i rinnovi, le affiliazioni ma quando si tratta di predisporre un SERVIZIO per chi contribuisce con i propri denari, ci si dimentica completamente di loro?), e si limita a predisporre un modulo da compilare a casa con calma e da spedire via fax o via mail. Mah.
Ma non è questo il casus belli di oggi: è una frasetta che compare al termine del capitolo dedicato alle ISCRIZIONI all'interno del dispositivo dei Campionati Regionali. La stessa recita testualmente "qualora venisse accertata una dichiarazione non veritiera della prestazione (con la quale ci si è iscritti, n.d.r.) l'atleta interessato sarà deferito ai competenti ogani federali di disciplina". Si è passati addirittura alla minaccia!!! Mi permetto di annotare che la "diffida" evocata dalla volontà di giustizialismo in salsa-atletica del dispositivo non potrebbe nemmeno essere normativamente invocata, stante la necessaria "recidiva" del fatto considerato lesivo. Ma lasciamo perdere.
Più vado avanti nella lettura di questo dispositivo più rimango esterrefatto e indignato. Secondo il mio modesto avviso siamo di fronte ad una disposizione applicabile solo nel caso in cui in una specialità si tengano batterie e finali. Tutti lo sappiamo: esiste una regola non scritta sui tempi di iscrizione. Inutile prendersi in giro. Si inserisce (e si è sempre inserito) il tempo "presunto", giusto o sbagliato che fosse. E bene o male, NESSUNO (salvo qualche ridicola eccezione subito risolta da chi controlla i moduli di iscrizione) ha mai messo tempi o misure di molto differenti da quelli che poi avrebbe ottenuto in gara. La rigidità su questo aspetto (problema materializzatosi nella sua pienezza ai Campionati Italiani Master) rischia di rendere squilibrate molte gare!! Molti atleti non hanno tempi (vuoi per infortuni, o anche solo per il fatto che non si erano cimentati nel 2009 in quella specialità) pur valendo molto meno del "senza tempo" che li relegherebbe nelle ultime serie. Ergo: era forse meglio tacere su questo punto, piuttosto che minacciare i malcapitati atleti di sanzioni.
Concludo: ma da dove deriva tutta questa cattiveria, rigidità, estremo formalismo nei confronti degli atleti lombardi? Ma siete proprio sicuri che state lavorando per fornire un servizio all'atletica lombarda?
Io ne dubito e rimango profondamente indignato.

14/07/09

Storica decisione ai Regionali Lombardi: fuori Allievi e Master!!

Da quando ho fatto il mio ingresso nel mondo master, ho sempre creduto che l'unica cosa che lo differenziasse dal mondo "assoluto" fosse l'età e il tipo di tesseramento. "Il cronometro è uguale per tutti", parafrasando la frase che appare nelle aule dei tribunali, dietro al giudice... sotto il crocefisso. Ma ci pensate se Linford Christie, allora virtuale M35, avvesse convissuto con l'attuale filosofia di ghettizzazione del mondo master? Non l'avrebbero mandato alle Olimpiadi e gli avrebbero detto che c'erano i Regionali di categoria a Besana Brianza. Così ogni volta che vedo "limitazioni" alla partecipazione della categoria dei master (e non solo), la cosa mi mette dubbi sulla liceità "morale" di tali provvedimenti e porta ad interrogarmi sulle ragioni. L'ultima che mi ha fatto davvero indignare, è quella (limitazione) che hanno posto ai Campionati Regionali Assoluti della Lombardia di Cinisello Balsamo (non Seul, nè Barcellona, nè Atlanta, nè Sydney, nè Atene, nè Pechino), "quelli" della Fidal Lombardia. Comprendendo appieno il problema che può essersi posto agli organizzatori di "accorciare" temporalmente quello che era il programma gare (ma nessuno gliel'ho detto...), tagliando sul numero di atleti partecipanti (ma se ci sono problematiche che esulano l'organizzione, non penso che possono riverberarsi sugli atleti! E poi: perchè non si utilizza MAI la domenica mattina?) nella regione italiana con più tesserati, francamente non si comprende come mai a doverne fare le spese debbano essere per forza i master (...e gli Allievi, vittime di un'azzeramento con un provvedimento che ha dell'incredibile... per partecipare ai Campionati Regionali della Lombardia devono aver fatto il minimo per i Campionati Italiani Assoluti!!! Semplicemente pazzesco!). Infatti, il CRL ha introdotto minimi di partecipazione riservati ai Master e agli Allievi, spazzandoli via tutti (è il primo anno da che frequento l'atletica lombarda, ormai 20 anni, che viene adottato un provvedimento limitativo alla partecipazione... allucinante) intraprendendo una strada davvero pericolosa di limitazione della proposta sportiva. Pensate, per fare un esempio, nei 100 metri viene imposto ai malcapitati master lombardi il limite di 12"10: secondo le classifiche on-line del sito ufficiale Lombardo, solo 7 atleti over-35 hanno corso nel 2009 in meno di quel risultato. Di fatto oltre gli M45 non si va. E che dire del salto in lungo? SOLO 2 ATLETI HANNO IL MINIMO!! Una vera e propria "epurazione" in grande stile. Per contro tutti gli altri tesserati come "assoluti" potrebbero correre anche in 20"00 e saltare 2,00 metri in lungo per poter partecipare: ma a voi non viene un moto di rabbia davanti ad un'ingiustizia del genere!! Il tesseramento come "Master", lo ricordo a chi non lo sapesse, è di fatto una vera e propria imposizione d'autorità alle società con tesserati over-35, perpetrato da parte della Fidal: chi non lo facesse non potrebbe cimentarsi nelle staffette ai Campionati Italiani Master e non potrebbe partecipare ai c.d.s. master. Tutto il resto dell'attività la potrebbe fare, come assoluto: non cambia assolutamente nulla. Una vera e propria aberrazione quindi che dopo il prelievo forzoso del tesseramento come "master" (che costa più di quello da assoluto in Lombardia) effettuato proprio ed esclusivamente per poter correre una staffetta in un anno e partecipare ai c.d.s. master, la Fidal Lombardia ci toglie anche la possibilità di partecipare al più grande evento regionale dell'anno... Diverso il discorso degli Allievi, praticamente azzerati anche se da che mondo e mondo DEVONO poter partecipare ad un campionato regionale individuale: ci manca solo che venga a loro imposta la partecipazione ai Campionati di Società Master solo perchè domani, qualche sonnacchioso consigliere Nazionale, alzandosi con le palle girate, gli è andato di fare così. La Fidal dimostra ancora una volta di vivere ripiegata su sè stessa, sulla propria burocrazia, sui propri problemi che sono evidentemente più grandi del motivo e della missione per cui chi la compone dovrebbe lavorare: favorire la partecipazione sia orizzontale (nel numero) che verticale (nelle categorie). Se il discorso che portano avanti è quello che Master e Allievi hanno i loro campionati, abbiano il coraggio di andare fino in fondo ed adottare la stessa tecnica suicida con gli junior e le promesse: si faccia il campionato regionale individuale "senior" e si abbandoni quello "assoluto" ("assoluto" appunto, che vuol dire che riguarda TUTTI) allora sì vedremmo quanti atleti della categoria senior in Lombardia fanno attività su pista... paura, eh? meglio di no, eh?
Giudicate voi, perchè queste cose mi fanno davvero incazzare. Rivolgo così un appello pubblico ad Ettore Brolo, amministratore di una delle più gloriose società master (l'atletica Ambrosiana) nel suo ruolo di consigliere responsabile dell'Area Master presso la Fidal Lombardia: se si vogliono imporre dei limiti, O A TUTTI O A NESSUNO. E non ci si venga a dire che i master hanno i loro campionati, sarebbe ulteriormente mortificante.