18/05/11

Shangai: Watt 8,44 nel lungo - Liu 13"07 nei 110hs - Powel 9"95 nei 100

Shangai - 8 migliori prestazioni mondiali stagionali alla seconda prova della Diamond League. Da dove parto? Scelgo io e parto con l'esordio di Asafa Powell, che corre la 477^ volta di un uomo sotto i 10"00: 9"95 con 0,3 a favore. 72^ volta di Asafa Powell sotto i 10" nei 100: in pratica il 15% di tutte le volte che qualcuno è sceso sotto questa barriera umana, si chiamava Asafa Powell (delle 72, la metà, 36, sotto i 9"90 e 9 volte sotto i 9"80): se avesse messo qualche ciliegina sulle torte (un titolino olimpico o mondiale, non di più) prima dell'avvento del Re Sole Usain Bolt, e del Cardinale Richelieu Tyson Gay, sarebbe stato il più forte 100ista della storia recente insieme a Maurice Greene. Per ora lo è solo a livello statistico, ma che mi risulti non danno ancora il premio alla carriera alla IAAF. Dietro di lui, nella gara cinese, l'americano più in forma dei primi mesi del 2011: Michael Rodgers, con 10"01, anche se a naso sembra un grandissimo atleta ma non un fenomeno come The Marvellous Trio. Un pò come l'Italia del Rugby e il Sei Nazioni: spesso un Cinque Nazioni più uno.
Gara mediocre nei 400, con la vittoria di Calvin Smith che non è QUEL Calvin Smith, quello delle sfide con Carl The King Lewis, ma un 24enne lappista (nel senso di lap, giro) a stelle e strisce: 45"47 il suo tempo. Nixon Kiplimo Chepseba, di cui avevo parlato dopo la prima tappa di Doha, vince i 1500 con il miglior tempo dell'anno sulla distanza: 3'31"42, a battere il molto più quotato Asbel Kiprop (3'31"76) che nel ranking mondiale è secondo (mentre Chepseba era solo 7° prima di Shangai, ma guadagnerà almeno una posizione) e soprattutto solo 5° il leader mondiale del ranking, Augustine Kiprono Choge, con 3'33"38
La notizia tamburellata da tutti gli strilloni internauti, è stata però la vittoria di Liu Xiang nei 110hs, con un clamoroso 13"07. Se il tempo rientra nel suo bagaglio tecnico (tanto che si era parlato di lui e del suo ritorno già ai Giochi Asiatici autunnali... quante volte ritorna?), diciamo che i cannibali diventano interessanti per Discovery Channel a secondo di ciò di cui si cibano. Ebbene, lasciato da parte un risotto alla cantonese, Liu si è divorato niente-pop-di-meno-che David Oliver, il dominatore incontrastato delle due ultime stagioni, numero uno mondiale da 45 settimane e terzo assoluto nel ranking di tutte le specialità. 13"18 il tempo dell'americano. Aries Merritt 13"24. 
Altra miglior prestazione mondiale dell'anno nelle siepi: 8'02"28 di Brimin Kiprop Kipruto, che batte Paul Kipsiele Koech di un nulla: 8'02"42
Siderale il salto in lungo dell'australiano Mitchell Watt, 8,44 con 0,8, che a questo punto è davvero l'uomo in fuga in questa specialità, che sta vivendo da qualche periodo a questa parte una sorta di battaglia senza vincitori ma tanti vinti. 8,44 che è la stessa misura che il wallabies ha già saltato meno di un mese fa a Melbourne. Se una rondine non fa primavera, due dovrebbero iniziare a farci sospettare. Il 34enne Dwight Phillips, che nelle ultime stagioni è stato il dominatore più che assoluto , si contiene con un... come lo definiamo... normale?... 8,07. 264 settimane da numero uno della specialità: sapete cosa significa? Un dominio di più di 5 anni, che nell'atletica moderna equivale ad un secolo. Che abbia iniziato la propria implosione da Super Nova? Per concludere se Howe volesse fare veramente del lungo la sua specialità a Daegu, ha trovato il suo public enemy number one. Alle spalle di Watt, a Shangai, 8,19 per il cinesino classe '91, Xionfeng Su. 
Nel lancio del giavellotto solita sinfonia Tero Pitkamaki - Andreas Thorkildsen, ovvero la sfida di sempre tra il primo e il secondo di tutti i ranking di specialità. Thorkildsen ha ormai davvero vinto tutto: jack-pot portato a casa a Olimpiadi, Mondiali ed Europei: avrà anche un pò la pancia piena, e ogni tanto gli capita di lasciare qualche vittoria sporadica al suo alter-ego. 85,33 per il finnico e 85,12 per il norvegese. 
Donne - Supersonica Veronica Campbell Brown sui 100: catechizzata Carmelita Jeter 10"92 a 10"95 con 1,2 di vento. Meglio mettere subito le cose in chiaro sin dall'inizio stagione, come direbbe Julio Velasco. Questione di sudditanza psicologica. 
Negli 800 la britannica Jennifer Meadows vince in 2'00"54, mentre vittoria nei 400hs di Kaliese Spencer (numero uno del ranking) sulla numero due Lashinda Demus: 54"20 a 54"58. Nel triplo iniziano a muoversi le big, possibili avversarie di Simona La Mantia: la cubana Yargelis Savigne 14,68 con 0,5, ma il suo WL quest'anno è già 14,95. Pensate: ad oggi ci sono 4 cubane ai primi 4 posti delle graduatorie mondiali. 

Prima puntata di Queenatletica Radio: un successo

(foto di E. Brolo) - Prima puntata in diretta ieri sera di Queenatletica-Radio sulla piattaforma di Gamefox. Condotta da me e da Luca Landoni, ospiti il Savonarola di Milano, Omar Lonati e (via chat) la Presidente della Fidal Milano, Sabrina Fraccaroli. Diciamolo subito: grande coraggio da parte di Sabrina che partecipando alla trasmissione ha dimostrato di voler mettersi in gioco nonostante tutto ciò che è successo: alla fine è forse la persona che ne esce meglio... rilanciando una passione senza secondi fini. Pura. Io l'ho sempre conosciuta così. Naturalmente argomento della serata la situazione degli impianti di atletica a Milano, che ha raggiunto il proprio punto più basso in questi giorni, con la menomazione delle corsie disponibili presso l'Arena napoleonica e la contemporanea chiusura degli spogliatoi a favore dei... calciatori, veri proprietari attualmente dell'intero stadio. Naturalmente, in un panorama dove gli altri impianti meneghini sono al collasso.
La viva voce di Omar Lonati ha raccontato tutti i fatti accaduti nell'ormai celeberrimo tardo pomeriggio di giovedì scorso, quando un manipolo di atleti e tecnici ha deciso di dire la parola "Basta" ad una condizione dello sport a Milano da terzo mondo con la manifestazione "Milano Odia l'Atletica". Vi ricordo che in questi giorni, proprio in seguito alla nostra protesta pubblica, uscirà uno speciale della Gazzetta dello Sport sulle condizioni di degrado degli impianti sportivi a Milano. Notizia che lo stesso quotidiano ha messo in calce alla notizia della manifestazione.
Sabrina Fraccaroli, proprio oggi, ha già sistemato tutto ciò che non andava: Arena all'atletica, transenne tolte dalla pista, calcio sparito e spogliatoio ritornato in uso agli atleti. Bell'inizio.
E tutto questo in attesa che il XXV Aprile torni a disposizione: durante la trasmissione la Fraccaroli ha comunicato che starebbero per iniziare i lavori per la posatura della pista da parte della ditta appaltata. Speriamo.
Le repliche della trasmissione andranno in onda giovedì e sabato al link di Gamefox radio, mentre tutti i martedì sera, verso le 21:15, appuntamento fisso con la trasmissione. 

17/05/11

per colpa di pochi, a Milano atletica a rischio estinzione... se perde la Moratti - stasera diretta radio

Qualcuno ci definisce i Travagli dell'Atletica, ma non ambiamo a tanto, davvero. Ieri la Gazzetta dello Sport ha pubblicato un trafiletto in cui si parlava della nostra manifestazione, rimandando ad una terribile inchiesta (per i destinatari del messaggio, non certo per noi) che la rosea pubblicherà nei prossimi giorni sulla situazione degli impianti milanesi. 
Ora, più passano i giorni e più sembra incredibile la ragnatela di rapporti che si è instaurata tra l'attuale Amministrazione Comunale Milanese (in clamoroso affanno dopo le votazioni di ieri) e tutti i maggiori soggetti che gestiscono l'atletica milanese. Qualcuno dirà: i rapporti sono necessari. Certo, ma quando vanno oltre il normale rapporto funzionale tra istituzioni e i loro rappresentanti, trasformandosi in un rapporto clientelare, forse più di qualche dubbio dovrebbe assalirci. E' assolutamente incredibile come praticamente tutti i soggetti in gioco dalla parte della pars athleticae abbiano scelto di scendere direttamente in campo per sostenere la ricandidatura di Letizia Moratti, abbandonando ogni forma di distacco etico che forse sarebbe dovuto per chi si assume un ruolo "educativo", che per definizione non dovrebbe avere caratterizzazione politica. 
Pensiamoci insieme: perchè? Perchè tutti insieme hanno deciso di schierarsi pubblicamente con la Moratti?
Secondo il mio modesto avviso, per paura
Paura supportata del semplice motivo che i rapporti tra amministrazione comunale e questa atletica milanese sono arrivati ad un tale livello sinergico, che se muore l'una (il comune governato dalla Moratti) muore anche l'altra: l'atletica milanese. Che poi la morte dell'atletica si concretizzerebbe in una sola situazione: la chiusura dei rubinetti di risorse ma non all'atletica milanese (o non solo) badate bene, ma al Triunvirato di società che ormai da troppo tempo fanno il bello e il cattivo tempo in Fidal a Milano ed in Lombadia (poi ce n'è un'altra appena fuori Milano, in zona Nord, ma dei rapporti di quest'ultima ne parleremo in altre circostanze).
Mi dispiace ricordare i fatti, ma è giusto rinfrescare la memoria. 
Franco Angelotti ha criticato aspramente la manifestazione "Milano Odia l'Atletica" contro la condizione delle piste atletiche milanesi, nonostante la crudezza della verità. Da presidente della Camelot-Italgest, Consigliere Nazionale della Fidal, Vicepresidente Vicario del CONI Milano ha semplicemente difeso quello che ritengo essere un rapporto privilegiato con questa amministrazione di Milano, legato all'organizzazione della Notturna di Milano. Ipotizzo (soltanto) che per quella manifestazione Angelotti percepisca qualche sovvenzione (il logo del Comune è ben visibile sul sito della manifestazione, insieme a quello della Regione e della Provincia). Se vince Pisapia la Notturna sarà in dubbio o verrà ridimensionata?
L'Atletica Riccardi, altra società del triunvirato milanese, ha pubblicamente invitato a votare sul proprio sito (qui il link) il Sindaco Letizia Moratti, descrivendo in maniera molto chiara quali rapporti intercorrerebbero tra la società e questa Amministrazione Comunale. Poi Camelot e Riccardi sono pure fuse nel settore giovanile tra le ragazze: difficile che non sapessero l'una le mosse dell'altra. 
Ultima società, il Cus Pro Patria Milano: ebbene, ha come presidente quell'Alessandro Castelli che è anche lui Consigliere Nazionale della Fidal, è stato Presidente della Fidal Lombardia e che ci crediate o meno, si è candidato anche lui alle ultime elezioni di Milano nella lista "Progetto Milano Migliore" (qui il link ai candidati) che sostiene, guarda un pò, Letizia Moratti.
Il triunvirato di società milanesi (Camelot, Riccardi e Cus Pro Patria Milano) che partoriscono gli organi federali provinciali e regionali, contemporaneamente sono scese in campo per sostenere la Moratti, con una decisione che penso non abbia precedente alcuno. Non una società, badate bene: ben tre
Per me è paura, cos'altro? Solo questo.
A parte che a questo punto mi domando davvero chi rappresenta le problematiche dell'atletica lombarda, visto che i rappresentanti sono Angelotti, Castelli e Migliorini (che ha votato anche lui per la morte dei c.d.s. master, nonostante non dimentichiamolo). La base delle piccole società, quelle che sul serio raccolgono i ragazzi e li educano, non hanno proprio alcuna voce in capitolo e poi ci domandiamo perchè l'atletica muore...
Ma la colpa è proprio nostra e delle piccole e medie società, che quando c'è da votare per le elezioni federali, non si presenta perchè l'attuale sistema elettorale anzichè premiare il numero di tesserati, premia i risultati ai c.d.s.: quindi la casta piuttosto che il merito di chi l'educazione la porta sulle piste malandate della Lombardia gratuitamente. Scoraggiati da tutto questo, si lascia amministrare le cose da costoro, con questi risultati.

Ora, figuratevi l'apocalittico scenario se dovesse davvero vincere Pisapia a Milano dopo che questi soggetti sono scesi a spada tratta a difendere la Moratti durante le elezioni. 
Secondo voi, l'eventuale assessore allo sport di Pisapia (dovesse mai vincere), saputo tutto quello che c'è scritto qui sopra, cosa dovrebbe fare? Dovrebbe aiutare l'atletica?
Non penso che gli si possa chiedere il rispetto di aspetti etici, storici, valoriali dello sport milanese e dell'atletica in particolare, rappresentati dalla tradizione, dal blasone etc, etc... chiedendo di allargare le corde della borsa, quando questi stessi valori sono stati calpestati proprio da chi glielo chiederebbe (durante la campagna elettorale), no? 
Capite adesso perchè se perde la Moratti, muore l'atletica a Milano? Ci sono ancora dubbi?
E con questo, non è certo mia intenzione chiedere di votare per lei o per Pisapia, per salvarci in corner, ma di cominciare a pensare ad una classe dirigente presso la Fidal che davvero rappresenti le piccole e medie società e che possa dialogare "funzionalmente" e trasparente con le amministrazioni pubbliche.
  • Stasera, collegandosi al link qui sotto, diretta radio "Queenatletica" su questo argomento, con ospite l'organizzatore della manifestazione "Milano Odia l'Atletica", Omar Lonati, e la presidentessa della Fidal Milano, Sabrina Fraccaroli.
  • qui la trasmissione radio "Queenatletica" su Gamefox

16/05/11

Napoli - Angelo Iannelli (1976) vince i 5000 in 14'24"65, mentre Stefano Tremigliozzi (1985) si aggiudica il lungo in 7,33. Pellegrino Delli Carri si avvicina alla fettuccia dei 70 metri: 68,20.
Palermo - so di essere ridondante, ma come mai per la Fidal Sicilia non esistono i risultati on-line, e appoggia tutto su file pfd? Comunque, Alessandro Cavallaro (1980) continua il suo periodo in balia dello Stige, dubbioso se seguire Caronte, o tornare una delle più grande promesse della velocità italiana: il 21"77 con -1,5 lo sposta verso l'altra sponda dello Stige, verso le anime "normali" di questo mondo dell'atletica. Stessa situazione per Andrea Longo (1975) che si impone negli 800 in 1'56"00, ma ha anche 5 anni in più, in pieno territorio master. Simona La Mantia (1983) si impone anche nel salto in lungo con 6,25 (-0,7). Ennesimo straniero nel lungo maschile, ma stavolta junior: Nikita Pankins (1992) con 7,40. Ma qualcuno mi spiega cosa sta succedendo? Compra-vendita di atleti o fenomeni dell'immigrazione locale? Al secondo posto Ferdinando Iucolano (1980) con 7,37. Manuela Gentili (1978) stabilisce probabilmente la miglior prestazione di giornata a Palermo con 57"93 sui 400hs. Marco Lingua (1978) sul martello arriva fino a 71,92. L'ennesimo atleta baltico dello Sport Club Catania, Maris Urtans, supera i 20 metri: 20,16. Ma ce li aveva lo Sport Club Catania atleti italiani? C'è da dire che sarebbe davvero singolare se anche lo junior Pankins fosse stato preso proprio per completare la squadra con i risultati dei due junior. Mi permetto di dire: tutto questo è la dimostrazione come le regole-truffa sui c.d.s. emesse in corso d'opera e di fretta-e-furia nel 2009, dopo il crollo di Berlino, non erano state pensate per favorire i "vivai" (qui c'è la dimostrazione che tutta la società è stata creata comprando le prestazioni di atleti provenienti dall'estero, altre società del nord hanno utilizzato la stessa politica con atleti italiani, acquistando i giovani l'anno prima del passaggio in una società militare, per poter godere delle loro prestazioni pagate dai contribuenti). Scriverò un articolo dedicato alla cosa prima o poi. 

c.d.s. Marcon - Colle Val D'Esta - Lodi

Lodi - mentre nel resto d'Italia il vento era uscito direttamente dal vaso di Pandora alle spalle degli atleti, a Lodi, le povere donne lombarde (povere per una serie di ragioni, non ultima quella di dover correre sotto egida di cotanta Fidal regionale) si sono trovate un muro di elementi atmosferici. Nei 200 quella che sarà un fattore (come dice Flavio Tranquillo commentando la NBA) della 4x400 femminile, Elena Bonfanti, corre in  24"62 con -2,8: in pratica il tempo di Tiziana Grasso (staffettista della 4x100 in cui il selezionatore Di Mulo continua a credere ciecamente) ottenuto ad Imola, ma con quasi due metri di vento a favore. I 400hs li vince Paola Gardi in 1'02"04: ne parlo solo per sottolineare come questa specialità sia una di quelle in via d'estinzione, grazie a Darwin-Arese, che nell'evoluzione della specie dell'atleta italico medio, ha visto bene di tagliare molti rami secchi. Dopo due mesi di attività solo due risultati sotto il minuto. Cinzia Nicassio (1987) oltrepassa i 6 metri con 6,07 (2,9), ma questa specialità ha un solo nome per il futuro, ed è d'origine ucraina.
Marcon - in Veneto si inverte il vento e assume le forme del monsone del Bangladesh, aiutando le prestazioni dei velocisti e dei saltatori. Non so quanto quelle dei mezzofondisti. Secondo me ci sarà stato anche brutto tempo, visto che la perturbazione si è spostata verso est. Nei 200 21"45 (3,1) per Alex Da Canal con Giovanni Galbieri (1993) terzo con 21"68. Il carabiniere Maurizio Bobbato (1979) si assicura gli 800 con un normale 1'53"93, davanti ad una delle promesse del mezzofondo azzurro, Luca Braga (1993) 1'54"18. Nei 5000 si vede in pista il maratoneta Ruggero Pertile (1974) che con naturalezza vince in 14'35"06. Gloria Hooper (1992) con 3,6 di vento alle spalle si aggiudica i 200 in 24"44.
Colle Val D'Elsa - lo junior Filippo Bruschi (1993) aiutato anch'esso dal vento (costante presente su tutto il nord... stranamente sempre a favore) piazza il 21"60 (4,1 il dato del vento). Andrea Lemmi (1984) si ferma solo a 2,06 sbagliando i tre tentativi a 2,08. Francesco Agresti (1977) nonostante 3,2 metri di vento alle spalle (ma con i salti può essere spesso molto difficile calibrare le battute) si arena a 7,19. Naturalmente il risultato più roboante è il 75,86 di Nicola Vizzoni (mi auguro per lui che qualcuno non lo nomini master dell'anno anche quest'anno). La staffettista azzurra, sponda 4x400, Chiara Bazzoni (1984) infila la specialista Anna Bongiorni (che è ancora junior, 1993) e la centista Audrey Alloh, in una gara di buon spessore tecnico, anche se inficiata da un decimale di vento in più (2,1): tempi 24"11, 24"23 e 24"41. Un'atra junior, Anna Visibelli, passa i 6 metri con 1,9 di vento: 6,08.
Napoli - Angelo Iannelli (1976) vince i 5000 in 14'24"65, mentre Stefano Tremigliozzi (1985) si aggiudica il lungo in 7,33. Pellegrino Delli Carri si avvicina alla fettuccia dei 70 metri: 68,20.

15/05/11

Domani sera diretta web radio "Queenatletica" alle ore 21:00

Dopo la precedente esperienza radiofonica in diretta web, torna finalmente l'unica trasmissione in Italia che parla di atletica... alla radio! La trasmissione (che si chiama come noi... "Queenatletica") va in onda sulla piattaforma Gamefox, ma sarà raggiungibile da questo sito e dai link che diffonderemo sia qui che su facebook. Collegarsi sarà semplicissimo: basterà avere un pc e clikkare sul link qui sotto e che verrà divulgato anche domani. Argomenti della puntata: la situazione delle piste a Milano, dopo la clamorosa protesta di giovedì davanti all'Arena con ospite Omar Lonati; si parlerà dei c.d.s. assoluti di quest'ultimo fine settimana; spazio anche ai master con i nuovi record italiani stabiliti e una panoramica di quanto accaduto nelle ultime settimane. Appuntamento dalle ore 21:15 fino alle ore 23:00. A Domani!

Tyson Gay 14"51 sui 150 a Manchester - 22"12 per Allyson Felix

Ritorno ufficiale in pista per Tyson Gay, sulla pista cittadina rettilinea di Manchester al Great City Games. Manifestazione in mezzo alla vie cittadine, su un lungo rettilineo. 14"51 (vento 1,5 a favore) corsi sotto l'acqua, al freddo (riportano i giornali) cioè soli 16 centesimi peggio del tempo di Usain Bolt corso nel 2009. 8"8 il tempo dei 100 metri lanciati, Gay dopo la gara ha dichiarato: "ho perso molti allenamenti per alcuni piccoli infortuni, quindi sono impressionato da questo risultato sui 150. Mi sento bene, sono solo un pò stanco, ma niente di più". Dietro di lui anche Darvis Patton sotto i 15": 14"98. Sui 100 sempre sul rettilineo on open air, 10"33 di Mark Lewis Francis con 2,3 di vento, 13"41 per Andy Turner sui 110hs con 2,0 di vento, battendo calibri dello spessore di Terrence Trammell (13"51). 20"35 di Martial Mbadjock con 2,3 di vento sui 200, davanti a Kim Collins (20"43) e l'enorme Shawn Crawford (20"68). Allyson Felix cannoneggia con 22"12 i 200 (2,6 il vento) umiliando Myriam Soumare (23"35). Sulla prova dei 200hs, Andy Turner ottiene un tempo pazzesco con 22"10 (2,3 il vento): battuto Bershawn Jackson, Angelo Taylor e Felix Sanchez

C.d.s. Borgo valsugana

Borgo Valsugana - Giordano Benedetti (1989) non inizia male la sua stagione sugli 800: 1'49"55, trascinandosi sotto l'1'50" Abdulaye Wagne (1'49"79). Pierluigi Putzu (1977) supera i 7 metri (7,15 ma ventoso). Il 60enne Graziano Morotti (1951) vince i 10 km di marcia su pista con 47'20"89 e stabilisce anche il record italiano di categoria. Elisa Zanei (1984) 6,05 nel salto in lungo. 

c.d.s Rieti

Rieti - Lorenzo Valentini (1991) sui 200 ferma i cronometri a 21"62 con -0,7 sotto l'acqua. Addomesticato Valerio Rosichini (1990) che finisce in 21"85. Emanuele Formichetti (1983) 7,52 nel salto in lungo, mentre Daniele Secci (1992), così come riporta il sito Ufficiale della Fidal, con 18,27 stabilisce la miglior prestazione italiana under-20. In questo è probabilmente il miglior lanciatore italiano, quando il resto del mondo e d'Europa è vicina ai 21 metri. Attesa per Giulia Arcioni nei 200, ma non si presenta probabilmente per le condizioni meteo e lascia spazio ad Ilenia Draisci (1989) che vince con 24"51 (-1,2) non troppo lontano dal personale. Benedetta Ceccarelli (1980) inizia l'anno con 58"15 sui 400hs.

C.d.s. Imola II

Imola (seconda giornata) - Luca Galletti (1980) si impone nei 200 in 21"71 con -0,2, ma secondo me oggi a Imola c'era freddo e se non pioveva, ci andava vicino. Luca Valbonesi (1993), letteralmente esploso l'anno scorso, sembra ancora un pò frenato: 21"99. 800 a Mohamed Moro (1984): 1'51"22, 29 centesimi meglio di Marco Zanni (1992). Si rivede all'opera Andrea Sanguinetti (1992) promessa azzurra del mezzofondo che non fa meglio di 14'30"69 sui 5000. Ma raccontano di qualche infortunio di recente. Dell'alto non si sa ancora nulla, ma erano iscritti i fratelli Ciotti e Campioli. 7,38 per Alessio Guarini nel lungo con vento nullo. I 200 femminili li vince la nostra amica Tiziana Grasso (1985) con 24"64 e un generoso vento di 1,7: buon tempo, ma non certo ancora da quartetto azzurro. Eppure fa parte stabilmente delle convocazioni di Di Mulo ai raduni della velocità, con buona pace di tutte quelle che vanno più veloci di lei. Maria Vittoria Fontanesi (1974) continua il suo moonwalk sulle piste nazionali in questo primo scorcio di stagione: 2'07"46, ma aveva corso più di un secondo veloce a Trento qualche giorno fa. 

c.d.s. Palermo

Palermo - In Sicilia il verbo del Sigma è ancora un foglio in pdf: qualcuno della Fidal gli spedisce un pc decente o gli spiega come si usa? Come già segnalato da altri siti, il risultato clou è stato il 14,43 di Simona La Mantia nel salto triplo con 1,5 di vento a favore. Lasciapassare per Daegu, ma non c'erano dubbi su questa convocazione. Sui 100 femminili fa forse più notizia il 13"08 di Marta Roccamo (1966): 13"08 con 1,9 e record italiano di categoria F45. Il più forte sui 100 maschili è invece Rosario La Mastra (1984): 10"72 con 0,3 davanti ad Alessandro Cavallaro (1980) con 10"79. Nei 400 un altro figlio dell'Africa si impone con 47"47: trattasi di Elijah Doffour Mensah (1990). Non so nulla di lui. Domenico Rao (1977) secondo in 48"18. Sui 400 si rivede Andrea Longo (1975): 50"74. Avrà fatto gli 800 il giorno dopo? Il lettone Marek Arents (1986) si impone nell'asta con 5,30 (primato personale eguagliato) davanti a Sergio D'Orio (1978), 5,00. Nei 110hs maschili si vede addirittura Stanislav Olijars (1979): 14"31

c.d.s. Torino

Torino - Martina Amidei (1991) incassa i 100 con 11"94 (vento -0,7), e con un Pb di 11"86 ottenuto l'anno scorso a Moncton. Dietro l'Amidei l'abisso. Eleonora D'Elicio (1989) 13,04 nel salto triplo. Mi sorprendono i 60,03 di Francesca Massobrio (1993!) nel lancio del martello: record personale secondo il mio specchio delle brame, All-Athletics. A livello junior che posizione all-time avrà raggiunto. Nei 100 maschili vince Michele Tricca (1993), che se vi ricordate, si era messo in luce con un 400 l'anno scorso corso in 47"64 ancora nella categoria allievi.

C.d.s. Lodi

Lodi - in due sotto i 12" nei 100: Michela D'Angelo (1989) e Giorgia Candiani (1987) entrambe con 11"95 con vento praticamente nullo. In ultima serie si rivede Elena Sordelli (1976 e virtualmente master) che finisce in 12"09, a meno di un decimo dal record italiano di categoria F35 (detenuto dalla Maori italianizzata Lusia Puleanga). Marta Milani (1987) non si risparmia di certo, correndo con la sua società d'origine (questo vuol dire, scusatemi, attaccamento ai colori, più che altri militari che sembrano ritornare alla società d'origine un pò in controvoglia): 52"62, forse uno dei migliori risultati della prima giornata dei c.d.s. 2011. Ma i 400 sono stati una bella gara in generale: seconda la rampante Elena Maria Bonfanti (1988), lecchese: 53"61, record personale (aveva 53"75), col quale insidia quanto meno la Bazzoni e la Arcioni nella configurazione della 4x400 azzurra. Record anche per Eleonora Sirtoli (1987), prima volta sotto i 54" (aveva proprio un 54"00 nel 2009 a Rieti). E poi anche Marta Maffiolletti (1991), 54"46 e personale pure per lei. Nei 3000 siepi vince Dorcus Inzikuru (1982), campionessa mondiale di Helsinki '05, con 9'59"43, tesserata per l'Italgest-Camelot di Angelotti (una persona che riveste ruoli che ritengo essere un problema per la rappresentatività delle problematiche dell'atletica lombarda: troppi collegamenti politici palesatisi nell'ultima inopinata sfuriata davanti alla manifestazione "Milano Odia l'Atletica"). Riusciremo ad accantonarli tutti nelle prossime elezioni federali? Ma torniamo all'atletica: Sara Balduchelli (1987) vince i 100hs in 13"90 con -1,3, mentre di sicuro spessore l'1,88 di Raffaella Lamera (1983) nell'alto davanti alla Vitobello (1991). Barbara Lah (1972) si dimostra ancora all'altezza del suo nome: 13,18 nel triplo davanti al talento mai espresso interamente di Cecilia Pacchetti (1989). 

c.d.s. Imola

Imola - Tommaso Lazzarini (1991) mette un bel 10"66 con 1,1 e si porta a casa i 100, davanti a Mario Brigida (1986) 10"71 e Alessandro Rocco (1983) con 10"80. Michele Calvi (1990) con 0,8 piazza 14"12 sui 110hs. Matteo Rubbiani (1978) si ferma nell'asta a 5,00 metri. La prossima (si spera) azzurra Judy Udochi Ekeh (1993) continua ad impressionare anche se con vento superiore alla norma (2,4): 11"66, mentre un'altra atleta di chiare origine centrafricane ma allieva (1994) vince i 400 in 56"25. Parlo di Raphaela Bohaneg Lukudo. Maria Vittoria Fontanesi (1974) ormai spadroneggia nel mezzofondo: vittoria nei 1500 con 4'23"03 e Valentina Costanza (1987) 10'12"71 sui 3000 siepi. La 42enne Roberta Bugarini vince l'alto con 1,71, e sfiora tre volte l'1,74. Silvia Cucchi (1978) oltrepassa i 13 (13,07).

C.d.s. Bari

Bari - Performa Vito Incantalupo (1993, junior) sui 400 a Bari: 48"11. Giusto il tempo di segnalare il 57"18 dell'allieva (1995) Lucia Pasquale nei 400, e il report da Bari si conclude qui. Speriamo nella seconda giornata per rilevare punteggi di valenza nazionale. 

14/05/11

C.d.s. Oristano

Oristano: Nicola Amici (1985) si aggiudica i 100 con 3,0 metri di vento in 10"74, ma il risultato migliore della manifestazione rimane il 13"92 di Francesca Albiani (1989) nei 100hs: 13"92 con 0,7 di vento. Correva da sola.

C.d.s Liguria

Imperia: Essenzialmente due i risultati degni di nota avvenuti durante la manifestazione. Esordisce all'aperto Emanuele Abate, con un discreto 13.82 con vento per ora incerto. L'azzurro era accreditato di 13.72 e sembra quindi essere già in discreta condizione. L'altro risultato copertina viene dal martello femminile, dove Silvia Salis ha avvicinato i 70 metri lanciando 69.12 conquistando, per 12 cm, il minimo B per i campionati mondiali di Daegu. La Salis si misura poi nel getto del peso, specialità non certo sua, ottenendo un poco significativo 10.62 che le vale comunque il secondo posto. La sua ultima prova nella specialità risaleva al 2008, dove lanciò 9.88. Discreto miglioramento per lei, quindi.

Poco altro, tra cui un 55.81 sui 400 per la promessa Eleonora Martini e 10.82 sui 100 per Enrico Demonte.

C.d.s. Toscana

Colle Val d'Elsa: Pochi i risultati di rilievo dai campionati di società assoluti svolti in Toscana. I 100 vanno a Maurizio Checcucci in 10.73 (quest'anno aveva già corso in 10.59) con una leggera brezza in faccia (-0.1). Interessante notare come, dei quattro frazionisti della staffetta di Barcellona, due non siano ancora decisamente in condizione, uno non abbia esordito dove era previsto (Simone Collio) e il quarto nemmeno. Molto meglio di loro Jacques Riparelli, che ha corso ieri in un già discreto 10.39.
Nei 400 buon 47.61 della promessa Filippo Costanti, mentre nei 1500 si rivedono i due gemelli, 1994, Lorenzo (3.56.85) e Samuele (3.57.28) Dini che hanno già conquistato il minimo per i mondiali di categoria sia sui 1500 che sui 3000. Nel disco, 56.75 di Federico Apolloni che l'anno scorso era giunto a 58.93. Nel giavellotto, bene la promessa Giacomo Puccini (68.12).
Al femminile la miglior italiana sui 100 questa stagione, Audrey Alloh (11.65 per lei a Rovereto) vince i 100 in 11.92 (-1.3) battendo Anna Bongiorni (1993, 12.08) e Camilla Fiorindi (1991, 12.09).
Nel martello, bene Elisa Magni (1991) che lancia a 56.19. Poco interessanti le altre gare.

Busto Arsizio: brilla Juarez Isalbet

Busto Arsizio: il vento contrario e teso imbastisce i muscoli dei convenuti. Così Sebastiano Spotti (1992), parte dalla seconda serie e mette in ginocchio l'aristocrazia della prima serie: 10"90 con -2,0. Gualtiero Bertolone (1982) aveva vinto in 10"92 (-2,2), davanti a Max Dentali (1980) 10"96. Marani addirittura oltre gli 11: 11"05. Sui 400 avviene il vero colpaccio di giornata: Isalbet Juarez (1987) finisce il giro in 46"72, finendo ad infoltire il gruppone di pretendenti alla 4x400 azzurra che forse/magari potremmo vedere a Daegu. Al terzo posto arriva tale Roberto Severi (1989) che potrebbe aver migliorato il suo personale di quasi un secondo: 47"31. Carlo Radaelli vince in 14"50 i 110hs, ma qui il vento era quasi di un paio di metri contro. Nel triplo Stefano Magnini (1988) valica la barriera dei 16 metri, anche se con un ventaccio di 3,3 metri. Comunque: 16,07

c.d.s. Napoli

Napoli: vento contro sul rettilineo e tempi appesantiti. Ciro Riccardi (1992) vince i 100 con un abbordabile 10"88 (non certo da me). I 400 sono di Janis Baltuss, altro ventenne: 48"01. Di che nazionalità sarà? 1,80 nel salto in alto per Natalja Cakova (1980) che vince anche il triplo con 12,55. Strano: la squadra di Benevento cui appartiene, la Enterprise Sport & Service di Benevento, è praticamente composta tutta da stranieri... o almeno, con cognomi apparentemente stranieri. Tant'è che tale Marina Marghiev (1986), stessa società, vince nel martello con una misura non certo da lancetto al campo: 67,14

C.d.S. Reggio Calabria

Reggio Calabria: non vedo al momento alcun risultato degno di nota. Ma non gli converrebbe associarsi a qualche regione limitrofa. Molte gare con un solo atleta... è un pò triste, e per chi si corre le gare di mezzofondo e deve continuamente saltare senza pace, non è sportivamente l'ideale...

Borgo Val Sugana

Borgo Valsugana - Davide Deimichei (1988) gestisce i 100 in 10"66 con 2,0, mentre Abdulaye Wagne (1981)vince i 400 in 47"91. Quindi pochi risultati significativi per gli uomini che possano avere una valenza nazionale. Nei 100 femminili solo 12"33 per Doris Tomasini con 3,6 di vento, battuta dalla junior Roberta Albertoni (1993) con 12"17... ma a questo punto c'è da pensare che le condizioni meteo fossero proibitive. Da casa mia verso le alpi si vedevano grosse nubi plumbee. Volata sui 1500 tra Zakia Mrisho Mohamed ed Eleonora Berlanda (1976): 4'24"40 a 4'24"43

Lazio: volano gli sprinter... e là dietro la Derkach 11"93 - Darya poi 13,37 nel triplo

Si parte da Jacques Riparelli, anche se il nostro amico Ferrari pretenderebbe da lui un paio di decimi in meno. 10"39 con +1,0 di vento, 27^ volta sotto i 10"40 (ha un PB di 10"24). Miglior tempo italiano dell'anno, al momento in cui sto scrivendo e ignaro dei risultati di alcune sedi. Si risente a parlare di Marco Torrieri (10"56... stai a vedere che torna sotto i 21"). Riparelli, inserito in una serie extra, toglie così il palcoscenico a Francesco Basciani (1991): 10"45 con 0,9, e a questo punto secondo tempo italiano dell'anno. Il PB era 10"60... 15 centesimi in meno. Valerio Rosichini (1990) 10"58 e Roberto Donati (1983) 10"64. Lorenzo Valentini (1991) si porta a casa un 400 decente: 47"83. Per il resto, al maschili, prestazioni "regionali". Tra le donne sfidona Giulia Arcioni (1986) contro Rita De Ceseris (1982): 11"71 a 11"72. Poi Ilenia Draisci 11"77. E chi ti troviamo al quarto posto? Darya Derkach! 11"93: un tempo incredibile fino ad un certo punto per una triplista. Certo se ci mettete che ha 18 anni. Nei 400 la mia preferita, Maria Enrica Spacca, apre il pacco-2011 outdoor con 53"66, non male per lei: 15^ volta sotto i 54". Nei 1500 vince una master: Paola Tiselli (1973) con 4'39"61, mentre Giulia Martinelli (1991) sui 3000 siepi, correndo in 10'16"53, non è lontana dai propri limiti (aveva corso in 10'05" a Moncton l'anno scorso). Darya Derkach (1993) nel salto triplo arriva a 13,37: inferiore al 13,56 indoor, ma pur sempre record personale outdoor. Julaika Nicoletti (1988) 16,43 nel lancio del peso.

Speciale C.d.S. III - Pescara: Greco si ferma a 15,98 - Tamberi opaco

Pescara - Come al solito, da una parte all'altra dello stivale, i 3000 siepi, o i 1500 o i 10000, o gli 800... sono affare del keniano di turno. Ormai è così e non c'è verso di tornare indietro. In Abruzzo è la volta di Isack Tanui Kiprotich: 8'45"84 sui 3000 siepi. Un tempone, date le premesse localistiche. Daniele Greco sfiora i 16 metri, li accarezza, ma non li valica: 15,98. Quanto si sarà impegnato? Nazzareno Di Marco (1985) nel lancio del disco arriva fino a 57,55. Ha le polveri bagnate invece il giavellottista Gianluca Tamberi (1990), che non sembra al momento seguire la strada che sembrava aver indicato nelle scorse stagioni (l'anno scorso 78,61: 13 metri oltre).

Speciale c.d.s. II - Marcon: Tumi catechizza Galbieri - Gottardo ancora più in là: 77,77 nel javelin

Marcon: sui 100 maschili l'attesa sfida all'Ok Corral finisce con Mr. Surprise (ad Ancona, sul viale dei 60 indoor) vincente su Mr. Promise (bronzo mondiale allievi). E anche con una piccola dimostrazione di forza: Michael Tumi (1990, e un nome che pronunciandolo all'inglese all'interno della FedEx Arena di Memphis farebbe un bell'effetto) defeated Giovanni Galbieri (1993) 10"65 a 10"79 con -1,2: bisogna ripassare alla cassa, dopo il 10"51 leggermente ventoso di Rovereto per il bronzeo allievo (che ha una vita sportiva davanti). Il poliziotto Domenico Fontana (1989) corre the lap col freno a mano tirato (dovrà rifare i dischi) in 47"87. Ma don't worry, tutto fa parte della pantomima di un c.d.s. senza senso dove gli atleti militari (un esercito) ballando sulla sottile linea del peculato d'uso del proprio corpo (pagato interamente dal contribuente italiano) in realtà si prestano all'attività privata. Speriamo che i pm guadino da altre parti.In Fidal nessuno ci ha mai pensato di questo piccolo mismatch normativo? Comunque, il poliziotto aveva corso in 46"63 a Pavia una settimana fa: sarà uno dei papabili della 4x400 azzurra, anche se nell'affresco della Cappella Sistina non sarà quello che allungherà l'indice verso il Divino. La faccia di Adamo, si sa, ce la metterà o Vistalli o Barberi.... o Howe. Leonardo Gottardo (1988) spara il braccio che spara il dardo da 800 grammi fino laddove non era mai arrivato prima: 77,77. Record personale. Finalmente finisce il periodo di carestia infinita che affligge questa specialità?
Tra le donne Gloria Hooper (1992) sfiora ufficialmente la barriera del 12" (ventoso l'aveva macinata la settimana scorsa) con 12"03 ma con -0,7. Ci sei quasi: in Italia, Gloria, forse non lo sai, ma con molto di più si rischia di far parte delle staffette d'oro disegnate dai nostri tecnici federali. Aida Valente (1978) sui 400 direi che è vicina ai suoi limiti (lei che è più specialista degli H). Passa la barriera del paradiso (i 13 metri) la 33enne Alessandra Pietrogrande nel triplo: 13,14

Speciale C.d.S. I - Verdecchia 10"63 - Natali 54"64 sui 400 - Nalocca infilato da Mantovani (14"13) -

Macerata: Luca Verdecchia (1978) torna a far parlare di sè: 10"63 con 0,5 (l'anno scorso aveva chiuso con 10"71 con SB). Forse fa più impressione il tempo sui 110hs di Giovanni Mantovani (1990) sui 110hs con vento praticamente nullo: 14"13 (dovrebbe essere il PB) molto meglio del pupillo federale John Nalocca (1988) fermatosi solo a 14"38, addirittura terzo (quest'anno sempre far fatica a carburare: a Modena 14"28 con vento 1,6). Purtroppo i risultati non parlano e non si capisce cosa possa essere accaduto. Comunque sia il risultato è vergato a fuoco: infilato anche dal 32enne Giorgio Berdini (14"27). Il 41enne Giacomo Befani catechizza i giovani: 4,70. La promessa Eduardo Albertazzi (1991) lancia il disco a 55,49. Nei 400 donne vola Chiara Natali (1990): 54"64, fenomeno giovanile (54"85 a 16 anni), che dopo un 2010 finito a 55"48, cannoneggia un tempo quasi un secondo migliore.

Antonio Rossi record italiano sui 100 ai c.d.s.... come la Perugini nell'alto - la 4x100 dell'Athlon mi sa di no

E' passata ormai una settimana, ma soli pochi minuti fa, grazie a Michele Minelli, ho finalmente preso visione del risultato ufficiale delle gare che hanno celebrato l'incontenibile Antonio Rossi e la staffetta veloce M50 dell'Athlon Bastia. Ma andiamo con ordine: non voglio fare polemica, ma ennesima gara senza cronometraggio elettrico e anemometro. Dò l'informazione senza commento, sperando che non mi arrivino mail di protesta. Mi limito ad esprimere un pizzico di rammarico per non poter assistere ad una cronologia dei record completamente certificata: purtroppo qualche lacuna da qualche parte (non mi arrischio a individuare chi e dove) costringe ad adottare un doppio canale dei record master lasciando imperituro il dubbio sulla reale prestazione degli atleti. Il dubbio non c'è di sicuro su Antonio Rossi, letteralmente scatenato di questi periodi. Record inanellati a grappoli e il "segno" lasciato ancora una volta. Il record stavolta è quello dei 100... manuali: 11"9, cioè 3 decimi secchi in meno del precedente record di Tristano Tamaro che nel 1998 era stato in grado di correre in 12"2. Primo italiano ultrasessantenne sotto i 12"? Per ora sì, almeno a livello manuale. Il secondo rammarico è che con un tempo inferiore ai 12"20 elettrico (cosa che lascerebbe supporre il tempo manuale) si sarebbe potuto riunificare la corona dei 100 M60, che adesso vede Rossi in possesso del record manuale (11"9) e di quello elettrico con vento (12"51 con -1,0). Quello elettrico senza vento invece appartiene ancora al leggendario Attilio Jacquemet, uno dei pionieri del mondo master italiano: 12"50 cioè un solo centesimo in meno del tempo di Rossi, ma che, visto lo stato di grazia dell'umbro, sembra proprio aver i giorni contati. Piccolo inciso: il record di Jacquemet sui 100 M60 è anche il record più vecchio (a parimerito) sui 100 tra tutti i master, considerate tutte le categorie sia maschili che femminili. Fu stabilito infatti ai Mondiali Master di Melbourne, in Australia, nel 1987. Quasi 24 anni fa. Il "parimerito" è costituito dal record M70 di Giuseppe Marabotti, che poche minuti prima di Jacquemet stabilì il record italiano di categoria con 13"62. Formalmente questo è il più anziano, anche se per pochi giri di lancetta.
E naturalmente Antonio Rossi ha poi fatto parte della quadriga dell'Athlon Bastia, insieme a Bianchi, Rossetti e Falaschi, che secondo le cronache avrebbe stabilito il nuovo record italiano nella 4x100 M50: 47"2. Ora, secondo il mio database il record manuale appartiene alla Liberatletica Aris di Roma con 47"1, cioè un decimo in meno rispetto al tempo dell'Athlon. Il tempo elettrico è invece nettamente superiore: 48"17 dei Tortellini Voltan di Martellago. Verificherò questa cosa! 
Tra gli altri risultati provenienti da Montecassiano, Emanuela Stacchietti (1958) 29"6 sui 200; Enrico Ghidetti (1961) ottimo sia sui 100 (11"9) che sui 200, 24"8: questo secondo risultato gli vale anche 911 punti. Alessandra Inghes (1969) corre il giro in 1'02"1, mentre i 400 maschili se li porta a casa Michele Minelli con 53"8, coadiuvato da Max Poeta. Luigi Luccioli vince gli 800 con 2'07"6 davanti ad Alessandro Tifi con un probante 2'08"6. Stefania Rulli (1969) corre e vince i 1500 in 4'54"6. Altri risultati di grido dall'alto femminile: 1,00 metro per la specialista Maria Luigia Perugini. Come 1,00? Ma il record italiano non era... mumble, mumble... 0,95!! E' record italiano! Il record stabilito era stato stabilito per ben 4 volte: 3 volte dalla Belletti e una dalla Tonazzo.
Alberto Tifi (1968) vince il salto in lungo maschile con 6,28 e vince pure il triplo con 12,50. Rosanna Grufi (1952) si impone nel martellone con 10,42. Nel martellone maschile si impone un certo Lucio Serrani... (1961) lo conoscete per caso? Il nome non mi sembra nuovo... 15,47 nel martellone. Giuseppe Ottaviani (1913), sfiora di un niente il record M95 (sarebbe una notizia nella notizia) il record di Riboni nel lancio del disco: 17,13 a 17,22. Sfiora anche quello nel peso: 6,40 contro il 6,82 sempre di Riboni. Sui 400hs mi sembra che il 1'04"7 di Marco Marcante (1961) non sia per nulla male. 

13/05/11

Milano Odia L'Atletica: ma che successo la manifestazione sotto l'Arena!


Ha iniziato la Repubblica, oggi, a darne conto. Qui a fianco la foto con lo striscione pubblicato sulla pagina di Milano. Di Cosa stiamo parlando? Del camoroso successo della Manifestazione “Milano Odia l’Atletica” sostenuta dagli atleti e dai tecnici e tenutasi ieri pomeriggio a Milano davanti al simbolostuprato di questa protesta: l’Arena Civica di Milano. Un monumento ed il tempio di uno sport, l’atletica, miseramente svenduto.

Ora lasciatemelo dire di cuore: finalmente si è capito tutto. Davvero.

Si è capito cosa c’è dietro l’immobilismo delle varie Fidal locali e si è capito il silenzio delle Società milanesi più rappresentative (mancava solo un pezzo al puzzle, ma vedremo che si è sistemato tutto).

Quella che segue è la cronaca di una delle manifestazioni più riuscite della storia del movimento sportivo spontaneo: persone che non hanno altro fine che ottenere quello che gli è semplicemente dovuto, in virtù di una tessera d’ingresso, la pratica di uno sport tra i più educativi, la tradizione cittadina, cose che tutte insieme hanno fatto smuovere le montagne, hanno fatto cadere gli altarini, hanno fatto correre (figuratamente purtroppo) molte persone e molte invece le ha costrette a telefonare e telefonare.

Uno dei promotori, Omar Lonati, ragazzo d’oro, muscista alla Scala e soprattutto atleta che corre per la mia società, mi ha fatto la cronistoria di questo pomeriggio importante per l’atletica lombarda. Si spera davvero che porti un pò di consapevolezza nel resto del movimento: purtroppo le lobbies interne e il sistema di potere dell’atletica lombarda (Fidalconnection con le maggiorenti società lombarde) sarà molto difficile da scardinare, ma averlo stanato e messo a nudo è di per sè una grande vittoria per un manipolo di persone che chiedeva soltanto una piccola cosa: poter correre in quei pochi luoghi destinati  da sempre all'atletica in città perchè di fatto questa Città ce li aveva tutti negati. 
Solo ed escluivamente questo.

Che a mettersi di mezzo a questa condizione fondamentele per praticare uno sport sia stato CHI questo avrebbe dovuto difenderlo, è un'aberrazione inconcepibile.

Il pomeriggio inizia con una telefonata verso le 17:25 di un fiduciario tecnico della Fidal al nostro Savonarola d’occasione, Omar. Il senso della telefonata? Che l’assessore allo Sport di Milano, Rizzi, sarebbe andato su tutte le furie per quanto sarebbe accaduto da lì a poco sotto i lastroni di granito della ultracentenaria Arena Civica.

Per nulla intimoriti, alle 17:30 i manifestanti srotolano il manifesto di 10 metri: “Milano odia l’atletica”. Posso attribuirmi la paternità del motto? 

Come per magia, passano 5 minuti e si materializzano i giornalisti di Repubblica e della Gazzetta dello Sport proprio nel momento in cui il famoso assessore contattata telefonicamente il nostro paladino. Giù parole grosse, nel solco del lei non sa chi sono io... si doveva sfogare, evidentemente. E gli viene consentito. Poi si calma... Sapete, manca solo un giorno alle elezioni e a Milano sembra potrà esserci una battaglia voto a voto: ogni increspatura dell’ordine prestabilito, arreca fastidio. Chiaramente. 

L’assessore comunica a quel punto di aver già provveduto a far togliere le transenne che segnavano come una profonda cicatrice la pista dell’Arena e addirittura di aver esiliato il calcio dai prati del Tempio dell’Atletica. Infine, avrebbe riconsegnato gli spogliatoi all’atletica (che erano stati vietati, giustamente, per concederli ai sudati e poveri calciatori che nonostante i milioni di km quadrati di campi di calcio a Milano, non avevano trovato altro spazio per svernare, che non all'Arena).

Davvero serviva solo minacciare una manifestazione del genere per avere tutto e subito?

Nonostante tutti i tentativi fatti in precedenza e tutti i contatti tenuti, si era risuciti solo a ottenere parte della pista, perchè sembrava chiaro che la priorità fosse solo dare uno spazio prestigioso al calcio: l’atletica chi se la filava, no? Quattro gatti e pure sfigati.
Quindi l’assessore fa la preghiera finale: vi prego, non fate la manifestazione.

Per onestà intellettuale, invece, la manifestazione viene fatta, perchè arrivare all’ultimo secondo dell’ultima ora, dell’ultimo giorno per impedire di manifestare il proprio pensiero, è cosa davvero poco elegante.

A quel punto le fila dei manifestanti si rinsaldano e si nota con stupore che gli atleti di alcune società milanesi, che inizialmente avevano aderito e che trovano all’Arena il proprio campo dall’allenamento principale, non ci sono. Spariti.
Circolano le prime voci: precettati tutti dalle rispettive società. Agli atleti di queste società sarebbe  stato infatti impedito di manifestare per la salvezza delle piste a Milano. E perchè mai?

Poi capirete bene perchè. Ma l’intreccio politica-atletica milanese comincia a delinearsi sullo sfondo.

Intanto c’è una prima reazione “istituzionale”: i custodi dell’Arena, prima volta ab urbe condita, controllano le tessere degli atleti all’ingresso della struttura. Giusto! Saremo mica proprio noi a dire che la legalità non debba essere fatta rispettare!? È singolare che succeda proprio in quel momento: comunque la si voglia vedere una reazione a quanto sta accadendo lì davanti, a pochi metri dall’ingresso dell’Arena.

Quindi ecco la prima intervista televisiva su Odeon Tv: i ragazzini manifestanti, bontà loro, schiamazzano gioiosamente alle spalle di Omar Lonati mentre rilascia l’intervista alla Tv e ai diversi giornali. E tutti gli atleti che passano, si producono in una sorta di staffetta per mantenere il sit-in vivo, e poter distribuire a tutti i passanti l’articolo delCorriere della Sera comparso qualche giorno fa che descriveva lo stato delle cose e che seguiva quello da me scritto su Queenatletica il giorno prima.

Si manifesta a quel punto (sono gli le 18:30) Franco Angelotti, presidente della Italgest, vice presidente Vicario del CONI Milano, Consigliere Nazionale della Fidal, organizzatore della Notturna di Milano. Il più infuriato di tutti e che ne ha per tutti, stando al racconto pervenutomi. Ebbene, anche lui viene fatto sfuriare poi viene soverchiato dalla potenza delle argomentazioni dei manifestanti.

Nonostante i titoli altisonanti vantati, il pluripotenziale, ancora così mi viene raccontato, non riesce a trovare una-sola-giustificazione-una alla situazione delle piste a Milano. Ma ad Angelotti non interesserà che i suoi atleti si allenino, mi vien fatto dipensare? E non gli interesseranno neppure gli altri atleti lombardi? E come faranno questi atleti (i suoi e quelli lombardi) ad andare forte se non possono allenarsi? Cosa ci sarà sotto?
E poi vien da chiedermi: ma con il ruolo apicale in seno al CONI e alla Fidal Nazionale possibile che se ne sia infischiato completamente delle piste a Milano? Ma la cosa che mi stupisce è quel ruolo di Consigliere Nazionale (tra l’altro sembrerebbe uno dei più vicini ad Arese) che, se fossi stato io, mi avrebbero spnto ad incatenarmi al pulvinare dell'Arena per chiedere il rispetto dei nostri spazi.
O gli interessa solo il meeting della “Notturna” quale unica manifestazione del fatto che a Milano l’atletica sia viva? 

Ora, nella mia assoluta ingenuità, vi fornisco questi fatti a me noti. Poi ognuno si faccia la propria idea e cerchi di capire quello che può essere successo.
  1. Il sistema elettorale degli organi di Fidal Milano e Fidal Lombardia (come tutte le Fidal in Italia) si basa su un sistema basato sul “censo” e non sul numero di tesserati. Chi ha più punti nelle classifiche dei campionati di società, ha più voti. Chi non ha soldi per viaggiare ma tanti atleti, non conta nulla (quelli che per intenderci non fanno morire l’atletica, perchè capillarmente vanno a prendere gli atleti nelle scuole, negli oratori, rubandoli ad altri sport). Chi ha tanti soldi e si compra gli atleti per concorrere ai c.d.s., conta mediamente 10 volte di più.
  2. Con questo sistema si verifica che pochissime società (le più rappresentative) di fatto occupino tutto ciò che c’è da occupare nei ruoli “pubblici” della Fidal. Di fatto presidenti e i consiglieri li eleggono quasi interamente loro. E così succede.
  3. A Milano è inutile sottolineare quali siano le società note che gestiscono tutto.
  4. Franco Angelotti, presidente della Italgest, con il suo intervento sgraziato durante la manifestazione, ha manifestato come la sua società, la Italgest, l'ente di cui è vicepresidente, il CONI Milano, la Fidal Nazionale, di cui è Consigliere, gli eletti grazie al suo peso in voti presso la Fidal Milano e Fidal Lombardia, fossero tutti contrari a che si tenesse la manifestazione, esplicitamente contrastando l’idea dei manifestanti, che era semplicemente lamentarsi dell'assenza di piste d’atletica a Milano. Per Angelotti a Milano l’atletica è evidentemente zeppa di piste, altrimenti non avrebbe mosso dito. Prendiamone atto.
  5. L’Atletica Riccardi ha prodotto un comunicato sul proprio sito (qui il link) in cui invita tutti a votare un determinato candidato alle elezioni di domani. Che è poi espressione dell’assessore allo Sport. Ognuno chiaramente fa ciò che vuole, non ci piove. 
  6. Il Presidente della Fidal Milano si è candidato in una lista che sostiene la stessa parte politica. Non solo: oggi è apparso sul sito della Fidal Lombardia (qui il link) una dura presa di posizione della Federazione cittadina, in cui si accusano i manifestanti di attività "pre-elettorale", quando tutta il comunicato trasuda parole di lode per l'attuale Amministrazione comunale. Ma da quale pulpito? Vi invito davvero a leggerlo e farvi l'idea di chi sta facendo politica...
  7. La Fidal Lombardia è come sempre assolutamente assente, priva di idee: e che idee potrebbero mai avere? Basti pensare che vi possono partecipare i Consiglieri Nazionali, di cui alcuni sono personaggi già noti. Anch’essa è specchio della politica atletica locale. 30 anni in cui nemmeno le persone sono cambiate, come se fossero cariche a vita. I pochi componenti che sono cambiati, hanno visto subito di appiattirsi alla politica generale di noia, grigiore, estrema burocratizzazione (salvo solo gli amministrativi e l’addetto stampa). Non è chiaramente nel loro stile favorire l’atletica lombarda, ma proseguire lo status quo ante, senza dar fastidio a nessuno.
  8. Molti ragazzi che sarebbero dovuti essere presenti alla manifestazione, non si sono presentati assicurando di essere stati minacciati dalla propria società (alcune di quelle di cui sopra) di non partecipare.

Ora, mettete i dati di cui sopra in una lavatrice, centrifugateli e al termine del programma, aprite l’oblò. Fatto questo, rispondete a questa domanda, lecita, ritengo:

chi di tutti i soggetti di cui qui sopra, potrà mai ribellarsi se domani qualcuno a Palazzo Marino si svegliasse e decidesse di piazzare in mezzo all’Arena una pista di snowboard in mezzo al campo, di fare esibizioni per i cavalli dei carabinieri, di organizzarci un oratorio estivo, di regalarlo agli scapoli e agli ammogliati per la loro partita di fine anno, di usarla per concerti (sulla pista costata soldi dei contribuenti), di organizzarci gli allenamenti del calcio a 5, di privarne l'uso per mesi senza apparente senso?

O cavolo, l’hanno già fatto...

12/05/11

Gault atleta della settimana negli USA: il terzo master dell'anno, dopo Collins e Sheheed

In attesa di trovare nella rete il link ai risultati di Bastia Umbra, dove Antonio Rossi ha abbattuto la barriera dei 12" a 60 anni e la 4x100 dell'Athlon ha stabilito il record italiano della 4x100 M50 (sempre per il medesimo problema: la babele gestionale dei risultati delle Fidal... uno scandalo, ma come abbiamo detto milioni di volte, alla Fidasics il benessere dei tesserati non è una priorità), torniamo negli USA, dove il mondo master conta su un trattamento sicuramente migliore. Dopo i record mondiali master stabiliti lo scorso fine settimana, nei 100 e nei 200 M50, infatti, Willie Gault è stato nominato atleta della settimana per la Federazione Americana, la USATF. 10"88 e 22"44 i tempi fatti segnare dal 51enne ex NFL a Los Angeles. Willie Gault segue Bill Collins e Nolan Shaheed tra i "master" a fregiarsi nel 2011 di questo riconoscimento.