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14/06/11

Coppa Italia e Campionati di Società: una vergogna che l'atletica italiana non può sopportare

Purtroppo l'impellenza delle ultime news mi ha costretto a postare questo articolo un pò in ritardo rispetto alla cruda notizia. Amen. Quindi ci ritorno sopra solo adesso, se me lo concedete.
Se andate a leggere alcuni siti delle società civili che hanno partecipato all'ultima Coppa Italia, avrete esattamente il quadro di quello che è l'atletica italiana di società oggi. Sul sito della Bruni Vomano, per esempio, si cita il podio di Riccardo Macchia nella marcia, che è della Bruni Vomano sì, ma a Firenze ha gareggiato con la canotta amaranto delle Fiamme Oro. Giuseppe Gibilisco, altro atleta Bruni Vomano, ha vinto, ma insomma, era delle Fiamme Gialle e non ha portato punti. Daniele Greco, bel secondo posto dietro Fabrizio Schembri, è anche lui un poliziotto della Fiamme Oro così come Nazzareno di Marco, terzo nel disco... niente punti. Così la Bruni Vomano chiude la prima giornata penultima nella classifica della Coppa, con un'irrefrenabile emorragia di punti rispetto al recente passato "civilistico" e ad un solo punto dal fanalino di coda, l'Atletica Riccardi di Milano. La Bruni Vomano (campioni d'Italia di società uscenti, sulla carta) sostituiscono i predetti con atleti non certo all'altezza: nell'asta anche da un atleta master. Tra i master è una stella, ma insomma, è cosa diversa rispetto a Gibilisco con tutto il rispetto per uno che a 45 anni salta ancora 4,50, Fulvio Andreini. Il report della società abruzzese fa un pò sorridere perchè di fatto riporta i risultati di una serie di atleti che... non portano punteggi per la squadra, ma per le società militari.
Naturalmente se si fosse disputata la seconda giornata si sarebbero viste fuoco e fiamme: anche con Giacomo Panizza, l'astro nascente dei 400hs, atleta... che però è in prestito dall'Atletica Lecco e già sulla rampa di lancio per qualche società militare. Già a questo punto uno che non mastica di atletica italiana gli verrebbe da chiedersi di che razza di manifestazione si stia parlando...
Sul sito dell'Atletica Riccardi di Milano, si cita invece, nella valutazione finale della spedizione, anche l'unica gara della domenica (non citata dalla Bruni Vomano), cioè il lancio del martello, che le ha permesso di superare proprio la Bruni Vomano sul filo di lana prima della sospensione urbi et orbi, salvando l'onta dell'ultimo posto: obiettivo raggiunto. La stessa Riccardi, purgata anch'essa di tutti gli atleti militari, si sottopone ad una figura non certo degna dello scudetto di un paio di anni fa, anche se lenita da qualche prestito.
La Cento Torri di Pavia saluta invece il 6° posto (provvisorio ma probabilmente definitivo) parlando proprio di "obiettivo raggiunto", "confermandosi tra i migliori club italiani". Elemento a loro vanto il fatto di aver schierato molti giovani che avevano vinto lo scudetto allievi nel 2006. Non penso che Riccardi e Bruni Vomano possano vantare nei loro rooster atleti pervenuti dal loro vivaio, cosa di cui in passato magari se ne facevano vanto, salvo poi l'improvviso cambio di rotta con la Rivoluzione del 2008.
Rimanendo alla Cento Torri, il presidente Corona si sente soddisfatto "pur senza i nostri atleti che gareggiavano con le rappresentanze militari". E quindi il dubbio è sempre più opprimente.
Nell'elenco delle società c'è anche la Camelot, ex Italgest, che non esprime ancora un giudizio sulla situazione. Parliamo della Creatura di Franco Agelotti, il presidente, di cui tanto abbiamo parlato nelle scorse settimane per la dichiarata vicinanza a certi ambienti politici e che tanto si arrabbiò per la nostra manifestazione "Milano odia l'atletica". Pensate: anche il presidente onorario della società, tale Mario Mauro, è un onorevole europeo sempre della medesima espressione politica, tanto che vien da chiedersi se Angelotti fa atletica usando la politica o la politica fa atletica usando Angelotti. O Angelotti fa politica usando l'atletica? Lanciamo questo sillogismo insoluto.
Sillogismo che nasconde alcuni aspetti etici, però: naturalmente tutto è lecito, consentito e non c'è nulla di vietato, ma questo spiega un certo appiattimento generale, l'assoluta arrendevolezza su questioni vitali per l'atletica locale (come la disponibilità di piste) ma che la stessa politica locale intende muovere a proprio piacimento e secondo le inclinazioni del momento.
Ora, questa natura morta a tinte molto leggere è il quadro delle società civili più rappresentative. Particolarismo, estremo campanilismo, lotta per posizioni marginali che fanno sorridere.
Tutto ha una fonte, secondo me.
Il problema vitale mai risolto risiede essenzialmente nel passaggio di atleti con un valore economico alle società militari senza apparenti contropartite (si perdono investimenti in termini di tempo investito, allenatori, strutture, qualche pecunia versata), che questa Fidasics all'indomani degli schiaffoni di Pechino '08, risolse a proprio modo (nell'ipotizzabile tentativo di una seconda incoronazione), intessendo con questi soggetti un patto particolare che di fatto rese inermi le società militari, indebolendo quello che in questo momento (nel vuoto pneumatico di idee che caratterizza i satrapi di Arese), rappresenta volenti o nolenti l'unico serbatoio di atleti di un certo spessore internazionale.
La vedo così, correggetemi se sbaglio: Do ut des. Io società civile ti ri-voto (si sa che con l'attuale legge elettorale poche società civili possono determinare tutto l'esito elettorale delle elezioni federali) e tu mi dai un bel campionato di società fatto come te lo dico io, senza le società militari, che dovranno ritornarci tutti gli atleti che nel frattempo sono finiti alle stesse società militari e non ci importa nulla se nel frattempo il loro stipendio se lo pagano i cittadini italiani con le loro tasse. 
Ho già scritto altrove che un dipendente statale che si presta ad attività privata nello stesso campo nel quale è inquadrato, giuridicamente rappresenta un... "mostro", per non usare termini che indirizzino maggiormente  sul tipo di condotta.
Lo spirito delle modifiche apportate ai c.d.s. fu venduto al mondo dell'atletica italiana come il tentativo di rinverdire l'atletica giovanile. Si sarebbero stimolati i vivai! Si diceva...
Già perchè si introdusse anche la castroneria (consentitemi il francesismo) della presenza obbligatoria dei due allievi ai c.d.s., che altro non era che l'artificioso tentativo di un certo numero di società civili (le solite, presumo, almeno così dicono gli indizi), di tagliare fuori dalla spartizione della torta (i rimborsi federali e la gloria sempiterna) oltre alle già defenestrate società militari, altre società civili che sfruttavano qualche sponsor per imbastire la sola squadra di assoluti. Ampliare la rosa avrebbe tolto molto peso a queste società, cancellando quelle forme alternative di flussi di risorse per l'atletica.
La realtà è sotto gli occhi di tutti: quelle stesse società hanno iniziato un giochetto che eticamente non le concederà la santità, incentrato sulla compra-vendita di atleti di un certo lignaggio l'anno prima che questi vadano alla società militari, in maniera tale da poterli sfruttare (a spese dello Stato) l'anno dopo.
Così si stimolano i vivai, no?
La caramellina per le società militari, di fatto denudate da ogni tipo di soddisfazione e del senso stesso della loro esistenza, è stata così la Coppa Italia, che dà solo la platonica vittoria di Pirro di poter partecipare alla Coppa Campioni l'anno successivo: tra l'altro manifestazione completamente destituita da ogni interesse nel consesso internazionale.
Una spesa anche per il contribuente italiano (visto che partecipa quasi sempre una società militare). Naturalmente le società civili all'inizio avevano bistrattato la manifestazione. Scherzate? Noi abbiamo lo scudetto da spartirci, non possiamo mica perdere tempo e soldi con la Coppetta... e poi non abbiamo a disposizione più i nostri atleti (pagati dallo Stato).
Così la Fidal, dopo aver cornificato le società miltari, per non mazziarle costringendole a gareggiare in una manifestazione con quattro gatti, ha consentito alle società civili di poter prendere atleti in prestito, costringendole però alla partecipazione. Con i risultati che potete vedere: una società civile senza militari (pagati da noi) e senza prestiti, è davvero poco cosa se paragonata ai team stellettati.
Avete ora chiaro il panorama: le società civili gonfiano il petto e fanno la voce grossa quando si parla di c.d.s. sfruttando atleti che sono pagati dai... noi. Non dicono però che quegli stessi atleti percepiscono uno stipendio dallo Stato che gli dà modo di allenarsi meglio di quando erano loro tesserati: la loro professionalità, dal momento in cui sono inquadrati come poliziotti, carabinieri, finanzieri, avieri è nettamente acuita... almeno sulla carta e secondo le nuove opportunità, e non decresce di certo.
In poche parole il team civile che aveva perso un buon atleta, se ne ritrova uno che nel 90% dei casi è diventato un campione o ha comunque migliorato le proprie prestazioni, visto che in teoria se ne sta a casa ad allenarsi, stipendiato.
Ergo: la soluzione è stata molto peggio del problema. Si è dato vita ad un campionato di società deriso da commentatori, giornalisti, addetti ai lavori, ma non... da quei presidenti (votanti) che a fine possono rivendicare grandiosi successi di squadra.
Si voleva dar maggior peso alle società civili che forniscono atleti forti? Perchè non si sono trovate forme di tesseramento agevolate, per esempio? O possibilità di accedere a strutture gratuitamente (previo accordo con i gestori degli impianti... cosa che la Fidal chiaramente non fa). O non si inseriscono quote di atleti di quella società nei raduni: le contropartite sono tante e non necessariamente si devono ripercuotere (come adesso succede) sul resto dell'atletica italiana. Ad un danno (la partenza di un atleta forte), è giusto e dovuto che si debba risarcire il mancato guadagno. Questa è la vera sfida cui dare una soluzione!
Preciso quest'ultima cosa: la presenza dello Stato e dei suoi gruppi sportivi, chiaramente è un elemento che garantisce da una parte un serbatoio di buoni atleti stipendiati per l'attività internazionale (quindi visibilità dell'atletica e di conseguenza proselitismo) ma dall'altra ha di fatto ucciso la presenza di grossi brand internazionali (tranne uno, che in costanza di conflitto di interessi, ha prodotto il Presidente della Federazione), non potendo entrare per ovvi motivi a gestire soggetti e progetti "pubblici" per di più composti da persone in teoria preposte al controllo della Legge. Questo ha portato l'atletica nazionale a sposare un meccanismo ormai oliato in cui le società civili di fatto crescono i talenti, che poi si accaparrano con veri e propri saccheggi, i vari gruppi militari.
Chi riesce a ridisegnare questo modello senza rompere il giocattolo, è un mago, lo ammetto.
Perchè togliamoci dalla testa che togliendo le società militari dal panorama atletico, si possa avere un maggior numero di talenti in circolazione. Ora come ora, sarebbe la morte di questo sport d'elite.
Le ultime modifiche datate 2008 hanno però di fatto intaccato questo meccanismo, togliendo spazio e visibilità ai gruppi sportivi militari, che, ci crediate o meno, senza visibilità cesserebbero il loro motivo di esistenza. E lo sbandamento è percepibile: tra qualche tempo qualcuno nei piani alti potrebbe pure eccepire sull'esistenza stessa di gruppi sportivi. Da un certo punto di vista di un Paese in crisi, non si potrebbe neppure opporre tante scuse.
Già si notano le prime falle, le prime defezioni, alcuni gruppi tengono solo qualche atleta. Sarà mai un caso che l'atletica italiana ha iniziato a naufragare con lo sgretolamento sistematico del modello (imperfetto) societario, che quanto meno garantiva una certa base di atleti da presentare al consesso internazionale? Nel mezzofondo femminile, per esempio, la sparizione dei gruppi ha di fatto tolto l'unico metodo di incentivazione dei talenti emergenti, che invariabilmente mollano quando entrano nel mondo del lavoro o dell'università, non potendo sostenersi... di aria. Naturalmente poi è un discorso sinergico alle fonti di proselitismo scolastico: ma questo è un altro discorso, che svilupperemo in un'altra occasione.
Ecco, dato per defunto questo mandato federale, ci si augura che il prossimo sappia risolvere questi quesiti, (per quanto riguarda i campionati di società) che sinteticamente riporto:

  1. trovare forme di indennizzo alle società civili che producono atleti che poi passano a quelle militari.
  2. ridare fiato alle aspirazioni societarie dei gruppi sportivi militari.
  3. semplificare il campionato di società, riunendolo, e abolire la Coppa Italia.
  4. inventare una nuova formula per i c.d.s., più dinamica e divertente.

14/05/11

C.d.s. Oristano

Oristano: Nicola Amici (1985) si aggiudica i 100 con 3,0 metri di vento in 10"74, ma il risultato migliore della manifestazione rimane il 13"92 di Francesca Albiani (1989) nei 100hs: 13"92 con 0,7 di vento. Correva da sola.

21/11/10

C.d.S. Master 2011: uno sguardo da vicino al mostro-Fidal

Mettiamo da parte un attimo l'amarezza che caraterrizza l'autunno dei master. Si era finito festeggiando a Cagliari, con la straordinaria organizzazione dei C.d.S. 2010, pensando che il 2011 sarebbe stato ancor migliore, salvo poi svegliarsi in maniera molto brusca in quello che sembra un incubo senza fine. Va bè, per un attimo, come dicevo, vediamo di analizzare quello che sarebbe il prossimo Campionato di Società Master da un punto di vista tecnico, cercando di capire gli aspetti negativi, punto-per-punto.
  1. I c.d.s. master 2011 saranno complicati anzi, sono cervellotici. La prima cosa che appare immediatamente all'occhio è l'estrema complicazione con cui sono stati disegnati. La previsione di 3 fasi con punteggi per società a livello nazionale, di cui due regionali, sembrano davvero una decisione non comprensibile ed artefatta. La semplicità è spesso la soluzione vincente. La complicazione sembra sempre nascondere qualche cosa di poco chiaro.
  2. Far coincidere due fasi su tre a campionati individuali è un errore madornale (infatti una delle due fasi regionali si terrà in corrispondenza dei regionali individuali master, mentre la finale coinciderà con i campionati italiani master individuali), perchè è lapalissiano (come da più persone sostenuto) che in queste manifestazioni l'atleta punta sulla propria prestazione e non certo su quella della squadra, inficiando, modificando, influenzando il reale andamento di un campionato del campionato di società. Avevamo visto il c.d.s. indoor con favore l'utilizzo della stessa formula per i c.d.s. indoor per un semplice motivo di opportunità (la stagione indoor ad Ancona è affollatissima, bisogna contrarre le spese, era una novità assoluta, e non c'erano altre date), ma non per questo era auspicabile fare la stessa cosa nel periodo estivo!
  3. Il sistema di punteggi torna a far pendere la bilancia dalla parte delle società di chi tessera gli over-90 e in generale con un'età media molto alta. Sapete come la pensiamo: bisogna far tornare su un livello di buon senso quelle tabelle, per cui una prestazione di un over-90 umilia tutto il resto del mondo master. Ma non solo: come spiegato da altre parti, la curva dei punteggi dopo i 70 anni ha un impennata verso infinito per nulla oggettiva. E se si parametrassero le tabelle sui record del mondo di categoria? Per ottenere 1200 punti bisognerebbe così ottenere una prestazione che per la WMA è il record del mondo in quella categoria. Così non avremmo (mi perdonino le citazione) un Sansonetti che corre più veloce di Bolt (parametrato), un Riboni che lancia più lontano di Ulf Timmermann, e una Gabre all'altezza della Kumbernuss. Supererebbero probabilmente ancora i 1000, ma tutto il resto del mondo master sarebbe più vicino, senza le  mortificazioni tabellari di cui oggi si è vittime.
  4. Sparisce nei campionati di di società la specialità dei 200hs che tanto è piaciuta a molti master negli ultimi due anni.  Una spacialità a portata di tutti, che metteva contro gli specialisti degli ostacoli bassi con quelli alti, con una storia tutta da scrivere in una spacialità che in Italia ha fatto storia. Purtroppo le belle idee non trovano spazio in questa Fidal.
  5. Gli stranieri non potranno partecipare alla fase finale del campionato di società, perchè è appunto un campionato italiano individuale. Ci hanno pensato lor signori? E questo è un danno per le società che hanno gli stranieri tesserati e che utilizzano nella finale. In una società multietnica (pochi team master presumo finanzino gli atleti master per correre i c.d.s.) questo è un gravissimo errore, dovuto all'insensatezza della formula.
  6. vengono mantenute le incredibili e anacronistiche limitazioni sul numero di gare che si possono disputare in una giornata: sempre due (staffetta incluse). Ma glielo hanno detto che c'è una gara che si chiama "decathlon" che li smentisce in pieno? A parte l'incoerenza della scelta, basta limitazioni di questo genere. Vogliamo l'atletica master piena di Pino Pilotto che possano divertirsi e non subire l'arretratezza di una Fidal che considera i master alla stregua di "anziani". Ci sono i medici che certificano la facoltà di competere: la Fidal non può imporre limitazioni in tal senso sulla salute, quasi che mancasse ai master la capacità di autodeterminare le proprie decisioni. E' chiaro che se uno vuol andare forte, non si farà 3 gare prima... mentre se si vuol divertire andrà necessariamente più piano del dovuto. O sfugge questo aspetto?
  7. Altra anacronismo: chi corre più di 1000 metri, non può fare gare sopra i 200: come dire, i mezzofondisti non possono fare la 4x400. Non potevano scriverlo chiaramente? O pensavano anche alla svedese? Comunque sia, altra limitazione senza senso: se uno corre 10000 metri, se dopo un'ora corre un 400, che problemi di salute potrà mai avere, se non quello di correre tremendamente piano?
  8. L'autocertificazione: ovvero il fai da te sui punteggi. Ovvero, uno sport a posteriori. In realtà la vera essenza dello sport è vivere al momento l'emozione della vittoria o della sconfitta. Non procrastinarla dopo due mesi, una volta arrivate tutte le autocertificazioni delle società. Pensate... a Cosenza si è omesso di indicare questa cosa: bisognerà autocertificare o ci sarà un pool di persone che seguirà istante-per-istante le classifiche delle società master? Volete sapere una cosa? Sarà impossibile produrre una classifica al momento, con 2000 persone e moltissimi atleti per società. Visto che il campionato si tiene a ottobre, quando si saprà del vincitore? Nel 2012 dopo il canonico mese per le autocertificazioni? Baggianata.
  9. Come rilevato da Luca Landoni su AtleticaWeek, i 150 punti a scendere attribuiti a livello nazionale durante le fasi regionali e i 300 punti regalati alla prima società a Cosenza, non cambiano nulla. Non è che rimescolando le cose raddoppiando i punti apicali, visto che i punteggi sono a scendere di punto in punto e la finale del c.d.s. se la disputeranno le società già protagoniste delle prime due fasi (quelle che autocertificheranno...).
  10. Ma pensate cosa sta scritto al punto 5.5 delle "norme tecniche comuni a tutte le fasi di svolgimento" del c.d.s.: All’atleta  che venga iscritto a più di tre gare individuali, verranno depennate d’ufficio le gare eccedenti e dovrà disputare le prime tre gare in ordine d’orario. Nel caso invece che partecipi a più di tre gare individuali e una staffetta verranno annullati a tutti gli effetti i risultati delle gare ultime in ordine  di orario. Ma ai Regionali Master si può partecipare a 2 gare per giornata!! Agli italiani individuali idem!! Cosa vuol dire?? Che uno che si presenta ai due campionati individuali con ambizioni individuali, nel nome del c.d.s. si vedrà cancellare delle gare? Pazzesco... E se ad un atleta non interessa il c.d.s., e ad un altro sì? Disparità di trattamento?! 
  11. si è snaturato completamente il senso del campionato di società master, questo senza ombra di dubbio. Il fatto che vengano previsti premi a pioggia su 16-società-16 la dice lunga sulla volontà di cancellazione della finale... risorse di cui molti avrebbero fatto a meno pur di potersi divertire insieme. Evidentemente situazioni (ed emozioni) lontane anni luce dal modo di pensare punitivo della cricca-Fidal.
Volevo essere un pò distaccato, ma non ci si riesce. Il Campionato Italiano di Società Master del 2011 è davvero impresentabile. Mi chiedo: si è fatta avanti Caorle per ospitare la Finale. Sappiamo che tante altre sedi per altre manifestazioni nazionali (senior e giovanili) non sono state ancora individuate, e questo toglie dalla lista delle ipotesi sulla cancellazione dei c.d.s. master la mancanza di una società ospitante che si fosse fatta avanti. Quindi? Per quale motivo sono stati cancellati... ripicca?

18/11/10

Crociata anti-Fidal: anche Atleticaweek contro i c.d.s. master 2011

Non passa giorno dove il malcontento del mondo master invada spazi, tempi, situazioni, persone... Ormai ne sono quasi certo, la Fidal coi master ha impugnato la voluntas punitiva: dopo le rimostranze, le lettere, le prese di posizione, le voci pro e contro, evidentemente un mondo che esprime i propri giudizi (soprattutto se negativi) dà fastidio all'establishment. Se poi il malcontento si organizza, si creano gruppi, unità di intenti, la tirrannidi sono solite mettere in campo il peggio di sè. Per fortuna parliamo di un'Organizzazione sportiva con derive populiste basate sulla faccia tosta, e soprattutto attualmente formata da persone che a dispetto dell'età si comportano in maniera decisamente infantile (se mi fanno la bua, gli tolgo i c.d.s. master, ecco! Tiè!). Non voglio comunque dilungarmi sullo spessore e l'onestà  intellettuale di questi soggetti (troppo nobile per costoro dire "scusateci, c'è stato un malinteso, abbiamo sbagliato, rimediamo... insieme") quanto segnalare che andando avanti così essi stessi si stanno scavando la fossa "politica" per tutto quello che saranno i loro rapporti con i master e il loro futuro carrieristico nella Fidal. Amen. Quello che voglio segnalare è che anche uno dei siti più visitati dell'atletica, Atleticaweek, ha aperto una sezione dedicata ai master, e l'ha aperto con una cannonata contro la Fidal. Giusto così. Estensore dell'articolo è l'ubiquo Luca Landoni, già articolista del mensile Correre, demiurgo del sito internet Gamefox (che trasmette anche in diretta radio moltissimi appuntamenti sportivi nazionali ed internazionali di qualsiasi natura, con centinaia di migliaia di contatti alla settimana) oltre che risultare collaboratore di altre testate sportive e politiche. Nell'articolo di Landoni, si disegna una panormaica di quello che saranno i prossimi c.d.s. master, l'incoerenza della formula e soprattutto la sua inconsistenza. Al termine di questo pezzo troverete il link al primo articolo di Luca. Come possiamo commentare? Che ormai il net, quella che segue criticamente gli avvenimenti, sembra aver capito la dimensione del cambiamento (della distruzione); l'hanno capito molte società anche non civili, e l'hanno capito anche tutti coloro che hanno avuto il loro piccolo tornaconto (le arinote società civili di prima fascia, i "grandi elettori" di Arese II, che esprimono anche in Fidal la loro pesante e deleteria presenza: andatevi a leggere gli articoli del Sig. Zippel su Easyseed2000.it per iniziare a farvi un'idea).

17/11/10

C.d.S. Master: il Veneto toglie gli ormeggi e se ne va...

I toni utilizzati dalle società master venete nel verbale del primo atto formale di critica alla Fidal Nazionale sembrano denotare un certo grado di civiltà, moderazione, logica. Personalmente ne dò un'interpretazione più forte, perchè comunque la si voglia vedere e la si voglia girare, e nonostante le società venete abbiano utilizzato parole morbide e soffici, si tratta del primo atto di "sfiducia" a questa Fidal nazionale che viene, (attenzione!!) non solo dalle società, ma in presenza di un rappresentante della Fidal Veneto. In estrema sintesi, le società master venete non autocertificheranno così come richiesto dallo sciagurato dispositivo approvato quest'anno, i risultati delle due incomprensibili fasi regionali e che danno accesso alla finale di Cosenza (probabilmente per dargli una mano quanto ad iscrizioni). E allora, cosa succederà? Succederà che nella cassetta delle poste della Fidal (o nella sua webmail) non ci saranno le loro letterine: non sottoscriverendo i loro punteggi, queste società si toglieranno di fatto dalla competizione. Verranno così a mancare società di primo piano del mondo master, come le campionesse 2009 dell'ASI Veneto e delle due super-società maschili (i Voltan Martellago e la San Marco Venezia). La prima bocciatura ufficiale certificata a questo punto, cui vedremo se seguiranno altre società e altre Federazioni regionali.
Sapete, nella lettura del dispositivo dei maldestri c.d.s., emergono anche alcune cose sconfortanti, permettetemi. Siamo su questo sito da 3 anni a gridare che le tabelle oggi utilizzate sono squilibrate a favore delle categorie più "anziane" e la nuova rivisitazione Fidal che fa? Favorirà in maniera disarmente gli ultra 90enni, che così nella lora onesta prestazione spareranno 1300 punti (e oltre) a gara (in pratica due ottime prestazioni di atleti "giovani"). Prestazioni che nemmeno Bolt potrebbe avvicinare, annichilendo addirittura prima che inizi il campionato di società le velleità delle società con atleti nelle categorie più affolate e giovanili: un boomerang, una mazzata senza senso che va contro la diffusione dell'atletica tra i master e contro, soprattutto, il buon senso. Che vada contro i campionati di società, penso lo si sia capito da diverso tampo, anche se il provvedimento era evidentemente l'ennesimo tentativo di rammendare un pasticcio con un altro pasticcio.
Dai, su! Non ci prendete in giro! Quanto meno, con la finale dei c.d.s., il divario veniva lenito dai punteggi a posizione (anche se si sarebbe dovuto diminuire i punteggi apicali, da 100 a 30 almeno). Poi, se avete letto il dispositivo,  con le diverse sommatorie nelle tre fasi: si potrebbe paradossalmente arrivare alla terza fase a giochi già fatti e soprattutto sarebbe impossibile (e francamente ridicolo) creare una classifica finale degna di tal nome e che rappresenti il potenziale delle società master in campo. Dio mio che mostro è stato partorito... un sudoku svilente, irriguardoso, quasi una presa in giro. Togliamo il quasi. Ne scriveremo dettagliatamente nel prossimo articolo.
Tornando alle tesi delle società master venete, presenti nel verbale che vi linko qui sotto, come non condividerle? Si dice che sarà cancellato l'evento più entusiasmante per il mondo master, quello più divertente, per molte società l'avvenimento più atteso, per il ritorno d'immagine necessario ai propri sponsor (ma ci pensano i signori della Fidal a queste cose, o pensano solo ai brand di qualche casa di abbigliamento?). 
Certo che sarebbe proprio bello sapere chi c'è dietro tutto questo, cosa spinge a voler far male a tutti i master... Il ministro Bondi dopo il crollo di un'ala della Schola Armatorum a Pompei, ha naturalmente declinato le proprie dimissioni. Dopo i pasticci autunnali orditi a danno del mondo master (altrochè crollo... qui si parla di distruzione a tappeto), sarebbe il caso che qualcuno rassegnasse il proprio mandato da consigliere visto che dovendo tutelare il mondo master, in realtà lo ha ucciso. Tranquillamente e serenamente: ci dimenticheremmo di lui (o di loro) senza colpo ferire.E adesso aspettiamo tutti coloro che aderiranno a questa iniziativa (la prima) forte.

09/11/10

Master-fregati: i papocchi e la exit strategy di Alessandro Cipriani

Prima di introdurre la proposta di Alessandro Cipriani, mi soffermo un attimo su alcune questioni. Ci si voleva infatti far credere che qualche cosa fosse cambiato, con un parziale ravvedimento su alcuni aspetti della stagione master 2011. In realtà la banda continua a suonare allegramente mentre il Titanic sta velocemente affondando. Purtroppo all'orizzonte (o nelle acque gelide) non ci sarà nessun Di Caprio a salvarci una volta inabissati con il bastimento: si andrà a picco (almeno per il 2011) in attesa di svegliarci nel 2012 con un nuovo presidente federale che gliene importi qualcosa dell'atletica leggera italiana e non del suo Brand, un consiglio federale che gliene freghi qualcosa dell'atletica leggera italiana e non dei propri viaggi (e che non sia il simulacro dei generali di Saddam), dei responsabili master cui freghi qualcosa del mondo master (a tutti i livelli: basta, davvero, con immobilismi, tatticismi e giochetti! Ci viene la nausea). Le novità sono un pasticcio bello e buono, una sorta di presa in giro continua, una contrazione ai minimi termini dell'attività master, se è vero (come sarà probabilmente vero), che i campionati individuali a tutti i livelli (regionali e nazionali) coincideranno con i societari. Propongo alla setta degli illuminati in via di estinzione (in quanto a poltrone) di provare una soluzione finale, drastica: in tre giorni, a Cosenza, far valere quella riunione come campionato provinciale (per tutte le oltre 100 province italiane), regionale (per tutte le 20 regioni), nazionale (a livello individuale). Quindi considerarlo contemporanemante come campionato regionale e come finale del campionato di società. Ci pensate? Uno corre e contemporaneamente , se gli va bene, diverrebbe campione provinciale, regionale, italiano, porterebbe punti alla propria società per andare alla finale del c.d.s., che avrebbe per altro già portato a termine!  5 fave con un master. O un master per 5 fave. O una fava di master... Poi si potrebbero creare condizioni per cui uno diviene campione provinciale, ma arriva secondo ai regionali e terzo ai nazionali, ma magari porterebbe più punti per la sua società in quella specialità! Troppo bello, davvero! Oltre naturalmente a soddisfare quella che forse con un pizzico di ingenuità ha fatto trapelare Felicetti nella sua appassionata egloga contro Webatletica e Atleticanet: creare "indotto" turistico a Cosenza. Purtroppo su questo aspetto, lo ammetto, sono un dannato tradizionalista: le mie ferie non le decide nè Arese, nè il consiglio di generali iraqeni incarnato nel Consiglio Federale, nè la Fidal Calabria, nè tantomeno Felicetti. Se faccio sport è per fare agonismo, stare sulla pista, sulle tribune, viverne ed assaporarne il mondo, non per fare il turista della terza età con viaggi per la Calabria (peraltro bellissima) o il Trentino Alto Adige o la Romagna, con visita guidata alle strutture sportive. 
E' peraltro giusto dare a Cesare quel che è di Cesare: quanto meno gli italiani individuali dovrebbero essere spostati a fine settembre e dovrebbe vedersi la vita un campionato italiano dove confluirebbero un pò di cose, come le staffette e le prove multiple (e il pentalanci no?). Inutile ricordare l'esperienza di "stralcio" delle staffette a Lecce di tre anni fa, dove le staffette TOTALI furono una decina, e praticamente tutte pugliesi. Un successone tramandato ai posteri, con la differenza che magari adesso vi parteciperebbero i decathleti e le eptathlete impegnati nei contemporanei campionati italiani. Ma sono troppo simpatici questi rappresentanti della Fidal! Non vi fanno divertire? Non state ridendo gioiosi anche voi?
Prima di lasciarvi a Cipriani e alla sua positività e fattività, faccio un ulteriore pubblico appello alle persone di buon senso che si trovano laggiù, a Roma: rimettete la finale del Campionato di Società in una sede a sè stante, rimettete la finale del pentalanci, rimettete le staffette al loro posto: non si cambiano le cose che vanno e che piacciono. Si cambiano le cose che non vanno (magari si potessero cambiare anche le persone che non fanno il bene del mondo master!) e soprattutto si dialoghi con il mondo master. La cosa peggiore è stata probabilmente questa: aver fatto scelte senza consultare, chiedere, domandare, pensando chissà come di poter interpretare quello che pensano 4000 persone e 200 società (quelli della strada lasciamoli per il momento fuori). 
Ora, pensiamo in positivo: Alessandro Cipriani ci propone una exit-strategy, una proposta sulla quale ragionare e che, benchè non facile, può essere già qualche cosa. In attesa di conoscere dalle riunioni che si terranno nelle prossime settimane di società, dirigenti e atleti master, quelle che saranno le altre proposte di reazione ai nonsensi partoriti quest'anno dalla Fidal. La sua idea è quella di imporre la nostra versione, a prescindere dalle decisioni della Fidal. Dare ad una riunione un significato solo nostro, checchè ne dica la Fidal. Qua sotto trovate la sua proposta. Commentate e criticate.

06/11/10

Lo sfogo di Tifi: i c.d.s. ridotti allo stato vegetativo

(di Alessandro Tifi) - Dalla lettura del nuovo regolamento dei CDS master 2011, mi sorgono alcuni dubbi ed alcune perplessità.  Cominciando dalla fine mi viene da dire che è stato quasi completamente tolto quello che più piaceva a tutti (la finale) ed inserito maggiormente ciò che creava meno seguito e partecipazione (la fase regionale). In dettaglio: vengono create due fasi regionali (di cui una “mischiata” dentro gli individuali), al posto di una, quando nella maggior parte delle regioni raggruppamenti, risultava una gara con scarsa partecipazione e viene accorpata la finale (la gara con più seguito ed apprezzamento) negli individuali. Già la terminologia mi crea dei problemi: regionali/italiani individuali validi come c.d.s. Ma sono individuali o di società? tutti e due o nessuno dei due? boh.
Un altro dubbio è su quante gare si possono fare. Se fino a quest’anno agli individuali potevo fare 3 o più gare, oggi di queste mi vengono considerate ai fini del punteggio per la società, solo le prime due in ordine di esecuzione temporale, se alla società portavo punti con la terza (in ordine di orario) ora questo punteggio lo perdo. Un’altra perplessità è tecnico/tattica: in molte specialità, agli individuali, posso puntare al titolo e fare di conseguenza gara “tattica”, ma cosi il punteggio per la società ne risentirebbe, cosa sacrificare delle due, visto che sono inserito in un contesto “ibrido” che non è ne individuale ne di squadra? Un’ulteriore dubbio, incongruenza: il programma dei c.d.s. cosi com’è stato progettato, è su tutte le specialità in programma, che sono ben più di 15, si possono scartare molte gare, per cui le società si confronteranno su un insieme di gare ben diverso l’una dall’altra. Mi viene da dire che converrebbe schierare atleti nelle gare con meno partecipanti, che so’ asta, o siepi, o ostacoli lunghi, dove l’ultimo che magari è dodicesimo prende dodici punti, mentre l’ultimo dei 100 ne prende 150... Un altro punto che non mi convince è che essendo il campionato in prevalenza individuale, alle gare prenderanno senz’altro parte anche molti atleti che non fanno “squadra” andando ulteriormente a modificare quello che è un aspetto peculiare di un cds .  Tra i tanti aspetti che si vanno a perdere, e che non mi convincono, c’è poi il discorso dell’autocertificazione che non consente di stipulare una classifica in tempo “reale” e sul campo, togliendo il piacere delle premiazioni a caldo (stanno circolando sul web bellissime foto di tali premiazioni). Per finire un pensiero: come può essere che se dappertutto si stanno organizzando riunioni, gruppi e quant’altro a conferma di un diffuso dissenso, che penso sfiori l’unanimità, la decisione di due/tre persone (quante non lo sò), prevalga sulla collettività?
All’appello “non ci togliete i cds” mi sembra la risposta sia stata: non li abbiamo uccisi , ma ridotti allo stato vegetativo.