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08/06/11

Lematre al nuovo record nazionale: 9.96!

(di Sasuke) Grandi risultati degli atleti di casa al meeting di Meeting International d’Athlétisme de Montreuil che sono riuscito più o meno a seguire in diretta ieri sera in streaming. Purtroppo il sito si è bloccato e non ho potuto gustarmi in diretta il risultato copertina: Christophe Lemaitre al nuovo record di Francia, 9.96 (quarta volta sotto i 10 secondi). Che il ragazzo fosse in condizione lo si era già visto quando era arrivato solamente 9 centesimi dietro Bolt (e 7 dietro Asafa Powell) al Golden Gala di Roma. Il francesino (già andato bene anche sui 200 metri, 20.33) giunge secondo dietro il forte Yohan Blake (9.95, da cui però, avendo già corso in un ventoso 9.80, qualcuno avrebbe potuto aspettarsi qualcosa in meno). Completano il quadro un buon Daniel Bailey (10.00) e Dwain Chambers (10.09) da cui mi aspettavo, forse, qualcosina in più. In gara anche Fabio Cerutti, unico azzurro, che chiude la sua gara settimo con 10.34 (comunque seconda prestazione italiana stagionale dietro Emanuele di Gregorio). Il vento, per la cronaca, era +0.9, ma le condizioni atmosferiche non erano eccezionali (temperature sui 14 gradi). Tra gli altri risultati maschili, buon 13.22 nei 110 ostacoli per Joel Brown che trascina al personale anche Jeff Porter (13.34). Mondiale stagionale per Renaud Lavillenie nel salto con l'asta (5.83 alla prima prova) in una gara in cui si è messo in mostra anche Romain Mesnil (5.73) mentre la star del triplo, Teddy Tamgho stravince con 17.67 davanti ad Alexis Copello (17.01). Bene anche Perdita Felicien (12.73) allo stagionale sugli ostacoli e la poco conosciuta Maryna Arzamasva che vince gli 800 metri in 1.59.74 (PB). Completano il quadro dei risultati il buon 11.25 di Mariya Ryemyen (PB) che si toglie lo sfizio di battere per una volta la connazionale e amica Olesya Povh (11.34) e Veronique Mang (11.44).

09/05/11

Riecco Lemaitre: 20.33 sui 200

(di Sasuke) Ci eravamo lasciati con un Christophe Lemaitre giunto terzo agli europei indoor di Parigi, ad un solo centesimo dal nostro Emanuele di Gregorio, che aveva chiuso discretamente una stagione al coperto non memorabile: i suoi primi risultati, sul piede del 6.67, non avevano certo entusiasmato specialmente visto che il ragazzo aveva dichiarato, come fanno molti atleti imprudentemente, di voler addirittura migliorare il record di Francia di Ronald Pognon, un superbo 6.45. Pognon che è sempre più spento e che ogni stagione riesce a fare peggio della precedente. Per ora è fermo a 10.65 nei 100 e ad un imbarazzante 21.71 nei 200 (tralaltro addirittura ventoso, +2.5). Difficile capire cosa gli sia successo.
 Tornando a Christophe, l'anno scorso il ragazzo, classe 1990, aveva stupito il mondo diventando il primo bianco ad infrangere la soglia dei 10.00 nei 100 metri; prima di lui c'era andato molto vicino il nostro Pietro Mennea, correndo in 10.01 (tuttora record italiano). Quest'anno Lemaitre aveva già esordito su un 100 in un peraltro discreto 10.19 (+0.8) il 23 di aprile ma è sui 200 che piazza il tempone: 20.33, con un vento in faccia di -2.2 che di certo non aiuta, che è la miglior prestazione stagionale europea e decima al mondo. Al coperto sui 200 non aveva mostrato grandi cose (solo 21.18) ma se le premesse sono queste non mi stupirei di vedere il ragazzo correre presto sotto i 20 secondi, soglia di eccellenza internazionale.

Finora l'unico capace di tanto è stato il giamaicano Nickel Ashmeade, sempre del 1990, capace di regolare avversari come Nesta Carter (20.25), Wallace Spearmon (20.16) e Steve Mullings (20.15), oltre che Asafa Powell che si è praticamente fermato per una strana sensazione ad una gamba e che ha chiuso ultimo in un pessimo 21.40 (che sarebbe comunque la terza prestazione italiana stagionale).
Tra gli altri risultati di alto livello, ottimo 100 firmato da Yohan Blake che piazza addirittura un 9.80 (segnato prima 9.77 e poi corretto): peccato per il vento, +2.2, leggermente superiore alla norma. Dietro di lui sotto i 10 anche Daniel Bailey (tornato ai livelli di un paio di stagioni fa, dopo non aver combinato molto nel 2010, 9.94), Michael Rodgers (9.96) e Michael Frater (9.98). Peccato solo non aver assistito ad una battaglia tra Carter e Blake; se Asafa non si da una mossa, rischia di rimanere a casa invece che andare a Daegu. Al femminile, ottima Shelly-Ann Fraser-Price che piazza un formidabile 22.10 (+2.4) con cui va a batter niente di meno che Veronica Campbell-Brown (22.37) e che suggerisce come la Fraser possa doppiare ai mondiali. Altri risultati degni di nota vengono dai 400 femminili, con Novlene Williams-Mills (50.71) che si impone su Rosemarie White (51.15) ,Kaliese Spencer (51.30) e su una Sanya Richards (51.62) non ancora al top della forma. Buon 1.58.41 per Kenia Sinclair, che firma il doppio giro di pista, mentre Justin Gaymon (48.58) la spunta sul campione mondiale e detentore del record dei 400 indoor Kerron Clement (48.74).

Concludo questo mio articolo con una riflessione personale. La stagione è iniziata presto quest'anno (basti pensare che il Golden Gala qualche anno fa era a Luglio e che quest'anno è alla fine di Maggio) e molti degli atleti top (Lavillenie, Cantwell, la Richards, Clement, Jackson...) non sono ancora al top della forma e sono già stati battuti anche non di poco. Nella speranza che tutti trovino la forma migliore, mi chiedo se forse non sarebbe convenuto dare il via alla stagione qualche settimana dopo.

08/02/11

A Lievin stecca Obrist - La Mantia "solo" 14,05 - Italiani opachi

Mi aspettavo Christian Obrist sui 1500 a Parigi, mentre a sorpresa me lo sono trovato iscritto sugli 800 a Lievin. Ed è finita che si è preso pure una bastonata (solo sportiva, eh) dal rampante Giordano Benedetti, ma purtroppo per entrambi ben lontani dal minimo della Fidasics: 1'49"76 contro l'1'50"83 dell'altoatesino. Pass nemmeno per Agnes Tschurtschenthaler, molto lontana dal 9'03" richiesto dalla Federazione. 9'25"87, lontanissima da tutte le altre contendenti della gara. Simona La Mantia è giunta buona seconda, ma con un 14,05 non certo "da medaglia" a Parigi (e un solo salto oltre i 14), ma c'è tanto tempo per rimediare. L'ha preceduta l'ucraina Olha Saladuha con 14,37. Fabrizio Schembri invece non è andato oltre un buon 16,72, ma che è misura che non gli potrà regalare grande soddisfazioni tra un mese. 
Il miglior risultato tecnico l'ha sicuramente ottenuto Teddy Thamgo che nel salto triplo è arrivato a 17,64. Misura-monstre. Jonathan Edwards si sta avvicinando. 
Nei 60 femminili non poteva mancare l'ucraina Olesya Povh, onnipresente in giro per l'Europa negli ultimi tempi e che stavolta ha avuto un pò di difficoltà ad annichilire l'africana Ruddy Zang Milama (7"17 per entrambe). Nessuna novità in chiave europea su questa specialità che possa impensierire ulteriormente Manuela Levorato da quello che dovrebbe essere un obiettivo primario: accedere alla finale. Poi c'è tempo per sognare.  
Nei 60 maschili Christophe Lemaitre continua ad arrancare in tempi appena sotto i 6"70: le sue gare di solito, all'aperto, iniziano proprio da lì, dove al coperto in realtà finiscono (6"68 e 6"69). Lemaitre si è poi cimentato in un 200 chiudendo secondo in 21"18 battuto dal tedesco Sebastian Ernst con 20"93. Registro nelle batterie la lenta eclissi di Ronald Pognon (6"76), mentre non sembra aver fine la carriera di Kim Collins, che ha finito in 6"61 terzo dopo il 6"62 in batteria. Vittoria del giamaicano di turno, Lerone Clarke con 6"59
E siccome in Francia hanno una cultura dello spettacolo connesso all'atletica, ci hanno piazzato pure un bel 300 con Leslie Dijone che vince in 32"68. In gara anche i fratelli-gemelli Borlee. 
Gli 800 femminili, orfani di Elisa Cusma, che ormai mi rassegno a non vedere fino agli italiani, si animano a livello continentale: stavolta a vincerli è stata la britannica Jennifer Meadows con 2'00"29.   
Renaud Lavillenie supera ancora i 5,90 nel salto con l'asta, e si candida all'oro parigino.