09/01/11

Due record del mondo sui 1500 dalla Francia

Pierre Faucheur, world record 1500 M55
Dopo la notizia di ieri del record del mondo M55 di Keith Bateman di cui si è dato conto ieri, un mesetto fa proprio sui 1500 indoor, in una riunione a Metz Pierre Faucheur stabiliva il record del mondo indoor della stessa specialità. 4'21"94 contro il precedente record stabilito da Alistair Dunlop nel 2009 (qui la notizia che scrissi allora) con 4'24"39. Nella cronologia dei record, prima dei due atleti il mostro-sacro Nolan Shaheed. Il 27 novembre dello scorso anno Jean Luis Esnault, M70, ha stabilito il record del mondo anch'esso sui 1500 indoor con 5'03"79. Il record precedente era detenuto dal tedesco Karl Walter Trumper con 5'09"62 (qui la notizia di allora nel mio blog). 

L'AGC del Weekend Master

2010 INDOOR
AGC GARA RESULT cat no ATLETA LOCALITA'
92,92 60 7"50 M45 1966 BOLDRINI ANTONIO MODENA
92,16 60 7"67 M45 1964 MAZZOCCONI PAOLO MODENA
91,10
60 8"77 M65 1946 MALLARDI GIULIO ANCONA
90,65 60 7"18 M35 1975 TUGNOLO STEFANO MODENA
90,12 60 7"90 M45 1963 BARCHI PAOLO MODENA
89,84 60 8"38 M55 1955 CAPECCHI RENZO ANCONA
89,80
60 8"27 M50 1957 MASI ROBERTO ANCONA
89,32 60 9"70 F55 1953 QUILLERI MARIUCCIA MODENA
89,18 60 8"10 M50 1961 GHIDETTI ENRICO ANCONA
89,02 60 8"17 M50 1960 AMBROSINI DANIELE ANCONA
88,89 60 7"84 M45 1966 MINICHIELLO CIRIACO MODENA
88,33 60 8"06 M45 1963 FILIPPIN LUCA MODENA
88,16 60 8"61 F45 1966 TELLINI SUSANNA MODENA
88,03 60 8"03 M45 1964 PAPETTI LUIGI MODENA
87,12 60 7"88 M40 1968 BENATI GIAN PAOLO MODENA
86,30 60 8"37 M50 1961 URBANI GIANLUCA ANCONA
86,25 60 7"90 M40 1969 BONZI ANGELO MODENA
85,21 400 59"69 M50 1957 SALVI MASSIMILIANO ANCONA
84,68 60 8"77 M50 1957 GIRETTI GIUSEPPE ANCONA
84,65 60 7"63 M35 1976 CARATTONI MARCELLO ANCONA
84,02 800 2'16"10 F35 1973 TISELLI PAOLA ANCONA
83,73 200 24"88 M40 1971 MADEDDU OSCAR ANCONA
83,37 400 1'04"98 F40 1968 GIORGI GIGLIOLA ANCONA
82,93 60 8"34 M40 1967 MARTIGNANI ALBERTO MODENA
82,39 1500 4'50"84 F35 1973 D'ANGELO FRANCESCA ANCONA
81,25 1500 4'43"37 M45 1966 ALBERTINI STEFANO ANCONA
80,08 60 8"19 M35 1974 ZAMPONI PAOLO ANCONA
79,14 800 2'31"14 F40 1968 GIORGI GIGLIOLA ANCONA
79,13 60 8"85 F35 1973 BALLISTRERI LOREDANA ANCONA
78,97 1500 4'29"53 M35 1974 BEZZI ANDREA ANCONA

Primo weekend di gare: Tellini vicina al record dei 60 F45, Tiselli 2'16"10 sugli 800

Paola Tiselli impegnata in una gara indoor
Primo weekend di gare indoor in Italia e primi risultati che affluiscono cum abudantia. Abbastanza facile monitorare tutto quello che succede nei vari impianti dislocati in Italia visto che sono... tre. Anzi uno con una pista intera (cosa che rimane pazzesca in un Paese dalla tradizione sportiva ultracentenaria) e una manciata di tunnel. Come tutti sanno l'impianto di Padova nemmeno quest'anno vedrà la luce, ma a pensar male spesso ci si a'zzecca come qualcuno sostiene, e... allora, probabilmente la pista sarà a disposizione solo dal 2012, cioè in corrispondenza (ed è solo un caso...) con l'ultimo anno di mandato di Arese II. Nei piccoli comuni coprono le buche e rifanno le strade sei mesi prima delle elezioni successive: analogamente la Fidal vedrà bene di presentare un nuovo strumento per tutti nell'anno "giusto". Sarà un caso, eh... Tornando alle gare, già rinvenuti una trentina di risultati di atleti over-35 bypassati all'AGC 2006 (non vi sono edizioni più aggiornate). A sorpresa in testa nella speciale classifica personale troviamo Antonio Boldrini, classe 1966, che a Modena è riuscito a correre in 7"50 che tradotto significa un notevole 92,92% issandosi in testa alla classifica speciale personale. Ottimo esordio di un lunghista prestato per un giorno alla velocità e già evidentemente tra i migliori della propria categoria, quando gli altri top-sprinter M45 hanno palesato qualche problema di troppo negli ultimi mesi. Un altro M45 in evidenza sempre a Modena: Paolo Mazzocconi (1964) che ha fermato i cronometri in 7"67, cioè 92,16%. Volando velocemente ad Ancona, il migliore in termini percentuali è risultato essere Giulio Mallardi (1946): 8"77 e 91,10%. Appare già in ottime condizioni di forma Stefano Tugnolo (1975), che a Modena ha corso prima in 7"21 in batteria, scendendo sotto la barriera dei 7"20 in finale: 7"18 e 90,65%, quarto al momento nella freschissima classifica 2011 AGC. Il quinto a salire nella giornata di sabato sopra il 90% AGC (la soglia di eccellenza internazionale, così come comunemente stabilito) è stato invece Paolo Barchi (1963): il terzo M45 di giornata ad aver infranto questa barriera psicologica. 7"90 e 90,12% per lui. 
Tra le donne, miglior risultato tecnico di giornata è stato quello di Susanna Tellini (1966) che a Modena ha finito il suo 60 in 8"61, cioè solo 6 centesimi sopra il record italiano F45 detenuto in coabitazione da Rosa Marchi e Marinella Signori con 8"55, stabilito nella stessa giornata del 28 febbraio 2009 ad Ancona. Traslitterazione AGC 88,16%. Ma meglio di lei ha fatto in termini percentuali la bresciana Mariuccia Quilleri (1953) che sempre a Modena ha corso in 9"70, cioè 89,32% (record di categoria fissato da Umbertina Contini a 9"17).
Nella giornata odierna, buon esordio di Paola Tiselli (1973) sugli 800 in 2'16"10, che equivale 84,02%. 

08/01/11

Amputata una gamba ad Ilke Wyludda, campionessa olimpica di Atlanta '96

Ilke Wyludda
La campionessa olimpica del disco di Atlanta '96, la tedesca Ilke Wyludda, sta in questi giorni vivendo un terribile dramma. Le è stata infatti amputata la gamba destra dopo aver contratto una setticemia. "Avevo una sola scelta, tra perdere una gamba o perdere la vita, così ho scelto di vivere" ha detto la 41enne ex atleta tedesca al settimanale tedesco Bild. Nata a Leipzig, la Wyludda ha subito negli ultimi anni molti interventi chirurgici, la maggior parte dei quali al ginocchio destro, prima di giungere alla decisione di amputare la gamba. "Il dolore era diventato una parte di me" ha commentato dimostrando una gran forza d'animo anche in una situazione di profondo disagio. Dopo essersi ritirata dalle competizioni, la ex-atleta DDR si stava esercitando come paramedico. La Wyludda è stata una grandissima atleta rimasta nel corso della propria carriera sempre ai vertici mondiali nei lanci: dopo aver stabilito la bellezza di 11 record mondiali junior, ha conquistato l'oro ad Atlanta '96 nel lancio del disco con 69,66. Si ritirò senza aver mai vinto un titolo mondiale, conquistando l'argento a Tokyo '91. Ha avuto una striscia vincente di 41 vittorie, dal 1985 sino al 1991, terminando la vittorie in-a-row proprio in coincidenza con i mondiali giapponesi, dove fu sconfitta dalla bulgara Khristova. Si ricordano infine due titoli europei... e ora, purtroppo, questo dramma. 

Gli atleti del mese del 2010

Gli atleti del mese da agosto a ottobre... piccola retrospettiva

Mi sono un pò perso su questo "ambito" riconoscimento a luglio dell'anno scorso. Poi gli eventi mi hanno inopinatamente soverchiato. Poi mi son sempre detto che avrei recuperato, ma... niente da fare. Rimedio solo oggi con un solo articolo sugli atleti dei mesi di agosto, settembre, ottobre: a novembre l'attività su pista è ferma, quindi... 
  • Agosto: Giuseppina Perlino: avendovi assistito de visu, non potevo non considerare il record italiano W45 dei 200 metri stabilito dalla Peppa a Chiasso in una bellissima giornata estiva (fresca e radiosa) tardo-agostana. 27"66 con brezza leggermente contraria, come scrivevo allora (qui il link all'articolo). 
  • Settembre: Stefano Avigo: per lui parla un record clamoroso sugli 800 M40: 1'55"06 ottenuto all'Arena di Milano in un serata forse un pò troppo fredda, ma sicuramente memorabile per l'atleta bresciano (qui al link dell'articolo di allora). Primo Over-40 sotto l'1'56", e spezzato il binomio Ferrari-Gennari-Litta che deteneva il record in coabitazione con 1'56"18.
  • Ottobre: Luciano Acquarone: la mensilità gli spetta per il record italiano sui 3000 M80 stabilito durante i campionati italiani di società a Cagliari ad inizio ottobre. In realtà il premio ad una stagione in cui i record italiani sono stati ben 6: 1500, 3000, 5000, 10000, mezza maratona, e 3000 indoor.

07/01/11

I record del 2011

Record Mondiali
  1. 5000 M55 outdoor: 15'29"7 - Keith Bateman - Sydney (AUS) - ??/01/2011
  2. triplo W45 indoor: 11,49 - Elisa Neviani (Italia) - Modena (ITA) - 09/01/2011
  3. 200 W45 indoor: 25"44 - Maryvonne Icarre (Francia) - Eaubonne (FRA) - 09/01/2011
  4. asta M65 indoor: 3,51 - Matti Kilpelainen (Francia) - Ypsilanti (USA) - 08/01/2011
  5. asta W75 indoor: 6-4.75 Flo Meiler (USA) - Hanover (USA) - 09/01/2011
  6. miglio W75 indoor: 8'21"50 - Mary Harada (USA) - 08/01/2011
  7. 800 M50 indoor: 1'59"94 - Anselm LeBourne (USA) - 29/01/2011

Record Europei
  1. triplo W45 indoor: 11,49 - Elisa Neviani (Italia) - Modena - 09/01/2011
  2. 200 W45 indoor: 25"44 - Maryvonne Icarre (Francia) - Eaubonne - 09/01/2011
  3. asta M65 indoor: 3,51 - Matti Kilpelainen (Francia) - Ypsilanti (USA) - 08/01/2011
Record Italiani
  1. triplo W45 indoor: 11,49 - Elisa Neviani (Italia) - Modena - 09/01/2011
  2. peso M60 indoor: 13,53 - Antonio Maino - Schio - 15/01/2011
  3. marcia 3 km indoor: 11'59"69 - Vincenzo Magliulo - Ponticelli - 15/01/2011
  4. 800 F45 indoor: 2'25"57 - Barbara Martinelli - Ancona - 16/01/2011
  5. asta M40 indoor: 4,80 (eg) - Giacomo Befani - Ancona - 23/01/2011
  6. alto M35 indoor: 2,22 (eg) - Nicola Ciotti - Trinec - 26/01/2011
  7. 800 F40 indoor: 2'12"80 - Mara Cerini - Magglingen - 29/01/2011
  8. 60 F50 indoor: 8"66 - Daniela Ferrian - Aosta - 29/01/11
  9. 60 F45 indoor: 8"47 - Annalisa Gambelli - Ancona - 30/01/11
  10. peso M60 indoor: 13,71 - Antonio Maino - Schio - 29/01/2011
  11. lungo F45 indoor: 4,94 - Susanna Tellini - Padova - 29/01/2011
  12. alto F45 indoor: 1,54 - Tiziana Piconese - Padova - 29/01/2011
  13. 200 F45 indoor: 27"82 - Annalisa Gambelli - Ancona - 05/02/2011
  14. triplo M35 indoor: 17,03 - Fabrizio Donato - Ancona - 05/02/2011
  15. alto M35 indoor: 2,28 - Nicola Ciotti - Banska Bistryca - 09/02/2011
  16. 800 F35 indoor: 2'05"99 - Elisabetta Artuso - Siviglia - 11/02/2011
  17. lungo M45 indoor: 6,43 - Giorgio Federici - Castenedolo - 19/02/2011
  18. 60 F45 indoor: 8"47 - Marinella Signori - Castenedolo - 19/02/2011
  19. 60hs M35 indoor: 8"31 - Stefano Longoni - Ancona - 06/03/2011
  20. 200 F40 indoor: 27"01 - Denise Neumann - Ancona - 06/03/2011
  21. 4x200 F40 indoor: 1'51"72 - Atl. Ambrosiana - Ancona - 06/03/2011
  22. 60 F45 indoor: 8"27 - Marta Roccamo - Ancona - 05/03/2011
  23. 200 F45 indoor: 27"49 - Marta Roccamo - Ancona - 06/03/2011
  24. 800 F45 indoor: 2'22"19 - Barbara Martinelli - Ancona - 06/03/2011
  25. 1500 F45 indoor: 4'51"32 - Nadia Dandolo - Ancona - 05/03/2011
  26. lungo F45 indoor: 4,95 - Susanna Tellini - Ancona - 05/03/2011

Record del mondo sui 5000 M55

Keith Bateman (foto Masterstrack.com)
Come si apprende da Masterstrack.com, terzo record mondiale nella categoria M55 da parte dell'aussie Keith Bateman, che a Sydney, al Blacktown Olympic Park in Australia, ha coperto la distanza in 15'29"7. Il precedente record era quello di Michael Hager che nel 2006 era riuscito a concludere in 15'37"0. Nell'emisfero australe ricordo si è in piena stagione estiva.

02/01/11

Ieri Senior... oggi Master: panoramica sulle new-entry over-35 del 2011

L'età media degli atleti italiani si innalza sempre di più, considerato che la politica federale è risaputo essere basata sull'epicureismo più spinto (nel senso che si vive alla giornata). Volevo far una panoramica sugli atleti più forti (dalle liste italiane 2010) che di fatto entreranno de facto nella categoria M35 del mondo master. Poi sapete che alcuni di loro difficilmente parteciperanno ad una manifestazione del calendario master. Questi quelli con i risultati migliori:
  • Aldo Marco Alaimo (Cus Palermo) - 100: 10"92 (0,4) - 200: 22"26 (0,3)
  • Enrico Prà Floriani (Assindustria Padova) - 100: 11"01 (0,5)
  • Marco Salvucci (Carabinieri) - 400: 47"60
  • Alessandro Bracciali (Libertas Orvieto) - 100: 11"24 (-2,0)
  • Andrea Soracchi (Cus Parma) - 800: 1'59"78 - 1500: 4'10"49
  • Angelo Iannelli (Fiamme Azzurre) - 1500: 4'07"18 - 5000: 15'03"31
  • Renato Tosi (G.S. San Rocchino) - 1500: 4'08"88 - 3000: 8'56"67 - 5000: 15'09"32 - 10000: 30'56"64
  • Daniele Gritti (G.A. Vertovese) - 3000: 8'52"92 - 
  • Luca Merighi (Atl. Valle Brembana) - 3000: 8'54"10 - 
  • Fabrizio Sutti (Ginnastica Comense) - 5000: 14'47"46 - 10000: 30'48"32
  • Simone De Luca (Fratellanza Modena) - 400hs: 56"75 - 
  • Giulio Ciotti (Fiamme Azzurre) - alto: 2,24 - 
  • Nicola Ciotti (Carabinieri) - alto: 2,22 - 
  • Davide Colella (Amatori Acquaviva) - asta: 4,30 - 
  • Fabrizio Donato (Fiamme Gialle) - triplo: 17,08 - lungo: 7,89
  • Alessio Rimoldi (Carabinieri) - lungo: 7,45w - 
  • Paolo Capponi (Fiamme Oro) - peso: 17,40 - 
  • Sergio Mottin (Atl. Vicentina) - peso: 15,90 - 
  • Pellegrino Delli Carri (Aeronautica) - martello: 71,30 - disco: 44,85 - martellone: 21,00
  • Juan Ignazio Cerra (Sport Club Catania) - martello: 70,85 - 
  • Edi Marioni (Biotekna Markon) - martello: 60,13 - 
  • Mosè Finocchiaro (Pol. A.P.B.) - giavellotto: 60,32 - 
  • Ivano Brugnetti (Fiamme Gialle) - marcia
  • Anita Pistone (esercito) - 100: 11"91 - 
  • Natascia Marchetti (Assindustria PD) - 100: 12"38 - 200: 25"30 - 400: 57"54
  • Eleonora Berlanda (Fiamme Oro) - 800: 2'08"43 - 1500: 4'19"06 - 3000: 9'25"26 - 
  • Judit Varga (Assindustria PD) - 800: 2'07"80 - 1500: 4'21"54 - 3000: 9'28"41 - 
  • Bruna Genovese (Forestale) - 10000: 35'00"78 - 
  • Magdelin Martinez (Assindustria PD) - lungo: 5,97 - triplo: 13,94
  • Francesca Brogi (C.A. Piombino) - lungo: 5,54 - triplo: 12,50

29/12/10

Vizzoni ha rischiato il premio di Master dell'anno...

Pensate che situazione: il martellista Nicola Vizzoni un giorno, ai propri nipoti, avrebbe potuto raccontare di essere stato sì il vice-campione olimpico di lancio del martello a Sydney-2000, il vice-campione d'Europa a Barcellona-2010,  oltre ad aver conquistato due ori ai Giochi del Mediterraneo, un oro ad Universiade e decine di finali tra le più prestigiose nell'atletica che conta, ma anche di essere stato nominato in piena attività, Master dell'anno della stagione 2010. Per carità, ognuno può fare quello che vuole a casa propria, ma dopo l'ultima elezione del master dell'anno indetta dal sito Atleticanet e dalla rivista Correre (culminata con la vittoria di Acquarone e la Forcellini e il secondo posto tra gli uomini proprio all'inconsapevole Vizzoni) mi pare necessario fare alcune riflessioni, giusto per salvare il salvabile e rinsaldare quella che è la percezione del termine "master" per come è intesa da queste parti. Mi vengono in mente a tal proposito le parole di Giancarlo D'Oro, il quale giusto ieri sera mi raccontava gli allenamenti di un amico comune (naturalmente master DOC): dopo le dieci di sera, finito il lavoro, su un vialone di Milano, ogni tanto lo troverete a fare le ripetute sui 300 metri. Ecco, non tutti i master naturalmente si allenano così, ma molti devono combattere con le vicissitudini quotidiane, il lavoro, il tempo da dedicare alle famiglie, le pause pranzo rubate, gli allenamenti inventati in casa, le tensioni familiari per le evasioni sportive dei fine settimana... addirittura spendere le proprie ferie in costose trasferte in giro per il mondo. Dall'altra, inutile nascondersi, super-atleti che vivono quotidianamente per lo sport: che possono alzarsi all'ora desiderata, avere degli obiettivi precisi, poter allenarsi con la mente "libera" dal dover terminare in fretta e frutta l'allenamento per dover correre in ufficio. Che dire? Una battaglia ad armi impari. 
Per questo non ho capito (ma può essere benissimo una mia cecità su questo mondo) come abbiano potuto essere inseriti nelle nomination di Atleticanet e Correre atleti come Nicola Vizzoni, Maurizio Checcucci e Migidio Bourifa. Tre professionisti che francamente stridono con atleti come il volenteroso Max Scarponi, il talentuoso Enrico Saraceni, il ventralista Emmanuel Manfredini o il carro-armato Giuseppe Romeo, che sicuramente nella vita hanno altro a cui pensare oltre che all'atletica. Come potrebbe essere paragonato un oro, tipo quello di Alessandro Gulino sui 200 M35 a Nyregyhaza, con l'argento di Maurizio Checcucci con record nazionale a Barcellona 2010? Che nesso potrebbe esserci? A livello assoluto un abisso. Solo a livello filosofico probabilmente la bilancia si sposterebbe verso il ligure. 
Poi c'è una questione di merito non di poco conto: può un atleta che non partecipa all'attività master (e probabilmente mai vi parteciperà) eventualmente fregiarsi del titolo di "master dell'anno" se (ma non è chiaramente la discriminante) questi non sia nemmeno tesserato come tale? E' stato anche per questo motivo che noi di Webatletica con Atleticaweek, abbiamo deciso di scegliere categoria per categoria il miglior master: perchè, così come sembra già difficile scegliere un primus inter pares tra le categorie, sembra addirittura un'impresa sceglierlo in un intero ed eterogeneo mondo, dove le condizioni cambiano radicalmente. Lo sappiamo tutti, non possiamo nasconderci dietro ad un dito: Sansonetti e lo stesso Acquarone (che però non ha partecipato quest'anno ad alcuna manifestazione internazionale master) hanno un unico avversario: sè stessi e il cronometro. Dall'altra, Saraceni, Scarponi, Manfredini e gli altri, hanno avversari tangibili e diversi turni da dover affrontare prima di arrivare all'alloro finale. Per questo dopo diversi tentativi si è giunti alla soluzione che quest'anno con Atleticaweek abbiamo condiviso: ad ognuno il suo.
Mi chiedo infine con che criteri siano stati scelti i "superelettori" nella nomination di Atleticanet-Correre. Sembra tanto una scelta casuale: di sicuro c'era da fare una cernita (come si fa nei tribunali americani) delle persone che avrebbero potuto avere interessi ad eleggere l'uno o l'altro (tipo i compagni di squadra, per esempio). O che quanto meno avessero un passato nel mondo master o che lo conoscessero minimamente. Certo, poi uno si mette una mano sulla coscienza e vota nella sua oggettività, ma se i dubbi permangono, tutto rimane coperto da una fastidiosa ombra.
Comunque, per fortuna i veri master dell'anno li eleggeremo noi e i nostri amici di Atleticaweek, con buona pace di tutti gli atleti professionisti over-35. 

27/12/10

Kalembo... incredibile giallo internazionale. Il 49"85 sui 400 l'ha fatto davvero un 50enne?

(foto da Masterstrack) - Di Douglas Kalembo e delle sue imprese in pista abbiamo parlato molto in questa torrida estate culminata con i Campionati Europei in Ungheria. Penso che i nostri assidui lettori se lo ricordano abbastanza bene. Lo zambiano-americano, nato verso la fine di luglio di un ipotizzato 1960 (secondo le prime cronache), lo avevano descritto come un fulmine (in tutti i sensi) a ciel sereno. Cronache ad opera di Ken Stone in Masterstrack.  Primo uomo che dopo i 50 anni corre sotto i 50" i 400! Il tempo  di 49"86 era sembrato subito srtatosferico, una pietra miliare dello sport over-35. Un super-pioniere, stante la doppia impresa, di essere stato non solo il primo uomo over-50 sotto i 50", ma anche il primo over-45 sotto la barriera psicologica che anche un M35 troverebbe incredibilmente difficile, visto che poco prima dei 50 aveva corso in 49"77... e il record del mondo era di un paio di decimi sopra la barriera dei 50" stessi. Fin qui una storia bella di sport, tra l'altro confortata da un video di uno dei suoi 3 sub 50" corsi tra luglio e agosto e da una sua intervista dove il super-atleta afferma addirittura di poter correre in 47". Ma... già, fin da subito era sorto il dubbio che questo attivo 50enne potesse avere qualche anno in meno. Esattamente 10 in meno. Oggi con le potenzialità di internet, si va molto lontano, e così era emerso sin da subito un'omonimia con un atleta zambiano di nome, guarda caso, Douglas Kalembo presente negli 800 metri alle Olimpiadi di Seul del 1988 nato nel 1970, e che allora avrebbe avuto 18 anni. Ma si trova anche un Kalembo nelle batterie degli 800 ai Mondiali del 1991. Il Kalembo del 49"86 è però un cittadino americano... manca il collegamento definitivo, la prova della eventuale truffa. Ed è così che è iniziato un fitto carteggio tra diversi soggetti (in palio ci sono due record mondiali da ratificare) dove lo stesso Kalembo ha esibito prima il passaporto, poi la patente di guida, poi una serie di richieste al Governo americano, tutti riportanti il 1960. Poi un statistico esperto nello scovare i documenti impossibili, scopre un atto di divorzio del Kalembo che lo fa più giovane di 10 anni. Stessa data per una patente della Virginia... cose che lo stesso Kelembo non smentisce, asserendo che sarebbe stato fatto un errore una volta in giunto negli USA. Qui avrebbe richiesto in seguito l'aggiornamento delle date di nascita, spostando l'anno dal 1970 al 1960. Insomma, quell'uomo nella foto, nel 1988 era un 28enne o un 18enne??

21/12/10

2010 Masters Awards: le nomination delle atlete italiane di Webatletica e Atleticaweek... e anche i rookie!

Dopo aver presentato le nomination maschili la settimana scorsa, un altro brain storming con Luca Landoni (per Atleticaweek) ha prodotto le tanto agognate nomination femminili master relative alla stagione agonistica 2010 su pista. Anche qui, tante meriterebbero, molte sono state probabilmente escluse, ma comunque sia il nostro lavoro minuzioso di ricerca ha enucleato un set di atlete di primo piano dell'atletica master per ogni categoria sino alle F95. Ricordo che almeno per quanto riguarda queste nomination, vengono presi in considerazione esclusivamente gli atleti che partecipano all'attività su pista master. Grande novità, utilizzata già l'anno scorso per gli Awards europei (che riproporremo quest'anno), verranno eletti anche i rookies of the year, cioè i migliori master entrati nella categoria 35-40 sia tra gli uomini che per le donne, che gioco-forza saranno dell'annata 1975. Bagarre in salsa lecchese-brianzola per gli uomini, mentre per le donne più difficoltà a trovare avversarie alla grande sorpresa dell'anno per il 1975. Per il momento vi lasciamo alle nomination femminili, ricordandovi che nell'ultima settimana dell'anno daremo in diretta radio su Gamefox i vincitori dei nostri Awards (ma ci sarà un link diretto su Webatletica per la diretta).
  • F35: Flavia Borgonovo torna dal Canada, Campionati Mondiali indoor con due ori: nel lungo e nel triplo (5,41 e 11,64). In Ungheria, nonostante il miglioramento nelle misure (5,61w e 11,69) conquista "solo" il bronzo nel lungo (4^ nel triplo), ma le prime due erano da finale di Campionati Europei...  assoluti. Argento nella 4x100 sempre agli Europei. Per finire 4 titoli italiani nelle due specialità di salti in estensione tra indoor e outdoor. Emanuela Baggiolini conclude la sua esperienza internazionale con 2 ori e 2 argenti in Ungheria, campionati europei. Il metallo più pregiato negli ostacoli bassi e nella 4x400, mentre conquista gli argenti nei 400 piani e nella 4x100. 4^ a sorpresa nei 200. 2 titoli italiani master (400 indoor e 400hs) e il minimo per gli italiani assoluti, che non è mai poco. Paola Tiselli merita l'imprimatur per i due ori (sui 1500 e sulla 4x400), un argento (nella 4x100) ed un 4° posto (sugli 800) conquistati a Nyiregyhaza, Europei master. Ben 4 i titoli italiani durante l'annata: 1500 e 3000 indoor e 800 e 1500 outdoor.
  • F40: anche la marciatrice Milena Megli torna dai mondiali indoor di Kamloops con due ori: 3 km su pista e 10 km su strada. Michela Ipino, di contro, ha conquistato l'oro nella maratona ungherese. Tre titoli internazionali, quindi, per le F40 nel corso del 2010. Barbara Ferrarini ha piazzato due argenti a Nyregyahaza, nel lungo con un gran 5,44 (ventoso) e nei 400hs dove è arrivata a pochi centesimi dalla vincitrice, e ce lo ricorderemo tutti (!!), mentre è giunta 4^ nella 4x100. E' comunque l'unica delle quattro in nomination ad aver vinto un titolo italiano, nei 400hs. Nel novero delle papabili anche Cristina Amigoni, bronzo nei 400hs agli europei (e anch'essa 4^ nella stessa 4x100). Bronzo anche per Francesca Ragnetti a Nyregyahza sui 2000 siepi.
  • F45: A livello internazionale, davvero poche presenze delle F45: solo 3, con la conseguente anemia di medaglie. Un argento di Rossella Zanni in Ungheria agli europei e due piazzamenti di Gabriella Ramani su 200 e 400 sempre a Nyiregyhaza (6^ nei 400 e 7^ nei 200). Rossella Zanni ha poi però vinto anche 4 titoli italiani (60hs, alto e pentathlon indoor, eptathlon). La Zanni totalizza inoltra anche 6 record italiani di categoria (tra migliorati, pareggiati e nuovi). Con tre titoli italiani troviamo Francesca Juri (due nel triplo e uno nell'alto outdoor) così come la lanciatrice Marzia Zanoboni (martello, martellone e pentalanci). La Juri ha messo sul piatto anche un record italiano nel triplo outdoor. E' d'obbligo inserire anche Giuseppina Perlino: per ben 8 volte quest'anno è salita agli onori della cronaca per aver battuto un record italiano o a livello individuale o con la propria società dell'Ambrosiana: elenco in ordine cronologico i record e i miglioramenti: 4x200 indoor F40, 300 F45, 150 F45, 4x100 F45, 4x100 F45, 200 F45, 4x100 F40, 200 F45.
  • F50: Carla Forcellini, la signora dell'asta, oro (proprio nell'asta), argento (nei 60hs) e bronzo (nel lungo) ai mondiali master di Kamloops. Oro anche agli Europei Master sempre nel salto con l'asta. Dopo 4 medaglie internazionali, sono arrivati anche 4 titoli italiani: due nell'asta, uno nel lungo e nei 60hs indoor. E poi anche 6 record italiani (5 dei quali indoor), e soprattutto uno mondiale (ed europeo) sempre nella sua specialità. Davvero difficile fare meglio in una sola stagione. A livello internazionale tra le F50 rimane solo il bronzo di Anna Pagnotta negli 800 sempre della massima competizione continentale (ma 5^ nei 400). La stessa Pagnotta ha totalizzato 4 titoli italiani master: due sui 400 e due sugli 800. 4 titoli italiani anche per Paola Melotti dal settore lanci.
  • F55: due medaglie internazionali conquistate dai colori azzurri in questa categoria, ed entrambe portate in dote da Natalia Marcenco nella marcia a Nyiregyhaza: due argenti, nei 5 e nei 10 km di marcia. Il miglior risultato a livello continentale oltre ai due podi conquistato da una F55, è il 5° posto di Anna Micheletti nei 400 degli europei d'Ungheria. Per quanto riguarda i titoli nazionali, due titoli per la Marcenco, ma la top-winner è stata certamente Maria Grazia Rafti, con 6 titoli tra indoor ed outdoor: il doppio titolo tra indoor e outdoor lungo-triplo, più 80hs e 60. 4 titoli per Danila Moras (1500 indoor e outdoor, 3000 indoor e 5000), e 4 anche per Rosanna Grufi (peso, disco, martellone e pentalanci). Anna Micheletti 2 titoli e un record italiano su una distanza spuria: i 500 metri. 
  • F60: due ori e un bronzo per Waltraud Egger agli Europei ungheresi: prima sui 1500 e sui 5000, terza sugli 800. Devastante. Ingeborg Zorzi, conterranea, torna invece da Nyregyhaza con due medaglie: l'argento nel salto in alto e il bronzo nell'eptathlon. La Egger porta a casa nella stagione anche altri 5 titoli italiani: 800 e 1500 indoor, 800, 1500 e 5000 outdoor. Stranamente, nessuno scudetto per la Zorzi. Ma incredibilmente la più titolata a livello nazionale è Elvia Di Giulio, vincitrice di ben 7 titoli tricolore in una sola annata: lungo, triplo e peso indoor, lungo, peso, giavellotto e pentalanci outdoor. Merita il palcoscenico anche Umbertina Contini, purtroppo assente a livello internazionale: 5 titoli italiani: 60 e 200 indoor e 100, 200 e 400 outdoor. Il tutto condito da 7 record italiani tra nuovi e migliorati (60 indoor, 100, 200 e 400 outdoor). La Egger non è stata da meno: 6 record italiani nel corso del 2010.
  • F65: nessuna presenza a Kamloops, quindi attenzione concentrata sui campionati europei dove le protagoniste italiane sono state due: Brunella Del Giudice e Pasqualina Cecotti. La prima ha totalizzato 3 argenti (martello, martellone e pentalanci), mentre le velocista due argenti (seconda sui 100 e sui 200). Poi la Del Giudice ha piazzato il 5° posto sia nel giavellotto che nel disco, e 8^ nel disco. Se veniamo in Italia, la Cecotti porta a suo vantaggio 5 ori (60, 200 e 800 indoor, e 100 e 200 outdoor). 3 titoli per la Del Giudice (martello, martelloni e pentalanci). Nessun record italiano per le due. 
  • F70: ci credete? Nessuna atleta della categoria F70 ha partecipato ad alcuna manifestazione internazionale. Ci si concentra così sui titoli italiani: 5 titoli per Maria Luisa Mazzotta, nel pentalanci estivo ed invernale, nel martello, martellone e giavellotto. Tre titoli per Maria Cristina Fragiacomo (400, 800 e 1500 outdoor) e tre titoli per Maria Vecchi (marcia indoor ed outdoor e... peso). Nella decisione della migliore di categoria va comunque tenuto presente che tutte e tre hanno vinto i propri titoli senza avere avversarie, fatta eccezione per il pentalanci della Mazzotta, dove si trovò una avversaria. Da predere quindi in considerazione i due record di Maria Antonietta Fadda sui 1500 outdoor: prima donna italiana sotto i 7'. Stranamente nessun titolo per lei. La Fragiacomo ha infatti vinto la specialità dei 1500, ma con 7'30". 
  • F75: tre presenze internazionali tra le F75 nel 2010: tre ori tutti dalla stessa atleta, Emma Mazzenga agli Europei Master: 100, 200 e 400. La stessa atleta ha conquistato 6 titoli italiani tra indoor ed outdoor. Ma 6 titoli nazionali anche per Maria Luigia Belletti: due nel peso, due nell'alto, uno nel lungo e uno nel pentalanci. 8 record italiani per la Belletti, che ha sfruttato alla grande la modifica del peso degli attrezzi da lancio. La Mazzenga invece ha ottenuto il record italiano dei 200 outdoor. 
  • F80: 4 bronzi agli europei per Anna Flaibani (tutti nei lanci) con un 4° nel peso. La Flaibani poi totalizza tre titoli italiani sempre nei lanci, battuta da Nives Fozzer che invece ne ha totalizzati 6. Nel computo dei record (anche qui sfruttando i nuovi pesi) 10 a 6 per la Fozzer.
  • F95: una sola atleta, ma che atleta. Gabre Gabric, tre ori agli europei, 4 titoli italiani e 8 record italiani. 
  • rookie of the year (M): sfida tutta lombarda, anzi brianzol-lecchese. Da quelle parti lì insomma. In lizza tra atleti del 1975: Alessandro Valsecchi, il plurimedagliato italiano della categoria M35, con 4 titoli (nessuno meglio di lui nel corso del 2010), con peso, disco, martellone e pentalanci. Poi l'ostacolista Stefano Longoni, che ha vinto 3 titoli: 60hs e 110hs, e il salto triplo. Ma anche l'altro ostacolisita Paolo Citterio merita la nomination, dopo i due titoli italiani 2010 (pentathlon e 400hs) e la sfida proprio con Longoni a suon di record sui 200hs. Citterio ha totalizzato due record italiani (pentathlon e 200hs), così come Longoni (60hs e 200hs, poi abbassatogli da Citterio a Cagliari). 4° nominato Stefano Vercelli, oro nei 3000 siepi agli europei e atleta di valore anche a livello assoluto. 
  • rookie of the year (F): difficile fare una scelta. L'attenzione si è così concnetrata su Lucia Pollina, capace di stabilire due volte il record italiano F35 degli 800 indoor, poi toltole da Elisabetta Artuso. Di fatto però non si è mai vista in una manifestazione master. Ai campionati italiani master, solo due titoli conquistati da atlete del 1975: Gaetana Scionti nei 5000 con 18'12"86 (12 atlete alla partenza) e Lorena Merlini nel lancio del giavellotto con 35,02 (3 atlete partecipanti).

19/12/10

La censura-Fidal sulla più brutta figura mai fatta agli Europei di Cross - le statistiche

(il vincitore della prova maschile, Lebid, con Andrea Lalli) - Con l'era del digitale (a chi gli funziona... il mio si è perso nell'etere La7, che è come perdere una delle poche voci libere che ancora resistono) si è comunque aperto un universo di nuove televisioni, prima solo ipotizzate. Come RaiSport 1 e RaiSport 2. Proprio un paio di giorni fa, ad 5 giorni dall'avvenimento, in un raptus di zapping mi sono imbattuto negli Europei di Cross di Albufeira, in Portogallo, andati in scena proprio nello scorso weekend. Sulla Pravda (ma nell'epoca dell'URSS), cioè il sito Ufficiale della Fidal, timidi accenni alla cosa, se non l'esaltazione dell'unico atleta che davvero si sia distinto in chiave azzurra: Andrea Lalli, giunto 6° nella prova maschile. Pensate, il mezzofondo italiano oggi è tutto lui, o è solo lui, perchè il resto della squadra è purtroppo (per noi) naufragato. Voglio dire: l'Italia nel cross è ridotta ad un sesto posto a livello europeo. Come al solito i poveri atleti non tengono colpa alcuna. Molti di loro non avevano come obiettivo questa gara: come ci ha riferito il nostro amico Morice, la Fidal ha poi pensato bene di organizzare il viaggio degli atleti in economia per far arrivare alcuni di essi nella nottata precedente la propria gara (che si svolgeva di mattina). Arrivati anche qui i tagli? Ora, si teme che Arese dopo le stupefacenti dichiarazioni sui mondiali indoor (che non sarebbero una manifestazione degna di nota ed in cui gli italiani erano presenti solo per onor di firma) non ci venisse a dire che anche gli europei di cross fossero un'altra di quella pletora di manifestazioni senza senso organizzate annualmente dalle diverse organizzazioni internazionali. Ora, il tutto si capisce meglio con i numeri, che in atletica sono spesso impietosi (o esalatanti) perchè non lasciano molto spazio ai commenti.
  • a livello di team, 72 sono state le volte in cui la Nazionale Italiana ha partecipato ad una classifica del Campionato Europeo di Cross (in tutte le categorie). Nel 2010 il miglior risultato di squadra degli azzurri è stato il posto del team senior con 96 punti (ricordo che i punti vengono assegnati a-posizione: al primo un punto, al 2° due punti, a così di seguito). In 17 edizioni di Campionati Europei l'Italia ha vinto una sola volta il titolo a squadre, nel '98 a Ferrara, conquistando poi l'argento a Heringsdorf nel 2004 e il bronzo a Dublino l'anno scorso. Tre volte sul podio totali. I quarti posti come quello di Albufeira sono stati ben 8, ma a livello di punteggio, i 96 punti ottenuti la scorsa settimana con le posizioni al traguardo per guadagnarsi la medaglia di legno sono il peggior punteggio del novero degli 8 quarti posti. A livello assoluto, anzi, i 96 punti sono il 13° punteggio (su 17), visto che un paio di volte pur giungendo al 5° posto, l'Italia riuscì a totalizzare meno punti. 
  • Ancora peggio le senior femminili, settime (su 7) con 147 punti. Sarebbe la 9^ posizione di sempre (i migliori risultati sono stati 4 quinti posti), ma, essendoci solo 7 nazioni classificate...  se invece si prende in considerazione solo il punteggio, che sembra la vera cartina di tornasole della forza di una nazione con questo sistema di punteggio (147 punti), per l'Italia femminile è il 14° punteggio della propria storia su 17. Un successone, non c'è che dire. Certo mancava la Romagnolo, ma ipotizzando una trentina di posizioni in meno, si poteva arrivare sempre verso la decima posizione.
  • La categoria under-23 è stata introdotta solo da 5 edizioni. Ebbene tra gli uomini ad Albufeira si è sfondata la soglia psicologica dei 200 punti, che equivale ad una media totale del 50° posto per i quattro atleti che portano punteggio finale. Non certo edificante, visto che questi rappresentano il futuro più immediato della specialità e del mezzofondo in particolare. Ad Albufeira 202 punti, contro i 213 di Dublino dell'anno scorso. Due anni da incubo (dopo la rielezione federale del 2008, evidentemente sono stati fatti grossi investimenti sul settore). Naturalmente sono le due peggiori prestazioni sulle 5 passate alla storia. Sembra passato un secolo dai 42 punti del 2008 (cioè di media un 10° posto!) a Bruxelles, con Lalli primo, Martin Dematteis 9°, il fratello Bernard 15° e Simone Gariboldi 17°. Tranne Lalli, che fine hanno fatto gli altri? Questo succede quando non esiste più nulla alla base. 
  • Le Under-23 femminili, subiscono (probabilmente volutamente, per non avere una foto ancor più sfocata) l'onta del NC: non classificabile. In 17 edizioni, era successo solo un'altra volta, nel 2008 a Bruxelles con la squadra junior femminile, sempre sotto egida-Arese quindi. Probabilmente la Fidal, pressata dai media negli ultimi anni per gli scarsi risultati, piuttosto che far brutte figure preferisce non schierare i giovani o gli atleti meritevoli.
  • Gli junior maschili ottengono la 13° prestazione di sempre come team con 172 punti (su 14 edizioni in cui la Nazionale italiana ha partecipato al concorso a squadre tra gli junior). E' interessante notare come l'azione di proselitismo sui giovani del mandato-Arese II abbia prodotto dal 2008 al 2010, in tre anni, le tre peggiori prestazioni di squadra (fatta eccezione della peggiore di sempre, quella di Edimburgo 2003). 
  • Le junior femminili: l'effetto Federica Bevilacqua si è fatto sentire negli ultimi due anni. L'anno scorso la friulana di origini calabresi, portò con il suo 5° posto anche la squadra al 5° posto (migliore di sempre) con 100 punti (facile la media delle posizioni delle azzurre: 25ime). Quest'anno il 13° posto, nel secondo anno di categoria, è stato considerato un pò da tutti un passo indietro. La squadra è così arrivata al 6° posto totale con 128 punti (seconda prestazioni di sempre dopo il 5° del 2009). I 128 punti sono però la 5^ prestazione della nazionale (ad Oeiras nel 1997 con 75 punti l'Italia arrivò addirittura 8^!). 
Altre statistiche a livello individuale
  • a livello individuale l'Italia ha portato a casa in 17 edizioni di Campionati Europei di Cross solo 4 medaglie: 2 ori di Andrea Lalli (nel 2006 da Junior e nel 2008 da Under23). Poi i bronzi di Daniele Meucci nel 2006 (da Under 23) e di Stefano Scaini nel 2001 a Thun, nella gara junior (quest'ultimo atleta, ennesimo esempio di come i talenti in Italia non riescano poi ad imporsi a livello internazionale). Se si pensa che le medaglie (ori, argenti e bronzi) distribuite nelle 17 edizioni di Europei di Cross sono state 216, l'Italia se n'è portata a casa solo l'1,85%, e solo tra gli uomini (ma anche qui, solo tra junior e Under23: come dire che le promesse poi non si traducono in realtà nelle categorie apicali, anche se Lalli, la metà dell'intero bottino nazionale, ha ancora tanta strada e tempo davanti).
  • a livello di Senior maschili, è vero: Andrea Lalli ha ottenuto la seconda miglior prestazione di sempre di un italiano con il 6° posto. Tra le 99 presenze-gara degli italiani delle 17 edizioni fin qui disputate, meglio di lui aveva fatto solo Gabriele De Nard a Thun nel 2001, dove giunse al 4° posto.  Quindi nessun podio (nella categoria più seguita) da parte degli azzurri. Sesto come Lalli, invece, giunse Luca Barzaghi nell'edizione inaugurale del 1994 ad Alnwick e Umberto Pusterla a Charleroi nel 1996. 13 i risultati degli italiani entro la decima posizione, 5 delle quali ottenuti dallo stesso Umberto Pusterla tra il 1996 e il 2004. 36 le prestazioni sotto la 20^, giusto per ricordare come una posizione nei primi 20 è già prestigiosa di per sè.
  • Domina la classifica presenze (in tutte le categorie maschili) Gabriele De Nard, con 14 presenze in 17 edizioni. Poi Umberto Pusterla con 9 presenze. Giuliano Battocletti 7 caps come Stefano La Rosa. Michele Gamba e Andrea Lalli hanno totalizzato 6 partecipazioni. Con 5 presenze seguono invece Martin Dematteis, Luciano Di Pardo, Antonio Garavello, Maurizio Leone, Stefano Scaini
  • Sempre tra i senior maschili segnalo che rappresentarono l'Italia (una presenza a testa) sia Stefano Baldini (10° a Velenje nel 1999), che Gennaro Di Napoli (19° a Ferrara nel 1998), che Christian Obrist (ma da junior, nel 1999).
  • Più impietoso il cammino delle senior femminili, almeno in valore assoluto. Migliori risultati due noni posti di Patrizia Tisi ad Edimburgo-03 e Sabrina Varrone a Oeiras-97. Quattro i risultati entro la decima posizione, con appunto i decimi posti ancora della Varrone a Velenje-99 e Elena Romagnolo a Bruxelles-08. 13 prestazioni entro la 20^.
  • A presenze: 8 Silvia Weissteiner, 6 caps Valentina Costanza, Flavia Gaviglio, Sabrina Varrone; 5 caps Valentina Belotti, Rosanna Martin.
  • Under-23 maschili: il 15° posto di Ahmed El Mazoury è l'8^ posizione di sempre (su 28 presenze-gara degli italiani in questa specialità in 5 edizioni). Come già scritto Lalli e Meucci hanno ottenuto in questa categoria nel passato un oro e un bronzo. Solo 6 volte un italiano è riuscito ad arrivare nei 10.
  • Under-23 femminili: il 20° posto ad Albufeira di Giovanna Epis non è nemmeno male in chiave storica, essendo la terza posizione di sempre di un'italiana (è anche un pò triste, se vogliamo) su 22 caps totali. Nel 2006 a San Giorgio sul Legnano abbiamo le due migliori prestazioni di un'italiana U23: il 5° di Adelina De Soccio e il 12° di Sara Dossena
  • Junior maschili: Andrea Sanguinetti 17° in Portogallo, ottiene la 9^ posizione di sempre di uno junior azzurro. Lalli arrivò primo nel 2006 e Scaini 3°. 6 italiani nei 10 in 14 edizioni.
  • junior femminili: Federica Bevilacqua 13^, dopo il brillantissimo 5° posto dell'anno scorso. Sono comunque i due migliori piazzamenti della storia dei Campionati Europei di Cross per le junior italiane, visto che il precedente miglior posto era stato il 13° di Vincenza Sicari risalente addirittura al 1997. Una delle migliori mezzofondiste italiane dell'ultima decade, Silvia Weissteiner ottenne da junior come miglior prestazione un 18° posto.
Senior Maschile: 1994: 5^ - 1995: 5^ - 1996: 4^ - 1997: 4^ - 1998: 1^ - 1999: 4^ - 2000: 7^ - 2001: 4^ - 2002: 8^ - 2003: 4^ - 2004: 2^ - 2005: 4^ - 2006: 5^ - 2007: 8^ - 2008: 4^ - 2009: 3^ - 2010: 4^
Senior Femminile: 1994: 5^ - 1995: 8^ - 1996: 10^ - 1997: 5^ - 1998: 8^ - 1999: 5^ - 2000: 9^ - 2001: 9^ - 2002: 8^ - 2003: 7^ - 2004: 11^ - 2005: 10^ - 2006: 6^ - 2007: 6^ - 2008: 6^ - 2009: 5^ - 2010: 7^
Junior Maschili: 1997: 4^ - 1998: 6^ - 1999: 8^ - 2000: 6^ - 2001: 4^ - 2002: 3^ - 2003: 11^ - 2004: 5^ - 2005: 4^ - 2006: 1^ - 2007: 6^ - 2008: 10^ - 2009: 8^ - 2010: 11^
Junior Femminili: 1997: 8^ - 1998: 8^ - 1999: 8^ - 2000: 16^ - 2001: 13^ - 2002: 13^ - 2003: 11^ - 2004: 8^ - 2005: 9^ - 2006: 14^ - 2007: 12^ - 2008: n.c. - 2009: 5^ - 2010: 6^
Under 23 maschili: 2006: 2^ -2007: 8^ - 2008: 2^ - 2009: 10^ - 2010: 13^
Under 23 femminili 2006: 3^ - 2007: 7^ - 2008: 8^ - 2009: 8^ - 2010: n.c.

17/12/10

Incredibile: Webatletica intervista Pietro Mennea!! A breve l'intervista su questo sito!!!

Lo sapete, non sono un giornalista: mi sarebbe piaciuto tanto farlo, non lo nego.  Faccio tutt'altro, com'è noto. Così ho sempre la remora che in una cronaca o in un commento possa sempre sfuggire qualche cosa, che invece sarebbe dovuta essere trattata con la dovuta attenzione. Scrivo solo su questo blog con la candida speranza che si possa migliorare di un solo millimetro il modo di pensare su un vissuto quotidiano che ci sta tanto a cuore, l'atletica. Quando mi è stata data l'opportunità di intervistare uno dei miei miti giovanili, Pietro Mennea, sono rimasto così scombussolato. Avevo così pensato di girare una serie di domande scritte direttamente a Mario Longo, il mio tramite di Pietro e suo entusiasta strillone, in attesa che uno degli atleti italiani più famosi di sempre potesse concederci (ma siamo proprio sicuri, mi dicevo?) un'intervista che è quasi un'esclusiva mondiale. Il Duca giusto ieri mi diceva: ho cercato un'altra intervista a Mennea negli ultimi anni, ma non l'ho trovata. 
In attesa delle risposte dell'oracolo, il buon Mario una settimana fa, mi ha girato il solo numero di telefono di uno dei velocisti europei più forti di sempre (e per un lungo periodo, mondiale... di sicuro l'atleta bianco più veloce della storia): forse nel vecchio continente la palma del migliore se la contende con il solo Linford Christie. Così, un sabato pomeriggio di un freddo dicembre, dopo aver meditato diverso tempo sulle domande da farsi (che poi , all'atto pratico, non sarei riuscito a ricordare!), mi armo di coraggio e compongo il numero. Dopo un paio di squilli, mi risponde proprio lui (un'ora prima aveva risposto la moglie, ma Pietro era fuori casa) e ne riconosco la voce. Immediatamente. Impossibile sbagliarsi. Gli spiego con un pizzico di ansia di troppo, chi sono, chi "mi manda", cosa ho intenzione di chiedere. Pietro mi mette subito a mio agio, e dopo la mia prima battuta "allora, è ufficiale, si candida?", lui esordisce ridendo "...mi ha tirato in mezzo Mario Longo, che è un promotore di questa cosa... ma qui non è questione di ufficiale o meno! Mi metto a disposizione, ma non... non è un singolo che si propone, ma un gruppo di persone! Dobbiamo partire dal presupposto che la base vuole un cambiamento, e se serve, se la base lo vuole, non mi tiro indietro. Sai, molti di noi non vivono l'atletica come unica ragione di vita: facciamo altro, abbiamo altri interessi, abbiamo avuto altri successi in altri campi dell'esistenza. L'atletica nella nostra vita non è stato l'unico motivo per avere un palcoscenico ma, è evidente se continua così, tra 20 anni saremo su una panchina ai giardini pubblici a guardarci in faccia. Vedi, siamo più credibili, perchè ciò che semplicemente vorremmo portare avanti sono i frutti di quei valori che bisogna coltivare tra i giovani. L'atletica deve tornare ad essere qualcosa di più che uno sport: una guida... Se poi non andrà bene, ci avremo provato. Noi vogliamo bene all'atletica.". Interrompo con un pizzico di malizia, chiedendo cosa ne pensasse degli ultimi mandati federali, cui già io avevo dato una connotazione non certo memorabile, ma Pietro è un politico navigato e non cade nel mio piccolo tranello: non sparla delle persone e non ha voglia di attaccarle: pensa solo a ciò che di buono ha da proporre.  Così si limita a dire che coloro che non hanno bene "devono avere il pudore di lasciare, di farsi da parte, e consentire ad altri di fare del bene all'atletica: persone motivatissime, che hanno fatto bene non solo nell'atletica, ma anche in altri settori". 
Inizia così la mia intervista a Pietro Mennea, oltre un'ora di chiacchierata su tantissimi temi... mentre Lui parlava scrivevo come un pazzo su un notes, con il timore che in seguito non sarei riuscito a ricordarmi tutto, o non avrei ricordato bene alcuni passaggi importanti. Spero di non dimentarcmi nulla! Per il momento ringrazio infinitamente Mennea da parte anche dei nostri lettori, per questa grandissimia opportunità di aver potuto parlare con lui. Il resto della lunga intervista la potrete leggere la settimana prossima, su Webatletica. Come si dice, stay tuned.