Luogo socialmente “sicuro” che è servito a tenere lontano molti giovani dalla strada e della insidie che essa nasconde: così Mirko Mombelli ha definito la pista di Atletica Leggera Campo Calvesi nelle sue mail inviate al Comune di Brescia, a RAISPORT in occasione dei Campionati Mondiali di Mosca e, in un breve sms, pubblicato dal quotidiano Bresciaoggi. Non si tratta di un campione come Carl Lewis ma di un anonimo sprinter che proprio sulla pista di un campo al centro di una complicata vicenda, però, ha trascorso praticamente una vita atletica (e non solo) inseguendo, tra un infortunio e l’altro, “quella sensazione” che una gara di velocità può dare. Cresciuto nell’Atletica Chiari 1964, nel 1993 ha iniziato ad allenarsi al Campo Scuole di via Morosini correndo a 17 anni i 100 metri in 11”3 e la frazione della 4x100 in 10”2 (Nazionali di Pescara). Lontano qualche stagione dalla velocità (per un brutto infortunio) nel 1997 è stato notato all’Atletica Brescia 1950 dove (grazie alla collaborazione con alcuni insegnati ISEF di Educazione Fisica) stava nascendo un gruppo di giovani che nel tempo avrebbero ottenuto buoni risultati. Mirko diventerà così negli allenamenti un utile sparring partner dei migliori. Senza pretese e sempre sulla pista di colato/tartan del Calvesi. Purtroppo dopo un’ottima preparazione estiva nel 1998 un ulteriore infortunio ne fermerà definitivamente la cresciuta agonistica. Vicino a smettere trovò proprio nella tranquillità del Calvesi la voglia di continuare, come sempre senza pretese. Qualche finale sfiorata ai Campionati Provinciali sui 100 (in una occasione è finalista dei 200 ma non se ne accorge e non si presenta) nel 1997 è 4° nei 400. Dal 2000 al 2004 si allena poco; continua però a frequentare il Calvesi nonostante lavori fuori Provincia. Nel 2005 la sua presenza è richiesta dai suoi “due vecchi allenatori” per il recupero di un giovane promettente: Lucio Lorenzi. Fondamentale ancora una volta sarà la pista del Calvesi non soltanto dal punto di vista atletico. Nuovamente dunque il ruolo di sparring di fatto gradito (allenandosi anche sotto forti nevicate), contribuendo a portare l’amico ai primati personali di 10”8 nei 100 (Campionati Studenteschi) e 6,68 nel Salto in Lungo (Nazionali A2 in maglia CusPavia). Arriva l’addio dall’Atletica Brescia 1950 per passare all’Atletica Evergreen (un club con numerosi atleti dall’illustre passato) formando un bel gruppo grazie anche al ritorno in pista di Andrea Cremona (che di fatto diventerà protagonista del Trofeo Felter con tre premiazioni finali su quattro partecipazioni), di Attilio Lipparini, di Luca Filippini e di Riccardo Ambrosio. In un momento difficile per i forti dolori ai tendini ed indipendentemente dai risultati Mirko continuerà a restar legato all’Atletica Leggera “uno sport di valori sociali”. Diventa velocista negli Amatori TM, sopportando dolori a volte lancinanti ormai costantemente presenti e diventando allenatore di se stesso. Nel 2009 è promotore dell’emozionate serata al Calvesi del Memorial Claudio Cremona e la sua 4x100 Amatori Evergreen terminerà la stagione imbattuta. Sono anni in cui era già in vigore il divieto di calpestare l’erba, per questo la chiusura successiva dell’impianto sarà vissuta con delusione da chi ha sempre seguito le indicazioni fornite in merito. Da più parti consigli di smettere, lui si ostina, la morbida pista del Calvesi è sempre il suo rifugio a volte anche per lasciarsi alle spalle problemi di vita; segue il consiglio di avere pazienza e di non arrendersi da parte di un allenatore da sempre stimato (un tempo tecnico di livello internazionale), a cui il velocista non sarà mai grato abbastanza, arrivando così alla normale guarigione. Nel 2011 sulla pista del tanto amato Calvesi ritrova costanza negli allenamenti, è sul podio nei 100 ai Regionali (leggero stiramento dopo metà gara e ottima prestazione solo sfiorata), è vincitore dei Campionati Provinciali MM35 (100 e 200) ed è premiato al Trofeo Felter Sport in pista. Soprattutto nei 100 ritrova estrema facilità di corsa. Nonostante la chiusura dell’Atletica Evergeen il gruppo resta sulla pista di via Morosini. Non è l’Atletica dei campioni e dei record ma quella che contribuisce a tener comunque viva la struttura nei freddi sabato invernali. Mirko decide per Motus Castegnato (trovando un bel gruppo) dedicandosi al circuito CSI senza però abbandonare la sua amata pista. Dopo un estate di allenamenti mattutini al Calvesi, ai Campionati Nazionali a Castelnovo Ne Monti (dopo la vittoria in batteria) 5° posto in finale, lontano sei decimi dal podio arrendendosi, a metà gara, prima che agli avversari ai soliti problemi dei tendini. Vicino ormai al ritiro prepara con attenzione, sempre al Calvesi nonostante il freddo invernale, la gara indoor di Locarno dove sui 30 metri segna 4”66. Dopo tante vicissitudini si riscatta inoltre vincendo la batteria dei 50 metri in 6”6 non lontano dal suo record di 6”38. Purtroppo gara ripetuta dopo nemmeno cinque minuti, per la mancata registrazione del tempo da parte del cronometro svizzero con esito ben diverso; al velocista bresciano venne comunque riconosciuta grande sportività nell’accettare il disguido (ne diede cronaca anche il Giornale di Brescia). Riesplode però il vecchio dolore ai tendini. Durante la stagione qualificazione sofferta per i Nazionali CSI 2013 di Belluno (vincendo per il secondo anno consecutivo la fase regionale dei 100 metri a Desenzano del Garda). L’atleta sente stanchezza a causa dei continui infortuni, del risultato spesso soltanto sfiorato o del possibile intoppo. Solito rifugio per l’estate non sarà il Calvesi (che a sorpresa da qualche anno stava rivedendo anche gare ufficiali) a causa della chiusura della pista. Nel leggere il cartello sul cancello chiuso e notando il motivo di tale provvedimento è stato lecito interrogarsi per gli ex Evergreen a cosa fosse servito essere tanto attenti al rispetto delle regole e dei divieti. Per Mirko forte delusione ma anche fiducia nelle Istituzioni interessate alla vicenda. La pista di Nave (altrettanto morbida quanto il Morosini) diventa utile per la preparazione dei Nazionali dove Mirko (in un impianto bellissimo, su una pista morbida e veloce) soffre nei 100 metri arrivando comunque in finale (correndo quasi senza spingere la batteria), classificandosi 4° a tre decimi dal podio accelerando inutilmente negli ultimi quaranta metri dopo una partenza da dimenticare. Nessuna lamentela per una gomitata, involontaria, subita nei primi metri della gara da parte di un avversario (dopo il traguardo sportivamente scusatosi) ma recriminazioni per non essere partito come fatto negli ultimi allenamenti. 4° posto anche nel Salto in Lungo (per nulla preparato) dove una serie di errori (rincorsa lenta e asse di battuta sempre distante) hanno tenuto Mirko a soli sei centimetri dal podio. Unica consolazione aver ricevuto dagli avversari sincere congratulazioni per lo stile mostrato nell’ultimo salto effettuato, di fatto l’unico con uno stacco deciso che però ha causato una leggera contrattura muscolare al velocista bresciano mettendo fine alla sua gara. Stagione dunque terminata, tra alti e bassi con la necessità di recuperare dall’infortunio ma anche col bisogno di una lunga pausa, probabilmente di qualche mese. Secondo qualcuno Belluno 2013 ha rappresentato l’ultimo atto in pista di Mirko Mombelli a cui però piacerebbe allenarsi, a quasi quarant’anni, ancora qualche volta sulla sua pista del Campo Calvesi, come sempre senza pretese. Se per lui ciò non accadrà più Mirko, comunque, sarà sempre grato al Campo Calvesi per averlo tenuto lontano dalla “strada” in particolare quando in gioventù avrebbe potuto esserne sconfitto dalle insidie che essa nascondeva con la speranza che, da questo punto di vista ed indipendentemente dal risultato sportivo, per tanti altri giovani possa essere lo stesso
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09/09/13
30/12/12
Le piste-fantasma della provincia di Brescia (e lo strano caso della pista super-dopata: il Calvesi)
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| le piste bresciane - clik per allargare l'immagine |
Incuriosito dai recenti articoli inerenti future piste indoor, impianti all’avanguardia e altro, mi sono interrogato sul perché non si cerchi invece di sfruttare al meglio le piste già esistenti. Mi è così venuto in mente l’esistenza sul sito fidal-lombardia di una sezione riguardante le caratteristiche di tutte le piste di Atletica Leggera lombarde scoprendo che nella mia Provincia ve ne siano ben 23. Ripeto, ventitre. Da quello che ricordo (e ho visto in vent’anni) il solito Campo Calvesi è stato rimodernato nel 2000 con la tribuna coperta e con il rifacimento per due volte negli ultimi dieci anni dell’anello. Si tratta dell’unico impianto dove disputare gare di lanci non crea alcuni tipo di diverbio con eventuali società calcistiche per ovvie ragioni di salvaguardia dei preziosi e indispensabili campi di calcio (uno dei motivi per cui preferisco…. la Pallamano danese).
Prima di proseguire nell’ambito delle piste in “colato” da menzionare l’altra pista presente a Brescia (quella della Scuola Abba) che sul sito è riportata come in “colato” dove (lo dico perché l’ho provato) le scarpe chiodate non affondano nella gomma perché la gomma... non c’è. Sarebbe curioso poter visionare il progetto (con relative spese e costi) che ha portato a quella pista.
Le pista di Nave (a mio modestissimo parere molto morbida ed ideale per allenamenti, a salvaguardia di tendini e muscoli) ospita due o tre gare all’anno (tra Master e giovanili) mentre quella di Rezzato inizia a mostrare i chiari segni dell’usura (ho rinunciato ad andarci nonostante si trovi dietro casa mia, preferendo il più morbido Calvesi e fino al 2011 Nave).
La pista di Castelcovati ormai è in disuso ed è un vero peccato, mentre quella di Roè Volciano non è mai di fatto decollata per le manifestazioni a parte qualche meeting per le categorie promozionali e giovanili (ricordo un campionato di staffette nel 1993 e poi nulla a livello assoluto).
Ci sono “anelli” anche a Darfo (punto di riferimento per tutta la ValleCamonica) oltre che a Cividate Camuno. Per quest’ultima mi chiedo spesso quando verrà fatta una gara: sul sito viene indicato a sei corsie ma a me sembravano quattro… il giorno che mi fermai, incuriosito, all’esterno dell’impianto.
La pista di Leno (sede se non sbaglio nel 1986 dei Campionati Provinciali Assoluti che un tempo si svolgevano in due giornate consecutive) è quasi impraticabile.
A Lumezzane sapevate che c’è una pista?
Passiamo al capitolo “sportflex”. Lascio a voi lettori e a chi ci è stato la valutazione sulla pista di Salò, provatela e poi fate sapere le vostre sensazioni alla redazione di QueenAtletica. L’impianto di Desenzano del Garda è a mio parere un vero gioiello. La pista mi sembra sia stata recentemente rifatta: con lo “sportflex” è così, devi rifare tutto poiché non basta una passata (o due) di “colato”. A Desenzano sapevate che nel 1993 e nel 2000 si disputarono Finali Nazionali dei Campionati Studenteschi? Complice la splendida posizione geografica e i numerosi alberghi (qualcuno dice anche l’Organizzazione, peraltro il “cronometro” leggeva tempi sia pari che dispari) entrambe le manifestazioni sono state un successo.
Pista “sportflex” anche a Rodengo Saiano, a Gavardo e a Chiari. Quest’ultima di fatto ha scritto la parola fine per la vicina pista di Castelcovati che però è sempre andata avanti grazie alla squadra di Atletica proprio… di Chiari. A Rodengo c’è parecchia attività poiché è sede di allenamenti di numerose società della zona. Attenzione ai tendini però, meglio non rischiare e se non proprio necessario utilizzare scarpe senza chiodi. E’ la legge dello “sportflex” che se non sbaglio …non viene più prodotto. Auguri quando dovrà essere fatta la manutenzione. Se però mi stessi sbagliando la redazione di QueenAtletica è a vostra a disposizione anche per conoscere la metodologia di restauro di piste in “sportflex”.
Apriamo il capitolo “rubkor” a Ospitaletto e “tennisol” a Verolanuova. A voi lettori il compito di cercare i relativi significati: in ogni caso si tratta di due piste dove non si fanno gare.
Sul sito fidal-lombardia c’è anche un “non specificato” di 400 metri a Vobarno e ben quattro “asfalto” a Iseo, Concesio, Castenedolo e Travagliato, tutti impianti ovviamente che non sono idonei ad ospitare competizioni in pista.
Per riassumere brevemente eccovi le pista che nella Provincia di Brescia danno garanzia di poter ospitare gare di un certo livello durante la stagione: Brescia Campo Calvesi, Chiari, Desenzano del Garda, Gavardo, Rodengo Saiano e Nave. Se poi avete voglia guardate la sezione piste della Provincia di Milano e della Provincia di Bergamo e calendari gare alla mano verificate quanti impianti vengono utilizzati per manifestazioni. Buona ricerca a tutti.
Lo strano caso del Campo dopato - Mi permetto una considerazione. I lanci al Campo Calvesi sono qualche cosa di aberrante... forse è incredibile la sola presenza di attività sportiva. Il Campo Calvesi rientra infatti nella Zona Rossa dell'area di inquinamento della ex Caffaro, dove centinaia di tonnellate del famigerato PCB hanno inquinato i terreni circostanti per anni. Di più: i terreni della pista, sorgono proprio a ridosso della zona dove un tempo sorgeva uno dei poli più produttivi della chimica italiana (produceva un-sesto di tutta la produzione americana di quei materiali!). Nel sangue dei bresciani, per intenderci, alcuni studi hanno certificato come vi sia una presenza della sostanza tossica superiore di diverse volte rispetto a quelle normalmente rilevate: dieci volte tanto quella degli americani, per intenderci. Il PCB è una specie di diossina che si annida nell'acqua e nei terreni... i fatti hanno fatto parlare molte persone di una sorta di Seveso-due silenziosa, di cui in pochi hanno stranamente parlato. Le autorità, dopo avervi sospeso per un certo periodo l'utilizzo sportivo, ne hanno consentito l'uso ma senza la possibilità di effettuarvi i lanci. Oggi non risultano più restrizioni, ma non mi risultano nemmeno essersi effettuate bonifiche delle aree (ma mi si corregga se non è così)... io, personalmente, non ci vado più. C'è uno studio dell'ASL di Brescia che risale al 2004 (qui il link al documento) con 49 campionature effettuate proprio all'interno dello Stadio Calvesi (nessuna delle quali è purtroppo risultata "negativa"): ebbene, tenetevi forte: la legge (il D.M. 471 del 99) prevede una concentrazione di PCB nelle aree ad uso pubblico di 0,001 mg/kg s.s. di PCB... e sapete che quota massima ne hanno rilevata dentro il Campo Calvesi? 1318,650 mg/kg s.s., cioè più di un milione di volte superiore al consentito!!!! La media dei rilevamenti effettuati sul Campo invece si attesta solo a 66,628 mg/kg s.s. (ovvero "solo" 66mila volte superiore al consentito...). Detto tutto questo, dati alla mano (e considerato che non so se siano mai state fatte le costose bonifiche di ettari e ettari di terreno), non è un pò strano che qualcuno utilizzi ancora quell'impianto... soprattutto per fare lanci, dove gli attrezzi si infilzano nel terreno? Ora, per concludere: dopo una veloce girata con Google, sembra che l'intervento di bonifica sia stato effettivamente deciso (3,3 milioni di euro...) ma stando all'ultimo documento presente sulla rete individuato (un articolo del Corriere della Sera del 27 agosto di quest'anno) l'intervento sia ancora... in agenda. Insomma, la bonifica si deve fare, ma il sito non è ancora sicuro.
Prima di proseguire nell’ambito delle piste in “colato” da menzionare l’altra pista presente a Brescia (quella della Scuola Abba) che sul sito è riportata come in “colato” dove (lo dico perché l’ho provato) le scarpe chiodate non affondano nella gomma perché la gomma... non c’è. Sarebbe curioso poter visionare il progetto (con relative spese e costi) che ha portato a quella pista.
Le pista di Nave (a mio modestissimo parere molto morbida ed ideale per allenamenti, a salvaguardia di tendini e muscoli) ospita due o tre gare all’anno (tra Master e giovanili) mentre quella di Rezzato inizia a mostrare i chiari segni dell’usura (ho rinunciato ad andarci nonostante si trovi dietro casa mia, preferendo il più morbido Calvesi e fino al 2011 Nave).
La pista di Castelcovati ormai è in disuso ed è un vero peccato, mentre quella di Roè Volciano non è mai di fatto decollata per le manifestazioni a parte qualche meeting per le categorie promozionali e giovanili (ricordo un campionato di staffette nel 1993 e poi nulla a livello assoluto).
Ci sono “anelli” anche a Darfo (punto di riferimento per tutta la ValleCamonica) oltre che a Cividate Camuno. Per quest’ultima mi chiedo spesso quando verrà fatta una gara: sul sito viene indicato a sei corsie ma a me sembravano quattro… il giorno che mi fermai, incuriosito, all’esterno dell’impianto.
La pista di Leno (sede se non sbaglio nel 1986 dei Campionati Provinciali Assoluti che un tempo si svolgevano in due giornate consecutive) è quasi impraticabile.
A Lumezzane sapevate che c’è una pista?
Passiamo al capitolo “sportflex”. Lascio a voi lettori e a chi ci è stato la valutazione sulla pista di Salò, provatela e poi fate sapere le vostre sensazioni alla redazione di QueenAtletica. L’impianto di Desenzano del Garda è a mio parere un vero gioiello. La pista mi sembra sia stata recentemente rifatta: con lo “sportflex” è così, devi rifare tutto poiché non basta una passata (o due) di “colato”. A Desenzano sapevate che nel 1993 e nel 2000 si disputarono Finali Nazionali dei Campionati Studenteschi? Complice la splendida posizione geografica e i numerosi alberghi (qualcuno dice anche l’Organizzazione, peraltro il “cronometro” leggeva tempi sia pari che dispari) entrambe le manifestazioni sono state un successo.
Pista “sportflex” anche a Rodengo Saiano, a Gavardo e a Chiari. Quest’ultima di fatto ha scritto la parola fine per la vicina pista di Castelcovati che però è sempre andata avanti grazie alla squadra di Atletica proprio… di Chiari. A Rodengo c’è parecchia attività poiché è sede di allenamenti di numerose società della zona. Attenzione ai tendini però, meglio non rischiare e se non proprio necessario utilizzare scarpe senza chiodi. E’ la legge dello “sportflex” che se non sbaglio …non viene più prodotto. Auguri quando dovrà essere fatta la manutenzione. Se però mi stessi sbagliando la redazione di QueenAtletica è a vostra a disposizione anche per conoscere la metodologia di restauro di piste in “sportflex”.
Apriamo il capitolo “rubkor” a Ospitaletto e “tennisol” a Verolanuova. A voi lettori il compito di cercare i relativi significati: in ogni caso si tratta di due piste dove non si fanno gare.
Sul sito fidal-lombardia c’è anche un “non specificato” di 400 metri a Vobarno e ben quattro “asfalto” a Iseo, Concesio, Castenedolo e Travagliato, tutti impianti ovviamente che non sono idonei ad ospitare competizioni in pista.
Per riassumere brevemente eccovi le pista che nella Provincia di Brescia danno garanzia di poter ospitare gare di un certo livello durante la stagione: Brescia Campo Calvesi, Chiari, Desenzano del Garda, Gavardo, Rodengo Saiano e Nave. Se poi avete voglia guardate la sezione piste della Provincia di Milano e della Provincia di Bergamo e calendari gare alla mano verificate quanti impianti vengono utilizzati per manifestazioni. Buona ricerca a tutti.
Lo strano caso del Campo dopato - Mi permetto una considerazione. I lanci al Campo Calvesi sono qualche cosa di aberrante... forse è incredibile la sola presenza di attività sportiva. Il Campo Calvesi rientra infatti nella Zona Rossa dell'area di inquinamento della ex Caffaro, dove centinaia di tonnellate del famigerato PCB hanno inquinato i terreni circostanti per anni. Di più: i terreni della pista, sorgono proprio a ridosso della zona dove un tempo sorgeva uno dei poli più produttivi della chimica italiana (produceva un-sesto di tutta la produzione americana di quei materiali!). Nel sangue dei bresciani, per intenderci, alcuni studi hanno certificato come vi sia una presenza della sostanza tossica superiore di diverse volte rispetto a quelle normalmente rilevate: dieci volte tanto quella degli americani, per intenderci. Il PCB è una specie di diossina che si annida nell'acqua e nei terreni... i fatti hanno fatto parlare molte persone di una sorta di Seveso-due silenziosa, di cui in pochi hanno stranamente parlato. Le autorità, dopo avervi sospeso per un certo periodo l'utilizzo sportivo, ne hanno consentito l'uso ma senza la possibilità di effettuarvi i lanci. Oggi non risultano più restrizioni, ma non mi risultano nemmeno essersi effettuate bonifiche delle aree (ma mi si corregga se non è così)... io, personalmente, non ci vado più. C'è uno studio dell'ASL di Brescia che risale al 2004 (qui il link al documento) con 49 campionature effettuate proprio all'interno dello Stadio Calvesi (nessuna delle quali è purtroppo risultata "negativa"): ebbene, tenetevi forte: la legge (il D.M. 471 del 99) prevede una concentrazione di PCB nelle aree ad uso pubblico di 0,001 mg/kg s.s. di PCB... e sapete che quota massima ne hanno rilevata dentro il Campo Calvesi? 1318,650 mg/kg s.s., cioè più di un milione di volte superiore al consentito!!!! La media dei rilevamenti effettuati sul Campo invece si attesta solo a 66,628 mg/kg s.s. (ovvero "solo" 66mila volte superiore al consentito...). Detto tutto questo, dati alla mano (e considerato che non so se siano mai state fatte le costose bonifiche di ettari e ettari di terreno), non è un pò strano che qualcuno utilizzi ancora quell'impianto... soprattutto per fare lanci, dove gli attrezzi si infilzano nel terreno? Ora, per concludere: dopo una veloce girata con Google, sembra che l'intervento di bonifica sia stato effettivamente deciso (3,3 milioni di euro...) ma stando all'ultimo documento presente sulla rete individuato (un articolo del Corriere della Sera del 27 agosto di quest'anno) l'intervento sia ancora... in agenda. Insomma, la bonifica si deve fare, ma il sito non è ancora sicuro.
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