28/01/11

Manuela Levorato: 7"31 e sono 3 volte sotto il minimo

L'impianto di Chemnitz
Ieri sera a Chemnitz, in Sassonia, altro colpo di Manuela Levorato sui 60 metri, che sancisce una volta di più il diritto della padovana ad essere sui blocchi dei Campionati Europei Indoor di Parigi. 7"31 in batteria e 7"35 in finale, dove è giunta terza battuta dalla ghanese Anim Vida e dall'irlandese Ailis McSweeny, rispettivamente con 7"30 e 7"34. E dire che dopo le batterie la "manu" aveva il miglior tempo, dopo aver regolato la stessa McSweeny. Due volte annichilita (sia in batteria che in finale) la russa Mariya Bolikova (coscritta della Levorato) e che nel seeding 2011 ha già corso in 7"30 a Omsk e possibile avversaria proprio dell'italiana a Parigi. Il resto del meeting ha visto la vittoria di un altro africano nei 60: Egwero Ogho-Oghene che ha siglato un buon 6"64. In ottica Parigi 2011 si è messo in luce il francese Jimmi Vicaut con 6"66, e il tedesco Christian Blum con 6"67. Gli altri sprinter tedeschi: Martin Keller 6"71 e Thobias Unger 6"74. Nei 1500 il keniano di turno, Nixon Chepseba spara un mostruoso 3'35"78, ma sorprende il 4° (dopo un paio di altri africani): il ventenne francese Jamale Arras, cui il tempo di 3'41"42, regala una visibilità internazionale. Sarà quasi sicuramente presente a Parigi. Nei 60hs Petr Svoboda migliora di un centesimo il già suo miglior tempo mondiale dell'anno, spostandolo da 7"56 a 7"55 (7"57 in batteria). Ma non dimentichiamo anche l'olandese Gregory Sedoc (trentenne) 7"67. Il solito Renaud Lavillenie vince la gara di salto con l'asta a 5,80, provando poi vanamente 6,03. 6° il trentanovenne Tim Lobinger, con 5,30. Nel lungo Nils Winter "corto", con un modesto per lui 7,75 che lo relega al terzo posto, battuto dal connazionale Alyn Camara (7,86). Un altro tedesco, Ralf Bartels vince la gara di lancio del peso con 20,24 (in tre sopra i 20). L'elvetica Lisa Urech vince i 60hs con 8"06. Arriva anche il record tedesco indoor: è quello siglato da Katja Demut nel triplo, dove ha vinto la gara con 14,45. Un'avversaria di Chiara Rosa oltrepassa i 18 metri: è Christina Schwanitz che ha gettato il peso fino a 18,05. Qui il link ai risultati.   

27/01/11

Verso Parigi 2011: i 60 femminili agli Euroindoor premiano Marisa Masullo e Rita Bottiglieri

Marisa Masullo
Dopo che ieri sera mi sono attardato a disquisire della storia del triplo maschile italiano agli Europei Indoor (una sorta di tributo a Fabrizio Schembri e al suo minimo ottenuto), stessa cosa facciamo oggi con i 60 femminili, stavolta per rendere omaggio alla seconda atleta italiana ad aver ottenuto il lasciapassare per Parigi '11, Manuela Levorato (pazzesco... solo due atleti azzurri col minimo a 3 settimane dalla deadline!). Nella storia delle 31 edizioni di questa manifestazione (cui si aggiungono le 4 prodromiche definite allora "Giochi Europei"), si contano 42 presenze di atlete italiane, dato comprensivo di tutti i turni sostenuti dalle diverse atlete nel corso di ogni edizione. Le 42 presenze, spremute di tutti i turni, si trasformano in 26 partecipazioni (quest'ultime sono il dato che la Fidal considera a tutti gli effetti valido per indicare il numero di maglie azzurre, ma sapete che su questo dato non sono assolutamente d'accordo: se la Nazionale di calcio annovera tra le presenze ogni turno passato, perchè nell'atletica sia chi si ferma in batteria che chi supera 4 turni deve avere un solo caps? E' la legge del merito che suffraga questa necessità di soppesare in maniera diversa la qualità della partecipazione ad una grande manifestazione: quindi un turno, un caps. Tre turni, tre caps). Le atlete italiane che hanno partecipato a questa specialità nei 45 anni della manifestazione sono state 13, e capeggia la classifica delle presenze Marisa Masullo con 7 caps, davanti a Rita Bottiglieri e Cecilia Molinari con 5, quindi Manuela Levorato e Anita Pistone con 4. Per quanto riguarda il dato riferito alle sole edizioni (avulso dai turni passati) capeggiano questa particolare classifica con 4 partecipazioni Marisa Masullo (presente alle edizioni '78, '80, '83 e '90) e Cecilia Molinari ('70, '71, 73', '75). Manuela Levorato, se fosse convocata dopo il minimo ottenuto un paio di settimane fa, salirebbe a 3 presenze, dopo quella di Valencia '98 e Gand '00. Marisa Masullo è riuscita a partecipare a due edizioni di Europei a distanza di ben 13 anni (Milano '78 e Glasgow '90). Se Manuela Levorato dovesse essere sui blocchi dell'impianto indoor di Parigi, supererebbe questo record, visto che tra l'edizione del '98 a Valencia e quelli di quest'anno intercorrerebbero ben 14 stagioni. Tra le presenze "strane" (nel senso che praticavano un'altra specialità) nella storia dei 60 femminili agli europei troviamo la triplista Antonella Capriotti (nel 1982 a Milano) e quello dell'ostacolista Carla Tuzzi nel 1996 a Stoccolma. 
L'aspetto tecnico: dicevamo, 26 partecipazioni. 13 qualificazioni a semifinali o direttamente alla finale, e 13 uscite al primo turno. 50% di "passabilità", se così la vogliamo chiamare. Due medaglie vinte, il bronzo di Marisa Masullo a Budapest 1983 dove la milanese giunse terza con quello che è tutt'ora il record italiano di 7"19 e l'altro bronzo di Rita Bottiglieri nel 1977 a San Sebastian con 7"34. Solo 5 le finali conquistate (sempre su 26), quindi poco meno del 20% delle atlete azzurre schierate sui 60 è arrivato a giocarsi un europeo. Ma ciò significa anche che chi arriva in finale ha il 40% di possibilità di vincere una medaglia. Rita Bottiglieri è giunta anche 5^ nel '75 a Katowice (l'unica ad arrivare due volte in una finale), mentre le altre due finaliste, sono state Anita Pistone e Maria Aurora Salvagno nell'ultima edizione di Torino '09. Stranamente nessuna finale per Manuela Levorato, che proprio nel suo periodo migliore (dal 2001 al 2005) non partecipò ad alcuna edizione di questa manifestazione. Nelle sue due partecipazioni si è infatti fermata sempre in semifinale. 
I tempi: chiaramente il miglior tempo ottenuto durante gli Euroindoor è il record italiano di 7"19 della Masullo. Anche il secondo tempo gli appartiene, ottenuto sempre nella performante edizione dell'83 (7"23 in batteria, poi si andava direttamente in finale). I successivi quattro tempi sono tutti ad appannaggio di Manuela Levorato, nelle quattro volate che l'hanno vista protagonista nelle due partecipazioni: 7"26, due volte 7"27 e un 7"29. Al terzo posto Anita Pistone con 7"32, nella semifinale di Torino '09. 

26/01/11

Verso Parigi 2011: Il triplo italiano agli Euroindoor

Parlando del minimo ottenuto da Schembri, mi è venuta da fare questa riflessione statistica sul salto triplo italiano agli Euroindoor. Ebbene, iniziamo dal fatto che se potessimo contare le presenze ai campionati europei indoor degli atleti italiani raccoglieremmo 29 caps (tra qualificazioni e finali). Le 29 presenze si riducono di fatto a 24 partecipazioni (ma secondo me, il fatto di passare le qualificazioni attribuirebbe due presenze, non una nell'overall di maglie azzurre). Nel club azzurro dei presenti agli euroindoor del salto triplo si trovano solo 9 atleti, nonostante la storia dei campionati continentali indoor sia ormai ultra quarantennale. Dario Badinelli vanta 7 presenze, ed è l'atleta italiano con più presente nel salto triplo. 4 gettoni (e 5 caps) per la leggenda di Mexico-68 Giuseppe Gentile (ma tenete presente che le prime edizioni fino al 1968 non erano considerati ancora Campionati Europei), così come Roberto Mazzuccato. A 3 presenze (e 6 caps) si ferma Fabrizio Donato. 2 Paolo Piapan, e a 1 Alessandro Ussi, Paolo Camossi, Salvatore Morello e Daniele Greco. Fabrizio Schembri, che la settimana scorsa ha ottenuto con 16,93 il lasciapassare per Parigi '11 (teorico... perchè poi la Fidal vuol sempre avere l'ultima parola) potrebbe essere quindi il decimo atleta italiano a cimentarsi in questa specialità ad un campionato europeo indoor. Per quanto riguarda i risultati, l'apogeo della specialità è stato raggiunto da Fabrizio Donato nell'edizione 2009, quella torinese, dove sulla magica pedana del Lingotto (erano lì, no?) riuscì a stampare un bestiale 17,59. Per trovare un'altra medaglia bisogna tornare invece all'edizione 2000 di Gand, in Belgio, quando Paolo Camossi riuscì invece a giungere terzo con 17,05. Statisticamente si contano 16 piazzamenti tra il 4° e l'8° posto (fino cioè a quella posizione che le Federazioni ritengono "significativa" per un'ipotetico campionato a squadre). Due quarti posti (Donato a Vienna '02 e Gentile nell'edizione del '66 di Dortmund), tre quinti: Badinelli nel 1989 a L'Aja, in quella che rimane la sua miglior prestazione in un Europeo. Ancora Giuseppe Gentile a Madrid nell'annata d'oro 1968, e Paolo Piapan a Milano nel '78 (l'edizione passata alla storia per la presenza sulla pedana dell'alto dell'Angelo Biondo). Roberto Mazzuccato ha ottenuto due settimi e due ottavi posti, mentre è significativo come Dario Badinelli fosse arrivato ben sei volte tra i primi 8 in una finale continentale. Se è chiaro che non è stato il triplista più vincente, di sicuro il bresciano è stato quello più longevo ad alti livelli. Lo stesso Fabrizio Donato, che quest'anno fa-35, nonostante sia stato l'atleta con più anni di attività ad alto livello, porta nel proprio carnet un numero inferiore di finali. Proprio sulla longevità in questa particolare manifestazione si può disquisire: Dario Badinelli, tra la prima e l'ultima edizione di Euroindoor cui ha partecipato, ha lasciato intercorrere 8 anni (dal 1983 al 1990). Fabrizio Donato, partecipando sia all'edizione 2000 sia a quella del 2009, ha già coperto un arco temporale di 10 anni. Partecipando anche quest'anno arriverebbe a 12 anni... sulla breccia. Sempre Dario Badinelli è stato l'atleta che ha collezionato più presenze consecutive ad un Europeo (4, dal 1983 al 1986). 
Dicevamo 24 partecipazioni (e 29 caps): su 24 partecipazioni, tenendo presente che in molti campionati si è svolta la finale diretta, solo in 3 casi non vi è stato accesso alla finale dal turno preliminare: la prima vittima illustre fu proprio Giuseppe Gentile a Praga '67 (fuori con 15,51). Poi è toccato in tempi recenti a Salvatore Morello (nel 2005, fuori con 15,82) e l'estroso Daniele Greco, vittima ormai di inciampi illustri (15,76 a Torino 2009). Quindi: in 8 circostanze gli italiani hanno fatte le qualificazioni, ed in 3 sono usciti dalla porta di servizio. 
Le misure: sarà un caso, ma le uniche due circostanze in cui un italiano ha superato la fettuccia dei 17 metri ha conquistato una medaglia europea (l'oro di Donato e il bronzo di Camossi). Nella lista all-time dei campionati troviamo poi il 16,90 sempre di Donato che gli valse il quarto posto a Vienna '02 e quindi il 16,86 in qualificazione di Camossi a Gand '00, l'edizione che lo vide sul podio col citato 17,05. Badinelli si è fermato al 5° posto di questa classifica avulsa con il 16,67 di Madrid. Qualcuno dovrebbe scrivere la storia di Dario Badinelli: un atleta che per molti versi si è fermato alle soglie del paradiso. Una longevità sportiva senza precedenti, ad alti livelli in cui è mancato sempre quel pizzico di fortuna che lo portasse a vincere una madaglia prestigiosa. Riflessione: su 29 caps (tra qualificazioni e finali) solo 11 sono prestazioni sopra i 16,50, che rappresenta una soglia di visibilità minima. C'è da dire che nei suoi 6 caps, Donato non è mai andato sotto questa soglia, così come Camossi, che però ha partecipato ad una sola edizione di Campionati Europei. In 7 non hanno invece raggiunto la soglia dei 16 metri (ed infatti in questa "fossa" si trovano ovviamente i 3 unici eliminati della storia del triplo italiano agli Euroindoor). 

Chi ha il minimo per gli Euroindoor di Parigi? Per ora in due

Fabrizio Schembri, uno dei due atleti italiani per ora a Parigi
Mancano tre settimane per ottenere il minimo per gli Euroindoor di Parigi 2011, ma al momento solo due atleti (Manuela Levorato e Fabrizio Schembri) sono gli azzurri che hanno ottenuto il limite per volare in Francia. Nelle prossime settimane i migliori atleti italiani inizieranno a girare per l'Europa in cerca di manifestazioni che diano il pass per l'Europeo (in Italia, l'unico impianto degno sarà oberato da impegni istituzionali). Si è infatti ancor in attesa dei balzi di Howe, dei salti di Gibilisco, delle volate del CoDiCe (Collio, Di Gregorio e Cerutti), del doppio-giro di Vistalli, e ancora Cusma, Obrist, Rosa, Di Martino, Donato... aspettiamo e teniamo aggiornato il tabellino degli eletti, che per ora, tristemente, è fermo a due.
  • 60 metri: tra le donne la prima ad aver staccato il biglietto è stata Manuela Levorato con il suo 7"32 (minimo a 7"33), che è anche l'11° tempo europeo dell'anno (davanti addirittura 3 ucraine dopo la famosa riunione di Sumy dove hanno fatto registrare l'arcinoto 7"14 e un 7"23). Altre italiane al momento molto lontane: la prima è Doris Tomasini con 7"57 ed è quindi difficile pensare ad un secondo pass per questa specialità a meno che la Federazione si inventi qualche cosa per non vedere i musi lunghi di Di Mulo & c. pascolare per le hall degli alberghi parigini alla disperata ricerca di un'altra velocista. Al maschile il migliore sin'ora è stato Jacques Riparelli con il suo 6"72 di Udine, a 5 centesimi dal limite di 6"67 fissato dalla Fidasics. Ma qui il discorso è più fluido, visto che i tre drake dei 60 indoor non hanno ancora aperto il pacco: i due medagliati di Torino '09 (l'argento Fabio Cerutti e il bronzo Emanuele Di Gregorio) e soprattutto Simone Collio. 6"67 non è certo un risultato facile, ma chiaramente nelle corde di ognuno dei tre moschettieri, vista la stagione 2010. Nel frattempo segnalo il redivivo Stefano Dacastello con 6"79.
  • 400 metri: L'unica in grado di poter ambire al minimo fissato dai luminari, sembra essere naturalmente Marta Milani. Il minimo è 53"00, lei ha corso questo fine settimana in 53"61 ad Ancona. Questo risultato è anche il 18° al mondo mentre sto scrivendo, e 13° in Europa. Ma nelle 12 davanti a lei ci sono ben 8 russe (!!) quindi al conto bisognerebbe toglierne almeno 5 per pensare in ottica Campionato Europeo (il massimo di atleti per nazione dovrebbe essere sempre 3). Con 52"6/52"7 è ipotizzabile addirittura pensare alla finale. Siamo sicuri che la Federazione anche con 53"6 la voglia tenere fuori? Vediamo dove si colloca l'intelligenza dei selezionatori... Dietro di lei Bazzoni e Spacca sopra i 54" non sembrano poter valere l'attuale limite. Grenot non pervenuta per la stagione indoor: vedremo agli italiani se non farà la sua comparsa. Tra gli uomini il limite è 47"00. Tempo assai impegnativo (come tutti gli altri del resto). Per ora nessuno si è avvicinato nemmeno lontanamente ad esso, ed un solo atleta, Haliti, è sceso sotto i 48". Ma è anche vero che non sono scesi ancora i big: Andrea Barberi, Claudio Licciardello e soprattutto Marco Vistalli. Poi ci sono tutti quegli atleti come Fontana, Galvan (non si era sottoposto ad un'operazione?). Diciamo che il più forte del 2010 è al momento quello cui bisognerebbe puntare, visto lo stato di forma, anche se la sua condotta di gara trasposta al coperto potrebbe risultare troppo rischiosa (parte in maniera molto accorta, per distribuire in maniera molto equilibrata). 
  • 800 metri: Tra le donne ci si aspetta sempre Elisa Cusma, ma senza disdegnare il ruolo che si è ritagliata Daniela Reina a livello internazionale (minimo 2'02"80). Aspettiamo il loro esordio. Specialità che sta invece passando un brutto momento tra gli uomini. Finiti i tempi di D'Urso, Benvenuti, Longo et alii che in questa meravigliosa specialità dal fascino anglosassone dettavano legge in Europa. Tra giovani acerbi e false promesse siamo molto retrocessi nel seeding continentale. L'unico che potrebbe ambire all'1'48"30 (più che tempo da finale, sembra un tempo da medaglia che, pensate, al mondo attualmente non ha ancora ottenuto nessuno!!) fissato dalla Fidasics, potrebbe essere Lukas Rifesser o Christian Obrist (che predilige però i 1500). 
  • 1500 metri: la grande sorpresa l'ha fatta il mantovano Marco Najibe Salami, con il suo 3'44"94, che è il nono tempo mondiale del 2011 nonchè il 4° in Europa. Chiaro: mancano in tanti all'appello. Ma il minimo è 3'42"10, che non è certo facile. Di sicuro gli italiani assoluti, che saranno la vera prova che deciderà la comitiva per Parigi, vedranno la sfida Salami vs Christian Obrist, che di manifestazioni internazionali ha ormai un lungo elenco nel proprio carnet: peccato che gli manchi sempre quel quid di personalità in più in gara per scrivere in una grande manifestazione il proprio nome. Tra le donne, a meno che la Cusma voglia cimentarsi in questa specialità, non si vede proprio nessuno all'orizzonte. Altra specialità estinta sotto la dinastia di Rams-Arese II. 
  • 3000 metri: tra le donne, per un lungo periodo ci si è salvati con la tenacia di  Sylvia Weissteiner, che va per i 32 anni e ha passato un 2010 non esaltante. Rimane come specialista delle specialità medie in pista solo Elisa Romagnolo, che però dopo il grande 2009, ha subito anch'essa una flessione nel 2010. Rimane Federica Dal Ri (l'anno scorso 9'05 con il minimo a 9'03") su cui sperare in una convocazione. E dire che tra le donne in questa specialità nel passato si è portato a casa un ricco bottino (due ori ed un argento con la Possamai, e il bronzo con la Weissteiner nel 2007). Tra gli uomini stesso discorso: solo 4 anni fa Cosimo Caliandro vinceva a Birmingham l'oro che faceva il paio con quello di Gennaro Di Napoli di 15 anni prima. Purtroppo fu solo l'apice di una carriera che sembrava dover prendere il volo. Ora su chi si punta? Ancora su Meucci e Lalli, che sembrano gli unici due fondisti di una certa caratura internazionale (in subordine La Rosa)? Ma non verranno già impiegati per i mondiali di cross? 
  • 60hs: il livello tra gli uomini si è livellato... peccato che lo abbia fatto verso il basso. Ora i migliori veleggiano tra i 7"8 e i 7"9, ed è difficile pensare che qualcuno quest'anno possa correre in 7"72. Per ora il poliziotto Emanuele Abate ha corso in 7"83. Solo lui e Giorgio Berdini (7"98) sono scesi quest'anno sotto gli 8". Aspettiamo comunque le prossime tre settimane. Donne: Giulia Pennella (1989) è sicuramente un cavallo di razza con il suo 8"38 (8"15 il minimo) ma è ancora lontana dai vertici internazionali. Aspettiamo il ritorno di Micol Cattaneo, praticamente ferma da un paio di stagioni, ma sulla via del completo recupero. Si dovrà però guardare da colei che al momento ha la leadership della specialità, Marzia Caravelli (per ora ferma a 8"46).
  • alto: la Federazione ha chiesto alle donne di saltare 1,92 per andare a Parigi. Alessia Trost per ora si è fermata a 1,86 che è una gran misura, ma non ancora sufficiente per vidimare il biglietto al check-in. Antonietta Di Martino? Aspettiamo ancora lei per dire la nostra a livello internazionale. Tra gli uomini quest'anno è proprio dura: 2,27 sembra essere nelle possibilità del solo Marco Fassinotti e Filippo Campioli (2,28 l'anno scorso). Gli altri (gli storici saltatori che hanno caratterizzato la specialità nella prima decade del XXI secolo... gli ultratrentenni Andrea Bettinelli, i fratelli Ciotti, Talotti) nel 2010 non sono mai riusciti a oltrepassare i 2,25. 
  • asta: un solo nome: Giuseppe Gibilisco, a coprire un vuoto pneumatico che solo il figlio di Gianni Stecchi potrebbe ovviare nell'immediato futuro. Si cimenterà Gibilisco nella indoor season? Tra le donne l'impressione è di molte ottime interpreti cui manca la stellina. Anna Giordano Bruno nel frattempo ha mancato di un niente il minimo (4,30 contro 4,35) e sembra solo questione di tempo per vederla oltre quel limite (20° risultato al mondo al momento, ma solo 17^ in Europa!). 
  • lungo: l'eterno salvatore della Patria sarà Andrew Howe (bisogna capire se questi saranno i sui programmi). Per ora però si è messo in luce Stefano Tremigliozzi, 7,75 e 19° risultato al mondo e 11° in Europa. Tra le donne cenni di risveglio anche se il minimo (6,55) sembra davvero un affronto alla logica delle cose. La migliore è per ora Tania Vicenzino con 6,28. Un pò troppo lontana..
  • triplo: Fabrizio Schembri è il secondo atleta italiano che nel corso del 2011 ha ottenuto il minimo per Parigi. Solo due? Sì, solo due. Il minimo era fissato a 16,80 e Fabrizio ha piazzato un ottimo 16,93, che è la seconda prestazione mondiale dell'anno, dietro al marziano francese Teddy Tamgho. Obiettivo finale quasi certificato: esserci non può più essere il suo obiettivo. E si è in attesa di Fabrizio Donato, mentre Daniele Greco sembra ad andare a corrente alternata. Tra le donne naturalmente si è in attesa che ritorni la medaglia d'argento di Barcellona Simona La Mantia, mentre Magdelin Martinez (da quest'anno... F35) nel 2010 è stata sotto i 14 metri. Avrà un sussulto di orgoglio?
  • peso: solo tra le donne ci sono le uniche possibilità di partecipazione a Parigi: 17,44 l'esordio di Chiara Rosa (ma 18,00 il minimo). Unica pretendente attuale a partecipare agli euroindoor. Tra gli uomini ottenere quasi 20 metri (19,90 per la precisione) sembra una professione di fede. 

25/01/11

Il top-20 Agc della settimana

AGC
GARA
RESULT
cat
no
ATLETA
LOCALITA'
DATA
98,72
60
7"16
M45
1964
LONGO MARIO
NAPOLI
22/01/2011
93,65
60
7"20
M40
1969
CHIAPPERINI PAOLO
CASAL DEL MARMO
23/01/2011
93,22
60
8"35
M60
1950
ROSELLA GIANCARLO
CASAL DEL MARMO
23/01/2011
91,55
60
8"00
M50
1959
SISTI ENRICO
CASAL DEL MARMO
23/01/2011
91,52
60
7"78
M45
1963
MORELLI GIULIO
ANCONA
23/01/2011
91,10
60
8"77
M65
1946
MALLARDI GIULIO
ANCONA
23/01/2011
90,98
ALTO
1,80
M50
1950
MASTROLORENZI MARCO
RIETI
22/01/2011
90,91
60
8"08
M50
1960
NERONI VITTORIO
CASAL DEL MARMO
23/01/2011
90,39
60
7"82
M45
1964
DE FEO ALFONSO
CASAL DEL MARMO
23/01/2011
90,28
60
9"69
F55
1952
MICHELETTI ANNA
CASAL DEL MARMO
23/01/2011
90,13
60
8"24
M50
1957
MASI ROBERTO
ANCONA
23/01/2011
89,68
60
8"68
M60
1950
GASPARINETTI FRANCO
ANCONA
23/01/2011
89,64
60
7"49
M40
1971
CICCHETTI LUIGI
NAPOLI
22/01/2011
89,62
60
7"66
M40
1968
ACCIACCAFERRI PIERLUIGI
ANCONA
23/01/2011
89,36
60
7"91
M45
1964
VANZO LUIGI
UDINE
23/01/2011
89,11
60
7"99
M45
1963
TIFI ALESSANDRO
ANCONA
23/01/2011
88,96
60
8"52
M55
1954
BASILE GIOVANNI
NAPOLI
22/01/2011
88,55
60
7"87
M45
1966
MINICHIELLO CIRIACO
ANCONA
23/01/2011
88,16
Marcia 5 KM
20'45"60
M35
1976
MAGLIULO VINCENZO
NAPOLI
22/01/2011
87,46
ASTA
4,80
M40
1970
BEFANI GIACOMO
ANCONA
23/01/2011