15/12/10

Master italiani dell'anno: quest'anno Webatletica con Atleticaweek

Anche quest'anno è arrivato il tempo di eleggere i migliori master italiani della stagione. Gli Italian Masters Awards, sul percorso tracciato nel 2009 dagli European Masters Awards con cui sempre Webatletica aveva inziato questo tipo di riconoscimento non al migliore tra tutti i masters, ma eleggendo il migliore categoria per categoria. A livello europeo avevamo attirato l'attenzione addirittura di un quotidiano spagnolo, che commentò il nostro Awards ad un atleta iberico, senza dimenticare che gli Awards furono citati da Masterstrack, il massimo sito mondiale che parla di master. Memorabile. Dopo 4 anni di premi ai migliori master italiani (ma solo ad un uomo e ad una donna), proprio l'anno scorso noi della redazione di Webatletica decidemmo come fosse profondamente ingiusto nominare solo due master come migliori, considerate le variabili indipendenti che caratterizzano questo mondo. Come tutti sanno, vincere una medaglia da M90 non è come vincerne una da M40. Lo stesso dicasi nello stabilire i record: il campione statistico, a prescindere dalla classe dell'atleta, è decisamente differente. Per tornare al nostro esempio, in Italia sono tesserati meno di una decina di M90, ma sicuramente diverse centinaia di quarantenni. Ci è nata così spontanea la voglia di individuare categoria per categoria i migliori dell'anno, in attesa di un'ulteriore evoluzione che veda l'elezione all'interno delle categorie, dei migliori specialità per specialità. Vedremo. Quest'anno la succolenta novità (oltre alla nomina dei master categoria per categoria) è la collaborazione con Atleticaweek, la cui parte master è curata dal nostro amico Luca Landoni. Con il suo aiuto si è messa a punto la prima lista di nomination tra le categoria maschili del 2010. La prossima settimana, dopo la pubblicazione delle nomination femminili, procederemo all'elezione dei migliori master dell'anno e al commento su Webatletica Radio Show. Vi lascio alle nomination maschili per il 2010, ben sapendo che quando si fanno scelte, qualcuno inevitabilmente se ne potrà avere a male. Aspettiamo comunque commenti a suffragio dei diversi nominati.
  • M35: focus sui risultati degli europei d'Ungheria, necessariamente. Sono stati 4 gli ori: Alessandro Gulino (200, 22"37 con -1,3), Francesco Arduini (alto, con 2,02), Mario Prandi (maratona, con 2h41'44") e Stefano Vercelli (3000 siepi, con 9'46"50). Di questi 4, Gulino sempre in Ungheria ha conquistato anche l'argento sui 400 con 50"03, l'oro nella 4x100 e l'argento nella 4x400. Prandi invece arriva 6° sui 5000. Gulino ha vinto anche il titolo italiano di categoria dei 400 a Roma (50"57), così come Arduini nell'alto (1,93). Alessandro Valsecchi è stato invece l'M35 che nel 2010 ha portato a casa più titoli italiani: ben 4, peso indoor, disco e martellone a Roma, e pentalanci. Nessun medagliato M35 da Kamloops. 
  •  M40: Massimiliano Scarponi (1967) è stato l'unico M40 italiano a vincere un oro internazionale nel 2010, sui 400 di Nyiregyhaza con 50"23. Ma anche bronzo nei 200 con 22"55. Edgardo Barcella è invece l'unico argento internazionale (dietro a Scarponi sui 400, con 50"75). Entrambi hanno vinto l'oro nella 4x400 e l'argento nella 4x100 in Ungheria. Barcella ha però vinto due titoli italiani sui 400 (indoor ed outdoor), mentre Scarponi 3 scudetti: 60 indoor, 100 e 200 outdoor (perdendo però le due sfide con Barcella sul giro, ma vincendo quella più importante degli europei). Francesco D'Agostino e Stefano Avigo, su 800 e 1500, hanno bissato i titoli italiani tra indoor ed outdoor. Avigo ha sparato anche il nuovo record italiano sugli 800 M40 indoor ed outdoor. Scarponi quello dei 150 all'aperto. 
  • M45: Enrico Saraceni (1964) ha doppiato l'oro mondiale indoor, con quello europeo sui 400. C'è poi l'argento sui 200 ai mondiali indoor e il bronzo con la 4x200 M40. Ha inoltre vinto 4 titoli italiani su 200 e 400, il tutto condito da 2 record italiani (300 outdoor e 400 indoor). Giuseppe Romeo (1963) ha fatto l'exploit a Kamloops, ai mondiali, conquistando l'iride, senza però poi riuscire a bissarla agli europei, dove è giunto "solo" terzo. Il marciatore Andrea Naso (1960), nonostante l'anno di nascita (in Italia è M50), ha conquistato due argenti nella marcia in Ungheria. Mario Longo, vittima di un grave infortunio, ha conquistato comunque due titoli italiani (60 indoor... da strappato, e 100) ma soprattutto ha ottenuto il record mondiale dei 60 M45 con 6"97 ad Ancona, il 9 di gennaio. Sugli scudi anche Ivano Pellegrini, capace di conquistare 3 titoli italiani durante il 2010 (due sui 1500 e uno sugli 800) e un record italiano di categoria sui 3000. 
  • M50: l'unico oro internazionale è quello di Emmanuel Manfredini nel salto in alto di Niyregyhaza con 1,80. Due medaglie Europee (un argento e un bronzo) per Luigi Ferrari, su 800 e 1500, mentre la sorpresa continentale dell'anno in chiave azzurra è l'argento di Domenico Furia nei 200. Manfredini ha doppiato il titolo nel salto in alto agli italiani (al coperto e all'aperto), così come Ferrari (sugli 800), mentre Furia ha vinto i 200 di Roma. L'uomo nuovo è stato però Marco Morigi: 3 titoli italiani nella velocità, oltre che il record italiano dei 60 di categoria. Ma il record italiano l'ha ottenuto anche Emmanuel Manfredini nell'alto indoor con 1,84. 
  • M55: qui una sola medaglie conquistata tra tutti gli M55 che hanno partecipato a competizioni internazionali nel corso del 2010: è Claudio Rapaccioni, secondo nei 400hs in Ungheria. Per avere una discriminante in più, sono in 4 che invece hanno conquistato 3 vittorie agli italiani: Antonio Maino (peso indoor e outdoor e disco), Enzo Proietti (60, 100 e 200), Ercole Sesini (pentathlon indoor, lungo e triplo outdoor) e Daniele Zecchi (1500 indoor e outdoor e 5000). Di questi solo Sesini ha ottenuto un record italiano: nel pentathlon indoor. Rapaccioni nessun titolo nazionale, anche perchè era impegnato come organizzatore. 
  • M60: Vincenzo Felicetti torna con due ori dagli Europei (200 e 400). Nessun altro M60 in Italia ha vinto una gara internazionale nel corso del 2010. Rudolf Frei ha conquistato l'argento nei 400 di Felicetti. Tra i 5 bronzi internazionali della categoria ottenuti nella stagione, vale la pena ricordare quello di Luigi Giannuzzi sui 3 km di Marcia ai mondiali indoor di Kamloops (4° invece nei 10 km). Giuliano Costantini bronzo nel triplo in Ungheria, ma anche 4 titoli italiani (2 nel lungo e 2 nel triplo) nel corso del 2010. Quaterna di tricolori anche per Felicetti (sempre su 200 e 400). Antonio Rossi ha vinto 60 indoor e 100 all'aperto ai campionati nazionali, infilando una serie impressionante di vittorie: 11° titolo in-a-row nei 60 (dal 2000), e 9 sui 100 (dal 2002), ma 11 su 12 andando fino al 1999. Per lui quest'anno anche il record dei 100 M60 con rilevazione del vento (12"51 con -1,0), considerato che l'attuale record di Jacquemet (12"50... un solo centesimo in meno) è stato ottenuto senza riscontro anemometrico. 
  • M65: Lamberto Boranga argento e bronzo (nel lungo e nell'alto) agli Europei ungheresi. Giorgio Bianchi, invece, argento sui 2000 siepi sempre a Nyiregyhaza (e oro agli italiani sulla stessa distanza). Ma il top-winner di titoli italiani del 2010 è stato Giuseppe Grimaudo, vincitore di ben 6 tricolori tra indoor e outdoor su tutte le prove di velocità, dai 60 ai 400. Tre titoli per Boranga (pentathlon indoor, lungo e triplo outdoor). 2 record italiani per Grimaudo (entrambi sui 400 outdoor), mentre uno per Boranga nel pentathlon. Due i record anche per Arrigo Ghi (asta indoor e outdoor) che agli italiani ha vinto i due titoli nell'asta tra Ancona e Roma. 
  • M70: Giorgio Bortolozzi e Romolo Pelliccia sono appaiati nel computo di medaglie internazionali (così come il metallo): due bronzi per entrambi in Ungheria, agli Europei. Bortolozzi su lungo e triplo, Pelliccia sulle due gare di marcia: 5 e 20 km. Bortolozzi ha vinto poi anche le due gare a Roma, italiani outdoor, mentre Pelliccia "solo" i 5 km outdoor. Tra i plurivincitori italiani, si segnala Giuseppe Parenti, che ha vinto sei titoli italiani M70: 800, 1500 e 3000 indoor, e 800, 1500 e 5000 outdoor. Nessuno dei 3 ha ottenuto record italiani nel corso del 2010.  
  • M75: palcoscenico sui marciatori. Vincenzo Menafro è stato oro sui 20 km in Ungheria, così come Alfredo Tonnini sui 5 km. Lo stesso Tonnini è arrivato secondo nei 20 km (quindi un oro e un argento). Se passiamo ai campionati italiani, troviamo un atleta con 4 titoli, Ernesto Minopoli: 60, 100, pentathlon e decarthlon e ben 4 con 3 titoli. Tra di loro non c'è nè Menafro, nè Tonnini. Menafro in compenso ha vinto due titoli italiani sui 3 km (indoor) e sui 5 km (outdoor). Menafro è infine stato uno dei due italiani M75 che nel corso del 2010 ha ottenuto un record italiano (sui 3 km indoor). L'altro è stato Vincenzo Vanda, ma sulla prova spuria dei 600. 
  • M80: A Nyiregyhaza registriamo due bronzi in questa categoria: Alcide Magarini sugli 800, e Silvano Pierucci sugli 80hs. Magarini è arrivato anche 4° nei 400 in Ungheria e 5° nei 200, mentre Pierucci è arrivato 5° nel salto in alto. Ma in Ungheria mancava Big Luciano Acquarone: 5 titoli italiani quest'anno (contro i 3 di Magarini e i 2 di Pierucci). E soprattutto, mentre Pierucci ha ottenuto un record italiano nel pentalanci, Acquarone ha totalizzato ben 6 record italiani su tutte le specialità in cui si è cimentato.  
  • M85: Eddo Foroni è l'unico over-85 ad aver partecipato ad un campionato internazionale: gli euro-open ungheresi. Terzo e bronzo. Nel computo dei titoli italiani, guida la classifica Ottavio Missoni con 4 allori (peso indoor e outdoor, disco e giavellotto). 1 tiolo a Eddo Foroni (sui 60) e 1 a Luigi Passerini che ha ottenuto il record italiano sui 5000 M85. 
  • M90: Ugo Sansonetti ha vinto 4 ori a Kamloops, dai 60 agli 800, passando per i due e i 400. 3 ori in Ungheria, 200, 400, 800. Bottino irripetibile per chiunque. Ma anche Giovanni Vacalebre ha vinto un oro europeo, nei 5 km di marcia a Nyiregyhaza. A questo si aggiungono 4 titoli italiani. 5 ne ha vinti Giuseppe Rovelli in tutti i lanci tranne che nel disco. Vacalebre un oro agli italiani, a Roma. I record italiani dicolo 4 a 2 per Sansonetti contro Rovelli. Secondo la WMA i record su 60, 200 e 400 sono anche record Mondiali.

13/12/10

Fidal, segnali di fine regime: Damilano se ne va e la squadra di cross desolante agli Europei

(Lalli in una foto di toptraining, uno dai pochi a salvarsi ad Albufeira) - Il sito della Fidal è un vero e proprio spasso. L'ultimo volo pindarico è stato il modo in cui è stato commentato il fatto che Sandro Damilano, il demiurgo di quel tesoretto di medaglie che ha salvato il popò di questa Federazione in molte situazioni negli ultimi anni, abbia abbandonato la Fidal.  Un pò come perdere Mourinho per l'Inter, se vogliamo, ma tutto sotto silenzio. Quali saranno le cause di questo abbandono? Possibile che l'unica fonte di medaglie italiane se ne vada via così, senza che la Federazione faccia nulla? Il sito della Fidal fa quasi tenerezza: ormai fa concorrenza al tg1 di Minzolini quanto a prospettive con le quali vengono fornite le notizie... "Fidal e Damilano modificano la collaborazione". Oh! Ma questo se n'è andato!! Si parla addirittura di "intesa raggiunta" per la quale dal 2011 Damilano opererà in forma autonoma, occupandosi in via esclusiva di Giorgio Rubino ed Elisa Rigaudo. Ma non è che i due atleti hanno voluto rimanere con lui a prescidere dalle scelte della Federazione? La verità nota è che quest'anno è scaduto il contratto di collaborazione tra Fidal e Damilano, e molto probabilmente Damilano, come da lui stesso ammesso in un'altra intervista, se ne andrà ad allenare gli atleti cinesi. Chissà cosa ci sta alla base di questa decisione, visto che in un'intervista sulla Stampa di Torino di un mesetto fa, alla domanda se a fine 2010 avrebbe rinnovato il contratto con la Fidal, Damilano rispondeva: "non voglio strappi e mi piacerebbe trovare un accordo, però a me star fermo non piace. Ho bisogno di sperimentare". Stante la "modifica", così come viene simpaticamente chiamata dalla Fidal, si può anche affermare che l'accordo non è stato trovato e lo strappo, di fatto, ci sia stato. Altro successo per Arese, il cui mandato, ormai non ci sono più dubbi, è cercare di azzerare l'atletica italiana. E pensate cosa ci ha riservato lo sport: una settimana fa Arese in una deprimente festa dell'atletica italiana, esaltava il 17° posto dell'atletica italiana a livello europeo supportata dall'indimenticabile trasferta catalana (una delle peggiori, se non la peggiore, come medagliere nella storia degli Europei), e oggi l'atletica italiana del cross si sveglia nel terzo mondo atletico. L'abisso. Assenti Meucci e Romagnolo, tutta l'Italia del mezzofondo è solo Andrea Lalli, sesto nella gara clou. E gli altri? Non pervenuti. Tra le junior 13^ Federica Bevilacqua (una delle poche a salvarsi), le altre 28^, 35^, 52^, 69^, 70^: la squadra sesta. Tra gli junior maschili il primo azzurro al traguardo è stato Andrea Sanguinetti, 17°. Gli altri 31°, 58°, 66°, 69°, 81° e Italia addirittura 11^. Nelle under-23 per trovare la prima italiana scendiamo fino al 20° posto: Giovanna Epis. L'altra italiana 37^ e nemmeno la squadra per completare la classifica. Tra gli under-23, 15° Ahmed El Mazoury, mentre gli altri addirittura 55°, 63°, 69°, 74°, 83° e Italia 13^ su 16 nazioni al traguardo. Mezzo disastro anche tra le senior, dove la migliore è stata Valentina Costanza, 29^! Squadra al 7° posto... su 7. Ed infine i senior, dove il solo 6° posto di Lalli, francamente non può rendere positiva tutta la spedizione. Il "master" De Nard 20°, Buttazzo 32°, Yuri Floriani 38°, Scaini 55°, e squadra 4^. Ma erano campionati galattici, interplanetari, globali... o europei? Quell'Europa che dopo Barcellona era ormai "nostra"?
Vogliamo a questo punto vedere se qualcuno (con livrea Fidal) troverà classifiche passate dove la nostra nazione era andata addirittura peggio di così. La barca inopinatamente affonda. Il regime sembra essersi asserragliato a Salò, manifestando tutti quei segnali di fine regime tipici di chi non riesce a capire che dopo i fallimenti sarebbe il caso di mettersi da parte (e stavolta includiamoci anche il CT Uguagliati). 
A quando Arese e suoi repubblichini "modificheranno" il loro rapporto con la Fidal?

11/12/10

La Gazzetta sull'Atletica dei miliari: "se il generale ritiene fatuo lo sport"

Sulla Gazzetta dello Sport di oggi, a pagina 31 si parla di atletica: non gridiamo al miracolo, per carità. Ormai il nostro sport è ridotto a trafiletti nascosti nella pagina "sport in breve" dove di solito si parla delle corse su strada e dei risultati dal resto del mondo. In un editoriale di Ruggiero Palombo, infatti, il tema scottante trattato è l'atletica dei militari, quello che sarà uno degli argomenti chiave delle prossime elezioni federali, dopo la messa all'angolo delle società con le stellette nel secondo mandato di Arese. Sulla questione si sono consumate centinaia di opinioni, e questo articolo è un ulteriore contributo a capirne il futuro e vederne le diverse posizioni. L'articolo è citato nella rubrica "Palazzo di vetro" curata dallo stesso Palombo e prende lo spunto da un'affermazione dell'ex capo di Stato Maggiore dell'Aeronautica dal 2004 al 2006, Leonardo Tricarico, contenuta in un'intervista all'ANSA del 29 novembre relativa ai tagli di bilancio alla Difesa (qui il link all'intervista). Le frasi incriminate sostengono che "è scandaloso che per un dubbio e fatuo ritorno d'immagine si continuino ad arruolare atleti e a sostenere le forti spese collegate. Ma quanti davvero sanno che Andrew Howe è un militare dell'Aeronautica, soprattutto quando lui si guarda bene dall'evidenziare la propria appartenenza e la madre-allenatrice indossa durante le gare il berretto della Polizia? A che serve sostenere sport come la ginnastica ritimica per nulla riconducibili all'attività militare operativa?". Parole di fuoco su tutto il mondo dello Sport di Stato, non c'è che dire.
Palombo critica la posizione di Tricarico, argomentando che "tutti, chi più, chi meno, svolgono oggi quella attività sportiva d'alto livello che contribuisce in modo spesso decisivo alle presenze e al medagliere olimpico dell'Italia". Palombo ricorda che Tricarico nel 2005 caldeggiò un disimpegno dell'Aeronautica dagli eventi sportivi del Cism (Consiglio Internazionale dello Sport Militare), presieduto in quel periodo da Gianni Gola. Il tutto, continua Palombo, un solo anno dopo che lo stesso Tricarico si trovò a festeggiare gli atleti di ritorno dalle Olimpiadi di Atene e proprio mentre si trovava vicinissimo ad arruolare la medaglia d'oro della ginnastica, il brianzolo Igor Cassina.
Il giornalista della rosea conclude che "le affermazioni di Tricarico, in tempi di governi (e di bilanci) che traballano, hanno creato non poca agitazione (ritengo più che altro tra gli atleti, n.d.r.). A quanto pare, i meno preoccupati sono proprio quelli dell'Aeronautica che giovedì hanno presentato davanti a Petrucci e Pagnozzi i primi due atleti (Bizzoni e Doi) arruolati nella neonata sezione di Tiro a volo del gruppo sportivo. Meglio così". 
Tra un anno e mezzo toccherà scegliere il nuovo consiglio federale e il nuovo presidente: il ruolo degli atleti militari e la loro considerazione da parte dei prossimi (speriamo) dirigenti sarà indubbiamente fondamentale per il futuro dell'atletica italiana.

09/12/10

Uragano doping sul mezzofondo Spagnolo: indagata la Dominguez e arrestato i più noti allenatori

Chi non ha mai sentito parlare dell'Operacion Puerto? Un'operazione della magistratura spagnola su vasta scala relativa alla diffusione del doping nello sport spagnolo, in cui si scoprì che a capo dell'organizzazione vi era il tristimente noto Dottor Eufemiano Fuentes ed il Direttore Sportivo della Liberty Seguros Manolo Saiz, personaggi legati al ciclismo professionistico d'oltralpe. Ci fu tanto rumore, tante persone tirate in ballo, molti sportivi non solo legati al mondo delle due ruote: si ventilò anche la presenza dei maggiori mezzofondisti spagnoli, anche se i loro nomi non furono mai rilevati (nelle carte apparve il nome di una allenatrice molto nota che allenava diversi di loro e diversi "alias" non attribuibili con certezza investigativa). Di fatto l'inchiesta spagnola si concretizzò con l'arresto dei manovratori, ma gli sportivi (probabilmente benchè coinvolti penalmente, non era possibile collegarli con l'effettivo uso, così come invece avviene in Italia, che solo per il comportamento immorale si rischia la squalifica) riuscirono ad uscirne tutti indenni... pensate: solo in 6 pagarono sportivamente per quella indagine perchè identificati compiutamente, 4 dei quali squalificati dal CONI, cioè in Italia, e fra i quali ricorderete sicuramente Ivan Basso. Uno fu squalificato dalla giustizia sportiva tedesca, Jan Ullrich e uno confessò... Il caso più scandaloso delle maglie larghe della giustizia sportiva spagnola (contraltare delle grandi capacità investigative della giustizia ordinaria) più noto fu quello legato al ciclista Valverde, per cui in Italia il Procuratore anti-doping Emanuele Torri nè pronunciò la sconunica urbi et orbi sul suolo patrio, mentre continuò a correre (e vincere) nel resto del mondo ciclistico. Contenti loro.
Ora, una nuova Operacion si è fatta il largo in Spagna, l'Operacion Gargo. Un vero e proprio uragano che rischia di spazzar via in un attimo una delle realtà più consolidate dell'atletica europea:  il mezzofondo spagnolo. Il personaggio "copertina" di questa nuova indagine è usicuramente Marta Dominguez, medaglia d'oro ai mondiali di Berlino l'anno scorso e argento quest'anno a Barcellona agli Europei. L'accusa è traffico di sostanze stupefacenti, accusa per la quale sono state perquisite in serata diverse abitazioni di atleti, allenatori, manager spagnoli nelle zone di Madrid e Palencia (dove abita la Dominguez). L'allenatore della campionessa del mondo, Cesar Perez è stato arrestato, così come Manuel Pascua Piqueras, l'allenatore più noto del mezzofondo spagnolo (tra i cui  atleti si ricordano Reyes Estevez, Mayte Zuniga, prima finalista olimpica spagnola, ed in questo periodo l'ottocentista Eugenio Barrios e Alvaro Fernandez e il più fresco vincitore degli Europei di Cross del 2009, Alemayehu Bezabeh). Perez e la Dominguez sarebbero alcuni dei gangli di un'organizzazione ramificata e votata proprio allo spaccio di sostanze illegali e collegata ancora una volta a Eufemiano Fuentes (che di perdere il vizio, se fosse tutto confermato, non vuole proprio pensarci). Il Ministero dell'Interno spagnolo ha comunicato che sono attualmente arrestati altri atleti, medici e manager spagnoli, ma fino ad'ora i nomi più noti sono quelli idella Dominguez, dei due coach e di Fuentes. Vedremo nelle prossime ore se ci saranno altri personaggi di primo piano coinvolti.
Nel frattempo la federazione spagnola ha ritirato dai prossimi campionati Europei di cross ad Albufeira (Portogallo) proprio il campione del 2009, Bezabeh, allenato proprio dal citato Pascua.

08/12/10

Web-cultura-atletica: La corsa verso il mare

Tratto da Atletica-Veneta-Comunicati: Un podista padovano, Roberto “Rubens” Noviello, dopo aver partecipato alla Sahara Marathon, ha scritto un libro sull'odissea del popolo Saharawi: 42 capitoli, tanti quanti sono i chilometri della maratona, per raccontare un'esperienza straordinaria.

Tra tante iniziative che in tutto il mondo sposano il binomio “sport e solidarietà”, ce n'è una molto particolare che porta gli atleti partecipanti a vivere, oltre ad un'avvincente avventura sportiva, un'indimenticabile esperienza umana. Parliamo della Sahara Marathon, la maratona che sostiene la causa dei Saharawi, un popolo di 50.000 persone che da 35 anni vive all'interno di campi profughi nel deserto algerino, nell'attesa che venga riconosciuto loro il diritto all'autodeterminazione. Il tracciato della maratona connette simbolicamente i tre campi profughi, che sorgono nel nulla in mezzo al deserto dell'Hammada du Dra, uno dei luoghi più inospitali al mondo. Gli atleti vengono ospitati dalle famiglie Saharawi nelle proprie tende e hanno l'opportunità di conoscere in prima persona la grande dignità di questa gente che, più che la povertà, teme di essere dimenticata. I campi sono popolati da donne e bambini perché gli uomini sono al fronte, sotto quel muro di terrapieno di 2.700 chilometri, costruito dal Marocco, che li divide da quella che considerano la loro patria: il Sahara Occidentale.
Al traguardo della maratona viene consegnata ai partecipanti una medaglia prodotta con materiale riciclato, che rompe tutti i canoni del mondo occidentale, ma che diventa di valore inestimabile per chi la mette al collo dopo questa straordinaria esperienza. Roberto Noviello ha partecipato quest'anno alla Sahara Marathon e ne è rimasto talmente toccato che ne ha scritto un libro: “La corsa verso il mare”. “E' l'unica corsa che non si vorrebbe più correre - spiega Noviello - perché, quando questo succederà, significherà che il popolo Saharawi sarà tornato sul suo territorio e avrà finalmente rivisto il mare”. Noviello, “Rubens” per gli amici, ha 42 anni, vive a Ponte San Nicolò e lavora presso una società di informatica. Da sempre coltiva la passione per la corsa e le ultramaratone e, oltre che atleta, è anche un tecnico di atletica del Cus Padova e istruttore di calcio. Il libro è suddiviso in 42 capitoli, tanti quanti sono i chilometri della maratona, ma la lettura scorre via veloce, come una gara di mezzofondo. La scrittura è diretta, essenziale, eppure ha il dono di emozionare e arrivare dritta al cuore. Un libro che ci porta per mano in un altro mondo, dove le stelle si possono quasi toccare ma le case di fango vengono spazzate via con la pioggia, e ci invita alla riflessione, a rallentare i nostri sempre più frenetici ritmi, a ricercare le cose più vere della vita. I proventi della vendita verranno consegnati dall'autore direttamente ad Omar Mih, il rappresentante in Italia del popolo Saharawi, per finanziare progetti di solidarietà che verranno rigorosamente documentati. “L'importante è parlarne, far conoscere questa causa”, non si stanca di ripetere Noviello durante le interessanti presentazioni del suo libro che stanno coinvolgendo anche le società di atletica venete.
E al lettore che giunge all'ultima pagina ricorda “Ti consegno il filo da far girare. Servirà a te per crescere e ai Saharawi per tessere la tela della libertà”.

Per l'acquisto del libro ci si può rivolgere direttamente a Noviello, all'indirizzo: rubens_68@libero.it, oppure è possibile utilizzare il sito www.unipress.it

05/12/10

Festa di regime... alla Fidal

(foto Fidal, purtroppo) - Il 2010 dell’Atletica Italiana si è praticamente concluso ed il suggello è stata una delle cose più tristi e deprimenti che mai si sarebbe potuta immaginare. Non so chi sia stata l’idea, se di Arese in persona, del suo responsabile della comunicazione o di qualche solerte consigliere, ma questa specie di festa in stile bulgaro anni 70 (mi scuseranno ovviamente gli amici bulgari) mi ha suscitato un grande senso di inquietudine e la certezza, purtroppo, che per chissà quanti anni non ci sarà via di uscita a questa situazione e che quindi, di fatto, l’atletica in Italia sia ormai morta.
Sul palco di una piccolissima sala dello Sheraton Golf di Roma, per ironia della sorte c’ero stato personalmente la settimana prima per una mia convention di lavoro, si sono succeduti una serie di premiazioni a quei pochi atleti che avevano ottenuto, nel corso dell’anno,un podio a qualche manifestazione internazionale.
Il punto è che, con il massimo rispetto per tutti, per riuscire a premiare un trentina di persone, è stata coinvolta qualsiasi categoria e specialità, e addirittura, forse per dimostrare l’attenzione della federazione ai master, si è voluto premiare il veterano Sansonetti ed era meglio allora che ignorassero proprio la categoria.
Sul palco, con sul retro ben visibile la foto della sconfitta della staffetta azzurra nella finale di Barcellona, si sono succeduti persone con volti tristi che facevano realmente fatica a tirare fuori un sorriso forzato. Il conduttore ha tentato di raccontare di un anno di grande ripresa della nostra atletica, ma al di la che gli avevano scritto le battute e che sembrava li per caso, si percepiva benissimo che non credeva a mezza parola di quanto diceva.
L’apoteosi dell’assurdo è stato poi il discorso finale di Arese che dall’alto della sua solita arroganza ci ha tenuto a sottolineare, quanto già sentito in altri simili deliri, che quest’anno quello che è cambiato negli atleti è stato l’atteggiamento. Gli altri anni, a parer suo, quando andavano a qualche manifestazione internazionale ci andavano tanto per andarci, quest’anno invece ci sono andati convinti e difatti… siamo arrivati 17mi nel medagliere di un Campionato Europeo.
E mentre il faccione piemontese delirava, il regista impietoso inquadrava le facce dei presenti e tutti, o quasi, pensavano esattamente quel che voi adesso state pensando… Tutto ciò, come premesso, è veramente molto triste per tutti coloro, ed intendo gli atleti, che giorno dopo giorno, tra mille sacrifici, si cimentano per cercare di primeggiare in quello che, da sempre, è il più bello sport del mondo. L’atletica in Italia è morta e può risorgere solo grazie ad un boicottaggio vero di questa federazione che sta distruggendo tutto. Noi possiamo scrivere contro, altri possono scrivere contro, ma nulla può servire se i veri protagonisti di questo sport, gli atleti, non si coalizzano contro i soprusi di questa federazione. Qualcuno lo ha già fatto, altri ci stanno pensando,ma purtroppo solo con azioni forti di ribellione fatte da personaggi di spicco si può riuscire a mandare a casa questo regime retto da un presidente illegittimo.
Concludo con la parziale soddisfazione per non aver visto, a questa farsa di regime, la partecipazione di uno che, come già scritto, vorrei veramente alla guida dell’atletica in Italia: Franco Bragagna.

IL DUCA

02/12/10

Nasce un altro sito di resistenza ad A.: passioneatletica.it

Sapete bene, il mondo di internet è diverso da quello della Tv. Non bisogna guadagnarsi il popolo della rete rubandolo agli altri siti, ma, come si conveniva con Luca Landoni, portavoce di Atleticaweek, l'utente che segue l'atletica ha una serie di porti virtuali cui approdare quotidianamente, senza particolari predilezioni. O se ce l'ha, non disdegna un approdo su qualche altro sito, tanto pochi sono i siti che trattano in maniera critica il nostro mondo. La rete è molto più democratica e libera della tv. Visto che il sito della Fidal sembra l'iconografia del TG1 del Minzoligua, in cui l'alter-ego di B. (in piccolo, molto in piccolo) sembra essere diventato l'intoccabile (benchè incompatibile con il ruolo che ricopre) A. (ma entrambi catalogabili come uomini Alfa), sapere che c'è sempre qualcuno che pungola questo sconcertante mandato politico-sportivo della Fidal, caratterizzato dallo scellerato accordo tra una classe dirigente ed una oligarchia di società interessate ai propri piccoli interessi, fa bene a tutti. Soprattutto alla coscienza generale. Ebbene, il sito, come citato nel titolo è www.passioneatletica.it, che si differenzia dal resto dei siti presenti sulla rete, perchè cercherà (almeno, stando alle premesse), di essere un'agorà di idee sulla misfrattata atletica italiana. In Fidal si pensa che tutto vada a gonfie vele, come ben intuirete: tra due giorni si festeggerà pure in maniera sfarzosa l'indimenticabile annata 2010 (non chiedetemi dove, disdegno questo tipo di manifestazioni). Se visitate il sito, innanzi tutto capirete chi ci sta davanti, più che dietro: Luigi D'Onofrio, l'ex patron del Golden Gala, dimessosi dopo aver ricevuto prevaricazioni e fatto vittima di una indebita mancanza di rispetto da parte dell'attuale dirigenza della Fidal. Dimettendosi, D'Onofrio lasciò intendere che c'era l'interesse di qualcuno a sfruttare il successo della manifestazione. Io la butto lì: dar senso alla Fidal Servizi s.p.a., ovvero quando lo sport diventa (solo) business. Un puro, visto da quassù, e stando ai suoi proclamati intenti. 
Se visiterete il sito vi renderete conto anche di una cosa. Le statistiche spesso valgono molto più di mille parole. Su uno dei link di Passioneatletica.it, infatti, ci sono i risultati di un sondaggio commissionato (probabilmente) dalla Fidal... con un intento del tutto suicida evidentemente (se davvero fosse così). Nel particolare fu inviato a tutte le società un questionario sul loro grado di soddisfazione relativa a questo mandato federale.
Il risultato fu clamoroso: la Fidal subì una Caporetto praticamente su tutta la linea con percentuali bulgare. Il campione statistico, come riferito nel sito, fu incredibilmente attendibile (155 su 446 intervistati). L'89% delle società intervistate ritenne la spedizione berlinese negativa e nessuna disse "buono" (bolscevichi!). Al presidente Federale andò leggermente meglio: il 79% si espresse per bocciare il suo mandato (ma magari se vi parla vi dirà che possiede un grado di apprezzamento superiore al 62%!). Uno solo ebbe il coraggio di votare per la valutazione "buono". Stroncata anche la struttura tecnica (chi ha ideato il questionario aveva avuto la cortezza da partire con mediocre quale livello più basso, e lì si sono concentrati quasi tutti i voti negativi). Cosa importante: l'83% delle società intervistate, infine, era d'accordo con modifiche dello Statuto. 
Se questo è il panorama delle sensazioni del mondo delle società italiane, vi renderete ben conto quando su questo sito si parla di oligarchia di pochi per interessi particolari (sportivi, per carità, ma sempre loro). Si dovrebbe partire proprio da qui: cambiare la legge elettorale e consentire a tutte le società di valere qualche cosa, non solo quelle che si fregiano degli scudetti di cartone di questi ultimi due anni. Le grandi società elettrici di Arese II, che messe insieme (non più di una decina) valgono come 6 o 700 piccole società. Vi sembra che questo iceberg di nonsensi, la cui punta affiorante è un presidente incompatibile col ruolo che ricopre, possa produrre qualche cosa di buono?
Speriamo infine che D'Onofrio e il suo gruppo si dedichi anche ai Master.

27/11/10

L'eutanasia dei c.d.s. per Rondelli

(foto Fidal della Bruni Vomano) - Bisogna arrivare fino a pagina 222 dell'ultimo numero di Correre di novembre (che ho acquistato per leggermi gli articoli di Luca Landoni, non per altro) per trovare l'opinione incriminata di Giorgio Rondelli sui C.d.S. assoluti che si sono tenuti a Borgo Valsugana a settembre inoltrato. Il titolo è già di per sè indiziante sulla musica che accompagnerà l'articolo "Eutanasia di un campionato" e ripercorre ad ampie volute ciò che da due anni si sta ripetendo dalle pagine di questo sito. I C.d.S. Assoluti sono una farsa, destituita di ogni significato sportivo, sporcati da logiche d'interesse. La Cricca composta da qualche società civile che porta in dote numerosi punti-voto (attribuiti come i punti dell'Esselunga alle società che meglio vanno... proprio ai c.d.s., in un domino di interessi incrociati autoperpentrantisi), pur di fregiarsi e lottare per lo scudetto, ha così barattato l'Arese II per il nuovo comico C.d.S.. Del resto oggi in Italia funziona un pò tutto così: amici, amici degli amici, amici che conoscono gli amici e che possono fare un favore agli amici. Tutto rigorosamente in famiglia. Rondelli nella sua opinione sui c.d.s. sostiene "la perplessità per un campionato che non esprime la reale forza dei club in questione, ma che, grazie ad un regolamento tutto da discutere, permette loro di utilizzare gli ex atleti, che attualmente gareggiano per squadre militari". L'appunto interessante è proprio questo: lo Stato paga gli atleti militari per essere professionisti, che poi si trovano a correre per società civili... gratis. A tal proposito, scrive Rondelli "Andando a guardare i numeri si può vedere infatti che sui 26 punteggi necessari per fare classifica, sia per la Bruni Vomano sia per la Sai Fondiaria, ben 16 sono stati realizzati da atleti militari in prestito oppure da stranieri, per lo più mezzofondisti africani assoldati per un pugno di euro". 
Il successivo passo logico è degno di nota, perchè il coach di Cova e Panetta, pronostica che in futuro le squadre civili lasceranno emigrare "spintaneamente" i propri giovani migliori verso le sqaudre militari senza cercare di mantenerli nel proprio team, visto che poi potranno impiegarli nelle gare societarie a costo zero. Le conclusioni sono sconfortanti: "eutanasia di un campionato che sino alla fine degli anni 80 era davvero una manifestazione di bel altro livello". Belle le chiose finali contro questo mandato di stampo-Asics: "Ma è meglio rassegnarsi al peggio visto che da tempo la politica federale è quella di dare un contentino a tutti". Naturalmente tutto il pezzo lo trovate su Correre. 
Ci si chiede come si possa andare avanti così, ma noi italiani siamo abituati al peggio, no?

25/11/10

Tempo di premi: a montecarlo premiati i due aussie tra la Vlasic e Rudisha

Siamo alla fine dell'anno ed è tempo di premi. Come avevamo già anticipato a tempo debito, a Montecarlo, durante il tradizionale Gala dell'Atletica della IAAF, premiati anche i due master scelti, guarda caso, nel ricco mondo australiano, che casualmente è la stessa nazione del neo eletto presidente della WMA, Stan Perkins. Per la serie: l'Italia non è solo qui. La IAAF nel frangente ha premiato la saltatrice in alto croata Blanka Vlasic, e il fenomeno keniano degli 800 David Rudisha, che ha cancellato due volte il record mondiale del doppio giro di pista. Per i master, alla settimana edizione dell'Awards, premiati per la prima volta da Sebastian Coe due australiani, Marie Key (W50) e Peter Crombie (M65). Come avevamo scritto in altro articolo, decisioni sulle quali si può discutere. Nel frattempo anticipo che prossimamente, proprio in tema di Awards, Webatletica presenterà una importante iniziativa sia a livello nazionale che internazionale.

21/11/10

C.d.S. Master 2011: uno sguardo da vicino al mostro-Fidal

Mettiamo da parte un attimo l'amarezza che caraterrizza l'autunno dei master. Si era finito festeggiando a Cagliari, con la straordinaria organizzazione dei C.d.S. 2010, pensando che il 2011 sarebbe stato ancor migliore, salvo poi svegliarsi in maniera molto brusca in quello che sembra un incubo senza fine. Va bè, per un attimo, come dicevo, vediamo di analizzare quello che sarebbe il prossimo Campionato di Società Master da un punto di vista tecnico, cercando di capire gli aspetti negativi, punto-per-punto.
  1. I c.d.s. master 2011 saranno complicati anzi, sono cervellotici. La prima cosa che appare immediatamente all'occhio è l'estrema complicazione con cui sono stati disegnati. La previsione di 3 fasi con punteggi per società a livello nazionale, di cui due regionali, sembrano davvero una decisione non comprensibile ed artefatta. La semplicità è spesso la soluzione vincente. La complicazione sembra sempre nascondere qualche cosa di poco chiaro.
  2. Far coincidere due fasi su tre a campionati individuali è un errore madornale (infatti una delle due fasi regionali si terrà in corrispondenza dei regionali individuali master, mentre la finale coinciderà con i campionati italiani master individuali), perchè è lapalissiano (come da più persone sostenuto) che in queste manifestazioni l'atleta punta sulla propria prestazione e non certo su quella della squadra, inficiando, modificando, influenzando il reale andamento di un campionato del campionato di società. Avevamo visto il c.d.s. indoor con favore l'utilizzo della stessa formula per i c.d.s. indoor per un semplice motivo di opportunità (la stagione indoor ad Ancona è affollatissima, bisogna contrarre le spese, era una novità assoluta, e non c'erano altre date), ma non per questo era auspicabile fare la stessa cosa nel periodo estivo!
  3. Il sistema di punteggi torna a far pendere la bilancia dalla parte delle società di chi tessera gli over-90 e in generale con un'età media molto alta. Sapete come la pensiamo: bisogna far tornare su un livello di buon senso quelle tabelle, per cui una prestazione di un over-90 umilia tutto il resto del mondo master. Ma non solo: come spiegato da altre parti, la curva dei punteggi dopo i 70 anni ha un impennata verso infinito per nulla oggettiva. E se si parametrassero le tabelle sui record del mondo di categoria? Per ottenere 1200 punti bisognerebbe così ottenere una prestazione che per la WMA è il record del mondo in quella categoria. Così non avremmo (mi perdonino le citazione) un Sansonetti che corre più veloce di Bolt (parametrato), un Riboni che lancia più lontano di Ulf Timmermann, e una Gabre all'altezza della Kumbernuss. Supererebbero probabilmente ancora i 1000, ma tutto il resto del mondo master sarebbe più vicino, senza le  mortificazioni tabellari di cui oggi si è vittime.
  4. Sparisce nei campionati di di società la specialità dei 200hs che tanto è piaciuta a molti master negli ultimi due anni.  Una spacialità a portata di tutti, che metteva contro gli specialisti degli ostacoli bassi con quelli alti, con una storia tutta da scrivere in una spacialità che in Italia ha fatto storia. Purtroppo le belle idee non trovano spazio in questa Fidal.
  5. Gli stranieri non potranno partecipare alla fase finale del campionato di società, perchè è appunto un campionato italiano individuale. Ci hanno pensato lor signori? E questo è un danno per le società che hanno gli stranieri tesserati e che utilizzano nella finale. In una società multietnica (pochi team master presumo finanzino gli atleti master per correre i c.d.s.) questo è un gravissimo errore, dovuto all'insensatezza della formula.
  6. vengono mantenute le incredibili e anacronistiche limitazioni sul numero di gare che si possono disputare in una giornata: sempre due (staffetta incluse). Ma glielo hanno detto che c'è una gara che si chiama "decathlon" che li smentisce in pieno? A parte l'incoerenza della scelta, basta limitazioni di questo genere. Vogliamo l'atletica master piena di Pino Pilotto che possano divertirsi e non subire l'arretratezza di una Fidal che considera i master alla stregua di "anziani". Ci sono i medici che certificano la facoltà di competere: la Fidal non può imporre limitazioni in tal senso sulla salute, quasi che mancasse ai master la capacità di autodeterminare le proprie decisioni. E' chiaro che se uno vuol andare forte, non si farà 3 gare prima... mentre se si vuol divertire andrà necessariamente più piano del dovuto. O sfugge questo aspetto?
  7. Altra anacronismo: chi corre più di 1000 metri, non può fare gare sopra i 200: come dire, i mezzofondisti non possono fare la 4x400. Non potevano scriverlo chiaramente? O pensavano anche alla svedese? Comunque sia, altra limitazione senza senso: se uno corre 10000 metri, se dopo un'ora corre un 400, che problemi di salute potrà mai avere, se non quello di correre tremendamente piano?
  8. L'autocertificazione: ovvero il fai da te sui punteggi. Ovvero, uno sport a posteriori. In realtà la vera essenza dello sport è vivere al momento l'emozione della vittoria o della sconfitta. Non procrastinarla dopo due mesi, una volta arrivate tutte le autocertificazioni delle società. Pensate... a Cosenza si è omesso di indicare questa cosa: bisognerà autocertificare o ci sarà un pool di persone che seguirà istante-per-istante le classifiche delle società master? Volete sapere una cosa? Sarà impossibile produrre una classifica al momento, con 2000 persone e moltissimi atleti per società. Visto che il campionato si tiene a ottobre, quando si saprà del vincitore? Nel 2012 dopo il canonico mese per le autocertificazioni? Baggianata.
  9. Come rilevato da Luca Landoni su AtleticaWeek, i 150 punti a scendere attribuiti a livello nazionale durante le fasi regionali e i 300 punti regalati alla prima società a Cosenza, non cambiano nulla. Non è che rimescolando le cose raddoppiando i punti apicali, visto che i punteggi sono a scendere di punto in punto e la finale del c.d.s. se la disputeranno le società già protagoniste delle prime due fasi (quelle che autocertificheranno...).
  10. Ma pensate cosa sta scritto al punto 5.5 delle "norme tecniche comuni a tutte le fasi di svolgimento" del c.d.s.: All’atleta  che venga iscritto a più di tre gare individuali, verranno depennate d’ufficio le gare eccedenti e dovrà disputare le prime tre gare in ordine d’orario. Nel caso invece che partecipi a più di tre gare individuali e una staffetta verranno annullati a tutti gli effetti i risultati delle gare ultime in ordine  di orario. Ma ai Regionali Master si può partecipare a 2 gare per giornata!! Agli italiani individuali idem!! Cosa vuol dire?? Che uno che si presenta ai due campionati individuali con ambizioni individuali, nel nome del c.d.s. si vedrà cancellare delle gare? Pazzesco... E se ad un atleta non interessa il c.d.s., e ad un altro sì? Disparità di trattamento?! 
  11. si è snaturato completamente il senso del campionato di società master, questo senza ombra di dubbio. Il fatto che vengano previsti premi a pioggia su 16-società-16 la dice lunga sulla volontà di cancellazione della finale... risorse di cui molti avrebbero fatto a meno pur di potersi divertire insieme. Evidentemente situazioni (ed emozioni) lontane anni luce dal modo di pensare punitivo della cricca-Fidal.
Volevo essere un pò distaccato, ma non ci si riesce. Il Campionato Italiano di Società Master del 2011 è davvero impresentabile. Mi chiedo: si è fatta avanti Caorle per ospitare la Finale. Sappiamo che tante altre sedi per altre manifestazioni nazionali (senior e giovanili) non sono state ancora individuate, e questo toglie dalla lista delle ipotesi sulla cancellazione dei c.d.s. master la mancanza di una società ospitante che si fosse fatta avanti. Quindi? Per quale motivo sono stati cancellati... ripicca?

18/11/10

Crociata anti-Fidal: anche Atleticaweek contro i c.d.s. master 2011

Non passa giorno dove il malcontento del mondo master invada spazi, tempi, situazioni, persone... Ormai ne sono quasi certo, la Fidal coi master ha impugnato la voluntas punitiva: dopo le rimostranze, le lettere, le prese di posizione, le voci pro e contro, evidentemente un mondo che esprime i propri giudizi (soprattutto se negativi) dà fastidio all'establishment. Se poi il malcontento si organizza, si creano gruppi, unità di intenti, la tirrannidi sono solite mettere in campo il peggio di sè. Per fortuna parliamo di un'Organizzazione sportiva con derive populiste basate sulla faccia tosta, e soprattutto attualmente formata da persone che a dispetto dell'età si comportano in maniera decisamente infantile (se mi fanno la bua, gli tolgo i c.d.s. master, ecco! Tiè!). Non voglio comunque dilungarmi sullo spessore e l'onestà  intellettuale di questi soggetti (troppo nobile per costoro dire "scusateci, c'è stato un malinteso, abbiamo sbagliato, rimediamo... insieme") quanto segnalare che andando avanti così essi stessi si stanno scavando la fossa "politica" per tutto quello che saranno i loro rapporti con i master e il loro futuro carrieristico nella Fidal. Amen. Quello che voglio segnalare è che anche uno dei siti più visitati dell'atletica, Atleticaweek, ha aperto una sezione dedicata ai master, e l'ha aperto con una cannonata contro la Fidal. Giusto così. Estensore dell'articolo è l'ubiquo Luca Landoni, già articolista del mensile Correre, demiurgo del sito internet Gamefox (che trasmette anche in diretta radio moltissimi appuntamenti sportivi nazionali ed internazionali di qualsiasi natura, con centinaia di migliaia di contatti alla settimana) oltre che risultare collaboratore di altre testate sportive e politiche. Nell'articolo di Landoni, si disegna una panormaica di quello che saranno i prossimi c.d.s. master, l'incoerenza della formula e soprattutto la sua inconsistenza. Al termine di questo pezzo troverete il link al primo articolo di Luca. Come possiamo commentare? Che ormai il net, quella che segue criticamente gli avvenimenti, sembra aver capito la dimensione del cambiamento (della distruzione); l'hanno capito molte società anche non civili, e l'hanno capito anche tutti coloro che hanno avuto il loro piccolo tornaconto (le arinote società civili di prima fascia, i "grandi elettori" di Arese II, che esprimono anche in Fidal la loro pesante e deleteria presenza: andatevi a leggere gli articoli del Sig. Zippel su Easyseed2000.it per iniziare a farvi un'idea).

17/11/10

C.d.S. Master: il Veneto toglie gli ormeggi e se ne va...

I toni utilizzati dalle società master venete nel verbale del primo atto formale di critica alla Fidal Nazionale sembrano denotare un certo grado di civiltà, moderazione, logica. Personalmente ne dò un'interpretazione più forte, perchè comunque la si voglia vedere e la si voglia girare, e nonostante le società venete abbiano utilizzato parole morbide e soffici, si tratta del primo atto di "sfiducia" a questa Fidal nazionale che viene, (attenzione!!) non solo dalle società, ma in presenza di un rappresentante della Fidal Veneto. In estrema sintesi, le società master venete non autocertificheranno così come richiesto dallo sciagurato dispositivo approvato quest'anno, i risultati delle due incomprensibili fasi regionali e che danno accesso alla finale di Cosenza (probabilmente per dargli una mano quanto ad iscrizioni). E allora, cosa succederà? Succederà che nella cassetta delle poste della Fidal (o nella sua webmail) non ci saranno le loro letterine: non sottoscriverendo i loro punteggi, queste società si toglieranno di fatto dalla competizione. Verranno così a mancare società di primo piano del mondo master, come le campionesse 2009 dell'ASI Veneto e delle due super-società maschili (i Voltan Martellago e la San Marco Venezia). La prima bocciatura ufficiale certificata a questo punto, cui vedremo se seguiranno altre società e altre Federazioni regionali.
Sapete, nella lettura del dispositivo dei maldestri c.d.s., emergono anche alcune cose sconfortanti, permettetemi. Siamo su questo sito da 3 anni a gridare che le tabelle oggi utilizzate sono squilibrate a favore delle categorie più "anziane" e la nuova rivisitazione Fidal che fa? Favorirà in maniera disarmente gli ultra 90enni, che così nella lora onesta prestazione spareranno 1300 punti (e oltre) a gara (in pratica due ottime prestazioni di atleti "giovani"). Prestazioni che nemmeno Bolt potrebbe avvicinare, annichilendo addirittura prima che inizi il campionato di società le velleità delle società con atleti nelle categorie più affolate e giovanili: un boomerang, una mazzata senza senso che va contro la diffusione dell'atletica tra i master e contro, soprattutto, il buon senso. Che vada contro i campionati di società, penso lo si sia capito da diverso tampo, anche se il provvedimento era evidentemente l'ennesimo tentativo di rammendare un pasticcio con un altro pasticcio.
Dai, su! Non ci prendete in giro! Quanto meno, con la finale dei c.d.s., il divario veniva lenito dai punteggi a posizione (anche se si sarebbe dovuto diminuire i punteggi apicali, da 100 a 30 almeno). Poi, se avete letto il dispositivo,  con le diverse sommatorie nelle tre fasi: si potrebbe paradossalmente arrivare alla terza fase a giochi già fatti e soprattutto sarebbe impossibile (e francamente ridicolo) creare una classifica finale degna di tal nome e che rappresenti il potenziale delle società master in campo. Dio mio che mostro è stato partorito... un sudoku svilente, irriguardoso, quasi una presa in giro. Togliamo il quasi. Ne scriveremo dettagliatamente nel prossimo articolo.
Tornando alle tesi delle società master venete, presenti nel verbale che vi linko qui sotto, come non condividerle? Si dice che sarà cancellato l'evento più entusiasmante per il mondo master, quello più divertente, per molte società l'avvenimento più atteso, per il ritorno d'immagine necessario ai propri sponsor (ma ci pensano i signori della Fidal a queste cose, o pensano solo ai brand di qualche casa di abbigliamento?). 
Certo che sarebbe proprio bello sapere chi c'è dietro tutto questo, cosa spinge a voler far male a tutti i master... Il ministro Bondi dopo il crollo di un'ala della Schola Armatorum a Pompei, ha naturalmente declinato le proprie dimissioni. Dopo i pasticci autunnali orditi a danno del mondo master (altrochè crollo... qui si parla di distruzione a tappeto), sarebbe il caso che qualcuno rassegnasse il proprio mandato da consigliere visto che dovendo tutelare il mondo master, in realtà lo ha ucciso. Tranquillamente e serenamente: ci dimenticheremmo di lui (o di loro) senza colpo ferire.E adesso aspettiamo tutti coloro che aderiranno a questa iniziativa (la prima) forte.

14/11/10

Il consultivo sul 2010 dei master emiliani- di Beno

(di Gian Paolo Benati) - Prima di analizzare i risultati ottenuti in pista e pedana dai master emiliano romagnoli o tesserati per società della regione durante la stagione 2010 è bene fare una premessa. Benchè sia una regione con un notevole movimento sia a livello assoluto che giovanile oltre che essere dotata di molti impianti, la partecipazione al movimento master regionale è molto scarsa e come conseguenza gli eventi dedicati a noi sono pochissimi. Gli eventi riservati ai master nell’arco dell’anno sono solo due (non si svolgono neanche i regionali indoor): i c.d.s., dove la partecipazione si limita alla presenza dei pochi rappresentanti delle società iscritte e pochi altri, e i regionali individuali, che la federazione regionale ha trasformato cercando di incentivare le presenze nel Trofeo di società, dove ogni atleta iscritto porta punti. Quindi chi vuole gareggiare o và fuori regione alla ricerca di manifestazioni riservate alla categoria o chi è ancora competitivo a livello assoluto partecipa all’attività regionale in programma. Essendo difficoltoso fare una classifica di merito, a livello individuale, prenderò come termine di paragone i titoli Italiani vinti.
Tra gli uomini spicca Luciano Acquarone (M80) dell’Olimpia Rimini vincitore di ben 5 titoli, tutti quelli disponibili tra indoor e outdoor del mezzofondo e fondo con anche una migliore prestazione nazionale pre; vincitore di 3 titoli è poi l’ex calciatore di serie A Lamberto Boranga (M65) sempre dell’Olimpia Rimini, che spazia dal pentatlon indoor (con record pre) ai salti lungo e triplo outdoor; sempre con 3 Titoli l’uomo nuovo della velocità, Marco Morigi neo M50 dell’Edera Forlì vincitore dei 60m con record Italiano e 200m indoor oltre che nei 100m.
Sono degni di essere menzionati anche Alessandro Petroncini M45 (Atl.Imola), Emanuel Manfredini  M50 Olimpia Rimini con record pre nell’alto indoor, Luigi Ferrari M50 Olimpia rimini, Arrigo Ghi M65 Fratellanza Modena con record pre nell’asta indoor, Armando Righi M80 (Pontelungo Bologna), Cesare Matteo Semprini M45 dell’Atletica Santarcangelo e infine Mario Triani M65 del Cus Parma, per aver vinto 2 titoli nazionali.
Tra le donne spicca il nome di Rossella Zanni F45 (Mollificio Modenese) vincitrice di ben 4 titoli contornate da 2 migliori prestazioni nazionali, le prove multiple indoor e outdoor, gli ostacoli e l’alto nel suo palmares, 3 titoli se li è aggiudicati Stefania Succi F45 (Santamonica Misano) nella velocità, mentre nei lanci se li è aggiudicati Anna Garofali F35 dell’Edera Forlì; con 2 titoli vinti troviamo poi, Elisa Assirelli F35 dell’Edera Forlì nei lanci, Alessandra Barilli F45 nella velocità del Santmonica Misano, Maria Lorenzoni F50 nei 1500 e 5000 dell’Atletica faenza, Anna Magnani F50 nel peso indoor e outdoor dell’Aquadela Bologna, e infine Cristina Sanulli F35 nei 200m indoor e outdoor della Self Reggio Emilia.
Il medagliere dice che sono stati 30 i titoli vinti nei campionati indoor, in netto crescendo rispetto al 2009 quando i titoli vinti furono 25, mentre a Roma i titoli vinti sono stati 29 in calo rispetto ai 42 vinti nel 2009, ma si gareggiava nella nostra regione a Cattolica, mentre nel 2008 furono 36. Il livello però quest’anno, in molte specialità, è stato veramente elevato. Un titolo è stato vinto anche nel pentatlon lanci invernale, e 2 in quello cosidetto autunnale.
All’appuntamento internazionale degli Europei outdoor si sono presentati pochi atleti Emiliani, ma nonostante questo sono state vinte alcune medaglie prestigiose, come quella di Emanuel Manfredini (olimpia Rimini) oro nell’alto M50 o l’oro nella staffetta nazionale M35 della 4x100 con l’apporto di Francesco Di Leonardo (virtus Bo), gli argenti sono stati 3: Luigi Ferrari M50 negli 800 (olimpia Rimini) giunto ad un soffio dal vincitore, Lamberto Boranga M65 nel lungo e da Rossella Zanni con il record Italiano nelle prove multiple. Le medaglie di bronzo sono state vinte dagli stessi Ferrari nei 1500 e da Boranga nell’alto.
Il fiore all’occhiello della regione sono le classifiche di società i cosidetti CDS, la manifestazione piu’ sentita dai master, (la fase finale è stata abolita nel 2011, cosa da pazzi! Così si uccide il movimento! Ma non glielo permetteremo!) perché l’Olimpia Amatori Rimini è la vincitrice delle ultime 3 edizioni, una società che anno dopo anno aggiunge sempre pezzi da 90 diventando una superpotenza difficilmente battibile: basti pensare che quest’anno sono stati ottenuti 1278,5 punti sui 1300 disponibili, vincendo ben 6 gare, con Luigi Ferrari M50 negli 800, Marco Segatel M45 nell’alto, Lamberto Boranga M65 nel lungo e nel triplo, Mario Riboni M95 nel peso, la 4x100 M55 con Franco Zamagni, Massimo Clementoni, Marco Zamagni e Lamberto Boragna. Altra società che si piazza sempre ai primi 10 posti nella fase finale è la Fratellanza 1874 di Modena, società storica che annoverà tra le sue file un notevole numero di tesserati, tra i quali spicca Arrigo Ghi. In campo femminile non vi ha partecipato pur essendosi qualificata l’Atletica Santamonica.
Quest’anno in via sperimentale si è anche svolto contemporaneamente ai campionati Italiani Indivduali Indoor anche il Gran prix di società, nel quale non poteva che vincere Rimini, con al 5° posto La Fratellanza di Modena e al 21° l’Atletica Santamonica di Misano e al 24° l’Aquadela Bologna.
Mentre in campo femminile si piazza sul podio l’Atletica Santamonica Misano

10/11/10

Mondiali ed Europei Master: iscrizioni on-line già aperte

In attesa di sapere le determinanzioni della prima riunione del "malcontento" master, prevista per domani in Veneto alle 18:30 (c'è qualcuno che potrà riferirci?), con nostro immenso piacere, comunichiamo che i meccanismi di iscrizione ai Campionati Internazionali Master del 2011 si stanno sempre più affinando, tagliando di fatto fuori le federazioni nazionali. Ciò che stupisce maggiormente sono le iscrizioni on-line ai prossimi Campionati Mondiali Master a Sacramento, in California, dove grazie al form on-line, si può fare dalla A alla Z, pagamento con carta di credito inclusa, l'intera iscrizione. Per chi fa transazioni abitualmente sulla rete rappresenta una stupidata, per chi non ha molta dimistichezza con tastiere e monitor, comunque una porcedura molto semplice. Risvolto? Tagliata fuori la Fidal nella gestione delle iscrizioni, anche se del resto, a diversi campionati internazionali del recente passato, quando protraevano la deathline oltre il termine previsto, era data la facoltà di iscriversi direttamente presso l'Organizzazione. Analogamente è possibile iscriversi ai Campionati Europei Master di Gent, in Belgio, programmati per il prossimo marzo. Ebbene, nei link che ho messo qui sotto, si fa tutto autonomamente (personalmente l'ho già fatto... tanto è gratis: viene poi notificato sulla nostra mail il prezzo da pagare alla... Fidal) salvo appunto il pagamento. Invece di introiettarselo direttamenti ci si costringe a passare, purtroppo, per la Fidal per inviare la copia del bonifico effettuato... cosa che non succede per Sacramento, dove il rapporto Atleti-Organizzazione è già diretto. Ora, a 4 mesi da Gent, sembra pacifico domandarsi cosa stia facendo l'area master internazionale della nostra beneamata federazione per favorire l'afflusso di atleti italiani agli euroindoor. Fideizzando l'atleta con l'organizzazione (nelle manifestazioni internazionali), infatti, perde sempre più peso la presenza di emissari ufficiali delle varie federazioni, a meno che... si dica chiaro che la Fidal fornirà un massaggiatore/terapista (per l'assunto che le terapie servono non certo a chi deve fare una gara, ma a chi è irrimediabilmente infortunato), mentre tra turni, prove, batterie, finali, si è visto che la presenza di una persona tuttofare è fondamentale. Altro punto, la presenza del CT per la formazione delle staffette e per le riunioni tecniche. Punto. Mi chiedo solo dopo tutti i tagli all'attività master, se ci sarà ancora qualcuno della Fidal nelle nostre trasferte... Seguono i link alle due manifestazioni master del 2011.

09/11/10

Master-fregati: i papocchi e la exit strategy di Alessandro Cipriani

Prima di introdurre la proposta di Alessandro Cipriani, mi soffermo un attimo su alcune questioni. Ci si voleva infatti far credere che qualche cosa fosse cambiato, con un parziale ravvedimento su alcuni aspetti della stagione master 2011. In realtà la banda continua a suonare allegramente mentre il Titanic sta velocemente affondando. Purtroppo all'orizzonte (o nelle acque gelide) non ci sarà nessun Di Caprio a salvarci una volta inabissati con il bastimento: si andrà a picco (almeno per il 2011) in attesa di svegliarci nel 2012 con un nuovo presidente federale che gliene importi qualcosa dell'atletica leggera italiana e non del suo Brand, un consiglio federale che gliene freghi qualcosa dell'atletica leggera italiana e non dei propri viaggi (e che non sia il simulacro dei generali di Saddam), dei responsabili master cui freghi qualcosa del mondo master (a tutti i livelli: basta, davvero, con immobilismi, tatticismi e giochetti! Ci viene la nausea). Le novità sono un pasticcio bello e buono, una sorta di presa in giro continua, una contrazione ai minimi termini dell'attività master, se è vero (come sarà probabilmente vero), che i campionati individuali a tutti i livelli (regionali e nazionali) coincideranno con i societari. Propongo alla setta degli illuminati in via di estinzione (in quanto a poltrone) di provare una soluzione finale, drastica: in tre giorni, a Cosenza, far valere quella riunione come campionato provinciale (per tutte le oltre 100 province italiane), regionale (per tutte le 20 regioni), nazionale (a livello individuale). Quindi considerarlo contemporanemante come campionato regionale e come finale del campionato di società. Ci pensate? Uno corre e contemporaneamente , se gli va bene, diverrebbe campione provinciale, regionale, italiano, porterebbe punti alla propria società per andare alla finale del c.d.s., che avrebbe per altro già portato a termine!  5 fave con un master. O un master per 5 fave. O una fava di master... Poi si potrebbero creare condizioni per cui uno diviene campione provinciale, ma arriva secondo ai regionali e terzo ai nazionali, ma magari porterebbe più punti per la sua società in quella specialità! Troppo bello, davvero! Oltre naturalmente a soddisfare quella che forse con un pizzico di ingenuità ha fatto trapelare Felicetti nella sua appassionata egloga contro Webatletica e Atleticanet: creare "indotto" turistico a Cosenza. Purtroppo su questo aspetto, lo ammetto, sono un dannato tradizionalista: le mie ferie non le decide nè Arese, nè il consiglio di generali iraqeni incarnato nel Consiglio Federale, nè la Fidal Calabria, nè tantomeno Felicetti. Se faccio sport è per fare agonismo, stare sulla pista, sulle tribune, viverne ed assaporarne il mondo, non per fare il turista della terza età con viaggi per la Calabria (peraltro bellissima) o il Trentino Alto Adige o la Romagna, con visita guidata alle strutture sportive. 
E' peraltro giusto dare a Cesare quel che è di Cesare: quanto meno gli italiani individuali dovrebbero essere spostati a fine settembre e dovrebbe vedersi la vita un campionato italiano dove confluirebbero un pò di cose, come le staffette e le prove multiple (e il pentalanci no?). Inutile ricordare l'esperienza di "stralcio" delle staffette a Lecce di tre anni fa, dove le staffette TOTALI furono una decina, e praticamente tutte pugliesi. Un successone tramandato ai posteri, con la differenza che magari adesso vi parteciperebbero i decathleti e le eptathlete impegnati nei contemporanei campionati italiani. Ma sono troppo simpatici questi rappresentanti della Fidal! Non vi fanno divertire? Non state ridendo gioiosi anche voi?
Prima di lasciarvi a Cipriani e alla sua positività e fattività, faccio un ulteriore pubblico appello alle persone di buon senso che si trovano laggiù, a Roma: rimettete la finale del Campionato di Società in una sede a sè stante, rimettete la finale del pentalanci, rimettete le staffette al loro posto: non si cambiano le cose che vanno e che piacciono. Si cambiano le cose che non vanno (magari si potessero cambiare anche le persone che non fanno il bene del mondo master!) e soprattutto si dialoghi con il mondo master. La cosa peggiore è stata probabilmente questa: aver fatto scelte senza consultare, chiedere, domandare, pensando chissà come di poter interpretare quello che pensano 4000 persone e 200 società (quelli della strada lasciamoli per il momento fuori). 
Ora, pensiamo in positivo: Alessandro Cipriani ci propone una exit-strategy, una proposta sulla quale ragionare e che, benchè non facile, può essere già qualche cosa. In attesa di conoscere dalle riunioni che si terranno nelle prossime settimane di società, dirigenti e atleti master, quelle che saranno le altre proposte di reazione ai nonsensi partoriti quest'anno dalla Fidal. La sua idea è quella di imporre la nostra versione, a prescindere dalle decisioni della Fidal. Dare ad una riunione un significato solo nostro, checchè ne dica la Fidal. Qua sotto trovate la sua proposta. Commentate e criticate.

07/11/10

Fidal: una buffonata tira l'altra...

(scritto dal Duca) - La Fidal, un pò come con le patatine, ha deciso in questi ultimissimi tempi, di sorprenderci con decisioni assurde e indisponenti, veramente a 360 gradi. Il delirio di onnipotenza prosegue e d’altra parte, anche se mi sembra che pochi vogliano rimarcare questo punto, ribadisco per l’ennesima volta che tutto è retto da chi non ha titolo legittimo per farlo. Ma tornando ai misfatti, di quanto accade nei confronti del mondo master ben lo sappiamo, con decisioni e ripensamenti che si susseguono a ritmo frenetico. La notizia più incredibile, degli ultimi giorni, però è quella in merito alla gloriosa staffetta 4x100 vincitrice di un fantastico argento agli scorsi campionati europei, con record italiano abbattuto dopo oltre 25 anni. Tale staffetta è stato l’unico baluardo di una spedizione catastrofica, 17° nel medagliere, è stata decantata come frutto di uno straordinario lavoro di gruppo i cui tutti i partecipanti al “progetto staffetta” hanno aderito firmando un documento e impegnandosi a partecipare a dei raduni federali. Sappiamo bene che fine ha fatto Cerutti per non aver aderito a tutto questo. Ottimo e allora, come premio economico per questo straordinario risultato che tanto lustro ha dato al prestigio del nostro sport, la nostra amata federazione ha stanziato 10.000 Euro, da dividere tra i 4 partecipanti alla finale. Avete capito benissimo, per le riserve, che poi sappiamo che avevano tempi di accredito migliori di due partecipanti, nulla. Questi due ragazzi, Tomasicchio e Riparelli hanno partecipato a tutti i raduni, preparato i cambi, fatto tutto quanto agonisticamente deve fare un atleta pronto a subentrare ad un altro in una manifestazione e poi, a livello di premi, sono stati totalmente ignorati, con la motivazione che non avevano partecipato fattivamente alla realizzazione del risultato sportivo. Una caduta di stile pazzesca, incredibile, quasi da non credere, ma purtroppo è tutto vero. Una buffonata tale da non lasciare insensibili alcuni dei titolari della squadra. Il primo a muoversi, imbarazzato e indignato, è stato Emanuele De Gregorio che ha subito comunicato che avrebbe diviso il suo premio con gli altri due compagni esclusi, ma siamo certi, anche se non ne siamo ancora a conoscenza, che anche gli altri tre partecipanti vorranno in qualche modo riparare personalmente a tale mancanza di lealtà sportiva da parte della federazione.
E parlando di malefatte, avrei voluto citarne un’altra segnalatami direttamente e letta anche sul sito di Bebbe Palmiotto, in merito ad un raduno federale organizzato a Formia, la settimana scorsa, riservata ai tecnici dei velocisti di interesse nazionale. A tale riunione, indetta per stabilire una programmazione tecnica comune, sarebbero stati colpevolmente non invitati tecnici di atleti ben importanti quali Tomasicchio, appunto Palmiotto ed anche, senza fare nomi, di atleti ancora più prestigiosi che hanno segnato la storia dell’atletica in Italia. Il condizionale è però d’obbligo, perché, avendo personalmente verificato sul sito della Fidal, si legge di raduno dedicato ai tecnici dell’attività giovanile. Ora, parlando della Fidal, ci si può aspettare di tutto, anche che abbiano cambiato, a posteriori, il comunicato sul sito, ma rimaniamo a disposizione di chi volesse intervenire per meglio specificare questo episodio. Criticare è giusto e doveroso, ma dare informazioni sbagliate consentirebbe poi facili difese su ogni altro tipo di legittima critica.

06/11/10

Lo sfogo di Tifi: i c.d.s. ridotti allo stato vegetativo

(di Alessandro Tifi) - Dalla lettura del nuovo regolamento dei CDS master 2011, mi sorgono alcuni dubbi ed alcune perplessità.  Cominciando dalla fine mi viene da dire che è stato quasi completamente tolto quello che più piaceva a tutti (la finale) ed inserito maggiormente ciò che creava meno seguito e partecipazione (la fase regionale). In dettaglio: vengono create due fasi regionali (di cui una “mischiata” dentro gli individuali), al posto di una, quando nella maggior parte delle regioni raggruppamenti, risultava una gara con scarsa partecipazione e viene accorpata la finale (la gara con più seguito ed apprezzamento) negli individuali. Già la terminologia mi crea dei problemi: regionali/italiani individuali validi come c.d.s. Ma sono individuali o di società? tutti e due o nessuno dei due? boh.
Un altro dubbio è su quante gare si possono fare. Se fino a quest’anno agli individuali potevo fare 3 o più gare, oggi di queste mi vengono considerate ai fini del punteggio per la società, solo le prime due in ordine di esecuzione temporale, se alla società portavo punti con la terza (in ordine di orario) ora questo punteggio lo perdo. Un’altra perplessità è tecnico/tattica: in molte specialità, agli individuali, posso puntare al titolo e fare di conseguenza gara “tattica”, ma cosi il punteggio per la società ne risentirebbe, cosa sacrificare delle due, visto che sono inserito in un contesto “ibrido” che non è ne individuale ne di squadra? Un’ulteriore dubbio, incongruenza: il programma dei c.d.s. cosi com’è stato progettato, è su tutte le specialità in programma, che sono ben più di 15, si possono scartare molte gare, per cui le società si confronteranno su un insieme di gare ben diverso l’una dall’altra. Mi viene da dire che converrebbe schierare atleti nelle gare con meno partecipanti, che so’ asta, o siepi, o ostacoli lunghi, dove l’ultimo che magari è dodicesimo prende dodici punti, mentre l’ultimo dei 100 ne prende 150... Un altro punto che non mi convince è che essendo il campionato in prevalenza individuale, alle gare prenderanno senz’altro parte anche molti atleti che non fanno “squadra” andando ulteriormente a modificare quello che è un aspetto peculiare di un cds .  Tra i tanti aspetti che si vanno a perdere, e che non mi convincono, c’è poi il discorso dell’autocertificazione che non consente di stipulare una classifica in tempo “reale” e sul campo, togliendo il piacere delle premiazioni a caldo (stanno circolando sul web bellissime foto di tali premiazioni). Per finire un pensiero: come può essere che se dappertutto si stanno organizzando riunioni, gruppi e quant’altro a conferma di un diffuso dissenso, che penso sfiori l’unanimità, la decisione di due/tre persone (quante non lo sò), prevalga sulla collettività?
All’appello “non ci togliete i cds” mi sembra la risposta sia stata: non li abbiamo uccisi , ma ridotti allo stato vegetativo.

03/11/10

Non facciamoci distrarre dal bunga-bunga

Se non ci fosse stata Ruby Rubacuori (mannaggia a lei!) probabilmente la stampa sarebbe stata tutta nostra questa settimana. Il Fatto Quotidiano avrebbe parlato delle dichiarazioni di Arese riportate da qualche talpa in qualche Consiglio Federale (immaginatevi i vari consiglieri federali come i generali iraqeni seduti con gli occhi contritamente bassi sotto lo sguardo ieratico ed imperscrutabile di Saddam Hussein)... "Meglio gay che master!". Gli avrebbe fatto eco la Repubblica con le intercettazioni tra Arese e il vice presidente Adriano Rossi, in un'inchiesta in cui il l'imperatore dalle due teste (quella in Fid-Asics e quella in Asics-idal) risultava indagato per uno scabroso jogging eseguito con un paio di Nike e una t-shirt Dolce&Gabbana al Parco Ruffini di Torino... "Adrià, ma che vogliono 'sti vecchi babbei? - Franco, ecchennesò... io li ho presi un pò per i fondelli a Cagliari, ma non ci sono cascati, ayò!". Gli house organ istituzionali avrebbero replicato facendo quadrato intorno al premier. Atletica, la rivista patinata dispaccista dei  messaggi subliminali del premer (non si capisce mai quale sarà la manifestazione dove l'Italia vincerà la promessa messe di medaglie) avrebbe intitolato "Arese sta coi master: ecco le prove. Lui è un M65 come loro! Trovata la sua tessera federale del 1973". E all'interno della rivista vi avremmo trovato una clamorosa dichiarazione di intenti "Ripuliremo il mondo master in tre giorni!". Naturalmente un accenno anche a Cosenza sotto il solleone: "E che saranno 45°?! Con Fiasconaro nel '74 in Sudafrica ci allenammo a 48°!". Belpietro (mister sorriso) nel frattempo passato a editorialista del sito ufficiale Fidal.it, avrebbe caricato a corna basse "I master hanno le case a Montecarlo! Uno di loro abitava con Tulliani!! Bellantoni e Rado visti intenti a scaricare la cucina Scavolini in Rue Charlotte Princesse". 
E invece, purtroppo, non è successo nulla di tutto questo: il Desert Storm scatenato dal mondo master all'indomani dell'abiura della Fidal nei loro confronti è rimasto un ciclone circoscritto al nostro piccolo mondo dell'atletica, dove questa Fidal non vuole che entri nessuno a curiosare, stampa per prima.  Arese II "il Giuggerellone" (tutti i monarchi volenti o nolenti passano alla storia con un epiteto che ne caratterizza l'indole), ha continuato a sfoggiare il suo brand obbligando i suoi accoliti a presentarsi almeno con uno zainetto firmato alle riunioni istituzionali. Detto fatto, tutti in fila per due con i grembiulini e i pantaloncini corti. 
Come dicevamo, le parole minacciose dei master non sono rimaste vuote di significati: due gruppi si sono formati su facebook. Anzi tre. Fissate già le prime date. In Veneto non fanno finta per nulla, e la riunione sarà addirittura con il referente Regionale Master. Bravi. Nel resto d'Italia, purtroppo lo stesso ruolo, tranne in qualche rara occasione, è retto da persone votate all'immobilismo sempiterno. Sul fronte delle date per qualche ora è circolata l'idea che gli italiani indoor master sarebbero  potuti scivolare ai primi di febbraio: l'ennesimo incubo di un calendario che definire allucinante è dir poco. Purtroppo la gestione Arese ha portato a scelte obbligate, dovendo usare un solo palazzetto per l'attività indoor per un'intera nazione. Potessimo elencare tutte le promesse fatte... talmente tante, che nella pagina del sito Fidal dedicata al programma federale, c'è ancora quello del quadriennio 2005-2008. Di quello odierno nulla, naturalmente. Fortunantamente la voce circolata in mattinata (sulle date degli italiani indoor), si è poi rivelata infondata, o meglio: si era effettivamente pensato di cambiare la data, ma alla fine resterà per il 4, 5, 6 di marzo. Due settimane prima degli Europei Master: teniamocelo, va. Sul fronte finale c.d.s., aspettiamo invece come ci si organizzerà e quali saranno le iniziative assunte dai vari gruppi (ritengo che alla fine i gruppi si uniranno in un'unica grande riunione). C'è già una prima data: l'11 novembre. Mettiamo la prima pietra.

02/11/10

I kamikaze della regione

Sapete cosa dà più fastidio? Che qualcuno esprima giudizi su ciò che si scrive senza aver letto quanto in realtà ci sia scritto. A tal proposito pensate che sulla testa di Salman Rushdie pende una fatwa sotto forma di pena di morte da parte del mondo islamico su un suo libro (i Versetti Satanici) che pochi seguaci di Maometto hanno in realtà mai letto. Però ce l'hanno con lui. Anche Gomorra di Roberto Saviano è stato letto poco dai Casalesi (molti di loro sono analfabeti e massacrando le persone disarmate li fa ritenere grandi uomini) ma lo stesso deve vivere a stretto contatto con la propria scorta perchè Sandokan e i suoi accoliti di Casal Di Principe non hanno tanta voglia che si parli (bene o male) di loro. La violenza ha sempre una matrice che nasce nella sordida ignoranza, dalla non-volontà di confrontarsi con le critiche, dal non cercare di capire la posizione dell'interlocutore o di tendere una mano per discuterne serenamente. Nelle diverse forme di reazione ad una critica c'è chi finisce per fare del vittimismo spicciolo, e, così facendo, di sostenere gli interessi (di qualsiasi natura essi siano) di qualcun altro. Così vengono mandati avanti (da qualcun'altro) i cosiddetti utili idioti come qualcuno ha voluto definire persone che non sanno ma lo stesso entrano nel merito delle questioni, kamikaze della ragione, soggetti completamente avulsi dal contesto e dal merito delle situazioni ormai da tempo, che nel proprio immaginario si ritengono occupare ruoli che in realtà nessuno gli ha mai consegnato. Personaggi autoreferenziali, poco inclini a parlare con voi se non per parlare esclusivamente di sè stessi. E costoro (purtroppo) non si rendono conto di scivolare nel ridicolo, che è seguito subitaneamente da una forma di contrito pietismo nei loro confronti. Succede anche questo nella vita quotidiana, e da una parte lo si può dire: è un altro aspetto della bellezza della vita.

01/11/10

L'angolo del Duca: e che la lingua ufficiale (della Fidal) sia lo svedese...

Lo so, potrò sembrare ripetitivo, ma visto che i fatti mi danno sempre più ragione, non posso che rimarcare quanto vado scrivendo da oltre un anno, giusto per rendere quantomeno tragicomico, il totale sbando delle nostra povera atletica. Ora che siete tutti indignati dopo aver visto le date dei prossimi campionati italiani master, il 30/31 agosto 2011 a Cosenza, magari comprenderete meglio i miei tanti articoli in cui citando un dittatorello di un famoso film di Woody Allen, lo accostavo al nostro caro presidente della Fidal. E si il nostro amico Castrado ne ha fatta un’altra delle sue, forse qualcuno dei suoi sgherri gli ha riferito di talune critiche da parte di pochi sfigati siti specializzati in atletica, ma quasi sicuramente, perché questa ipotesi sarebbe sin troppo gratificante per noi, si è come sempre disinteressato delle questioni pratiche riguardanti il mondo di cui lui, purtroppo, è presidente, lasciando che le cose venissero decise, come sempre, a caso e comunque senza la minima considerazione per le esigenze dell’atleta. Lo ha fatto adesso con i master, ma lo sta facendo da 6 anni con tutte le altre categorie ben più importanti della nostra e ve ne ricordo una per tutte, l’aver scelto, quest’anno, come data per gli Italiani Juniores e Promesse il week end prima degli esami di maturità. E allora signori , non è adesso che ci deve indignare, io lo sono da tempo immemorabile perché nessuno fa realmente niente per mandare a casa questo personaggio che, lo ripeto per l’ennesima volta, regge le sorti della Fidal da oltre 6 anni in palese conflitto di interesse con le norme dello statuto federale.

INCOMPATIBILITA’ E INELEGGIBILITA’
Art. 36 - Requisiti Eleggibilità
5. Sono ineleggibili tutti coloro che abbiano come fonte primaria o prevalente di reddito un’attività commerciale collegata all’attività della Federazione.

Ora il punto è, il sig. Francesco Arese riveste una carica che non potrebbe rivestire perché quanto recita l’articolo di cui sopra è strachiaro. Non può esistere nessun lodo Arese o taciti accordi per disattendere quanto sopra. Si può solo cambiare o sopprimere tale norma, ma oggi c’è come c’è da sei anni e questo vuol dire che il sig. Arese è stato eletto in palese contrasto ad una norma dello statuto e quindi non è stato legittimamente eletto. In altre parole la Fidal è di fatto retta da chi si è appropriato del potere in contrasto con le norme democratiche per cui valutate voi come chiamarlo: dittatore, usurpatore…. Credo che il discorso non faccia una piega e non possa in alcun modo essere ritenuto offensivo sinchè questo punto 5 dell’art.36 sarà ben presente o finchè, ovviamente, il sig. Arese non si dimetta dalla sua carica in Asics. Che poi la dimostrazione di massima arroganza e mancanza di rispetto per i più elementari principi di democrazia l’ha dimostrata, in tutti questi anni, non facendo nemmeno finta di dimettersi, mettendo magari al suo posto, in Asics intendo, qualcuno che facesse nominalmente le sue funzioni. Ora, amici dell’atletica, cosa potete aspettarvi da uno che sta in una posizione di potere senza averne il diritto legittimo….????
Io sono un’atleta master, ma soprattutto un’amante dell’atletica. Che abbiano fatto un calendario ridicolo, per i master, è fuori di dubbio, che sia assurdo che abbiamo cancellato i c.d.s., verissimo, ma sono gocce d’acqua nel mare delle assurdità fatte in questi 6 anni da chi sta dove non dovrebbe stare. Signori, non comprando le Asics facciamo veramente ridere i nostri nemici, perché questa è una guerra, Arese e i suoi collaboratori sono il nemico e dobbiamo fare di tutto, ciascuno nel proprio micromondo, per cacciarlo ed evitare che possa continuare a fare danni al nostro amato sport. Bisogna che tutte le persone che condividono tale idea si coalizzino, diffondano tale verbo presso le loro società, creino un fortissimo movimento di pensiero per far si che le prossime elezioni federali siano realmente delle elezioni improntate alla democrazia e alla legittimità.

IL DUCA