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17/01/13

Le strutture indoor e le occasioni perse

Il Pala-Eib di Brescia: un opportunità?

Più passa il tempo, e più mi convinco che l'Italia non abbia impianti indoor con la "I" maiuscola (ovvero gli anelli col "buco" dentro), non per chissà quali problemi strutturali ed economici, ma semplicemente per inerzia della classe dirigente che ci ha governato. E' chiaro che al mondo d'oggi non si va avanti senza avere risorse a disposizione, ma è altrettanto vero che quando quelle risorse ci sono, bisogna saperle investire o quanto meno utilizzare per il bene della popolazione da cui si eletti. A me sembra invece che, senza voler invocare alcuna malafede, la classe dirigente della Fidal, a livello centrale ma soprattutto a livello locale, degli ultimi 20 anni non sia stata all'altezza del compito cui era stata proposta. Anzi, a livello locale (parlo delle Fidal Provinciali e Regionali) sembra si sia puntato esclusivamente ad una mera attività burocratizzata, concentrata sui calendari-gara e organizzazione delle stesse, premiazioni, tesseramenti, affiliazioni... per carità, quello è uno dei compiti fondamentali, ma non bisogna mai dimenticarsi che chi è eletto in quegli organi debba avere anche un ruolo ATTIVO (quindi politico) sul territorio a favore dei propri tesserati. In questa ottica, muoversi per "agevolare" i tesserati sarebbe stato più che opportuno. E' avvenuto questo? A me sembra di no... tranne qualche lodevole eccezione.
Ho nella mente ciò che ha fatto l'amico Omar Lonati (quello in prima linea nella famosa protesta "Milano odia l'atletica"), prima di essere eletto nel Consiglio Provinciale della Fidal di Milano la scorsa settimana. Da solo, senza alcuna carica con la quale farsi annunciare, facendosi esclusivamente portatore del malessere dei propri amici, conoscenti e compagni di allenamento, nei due precedenti anni ha preso contatto con amministratori pubblici e soggetti privati, di opposizione e di governo, sondando, chiedendo, ipotizzando, prospettando, progettando. E ha chiesto preventivi, e li ha fatti girare a chi avrebbe dovuto elargire... ora ha certamente credito presso le istituzioni, visto che viene comunque viene sempre accolto e ha ormai intessuto un rapporto privilegiato con esse. Non ha ancora ottenuto nulla, dite? Senza quella famosa carica dirigenziale, è riuscito a farsi consegnare dal comune con il fattivo aiuto della Fidal Milano, alcuni nuovi macchinari per la Sala Pesi dell'Arena, oltre ad altre facilitazioni. Ecco, questo intendo per "saper cogliere le occasioni": prima bisogna però crearsele... certo che rimanendo sempre seduti e senza alzare mai il telefono, mettendoci la faccia, cosa volete che succeda? Davvero pensiamo che gli investitori, sia pubblici che privati, facciano la fila per telefonare in FIial e chiedere se si voglia un impianto indoor? Lasciatemi dubitare.
Queste riflessioni le sto facendo anche in virtù di alcuni fatti. La famosa pista di Genova, poi emigrata e ristrutturata per gli Europei di Torino (e correggetemi se sbaglio, perchè non si capisce più nulla di che fine abbia fatto quel ring), era stata offerta in giro per l'Italia al miglior offerente. Ricordo molto bene di aver partecipato ad una riunione della Fidal locale in cui si chiese se qualcuno conoscesse la disponibilità di capannoni o luoghi simili in cui collocare la pista degli Europei... e nessuno, almeno in Lombardia (con non so quanti miliardi di metri cubi di capannoni sfitti ed abbandonati per la crisi) ha fatto un solo passo in quella direzione,. nè Federale, nè privato. Del resto vi è per caso capitato di vedere una pista indoor in Lombardia? Ma a parte l'"offrire" la pista, qualcuno ha davvero cercato quel posto dove collocarla? Qualcuno si è interessato? O saputi i costi di gestione di un capannone (riscaldamento e noleggio della pista, presumo) si è ben guardato da azzardare proposte? Ragazzi, è chiaro che se ci sono costi, bisognerà tagliare da un'altra parte: penso che se venissero tagliati (per esempio) i premi di fine anno consegnati dalla Fidal (un gadget, anzichè una targa, per dire...), o i raduni-vacanza oceanici, in cambio di una pista indoor su cui fare attività invernale per tutti, nessuno si lamenterebbe (oddio, quasi...). Guardate pure quello che è successo a Bergamo lo scorso weekend: 400 atleti iscritti solo ai 60 metri. Voglio fare una provocazione: diciamocelo, l'iscrizione alle gare su pista in Italia è un obolo "politico" (1 o 2 euro). In Svizzera una gara costa ormai tra gli 8 e i 10 euro. Non dico tanto, ma 5 € per una gara al coperto in inverno, penso che non manderebbe in crisi il sistema e gli atleti... per le iscrizioni delle garesu strada si arriva ormai a prezzi oltre i 50 €, non dimentichiamocelo. 5 € per le 400 persone di cui sopra, per esempio, porterebbero ad un incasso di 2000 €. Con una serie di gare pianificate nei due mesi della stagione indoor, volete non arrivare a coprire con le sole iscrizioni buona parte delle spese necessarie a noleggiare un capannone, il riscaldamento e la pista? E il resto ce lo deve mettere la Fidal, perchè per questo esiste: favorire l'attività di tutti in primis, e non limitare completamente il proprio campo d'azione solo su alcuni aspetti.
Ma perchè volevo scrivere oggi? Ah, già... avevo letto che hanno deciso di ristrutturare il PalaEib di Brescia, (sullo svincolo della Tangenziale di Brescia a 100 metri dall'uscita dell'autostrada A4) un impianto a pianta circolare che accoglierà 3500 spettatori. Spazio a pallavolo e basket... perchè non provarci? Perchè non sondare? Perchè non intervenire? In provincia di Brescia, poi, ricordo che esiste un velodromo (a Montichiari) avveniristico e fresco di conio, i cui prezzi di gestione risultano esorbitanti visto lo scarsissimo afflusso di ciclisti e la scarsa diffusione di quello sport... perchè non provarci? Perchè non mostrare le foto dell'impianto di San Sebastian (dove si terrà il prossimo campionato europeo indoor master, tra circa due mesetti) dove una pista indoor è stata collocata all'interno dell'anello del velodromo? Magari ci saranno problemi insormontabili o strutturali... certo che se si rimane a braccia conserte ad ipotizzare, non succederà mai nulla. Ora, l'ultima frontiera sarà il palazzetto di Assago: aspetteremo il 2015 con nuove promesse politiche, quando con molto meno le soluzioni sarebbero già a disposizione. Finchè ci si aspetteranno i regali dagli altri, non lamentiamoci di quello che potremmo trovare una volta scartata la carta... 

24/09/10

Cos'è: uno scherzo? Una pista indoor a Montichiari... l'ennesimo sogno

Oggi sfogliando il Giornale di Brescia, la mia attenzione viene catturata dall'immagine a tutta pagina di una pista indoor. Chi fra di noi non ne sarebbe stato attratto? E' così raro leggere notizie sull'atletica al giorno d'oggi su qualsiasi pubblicazione che non tratti esclusivamente di questo sport, che addirittura vedersi una foto "dedicata" su un quotidiano è introvabile come un Gronchi Rosa. La notizia è sostanzialmente questa: a Montichiari, tra le province di Brescia e Mantova, è stato inaugurato in questi l'anno scorso (a maggio) un velodromo avveniristico (l'unico in Italia) dove il ciclismo indoor nazionale ha finalmente trovato una più che degna sistemazione. Dopo circa un anno dalla sua apertura gli amministratori sollevano un problema: la struttura è gigantesca, mastodontica, spaziale (nel senso che esternamente sembra proprio una maxi-astronave), ma di fatto viene utilizzata "relativamente" poco dal ciclismo. Inevitabile la necessità di sfruttarne gli spazi e i tempi per altre attività,  per ammortizzare gli sprechi gestionali che una tale struttura richiede. L'articolo che cito di Paolo Valentini dice espressamente "impensabile infatti... che la struttura possa reggere il peso gestionale economico basandosi unicamente su eventi legati alla bicicletta". Non so spinto da chi, l'ingegnere che ha progettato l'impianto (Eliseo Papa) presenta a questo punto un ulteriore progetto in maniera tale da dotare il velodromo di una pista di atletica, per avere alla fine un impianto simile al Luis Puig di Valencia, dove si svolsero i Campionati Mondiali Indoor del 2008. La notizia, potete capire, fino a questo punto sembra davvero una ventata di speranza per tutti i pistard atletici, finchè non leggo il proseguo della stessa che mi fa letteralmente crollare il mento sul giornale. Ebbene, sembrerebbe che l'assessore allo Sport di Montichiari abbia incontrato per discutere della cosa, indovinate chi? ...Franco Arese, e chi sennò?! Il progetto sarebbe stato presentato alla Fidal alcune settimane fa, e come dice l'assessore "Arese mi parve molto interessato e ni sollecitò a presentare un progetto". O mammmmmmamiaaa!! Frase che mi ha fatto accapponare la pelle: vi ricordate le promesse pre-Campionati Europei Indoor di Torino 2009? La pista che sarebbe rimasta in Piemonte? Una nuova struttura indoor? Sparito tutto. O il nuovo impianto di Padova, che come apprendiamo dal forum sarebbe terminato nelle murature, ma alla fine manca della pista e di tutti gli "interni" quindi non si vedrà nel 2010 e si "spera" nel 2011 per il completamento? O della pista di Urgnano, che di per certo è stata visitata da emissari della Fidal, ma alla fine è lì senza copertura a svernare in mezzo alla campagna bergamasca da oltre un lustro? Perchè dico questo: perchè è chiaro, benchè non venga espressamente scritto nel pezzo, che l'Amministrazione comunale di Montichiari, i gestori del Velodromo e la Federciclismo si aspettano qualche cosa dalla Fidal, così come si aspettano qualche cosa (probabilmente) da qualche anno gli amministratori comunali di Urgnano, così come si aspettano qualche cosa (probabilmente) quelli di Padova e come si aspettavano qualche cosa quelli di Torino. Oddio: non so ad Urgano o Torino si aspettano ancora qualche cosa: però faceva effetto pensare all'effetto domino di aspettative disilluse che la gente della Fidal semina ad ogni piè sospinto. Quel qualche cosa non è certo la pacca sulla spalla: "dai amico, sei un grande! Preparaci una bella pista indoor!", ma qualche cosa di poiù sostanzioso. Tant'è che nel titolo del pezzo si fa espresso riferimento ad un particolare problema: "Il problema? Trovare i fondi". Non conosco di certo il patrimonio della Fidal, ma non posso fare a meno di interrogarmi su quanto questo mandato abbia investito negli assett, che sono prodromici allo svolgimento dell'attività sportiva (scusate se utilizzo termini desueti). Qualcuno ha studiato l'impatto che ha avuto la struttura indoor di Ancona sul proselitismo atletico nel circondario? Secondo me parecchio, anche se non conosco i dati. Invece da questo punto di vista la propaganda di regime parla di aumenti inveterati di atleti tesserati che come più volte spiegato sono dovuti essenzialmente ai master e alla genialata dei cartellini fatti agli esordienti con la formula dell'usa-e-getta nelle piccole gare scolastiche. Così i tesserati sulla carta aumentano, le categorie centrali a poco a poco spariscono, e a livello internazionale torniamo con le ormai consuete figuracce. Se non c'è un campione statistico importante, inutile pensare di trovare campioni nell'atletica leggera... Ora aggrappiamoci all'ennesima piccola speranza del palazzetto di Montichiari: se mai leggeranno, gli suggerisco che non perdino tempo ad aspettare la Fidal. Cerchino loro i fondi e lo concludano: noi glielo invaderemmo ogni fine settimana, e se ci sarà pagare qualche cosa di più per fare una gara al caldo, io sarò il primo a pagarlo (chiaramente se la quota andrà nelle loro tasche e non in quelle della Fidal).