(di Sasuke) La prima
giornata dei campionati mondiali di atletica al coperto, quest’anno in svolgimento
a Istanbul (Turchia), là dove si dice metaforicamente che l’Europa si divide
dall’Asia, è cominciata con il botto. La gara più interessante, e una delle due
finali della giornata, il pentathlon femminile, ha visto la ucraina Natallia Dobrynska battere un record
che era lì da decenni e superare la barriera dei 5000 punti (oltre mille per
prova!) nella storia per la prima volta. Solo quarta la campionessa mondiale Tatyana Chernova (con 4725
punti) a pari merito con Karolina
Tymisnka. Terza Austra Skuijite
e seconda quella Jessica Ennis che
si credeva avrebbe battuto il record; Ennis che, peraltro, con 4965 punti
riscrive il suo primato e si istaura al terzo posto nelle liste all-time di
specialità. La Ennis, che aveva cominciato la giornata nel migliore dei modi (7”91 nei 60hs, che sarebbe stato il
secondo tempo assoluto nella prova individuale), cedendo però qualcosa sia nell’alto
(1.87)
che nel lungo (6.19)
per poi dare il tutto per tutto battendo i suoi personali nel peso (14.79)
e negli 800 (2.08.09).
La Dobrynska, con un grande 16.51 nel peso e una media eccezionale ha
totalizzato comunque 5013 punti, guadagnandosi così i 90.000 dollari del premio
(40.000 per il piazzamento e 50.000 per il record).
La seconda
finale di giornata, combattutissima, è stata quella del getto del peso. Il
campione mondiale David Storl, uno
che si esalta nelle competizioni importanti, prova ad ammazzare la gara
cannoneggiando il peso da oltre 7 kg a 21.88 (personale assoluto e world leading).
Fino al terzo turno non si muove da lì, con Ryan Whiting, Tomasz Majewski
e Reesa Hoffa ad inseguire. Hoffa
sarà poi quarto (con 21.55, ma diversi nulli forse anche oltre i 22
metri), Majewski terzo (grande 21.72 al quinto round) e Whiting… primo. Il
possente americano raggiunge i 22 metri esatti al quinto turno (avvicinandoli
poi al sesto, 21.98).
A nulla possono gli ultimi tentativi del tedesco Storl, giovanissimo, che
finiscono nulli.
Tra gli
altri risultati, notevolissimo 8.16 nel lungo di Ashton Eaton, che si candida a
battere il suo stesso record del mondo.
Per quanto
riguarda gli azzurri in gara, promossa immediatamente Antonietta di Martino, capace di valicare il decisivo 1.95 alla
seconda prova (come l’americana Chaunte
Lowe), e di piazzarsi terza dietro alla sola Chicherova, oltre che alla sorprendente Ebba Jungmark. Fuori, tra le altre, Venelina Veneva e Emma Green.
Passano il turno eliminatorio tanto Maria
Enrica Spacca (53”74) che Lorenzo Valentini (per lui un modesto 48”54);
entrambi si incaglieranno però in semifinale con tempi fotocopia di quelli
delle batterie. Grande impressione destata da Sanya Richards che ‘’passeggia la
batteria’’ poco sotto i 53” e corre la semifinale sul filo dei 51”. Promosse a
pieni voti le due ostacoliste, Marzia
Caravelli (che va a vincere la sua batteria in 8”13 con un tempo di reazione di
oltre 0.23) e Veronica Borsi (terza
nella sua con 8”20
e ripescata) nella prova che ha visto la favoritissima Sally Pearson andare decisamente sotto il suo personale al coperto
(7”97) corso qualche anno fa (una sola volta) e unica sotto gli 8 secondi (7”85).
Promossa con
riserva Silvia Weissteiner, reduce
da due belle prove (agli italiani di Ancona e la settimana scorsa a Correggio,
ai societari di cross) che prova a fare il ritmo ma finisce poi staccata e
lontana dai tempi utili per l’accesso alla finale. Speriamo di vederla quest’estate
sui livelli di qualche anno fa. Ha comunque chiuso la sua prova in 9.16.59.
Bocciata, personalmente, Elisa Cusma,
che si è ritirata nella sua batteria a poco meno di un giro dal traguardo. L’impressione
che mi ha dato è stata quella di rinunciare perché le altre ormai ne avevano di
più ed era impossibile passare il turno. Ma come ha detto il nostro Franco
Bragagna, un conto è rinunciare se si è infortunati e si rischia di farsi male,
un altro finire la propria prova come chiunque altro. Piccolo appunto
personale, se la Cusma vuole ritrovare una dimensione internazionale sugli 800
deve (ed ormai temo sia tardi) velocizzarsi. Il suo personale sul giro di
pista, di poco inferiore ai 55”, è troppo lento rispetto alle atlete russe,
capaci di correre 2/3 secondi più veloci di lei. Se non ci riesce, meglio che,
come le hanno spesso consigliato, sia dia ai 1500.
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