Come dicevo qualche giorno fa, sono riuscito ad "embeddare" i file pdf nel sito, quindi ne approfitto a piene mani. Dopo il primo articolo di presentazione (qui trovate il link alla prima puntata di preambolo), il nostro riferimento tecnico Valerio Bonsignore ci porta ad introdurre in maniera schematica e molto comprensibile, il mondo del taper (ovvero il periodo pre-gara) e della programmazione nello sprint. Dopo questa seconda parte, si entrerà nel vivo sotto la guida di Valerio, con l'esplicazione delle tipologie di programmazione attualmente più diffuse o considerate quelle più di riferimento. Ancora una volta, ci pensavo qualche giorno fa, degli strumenti per far sorgere qualche dubbio sulle tradizioni orali italiane, che si sono trasmesse da coach a coach, spesso senza nessun fondamento scientifico.
seconda puntata
01/12/11
Lista all-time dei 100 femminili sulle medie: Flo Jo, Jones e Jeter
L'infaticabile statistico spagnolo Andreas Martinez produce con frequenza abnorme, statistiche sull'atletica mondiale, in assenza dell'atletica de facto. Quella uscita ultimamente è il ranking all-time dei 100 femminili basato non sulla singola prestazione, ma su una serie di risultati, che dovrebbe definire meglio lo spessore di un atleta nel tempo e nelle classifiche. Come per le classifiche precedentemente pubblicate, si prendono in considerazione le prime 5 prestazioni di sempre di ogni atleta e su questi risultati viene fatta la media. La pubblicazione annovera anche il ranking per quadrienni olimpici e le atlete presenti per Paese. La migliore di sempre è naturalmente la discussa Florence Griffith Joyner, che vanta una media clamorosa di 10"660 ottenuta ad un'età media di 29 anni. 10"698 per la meno discussa (perchè il peccato è stato scoperto) Marion Jones, davanti a Carmelita Jeter, che è l'atleta che potrebbe ancora insediare le due di cui sopra (10"722 la media delle sue 5 migliori prestazioni). Tra le prime 10 ancora in attività e quindi indiziate di scalare posizioni, Kerron Stewart (5^ con 10"802), Shelly Ann Fraser (6^ con 10"806) e Veronica Campbell-Brown (7^ con 10"816). Rimane nelle 10 Evelyn Ashford e l'ostacolista-sprinter Gail Devers. E le italiane? C'è solo Manuela Levorato, che è 133^ al mondo nella storia dei 100 metri con 11"192. La Levorato nel quadriennio olimpico 1997-2000 è piazzata al 26° posto. Ecco qui sotto il ranking.
29/11/11
Dove tira il vento sulle piste italiane? Noi l'abbiamo studiato
... o meglio, l'ha studiato il nostro amico Marco Giacomantonio, cultore delle statistiche, che estrapolando dalle liste Fidal degli ultimi anni, è riuscito a creare un database in cui verificare determinate tendenze su come tiri il vento sulle piste italiane in cui si è tenuta una gara nello stesso periodo di temo studiato. Avevamo già introdotto la cosa mesi fa (qui l'articolo originario), poi per problemi tecnici legati alla gestione dei file per Queenatletica (che spero di aver risolto), solo oggi riesco a pubblicare il primo di 3 file che sono pura manna per velocisti e ostacolisti. Giusto riprendere alcuni capisaldi di queste statistiche, come scriveva Marco qualche mese fa. Innanzi tutte le piste attualmente presenti sul territorio nazionale (non mi risulta che ne stiano più costruendo molte di questi tempi...) sono state posate in funzione delle tribune, ovvero degli spettatori delle partite di calcio (il vero male dello sport italiano), ergo con le spalle al sole. Ulteriore conseguenza ne è il fatto che le piste sono state (tendenzialmente) costruite attorno ai campi da calcio, con un orientamento est-ovest, ma con il rettilineo finale orientato verso est. Ovvero, tendenzialmente controvento, vista l'orografia italiana e il sistema di venti che colpisce il nostro paese. Aggiungeteci che le gare avvengono tendenzialmente al pomeriggio, quindi riducendo ancora lo spread (termine ormai tristemente noto) statistico relativo alla medesima pista.
Come scrivevo a luglio, Marco ha analizzato 150.000 prestazioni corredato dai dati del vento, ottenute da 19.838 atleti di tutte le categorie tra il 2005 e il 2011. Tempi ottenuti su 100 e 200, ma presto il dato verrà completato con quello dei 100hs e dei 110hs. Il dato finale consente di verificare l'andamento del vento su 510 piste, su 84 delle quali il dato può essere considerato altamente attendibile (ovvero si sono registrate più di 500 prestazioni). Un piccolo problema statistico è consistito nel reperire il dato nelle città in cui sono presenti più piste, in cui non è stato possibile scindere il dato. Quindi il dato è aggregato (si pensi a Milano e Roma, per esempio). Qui sotto alcune chicche già presentate nel precedente articolo:
- Tra le località con attendibilità “alta”, la migliore location per trovare il vento a favore entro la norma è Bari col 66% di risultati col vento a favore (su 1.259 prestazioni);
- Se uno si accontenta di vento favorevole o nullo, le migliori città con attendibilità alta sono Frascati (91% su 561 prestazioni) o Quarrata (85% su 775); tra quelle con attendibilità media Villanova d’Asti ha il 100% dei casi tra vento nullo e favorevole (su un campione di 459 prestazioni);
- La località dove si è gareggiato di più tra 100 e 200 tra il 2005 e il 2011 è Rieti, dove si è registrato il 53% di gare con vento a favore, e il 71% con vento favorevole o nullo (su 4.717 prestazioni).
- La pista peggiore con attendibilità quantomeno media è Caorle con l’88% di probabilità di beccarsi una bella folata di vento contro (su 274 prestazioni).
- La pista peggiore con attendibilità alta è Marcon col 76% di probabilità di trovarsi il vento contrario (su un campione di 1220 prestazioni).
- Se andate a Donnas, avete il 45% (su 2604 prestazioni) di probabilità che la vostra gara sia invalidata dal vento, di cui il 57% sui 100 (perché si corrono nel primo pomeriggio, dove il vento spira molto forte –1728 prestazioni) e il 21% sui 200 (perché si corrono in serata, quando il vento è ormai scemato – 976prestazioni).
- In Lombardia, la pista migliore con attendibilità alta è Pavia, col 77% tra vento favorevole (50%) o nullo (27%) su un campione di 772 prestazioni, altrimenti abbiamo Rodengo Saiano col vento favorevole o nullo nel 97% dei casi (ma solo 215 prestazioni registrate: statisticamente ancora troppo poco per dare il dato come attendibile).
26/11/11
Statistiche: 1500 europei per Nazioni, l'Italia solo ottava...in attesa del messia
(M. Crespi in una foto podisti.net) - Tra tutte le specialità in cui l'Italia atletica soffre in maniera cronica, di sicuro il mezzofondo è quella che sta peggio. Le donne molto peggio degli uomini, così come in più circostanze da me scritto. Solo pensando agli 800 femminili, tolta Elisa Cusma e parzialmente la Reina di un paio di anni fa, non si è visto nulla che potesse competere anche solo marginalmente con il consesso... europeo. Figuriamoci mondiale. Sui 1500 femminili, volendo, è ancora peggio, visto che la migliore degli ultimi anni è risultata essere ancora Elisa Cusma, che di professione non è propriamente una miler.
Tra gli uomini, la crisi ha portato a non avere più atleti che corrano stabilmente sotto l'1'46", laddove nell'ultimo ventennio si era riusciti a sfornare ad ogni generazione un 800ista di caratura internazionale. Ancora più marcata la crisi nei 1500 (di cui qui sotto vi fornisco la tabella creata da Andreas Martinez) che essendo un territorio di confine tra gli 800 e la savana totalmente africana, è sempre più visto come un campo minato, tanto che è diventato pure difficile trovare italiani sotto i 3'40", la soglia minima di visibilità internazionale. Quella europea dei 1500 maschili prende in considerazione la media dei primi 10 atleti per nazione.
La prima, la Francia addirittura riesce a lambire la soglia dei 3'36", con 10 atleti sotto i 3'38"40. La Spagna nel 2011 ha visto invece 9 atleti sotto i 3'40", mentre ce solo stati solo 4 per l'Inghilterra che ha però una dispersione di tempi più contenuta. La Polonia, quarta, esibisce una dispersione più ampia, ma con punte notevoli, come il 3'34"45 di Artur Ostrowski. Seguono i russi (in 4 sotto i 3'40"), i tedeschi (due sotto la barriera, ma con un 3'35"74 di Carsten Schlangen. Meglio dell'Italia fa incredibilmente anche il Belgio (settimo con una media su 10 atleti di 3'42"18). L'Italia risulta mestamente ottava, con 3'42"54. Un solo atleta sotto i 3'40" (Merihun Crespi con l'ottimo 3'37"67 corso a Milano) e il decimo della lista con 3'44"73, che è sì meglio dell'omologa belga (3'45"96), ma la cosa non è certo consolante. La crisi è profonda, se si considera che tali classifiche evidenziano più la solidità del movimento che la possibilità che il movimento stesso produca un campione. Il rapporto popolazione residente/spessore sportivo nel confronto con il Belgio è impietoso: 10 milioni di abitanti contro i 60 del Bel Paese...
Comunque, più un movimento è solido nei risultati, più la base statistica si amplia, più aumentano le possibilità che un atleta possa emergere. Altrimenti si basa tutta la fortuna di un movimento sulla "teoria dei messia", ovvero nella speranza che una volta ogni 20 anni esploda un talento che copra il poco che c'è dietro. Lasciatemi dire però che se una federazione dovesse basare la propria politica sui messia (come quella attuale), bè, può anche sedersi ad aspettare, rinunciare ad avere idee, non creare un substrato di tecnici preparati e in linea con le tendenze internazionali, rinunciare a mandare i propri atleti a confrontarsi con il resto del mondo, non aspettare i figli degli immigrati di seconda generazione.
Ops, è proprio quello che sta facendo la Fidal... aspetta i messia.
Tra gli uomini, la crisi ha portato a non avere più atleti che corrano stabilmente sotto l'1'46", laddove nell'ultimo ventennio si era riusciti a sfornare ad ogni generazione un 800ista di caratura internazionale. Ancora più marcata la crisi nei 1500 (di cui qui sotto vi fornisco la tabella creata da Andreas Martinez) che essendo un territorio di confine tra gli 800 e la savana totalmente africana, è sempre più visto come un campo minato, tanto che è diventato pure difficile trovare italiani sotto i 3'40", la soglia minima di visibilità internazionale. Quella europea dei 1500 maschili prende in considerazione la media dei primi 10 atleti per nazione.
La prima, la Francia addirittura riesce a lambire la soglia dei 3'36", con 10 atleti sotto i 3'38"40. La Spagna nel 2011 ha visto invece 9 atleti sotto i 3'40", mentre ce solo stati solo 4 per l'Inghilterra che ha però una dispersione di tempi più contenuta. La Polonia, quarta, esibisce una dispersione più ampia, ma con punte notevoli, come il 3'34"45 di Artur Ostrowski. Seguono i russi (in 4 sotto i 3'40"), i tedeschi (due sotto la barriera, ma con un 3'35"74 di Carsten Schlangen. Meglio dell'Italia fa incredibilmente anche il Belgio (settimo con una media su 10 atleti di 3'42"18). L'Italia risulta mestamente ottava, con 3'42"54. Un solo atleta sotto i 3'40" (Merihun Crespi con l'ottimo 3'37"67 corso a Milano) e il decimo della lista con 3'44"73, che è sì meglio dell'omologa belga (3'45"96), ma la cosa non è certo consolante. La crisi è profonda, se si considera che tali classifiche evidenziano più la solidità del movimento che la possibilità che il movimento stesso produca un campione. Il rapporto popolazione residente/spessore sportivo nel confronto con il Belgio è impietoso: 10 milioni di abitanti contro i 60 del Bel Paese...
Comunque, più un movimento è solido nei risultati, più la base statistica si amplia, più aumentano le possibilità che un atleta possa emergere. Altrimenti si basa tutta la fortuna di un movimento sulla "teoria dei messia", ovvero nella speranza che una volta ogni 20 anni esploda un talento che copra il poco che c'è dietro. Lasciatemi dire però che se una federazione dovesse basare la propria politica sui messia (come quella attuale), bè, può anche sedersi ad aspettare, rinunciare ad avere idee, non creare un substrato di tecnici preparati e in linea con le tendenze internazionali, rinunciare a mandare i propri atleti a confrontarsi con il resto del mondo, non aspettare i figli degli immigrati di seconda generazione.
Ops, è proprio quello che sta facendo la Fidal... aspetta i messia.
Statistiche e analisi dei 400 mondiali: il ranking storico per medie
Ecco una statistica interessante (prodotta da quella sorta di vulcano deambulante che è lo statistico spagnolo Andreas Martinez) sui ranking mondiali all-time dei 400 metri, comprensiva delle liste delle medie delle migliori 5 prestazioni per atleta. Ma anche la media delle 10 e delle 25 prestazioni. Presente anche la lista dei quadrienni olimpici, quello dei paesi (assente l'Italia). Naturalmente la supernova di queste classifiche è naturalmente e invariabilmente Michael Johnson, che vanta una media di 43"43 sui suoi migliori 5 400 corsi in carriera. Ma anche 43"55 sui migliori 10 (dato ancora più incredibile), e addirittura 43"77 sulle 25 prove. Incredibile. Non distante però da lui, Jeremy Wariner, che sulle 25 gare, è l'unico, insieme a MJ, ad avere una media inferiore ai 44". Al terzo posto Butch Reynolds (sulle 25), davanti a Leshawn Merritt, Danny Everett, Steve Lewis e Quincy Watts, ovvero coloro che a cavallo degli anni '80-'90 scrissero la storia di questa specialità.
400 Metri . Ranking All-time per medie di risultati
23/11/11
Un gruppo su facebook contro le regole idiote della Fidal
Gli ultimi regolamenti promulgati dalla Fidal in tema di c.d.s., ammettiamolo, sono stati quanto di più "politichese" ci si sarebbe potuti aspettare. L'incoerenza di fondo è quella di lasciare a questi soggetti la facoltà di modificare ogni anno un regolamento che dovrebbe avere alla base dei capisaldi imprescindibili: l'estensione alla partecipazione a quanti più atleti possibili, almeno nelle fasi regionali. Regole semplici ed immediate. Intelligenti. Magari votate alla trasparenza delle motivazioni, o anche solo all'obiettivo di dare alla squadra più meritevole, lo scudetto. Oggi i c.d.s. sono invece il campo di battaglia dove si sono giocati i destini dell'atletica italiana, dove ci si è spartiti i voti (ci sono tot voti per le elezioni a seconda dei piazzamenti della società), laddove un tempo si parlava di una manifestazione importante, ma non così importante. Il parallelo con la politica italiana è quasi inquietante. Non solo un presidente che non riesce a farlo, perchè evidentemente ha altro per la mente, ma un consiglio (il parlamento) che non sembra esprime dissenso alcuno. L'assenza di un'opposizione credibile a qualsiasi livello, che non sia qualche sito o qualche voce dissonante. L'assenza di volti nuovi che portino una boccata di ossigeno all'atletica: fateci caso.
Quello che vi chiedo qui, semplicemente, è aderire ad un gruppo su facebook per abolire una norma (la prima di una serie) ignorante relativa ai c.d.s. ovvero quella della limitazione sull'età dei partecipanti a 44 anni, prodotta da qualche tranellista di professione, che non ha avuto il coraggio ancora di palesarsi. In considerazione del fatto che questo sito viene probabilmente letto da qualcuno che fa parte der Palazzo, mi affido alla sorte e a qualche anima pia che ha ancora le palle là dentro di prendere la parola e imporre la cancellazione della norma-imbecille.
Cercherò inoltre di acquisire copia dei verbali del consiglio che ha deliberato queste nefandezze, per vedere chi ha votato "sì" e chi ha votato "no". Nell'anno delle elezioni, bisognerà ben capire a chi non tirare la campagna elettorale: non per il bene dell'atletica, ma come tributo all'intelligenza.
Se volete aderire, clikkate su "mi piace" a questo link. Grazie a tutti.
19/11/11
Arese senza confini: si candida a sindaco di Cuneo?
Ci mancava solo questa, per completare il quadretto: 3 deputati del pdl, Enrico Costa, il celeberrimo Guido Crosetto (quello che ha osato insultare l'ex premier in una telefonata al Giornale) e Teresio Delfino, avrebbero offerto la poltrona di sindaco di Cuneo a Franco Arese. Comunque: basta frullare su google "Arese", "sindaco" e "Cuneo" e troverete un'amplia bibliografia di notizie in merito. Eccoci quindi di fronte all'ennesimo accumulatore di cariche? Non lo so, c'è di mezzo un voto e non penso che il pdl in questo momento sia tra i partiti più osannati dal popolo votante. Ma sta di fatto che potrebbe esserci il "gesto" di candidarsi. Su La Repubblica on line, appare questa sinistra frase proferita telefonicamente da Arese al quotidiano milanese: "su questo argomento non rilascio dichiarazioni". Che non suona esattamente come dire: "son contento che abbiano pensato a me, ma ho altro da fare". Qui il link all'articolo. Il compito (assai arduo) sarà sconfiggere 20 anni di governo di centrosinistra, e naturalmente visti i trionfi riconosciuti in campo nazionale ed internazionale con la Fidal negli ultimi 7 anni, i lungimiranti talent-scout pdl hanno scelto un uomo ad hoc, che incarna appieno il cliché del capo del partito: un imprenditore, giovane, che non ha conflitti di interessi. Molto meno prosaicamente la scelta è ricaduta su di lui perchè rappresenta l'Asics. La storia che si ripete all'infinito e che ci ha portato al punto in cui siamo: i politici li devono fare coloro i quali hanno "agganci", fanno parte di reti di interessi, sono altolocati nelle piramidi sociali. Individuare semplicemente una persona onesta, che non abbia interessi di qualsiasi natura sparsi sul territorio, sembra lontano dalle logiche dell'attuale politica che fa fatica a mollare l'osso. L'articolo di Repubblica paventa l'idea che il Nostro condottiero possa effettivamente dire No, privando la comunità Cuneense di un'ottima opportunità ma privando ulteriormente del proprio prezioso tempo, l'atletica italiana. Secondo me il "no" è legato solo alla probabile sconfitta data dalle tendenze storiche di voto del comune Piemontese. Ora, il 2012, tra elezioni di Cuneo in primavera, quelle Fidal a fine anno, per Arese potrebbe rappresentare davvero l'annus memorabilis ... o quello horribilis. Personalmente spero solo che Arese faccia bene il bene dell'Asics prendendosi tutto il tempo che gli serve, ovvero tutte le ore della settimana e magari lasciando fare i politici ai politici, e i presidenti della Fidal a chi ha tempo da dedicarci.
16/11/11
Il Taper e la Programmazione - di Valerio Bonsignore
La programmazione (in senso lato) degli allenamenti sottintende una
visione del futuro da parte del coach e dell’atleta e la (presunta)
consapevolezza-conoscenza del presente e del passato. Così come scritto in un
precedente articolo, nel programmare gli allenamenti bisognerà tenere conto:
- eta' cronologica e biologica dell'atleta;
- esperienza d'allenamento generale e specifica;
- capacita' di lavoro e prestativa;
- stato di forma e di salute;
- fattori ambientali e capacita' di recupero;
- somatotipo, psiche e sistema nervoso;
- punti deboli e di forza.
Ad esempio per quanto
attiene l’ultimo aspetto, in genere si pone la questione su cosa priorizzare
periodo dopo periodo. Generalmente (e logicamente) si pone una relazione per cui all’inizio si
cureranno maggiormente i punti deboli per poi focalizzarsi maggiormente su
quelli di forza.
Da questa
preliminare discussione (vedi anche Jovanovic in “Usage of subjective indicators in monitoring and programming of
training”) si comprendere benissimo come coach e atleta debbano
fronteggiare un sistema (la preparazione in senso lato) che è
complesso e gioco forza flessibile (da adattare in base ai vari feed back e
feed forward) alle esigenze delle competizioni (obiettivi di performance) e del
recupero (variabile nel tempo).
Passato,
presente e futuro (obiettivi di medio, lungo e lunghissimo termine) pertanto influenzano le decisioni legate alle maggiori variabili di allenamento (volumi,
intensità, densità, frequenza, durata cicli di allenamento), mezzi di
allenamento e metodi.
Ed è in
questo scenario che (ad esempio Jovanovic) si distingue in periodizzazione, pianificazione
e programmazione, sottintendendo
differenti, seppure collegati e interdipendenti, livelli di organizzazione del
training.
Con Charlie
Francis (sprint) per esempio l’esplicazione di questi aspetti è palese:
- si tiene conto della periodizzazione pluriennale (argomento trattato solo a margine in questo articolo);
- quindi della periodizzazione annuale;
- della pianificazione;
- della programmazione e organizzazione pratica degli allenamenti.
In seguito sarà riportato (in un
paragrafo “Programmazione day by day“) un esempio (figura) di come
programma(va) gli allenamenti.
Così ad
esempio, se si decide che sino a 16 anni uno sprinter non dovrebbe correre in
allenamento prove più lunghe di 150 m e che la piena maturità del sistema
lattacido la si raggiunge dopo i 20 anni le scelte dei carichi
(volumi-intensità-densità), dei mezzi di allenamento (distanze) etc saranno
presi in accordo a questi convincimenti (principi legati alla periodizzazione
pluriennale).
Quindi
potrebbe essere quasi connaturata una scelta di schema Short (e poco “Long”) da ragazzini e poi passare al Long to Short.
Non sono
tanti i convincimenti sulla scelta dell’uno o dell’altro schema di periodizzazione
per gli sprinter ma la consapevolezza che questi due (schemi) si ritagliano
bene non solo per tipologie di atleta ben distinte (in soldoni: il velocista
esplosivo potrebbe privilegiare uno schema short to long mentre uno più
longilineo e meno esplosivo potrebbe optare il più delle volte per un long to
short) ma anche per periodi della carriera (periodizzazione pluriennale)
particolari.
Per
esempio adattarsi (tollerare) a carichi intensi richiede del tempo e quindi la
scelta di utilizzare in una fase intermedia della carriera di uno sprinter uno
schema long to short potrebbe essere la soluzione migliore prima di ritornare a
schemi short to long (o ibridi che pendono più su questo versante).
Da Crick
(rielaborato personalmente) con idee che considero prese da Charlie Francis,
abbiamo ad esempio:
Da Charlie
Francis e Crick ad esempio sul volume nel corso degli anni:
Questo
schema si commenta da solo. Ma quali sono le deduzioni che si possono fare?
Supponiamo
di prendere in considerazione il volume massimo di un velocista di elite nel
suo periodo di maturità (ad esempio dallo schema suesposto, oltre il sesto anno
di attività).
Supponiamo che questo volume sia di 3.000 mt nella settimana di picco di carico (considerando anche gli elementi intensi del WU come run a’s, dollies, sprint e di strength endurance come gli stessi run a’s, skip balzati).
Supponiamo che questo volume sia di 3.000 mt nella settimana di picco di carico (considerando anche gli elementi intensi del WU come run a’s, dollies, sprint e di strength endurance come gli stessi run a’s, skip balzati).
Domanda: se penso che servano 3.000 mt di volume di elementi intensi nel periodo
di maturità ed ho un velocista di 16 anni al suo secondo anno di attività, a quanti
metri di elementi intensi nella settimana di picco di carico dovrò sottoporlo?
È evidente
che la risposta non può essere 4.000 metri! Ma non sto dicendo che correre
4.000 mt sia sbagliato; intendo invece affermare che non avere una idea (giusta
o sbagliata che sia) di progressione dei carichi in un periodo di lungo termine
è di per sé un errore in partenza.
Poi
ovviamente i carichi saranno (sempre e comunque) adeguati alle circostanze
(impegni sociali, disponibilità di tempo e finanziarie, infortuni, capacità
individuali degli atleti, schemi di allenamento) ma avere un’idea di fondo
(sperando che sia corretta) è il primo passo per una periodizzazione (e
pianificazione) migliore.
Per quanto riguarda la natura e
quindi implementazioni dei tuoi tipi di schema (ad esempio) in uno sprinter,
ovvero Short to Long e Long to Short
Charlie Francis distingue grosso modo in questa maniera:
negli schemi Short To
Long la progressione delle distanze di sprint (distanze di accelerazione) tende
a precedere le distanze utilizzate nelle prove di Special Endurance. Quindi se nella prima fase di
allenamento curo i 10-40 metri (e poi i 60 metri nel periodo competitivo),
nelle prove di Spec.End. possibilmente non si andrà oltre i 60 metri in split.
Negli schemi Long To Short invece la
distanza di accelerazione enfatizzata in allenamento matcha grosso modo la
distanza utilizzata nelle prove di Spec.End. (ovvero ogni prova, lunga per come
possa essere, abbisogna di una certa accelerazione iniziale per arrivare alla
velocità di crociera che ovviamente è via via più breve, ovvero si richiede una
velocità di crociera via via inferiore al crescere della distanza. In un 100
metri serve un'accelerazione massimale e per questo si matchano i 60 metri con
i 100 metri. Nei 200 metri l'accelerazione è quasi massimale e per questo si
matchano i 50 metri con questa distanza e via dicendo).
Altra differenza riguarda l'enfasi
data all'accelerazione e alla forza.
Chi tollera meglio lo Short To Long è colui che tollera meglio i lavori intensi (brevi).
Per i 100 metristi ad esempio (vedi
capitolo apposito), nel primo macrociclo di lavoro si curerà maggiormente
l'accelerazione (più enfasi sui pesi e su distanze brevi).
Per un atleta che tollera mal
volentieri i lavori intensi, l'utilizzo di lunghe distanze permette di tenere
volumi di sprint elevati ma a bassa intensità (assoluta).
Nei cicli successivi quando i periodi
di allenamento sono più brevi, nei programmi long to short si può dare più
enfasi all'accelerazione (ad esempio con un maggiore utilizzo di sprint con
resistenza) mentre nei programmi short to long questo accade per lo più in
inverno.
Così ad esempio per uno schema Short to Long (Prima fase di
allenamento):
SETTIMANA I
- Giorno 1 - 2x30 (3’30”), 3x4x60 m @ 20F40M (2’30”/7’), Run A’s 4 x 30
- Giorno 3 - 4 x 30, 4 x 30 dai blocchi (5’/8’), 2 x 3 x 20E20F20E (8’/12’)
- Giorno 5 - 2x30 (3’30”), 3x4x60 m @ 20F40M (2’30”/7’), Run A’s 4 x 30
SETTIMANA V
- Giorno 1 - 2x30, 4x30 dai blocchi (5’/8’), 2x4x60m @ 40F20M, Run A’s 5x30
- Giorno 3 - 2x30, 4x30 dai blocchi (6’/10’), 2x4x30BU20F (12’/15’), 3 x 60 m
- Giorno 5 - 2x30, 4x30 dai blocchi (5’/8’), 2x4x60m @ 40F20M, Run A’s 5x30
SETTIMANA X (prima sett. dopo lo
scarico di due settimane)
- Giorno 1 - 4x30, 4x30 dai blocchi (7’/10’), 3x60m @ 60F (15’)
- Giorno 3 - 4x30, 4x30 dai blocchi (6’/10’), 4x60m @ 60F (12’30”), Run A’s 6x30
- Giorno 5 - 4x30, 4x30 dai blocchi (7’/10’), 3x60m @ 60F (15’)
La
modulazione dell’intensità può essere fatta in vari modi ad esempio provando a
correre un certo tempo ma esiste anche una seconda possibilità efficace per
allenare al meglio l’accelerazione: fissare una distanza (appunto) di
accelerazione e poi provare a mantenere la velocità raggiunta (floating).
Come si
vede dallo schema (poi vedremo la sintesi) la progressione dei carichi avviene
progredendo sul versante intensità con scarse oscillazioni con i volumi di
allenamento
Invece per
uno schema Long to Short:
SETTIMANA
I
- Giorno 1 - 4x20, 4x30, 2x300 (7’), Run A’s 3x30
- Giorno 2 - 4x20, 2x600m (12’), Run A’s 2x60
SETTIMANA
V
- Giorno 1 - 4x30, 4x30 dai blocchi, 50, 60, 2x250 (20’), Run A’s 5x30
- Giorno 2 - 4x10, 4x20 dai blocchi, 3x30 dai blocchi, 2x500 (30’), Run A’s 80, 100
SETTIMANA
XI (prima sett. dopo 2 settimane di scarico)
- Giorno 1 - 4x30, 4x30 dai blocchi, 150 (35’), 120, Run A’s 4x30
- Giorno 3 - 4x20, 4x30 dai blocchi, 2 x (40, 60, 80)
- Giorno 5 - 4x30, 4x30 dai blocchi, 350 m, Run A’s 120
Il grosso
del lavoro viene svolto all’inizio utilizzando lunghe distanze. Quando poi i
volumi si assottigliano e si scaricano i pesi si può passare a tre sedute ma
con volumi bassissimi in ognuna di queste.
Come si
può osservare sin da subito, i lavori di velocità sono svolti con un discreto
volume per poi diventare preponderanti (dalla 6° settimana).
Per lo schema Long
to Short:
In questo
caso le prove di Spec.End. sono preponderanti specie all’inizio.
Ad ogni
buon conto, qualsiasi logica sottostante viene sviluppata per condurre al top
l’atleta agli eventi più importanti (nell’anno e negli anni). E allora
la pianificazione deve tenere conto anche della finalizzazione specifica per il
grande evento che viene definita (e vedremo avanti) taper.
Taper quindi che deve tenere conto di
tutti i discorsi che abbiamo fatto sino ad adesso (situazioni contingenti,
caratteristiche atleta, stato e capacità di recupero dello stesso, tipo di
schema utilizzato..). Questo
sarà l’argomento dei capitoli di questo articolo.
Per
terminare il discorso un piccolo aiutino su come creare una chart sulla programmazione degli allenamenti.
Premettendo che bisogna decidere che tipo di schema utilizzare, la frequenza di
allenamento e altri aspetti basilari, la prima cosa da fare è banalmente
stabilire quando si incominciano gli allenamenti e il calendario della gare
(tra cui la gara clou). Fatto ciò si contano le settimane tra le due date.
Supponiamo una partenza degli allenamenti il 16 ottobre con la gara clou
invernale il 10 marzo. Le settimane sono 21.
Si individua la gara
più importante e a ritroso si decide la durata dei vari cicli di allenamento e
ovviamente delle gare di avvicinamento.
E quindi alla fine
(semplificando):
Per ogni microciclo e
mesociclo si porranno obiettivi su (e quindi nuove righe):
-
periodizzazione forza;
-
periodizzazione resistenza;
-
periodizzazione velocità;
-
target tecnici;
-
focus psicologico;
-
periodizzazione dieta;
-
schematizzazione controlli medici e test
fisici;
-
variazione volumi e intensità di
allenamenti.
Ad esempio per Ben
Johnson nel 1988 (vedi avanti):
13/11/11
Il ranking dei primi 100 atleti italiani: svetta Fabrizio Donato
Era un pò che non ne parlavo, così mi sono andato a fare un viaggetto su All-Athletics a verificare come fosse la situazione italiana in chiave ranking, ovvero attraverso una classifica diacronica (ovvero studiata nel tempo: nel nostro caso negli ultimi 11 mesi) che prendesse le migliori prestazioni degli atleti e pesasse dove tali prestazioni siano state ottenute: un quinto posto ad un'Olimpiade con un determinato risultato, evidentemente vale molto di più che lo stesso risultato ai campionati provinciali. La classifica dovrebbe tener conto anche di parametri come il vento, il turno in cui è ottenuto il risultato, gli scontri diretti. Insomma, manna-statistica. Ma vediamo i primi 100 atleti italiani (al maschile) ad oggi per fare qualche considerazione. Accanto alla posizione italiana compare la posizione mondiale, quindi l'anno di nascita e il punteggio. Infine le specialità in cui si è cimentato l'atleta nell'ultimo anno.
Il miglior atleta italiano attualmente pascolante sul territorio italiano per le statistiche è Fabrizio Donato, che attualmente vanta un piccolo budget di 18 punti sul secondo, il martellista Nicola Vizzoni. I discorsi sul fatto di come si sia di fronte a due master de facto, se ne sono fatti già a fiumi (qualcuno ha proposto Vizzoni addirittura come Master dell'Anno, tanto per dire giusto per far folklore. Quest'anno rischia anche Donato). Sul podio arriva anche l'altro triplista Fabrizio Schembri, che di anni ne ha 30 e va per i 31. Quarto Andrew Howe, che purtroppo sta perdendo posizioni, visto che l'infortunio. Al quinto un altro "master", Ruggero Pertile, maratoneta, mentre probabilmente il salto più alto nella classifica l'ha fatto l'ostacolista Emanuele Abate, salito fino al 6° posto. Scende Alex Schwazer, praticamente quasi raggiunto dall'altro marciatore Jean Jacque Nkouloukidi. Primo velocista Emanuele Di Gregorio, 9° con 1183 punti.
Tra i primi 10 atleti italiani, quindi, 3 marciatori, 2 triplisti, un martellista, uno che fa tutto (Howe), un maratoneta, un ostacolista, uno sprinter e un 400ista. Per capire quali siano le specialità a livello internazionale in cui si è più considerati, basta scendere fino alla 20^ posizione: i marciatori diventano 6, i lanciatori rimangono fermi a Vizzoni, 5 saltatori (3 triplisti e 2 altisti), un solo mezzofondista su pista (Meucci), 2 sprinter (Di Gregorio e Collio), un 400ista (Vistalli), 2 ostacolisti (Abate e Bencosme), e un astista (Gibilisco). Poi Howe.
Purtroppo il primo italiano al mondo, Fabrizio Donato, è solo 218° al mondo e 64° in Europa (Vizzoni nel Vecchio Continente è invece 83°). E solo 18 atleti tra i primi 1000 al mondo. Troppo facile sparare sulla croce rossa in questo momento. Di sicuro, se alla guida del movimento italiano con il compito di vincere medaglie internazionali nel breve periodo, ci fosse un manager con un budget a disposizione (come risorsa scarsa), se fosse altresì mosso da nobili motivazioni (ovvero evitando di fare il politico criccoso), e avendo come unico obiettivo vincere medaglie, utilizzerebbe il proprio budget su due specialità: marcia e salti. Il mezzofondo sarebbe inopinatamente tagliato (su 100 atleti italiani, 3 soli su 10.000 e 5.000), per la velocità si sarebbe avuto invece un buon occhio, così come l'ostacolismo.
| 1. | 218. | Fabrizio DONATO | 76 | ITA | 1256 | Triple Jump [Triple Jump ind.] |
| 2. | 276. | Nicola VIZZONI | 73 | ITA | 1238 | Hammer Throw |
| 3. | 310. | Fabrizio SCHEMBRI | 81 | ITA | 1230 | Triple Jump [Triple Jump ind.] |
| 4. | 412. | Andrew HOWE | 85 | ITA | 1210 | 200m,400m,Long Jump |
| 5. | 482. | Ruggero PERTILE | 74 | ITA | 1200 | Marathon |
| 6. | 501. | Emanuele ABATE | 85 | ITA | 1198 | 110mH |
| 7. | 541. | Alex SCHWAZER | 84 | ITA | 1192 | 20km Walk [10,000m Walk] |
| 8. | 612. | Jean Jacque NKOULOUKIDI | 82 | ITA | 1185 | 50km Walk [10,000m Walk] |
| 9. | 627. | Emanuele DI GREGORIO | 80 | ITA | 1183 | 100m,200m [60m ind.] |
| 10. | 637. | Giorgio RUBINO | 86 | ITA | 1181 | 20km Walk [10,000m Walk] |
| 10. | 637. | Marco Francesco VISTALLI | 87 | ITA | 1181 | 400m |
| 12. | 665. | Marco DE LUCA | 81 | ITA | 1179 | 50km Walk [35km Walk] |
| 13. | 790. | Giuseppe GIBILISCO | 79 | ITA | 1167 | Pole Vault [Pole Vault ind.] |
| 14. | 804. | Silvano CHESANI | 88 | ITA | 1166 | High Jump |
| 15. | 825. | Daniele MEUCCI | 85 | ITA | 1164 | 10,000m,5000m |
| 16. | 869. | Marco FASSINOTTI | 89 | ITA | 1160 | High Jump [High Jump ind.] |
| 17. | 928. | Matteo GIUPPONI | 88 | ITA | 1156 | 20km Walk [10,000m Walk] |
| 18. | 992. | Federico TONTODONATI | 89 | ITA | 1152 | 20km Walk,50km Walk [10,000m Walk] |
| 19. | 1060. | Daniele GRECO | 89 | ITA | 1147 | Triple Jump [Triple Jump ind.] |
| 20. | 1164. | Simone COLLIO | 79 | ITA | 1141 | 100m [60m ind.] |
| 20. | 1164. | José Reynaldo BENCOSME DE LEON | 92 | ITA | 1141 | 400mH |
| 22. | 1184. | Mario SCAPINI | 89 | ITA | 1140 | 800m [800m ind.] |
| 22. | 1184. | Marco LINGUA | 78 | ITA | 1140 | Hammer Throw |
| 24. | 1206. | Fabio CERUTTI | 85 | ITA | 1139 | 100m |
| 25. | 1260. | Jacques RIPARELLI | 83 | ITA | 1136 | 100m |
| 26. | 1392. | Nicola CIOTTI | 76 | ITA | 1130 | High Jump [High Jump ind.] |
| 27. | 1448. | Lorenzo POVEGLIANO | 84 | ITA | 1127 | Hammer Throw |
| 27. | 1448. | Giordano BENEDETTI | 89 | ITA | 1127 | 800m |
| 27. | 1448. | Lukas RIFESSER | 86 | ITA | 1127 | 1500m,800m [800m ind.] |
| 30. | 1550. | Matteo GALVAN | 88 | ITA | 1122 | 100m,200m |
| 31. | 1588. | Stefano TEDESCO | 88 | ITA | 1120 | 110mH [60mH ind.] |
| 32. | 1655. | Michael TUMI | 90 | ITA | 1117 | 100m [60m ind.] |
| 33. | 1690. | Stefano LA ROSA | 85 | ITA | 1115 | 1500m,5000m [1500m ind.,3000m ind.] |
| 33. | 1690. | Giovanni FALOCI | 85 | ITA | 1115 | Discus Throw |
| 35. | 1821. | Merihun CRESPI | 88 | ITA | 1110 | 1500m |
| 35. | 1821. | Hannes KIRCHLER | 78 | ITA | 1110 | Discus Throw |
| 35. | 1821. | Gianmarco TAMBERI | 92 | ITA | 1110 | High Jump [High Jump ind.] |
| 38. | 1854. | Yuri FLORIANI | 81 | ITA | 1109 | 1500m,3000mSC [3000m,3000m ind.] |
| 39. | 1908. | Leonardo CAPOTOSTI | 88 | ITA | 1107 | 400mH |
| 40. | 1935. | Isalbet JUAREZ | 87 | ITA | 1106 | 400m |
| 41. | 1981. | Diego CAFAGNA | 75 | ITA | 1104 | 20km Walk,50km Walk [10,000m Walk] |
| 41. | 1981. | Giacomo PANIZZA | 89 | ITA | 1104 | 400mH |
| 41. | 1981. | Claudio Michel STECCHI | 91 | ITA | 1104 | Pole Vault [Pole Vault ind.] |
| 41. | 1981. | Michele TRICCA | 93 | ITA | 1104 | 400m [400m ind.] |
| 45. | 2012. | Andrea BETTINELLI | 78 | ITA | 1103 | High Jump |
| 45. | 2012. | Lorenzo DESSI | 89 | ITA | 1103 | 50km Walk [10,000m Walk] |
| 47. | 2044. | Emanuele FORMICHETTI | 83 | ITA | 1102 | Long Jump [Long Jump ind.] |
| 48. | 2125. | Patrick NASTI | 89 | ITA | 1099 | 3000mSC |
| 49. | 2151. | Marco Najibe SALAMI | 85 | ITA | 1098 | 1500m [1500m ind.] |
| 50. | 2289. | Ahmed EL MAZOURY | 90 | ITA | 1093 | 10,000m [5000m] |
| 50. | 2289. | Filippo CAMPIOLI | 82 | ITA | 1093 | High Jump [High Jump ind.] |
| 52. | 2336. | Teodorico CAPORASO | 87 | ITA | 1091 | 20km Walk,50km Walk |
| 53. | 2370. | Luca GALLETTI | 80 | ITA | 1090 | 400m |
| 54. | 2435. | Michele CALVI | 90 | ITA | 1088 | 110mH |
| 54. | 2435. | Alessandro TALOTTI | 80 | ITA | 1088 | High Jump [High Jump ind.] |
| 56. | 2465. | Michele BONI | 81 | ITA | 1087 | Triple Jump [Triple Jump ind.] |
| 57. | 2607. | Danilo GOFFI | 72 | ITA | 1082 | Marathon |
| 58. | 2665. | Stefano TREMIGLIOZZI | 85 | ITA | 1080 | Long Jump [Long Jump ind.] |
| 58. | 2665. | Matteo RUBBIANI | 78 | ITA | 1080 | Pole Vault [Pole Vault ind.] |
| 58. | 2665. | Andrea BARBERI | 79 | ITA | 1080 | 400m |
| 61. | 2775. | Davide MANENTI | 89 | ITA | 1077 | 200m |
| 62. | 2906. | Leonardo GOTTARDO | 88 | ITA | 1073 | Javelin Throw |
| 62. | 2906. | Sergio D'ORIO | 78 | ITA | 1073 | Pole Vault |
| 64. | 2939. | John Mark NALOCCA | 88 | ITA | 1072 | 110mH [60mH ind.] |
| 65. | 2975. | Matteo VILLANI | 82 | ITA | 1071 | 3000mSC |
| 65. | 2975. | Andrea LEMMI | 84 | ITA | 1071 | High Jump [High Jump ind.] |
| 67. | 3012. | Paolo DAL MOLIN | 87 | ITA | 1070 | 110mH [60mH ind.] |
| 68. | 3092. | Emanuele CATANIA | 88 | ITA | 1068 | Long Jump [Long Jump ind.] |
| 68. | 3092. | Marco LORENZI | 93 | ITA | 1068 | 400m |
| 70. | 3129. | Andrea GALLINA | 89 | ITA | 1067 | 400mH |
| 70. | 3129. | Francesco BASCIANI | 91 | ITA | 1067 | 100m [60m ind.] |
| 72. | 3176. | Stefano DACASTELLO | 80 | ITA | 1066 | Long Jump [60m ind.] |
| 73. | 3261. | Paolo DAL SOGLIO | 70 | ITA | 1064 | Shot Put |
| 74. | 3296. | Roberto DONATI | 83 | ITA | 1063 | 100m,200m [60m ind.] |
| 75. | 3340. | Nicola COMENCINI | 78 | ITA | 1062 | 110mH [60mH ind.] |
| 75. | 3340. | Francesco BONA | 83 | ITA | 1062 | Marathon [Half Marathon] |
| 77. | 3376. | Francesco CAPPELLIN | 90 | ITA | 1061 | 400m |
| 78. | 3417. | Alessio GUARINI | 85 | ITA | 1060 | Long Jump |
| 79. | 3506. | Stefano MAGNINI | 88 | ITA | 1058 | Triple Jump |
| 80. | 3629. | Giulio IANNONE | 85 | ITA | 1055 | 1500m [1500m ind.] |
| 81. | 3677. | Carlo Giuseppe REDAELLI | 87 | ITA | 1054 | 110mH [60mH ind.] |
| 81. | 3677. | Samuele DEVARTI | 90 | ITA | 1054 | 110mH [60mH ind.] |
| 81. | 3677. | Gualtiero BERTOLONE | 82 | ITA | 1054 | 100m,200m |
| 81. | 3677. | Denis CURZI | 75 | ITA | 1054 | Marathon [Half Marathon] |
| 85. | 3726. | Diego MARANI | 90 | ITA | 1053 | 200m |
| 85. | 3726. | Livio SCIANDRA | 80 | ITA | 1053 | 800m [800m ind.] |
| 87. | 3766. | Delmas OBOU | 91 | ITA | 1052 | 100m |
| 87. | 3766. | Marco DI MAGGIO | 83 | ITA | 1052 | Shot Put [Shot Put ind.] |
| 87. | 3766. | Domenico Matteo RICATTI | 79 | ITA | 1052 | 10,000m,Half Marathon,Marathon |
| 90. | 3815. | Migidio BOURIFA | 69 | ITA | 1051 | Marathon [Half Marathon] |
| 91. | 3869. | Giovanni BELLINO | 88 | ITA | 1050 | 1500m,800m |
| 92. | 3915. | Riccardo MACCHIA | 90 | ITA | 1049 | 20km Walk [10,000m Walk] |
| 93. | 3960. | Federico CHIUSANO | 89 | ITA | 1048 | Long Jump [Long Jump ind.] |
| 93. | 3960. | Lorenzo ROCCHI | 87 | ITA | 1048 | Hammer Throw |
| 93. | 3960. | Federico APOLLONI | 87 | ITA | 1048 | Discus Throw |
| 96. | 4201. | Giovanni TOMASICCHIO | 82 | ITA | 1042 | 100m [60m ind.] |
| 97. | 4246. | Vito DI BARI | 90 | ITA | 1041 | 20km Walk [10,000m Walk] |
| 97. | 4246. | Grégory BIANCHI | 89 | ITA | 1041 | Long Jump [Long Jump ind.] |
| 97. | 4246. | Giovanni GALBIERI | 93 | ITA | 1041 | 100m [60m ind.] |
| 100. | 4303. | Rosario LA MASTRA | 84 | ITA | 1040 | 100m [60m ind.] |
Iscriviti a:
Post (Atom)

