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04/02/09

"Giraforte" e diversi spunti di riflessione sui master

Riportiamo la mail del nostro amico "Giraforte", di fatto diventato nostro referente dei lanci dal Lazio e sud Italia. Non solo il racconto di un fatto (positivo per i master) ma anche diversi spunti di riflessione per il movimento dei master italiani.

Giudici di buon senso a Rieti

Il giorno 1° febbraio ho lanciato il martello a Rieti, circa 37 metri, naturalmente attrezzo da 7,260. C'era da fare i furbetti ma io ho fatto aprire il regolamento per verificare che i master non gareggiassero con gli attrezzi dei senior in quanto i giudici reatini, gente di buon senso, non si erano posti il problema che dovessi lanciare un attrezzo di peso superiore rispetto alla mia categoria.
Chissà se non sia proprio tra i giudici che si debba cercare consensi per portare avanti le nostre rimostranze... Perchè non un circuito di gare più serio come per tutte le altre categorie e non quattro gare all'anno per grazia ricevuta? Di impianti liberi e di giudici a spasso ce ne sono molti ma la risposta che mi sento dire ogni volta è che (per i master) ci sono gli italiani e i Mondiali (classici business turistici per chi vuole cercare momenti di gloria). Il problema secondo me è da ricercare anche tra di noi: dove stanno i master che l'estate vestono la maglia dell'Italia e tra pochi giorni saranno tutti pimpanti a sfoggiare le scarpette nuove ad Ancona? Spenti i riflettori torneranno ad accompagnare le mogli al supermercato o racconteranno al bar che hanno uno stiramento? Sapere in cuor proprio che quella maglia azzurra la può acquistare chiunque, significa essere più tifosi che atleti. Ma dico: siamo ancora alle figurine Panini a giocare a pari e dispari o facciamo l'atletica leggera? Perchè rimanere attaccati alla rete dei campi sportivi a guardare quelli che lanciano con gli attrezzi della propria categoria pensando: "perchè io no??". Perchè il nostro mondo sia più stimolante deve cambiare la concezione nel merito, devono entrare più ex atleti per i master con riunioni insieme agli amatori,, dove dovrebbero essere fissati almeno dei minimi di partecipazione giusti: ne gioverebbe di più anche la categoria amatori che sarebbe stimolata a migliorare. La vita decouberteniana non va bene per i lanciatori e per chi vuole esprimere la propria grinta, quando si va in campo c'è sempre un motivo per cui ci si mette in gioco soprattutto da Master, non mi sembra che ci sia qualcuno che dica "faccio l'atletica hobbistica". Ccerchiamo anche tra di noi di capire dove andare a parare se vogliamo fare l'atletica come obiettivo della nostra passione. Ci sarebbe ancora molto da dire ma mi sono rotto... preferisco andarmi ad allenare visto che domenica prossima si gareggerà a Tarquinia, naturalmente con il martelle da sette, e sarò anche lì uno dei pochi sopravvisuti in pedana. Se può far piacere comunico che ieri ho ricevuto comunque grandi complimenti e ringraziamenti per la partecipazione dal Sig. Milardi della CA.RI.RI. ed ho gareggiato in un campo meraviglioso come quello di Rieti in una mattinata piena di sole. La mia battaglia la faccio in pedana, credo che riuscirò a trasmettere il messaggio a molti.
Ciao, giraforte.

01/02/09

Una riflessione sui lanci nel mondo master

Pubblico questa lettera giuntaci in "redazione", e relativa ad una sorta di discriminazione silenziosa nei confronti del mondo master dei lanci.

Ma chi difende i lanciatori master?


Oggi, sabato 31 gennaio 2009 a Roma, alla manifestazione organizzata dal comitato provinciale, prima gara ore 14,30 getto del peso.
Bracco, CUS Roma, anni 75, lancia il peso da 7,260 a mt 5,44 con grande soddisfazione di pochi amici che lo apprezzano e tra i risolini di chi invece sotto i bafi vorrebbe dire :"ma perchè non se ne va a casa?".
Siamo alle solite: i giovani lanciano con gli attrezzi delle proprie categorie mentre i master, qualunque età abbiano, sono allineati ai senior.
Già lanciare è una bella fatica: figuriamoci lanciare con attrezzi adatti a uomini nel pieno della forma e dell'età.
Ma cosa costa, dico io, dare ad un master lo stesso attrezzo che viene assegnato ad un giovane: tanto è lì, sull'erba.
Forse l'unico problema che si potrebbe porre è che qualche giovane si deprimerebbe vedendosi passarsi avanti da qualche master?
Io lancerò fino a che il Padreterno me lo consentirà, ma spero fino all'ultimo, perchè voglio riuscire a darmi questi benedetti attrezzi da senior sui piedi in attesa che qualcuno se ne accorga e cominci a pensare di cambiare certe regole.
Boh, cosa costa cambiare, proprio non lo capisco, intanto il transatlantico dei master seguita a portare gente, ma i lanciatori perchè se vogliono partecipare devono caricarsi di sovrappesi come nei gironi infernali?
Ciao
(lettera firmata)