20/05/12

C.d.s: Trost, Haidane, Schembri e Pennella a Helsinki


Prima giornata di c.d.s. Come al solito pioggia di risultati, anche se non è più la "pioggia" di qualche anno fa, visto che le squadre militari sono state cancellate dalla conquista dello scudetto probabilmente per mano di quei consiglieri Federali che fanno anche i presidenti di Società (civili). Questo è il risultato: sarà un caso ma l'atletica italiana si è impoverita dal momento esatto in cui si è passati da un mondo dominato dalle squadre militari (imperfetto, vizioso, odioso, ma perfettibile, con i dovuti accorgimenti e con i dovuti indennizzi alle società di origine dei diversi atleti saccheggiati) ad un mondo malato e inopinatamente incurabile: quello della piccola avidità delle società civili che di fatto oggi usano atleti che paga lo Stato, cioè il contribuente, cioè Voi, cioè Noi, per ottenere il proprio tornaconto privato e privatistico. Ergo: nessuno che pensa più all'atletica generale, ma un mondo fatto ad uso e consumo di quegli stessi presidenti gerontocrati che dell'atletica di vertice non gliene può fregare proprio nulla. Purtroppo i conflitti di interesse sono pure tollerati dallo Statuto di questa Fidal, benchè ne abbia scoperti alcuni sui quali nessuno organo di controllo si è mai pronunciato. Ne parleremo in separata sede. Ieri comunque la prima giornata, che ha mostrato diversi bei risultati. Ho fatto il ranking dei migliori risultati (secondo il mio modestissimo parere) sia maschili che femminili. E un sunto dei migliori risultati nelle diverse sedi per specialità (più sotto). Ecco quindi quello che è successo.
  1. Haidane Abdellah: 1500 3'39"11 (Busto Arsizio)
  2. Lorenzo Valentini: 400 46"64 (Rieti)
  3. Fabrizio Schembri: triplo 16,97 (Busto Arsizio)
  4. Jacques Riparelli: 100 10"31 (Rieti)
  5. Lorenzo Perini: 110hs 14"12 (-0,2) (Busto Arsizio)
  6. Marco Vistalli: 400 46"50 (Busto Arsizio)
  7. Vito Incantalupo: 400 47"16 (Marano)
  8. Daniele Greco: 100 10"49 (-1,0) (Pescara)
  9. Manuele Abate: 100 10"52 (0,6) (Savona)
  10. Sergio D'Orio: asta 5,30 (Palermo)
  1. Alessia Trost: alto 1,92 (Gorizia)
  2. Giulia Pennella: 100hs 13"23 (1,4) (Rieti)
  3. Martina Amidei: 100 11"65 (Torino)
  4. Eleonora D'Elicio: triplo 13,53 (Torino)
  5. Giulia Arcioni: 400 53"97 (Rieti)
  6. Francesca Doveri: 100hs 13"34 (1,4) (Rieti)
  7. Barbara Lah: triplo 13,05 (Lodi)
  8. Julaika Nicoletti: peso 17,09 (Rieti)
  9. Silvia Salis: martello 66,68 (Savona)
  10. Flavia Battaglia: 400 54"57 (Rieti)
  • 100: Jacques Riparelli continua ad avere un ottimo standard prestativo, cui manca solo l'acuto che potrebbe aprirgli alcune porte che lui sa. 10"31 con 1,4 sulla magica pista di   Rieti. Daniele Greco a Pescara dimostra di non aver perso le proprie caratteristiche da sprinter puro: 10"49 con un vento in faccia di 1,0. Battuto nella circostanza uno dei velocisti più in vista di inizio stagione, Mario Brigida: 10"55. Se tanto mi dà tanto, Greco varrebbe già un tempo sotto i 10"40. A Rieti Alessandro Guazzi vince con 10"60 davanti a Valerio Rosichini che totalizza 10"62 (1,1 il vento). Manuele Abate, da solo, a Savona, dimostra di essere non solo un grandissimo ostacolista, ma anche un ottimo sprinter: 10"52 con 0,6 a favore. Sarebbe bello vederlo impegnato contro i nostri top-sprinter. Conoscendo la sua cattiveria da gara, chissà, correrebbe già vicino ai 10"40. Fabio Cerutti si presenta a Busto e si trova nell'ennesima brutta giornata da fine-settimana lombardo come ci stiamo abituando quest'anno: 10"47 con 0,8. Poi Julius Kyambadde 10"61 a Macerata. Davide Manenti 10"58 a Torino (con -0,3) e un Michele Tricca a 10"86. Michael Tumi, dopo l'infortunio, torna ad aprire la stagione con 10"55
  • 400: Lorenzo Valentini parte subito con la bomba da tre: 46"64 a Rieti davanti ad Andrea Barbieri, 47"15. Il personale di Valentini outdoor era di... 47"83! C'è da dire che indoor era comunque sceso a 46"88. Bella prova convincente di Vito Incantalupo a Marano: 47"16, e nuovo PB migliorato di 2 centesimi. 47"35 per Luca Galletti a Modena. 46"50 per Marco Vistalli ancora in versione-rodaggio, e chissà quanto impegnato. Sorprende il 47"05 di Daniele Raimondi (classe '92). In Italia sta esplodendo una generazione di 400isti davvero mica male. Personale di quasi un secondo. L'italo-albanese Eusebio Haliti a 47"45, sul giro di pista in Puglia. 
  • 1500: E' Abdellah Haidane che fa il colpaccio: 3'39"11 per il neo-italiano, che gli vale il minimo per i campionati Europei. Da quanti è che non si vedeva un sub-3'40" nei 1500 da parte di un italiano? Probabilmente almeno 3/4 anni ad opera di uno dei migliori Obrist. Maksym Obrubanskyy rappresenta invece una delle risorse dell'atletica italiana nel mezzofondo: 3'43"50 a Marano. Stefano Massimi (1992) migliora di un nulla il suo Pb (3'43"44) mentre lo ottiene il marocchino lo junior in attesa di nazionalità Yassine Rachik (1993): 3'43"49
  • 3000 siepi: Matteo Villani 8'45"55 a Modena, che è già un decimo meglio del miglior tempo del 2011 sulla medesima distanza. 
  • 110hs: a Rieti 13"98 ventoso (bella bora di +3,6) per Rahman Mahfuzur, che ammetto essere la prima volta che lo sento. Ragazzo classe '88. Nonostante il nome straniero, non compare alcuna nazionalità... sarà italiano di seconda generazione? Comunque: un altro ostacolista nel novero dei migliori. Samuele Devarti piazza un bel 14"18, con 1,0 di vento, che rappresenta il suo personale migliorato di 3 centesimi. Sorprende il nuovo record personale dello junior al primo anno Lorenzo Perini: 14"12 con -0,2 a Busto Arsizio, a soli 4 centesimi dal record italiano sugli hs a 106 di Fausto Frigerio. Nella sua scia migliora anche Hassane Fofane: 14"14
  • asta: a Palermo 5,30 per Sergio D'Orio mentre a Modena Matteo Rubbiani si arrampica fino a 5,20, misura di entrata, poi sbaglia a 5,40
  • triplo: Fabrizio Schembri, divenuto il terzo triplista in circolazione, tira fuori dal cilindro un 16,97 che lo rimette in gioco soprattutto per gli Europei finnici. Servivano 16,70. Il risultato sarebbe anche il minimo B per Londra, ma stanti i due minimi A ottenuti nella stagione indoor da Donato&Schembri... sarà necessario saltare più di 17,20 per fare il tris. 16,18 per Michele Boni a Vicenza. 
  • disco: 58,95 per Giovanni Faloci a Macerata. Lancio invece controllato a Pescara (55,82) di Nazzareno Di Marco, tanto che fa meglio di lui Fabio Cuberli (1988) a Gorizia: 56,38. Stando al sigma, personale migliorato di oltre 3 metri (vantava un 53,00). 56,01 per Marco Zitelli a Rieti (ma è lanciatore già da over-60). Altra misura nel mucchio: 55,85 di Federico Apolloni a Campi Bisenzio. 
  • giavellotto: prestazione non esaltante di Gianluca Tamberi con 60,22 (ragazzo che lanciava 78 metri solo nel 2010), ma che quest'anno è arrivato a 68. Chissà cos'è avvenuto sulla sua strada verso la notorietà per irretirlo a questo punto. 
  • 100: Gran crono di Martina Amidei a Torino: 11"65 con vento praticamente nullo. Personale di oltre un decimo. Anche Ilenia Draisci finalmente estrae le unghie: 11"70 a Rieti con +0,4 di vento: 12 centesimi dal personale. 11"94 per Jessica Paoletta, subito dietro di lei. Aurora Salvagno ancora un pò imbastita: 12"04 a Rieti in una delle poche serie con il vento contro. Marzia Caravelli si trova un monsone da 3,5 metri di vento contrario e finisce il suo 100 in 12"02. 11"74 per Gloria Hooper a Vicenza con +1,4. 
  • 400: Sparata di Giulia Arcioni a Rieti: 53"97, e considerando i risultati di questo primo scorcio di stagione, è probabilmente la 4^ italiana del seeding. Sua seconda prestazione personale di sempre, e seconda volta sotto i 54". Alle sue spalle Flavia Battaglia (1993) con 54"57. Altra limita di un paio di decimi al suo PB. Si rivede Tiziana Grasso: 54"27 a Modena, 6^ prestazione personale di sempre. 54"30 per Maria Chigbolu (seconda prestazione personale di sempre) e 54"97 per Clelia Calcagno. Per il momento un pò lontana dai suoi standard del giugno-luglio dell'anno scorso. Cenni di ripresa per Marta Milani da Lodi: 54"71 per lei, cioè un secondo in meno rispetto all'esordio. Fondo una luce in fondo al tunnel. 5 centesimi in meno della tenace Chiara Varisco (54"76). 54"02 per la Santiusti Caballero a Vicenza (abbiamo in serbo una bella sorpresa a tal proposito). 
  • 1500: a Modena Valentina Costanza 4'28"02
  • 100hs: Grande Giulia Pennella a Rieti: 13"23 con 1,4 a favore e minimo per i campionati Europei di Helsinki. 6 centesimi scartavetrati dal proprio record personale, la scalata al 7° posto delle liste all-time italiane (dalla 9^: superata Manuela Bosco e la leggendaria Ileana Ongar). Gli ostacoli in Italia oggi sono proprio la specialità più in vista tanto che in una serie ancillare, esplode anche la multiplista Francesca Doveri: 13"34 con 1,4 (ma magari era nella stessa serie e hanno optato per separare i due risultati nel referto). Sara Balduchelli 13"75 a Loci con 0,3. 
  • alto: grande Alessia Trost a Gorizia: 1,92 e nuovo record personale... nonchè primato italiano junior. Migliora anche l'1,91 indoor che aveva saltato a gennaio di quest'anno: ergo miglior prestazione ognitempi per lei. Di sicuro colpito il primo traguardo stagionale, ovvero il minimo per gli Europei di Helsinki (la Fidal aveva fissato lo standard proprio a 1,92). Avanzata anche nelle liste all-time: dal 12° posto (con 1,90) al 6° a pari merito con Sandra Dini (che gareggia ancora tra le master!), Daniela Galeotti ed Elena Meuti. 1,84 sia per Raffaella Lamera e Chiara Vitobello a Lodi. 
  • triplo: Ottima la prova di Eleonora D'Elicio a Torino: 13.53. Seconda prestazione personale di sempre, a 4 centimetri dal personale. Purtroppo servono i 14 metri per andare a Helsinki. Si rivede in pedana Darya Derkach, che ho letto sul sito della Fidal essere appena ritornata da un'operazione. Di già? A 18 anni? Speriamo non per questioni legate all'atletica. Comunque... 12,81 per ricominciare. Sorprende ancora la 40enne Barbara Lah: 13,05 con -0,5. 
  • peso: Julaika Nicoletti spara a 17,09, seconda prestazione personale di sempre, in un pedigree personale che vede le sue migliori tre prestazioni tutte ottenute nel 2012. Confermato così il suo target per gli Europei di Helsinki (è 16,70). 
  • martello: 57,84 per Elisa Magni, mentre 62,24 per l'altra Elisa, Palmieri, a Rieti. 66,48 a Silvia Salis a Savona. 

17/05/12

Pangea atletica mondiale: Gatlin come Custer a Little Big Horn


Daegu Colorful Meeting I (16/05) - Justin Il Generale Gatlin inanella il 21° sub-10" della carriera (9"93 con 0,3) e al momento è colui che interpreterà al Festival di Londra dei primi di agosto (mi sembra verso la sera del 5) il generale Custer che per primo si dovrà buttare giù dal pendio delle Colline Nere con la bandiera del 7° Cavalleggeri dell'Esercito degli Stati Uniti a Little Big Horn (divenuto per l'occasione Little Jamaican Horn). Dall'altra parte, ad aspettarlo, i Sioux Bolt&Blake. Poi il canovaccio racconta che sarà un massacro annunciato, è noto... ma chissà che il Generale Gatlin non voglia cambiare i testi durante la rappresentazione: magari qualche battuta, o sopprimere almeno un indiano prima che questi accerchino i soldati blu e li finiscano tragicamente. 6^ prestazione personale di sempre. Dietro di lui Sancho Panza Rodgers: 10"06. Non vince mai, ma è sempre tra i primi. Prezzemolo.

  • Daegu Colorful Meeting II (16/05) - Kirani James batte un colpo: 44"72. Volenti o nolenti è lui (e non Jeremy Wariner) colui il quale sarà deputato ad affrontare LSM.  
  • Daegu Colorful Meeting III (16/05) - Mohamed Aman... chissà se Rudisha prova un pizzico di paura per 'sto ragazzino etiope del '94 (oddio, a vederlo li porta male questi 18 anni) che corre in 1'43"51. Un fenomeno... o meglio: l'unico essere umano ad essere riuscito nell'impresa di battere proprio Rudisha da quando Rudisha è... Rudisha. Il fattaccio avvenne a Milano, l'anno scorso, e Aman allora aveva (avrebbe avuto) 17 anni. Personale sfiorato: ha 1'43"37 e l'ingenuità e la sfrontatezza delle prime armi. 
  • Daegu Colorful Meeting IV (16/05) - Aries Merritt sembra al momento l'ostacolista più in forma: oltre alla WL, le continue vittorie di tappa. Ma in forma bisognerà essere tra meno di 3 mesi, don't forget. 13"21 per lui, 13"22 per David Oliver (cenni di vita sotto le montagne di muscoli?) e 13"34 per il campione del mondo Jason Richardson
  • Daegu Colorful Meeting V (16/05) - Carmelita "Cammeela" Jet-Jeter con azioni in ribasso: già da tre gare in forte recessione: addirittura 3 decimi persi in sole 3 settimane. Ok, la pista di Daegu non è "magggica", il vento era contrario (-1,5), ma ora le avversarie vedono i fanalini posteriori da vicino e magari a qualcuna di esse viene pure voglia di mettere la freccia e sorpassare in contromano. 
  • Daegu Colorful Meeting VI (16/05) - Daen Harper 12"65 contro il 12"66 di Kellie Wells.   Ormai la folla che fa la fila attorno ai 12"60 è quasi da Ufficio Postale. E sono tutte (o quasi) americane e canadesi (per nostra fortuna... un pò meno nel nome dello sport). Male Brigitte Ann Foster-Hylton: 13"00
  • Daegu Colorful Meeting VII (16/05) - Janay DeLoach sarà la prima avversaria di Brittney (mi veniva da scrivere "Spears") Reese. 6,79 (1,3). 
  • Daegu Colorful Meeting VIII (16/05) - Betty Heidler 77,24 nel martello.  
  • Lubbock I (05/05) - Jonathan Borlee nella sua strada che porta ai 400 trova un 200 da urlo: 20"31 con 0,7. 
  • Lubbock II (05/05) - Kevin Borlee invece si "accontenta" di 45"33 nella gara vinta dall'americano Gil Roberts: 44"93. Per JW non saranno una passeggiata i Trials. 
  • Ponce Grand Prix I (12/05) - Keston Bledman  10"12 con -1,9, davanti al 200ista Nick Ashmeade 10"15 (entrambi Tyson Gay' entourage). 
  • Ponce Grand Prix II (12/05) - Dwain Chambers potrà pure essere redento come figliuol prodigo alle prossime Olimpiadi, ma se corre in 10"52 (-1,9) dovrà affrettarsi a comprare il biglietto quanto meno per le batterie, visto che quelli per semifinale e finale sono già andati esauriti da mesi. Se vuole SKY farà vedere la finale in 3D. Al momento la cura Francis e le "tirate" in allenamento con Asafa, l'hanno azzerato: troppe alzate all'alba evidentemente. 
  • Ponce Grand Prix III (12/05) - Demetrius Pinder (2° ad Istanbul) conferma che anche quest'anno potrebbe rappresentare il contorno di patate all'arrosto della finale dei 400 olimpici (Merritt vs Kirani). 45"15, davanti a Manteo Mitchell (papabile olimpico...) 45"28
  • Ponce Grand Prix IV (12/05) - lo scrivo per primo il nome... metti mai che diventi famoso: Wesley Vazquez, classe 1994: 1'45"63 sugli 800 dietro a Rafith Rodriguez (1989) 1'45"41. Ma com'è che solo in Italia non si trovino più atleti da 1'45"? 
  • Ponce Grand Prix V (12/05) - Dayron Robles addirittura 3° nei 110hs (ma con -1,7), folgorato da Ryan Wilson (1980) 13"43 e Jason Richardson 13"43. 13"47 per il cubano. 
  • Ponce Grand Prix VI (12/05) - Javier Culson appare per mettere un pò di pepe ai 400hs, dove sembrava che si sarebbe assistito (in chiave olimpica) al one-man-show di Batman Jackson. 48"00 e WL: ci sarà da sudare per il medaglione a Londra. 
  • Ponce Grand Prix VII (12/05) - Danny McFarlane (visto che è nato solo una settimana prima di me) stabilisce il record mondiale dei 400hs M40: 50"47. Mica male per un quarantenne e di buon auspicio anche per me... consentitemelo.  
  • Ponce Grand Prix VIII (12/05) - Tianna Madison sarà un fattore a Londra (dovesse passare le forche caudine dei Trials). In condizioni non ottimali 11"01 (-0,9) e 22"37 (0,3). In entrambi i casi record personale, per la ex lunghista (campionessa mondiale a Helsinki '05) riconvertitasi allo sprint, e che già ad Istanbul ha intascato il bronzo nei 60. 
  • Ponce Grand Prix IX (12/05) - due americane sotto i 51" nei 400: Natasha Hastings 50"72 e DeeDee Trotter 50"90.  

15/05/12

Meeting di Trento: il funesto influsso del vento e considerazioni sulla Milani

Sono contento che qualcuno si interfacci con me sul report delle gare che fornisco praticamente valutando solo il mero risultato cronometrico. Purtroppo non mi hanno ancora dotato del dono dell'ubiquità, quindi avere testimoni oculari dai campi gara è pura manna dal cielo. Anzi, ne approfitto: chi volesse segnalarmi qualche cosa, cui dare risalto (tipo aneddoti e cronache di gare) mi scriva pure a questo indiritto: gigaben@yahoo.it. Ma veniamo al casus belli, ovvero la riunione dell'ultimo fine settimana a Trento. Ecco alcuni estratti della mail che ho ricevuto:

"Ebbene, Vi scrivo, tengo a specificare, non per porgere una critica ma piuttosto per "condividere" alcune informazioni riguardo il Meeting Città di Trento che vi potrebbero interessare, soprattutto in ottica mezzofondo. Sono notizie che arrivano da chi ha fatto parte dell'organizzazione (sarebbe più corretto dire: una di quelle cinque figure multi-task che ad oggi tengono in piedi l'Atletica Trento). I risultati di Milani, Benedetti e in parte anche Floriani andrebbero, sempre secondo quanto mi è stato riferito, analizzati alla luce del fatto che, pur non piovendo a Trento lo scorso weekend, il vento ha decisamente condizionato lo svolgimento delle gare: negli 800 femminili Milani si è trovata pressoché sola dai 450m in poi: il passaggio ai 400 era stato relativamente veloce (da 2'00", d'accordo) e il rettilineo contrario era il tratto di pista dove il vento contrario aveva gli effetti peggiori. Il valore attuale della ragazza probabilmente non è ancora quello di 2 minuti basso, ma nemmeno il tempo fatto registrare nell'occasione. Per quanto riguarda gli 800 maschili e i 3000 di Floriani, vi allego semplicemente un estratto delle affermazioni di un altro tecnico: "Il pacco vero però se l'è preso Benedetti. Si erano organizzati per questo 800 ad invito con due lepri, un finlandese che si allena a Verona e un keniano della truppa-Demadonna; il keniano doveva passare 52"50 ai 400 e 1'18" ai 600 per abbandonare la gara ai 650. Oggi forte vento al campo, la lepre era importante sul rettilinio opposto. Alla fine il finladese ha fatto il 400 e son passati giusti 52"7, poi lui si è scansato e il keniano era di fatto già fermo! Ai 450 lo ha dovuto passare ed è stato costretto a correre il 400 finale esposto al vento. secondo me 1"47 basso in una gara senza vento lo faceva. Yuri è stato bravo però anche lui a pagato il vento (ultimo 1200 da solo), non ha fatto il minimo per un secondo". 


La cosa comunque mi porta ad avanzare alcune considerazioni (un mio dannatissimo vizio): Benedetti ha comunque ottenuto un tempo notevole, considerate le premesse. Floriani pure. Milani, non mi sembra... ovvero, il tempo non è parificabile minimamente alle prestazioni di Benedetti&Floriani. Oggi pomeriggio, sulla pista ove oso allenarmi, uno sporadico collega di allenamento (bergamasco) mi fa, col volto sorridente: "oh, ma ce l'hai con la Milani?". Macchè: gli atleti non hanno mai responsabilità, danno il 110% in ogni occasione. La  Milani, è noto, probabilmente il 120%: del resto è passata alla notorietà proprio per questa sua caratteristica di tenacità tipicamente bergamasca. Però sottolineare i risultati negativi non deve mai essere vissuto male: del resto è il prezzo della notorietà. E le cronache buoniste che leggo ovunque mi annoiano. E poi... arrivano rumors che in allenamento la Milani sia in realtà in condizioni nemmeno lontanamente corrispondenti ai risultati ottenuti in gara. Devo solo dimostrarlo, ecco.

L'unica critica che mi permetto, pregando di potermi sbagliare e dover fare pubblica ammenda, è che la scelta degli 800 nell'anno olimpico sembra un pizzico azzardata. Ovvero: una specialità dovrebbe essere coccolata nell'arco delle stagioni, almeno un paio: le sensazioni, le impressioni, le tattiche, vanno create con l'esperienza che è difficile montare in pochi mesi con 4/5 gare all'attivo. Soprattutto in una gara di mezzofondo, dove le variabili indipendenti sono decuplicate nello svolgersi di una gara e bisogna aver maturato la capacità di saperle gestire. Lo sprinter, nel momento dello sparo dello starter, ha spesso esaurito i propri compiti, dovendo solo spingere come un dannato fino alla fine... e nei 400, le proprie responsabilità si risolvono nel saper trovare il punto di equilibrio nello sviluppo della gara.

Nel mezzofondo le relazioni con gli avversari è molto più tangibile e influente sullo sviluppo della propria gara. E poi si è costretti a pensare, a considerare la fatica e a saperla gestire. Quasi due sport diversi. La Milani l'anno scorso corse in due occasioni (Torino e Rovereto) due 800 davvero di spessore internazionale. Ma in entrambi i casi la condotta di gara fu praticamente analoga, ovvero una distribuzione omogenea, così come le sue caratteristiche da 400ista le imponevano. Ora, non si sarebbe dovuto forse già l'anno scorso dedicarsi anima e core agli 800 se l'obiettivo era l'Olimpiade sul doppio giro di pista? Questione di adattamento, penso... poi non ho mai corso un 800 e non saprei nemmeno cosa si provi. L'idea di cambiare specialità, secondo me, è stata pure strategicamente molto valida, intelligente. Voglio dire: per raggiungere le top-player nel giro di pista le sarebbe servito 1"5/2", che è obiettivamente molto più lontano rispetto a 2"/2"5 che le servirebbe per dire la propria a livello internazionale sugli 800 (1'58"5/1'59") e così raggiungere un obiettivo che vale una carriera, cioè la finale olimpica. Poi una volta in finale, può avvenire tutto, nel nome di Steven Bradbury. Ma, ripeto, secondo me, serviva un periodo più lungo di adattamento. Comunque, per concludere: desidero ardentemente aver scritto cazzate qui sopra, e che la Milani ritorni ad essere il simbolo della Classe Operaia in paradiso, per guidare quel manipolo di atleti self-made che sta caratterizzando l'atletica italiana della seconda decade del XXI secolo. Dom, gnara! (Si dice così?). 

Intervista a Galbieri: ".. vedere dietro al 10 un bel 4..."

Vi presento la seconda intervista del ciclo introdotto da Gianluca De Luca relativa ad uno dei migliori talenti dello spinter italiano degli ultimi anni: Giovanni Galbieri. Di Giovanni Galbieri rimane negli occhi di tutti il bronzo sui 100 metri ai Mondiali Allievi di Bressanone del 2009, dietro all'oro di Prezel Hardy, ma davanti a Jimmy Vicaut, che solo l'anno scorso si conquistò la finale dei 100 metri di Daegu. Un risultato talmente inopinato, che fu accolto quasi con meraviglia da molti. Galbieri, talento sopraffino, puro, cui necessita solo di essere accompagnato ad ottenere ciò che potrebbe, dovrebbe valere. Dopo l'anno di grazia 2009, un 2011 dove è arrivato il record personale sui 100: 10"55 sempre sulla magica pista di Bressanone (ma anche un 10"51 ventoso a Rovereto). Ora, visto che gli italiani assoluti si svolgeranno in Alto Adige (o in Sud Tirolo...), bè... vi lascio all'intervista.   

A che età hai cominciato a praticare sport? E l'atletica? 

Ho cominciato a fare sport fin da quando ero in prima elementare, prima karate, poi calcio ed in quarta elementare ho iniziato a praticare l'atletica. 

Quante volte ti alleni in una settimana, e per quanto tempo? 

Mi alleno 6 volte a settimana per circa due ore ad allenamento, qualche volta anche più a lungo. 

Com'è cambiato il tuo allenamento nel corso del tempo? 

Gli allenamenti sono progrediti in base all'età ma soprattutto in base a cosa dovevo migliorare di più. Ho introdotto i pesi in modo abbastanza serio da primo anno junior, non che adori farli, mi piacciono di più gli allenamenti nei quali si corre (altrimenti avrei fatto sollevamento pesi...). Gli allenamenti sono cambiati in base ai risultati in gara che evidenziavano maggiormente i miei deficit. 

Qual è la vittoria alla quale sei più affezionato? 

La vittoria alla quale sono più affezionato... non è una vera e propria vittoria poiché è il terzo posto ai campionati del mondo allievi a Bressanone, ma per me fu un bronzo che valeva più di un oro!!! Se parliamo di vittorie però quella di quest'anno alle indoor l'ho sentita molto perché ho potuto ricordare sul podio mio nonno scomparso, e mi sono emozionato (cosa che non mi era mai successa). 

Quali sono le tue passioni “extra atletica”? 

Extra atletica faccio musica, suono un po' di tutto e produco canzoni mie. E' una passione che coltivo da quando ho otto anni; all'epoca iniziai con la chitarra! Un consiglio ai ragazzi che volessero cominciare a frequentare la pista Il consiglio che mi sento di dare ai ragazzi che vogliono iniziare è quello di avere pazienza e non voler avere risultati subito a tutti i costi, ma pazientare e lavorare seriamente (come mi disse a suo tempo Wilfred Bungei) 

Ritornando all'ambito sportivo, quale credi che sia la tua qualità migliore? E il difetto più grande? 

La mia qualità migliore è quella di non tirarmi mai indietro e voler sempre dare il massimo. A volte però può essere un difetto perché pretendo troppo da me stesso anche quando so che non potrò dare il massimo, e questo diventa demoralizzante (lo so, è un po' strano...) 

Hai intenzione di cimentarti anche nei 200m o ti concentrerai solo sui 100m? E il tuo allenatore cosa ne pensa? 

Ah ah, è un argomento delicato! Sui 200 ci stiamo lavorando, io e il mio coach Roberto Troiani, e abbiamo cominciato ad inserire prove più lunghe e già con buoni risultati rispetto agli anni scorsi, anche se so che i 200 non sono la mia gara! 

Come reputi il rapporto col tuo allenatore? 

Abbiamo un rapporto di intesa reciproca, talvolta decidiamo la sera stessa, in base a come mi sento, il lavoro da fare. Essendo un massofisioterapista mi sottopone lui stesso a sedute di massaggi e quindi sa anche com'è la mia condizione fisica. Questo è un fattore molto importante e sono consapevole di essere fortunato, pochi hanno questa possibilità. 

Qual è il tuo obiettivo stagionale? E quello di “lungo periodo”? 

L'obiettivo stagionale è quello di vedere dietro al 10 un bel 4, poi il centesimo si vedrà. Quello di lungo periodo è ottenere il minimo per le olimpiadi: non è un sogno ma un obiettivo. Un sogno da realizzare ed uno “impossibile” Di sogni ne avrei tanti, ma uno su tutti è quello di scendere sotto i 10 secondi! Nulla è impossibile direi, per cui bisogna mettersi al lavoro e sacrificarsi molto!!!

14/05/12

Il borsino dei migliori italiani della settimana - chi sale e chi scende

Veronica Borsi - Foto Fidal
Montgeron - Di Marzia Caravelli ed Emanuele Abate ho già detto praticamente tutto. Ma com'è altrettanto noto nel paesino francese (meeting Nazionale... il sistema dei meeting in Francia è decisamente più organizzato che in Italia, dove non esiste... un 'organizzazione generale) vi erano anche Veronica Borsi e Fabio Cerutti. Veronica Borsi in batteria scrive anche lei una piccola pagina di storia ostacolistica italiana, durante quella che è stata una delle giornate memorabili per gli ostacoli  azzurri. 13"05 in batteria con 0,6 di vento a favore, che rappresenta il 12° tempo di sempre di un'italiana, mentre di fatto rimane la 4^ performer azzurra di sempre, stante il fatto che Margaret Macchiut vanta un granitico 13"03 risalente al 2006. Poi nella finalissima pure il vanto di aver battuto proprio la Caravelli, deconcentrata dalle mille serene del fresco record: 13"03 a 13"04 inficiato dal vento a +2,1. Chiaramente... ampiamente minimo per Helsinki, ma non sono così convinto che basti. E' arrivata a meno di un decimo dall'ormai sorpassato record della Tuzzi, che rappresenta anche il minimo A per London. Fabio Cerutti, nella lista italiana dell'anno dei 100, scala al terzo posto, dietro a Riparelli (10"29) e Collio (10"31). 10"33 (1,2) e 10"35 (1,0) nessuno sprinter ancora con alcun minimo, ma siamo solo all'esordio.


L. Povegliano
Codroipo - Nella vicina base militare di Rivolto hanno alzato un paio di Tornado non appena hanno visto una specie di UFO solcare i cieli in direzione di Codroipo. Defcom 5... solo verificare cosa fosse quella specie di palla argentata che sulla linea dell'orizzonte è passata da destra a sinistra a velocità folle: sarà mai la causa dei Crop Circle delle campagne friulane? Macchè: era invece solo la bomba di 79,08 sparata da Lorenzo Povegliano nel lancio del martello... in una gara solitaria.  Tante cose: minimo per Olimpia (era 78,00), naturalmente per Helsinki (è 76,00), primato personale migliorato di oltre 2 metri, 4^ prestazione mondiale dell'anno, e stando al sito Fidal 5° di sempre in Italia, dietro Sgrulletti, Paoluzzi, Vizzoni e Lingua. Qui si fa la storia. Misura che si ripetuta garantirebbe la finale. Ma il bello-brutto dell'atletica è andare e lanciare forte quando occorre arginando l'effetto creme-caramelle. Rimanendo a Codroipo, 55"70 per Elisa Cusma, che evidentemente sta cercando di "velocizzare" in vista degli appuntamenti sugli 800. Specialità non certo facile per lei, che si divide più con i 1500 rispetto ai 400. Tant'è che nella sua storia recente scritta dal Sigma, c'è solo un 54"91 risalente al 2008 e un...55"70, come quello in Friuli, sempre del medesimo anno. Non saprei come interpretarlo... di sicuro se tanto mi dà tanto, la Milani, dopo un tempo quasi analogo è sulla buona strada del 2'00". Ma l'approccio è completamente diverso. Le rivedremo nello scontro diretto. Ottimo invece il 1500 di Marco Najibe Salami: 3'41"55, a meno di due decimi dal record personale risalente al 2008, a 1"55 dal minimo per Helsinki, e 3"55 da quello B di Londra. Se non altro ci prova e riprova. Ritirato invece Christian Obrist, dopo un anno di passione per infortuni (presumo).

T. Apostolico
Spalato - Tamara Apostolico silura un 59,50 al meeting di Spalato, e possiamo parlare a tutti gli effetti di un esplosione. Minimo B per Londra, e... clamoroso, terza posizione nella graduatoria all-time italiana, sorpassando quelle che da almeno un lustro è la migliore discobola in circolazione in Italia, ovvero Laura Bordignon. Infatti, nonostante il dominio indiscusso, alla Bordignon è mancato proprio il lancio della carriera... magari oltre i 60. Indiscussa capostipite rimane Agnese Maffeis, l'unica italiana ad avere superato (fino ad oggi) proprio la barriera ideologica (ma nemmeno tanto...) dei 60 metri. 

P. Dal Molin
A Mannhaim, Paolo Dal Molin esordisce mettendo subito un punto fisso: gli Europei di Helsinki. 13"88 in batteria e poi 13"64 in finale, super-personale (era 13"67) che certifica l'entrata ufficiale nella storia della specialità dei 110hs italici. Sorpassati in un botto Mauro Re e uno dei migliori ostacolisti nazionali per oltre un decennio, Daniele Fontecchio, entrambi assisi a 13"66. Il 13"64 lo posiziona proprio al 10° posto di sempre, insieme al mio amico Fausto Frigerio (uno dei più grandi fenomeni proteiformi dell'atletica nazionale). L'entry-standard per Londra... 13"52 o 13"60. Ma il 13"60, non serve visto l'urlo nel silenzio di Abate. Bisognerà correre più veloce di 13"52 e amen.

Malta: Mario Brigida leviga un centesimino al suo 100 d'esordio e si porta a 10"41, che lo pone sempre al 3° posto nel seeding italiano dell'anno. Il messaggio di fondo è che quel 10"42 non era una sparata estemporanea. 

A Saronno il risultato "wow!" lo stabilisce Stefano Tedesco, per la prima volta sotto i 14" quest'anno: 13"94 (wind 1,4). Del resto con un Dal Molin a 13"64 e un Abate che attualmente secondo il raking All-Athletics è il 14° ostacolista del mondo (e il primo europeo), bisogna davvero darsi da fare per emergere. Di sicuro gli stimoli sono arrivati. Hassane Fofana intanto continua a danzare intorno ai 14"40. Altro risultato "sicuramente importante" (come direbbe Monetti) è la sfida tra l'attuale terza e la quarta del seeding nazionale dei 100hs: Micol Cattaneo vs Giulia Pennella. Ebbene 13"27 per la lombarda e "solo" 13"45 per la Pennella, ancora un pò irretita in questa stagione. Vento praticamente nullo (-0,3). Alla Cattaneo sembra mancare poco quanto meno per ambire alla convocazione per gli Europei (che presumo sarà una sorta di campionato di consolazione, visto che da lì a poco si terranno le Olimpiadi... ma chi ha avuto questa magnifica idea?). Il minimo fissato dai gerontocrati della Fidal è fissato a 13"25, due soli centesimi sotto. 20^ prestazione personale di sempre (fonte Sigma), mentre per la pisana è il 7° tempo di una classifica che vede come PB un triplice 13"29 corso nel 2011. Alla fine mancano solo 16 centesimi al suo miglior tempo di sempre e bisogna dare tutto entro i prossimi 40 giorni. Sempre a Saronno la triplista Eleonora D'Elicio fa una passerella sul lungo: 5,93. Curiosità: il Sigma dà come vincitore del peso tale Luca Croce Tagliaferro... 19,39 metri con un miglioramento di ben 7 metri rispetto ai suoi standard. Marco Lingua (e questo dovrebbe essere reale) spara il martello a 74,00 metri. Due metri esatti all'entry standard-Fidal per Helsinki.

Trento - Il circus dei lanciatori si è spostato in toto in Trentino, e a dettare ancora legge è stato Paolo Dal Soglio: 17,92. Dietro di lui, Marco Dodoni 17,18. Norbert Bonvecchio ancora abbondantemente oltre i 70 metri: 73,72, per quella che rappresenta la 6^ prestazione personale di sempre (sempre Sigma dixit). Ma anche fare il minimo per Helsinki sembra un'impresa: il limite è infatti fissato a 79,50. Bella prova di Giordano Benedetti sugli 800: 1'48"11, 7^ prestazione personale di sempre. Per lui si spera quanto meno nel minimo per Helsinki (1'47"00) che in carriera ha oltrepassato in una sola circostanza. Bel 3000 siepi: Yuri Floriani 8'31"90, a 1"90 dal minimo per gli Europei finlandesi, quindi vicinissimo. Poi, purtroppo, ecco la seconda prestazione pessima di Marta Milani in una sola settimana: si pensava fossero gli 800 la sua specialità "olimpica",  e che il 400 di Pavia fosse solo una tappa forzata ma obbligata, mentre stando ai testimoni oculari il suo 2'08"32 è stato figlio di un "passaggio" estremo in 57"5 (oddio... normale se si vuole correre in 2'00") e poi un secondo giro da incubo. Ma che succede? Non è che la scelta degli 800... anzi, siamo ancora troppo lontani dagli appuntamenti che contano: ma qui bisogna darsi una mossa per rientrare in carreggiata per diventare protagonisti. Spero sia tutto calcolato. Un passaggio in 57"5 per una che corre in 52" non lo considererei nemmeno estremo. In una stagione con una ritrovata Grenot, e il duo Spacca-Bazzoni in gran spolvero, sarebbe un peccato non avere il quarto vettore. Ah, sui 3000 si vede Silvia Weissteiner: 9'08"42, probabilmente un test in vista di test cronometrici che contino davvero. 

Il borsino dei top-player azzurri

13/05/12

Orgasmo ostacolistico: Caravelli e Abate riscrivano la storia

M. Caravelli - foto Fidal
Non so nemmeno come cominciare, o da chi. Tanto la notizia è di dominio comune da qualche ora. Ma insomma, qui sopra, su Queenatletica, la storia deve lasciare traccia. Domani qualcuno deve leggere. Manu, iniziamo dalle donne, che dici? Vabbè, Abate per secondo e Caravelli per prima. Ma solo per cortesia. La cosa che esalta è che Abate ma soprattutto Caravelli, sono l'incarnazione della Classe Operaia che finisce dritta-dritta in paradiso. E' il messaggio a tutti quegli atleti che per ambire ad un sogno non bisogna necessariamente essere un fenomeno ed essere vezzeggiati e scorrazzati dalla Federazione o godere degli aiuti di un gruppo sportivo. Il campione nasce nel silenzio, nell'abnegazione, e direi anche nella rivalsa contro il "sistema" che per anni magari si è dimenticato di lui. Ecco perchè sono i miei preferiti questi atleti che non sono esplosi a 18 anni, o anche prima, ma fanno vedere il loro valore nella loro maturità sportiva. Qui c'è la testa, la programmazione, il feedback con il proprio allenatore, l'umiltà, la cattiveria sportiva, Leonida davanti a Serse, una miriade di fattori da controllare o isolare (ma ci pensate che la Caravelli... lavora?) laddove per i giovani c'è spesso l'ingenuità del talento e il... caso. Non è poco per me. Ecco, mettete una Caravelli in un Howe e trovate un Bolt.

La gara non l'ho vista, quindi tutte le elucubrazioni si congetturano sul tempo. Il 12"85 di Marzia Caravelli è davvero tanta cosa, ma tanta. Si parte da un record italiano battuto, il 12"97 di Carla Tuzzi, che risaliva addirittura al giugno del 1994: 18 anni fa. 3 generazioni sportive... o 4. Si passa poi per la coda (corta) di chi è riuscito ad abbattere una barriera d'eccellenza internazionale: i 13". Con quel tempo Marzia è la terza italiana a scendere nel dolce abisso con i 12" davanti, dopo la già citata Carla Tuzzi (che ritornerà almeno per le prossime ore, ad essere citata più volte) e a Micol Cattaneo, che corse in 12"98 ad Annecy nel 2008 in quella che probabilmente sarebbe potuta essere la gara più veloce di sempre di un'azzurra, se non fosse stato per il vento contrario di 1,3. Quattro sono i tempi sotto i 13": la Tuzzi infatti pareggiò nel giro di 4 giorni lo stesso tempo tra Valencia e Torino. Correvano il 12 e il 16 giugno, come già riferito, del 1994. Questo per il passato. Per il presente, il tempo della Caravelli la posiziona nel grid list mondiale al 15° posto (fonte All-Athletics) e contando che ci sono 9 americane davanti (ovvero 6 in più di quelle che potranno partecipare ad Olimpia), 9^... nona, fa venire i brividi solo a leggerlo, vero? Il bello è che dietro di lei ci sono almeno un'altra decina di atlete americane e canadesi, nessuna delle quali può farla retrocedere in questa graduatoria, visto che 3 canadesi le sono già davanti e così pure 3 sono le americane.  Poi c'è il momentaneo secondo posto europeo, dietro l'inglese Tiffany Porter (e senza conoscere il risultato della gara e delle sue avversarie... che rabbia non sapere!). Il futuro? Bè, i record arrivano sempre quando le condizioni sono perfette e tutto gira a puntino. Quindi bisognerà trasformare l'eccezionale in "normale" per poter agguantare quello che deve essere un sogno... tangibile. Per me? La finale di Londra. Le medaglie olimpiche sono ancora un pò troppo lontane, obiettivamente. Ma perchè non continuare a credere di essere toste fino in fondo? Di Veronica Borsi, che ha fatto anche lei qualche cosa di eccezionale, ne scrivo in un altro post... più tardi.

E. Abate - foto Fidal
Emanuele Abate ha fatto una cosa pazzesca. Come la Caravelli, ma un pizzichino meglio, se mi concede questa cosa (solo per questa volta, eh...) Marzia. Perchè la storia dei 110hs italiani è come una sala lunghissima, di quelle rinascimentali, con le ampie e altissime finestre e le pareti riccamente addobbate e dalle quali pendono quadri di duchi, conti, arconti e... re. Nel lato corto, quello del capostipite, troneggia lo sguardo ieratico e di nobile semplicità di Eddy Ottoz. Da lì è partito tutto, la dimensione d'oltreconfine dell'ostacolismo azzurro principesco guidato dal Pozzo dell'atletica italiana: Sandro Calvesi (qui una piccola biografia, se vi interessa...). E da Ottoz, sulle pareti, ai suoi fianchi, ecco scorrere velocemente Giuseppe Buttari, Sergio Liani, Daniele Fontecchio. il Delfino Laurent Ottoz, Emiliano Pizzoli, Andrea Giaconi... sulla parete più vecchia anche Gianni Caldana, di cui una persona mi raccontava la ruvidezza da allenatore ("ti sei fatto male? Bè, torna quando sei guarito...") che indicava come allenarsi un tempo non era cosa da ragazzini piagnucolosi. Insomma, adesso in fondo alla Sala si è aperto uno spazio per Emanuele Abate: 13"32 con 0,7 di vento. Un tempo fenomenale, e per la seconda volta un italiano scende sotto i 13"40, cosa cui era riuscito il solo Andrea Giaconi, altro talento "mentale". Lo scettro era tra le sue mani: 13"35 dieci anni fa, ad Annecy, nel giugno del 2002. Nel decennale arriva la cancellazione. E piccolo, dato statistico: nella finale, di cui si ha contezza dal sito della Fidal, Abate ha corso il più veloce tempo ventoso italiano di sempre: 13"31 con 2,1, ovvero un centesimo in meno del 13"32 (+2,8) di Laurent Ottoz che lo corse nel 1994 al Sestriere. In un paio d'ore riscritta completamente la storia dell'ostacolismo italiano, tenuto conto che mentre ascendeva Abate, il giorno prima a Mannheim ascendeva anche Paolo Dal Molin, che si posizionava al 10° posto all-time con 13"64.  Abate, dopo la finale di Shenzen, la semifinale di Daegu, la finale di Istanbul, è attualmente quotato al 14° posto nel ranking mondiale di All-Athletics: ma munto dal 13"32 e 13"31 che sicuramente gli faranno scalare qualche posizione. Anche per lui ora l'obiettivo è unico. Non può più bastare "partecipare" secondo me, per lo spessore internazionale che ormai ha raggiunto. Dopo tutte le prove con le palle dimostrate nell'ultimo anno solare, è necessario dover dimostrare che potrà esserci anche lui davanti a 3 miliardi di persone. Magari di fianco a Liu, Robles, Oliver, Richardson... Con 13"32 Abate sarebbe 15° al mondo, ma con 5 americani di troppo nei primi 14. Anche lui, come la Caravelli, balla là vicino. Bè, la cosa più esaltante è comunque che al momento Emanuele ha anche il miglior tempo europeo dell'anno con vento regolare. Sul sito della Fidal leggevo come in finale un francese l'avesse superato di un centesimo... ma ventosamente. Bè, ho scritto troppo: ma che bello scrivere di atletica in questi termini dopo qualche brutta figuraccia. 

Italiani Paralimpici: oltre la Legnante, Annalisa Minetti sfiora il mondiale dei 1500 - pioggia di minimi A per Londra

Riporto qui sotto ciò che è presente sul sito della FISPES, con le inopinate prestazioni di moltissimi atleti che si vogliono conquistare il pass per Londra 2012. Ringrazio pubblicamente Marzia C. (chi sarà?) che mi ha girato la codifica delle diverse categoria degli atleti Paralimpici. Oltre a record del mondo triturati (Assunta Legnante) e sfiorati di pochissimo (Annalisa Minetti), arrivano i record europei di Giusy Versace e Martina Caironi nei 100, ed un'altra manciata di minimi A per Londra. Come spiegavo nel precedente articolo, non tutti i "minimati" potranno però partecipare alle paralimpiadi. Da come si desume dall'articolo, ci sarà una percentuale di atleti legata al numero di minimi ottenuti per Nazione. Probabilmente sul numero totale di iscritti a Londra... almeno, mi sono fatto questa idea. Comunque sia: uno scempio porre dei limiti per le Paralimpiadi, e poi non portare chi eventualmente li avesse ottenuti. La beffa... Comunque: l'impressione è che Assunta Legnante e Annalisa Minetti abbiano davvero portato una montagna di interesse a questo mondo. Interesse sportivo. Ora come si potrà non seguire le Paralimpiadi?

(dal sito della Fispes) - Assunta Legnante ha appena ottenuto il record del mondo nel getto del peso della classe F11 nel corso dei Campionati Italiani Paralimpici Assoluti che si stanno disputando a Torino. Serie stratosferica cinque lanci sempre oltre il minimo A e soprattutto sempre oltre il precedente record del mondo che apparteneva alla cinese Liangmin Zhang: 13,22mt al primo lancio, 12,51 al secondo, 13,20 al terzo, miglioramento di un centimetro al quarto con 13,23 e al quinto lancio tutto il pubblico nello stadio Nebiolo ha applaudito un maestoso 13,27. L'atleta marchigiana allenata dal professor Nicola Silvaggi è stata guidata in pedana da Andrea Tonelli
Giornata intensissima in quel di Torino, oltre alla storica gara di Assunta Legnante un altro momento molto intenso si è vissuto con la gara dei 100 metri nella quale si sono registrati due nuovi record europei: Martina Caironi, classe T42 con 16''39 e Giusy Versace, classe T43 con 15''50. Hanno invece centrato il minimo A per le paralimpiadi di Londra, che contribuirà all'assegnazione delle slot per la rappresentativa italiana: Federica Maspero (100 metri - T43) con 15''78 sui 100 metri, Riccardo Scendoni (100 metri - T44) con 11''98 sui 100 metri, Samuele Gobbi (400 metri - T46) con 51''53 sui 400 metri e Lorenzo Ricci (Salto in Lungo - F11) con 5,41 mt. Finale di giornata entusiasmante con la performance di Annalisa Minetti che sfiora quello che poteva essere il secondo record mondiale della giornata con il suo nuovo personale di 4'55"00. L'appuntamento è solo rimandato. Domani la seconda giornata di gare. 

Doha: mezzofondo solo ed esclusivamente keniano

David Rudisha
Dove eravamo? Ah sì... già parlato di sprint e ostacoli. Il mezzofondo nella prima tappa della DL di Doha è un fortino keniano. E keniani che stanno davvero in palla: David Rudisha dopo le uscite estive in Australia, corre gli 800 in 1'43"10, tra il serio e il faceto. 92° tempo mondiale di sempre (ma lui vanta 6 dei migliori 12 tempi di sempre sugli 800). 12 su 14 delle prime prestazioni se l'è spartite invece col suo predecessore sul trono degli 800, Wilson Kipketer. Secondo Job Kinyor, ennesimissimo keniano che invade le piste mondiali: 1'43"76, record personale, 305° tempo mondiale di sempre e 75° performer ognitempo. Ma poi anche un manipolo di europei sotto l'1'45", cioè due inglesi (Osagie 1'44"64 e Rimmer, 1'44"86), uno spagnolo (il navigato Antonio Manuel Reina, 1'44"65), e addirittura un danese (Andreas Bube, 1'44"99). Come scriveva la Gazzetta oggi, già due sub-3'30" nei 1500, e guarda caso tocca a due keniani (ma i primi 5 saranno tutti... keniani e tutti nati tutti dopo il 1987): Silas Kiplagat 3'29"63, 59° tempo mondiale di sempre, chiaramente mondiale stagionale, ma non record personale, avendo un 3'29"27 (Monaco '10). E dietro di lui uno dei migliori cronomen delle ultime due stagioni (bè, con una piccola bacheca contenente il titolo olimpico di Pechino '08 e quello mondiale di Daegu '11 sui 1500), Asbel Kiprop: 3'29"78. 70° tempo mondiale di sempre e prima volta sotto i 3'30". Vittime decisamente illustri nella super-gara tirata: Daniel Komen 8° con 3'33"43 e addirittura 13° Abubaker Kaki, dirottato sulla distanza più lunga evidentemente per non anticipare le sfide con Rudisha. Sui 3000 altra sinfonia keniana: troppe sinfonie keniane! Stavolta tocco a Augustine Kiprono Choge: 7'30"42. 75° tempo mondiale di sempre. Secondo una vecchia conoscenza (almeno... per assonanza): Eliud Kipchoge. 7'31"40. La notizia chiaramente la fa e l'ha fatta su tutti i giornali, il settimo posto di Kenenisa Bekele, il re nudo. 7'40"00. Ormai la storia l'ha scritta, e la cosa più difficile, come dicono molti, è confermarsi soprattutto a 30 anni, con stuoli di keniani che spuntano ogni giorno da qualche altipiano. Dopo 3 ori olimpici e 5 mondiali, penso che l'etiope non sia ancora sazio. Finita qui la litania keniana? Macchè: 3000 siepi e due sparate sotto gli 8': Paul Kipsiele Koech 7'56"58 (a meno di 3" dal mondiale) e 12° tempo mondiale di sempre. Ma anche qui, non è il suo record personale, visto che vanta un 7'56"37.

Nei concorsi, bisogna dire che l'alto stenta ancora a livello mondiale: non c'è ancora un grandissimo che abbia preso il sopravvento: e così il greco Dimitrios Chondrokoukus salta la WL con una misura non ancora altissima: 2,32. Nel lungo del dramma di Andrew Howe, il russo Aleksander Menkov (è del 1990) si insabbia a 8,22 con 1,6, davanti a un regolarissimo Godfrey Mokoena: 8,10. Riflessione... ma se Howe torna a correre, vuol dire che torna elegibile per la 4x100? Non sarebbe male... chiaramente se si conquista il posto in pista. Un valore aggiunto indubbiamente. 

Tra le donne pazzesco 800 di Pamela Jelimo (da dove viene? Vediamo se lo indovinate...) che sciorina addirittura un 1'56"94: miglior tempo mondiale dell'anno, e... 205° tempo di sempre. Pensavo meglio... La Jelimo, non dimentichiamolo, a soli 19 anni, nel 2008, era in grado di correre in 1'54"01, cioè a soli 7 decimi dal mondiale della mascolina Jarmila Kratochvilova. 1'57"90 per Fantu Manedo (ventenne etiope... al personale), terza la "franciacortina" Janeth Jepkosgei con 1'58"50 e quindi la "padovana" Yuneysi Santiusti, 1'59"26. Sui 3000 continua la litania... un keniano... ora pro nobis... una keniana... ora pro nobis... un keniano... ora pro nobis... Vivian Jepkenoi Cheruiyot: 8'46"44: miglior tempo mondiale dell'anno, e sconfitta per 5 centesimi una delle imbattibili sorelle etiopi Defar: Meseret. Nel peso l'erculina bielorussa Nadezdha Ostaphuk spara come una bombarda il peso da 4 kg a 20,53. Nel giavellotto infine, grandissima sfida tra tre delle migliori dardiste in circolazione: vince la russa Mariya Abakumova con 66,86 (87° risultato di sempre); quindi la ceca Barbora Spotakova (66,17) e la tedesca Christina Obergfoll (64,59): e siamo solo a maggio. 

12/05/12

Doha: LeShawn 44"19, uccide i 400 - Gatlin annichilisce Powell - Allyson batte VCB

Se dovessi scrivere tutto quello che è successo a Doha, dovrei cambiare lavoro e fare il giornalista.  Quindi lo faccio a puntate, partendo dallo sprint e dagli ostacoli. Poi c'è gente che si appassiona al Giuoco del Calcio, e francamente faccio fatica a tutt'oggi a credere che si possa ancora paragonare la perfezione fisica, la maniacale ricerca del particolare tecnico, lo studio quotidiano del proprio corpo e delle sue risposte, con una cosa così volgare come imparare a fare il fuorigioco e raccogliere le margherite con esercizi che insegnava Nereo Rocco ai mondiali d'Uruguay del 1932 o 1934. Comunque, a Doha prima tappa della Diamond League. Anche un pò d'azzurro in pedana (Howe, 7,16) ma forse è meglio non parlarne: potrei fare copia-incolla degli interventi degli ultimi due anni. Che ritrovino sè stessi tutti, non solo lui. Inutile affondare il coltello: ne prenderà già troppe di critiche da oggi e per qualche tempo. Ciò che spiace è che il lungo non sembra una specialità con un alfa-dominante, (pure Dwight Phillips è fermo per aver subito un tamponamento in auto... devo averlo letto da qualche parte) ma con tanti beta-minus che di fatto hanno reso lo spread medaglifero in ottica Londra assai vasto. Will Claye alta da un paio di gare sotto gli "8", Mokoena è l'unico costante, ma solo di qualche millimetro sopra quegli stessi "8", ma in serie in cui non mancano diversi "7": per me va a finire che a Londra si vincerà una medaglia con un salto tra gli 8,20 e gli 8,30. 

Quindi ci concentriamo sul resto di un meeting stellare, che ha riservato non poche surprise. I 100 maschili... che dire? Justin The Cat Gatlin overruled Asafa The Mindless Powell in una delle prime sfide di vettori che possibilmente disputeranno la finale di Londra. 9"87 a 9"88 (0,4 il vento): Gatlin is (proprio) back. In questi giorni mi sono trovato a pensare alla parabola carrieristica di Powell (non che non avessi altro da fare, eh...). Di fatto 81 volte sotto i 10" (82 con ieri), l'uomo "mediamente" più veloce della terra, ma alla fine stringi-stringi due quinti posti alle Olimpiadi e due bronzi ai mondiali sui 100... certo, tante vittorie nella Golden e poi Diamond League: ma ancora l'atletica tende a non immolare sul sacro altare della storia chi vince i circuiti satellite... ricorda solo i vincitori di Olimpia: lì sta l'immortalità. E pensare che il vecchio leone Kim Collins, con molta meno fatica e meno sub-10", vanta un oro mondiale (100 di Parigi Saint-Denis) e ben tre bronzi mondiali (Daegu, Helsinki ed Edmonton). E chi lo avrebbe mai detto, vedendoli così? Quindi: forse è meglio che Asafa pensi alla storia come l'uomo che abbia corso 100 volte i 100 metri sotto i 10". Comunque: 82^ volta sotto i 10" per Powell, e 20^ per Gatlin (che di soddisfazioni se n'è prese... pur con un "piccolo" buco nero di un paio d'anni). Dopo questa prova dei due, il quadro dei probabili finalisti del 5 agosto trova delle certezze (detratti trials e turni eliminatori, naturalmente): Bolt&Blake, Gatlin&Powell... il defilato Dix ed aspettando Ty Gay. L'anno scorso avevamo sognato per mesi tutto questo e alla fine ci rimase un surrogato di finale con il solo Blake e Dix: non ci esaltammo, diciamo la verità. Torniamo a Doha: terzo di Doha Lerone Clarke: 9"99, al suo secondo sub-10" della carriera dopo una quasi-strepitosa stagione indoor incagliatasi sullo starter di Istanbul. Personale pareggiato (un 9"99 al meeting di Zurigo). E poi ti si rivede Mike Rodgers, 10"00, l'americano tascabile che l'anno scorso nel pre-Daegu si fece squalificare per una Red Bull (dice lui) trangugiata a Lignano Sabbiadoro: in Italia le Red Bull tirano di più, è noto. La staffetta veloce americana potrebbe averne bisogno... a proposito: avevo suggerito su facebook a John Drummond la mia ipotetica 4x100 USA per Londra: Dix, Gatlin, il principe Spearmon e Gay (gli consentivo di variare Gay con Gatlin) in quest'ordine. Bocciato: John ha scritto che Spearmon è una pippa in curva (se andate sulla sua pagina, trovare la sua risposta...). E bravo il Principe! Per finire: i francesi quest'anno battono ancora un pò in testa: Lemaitre è un pò indietro (solo sui 200 ha corso decentemente), Mbadjock disperso nei Sargassi, Vicaut 10"28. Valgono quasi come gli italiani. 

W. Dix
Cambiamo rapidamente disciplina, altrimenti viene notte con questo articolo. Proprio Walter Il Mago Dix lo si vede sui 200: 20"02. Tranquillo, non c'è problema. Ai trials manca poco più di un mese: sarà comunque show-time nello sfidone con il Principe. La vera bomba di serata però la mette LeShawn Merritt: 6-0 6-0 cappotto. 44"19: da quanti anni è che non si andava così forte? Da Pechino 2008? Comunque: condizione strepitosa: e sapendo come negli States pianificano le stagioni (cioè come non avviene in Italia), c'è da credere che lo si rivedrà sotto i 44" prima della fine dell'anno, magari sulla pista di Londra. Nessun avversario all'orizzonte. Jeremy Wariner corre con i dubbi di Godot dopo aver pugnalato il quadro di Dorian Gray, Kirani James è stato ospite di Federica Sciarelli nelle scorse puntate di "Chi l'ha visto?" dopo le mazzate prese alle indoor. Possiamo davvero mettere uno dei gemelli Borleè come l'umano che sconfisse gli alieni di Man in Black III? O suvvia... come dicono a Pisa. Mentre LeShawn correva la sua 55^ volta sotto i 45", la 23^ sotto i 44"50, e il suo 10° tempo personale di sempre, alle sue spalle non ti spunta un ragazzino dominicano del 1993 che chiude il death-lap in 44"88? Segniamoci il suo nome: Luguelin Santos. Ragazzo che comunque l'anno scorso era arrivato a 44"71... e aveva 18 anni. E' arrivato in semifinale ai mondiali di Istanbul. Un predestinato? L'atletica, come ben sappiamo in questo dannato Paese, non fa sconti a nessuno, nemmeno ai predestinati. E questi predestinati abbiamo avuto che sono diventati dannati?! Terzo un quasi-master, Angelo Taylor che all'età di 34 anni scende anche lui sotto i 45": 44"97! Martin Rooney corre ancora sotto i 45": 44"99

Sui 100 donne succede l'imponderabile: VCB battuta da Allyson Felix! Come se Merritt battesse, che so... Blake sulla gara più corta del panorama outdoor. Tra l'altro con un signor-tempo: 10"92, con 0,7, primato personale per l'americana (aveva un 10"93 marchiato nel 2008, sempre sulla medesima pista di Doha), che adesso sconvolge tutte le mie personali e radicate convinzioni prospettiche. E le sconvolge prima di tutto alle avversarie... più forte di me lo è di sicuro. Prima considerazione: ma allora sui 200 Allyson quanto potrà fare? Secondo: E ci sarà ancora sui 400? Terza: Jeter e Felix vs Jams? Un panorama sprintistico davvero più articolato: la Jeter ha trovato una spalla nel dualismo contro le figlie della Jamaica, anche se alla fine, nessuna guarda in faccia a nessun'altra. Però... insomma, è bello vedere lo scontro tra due mondi molto contigui. Veronica Cambell-Borwn arriva a solo un paio di centesimi: 10"94... non male, eh? Del resto la Jeter l'altra sera aveva corso "solo" in 11"04 (o "05). Ma Allyson batte anche la campionessa olimpica in pectore, SAFP, Shelly Ann Fraser Pryce: 11"00. E la discepola di Mills, Blessing Okagbare, e Kerron Stewart e Sherone Simpson: un tre-quarti di finale olimpica. Mancavano forse la Jet-Jeter, Kelly Ann Baptiste... e chi altre? 

Sui 60hs femminili c'è da dire che il gap con la Sally Pearson si sta riducendo gara-dopo-gara. Ormai i tempi vicini ai 12"60 si sprecano. Un paio di decimi più sotto c'è l'imbattibile australiana: ma prima c'erano almeno tre decimi tra il resto del mondo e lei. La master (anno di grazia 1974) Brigitte Foster Hilton, infatti si intasca i punti della Diamond League correndo in 12"60, davanti a Kelly Wells 12"72. Nei 400hs la jamaicana Melanie Walker riscrive la WL: 54"62 trascinando sotto i 55" anche la connazionale Kaliese Spencer, un ibrido ostacolistico: 54"99

Vabbè, lascio un pò di riposo prima delle gare di mezzofondo e dei concorsi... fanno quasi male le dita. 

11/05/12

Blake manda una cartolina a Bolt dalle Cayman: 9"84

Yohan The Cayman Blake
Cayman: Blake il caimano flirta con Bolt... e gli altri? - Dopo l'orgasmo di sub-10" nel pre-contest di Daegu dell'anno scorso (ma che all'atto finale si tradussero in una finale dei 100metri al di sotto delle aspettative, almeno... le mie, fatta eccezione dei Caimano Blake) quest'anno sembra che ci siano solo due tenori: Bolt, che per ora ha fatto un Do di petto lungo 9"82, e Blake, che dopo un 9"90 trillullerolà sotto la pioggia di Kingston, ha visto bene di mandare una cartolina dalle Cayman di cui deve il soprannome, al compagno di allenamenti Usain: Ded to UB!... c'era scritto sul retro della foto che lo immortala col faccione a 9"84 con 0,5 di vento. A ben vedere più di un metro di differenza nel vento tra il suo 9"84 e il 9"82 di Bolt (+1,8). Per ora solo in 3 sotto i 10". Anemia olimpica. Ma Blake sta scrivendo la sua storia personale: è questo infatti il suo terzo tempo di sempre, dopo un duplice 9"82, e la 17^ volta sotto i 10". Distantissimo il secondo, ovvero il Trota Michael Frater: 10"05. Keston Bledman, teammate di Ty Gay, 10"06. Kim Collins invece 10"11: c'è ancora... Nei 200, uno dei citati neo-sprinter giallo-verdi, Warren Weir, 20"13. Il bahamense Chris Brown (1978!) corre in 45"14, che data l'anemia di risultati nel 2012, è risultato che lo piazza nella top-6 mondiale dell'anno. Il fenomeno grillesco Will Claye nel salto in lungo è ancora sotto naftalina, dopo le bombe indoor: solo 7,97. Per ora. Cammeeeela Jet-Jeter sui 100, retrocede dall'exploit iniziale di Kingston di 10"81 (+1,0), a 11"04. Ma rimane sempre la migliore, in attesa di vedere all'opera VCB. La kamikaze della Richards, Novlene Williams-Mills, dopo il sub-50", ritorna a far capolino sopra i 50": 50"35, vincendo la gara.
  
Dischi volanti - Al Wailuku Maui Discus Challenge (presumo Hawaii) il 04/05 spallata belluina di Stephanie Brown Trafton: 67,74, terza prestazione mondiale dell'anno, che raggiunge quindi il PB all'età di 32 anni (ma verso i 33). Per gli amanti delle statistiche il 594° prestazione di sempre al femminile. Pensavo meglio, ma c'è anche da dire che i lanci nella storia superiori ai 70,00 sono ben 163. Senza contare tutti quelli ancillari, naturalmente... forse non molti ricordano un piccolissimo particolare della Brown-Trafton: è la campionessa olimpica uscente. Titolo che si vinse a Pechino con "solo" 64,74. Si chiama Killing Instinct, qualità per grandi percentuali soprattutto a stelle-e-strisce: Stephanie quando sente odore di olimpiade... In quasi-contemporanea, ma in Europa, a Budapest, WL dell'ungherese Zoltan Kovago: 68,21, che nelle prestazioni di sempre si colloca al 444° rango di sempre. Si può far meglio, sembrerebbe. 

Sudafricani open: Magakwe indemoniato- Simon Magakwe continua ad essere lo sprinter  africano del momento. Il 27/04 a Johannesburg aveva spostato la propria asticella sui 100 a 10"06 (con 1,8 pro), 4° performer "regolare" dell'anno. Il 4 maggio nella finale dei campionati sudafricani Open ci piazza un 10"13 in semifinale (0,9) e poi un 10"18 ma con un dato del vento pazzesco: -2,0. Davvero uno che arriverà molto lontano a Londra: da semifinale di sicuro. Nei 400hs il mozambicano Kurt Leone Couto (1985) approda a 49"52 (ma vanta un 49"12 di PB). La buona saluta generale del movimento sudafricano, la conferma l'ennesimo atleta oltre gli 8 metri: Zaarck Visser 8,15 con 0,8 di vento. Tra le donne, pericolo per la Grenot nel nome della Namibiana Tjipekapora Herunga: 51"24, 6^ nella griglia mondiale dell'anno, proprio dietro a Libania. PB. Nel martello esplode una sassata di 76,66 la tedesca Betty Heidler. 25^ prestazione mondiale di sempre, in quella classifica che lei stessa comanda con il Record Globale a 79,42 rasoiato l'anno scorso ad Halle. Però... però quest'anno c'è la Oksana Menkova (o Aleksia Miankova?) che ha fatto un timido lancettino a 78,19 (3° sparata mondiale di sempre). Volerà sangue sulla pedana di Londra. 

Ancora Ryota a Shizuoka: 11 giapponesi sotto i 21" sui 200! - nessuno si offenda, per favore! Il già nominato ed innominabile Ryota  Yamagata (classe 1992 e che ho portato alla ribalta per essere stato il 4° di Bressanone '09) dopo il 10"08 di un paio di giorni fa, si vince il meeting giapponese sui 200 con 20"66 con un pò di vento contro. Talentuoso. Ora vorrei ridere insieme a tutti quelli che possono: al meeting di Shizuoka, 11 giapponesi sono scesi sotto i 21". Riscrivo la cosa per concepirla meglio: 11 giapponesi sotto i 21". In Italia per trovare 11 atleti sotto i 21" bisogna prendere gli ultimi 10 anni di liste italiane. La cosa mi stuzzica troppo... controllo davvero. Mumble... mumble... allora, Andrew Howe, Matteo Galvan, Emanuele Di Gregorio, Roberto Donati, Diego Marani, Davide Manenti, Jacques Riparelli, Enrico Demonte, Simone Collio, Alessandro Cavallaro, Marco Torrieri... mi sbagliavo: sono solo 6 anni per totalizzare 11 azzurri sotto i 21". Chiedo venia. Torniamo ai japs (dopo i jams): sui 400 Yuzo Kanemaru ottiene 45"47, che di 'sti tempi non è proprio male. E poi, Takayuki Kishimoto?! Dove lo mettiamo: 48"88 sui 400hs! Ed infine Amantle Monthso, che sui 200 ottiene il suo PB: 22"89. Una cartolina per Sanya Richards

Rutherford 8,35 - l'inglese Greg Rutherford si è spinto fino a 8,35 (con il vento limite a 2,0) nel salto in lungo di Chula Vista (02/05). Miglior salto mondiale dell'anno e primato personale. 

10/05/12

Assunta Legnante: punto e a capo

Ormai ne parlano e ne scrivono tutti. Deve essere difficile, arrivare al massimo e poi crollare al minimo, e poi dal fondo, a tentoni, cercare di risalire su per un pozzo buio fatto di pareti levigate. Dall'avere tutto, all'avere nulla, persino privati delle cose più semplici. Non è semplice per nessuno, eh... anche per chi al "massimo" non c'è mai arrivato. A dire il vero... ma cos'è poi il "massimo"? Può essere un titolo europeo di lancio del peso di fronte ad un palazzetto zeppo di 10.000 persone ma anche solo poter correre su un prato montano in piena solitudine in una giornata di sole e godersi tutto quello che c'è lì attorno. Quando si viene privati anche di una cosa piccola ma normale, naturale, il concetto di "massimo" è un concetto decisamente opinabile. Però francamente, a me il pietismo non piace molto. Anche perchè non aiuta, o almeno... aiuta a rimanere nel posto in cui si è. 
Quindi dò un altro taglio a tutto quello che è ormai di dominio pubblico. Del grosso "problema" di Assunta Legnante venni a conoscenza nell'estate dell'anno scorso. Chi me ne parlò allora fu una di quelle persone che col proprio carisma ha contribuito a far esplodere l'atletica paralimpica negli ultimi anni. Con piglio entusiastico, mi chiese se conoscessi qualcuno, che conosceva qualcun'altro, che conoscesse Assunta Legnante. Nomi grossi. L'idea? Far ritornare Assunta su una pedana del peso e poterne sfruttare la classe per... attirare altre ragazzi e ragazze "superhabily". Poi non so che strade siano state intraprese, come è stata convinta e da chi... perchè purtroppo le mie conoscenze sono limitate a poche persone, e non mi conosce praticamente nessuno: ma alla fine, se dopo 8 mesi da quella telefonata aprendo la Gazzetta (ormai stuprata da tutte le falsità del Giuoco del Calcio) ci trovo un articolo a 9 colonne sulla Legnante e di riflesso che parla volenti o nolenti di atletica (come spazio, il più esteso mai visto dai mondiali di Daegu ad oggi sulla rosea): qualche cosa deve essere sicuramente successo e i meccanismi da qualche parte si devono essere azionati se alla fine il risultto è stato raggiunto. 
Perchè Assunta Legnante non rappresenta solo una possibile medaglia alle Paralimpiadi di Londra 2012, ma potrà essere soprattutto un catalizzatore e un faro per chi, dopo la sopraggiunta o innata disabilità peggio, la consapevolezza della disabilità, ha deciso di chiudersi nel proprio guscio e nel proprio scrigno. E invece questo è il messaggio di tutte quelle persone che lavorano come formichine attorno all'atletica paralimpica: c'è un piccolo mondo che aspetta, e dall'entusiasmo con cui mi parla quel mio amico, è un mondo che sta esplodendo di vitalità. Vedere una ragazzina con le lame-di-Pistorius che in poche settimane, dopo aver ricevuto le preziose protesi, e quindi aver fatto capolino dal proprio guscio su una pista di atletica, migliora di mezzo secondo ad allenamento, è l'esaltazione stessa dell'atletica leggera. Si parla di tempi, di tecnica, di adattamento, di cronometro, di recupero: atletica appunto.  
E' un mondo che è sempre più presente, che cerca di emergere: anche qui su Queenatletica ho sempre più cercato di dar spazio a questi miei amici, anche se non ho compreso e non ho trovato sulla rete come si strutturano le categorie. E il merito, oltre naturalmente che all'incredibile forza di volontà di questi ragazzi e ragazze che devono vincere una doppia inerzia, lo voglio sottolineare, è in gran parte di quel sottobosco di volontari, tecnici, amici, parenti, accompagnatori-atleti, la stessa Fispes, che, anche se in modo familiare (ma forse è proprio qui la forza del movimento), stanno creando questo meraviglioso mondo.
Ora, bando alle ciance: gli articoli sui mondo paralimpico comparsi sul mio sito sono sempre stati "tecnici", ovvero l'analisi dei risultati che mi venivano girati da quel mio amico. E' un mondo in forte divenire, di continui miglioramenti: un pò come il mondo master. Si sta plasmando. 
Non dimentichiamoci che ora sorge un... "problema": purtroppo alle Paralimpiadi ci sarà un numero chiuso di italiani. Infatti, chissà per quale astrusa norma, c'è un numero chiuso di partecipanti non per specialità e categoria, ma per... Nazione. Non vorrei essere, a questo punto, il selezionatore della Nazionale Italiana... diversi ragazzi quest'anno hanno ottenuto il minimo per Londra, e il numero di ammissibili si conta sulle punta di una mano. Paradossalmente, il sistema stesso, dopo aver creato questa alternativa, non consente la partecipazione piena a chi i minimi li ottiene. 
Comunque: da domani e per tre giorni, grandi campionati italiani paralimpici di atletica a Torino: qui il link al sito della Fispes. E ora basta ciance: per andare a Londra, bisogna lanciare, correre e saltare, e già da domani a Torino. 

Panorama italico: Collio 10"31 - Licciardello 46"22 - Caravelli 13"13 - Grenot 51"42

L. Grenot - G. Colombo/Fidal
Licciardello benino - Grenot: passo indietro? - Galvan male -- Prima affermazione che mi è passata per la mente: beati loro! Beati loro che stanno godendosi il caldo caraibico di Saint Martin. Al termine della gara vinta da un sontuoso LeShawn Merritt in 20"16 sui 200, dubito però che Matteo Galvan fosse contento del proprio 21"54 con 0,9 di vento a favore. Insomma, se Merritt corre al limite dei 20" vuol dire che le condizioni non erano troppo male. Molto bene l'esordio di Claudio Licciardello: 46"22, e interpretando le affermazioni su Twitter, traspare una parziale insoddisfazione. Bene: il ragazzo vuole già correre con i 45" davanti ai centesimi. Libania Grenot invece, dopo il quasi-sensazionale 51"19 di Gainsville, a Saint Martin 51"42: come dire, sempre prestazione di assoluto valore mondiale, ma in ottica olimpica servirà correre in 50"5 per accedere alla finale. Siamo solo a maggio, eh... non pretendiamo troppo. Dei 3 ragazzi alla corte di Seagrave, diciamo che per ora i risultati si vedono per Grenot e Licciardello (atteso a conferme sub-46"), mentre per Galvan, per ora, bisognerà aspettare le prossime uscite per comprendere le reali condizioni. Una rondine non fa primavera, ma un brutto tempo si lascia sempre interpretare.
Collio 10"31 e 20"97 - Finalmente si può parlare di risultati di atleti italiani in maniera prospettica. Lo sprint maschile inizia a muoversi: dopo il 10"29 trentino di Jacques Riparelli, giunge alle orecchie il 10"31 (con vento di 1,2 a favore) di Simone Collio sulla magica pista di Rieti. Minimo per Helsinki centrato (era 10"40), mentre per il minimo B di Londra mancano ancora 7 centesimi. Considerando che c'è (almeno) anche Riparelli tra gli elegibili, anche qui sarà probabilmente necessario conseguire il minimo "A"... 10"18. Comunque, esordio sicuramente positivo. Sui 200 Collio, un'ora dopo i 100, si cimenta in un discreto 20"97 con un dolce 1,8 di vento a favore. Davide Manenti si accaparra il 3° risultato personale di sempre con 21"03 (dove il miglior tempo rimane un 20"94), e riesce a domare di un solo centesimo (21"04) l'astro nascente Lorenzo Valentini, che il PB lo demolisce di 3 decimi: aveva 21"35.

Alloh sì, Alloh no. Ma Spacca e Bazzoni in forma sui 200 - sui 100 femminili di Rieti arriva una bella folata di 3,0 metri a favore e Audrey Alloh spara un 11"48 che le sarebbe valso solo il minimo per Helsinki. Niente da fare. Francamente impegnativi i minimi per Londra, attualmente, per tutte le italiane: 11"38 il B, che non viene corso da un'italiana dal 2008, anno in cui fu ottenuto sia da Annarita Pistone (11"27 con 1,3 ad Annecy) e Vincenza Calì (11"35 con 1,5 a Milano). Personale ventoso? Il PB "regolare" per ora rimane un iceberg del 2008, un 11"51 a Ginevra (tre dei suoi migliori risultati risultano ancora stabiliti in quell'anno, fonte Sigma). L'anno scorso arrivò fino a 11"63, ovvero la miglior annata dopo il 2008. Nella scia della Alloh, nella gara viziatina dal vento, arriva Aurora Salvagno con 11"76, un pò meglio rispetto all'esordio di Pavia (detratta come con l'autovelox la tolleranza dovuta al vento). Ma sarà sui 200 che arriveranno le sorprese: il vento si tara a 2,0  m/s precisi-precisi, e sulle bocche di fuoco vengono posizionate oltre alla Alloh, Maria Enrica Spacca (altro mio pallino), Chiara Bazzoni e Maria Chigbolu. Ebbene, la Spacca lima in condizioni presumo perfette (2,0 metri di vento a Rieti) il proprio personale di 3 decimi secchi: 23"77 e aveva 24"08 corso nel 2009 sempre sulla medesima pista. Primo sub-24" anche per Chiara Bazzoni, che arriva a 23"95 (aveva 24"04). La Chigbolu 24"05 e secondo il sigma aveva un PB addirittura una vita più lento di quello ottenuto a Rieti: 24"73. 24"06 per la Alloh, comunque PB anche per lei: ma da lei ci si aspetterebbero (ritengo) tempi più aggressivi anche sui 200.

Altri da Rieti - Giulia Arcioni continua la sua riconversione al giro di pista: a Rieti conclude la gara in 54"94. Secondo il Sigma questo rappresenta il suo  primo 400 outdoor, per lei che si è ritagliata una discreta notorietà soprattutto sui 200. 54"94 non è però ancora tempo significativo: a livello indoor l'anno scorso era scesa addirittura fino a 53"82. Chissà se è una prova di passaggio allo sprint o una riconversione... Nell'asta la junior Roberta Bruni sembra davvero la nuova etoile della specialità, in cerca di nuovi personaggi: secondo il sito Fidal il 4,20 è il record junior eguagliato (il precedente apparteneva alla stessa, che lo deteneva dal 2011, ovvero da quando era allieva). Emanuele Formichetti 7,59 nel lungo, ed è misura che ancora non esalta. Il minimo per Helsinki è ancora lontano (7,95). Giorgio Piantella sufficiente con 5,35 nell'asta.

Latina: Caravelli 13"13 con -1,1 di vento - Stefano Tremigliozzi ottiene il miglior salto italiano dell'anno: 7,69 con 1,8 di vento. Il risultato-clou rimane però l'esordio sui 100hs di Marzia Caravelli: 13"13, ovvero un paio di centesimi in meno del tempo che la Borsi stava correndo a Pavia. In due col minimo B... ed è un problema, come già riferito parlando proprio della Borsi. Bello pensare di avere due atlete a livelli medio-alti a ballare sulle soglie del minimo e soprattutto del record italiano. Stando al Sigma, è il 7° risultato di sempre della Caravelli, ma quello che più conta il tempo più veloce corso a... maggio. Tutti i 6 migliori tempi ottenuti dalla friulan-romana, sono stati infatti ottenuti tra giugno e settembre. Ottimo, davvero ottimo inizio... così come per la Borsi. 54,59 per Laura Bordignon nel disco... stallo a queste misure per la seconda uscita consecutiva.