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25/02/11

Convocazioni per Parigi e la mia squadra: fuori Scapini, Gibilisco e Meucci

Michael Tumi con Emanuele Di Gregorio
Sono così usciti i nomi per Parigi e finalmente posso fare anch'io come fanno i critici del calcio (con la leggera differenza che loro vengono pagati per scrivere quotidianamente di aria fritta) cioè speculare sui nomi delle convocazioni azzurre. Di sicuro ancora una volta prevale il "metodo italiano", cioè nel pieno di quella cultura per la quale qualcuno sceglie per tutti, perchè bisogna dimostrare che si occupa un posto. Nei paesi anglosassoni la formula dei trials, per quanto talvolta terrificante e senza-cuore, non lascia mai strascichi polemici: tutti vi si adeguano in silenzio. Quando in una società o in un'organizzazione ci sono regole certe, tutti a parte prendersela con sè stessi, non possono. Laddove è dato uno spazio inopinato alla discrezionalità, c'è spazio ad ogni forma di personalismo e, quindi, di critica. Ora, la Fidal come ogni anno ha fissato un minimo per gli Europei, tenuto conto che, comunque, non esiste un vero e proprio minimo fissato dalla Federazione Europea per la partecipazione agli Euroindoor. Poi, chiaramente, si sono tenuti da parte la finestra discrezionale di cui sopra. Dura lex sed lex, dicevano i romani, ma non è il nostro caso. 14 uomini e 13 donne la squadra che parte per la Francia. Così è come la vedo io:

  1. Mario Scapini non l'avrei portato: stando ai fatti noti, un ragazzo di 20 anni, grande promessa per il futuro, ha snobbato la partecipazione ai campionati italiani assoluti per prepararsi ad un Europeo Indoor. L'atletica italiana è già profondamente in crisi perchè non si vedono i campioni in pista, non ci sono esempi, le gare sono di scarso spessore tecnico, e quei pochi che potrebbero ravvivare l'ambiente, semplicemente bistrattano quello che dovrebbe essere un appuntamento necessario ad onorare l'atletica italiana e necessario per una convocazione. Probabilmente non c'entra nulla la volontà dell'atleta, ma qualcuno che lo allena (Rondelli?) di sicuro avrà deciso per lui in accordo con la Federazione. Bravi tutti, insomma. A questo punto avrei convocato Giordano Benedetti e Lukas Rifesser, che se si sono avvicinati al limite Fidasics, e che in gara hanno le stesse identiche possibilità di passare i turni di Scapini. 
  2. Tumi ci sta: ma perchè non Riparelli? - Chi ha frequentato gli ambienti (malati) della Nazionale, spesso riporta che le convocazioni rispecchiano per un buon 80% la forma attuale dell'atleta, un 10% raccomandazioni varie e il restante 10% ciò che l'atleta ha fatto l'anno precedente. Del resto Checcucci si è sciroppato una frazione di 4x100 a Barcellona nonostante avesse almeno 3 atleti più veloci di lui, perchè l'anno prima aveva corso in 10"26. E allora: perchè dopo lo scippo a Riparelli ai Mondiali di Doha, non è stato portato come forma di risarcimento "morale"? Vale probabilmente i tempi di Tumi e con due settimane probabilmente sarebbe potuto arrivare ai suoi migliori livelli del 2010. Tumi ha vinto gli italiani, è giovane, e probabilmente è giusto fargli fare un bagno di umiltà in una manifestazione che gli farà capire dove sono gli altri. Per questo serve far fare attività internazionale ai giovani: dare il giusto peso alla propria dimensione sportiva, perchè spesso qui in Italia chi vince un titolo italiano, si sente come Edwin Moses dopo 122 gare di imbattibilità. Immortale. Mentre, forse, un titolo nazionale dovrebbe essere solo il punto di partenza.
  3. Daniele Meucci e Giuseppe Gibilisco sapevano già che sarebbero stati convocati anche senza minimo: che la Fidal fissasse i minimi e poi se ne fregasse, l'avrei dovuto capire immediatamente. I due atleti non solo non hanno ottenuto il minimo, ma non si sono nemmeno presentati agli italiani, cosa ben più grave secondo il mio punto di vista. 
  4. Ancora una chance per Greco: e sia. Speriamo stavolta che Daniele Greco porti un tributo a ciò  che la natura gli ha regalato con tanta prodigalità: una ottima prestazione, almeno in qualificazione! Non penso si possano dare wild-card all'infinito se poi le si butta via sistematicamente. 
  5. Ma la Milani davvero non farà i 400? Sembra una bestemmia, ma non si riesce ancora a capire se la bergamasca correrà o meno la gara individuale. Memori di Barcellona e delle battaglie interne alla 4x400 maschile (addirittura il veto alla semifinale di Vistalli per non prosciugarlo di energie in ottica staffetta... ma poi ha avuto ragione lui, evidentemente) non vorrei mai che si guardasse alla percentuale di "medagliabilità" e quindi barattare quella che potrebbe essere una tappa importante per la carriera della Milani, con una eventuale medaglietta nella finale diretta della staffetta del miglio. Sapete, questione di calcolo delle probabilità: si parte già in finale, poi ci sono una quantità infinita di variabili indipendenti tra cambi, tagli, trenini... in una staffetta che non è affatto impossibile sperare nella plata (detta in spagnolo). 
  6. Dov'è Marco Salami? E Obrist? Nello spazio di discrezionalità di Uguagliati non c'è stato colpevolmente spazio a Marco Najibe Salami, il dominatore dei 1500 agli Italiani Assoluti e top-timer in Italia con poco più di 3'43". Se si sono portati atleti palesemente in assenza di minimo, perchè non dare respiro al mezzofondo maschile cercando di far crescere quelli che mettono fuori la testa dal buco nero del settore? O dobbiamo aspettare i 5/6 anni in cui i giovani fenomeni stranieri (si spera) cambino nazionalità? Salami ha battuto Obrist e La Rosa ad Ancona! E poi, a questo punto avrei portato anche Christian Obrist: gli critico la freddezza nei momenti topici delle gare, ma sono sicuro che in un campionato continentale, la finale la centrerebbe 9 volte su 10 anche se corre in 3'44".
  7. mi sarei giocato la Caravelli - nelle convocazioni, i CT spesso mettono la carta a sorpresa. Io mi sarei giocato la Caravelli nei 60hs, per una serie di motivazioni: in batteria agli italiani si è ricordata finalmente quello che ha fatto nel corso del 2010: 8"28. Poi in finale deve aver pasticciato: amen. Ha poi quel senso di rivalsa nei confronti di chi le ha rubato la scena, la Pennella, e il mix di tutte queste componenti avrebbe potuto portarla a livello della stessa Pennella, quanto meno. Deve comunque piangere sul latte versato, perchè prima degli italiani si è cimentata in una sola gara sui 60hs e non certo bene per la sua classe.
Ad ogni buon conto, questa sarebbero state le mie convocazioni dopo quanto visto (e non visto) ad Ancona, tra uomini e donne. 
  • 60: Emanuele Di Gregorio - Michael Tumi - Jacques Riparelli
  • 400: nessuno
  • 800: Giordano Benedetti - Lukas Rifesser
  • 1500: Marco Najibe Salami - Christian Obrist
  • 3000: Stefano La Rosa
  • 60hs: Emanuele Abate
  • alto: Nicola Ciotti - Marco Fassinotti
  • lungo: Fabrizio Donato
  • triplo: Fabrizio Donato - Fabrizio Schembri - Daniele Greco
  • asta: Claudio Stecchi
  • peso: nessuno
  • marcia: nessuno 
  • 60: Manuela Levorato
  • 400: Marta Milani - Maria Enrica Spacca
  • 800: nessuno
  • 1500: nessuno
  • 3000: nessuno
  • 60hs: Giulia Pennella - Marzia Caravelli
  • alto: Antionietta Di Martino - Raffaella Lamera
  • asta: Anna Giordano Bruno
  • lungo: nessuno
  • triplo: Simona La Mantia
  • peso: Chiara Rosa
  • marcia: nessuno
  • staffetta: Milani - Spacca - Bazzoni - Arcioni

21/02/11

Riflessioni a freddo in un pagellone degli assoluti

Michael Tumi, la sorpresa degli assoluti
Riflettendoci a freddo, direi che è giusto che l'atletica sia commentata da Enrico Cattaneo (voto 4: è un pesce fuor d'acqua abituato ai tappeti verdi del biliardo!) e Attilio Monetti (voto 3: qualcuno gli dica che non sono le Olimpiadi di Atene 1896!). Sì, perchè purtroppo, se l'atletica è questa, non si può sperare di vedere qualcuna delle voci-top della Rai per un campionato italiano come quello appena visto con risvolti talvolta tragicomici. Ad esempio, bisognerebbe riuscire a strappare ai tuffi (e al calcio) Stefano Bizzotto (voto 8) che è letteralmente innamorato dei numeri e con l'atletica andrebbe probabilmente a nozze. Penso che dopo un paio di mesi competerebbe con Franco Bragagna (voto 5 perchè ha trovato l'amante nello sci di fondo e lascia la moglie atletica troppo spesso). Perchè peggio di così di sicuro non si potrà fare: una volta teneva attaccati ai teleschermi con la sua esuberanza Giacomo Mazzocchi (voto 7,5, un'iraddidio al microfono) padre di Marco, che urlava nei microfoni di Telemontecarlo (voto 8, un faro che trasmetteva i meeting internazionali). Peccato non avere in questi momenti di morte-lenta delle classi superiori di questo sport un urlatore da microfono che ravvivi l'ambiente. Già perchè per alcuni versi, in alcune specialità l'Italia è all'anno-zero. Il WWF è stato chiamato al capezzale di alcune specialità in via d'estinzione come l'Orso del Kispios o il potoroo dal muso largo: accanto a questi animaletti c'è infatti tutto il mezzofondo femminile, che, senza Elisa Cusma (voto 9: da sola per oltre un lustro ha nascosto sotto un tappeto la pochezza del mezzofondo italiano) ha dimostrato l'incredibile inconsistenza. Tutte teletrasportate in un'altra dimensione? Gare da campionati regionali: gli 800 (voto 3), i 1500 (voto 2). Per fortuna nei 3000 c'era Silvia Weissteiner (voto 6,5 per la tenacia) anche se sul tempo ci sarebbe molto da discutere. Altissimo. E le nuove leve dove sono? Il lungo femminile (voto 1) è anch'esso stato depenalizzato a gara di carattere regionale: l'anno scorso a Gavardo, in un meeting regionale, in 5 superarono i 6 metri... I 400 maschili (voto 3) sono stati snobbati da tutti i big nazionali (voto 1), così come gli 800 che almeno hanno visto la sfida Giordano Benedetti (voto 7,5) versus Lukas Rifesser (voto 6,5) non sono stati nobilitati dalla presenza di Mario Scapini (voto 2: non si evitano gli avversari e i campionati italiani), che punta tutto sugli Europei. Ma se non ha mai vinto un titolo italiano indoor, come diavolo fai a sottrarsi alla lotta e dedicarti ad un obiettivo tanto (poco) tangibile? Che modo è di gestire i talenti nazionali? La partecipazione ai campionati italiani doveva essere conditio sine qua non per andare a Parigi: mi sembrava lapalissiano. Invece, la Federazione Italiana di Atletica Leggera (voto: n.c. da 6 anni) come scritto più volte, non ha potere decisionale sugli atleti, che così si autogesticono allegramente. Diverso sarebbe se ci fosse una parvenza di organizzazione superiore (una sorta di Team Italia stabile, su cui puntare senza continue prove e controprove) con compiti e obiettivi ben precisi, condivisi da struttura tecnica e allenatore dell'atleta. Continuo a domandarmi cosa se ne fa la Fidal di oltre 20 milioni di Euro di entrate (e uscite) all'anno (40 miliardi delle vecchie lire), se non si fa nemmeno il minimo sindacale per favorire l'insorgere di strutture a favore degli atleti. La realtà è che tutto incancrenito: le risorse prendono mille rivoli e si disperdono non certo nelle tasche degli atleti o dei loro allenatori. Gli atleti-top sono costretti a pagarsi osteopati, nutrizionisti, fisioterapisti, massaggiatori, quando sembra ormai chiaro che le medaglie a livello internazionale non si possono vincere continuamente puntando sull'improvvisazione e sullo stato grazia di questo o quell'atleta. Ciò che gli entra con lo stipendio da statali, gli esce per crearsi come atleti. E rappresentano questa Federazione, non dimentichiamolo. Oggi è tutto incredibilmente estemporaneo, vago, non organizzato. E alla fine escono questi campionati italiani, che regalano solo qualche lampo in mezzo a tanta mediocrità. Poche le eccezioni, a partire dai 60 maschili, dove tutti i migliori hanno onorato la manifestazione (voto 7 a tutti) come meglio non avrebbero potuto. Anche da infortunati o dopo essere rientrati da un'infortunio. Meritevoli. Anche i 1500 maschili si sono salvati (voto 6,5), dove i migliori dell'anno si sono presentati: anche Christian Obrist (voto 6: è indietro nella preparazione, ma ha avuto le palle di presentarsi: dovrebbe avere la stessa volontà anche nei finali) che non è a livello degli anni scorsi, ma lo stesso ha avuto l'umiltà di metterci la faccia. Miglior tributo al vincitore, Marco Najibe Salami (voto 7,5: stagione indoor da incorniciare) non poteva fare. Anche nel salto in alto maschile erano presenti proprio tutti (voto 7), anche se non si sono toccate quote siderali. Nicola Ciotti è parso sicuro (voto 7,5), mentre Marco Fassinotti dopo l'ottimo 2010 è apparso un pò in calo (voto 5,5). Nei 60 Manuela Levorato (voto 7) entra nella storia dei 60 metri, vincendo con un mezzo brivido, e salutando la muta di avversarie solo ai 30 metri. Come commentavo ieri, una finale ad un campionato italiano non è una gara qualunque. La tensione sale per tutti, così come è successo per Emanuele Di Gregorio (voto 5). A proposito Michael Tumi (voto 9) ha dimostrato che lo sprint è essere il più "set" possibile lasciando gli spazi del "logic" al minimo. Si è alzato sul pronti più lento degli altri, ma ha messo dentro la miglior accelerazione dell'intero lotto. Di Gregorio ha pensato troppo al prima e soprattutto al dopo della gara (sarebbe stato il primo titolo nazionale indoor), mentre sarebbe stato da pensare esclusivamente al durante. Al "dopo" si pensa solo dopo la linea del traguardo. Roberto Donati (voto 6,5) infilza invece tutti gli altri pretendenti della Staffetta 4x100 barcellonesa. Jacques Riparelli (voto 6 per la costanza), Fabio Cerutti (voto 8: ci ha messo la faccia nonostante il recente infortunio e la probabile-sicura controprestazione) e Gianni Tomasicchio (voto 5,5, mi aspettavo una prestazione più proteiforme). Purtroppo e per fortuna in atletica conta solo una cosa: stare davanti. I 400 femminili (voto 8,5) è stata la gara forse col tasso tecnico generale più elevato: allettava troppo la staffetta 4x400 agli Europei, e così si è assistito per tutta la stagione indoor ad un bella sfida tra prime e seconde scelte. E la finale non ha disatteso le aspettative, con Marta Milani (voto 8) che ha sfiorato il minimo ma sarà quasi sicura la sua partecipazione a Parigi nella gara individuale con le wild-card. Maria Enrica Spacca con il PB (voto 9, è la mia preferita per combattività e cattiveria) e Bazzoni e Arcioni (voto 8 per entrambe) con i rispettivi personali. Finale agli italiani dove 5 atlete su 6 hanno raggiunto il proprio record: meglio di così!
Simona La Mantia (voto 8,5) si candida ad essere super-protagonista anche a Parigi, cavalcando l'onda di Barcellona. Il resto della specialità è in attesa di Daria Derkach (voto 9,5 in prospettiva). Fabrizio Schembri (8,5) raggiunge i 17 metri e vince il primo titolo indoor in carriera davanti al randomizzante Daniele Greco (7 di incoraggiamento, ma può fare molto ma molto di più... "il collega"). E Fabrizio Donato? 9,5 per l'8,03, mentre i suoi avversari sono naufragati nelle sabbie mobili della elastica pedana di Ancona (voto 6). Peso maschile inquietante (voto 4), mentre finalmente Chiara Rosa (7,5) riesce a sparare quella dannata palla di ferro da 4 kg oltre i 18 metri ed ottenere il tanto sospirato minimo. 

Italiani Indoor Assoluti non all'altezza delle aspettative - l'analisi di Sasuke

Si sono svolti questo weekend i campionati italiani indoor assoluti, ma i risultati di molte gare non sembrano appartenere ad un tale evento. Commento leggermente in ritardo perché ieri ho assistito alle 4 ore e mezza di differita di Rai Sport che, come citato qui sotto, sono state penose in quanto a commento tecnico. Assente Franco Bragagna, telecronaca ad opera di due nomi poco illustri e del discreto Attilio Monetti, spalla solita di Bragagna. Cronaca non priva di numerosi errori (salti nulli, atleta in vantaggio su un altro…) e imprecisioni che mi fanno notare come l’assenza di Bragagna possa far perdere valore ad una gara. Unica nota positiva, la trasmissione anche dei concorsi (almeno di quelli in svolgimento mentre commentavano) rispetto ai riassunti dei giovanili dove sembrava non esserci altro che le gare in pista. Una cosa che non ho mai capito, seriamente, è come possano le gare su pista essere più interessanti (specialmente quelle di fondo, delle quali secondo me potrebbero mostrare solo l’inizio e la fine) del salto in alto o del salto con l’asta, molto più spettacolari. Non mi soffermerò troppo sui risultati (di cui si è già parlato abbastanza) quanto sull’evento in se. Risultati, comunque, anche di buon livello: un nome su tutti quello della triplista Simona La Mantia, capace di una serie di 6 salti (uno nullo) tutti oltre i 14 metri (14,15; 14,12; 14,30; N; 14,31; 14,33) che ne confermano l’ottimo stato di forma. Se devo essere sincero, quando la La Mantia giunse all’argento a Barcellona lo considerai un pò un “colpo di fortuna”; Simona arrivò ben oltre lo stagionale proprio durante la rassegna continentale. Ma mi sbagliavo e questa stagione indoor ne dà la conferma. Niente fortuna, solo tecnica, impegno e costanza. Ottimi risultati sempre dai triplisti, Fabrizio Schembri capace di planare ad un ottimo 17.00 metri, buono in chiave europei, così come Fabrizio Donato a 8.03 nel lungo (che rinuncia poi al triplo per precauzione). Buono anche Daniele Greco (16.65, ancora un po’ sotto lo standard minimo). Per il resto, da citare essenzialmente la brava Chiara Rosa (quinta al mondo e quarta in Europa) con 18.34.
Risultati più scioccanti sono stati quelli dal rettilineo dei 60 metri. Tutti (e dico tutti) i protagonisti della velocità azzurra, ma risultati di ben poco rilievo, con Michael Tumi, promessa, che ha la meglio con un buon 6.71 di atleti come Di Gregorio (6.72), Donati (6.73, che si piazza davanti ai tre esclusi della staffetta di Barcellona), Riparelli (6.75) e dei poco incisivi Cerutti e Tomasicchio (6.79 per entrambi). Collio ha corso solo le batterie, in un modesto 6.75 (comunque previsto, visto che per ammissione dello stesso la condizione era scarsa). Per quanto Di Gregorio abbia corso la batteria in 6.68, le due prestazioni appaiono opache; Lemaitre è letteralmente risorto correndo in 6.61 la batteria e in 6.58 la finale ai campionati francesi. Se l’azzurro non sarà al meglio delle possibilità, rischierà di vedere il podio allontanarsi - per il momento rimane comunque terzo in Europa.
Sono rimasto un po’ deluso dalla prova del salto con l’asta femminile. La Benecchi e la Giordano-Bruno saltano con molto margine (più di 10 cm, 20 stando ai cronisti, non molto attendibili però) rispettivamente 4.25 e 4.30; poi, da atlete tattiche, evitano di incontrarsi alle misure successive facendo sperare in una gara di alto livello. E invece no; la Benecchi fallisce a 4.35, e la Giordano-Bruno a 4.40. Ma il problema della seconda è proprio la mancanza di convinzione nelle sue possibilità. Visti i salti precedenti il 4.40 (misura comunque di scarso rilievo) sembrava totalmente alla sua portata… e invece no! I tre tentativi sono mediocri, e prima di saltare una volta si ferma due volte e tornare sui propri passi. Mi è sembrato di vedere i ragazzi alle prime armi nel salto in alto che si fermano spaventati davanti all’asticella, anche se alla loro portata. Ma 4.40 agli europei sarà una misura da superare subito quindi… ha senso portare le due atlete? Sì, a patto però che abbiano fiducia (specialmente la seconda) nelle loro potenzialità (Anna ha saltato anche 4.60 in carriera, prima del brutto infortunio).
Brutto poi il fatto che numerosi atleti di primo piano abbiano disertato la massima rassegna italiana. Si parlava di Scapini, iscritto sia negli 800 che nei 1500. Ma io citerei anche Luca Galletti, presente in staffetta 4x200 (poi squalificata) che per chissà quale motivo rinuncia alla prova individuale! Il primo poi (Scapini) è anche in condizione, visto il tempo e la partecipazione agli europei. Ma potrei citare vari altri, come Vistalli, Fontana, e i vari atleti che sono però giustificati dalle condizioni non eccellenti. Da notare, poi, come la maggior parte degli atleti top, iscritti in due gare, abbia disertato senza motivo una delle due (la Milani negli 800, la Arcioni nei 60, Benedetti e Rifesser nei 1500...) mentre un atleta neo-master come Eleonora Berlanda ha partecipato (vincendo anche due medaglie) sia ai 1500 che ai 3000.

20/02/11

I campionati Italiani assoluti nella cronaca di un biliardista e dell'eterno Monetti

Ascoltavo la telecronaca Rai, condotta da Enrico Cattaneo assistito dall'eterno Cesare Monetti, che sembra non possa mai assurgere al ruolo di voice dell'atletica: continuo sempre a vederlo a fianco di qualcuno che lo azzittisce in malo modo. Ma lui è il supporto tecnico, quello delle spiegazioni ai telespettatori dei gesti tecnici. Enrico Cattaneo invece alla Rai ha seguito prevalentemente il biliardo, e probabilmente la scelta strategica della Rai è stata quella di attribuirgli un compito che ha un numero di telespettatori pari a quello del tappeto verde. Ci sono stati momenti indimenticabili in questa due giorni: Monetti non sembra avere i tempi dell'atletica moderna, nel senso che sarebbe ora di usare una terminologia un pò più attuale e nettamente più veloce: insomma, chi segue l'atletica oggi è soprattutto un pubblico di appassionati conoscitori e non di babbei che non sanno che razza di sport hanno lì avanti. Nell'asta due chicche di Monetti: come dice lui, "in gergo" quando uno sbaglia "pasticcia". Ma come? Non pensavo che nell'asta si fossero arrogati la terminologia "pasticciare" per additare l'errore! Ma è, come dice lui, termine gergale... così come nel gergo astistico rientrerebbe "andare sù" ad indicare l'atleta nella fase di salita. Apriti cielo! Ma qui si aprono i sancta sanctorum di una specialità tra le più impegnative e difficili del panorama sportivo. Imperdibili le telecronache delle specialità "lunghe": nei 3000 maschili "la gara è composta da diversi atleti di diverse società". Ma perchè, mi domando? le altre gare sono composte da pochi atleti di una sola società? Emblematica la svista della gara dei 3000 femminili. Viene da sorridere: la Tschurtschenthaler (nel cognome c'è sicuramente qualche errore) conduce la gara per diversi giri con un margine di un rettilineo intero. Poi ad un tratto, nella bagarre dei doppiaggi avvenuta proprio nell'ultimo giro, esplode letteralmente. Il sorpasso di Silvia Weissteiner avviene proprio davanti alla postazione dei due cronisti, che in quel momento sono evidentemente distratti. Le due altoatesine hanno un fisico molto simile e vestono la stessa maglietta verde sgargiante della Forestale. Finale con Weissteiner vincitrice netta e cronisti ammutoliti. Basiti. Che è successo? Chi è questa? Me li immagino fare questa riflessione: "stai a vedere che abbiamo chiamato Tschurtschentaler per tutta la gara la Weissteiner...". Momenti di televisione imperdibile. Vittoria un pò mutilata per Silvia, che si meritava ben altro trattamento televisivo. Sarebbe da domandarsi quanto la diffusione di uno sport dipenda anche dai telecronisti che lo "vendono" tramite tubo catodico. Il wrestling ebbe 3 o 4 anni fa un ritorno pazzesco anche per il brio dei due cronisti: tutti sapevamo cosa fosse il 619 di Rey Mysterio e quando risorgeva The Undertaker. Purtroppo il mondo di oggi funziona così: la pubblicità è l'anima anche di questo commercio di immagine. 
Altra riflessione: i Campionati Italiani Assoluti, nonostante la deflagrazione del Digitale Terrestre non hanno avuto nemmeno più l'imprimatur della diretta. Proprio quando andavano in scena, su Raisport 1 andava in onda lo slittino femminile (coppa del mondo) che si sa essere uno sport praticato in Italia da 5 o 6 ragazze (stima per eccesso) ma che al momento ha più ritorno dell'atletica (170 mila tesserati). Su Raisport 2 una gara di Coppa del Mondo di Sci di Fondo, ma, cavolo, dell'anno scorso! Tutto in rigorosa differita dalle ore 18:00: se volevate la diretta dovevate guardarvi il tutto sul webcast della Rai. Sull'analisi tecnica di quanto successo ad Ancona, vi rimando ai prossimi post in collaborazione con l'altro opinionista Sasuke. 

Italiani Indoor Assoluti: la seconda giornata - Tumi fulmina Di Gregorio: sorpresissima ad Ancona - La Mantia molto convincente

Dopo una prima giornata dei campionati italiani assoluti di una tristezza infinita, dove si salvano per agonismo un paio di gare e una sparuta manciata di atleti, parte la seconda giornata: occhi puntati sui 60 metri, sulla sfida Di Gregorio-Collio. E poi riflettori sulla Levorato, sulla sfida Benecchi-Giordano Bruno nell'asta, quella trina tra Scapini, Rifesser e Benedetti negli 800. Vedremo anche se ci sarà la sfida Donato-Schembri nel triplo, dopo che il neo campione di salto in lungo, Donato, ieri ha avuto un piccolo risentimento (a livello indoor il triplista delle Fiamme Gialle è già giunto a quota 13 titoli nazionali, comprensivi dei due titoli nel salto in lungo). Speriamo che questi campionati finalmente decollino, perchè quello che si è visto ieri è stato molto deprimente: pochi partecipanti, e quei pochi spesso non in condizione. Riprendiamo la diretta-script... ieri non è nemmeno funzionata la diretta webcast della Rai, così questi italiani (almeno la prima giornata) si potranno vedere solo in differita. Intrecciamo le dita almeno per la seconda. 
  • 17:10 - triplo femminile, La Mantia proteiforme - ha confermato la sua grande forma e si pone davvero in fila alla mensa delle medaglie di Parigi. Serie impressionante con 14.30, 14,31 e 14,33. Le altre lontane anni luce, senza storia. 
  • 16:50 - 800 maschili, Benedetti castiga Rifesser - era proprio vero: Scapini è evidentemente superiore ai campionati italiani assoluto, tanto che domani andrà ad un raduno. Parola del ct Uguagliati. Così il secondo titolo consecutivo se l'è conquistato Giordano Benedetti, che al giro finale si è tirato dietro il solo Lukas Rifesser battendolo nettamente con 1'52"19 contro 1'52"48. Bravo Benedetti quindi, che ha rispettato la manifestazione, così come Rifesser. E adesso, si spera che Scapini faccia un grande Europeo, almeno da medaglia. 
  • 16:45 - 800 femminili, Artuso urla nel silenzio - inutile continuare a insistere sul fatto che non c'è più nessuno nel mezzofondo veloce femminile. Un mantra con un'eco infinito. Ha vinto come era scritto Elisabetta Artuso (classe 1974) con 2'11"54 in una gara tatticissima, che quando ha deciso di stravolgere con una progressione, ha stravolto. Dietro la speranza Serena Monachino. Davvero tempi di altri tempi. 
  • 16:25 - 60 maschili: Michael Tumi grandissima sorpresa. Di Gregorio battuto - La più grande sorpresa fino ad oggi, nella gara più attesa (almeno da me). Collio non si presenta in finale, dopo che già in batteria aveva sentito una fitta alla schiena. Cerutti è arginato in prima corsia e non sarà protagonista. Michael Tumi è in terza, prima del buco lasciato da Collio. Emanuele Di Gregorio è in sesta, circondato da Roberto Donati e Jacques Riparelli. Alla partenza, Di Gregorio, come la Levorato rimane inspiegabilmente impastato con tutti gli altri. Alla sua sinistra, nascosto da Riparelli, sfugge Tumi ed è solo. Poi finalmente Di Gregorio sembra riaversi, ma è troppo tardi. Piomba sul traguardo con Riparelli e Donati, ma dall'altra parte Tumi solitario si guarda attorno guardingo. Pochi secondi ed il verdetto: 6"71 Tumi (record personale), 6"72 per Di Gregorio e 6"73 per Donati. Davvero grande sorpresa perchè la vittoria è stata conquistata di fronte a tutti i migliori. Chapeaux. 
  • 16:15 - 60 femminili: Manuela Levorato vince senza inserire la quinta: 7"44 - Manuela Levorato sembra bella tirata, ma in partenza bradipeggia e sembra imbrigliata da qualche elastico che la mette a livello di tutte le altre piccole (di statura) avversarie. A metà finalmente l'accelerazione viene completata e riesce ad avere lo spunto vincente. 7"44. Dietro Maria Aurora Salvagno con 7"48 a pari di Ilenia Draisci. 7"50 per Jessica Paoletta. Tutto questo per la serie "un campionato italiano è un campionato italiano" e non è una gara senza insidie di carattere emozionale (provare a chiedere a Di Gregorio...). Dato storico che Monetti non ha sottolineato nella sua telecronaca: per la Levorato è il settimo titolo italiano sui 60: staccata Marisa Masullo che con lei era ferma a 6 titoli.
  • 16:12 - 3000 femminili, il ritorno di Silvia Weissteiner - torna a gareggiare Silvia Weissteiner e si porta a casa l'ennesimo titolo italiano con 9'22"39. Gara che non verrà ricordata nei secoli, e che ha visto le prime cinque atlete al traguardo con età vicine e superiori ai 30 anni.   
  • 16:10 - 3000 metri, Gariboldi su Floriani - Inspiegabili spesso le scelte tecniche degli atleti più importanti. Come quella di Stefano La Rosa, che ha rinunciato ad un titolo quasi sicuro per cimentarsi nella bagarre infuocata dei 1500 (dove è arrivato secondo). Basterebbe avere un minimo di visione "diacronica" del proprio vivere come atleti, per rendersi conto che un giorno, finito tutto, lo spessore storico verrà dato proprio, tra gli altri, dai titoli italiani. Così spazio a Simone Gariboldi che ha vinto in 8'08"68 davanti per soli due centesimi a Yuri Floriani.
  • 16:03 - alto maschile, Nicola Ciotti è davvero il più in forma: 2,25 - Nicola Ciotti si conferma il miglior altista del momento in Italia: 2,25 per guadagnarsi il suo 5° titolo nazionale (il fratello è fermo a 3). Finalmente ho potuto vedere qualche salto in diretta sulla diretta Webcast della Rai (l'atletica su Raisport 2 in questo momento è scalzata dalla Coppa del Mondo di sci di fondo... del  2010! E su Raisport 1 quella di coppa del mondo di slittino femminile). Il 2,23 di Ciotti davvero ottimo, sicuro, con la calzamaglia. Poi 2,25, un tentativo a 2,27 e 2 a 2,33. Secondo Filippo Campioli con 2,23 ed infine il dominatore del 2010, con la stessa misura, Marco Fassinotti
  • 15:00 - a questo link la diretta web
  • 14;49 - triplo maschile, è la volta di Schembri: 17,00 - finalmente arriva anche per Fabrizio Schembri un titolo nazionale indoor, visto che si inserisce in una serie di 11 vittorie in 13 anni di Fabrizio Donato. Gli altri "interruttori" furono Paolo Camossi nel '99 e la meteora Salvatore Morello nel '05. Donato non lo sa,forse, e allora glielo dico io: se avesse vinto oggi, sarebbe diventato l'atleta italiano con più titoli indoor nella storia del nostro sport, trono che al momento condivide con Paolo Dal Soglio con 13 titoli. Fabrizio Schembri si impone con un notevole 17,00 metri, prestazione che lo mette anche tra il piccolo numero di papabili per la finale di Parigi. Bellissima anche la serie: ci sono anche un 16,88, un 16,94 e un 16,90. Bravo anche Daniele Greco, con un'altra prestazione convincente a 16,65. Purtroppo stavolta non basterà per andare a Parigi. 
  • 13:02 - peso maschile, Di Maggio batte il terzo colpo - Marco Di Maggio vince il suo terzo titolo nazionale, con 18,41 davanti a Paolo Dal Soglio, che, di titoli indoor ne ha vinti 13. Dal Soglio arriva fino a 17,82, ma fa più notizia che un 41enne arrivi ancora sul podio, anche se si tratta di Dal Soglio? Si aspettava lo junior Secci, talento emergente, che si ferma a 17,02. Meglio di lui la promessa Tommaso Parolo la cui palla di 7,260 kg arriva sino a 17,18.
  • 12:46 60 maschili - spunta Cerutti, Riparelli brucia Collio, Tumi davanti a Tomasicchio, Di Gregorio solido - e alla fine grande sorpresa dalle batterie dei 60: spunta dalla bruma padana Fabio Cerutti, dato per disperso fino a poche ore fa, ma corre in 6"79 ed entra in finale per il rotto della cuffia, terzo in batteria (limite a 6"82). Di Gregorio corre in 6"68 e impressiona: ha la pole position per la finale, con 5 centesimi di "agio" sul vincitore del 2010, Jacques Riparelli. Quest'ultimo regola Simone Collio di due centesimi in batteria (6"73 a 6"75). Sorprende Michael Tumi (classe 1990) che sciabola un 6"76 davanti a Gianni Tomasicchio (6"78) e al citato Fabio Cerutti. Roberto Donati dopo il 6"72 della settimana scorsa rischia un 6"80, due soli centesimi in meno di Francesco Basciani, ultimo eletto al parlamento della velocità. Finalmente una gara degna di campionati italiani, con i migliori in campo. 
  • 12:36 60 femminili - batterie, Manuela Levorato d'autorità - Subito un 7"36 da parte di Manuela Levorato, giusto per mettere un pò di distanza tra lei e il resto del mondo italiano dello sprint. Non ho visto la gara: penso che abbia tolto il piede dall'acceleratore una volta passata davanti. Attendiamo la finale, ora. Alle sue spalle bagarre a quota 7"50 (e un pelo meno): Ilenia Draisci e Jessica Paoletta 7"48, Maria Aurora Salvagno 7"51. Loro tre per due posti sul podio. Oltre i 7"60 tutte le altre, e questo è davvero triste. Seconda tristezza di giornata dopo gli 800 femminili.   
  • 12:13, 800 maschili, Scapini non si abbassa a correre gli italiani - mi auguro con tutto il cuore che Mario Scapini, che di recente ha ottenuto il minimo per Parigi, abbia rinunciato agli italiani assoluti per un risentimento di qualsiasi natura. Altrimenti, se non fosse così e fossi il ct della Nazionale, col cavolo che lo convocherei agli Europei. Basta con questi atteggiamenti di superiorità rispetto al massimo campionato in Italia! Ci perdiamo tutti! Spero, davvero, che non sia una messinscena o una decisione tecnica alla base della sua assenza: e che diamine, ha solo 20 anni e già è una primadonna? Comunque vada, la finale sarà agguerrita, con una sfida tra i migliori 800isti in circolazione in questo momento nello Stivale (escluso Scapini, naturalmente). Ci saranno 7 titoli italiani sugli 800 indoor in pista, conquistati nelle precedenti edizioni da 4 dei 6 finalisti (Maurizio Bobbato 3, Livio Sciandra 2, Giordano Benedetti e Lukas Rifesser 1). Gli altri due saranno l'emergente bergamasco Michele Oberti e lo junior Aurelio Esposito che ai campionati di categoria di una settimana fa era arrivato... 7°: evidentemente più spazio agli assoluti, dove, male che vada, arriverà 6°. Inquietante. 
  • 12:03, 800 femminili, anno zero - Orfani di Elisa Cusma Piccione, emergono in maniera lampante i vuoti creatisi nel mezzofondo femminile italiano. Negli 800 si presentano in 11, e ne passano 6. In prima serie addirittura corsa a livello di campionato master, si passa in finale con 2'17"12. Nella seconda, corsa con la cognizione della prima, si corre un pelo più veloce e ne approfittano un pò tutte (4 qualificate in finale su 5 partecipanti). Vince con autorità la seconda serie con 2'13"67 Elisabetta Artuso (1974, il nuovo che avanza, ma lode a lei che sta ottenendo i migliori risultati ) che a questo punto è la favorita numero 1 della finale, dopo il 2'05"99 della settimana scorsa in Spagna. Occhio a Serena Monachino, rampante, ma ancora ferma su tempi attorno a 2'09". In finale anche l'ostacolista Benedetta Ceccarelli (1980). 

19/02/11

Italiani Indoor Assoluti: partiti - Chiara Rosa 18,34, minimo per Parigi - Milani 53"09 - Pennella 8"17 negli hs - Donato 8,03 nel lungo

Iniziati gli italiani indoor ad Ancona. Qui sotto lo scroll delle informazioni direttamente ottenute dal sito:
  • 19:35 - Stecchi jr ad un passo del colpaccio, ma titolo a Piantella - ci è mancato poco che Claudio Stecchi si portasse a casa il malloppo di fronte ai soliti-noti del salto con l'asta, che hanno vissuto negli ultimi anni nell'ombra di Giuseppe Gibilisco. Stecchi fa parte anche lui di quella sparuta schiera di predestinati che calcherà le scene dell'atletica italiana nei prossimi anni: intanto ha portato il suo PB indoor a 5,50, che, come ricorda il sito Fidal, è la seconda prestazione italiana all-time promesse, dopo il 5,62 dello stesso Gibilisco. Ha vinto con 5,55 Giorgio Piantella, che è al 5° titolo nazionale nell'asta indoor, il 3° consecutivo. E che ci crediate o meno, è l'atleta che ha vinto più titoli italiani indoor: di solito nel post-career questi sono numeri che contano. Quelli che disertano i campionati italiani per palcoscenici più prestigiosi, di solito si trovano con pugni di mosche in mano. In Francia determinati appuntamenti sono obbligatori anche per i big, proprio per evitare che molte gare, come si sta verificando ad Ancona, siano all'altezza di un campionato regionale. 
  • 19:30 - 5 km marcia maschili - Macchia... indelebile - non sono riuscito ad evitare il gioco di parole. Mi si perdoni il gioco di parole. Comunque, Riccardo Macchia chiude i 5 km di marcia in 20'09"99 e si laurea campione italiano. Terzo con 20'29"43 Vincenzo Magliulo, che purtroppo non sapremo mai se è il nuovo record italiano di categoria a livello indoor. 
  • 19:20 - lungo maschile, è super Donato - assente Andrew Howe, ma lo rimpiazza un super Fabrizio Donato, che piazza un risultato davvero magnificente: 8,03, che gli consegna il secondo titolo italiano nel salto in lungo indoor (dopo il titolo vinto addirittura nel 1999!). Nel percorso verso il titolo anche un 7,89... è anche record italiano di categoria M35 (tabellato fino ad ora il 7,70 di Milko Campus). Battuti Formichetti (7,70) e Iucolano (7,60) e rotto il domino degli Aeronautici che era avevano portato la serie a 5 vittorie consecutive (con Howe, Iucolano e Tremigliozzi). 
  • 18:09 - 1500 femminili, Sara Palmas su Eleonora Berlanda -  Questi campionati italiani non stanno riservando grandi emozioni: molto più interessanti i campionati italiani giovanili della settimana scorsa. I 1500 femminili si sono incanalati in questo vortice, presentando una gara senza big (e poi chi sarebbero, esclusa la Cusma?). Mezzofondo femminile quasi azzerato e gare quindi agonisticamente intense anche se di scarsi connotati tecnici. Ha vinto in questa circostanza Sara Palmas con 4'29"79, davanti ad Eleonora Berlanda con 4'30"70. Solo quinta Agnes Tschurtschentaler, ma le prime sei sono finite tutte in un fazzoletto. 
  • 17:47 - 1500 maschili, E' proprio vero... Obrist non c'è, titolo a Salami - Francamente ritenevo che Christian Obrist al momento opportuno avrebbe tirato fuori gli artigli, e avrebbe spazzolato il tavolo. Pensavo anche che probabilmente non avrebbe fatto il minimo, ma il titolo, quello sì. Macchè, Obrist quest'anno non c'è. E così il migliore dell'anno si è anche laureato campione italiano: Marco Najibe Salami ha vinto nel finale concitato battendo Stefano La Rosa (che il suo pass per Parigi l'ha già conquistato nei 3000) e proprio Christian Obrist: tutti nello spazio di 7 decimi: 3'44"09, contro 3'44"49 e 3'44"78. Deludente Luca Leone, che tanto bene aveva fatto fino alla settimana scorsa: 5° in 3'48"38. Mi sa che non vedremo nessun 1500ista a Parigi...  
  • 17:3360hs femminili, la Pennella la più forte! - Giulia Pennella non ha avuto paura: la tensione per tutti quegli occhi che aveva addosso, dopo le grandi prestazioni delle ultime sensazioni, l'ha cancellata in una sciabolata a 8"17. E Parigi è ormai una certezza. Purtroppo non c'è stata l'attesa sfida con Marzia Caravelli, che per qualche motivo a me ignoto (la diretta RAI non va!!!) è giunta ultima con 9"22 dopo l'8"28 in batteria. Francesca Doveri si prende invece il secondo argento di giornata, (dopo quello del lungo) con 8"30, suo record personale. Terza con lo stesso tempo Veronica Borsi. La Albini quarta con 8"38.     
  • 17:25 - 60hs maschili, Abate su Tedesco, come era scritto - Emanuele Abate, che partiva in pole position, ha condotto e concluso la gara in testa anche in finale: 7"83. Terzo titolo per lui, dopo i titoli del 2008 e del 2009. Dietro Stefano Tedesco, con 7"89. Carlo Giuseppe Radaelli giunge terzo in 7"92. A questo punto Abate, ha ottenuto pure la conferma che si merita Parigi.    
  • 17:11 - 400 femminili, Milani 53"09, ma non basta - Marta Milani fa il PB indoor, 53"09, ma ancora non basta! Per andare a Parigi serviva 53"00: le daranno una wild card? E se fosse partita in una corsia più in alto? Non lo sapremo mai, e Sliding-dors non lo danno in questi giorni in tv. Maria Enrica Spacca migliora il suo PB fino a 53"35, ma su questa ragazza io ci scommetterei parecchio. Migliorano anche Chiara Bazzoni e Giulia Arcioni: 53"82 per entrambe, e per entrambe record personale. In pratica 4 record personali per le 4 probabili staffettiste di Parigi. Migliora molto anche la Bonfanti, 4 decimi, ma non basta: 54"29
  • 17:04 - 400 maschili, Valentini bissa il successo di una settimana fa - Lorenzo Valentini, dopo il successo della settimana scorsa ai Campionati Promesse vince anche quelli assoluti correndo in 48"08. E così Isalbet Juarez arriva ancora una volta secondo: 48"31. Per arrivare sul podio quest'anno serviva 49"14, davvero poco. Una delle gare più deludenti, a parte i progressi di Valentini.    
  • 16:56 - 3 km marcia donne, Sibilla su tutte - vittoria per Sibilla Di Vincenzo con 12'42"61, a precedere Eleonora Giorgi (che sarà scontato, ma non è l'attrice) che ha finito le sue fatiche con 12'51"59. Segnalo il quarto posto di Elisabetta Perrone, classe 1968: 13'40"05, a soli 11" dal record italiano F40 da lei stessa detenuto. Al momento la diretta webcast della Rai non va, e i Campionati Italiani Indoor rimangono un affare per pochi... quelli che sono ad Ancona adesso.
  • 16:39 - lungo femminile... corto - gara dai contenuti tecnici assolutamente modesti. L'avrebbe vinta sicuramente la Derkach, che è junior, ma al momento non può, per i noti motivi. Non si riesce così a vedere una gara decente in Italia da anni, ormai e, a parte sporadiche prestazioni sopra i 6,30, l'encefalogramma della specialità è completamente piatto. Si aspetta la messia. Onore comunque a Laura Strati che ha vinto con grande sorpresa con 6,29, migliorando di oltre 20 centimetri il suo SB che era "solo" 6,06. Assente ingiustificata al momento Tania Vicenzino, che era la predestinata al titolo, al secondo posto si è piazzata Francesca Doveri, con 6,23, che tra pochi minuti dovrebbe scendere in pista anche per la finale dei 60hs. Male Valeria Canella, che visto il forfait della Vicenzino poteva essere una delle papabili al titolo: invece solo sesta con 5,90.  
  • 16:30 - alto femminile II, e Raffaella Lamera è stata! ...e sarebbe potuta essere pure lei a Parigi, dopo l'1,90 alla terza prova del salto vincente: ma i 3 tentativi a 1,92 non sono andati a buon fine. Sale Chiara Vitobello a 1,86, un'altra che non dovremmo dimenticarci in prospettiva futura, visti i personali. Dopo l'esplosione della Vallortigara e della Trost, la scena era stata rubata, ma almeno un altro paio di atlete valono le prestazioni dei due talenti. La Meuti si ferma a "soli" 1,71 e la Brambilla a 1,78
  • 13:40 - alto femminile - tra un'oretta la gara, ma non ci saranno nè Alessia Trost nè Elena Vallortigara. La prima si è infortunata ad una caviglia a scuola, giocando a pallavolo, l'altra stesso problema ma non si conosce la causa. A Parigi ci sarà quasi sicuramente solo la Di Martino. A meno che Raffaella Lamera... 
  • 13:10: 60hs femminili - possiamo intitolare le batterie dei 60hs femminili come "il ritorno di Marzia Caravelli". L'avevamo un pò tagliata fuori dai giochi per il titolo di una specialità tra le più attese delle due giornate, dopo alcune prestazioni non alla sua altezza, ma al momento giusto è tornata e a piazzato in batteria un 8"28 che è attualmente il miglior tempo, due soli centesimi meglio della dominatrice della stagione, Giulia Pennella. E ora pressioni sulla Pennella, campionessa promesse solo la settimana scorsa, mentre la Caravelli, rimasta ai margini delle cronache fino ad oggi, può presentarsi alla finale delle 17:05 bella compatta e convinta. La sfida sarà così Caravelli-Pennella, mentre si prevede un bello scontro per il terzo posto, con la Borsi è a 8"37, Doveri a 8"38 e Albiani a 8"40. Imperdibile sfida nel pomeriggio. 
  • 12:45: peso femminile - e finalmente Chiara Rosa ci piazza il lancio giusto! E finalmente, insieme al titolo, arriva anche il tanto sospirato minimo per Parigi, (oltre che il terzo titolo italiano indoor) che era fissato a 18,00. Per lei 18,34, che attualmente è addirittura il quinto lancio al mondo e il quarto in Europa. Biglietto più che meritato, sperando che poi in Francia sappia rilanciare con la stessa efficacia. E' la 14^ atleta italiana che ha ottenuto il minimo. Sul podio anche Julaika Nicoletti (campionessa uscente) che batte la più quotata (quest'anno) Elena Carini: 16,08 a 15,80.   
  • 12:35: 60hs maschili - Emanuele Abate non ha difficoltà ad imporsi in batteria con 7"88. Stefano Tedesco è a 7"94: tra loro due si gioca il titolo nazionale alle 17:15. Quest'anno Abate ha corso tre volte sotto i 7"80 con un PB a Magglingen a 7"72. Favorito d'obbligo. Per il terzo posto Giorgio Berdini (7"99), il campione italiano uscente John Mark Nalocca (8"02), Nicola Comencini (8"03) e Carlo Radaelli (8"05).     
  • 12:30: 400 maschili - gara dai contenuti tecnici davvero poveri. Assenti tutti ma proprio tutti i protagonisti degli ultimi anni della specialità. Palcoscenico così per alcuni atleti che solitamente non si sente essere protagonisti. Miglior tempo per Isalbet Juarez con 48"59, davanti alla promessa Lorenzo Valentini (48"64) fresco campione italiano di categoria, Marco Gai (48"69). In finale anche Marco Salvucci (1976) con 48"92. In finale si arrivava con 49", davvero troppo poco. Gara tutta da decifrare in finale, anche se la velocità di base di Juarez potrebbe portarlo in testa al giro di pista e traghettarlo al primo titolo assoluto. 
  • 12:20: 400 femminili - Ottima Chiara Bazzoni che ottiene il miglior tempo con 54"08 (quest'anno aveva 54"27). Facili Maria Enrica Spacca (54"44) e Marta Milani (54"46) che hanno vinto le loro batterie. Giulia Arcioni si è beccata la Milani in batteria e ha concluso col quinto tempo (54"78). Elena Maria Bonfanti con 54"64 (3 centesimi in meno rispetto al suo SB) ha il quarto tempo, mentre Eleonora Sirtoli riesce ad entrare in finale con 54"98. Finale prevista per le 16:55, ma con Milani in terza corsia, Bazzoni e Spacca in 5^ e 6^. Per ottimizzare il risultato cronometrico (parlo di Milani) forse era meglio essere dalla quarta in su. Amen. Aumentano a dismisura così le possibilità di Bazzoni e Spacca in chiave Euroindoor, a discapito della Arcioni che deve partire in seconda corsia e che si dovrà giocare il quarto posto con la Bonfanti (in 4^). Quest'ultima è forse sui suoi limiti, ma le grandi prestazioni fanno parte dello sport. Dalla sua (Arcioni) la carta della velocità massimale maggiore (è una duecentista). Come al solito, tutto dipenderà da chi sarà prima alla corda... e la Arcioni non starà a guardare. 
  • 11:30: batterie maschili e femminili dei 60hs rimandate a mezzogiorno, all'orario delle semifinali. Pochi concorrenti...

17/02/11

Italiani Assoluti Indoor: preview aggiornata di Sasuke

Vistalli a Barcellona: ci sarà ad Ancona?
(scritto da Sasuke) - Un buon numero di iscritti anche nelle gare maschili (249 è il dato riportato dalla Fidal) anche se decisamente minore rispetto alle gare giovanili; pienamente comprensibile, visti i minimi decisamente meno abbordabili della categoria seniores rispetto alle promesse. Tanti gli azzurri protagonisti degli europei di Barcellona in gara, con qualche assente qua e là, vuoi per infortunio o per stagione non finalizzata. Chiusa questa rassegna il Banca Marche Palas di Ancona avrà ospitato tre delle quattro principali manifestazioni indoor nazionali, mancano infatti gli Italiani Master che si terranno in concomitanza con gli Europei Assoluti Indoor di Parigi. Ma vediamo nel dettaglio cosa ci aspetta:
60 metri - Sicuramente tra le gare più interessanti in assoluto, visto l’elenco di protagonisti annunciato. Il migliore è al momento il bronzo degli EuroIndoor 2009 e secondo nelle liste Europee, Emanuele Di Gregorio. Il siciliano detiene le migliori 5 prestazioni stagionali italiane (6.63, 6.64, 6.66, 6.66, 6.67); poco dietro di lui uno dei detentori del record italiano al coperto, Simone Collio che ha fin'ora corso in 6.68, 6.69 e 6.72 (per lui il minimo sarebbe dietro l’angolo). Dietro di loro lo staffettista Roberto Donati e Jacques Riparelli, fermi entrambi a 6.72; da tener d’occhio però anche la promessa Michael Tumi (fresco di un ottimo 6.75) e Giovanni Tossicchio (6.77). In gara anche Andrea Luciani (un pò spento questa stagione, fermo a 6.89, ma accreditato di un 6.77), Francesco Basciani (6.79) e forse anche Maurizio Checcucci. Checcucci non è però granché nelle gare indoor (due anni fa scese ad un modesto 6.86). In forse anche Fabio Cerutti, dato per assente, ma comparso oggi nelle liste Fidal. Per quanto la preview federale lo dia per non presente l’iscrizione all’ultimo momento potrebbe essere segno di una condizione in miglioramento. Da non dimenticare che nel 2009 riuscì a diventare vice-campione europeo sui 60.
60 metri ostacoli - Difficilmente qualcuno potrà impensierire Emanuele Abate, sceso quattro volte sotto i 7.80 (con un culmine a 7.72, ma anche 7.73 e 7.75). Molto distanzi Stefano Tedesco (8.03, ma un personale di 7.89), John Mark Nalocca (7.96), Nicola Comencini (7.97) e Giorgio Berdini (7.98).
400 metri - Previsto al via il miglior interprete della distanza al momento, Marco Vistalli (45.38 per lui l’anno scorso), che troverà ad attenderlo Luca Galletti (46.69 lo scorso anno), Domenico Fontana (che era iscritto anche tra le promesse ma che non si presentò, con 46.85) e Isalbet Juarez (46.85) anche per lui. Assenti invece il primatista all’aperto Andrea Barberi, lo staffettista di Barcellona Claudio Licciardello e il veneto Matteo Galvan.
800 metri - Gara che si preannuncia combattuta, con al via i tre migliori esponenti della specialità. La sfida sarà tra l’unico che per ora si è guadagnato il lasciapassare per Parigi, Mario Scapini (1.47.44) che troverà sulla sua strada l’altoatesino Lukas Rifesser (1.48.37, a sette centesimi dalla soglia richiesta) e il trentino Giordano Benedetti (1.48.86). Dietro di loro anche Livio Sciandra (1.51.25), Michele Oberti (1.50.78) e Giovanni Bellino proveranno a dire la loro.
1500 metri - I tre ottocentisti, per quanto iscritti anche nella distanza doppia (o quasi, visto che mancano 100 metri), difficilmente saranno al via nei 1500 e affronteranno il doppio impegno (quadruplo, comprendendo le qualificazioni, o triplo in caso che si disputi subito la finale dei 1500). Protagonisti più certi saranno comunque il leader stagionale Marco Salami (3.43.03) e Luca Leone (3.43.31) a cui si opporrà il carabiniere Christian Obrist (3.44.45, ma più volte partecipante a rassegne mondiali). Negli ultimi due anni Obrist non sembra più troppo in palla nei 1500, mentre è sui suoi buoni livelli negli 800; speriamo che quest’estate riesca a tornare sotto il muro dei 3.40. Iscritto anche Stefano La Rosa, buon specialista delle prove indoor (già qualificato per Parigi sui 15 giri di pista, i 3000) che potrebbe dire la sua anche qui (l’anno scorso corse in 3.46.02). Più indietro gli altri.
3000 metri - Sfida essenzialmente tra Stefano La Rosa (7.53.86) e il bronzo continentale dei 10000 Daniele Meucci, buono specialista dei cross/corsa campestre e campione italiano quest’anno (7.59.58). Dirà la sua anche Simone Gariboldi, accreditato di un buon 8.00.78. In gara anche il siepista Jury Floriani e il millecinquista Luca Leone.
Salto in lungo - Assente il primatista Andrew Howe, che ha limitato la sua stagione indoor ad un’apparizione (6.78 sui 60 metri, rinunciando poi alla finale e al lungo dove era iscritto): a cosa è dunque servito il mese di allenamento a Doha? A chi pro farlo adesso? Boh, nessuno lo sa. Howe fa sapere tramite il suo blog che sta preparando le gare all’aperto e che esordirà verso la metà di Maggio. Peccato, visto che agli Europei poteva dire la sua, vista la scarsa salute di cui ha goduto il salto in lungo in questi primi due mesi del 2011 (WL a 8.17 del russo Menkov). La gara sarà dunque essenzialmente a tre, Emanuele Formichetti (7.84), Stefano Tremigliozzi (7.90) e… Fabrizio Donato. Il primatista italiano del triplo è previsto anche nel lungo; forte del suo personale sopra gli 8 metri Donato proverà a dire la sua anche nel salto singolo. Proveranno a dire la loro anche Emanuele Catania (iscritto con 7.75) e il terzo italiano nelle liste stagionali, Ferdinando Iuculano (7.57).
Salto Triplo - Gara essenzialmente a tre. Fabrizio Donato è il favorito, forte del suo 17.03; Fabrizio Schembri proverà a centrare i 17 metri (per ora è a 16.93) e Daniele Greco tenterà il colpaccio dopo il buon 16.48 degli italiani promesse. Anche Michele Boni (15.85, ma accreditato di 16.49) proverà a guadagnarsi un posto sul podio.
Salto in Alto - Gara interessante a causa della presenza di quasi tutti gli interpreti della specialità. Il miglior è fin'ora Nicola Ciotti (2.28, ma fermo a 2.20 ieri in Polonia) su Marco Fassinotti (2.24). Fermi a 2.22 Alessandro Talotti (anche 2.20, il 10 febbraio a Praga Zlinic), Filippo Campioli (anche 2.20, a Banska Bystrika) e Silvano Chesani (iscritto, ma probabilmente assente causa uno stiramento non ancora del tutto guarito). Poco sotto il campione degli juniores, Gianmarco Tamberi (ottimo 2.21), Andrea Bettinelli (2.16) e Andrea Lemmi (2.15).
Salto con l’Asta - Tecnicamente in lista il primatista italiano Giuseppe Gibilisco, che esordisce tardi a causa di problemi fisici, ma iscritto anche al Grand Prix di Birmingham e quindi difficilmente presente. Candidati al podio saranno dunque Giorgio Piantella (che per qualche ragione talvolta chiamo Sergio, non capisco perché) con 5.30, stessa misura per Matteo Rubbiani, Sergio d’Orio (5.20) e il migliore di quest’anno, la promessa argento ai mondiali juniores di Moncton, Claudio Stecchi (5.40, assente ai tricolori giovanili lo scorso weekend).
Getto del Peso - Vari iscritti, tutti momentaneamente sotto i 17 metri. Il migliore è Marco Di Maggio (17.96) sullo junior Daniele Secci (17.40, ma anche 19.59 con il peso da 6 kg). Iscritto anche Marco Dodoni, così come Andrea Ricci, Paolo del Soglio e Paolo Capponi.
Marcia 5 km - Assente il vincitore del 2010, il pluri-medagliato Alex Schwazer, che lascia così spazio a Jean Jacque Nkouloukidi. In lotta per il secondo posto sarà essenzialmente Daniele Paris.
Staffetta 4x200 - Formazioni favorite al titolo sono le Fiamme Oro Padova (con Vistalli, Abate, Juarez e Enrico Demonte) e i Carabinieri Sezione Atletica di Bologna con (Galletti, Salvucci, Lamastra e Domenico Rao, protagonista della staffetta oro agli Europei Indoor).

Italiani Assoluti Indoor: gli over-35 al via... e attenti a questi record

Fabrizio Donato protagonista anche nel lungo?
Visto che stiamo curando in maniera estensiva ed eccessiva tutti gli aspetti dell'atletica italiana (dai giovanissimi, fino ai master) vediamo una sfaccettatura sicuramente curiosa, e che potrà dire molto nel mondo master italiano. Parlo degli atleti over-35 che mai come quest'anno rappresenteranno una presenza "pesante" nell'economia dei Campionati Italiani Assoluti. Come ho già avuto modo di scrivere in più occasioni, il mondo atletico nazionale sta sempre più invecchiando, innalzando contemporaneamente il livello medio delle prestazioni nelle categorie M35 e F35. Poi è altrettanto noto il fatto che i cosiddetti atleti militari molto raramente partecipano a gare "master" (ricordo solo il carabiniere Paolo Valt agli italiani master di Bressanone del 2008). Vista l'invasione di atleti di primo piano della nostra atletica over-35, sono anche in forte pericolo molti record italiani di categoria. Sempre se dovessero essere presenti tutti gli iscritti, tra i record italiani in bilico, ritengo quelli più traballanti quello dei 1500 F35 (Eleonora Berlanda), quello degli 800 maschili M35 (Andrea Longo); e naturalmente quelli di lungo e triplo M35 (Fabrizio Donato). Paolo Dal Soglio è molto vicino a quello del peso M40, mentre sono in bilico quelli degli 800 F35 e F40 per mano di Elisabetta Artuso e Mara Cerini
Qui sotto seguono tutti i partecipanti considerati "master" e gli eventuali record vicini o battibili.
  •  60 metri: E' tra gli iscritti Maurizio Checcucci (1974), anche se non lo si è mai visto in pista nella stagione indoor 2011. Tra l'altro il 2010 è stato molto al di sotto della stagione 2009, nonostante la partecipazione nella staffetta 4x100 nazionale a Barcellona del record italiano e dell'oro perso (piuttosto che dell'argento conquistato). Dubito che possa effettivamente esordire nell'appuntamento più importante della stagione al coperto. Comunque, fosse presente, direi impossibile per lui correre meglio del 6"59 che siglò Stefano Tilli a Gent nel 2000 (allora era nel suo 38imo anno d'età!). Tra gli iscritti (27), 7 hanno oltre 30 anni.
  • 400 metri: l'unico over 35 è Marco Salvucci (1976), con un accredito di 47"60. Il record italiano M35 è detenuto attualmente da Enrico Saraceni con 47"56 (a Torino nel 2001). Difficile anche qui pensare al record: il tempo di Salvucci risale alla stagione all'aperto e non si è mai visto ad una gara indoor. 
  • 800 metri: il record italiano M35 sarebbe in serio pericolo se dovesse partecipare Andrea Longo (1975). All'aperto nel corso del 2010, dopo un periodo di assenza, era tornato a correre in 1'51"14. Il record al momento lo detiene Stefano Avigo con 1'54"67, difficile, ma di certo nelle corde delle capacità di Longo. 
  • 1500 metri: è iscritto Lorenzo Lazzari (1974) che avrà il non facile compito di abbassare il record di 3'47"86 di Stefano Parma. Difficile. Molto.
  • 3000 metri: è iscritto anche qui Lorenzo Lazzari (1974) cosa che spinge a credere che si cimenti in una sola competizione. Assolutamente lunare il record italiano di categoria, e impossibile (nel caso partecipi) che Lazzari lo possa battere: 7'54"36 di Angelo Carosi. In pratica batterlo, significherebbe ottenere il minimo per andare agli Europei di Parigi (7'54").
  • 60hs: stranamente l'unico iscritto è il nostro amico Colin Stefano Longoni (1975). Assente Andrea Alterio, Luca Giovannelli, un paio di decathleti. Record proprio di Andrea Alterio con 7"76, nel 2009, quando non fu portato agli Europei di Torino nonostante il minimo. 
  • salto in alto: presenti i due fratelli Ciotti (Giulio e Nicola, del 1976). Il record italiano è il freschissimo 2,28 di Nicola ottenuto non più di 10 giorni fa. Migliorerà? 
  • salto con l'asta: iscritto Davide Bressan (1975) anche se i suoi standard attuali sembrano un pò lontani dal 5,30 ottenuto da Marco Andreini nel 1997. 
  • salto in lungo: compare tra gli iscritti anche Fabrizio Donato (1976) che non è insolito vedere cimentarsi in questa disciplina durante gli italiani indoor. Il record di 7,70 di Mirko Campus sta già tremando: Donato è capace di prestazioni superiori al 7,80: talvolta anche oltre gli 8 metri.
  • salto triplo: ancora Fabrizio Donato (1976) ma come tutti sapranno, nel suo esordio nella stagione indoor 2011, aveva già piazzato un 17,03 che migliorava di oltre un metro e 30 il precedente record di Diego Lamenti. Migliorerà nuovamente spronato da Fabrizio Schembri e (speriamo) Daniele Greco?
  • lancio del peso: è la gara dei "master", con seri rischi di cannibalizzazione del podio. Miglior iscritto Marco Dodoni (1972) con 19,02. Ma ancora Paolo Dal Soglio (1970) che è un M40. Paolo Capponi è del 1976 mentre Roberto Carpene del 1975. Il record M35 è 19,20 stabilito da Dal Soglio nel 2009, mentre quello M40 è un 18,49 che appartiene addirittura ad Alessandro Andrei, che lo stabilì nel 2000. Potrebbe esserci un attacco ad uno dei due primati. 
  • Marcia 5 km: manca una lista dei record master sui 5 km, visto che nelle competizioni degli over-35 la distanza indoor è sui 3 km. Saranno presenti comunque Alessandro Gandellini (1973) e Vincenzo Margiulo (1976) già autore del record italiano M35 sui 3 km quest'anno. 
  • 800 femminili: 3 atlete e tutte in grado di fare molto bene. Naturalmente la prima in ordine di tempo è Elisabetta Artuso (1974), autrice meno di una settimana fa del record italiano F35 con 2'05"99. Ma è presente anche Judit Varga (1976) l'ex ungherese ora italianizzata (vanta un bronzo sui 1500 indoor a Valencia '98 e un quarto posto a Monaco 2002, Europei outdoor) e Mara Cerini (1971) già autrice nel corso del 2011 del record italiano F40 con 2'12"80.
  • 1500 metri femminili: sempre la già citata Varga, ma soprattutto Eleonora Berlanda (1976) all'attacco oltre che del titolo nazionale (credo che pensino solo a questo), del record di Jocelyn Farruggia (4'24"81). La Berlanda nella sua unica uscita l'aveva mancato di 5 centesimi, e c'è da credere che il primato tremerà violentemente. 
  • 3000 metri femminili: anche in questo caso è iscritta Eleonora Berlanda. Ma il record è impegnativo 9'16"45 di Flavia Gaviglio. Con gli stessi tempi di accredito e le stesse possibilità di battere il primato, anche la bresciana Silvia Casella (1972). 
  • salto in alto femminile: non poteva mancare tra le iscritte Roberta Bugarini (1969), che si gioca anche record Europei e Mondiali quando è in forma. Il record indoor F40 è 1,74 (fatto dalla stessa) e decisamente alla sua portata. 
  • Salto triplo: ancora una volta presente Barbara Lah (1972). Con buone probabilità di giocarsi un ruolo da protagonista, anche se il 13,44 di Antonella Capriotti è molto impegnativo in questo momento. Assente Magdelin Martinez (1976). 
  • marcia 3 km: Elisabetta Perrone (1968) dovrà marciare in meno di 13'29"89 per battere il suo stesso record F40.

16/02/11

I fratelli Ciotti 2,20 in Polonia - Sasuke aggiorna il preview femminile pre-italiani assoluti

Giulia Arcioni: protagonista sia su 60 che 400?
Come ormai tutti gli appassionati di atletica sanno, i Campionati Italiani Assoluti Indoor sono alle porte. Già ieri avevo prodotto un preview, che aggiorno con le liste degli iscritti pubblicate in queste ore. La rassegna nazionale che si terrà al Banca Marche Palas nel capoluogo marchigiano è l’ultima fatica che aspetta i nostri azzurri, chi perché ci deve passare per giungere poi agli EuroIndoor di Parigi, chi semplicemente per misurare se stesso ed infine chi per testare la preparazione in vista della stagione all’aperto. Fatto sta che sono praticamente l’ultima competizione (visto che meeting non ce ne sono) dedicata agli assoluti al coperto in Italia. Dopo la doppietta di gare del 19/20 febbraio ci sarà qua e la qualche gara riservata ai cadetti/ragazzi e poco altro. Ma vediamo nel dettaglio cosa ci aspetta, sperando di poter vedere i nostri ragazzi in diretta su Rai Sport e non in differita come i giovanili… ovviamente non senza l’immancabile commento tecnico di Franco Bragagna, che per colui che scrive è veramente un punto di riferimento con le sue telecronache mai noiose e che sono in grado di rendere interessante anche ciò che di per se non lo sarebbe per niente. Ma passando ai fatti veri e propri:
60 metri - Protagonista indiscussa sarà Manuela Levorato, unica ad essere scesa fin’ora (e probabilmente rimarrà l’unica) sotto il muro dei 7.40, e abbondantemente. Per lei un totale 6 prestazioni al di sotto, culminate con il 7.31 di Chemnitz. Proveranno a tenerle testa la forestale Giulia Arcioni (7.45 quest’anno, ma ottima anche sui 400), la promessa neo-campionessa italiana di categoria Ilenia Draisci (7.53), Aurora Salvagno (7.50, ma per lei varie gare) lontana dalla forma che le permise l’anno scorso di raggiungere la semifinale ai mondiali. Proveranno a dire la loro anche Audrey Alloh (per lei esordio stagionale, che è accreditata con un buon 7.46), Jessica Paoletta, Michela d’Angelo e la junior Anna Bongiorni, vogliosa di riscattarsi dal terzo posto di categoria.
60 metri ostacoli - Favorita indiscussa la promessa Giulia Pennella, che ha già ottenuto il pass per Parigi e che ha battuto e poi cancellato il record italiano promesse degli ostacoli al coperto (prima con 8.23 e poi con un ottimo 8.13); sentita da Franco Bragagna, la Pennella aveva già nel mirino il record italiano e, per quanto non fosse nei suoi programmi, sapeva di avere qualche minima possibilità di andare anche a Parigi. Proveranno a dire la loro anche Veronica Borsi (8.28), la promessa Francesca Albiani (8.32, dietro alla Pennella ad Ancona quest’ultimo fine settimana), la specialista delle prove multiple Francesca Doveri (per lei un buon 8.34 ai recenti campionati italiani), Micol Cattaneo (8.42) e la campionessa Marzia Caravelli, azzurra a Barcellona, ferma fin’ora ad un 8.46 che le rende poco onore.
400 metri - Marta Milani, forte del personale portato a 53.10, sarà l’atleta da battere per tutte. Assente, ma prevista, la primatista italiana all’aperto, l’italo-cubana Libania Grenot. La Grenot, come gli ultimi anni, ha deciso di saltare a piedi pari la stagione indoor per dedicarsi solamente all’aperto. Molte atlete di livello europeo (specialmente le russe) quest’anno sembrano aver fatto lo stesso, probabilmente finalizzando i mondiali di Daegu. Non sono convinto che sia la scelta più giusta; credo che Libania abbia tutte le possibilità di vincere una medaglia al coperto, visto che dopo le russe (Firova, Ustolava, Krivoshapka e Kapachinskaya) l’anno scorso in Europa c’era lei. Assente anche l’ex primatista del giro di pista all’aperto Daniela Reina. La marchigiana non è in condizione e ha sofferto anche di influenza, malattia che ha fatto non poche vittime in quest’ultimo mese; è iscritta solamente nel doppio (o quadruplo, visto che le piste indoor sono tradizionalmente da 200 metri) giro di pista, dove è comunque improbabile che si presenti. Dietro la Milani ci sono l’agguerrita Maria Enrica Spacca, con un ottimo 53.42 (dietro il 53.10 della Milani) che l’anno scorso scese sotto i 53 all’aperto, Chiara Bazzoni (altra staffettista di Barcellona), quest’anno a 54.27 e Giulia Arcioni, miglioratasi fino ad un ottimo (per una duecentista del suo livello) 54.35; dietro, accreditate sotto i 54, anche Elena Maria Bonfanti e Donata Piangerelli.
800 metri - Con la primatista italiana al coperto Elisa Cusma fuori dai giochi causa una scarsa condizione, e le scarse probabilità circa la presenza di Daniela Reina, la sfida sarà essenzialmente tra la migliore quest’anno Elisabetta Artuso (2.05.97 a Siviglia per lei), Lorenza Canali (2.09.94), Serena Monachino (2.09.44) senza dimenticare Cristina Grange e… Marta Milani. La bergamasca è iscritta anche sulla doppia distanza, e devo dire che sono proprio curioso di vederla esordire. Accreditata con un 2.05.98, che l’anno scorso le permise di vincere in coppa Italia a Firenze, secondo me potrebbe essere una forte candidata al titolo. Sempre che abbia intenzione di partecipare.
1500 metri - Gara al via priva delle principali specialiste, ovvero Elena Romagnolo (che comunque predilige le distanze più lunghe) ed Elisa Cusma (che comunque preferisce gli 800). Sfida incerta tra Margherita Magnani, la neo-promessa Giulia Viola (in gara anche sugli 800), Eleonora Berlanda, Valentina Costanza e Agnes Tschurtschenthaler. Miglior tempo stagionale di Eleonora Berlanda (con 4.24.86).
3000 metri - Stesse protagoniste dei 1500, con l’aggiunta di Silvia Weissteiner (accreditata con un ottimo 9.00 netto, ma reduce da problemi fisici) e Veronica Inglese, campionessa tricolore di corsa campestre under 23 alla recente gara di Varese. La Tschurtschenthaler (della quale ho dovuto copia-incollare il cognome per non sbagliarmi) è una buona specialista, ma è anche lei in condizioni non ottimali ed è reduce da un discreto 9.25.87.
Marcia 3 km - La favorita è indubbiamente Sibilla di Vincenzo, alla quale proveranno ad opporsi Eleonora Giorgi, Anna Ragonese e Antonella Palmisano.
Salto in Lungo - Miglior accreditata Tania Vincenzino (che con 6.42 è in testa, Dariya Derkach a parte, delle liste italiane stagionali) che però è ancora lontana dal minimo Fidal (6.55) con Francesca Doveri (accreditata con un buon 6.19), Valeria Cannella (6.14) senza dimenticare Elisa Demaria, che l’anno scorso saltò fino a 6.45 a Nembro e che è al suo esordio stagionale. Assente la promettente Elisa Zanei, che giunse fino a 6.39 lo scorso anno.
Salto Triplo - Salto Triplo che vede come miglior iscritta l’argento di Barcellona, una delle migliori al mondo quest’anno, Simona La Mantia. La siciliana è in buone condizioni (già due volte sopra i 14 metri, con un 14.33 proprio ad Ancona) e difficilmente potrà essere impensierita dalle veterane Silvia Cucchi, Alessandra Pietrogrande e Barbara Lah. Proverà ad opporsi la neo campionessa italiana promesse Eleonora d’Elicio (13.42) così come la campionessa italiana allieve di pentathlon (con tanto di record) e di salto triplo (record anche qui, 12.90) Ottavia Cestonaro.
Salto in Alto - Gara che paga in spettacolarità vista l’assenza della primatista italiana al coperto e all’aperto, migliore al mondo quest’anno, Antonietta di Martino. La campana ha deciso di saltare l’appuntamento per finalizzare al meglio la preparazione per i campionati di Parigi. Spazio aperto quindi a Raffaella Lamera (salita a 1.87) ed Elena Meuti (1.88) senza dimenticare Chiara Vitobello (1.84), Daniela Galeotti (1.83) ed Elena Brambilla (per lei quest’anno solo 1.76). Formalmente iscritte, ma in forse, le due giovani promesse Alessia Trost (1.89) ed Elena Vallortigara (1.90). Entrambe sembrano avere qualche problema ad una delle due caviglie (ringrazio l'ufficio stampa della Fidal per questa informazione). Molte di queste atlete hanno già tentato, per ora invano, di superare 1.92; che sia la volta buona?
Salto con l’Asta - Con Elena Scarpellini assente la gara sarà tutta tra la primatista Anna Giordano Bruno (addirittura 4.60 di personale all’aperto per lei, 4.50 al coperto e stagionale a 4.35); la Giordano Bruno, atleta che fino all’anno scorso è sempre cresciuta, si è dovuta fermare una stagione intera a causa di un infortunio che le impedì di prendere parte ai mondiali indoor di Doha poco dopo aver conseguito minimo e record con 4.50 (il minimo era a 4.40) e Giorgia Benecchi, già salita a 4.35 (PB a 4.36) ma meno costante della rivale nelle misure. Proverà a dire la sua anche la giovane Roberta Bruni, allieva (1994) che ha portato il personale e conseguente limite di categoria (sia allieve che junior) a 4.20.
Getto del Peso - Con Chiara Rosa (17.52) in calo (16.66 ad Ancona, da fuori gara nella competizione promesse) tenteranno di dire la loro la campionessa uscente Julaika Nicoletti (16.19) e Elena Carini che ha gettato il peso da 4 kg a 16.34 metri.
Staffetta 4x1 giro - Squadre favorite negli 800 metri di staffetta (ogni frazione 200 metri) sono l’Esercito (che schiera Milani e Bazzoni) e la Forestale (con Giulia e Flavia Arcioni, Spacca e Manuela Grillo) ma anche Camelot (con Marta Maffioletti, Michela d’Angelo ed Eleonora Sirtoli).

Concludo citando il meeting che si è tenuto oggi a Bydgoszcz in Polonia, la Pedro’s Cup. Si è gareggiato nel getto del peso, con tre atleti sopra i 20 metri: l’americano Ryan Whiting (20.78-20.69-20.44), il tedesco Ralf Bartels (20.42-20.40-20.24) e l’altro americano Adam Nelson (20.51 e 5 nulli). Buono il salto con l’asta, dove Anna Rogowska aggancia Silke Spiegelbulg nelle liste stagionali a 4.76 battendo la campionessa europea e vice-mondiale Svetlana Feofanova che sale ad un comunque buono 4.70. Per entrambe poi tentativi falliti a 4.82 e 4.84.
La gara che ci interessa di più è però il salto in alto, vinto dal solito Uhkov (con 2.36 e tre assalti mancati al record, personale questa volta, a 2.41) su Donald Thomas (2.32) e Jaroslav Baba (2.27) con i due gemelli Ciotti usciti entrambi a 2.24. 2.20 per entrambi, con Nicola davanti a Giulio per il minor numero di errori (il primo ha superato 2.20 al primo tentativo, il secondo al terzo migliorando lo stagionale). Nicola è ottavo, Giulio nono.