| Michael Tumi con Emanuele Di Gregorio |
- Mario Scapini non l'avrei portato: stando ai fatti noti, un ragazzo di 20 anni, grande promessa per il futuro, ha snobbato la partecipazione ai campionati italiani assoluti per prepararsi ad un Europeo Indoor. L'atletica italiana è già profondamente in crisi perchè non si vedono i campioni in pista, non ci sono esempi, le gare sono di scarso spessore tecnico, e quei pochi che potrebbero ravvivare l'ambiente, semplicemente bistrattano quello che dovrebbe essere un appuntamento necessario ad onorare l'atletica italiana e necessario per una convocazione. Probabilmente non c'entra nulla la volontà dell'atleta, ma qualcuno che lo allena (Rondelli?) di sicuro avrà deciso per lui in accordo con la Federazione. Bravi tutti, insomma. A questo punto avrei convocato Giordano Benedetti e Lukas Rifesser, che se si sono avvicinati al limite Fidasics, e che in gara hanno le stesse identiche possibilità di passare i turni di Scapini.
- Tumi ci sta: ma perchè non Riparelli? - Chi ha frequentato gli ambienti (malati) della Nazionale, spesso riporta che le convocazioni rispecchiano per un buon 80% la forma attuale dell'atleta, un 10% raccomandazioni varie e il restante 10% ciò che l'atleta ha fatto l'anno precedente. Del resto Checcucci si è sciroppato una frazione di 4x100 a Barcellona nonostante avesse almeno 3 atleti più veloci di lui, perchè l'anno prima aveva corso in 10"26. E allora: perchè dopo lo scippo a Riparelli ai Mondiali di Doha, non è stato portato come forma di risarcimento "morale"? Vale probabilmente i tempi di Tumi e con due settimane probabilmente sarebbe potuto arrivare ai suoi migliori livelli del 2010. Tumi ha vinto gli italiani, è giovane, e probabilmente è giusto fargli fare un bagno di umiltà in una manifestazione che gli farà capire dove sono gli altri. Per questo serve far fare attività internazionale ai giovani: dare il giusto peso alla propria dimensione sportiva, perchè spesso qui in Italia chi vince un titolo italiano, si sente come Edwin Moses dopo 122 gare di imbattibilità. Immortale. Mentre, forse, un titolo nazionale dovrebbe essere solo il punto di partenza.
- Daniele Meucci e Giuseppe Gibilisco sapevano già che sarebbero stati convocati anche senza minimo: che la Fidal fissasse i minimi e poi se ne fregasse, l'avrei dovuto capire immediatamente. I due atleti non solo non hanno ottenuto il minimo, ma non si sono nemmeno presentati agli italiani, cosa ben più grave secondo il mio punto di vista.
- Ancora una chance per Greco: e sia. Speriamo stavolta che Daniele Greco porti un tributo a ciò che la natura gli ha regalato con tanta prodigalità: una ottima prestazione, almeno in qualificazione! Non penso si possano dare wild-card all'infinito se poi le si butta via sistematicamente.
- Ma la Milani davvero non farà i 400? Sembra una bestemmia, ma non si riesce ancora a capire se la bergamasca correrà o meno la gara individuale. Memori di Barcellona e delle battaglie interne alla 4x400 maschile (addirittura il veto alla semifinale di Vistalli per non prosciugarlo di energie in ottica staffetta... ma poi ha avuto ragione lui, evidentemente) non vorrei mai che si guardasse alla percentuale di "medagliabilità" e quindi barattare quella che potrebbe essere una tappa importante per la carriera della Milani, con una eventuale medaglietta nella finale diretta della staffetta del miglio. Sapete, questione di calcolo delle probabilità: si parte già in finale, poi ci sono una quantità infinita di variabili indipendenti tra cambi, tagli, trenini... in una staffetta che non è affatto impossibile sperare nella plata (detta in spagnolo).
- Dov'è Marco Salami? E Obrist? Nello spazio di discrezionalità di Uguagliati non c'è stato colpevolmente spazio a Marco Najibe Salami, il dominatore dei 1500 agli Italiani Assoluti e top-timer in Italia con poco più di 3'43". Se si sono portati atleti palesemente in assenza di minimo, perchè non dare respiro al mezzofondo maschile cercando di far crescere quelli che mettono fuori la testa dal buco nero del settore? O dobbiamo aspettare i 5/6 anni in cui i giovani fenomeni stranieri (si spera) cambino nazionalità? Salami ha battuto Obrist e La Rosa ad Ancona! E poi, a questo punto avrei portato anche Christian Obrist: gli critico la freddezza nei momenti topici delle gare, ma sono sicuro che in un campionato continentale, la finale la centrerebbe 9 volte su 10 anche se corre in 3'44".
- mi sarei giocato la Caravelli - nelle convocazioni, i CT spesso mettono la carta a sorpresa. Io mi sarei giocato la Caravelli nei 60hs, per una serie di motivazioni: in batteria agli italiani si è ricordata finalmente quello che ha fatto nel corso del 2010: 8"28. Poi in finale deve aver pasticciato: amen. Ha poi quel senso di rivalsa nei confronti di chi le ha rubato la scena, la Pennella, e il mix di tutte queste componenti avrebbe potuto portarla a livello della stessa Pennella, quanto meno. Deve comunque piangere sul latte versato, perchè prima degli italiani si è cimentata in una sola gara sui 60hs e non certo bene per la sua classe.
Ad ogni buon conto, questa sarebbero state le mie convocazioni dopo quanto visto (e non visto) ad Ancona, tra uomini e donne.
- 60: Emanuele Di Gregorio - Michael Tumi - Jacques Riparelli
- 400: nessuno
- 800: Giordano Benedetti - Lukas Rifesser
- 1500: Marco Najibe Salami - Christian Obrist
- 3000: Stefano La Rosa
- 60hs: Emanuele Abate
- alto: Nicola Ciotti - Marco Fassinotti
- lungo: Fabrizio Donato
- triplo: Fabrizio Donato - Fabrizio Schembri - Daniele Greco
- asta: Claudio Stecchi
- peso: nessuno
- marcia: nessuno
- 60: Manuela Levorato
- 400: Marta Milani - Maria Enrica Spacca
- 800: nessuno
- 1500: nessuno
- 3000: nessuno
- 60hs: Giulia Pennella - Marzia Caravelli
- alto: Antionietta Di Martino - Raffaella Lamera
- asta: Anna Giordano Bruno
- lungo: nessuno
- triplo: Simona La Mantia
- peso: Chiara Rosa
- marcia: nessuno
- staffetta: Milani - Spacca - Bazzoni - Arcioni