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08/03/11

Italiani Indoor Master: chi ci salva dalla burocrazia nell'atletica?

Uno starter all'opera
Più passa il tempo, più paradossalmente, all'aumentare della tecnologia, aumenta la burocrazia messa in campo per contrastare nel nostro ambiente quello che dovrebbe essere il suo senso unico: permettere ad un atleta di gareggiare pensando alla gara e non ad una serie di pastoie burocratiche da ufficio postale. Ora, prendete per esempio le formalità che bisognano adempiere per poter gareggiare ai Campionati Italiani Master. Fase I. Si inizia con la procedura di iscrizione on-line: per fortuna, sarebbe da dire. Se non che... già, se non che ogni società o ogni atleta inserisce le proprie iscrizioni, ma qui siamo master, e gli infortuni e gli impegni lavorativi sono all'ordine del giorno. Succede che un quantitativo secondo me attorno al 20% del totale di fatto non si presenti proprio, presso la Sede dei Campionati. Orbene, naturalmente se si fa presente alla Segreteria che vi sono 5/6 iscrizioni in più (per un valore tra i 20 e i 24 €, visto il costo d'iscrizione di 4 € per ogni iscritto e 5 € per le staffette... più che gli assoluti che devono pagare, chissà poi perchè, molto meno), ma questo non conta nulla: l'errore è a carico delle società che si trovano così a versare inutilmente un obolo in più alle anemiche casse delle Fidal, dalle quali escono ogni anno 20 milioni di euro, ma che evidentemente non bastano ancora. Ingiustizia certificata. Fase II. Quando ci si presenta così presso il banchetto dell'organizzazione si ritira la benedetta busta, previo pagamento, appunto. Ritirata la busta si passa alla FASE III, ovvero i singoli atleti vanno a confermare la propria iscrizione presso i banchetti telematici, che vidimano la presenza dell'atleta per la successiva compilazione delle serie. Va bene, manca ancora tanto alla gara e un pò di code (piccole a dire il vero) si possono fare. Qui avviene in alcuni casi un'altra serie di piccole-grandi ingiustizie: un'ora prima della "gara", così come è dato di sapere, le conferme vengono chiuse, e se qualcuno malauguratamente ritarda di qualche attimo, è proditoriamente fuori, out, cancellato. Giusto così! Se le regole fossero certe e vivessimo in un mondo perfetto, non ci dovrebbe essere spazio per le interpretazioni, ma come sapete tutti siamo in Italia. Così fatta la norma, non si è pensato alla falla gigantesca ed iniqua che ne sarebbe potuta discendere e cioè che l'ora di inizio delle gare in realtà è quella legata alla prima categoria che scende in pista (nel nostro caso quella più anziana), che in taluni casi è anche oltre due ore prima della gara degli M35 o F35. Ma il regolamento sostiene che la conferma debba essere fatta un'ora prima della gara, e quindi è facile capire come diversi atleti siano stati uccellati e gabbati. E ne sono nate incomprensioni, litigi. E nonostante questo si è assistito ad una rigidità fuori luogo, nonostante la confusione interpretativa creata. Complimenti. Chi riesce ad evitare questo misunderstanding, può scaldarsi e passare alla FASE IV, ovvero la conferma della presenza presso l'accesso alla call-room (cosa serva una call-room con un ingresso e un uscita non è ancora dato di sapere, visto che, in presenza di una conferma, se uno si presenta o meno è tutto a suo vantaggio o svantaggio) solitamente presidiata da una specie di fantozziano impiegato del catasto con gli occhiali dotati di fondi di bottiglia, molto anziano (per carità, meritevole l'aiuto nel sociale e meritevoli coloro che vi si sottopongono), dotato di scarsissima cortesia (del resto bisogna continuamente fare appelli su appelli, annunciare numeri di pettorali, verificare tessere, controllare volti), urlare improperi a persone che non sono proprio dei ragazzini (ma una cazziatina ogni tanto ci vuole) e che non si attengono rigidamente al proprio volere. L'ho già scritto diverse volte che è estremamente pericoloso mettere una divisa addosso ad una persona... anche una semplice camicetta bianca con i profili blu del GGG: se non si è abbastanza obiettivi, si rischia davvero di essere troppo esagerati. Passato lo Stige e traghettati da tali Carondimoni all'interno della call-room, si passa alla FASE V, ovvero un secondo pool di giudici addetti a verificare nuovamente i presenti e convogliarli come una mandria verso l'entrata della pista. Altro pool di giudici al termine dell'imbocco... avete in mente le tonnare? Ecco, una cosa simile. La mandria diligente, dopo aver passato lo Stige ed inviata nella tonnara, viene adeguatamente redarguita (che non fa mai male) e ad un cenno viene lasciata libera di andare al posto ove partirà la gara. Qui avverrà la FASE VI, cioè il giudice verificherà che nelle precedenti 5 fasi voi siate effettivamente voi, ed andiate esattamente dove dovevate andare. Anche qui nutrito pool di giudici (ma in pista è giusto che ci siano). Per i mezzofondisti esiste anche la FASE VII, cioè l'attribuzione del chip... Strano che al termine della gara non abbiano chiesto l'esame del capello e i rilievi fotodattiloscopici presso il Gabinetto di Polizia Scientifica della Questura di Ancona, giusto per avere quella piccola certezza sussidiaria a convalidare il proprio risultato. A parte gli scherzi, tutto questo è davvero troppo assurdo!
Gli atleti sono trattati come ragazzini di 8 anni, i passaggi sono troppi, la confusione regna e l'atleta deve pensare più che alla propria gara ai diversi step che deve seguire prima di arrivarci... alla gara. Non possono non continuare a sollevare alcuni dubbi circa l'impiego dei GGG. Il primo è che i Giudici devono starsene dentro l'area della pista e lungo le pedane, e non dovrebbero in alcun modo entrare negli aspetti organizzativi di una manifestazione, quindi fuori dalla pista. Alcuni di essi dimostrano un minimo di elasticità (che è dovuta, viste le storture del sistema) mentre la maggioranza di essi sembra obnubilata dall'ottusità. Non dovrebbero esserci giudici al momento delle conferme e all'ingresso delle call-room: ci vogliono "civili", messi dall'organizzazione (qui mi piacerebbe parlare di come reclutare gli event-organizer... me scriverò a breve) giovani. Così si recupererebbero eserciti di giudici per la causa sportiva e non organizzativa. Poi dicono che mancano i giudici: cavolo, ne mettono mezzo milione in compiti che non dovrebbero essere loro! Non posso non continuare a portare l'esempio organizzativo svizzero, che sembra talmente semplice da lasciare basiti dall'ovvietà della cosa. Bisogna creare una nuova cultura in cui gli atleti non debbano essere trattati come bambini, ma che sappiano gestirsi autonomamente. Se ho certificato la mia presenza, devo essere sufficientemente autonomo da sapere che alle ore tot dovrò presentarmi al cancelletto d'entrata e che se non ci sarò, potrò lamentarmi solo di me stesso. Scommettete che se vi succede una volta, la volta successiva vi presenterete in orario? Molti problemi organizzativi nascono proprio da questa necessità ossessiva di voler avere una visione panoptica da parte del sistema su ogni passaggio, senza lasciare spazio di autonomia alcuna ai tesserati. Aiutati che il ciel ti aiuta si suole dire...

20/09/10

Regionali Master Veneti: la nostra posizione e la lettera di Dario Rappo

(Dario Rappo a Lubiana) - Non chiamatemi Cassandra, per favore (anche perchè fece una brutta fine, stuprata e uccisa dopo l'entrata trionfale del Cavallo di legno). Ma le cose si preconizzano facilmente se si conoscono i propri polli. Non passa infatti nemmeno una settimana dalla mala-educazione dei GGG milanesi raccontata dettagliatamente nel mio pezzo di allora, che siamo di nuovo qui a parlare degli effetti deleteri di una organizzazione di persone che dovrebbe essere presa e ridisegnata completamente, nelle idee, nelle persone, nella cultura sportiva. Il casus belli stavolta si è spostato in Veneto, a Vicenza, dove erano di scena i Campionati Regionali Master. Per farla breve, la prima giornata di gare, con grande scoramento di diversi atleti venuti da svariate parti del nord Italia e nonostante le condizioni atmosferiche fossero tornate "dignitose" dopo le intemperie mattutine (stando alle testimonianze degli uni), è stata sic et simpliciter cancellata. Erased. Tutti a casa. Dall'altra abbiamo la posizione ufficiale, raccontata da Dario Rappo qui sotto nella mail che mi è giunta ieri e già anticipata nella discussione che ne è nata in seguito ad un altro articolo. Si racconta di una pista al limite della praticabilità, zeppa di foglie, con le prime corsie allagate: il Delegato Tecnico si sarebbe fatto un giro di pista e poi sarebbe arrivata la benedizione urbi et orbi. Queste gare non s'hanno da fare. Quindi, una contrapposizione di vedute netta: di sicuro non c'ero e non posso dire chi avesse ragione e chi no. Per questo sono necessarie le discussioni, no? Per capire, comprendere, far sapere perchè una giornata di divertimento sia diventata una giornata persa per qualcuno, di delusione per qualcun'altro, di vacanza insperata per altri ancora.
Prima di addentrarmi nel problema, mi preme puntualizzare una cosa che riveste un'importanza fondamentale per Webatletica. Alla seconda riga della tua mail, qui sotto riportata, caro Dario, ci chiedi di essere "più vigili sulle pubblicazioni degli interventi". Ecco, questa cosa mi dà fastidio, perchè Webatletica non è nè Atleticanet Noivelocisti dove si bannano le persone perchè dicono cose scomode. Ognuno qui dentro ha la massima libertà di esprimere le proprie convinzioni, le proprie idee, la propria posizione e le proprie esperienze come crede: io non interverrò. Un forum o un'agorà come la nostra si autodisciplina e le discussioni si autoregolano, e chi sgarra o dice scemenze solitamente si condanna da solo. Viene emarginato. Non voglio fare il poliziotto anche qui dentro e redarguire il prossimo sui suoi comportamenti: un forum è per antonomasia un luogo di libertà.
Sulla diatriba del rinvio delle gare, chiaramente mi trovi invece completamente dalla tua parte. Del resto più volte da questo sito abbiamo chiesto di rivedere i modelli organizzativi delle gare e limitare il "potere" dei G.G.G. fino a che non saranno veramente maturi (vista la media d'età, è quasi un eufemismo) per poter entrare nel merito della gestione delle manifestazioni. Se poi i cronometristi arrivano e poi in piena autonomia se ne vanno, il loro comportamento è vieppiù deprecabile. Senza di loro, come poi mi hai giustamente suggerito, non hanno valore i risultati eventualmente ottenuti. L'organizzatore si trova così solo a preparare la tavola, mentre il GGG entra nel merito di decisioni troppo superiori alle loro potenzialità. Nell'immaginario delle persone (alcune anche altolocate) poi le decisioni del GGG si confondono con quelle degli organizzatori: figurarsi che per qualcuno starebbe a chi organizza "acculturare" i giudici, come successe per Roma dove tutte le colpe delle decisioni astruse e dei sabotaggi (più o meno accidentali) ricaddero su chi aveva organizzato un edizione epocale dei Campionati Italiani. Con questo, mi dispiace moltissimo se una società come la Masteratletica non potesse più entrare nell'organizzazione di gare, vista la passione che la contraddistingue in tutto il suo entourage. Non penso però che se si critica apertamente le cose che non vanno per il verso giusto, ci si metta in cattiva luce con la Fidal. Essere in cattiva luce con la Fidal, mi si permetta, oggi è motivo di vanto, perchè la Federazione è al minimo storico quanto a credibilità (si pensi all'insanato e scandaloso conflitto di interessi del Presidente cui nessuno vuol mettere termine, o alla disinformazione strisciante sui finti successi della nazionale italiana). Quindi, con la Fidal, da tesserati paganti (i master ricordo sono la fonte principale di sostentamento quanto a fondi) le cose si devono pretendere e non elemosinare. Gli organi della Fidal sono stati eletti da noi (anche se il sistema elettorale centuplica il potere delle grandi società civili lacchè di Arese), non sono stati imposti dal Re Sole: a noi devono rispondere perchè espressione del nostro volere. Ora, i G.G.G. sono un organo burocratico parallelo, è quindi compito della Federazione riorganizzarli o semplicemente trovare il modo di emarginarne i colpi di testa. Tutto qui. Quella che segue è la lettera di Dario Rappo al sottoscritto.

Ciao Andrea. Oltre ad un meritorio servizio, più volte ho riscontrato che nel vostro sito c'è chi si diverte ad intervenire per "sparare" sulle persone senza cognizione di causa. V'invito ad essere più vigili sulla pubblicazione degli interventi.
Come MasterAtletica, per il secondo anno, ci siamo trovati ad organizzare il campionato Regionale Master senza averlo richiesto, ma anche quest'anno nessuno lo voleva organizzare comprese le Società che ogni anno fanno "campagne acquisti" per essere sempre più forti; a parte qualche "personaggio" (ma questo è un problema loro) tutti si sono sempre trovati bene alle nostre manifestazioni su pista e del "Miglio Palladiano" al Parco Querini, dove nell'edizione di quest'anno abbiamo anche offerto ai partecipanti extra regionali, pranzo e visita guidata in una villa palladiana e visita guidata al Teatro Olimpico di Vicenza.
Non abbiamo mai pensato di avere la riconoscenza/riconoscimento di tutti i partecipanti ma qualcuno a volte lo fa e, quando succede, ne siamo contenti, ma a noi basta vederli tornare a casa soddisfatti e ritornare all'edizione successiva.
Ti comunicato che in merito alla definita "cazzata" di rinviare le gare di sabato scorso a Vicenza al giorno successivo, non è di competenza della Società Organizzatrice o dell'Event Manager (Dario Rappo), ma del Delegato Tecnico FIDAL e Società presenti alla manifestazione.
Noi l'impianto l'avevamo preparato, come ci era stato richiesto, dalle 10 alle 12 del mattino sotto il diluvio ed, alle 13,50, eravamo già attivi con la Segreteria, partiti con le iscrizioni e servizi necessari e riparato, seduta stante, due gazebi che erano parzialmente crollati sotto l'acqua.
Poi, se i cronometristi arrivano e dopo un pò se ne vanno, facendo "saltare" tutte le gare di corsa, perchè con quel tempo non possono montare le delicate attrezzature del crono con fotofinish obbligatorio per un Campionato Regionale, non è certo colpa degli organizzatori.
Il giro dell'impianto l'hanno fatto solo il Delegato Tecnico ed altre 2-3 persone e non io, ma conosco ben la pista, perchè dista da casa mia 500m in linea d'aria e mi ci alleno 3 volte alla settimana, dopo una pioggia copiosa mi sono sempre trovato da solo ad allenarmi, facendo il classico zig-zag fra le pozzanghere o correndo in 3^ corsia, rendo l'idea?
Nel salto in lungo sarebbero saltati più nel cemento che nella sabbia.
La pista, rifatta qualche anno fa incollando un nuovo stato sopra il preesistente, in caso di pioggia abbondante presenta numerosi avvallamenti in alcune corsie ed in altre no, creando disparità di condizioni fra un atleta ed altro.
Nella zona alberata, per le numerose foglie presenti in pista fra la partenza dei 400 m. ed i 200 m. (per spiegarci) che non si potevano asportare a pista bagnata, se non raccogliendone una ad una, la prima corsia era impraticabile, l'acqua non defluiva anche perchè in più punti il cordolo è più alto della prima corsia.
Nel salto in alto, come nel giavellotto, dove c'è l'area di battuta, non era assicurata l'incolumità dell'atleta per la presenza dell'acqua stagnante.
Noi di MasterAtletica ed i Giudici, non siamo andati a casa a cambiarci d'abiti e scarpe, ma siamo stati nell'impianto fino a conclusione delle uniche due gare (con dovute premiazioni) che, a detta degli esperti e delegati a decidere, sono state regolarmente effettuate.
Sempre Noi ed i Giudici, abbiamo fatto, quello che ritengo un ..."miracolo", il recuperare tutte le gare la mattina seguente finendo la manifestazione alle 13,30 con gara di marcia 5 km. e 10.000 m. (quella dove ci sono dei master che sembrano non arrivare ...mai!) compresi! avendo però prima tolto tutte le foglie dalla pista e spazzato ed asciugato le pedane. Come MasterAtletica, non vogliamo ora cenni di riconoscenza, ma siamo stati sempre in 10/15 in pista ad assistere i Giudici e le pedane, più gli addetti alla segreteria, ristoro e premiazioni, con qualcuno che ha anche rinunciato a gareggiare. Inoltre informo che, a smentita di chi ha affermato che a Vicenza sabato c'era bel tempo, l'area prospicente gli spogliatoi era tutta allagata perchè gli scarichi non riuscivano a far defluire l'acqua! Giudichi ora chi, quel giorno, probabilmente era a casa propria all'asciutto, se a Vicenza pioveva. Nell'occasione, raccomando a chi espone pareri o fa da "cassa di risonanza" al movimento Master, una maggiore obiettività nelle esternazioni ed in particolare di rispettare maggiormente chi si da da fare per il movimento dell'atletica in generale e master in particolare, altrimenti, nel futuro, si troveranno solo i siti web ad organizzare le gare. Per preparare una manifestazione di quel livello, bisogna che più di qualche persona si dedichi, non un giorno, ma una settimana e più: autorizzazioni, patrocini, partnership, recupero materiali, premi, ecc., rimettendoci di tasca propria (o come Associazione) qualche Euro. L'impianto di Vicenza non ha materiali propri a disposizione, quasi tutti gli attrezzi di gara ci sono stati prestati dall'Atletica Vicentina e quelli mancanti siamo andati a recuperarli, con un camion, in altro impianto, come le barriere per le siepi, i blocchi di partenza, la bilancia e due tabelloni segna misure. In conclusione, per quanto mi riguarda, a Vicenza, il movimento Master ha chiuso l'attività con la giornata di ieri. Se vuoi, pubblica questa mia sul sito, mi fai anche una cortesia. Arrivederci sui campi di gara e cordiali saluti. Dario Dappo / Vice Presidente Vicario di MasterAtletica

11/09/10

Houston, abbiamo un problema: i GGG

Lo vado dicendo da molto tempo: abbiamo un problema. Un grosso problema. Il problema si chiama GGG, acronimo di Gruppo Giudici Gare. Non so come funzioni nel resto del Paese, ma il Lombardia il problema è diventato talmente radicato, che c'è la necessità di denunciarlo pubblicamente ogni volta che emerga nella sua cruda tristezza. L'avevo scritto qualche tempo fa (con cognizione di causa): metti addosso una divisa ad una persona, e quella si trasforma. E' inevitabile. E se la persona non ha un pizzico di intelligenza, il "potere" connesso a quella divisa diviene pericoloso. Pensate: ieri alle 15:30 e qualche secondo mi presento alla stanza iscrizioni dell'Arena Civica di Milano per iscrivere la staffetta 4x100 del mio team, gara che si sarebbe disputata verso le 21:10. "Solo" sei ore prima della propria gara, dopo un viaggio di un centinaio di chilometri e con un altro viaggio di altrettanti km dopo: quasi una giornata per una gara provinciale all'Arena... Premetto che mi rendo conto di una cosa: non avendo previsto la procedura on-line, si è deciso per il suicidio organizzativo, costringendosi a chiudere le iscrizioni per avere un'idea della quantità di serie e quindi poter stabilire un orario di massima. E così, siccome nessun comitato riesce MAI a fare tesoro del passato (basterebbe andare in archivio e prender coscienza dei numeri delle passate edizioni per poter effettuare una stima e quindi poter "organizzare" un evento... niente di tutto questo naturalmente accade e mai accadrà) si è costretti a vivere alla giornata, tutti rigorosamente presenti prima del termine della "chiusura iscrizioni". Fatto sto che mi accade che proprio nel momento in cui sto per varcare con 7 o 8 secondi di ritardo dal tale termine "tassativo" la porta che adduce alla camera delle iscrizioni, un personaggio vestito di bianco con un etichetta "GGG" mi si para davanti e mi chiude la porta in faccia sentenziando: "le iscrizioni sono chiuse!". Faccio gentilmente presente (consapevole che se ad un "collega" con la divisa ti rivolgi male, ti viene risposto ancor peggio e si dà il via ad una cascata di eventi negativi dagli esiti poco scontati) che ho percorso 100 km, che la mia gara è l'ultima (tra 6 ore!!), che sono le 15:30 (faccio vedere l'orologio). Macchè, non c'è verso, mi viene sbattuta la porta in faccia. Con me un altro paio di atleti sbigottiti. La rabbia inizia a pervadermi, e mi guardo attorno sgomento. Poi la porta si riapre per far uscire qualcuno e (penso fosse Angelo Mauri) mi spinge ad entrare lo stesso ad iscrivermi. Prendo velocemente un modulo e mi metto in un angolino a compilarlo velocemente, manco fossi stato un ladro, preso da quella foga per la quale ci si dimentica anche i nomi dei compagni di staffetta, il codice della Società (queste cose insomma). Mentre sono indaffarato in questo compito mnemonico, attorno a me assisto a scene della peggior maleducazione umana, tanto che per un attimo mi sento in dovere di diventare cattivo come in pochi hanno avuto il piacere di assistervi. Gli atleti ritardatari tratti come pezzenti, urla del tipo "le iscrizioni chiudevano alle 15:30: dovete imparare a leggere!"; giudici che tra di loro urlavano frasi come "non accettare più iscrizioni da questi!!". Poi ad un tratto uno di questi personaggi bianchi, in preda all'ira cieca, prende una fascetta di moduli di iscrizione e li getta con rabbia all'interno di uno scatolone con quella faccia schifata tipica di chi si ritiene superiore. Ora, non so francamente cosa mi abbia trattenuto... probabilmente il fatto di dover ancor presentare la mia iscrizione, e non dover dire ai compagni di squadra che non si sarebbe corso. Così, ultimo tra gli ultimi, dopo aver assistito a scene da girone dantesto, presento il mio piccolo modulo compilato in fretta e furia consapevole che ci sarebbe voluto un nulla ad incendiarmi. I demiurghi assisi dietro al banco dell'accusa mi guardano con la bocca storta e chiedono di versare l'obulo di 3 euro, non senza qualche rimostranza: abbasso la testa e assumo un atteggiamento sottomesso, unica via di fuga per potersi vedere iscrivere. Ingoio il boccone amaro. Arrivare quasi a 40 anni e vedersi trattati come bambini, purtroppo questo è. Chi è stato al contemporaneo meeting master di Bellinzona, in Canton Ticino, può invece raccontare un'altra storia. Massima disponibilità verso gli atleti, organizzazione "flessibile" (iscrizioni accettate sul campo, nonostante ci si dovesse iscrivere on-line con qualche giorno di anticipo), clima amichevole, ti danno del "tu" e quando ti chiamo sui blocchi ti chiamo per nome e non per cognome. Là hanno capito che le gare sono pensate per gli atleti, evidentemente. Chi glielo spiega al GGG che le gare non sono state pensate perchè gli si dia la possibilità di mettersi una divisa bianca e fare i poliziotti della pista CONTRO gli atleti? In Canton Ticino gli orari delle manifestazioni si conoscono ad inizio stagione, quando esce il calendario. In Lombardia non si sa nulla fino alla chiusura iscrizioni il giorno stesso della gara. In Svizzera la chiusura iscrizioni è un'ora prima della propria gara, perchè si è consapevoli che è STUPIDO far perdere una giornata intera agli atleti per imporgli i propri problemi organizzativi. Prendiamo atto che nel 2010 in Lombardia problemi che sono stati segnalati da anni (gli orari, avevamo scritto una lettera già negli anni '90) non sono stati ancora risolti e non si vogliono risolvere, perchè altre evidentemente sono le priorità (diteci però quali, perchè se la qualità con cui si presenta il prodotto "organizzazione evento" è questo, vuol dire che molti non hanno capito a cosa serva la Fidal). I GGG a mio parere non dovrebbero più entrare nel merito dell'organizzazione dell'evento-gara, perchè l'ignoranza diffusa che serpeggia in diversi elementi del gruppo (a partire dall'educazione, che in sua presenza lenisce spesso molti problemi) e da chi l'atletica spesso non l'ha mai praticata, è spesso foriera di cattive situazioni. Rimangano in pista e sulle pedane, quanto meno per limitare i danni arrecati all'immagine dell'atletica. Infine, mi permetto di lanciare un'idea: si istituisca un'organizzazione interna alla Fidal che gestisca gli eventi, così come avviene nelle gare di ciclismo amatoriale. Pagheremmo tutti un paio di euro in più se andando ad una gara, potessimo trovarci già l'orari pronti, persone gentili e disponibili, qualche stand dove fare acquisti (chi vuole, eh...), gare cui viene dato un peso diverso, un circuito di manifestazioni (anche solo regionale) dove ad ogni prova vengano attribuiti punteggi a tutti gli atleti, un giornalino mensile con qualche notizia... il resto degli sport (la corsa su strada inclusa) ha capito che senza un minimo di "contorno", "decoro", l'evento diviene una catena di montaggio con poca emozione e partecipazione. Noi intanto andiamo avanti con questi GGG: dobbiamo purtroppo resistere. A proposito: la staffetta noi capriolesi non l'abbiamo corsa: abbiamo resistito fino alle 19:05, poi vinti dalla stanchezza, ce ne siamo andati a casa.