16/06/12

Italiani Pro-Jun IV: 110hs e 100hs

Hassane Fofana e il suo 13"91 - Foto G. Colombo/Fidal
Gli ostacoli alti sono ormai diventati a quasi tutti gli effetti, una delle specialità più "azzurre" esportabili all'estero. Di sicuro una di quelle che hanno una vetrina migliore. Per dire... l'Italia è il 9° Paese al mondo nei 110hs e il 10° nei 100hs per All-Athletics: per avere un metro di paragone, nei 200 l'Italia maschile è 27^ mentre 24^ tra le donne. Il movimento, come si è capito da qualche mese a questa parte, non è solo Abate&Caravelli, ma un nutrito gruppo di atleti che anche nell'immediato futuro potrebbe avere una vetrina internazionale. Vediamo quello che è successo a Misano.
110hs junior: bè, era la gara con uno dei verdetti più pronosticabili, ma che alla fine non è stato il remake di una sfida calcistica tra Brasile e le Isole Far Oer. Lorenzo Perini, che passo dopo passo, ha cancellato pagine importanti di storia ostacolistica nazionale, stavolta ha dovuto rintuzzare l'attacco kamikaze di Lorenzo Vergani: 13"85 a 13"96. Podio completamente lombardo, con il terzo posto di Davide De Marchi con 14"29. Vento di 0,9. Con gli ostacoli a 100 è per Perini comunque la seconda prestazione personale di sempre, dopo il 13"66 di Ginevra. E' anche la 5^ prestazione italiana di sempre.

13.66 (1)   +1.3 Lorenzo Perini           Génève, SUI     02-6-12 
13.76 (1)   +0.5 Hassane Fofana         Bressanone        18-6-11 
13.77 (1)   +0.9 Fofana                      Bressanone        18-6-11  
13.78 (1)   -0.5  Fofana                      Chiari                10-9-11
13.85 (1)   +0,9 Perini                        Misano              16-6-12

Vergani, invece, migliora il suo PB di 13"99, spostandolo appunto a 13"96 (e 13"94 ventoso in batteria). 12^ prestazione italiana di sempre, e 5° performer. 


13.66 (1)   +1.3 Lorenzo Perini                Génève, SUI   02-6-12 
13.76 (1)   +0.5 Hassane Fofana              Bressanone     18-6-11 

13.88 (2)   +1.3 Ivan Mach di Palmstein   Firenze           04-6-11
13.91 (1)   +1.0 Mark Nalocca                 Firenze           03-8-07
13.99 (1)   +0.8 Lorenzo Vergani             Milano            31-5-12

Prima di lui, come è possibile vedere qui sopra, oltre i già citati Perini&Fofana, troviamo Ivan Mach di Palmstein e Mark Nalocca, che nonostante siano ancora giovanissimi, sembrano aver avuto invece un'involuzione prestativa negli ultimi tempi. Che sarà successo? 

Maria Paniz invece si aggiudica con autorevolezza i 100hs junior. Addirittura 13"84 ventoso in finale, dopo il 14"12 con 0,4 in batteria che le regala i mondiali junior di Barcellona. Il 14"12 la colloca anche al 24° rango di sempre tra le junior, mentre nella graduatoria dei tempi ventosi, il 13"84 con 3,1 è l'8° di sempre come 5^ performer. Insomma, un giorno da ricordare per la veneta e per il suo Coach Piero D'Incà. Nella velocissima finalissima, sotto i 14" finisce anche Giada Carmassi con 13"99 (batteria in 14"40), 10° tempo ventoso junior di sempre. Carmassi che partiva comunque come la favorita, visto il 14"24 di iscrizione stabilito giusto 10 giorni fa, contro il 14"44 della Paniz, che si è quindi migliorata notevolmente in questa manifestazione. 

Nei 110hs (nella categoria promesse) in batteria Hassane Fofana fa la voce grossa, e sembra davvero il primus inter pares. Spara il record personale con 1,9 di vento di 13"91, forse scaricandosi nervosamente, vista l'impresa appena compiuta. Tant'è che Claudio Delli Carpini e Samuele Devarti non sembravano poterlo impensierire con i loro 13"97 e 13"98, ottenuti però con 3,0 di vento a favore. E invece, succede l'imponderabile, grazie proprio a Devarti, cresciuto sotto l'ala di Emanuele Abate, e che quindi qualche tips&tricks gliel'avrà pure trasmesso per osmosi, segnatamente l'atteggiamento da finale. 13"99 per Devarti con 2,4 di vento, e 14"01 per Fofana. Titolo italiano al campione italiano universitario di Messina, insomma. Terzo Delli Carpini con 14"08. 

Tra le promesse  femminili, è la giornata di Alessandra Feudatari: 13"77 in batteria con 1,2 e quindi 13"65 con 1,0 di vento a favore. Record personale migliorato di quasi un decimo (era 13"76). Ora è di fatto in scia alle magnifiche 4 dell'ostacolismo italiano. Non di meno di rilievo la prestazione di Silvia Zuin, seconda con 13"71, e che migliora incredibilmente di 3 decimi rispetto al PB con il quale si era presentata a Misano (14"04). 14"00 per Ginevra Squassabia, anch'essa al record personale (aveva 14"21). 

Campionati Francesi: Lemaitre 9"94!!... ventoso - 5 francesi sotto i 13" nei 100hs

100 maschili: finale +2,6 - La domanda è: che fine ha fatto Mbadjock?

1.Christophe LEMAITREFRA909.941212
2.Jimmy VICAUTFRA9210.051174
3.Emmanuel BIRONFRA8810.101157
4.Ben BASSAWFRA8910.201123
5.Dylan RIGOTFRA8910.341077
6.Ronald POGNONFRA8210.341077
7.Bemba KABAFRA8710.381064
8.Pierre CHALUSFRA9310.501025

Triplo (finale)

1.Harold CORREAFRA8816.74+1.11121PB
2.Karl TAILLEPIERREFRA7616.69+1.81112SB
3.Gaetan SAKU BAFUANGAFRA9116.54+1.01099SB

Nella marcia c'è ancora Diniz sugli scudi

1.Yohan DINIZFRA7839:46.741155WL
2.Antonin BOYEZFRA8440:56.231108PB
3.Sebastien DELAUNAYFRA7442:51.731034PB

100 femminili: le batterie. C'è ancora la Arron!! +1,8 la prima; +1,0 la seconda

1.Ruddy ZANG MILAMAGAB8711.111165
2.Johanna DANOISFRA8711.391113PB
3.Jennifer GALAISFRA9211.441104PB
4.Carima LOUAMIFRA7911.451102SB

1.Christine ARRONFRA7311.271139SB
2.Myriam SOUMAREFRA8611.311132SB
3.Emilie GAYDUFRA8911.451106SB
4.Ayodele IKUESANFRA8511.481100SB

100hs: finale pazzesca! 5 francesi sotto i 13"

1.Alice DECAUXFRA8512.881161PB
2.Aisseta DIAWARAFRA8912.881161PB
3.Reina-Flor OKORIFRA8012.971149SB
4.Sandra GOMISFRA8312.971149
5.Cindy BILLAUDFRA8612.971149SB
6.Gnima FAYESEN8413.171124PB

Italiani Jun-Pro III: i 400 e gli 800

Michele Tricca
Junior uomini: una delle gare più attese, con quelli che rappresentano forse il vero domani della specialità. Una delle specialità (insieme agli ostacoli alti) che sta uscendo autonomamente dal pantano da Calendario Maya cui ci stanno portando i satrapi che conducono il governo dell'atletica nazionale. E sfida è stata, e, come vuole la tradizione, le sfide si fanno man versus man, lasciando il cronometro nella borsa. Michele Tricca ha dimostrato di avercene ancora un pizzico in più di tutti, vincendo una gara tiratissima. 46"77, davanti a Marco Lorenzi, 46"95 e dalla sorpresa Davide Re, 46"96. Per quest'ultimo un miglioramento di praticamente mezzo secondo, e l'ennesimo atleta sotto i 47". La base cresce, ora serve il fenomeno e di solito più aumenta la base statistica, più aumentano le possibilità di trovarsene uno tra i piedi. Stranamente Arese e la setta dei Presidenti Estinti (ovvero quelli che compongono a vari livelli l'intellighenzia Fidal) la pensa diversamente: diminuendo i tesserati, dovremmo trovarci pieni di campioni. Naif. C'è da dire, che Tricca dopo l'incredibile 2011 (culminato con un 46"09), lo si aspetta a tempi sub-46": ipotesi esosa? Marco Lorenzi, anche lui, è risulta un pò "imbastito" rispetto al 2011: il 46"95 è il suo primo sub-47" dell'anno. Detto di Re, sarà rimasto sicuramente un pò amareggiato (e chi non lo è stato, vincitori a parte?) Vito Incantalupo: 4° con 47"26, che rappresenta sempre il suo 3° tempo di sempre, a meno di un decimo dal PB: diciamo che non era calcolato l'exploit di Davide Re, in quella che è stata una gara a 4. 
Negli 800 la vittoria va a Jacopo Lahbi, in quella che vista dai risultati appare tanto una battaglia all'ultimo centimetro. 1'54"52 per Lahbi in una disfida di 800isti da 1'50"... passaggio lentissimo in 59"4 e poi al mio via, scatenate l'inferno. 55" il secondo 400 e per Lahbi un decimo meglio di Soufiane El Kabbouri, 3 meno di Joao Capistrano Mari Bussotti Neves Junior (!!) e 1"2 su Abdikadar. Quest'ultimo ancora un pò sottotono rispetto al 2011, non penso di dire un'eresia. Comunque, divagazione: i primi 4 sono tutti italiani di seconda generazione. Non ce n'è proprio: bisognerebbe capire se la differenza (un'enormità statistica, se consideriamo i tesserati di seconda generazione sul totale di italiani) sia da accreditare alla "voglia" di emergere, all'abnegazione nel far fatica o a caratteristiche fisiche genetiche. A me questa cosa, come scritto più volte, non fa che piacere. 
Junior femminili: Flavia Battaglia... ed è titolo, anche perché era la grande favorita. Nettissima la vittoria (7 decimi), anche se sulla carta la voragine con il resto delle 400iste italiche junior era ancor più profonda: del resto ha un PB di 54"55 stabilito meno di 2 settimane fa (17° tempo all-time junior, a pochi centesimi da un terzetto da brividi: Spacca-Milani-Spuri). Il 55"02 rientra quindi nella sua "normale amministrazione". Non avendo visto la gara le ipotesi sono 3: molto vento contro sul primo rettilineo (visti i tempi sul rettilineo); partenza a razzo per fare il tempone; gara "non stimolata". Negli 800 Irene Baldessari si aggiudica la coccarda tricolore penso abbastanza agilmente in 2'11"05, anche sfruttando l'assenza di Federica Del Buono (iscritta con un tempo migliore, un 2'08"9, ma assente... almeno sul doppio giro). 
Promesse maschili: sugli 800 in pratica viene rispettata la gridline con i tempi di iscrizione. Mattia Moretti vantava la pole, e così si è aggiudicato il titolone con 1'50"37, con un passaggio decisamente "solido" della carovana a 53"6. Gara quindi portata sui limiti fisici di tutti, e che comunque ha portato ad un gran risultato complessivo. Secondo il secondo della griglia di partenza, Yassine El Houdni, con 1'50"48, cioè, pensando all'acidosi cloridrica che colpisce l'ottocentista negli ultimi metri, un battito di ciglia da Moretti. Leonardo Zucchini 1'50"74, che ha tranciato un secondo al suo precedente personale. Anche nei 400 rispettata la griglia della pole, addirittura con i primi 4 della lista... nei primi 4 posti. Il superfavorito Lorenzo Valentini domina con 47"11 (quindi un trend di tutti i vincitori confermato: probabilmente non si andava forte oggi sui 400). E a questo punto rischia un minimo da Daniele Raimondi, il lombardo esploso quest'anno con 47"05. Nella circostanza romagnola 47"37. Terzo Paolo Danesini in 47"76, suo 6° tempo personale di sempre. 
Promesse femminili: i 400 sono stati forse una delle gare più equilibrate dell'intero palinsesto di Misano. Stranamente assente Clelia Calcagno (quest'anno ancora non nelle condizioni del 2011), il  ventaglio delle possibili vincitrici si è ampliato a dismisura. Dopo le batterie in 3 sullo stesso piano. In finale sarà invece Marta Maffioletti a vincere in 55"31, 5° tempo personale di sempre. L'anno scorso era riuscita ad arrivare a 54"46 a Lodi, ma probabilmente, come già detto, il vento ha condizionato le prove sul giro. 55"40, quindi solo 9 cent, per il secondo posto di Valentina Zappa e terza Chiara Natali, con 55"65, dopo che in batteria aveva ottenuto il miglior tempo con 55"69. 
Sorpresissima negli 800, dove la super-favorita Serena Monachino, fresca recordwoman dei 600 promesse (1'29" e spicci pochi giorni fa) non va oltre il terzo posto nel doppio giro di categoria. 2'10"19, infilata sia da Isabella Cornelli (campionessa italiana con 2'09"42) che da Federica Soldani con 2'09"99. Tra l'altro la Cornelli era la meno indicata dai bookmakers, visto che era accreditata di un 2'10"88 (ergo quasi 2" di miglioramento): meglio di lei sia la Monachino (con il 2'08"03 che le valeva la pole) e il 2'08"83 della Soldani. Come dire: una gara di atletica non è mai scritta fino al traguardo. Poi un 800... 

Italiani Pro-Jun II: i 5000 maschili e i 3000 femminili

Giulia Martinelli - foto di G. Colombo/Fidal
Yassine Rachik non lascia nemmeno le briciole a nessuno. L'Attila del mezzofondo junior italico... ancora però per poco, quando sarà spogliato della sua simil-italianità e dovrà aspettare la cittadinanza che già i suoi genitori vantano... chissà quanto ci vorrà. Per lui ennesimo successo, quello sui 5000, in un campionato italiano, che si sia corso su un prato, nel fango, su strada, su una pista. Non so nemmeno se lui abbia il conto aggiornato dei titoli vinti (questo di sicuro è il secondo consecutivo sui 5000 junior). E poi PBs che da junior non son mica male: il 3'43"15 sui 1500 e il 14'02"00 sui 5000. Stavolta a fargli da contraltare si sono messi i fratelli Dini, giunti a pochissimo da lui: 14'35"56 per il Marocchino della frazione Cividino di Castelli Calepio (BG) che ammetto di aver visto la prima volta scendere in pista da ragazzino proprio sulla pista che dista poche centinaia di metri da casa sua. Era il 2007, penso, aveva 14 anni. Aveva un paio di scarpe stile-Superga e un paio di jeans tagliati al ginocchio: aveva forse solo giocato a pallone qualche volta a scuola. Correva ancora un pò come fa oggi, con la testa reclinata all'indietro nel momento di massimo sforzo, ma corse quel 1000 "di prova" in meno di 3'... da solo. Fenomeno. Da lì iniziò la sua ascesa, allenandosi spesso da solo, ma con motivazioni che ho visto a poche persone e con le idee sempre molto chiare sul proprio futuro. Predestinato? Ora mancherebbe solo l'italianizzazione, e chissà quando arriverà, anche se lui praticamente da quando era piccino è vissuto qui in Italia. Nella sua gara 14"39"60 per Lorenzo Dini e 14'46"52 per Samuele Dini. 
Manuel Cominotto si cinge il capo con l'alloro dei 5000 promesse, forse un pò a sorpresa. Per gli allibratori aveva forse qualche chance in più il lecchese Michele Fontana andato poi disperso nella gara con un "rit". Così Cominotto si aggiudica il titolo con un sempre interessante 14'11"05. Del resto non sono i campionati italiani la gara in cui stabilire i record, è noto. Nonostante questo, stando al Sigma, 4^ prestazione di sempre per lui, a 6" dal proprio personale. 
Nelle siepi femminili, Sveva Fascetti, primo anno di junioraggio ('94), si laurea campionessa italiana con 10'45"82, 22" meglio della seconda, Martina Merlo. La Fascetti era comunque già la superfavorita, vantando già la quinta posizione all-time nella specialità tra le junior. Quella di Misano è la 25^ prestazione all-time junior. Mica male. E naturalmente solito one-woman-show di Giulia Martinelli nell'analoga gara promesse. 10'03"77 il tempo della vittoria, 9^ prestazione personale di sempre, anche se quest'anno aveva già sparato a Huelva il 9'48"01 che le è valsa la convocazione ai campionati europei (era 9'50") e per un solo dannatissimo centesimo non è stato minimo B per Londra. Ora, secondo le opinabili e malleabili regole "Fidal", Giulia, che il minimo A lo ha corso l'anno scorso, dovrebbe correre il minimo B entro il 7 luglio... ma la potranno mai tener fuori per un centesimo? Aspettiamo comunque l'8 luglio, sperando che non vi sia la necessità di dover far battaglie mediatiche per sanare questa insania. Valeria Roffino, 10'26"96, seconda e di fatto a 9" dal PB.  

Junior-Pro, Tricolori: 100 metri con 3 conferme e una sorpresa

Judy Ekeh, foto Fidal.it
Tra gli junior domina abbastanza agilmente Giovanni Galbieri in quella che rappresenta la gara-simbolo e scandalo. 8 partenti, scissi in due batterie da 4, "colpa" di un atleta confermato e poi non partito che ha rischiato di far cancellare anche il primo turno e mandare tutti dritti-dritti in finale. La Fidal e i  cervelloni che la compongono ne hanno fatta un'altra delle loro concordando su un minimo assurdo, 10"97. Che poi, a ben vedere, sono proprio queste le cose che un giorno, alle elezioni federali, bisognerà sottolineare: non le medaglie della Di Martino, ma lo scempio dell'atletica giovanile e di base, che, invece di espandersi verso i meno talentuosi (per convincerli a rimanere) se fosse stato più possibile è diventare più esclusiva. Ma non avevano detto che ci sarebbe stato più spazio per tutti? A questo punto si prendano i primi 3 in Italia, e gli si faccia fare la finale direttamente... magari in teleconferenza, ognuno sulla pista di casa. Dai... Il modo migliore per perdere atleti. Comunque, Galbieri 10"64 in batteria (con 1,0) e poi 10"73. Ennesimo titolo italiano giovanile incassato, il secondo consecutivo come junior. Peccato che sia mancata la sfida con quello che sembrava dopo le batterie il suo vero competitor, ovvero il lombardo Cattaneo di Rovellasca (parente di Micol?). 10"67 in batteria, PB, e poi qualche intoppo in finale che l'ha frenato. Di sicuro una tristezza senza fine vedere 8 partenti nei 100 junior, laddove un tempo c'era un esercito di ragazzi che lottava anche solo per accedere alla finale. E nessuno paga mai per l'ignoranza di queste scelte, a meno che siano condivise da tutti... 
Tra le junior la neo italiana Judy Ekeh, sciabola l'11"58 che le consegna il titolo tricolore, il PB, e la 9^ prestazione all-time femminile italiana junior. Solo 3 junior sono scese nella storia sotto gli 11"50 e la stagione è ancora moooolto lunga. Naturalmente ha fatto inarcare le sopracciglia in maniera gotica anche Irene Siragusa, che in batteria ha fucilato un 11"46 da infarto: inficiato dal +3,5 di vento, un pò troppo, ma se può consolare, il miglior tempo junior di sempre "ventoso". Il precedente record ventoso era un 11"54 di Gisella Trombin risalente ad una strana (statisticamente parlando) gara del 1983, quando la seconda, Anna Catalano, ottenne la seconda prestazione e posizione di sempre con 11"57. La Siragusa, non perdiamola di vista, arriva ad un pelo dalla Ekeh, 11"61, 11° tempo all-time junior... 15 cent in meno del PB certificato da Mister Sigma. Curiosità: Marisa Masullo corse da junior in 11"60, ergo... La Ekeh segue la Hooper nella cronologia del titolo junior, ovvero l'origine sembra essere sempre quella centrafricana. E per il sottoscritto questo sarà (per fortuna) anche il futuro della specialità e dei titoli a venire, visto che la percentuale del totale degli immigrati di seconda e terza generazione sul totale dei ragazzini che iniziano a far atletica è sempre maggiore. Le spiegazioni sociologiche delle scelte degli italiani sono facili da individuare. 
Sorpresissima nei 100 promesse maschili, ovvero la sconfitta che non ti aspetti. Ovvero, che non mi aspettavo. Però, ad onor del vero, c'è da dire che Michael Bum-Bum Tumi dopo l'infortunio di fine inverno, è sembrato sin dall'inizio della stagione outdoor aver qualche problema di troppo a trovare il giusto setting. Nello scorrere la check list del pre-decollo, evidentemente qualche punto non è stato sistemato, e la spia continua a lampeggiare. Così arriva l'emergente Francesco Basciani, che ti infilza di piatto quando meno te lo aspetti. Ma Basciani, diciamocelo, è quella categoria di sprinter che fino ad oggi ha avuto una visibilità un pizzico marginale dalla presenza di personaggi più illustri, ma che ha visto bene di gridare il proprio ego al momento giusto. 10"53 a 10"54 per Basciani, e piccolo passo indietro per Tumi (nel borsino atletico azzurro, mi sa che lo dovrò dare in calo). Eppure in batteria, con un Monsone del Bangladesh da 4,4, Tumi aveva potuto fare una prova di super-velocità, correndo in 10"27, davanti a Rosichini con 10"36. Sembrava stesse girando tutto per il meglio... ma "non dire gatto se non ce l'hai nel sacco" sostiene il Trap. Ci sarà modo di migliorare. Ora c'è un consistente gap da colmare con gli altri top-sprinter italiani, a pena di convocazione. E quest'anno, è la stagione da non fallire. 
Ed infine le promesse femminili, che hanno individuato due delle possibili interpreti del quartetto italiano che sfiderà l'Europa nelle prossime settimane: Martina Amidei e Gloria Hooper: solo loro sia in batteria (ventosa) poi la disfida finale, con la Amidei che con sicurezza ottiene la coccarda tricolore per 3 cent: 11"53 a 11"56. Seconda prestazione personale di sempre per la piemontese (dopo l'11"42 di Torino). Per la Hooper addirittura un PB migliorato di 11 cent. Quest'anno quattro atlete italiane (Amidei, Hooper, Ekeh e Alloh sotto gli 11"60: 4 italiane così veloci era un pò di tempo che non si vedevano... mediamente: ma la Ekeh è già utilizzabile dopo un paio di giorni dall'italianizzazione?). Pensare che uno quartetto comprensivo di Alloh, Hooper e Ekeh, rappresenta un vero e proprio inno all'integrazione. Il quartetto potrebbe valere già sulla carta (al netto dei cambi) già un 43"3-43"5. Una finale continentale sarebbe già un primo step, in un contesto dove negli ultimi anni si è visto tutto e il contrario di tutto (in tema di selezione delle frazioniste, scelte dell'ultimo secondo, scarsa programmazione, composizione della staffetta... ma lasciamo le polemiche per questa volta). 

14/06/12

L'intervista al recordman allievi di prove multiple: un saggio musicista

Edoardo Pellisetti - foto atnews.it
Lorenzo Perini ci presenta oggi un'intervista ad un atleta esploso letteralmente in questi tempi, Edoardo Pellissetti, capace di ottenere il record italiano di octathlon allievi pochi giorni fa, nonostante un'esperienza in questo sport limitatissima. Un'intervista intrigante, dove emerge un ragazzo con i piedi per terra e il cui sogno nel cassetto è diventare... un musicista. Per questo, probabilmente, diventerà un campione anche nello sport. 

Durante il Brixia meeting, incontro internazionale per la categoria allievi tenutosi qualche settimana fa, si sono visti molti atleti ottenere risultati davvero ottimi. Ma uno in particolare ha lasciato il segno sia sulla pista trentina che sulle pagine della storia dell'atletica italiana. Sto parlando di Edoardo Pellisetti, un ragazzo che ha iniziato a praticare l'atletica leggera casualmente, appena un anno fa (!!). Il record che ha ottenuto è nella complicata e faticosa disciplina dell'octathlon, totalizzando un punteggio di 5671 punti (37 punti in più al precedente record di Andrea Petazzi, ottenuto proprio quest'anno). Per conoscere meglio il nostro giovane primatista italiano ho voluto fargli qualche domanda, inerente allo sport e non. 

Prima di iniziare,ti chiedo di raccontarmi un pò di te e della tua storia da atleta e non: quando e perchè hai iniziato a mettere piede in pista? Quale sport praticavi prima? 

Faccio atletica da gennaio 2011, ho iniziato dalle indoor. Prima di iniziare atletica ho giocato per tanti anni a calcio, nella squadra piemontese dell'Asti. Per un problema di trasferimento, però, mi ritrovai senza una squadra, e mi consigliarono quindi di provare a fare atletica, giusto per tenermi in movimento in attesa del passaggio di squadra. 

Fai atletica da davvero poco tempo... in quale momento hai capito che le prove multiple sarebbero state le/la tua specialità? 

Sinceramente non l'avevo capito io, ma il mio allenatore: mi consigliò di tentare una gara di prove multiple, giusto per capire come funzionavano le discipline più comuni di atletica leggera. Feci subito, e inaspettatamente, il minimo per i campionati italiani allievi. Dopo questi, però, mi si pose davanti un bivio: ricominciare a prepararsi per il calcio oppure continuare atletica? Beh, per fortuna, scelsi di continuare a correre senza un pallone ai piedi. 

E meno male che sei andato avanti!prossimi obiettivi da raggiungere? 

Dopo il Brixia meeting di importante mi aspettano i campionati italiani allievi (prove multiple). Non punto alla vittoria, voglio gareggiare tranquillo e senza troppe tensioni... cercherò magari di arrivare al podio, o almeno di superare i 5600 punti. Poi ci saranno anche i campionati italiani a Firenze! Non so che specialità praticherò... penso i 110hs, come ho fatto a Rieti, anche se preferirei migliorare il tempo. 

Come ritieni il rapporto con i compagni e la tua allenatrice? 

Inizialmente sono stato allenato da due tecnici purtroppo poco competenti e in continuo conflitto tra loro... poi per fortuna sono stato affidato ad altri due allenatori (Giuseppe Colassuonno e Roberto Amerio) molto più bravi. Il rapporto con i miei compagni è ottimo; mi alleno con altri multiplisti, più grandi di me, e mi trovo davvero bene. 

Ora che siamo abbastanza sazi di informazioni sportive... hai qualche hobbi extra atletica?

sisi, suono il piano forte da circa cinque anni, ero in conservatorio fino a qualche tempo fa, ma con lo sport e la scuola ho dovuto stoppare l'attività per un po'. Ma voglio continuare comunque questa mia passione, adoro suonare, e voglio terminare il conservatorio.

E con la scuola? Riesci comunque ad organizzarti anche con gli studi? 

La scuola che faccio (perito agrario) mi permette comunque di conciliare tutte le attività, anche se vado a scuola tutti i giorni, compreso sabato, fino alle due. 

Un tuo sogno nel cassetto? 

Potrei sembrare incoerente, ma il mio vero sogno sarebbe quello di diventare un musicista di successo. Mi piacerebbe diventare un buon atleta, ma la voglia di musica arriva dal passato, è più forte di me. Mio nonno però, grande appassionato di sport, vorrebe tanto che io indossassi la maglia azzurra; non necessariamente in atletica, ma dato che al momento me la cavo bene... comunque vorrei anche realizzare il sogno di mio nonno ,ci tengo molto a renderlo felice e fiero di me.

Hai apena battuto un record recentissimo che apparteneva ad Andrea Petazzi, superandolo di appena 37 punti... avresti qualcosa da dirgli? Da multiplista a multiplista? 

Si! Andrea, ai campionati italiani non voglio lottare, anzi, aiutiamoci a migliorare il nostro personale e poi...beh, che vinca il migliore!! Stimo molto andrea, è un mio amico e uno dei primi multiplisti che ho conosciuto nella mia al momento breve carriera da atleta. 

Un consiglio per chi volesse lanciarsi nel mondo dell'atletica? 

Ragazzi,la chiave è quella di allenarsi con costanza, determinazione e serenità, senza montarsi la testa,ma affrontando il tutto con umiltà. Senza di essa, non andrete da nessuna parte.

12/06/12

Meeting di Rodengo Saiano: 5 m.p.i. sugli 80 metri

Riporto un articolo di un collaboratore di Queenatletica che racconta un'altra iniziativa notevole dell'atletica bresciana, ovvero un meeting dedicato ai cadetti e ai master. Un pezzo minuziosissimo, e zeppo di particolari su moltissimi dei protagonisti della serata. 

Giovedì 7 Giugno, sulla pista di Rodengo Saiano, si è disputato un entusiasmante Meeting organizzato dall’Atletica Motus Castegnato in collaborazione con il CSI bresciano. Serata ben organizzata, che ha richiamato in pista numerosi Esordienti e Ragazzi CSI, con gare “open” fidal, con altrettanti numerosi genitori spettatori sugli spalti. Grazie alla preziosa opera in campo, dal punto di vista pratico-organizzativo, dei genitori degli atleti del Motus USO Castegnato tutto è andato per il meglio, sotto l’attenta regia di Francesco Foletti Presidente Allenatore e Atleta del gruppo di Castegnato. In campo anche atleti Allievi/e e Master tra cui velocisti e saltatori attualmente tra i migliori in Italia, alcuni dei quali con un più che illustre passato sportivo. 
Concluse le gare di carattere promozionale degli Esordienti è stato il momento di vedere in azione le velociste delle batterie degli 80 metri con Noemi COLOSIO dell’Atletica Virtus Castenedolo subito protagonista in un eccellente 10”38 davanti a Sara MOROSINI (10”72) e Linda GUIZZETTI (10”86) entrambe dell’Atletica Brescia 2010. Nelle serie eliminatorie donne Talia FOLETTI (Motus Castegnato) grazie a ottimo finale ha corso e vinto la batteria in 11”78 (che però non le è servito per andare in finale) davanti alla Master40 Sonia LAMERI (Atletica Pompiano) e a Mariuccia QUILLERI, della locale Atletica Rodengo Saiano, capace con 12”50 di realizzare la miglior prestazione italiana all-time di categoria della distanza. 
Nelle batterie cadetti il più che promettente Andrea FEDERICI (Atletica Brescia 2010) ha passato il turno con un ottimo 9”42 (unico di categoria nella serata sotto i 10 netti) dando l’impressione, come ormai da due anni a questa parte, di non aver rivali in Provincia di Brescia. Nelle eliminatorie Master sono scesi in pista due velocisti fortemente voluti in gara dall’organizzazione: Andrea BENATTI (Atletica Lecco-Colombo) e l’atleta di casa Walter COMPER dell’Atletica Virtus Castenedolo. E’ arrivata subito la doppia grande prestazione. BENATTI grazie ad una partenza esplosiva ed uno stile di corsa praticamente perfetto (o quasi) ha segnato in 9”22 la M.P.I. all-time Master40 seguito da COMPER che ha fatto lo stesso in 9”42 per la categoria MM45. Nella stessa batteria ottima prova, come sempre, di Angelo BONZI (Virtus Castenedolo) in 9”92 davanti al mai domo Luigi PAPETTI (MM45 dell’Atletica Ambrosiana). Per il velocista di casa Paolo GATTA ZINI finale guadagnata in 9”46. Nella seconda batteria Simone AMIGHETTI (Allievo dell’Atletica Pompiano) è sceso sotto i 10” con 9”80 davanti a Michele ROMANO (Virtus Castenedolo) e al compagno di squadra Francesco STEFANI entrambi a 9”84. Nella terza serie (vinta in 11”00 dal Motus Giorgio BIONDI) era atteso Alberto PAPA (MM50 della Virtus Castenedolo) che però al termine del riscaldamento non è andato ai blocchi. Doppietta Motus nella quarta batteria col bravo Giuseppe FIORETTI capace di correre in 10”64 (atleta da 11”4 nei 100 lanciati in staffetta) nonostante un’uscita dai blocchi non proprio impeccabile (vicino al primato provinciale MM35 degli 80 metri di 10”40) e con l’Amatore TM Luca FILIPPINI (10”88) che da tempo non si vedeva in pista. Nella batteria successiva Andrea CREMONA (un altro Motus) un tempo temuto per le sue partenze fulminee quasi “sul colpo di pistola” si è fatto sorprendere mancando il meno-dieci a cui era atteso (10”32), complice anche un finale non dei migliori (lui che in passato era capace di finali travolgenti) preceduto dal bravo Dario SGOTTI (10”20 per il MM40 dell’Atletica Lonato). Per Marco BALASSO (Atletica Motus) 11”00 senza quasi spingere per un recente infortunio ed atteso (come il compagno di squadra FIORETTI) sotto i 13 secondi nei 100 agli imminenti Campionati Provinciali Master di fine Giugno. Buona prova in batteria sei di Giacomo ANDRICO (MM35 dell’Atletica Pompiano) con 10”54. Dunque tutti protagonisti, anche chi non è andato in “finale” in una formula (ideata dall’Atletica Motus) con i migliori 6 tra cadetti, Master e Assoluti ammessi al turno successivo (chiaramente sia per i maschi che per le femmine). 
In attesa dunque dell’atto finale della velocità in pista sono scese le Ragazze dei 60 metri piani con Ilaria BAGA (allenata alla Motus Castegnato dal Prof. Giorgio BIONDI) vincitrice in un ottimo 8”48, sicuramente in grado di migliorarsi ancora ed attesa, l’anno prossimo, sugli 80 metri; tra i Ragazzi David ZOBBIO (Atletica Concesio2009) ha vinto in 8”06 davanti al campione provinciale Simone MAFFI (un altro velocista seguito dal Prof. BIONDI) che in 8”22 è arrivato non lontano dal personale di 8”16 e che nonostante una buona parte finale di gara non è riuscito a recuperare quanto perso al via. David ZOBBIO è stato in seguito protagonista anche nella pedana di Salto in Alto, con un eccellente 1,62 che gli ha permesso di vincere la gara di categoria. 
Nei 1000 metri Ragazze Chiara GAZZOLI (Motus) ha vinto con un ottimo 3'28”20 mentre nel Salto in Alto Greta SENECI dell’Atletica Estrada con 1,49 ha avuto la meglio su Margherita BIONDI (Motus) seconda con 1,35. 
Sono scese in pista anche le campione provinciali della Staffetta 4x100 della Motus Castegnato, protagoniste da inizio stagione di prove di ottima qualità, capaci nella serata di correre in buon 56”00, loro seconda prestazione non lontane dal loro record di 55”12 (ottenuto in occasione dei Campionati Provinciali vinti ad Aprile in condizioni di maggior tensione agonistica). Ilaria DELBONO, Camilla PARISI, Margherita BIONDI e Ilaria BAGA hanno confermato di essere molto affiatate tra loro e di essere una delle migliori staffette Ragazze degli ultimi anni in Provincia di Brescia. Sono state tutte brave le quattro velociste in maglia Motus (ognuna ha corso al meglio per non deludere le compagne) trascinate da Ilaria BAGA in ultima frazione ottima nella sua corsa che quando è lanciata è travolgente. 
Nei 1000 metri (avvincenti sia quelli maschili che quelli femminili) dominio per l’Atletica Vallecamonica con Francesco AGOSTINI (ottimo 2’39”44) Manuel CANTI (2’49”60) e con Matteo GREGORIANI (2’56”82) nella gara maschile e con la vittoria in quella femminile di Claudia NOLASCHI (3’18”02) quest’ultima impegnata dalla brava Mara GHIDINI dell’Atletica Motus (3’18”44) e dall’atleta del Rodengo Saiano Sara TONAZZI ARMANI (3’19”20). 
Atletica Rodengo protagonista anche nel Salto Triplo con Marta PALETTI vincitrice con 9,91 mentre nel Triple Jump maschile i due triplisti dell’Atletica Virtus Castenedolo Paolo ZANIBONI (10,95) e Federico D’ANNA (10,88) sono stati preceduti da Flavio CASNICI dell’Atletica Carpenedolo (11,37). 
Dalla pedana del Salto in Lungo maschile vittoria dell’Allievo Simone AMIGHETTI (finalista anche negli 80 metri) con la misura di 5,33 davanti al TM Andrea CREMONA (5,27) e al campione provinciale TM Luca FILIPPINI (per la prima volta da sei anni sotto i cinque metri ma sempre pronto a dar battaglia in pedana). 
“Angolo del Peso” targato Virtus Castenedolo con il primo posto per il primatista italiano M60 Antonio MAINO (14.02) davanti ad Aronne ROMANO (11,30). 

Nella finale femminile degli 80 metri Noemi COLOSIO si è confermata la più brava vincendo in 10”44 ancora davanti alle altrettanto brave Sara MOROSINI (10”76) e Linda GUIZZETTI (10”86) con Beratrice LANZANI (Pro Desenzano) quarta in 10”94. Nella finale tanto attesa degli 80 metri uomini c’era tensione per la sfida tra Andrea BENATTI (in passato capace di correre in 10”3, di vestire la maglia della nazionale italiana ai Campionati Europei di Salonicco nel 1990 e di numerosi podi ai campionati italiani Jun e Promesse) e Walter COMPER (autore nel 1993 dell’attuale primato provinciale bresciano di 10”4) entrambi tra i migliori sprinter master in Italia. Vi era attesa anche per Andrea FEDERCI, per lui un'ottima occasione per migliorarsi proprio opposto ai due forti master. Allo sparo BENATTI è uscito forte dai blocchi dando però l’impressione di voler subito forzare rialzandosi, forse, troppo presto ed impegnato seriamente sia da COMPER (come sempre fulmineo all’avvio) che da FEDERICI. Passaggio di BEN 4”0 ai 30 con un minimo vantaggio rispetto agli altri. BENATTI di fatto vincerà la gara ai 50 metri passando in sicurezza. L’impressione è stata che BEN abbia vinto per via delle sue non comuni caratteristiche di eccezionale duecentista piuttosto che da sprinter da 80 metri; era piaciuto più nella batteria anche se in finale per lui (e per la gioia dell’organizzatore FOLETTI) è arrivata un altra M.P.I. Master: 9”18. Nuovo primato di categoria anche per COMPER con 9”36 e personal best per FEDERCI con 9”28 non lontano dal record bresciano cadetti di 9”14 di Andrea GNANI (era il 1994). FEDERICI è il solo anche in grado di migliorare il record bresciano di Salto in Lungo cadetti (6,72 di Alberto PAPA nel 1977). Peccato che il giovane sprinter nei pari età non abbia ancora trovato in Provincia di Brescia qualcuno in grado di impegnarlo, seriamente, sia nella velocità e sia in pedana, ed ecco perché averlo opposto a forti master, dunque più grandi di lui, ha dato ragione alla formula degli 80 metri voluta dal Presidente FOLETTI. 
Lo stesso BENATTI a fine gara ha commentato che avrebbe potuto far meglio, ringraziando l’Atletica Motus per l’invito ricevuto e per la bella atmosfera trovata, speranzoso di essere al Meeting Motus nel 2013 per fare ancora meglio. Fuori dal podio degli 80 di poco è rimasto Paolo GATTA ZINI in 9”44 che ha preceduto Francesco STEFANI (9”84) e Simone AMIGHETTI (9”86). 

Da notare che nessun atleta ha realizzato tempi “dispari” nel corso della serata e che, in maniera per altro molto garbata, è parso di sentire qualcuno lamentarsi verso il “cronometraggio” esclusivamente “pari”. 

Nella serata Motus il piatto forte doveva ancora essere servito. Nella pedana del Salto in Alto gara femminile vinta da Giada FERRARI dell’Atletica Virtus Castenedolo con un eccellente 1,52. Nella gara maschile vi era grande attesa per il primatista provinciale bresciano Francesco BAIGUERA (Master50 Atletica Virtus Castendolo), primatista provinciale di categoria e capace di saltare 2,14 il Primo Maggio 1983 in quello che era chiamato Campo Morosini. Ancora oggi quella misura è il record provinciale. La gara è stata avvincente, Giacomo ANDRICO si è fermato a 1,52, uscendo tra gli applausi dei presenti, mentre BAIGUERA ha superato con scioltezza la misura. Superata con padronanza la misura di 1,52 anche dai due saltatori Motus Paolo TURELLI e Giuseppe FIORETTI, seppur con tecniche di salto decisamente migliorabili e nonostante poco recupero tra un salto e l’altro. Per quest’ultimo la gara è finita a 1,55, anche per lui tra gli applausi. TURELLI (doti da ottocentista secondo il suo tecnico FOLETTI), che ha affrontato ogni misura con grande coraggio, si è fermato 1,58 mancando 1,61 di pochissimo. Per lui una vera ovazione ad ogni salto superato così come a fine gara. Sembrava tutto finito dunque dopo il facile (per lui) 1,61 di BAIGUERA. Come in ogni gara che si rispetti di Salto in Alto è il vincitore, però, a decidere quando è finita, in base ad eventuali tentativi di record. Così ha fatto anche il recordman bresciano. Dopo aver chiesto 1,68 lo ha superato con eleganza e con uno stile non comune. Da campione. Dunque in una serata con ben cinque Miglior Prestazioni Italiane sugli 80 metri (non “record italiani” non essendo gli 80 distanza olimpica) è arrivato anche un Record Provinciale Master. Superfluo concludere che vi è stato un lunghissimo applauso per Francesco BAIGUERA e che la notizia del suo record è stata accolta dal suo ex allenatore degli anni 80 con un “per lui è normale…”. Appunto per lui, un saltatore come pochi ce ne sono.

11/06/12

Visti da me: i migliori e peggiori azzurri della settimana

Questa una piccola personale carrellata sullo stato di forma di possibili o probabili azzurri, che nei prossimi due mesi dovranno affrontare Europei e Olimpiadi. Naturalmente sono valutazioni personali, frutto della mera valutazione del risultato di una gara o di uno scontro diretto o indiretto, che rimangono qui dentro e che per questo non hanno alcuna valenza. Insomma, non sono io il CT, non preoccupiamoci. I nominativi sono in rigoroso ordine alfabetico. Naturalmente altri avranno altre visioni, altre considerazioni... 

Chi sale...
  • Abate Emanuele: che dire ancora? Si è detto e scritto ormai di tutto... 
  • Amidei Martina: è l'esplosione definitiva di una stellina. 11"42 al meeting di Torino. Ora si è conquistata la pole position delle sprinters italiane. 
  • Audrey Alloh: tanto tuonò che piovve. Finalmente l'agognato minimo per Helsinki a Savona: 11"43, record personale con 1,8 di vento a favore, dopo aver fatto a testate caparbiamente con i tempi appena sotto gli 11"50, ma mai abbastanza per atterrare all'aeroporto Vantaa di Helsinki con un posto singolo. La 4x100 azzurra inizia a definirsi: due quasi certe (Amidei e Alloh), servono le altre, anche se Gloria Hooper... 
  • Tamara Apostolico: a Praga 58,35, terza prestazione di sempre, in quella che indubbiamente è la sua stagione migliore. Al momento la Apostolico vanta ll minimo B per Londra centrato al centimetro. Probabilmente una finale continentale potrebbe darle l'accesso alle olimpiadi. 
  • Giulia Arcioni : a Savona centra l'ennesimo personale che completa la metamorfosi: 53"32, a 6 cent dalla Bonfanti, a 31 dalla Spacca, ma davanti alla Milani. Come dire... sempre in ottica mile-relay, se la gioca proprio con la Bonfanti per la partecipazione a Helsinki. 
  • Chiara Bazzoni: clamorosa gara a Savona, con PB sfiorato a 52"80 (vanta un 52"72) minimo per Helsinki centrato al millesimo, e battuta anche una diretta avversaria, Enrica Spacca. Terza volta sotto i 53" e posta una pietra d'angolo sulla staffetta 4x400. Secondo la piccola apps di All-Athletics le sfide Spacca-Bazzoni adesso vedono il vantaggio assottigliato sui 400, anche se ancora consistente: 8 a 2 (ma di sicuro non hanno i dati di tutte le gare). L'ultima sconfitta inflitta alla Spacca risaliva ai Campionati Italiani di Grosseto del 2010. 
  • Giordano Benedetti: ha cambiato marcia, ma fallendo di pochissimi centesimi e per due volte consecutive il minimo per gli Europei. Prima 1'47"35 a Torino, poi 1'47"03 a Caprino... soli 3 centesimi. E adesso forse un'ultima cartuccia da qualche parte per togliere quel battito di ciglia. 
  • Elena Maria Bonfanti : altra limatona al proprio personale a Savona: 53"26. 26 centesimi in meno di quanto fatto rilevare ai CNU di Messina a fine maggio. Di fatto la quarta italiana del momento: impossibile non tenerne più conto in chiave staffetta, e di sicuro non è ancora finita... 
  • Micol Cattaneo: segna un punto a proprio favore nella eterna sfida verso Helsinki con Giulia Pennella. 13"13 a Torino e prestigioso terzo posto. 
  • Gentili Manuela: stagione ad alta intensità di prestazione, vista la rincorsa alla forma dovuta all'arcinoto infortunio di gennaio. 54"04 sui 400 di Savona, 3^ prestazione personale di sempre, a 34 cent dal PB. La ragazza davvero merita Londra. 
  • Daniele Greco: meraviglioso 17,47 a Potenza... ma in Basilicata la Fidal si vede non ha ancora scoperto il Sigma, tanto che l'informazione è solo a livello di pour parlè. O almeno, se qualcuno conosce come raggiungere il risultato... questa cosa mi fa incazzare: ma a cosa serve il Sigma se poi ogni regione e provincia fa come gli pare? Qualcuno mette i file pdf, qualcuno file excel, altri aggiornano dopo settimane. Siamo proprio in Italia... Comunque, grandissimo Greco all'esordio. Protagonista sin dai primi salti stagionali, visto che piazza la seconda prestazione italiana di sempre outdoor, dopo il 17,60 di Fabrizio Donato in quella leggendaria notte all'Arena di Milano, dove Paolo Camossi lo precedette col record italiano a 17,45. 4^ volta per lui sopra i 17. E ora la quiete prima della tempesta olimpica. 
  • Libania Grenot: grandissima prova a Clermont, in Florida: 50"92 sui 400, dopo il pazzesco 200 velocissimo e ventoso in 22"45. Ci siamo... si è capito che il 52" fatto registrare ad Ostrava era figlio di Jet Leg. 7^ prestazione italiana di sempre (e tutte e 7 sono sue) e 7^ volta sotto i 51". Tempo non molto lontano da un possibile pass per una finale olimpica... in crescita. 
  • Gloria Hooper: inesorabile arriva il miglioramento per la veneta sui 200: 23"45 a Caprino Veronese con vento praticamente nullo. Aveva 23"61 e questo tempo la proietta in una nuova dimensione: forse la sola Caravelli può fare meglio... uno spunto in avanti per la staffetta di Helsinki, indubbiamente. 
  • Simona La Mantia: finalmente una gara degna del suo nome a Torino: 14,29. Minimo B confermato che gli consolida l'A già ottenuto. 
  • Davide Manenti: potente 20"76 e finalmente il tempone che fa una carriera. Dritto-dritto ad Helsinki. 
  • Diego Marani: 20"85 altro gran tempone. Peccato che manchi l'aggancio al minimo. 
  • Christian Obrist: dopo l'incoraggiante 1500, arriva un ancor più probante 800 a Caprino per l'altoatesino. 1'47"95... peccato che lo stato di forma arrivi troppo a ridosso delle deadline. 
  • Marco Najibe Salami: 3'41"08 a Praga, secondo tempo personale di sempre, a pochissimi cent dal PB (3'40"93) stabilito quest'anno. Sicuramente la miglior stagione per il mantovano. Manca ancora un secondo per il minimo per Helsinki... serve la gara giusta col treno giusto. 
Chi staziona...
  • Filippo Campioli: è l'unico che si salva a Torino della nutrita schiera di jumpers italici. 2,20. Per andare in Europa gli sarebbe servito 2,28 ed indoor è riuscito a saltare "solo" 2,27. Ora mancano pochi giorni per saltare quell'unico centimetro. 
  • Leonardo Capotosti: continua il bombardamento a tappeto su tempi ancora troppo vicini al 51" (50"83 ad Osimo), quando purtroppo servirebbe un bel 50"00 per andare ad Helsinki. Per ora la consolazione di aver la meglio su Giacomo Panizza. C'è di buono che è vicinissimo al suo PB di 50"49. 
  • Simone Collio: 10"32 (0,6) e 10"29 (0,2) a Osimo, ovvero due cent in più di quanto corso a Ginevra. Poco più di un decimo dal minimo olimpico, e la certificazione di conformità ai campionati europei. Magari il minimo arriva direttamente ad Helsinki... 
  • Giulia Pennella: nonostante abbia il vantaggio di un centesimo sul SB rispetto a Micol Cattaneo (e stante la presenza ancora non confermata di Veronica Borsi a Helsinki) il 13"20 di Osimo è un punto a favore della lombarda, che invece ha telefonato un 13"13. 
  • Fabrizio Schembri: 16,84 a Savona, che è ampiamente il minimo per Helsinki... per ora terzo incomodo dopo Daniele Greco, e l'ancora assente Fabrizio Donato (che fine ha fatto? Siamo già a metà giugno...). Ma quest'anno, ricordo, ha già saltato 16,97 a Busto Arsizio, e gli servirà comunque 17,20 per andare a Londra, visto che i due predetti Donato&Greco, il minimo l'hanno già in saccoccia. 
  • Maria Enrica Spacca: probabilmente le manca ancora qualche cosa rispetto alle indoor, dove era arrivata ad un pazzesco 53"00. A Savona il miglior tempo dell'anno, 53"01, ma la sconfitta dalla Bazzoni che nelle alchimie della mile-relay la mettono adesso al terzo posto, dietro Grenot-Bazzoni. Nei 200 si erano viste ottime cose, impressione che da parte sua vedremo grandi numeri. 
  • Michele Tricca: mi aspetto un sub-46" primo o poi. Per ora rimane ancorato a 46"5: 46"59 nel "suo" meeting dopo una condotta (raccontano) inizialmente scatenata. 
  • Alessia Trost: 1,89 al meeting di Torino. La conferma ad alti livelli. Misura che le potrebbe valere la finale di Helsinki (minimo a 1,92 già conseguito a maggio). 
  • Marco Vistalli: 46"23 a Torino. 23 centesimi dal minimo per la Finlandia, che a meno di gare dell'ultimo giorno (deadline che scade il 17 giugno) vedrà grazie alla staffetta del miglio. 
Chi scende...
  • Bordignon Laura: sarà per caso l'esplosione della Apostolico ad averne bagnato le polveri. A Savona la gittata delle fucilate di disco, è troppo corta: 53,78. Quest'anno un SB di 56,62 che non le consente di andare nemmeno ad Helsinki, lei che è stata l'unica portabandiera di questa specialità per anni. Serve una sterzata per accompagnare la Apostolico. 
  • Fabio Cerutti: due brutte prestazioni nel giro di pochi giorni. Ad Oslo  nonostante un miliardino di persone abbiano visto quella gara, non ha trovato i giusti stimoli, chiudendo anonimamente in 10"52. Quindi i 10"51 e 10"50 (in finale) di Praga con vento nullo, che seguiva il 10"31 in batteria di Bellinzona, che lasciava sperare in un'evoluzione performativa. Per ora non è stata così e manca poco per il primo appuntamento, gli Europei: 10"28 il tempo necessario. 
  • Silvano Chesani: al meeting Torino addirittura 16 centimetri in meno di quanto saltato a livello indoor: 2,15. Ma sembra che le condizioni della pedana fossero proibitive. Davvero un pessimo periodo per lui, che il minimo olimpico già ce l'avrebbe, ma che dovrebbe trovare una gara in cui ritornare su misure sopra i 2,25. 
  • Roberto Donati: dopo la grande prestazione di Gavardo (la ridiscesa sotto i 10"50 e la contestuale convocazione per le staffette al Golden Gala) il ritorno sopra quella cifra ad Osimo: 10"57 con 1,5. 
  • Ilenia Draisci: 11"81 a Osimo con 1,2 di vento a favore. Servirà adesso correre adesso sotto gli 11"60 per ambire a far parte della staffetta veloce. A Torino aveva corso invece in 11"66. 
  • Raffaella Lamera: 1,80 al meeting di Torino. Quest'anno non è una grandissima stagione per la bergamasca all'aperto. 
  • Marta Milani: scende... ma solo perchè tutte le altre quattrocentiste hanno preso l'ascensore. La crisalide degli 800 deve ancora sbocciare, mentre il ritorno sui 400 si rivela adesso molto difficoltoso. La gara di Savona (54"31) sembrava un vero e proprio Trials per stabilire le gerarchie staffettistiche, e Marta ne uscita sì con il SB, ma troppo lontana dalle altre. Ora Helsinki ha davvero una sola strada, ovvero gli 800, e mancano solo pochi giorni all'ottenimento del minimo. Se invece parliamo solo degli 800 (vista a Torino), direi stazionaria. Peccato adesso stalli poco sopra i 2'02": servirebbe magari il minimo per sbloccarla definitivamente. 
  • Giacomo Panizza: ancora un pò lontano dal miglior stato di forma. Quest'anno non è infatti ancora sceso sotto i 51" (un 51"03). A Osimo 51"21. 
  • Chiara Rosa: 18,06 al meeting di Torino. Nonostante sia lanciatrice di prima fascia, ancora non convince con continuità. 
  • Silvia Salis: per fortuna c'è stato quel 70,20 di febbraio, altrimenti Silvia Salis non avrebbe ancora il minimo per Helsinki. A Savona il martello si inerba a 67,60, miglior lancio nella stagione outdoor. 
Per ora in panchina... ma chi lo sa?
  • Fatto avvenuto a Savona, come la terza prestazione di sempre per Federico Apolloni nel lancio del disco: 59,00. 
  • Mario Brigida, dopo il pimpante esordio stagionale, si riporta sopra i 10"50 sempre ad Osimo: 10"51 e 10"60 a Osimo... Mario, ma proprio da Checcucci dovevi farti battere?
  • Clelia Calcagno: pensavo che questa fosse la stagione dell'esplosione, dopo l'incredibile 2011 (53"90 a luglio dell'anno scorso), mentre per ora la ragazza sta stallando appena sotto i 55". che ci crediate o meno, 3 volte consecutive (o quasi) 54"97. Rivedibile. 
  • Si rivede a discreti livelli Maurizio Checcucci: 10"52 e 10"48 a Osimo. 
  • Per ora in panchina ci metto Maria Benedicta Chigbolu, che a Savona, nell'improvvisato trials per i 400, sciabola un 53"51 che la pone al 6° posto italiano dell'anno. Ma attenzione... vi dico la verità: secondo me la ragazza ci fa una sorpresa ai campionati italiani. Ho questa sensazione. 
  • Paolo Dal Soglio, a 42 anni, riesce ancora ad impressionare e mettere tra te e il resto del Paese che lancia a decimetri luce: 19,10. 
  • Eleonora D'Elicio: ottimo il 13,60 del nuovo PB a Torino. 
  • Dodoni Marco 17,72 a Caprino nel lancio del peso. 
  • Finalmente Hassane Fofana, una delle promesse ostacoliste azzurre, apre un varco nel muro dei 14"00 sui 110hs a Savona: 13"99 con 0.9 a favore. 
  • Giovanni Galbieri 10"59 con 0,3 a Caprino Veronese. 
  • Julaika Nicoletti sempre più vicina a Chiara Rosa... con continuinità: 17,00 al meeting di Torino. 
  • Elisa Palmieri 65,80 a Savona nel lancio del martello. 
  • Stefano Tedesco: 13"86 a Torino. Non male... poi 13"99 a Caprino. 
  • Elena Vallortigara: 1,75 al meeting di Torino. Ma quest'anno non ha superato gli 1,82. Ecco, questo dovrebbe essere il compito di una Federazione. Andare a prendersi i talenti cristallini e chiedere cosa c'è che non vada, e poi aiutarli a ritrovare la strada giusta.

10/06/12

E se... Tyson? 10"00 all'esordio - Rudisha vulcaniano - Jeter in crisi nera

Tyson Gay a New York
Il 100 più forte della storia si sta a poco a poco costruendo, quanto meno nelle intenzioni di tutti. Ovvero, il 5 di Agosto allo Stadio olimpico di Londra, pensare che potrebbero esserci tutti quanti, è qualche cosa che riappacificherebbe gli Dei dello Sport con l'Uomo. Bolt, Powell, Blake, Gatlin, Dix... e Tyson Gay. Quasi impossibile vederli tutti insieme, per carità. Ci sono troppe variabili indipendenti che esulano dalla mia volontà: i trials del 22 giugno (in contemporanea tra Usa e Jamaica). I turni preliminari di Londra, gli infortuni, la forma... Ma sperare non costa assolutamente nulla, nel nome dello spettacolo. Mancava un solo pianeta all'allineamento siderale, che proprio in virtù di tutte quelle variabili (operazione all'anca, problemi conseguenti, altri infortuni) sembravano averne deviata l'orbita verso qualche buco nero di Alpha Centauri. Ed invece, dopo qualche rivoluzione, un'orbita ellittica molto esterna, compare sullo sfondo l'ombra nera di Tyson Gay. Umile, in una seconda serie del Meeting di New York, l'esordio a quasi un anno dall'operazione. E Tyson è la solita macchina da corsa, senza dar spazio alla fantasia e senza avere apparentemente momenti armonici: partenza-assetto-martellamento. 10"00 con 1,5 di vento contro nella serie di rincalzo del Meeting di New York. E adesso proviamo a non pensare che già ai prossimi Trials non possa essere protagonista. Nella serie A del meeting il caimano Yohan Blake vince me non convince. Oh, parliamoci chiaro: correre in 9"90 è sempre roba da uomini straordinari, ma per battere le leggende bisogna fare cose leggendarie, e non straordinarie. L'idea era che i Big Three jamaicani ovunque andassero lasciassero tutto il resto del mondo sprintistico mondiale a molti metri di distanza... e non che un Keston Bledman qualunque arrivasse a pochi decimetri dal mortificare l'imbattibilità nazionale sui 100 metri. Ma Keston è l'emissario e allievo di Coach Brauman, ovvero il compagno di allenamenti di Tyson: 9"93, per chi guardandolo ha imitato a tal punto il suo fratello maggiore Ty da correre praticamente con il medesimo stile a motore-Boxer. Step-down durante la fly praticamente uguale con una maniacale ossessione per la perfezione dell'uso delle braccia. Bledman-Gay, la risposta di Braumann a Glenn Mills e Steven Francis: praticamente 3 coaches potrebbero monopolizzare con 6-7 atleti la finale olimpica. Però quando viene Francis a Lignano Sabbiadoro per mesi, occasione che capita annualmente, meglio girarsi dall'altra parte: meglio la corsa ampia-rapida, dire che l'effetto (il numero di passi di un 100) è in realtà  la causa della velocità e giocarsi i titoli italiani a 10"30... e come dagli torto? 
Comunque: Blake davvero brutto, imbottigliato nella muta di bodyes rossi della Nike, e che ha fatto la differenza praticamente solo negli ultimi metri. Anche se, ripeto, potessimo avere noi atleti che correndo male corrono in 9"9 e non necessariamente a Rieti. Si rivede addirittura Mike Rodgers, (9"99) bannato per qualche mese l'anno scorso nei camerini dello spettacolo "Daegu by night" pochi secondi prima di entrare in scena, e che renderà la vita difficile al terzo incomodo a stelle e strisce ai Trials (Dix e Gay, se Gatlin conferma il suo stato di forma stile-2004). 
Statisticamente... Blake corre la 18^ volta sotto i 10", Bledman la 6^, Rodgers la 16^. 554 le volte di un uomo sotto i 10". 

Sui 200 a sorpresa riesplode Churandy Martina: 19"94 con vento praticamente nullo. Ma non stava già percorrendo il viale del tramonto? Personale, lui che era in maniera preponderante uno sprinter puro? Record olandese, naturalmente. Al suo pari arriva l'altro allievo di Brauman: Nick Ashmeade, con 19"94 anche per lui. Non è PB perchè nella magica nottata di Bruxelles, quella del 200 più veloce della storia se munto dai tempi di reazione (il 19"26 di Blake con quasi 0"3 di RT), corse in 19"91. 3^ volta sotto i 20". 203^ volta di un uomo sotto i 20". La 200ima la ottenne il principe Spearmon... gliel'ho pure comunicato su twitter, e lui ha replicato "really, I don't really know!".

400 che si partono sempre sperando che ritorni Jeremy Wariner dal tunnel dell'alta borghesia in cui è caduto, dopo essere stato un re sul cui impero non tramontava mai il sole. Il nuove fenomeno Luguelin Santos (44"4 pochi giorni fa) ne ha ragione correndo in 45"24. Messere Jeremy si arena a 45"30, ovvero tempo che lo mette su un cornicione al 134° piano dell'Empire State prima dei Trials, con possibili missili che potrebbero arrivare da ovunque. I Believe In Jeremy, comunque. 

Il mostro comunque l'ha fatto ancora una volta David Rudisha. Un vulcaniano in un mondo di klingon. 1'41"74 lasciando tutti i seguaci di Khaless a bersi il Warnog (la birra klingoniana). Nono tempo mondiale di sempre. 11^ volta di uomo sotto gli 1'42" (5^ di Rudisha contro le 4 di Kipketer), e sicuramente il sigillo su Olimpia, a meno che succeda l'imponderabile. Stroncato d'infarto Abubaker Kaki dopo 450 metri, quello che dovrebbe essere il suo competitor, ma che probabilmente adesso è il terzo ottocentista al mondo, superato dall'etiope Mohamed Aman. A dire il vero la classe '94 è in grande fermento: Aman '94, Amos Nigel (1'43"11) '94, Leonard Kirwa Kosencha (1'43"60) '94... Rimanendo nel mezzofondo, il master Bernard Lagat ('94, ovvero 20 anni in più dei predetti fenomeni) vince con 3'34"63. 

Negli ostacoli, dopo la vittoria del campione del mondo Jason Richardson con 13"18, ma quello che spiace è vedere lo stato di forma di David Oliver, davvero ormai facilmente vulnerabile. 13"37. 

Nella velocità femminile non si capisce più nulla. La Jeter prende schiaffoni a tutte le latitudini. Allyson Felix, che sembrava essere la nuova stella, naufraga, e rispunta la piccola Shelly Ann Fraser Price. 10"92 per la Fraser, tempone. 10"97 per la "nuova" Tianna Madison, la sprinter americana del momento, che catechizza Carmelita Jet-Jeter: mancano due settimane ai trials, sarà il caso di muoversi se non vuol rischiare l'esplosione di qualche outsider. Comunque, per lei 11"05 mentre per la Felix 11"07. Mostruosa Sanya Richard-Ross sui 200: 22"09 con -0,3 di vento, miglior tempo mondiale dell'anno. Due marce in più di tutto il resto delle sprinter mondiali dell'anno. Sui 400 ritorna Francena McCorory: 50"06, 4 cent meglio di Novlene Williams Mills, la jamaicana che sarà di sicuro tra le protagoniste delle prossime olimpiadi. Fabiana Murer stabilisce la miglior prestazione mondiale dell'anno nell'asta con 4,77, mentre si attende ancora la prima mossa di Yelena sullo scacchiere globale. Giavellotto pazzesco: la sudafricana Sunette Viljoen catapulta il dardo a 69,35, miglior prestazione mondiale dell'anno e 17^ prestazione di sempre e 6^ performer. In coda per salire ad Olimpia c'è anche lei.