09/05/12

L'angolo tecnico di Gianluca De Luca: le andature tecniche

I primi esercizi - più strettamente correlati alla corsa - che si insegnano ad un giovane atleta sono le cosiddette “andature tecniche”. Si tratta, come il nome stesso denuncia, di esercizi di corse o balzi effettuati in diverse modalità che hanno il compito precipuo di fornire al praticante un ampio bagaglio di conoscenze motorie, ma fungono anche da esercitazioni di forza a tutti gli effetti ed entrano spesso a far parte della routine di riscaldamento in allenamento e spesso in gara. 
Prima di tutto un chiarimento sulla nomenclatura: non essendo mai stata sistematizzata, è possibile che lo stesso tipo di andatura sia chiamata in diversi modi, e la confusione aumenta quando si prendono a riferimento i nomi anglosassoni, più precisi nella classificazione (skip A, Skip B, run A's, run B's ecc.) ma lievemente diversi nell'esecuzione dagli esercizi insegnati canonicamente dalle nostre parti. 
Vorrei sottolineare l'importanza e l'utilità di queste esercitazioni (soprattutto per i giovanissimi) e come cambia la “destinazione d'uso” e l'interpretazione delle stesse a seconda dell'età (e del livello) di chi le esegue. Le andature nascono come esercizio propedeutico all'esecuzione di una corretta tecnica di corsa: l'estensione completa della gamba di spinta, il sollevamento corretto dell'arto libero, la flessibilità della caviglia, l'appoggio del piede e quant'altro è necessario per un ottimo gesto tecnico, sono tutti fattori che possiamo ritrovare nei diversi tipi d'andatura. Riuscire ad eseguirle correttamente porta spesso l'atleta ad effettuare correttamente anche il gesto della corsa vera e propria. Ma attenzione, perché l'equazione non è sempre rispettata! Non è rarissimo infatti vedere ragazzi compiere impeccabilmente skip, corsa balzata e doppio impulso e poi eseguire una corsa lanciata piena di difetti. 
Il più delle volte inoltre capita di ritrovarsi in una sorta di “circolo vizioso” (o virtuoso, a seconda dei casi): succede spesso infatti che (si può facilmente notarlo quando abbiamo a che fare con un atleta non più giovanissimo, magari un ventenne proveniente dal calcio) chi corre bene eseguirà già bene le andature, e chi corre male... 
Ecco perché è di vitale importanza insegnarle (quando possibile ovviamente) fin dall'infanzia: sono persuaso dall'idea che, superata una certa età, le andature siano pressoché inutili ai fini del miglioramento della propria tecnica di corsa. Posso portare l'esperienza di decine di master che sottoposi (quando ancora la mia esperienza sul campo era in divenire) per un paio d'anni a sedute - in apertura d'allenamento - di andature e l'unico risultato ottenuto fu che eseguivano una eccellente corsa balzata ed un'inguardabile corsa lanciata! 
Ancora una volta però, attenzione! Assodata l'utilità enorme per i giovani, non vanno certo “cassate” per gli atleti più avanti con gli anni. Le andature tecniche infatti restano comunque (e per tutti, a prescindere dall'età) esercizi di forza con un lieve impatto pliometrico – e nemmeno così lieve in alcune tipologie di andature. Una seduta d'allenamento dedicata quasi completamente a questi esercizi si rivelerà parecchio impegnativa sia dal punto di vista muscolare che nervoso. Inutile dire che, affinché l'esecuzione sia più precisa possibile, è necessario non solo effettuare queste esercitazioni all'inizio dell'allenamento, ma soprattutto (particolare che ho notato spesso essere un po' trascurato) è fondamentale recuperare completamente tra un'esecuzione ed un'altra. 
Il dispendio energetico per eseguirle è infatti considerevole, e non è affatto difficile ritrovarsi con una leggera (o di più) acidosi se si eccede nella durata o si affrettano i recuperi. Ovviamente un allenatore di mezzofondisti può utilizzare “strumentalmente” uno “skip B” modulato ad esempio in due ripetizioni di cento metri l'una per far effettuare al suo atleta una leggera esercitazione di forza resistente, e lo stesso può fare uno sprinter con dei Run A's più corti. Infine (ma non meno importante) le andature tecniche sono per molti atleti un ottimo riscaldamento, molto vicino al gesto della corsa e quindi propedeutiche per un proficuo work out.

Gianluca De Luca

08/05/12

Milani a Pavia: ma che è successo? - Borsi 13"15 - Bonvecchio sciabola il 76,86

La Milani - foto Quotidianonet
Tra i risultati italiani del fine settimana, di cui cercherò di riportare quelli più significativa, mi sembra davvero degno di nota un risultato: quello di Marta Milani a Pavia. Sapete come sono fatto, no? Non si può fare cronaca sempre buonista anche se c'è chi pretende che degli atleti se ne parli solo bene: se uno va male, va male. Punto. Poi si possono avere mille scusanti, ma chi non le ha? Tutti gli atleti scendono in pista per dare il 110%: altrimenti non si presenterebbero. Non avendo visto la gara, non so se la Milani abbia mollato alla fine, ma si sa, no? I tempi vivono di vita propria: rimangono in maniera sempiterna a prescindere dalle giustificazioni che ne stanno alla base. Ebbene, scrollando i risultati dei 400 femminili arriva un pugno allo stomaco a leggere il crono della Milani: 55"47. Verificando da quanto riporta il cervellone-Sigma, la Milani non correva così piano dal 2009, anno che comunque finì con un crono di 52"72. Stando alla medesima banca-dati, il 55"47 della bergamasca è il suo 93° risultato personale. Impietoso, lo ammetto. Da qualche parte ho letto che in realtà la Milani stia preparando gli 800. Sarà, ma anche preparando un 800 da sub-2', un 55"5 è comunque tempo preoccupante, quasi da passaggio. Chissà quali sono le spiegazioni alla base. Così, mentre la Milani si prodigava in questa viaggio nel purgatorio sportivo, ne approfittava in primo luogo Elena Maria Bonfanti, che con gli artigli strappava un secondo posto assoluto nel meeting con un sontuoso 53"62, a solo un centesimo dal proprio personale e a 22 dal minimo per Helsinki, europei assoluti: sarebbe un bel premio. Nettamente la seconda performer dell'anno in Italia, dietro a Libania Grenot ed in attesa che gli altri due moduli della quadriga italiana del miglio esordiscano ufficialmente (Spacca e Bazzoni). Le gerarchie si stanno sovvertendo? Certo che la prestazione della Milani sembra davvero preoccupante, anche in ottica di quella staffetta che con la crescita di Grenot e Spacca, sembrava poter fare il salto di qualità. Nella seconda serie sorprende ancora Flavia Battaglia, junior del 1993, che mi aveva sorpreso già alle indoor con un 54"78 e che si prende il lusso di battere  nell'esordio sul quarto di miglio Chiara Varisco: 54"83 a 55"59. Varisco che non è ancora sui livelli dell'anno scorso (54"40 ma a luglio... c'è tempo per migliorare) ma grandi prove della battaglia, che molto silenziosamente è comunque la quarta italiana dell'anno ad oggi (non dimentichiamoci la Caravelli, eh? E se a Londra fosse proprio lei la quarta?).

Gloria Hooper/Fidal
Dal punto di vista italico, la gara forse più interessante sono stati i 100 femminili, dove c'è stata la sfida tra lo sprintismo rampante italiano di nuova generazione con Audrey Alloh e Gloria Hooper. Sarà Alloh ha vincere la finale con 11"67 con vento sostanzialmente nullo, e che viste le condizioni meteo in proiezione davvero notevole. Dopo una stagione indoor da 7+, sarà lei la sprinter italiana dell'anno? Gloria Hooper comunque arriva nemmeno tanto lontana: 11"74, e sembra così a caldo possa già entrare nei meccanismi della staffetta veloce. Peccato che la regia generale non mi piaccia nemmeno un pò, è noto, altrimenti era da porre la fantasia al potere. Del resto ho ancora l'immagine dell'ultima impresentabile staffetta azzurra in Coppa Europa. Nei 100 di Pavia, perchè no, si mette in luce in qualità di sprinter Micol Cattaneo: 11"87 e 11"84. Al momento, visto che Caravelli e Borsi sembrano un pò avanti nei 100hs, non è che abbia fatto un pensierino anche lei alla staffetta veloce? Per ora, tra le big, Jessica Paoletta 11"94 e un'Aurora Salvagno ancora un pò in ritardo in 12"03.

Veronica Borsi/Fidal
Rimango sulle donne: il risultato migliore tra le donne italiche mi sembra senza dubbio alcuno il tempo di Veronica Borsi sui 100hs: 13"15 con vento nullo (ma condizioni meteo non certo ottimali). Minimo per Helsinki, ma non c'erano dubbi. Seconda prestazione personale di sempre dopo il 13"08 corso a Rio De Janeiro l'anno scorso. Più che altro, ritengo, l'obiettivo è e sarà Londra: e di chi no lo è? Il minimo B per Londra è proprio... 13"15 (desumibile da questo allegato). Il minimo A invece coincide con il record italiano... mica male come obiettivo, visto che in contemporanea Marzia Caravelli ha corso in 13"13, e il quadro pro-Londra è davvero complicata. Con il minimo B ne va solo una (e ce l'hanno tutte e due). Con un minimo A e uno B, non è chiaro, ma ritengo vada solo chi ha la A (e che questo escluda automaticamente chi ha il minimo B). Ergo... Nel frattempo, Micol Cattaneo si trova ad ottenere il minimo per Helsinki: 13"33 contro il 13"35 richiesto.

Nei 1500 della keniana di giornata, passerella di classe per la cubana Santiusti Caballero, che per poco non è diventata italiana l'anno scorso: 4'15"86. Ma decisamente positiva Margherita Magnani: 4'16"64, 6° prestazione personale di sempre, ma a 4"6 dal minimo per Helsinki. Dovrebbe correre il personale per ottenerlo (avendo 4'12"54 di PB, secondo Sigma). Infine Tania Vicenzino, che dopo l'exploit di Pordenone, ritorna nel salto in lungo a 6,26.

Norbert Bonvecchio/foto
Atl. Trento
Uomini... stavolta li metto per secondi. L'esordio di Fabio Cerutti sui 100 è ancora impalpabile: 10"46 in batteria e 10"53 in finale. Ma a dire il vero anche Lemaitre, con tutto il rispetto e i dovuti distinguo e condizioni atmosferiche diverse, ha iniziato con un tempo simile. Nei 400 tempi non eccelsi, e primo scontro diretto tra italici in vista dello staffettone: lo junior Marco Lorenzi batte Isalbet Juarez 47"18 a 47"54. Pensavo che Isalbet potesse correre già sotto i 47" all'esordio visto il 200 di Nembro (21"36 con due metri di vento contro a Nembro). Ma l'atletica purtroppo non è matematica ed un 400 presenta una serie di variabili indipendenti difficilmente pronosticabili prima della gara. Luca Galletti 47"67 e Domenico Fontana 47"72: tutti possibili finalisti ad un campionato italiano, ma al momento ancora sottoposti ai lavori di cesello dal maniscalco. Gran 1500 di Marco Najibe Salami: vittoria del meeting con 3'42"04, a 60 cent dal minimo per Helsinki e a 4" dal minimo B per Londra. Già a livello indoor Salami aveva danzato con i minimi... speriamo stavolta con la Dea bendata sia più prodiga di sorprese. 110hs un pò in sordina: in attesa degli esordi di Abate e Dal Molin, Stefano Tedesco si impone con 14"05, davanti a Samuele Devarti 14"42 e a Hassan Fofana con 14"48. Ancora non vedo il sangue in pista per emozionarmi sui 110hs. Serve il 13" davanti ai centesimi! Per finire o dulcis in fundo, il risultato in chiave italiana più significativo tra gli uomini: il 76,86 di Norbert Bonvecchio nel giavellotto. Record personale migliorato di oltre un metro. 15^ volta sopra i 70 metri. Battuti Roberto Bartolini, comunque positivo con 74,01 e l'astro nascente Giacomo Puccini, 70,38. Specialità che sta progredendo: manca il fenomeno, ma si amplia la base statistica, di sicuro prima o poi arriva. 

07/05/12

Un'intervista ad Alessandro Pino

Un'intervista a sorpresa da parte di una new entry tra i collaboratori di Queenatletica. Col tempo impareremo a conoscerlo, anche se è già famoso nel mondo dello sprintismo italico per aver aperto la "nuova strada". Ecco la sua prima intervista. 

Alessandro Pino (Arzignano, 30 ottobre 1993), è un velocista proveniente da Vicenza, tesserato per la società Atletica Vicentina. E’ stato campione italiano nel 2010 nei 60 metri indoor, e quest’anno è arrivato secondo sempre nella stessa disciplina. E’ allenato da Umberto Pegoraro, tecnico di Matteo Galvan e Michael Tumi. 

  • A che età hai cominciato a praticare sport? E l'atletica? 
  • Lo sport mi ha accompagnato fin dalla tenera età: già a 5 anni praticavo basket grazie al babbo. Ho iniziato con l’atletica in seconda media quando avevo 12 anni, grazie alla scuola.
  • Quante volte ti alleni in una settimana, e per quanto tempo? Com'è cambiato il tuo allenamento nel corso del tempo? 
  • Mi alleno cinque/sei volte alla settimana, per circa un’ora e quarantacinque. Prima del 2009 mi allenavo tre/quattro volte alla settimana, per un po’ meno tempo. 
  • Quest'inverno hai stabilito il tuo personale sui 60m (6''87). Quale gara tra 60, 100 e 200 ritieni più adatta alle tue caratteristiche? E il tuo allenatore cosa ne pensa? 
  • Risponderei “dove si va più forte”, ma credo che questo rimarrà un punto interrogativo fino a stagione inoltrata. Negli anni scorsi non sono riuscito a prepararmi bene sempre a causa di infortuni, spero che questa stagione riesca a chiarirci meglio le idee. Personalmente mi piacciono molto i 200, anche se sono un pelo più difficili da preparare. Il mio allenatore una volta parlò sempre dei 200, ma in futuro si vedrà. 
  • Quali sono i tuoi prossimi obiettivi atletici stagionali? E di “lungo periodo”? 
  • Sicuramente la partecipazione ai mondiali di categoria a Barcellona. Anche se nella mia testa ci sono i fatidici 950 punti tabellari necessari per poter pensare di entrare a far parte di un gruppo militare; credo che diventare dei professionisti sia fondamentale per poi puntare a qualcosa di più importante. 
  • Quali sono le tue passioni “extra atletica”? 
  • Le automobili. La velocità è nel mio sangue, e fin da piccolo mi sono appassionato alle corse, che seguo tuttora. Vedo molte analogie tra l’atletica e i motori. 
  • Un consiglio ai ragazzi che volessero cominciare a frequentare la pista. 
  • Mai perdersi d’animo. E’ uno sport molto difficile, dove le cose possono cambiare in poco tempo, in negativo e in positivo. Ma la cosa più importante resta il divertimento, e la passione: senza questi ingredienti l’atletica diventa uno sport “insipido”. 
  • Tu sei uno studente, e quest'anno avrai la maturità. Quanto è impegnativo conciliare l'attività sportiva con l'impegno scolastico? 
  • Per me abbastanza. Ci sono atleti che riescono a conciliare meglio e altri peggio, poi non sempre si trova una scuola pronta a supportarti nei momenti più impegnativi della stagione. Allenandomi con atleti professionisti e non, qualche volta gli orari ti fanno fare un po’ i salti mortali, ma si sa che lo sport è anche sacrificio! 
  • Restando in ambito sportivo, quale credi che sia la tua qualità migliore? E il difetto più grande? 
  • Come qualità la capacità di non tirarsi mai indietro nelle gare importanti. Tranne che una sola volta, nel 2011, per problemi fisici, ho sempre fatto il personale ai campionati italiani di categoria. Come difetto, in seguito ai tanti infortuni, talvolta non riesco a fidarmi a pieno del mio corpo e tolgo un po’ il piede dall’acceleratore. Questo credo sia il più grande, poi magari ce ne sono tanti altri che non sto qua ad elencare... 
  • Quanto credi sia importante il rapporto con il tuo tecnico per il raggiungimento della prestazione? 
  • Molto, moltissimo. Usando termini motoristici, lui è l’ingegnere e io sono il pilota. Siamo una squadra. Ho un buon rapporto con il mio tecnico, non ho mai avuto da ridire sulle metodologie di allenamento, anzi, ritengo che siano molto all'avanguardia: per me assomiglia ad Adrian Newey. Con tutti gli atleti che fanno parte del nostro gruppo, Umberto riesce ad avere un’ottima sintonia: magari qualche volta si litiga, ma sono cose che succedono in tutti i rapporti interpersonali.
  • Un sogno da realizzare ed uno “impossibile”.
  • Il Sogno è sicuramente la partecipazione ai Giochi olimpici: è la vetta che ogni atleta vuole raggiungere, e io non sono da meno. Uno impossibile? Se non è già difficile questo...

06/05/12

Bolt 9"82 - Blake: 19"91: partono i razzi, risponde la contraerea

Bolt & Frater a Kingston
Per il sito on-line della Gazzetta, un 9"82 di Bolt e un sontuoso meeting di atletica a Kingston, nell'anno olimpico, viene ridotto ad una notizia che compare in fondo alla home page per un paio d'ore, il tempo di essere eiettato dalla fondamentale ed imprescindibile news riguardante la tripletta di tal Rigoni nello scontro retrocessione Novara-Cesena nel campionato di calcio. Simil-atleti, in un mondo di simil-uomini, in cui i valori sono quasi ridicolizzati (quando un calciatore fa qualche cosa di normale, appare come un Dio che ha voluto degnarci di un gesto "umano" che non gli sarebbe stato dovuto) ma che nonostante tutto trovano più spazio che la vere espressioni delle potenzialità dell'uomo nello sport. Come mettere una statua di Fidia e lo scarabocchio di un bambino svogliato... fa più audience lo scarabocchio, che l'arte: questa è l'atletica in Italia. O meglio: questa è l'Italia. Lo smacco però arriva nel leggere l'articolo: ve lo linko qui. Ebbene, quando la notizia del 9"82 si riduce all'ultimo paragrafo dell'articolo, si capisce bene come in realtà chi abbia scritto (tale Simona Marchetti) di atletica e tempi, poco sappia. L'eresia semantica arriva con la decantazione del miglior tempo mondiale dell'anno di Bolt e quello, battuto, di Blake: 9 secondi e 82 centesimi e 9 secondi e 90 centesimi. Ebbene, l'appassionato conosce bene la sintassi dei tempi (anche se c'è chi ci mette virgole, due punti, punto e virgola, magari tutti insieme... come in altri siti: 30 anni di atletica e non aver capito una cippa della punteggiatura di minuti, secondi e centesimi... come bestemmiare in chiesa per chi ci vive). Scrivere "9 secondi e 90 centesimi" è perdere tempo prezioso. Ci si mette di più a leggerlo che a correrlo. E di solito lo scrivono appunto quelli che di atletica non conoscono bene i tempi in cui ci si deve muovere. Ma la cosa pazzesca è l'articolo: per il 95% incentrato sul flirt di Bolt con una slovacca e l'ondata di sdegno che avrebbe sollevato su... Twitter, per aver scelto una... bianca. E un bel "e chi se ne frega?". Sul sito del massimo giornale di sport italiano, si anelano notizie di sport, non di gossip. O che le proporzioni vengano ribaltate: 95% di sport e 5% di gossip, come dessert ad un lauto convivio. Invece si mangia solo il dessert e alla fine un tozzo di pane. A livello di notizia: ZERO. Domani di sicuro i veri padroni dell'atletica in Gazzetta sapranno fare di meglio, e imbastire un articolo con i contromaroni: ma per favore, parlateci di atletica e lasciate il gossip e le slovacche lasciatele a Buffon.

Quindi la notizia: il puma c'è: 9"82 sui 100 con un dato del vento che almeno inizialmente sembrava incredibile: 1,8 contro. Poi la sintassi è stata migliorata: +1,8. Anche perchè con un dato del genere, significava che quanto visto valesse già 9"70 e forse meno... Usain Bolt è tornato sulla scena del crimine, senza tanti tentennamenti e ha demolito la torma di famelici sprinter che volenti o nolenti rappresentano il sottobosco dello sprintismo mondiale. 9"82 è il suo 9° tempo di sempre, al pari di un tempo analogo attenuto nell'agosto del 2010 a Losanna. Ma non può non destare impressione... adesso, a tre mesi da Londra. 28° tempo mondiale di sempre, al pari del PB di un certo Blake. E 28^ volta sotto i 10" per il puma. Sensazione: ma non è che Bolt ha sparato tutto? Comunque: cannonata in direzione del compagno di allenamento Yohan Blake, che è l'unico che al momento si esprime col cronometro e gli rinfaccia i suoi tempi. Strano... Rispetto all'anno scorso, infatti, i sub-10" si sono contati con il contagocce... annus olympiciis? Alle spalle del puma si rivede ancora il trota di Asafa, Michael Frater: 10"00. E Frater sarà il vero avversario di Asafa, ai Trials. Asafa ha invece (sembra) evitato il confronto. Bolt fa i 100... e lui punta ai 200. Blake corre i 200 e lui.. si infortuna. Congetture bieche. Naturalmente, restando sui 100, desta una certa curiosità la piccola jena Lerone Clarke, che in gara dopo lo shock da-starter patito ad Istanbul ha utilizzato i razzi vettori che lo proiettano fino ai 61 metri, dimostrando le proprie caratteristiche fosfocreatiniche: 10"03. Dopo inizia la zona d'ombra per lui. Altro scomodo avversario per... Asafa. Doc Patton 10"09, e si candida comunque ad essere il terzo americano dei Trials.

Dopo il bombardamento a raso di Bolt, arriva la contraerea. Blake si presenta sui 200, laddove avrebbe potuto correre il 200 più veloce della storia a Bruxelles l'anno scorso, se si potessero mungere i tempi di reazione al tempo totale: un pò come prendere la distanza del salto in lungo da punto di battuta: una cavolata. Ma un bel giochino: in quel pazzesco 19"26 Blake partì con un Rt di 0"269. Una dormita colossale.  Con un Rt "normale" di 0"160 avrebbe corso in 19"16, ovvero il nuovo record del mondo, meglio addirittura del miglior Bolt. Incredibile. Così la sfida parte da lontano: dopo il 9"82 del puma, arriva il 19"91 del caimano con 1,1 di vento pro: miglior tempo mondiale dell'anno, 201^ volta di un uomo sotto i 20". La 200^, per gli statistici, l'ha ottenuta il Principe Wallace Speramon poche settimane fa. Blake negli ultimi 50 metri è parso "strano": controllo o crisi? Di sicuro "a vista" sembra aver aggiunto un'anta al suo armadio. La danza mortale dei due jams inizia qui. Come due serpenti hanno iniziato ad issarsi sulle spire e a sibilare... Il morso finale arriverà solo il 5 agosto: lì ci sarà o caduta degli Dei, o l'estensione del dominio urbi et orbi. Torno sui 200: ilmio pupillo Nick Ashmeade (seguace di Ty Gay) sembra in palla: 20"09, che è tempo da... finalista olimpico. Francamente, in linea tendenziale i 4 posti della briscola se li giocano Bolt-Blake-Dix-Spearmon. Sull'altro tavolo, Nick può sedersi tranquillamente.

Finita qui?! Macchè! E' l'articolista della Gazzetta che pensa all'amante di Bolt e non vede le fucilate che gli sibilano da tutte le parti. 100 femminili. Carmelita Jet-Jeter: 10"81 con 1,0 di vento. Una rasoiata pazzesca. 47^ prestazione mondiale di sempre, a 17 cent dal suo PB che l'ha resa l'essere umano di sesso femminile più veloce di sempre dopo Flo Jo. Quindi il primo... 5° tempo personale di sempre. Olimpia di avvicina, ma attenzione all'astro non più nascente di Kelly Ann-Baptiste: 10"86. 10"86! KAB è molto più sinuosa della Jet-Jeter, armonica, fluida. Solo 5 cent dal vertice mondiale e in 3 mesi può accadere di tutto. Che le gerarchie mondiali si stiano sovvertendo? E intanto KAB è a solo un centesimo dal PB. La navigata Kerron Stewart si gode un altro sub-11": 10"98.

Altro risultato-glamour: la clamorosa sconfitta di Sanya Richard Ross sui 400! Quest'anno, lo ammetto, pensavo fosse la classica stagione da "imbattibile". Mi sbagliavo. A impallinarla per bene ci ha pensato la trentenne jam Novlene William-Mills, una di quelle che non compaiono molto, che non fanno parlare di sè: ma alla fine basta essere al posto giusto al momento giusto, nella gara giusta, e si è proiettati nell'immortalità. 49"99 a Kingston contro il 50"11 di Sanya, di cui nelle scorse puntate ho parlato più che abbondantemente. E Novlene ha tutte le caratteristiche per essere la guastafeste di turno. Pensavo che a Londra si sarebbe già assistito ad una terna Sanya Richards, Amantle Monthso e Allyson Felix. Ma mica le altre stanno a guardare, nè? La Williams-Mills ha 9 risultati sotto i 50", un bronzo ad Osaka '07, un 4° a Berlino '09, un 8° a Daegu '11. Tre finali mondiali consecutive. Terza con l'alloro olimpico cinto in testa la britannica Christine Ohuruogo con 50"93. Malino per adesso... malino, oddio: malino per un titolo olimpico.

Ora, questo articolo rischia di diventare infinito. Devo tagliarlo un pò: però se avete la possibilità di guardare i risultati, vi potete rendere conto di quanti giovani ventenni jams corrano in maniera pazzescamente veloce. Date un occhio solo alla seconda serie dei 100... e guardate l'anno di nascita.


1.Kemar BAILEY COLEJAM9210.091164PB
2.Sheldon MITCHELLJAM9010.141147PB
3.Jacques HARVEYJAM8910.161140
4.Jason YOUNGJAM9110.191130PB
5.Kimmari ROACHJAM9010.201126SB


Un campionato promesse. In pratica la Jamaica potrebbe schierare 4 formazioni 4x100 e vedersele andare tutte in finale ad un'olimpiade. Alla lista aggiungeteci Warren Weir sui 200: 20"21 (è dell'89). E Jermaine Gayle sui 400 (1991): 45"60. Vogliamo esagerare? Un quasi carneade, tale Hansle Parchment (1990) che sciabola un 13"19 sui 110hs con 1,0! Parchment? Vinse le universiadi l'anno scorso a Shenzen con 13"24.  Quest'anno il suo SB era stato un 13"61... Dietro a Jermaine Ronnie Ash con 13"20. Altro tempone. Batman Jackson 48"73, Bianca Knight ha la meglio sulla simpaticissima Shelly Ann Fraser, SAF per gli amici: 22"49 a 22"53. L'ultimo risultato-bomba arriva però dai 100hs femminili: Brigitte Ann-Foster Hylton, classe 1974 (38enne), cannoneggia un 12"51 con 1,5 che ha del miracoloso. Davvero. A 5 cent dal personalea assoluto ottenuto nell'anno di grazie 2009 (quando comunque era già in età da "master"). Dopo il titolo mondiale di Berlino '09, l'uscita in semifinale a Daegu, sembrava avviata ad una dignitosa carriera da comprimaria. Macchè. Brittney Reese invece, si ferma a 6,56: un abisso in meno di quanto le si era abituati vedere. Pausa di riflessione. Scusate se sono stato prolisso: alla sinteticità ci pensano sul sito della Gazzetta. 

Riparelli vola già a 10.29


(di Sasuke) Torno a scrivere vista anche la mia presenza alla gara che si è svolta nella mattina di domenica 6 Maggio a Rovereto, durante lo storico (44 edizioni) Quercia d'Oro, ottagonale ad invito. La tiepida mattinata, risparmiata dal tempo e dalla pioggia, ha visto protagonista specialmente l'azzurro Jacques Riparelli, 'abituè' della pista di Rovereto, andare a vincere i 100 con un notevole 10"29; tempo ad un solo centesimo dal minimo per gli europei di Helsinki, corso così, alla prima gara, in condizioni non ottimali e con un vento di 0.7 metri contrario. L'impressione personale è che il potenziale di Jacques sia tuttora in espresso; sono pronto a scommettere che in condizioni ottimali, con un po' di vento a favore, un 10"15 sia possibilissimo. Speriamo che il ragazzo abbia la bella stagione che merita. Dietro di lui si fa vedere anche un buon Giovanni Galbieri (ottimo 10"62) in rimonta (con superamento finale) sull'atleta della quercia Davide Deimichei (10"69 ma anche 21"50 sui 200 un'ora dopo). Evidente, purtroppo e come al solito, la crisi del mezzofondo azzurro ma, per fortuna, legata solo al settore assoluto. Nella gara allestita per loro, Mario Scapini e Giordano Benedetti, alla fine a spuntarla è il keniano Matum, davanti proprio a Scapini (1.48.48) e ad un discreto Christian Obrist al rientro (1.49.00). Ritirato Benedetti, pare a causa di una collisione con la scarpa chiodata di un altro atleta. Rimane sempre il parere che un atleta di talento come Giordano dovrebbe migliorare la velocità di base sul giro di pista per poter ambire a tempi al di sotto del 1.46 che sicuramente vale. I migliori 800isti internazionali devono avere personali al di sotto i 47" per poter reggere un primo giro in 49"50. Come scusante per i tempi pesanti un lepraggio non ottimale (54.2 ai 400 è tempo troppo lento). Nella gara si fanno però vedere i due giovani junior Jacopo Lahbi ed Emilio Perco, che staccano entrambi il biglietto per i mondiali juniores di Barcellona (con 1.49.42 e 1.50.82). Discorso analogo nella prova femminile, vinta dalla veterana Eleonora Berlanda (4.19.34) davanti ad una ottima Federica Del Buono, promettente atleta dell'Atletica Vicentina capace di sfiorare i 4.30 (4.30.28); notevole il suo miglioramento continuo in questa prima parte di stagione.


Tra gli altri risultati, 8.15.03 di Yuri Floriani nei 3000 metri, 3.90 in una bella gara di Asta per Miriam Galli, 49"06 nei 400 per un Abdoulaye Wagne un po' fuori condizione, un ottimo 56"37 per la junior Valentina Reginato nei 400, 52"41 nei 400hs per Giacomo Panizza  e 59"54 per Elisa Scardanzan nella prova femminile.

05/05/12

Notte di fuoco: Bolt sui 100 e Blake sui 200 a Kingston

Bolt & Blake
Stanotte, che notte! Al Jamaica International Invitational di Kingston in un sol colpo Usain Bolt (per il quale dono in cerca di soprannome appropriato... mi rifugio nel puma, per un paio di motivi abbastaza comprensibili: uno di eleganza tecnica, l'altro... di brand) e il caimano Yohan Blake. Io mi sono già espresso sulla questione: Blake ha dalla sua la brutale forza dell'ingenuità; Bolt la tenace difesa dei baluardi mentali del dover dimostrare di essere il numero uno al mondo. Mills ha saggiamente deciso di separare i due cannibali in due separate arene. Questione di teste matte e di... dineros. Se uno rimane imbattuto, vaga per il circus mondiale con cachet più ricchi. E poi, non è il caimano da difendere, ma il puma. Il caimano non ha nulla da perdere: il puma tutto. Una sfida che parte a distanza. Ma già Blake ha giocherellato sotto la pioggia in 9"90 e ora la risposta di Bolt sarà il primo termine di paragone. A Bolt verranno gettati in pasto un manciata di ottimi sprinter: in prima corsia ci sarà uno di cui diffidate... visto che siamo in tema di paragoni felini: la jena. La jena Lerone Clarke, ovvero il miglior giamaicano di stampo invernale (nel 2012), scettro tolto ai 4 pazzi del bob. Alla destra di Bolt, in quarta, ci sarà Doc Patton, uno dei più veloci americani nell'alba della stagione olimpica. Ma anche il duo Will&Grace, cioè Nesta Carter e Michael Frater, ovvero gli scudieri di Asafa Powell, che per via di un problema all'adduttore non si è presentato... Powell sta glissando un pò troppo. O no? Nel 2008, annus mirabilis, Bolt corse questo meeting in 9"76. Altra pietra di paragone. Troppe pietre per Bolt, speriamo che il puma diventi istinto prima che lo starter spari... Sui 200 Blake si troverà in 6^ corsia. Ora è lui l'oggetto non identificato. Su di lui si concentrano le attenzioni. Anche a lui gli organizzatori hanno dato in pasto discreta carne da macello: Ndure in settima, Mario Forsythe in 3^, il mio pupillo Nick Ashmeade in 4^, Marvin Anderson in 5^. La sfida a Bolt è globale: non ci sono più gli eremi protetti in cui rifugiarsi a leccarsi le ferite. Questo è il messaggio che arriverà a Bolt se Blake dovesse iniziare subito a picchiare tempacci anche sui 200. 
E sui 100 femminili altro Boeing 747 sulla pista: Carmelita Jet-Jeter. Tra l'altro serie che prevede nel seed personaggi che potrebbero benissimo far parte della foto di famiglia di Londra: la navigata Kerron Stewart, la flessuosa e rampante Kelly Ann-Baptiste, Sherone Simpson... più che carne da macello, alla Jeter hanno voluto regalare delle belle sorpresine, giusto per levigargli un pò di sicurezza: del resto l'Olimpiade sarà l'eterna sfida Jams vs USA, e stanotte si corre in territorio nemico. Shelly-Ann Fraser viene dirottata sui 200, proprio (probabilmente) per evitare scosse telluriche già agli esordi. A lei viene opposta Bianca Knight, americana a corrente-alterna. Giustamente nella corsia davanti alla propria... mirino piazzato. Poi sui 400 si potrà vedere l'amazzone dei 400, Sanya Richard Ross. A lei si opporranno la campionessa olimpica Ohurougo e Kaliese Spence. Abbatte il muro dei 50" stanotte? Nelle altre gare, Batman Jackson sui 400hs maschili, Melanie Walker in quelli femminili, Brittney Reese e Janay DeLoach nel lungo... insomma, domani ci sarà di che parlare! Finalmente si inizia a far sul serio in questa stagione!

Aries Merritt a sensazione: 13"03 sui 110hs dopo un 12"99w - Wariner, dopo l'alto, arriva il basso: 20"76 sui 200

Aries Merritt provoca a Fayettville uno scossone di magnitudo 9,1 della scala Richter nell'atletica mondiale. In batteria dei 110hs ecco la rasoiata da 12"99!! Poi arriva il dato del vento: +2,9. Troppo! Comunque: 8° tempo... ventoso di sempre in una classifica (quella dei tempi ventosi) dominata dall'imperatore Roger Kingdom 12"87 con 2,6 di vento a Barcellona nel 1989. Roger Kingdom, ovvero discendente di quella setta di caterpillar umani che oggi si riconoscono in David Oliver. Oggi i 110hs sono più specialità che sposa l'armonia rispetto agli aspetti brutali della forza. Due filosofie opposte: un'altro meraviglioso spaccato dell'atletica. E adesso Aries si guadagna la pole della specialità prima di Olimpia... che del resto col titolo mondiale sui 60hs di Istanbul si era già accaparrato (lanciato dal 6° posto di Daegu). Un altro epigono di Grosseto '04 che splende di luce propria. Grosseto '04, quel mondiale in cui...? Esatto, proprio quello in cui si vide l'esplosione della stella LeShawn Merritt (vincitore dei 400), dove Nesta Carter era solo uno dei tanti valvassini di Andrew Howe sui 200, dove Dayron Robles giungeva secondo proprio dietro ad Aries... e tanti, tanti altri, come Sally Pearson. Di quell'Italia e di quei campioncini azzurri, purtroppo ne stiamo cercando ancora l'esplosione: sarà questo l'anno. Scusate la divagazione... si torna a Fayettville: perchè Aries non ha finito di scrivere la sua personalissima pagina di storia atletica. In finale il vento è ammansito... scende a 1,0. Altra rasoiata e 13"03! Miglior tempo mondiale dell'anno. Largamente. 78^ prestazione mondiale di sempre e 18° performer di sempre. Mica male. 

1.Aries MERRITTUSA8513.031241WL, PB
2.Malcolm ANDERSONUSA9013.651124PB
3.Caleb CROSSUSA9113.711113PB


Che dite? Sarà stata la presenza di un altro Merritt a "distrarre" Wariner? Mentre l'altro Merritt, LeShawn ha mosso la torre e l'ha piazzata in posizione prominente con un 44"73 (in attesa di spazzare la scacchiera con la Regina Olimpica), Wariner continua ad arroccarsi con i pedoncini in prestazioni tutt'altro che memorabili. Il 44"96 sembra al momento un urlo nel deserto, visto che dopo il peggior tempo mai ottenuto da quando è senior tre settimane fa, arriva un 20"76 a Gainsville non molto rassicurante, visto che è tempo che qualche anno fa gli serviva di... passaggio. Qui sotto il risultato non molto edificante, ottenuto con 1,3 di vento:

1.Akheem GAUNTLETTUSA9020.451143PB
2.Fernada BLAKELYUSA8120.581123
3.LaShawn BUTLERUSA8720.691107SB
4.Jeremy WARINERUSA8420.761096





Primo maggio: Caravelli-day a Roma - Vincenzino 6,52

Marzia Caravelli dal sito Hurdler49
Con gravissimo e inopinato ritardo riferisco di un paio di meeting occorsi il primo di maggio. Quello del Trofeo Liberazione di Roma, i cui risultati sono comparsi dopo un'interminabile parto solo nelle ultime ore (il travaglio è durato "solo" un paio di settimane). Naturalmente il risultato glamour l'ha piazzato ancora lei, Marzia Caravelli, ossia il 150 in 17"41 con 0,2 di vento contrario. Forma strepitosa o semplicemente lo step che le fa raggiungere un nuovo livello di competitività? Staremo a vedere non appena esordirà sulla sua gara principe. Il 17"41, tra l'altro, è impreziosito e dal distacco inferto ad atlete che aleggiano nell'azzurro staffettistico: Giulia Arcioni e Ilenia Draisci. Soprattutto la prima, anche se la seconda per un certo periodo della scorsa stagione aveva destato grande impressione. A Roma sono costrette a consegnare le armi con 17"82 e 17"88. Di più: la Caravelli è arrivata a soli 13 centesimi (17"28) dalla miglior prestazione italiana sulla distanza che al momento appartiene alla Manuela Levorato targata 2003, ovvero in una delle sue migliori configurazioni tecniche. Va bene che i 150 sono distanza talmente spuria in gara, che fa storia a sè... ma insomma, sintomatici. Al maschile, a Roma, 15"72 per Francesco Basciani con 0,3. Proiezione sui 200? Un paio di decimi sopra i 21? Cioè meglio del suo personale (21"38)? Sembrerebbe. Aspettiamo. 

Tania Vicenzino - foto Fidal
Qualche centinaia di chilometri a nord est, meeting di Palmanova: siamo sempre al primo di maggio. Il risultato-copertina vede Tania Vicenzino che si insabbia nel salto in lungo a 6,52. 0,4 il refolo a favore. Risultato-(quasi)-monstre. Il risultato, stando al Sigma, si posiziona al suo 5° di sempre, in una classifica che vede un record personale di 6,55 risalente al febbraio 2009, ed ottenuto sulla magica-pedana dei record di Ancona. Invero... anche la serie non è stata male: si rilevano anche un 6,38 e un 6,34. Che dire? La Vicenzino è la migliore saltatrice che si è vista sulle italiche pedane dopo lo tsunami Fiona, la cui risacca ritornò nell'oceano nel lontano 2005. 8 anni da allora in cui un'italiana non supera i 6,60, che volenti o nolenti sono la porta di Dite d'oltralpe. Ora, dopo l'inizio della Vicenzino c'è da augurarsi che quella barriera venga oltrepassata: intanto a 6,55 c'è il conseguimento (stando a questo documento) del minimo per i campionati Europei. Nella stessa gara, 5^ con un anonimo 5,48 Valeria Canella, che di fatto era colei che ha dato vita ad una certo dualismo con la Vicenzino nel dopo-May. Probabile ipotizzare qualche problema ai flaps in questa stagione. Troppo poco per lei. Il secondo risultato-copertina è il 21"09 sui 200 (con 0,1 contro di vento) di Diego Marani. 7^ prestazione personale di sempre. L'impressione è che questo debba essere l'anno del lancio: migliorare il 20"91 del 2010 e trovare un'allocazione stabile sotto i 21". Ritagliarsi uno spazio se non altro europizzante, che si raggiunge solitamente con crono attorno ai 20"60. Laura Bordignon sfiora il minimo per Helsinki nel disco: 56,62 e il limite a 38 centimetri oltre. Ma c'è tempo. Quel risultato l'ha superato già una quindicina di volte in carriera. 

03/05/12

LeShawn mette il paletto: 44"73 - 3° lancio mondiale di sempre nel martello femminile

LeShawn Merritt
LeShawn Merritt esordisce il primo maggio sui 400 alle Bahamas (Baie Mahault) e nel tabellino degli allibratori guadagna già un cospicuo vantaggio su uno dei suoi possibili avversari, Jeremy Wariner. 44"73 è esordio che non può non spaventare. Il percorso sembra identico a quello del 2008, annus olympicus, allorquando iniziò il sentiero che lo portava da Giove Olimpo iniziando la stagione con... 44"72. Era il 28 marzo, un pò prima nella stagione, tanto che nello stesso periodo (i primi di maggio del 2008) Merritt correva già in 44"34. I trials li vinse poi con 44"00 e le olimpiadi con 43"75. Tempo quest'ultimo che rappresenta il suo culmine prestativo carrieristico, dove vanta altri due sub 44". Jeremy Wariner al momento sembra ancora troppo vulnerabile: non è più la macchina alattacida che macinava quartemiles fino all'avvento di Merritt senza palesare fatica alcuna. 44"96 non è male, ma lo "spread" di risultati sembra davvero troppo ampio per apparire solido per impensierire LeShawn... E che fine ha fatto Kirani James dopo le legnate prese alle indoor? Mistero: sembra che abbia delle sessioni di studio che deve portare a termine. Scelte di vita. Nel frattempo è ormai di dominio pubblico il 45"19 di Aldrich Bailey corso a Lubbock il 28 aprile. E dire che di Aldrich Bailey, scusatemi la falsissima modestia, ma ne avevo già parlato abbondantemente durante la stagione indoor (qui il pezzo). Bailey, per chi non lo sapesse, il ragazzo è classe 1994! 18 anni appena compiuti, e durante la stagione al coperto si era particolarmente distinto, ottenendo per qualche giorno i migliori crono mondiali dell'anno. 

Ryota Yamagata
Vagando per le altre specialità, anche i giapponesi piazzano un loro kamikaze tra i primi 10 sprinter del mondo: 10"08 di Ryota Yamagata ad Hiroshima con 2,0 metri esatti di vento. Non vorrei tornare sulla questione, ma anche di Yamagata ve ne avevo già parlato... Yamagata è infatti famoso per essere arrivato quarto nei 100 ai mondiali Allievi di Bressanone, laddove terzo, un solo centesimo davanti, fu Giovanni Galbieri. Di quella finale, ricordo che il settimo fu un certo Jimmy Vicaut (già top-sprinter globale, con una finale mondiale sulla carlinga). Il primo fu l'americano Prezel Hardy, oggi con un PB di 10"13 (e 10"08 con 2,2 e quest'anno 20"43 sui 200). Ma tutti i ragazzi di quella finale oggi corrono tempi mediamente elevati. E la rabbia che non ancora non sia arrivato agli stessi livelli Galbieri è forte. 

Dayron Robles con vento nullo e sempre nelle Bahamas inizia già vicinissimo ai migliori tempi mondiali dell'anno. 13"19 a soli due centesimi dalla WL di David Oliver (13"17). Nella sua scia arriva Ronnie Ash (13"30) e, con lo stesso tempo, un altro giovane cubano, Orlando Ortega. Solo quinto Dexter Faulk con 13"39. La riunione caraibica ha visto anche il 2,31 del canadese Michael Manson (classe '86). Mmm... nel triplo della stessa riunione c'è invece l'esordio very soft del campione mondiale al coperto Will Claye, che si insabbia poco oltre i 17 metri: 17,05. A Istanbul solo un paio di mesi fa si catapultava fino a 17,70. Ma tant'è: le gare che contano sono ancora là da venire. 

Krisztian Pars
Il primo over-80 nel martello è per mano dell'ungherese Krisztian Pars: 81,16, ovvero la 46^ volta sopra gli 80 metri in carriera, ma una sola volta oltre gli 82 (nel 2006). 82,45 in Slovenia che rappresenta... il 164° lancio di sempre nella storia del martello. Dalla citata riunione di Hiroshima arrivano due risultati davvero a sorpresa nel lancio del giavellotto: un inopinato 86,31 del trentenne neozelandese Stuart Farguhar, che è prestazione da medaglia olimpica. Record personale per lui che sopra gli 80 metri c'è andato 18 volte in carriera e che aveva raggiunto quale acme sportivo l'11° posto a Daegu, ma che a Pechino '08, Berlino '09 e Osaka '07 non superò lo sbarramento delle qualificazioni. Secondo ad Hiroshima il giapponese Roderick Genki Dean, con 84,28 e che prima di questa gara non aveva mai superato gli 80 metri. E' anche del '91...  

Caterine Ibarguen
Tra le donne 11"11 sui 100 con una brezzolina di 0,2 di LeShauntea Moore... siamo ancora alle Bahamas. Nei 100hs riecco Dawn Harper: 12"71. Terza performer mondiale dell'anno. Ora, pensate un pò che razza di Trials ci saranno tra poco più di un mesetto: attualmente 13 americane sono già riuscite a correre sotto i 13" regolarmente. 12 sulle prime 13 atlete al mondo sono... americane. 15 americane sempre tra le prime 20 al mondo. Peccato per loro che il neo della lista si chiami Sally Pearson e che abbia staccato gli ormeggi già con la prima gara dell'anno. Le prestazioni monstre tra le donne però arrivano dalla colombiana Caterine Ibarguen: a Medellin il 28 aprile un incredibile 14,95 con 0,9 di vento (ma siamo in altura). Interessa? 113^ prestazione mondiale di sempre per lei che vanta un 14,99 ottenuto a Bogotà nell'agosto dell'anno scorso. Dopo tre giorni la Ibarguen va alle Bahamas e... 14,73. Ad oggi migliori due prestazioni mondiali dell'anno con il resto del mondo a oltre 30 centimetri di distanza. Poi ormai tutti sono a conoscenza del 78,19 della bielorussa Aksana Miankova (o Oksana Menkova... ci sono due traduzioni dal cirillico) sparato a Brest il 28 aprile. Ebbene, è il terzo lancio mondiale di sempre! Lancio che segue infatti il record del mondo della teutonica Betty Heidler (79,42 dell'anno scorso) e il 78,30 del precedente primato della polacca Anita Wlodarczyk

01/05/12

La settimana dei master: altra infornata di 9 primati italiani e i migliori in AGC

il miglio m40 di Milano - foto Antonio Capasso
Fine settimana dove sono piovuti record italiani master a grappoli. Naturalmente le sedi che hanno fatto scalpore in tal senso sono state Milano per l'Ambrosiana Day dove grazie al planning che prevedeva gare spurie, sono caduti diversi record nel miglio. Ma record anche da Pistoia, che hanno visto come al solito una nutrita schiera di master che hanno riscritto altri record, soprattutto nei lanci. Ma andiamo con ordine, rimandando poi tutti all'AGC qui sotto. A Milano, come dicevo, record come se piovesse. Nonostante il vento contrario, Denise Neumann non poteva non lasciare il segno anche sui 150, vista la forma strepitosa mostrata ai recenti mondiali: 19"30 con -1,3, che abbassa di 19 centesimi il tempo segnato l'anno scorso a Chiasso dalla stessa Denise. Addirittura 5 i record italiani che arrivano dal miglio. Sono rispettivamente quelli ottenuti da Annamaria Galbani, F60: 6'21"06; Francesca Caldarulo F65, 7'29"78; Irene Stringo F70, 8'43"64; Oscar Iacoboni M75, 6'50"86; Ho inserito anche il tempo di Pierangelo Avigo, M50: 4'51"10. Il record attualmente abilitato è un 4'50"9... manuale. Di conseguenza i due record devono a questo punto coesistere considerata una vicinanza così risicata. 3 i record che arrivano da Pistoia: Giulia Perugini nell'alto F75 arriva a 1,04. Paola Melotti nel martellone arriva a 11,16 tra le F55, e Maria Letizia Bartolozzi stabilisce la nuova miglior prestazione italiana nel pentalanci F45 con 3194 punti. Ed infine record italiano nella 4x400 M45 della Masteratletica (Luigi Vanzo, Francesco Palma, Massimiliano Cattani, Lorenzo Muraro) a Feltre, ai campionati regionali di staffette. 3'40"99 il nuovo primato italiano, contro il 3'43"45 del precedente primato  Qui sotto i migliori risultati della Giovanni Scavo 2000, stabilito a Cattolica nel 2009. Ecco qui sotto la settimana master... in AGC

Gare considerate: Villanova d'Asti (25/04) - Pistoia (28/04) - Modena (25/04) - Gorizia (25/04) - Cagliari (25/04) - Nembro (28/04) - Ascoli (28/04) - Milano (28/04)

Sprint Uomini (100-200-400 - standard 88%)
  1. 94,66% - 200: 23"17 (0,7) - Roberto Barontini (1965-M45)
  2. 94,18% - 100: 11"35 (1,2) - Mauro Graziano (1966-M45)
  3. 92,97% - 400: 48"22 - Marco Salvucci (1976-M35)
  4. 92,83% - 100: 11"59 (0,6) - Roberto Barontini (1965-M45)
  5. 92,18% - 100: 11"91 (0,6) - Ferido Fornesi (1962-M50)
  6. 91,19% - 200: 27"01 (0,7) - Livio Bugiardini (1948-M60)
  7. 90,95% - 100: 13"18 (0,7) - Livio Bugiardini (1948-M60)
  8. 90,66% - 400: 49"09 - Tommaso Lisa (1977-M35)
  9. 90,51% - 200: 25"64 (0,5) - Roberto Masi (1955-M55)
  10. 89,29% - 200: 25"99 (0,0) - Angelo Mauri (1957-M55)
  11. 88,70% - 200: 25"27 (2,8) - Ferido Fornesi (1962-M50)
  12. 88,28% - 100: 11"21 (2,8) - Tommaso Lisa (1977-M35)
Mezzofondo Uomini (800-1500-miglio-3000 - standard 83%)
  1. 88,14% - miglio: 4'51"10 - Pierangelo Avigo (1961-M50) record italiano
  2. 87,10% - 1500: 4'13"78 - Gian Carlo Bonfiglioli (1970-M40)
  3. 86,35% - miglio: 5'15"00 - Rinaldo Gadaldi (1954-M55)
  4. 85,90% - miglio: 4'53"90 - Massimo Cimato (1963-M45)
  5. 85,88% - miglio: 4'47"10 - Giuseppe Pozzi (1966-M45)
  6. 85,65% - miglio: 5'09"58 - Paolo Gatti (1957-M55)
  7. 85,55% - 800: 2'22"92 - Claudio Mariotti (1956-M55)
  8. 85,43% - 1500: 4'13"02 - Luca Biava (1973-M35)
  9. 85,16% - miglio: 4'49"54 - Giuseppe Gamberale (1966-M45)
  10. 84,78% - 3000: 9'09"16 - Gabriele Ursella (1972-M40)
  11. 84,66% - 1500: 4'23"09 - Calamai Paolo (1969-M40)
  12. 84,37% - miglio: 5'28"04 - Luigi Campini (1952-M60)
  13. 83,87% - 1500: 4'15"83 - Alessandro Bianchi (1974-M35)
  14. 83,85% - 1500: 4'29"75 - Serra Michele (1967-M45)
  15. 83,62% - miglio: 4'52"56 - Francesco Merisio (1967-M45)
  16. 83,51% - miglio: 5'17"50 - Roberto Melani (1957-M55)
  17. 83,43% - miglio: 4'46"58 - Stefano Avigo (1970-M40)
Salti uomini (lungo - standard: 75%)
  1. 89,88% - alto: 2,03 - Francesco Arduini (1974-M35)
  2. 87,84% - alto: 1,70 - Emanuel Manfredini (1959-M50)
  3. 75,75% - triplo: 8,37 - Gino Mereu (1942-M70)
Lanci uomini (peso-martello-weight-giavellotto-disco - standard 68%)
  1. 84,31% - martello: 41,56 - Franco Bechi (1939-M70)
  2. 83.20% - weight: 15,41 - Franco Bechi (1939-M70)
  3. 76,07% - weight: 14,46 - Cartechini Italo (1940-M70)
  4. 75,38% - disco: 48,70 - Derhemi Xhavit (1951-M60)
  5. 73,89% - peso: 13,08 - Derhemi Xhavit (1951-M60)
  6. 72,65% - martello: 28,11 - Mario Ancillotti (1932-M80)
  7. 72,40% - weight: 15,74 - Mileta Marin (1958-M50)
  8. 71,59% - peso: 12,03 - Cartechini Italo (1940-M70)
  9. 71,49% - peso: 12,69 - Mik Bellantoni (1956-M55)
  10. 69,68% - martello: 34,23 - Giorgio Schiavoni (1943-M65)
  11. 69,04% - martello: 35,08 - Cartechini Italo (1940-M70)
  12. 68,10% - weight: 15,16 - Derhemi Xhavit (1951-M60)
  13. 68,04% - peso: 8,83 - Mario Ancillotti (1932-M80)
Sprint Donne (100-200-400 - standard 82%)
  1. 98,29% - 400: 1'29"57 - Emma Mazzenga (1933-F75)
  2. 91,75% - 100: 13"78 (0,7) - Susanna Giannoni (1959-F50)
  3. 91,11% - 200: 28"86 (1,3) -  Susanna Giannoni (1959-F50)
  4. 91,00% - 200: 28"58 (1,3) -  Gianna Lanzini (1960-F50)
  5. 90,05% - 200: 33"31 (0,8) - Maria G. Sangermano (1946-F65)
  6. 89,71% - 100: 15"95 (3,3) - Maria G. Sangermano (1946-F65)
  7. 89,40% - 100: 14"00 (0,7) - Gianna Lanzini (1960-F50)
  8. 89,39% - 200: 31"66 (0,8) - Micheletti Anna (1952-F60)
  9. 88,57% - 400: 56"10 - Donatella Faedda (1977-F35)
  10. 86,54% - 100: 13"58 (0,1) - Susanna Tellini (1966-F45)
  11. 86,47% - 400: 1'03"31 - Gigliola Giorgi (1968-F40)
  12. 85,92% - 200: 30"27 (-1,8) - Mirella Giusti (1960-F50)
  13. 84,97% - 100: 14"73 (1,0) - Vagnone-Giacosa Silvia (1960-F50)
  14. 84,41% - 100: 13"02 (-0,2) - Tiziana Bignami (1972-F409
  15. 83,24% - 400: 1'01"68 - Pamela Del Terra (1974-F35)
  16. 82,16% - 100: 14"61 (0,6) - Persico Roberta (1964-F45)
Mezzofondo donne (800-1500-miglio-3000 - standard 78%)
  1. 89,88% - miglio: 6'21"06 - Annamaria Galbani (1952-F60) record italiano
  2. 87,95% - miglio: 5'58"14 - Francesca Barone (1958-F50)
  3. 85.64% - 1500: 5'11"14 - Donatella Saiu (1965-F45)
  4. 84,66% - miglio: 5'40"14 - Monica Cittadini (1965-F45)
  5. 84,21% - miglio: 6'29"68 - Norma Sciarabba (1955-F55)
  6. 83,07% - miglio: 5'46"68 - Donatella Vinci (1965-F45)
  7. 82,46% - 1500: 4'55"31 - Paola Picotti (1973-F35)
  8. 82,13% - miglio: 7'29"78 - Francesca Caldarulo (1947-F65) record italiano
  9. 81,48% - 3000: 11'43"71 - Paola Pignanelli (1968-F45)
  10. 80,92% - 1500: 5'00"91 - Valeria Mazzone (1973-F35)
  11. 80,85% - miglio: 6'40"30 - Elide Gusmeroli (1956-F55)
  12. 80,75% - 1500: 6'05"87 - Enrica Vidali (1957-F55)
  13. 80,75% - 800: 2'41"38 - Silvana De Pasquale (1960-F50)
  14. 80,42% - miglio: 6'48"06 - Rosanna Rossi (1955-F55)
  15. 80,12% - 1500: 5'28"57 - Maria Grazia Piras (1966-F45)
  16. 79,01% - miglio: 5'36"30 - Silvia Prina (1972-F40)
  17. 78,46% - 1500: 5'16"49  Valeria Sailis (1971-F40)
  18. 78,30% - miglio: 5'54"76 - Maria Lorusso (1968-F40)
  19. 78,17% - miglio: 6'08"40 - Anna Casuscelli (1963-F45)
Salti donne (alto-asta-lungo-triplo - standard 70%)
  1. 93,69% - alto: 1,04 - Giulia Lucia Perugini (1936-F75) record italiano
  2. 84,66% - alto: 1,70 - Daniela Galeotti (1977-F35)
  3. 84,33% - alto: 1,40 - Juri Francesca (1961-F50)
  4. 82,87% - alto: 1,50 - Chiara Ansaldi (1968-F40)
  5. 77,69% - lungo: 4,91 (1,2) - Susanna Tellini (1966-F45)
  6. 77,08% - lungo: 4,74 (1,1) - Rossella Zanni (1964-F45)
  7. 77,19% - alto: 1,55 - Daniela Frasani (1977-F35)
  8. 72,68% - lungo: 3,99 (2.0) - Lorenza Nolli (1956-F55)
  9. 72,32% - alto: 1,28 - Elisabetta Tredici (1966-F45)
Lanci donne (peso-disco-martello-martellone-giavellotto - standard: 64%)
  1. 89,42% - martellone: 7,86 - Anna Flaibani (1928-F80)
  2. 86,93% - peso: 6,32 - Nives Fozzer (1930-F80)
  3. 84,14% - martello: 20,05 - Anna Flaibani (1928-F80)
  4. 83,31% - peso: 5,59 - Anna Flaibani (1928-F80)
  5. 82,04% - weight: 12,20 - Brunella Del Giudice (1943-F65)
  6. 79,47% - martello: 32,17 - Brunella Del Giudice (1943-F65)
  7. 77,83% - martello: 34,27 - Marzia Zanoboni (1963-F45)
  8. 76,23% - weight: 10,55 - Marzia Zanoboni (1963-F45)
  9. 74,48% - weight: 7,15 - Nives Fozzer (1930-F80)
  10. 74,41% - peso: 8,14 - Brunella Del Giudice (1943-F65)
  11. 70,06% - weight: 10,63 - Bartolozzi ML (1967-F45)
  12. 68,56% - martello: 17,86 - Nives Fozzer (1930-F80)
  13. 68,40% - peso: 10,19 - Paola Melotti (1957-F55)
  14. 68,15% - martello: 34,60 - Bartolozzi ML (1967-F45)
  15. 64,21% - weight: 11,16 - Paola Melotti (1957-F55) record italiano
Altri risultati significativi non AGCizzabili o sotto lo standard
  • pentalanci: 3194 pt - Bartolozzi Maria Letizia (1967-F45) - record italiano
  • miglio: 8'43"64 - Irene Stringo (1942-F70) record italiano
  • miglio: 6'50"86 - Oscar Iacoboni (1937-M75) record italiano
  • 200hs: 36"46 - Giulio Mallardi (1946-M65)
  • 150: 19"30 (-1,3) - Denise Neumann (1971-F40) - record italiano
  • 150: 17"12 (-2,6) - Omar Lonati (1970-M40)