05/04/12

Ma LeShawn Merritt si allena con Licciardello? Un'intervista dall'IMG

Ammetto la mia sopraffina ignoranza in materia. Nel senso che era noto come un manipolo di quartermilers italiani fosse partito per la Florida con gli scontrini della Nike, nel reame di Coach Loren Seagrave. Leggendo la traduzione dell'articolo che riporto integralmente qui sotto, in cui si parla degli allenamenti di Merritt con Seagrave, per una mera elucubrazione di natura transitiva (se A si allena con B e B allena C, allora C si allena con A...) mi è venuto spontaneo fare il collegamento Merritt-Licciardello. Troppi pochi dati a mia disposizione per darlo per scontato... stranamente anche Google fa fatica a creare un link Seagrave-Merritt, quindi probabilmente il rapporto è basato sulle strutture all'avanguardia dell'IMG Performance Institute. Ecco comunque, quello che dice Merritt in un'intervista sul blog dell'IMG (la traduzione è a braccio e non fedele).

Dopo 4 anni turbolenti, Merritt si sta preparando per il ritorno al dominio sui 400, con la maggior parte del proprio tempo passato a lavorare con Loren Seagrave, direttore del dipartimento "Speed & Movement" dell'IMG Academies. Qui quello che ha raccontato onestamente durante una discussione formale con un redattore del blog

"ho iniziato col baseball a sei anni, poi ho cominciato a giocare a football e avevo lo stesso coach  per entrambi gli sport. Poi un giorno ci ha preso tutti e ci ha portato su una pista di atletica a Norfolk quando frequentavo la 5^. Fu la prima volta che correvo in pista e il confronto contro gli altri mi affascinò. Non puoi incolpare qualcun'altro se vai male. Non ci sono posti dove nascondersi. Il senso è... "fai che il tuo duro lavoro diventi parte di te stesso". Così ho iniziato a correre in 9^ classe, quindi inizia a correre i 400 nell'anno di junior vincendo il titolo di Stato. Correvo solo quelli perchè il mio coach diceva "gli uomini veri corrono i 400". 

Sono sempre stato veloce... nel baseball riuscivo a rubare sempre delle basi. Venendo da Porstmouth, Virginia, c'era un solo modo di emergere: lavorare tanto, e sapevo che dovevo fare qualche cosa: ho visto troppi ragazzi con talento che l'hanno buttato via. Nonostante questo da lì provengono talenti come Michael Vick (giocatore NFL degli Eagles), DeAngelo Hall (giocatore NFL dei Redskins), Allen Iverson (giocatore NBA). 

Alle Olimpiadi del 2008.... mi sentivo bene quel giorno, perchè avevo corso le semifinali in 44,12. Sapevo di essere preparato e non c'era nulla che potessi fare se non quello che poi ho fatto. Mi ricordo verso i 360 metri, quando guardai alle mie spalle e non vidi nessuno. Mi ero detto prima della gara che non mi sarei dovuto guardare attorno e che avrei dovuto rimanere focalizzato sulla gara, ma non ho resistito e ho guardato. Non ho sentito la folla nemmeno per un secondo, tanto ero concentrato... non mi ha mai condizionato. Alla fine era eccitato e felice, ma anche soddisfatto che il lavoro aveva pagato. Ci sono stati giorni in cui letteralmente non riuscivo a camminare 10 metri senza dovermi fermare e notti in cui i crampi mi attanagliavano le gambe.

Poi è arrivata la squalifica... la gente pensa che io sia un baro, ma io ho già dimostrato che ero innocente. Sono tornato e ho corso quanto potevo correre. Sono stato scagionato dalle persone più importanti al punto che le regole sono state cambiate. La gente può dire o pensare quello che vuole, e non posso cambiarla. Io sono duro mentalmente... questo è ciò che amo fare e so quanto mi alleno duramente per ottenerlo. Quando tornai alle gare dopo la sospensione, la gente pensava che avrei corso in 45-e-qualche cosa, mentre ho corso in 44"7. E la gente è rimasta shockata... Per me non è cambiato nulla. E' ciò che faccio. 

Il rapporto con Jeremy Wariner? è in gamba. Ho sempre detto che è come essere con un "collega" con il quale stiamo lottando per la stessa posizione nella stessa scalata. C'è un gran rispetto reciproco. Ma è nella natura dello sport che non possa esistere o dare amore ai tuoi avversari. Entrambi vogliamo battere tutti gli altri. Quando corriamo la staffetta, è come se ci dicessimo "diamoci un mano per fare il nostro lavoro". 

E Seagrave? E' un grande coach. Ho avuto un posto nella mia carriera dove ho potuto fare la stessa gara e lavorare sullo stesso programma da quando avevo 17 anni. Con l'IMG ho trovato la location dove posso completamente focalizzarmi, dove c'è un gran clima, dove c'è la possibilità di allenarsi tutti i giorni, dove ci sono tante attrezzature e un coach che può prendere il mio talento e portarlo al livello superiore. Le sue conoscenze nello sprint, nella biomeccanica, sull'efficienza e la tecnica lo fanno un grande coach. E' un profondo conoscitore.

E i 100? E' una gare... sensuale. E' la dimostrazione di chi è l'uomo più veloce della terra dal punto A al punto B. Ci ho pensato, ma ora stanno correndo troppo pazzamente ed una tipologia completamente diversa di allenamento. Ma vorrei essere il primo uomo della terra a correre un 43" sui 400, un 19 sui 200 e un sub-10 nei 100. MJ ha corso 43, 19 e un 10"06 mi sembra. Lo proverò dopo le Olimpiadi.


Mondiali Master, day II - i risultati mancanti


Max Clementoni nella call-room - foto WMA

Completata la seconda giornata con i risultati mancanti. L'Italia ha fino ad oggi conquistato due ori, 4 argenti e 4 bronzi per un totale di 10 medaglie. Tutte le medaglie d'argento arrivano dalle donne, e segnatamente tre dalla marcia, che si trasforma così anche nel mondo master come riserva metallifera delle spedizioni azzurre. La terza medaglia di cui non ho dato conto, infatti, è quella di Natalia Marcenco, impegnata nella marcia W55, che, tenetevi forte, possiede non meno di 33 medaglie internazionali tra le master (stima assolutamente per difetto, mancandomi diversi dati). A livello di campionati mondiali indoor, invece, è "solo" la seconda medaglia che conquista, dopo l'originario argento di Sindefingen '04. Per Paola Tiselli, argento negli 800 W35, dietro alla quasi imbattibile olandese Ingrid Grutters, si tratta invece della 12^ medaglia internazionale tra i master, la 4^ negli 800. Per lei era anche l'esordio in un mondiale indoor. Sugli 800 nei mondiali all'aperto, giunse invece al bronzo a Lahti nel 2009. Buona la tradizione delle ottocentiste italiane W35 ai mondiali indoor: su 4 partecipazioni, tre finaliste e due medaglie (il bronzo di Giusy Lacava a Clermont 2008). Ieri il Sigma non aveva aggiornato anche la grande medaglia di Massimo Clementoni nei 60 M50 con 7"64. E' la seconda medaglia di sempre in un campionato internazionale master, dopo l'argento di Ancona '09 sempre sui 60. Max era già arrivato ad una finale di un 60 ad un mondiale master, già a Sindelfingen '04 (5°) e Linz '06 (5°). La sua è anche la prima medaglia vinta da un M50 azzurro ad un mondiale indoor sui 60 metri. Clementoni, inoltre, a Jyvaskyla c'era già stato... giunse infatti 7° ai campionati europei del 2000 nei 100 metri da M40. 5° nella stessa finale Marco Morigi, con 7"72. Comunque uno dei 4 italiani che nella storia dei mondiali master sono riusciti ad arrivare a questa finale M50 (oltre a Clementoni, Antonio Rossi e Andrea Villirillo). Quarto posto negli 800 M75 per Francesco Paderno (3'14"04): è il primo M75 italiano che si cimenta in una prova di corsa piana nella storia dei mondiali indoor. 5° infine Giorgio Spagnoli nel pentathlon M50: nel suo palmares un 10° posto a Riccione 2007 (mondiali outdoor), il 4° ad Ancona 2009 (Euroindoor) e il 6° a Lubiana 2008 (Euro-open).  

  • oro 800 W45 - Barbara Martinelli (2'23"75)
  • argento -800 W35 - Paola Tiselli (2'20"15)
  • argento marcia W35 - Katia Toia (17'47"92)
  • argento marcia W40 - Roberta Mombelli (16'48"50)
  • argento marcia W55 - Natalia Marcenco (16'42"58)
  • bronzo - 60 W40 - Denise Neumann (8"14)
  • bronzo - 60 M40 - Paolo Chiapperini (7"23)
  • bronzo - 60 M50 - Massimo Clementoni (7"64)
  • bronzo - 60 M60 - Antonio Rossi (7"96)
  •  - 800 M75 - Francesco Paderno (3'14"04)
  •  - 800 W40 - Giusy Lacava (2'33"72)
  •  - 60 W45 - Susanna Tellini (8"62)
  •  - pentathlon M35 - Federico Nettuno (3254 pt)
  •  - pentathlon M50 - Giorgio Spagnoli (3378 pt)
  •  - 800 M45 - Paolo Bertaccini (2'06"63)
  •  - 60 M50 - Marco Morigi (7"72)
  •  - 800 M35 - Mario Beccalli (2'04"63)
  • marcia 70 - Maria Vecchi (23'27"36)
  •  - pentathlon M35 - Stefano Longoni (2876 pt)
  •  - 60 M40 - Gianluca Ghiani (7"48)
  •  - 60 M70 - Aldo Cambiaghi (9"37)
  •  - 60 W55 - Mariuccia Quilleri (9"78)
  •  - 60 M55 - Enzo Proietti (7"99)
  • 14° - pentathlon M55 - Virginio Soffientini (2220 pt)

04/04/12

Mondiali Master, day II - la Martinelli porta il secondo oro per l'Italia

L'impianto - foto WMA
Purtroppo il Sigma per i mondiali di Jyvaskyla è saltato da qualche ora, quindi l'aggiornamento relativo alla seconda giornata degli italiani è formalmente incompleta. Manca infatti notizia dell'argento di Paola Tiselli (risultati mai pubblicati, nonostante la gara si sia svolta nel pomeriggio), notizie relative alla finale dei 60 M50 (è apparsa una strana pagina dove il vincitore delle semifinali è stato nominato campione del mondo... ma avevamo due atleti da medaglia, come Clementoni e Morigi) ed infine c'è un argento vacante di cui non ho contezza. Il medagliere infatti parla di 4 argenti, e leggendo minuziosamente tutti i risultati, ne ho trovati solo 3 (compreso quello della Tiselli). Mistero. Aspetto quindi che il Sigma ritorni attivo per aggiornare questa pagina. Segnalo l'oro della fuoriclasse Barbara Martinelli, secondo oro italiano in questa spedizione. L'Italia è attualmente 15^ nel medagliere per nazioni (qui il link al medagliere), con 2 ori (Baggia e Martinelli), 4 argenti (Toia, Mombelli, Tiselli e Mister X), e 3 bronzi (Chiapperini, Neumann e Rossi). Amarezza per il ritiro di Stefano Longoni nel pentathlon M35, quando aveva già conquistato 3 vittorie su 4 gare, ma alcuni proditori crampi l'hanno escluso dalla gara dei 1000. 


I finalisti di giornata
  • oro 800 W45 - Barbara Martinelli (2'23"75)
  • argento -marcia W35 - Katia Toia (17'47"92)
  • argento -marcia W40 - Roberta Mombelli (16'48"50)
  • bronzo - 60 W40 - Denise Neumann (8"14)
  • bronzo - 60 M40 - Paolo Chiapperini (7"23)
  • bronzo - 60 M60 - Antonio Rossi (7"96)
  •  - 800 W40 - Giusy Lacava (2'33"72)
  •  - 60 W45 - Susanna Tellini (8"62)
  •  - pentathlon M35 - Federico Nettuno (3254 pt)
  • - 800 M45 - Paolo Bertaccini (2'06"63)
  • - 800 M35 - Mario Beccalli (2'04"63)
  •  - pentathlon M35 - Stefano Longoni (2876 pt)
  • - 60 M40 - Gianluca Ghiani (7"48)
  •  - 60 M70 - Aldo Cambiaghi (9"37)
  •  - 60 W55 - Mariuccia Quilleri (9"78)
  •  - 60 M55 - Enzo Proietti (7"99)
  • 14° - pentathlon M55 - Virginio Soffientini (2220 pt)
La giornata degli italiani, atleta per atleta
  • Acciaccaferri Pierluigi:  gran  batteria nei 200 M40 chiusi con 23"79, cioè secondo tempo totale dietro all'olimpionico francese Christophe Cheval, apparso fuori portata per tutti. Record personale indoor. 
  • Beccalli Mario: 7° all'esordio ad una manifestazione internazionale master sugli 800 M35. 2'04"63 il suo tempo in finale. La sua è la seconda miglior prestazione ad un mondiale master sugli 800 tra gli M35 di un azzurro. Il migliore ad oggi rimane quindi Mariano Morandi, bronzo a Sindelfingen '04. Solo tre i finalisti M35 italiani su 9 presenze mondiali: i citati Morandi e Beccalli, e nel 2008 a Clermont, Stefano Avigo, che giunse 8°. 
  • Bertaccini Paolo - 5° posto nella finale degli 800 M45 con 2'06"63 per il campione italiano. Comunque un bell'esordio a livello internazionale master in questa specialità. Il suo piazzamento è la terza prestazione di sempre ad un mondiale master indoor di un italiano nel binomio (800/M45) dopo le due medaglie di Giuseppe Romeo. Il suo tempo della finale, è anche il 3° di sempre corso da un italiano M45 ad un mondiale master, proprio dietro i tempi ottenuti da Romeo per conquistare le medaglie. Su 14 partecipazioni italiane, 5 finalisti nel binomio. 
  • Cambiaghi Aldo - 8° rango con 9"37 nella finale dei 60 M70. Persa qualche posizione rispetto al 6° generale dopo le batterie. Seconda finale di un M70 italiano ad un mondiale sui 60. 7° giunse Gianni Campana a Sindelfingen '04. Era la seconda finale invece per Cambiaghi ad un campionato internazionale master dopo il 5° posto di Gand dell'anno scorso. 
  • Chiapperini Paolo: raggiunge un bronzo prestigioso nei 60 M40, con 7"23, dietro al favorito d'obbligo (l'inglese Dunwell). Meglio di lui, nella storia dei mondiali master, ha fatto il solo Mario Longo, secondo a Linz '06. 6 atleti azzurri hanno corso ad oggi la finale nel binomio M40/60 metri su 26 partecipazioni. Per Chiapperini, dopo le due medaglie agli Euroindoor sui 60 (un argento e un bronzo) arriva la prima ad un mondiale a livello individuale. Fino ad oggi i suoi migliori risultati a mondiali master erano stati quattro quinti posti (Clermont 60 M35, Lahti 100 M35, Sacramento 100, 200 M40). Nelle batterie 200 M40, tranquilla vittoria con 24"41
  • Clementoni Massimo - Costretto a tirare già nel primo turno dei 200: 25"48 e 4° tempo complessivo. Purtroppo con 4 corsie e 4 semifinali (pazzesco!) era necessario vincere per ottenere le corsie più apicali. Lui trova il francese Bernard in batteria, che vince, e questo, nonostante il 4° tempo complessivo, gli porterà ad avere una non agevolissima 2^ corsia in semifinale. 
  • De Angelis Renato: non partito per la finale dei 60 M40. Non conosco le ragioni. 
  • Furlan Eugenio - 19° tempo complessivo (27"71) nei 200 M50 a soli 25 centesimi dalla semifinale. 
  • Ghiani Gianluca: 8° posto nei 60 M40 con 7"48 e la soddisfazione comunque di essere entrato in una delle finali più difficili. La sua prima finale a livello internazionale master. Solo 6 atleti azzurri hanno corso ad oggi la finale nel binomio M40/60 metri su 26 partecipazioni. 
  • Giacomantonio Marco - proprio un mondiale sfortunato per Marco. 25"59 nelle batterie dei 200 M40 correndo in seconda corsia, e mancato accesso alla semifinale per 9 centesimi. 
  • Lacava Giusy - 5° posizione negli 800 W40 con 2'33"72, a pochissimo dal 4° posto e ad un paio di secondi dal bronzo. Meglio di lei, ai campionati mondiali indoor master, nella categoria W40, ha fatto la sola Laura Avigo, che chiuse 4^ a Clermont Ferrand nel 2008. C'è da dire che nel 2008, proprio a Clermont, la Lacava raggiunse il bronzo da W35. 
  • Longoni Stefano - la grande amarezza di giornata. Probabilmente la vittoria sarebbe stata difficile, ma l'argento era sicuramente già a portata di mano nel pentathlon M35. Invece... invece una serie di crampi l'hanno fermato nella prova finale, i 1000 metri, privandolo della medaglia iridata. E sì che il cammino era stato trionfale. Sui 60hs vittoria con record italiano: 8"25. Poi vittoria nel lungo con un pazzesco 6,50. Vittoria anche nell'alto (anche se a pari-merito) con 1,78. Peccato per il peso, dove l'olandese poi vincitore ha fatto la differenze, succhiandogli la bellezza di 170 punti. Addirittura la possibilità di correre per il nuovo record italiano... invece. Peccato! Ma adesso tocca ai 60hs, la sua gara. 
  • Manfredi Alessandro - bel passaggio di primo turno nelle batterie dei 200 M50 con 26"53. 10° tempo complessivo. 
  • Martinelli Barbara -  grandissimo oro per la lombarda sugli 800 W45. Secondo oro della spedizione italiana, dopo quello di ieri di Bruno Baggia. 2'23"75 e una vittoria che stando al risultato finale dato dal Sigma è stato nettissimo. E' la seconda volta che una master azzurra vince un oro ad un mondiale indoor: l'impresa riuscì a Waltraud Egger a Linz nel 2006 da W55. Nelle W45, invece, è la seconda medaglia dopo il bronzo di Rosanna Barbi Lanziner a Sindelfingen nel 2004. Ed era solo l'esordio ad una competizione internazionale master. 
  • Mombelli Roberta - argento a 13" dall'oro nei 3 km di marcia W40 per Roberta con 16'48"50. E' la sesta medaglia internazionale per la Mombelli, che vanta due ori agli EMG di Lignano dell'anno scorso, e 3 bronzi agli Euroindoor di Ancona (3 km e 5km) e Gand. Curiosità pazzesca: le 6 italiane W40 che hanno partecipato alla gara dei 3 km di marcia nella storia dei campionati mondiali indoor master... hanno vinto tutte  una medaglia. 4 Milena Megli (due a Kamloops e due a Clermont), una Paola Bettucci (a Sidelfingen nel 2004) ed infine proprio la Mombelli. 
  • Morigi Marco - gestita la batteria dei 200 M50 al meglio: 27"37 in scioltezza, vittoria parziale, e passaggio al turno successivo. 
  • Nettuno Federico - 5° posto per il campione europeo in carica nel pentathlon M35. 3254 punti, e si sarebbe dovuto procedere a ritmo di record italiano (suo) per andare a medaglia. Rispetto al trionfale oro di Gand, una manciata di punti si sono persi soprattutto nell'alto (12 centimetri). E' comunque la miglior posizione nel pentathlon di un M35 italiano ad un mondiale indoor master. 
  • Neumann Denise - Bronzo prestigiosissimo nei 60 W40 con 8"14, anche se, conoscendo Denise, avrebbe aspirato al massimo. Stando a facebook, partenza "dormita" proprio nell'atto finale, e vana ricorsa al medaglione. Non fa nulla, ora tocca ai 200. Prima medaglia italiana nel binomio W40/60 metri, e seconda finalista dopo Marinella Signori a Clermont '08. Mazzenga a parte (due ori nei 60 da W70), dalle categorie W35 a quella W70, è la seconda medaglia vinta da una sprinter italiana ad un mondiale master, dopo il meraviglioso oro di Tiziana Bignami a Clermont '08 (era W35). Dopo l'argento di Gand agli euroindoor, arriva un bronzo mondiale. 
  • Pistillo Maurizio - bella impresa per Maurizio, che accede alla semifinale dei 200 M40 con il 13° tempo (25"12). Ora sarà difficile affrontare la semifinale partendo in prima corsia...
  • Proietti Enzo - 9° posto per Proietti nella finale dei 60 M55 con 7"99. Era la seconda volta che un italiano M55 accedeva alla finale dei 60. Come già detto ieri, c'era riuscito il solo Antonio Rossi che giunse 4° a Linz '06. Per Enzo 3^ finale nello sprint in una competizione internazionale master, dopo le due finali di 60-200 a Gand '11. Nella batterie dei 200 M55, Proietti deve lasciare subito il passo a causa di un regolamento assurdo: con sole 4 corsie, e 21 persone... finale diretta. Per lui, partito in seconda corsia mondiale già compromesso e 26"45, a 21 centesimi dalla finalina. Un peccato. 
  • Quilleri Mariuccia - 9° posto nella finale dei 60 W55, con 9"78. Peggiorato il tempo delle batterie (9"62). Era la prima volta che un'italiana partecipava ai 60 W55 ad un mondiale master indoor. 
  • Rapaccioni Claudio - 28"33 nelle batterie dei 200 M55. Purtroppo non sufficiente a garantire il passaggio, anche in virtù di una decisione imbarazzante, ovvero quella di togliere le semifinali in una struttura con sole 4 corsie. Uno scandalo, a mio modo di vedere. Snellire a scapito delle regole dello sport. 
  • Rossi Antonio - Bronzo con 7"96 per Antonio Rossi nella finale dei 60 M60. Come scrivevo già ieri sera, era quasi impossibile vincere, anche perchè Bill Collins ha visto bene di piazzare il record del mondo (7"59). Per qualche millimetro perso l'argento con il quasi omonimo inglese Alasdair Ross, che ha concluso con lo stesso tempo di Rossi. Come dicevo, la premiata ditta Ross&Rossi ha concluso con il medesimo tempo finale. Ma non conta argento o bronzo, conta la medaglia se non arriva l'oro. Prima finale e prima medaglia nella storia del masterismo italiano nel binomio (60/M60).  
  • Soffientini Virginio - 14° rango nel pentathlon M55 con 2220 punti. 
  • Tellini Susanna - peccato per la finalissima dei 60 W45, chiusa al 5° posto con 8"62. Dopo le batterie la medaglia non appariva proprio una chimera. Sarebbe infatti bastato ripetere l'8"50 delle batterie per conquistare il bronzo. Era la prima volta che un'italiana entrava in questa finale ad un mondiale master indoor. Sui 60 era riuscita ad accedere alla finale degli Euroindoor di Ancona '09 dove giunse 6^. 
  • Toia Katia - argento nella marcia W35 per Katia, seconda con 17'47"92. Inarrivabile la prima, una lituana con un cognome inscrivibile. Miglior prestazione di un'italiana nel binomio marcia/W35 nella storia dei mondiali master indoor. Ed era il suo esordio in una competizione internazionale master... 

Clamorosa Yadisleydi: 25"7 sui 200hs ad un decimo dal mondiale... ma lo Fidal lo sa?

La Pedroso - foto Cus Pisa
Clamorosa prestazione di Yadisleydi Pedroso Gonzalez, sabato scorso a Marano di Napoli, nella riunione di apertura della stagione outdoor. Sui 200hs infatti l'italo-cubana (è sposata con il tecnico Massimo Matrone, quindi se non è ancora italiana, non bisognerebbe aspettare le lungaggini burocratiche canoniche) ha stampato un micidiale 25"7 manuale che sarebbe considerato veloce anche senza gli ostacoli di mezzo... invece gli ostacoli c'erano, erano ben 10, e per dar spessore alla prestazione basti ricordare che il record del mondo è il 25"6 della francese Patricia Girard. Un solo decimo da quel record del mondo quindi. Come ricordato nell'articolo qui sotto, il record italiano appartiene a Monika Niederstatter con 26"47. La Pedrosa-Gonzalez corre per il Cus Pisa Atletica Cascina (sempre da quelle parti...) e oltre al risultato dei 200hs, nella stessa riunione di Marano di Napoli, ha sciabolato un 38"1 sui 300, che considerata la doppia-prova, vale già prestazioni sui 400 inferiori ai 53". E a questo punto, elucubrando, quanto può correre i 400hs? O i 100hs? L'anno scorso aveva già ottenuto il minimo olimpico sui 400hs, correndo in 56"12. Insomma, un talento mostruoso sul territorio italiano, che ricorda da vicino la storia di Magdelin Martinez o Libania Grenot. E ora? Il problema della naturalizzazione può privare un talento simile delle Olimpiadi di Londra (a meno che corra ancora con Cuba), a meno che si ottenga qualche dispensa speciale grazie agli interventi della Fidal... qui sotto la sua storia dal sito dell'Atletica Cascina:

"Quella di Yadisleidy è una storia tutta da raccontare..approdata nel nostro club quest’anno, dopo aver militato la scorsa stagione per una società campana, arriva dopo mille “accertamenti” fino all’ultimo minuto sul “se” e “quando” avrebbe potuto vestire la maglia azzurra in occasione dei prossimi giochi olimpici a Londra e la nostra maglia non solo nei meeting internazionali e nazionali ma anche ai campionati di società. Non l’avevamo mai annunciata come new entry, viste tutte le peripezie del caso. Oggi è giunta l’ora di presentare l’ostacolista e di dare onore al merito. Yadisleidy proviene dalla splendida Cuba, si sposa con un italiano di Salerno, che a dirla tutta è anche il suo attuale preparatore atletico e manager Massimo Matrone, risiede e si allena lì da quasi due anni. Inizia dal matrimonio il suo percorso-rincorsa alla cittadinanza italiana, alla maglia azzurra. Yadisleidy nel corso di questo anno e mezzo passato, dà grandi dimostrazioni sul campo: sigla il minimo olimpico per Londra con 56.12 nei 400hs e tempi di assoluto rilievo nei 400m 55.00 e nei 100m con 11.78. Ma la ciliegina sulla torta l’ha siglata l’altro ieri,sabato 31 marzo! Nella sua terra, a Marano partecipa a due gare “spurie” i 200hs e i 300m. Quella che compie è la così detta “gara perfetta”, ostacolo dopo ostacolo, arriva al traguardo siglando un 25.7 che se fosse stata italiana a tutti gli effetti, avrebbe voluto dire primato italiano; primato appartenente a Monika Niederstatter fatto nel lontanissimo 31/5/00 di 26.47. Subito dopo si cimenta anche nei 300m piani finendo la galoppata in 38.1. Le pratiche per la cittadinanza sono state ormai avviate, ma oltre a non poterla schierare ai cds, né prendere i suoi punteggi in alcun modo, (non è stata tesserata per almeno due anni con una società italiana) si vede sfumare anche l’azzurro ai prossimi appuntamenti non solo di Londra ,ma anche ai prossimi campionati continentali. Yadisleidy, può però scegliere di vestire ancora una volta la maglia di Cuba, abbandonare il sogno azzurro e il prossimo anno già da gennaio vestire i nostri colori a pieno regime… altra fuga dall’Italia? Per i nostri colori è un vanto avere nella nostra rosa un’atleta di livello mondiale che porta il nome del nostro club in giro per l’Europa e non solo. A lei e al suo allenatore vanno i nostri complimenti per lo splendido risultato conseguito sabato e per la tenacia di non mollare mai in una lotta dove tutto sembra già delineato, noi schierati ovviamente a favore di Yadisleidy e tifosi pazzi dell’azzurro targato atletica speriamo che il sogno di vederla vestita di azzurro si concretizzi e non sia più utopia! I nostri migliori auguri per un futuro atletico e non solo ancora più florido ,un benvenuto e un grazie per aver dato fiducia al nostro club".

03/04/12

Mondiali Master: il primo oro è di Bruno Baggia

Il palazzetto di Jyvaskyla 
27 gli italiani che hanno preso parte alla prima giornata dei campionati mondiali master in corso a Jyvaskyka. Il primo oro della spedizione italiana arriva da Bruno Baggia, prima nel cross M75. Nonostante il blasone e le tante medaglie conquistate su tutti i terreni (montagne incluse), l'oro di Jyvaskyla è il primo nella competizione mondiale... indoor, anche se il cross, è intuibile, l'hanno fatto in mezzo alla neve. Prima di questa medaglia, nei precedenti mondiali, Baggia aveva conquistato 3 argenti a Linz 2006. E' il secondo oro mai conquistato da un master italiano nel cross: in precedenza c'era riuscito solo Manfred Premstaller a Linz 2006, nel cross M40. Sempre nel cross, 4° posto tra le W40 per Moira Campagnaro e 7° Giacomo Collodoro tra gli M45. 
Quarta nel pentathlon W50 Fioretta Nadali, con 2954 punti, vincendo nettamente la prova degli 800. 
Tre italiani nella finale dei 60 M40: Chiapperini, De Angelis e Ghiani, tra l'altro con la possibilità concreta di uno di essi (Chiapperini o De Angelis) di andare a medaglia. Chiapperini ha attualmente il secondo tempo, mentre De Angelis il 5°, ma Dunwell a parte, per le altre medaglie i giochi sono aperti. Fino ad oggi solo 4 atleti erano riusciti ad accedere alla finale mondiale dei 60 M40, con una sola medaglia: l'argento di Mario Longo a Linz '06. Tra i 4 anche Pierluigi Acciaccaferri, presente in Finlandia, che accedette alla finale del 2010 a Kamloops. L'Italia dei 60 M50 sciabola personaggi del calibro di Marco Morigi e Massimo Clementoni, e i due non tradiscono: finale con il 3° e il 4° tempo, attaccati al secondo, e col piccolo dubbio che il primo sia fuori portata. Si giocheranno di sicuro una medaglia. Finale con il 9° tempo anche per Enzo Proietti, nei 60 M55 (8"21). Ha ottime possibilità di medaglia Antonio Rossi (8"10) tra gli M60, anche se l'oro, a parte catastrofiche situazioni, è già di Bill Collins. Infine finale col 5° tempo per Aldo Cambiaghi negli M70. Tra le donne finale da cardiopalmo per Denise Neumann, che se la gioca (si parla di 8 centesimi in batteria) per l'oro tra le W40. Possibilità di medaglia anche per Susanna Tellini, nei 60 W45, che ha piazzato il terzo tempo in batteria. 8° tempo di finale nei 60 W55 per Mariuccia Quilleri
Accede alla finale degli 800 M45 Paolo Bertaccini, dopo i due turni giornalieri degli 800, col 6° tempo. Bravi sia Alessandro Tifi, 9° e primo degli esclusi, e il campione mondiale uscente Giuseppe Romeo, tornato a ricalcare le piste che contano dopo oltre un anno dall'infortunio, e 10° in semifinale. Bertaccini è il 5° italiano ad accedere alla finale mondiale degli 800 M45, dove sono state vinte due medaglie, entrambe da Romeo: l'oro di Kamloops 2010, e il bronzo di Clermont 2008. 

I finalisti di giornata
  • oro - Cross M75 - Bruno Baggia
  • - pentathlon W50 - Fioretta Nadali
  • - Cross W45 - Moira Campagnaro
  • - Cross M45 - Giacomo Collodoro 
La giornata degli italiani, atleta per atleta
  • Acciaccaferri Pierluigi: 7"59 in batteria nei 60 M40, un pò sottotono rispetto alla ottima prestazione sciorinata agli italiani master 3 settimane fa. Bastava avvicinarsi a quei tempi per guadagnarsi la seconda finale consecutiva ad un mondiale nella gara più corta. Proprio a Kamloops, nel 2010, giunse 7° in finale. 
  • Baggia Bruno -  Il primo oro della spedizione italiana arriva da Bruno Baggia, prima nel cross M75. Nonostante il blasone e le tante medaglie conquistate su tutti i terreni (montagne incluse), l'oro di Jyvaskyla è il primo nella competizione mondiale... indoor, anche se il cross, è intuibile, l'hanno fatto in mezzo alla neve. Prima di questa medaglia, nei precedenti mondiali, Baggia aveva conquistato 3 argenti a Linz 2006. E' il secondo oro mai conquistato da un master italiano nel cross: in precedenza c'era riuscito solo Manfred Premstaller a Linz 2006, nel cross M40. 
  • Beccalli Mario: accede alla finale degli 800 M35 con 2'03"88. 5° tempo per quella che appare una finale apertissima, visto che nessuno ha scoperto le carte in batteria. Per lui esordio internazionale bagnato da una bella prestazione. 
  • Bertaccini Paolo - Finale raggiunta degli 800 M45 dopo il primo turno corso facilmente (2'11"10) e una semifinale più risicata, con il secondo tempo tra i ripescati (su quattro) con 2'07"39. 6° tempo di finale, ma negli 800 ci sono molte variabili indipendenti, soprattutto se l'atto finale sarà tattico. Per lui prima apparizione internazionale sugli 800. 
  • Cambiaghi Aldo - finale raggiunta nei 60 M70 con 9"10. Seconda finale raggiunta da un italiano nel binomio 60/M70, ma miglior tempo di sempre in un mondiale corso da un azzurro. E dire che Boranga, con il suo 8"58 di inizio anno, avrebbe il miglior tempo dopo le batterie. 
  • Campagnaro Moira - quarto posto per la Campagnaro nel cross W40, a 23" dal podio. E' la miglior prestazione di un'italiana nel cross in questa categoria, e l'esordio della stessa con la maglia azzurra-master. Solo Lorella Pagliacci a Linz '06 (da W35) ha conquistato una medaglia (il bronzo) come azzurra nel cross considerate tutte le categorie femminili. 
  • Chiapperini Paolo: vittoria in batteria dei 60 M40 con 7"31 e finale diretta col secondo tempo globale. A Clermont Ferrand, nel 2008, giunse 5° nei 60 ma come M35. 
  • Clementoni Massimo - 7"71 nelle batterie dei 60 M50 e finale raggiunta. Sesta finale internazionale master per Clementoni, il cui career high è rappresentato dall'argento di Ancona 2009. Nei precedenti mondiali indoor, Max fu 4° a Sindelfingen e 5° a Linz. Uscì in batteria a Clermont. 
  • Collodoro Giacomo - settimo rango finale nel cross M45 per il piemontese, che fu 4° ai mondiali di Sacramento, ad agosto dell'anno scorso. Condizioni nettamente diverse, visto che in Finlandia oggi nevicava e in California volavano i covoni per il deserto. E' la seconda prestazione di sempre nel binomio ad un mondiale indoor, dove la prima è un 5° posto conquistato da Paolo Bertazzoli a Clermont 2005. 2° caps per Giacomo con la maglia azzurra master. 
  • De Angelis Renato: Esordio in maglia azzurra master per il laziale, e comodo passaggio nella finale  dei 60 M40 con 7"41 e quinto tempo sulla griglia di partenza. Conoscendo il valore, diciamo che anche lui nella lista dei candidati per una medaglia. 
  • Di Luzio Roberto - esce in batteria negli 800 M50 con 2'18"37. Troppo difficile la gara con l'accesso diretto alla finale. Solo in una circostanza Roberto è riuscito ad andare in finale, e accadde ad Eskilstuna nel 2007. In due circostanze invece ha superato il primo turno, nelle 10 manifestazioni internazionali cui ha partecipato negli 800. 
  • Ghiani Gianluca: faticata finale nei 60 M40 per Ghiani, che entra tra i ripescati con il 7° tempo (7"50) di finale. Meglio dell'esperienza di Gand, dove uscì in batteria nei 60 M35. Comunque un'esperienza già positiva. 
  • Giacomantonio Marco - sfortunata apparizione del pavese che esce in batteria nei 60 M40 con 7"76. Nel 2006, a Linz, gli riuscì ad accedere alla semifinale, il Career High di Marco. 26° caps in azzurro-master per lui. 
  • Manfredi Alessandro - il taglio di un turno negli 800 M50, toglie oggettivamente molte possibilità di passaggio del turno, così che Manfredi non riesce ad accedere alla finale per circa 3". 2'17"27 il suo tempo. Solo Vincenzo Andreoli riuscì ad accedere alla finale di un mondiale nel binomio M50/800 (giunse poi 4°). 54° caps azzurro, il cui massimo fu raggiunto agli Europei di Poznam del 2006 (4°). 
  • Marongiu Sonia - non ha concluso la gara di cross W35, dove probabilmente aveva ottime chance di medaglia. Non ne conosco i motivi...
  • Morigi Marco - secondo in batteria dei 60 M50, dietro all'ucraino Ostashevskyy, con 7"68, a soli 5 centesimi da lui. 3° tempo per la finale. Solo altri due atleti nella storia master azzurra hanno raggiunto la finale dei 60 M50 nel passato, e il miglior piazzamento è stato un 6° posto di Andrea Villirillo a Clermont nel 2008. 
  • Nadali Fioretta: E' la prima azzurra ad esordire a questi mondiali di atletica ed è anche la prima italiana a partecipare al pentathlon W50. 4^, e seconda prestazione di sempre di un'italiana nel pentathlon mondiale, dietro al bronzo di Brunella Del Giudice a Linz 2006. 
  • Neumann Denise - vittoria imperiosa in batteria dei 60 W40 con 8"12 (vicina quindi al suo fresco record italiano). Il problema al momento si chiama Piret Granovskaya, che in batteria ha corso in 8"04. Domani in finale dovrà davvero fare la gara perfetta per conquistare il titolo iridato. Fino a oggi solo Marinella Signori era riuscita ad arrivare alla finale dei 60/W40, quando a Clermont 2008 giunse 6^. 
  • Papetti Luigi - soli 9 centesimi dall'accesso alla semifinale dei 60 M45, per Luigi Papetti, che con 8"04 peggiora le sue ultime prestazioni sciabolate sul suolo patrio sui 60 metri. Semifinale sfiorata, quindi, cosa che invece gli riuscì anche nel 2006 a Linz. Nella storia dei mondiali master, a 10 atleti azzurri è riuscito di accedere alle semifinali dei 60 M45, e a 5 di andare in finale. 
  • Porcellana Luca - esce in batteria sugli 800 M35, apparentemente senza incidere: 2'12"61, in una gara che era già decisiva, visto il passaggio immediato in finale. A Gand, Euroindoor, pur uscendo in batteria, corse in 2'09"23.
  • Proietti Enzo - raggiunge la finale dei 60 M55 con l'ultimo tempo utile, il 9° (ci sono infatti 9 corsie nel rettilineo finlandese dove si stanno svolgendo i mondiali). 8"21 per lui e seconda volta di un italiano in una finale mondiale M55 dei 60 metri. Ci riuscì infatti solo Antonio Rossi, che giunse 4° a Linz nel 2006. Terza finale internazionale per Proietti, dopo i 60 e 200 di Gand 2011;
  • Quilleri Mariuccia - finale raggiunta con 9"62 nei 60 W55. E' la prima volta che un'italiana W55 si presenta in questa specialità. 
  • Romeo Giuseppe - nonostante il faticoso rientro alle competizioni, portandosi sul groppone la maglia iridata vinta a Kamloops, raggiunge una difficile semifinale negli 800 M45 migliorando nettamente l'apparizione degli italiani. 14° dopo le batterie in 2'14"96 e 10° dopo le semifinali in 2'14"21: un buon viatico per la stagione e il pieno recupero. 
  • Rossi Antonio - agguanta la finale dei 60 M60 con il terzo tempo, in un pronostico molto chiuso per l'oro, visto che al via si è presentato sua maestà Bill Collins: 7"69, 8"07 per l'inglese Ross e 8"10 per Rossi (Ross&Rossi...). Domani battaglia per l'argento, visto che il quarto naviga in acque lontane. E' la prima volta che un italiano M60 partecipa alla finale dei 60. A dire il vero c'era riuscito Vincenzo Barisciano nel 2008 (correndo pure in 7"96!), ma un infortunio (presumo) gli privò l'ebbrezza dell'atto finale. 
  • Soffientini Virginio - esce nelle batterie dei 60 M55, con il tempo di 8"87, ma lui trova nelle prove multiple il suo punto di forza. 
  • Tellini Susanna - batteria da ricordare, con un 8"50 che la pone in terza posizione nella griglia di partenza della finale dei 60 W45. La finale è il miglior risultato mai ottenuto in un mondiale da una W45 italiana sui 60 metri. 
  • Tifi Alessandro - ottimo mondiale, già dopo la prima giornata. Infatti passaggio di primo turno sugli 800 M45 con il secondo tempo dei ripescati, con 2'11"38 e raggiungimento della semifinale, obiettivo minimo per Alessandro. A Kamloops fu 7°, correndo però la semifinale in 2'09"49. Tempo che non gli avrebbe comunque consentito di entrare nella finale di Jyvaskyla. 17° caps azzurro per Tifi. 

Tyson Gay e la sua corsa contro il tempo: forgiare un missile in soli 3 mesi

Tyson Gay, c'è ancora, anche se è ormai diversi mesi che non fa più parlare di lui. L'anno scorso fu costretto ad interrompere la propria stagione per essere sottoposto ad un'operazione chirurgica all'anca e quest'anno, si è saputo, ha avuto un'altra serie di problemi all'inguine e ai tendini. Gay ha affermato al Telegraph: "per me ha senso soltanto focalizzarmi sui 100 metri, dopo tutte le battute d'arresto che ho avuto nell'ultimo anno. Stiamo cercando di buttare tutte queste cose in un cestino prima che arrivino i trials e correre sereno. Non avrei avuto comunque intenzione di fare i 200 metri". E aggiunge: "tranne che per un beve periodo in Autunno, fino a 5 settimane fa non ero ancora sceso in pista, essendo ancora impegnato nella riabilitazione. A Gennaio non ero nemmeno in grado di correre. Ora sono in grado di correre un pò più più veloce di una corsetta". I suoi  infortuni rischiano seriamente di lanciarlo nella lavatrice dei trials americani con davvero poca rincorsa, privandoci dell'unico uomo che dal 2008 in poi è riuscito a sconfiggere l'extraterrestre Usain Bolt in pista. "Nel 2008 sono riuscito a trovare la forma per i trials in brevissimo tempo, anche se non per i 200. Ora voglio soltanto essere in forma per i trials e quindi avere una buona opportunità di vincere una medaglia a Londra. Alla fine, sto per affrontare i tre mesi più duri della mia vita sportiva per essere pronto per i trials olimpici. Questa è l'unica cosa che posso fare. Non posso più guardarmi alle spalle".

Italiani Master - dai 65 in su: il record mondiale di Ottaviani

  • F65 - Si parte con la doppietta di Giuseppina Sangermano: 60 e 200, rispettivamente con 9"74 e 32"84. Il primo era già nella sua faretra in coabitazione con Pasqualina Cecotti (9"77), mentre il 200 era fissato a 32"99 sempre per piede della Cecotti. Entrambi i tempi sono record italiani. Triplete per Fiorella Fretta (800, 1500, 3000: un tripletta riuscita a diversi atleti in questa edizione di campionati italiani), e doppietta condita da altri due record nazionali per Elvia Di Giulio, nel lungo e nel triplo: 3,36 (il precedente era il 3,30 della Krautkramer) e 7,16 (nettamente meglio quindi del 6,03 di Adele Bonetta). MVP a Sangermano e Fretta
  • M70 - categoria scoppiettante. I 60 metri sono un thriller: in prima serie, quella debole, vince Piero Congia in solitaria con 9"04. Nella seconda serie presenti Cambiaghi, Carniti e Torre. Ebbene, non ti finiscono a 9"05-pari proprio Cambiaghi e Carniti? Podio con tre atleti in un centesimo. E il titolo finisce nelle mani di Congia al 3° titolo indoor, dopo i 2 vinti nel lontano 2002. Che fanno 4 con il titolo nei 200, stavolta più "netto": 30"17 contro il 30"25 di Cambiaghi. Doppietta di Alfonso Scippacercola nei 400-800 (1'12"73 e 2'57"40), e di Bruno Manzetti nei 1500 e 3000 (5'38"81 e 11'57"84). E poi è iniziato lo show di Lamberto Boranga: 10"35 nei 60hs e nuovo record italiano (era il 10"49 di Enzo Azzoni risalente al lontano 2001). Nel lungo si limita a un 4,62 utile per il titolo, per poi esplodere il 10,52 nel triplo che è il nuovo record italiano: quasi un metro e mezzo in più del primato di Sergio Valente (9,04) del 2010. Strano... pensavo che ci fosse quello di Vittorio Colò. MVP a Boranga
  • F70 - Sono 8 le presenze-gara, su 7 gare. Maria Vecchi infila una singolare doppietta: 60 e 3 km di marcia. L'alfa e l'omega dell'atletica. Maria Teresa Pomponi fa tripletta nel mezzofondo: 800, 1500 e 3000. Il record italiano arriva dai 60hs: Rosanna Franchi in solitaria corre in 14"47, un abisso meglio del 16,58 di Dina Cambruzzi del 2006. Alla Franchi l'MVP
  • M75 - Pioggia di record in questa categoria, anche se la voce grossa alla fine l'ha fatto il mezzofondista bergamasco Giulio Ambruschi: 3 titoli con tempi nemmeno tanto lontani dai limiti italiani (soprattutto sugli 800 e sui 1500). La doppietta di titoli e di record italiani arriva da un hall-of-famer del masterismo italiano: Giorgio Bortolozzi. Primo anno di categoria, e alla prima sessione di gare, uno-due di record italiani. Nel salto in lungo si insabbia a 4,40, 17 centimetri in più di quanto fatto segnare da Bruno Sobrero nel lontano 1996 (4,23). Tradotto in AGC verrebbe un 8,16... Di pari o quasi superiore valore il risultato nel triplo: 9,67, cioè un metro e qualche cosa in più del precedente record della leggenda vivente Vittorio Colò, che nel lontano 1988 raggiunse la distanza di 8,58. Cancellato quindi un record vecchio di 24 anni. Urgono statistiche... Era il 5° record italiano più vecchio ogni-categoria, tra indoor e outdoor, il terzo indoor. Il più vecchio rimane quello proprio di Giorgio Bortolozzi, nel lontano 1983, quasi trent'anni fa, quando ancora era M45: 13,49 in quel giorno al Palavela di Torino. Il record di Colò era comunque il più vecchio record indoor della categoria M75. Lo scettro adesso passa agli 800 di Attilio Parma, targati 1989. Altro record italiano arriva dalla staffetta 4x200 della Meran Memc Volksbank: 2'31"82 che deflagra il vecchio primato di qualche cosa come 30" (era il 3'01"74 dell'Amatori Reggio Calabria). Nei 3 km di marcia, addirittura due atleti scendono sotto il primato italiano di 18'22"66 di Menafro: Romolo Pelliccia e lo stesso Vincenzo Menafro che quindi si migliora. 17'46"14 per Pelliccia, nuovo recordman, e 18'07"55 per il citato Vincenzo. Finita qui? Macchè: c'è spazio anche per il nuovo record italiano del pentathlon: Sergio Veronesi con 3183 punti, supera il vecchio record di Ernesto Minopoli (3133 nel 2008). MVP a Giorgio Bortolozzi
  • F75 - nessun record italiano, e presenze in sole 4 specialità. Doppietta di Emma Mazzenga (MVP) nel binomio 60-200, ma all'ultimo anno di categoria. Ci si aspettano fuochi d'artificio da F80. 
  • M80 - in questa categoria due doppiette, quelle messe a segno da Aldo Zorzi (60 e lungo) e quella di Andrea Corvetti (800 e 1500). L'impresa però è stata messa a segno dal forte marciatore Alfredo Tonnini (mvpnei 3 km con il tempo di 20'39"08, nuovo record italiano e più di un minuto in meno rispetto al tempo di Antonio Turchetti (presente nella medesima gara, ma squalificato). 
  • F80 - Unica presente Nives Fozzer, chiaramente vincitrice di 60 e peso. 
  • M85 - Ad Eddo Foroni la gara dei 60, mentre doppietta per Alcide Magarini su 200-400. 
  • M90 - dopo tantissimo tempo si rivede ad una gara master Bruno Sobrero. E lo fa con fragore: 8,13, nuovo record italiano battendo tra l'altro Giuseppe Rovelli, non certo l'ultimo arrivato. Il precedente primato era il 7,34 di un altro grandissimo veterano dell'atletica master: Mario Riboni
  • M95 - E dulcis in fundo il 96enne Giuseppe Ottaviani. Parte con un 14"28 (superiore quindi al suo record italiano di 13"37 dell'anno scorso. Poi arrivano due record, che all'inizio sembrano solo italiani. L'1,70 nel lungo e il 4,37 nel triplo. Era la prima volta nella storia del mondo master italiano che qualcuno si cimentasse in queste due specialità da M95. Il più anziano italiano a saltare in lungo, ma quel che è più incredibile, nel triplo. Il record del mondo del lungo rimane fissato a 1,95 (dell'americano Leland McPhie), soli 25 centimetri sopra... ma poi... "soli" è un concetto opinabile: è più del 10% della propria prestazione, che va assolutamente riparametrata a quella dell'americano. 25 centimetri sono pochi ma anche tantissimi. La vera impresa arriva, come dicevo, dal triplo: il record appartiene ancora a McPhie: 3,81. Giuseppe al primo si avvicina: 3,53. Poi al secondo esplode il nuovo record mondiale: 4,37. Al terzo consolida e certifica il primato: 4,33. Non si poteva chiudere meglio questa lunga carrellata dei campionati italiani master. 37 record italiani, uno mondiale, 251 titoli assegnati. E ora sotto con Comacchio. 

02/04/12

Italiani Master - gli M65 - doppio Geiser con doppio record

K. Geiser - Masterathletics.net
Il personaggio della categoria (e relativo MVP) è sicuramente Konrad Geiser, di nuova nomina all'interno degli M65. Due titoli italiani netti conditi da due record italiani: cosa chiedere di più? In entrambi i casi, battuto un record di Roberto Marconi, che tra il 2004 e il 2005, ottenne i due primati. Sugli 800 2'25"82 per l'altoatesino che abbassa il precedente primato di 2'27"21, mentre sui 1500 il record passa da 5'03"66 a 5'01"55. Attualmente Geiser mantiene quattro record italiani, che comprendono gli 800-1500 ottenuti da M55. 10° scudetto personale al coperto per Konrad. Il titolo sui 60 quest'anno se ne fregia Fabio Antonini con 8"67 (3° titolo indoor, e tutti vinti nelle ultime due stagioni), mentre i 200 sono ad appannaggio di Vincenzo La Camera (27"97) che vincerà anche il salto in lungo (4,58), titolo impreziosito dalla presenza del favorito della vigilia, Giovanni Lambri (4,38), che si accontenterà del titolo solitario del triplo (8,12). 9° titolo al coperto per la Camera, che non vinceva dal 2007, ma che fa risalire il primo scudetto al 1992, 21 stagioni fa. Per Lambri, dopo la doppietta lungo-triplo a Cosenza, arriva il 3° titolo indoor, vista la doppietta del 2010 (sempre lungo-triplo). 400 metri a Aldo Del Rio. Nettamente. 1'04"05, 5° titolo indoor e secondo consecutivo sui 400 M65 al coperto. Il compagno di squadra al Road Runners di Milano, Bruno Bettinelli, si aggiudica i 3000: 11'33"11. Primo titolo al coperto. Altra doppietta: è quella di Mauro Antonini, primo nei 60hs (11"57) e nel pentathlon (2881 punti). titolo italiano indoor, il 3° sui 60hs. Saverio Di Tullio è primo nell'alto (1,33), mentre brividi dalla pedana dell'asta, dove sarebbe potuta cadere una delle stelle di questi campionati italiani, Arrigo Ghi. Ghi dal 2005 in poi, praticamente è stato lo ZAR delle aste tra le categorie M60 e M65: difficile trovare una sconfitta per mano di un altro italiano in questi 7 anni. 11 titoli vinti su 14 disponibili, tra open e indoor. Ad Ancona, la paura è corsa sulla misura di 2,90, dove Mario Triani (poi secondo) supera alla 2^ l'asticella. Ghi impatta sia alla prima, che alla seconda. Alla terza arriva il passaggio sospirato, e poi arriva il titolo a 3,10. Vittoria di un centimetro nel lancio del peso: 10,56 per Carlo Muletti (1° titolo italiano) e 10,55 per Sergio Bonfà, doppio campione uscente 2011. Infine secondo titolo italiano per Abbo Ino nella marcia: 16'20"36.

01/04/12

Italiani Master - le F60: 11 titoli per 4 atlete

Mennea con Claudio Rapaccioni e Anna Micheletti, MVP
Nella categoria F60 si assiste ad una razzia di titolo per mano di 4 atlete: ebbene, 11 titoli per un poker di atlete. Certo, contribuisce anche una certa rarefazione: 31 atlete-gara su 13 discipline, che equivale a poco più di due concorrenti per gara. Non importa, perchè le prestazioni sono state comunque all'altezza dei migliori risultati di sempre di categorie. La prima tripletta in elenco è quella di Anna Micheletti: 60, 200 e 400. Tempi: 9"78, 33"02 e 1'16"18. Sarà proprio quest'ultimo il risultato a sensazione, visto che è il nuovo record italiano dei 400 M60, abbassando un record vecchio di ben 18 anni! Il precedente primato infatti apparteneva a Noemi Gastaldi, che a Firenze, nel 1994, corse in 1'18"49. Ebbene, era il più vecchio record italiano dei 400 femminili ancora in vigore, il 3° più datato tra le F60 considerando tutte le specialità, sia indoor che outdoor. Passando al mezzofondo, altra tripletta per Egger Waltraud, anche se non bagnata da record italiani. E cosa vogliamo di più? 800, 1500 e 3000: 2'53"76, 5'53"26 e 12'23"81. Per la Egger ho speso ormai quasi tutte le parole, quindi la dimensione della sua grandezza la danno i freddi numeri: non ho ancora il data-base completo, ma di sicuro 10 titoli italiani in 5 anni sono un buon viatico. 6 titoli consecutivi in 2 anni nelle citate specialità. La terza tripletta la mette a segno Ingeborg Zorzi: 60hs (12"22), nel salto in alto (1,23) e nelle prove multiple (con 3323 punti). Ridondanza di 1, 2 e 3 nei risultati delle prestazioni: curioso. 15° titolo italiano indoor per l'altoatesina e anche per lei seconda tripletta consecutiva. Il lungo finisce nelle mani di Maria Grazia Rafti, che a momenti agguanta pure il record italiano di 3,97 di Mimma Preite: per lei il salto più lungo è a 3,91. La Rafti però si rifà e con gli interessi nel salto triplo: 8,86 contro il 7,79 della stessa Preite, ergo nuovo record italiano. Stranamente il Sigma non gli affianca la scritta M.P.I... quindi urge verifica. La prestazione è anche superiore al risultato outdoor che detiene sempre la Preite (8,31). Anche la vincitrice del peso va molto vicina ad un'impresa. Rosanna Grufi si spinge fino a 9,47, 37 centimetri in meno del 9,84 di Ada Turci che risale addirittura al 1984 che rappresenta il terzo record italiano più antico tra tutte le categorie, uomini compresi. Impresa sfiorata. Infine marcia trionfale: 3 atlete sotto il precedente primato. Vince (e quindi si terrà il blasone) Maura Luppi, con 20'45"99, quasi 40" in meno del precedente record di Roberta Ricupero. MVP ad Anna Micheletti. Qui sotto una pagina che riporta tutti i report di tutte le categorie. 

Italiani Master 2012: gli M60 - MVP a Finielli

Ormai i mondiali master sono iniziati, quindi devo andare un pò veloce con l'analisi dei campionati italiani master... purtroppo troppi atleti, troppe prestazioni significative, troppi personaggi! Ci fosse qualche anima pia con il dono della scrittura che mi desse una mano!! Passo rapidamente così agli M60, con la consapevolezza che... non ce la farò mai. 60 M60 a... Antonio Rossi, ma stavolta di veramente poco: 2 centesimi (8"27 a 8"29) su Antonio Caso e un decimo su Livio Bugiardini. A momenti cade un regno che è come la Coppa America per gli States, che perse Dennis Conner dopo 132 anni di vittorie. Ora, Antonio Caso non è Australia II, ma la vittoria di sicuro sarebbe stata catalogabile alla voce "impresa". Per Antonio è infatti il 13° titolo consecutivo (e 15° complessivo) sui 60 metri, la cui striscia vincente è iniziata nella stagione 2000. Penso che mai come quest'anno, complice una condizioni inferiore a quella dell'anno scorso e forse tarata sui tardi campionati mondiali che iniziano domani, abbia rischiato di perdere lo scettro. Le precarie condizioni lo priveranno, tra l'altro, del titolo dei 200, che andrà ad appannaggio proprio di Caso, che vinse l'altro unico titolo indoor (e proprio sui 200) nel... 2000! Corsi e ricorrenze storiche. 26"95 per lui, che supera a sorpresa Livio Bugiardini (27"42) e quindi ancor più a sorpresa Antonio Rossi (27"46). C'è da dire "Clamoroso al Cibali!". Rudolf Frei, orfano di Vincenzo Felicetti (qualcuno sa cosa gli sia successo?), maramaldeggia sui 400, gestendo la vittoria in 1'02"87. Primo titolo master sul doppio giro di pista (ma anche outdoor), che erano praticamente sempre andati senza soluzione di continuità proprio a Vincenzo. Giovanni Finielli mette la doppietta 800-1500 (6° titolo indoor, e seconda doppietta consecutiva) con 2'38"24 e 4'55"04. Sui 1500 dopogara incandescente con Dario Rappo, finito secondo a soli 5 centesimi e che probabilmente lo accusava di qualche scorrettezza sul giro finale. E' nata una rivalità sanguigna. No, dai... senza sapere cosa sia successo, dopo la vicenda che ha visto coinvolto Luigi Cicchetti sui 400 M40, mi sento di dire che il contatto nella gara indoor, faccia parte del gioco... a certe condizioni (e qui non c'entra lo scontro Finielli-Rappo). Ma non deve essere sempre proibito, proprio per la natura della pista (le corsie sono anche più piccole). Fortunatamente Dario Rappo se ne torna a casa con il medaglione dei 3000, con 10'37"94 (9° titolo italiano al coperto). Tullio Hrovatin si cinge la corona dei 60hs bagnata con il nuovo record italiano con la nuova configurazione degli ostacoli da 84 a 8,00 mt: 10"23, che abbassa il 10"77 di Nani Prampolini, ma con il record nelle vecchie disposizioni a 9"90 (Antonio Montaruli nel 2009). Doppietta anche di Piercarlo Molinaris tra salto in alto (1,45) e salto in lungo (5,08), vinto di un centimetro su Roberto Lacovig, che aveva condotto dal primo al quinto salto. Per Molinaris terza doppietta consecutiva lungo-alto tra outdoor ed indoor. Un altro Rappo, ma Francesco, vince il primo titolo italiano nell'asta (2,50). Torna nel triplo il Drake Crescenzio Marchetti, un totem del masterismo italiano rimasto un paio di stagioni ai box. 11,60 e 3° titolo italiano, con il primo vinto nel 1992, 21 stagioni fa. Il peso non poteva che finire ad Antonio Maino, 13,27. E alla fine titolo nella marcia per Alberto Pio: 15'10"39. MVP a Giovanni Finielli.

Texas Relay: proiettili ventosi - Demps 10"01 - Bracy (18 anni) 10"06 - la Ross 10"89

Marvin Bracy
Negli States passano le primavere ad organizzare kermesse di due/tre giorni in cui far sbizzarrire gli universitari, collegiali e giovani leve, sbattendoci dentro diverse gare "pro", diverse gare per ragazzini, e facendo trionfare lo spettacolo. Centinaia di atleti, in uno stadio, sponsor che seguono l'evento... in Italia una cosa del genere, benchè non comporti grossi sforzi mentali e monetari per essere organizzata, è lungi dall'essere anche pensata. Lo spettacolo, il richiamo per gli sponsor, non è previsto, a meno di vestire un solo Brand... quello. Si va così ad Austin, in Texas, per le Texas Relays, dove, complice un vento genuino ma generoso, si è assistito alla prima massiccia raffica di proiettili umani dell'anno. Come segnalava Eroszag, clamoroso il 10"06 di Marvin Bracy (classe 1993, ma di dicembre...) con "soli" 2,4 di vento. L'anno scorso, sempre ventoso, corse in 10"05 ad Eugene. Jeff The Gator Demps invece, con 2,9 di vento arriva a 10"01, lambendo quindi la soglia degli inferi, sotto la quale si entra nei gironi danteschi dello sprint demoniaco. Fa nulla se per farlo serve un "aiutino" dato da Eolo... il 9" davanti ai decimi, fa sempre il suo sporco effetto. 10"01 è anche il suo PB regolare (ad Eugene, nel 2008, prima di dedicarsi anima e core al football NCAA), mentre il 9 (con un 96 a completare l'affresco) l'ha effettivamente visto nella galleria del vento di Eugene: era il 2010. Nell'Invitational 10"09 per Aaron Brown (3,1 di vento), con lo stesso tempo al centesimo di Cordero Gray. Sorprendente lo stato di forma di Sanya Richard Ross, ora ufficialmente recuperata al circus atletico mondiale: 10"89 anche lei con 2,9 di vento a favore. La compagna del giocatore NFL Ross, correrà poi una frazione di 4x400 che concluderà in 3'27"03. Tempo da finale olimpica... Nelle altre relays del miglio, presenti Natasha Hastings (3^ ad Istanbul tre settimane fa), la sprinter Bianca Knight (sono curioso di vedere se quest'anno progetterà una stagione più equilibrata rispetto all'anno scorso... anche se negli States il picco di forma va ricercato per i Trials olimpici), Francena McCorory, che detiene il record americano dei 400 indoor... Nella versione universitaria/collegiale dei 100 metri 10"94 per la ventenne Kimberly Duncan con la retrospinta aerea di 3,0 mt/s. Lei è soprattutto una duecentista... Nella 4x400 al maschile, versione Invitational, torna in pista Jeremy Wariner a traghettare la Central Texas All Stars a 3'01"54, miglior tempo mondiale dell'anno. 
Nelle 4x100, tutti guardano la 4x100 con Doc Patton (10"04 regolare la settimana scorsa) e il Principe Wallace Speramon (comunque impressionante in ultima frazione dopo il 19"95 di 7 giorni fa), terminata in 38"68, che quasi passa inosservato il 38"30 del quartetto universitario Auburn, costituito da Marcus Rowland (1990, PB di 10"03 nel 2009), Harry Adams (1989 e 10"19 l'anno scorso), Michael DeHaven (1989, PB di 10"34) e Keenan Brock (1992 e 10"21): insomma non ci vuole la scienza applicata dei cambi per mettere su una staffetta da 38"3, avendo 4 atleti da 10"2. 
110hs un pò strozzati: il vento quando bisogna cadenzare la ritmica non è sempre così positivo: diciamo che c'è un vento d'equilibrio, oltre il quale si arriva troppo sotto l'ostacolo e le "parabole" di passaggio si fanno più acute... con le conseguenze che si possono desumere. Chris Thomas si accontenta così di 13"45 (1,7 di vento), Jeff Porter 13"59, due soli centesimi in meno del decathleta Trey Hardee. Fa meglio di loro l'universitario Barrett Nugent di LSU: 13"37 anche se con 2,9 giungendo davanti a Shane Braithwaite 13"43 (campione mondiale allievi). Nicole Denby sciabola un gran 12"78 sui 100hs (ma con 3,3 di vento), davanti a Candise Devis (12"89). Altra sfornata di sub-13" tra le universitarie: Doninquè Fleminsgs 12"88, Tiffani McReynolds e Keisha Wallace 12"97: tutte con 2,2 di vento a favore. 
Nelle altre gare 49"58 di Morton Amaechi sui 400hs: 55"91 sulla stessa gara, ma al femminile, per Janaeil Bellille; 7,98 nel lungo per Samuel Jarrett (con 3,2 di vento), e un notevole 6,86 per Chelsea Hayes ma con un altrettanto incredibile dato del vento: +5,0. Nella gara universitaria del peso, in 4 superano i 19 metri (solo per dire come è l'attuale situazione italiana). L'intramontabile Amy Acuff la si rivede a 1,95. Un'altra curiosità sull'asta universitaria femminile: misura di entrata... 4 metri! Ovvero laddove le gara in Italia finiscono e che vedono solo 3 o 4 atlete in grado di superarla. In 11 hanno superato la misura di entrata (ai Texas Relays, non ai campionati americani): in 11 hanno poi superato i 4,15! Vittoria finale per Tina Sutej con 4,55. Di sicuro avere una base statistica così ampia...